Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Author

Brescia2.it - page 239

Brescia2.it has 2937 articles published.

Moda, in Lombardia vale un miliardo di export al mese. A Brescia 3.500 imprese

in Commercio/Economia/Tendenze/Tessile by

Moda, in Lombardia vale un miliardo di export al mese. A Brescia 3.500 imprese Piace sempre di più la moda “Made in Milan” nel mondo, cresce la spesa all’estero per i nostri vestiti in un anno, quasi 5 miliardi, +8% secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano. Bene anche Bergamo e Brescia (+6%) e Lecco (+9%). Supera così i 9 miliardi in nove mesi l’export lombardo. Principali clienti sono: Francia, Hong Kong e USA. Crescita a due cifre per Canada (+20%), Corea (+18%) e Giappone (+13%).

Sono circa 34.500 le imprese attive nel settore della moda in Lombardia, di cui quasi 14 mila nella produzione moda e oltre 20 mila nel commercio e design. Dopo Milano, che è prima con il 38% (13 mila) delle imprese della moda in regione, vengono Brescia con 4 mila imprese, Bergamo e Varese con quasi 3.500, Como con 2.600 e Monza e Brianza con circa 2.300. 193 mila gli addetti del settore, il 23% del totale italiano, di cui oltre 87 mila a Milano. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2016. Export lombardo di moda nel mondo: 9,2 miliardi di euro. Cresce l’interesse per la moda lombarda nel mondo: nei primi nove mesi del 2016 l’export supera i 9,2 miliardi di euro con una crescita del +4,7% in un anno, quasi quattro volte la crescita dell’export italiano che si ferma al +1,2%. La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento, per un valore di 4,2 miliardi di euro, quindi prodotti tessili per 2,7 miliardi e articoli in pelle per 2,3 miliardi che è anche il settore che cresce di più, +8% tra 2015 e 2016.

Milano, Bergamo, Brescia e Lecco: tra le maggiori esportatrici che crescono di più. Milano pesa la metà dell’export lombardo (49,2%, 4,5 miliardi, +8,2% in un anno), la seguono poi Como (1,1 miliardi, +2,3%), Bergamo (721 milioni, +5,6%), Mantova e Varese (entrambe circa 668 milioni, +0,2%, -2,6%), Brescia (563 milioni, +6,4%), Monza (347 milioni, – 8%), Lecco (224 milioni, +8,5%).

Francia, Hong Kong e USA i principali mercati, crescita a due cifre per Canada, Corea e Giappone. La Lombardia ha esportato nel 2016 soprattutto verso l’Unione Europea (3,9 miliardi), l’Asia orientale (2,4 miliardi), il resto d’Europa (1,2 miliardi) e l’America del Nord (902 milioni). La Francia è il primo mercato della Lombardia, con 965 milioni di export in nove mesi, seguita da Hong Kong dove sono arrivate esportazioni lombarde per 809 milioni, Stati Uniti (802 milioni) e Germania (653 milioni). Quinta la Cina verso cui si sono dirette 520 milioni di esportazioni. Considerando i principali clienti della moda lombarda, cresce in un anno principalmente l’export verso Canada (+20,1%), Corea del Sud (+16,7%) e Giappone (+13,3%). Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati Istat al terzo trimestre 2016 e 2015. Al via percorso di formazione per esportare in USA. La Camera di commercio con la sua azienda speciale Promos propone per le aziende del settore Fashion un percorso guidato e personalizzato di formazione sulle opportunità di business negli USA. Il servizio è rivolto in particolare alle aziende del settore moda e nello specifico i segmenti coinvolti sono: abbigliamento, accessori e calzature. Il progetto prenderà il via a febbraio con il corso di formazione NIBI – Business in USA.

Bcc, Bonometti (Aib) si schiera con Iccrea: è la scelta giusta

in Aib/Associazioni di categoria/Banche/Economia by

E’ guerra in seno dalla Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo. Da un comunicato ufficiale della federazione, infatti, emerge la mancanza delle condizioni necessarie per intraprendere una strada comune tra le due candidate capogruppo, Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca e, pertanto, l’impraticabilità della costruzione di un progetto unitario a livello nazionale. ”Se ne deduce – scrive Aib in una nota – che verranno avviati due progetti distinti e concorrenti, che costringeranno le Bcc ad operare una scelta che, presumibilmente, porterà a spaccature e divisioni”.

E il presidente di Aib Marco Bonometti, come spesso ha fatto, non manca di schierarsi: “Ad oggi, il Consiglio di Amministrazione della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo ha deciso di porre in essere tutte le attività utili affinché le Bcc lombarde aderiscano alla proposta di Iccrea Banca e l’Associazione Industriale Bresciana non può che sostenere questa scelta, auspicando che anche le altre Bcc comprendano le motivazioni di questa posizione e vi aderiscano, arrivando ad una soluzione unitaria e di sistema. E’ fondamentale che anche in Italia nasca un player forte e rappresentativo, competitivo con le realtà internazionali e aderente alle necessità delle nostre imprese. Con l’adesione ad Iccrea, le Bcc si trovano di fronte ad un’importante opportunità che non possono permettersi di perdere; un’opportunità che – pur consentendo loro di mantenere un saldo legame con il Territorio – le metterà in condizioni di operare in un contesto globale che richiede ingenti investimenti in servizi e strutture per affrontare la concorrenza di Gruppi Internazionali e per adeguarsi alle richieste sempre più stringenti dell’Europa.”

“Nel mondo della finanza e delle banche – prosegue Bonometti – stiamo assistendo ad un cambiamento epocale al quale nessuno può pensare di sottrarsi, il contesto competitivo sta cambiando sotto la spinta di un nuovo modo di fare banca e di una maggiore necessità di regolamentazione. Qualunque scelta diversa non farebbe altro che indebolire il sistema, dissipare risorse, moltiplicare i costi e sperperare quel patrimonio che le Bcc hanno accumulato in tanti anni di interazione con i loro Territori. La mia posizione così netta deriva proprio dalla conoscenza profonda del mio Territorio e dei suoi bisogni, che ritengo siano – con tutte le differenze del caso- trasferibili a livello nazionale e dalla consapevolezza della necessità di adeguare l’offerta del sistema bancario e finanziario ad uno scenario ormai distante anni luce dalla realtà a cui eravamo abituati negli anni pre-crisi. Uno scenario – conclude il presidente uscente degli industriali bresdiani – al quale il sistema bancario italiano è tenuto a dare risposte concrete e in tempi rapidi; uno scenario al quale si può rispondere solo unendosi e creando un polo forte e strutturato, evitando inutili e dannose parcellizzazioni”.

Saldi, in Lombardia valgono 20 milioni. A Brescia 1.500 imprese

in Commercio/Economia/Evidenza/Tendenze/Tessile by

Tra turisti per la prima settimana di apertura dei saldi e la “settimana della moda”, che inizia domani, questi primi giorni di gennaio valgono 20 milioni di euro per l’accoglienza milanese. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati RES STR Global, considerando l’impatto in continuità con gli anni precedenti.

Le imprese dei saldi a Milano. Sono soprattutto imprese che si occupano di abbigliamento in esercizi specializzati (1.321), confezioni per adulti (1.009), calzature (468), biancheria e camicie (456), confezioni per bambini (181), pelletteria da viaggio (166). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo trimestre 2016.

Abbigliamento e accessori: in Lombardia 11 mila attività. Di queste, una su tre ha sede a Milano (3.705). In Lombardia al secondo posto Brescia (1.511 imprese, l’11esima provincia italiana nel settore), seguita da Bergamo (1.065), Varese (859) e Monza e Brianza (788). Sono soprattutto imprese che si occupano di abbigliamento in esercizi specializzati (3.536), confezioni per adulti (2.981), calzature (1.412), biancheria e camicie (1.280), confezioni per bambini (680), pelletteria da viaggio (363).

In Italia shopping di moda scontato in 98 mila imprese: prime Napoli, Roma, Milano e Bari. Più imprese legate all’abbigliamento e ai saldi di questi giorni a Napoli (9.348), Roma (8.626), Milano (3.705), Bari (3.132), Torino (2.939), Salerno (2.637). Anche Palermo e Caserta superano le 2 mila imprese, quasi raggiunte anche da Firenze e Catania.

Saldi in Lombardia: i numeri (scarica il pdf con tutti i dati)

Venerdì in Aib un incontro con i percorsi formativi del Natta di Bergamo

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Eventi/Evidenza/Formazione by

Associazione Industriale Bresciana organizza per venerdì 13 gennaio alle 16.30 in sede (via Cefalonia, 60 – Brescia) un incontro dedicato alle aziende del settore chimico, alimentare, meccanico e siderurgico, per presentare il progetto di alternanza scuola-lavoro della Fondazione Istituto Tecnico Superiore per le Nuove Tecnologie della Vita, promosso dall’Istituto Tecnico Chimico “Giulio Natta” di Bergamo.
L’Istituto Tecnico Superiore (ITS) nasce dall’esigenza di soddisfare la richiesta di professionalità altamente qualificate da parte delle imprese, ed è un percorso post-diploma parallelo ai corsi universitari indirizzato ai diplomati tecnici, in particolare periti chimici. Tre i percorsi formativi biennali attualmente attivati dall’istituto bergamasco: Tecnico superiore per le produzioni biotecnologiche; Tecnico superiore per le produzioni chimico-industriali; Tecnico superiore per le applicazioni industriali della gomma e del PTFE.

All’incontro – al quale interverranno Paola Artioli, vice presidente di AIB per l’Education, e Giovanni Silvioli, presidente del settore Chimico di AIB –  saranno presenti anche i sei studenti bresciani che stanno frequentando i corsi. Gli imprenditori potranno così conoscere i profili di questi allievi per accoglierli eventualmente in stage in azienda e fornire indicazioni e proposte formative agli insegnanti. Il presidente della Fondazione Giuseppe Nardiello, insieme al direttore Ilario Amboni e al docente Pietro Zappa, saranno infatti a disposizione per ogni dettaglio sull’attività di formazione promossa dall’istituto e sulle procedure per attivare i tirocini in azienda della durata di 900 ore.

Al termine dei suoi percorsi di specializzazione ITS, l’Istituto “Giulio Natta” registra sempre ottimi risultati dal punto di vista occupazionale: il giorno stesso degli esami oltre il 70% dei neodiplomati ha già un lavoro e a distanza di pochi mesi si raggiunge la piena occupazione (conferma partecipazione: education@aib.bs.it).

 

Lombardia, contributi a fondo perduto per le imprese del settore strumenti musicali

in Bandi/Economia/Evidenza/Istituzioni/Mauro Parolini/Personaggi/Regione by

“Un sostegno a 29 imprese, con contributi a fondo perduto, per finanziare i loro investimenti di sviluppo in un settore fatto di artigiani dell’eccellenza e di grandi professionisti nella vendita e distribuzione, che ha subito in questi ultimi anni i morsi della crisi e i cambiamenti introdotti dalla diffusione del canale di vendita digitale”. È quanto ha dichiarato stamane Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo Economico, commentando la pubblicazione degli esiti dell’iniziativa ‘Variazioni Musicali’, il bando di Regione Lombardia per la concessione di contributi per interventi di innovazione delle micro e piccole imprese della filiera degli strumenti musicali.

“Con questa iniziativa pilota molto specifica – ha continuato l’assessore – siamo intervenuti in maniera sussidiaria innanzitutto per valorizzare e rilanciare questo comparto che in Lombardia conta poco più di 300 micro e piccole imprese della liuteria e della distribuzione. Lo abbiamo fatto attraverso un aiuto concreto alle imprese che operano in un contesto di nuove ed interessanti sfide imposte dal mercato, finanziando i loro interventi innovativi finalizzati ad aumentare la competitività, rendere più attrattivi i punti vendita, fornire nuovi servizi, migliorare i processi di produzione ed ampliare le opportunità di sviluppo e crescita”.

“La nostra misura – ha concluso Parolini – si integra in modo positivo e virtuoso con quella avviata a livello nazionale su proposta dell’on. Raffaello Vignali, che prevede un contributo statale per l’acquisto di strumenti musicali nuovi agli studenti del conservatorio e con la possibilità di usare anche la Dote scuola di Regione Lombardia per la stessa finalità, sostenendo al contempo la rivitalizzazione del settore economico coinvolto e l’importanza dell’educazione musicale e della libertà di espressione artistica, soprattutto per i più giovani”.

Nuove imprese, nel 2017 a Brescia sono già 100

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Startup/Tendenze by

C’è l’imprenditrice milanese che fa design di moda e industriale, la società milanese che studia, progetta e monta parchi eolici, l’imprenditore cinese che confeziona biancheria da letto e da tavola o l‘ecuadoregno che ha aperto un ristorante – polleria. C’è l’impresa di Roma che monta palchi, stand e strutture per manifestazioni, quella che fa scommesse sportive, l’affittacamere, il tagliaboschi. C’è il senegalese che ha aperto a Brescia un’attività di tatuaggi. Sono alcune delle prime imprese dell’anno: sono 4.195 le nate dal 1° al 5 gennaio in Italia, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese, quasi una su cinque in Lombardia (722).

Ogni giorno nel Paese ci sono state 839 iscrizioni, circa 50 a Roma a Milano. Donne una su tre, stranieri e giovani uno su cinque. Le nuove ditte guidate da una titolare donna sono circa il 35%, più di una su tre, a Milano 39, in Lombardia 140, in Italia 890. Gli stranieri sono il 19% in Italia, ma salgono al 26% in Lombardia e al 32% a Milano (rispettivamente 481, 108 e 35 imprenditori). I giovani sono uno su cinque (20 titolari a Milano, 83 in Lombardia e 562 in Italia).

In Italia prima è Roma con 249 neo – iscritte (5,9% sul totale italiano), seguita da Milano (240, 5,7%), Napoli (175, 4,2%), Torino (140, 3,3%). Poi ci sono Brescia, Cuneo e Bergamo con oltre 100 nuove imprese. Tra i maggiori centri economici, a Bari ne sono nate 96, a Caserta 93, a Padova 87, a Bolzano 85, a Verona 74, a Firenze 72, ad Ancona 66, a Bologna 60, a Venezia 55, a Genova 29, a Palermo 16. In Lombardia. Più numerosi in regione i nuovi imprenditori a Milano (240, una su tre), Brescia (122), Bergamo (105), Varese (65), Monza (36), Mantova (30), Lecco (26), Como (20).

A Milano. Sono 240 le imprese a iscritte a Milano nei primi 5 giorni del 2017. 144, il 60% del totale, ha sede a Milano città e di queste circa una su quattro proprio in centro. Quasi la metà delle neo imprese sono imprese individuali che in un caso su tre hanno come titolare uno straniero. Tra i Paesi di provenienza, prima è la Cina con il 39% dei neo-imprenditori stranieri, seguita da Egitto (22%), Bangladesh ed Ecuador (8% ciascuno).

Sarezzo, all’asta lo stabile delle ex Trafilerie Simonelli: si parte da 5 milioni

in Acciaio/Bandi/Crisi/Economia by

C’è tempo fino alle 12 del 31 gennaio per presentare le offerte per il complesso di via Seradello che per oltre dieci anni ha ospitato le ex Trafilrie Simonelli, a Sarezzo. Dopo anni di mediazioni e di trattative senza successo, lo stabile è stato infatti messo all’asta. Il lotto vale circa 5 milioni e mezzo di euro. Una prima parte, costituita da porzione del capannone e dal bosco nella parte esterna dello stabilimento, parte da un prezzo base di 2.970.000 euro. Mentre il resto del capannone e altri mila metri di area esterna, di proprietà di Unicredit Leasing, sono valutati 2 milioni 238 mila euro. Dall’eventuale vendita, il Comune di Sarezzo incasserà circa 229 mila euro. La cauzione da versare dovrà essere pari al 10% del prezzo offerto. Il curatore fallimentare è Giovanni Lombardi. Se l’operazione andrà a buon fine si aprirà la partita della riconversione dell’area industriale dismessa.

http://www.portalecreditori.it/procedura.php?id=87882

Influenza, alle aziende bresciane costa oltre 300mila euro al giorno

in Economia/Tendenze by

Sindrome da influenza? Colpisce anche le imprese lombarde ma il picco non è ancora arrivato: infatti il costo stimato per 11 settimane, dallo scorso ottobre a inizio gennaio, ha superato i 30 milioni di euro (3,7 milioni per la sola provincia di Brescia: 336mila euro al giorno), quasi un quinto del totale italiano di oltre 140 milioni, per circa 383 mila giorni persi in malattia, su due milioni in Italia. Un impatto costante rispetto agli anni precedenti, se si esclude lo scorso anno in cui era circa la metà. È quanto emerge da una stima della Camera di commercio di Milano su dati Istat e Ministero della Salute. Il dato considera gli occupati costretti a letto, tra imprenditori e lavoratori, per una media di tre giorni di convalescenza a testa, esclude il costo del week end e tiene conto del diverso reddito pro-capite da lavoro dipendente per regione italiana. La più colpita tra le lombarde: Milano con un costo di circa 10 milioni di euro e circa 126 mila giorni di malattia. Seguono Brescia con 3,7 milioni di euro circa (47 mila giorni di malattia) e Bergamo con 3,2 milioni (41 mila giorni). Vengono poi Monza e Brianza con 2,7 milioni (34 mila giorni), Varese e Como con 1,8 (oltre 20 mila giorni persi). I costi dell’influenza in Italia superano i 140 milioni di euro, in linea con gli anni precedenti (ma erano la metà lo scorso anno) e 2 milioni di giorni di malattia. Tra le più colpite: Roma con oltre 11 milioni di euro di costi e 159 mila giorni di malattia, Milano con 10 milioni di euro e 126 mila giorni di malattia, Torino con 6 milioni e 82 mila giorni, Napoli con 4 milioni e 72 mila giorni di malattia. Vengono poi Brescia e Bergamo con oltre 3 milioni. Seguono Bologna, Monza, Firenze tutte con circa 3 milioni di costi. Le imprese della salute in Lombardia e in Italia. Sono oltre 6 mila le attività in Lombardia nei settori legati alla salute e crescono circa del 3% in un anno. La metà si occupa di assistenza sanitaria (3.373), più di 2 mila sono impegnate nell’assistenza sociale non residenziale mentre 752 nell’assistenza sociale residenziale. Tra le province Milano è prima con 2.348 imprese (+2,6% rispetto al 2015), seguita da Brescia con 638, Monza e Brianza con 586, Bergamo con 572, Varese con 566. La Lombardia rappresenta circa un quinto del totale italiano che è di quasi 36 mila imprese (+4,2% in un anno). In Italia le più attive sono: Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo trimestre 2016 e 2015.

Imprese salute Brescia
Dati: imprese settore salute privata Brescia e Lombardia (per accedere ai dati completi in formato leggibile basta scaricare l’immagine sul proprio computer)
Aziende, risorse spese a causa dell'influenza
Dati: costo dell’influenza per le aziende della Provincia di Brescia (per accedere ai dati completi in formato leggibile basta scaricare l’immagine sul proprio computer)
Aziende, risorse spese a causa dell'influenza
Dati: costo dell’influenza per le aziende della Provincia di Brescia (per accedere ai dati completi in formato leggibile basta scaricare l’immagine sul proprio computer)

A gennaio 24 imprese della Leonessa all’estero con Pro Brixia

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Evidenza/Export by

Pro Brixia – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Brescia – informa che nel mese di Gennaio 24 imprese parteciperanno a due fiere internazionali, nell’ambito del calendario di iniziative per l’internazionalizzazione delle imprese.

Per ogni manifestazione fieristica 2017 la Camera di Commercio di Brescia mette a disposizione contributi alle imprese, sotto forma di voucher, da scontare all’impresa – previa verifica dei requisiti richiesti – all’atto formale di adesione e di sottoscrizione del contratto di partecipazione alle manifestazioni fieristiche all’estero.

Per la partecipazione a fiere estere (nuova o II edizione), con l’Azienda Speciale Pro Brixia quale soggetto attuatore, il voucher – scontato all’impresa all’atto formale di adesione e di sottoscrizione – è riconosciuto nella misura pari a € 3.000 oppure nella misura pari a € 4.000, commisurato ai costi di partecipazione per singola impresa con stand allestito, maggiorato della ritenuta di legge del 4%.

Ulteriori dettagli e informazioni sono disponibili sul sito di Pro Brixia www.probrixia.it alla voce “internazionalizzazione/contributi alle imprese”.

SHOT SHOW – Salone Internazionale della Caccia e del Tempo Libero Las Vegas (USA), 17 – 20 gennaio 2017

Edizione: 39a

Settore: armiero

All’edizione 2016 hanno partecipato più di 1.600 espositori, su una superficie di 59.458 mq. I visitatori sono stati 64.333.

Aziende partecipanti: 17 (di cui 11 di Brescia e 6 fuori provincia)

1. CHIAPPA FIREARMS SRL – Azzano Mella (BS)

2. B.S.N. Technology SRL – Cellatica (BS)

3. CALVI SPA – Merate (LC)

4. CLEVER SRL – Verona

5. COLTELLERIE FOX ORESTE FRATI SNC – Maniago (PN)

6. COLTELLERIE MASERIN SNC – Maniago (PN)

7. LIONSTEEL SAS – Maniago (PN)

8. EUROTARGET SRL – Reggiolo (RE)

9. F.A.I.R. SRL – Marcheno (BS)

10. F.A.P. F.LLI PIETTA SNC – Gussago (BS)

11. L.P.A. di Ghilardi Srl – Gardone V.T. (BS)

12. MEC-GAR SRL – Gardone V.T. (BS)

13. PEDERSOLI 2 SRL – Gardone V.T. (BS)

14. PEDERSOLI DAVIDE & C. SNC – Gardone V.T. (BS)

15. RAMBA – Flero (BS)

16. SABATTI SPA – Gardone V.T. (BS)

17. TANFOGLIO FRATELLI SNC – Gardone V.T. (BS)

ARAB HEALTH – Salone Internazionale delle Attrezzature Mediche e Servizi Ospedalieri

Dubai (Emirati Arabi), 30 gennaio – 2 febbraio 2017

Edizione: 42a

Settore: medicale

All’edizione 2016 hanno partecipato 4.000 espositori. I visitatori sono stati 130.000 provenienti da 163 paesi.

Aziende partecipanti: 7 imprese

1. 3A HEALTH CARE SRL- LONATO (BS)

2. ENKI SRL – CONCESIO (BS)

3. GLOREHA (IDROGENET SRL) – LUMEZZANE (BS)

4. NORDITALIA GROUP SRL – DESENZANO D/G (BS)

5. SANIPUR Srl – FLERO (BS)

6. SOGEVA SRL – OSPITALETTO (BS)

7. TONOLI SRL – PASSIRANO (BS)

Rigotti (Cna): non è obbligatorio il pagamento dei bollettini Haccp

in Alimentare/Artigianato/Associazioni di categoria/Cna/Economia/Eleonora Rigotti/Personaggi by
La presidente di Confederazione nazionale artigianato Eleonora Rigotti

Nelle scorse settimane numerose aziende alimentari in tutta Italia hanno ricevuto bollettini di conto corrente postale intestati al “Registro italiano operatori Haccp”. Cna sottolinea che si tratta di un registro che non è gestito dalla pubblica amministrazione e che l’iscrizione non è soggetta ad alcun obbligo di legge. Le aziende del settore, insomma, non sono tenute al pagamento del bollettino. Se intendessero versare la somma richiesta, chiarisce Cna, si tratterebbe di una loro libera ed autonoma decisione di aderire alla proposta commerciale di una società privata che ha sede a Sirmione.

Cna Alimentare a livello nazionale ha annunciato che segnalerà l’accaduto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per un eventuale intervento sanzionatorio, perché alla richiesta di pagamento non corrisponde nessun obbligo di legge e la proposta commerciale appare poco chiara e trasparente. Cna Brescia è disponibile a raccogliere eventuali segnalazioni via telefono allo 030/3519511, oppure via mail a info@cnabrescia.it.

«Quello alimentare è un settore sottoposto a rigidi controlli e ad un incessante aggiornamento delle normative. Nonostante eventuali difficoltà, si conferma sempre molto alta e contribuisce alla creazione dell’alto valore aggiunto del made in Italy l’attenzione delle nostre imprese al rispetto delle regole. Proprio per questo – dichiara la presidente di Cna Brescia, Eleonora Rigotti – è comprensibile che la ricezione di una comunicazione così poco chiara possa portare a credere di dover pagare per non incorrere in sanzioni».

«Nulla vieta alle aziende di aderire a iniziative private. Il compito di Cna – continua la presidente Rigotti – è però quello di fornire alle imprese tutte le informazioni perché possano cogliere occasioni o evitare sprechi. In questo caso, questo vuol dire ribadire che non si tratta di un pagamento obbligatorio, ma di un’operazione a soli fini commerciali».

Go to Top
Vai alla barra degli strumenti