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Marzo 2026

Confesercenti lancia l’allarme sul caro-benzina e il caro-energia

in Economia/Energia by
Benzinaio, foto generica da Pixabay

L’aumento dei prezzi di energia elettrica, gas e carburanti torna a mettere sotto pressione le imprese del terziario anche nel territorio bresciano. A lanciare l’allarme è Confesercenti Lombardia Orientale con la sua presidente Barbara Quaresmini, che evidenzia come “la nuova fase di rincari rischi di compromettere la sostenibilità economica di negozi, pubblici esercizi e strutture ricettive della provincia”.

Secondo le elaborazioni dell’associazione la recente tensione sui mercati energetici – aggravata dalle dinamiche geopolitiche internazionali – ha determinato un’accelerazione significativa dei costi. Quaresmini evidenzia che “nelle ultime settimane i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sono cresciuti di circa il 24%, mentre quelli del gas hanno registrato incrementi prossimi al 33%. Se questi livelli dovessero consolidarsi, l’impatto sul sistema delle piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi sarebbe rilevante già nel 2026, con un aggravio complessivo stimato a livello nazionale vicino ai 900 milioni di euro rispetto all’anno precedente”.

A questo scenario si aggiunge il nuovo rialzo dei carburanti, con il diesel che ha registrato aumenti molto rapidi nelle ultime settimane. Un elemento che incide direttamente sui costi di trasporto e approvvigionamento delle imprese e che si riflette a cascata su tutta la filiera commerciale e turistica.

Matteo Bozzoni, presidente di Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) Confesercenti Lombardia Orientale, valuta positivamente il taglio delle accise sui carburanti deciso dal Governo, considerandolo un intervento utile nell’immediato per attenuare gli effetti di una crisi ancora difficile da decifrare, ma a condizione che il costo della misura non ricada sui gestori. «Ritengo indispensabile aggiungere che il taglio delle accise non può gravare sulle spalle dei gestori: con i nostri margini è impossibile sostenere ancora una volta il peso di questo intervento» sottolinea Bozzoni.

«È necessario chiarire con nettezza che i gestori non hanno alcuna responsabilità nella determinazione dei prezzi finali al pubblico – osserva Bozzoni –. Per questo motivo critiche e controlli devono essere indirizzati verso chi, lungo la filiera, definisce realmente le politiche di prezzo, e non verso i gestori, che si limitano ad applicare decisioni assunte altrove».

Infine il presidente di Faib ribadisce la necessità di accelerare sull’approvazione della riforma del settore, ferma da tempo, ritenuta fondamentale per garantire benefici duraturi in termini di trasparenza, legalità e funzionamento del mercato, evitando che gli interventi emergenziali restino isolati e privi di effetti nel lungo periodo.

Nel contesto locale, caratterizzato da una forte presenza di attività di prossimità, ristorazione e accoglienza, l’aumento combinato dei costi energetici e dei carburanti si traduce in una pressione immediata sui margini operativi. Per Andrea Maggioni, coordinatore per il Garda dell’associazione, “l’incremento medio stimato si aggira intorno ai 1.500 euro annui per impresa, ma con differenze significative tra i settori: le strutture ricettive di medie dimensioni possono arrivare a sostenere rincari superiori ai 2.700 euro, mentre i ristoranti si attestano attorno ai 1.800 euro e i bar oltre i 1.000 euro. Anche il commercio al dettaglio, pur con valori più contenuti, risente comunque in modo sensibile dell’aumento delle bollette. Per molte attività, in particolare quelle più energivore come alberghi e ristoranti, si tratta di costi difficilmente comprimibili nel breve periodo”.

Alla dinamica dei rincari si affianca un ulteriore elemento di criticità legato alla contrazione del potere d’acquisto delle famiglie. L’aumento delle bollette domestiche e dei carburanti rischia infatti di ridurre la capacità di spesa dei consumatori, con effetti diretti sui livelli di domanda e quindi sui ricavi delle imprese locali. Si configura così una doppia pressione sul sistema economico: da un lato l’aumento dei costi di gestione, dall’altro una domanda più debole.

Confesercenti Lombardia Orientale sottolinea inoltre come il differenziale dei costi energetici rispetto ad altri Paesi europei continui a penalizzare le imprese italiane, incidendo negativamente sulla competitività, in particolare nel comparto turistico. A ciò si aggiunge il peso crescente dei carburanti, che rappresentano una voce sempre più rilevante per logistica, distribuzione e mobilità. In un territorio come quello bresciano, dove commercio, servizi e accoglienza rappresentano una componente essenziale dell’economia locale, il rischio concreto è una progressiva erosione dei margini e una riduzione della capacità di investimento.

Di fronte a questo scenario l’associazione richiama la necessità di interventi tempestivi e strutturali. Sempre per Quaresmini “diventa prioritario intervenire sulla componente degli oneri di sistema, prevedere misure emergenziali in grado di contenere i costi energetici e dei carburanti e avviare politiche di medio periodo orientate alla stabilizzazione dei prezzi. Allo stesso tempo è fondamentale facilitare l’accesso delle piccole e medie imprese a forniture energetiche più competitive e sostenibili”.

“Energia, gas e carburanti rappresentano costi strutturali per le imprese del commercio e del turismo – evidenzia Maggioni – e non possono essere assorbiti a lungo senza conseguenze sulla tenuta del tessuto economico locale. È necessario agire rapidamente per evitare effetti negativi su occupazione, investimenti e vitalità dei centri urbani”.

Inflazione, ecco l’andamento a Brescia città nel mese di febbraio

in Città e Hinterland/Economia/Tendenze/Zone by

Nel mese di febbraio 2026, in base ai dati definitivi Istat, i prezzi al consumo per l’intera
collettività (NIC) registrano un incremento del +0,5% rispetto al mese precedente (variazione
congiunturale) e un incremento del +1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (variazione
tendenziale).

Le più elevate variazioni congiunturali si registrano per le divisioni “Bevande alcoliche, tabacco e droghe“
(+2,2%, dovuto all’aumento delle accise sul Tabacco), “Trasporti” (+1,2% con l’aumento del “Trasporto
aereo passeggeri”), “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio“ (+0,9%, con l’aumento dei “Servizi di
alloggio”) e “Informazione e comunicazione” (+0,8%). Registra un lieve aumento la divisione “Prodotti
alimentari e bevande analcoliche” (+0,6%). Pressochè stabili le rimanenti divisioni.

In termini tendenziali, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, registrano forti incrementi le
divisioni “Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari” (+4,4%), “Servizi finanziari e
assicurativi” (+3,9%), “Servizi di ristoranti e servizi di alloggio“ (+3,4%) e “Bevande alcoliche, tabacco e
droghe“. Meno decisi gli aumenti delle altre divisioni. In calo invece la divisione di “Informazione e
comunicazione” (-3,4%) e “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili“ (-1,3%).

L’analisi per tipologia di prodotto mette in evidenza che, complessivamente, nel mese di febbraio, i Beni
crescono rispetto al mese precedente (+0,5%), ma calano rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
(-0,5%). All’interno della tipologia “Beni” crescono soprattutto i “Tabacchi” (+3,3% il congiunturale e
+4,0% il tendenziale) e i “Beni alimentari non lavorati” (+1,6% congiunturale e +2,8% il tendenziale).
Presentano una dinamica diversa i “Beni energetici”, che aumentano rispetto a gennaio (+0,5%), ma
calano fortemente rispetto a un anno fa (-5,1%). Infine, si evidenzia il calo congiunturale e tendenziale
della componente regolamentata degli energetici (-1,8% e -12,2%).

In crescita anche i Servizi che registrano un lieve aumento congiunturale (+0,7%) e un tendenziale
piuttosto sostenuto (+2,9%). Nel dettaglio, sono soprattutto i “Servizi relativi ai trasporti” a crescere con
un congiunturale pari a +1,7% e un tendenziale del +5,7%. Da segnalare, inoltre, i “Servizi relativi
all’abitazione” e i “Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona” che registrano un deciso
aumento rispetto a febbraio 2024: rispettivamente +4,3% e +2,8%.

Più lieve l’incremento congiunturale e tendenziale del “carrello della spesa”, comprendente i beni
alimentari, quelli per la cura della casa e della persona (+0,6% e +1,0%).

Guardando alle tipologie basate sulla frequenza di acquisto, i prodotti ad Alta, Media e Bassa frequenza
presentano variazioni congiunturali positive. In particolare, quelli a Alta e Bassa frequenza presentano
incrementi maggiori (+0,6% e +0,7%) rispetto a quelli a Bassa frequenza (+0,3%). Le variazioni tendenziali
sono in crescita per i prodotti a Alta e Media frequenza (+2,2% e +1,0%), mentre sono in calo per i
prodotti a Bassa frequenza (-0,5%).

Brescia: a febbraio prezzi in aumento

Tasso congiunturale: +0,5%
Tasso tendenziale: +1,1%

Gefran chiude il bilancio ancora in crescita: ecco tutti i numeri

in Bilanci/Economia/Ovest/Tendenze/Zone by

Il Consiglio di Amministrazione di Gefran S.p.A. (Provaglio d’Iseo) riunitosi oggi sotto la presidenza di Maria Chiara Franceschetti presso la sede di Provaglio d’Iseo (Bs), ha approvato all’unanimità il progetto di Bilancio d’esercizio, Bilancio consolidato e Rendicontazione di sostenibilità al 31 dicembre 2025.

Marcello Perini, Amministratore Delegato del Gruppo Gefran, ha dichiarato: “I risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità strutturale di Gefran, con ricavi in crescita, una posizione finanziaria solida e una domanda resiliente, alimentata in particolare dal business Sensori e dall’espansione nei mercati asiatici. Gli investimenti industriali, l’innovazione di prodotto e le acquisizioni tecnologiche hanno ulteriormente rafforzato il posizionamento competitivo del Gruppo, sostenuti da una generazione di cassa positiva.  Guardando al 2026, proseguiamo con determinazione nel nostro percorso di sviluppo: puntiamo ad accelerare la crescita nei mercati, valorizzare sempre più il capitale umano e rafforzare la capacità produttiva, con l’obiettivo di sostenere nel tempo crescita e redditività. Sebbene l’avvio dell’anno mostri una domanda ancora in fase di stabilizzazione, ci attendiamo un primo trimestre con risultati positivi in termini di ricavi e marginalità, pur su livelli inferiori rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente”.

Business operativi

I ricavi si attestano a 139 milioni di Euro, evidenziando una crescita del 4,8% rispetto ai 132,6 milioni registrati nel 2024. L’incremento include il contributo dell’acquisizione di CZ Elettronica S.r.l., entrata nel perimetro di consolidamento da aprile 2025 per un valore complessivo di 1,6 milioni di Euro; al netto di tale operazione, la crescita organica dei ricavi si attesterebbe al 3,6%. L’andamento dei cambi ha inciso negativamente sui ricavi di circa 1,9 punti percentuali.

L’analisi dei ricavi per area geografica conferma un’evoluzione positiva nella maggior parte dei mercati in cui il Gruppo opera. In Italia la crescita è pari all’8,7%, che a perimetro costante si attesterebbe al 4,9%. Anche l’Europa registra un incremento dell’1,6%, mentre l’Asia mostra un avanzamento del 7,8%. L’area America evidenzia invece una contrazione complessiva del 2,6%, a parità di tassi di cambio, anche questa area avrebbe mostrato una variazione positiva pari al 2,6%.

Osservando le aree di business, il segmento dei sensori registra una crescita del 7,4% rispetto al 2024, con contributi positivi da tutte le geografie. Il segmento dei componenti per l’automazione cresce del 2,4%, risultato influenzato dall’inclusione di CZ Elettronica S.r.l.

La raccolta ordini del 2025 mostra un incremento complessivo del 5% rispetto al 2024. L’aumento è guidato dalla crescita degli ordini nel business dei sensori (+6,9%), mentre il comparto dei componenti per l’automazione registra un incremento più contenuto (+1,5%).

Il valore aggiunto al 31 dicembre 2025 ammonta ad 99,5 milioni di Euro (95,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2024) e corrisponde al 71,6% dei ricavi (incidenza inferiore dello 0,4% rispetto al dato rilevato al 31 dicembre 2024).

Gli altri costi operativi al 31 dicembre 2025 ammontano ad 23,9 milioni di Euro e risultano in valore assoluto in aumento di 1 milione di Euro rispetto al dato di confronto dell’esercizio 2024 (aumento di 0,5 milioni di Euro al netto dell’effetto dato dalle acquisizioni descritte in premessa al paragrafo), con un’incidenza sui ricavi del 17,2% (17,3% nel 2024).

Il costo del personale rilevato nell’esercizio 2025 è pari a 53,2 milioni di Euro e si confronta con 49,5 milioni di Euro del 2024. L’incidenza percentuale sui ricavi si attesta al 38,3% (37,3% al 31 dicembre 2024), riflettendo la maggiore incidenza dell’aumento retributivo previsto dal CCNL di giugno 2024 per tutti i dipendenti presso i siti italiani del Gruppo, oltre che il rafforzamento numerico dell’organico a supporto dell’esecuzione della strategia del Gruppo.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) al 31 dicembre 2025 risulta positivo per 22,4 milioni di Euro, pari al 16,2% dei ricavi, rispetto ai 23,1 milioni registrati alla chiusura del 2024 (pari al 17,4% dei ricavi). Il maggiore valore aggiunto generato dai volumi di vendita non è stato sufficiente a compensare l’incremento dei costi operativi, determinando una lieve flessione dell’EBITDA pari a 0,6 milioni di Euro.

La voce ammortamenti e svalutazioni è pari a 8,1 milioni di euro e si confronta con un valore di 7,9 milioni di Euro del pari periodo precedente.

Il Risultato Operativo (EBIT) al 31 dicembre 2025 è positivo e pari a 14,3 milioni di Euro (10,3% dei ricavi) e si confronta con un EBIT pari a 15,1 milioni di Euro dell’esercizio 2024 (11,4% dei ricavi), con un decremento di 0,8 milioni di Euro.

Gli oneri da attività/passività finanziarie rilevati al 31 dicembre 2025 sono pari a 0,7 milioni di Euro (nel 2024 si rilevavano proventi per Euro 0,2 milioni).

Nell’esercizio 2025 sono rilevate imposte complessivamente negative per 3,8 milioni di Euro (complessivamente negative per 4,2 milioni di Euro nell’esercizio 2024).

Il Risultato netto del Gruppo al 31 dicembre 2025 è positivo, ammonta a 9,9 milioni di Euro (7,1% sui ricavi) e si confronta con il risultato positivo e pari a 11,1 milioni di Euro dell’esercizio precedente (8,4% sui ricavi), registrando una flessione di 1,3 milioni di Euro.

Il capitale d’esercizio al 31 dicembre 2025 risulta pari a 7,5 milioni di Euro e si confronta con 9,8 milioni di Euro rilevati al 31 dicembre 2024, evidenziando un decremento complessivo di 2,3 milioni di Euro.

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025 ammonta a 100,8 milioni di Euro, in aumento di 1,5 milioni di Euro rispetto alla chiusura dell’esercizio 2024.

Gli investimenti nell’esercizio 2025 ammontano a 9,4 milioni di Euro (6,4 milioni di Euro nell’esercizio 2024) e riguardano principalmente i reparti produttivi, le attività di ricerca e sviluppo e il rinnovo dei fabbricati che ospitano gli stabilimenti del Gruppo.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025, è positiva e pari a 32,8 milioni di Euro, mentre il dato di fine 2024 era positivo per 34,2 milioni di Euro.

La variazione della posizione finanziaria netta in diminuzione di 1,3 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2024 è essenzialmente originata dai flussi di cassa positivi generati dalla gestione caratteristica (23,3 milioni di Euro), in parte assorbiti da esborsi per gli investimenti tecnici effettuati nel corso dell’esercizio e per le operazioni relative all’acquisizione in 40Factory S.r.l. del 22% delle quote della stessa e della quota di maggioranza, al 60% di CZ Elettronica S.r.l.. Il pagamento dei dividendi sui risultati 2024, come anche imposte e canoni di noleggio contribuiscono alla diminuzione delle risorse finanziarie. In aggiunta, la variazione delle disponibilità finanziarie del Gruppo al 31 dicembre 2025 include l’effetto negativo dato dalla differenza cambi per le valute estere rispetto all’anno precedente (complessivamente stimato in 1 milione di Euro).

La posizione finanziaria netta è composta da disponibilità finanziarie a breve termine pari a 47 milioni di Euro e da indebitamento a medio/lungo termine per 14,1 milioni di Euro.

Evoluzione prevedibile della gestione

Il Gruppo chiude il 2025 con risultati complessivamente positivi, confermando la capacità di resilienza già evidenziata nei primi mesi dell’anno. I ricavi registrano una crescita, pur in un contesto influenzato da pressioni valutarie e da un incremento dei costi operativi, elementi che hanno inciso sulla marginalità e determinato un utile netto inferiore rispetto al 2024. Il portafoglio ordini risulta in aumento sull’intero esercizio e conferma la propria robustezza anche nei primi mesi del 2026 nonostante un volume di ricavi in leggera diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2025.

Nel corso del 2025 il Gruppo ha proseguito negli investimenti dedicati all’integrazione verticale dei processi produttivi, all’innovazione tecnologica, all’automazione degli impianti e alla formazione del personale, mantenendo una forte attenzione sia alle operations nazionali sia alle attività internazionali. Parallelamente, è stata consolidata la strategia commerciale, con risultati positivi nei settori industriali tradizionali e una crescente presenza in mercati emergenti, tra cui macchine mobili e semiconduttori.

Guardando al 2026, la domanda manifesta dinamiche eterogenee tra settori e aree geografiche: si conferma il dinamismo dei comparti tecnologicamente avanzati e dei mercati asiatici, mentre permane prudenza in alcuni segmenti ciclici e nei Paesi europei. In questo scenario, il Gruppo prevede una crescita moderata dei ricavi e il mantenimento di una marginalità positiva, continuando a monitorare l’evoluzione del contesto macroeconomico, compresi gli eventuali impatti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, oggi difficilmente prevedibili, e a perseguire il rafforzamento della propria posizione competitiva.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio 2025

In data 23 febbraio 2026 Gefran S.p.A. ha esercitato, in anticipo, l’opzione di acquisto già prevista negli accordi con i venditori, tramite l’acquisito del residuo 40% delle quote di CZ Elettronica S.r.l., per un corrispettivo di 0,6 milioni di Euro, arrivando a detenere il 100% della società. L’operazione consente a Gefran di consolidare integralmente il controllo e rafforza ulteriormente il posizionamento industriale e tecnologico del Gruppo, valorizzando le competenze e il know-how di C.Z. Elettronica S.r.l. e favorendo una maggiore integrazione strategica e operativa all’interno dell’organizzazione.

Risultati della Capogruppo Gefran S.p.A.

Per quanto riguarda i risultati della sola Gefran S.p.A., l’esercizio 2025 si è chiuso con ricavi pari a 86,1 milioni di Euro, registrando un incremento di 5,8 milioni di Euro rispetto all’esercizio precedente (+7,3%).

Nel 2025 i ricavi crescono in Italia (+10,4%) e in Asia (+11,2%), avanzano moderatamente in Europa (+3,5%) e flettono in America (-4,1%). L’EBIT si attesta a 8,3 milioni di Euro (9,7% dei ricavi), in lieve aumento nominale rispetto al 2024 (8,2 milioni di Euro) ma con margine in calo dal 10,2% al 9,7%. Il maggiore valore aggiunto generato dall’incremento dei ricavi è stato quasi interamente assorbito dall’aumento del costo del personale e degli altri costi operativi.

Al 31 dicembre 2025, Gefran S.p.A. registra un risultato netto positivo di 10,1 milioni di Euto (11,7% dei ricavi), lievemente inferiore ai 10,2 milioni di Euro (12,7%) del 2024, in linea con le dinamiche sopra descritte. Il patrimonio netto ammonta a 88,3 milioni di Euro, in aumento di 4,1 milioni grazie all’utile d’esercizio (10,1 milioni di Euro), parzialmente compensato dal pagamento di dividendi per 6,1 milioni di Euro e da un adeguamento complessivamente positivo delle riserve (cash flow hedging, fair value titoli e IAS 19) pari a 0,1 milioni di Euro. La posizione finanziaria netta è positiva per 12,8 milioni di Euro, in miglioramento di 0,3 milioni di Euro rispetto ai 12,5 milioni di Euro di fine 2024.

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Banca Valsabbina, approvato il bilancio: in crescita raccolta, impieghi e utile netto

in Banche/Economia/Finanza/Valsabbina by

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina, nel corso della seduta dell‘11 Marzo, ha approvato il Progetto di Bilancio al 31 Dicembre 2025, che evidenzia un Utile ante imposte di € 74,6 milioni ed un Utile netto di € 55,8 milioni, superiore alle attese ed in linea rispetto allo scorso esercizio. La redditività sul capitale (“ROE”) si attesta al 13%, confermando continua e concreta capacità di creare valore.

L’andamento dei principali indicatori, la redditività ed i risultati conseguiti consentono di proporre all’Assemblea dei Soci, dopo i riconoscimenti – anche straordinari – dello scorso anno, la distribuzione complessiva di € 0,92 per azione, tra dividendo in contanti ed assegnazione gratuita di azioni.

La proposta – in linea con la distribuzione relativa all’esercizio 2024 – ha come obiettivo la fidelizzazione continua e la gratificazione della base sociale, mantenendo adeguata patrimonializzazione a supporto della crescita, e prevede in particolare l’assegnazione:

  • di un dividendo in denaro di € 0,60 per azione, di cui € 0,45 da erogarsi nel prossimo mese di giugno ed € 0,15 nel mese di dicembre;
  • di n. 1 azione gratuita ogni 75 possedute nel mese di giugno, ed un’ulteriore assegnazione di n. 1 azione gratuita ogni 75 nel mese di dicembre, sempre in arrotondamento all’unità inferiore;

con un rendimento stimato (rapporto tra “distribuzione di valore” in proposta e prezzo medio dell’azione Banca Valsabbina per il 2025) superiore all’8%.

“Nonostante un contesto mutevole e la crescente concentrazione del settore bancario, il nostro Istituto si conferma un riferimento autonomo e indipendente per famiglie e imprese, con numeri in crescita e performance positive, a valere su un modello di business rodato ed efficiente”, ha premesso Renato Barbieri, Presidente di Banca Valsabbina.

“Archiviamo l’esercizio 2025 con soddisfazione per i risultati conseguiti e per l’andamento dei volumi e delle principali numeriche, migliori rispetto alle aspettative. La redditività conseguita e la solida crescita della Banca, in un contesto di miglioramento dei principali indicatori, confermano l’efficacia delle strategie delineate e delle iniziative messe in atto, che consentono di assicurare costante valore per i soci e garantire sostegno concreto al territorio”, ha aggiunto Barbieri.

Aggregati ed indici patrimoniali della Banca al 31 Dicembre 2025

Dati in € migliaiadic-25dic-24Variaz. %
AttivoTotale attivo8.817.9348.053.8509,5%
RaccoltaRaccolta diretta6.243.3845.771.7528,2%
Raccolta indiretta3.970.7423.506.57213,2%
   di cui gestita2.512.2872.246.91811,8%
Raccolta complessiva10.214.1269.278.32410,1%
ImpieghiImpieghi alla clientela4.143.2613.810.4008,7%
  di cui in bonis4.069.6123.724.8809,3%
  di cui deteriorati73.64985.520-13,9%
Masse in gestioneMasse amministrate (Raccolta + Impieghi)14.357.38713.088.7249,7%
     
dic-25dic-24Variaz. %
Qualità del CreditoNPL Ratio netto
(Crediti deteriorati netti/impieghi netti)
1,8%2,2% 
  di cui sofferenze nette/impieghi netti0,6%0,8% 
NPL Ratio lordo
(Crediti deteriorati lordi/impieghi lordi)
3,6%4,3% 
Copertura Crediti Deteriorati51,6%49,7% 
Texas Ratio14,7%18,1% 
LiquiditàLCR (liquidità a BT – Limite Reg. 100%)222%243% 
NSFR (liquidità M/LT –  Limite Reg. 100%)140%136% 
Patrimonio/SoliditàFondi Propri phased-in564.348534.5855,6%
Cet 1 Ratio phased-in15,03%14,57% 
Tier Total Ratio phased-in17,64%17,17% 
Leva Finanziaria (Limite Reg. 3%)5,0%5,2% 
Patrimonio netto512.083484.3765,7%
UtileUtile netto55.75556.549-1,4%
dic-25dic-24Variaz. %
Alcuni
Numeri
N. Soci e Azionisti43,6 mila 43,6 mila
N. Conti Correnti113 mila108,5 mila3,8%
N. Dipendenti9818999,1%
N. Clienti129 mila125 mila3,3%
N. Filiali (in 5 regioni)74*73 

* 75 includendo le aperture del primo trimestre 2026

La Raccolta Diretta a fine 2025si è attestata ad € 6.243 milioni, in aumento dell’8,2% rispetto al 2024, per effetto della crescita dei conti correnti e dei time deposit (+ € 372 milioni). L’indiretta è pari ad € 3.971 milioni, in aumento del 13,2%, grazie al contributo del “gestito” che ammonta ad € 2.512 milioni (+ € 265 milioni). La Raccolta Complessiva è quindi pari ad € 10.214 milioni, in crescita del 10,1%.

Gli Impieghi a clientela superano, per la prima volta, € 4 miliardi, risultando pari ad € 4.143 milioni (+ € 333 milioni, +8,7%), per il positivo andamento dei mutui ad imprese e famiglie. Nel 2025 la Banca ha, infatti, erogato più di 5.200 finanziamenti per complessivi € 1.051 milioni (+ 95%), di cui € 336 milioni assistiti dal FdG o SACE ed € 140 milioni dedicati all’Agricoltura; sono stati inoltre collocati leasing per € 110 milioni. In forte crescita altresì i mutui ipotecari a privati, con erogazioni pari a € 315 milioni (di cui € 50 milioni “green”). A sostegno sempre della clientela privata e dei liberi professionisti si evidenziano inoltre € 58 milioni di prestiti, concessi anche attraverso la controllata Prestiamoci.

Le Masse complessive – somma di diretta, indiretta ed impieghi – ammontano, pertanto, ad € 14.357 milioni, in crescita di € 1.269 milioni in 12 mesi (+9,7%).

Lo stock di Crediti deteriorati lordi (NPL) è stato ridotto ad € 152 milioni (- € 18 milioni) con un “NPL Ratio Lordo” che dal 4,3% scende ulteriormente al 3,6%. La “copertura” media dei NPL migliora al 52% (e cresce al 69,3% al netto delle garanzie pubbliche che assistono il portafoglio), con un totale di deteriorati netti di € 74 milioni (ex € 85,5 milioni). L’indicatore “NPL Ratio Netto” si riduce all’1,8%, in ulteriore contrazione dal 2,2%, confermando il continuo miglioramento della qualità del credito.

Il Patrimonio Netto, in continua crescita (+5,7%), è pari ad € 512 milioni comprendendo l’intero utile netto del 2025 di € 55,8 milioni, la destinazione del quale sarà deliberata dall’Assemblea dei Soci. I Fondi Propri ammontano ad € 564 milioni (ex € 535 milioni) con un Cet 1 Ratio del 15,03% ed un Tier Total Ratio del 17,64%, a conferma di solidità ed ampia patrimonializzazione.

Soci ed Azionisti sono pari a 43,6 mila (41,7 mila i “Soci”). In costante aumento, anche grazie al contributo delle filiali di nuovo insediamento, è il numero dei conti correnti che raggiunge 113 mila, in crescita del 4%.

Risultati ed indici economici della Banca al 31 Dicembre 2025

Dati in € migliaiadic-25dic-24Variaz. %
Conto
 Economico
Margine d’interesse163.728154.7305,8%
Commissioni nette58.46952.98910,3%
Margine di intermediazione247.232264.084-6,4%
Rettifiche nette di valore per rischio di credito su A.F.-21.914-32.920-33,4%
Costi operativi-150.707-145.1433,8%
Utile ante imposte74.63081.708-8,7%
Imposte dell’esercizio-18.875-25.159-25,0%
Utile netto55.75556.549-1,4%
dic-25dic-24
Indicatori di redditivitàROE (Return On Equity calcolato su PN al netto utile di pertinenza)12,6%13,7%
Distribuzione di valore ai soci0,92 €0,90 €*

* Compreso il dividendo straordinario deliberato nel novembre 2025

Il Margine d’interesse si è attestato ad € 164 milioni, in crescita del 5,8%, per effetto della tenuta del “margine da clientela”, avendo le masse d’impiego compensato la contrazione dei tassi di interesse ed in considerazione del maggior contributo derivante dal rendimento del portafoglio titoli.  Le Commissioni nette hanno raggiunto € 58,5 milioni, in rialzo del 10,3% rispetto a € 53 milioni, tenuto conto del positivo andamento delle commissioni da servizi bancari nonchè di quelle relative al risparmio gestito ed assicurativo.

Il Margine di intermediazione è pari ad € 247,2 milioni (-6,4%) in contrazione rispetto al risultato di fine 2024, conseguente all’effetto congiunto di positive performance del portafoglio titoli e del minor provento valutativo riferito ai crediti d’imposta. Le Rettifiche di valore si attestano ad € 22 milioni, con un costo del credito pari a 0,4% su base annua.

I Costi operativi ammontano ad € 151 milioni (+3,8%), principalmente per effetto di investimenti programmati e dell’andamento delle spese del personale, in considerazione dell’aumento previsto dal contratto nazionale e dell’incremento del numero dei dipendenti (n. 981, +9%), quale naturale conseguenza della strategia di espansione territoriale in corso.

L’Utile ante imposte ammonta ad € 74,6 milioni, mentre l’Utile Netto – in linea rispetto al valore conseguito nel 2024 e superiore alle attese – si attesta ad € 55,8 milioni. Il rapporto tra l’utile netto ed il patrimonio netto medio scorporando l’utile di pertinenza(ROE), principale indicatore della redditività dell’investimento per gli azionisti,si conferma di rilievo, attestandosi a circa il 13%.

Evoluzione della strategia del Gruppo, informazioni qualitative e quantitative

Nel quadro di un settore bancario segnato da consolidamenti, chiusure di sportelli ed operazioni straordinarie, l’Istituto prosegue con determinazione il proprio percorso di crescita organica. Nel 2025, come pianificato, è stata rafforzata la nostra presenza nel Nord-Ovest con l’apertura della nuova filiale di Novara (allocata nell’“Area Piemonte”) mentre a Milano, in ottobre, è stata inaugurata la quarta filiale cittadina, situata nel quartiere di Porta Romana. Negli ultimi mesi dell’anno, la Banca ha inoltre aperto una nuova filiale a Darfo Boario Terme, segnando l’ingresso nel territorio della Val Camonica ed istituendo un’area territoriale dedicata, anche a coordinamento dell’Agenzia di Sondrio avviata nel febbraio 2026. Nel corso del primo semestre di quest’anno verrà altresì formalizzato il nuovo Piano Sportelli per delineare l’espansione territoriale nel biennio 2026-2027.

Oltre ai nuovi presidi operativi, proseguono – a livello di Gruppo – investimenti e nuovi progetti, al fine di consentire alla clientela di accedere agevolmente ad una “piattaforma” di soluzioni finanziarie sempre più evoluta ed integrata. Tramite strutture dedicate la Banca propone servizi specialistici sia di finanza “tradizionale” che “innovativa”, che supportano le aziende rispetto alle diverse esigenze e le affiancano con consulenze tecniche. Con riferimento alle famiglie, oltre ad un’offerta consolidata con finanziamenti green e prestiti “smart” (tramite la controllata “Prestiamoci”), si conferma l’attenzione alla gestione qualificata del risparmio, con proposte di investimento, assicurative e previdenziali evolute, affiancate da servizi consulenziali e di Private Banking.

In coerenza con l’espansione degli asset in gestione e del perimetro operativo (129 mila clienti), al 31 dicembre 2025 il personale della Banca era rappresentato da 981 dipendenti. Comprendendo le risorse operative presso le sedi milanesi delle controllate “Prestiamoci” ed “Integrae SIM”, l’organico di Gruppo si attesta a 1.028 risorse.

A seguito dell’applicazione dei principi contabili di consolidamento, il totale dell’Attivo del Gruppo è quindi pari ad € 8.837,1 milioni, con Patrimonio Netto di Gruppo di € 514,1 milioni (Cet 1 Ratio 14,7% e Tier Total Ratio 17,3%), Utile Lordo di € 73,1 milioni ed Utile netto di Gruppo di € 54,6 milioni.

Nell’ambito di un percorso di investimenti, espansione territoriale e sviluppo sostenibile – tenendo in particolare conto del volume di masse già traguardato nel 2025 – abbiamo aggiornato la programmazione delle attività e le proiezioni pluriennali contenute nel Piano d’Impresa, in continuità con le linee strategiche tracciate ed a valere sul nostro modo di fare Banca.

Rinnoviamo pertanto il nostro impegno a sostenere l’economia reale ed a confermarci, sia nei territori di storica che di più recente elezione, un importante partner finanziario di riferimento per famiglie ed imprese”, ha quindi concluso Barbieri.

Banca Valsabbina S.C.p.A.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione

Rag. Renato Barbieri

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. È la principale Banca popolare di Brescia e da oltre centoventicinque anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta 74 filiali, di cui 42 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 4 a Milano. Impiega oltre 980 dipendenti, gestisce masse superiori a 14 miliardi di euro e vanta un solido patrimonio, con il CET 1 Ratio al 15% ed il Tier Total Ratio superiore al 17% (dati al 31/12/2025).

Nel Gruppo Banca Valsabbina rientrano inoltre Integrae Sim – società di intermediazione leader tra gli Advisor e Global Coordinator per numero di quotazioni sul mercato Euronext Growth Milan e primaria società di consulenza focalizzata sul segmento Mid-Market – e Prestiamoci (con l’Istituto di Pagamento controllato Pitupay), che gestisce una piattaforma digitale per prestiti personali a privati e partite IVA, con più di 12 mila finanziamenti concessi e un erogato che supera i 175 milioni.

Salò, il Pastificio Gaetarelli entra nel gruppo svizzero Orior

in Alimentare/Economia/Finanza/Garda/Zone by

Il Pastificio Gaetarelli, storica azienda specializzata nella produzione di pasta fresca di qualità, con sede a Salò, sul Lago di Garda, entra a far parte di ORIOR, gruppo svizzero attivo a livello internazionale nel settore alimentare e delle bevande.

Fondato nel territorio bresciano e profondamente legato alla sua tradizione, il Pastificio Gaetarelli è oggi produttore riconosciuto di pasta fresca di alta qualità per i canali GDO e Ho.re.ca (Hotel, Ristoranti e Catering). L’ingresso nel gruppo ORIOR apre una nuova fase di sviluppo per l’azienda, con l’obiettivo di rafforzarne ulteriormente il posizionamento nel mercato della pasta fresca premium e ampliare le opportunità di crescita nei mercati europei e internazionali.

Questo passaggio “rappresenta l’evoluzione naturale di una collaborazione con Pastinella, unità del gruppo ORIOR specializzata nella pasta fresca, con cui il pastificio gardesano collabora da molti anni. Proprio nel solco di questa partnership, ORIOR – che già deteneva una partecipazione di minoranza del 19% – ha completato l’acquisizione dell’azienda portando la propria quota al 100%”.

«Per noi questa operazione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del Pastificio Gaetarelli», racconta Massimo Gaetarelli. «Dopo anni di collaborazione con il gruppo ORIOR, questo passo nasce in modo naturale e condiviso. Entrare a far parte di una realtà internazionale solida e orientata alla qualità ci permetterà di sviluppare nuove opportunità di mercato mantenendo salde le nostre radici a Salò e valorizzando il lavoro delle persone che ogni giorno contribuiscono alla nostra storia».

“Pastificio Gaetarelli e il gruppo ORIOR – sottolinea una nota – condividono la stessa attenzione per la qualità delle materie prime, la capacità di innovare e la volontà di valorizzare specialità gastronomiche premium. In questo percorso di crescita resteranno centrali l’identità dell’azienda e il patrimonio di competenze costruito nel tempo: il Pastificio Gaetarelli continuerà, infatti, a operare dalla sede storica di Salò, mantenendo la propria organizzazione e il legame con il territorio. L’ingresso nel gruppo rappresenta così non solo un’opportunità di sviluppo internazionale, ma anche un’occasione per rafforzare il ruolo del Pastificio come espressione dell’eccellenza alimentare del Garda e della provincia di Brescia, contribuendo a portare la qualità della pasta fresca italiana a un pubblico sempre più ampio e consolidando, al tempo stesso, la solidità dell’impresa e le prospettive di sviluppo sul territorio”.

Guerra in Iran, Streparava: impossibile per le imprese fare programmi

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by

“Siamo purtroppo di fronte all’ennesimo conflitto che colpisce il mondo, di cui oggi appare molto difficile dare una visione precisa . Oltre al dramma umano portato da ogni guerra, registriamo un nuovo elemento di instabilità geopolitica ed economica, che si somma a una serie di eventi con cui, negli ultimi anni, si stanno ridefinendo gli equilibri di potere globali.. A dirlo, in una nota, è Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, che commenta così gli avvenimenti in corso nel Golfo Persico e alle crescenti tensioni tra Stati Uniti/Israele e Iran.

“In questo contesto, l’industria bresciana – insieme a quella nazionale ed europea – viene ulteriormente colpita da incognite che ne minano gravemente le possibilità di programmazione non solo a medio-lungo termine, ma anche nel breve – prosegue Streparava –; nuove difficoltà che si innestano su quelle ormai già consolidate: i dazi USA, la crisi tedesca, i rincari energetici.”

“Non dimentichiamo infine che, guardando a Brescia, l’export della nostra provincia verso i Paesi del Golfo Persico vale 555 milioni di euro – chiude il presidente di Confindustria Brescia –, quasi il 3% delle esportazioni complessive del Made in Brescia, quota comunque non marginale nelle dinamiche di interscambio commerciale.”

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