Un rallentamento si registra invece nel mondo del commercio, complessivamente inteso, che segna fatturati in diminuzione (- 1,4%). Rafforza la propria crescita il settore dei servizi che evidenzia un + 2,2% in termini di crescita di fatturati, dato però in calo rispetto alla rilevazione precedente.
La lieve ma significativa ripresa dell’economia tedesca nell’ultimo trimestre dell’anno 2025 e la capacità manifestata dal nostro sistema economico di saper assorbire, almeno per il momento, i contraccolpi causati dai dazi USA, grazie anche alla crescita dell’export in nuovi mercati, lasciano sperare in un possibile consolidamento della ripresa economica.
Da rilevare che i dati sull’export, riferiti all’anno 2024, segnavano un rallentamento dei mercati storici di Germania (- 11,5%) e Francia (-5,5%), mentre evidenziavano una sensibile crescita quelli di più recente espansione degli USA (+ 5,1%), Cina (+ 19,1%) e India (+ 14,7%).
Da parte degli imprenditori del settore industriale, si ravvisa, in effetti, una tendenza ad un cauto ottimismo per quanto riguarda le prospettive future. Maggiori perplessità si registrano, invece, nel mondo dell’artigianato manifatturiero e del commercio dove, rispettivamente, il costo dell’energia e delle materie prime e il basso potere di acquisto delle famiglie – ancorché stimato in crescita – rappresentano tuttora fonti di preoccupazione.
Anche nell’ambito dell’agricoltura, che pur evidenzia segnali positivi soprattutto per quanto riguarda l’export dei prodotti tipici, si riscontrano preoccupazioni nel settore della produzione del latte e degli allevamenti, a causa di un calo generalizzato dei prezzi e di un eccesso di produzione.
Lo scenario economico internazionale
Il commercio mondiale, smaltita la fase di anticipazione delle importazioni USA, effetto dei dazi, prosegue lungo un percorso di crescita favorevole. Gli accordi commerciali siglati dagli Stati Uniti hanno contribuito a diradare l’incertezza sull’evoluzione degli scambi.
L’inflazione mondiale segnala un calo: le spinte al rialzo negli Stati Uniti, effetto dei dazi e della debolezza del dollaro, sono infatti compensate dal rafforzamento delle valute dei paesi emergenti. Anche i prezzi dell’energia fossile si mantengono su un trend calante, contribuendo a sostenere il processo disinflazionistico mondiale. L’andamento dell’inflazione lascia quindi spazio per riduzioni di tassi di policy che, tanto nei paesi industrializzati quanto negli emergenti, dovrebbero contribuire a rafforzare la crescita del PIL o ad arginarne la decelerazione.
Nonostante i segnali incoraggianti sopra delineati si conferma per il 2026 il rallentamento del PIL mondiale, condizionato da un contesto in cui gli aspetti positivi si mescolano con molteplici fragilità.
Negli Stati Uniti persistono incertezze su possibili rialzi dell’inflazione e rischi legati a un eventuale scoppio della bolla nel settore dell’intelligenza artificiale. In Cina una politica commerciale aggressiva, tesa ad arginare l’impatto delle tariffe statunitensi, non sarà in grado di impedire un rallentamento del PIL per l’anno in corso, in assenza di misure efficaci nel sostenere la domanda interna.
(Fonte: Prometeia)
La congiuntura italiana
Nel quarto trimestre del 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita congiunturale dello 0,3% e tendenziale dello 0,8%. Questo risultato (comunque di natura provvisoria), determina una crescita del PIL nel 2025 dello 0,7% in termini reali, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. La stima preliminare del quarto trimestre 2025 riflette una crescita in tutti i principali comparti, in particolare nell’agricoltura e nell’industria. Dal lato della domanda, il trimestre ha evidenziato un contributo positivo della componente nazionale e un apporto negativo della componente estera netta.
(Fonte ISTAT)
Il quadro economico della provincia di Brescia
INDUSTRIA
La produzione industriale bresciana, nel quarto trimestre 2025, ha fatto registrare una crescita del + 0,3% sul trimestre precedente (congiunturale) e una significativa crescita del + 3% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno (tendenziale), confermando l’inversione di rotta già registrata nei due trimestri precedenti che già vedevano una ripresa dopo otto trimestri consecutivi con segno negativo.
I settori che registrano le migliori performance sono: legno/mobilio (+ 15,6% su base annua), chimica (+ 12,9%) e meccanica (+3,5%); segno negativo, invece, per tessile (- 1,2%) e carta/stampa (-0,7%).
Per quanto riguarda il fatturato, l’industria bresciana registra, complessivamente, una crescita del 6,4% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno, mentre gli ordinativi registrano una crescita del + 3,4% (dato in rilevante ripresa rispetto a quello del trimestre precedente che registrava un + 0,7%).
L’occupazione, nel trimestre, registra però una lieve flessione (- 0,6%).
Le aspettative degli imprenditori riguardo alla produzione dell’industria manifatturiera per il prossimo trimestre sono improntate a un moderato ottimismo. Ci si attende una sostanziale stabilità, nel 62,2% dei casi, mentre ammonta al 27,4% dei casi la percentuale di chi si aspetta una crescita (rispetto al 20% della rilevazione del trimestre precedente). Ammontano invece al 10% le aspettative di diminuzione (erano al 22% nel trimestre precedente).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili, nell’inasprimento delle tensioni geopolitiche internazionali (nel 52,7% dei casi) mentre cresce, tra le principali opportunità, la percentuale di chi le ravvisa nel calo dei costi delle materie prime con recupero della marginalità (52,8%).
ARTIGIANATO
Il settore dell’artigianato manifatturiero bresciano ha fatto registrare una crescita della produzione del + 0,2% sul trimestre precedente e una crescita del + 0,9% rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno.
I settori che registrano le migliori performance, su base annua, sono: tessile (+ 19,8%), pelli/calzature (+ 17,6%), alimentari (+ 7,5%), legno/mobilio (+ 4,6%); segno negativo, per abbigliamento (-10,2), gomma-plastica (- 8,1%) e siderurgia (- 2,5).
Per quanto riguarda il fatturato, il settore dell’artigianato bresciano registra, complessivamente, una crescita del + 2,2 % rispetto all’analogo periodo di riferimento dello scorso anno, mentre gli ordinativi registrano una crescita del + 0,2%.
L’occupazione registra nel trimestre una lieve flessione (- 0,4%).
Le aspettative degli imprenditori riguardo alla produzione del settore artigianato per il prossimo trimestre evidenziano stabilità nel 61,7% dei casi, aumento nel 10,9% e diminuzione nel 27,3%. Il saldo complessivo di casi di aumento e diminuzione (- 16,4%) è maggiore rispetto a quello registrato nel trimestre precedente (- 10,5%).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili nei costi energetici e delle materie prime rispetto ai concorrenti esteri (nel 60% dei casi), mentre Il calo dei costi delle materie prime e il recupero di marginalità è vista come la principale opportunità per il settore (58,7% dei casi).
COMMERCIO
Il settore del Commercio evidenzia, quanto a fatturato, una diminuzione del – 1,4% rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente. Riguardo le aspettative degli imprenditori sale ancora, rispetto al trimestre precedente, la percentuale di coloro che si aspettano fatturati in diminuzione per il trimestre successivo (dal 22,2% al 27,9%), mentre scende, per il secondo trimestre consecutivo, la percentuale di quanti si aspettano un aumento del fatturato (dal 22,9% al 16,3%). Stabilità è prevista nel 55,8% dei casi.
Sostanzialmente stabile l’occupazione nel settore nel trimestre (+ 0,1%).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili nel basso potere d’acquisto delle famiglie (nel 74,7% dei casi), mentre Il calo dei costi delle materie prime e il recupero di marginalità è vista come la principale opportunità per il settore (72,1% dei casi).
SERVIZI
Il settore dei Servizi evidenzia, quanto a fatturato, un incremento del + 2,2% rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente (in calo rispetto all’ultima rilevazione che aveva registrato un + 4,8%), mentre riguardo le aspettative degli imprenditori, ammonta al 15,6% la percentuale di coloro che si aspettano fatturati in diminuzione per il trimestre successivo. Rimane però alta la percentuale di quanti si aspettano stabilità (66,5%) o un aumento del fatturato (+ 17,9%, dato in crescita rispetto a quello in precedenza registrato che era + 13,2%).
Quanto all’occupazione, il settore registra un lieve incremento (+ 0,3%).
I principali rischi per il settore sono riscontrabili nei costi energetici e delle materie prime rispetto ai concorrenti esteri (nel 42,7% dei casi), mentre il calo dei costi delle materie prime e il recupero di marginalità (50,9% dei casi) sono viste come le principali opportunità.
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I dati presentati derivano dall’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Lombardia ed elaborati dal Servizio Studi della Camera di Commercio. Il campione industria comprende imprese con 3 classi dimensionali (10-49 addetti, 50-199 addetti, 200 e più addetti), mentre i campioni artigianato sono riferiti a 3 classi dimensionali (3-5 addetti, 6-9 addetti, 10-49 addetti). Commercio e servizi , sono riferiti a 4 classi dimensionali (3-9 addetti, 10-49 addetti, 50-199 addetti, oltre 200 addetti), 4 settori di attività economica per i servizi (commercio all’ingrosso, alberghi e ristoranti, servizi alle persone e servizi alle imprese) e 3 settori di attività economica per il commercio al dettaglio (specializzato alimentare, specializzato non alimentare, non specializzato).
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