Brescia si conferma tra le province più dinamiche del Paese sul fronte imprenditoriale. Nel corso del 2025 il territorio ha registrato 6.999 nuove iscrizioni a fronte di 5.584 cessazioni, con un saldo positivo di 1.415 imprese e un tasso di crescita dell’1,22%, superiore alla media nazionale ferma allo 0,96%. Un risultato che colloca la provincia al quindicesimo posto nella graduatoria italiana e che segnala una buona capacità di tenuta del tessuto economico locale .
Il dato bresciano si inserisce in un contesto complessivamente favorevole a livello nazionale. Secondo le rilevazioni di Unioncamere, il sistema imprenditoriale italiano ha chiuso il 2025 con un saldo di 56.599 imprese in più, oltre 5,8 milioni di attività registrate e una crescita dello stock pari allo 0,96%, sostenuta anche dalla sensibile riduzione delle cessazioni (–6,7% su base annua).
Un quadro incoraggiante che, secondo Confesercenti Lombardia Orientale, va tuttavia interpretato con cautela, soprattutto osservando l’andamento dei singoli settori. «La crescita di Brescia è un segnale importante e conferma la resilienza del nostro tessuto imprenditoriale – sottolinea la presidente Barbara Quaresmini –. Ma non possiamo ignorare le difficoltà che continuano a pesare sul commercio».
Il settore, a livello nazionale, conta 1.336.985 imprese ma ha perso nel 2025 quasi 9.900 attività (–0,72%). Una tendenza che interessa anche i territori e che mette sotto pressione il commercio di prossimità, stretto tra l’aumento dei costi, consumi ancora deboli e una concorrenza sempre più sbilanciata.
Più vivace, seppur non priva di criticità, la dinamica del comparto turistico. «Ristorazione e alloggio mostrano segnali migliori – prosegue Quaresmini – con 457.023 imprese attive e un saldo nazionale positivo di 7.583 unità (+1,66%)». In particolare, l’alloggio cresce di oltre 4.800 imprese (+6,61%), mentre la ristorazione segna un incremento più contenuto (+2.755 attività, +0,72%). Numeri che confermano il peso strategico del turismo, ma anche la necessità di politiche di sostegno mirate, soprattutto sui costi e sulla qualità del lavoro.
Nel quadro regionale, la Lombardia si conferma tra i motori del Paese, con 13.343 imprese in più e un tasso di crescita dell’1,41%, ben al di sopra della media italiana. In questo scenario, la performance della provincia di Brescia assume un rilievo particolare.
Sul territorio gardesano e nelle aree a forte vocazione turistica si registrano segnali positivi, come evidenzia Andrea Maggioni di Confesercenti Lago di Garda. «La crescita è superiore alla media nazionale – osserva – ma non bisogna abbassare la guardia: stagionalità, rincaro dei costi e difficoltà nel reperire personale restano nodi centrali per molte imprese».
Accanto ai dati congiunturali, Confesercenti richiama l’attenzione su una trasformazione strutturale del commercio. Tra il 2011 e il 2025 in Italia sono scomparsi oltre 103 mila punti vendita, mentre la superficie commerciale complessiva è aumentata del 7,4%, con un ampliamento della dimensione media dei negozi del 23,8%. Un processo che penalizza soprattutto botteghe e piccoli esercizi, alimentando il rischio di desertificazione commerciale nei centri minori.
«Le imprese ci sono e resistono – conclude Quaresmini – ma senza interventi strutturali la crescita rischia di restare fragile». Un concetto ribadito anche da Maggioni: «Difendere commercio e turismo significa tutelare la vitalità dei territori. Senza negozi, pubblici esercizi e imprese locali, città e destinazioni perdono anima, attrattività e coesione sociale».