Le sfide che attendono l’Italia nel 2023, e come affrontarle

in Economia/Tendenze by

La crisi scatenata dalla pandemia da Covid-19 ha imposto alle aziende italiane di confrontarsi con importanti difficoltà, lanciando sfide nuove ed estremamente complesse. Complice la convergenza di altri macrofenomeni che rendono il panorama economico piuttosto incerto: dal conflitto bellico in Ucraina alla crisi degli istituti di credito che ha portato al crollo di alcuni colossi della Silicon Valley e della Svizzera.

Ad influenzare lo scenario economico ci sono poi l’inflazione (che rimane alta nonostante sia previsto un progressivo rientro) e la tendenza rialzista dei tassi di interesse, che riduce la sostenibilità del debito e rende più complesso l’accesso al credito per molte imprese.

E sebbene l’andamento del PIL sia positivo, la crescita (circa dell’1%) non è sufficiente a garantire una stabilità del sistema. Con la conseguenza che aziende di piccole e grandi dimensioni si trovano a dover gestire i problemi legati a flussi di cassa mediamente negativi, in relazione alla riduzione dell’EBITDA, e compensare la riduzione dei margini operativi con l’aumento del fatturato nominale determinato dall’inflazione.

Come è facile intuire, in una situazione tanto complessa e sfaccettata, le aziende si trovano in difficoltà. Soprattutto quelle che non sono orientate all’innovazione e non hanno agito tempestivamente per modificare la propria offerta a fronte dei mutamenti del sistema economico. Rivedere processi e sistemi produttivi è ormai un must per tutte le realtà che mirano a rimanere competitive, pena il rischio di perdere le fasce di pubblico acquisite.

In un quadro di questo tipo è evidente che il ricorso alla finanza agevolata rappresenta un’occasione da cogliere al volo per qualsiasi impresa, a prescindere da dimensioni e settore di riferimento. La possibilità di ottenere credito a condizioni agevolate (e in alcuni casi a fondo perduto) invece di sottostare alle condizioni sempre più rigide imposte dal tradizionale canale bancario è di per sé un vantaggio strategico.

Allo stesso tempo, la presenza di fondi e progetti per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale (sia a livello nazionale che regionale) rappresenta un motore per le imprese stesse, che tendono ad investire di più. I dati parlano chiaro: negli ultimi anni la finanza agevolata ha contribuito in maniera determinante alla crescita delle imprese italiane. Merito anche della “maggiore consapevolezza imprenditoriale del PNRR, che offre un’opportunità di rilancio per il Paese che non è eccessivo definire una svolta epocale”, come ha chiarito Fabio Leoni nell’intervista rilasciata a Wall Street Italia.

Fabio Leoni, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Golden Group SPA, spiega come le sfide che attendono le imprese italiane nel 2023 possano essere gestite con maggiore facilità ricorrendo ai vari strumenti di finanza agevolata. Strumenti che attualmente sono in grado di fornire un supporto più che rilevante alle imprese dell’intero panorama nazionale, visto che i fondi stanziati dal PNRR per l’Italia corrispondono a 191 miliardi di euro. Fino al 2026 questi stanziamenti potranno essere tradotti in finanziamenti a fondo perduto e prestiti.

Circa 83 miliardi di questi fondi sono rivolti ad iniziative per l’innovazione delle aziende, affinché le varie realtà imprenditoriali possano migliorare la propria proposta attraverso interventi di vario genere. Dalla maggiore adozione di tecnologie al rinnovamento delle infrastrutture, fino all’introduzione in azienda di nuovi modelli comportamentali virtuosi. Le soluzioni che le aziende possono mettere in atto sono moltissime e trovare la chiave giusta diventa più semplice con il supporto di un team di professionisti come quello di Golden Group, società specializzata in finanza agevolata.

Sotto la guida di Fabio Leoni c’è un team di 150 professionisti che ogni giorno aiutano le imprese a trovare i migliori strumenti di finanza agevolata per raggiungere ambiziosi obiettivi di business approfittando dei contributi stanziati dal legislatore. Come ricorda il manager, solo nel 2022 Golden Group è riuscita a “far ottenere un importo totale di 245 milioni di euro alle imprese italiane dall’UE agli enti locali”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*