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Web e digitale

INNOVATION CLUB/12. La realtà virtuale trasformerà il Web in un’esperienza immersiva

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Volendo approfondire un discorso sui media digitali del futuro, non si può non introdurre le teorie di Marshall McLuhan. Secondo il grande sociologo canadese ogni medium è un’estensione dell’uomo.  Nell’era della meccanica l’uomo aveva operato un’estensione del proprio corpo in senso spaziale; nell’era dell’elettricità e della trasmissione elettromagnetica l’uomo ha esteso il proprio sistema nervoso centrale sino ad incorporare tutta l’umanità, abolendo i precedenti concetti deterministici di spazio e di tempo. 

L’evoluzione del mondo Web negli ultimi decenni non ha fatto altro che mettere in connessione l’intera conoscenza ed esperienza umana in una rete unica. Nei prossimi anni non basterà più condividere sui social una foto o un video. Sentiremo il bisogno di mettere online le nostre esperienze e frammenti della nostra vita reale, in modo tale che altri possano viverle esattamente come le abbiamo vissute noi. Sarà possibile sentirci ancora più vicini ai vip “rivivendo” le loro esperienze condivise sui social. Proprio a questo ha sicuramente pensato Mark Zuckerberg quando lo scorso anno pagò 2 miliardi di dollari per comprare Oculus VR. Adesso quest’investimento sta per dare i primi frutti: al recente Facebook F8 Conference sono state annunciate le prime versione virtuali delle proprie applicazioni. Quanto presentato da Facebook può offrici una previsione del web del futuro.

Spesso possiamo trovare tracce del nostro futuro non nei saggi, nei numeri e nelle ricerche di mercato, bensì nei romanzi e nella fiction. Neal Stephenson, scrittore-guru della fantascienza, crea il suo capolavoro Snow Crash e, con esso, il Metaverso, vero e proprio successore di Internet come lo conosciamo noi ora. Il Mataverso viene descritto come un “mondo virtuale collettivo e condiviso in 3D’, in cui possano convergere lo spazio fisico e quello virtuale.  In Snow Crash, Hiro Protagonist – il cui nome ci ricorda l’importanza degli archetipi nella narrazione – è un hacker freelance che a all’America al collasso preferisce il ‘meta universo’, una somma di realtà virtuale, tecnologia 3D e realtà aumentata, il tutto alimentato da un Internet super-veloce. Come fanno Parzival e Hiro ad entrare nei loro nuovi mondi virtuali? Indossando e utilizzando periferiche e strumenti di realtà virtuale.

Tutto questo è solo fantascienza? Oppure potrebbe essere una descrizione del futuro del business ? Per una prima risposta, chiedete pure della Realtà Virtuale.

La tecnologia del virtuale svolge un ruolo fondamentale nell’influenzare le aziende che devono riprogettare le loro strategie. La realtà virtuale potrebbe diventare il prossimo passo in un percorso pieno di opportunità già dominato dalla cosiddetta ‘wearable technology’, che sta cambiando il modo in cui i clienti vivono i prodotti. Gli sviluppatori di videogiochi e software fin da subito hanno mostrato grande interesse per questa nuova tecnologia, ma non sono certo gli unici. In Norvegia, ad esempio, l’esercito ha iniziato a utilizzare la Realtà Virtuale per insegnare la guida dei carri armati e simulare una vera e propria campagna militare. Una inversione interessante dai giochi progettati per simulare la guerra alla guerra simulata con appendici videoludiche. Tutto si riduce solo a gioco e guerra, come al solito? Non proprio, perché ci sono ancora molte altre opportunità da esplorare.

Il mondo aperto dalla realtà virtuale è ancora ricco di percorsi inesplorati, che investono anche il rapporto tra aziende e clienti. Perché non creare un’app customer-facing per passare da un sito di e-commerce statico tradizionale a un vero e proprio concept store virtuale, in grado di offrire una straordinaria customer experience nel momento in cui il cliente sta osservando il tuo prodotto o servizio? Sei un marchio del retail, dell’automotive o della moda e lusso? Perché non offrire uno ambiente digitale che i tuoi clienti possano visitare, dove possano esplorare, ricercare e addirittura toccare i tuoi prodotti? L’unico limite sarà dato da immaginazione e creatività.

Sempre nella recente conferenza “Facebook F8” Zuckerberg ha toccato il tema della R&D con Building 8, il suo centro ricerca che sta sviluppando alcuni progetti fantascientifici: 

1. Il primo consente alle persone di scrivere attraverso gli impulsi del proprio cervello. Le persone non dovranno più digitare ma potranno solo pensare e il loro pensiero sarà tracciato con sensori esterni e che possano essere prodotti in grandi numeri.

2. Il secondo progetto permetterà alle persone di provare emozioni attraverso la pelle.

Queste due tecnologie potrebbero essere delle naturali estensioni sensoriali delle Realtà Virtuale. Il futuro ci riserverà molte sorprese.

Arriva a Brescia Eccellenze in digitale

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Digitale

Al via nelle Camere di Commercio di 83 province la nuova edizione di “Eccellenze in Digitale”, il progetto di Unioncamere e Google per la digitalizzazione delle piccole e medie imprese.

Raccontare la cultura dell’innovazione attraverso le novità dell’economia 4.0, aiutare le aziende a sviluppare competenze digitali e avviare un dialogo sulle opportunità economiche della rete. Questi gli obiettivi della nuova edizione di “Eccellenze in digitale”, il progetto promosso da Google in collaborazione con Unioncamere al via oggi in Camera di Commercio di Brescia per l’edizione 2017.

Le piccole e medie imprese bresciane avranno a disposizione tutor digitali, esperti in formazione e supporto alle imprese, scelti e formati da Google e Unioncamere. Attraverso seminari formativi teorici e pratici, le aziende del territorio potranno conoscere le migliori strategie per essere online: al termine di ciascun seminario, i tutor saranno a disposizione degli imprenditori per ulteriori sessioni personalizzate e per avviare un percorso digitale concreto.

Chiara Bressa, social media manager, digital specialist e blogger esperta, dopo aver supportato nella valorizzazione in Rete oltre 70 imprese imprese nell’ambito del progetto “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, è il tutor scelto per favorire la digitalizzazione delle imprese all’interno del territorio della Camera di Commercio di Brescia.

“Internet permette ad aziende di ogni settore e dimensione di far conoscere i propri prodotti oltre i confini nazionali, raggiungendo nuovi mercati e nuovi clienti in tutto il mondo – commenta il Segretario Generale della Camera di Commercio Massimo Ziletti – In particolare, le piccole e medie imprese locali possono trasformarsi, grazie agli strumenti digitali, in aziende globali pur mantenendo il loro carattere tradizionale. Le ricerche su Google legate al Made in Italy crescono a doppia cifra ogni anno, eppure l’Italia utilizza ancora solo il 10% del suo potenziale digitale.

Secondo uno studio di Doxa Digital e Google, al crescere del livello di maturità digitale la percentuale di imprese che fanno export aumenta, con un impatto diretto sulle vendite: il 39% del fatturato da export delle medie imprese attive online è realizzato proprio grazie a Internet.”

Il primo appuntamento del 5 aprile, con il primo laboratorio dedicato a”Le opportunità della rete”, apre un percorso che accompagnerà le imprese bresciane con appuntamenti mensili fino a novembre.

E’ possibile aderire compilando la manifestazione di interesse disponibile sul sito della Camera di Commercio di Brescia. Tutti i seminari e gli approfondimenti sono gratuiti.

Informazioni sul progetto sono disponibili sul sito www.eccellenzedindigitale.it, attraverso il quale le aziende potranno contattare il loro tutor di riferimento.

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Competitività delle Imprese della Camera di Commercio di Brescia (tel.  030 3725298 -264-346 e-mail pni@bs.camcom.it)

Il 21 parte da Brescia il Digital Business tour di Italiaonline

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Italiaonline, prima internet company italiana, lancia il Digital Business Tour. Una serie di workshop gratuiti per scoprire le opportunità di crescita offerte dalle nuove tecnologie. Un vero e proprio corso di formazione digitale con l’azienda cui fanno capo brand come Libero, Virgilio, PagineGialle, PagineBianche. Una trentina di tappe, in altrettante città della penisola, da Nord a Sud, in location prestigiose, per raccontare come la digitalizzazione delle imprese può incrementare clienti, far crescere il business e aumentare il fatturato.

Il Digital Business Tour porta a Brescia speaker di alto profilo di Google e IAB Italia (Interactive Advertising Bureau), la più importante Associazione nel campo della pubblicità digitale a livello mondiale che rappresenta l’intera filiera del mercato della comunicazione interattiva in Italia.

I workshop sono rivolti agli imprenditori sul territorio e a tutti i professionisti che sono interessati ad approfondire le strategie per la migliore presenza online.

Relatori dell’incontro di Brescia, fissato per martedì 21 marzo dalle ore 9.30, presso il Museo Mille Miglia, in Viale della Bornata 123, saranno: la Strategic Partnerships Manager EMEA in Google, il Direttore Generale di IAB Italia, Daniele Sesini, e Mauro Gaia, Chief Commercial Officer Media Agency Italiaonline, a capo della rete vendita che da anni è al fianco delle PMI. Non mancheranno testimonianze di clienti e occasioni di confronto.

Dopo Brescia sarà la volta di Parma (23 marzo, ore 17.30, Auditorium Niccolò Paganini – Sala Ipogea – Via Toscana, 5/a) e Pavia (28 marzo, ore 17.30, Antico Borgo della Certosa – Viale Certosa 42, Certosa di Pavia – PV). A seguire, altre date da confermare.

 

INNOVATION CLUB/8. inEquipe, l’app per la condivisione e la crescita personale dei medici. Intervista a Luca Damiano

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Luca Damiano, inEquipe

Luca Damiano, 43enne bresciano da vent’anni si occupa di assicurazioni per il mondo medico, trattando nello specifico responsabilità civile professionale. Oggi sta per lanciare sul mercato InEquipe, la prima app esclusivamente dedicata al mondo medico.

Dalle assicurazioni alle piattaforme digitali: come è avvenuto il passaggio?

E’ stata proprio la relazione con i miei amici-clienti che mi ha spinto a riflettere e andare oltre. “Malpractice”: le mie prime riflessioni si basavano sulla necessità di arginare questo fenomeno e inizialmente avevo ipotizzato che il modello più adatto fosse un collettore tra bisogni e servizi socio-sanitari. Studiando la strategia più efficace per mettere in pratica la mia idea, mi sono trasformato in un “giovane stratupper”, anche se di giovane è rimasta solo la data di costituzione e non certo quella della mia nascita, visto che già allora avevo superato i 40 anni. Nell’aprile 2015 ho fondato la mia prima startup con lo scopo di sviluppare un nuovo modello di accessibilità ai servizi sanitari attraverso un’applicazione smartphone che permettesse di geo-localizzarli, fungendo dunque da interfaccia tra domanda e offerta di cura.

Ma quello che proponi oggi è ben diverso…

Innamorato della mia idea, ma non abbastanza convinto che il contenuto innovativo fosse sufficiente per spiccare il volo verso la dorata Silicon Valley alla guida di una nuova multinazionale, mi sono rimesso al lavoro concentrandomi sul dilemma che mi tormentava: come diavolo farò, da solo, a sviluppare un progetto del genere?

Appunto, come hai fatto?

Grazie all’incontro con Michael, attualmente il nostro CTO – responsabile della tecnologia e dello sviluppo del prodotto – e al contributo di Massimo Sgrelli, il nostro Advisoring, ho scoperto il lavoro di squadra, che mi ha permesso di dare forma alle varie funzioni, scegliendo il percorso progettuale più adatto per ognuna di esse. Il mio, anzi il nostro, obiettivo? Sviluppare un grande network che sensibilizzi la gente a una maggiore sicurezza in tema di salute, realizzando un ambiente in grado di contenere una grande community interattiva per generare circoli virtuosi di conoscenza. A questo punto però, si affacciavano altre importanti domande: è davvero quello che la gente vuole? Stiamo creando valore quando parliamo di e-health? Il mondo ne ha bisogno? Il medico sente il desiderio di condividere la sua conoscenza? La grande comunità scientifica ha la necessità di compiere questo passo?

Sei riuscito a darti delle risposte?

Per le Pubbliche Amministrazioni l’e-health è uno strumento attraverso il quale poter contenere la spesa sanitaria e far quadrare i conti (ad esempio la cartella clinica dematerializzata e le ricette on line). Ma il vero quesito è: si può parlare di innovazione solo facendo riferimento al contenimento degli sprechi? Così circostanziato, ci sembrava piuttosto uno strumento acchiappa-voto o un goffo tentativo di allinearsi alle evoluzioni della medicina e della tecnologia viste come fantascienza e portate talvolta a confondere la percezione delle persone comuni. Sapevamo che la strada giusta era l’interconnessione, ma avevamo anche l’esempio di dottori e pazienti che s’incontravano all’interno dei nuovi collettori online con una chiara endorsement. Questo ci faceva dubitare perché era evidente che fosse un modello di businness. La strada intrapresa era dunque impervia e faticosa, perché non si basava né sul principio ontologico della relazione né sul modello paziente-centrico, che indica il medico “giusto” a portata di click. E tutto questo necessitava di grandi pensieri e decisioni.

Alla fine, però, ne siete venuti a capo…

Direi proprio di sì. Che cosa potevamo fare se non intervistare i medici e chiedere loro che cosa volevano? Abbiamo sentito più di duecento professionisti (di età e specializzazioni differenti) ed è emerso che quasi tutti hanno confidenza ma non fiducia nei social. Abbiamo notato inoltre la più totale mancanza di cura dell’identità digitale. Ultimo, ma non meno importante: il bisogno, comunemente sentito, di accrescere la propria competenza all’interno di un percorso di carriera che sia un connubio di accademia e di esperienze sul campo. Appurando che non esistevano spazi specifici, ma solo gruppi chiusi all’interno dei social già esistenti, ci siamo convinti della direzione e della linea da seguire: un ambiente on line esclusivo e dedicato al mondo medico, all’interno del quale poter accrescere competenza , membership e reputazione, comunicando in modo sintetico ed efficace tra colleghi.

 

 

INNOVATION CLUB/6. Il canale digitale per guardare verso il futuro – Intervista a Davide Corna

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Ospitiamo le riflessioni di Davide Corna, amministratore delegato di Valeo Studio, in merito all’utilizzo degli strumenti digitali per potenziare i processi interni e collaborativi.

Il web ha troppi segreti? Il marketing non fa per voi ? L’industria 4.0 è un miraggio?
La parola chiave è innovare. Consapevolmente. E per farlo bisogna saper scegliere il proprio “partner digitale” capace di trovare soluzioni strategiche, gestire il business sulla rete e guardare al futuro “per arrivare là dove mai nessuno è giunto prima”, proprio come il claim dell’ultima campagna pubblicitaria di Star Trekiana memoria di Valeo Studio, web agency di Bergamo capitanata da Davide Corna con un team di professionisti in web produzione e web marketing al servizio di piccole e grandi aziende di tutta la Lombardia. La formula è semplice: strategia, creatività, tecnologia e innovazione per far volare il modello di business sulla rete sotto ogni aspetto e tramite una completa digitalizzazione aziendale.

Cosa intende per digitalizzazione aziendale? 

Essere digitali oggi non vuol dire solo avere un sito internet ma anche e tutto un mondo di servizi di web marketing, social media, Ceo, sviluppo app, apertura canali e-commerce, negozi e-Bay software, gestionali: tutti pezzi che insieme formano un’identità digitale aziendale unica e coordinata.

Cosa intende per innovare consapevolmente?
Da 20 anni siamo da sempre la stessa azienda con la stessa proprietà e con la stessa guida, con oltre 500 clienti soddisfatti, 300 clienti attivi e gestiti periodicamente e un fatturato che nel 2016 ha siglato un +28% rispetto all’anno precedente.

Radici salde ma con lo sguardo rivolto al futuro quindi…
L’anno scorso abbiamo investito su personale con know how specifico assumendo 4 nuove figure professionali senior e aperto una nuova divisione aziendale specializzata in sviluppo e integrazione di sistemi complessi, sviluppo di app industriali e aziendali, sistemi di gestione dati per l’automazione digitale. Tutti servizi che abbiamo sviluppato a margine del nostro core business legato alla realizzazione di siti internet su misura, immagine e non, e servizi di web marketing.

Perché si parla di rivoluzione cultural-digitale?
Il nostro obiettivo è accompagnare le Pmi nel cambiamento del modello di business e dei processi ma prima di parlare di rivoluzione 4.0 occorre capire come affrontare la sfida molto più attuale della completa digitalizzazione, fondamentale per arrivare sul mercato e battere la concorrenza.

La tecnologia come valore aggiunto dunque?

Certamente e insieme ad alcuni amici e partner rappresentativi di aziende di consulenza ad alto contenuto tecnologico e innovativo, abbiamo costituito l’Innovation Club (www.innovationclub.it) per stimolare le Pmi approfondire le tematiche e gli strumenti di innovazione, tramite eventi e workshop gratuiti organizzati sul territorio. L’intento è anche quello di costituire una rete di professionisti per scambiare idee e know how ad alta contenuto tecnologico e innovativo.

Web etico: è questo il segreto del know how di Valeo Studio?
È fondamentale che il cliente sia sereno mentre collabora con noi. Per questo qualsiasi servizio che realizziamo è sempre intestato al cliente e rimane di sua proprietà, oltre a spiegare sempre cosa ha comprato, come funziona e a cosa serve Nel corso di più di 15 anni di esperienza di Valeo Studio ci siamo imbattuti in clienti “scottati” da esperienze negative e poco propensi ad investire nuovamente in servizi per il web. Noi, invece, portiamo avanti la nostra mission: essere una web agency con un codice etico.

Per avere ulteriori informazioni: www.valeo.it

INNOVATION CLUB/3. Michele Mezza intervista Elserino Piol

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Mezza

Michele Mezza è un giornalista, saggista e docente universitario italiano. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano, negli anni 1974-75 segue un corso biennale presso la Scuola Superiore di Economia Politica diretta da Claudio Napoleoni. È giornalista professionista dal 1978.

Michele Mezza è un giornalista, in pensione dalla RAI dal gennaio 2015. È stato inviato del GR in Unione sovietica, attività per la quale ha ricevuto il premio Calabria nel 1993. Sempre per Radio Rai è stato inviato sul teatro delle Guerre jugoslave degli anni novanta, attività per la quale ha ricevuto il Premio Oscar della Radio per il documentario radiofonico nel 1994.  Nel 1997, insieme a Luciano Lanna e Antonio Satta, è stato uno degli autori dello speciale di RaiDue “1977: l’anno che non finì”. Nel 1998, ha curato e realizzato il progetto, da lui ideato, per la creazione di Rainews24, il primo canale televisivo all-news della televisione italiana, del quale è stato vice-direttoreÈ attualmente docente di Sociologia delle culture digitali, presso il dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

Un’interessante prospettiva storica delle politiche sull’innovazione nel nostro paese è fornita dal suo libro “Avevamo la luna. L’Italia del miracolo sfiorato, vista cinquant’anni dopo” pubblicato da Donzelli Editore.

Furono gli anni tra il 1962 e il 1964 la vera stagione in cui le prospettive di un cambiamento di ruolo e di status del paese potevano realmente mutare. Sulla scena internazionale si affacciava Kennedy che spostava il confronto con il mondo comunista. Il sapere cominciava a diventare leva e motore del progresso economico. L’Occidente assisteva al primo sorgere di ceti metropolitani che davano corpo a fenomeni culturali eccentrici. Nel 1962 nascevano i Beatles e i Rolling Stones, destinati a cambiare il mondo della musica e le relazioni fra le generazioni. E in Italia? Mezza individua cinque scenari che videro in quell’anno aprirsi – e subito chiudersi – una prospettiva strategica per il nostro paese e li ricostruisce con una tecnica innovativa basata sull’uso del QR-code, che consente un rinvio immediato, tramite smart-phone o iPad, alle fonti visive e sonore sul Web.

In occasione del lancio del suo libro Michele Mezza ha intervistato Elserino Piol , dirigente storico di Olivetti e testimone della storia italiana e mondiale dell’informatica.

Videoincontro con Elserino Piol – Informatica e individuo

A Chiari la banda ultralarga 100 Megabit di Tim per privati e imprese

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Chiari entra nella lista delle città italiane scelte da TIM per il lancio dei servizi a banda ultralarga sulla nuova rete in fibra ottica, che permette di utilizzare da casa e dall’ufficio la connessione superveloce fino a 100 Megabit al secondo in download. Da oggi nella quasi totalità del territorio comunale sono disponibili i servizi in fibra ottica per cittadini e imprese. Il programma di cablaggio ha già consentito di collegare circa 5mila unità immobiliari.

L’Amministrazione di Chiari ha partecipato, nel 2015, al bando di gara “Italia Connessa” indetto da TIM, presentando un programma di digitalizzazione del territorio ritenuto fra i più innovativi e concreti tra gli oltre 100 comuni italiani di medie dimensioni a cui era rivolto il contest. Grazie a questo riconoscimento, TIM ha realizzato nel territorio di Chiari le infrastrutture a banda ultralarga fissa (fibra ottica) e mobile (4G) di ultima generazione, in anticipo rispetto ai normali piani di sviluppo.

“Con la fibra ottica e l’avvio dei servizi a banda ultralarga si aprono nuove strade e crescono le opportunità per la Città di Chiari. Potremo vedere l’accelerazione nello sviluppo digitale sia nel settore pubblico che privato e, soprattutto, nella vita quotidiana dei cittadini Clarensi” commentano con soddisfazione, il Vicesindaco avv. Maurizio Libretti e l’Assessore Domenico Codoni che hanno seguito in prima persona i progetti di Smart City e di infrastrutturazione digitale assieme ai dirigenti e funzionari del Comune di Chiari. Il lancio commerciale a Chiari dei servizi in fibra ottica è il risultato degli importanti investimenti di TIM per la realizzazione in città della rete NGAN (Next Generation Access Network). L’azienda conferma infatti la volontà di sviluppare infrastrutture sempre più moderne e in grado di offrire servizi tecnologicamente evoluti per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese, per consentire sempre più un modello “digital life” ricco di prestazioni tecnologiche e applicazioni innovative basate sulle reti di nuova generazione.

Autoriparatori, Confartigianato lancia un portale e-commerce

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Confartigianato lancia un progetto innovativo per venire incontro alle esigenze degli autoriparatori associati per quanto riguarda l’acquisto on-line e a prezzi ridotti di ricambi: si tratta di ConfMotori Sistema, il nuovo portale di e-commerce targato Confartigianato e realizzato in collaborazione con i partner Artauto e So.Ca.R., frutto della collaborazione tra alcune territoriali di Confartigianato tra le quali Brescia. Il nuovo portale, raggiungibile all’indirizzo www.confartigianatomotori.it consente già da ora l’acquisto on-line di ricambi e progressivamente sarà integrato con news dedicate al settore, documentazioni tecniche e altri spunti di approfondimento. Mercoledì 20 luglio, dalle ore 20,00, presso la sede di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale di via Orzinuovi 28 a Brescia, verrà presentato agli interessati il nuovo portale che oltre al servizio di e-commerce, offre la possibilità di partecipare ad un forum tecnico che consente di condividere informazioni ed esperienze personali ai soli autoriparatori, al fine di migliorare le tecniche riparative e di ridurre le difficoltà e gli errori. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Categorie adi Confartigianato Brescia ai numeri 030/3745.203-324.

Digitalizzazione e innovazione fattori strategici per l’impresa: a Villa Fenaroli gli imprenditori si raccontano

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“Con questa seconda edizione della Fabbrica Digitale 4.0, abbiamo dato voce agli illustri protagonisti dell’industria nazionale che hanno scelto coraggiosamente di aprire le proprie aziende all’innovazione guardando al futuro e scegliendo STAIN come partner strategico per farlo. La loro esperienza ha sottolineato i vantaggi concreti vissuti nella rispettiva realtà grazie alla digitalizzazione dei processi produttivi. Organizzare momenti come questo, serve a fare rete e a condividere conoscenze, dubbi, risposte, spunti di miglioramento, attraverso la reale testimonianza di chi, ogni giorno, tocca con mano i risultati effettivi della digitalizzazione aziendale. Il consenso degli oltre 350 imprenditori e manager intervenuti da tutta Italia, conferma la bontà dell’iniziativa e l’interesse che questa tematica genera, a maggior ragione in questa congiuntura”.

Con queste parole l’Ing. Claudio Morbi – Amministratore Delegato della software house bresciana STAIN – ha introdotto l’evento: ‘LA FABBRICA DIGITALE 4.0 – Fattore strategico per l’impresa’, che si è tenuto mercoledì 29 giugno 2016, negli spazi di Villa Fenaroli Palace Hotel a Rezzato (Brescia), registrando una partecipazione record da tutta Italia.

Dopo i saluti di benvenuto da parte di Morbi e Ferdinando Azzariti, Presidente SALONE D’IMPRESA che ha moderato e condotto l’evento, i big dell’industria nazionale hanno spiegato come la digitalizzazione in azienda sia ormai diventata un ‘must’ quando si parla di abbattere i costi aziendali in favore della competitività. A testimoniarlo Paolo Streparava, Vice Presidente AIB Sviluppo Impresa, Innovazione ed Economia:“Se parliamo di ‘Industry 4.0’ non stiamo parlando di una app o di un videogame; stiamo parlando di funzionalità di business che attraverso la digitalizzazione vengono abilitate o migliorate, perché abilitare significa avviare qualcosa che in quel momento non ha un’azione, renderla attiva. L’intuizione è nel trovare modalità diverse di fruire di determinati servizi, crearne di nuovi e quindi creare impresa. Non dimenticare che il dato è un vero elemento di strategia e avere un maggiore controllo in questo senso, fa viaggiare forte la tua azienda”.

Riccardo Trichilo, Presidente CSMT & AQM, aggiunge: “Un’impresa, per essere sostenibile ed efficiente deve usare gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione e che devono essere al servizio dell’uomo, che è al centro del processo. E’ tempo di avere una visione di sistema e di usare i mezzi digitali idonei che permettano alle aziende di fare rete”.

Emanuele Morandi – Presidente SIDERWEB, Giancarlo Turati – Presidente Piccola Industria AIB, Agostino Santoni – Amministratore Delegato CISCO Italia, e Fabio Santini – Direttore Innovazione e Sviluppo MICROSOFT Italia, hanno completato lo scenario con spunti di riflessione significativi (che potete trovare al link di dropbox allegato)

L’evento è poi proseguito con la tavola rotonda “Il racconto dei Protagonisti”, le cui testimonianze sono anche raccolte nel nuovo Book “La Fabbrica Digitale 4.0”, realizzato da STAIN: a spiegare i vantaggi della digitalizzazione in azienda, e in particolare quelli ottenuti grazie alla competenza e alla professionalità di STAIN, sono stati Pierangelo Pedersoli, Presidente CONSORZIO ARMAIOLI, Enrico Ravagnani, Direttore di Produzione FABBRICA D’ARMI PIETRO BERETTA, Gianantonio Riello, Responsabile Produzione Powertrain STREPARAVA, Gabriele Golinelli, Direttore Operativo FIDELITAS, Maurizio Fusato, Direttore Stabilimento FERALPI Lonato, Gianni Lauritano, IT Manager Gruppo ARVEDI, e Nicola Merati, Marketing & Sales Manager VIBA.

Durante l’evento, collegamenti in tempo reale con gli stabilimenti di Beretta Armi e Viba, con la piattaforma del trasporto valori di Fidelitas e con il portale Sigma del Consorzio Armaioli sono stati essenziali per capire i vantaggi dell’applicazione dei software Stain nel contesto concreto delle imprese.

La digitalizzazione è un percorso, sinonimo di progresso e cultura – conclude Claudio Morbi. Ogni comparto aziendale dovrebbe esserne coinvolto per muoversi velocemente verso l’evoluzione del sistema, senza resistenze. Dati precisi e veloci si traducono in un aumento di margini. Soprattutto in Italia, oggi vince chi opera in modo efficiente e sistematico. Cosa possibile, questa, solo avendo a disposizione strumenti che aiutino a capire dove intervenire tempestivamente per eliminare le perdite di processo, ottimizzando tutti i processi per essere realmente competitivi”.

La fabbrica digitale 4.0, appuntamento mercoledì a Rezzato

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Elektronikwerk Amberg

Mercoledì 29 si terrà la seconsa edizione dell’evento “La Fabbrica Digitale 4.0 – Fattore strategico per l’impresa”, che si terrà dalle ore 15.30 negli spazi di Villa Fenaroli Palace Hotel a Rezzato (Brescia), in Via Giuseppe Mazzini, 14.

La giornata – promossa da Stein – prevede, dopo i saluti di benvenuto e la presentazione dei protagonisti da parte di Claudio Morbi, Amministratore Delegato Stain e Ferdinando Azzariti, Presidente Salone D’impresa, gli interventi di: Paolo Streparava, Vice Presidente AIB Sviluppo Impresa, Innovazione ed Economia, Riccardo Trichilo, Presidente Csmt & Aqm, Emanuele Morandi, Presidente Siderweb, Giancarlo Turati, Presidente Piccola Industria AIB, Agostino Santoni, Amministratore Delegato Cisco Italia, Fabio Santini, Direttore Innovazione e Sviluppo Microsoft Italia.

Si proseguirà con la Tavola Rotonda “Il racconto dei Protagonisti” che prevede gli interventi di Pierangelo Pedersoli, Presidente Consorzio Armaioli, Enrico Ravagnani, Direttore di Produzione Fabbrica d’armi Pietro Beretta, Gianantonio Riello, Responsabile Produzione Powertrain Streparava, Gabriele Golinelli, Direttore Operativo Fidelitas, Maurizio Fusato, Direttore Stabilimento Feralpi Lonato, Gianni Lauritano, IT Manager Gruppo Arvedi, Nicola Merati, Marketing & Sales Manager Viba.

Il confronto verrà, inoltre, arricchito dai collegamenti in tempo reale, per capire i vantaggi e l’applicazione del metodo Stain, con gli stabilimenti di Beretta e Viba, con la piattaforma del trasporto valori di Fidelitas, con il portale Sigma del Consorzio Armaioli per le autorizzazioni rilasciate dalla Questura.I lavori si concluderanno alle 19.30 con un cordiale aperitivo.

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