Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Tendenze

Attività professionali, nel Bresciano sono oltre 5mila

in Economia/Tendenze by
Professionista al lavoro, foto generica da Pixabay

Un’ attività professionale su sette in Italia è a  Milano e una su quattro del Paese ha sede in Lombardia. Il capoluogo lombardo si conferma cuore nevralgico delle professioni che si fanno attività di impresa, spesso al servizio delle stesse imprese. Emerge dai dati del servizio studi della Camera di commercio di Milano al 2019 sulle imprese attive nel Registro delle Imprese. Un dato significativo al quale va aggiunto l’intero universo dei liberi professionisti legati agli ordini o alle professioni non regolamentate.

Il settore in Italia. Sono 46.143 le attività professionali in Lombardia al 2019, di cui oltre 30mila nell’area di Milano Monza Brianza e Lodi, su un totale nazionale di  189.954. Danno lavoro a 537mila addetti, oltre 192mila in Lombardia che occupa il 36% del totale degli addetti delle attività professionali di tutta Italia. Di questi 149mila sono nella sola Milano.

Tra le altre province Roma, Torino, Napoli e Brescia con rispettivamente 17.413, 9.831, 6.910 e 5.202 attività professionali. Il podio per numero di addetti dopo la Lombardia vede al secondo posto il Lazio con quasi 64.500 addetti, terzo il Piemonte a quota 52mila.

Prevalgono attività di direzione aziendale e di consulenza, circa 58.500 in Italia, 12mila nella sola area di Milano Monza Brianza Lodi. Ottime performance anche per le attività professionali legate alla pubblicità e ricerche di mercato e ad attività professionali scientifiche e tecniche.

Il settore a Milano Monza Brianza Lodi. Sono 26.463 le attività professionali a Milano, in crescita dell’11,4% in cinque anni, dell’3,3% in un anno. Si tratta di attività di direzione aziendale e di consulenza, circa 10.634 attività, oltre 5mila attività nella pubblicità e ricerca di mercato, oltre 2mila studi di architetti e ingegneri, 1.400 attività di servizi legali e contabili, oltre 650 di ricercatori. Numeri in crescita anche per le province di Monza Brianza e Lodi che rispetto al 2018 segnano rispettivamente + 2,7% (3243  imprese) e +1,4% (quasi 500 attività).

 

 

 

Giappone: per Brescia vale 10 milioni di export al mese

in Economia/Export/Tendenze by
Giappone

Giappone e Lombardia, business da oltre 800 milioni secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia la struttura delle Camere di commercio per l’internazionalizzazione delle imprese, con scambi per 470 milioni per l’export e 350 milioni per l’import nei primi tre mesi del 2019. Pesa la Lombardia circa il 30% del totale italiano sia per l’import che per l’export. Il totale italiano è di 1,1 miliardi di import e di 1,6 miliardi di export. In Italia, l’export cresce del +8,8% e l’import del +16,8% nei primi tre mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il 99% dell’interscambio riguarda i prodotti di manifatturieri.

Per provincia (primi 3 mesi 2019). Prima Milano con 218 milioni di import e 308 milioni di export nei primi tre mesi del 2019, insieme a Varese con 33 e 36 milioni, Bergamo con 20 e 31 milioni, Brescia con 12 e 30 milioni (10 al mese di export), Monza con 44 e 18 milioni. Pesa Milano oltre il 60% del totale regionale in entrambi, sia import che export.

Export, principali settori per la Lombardia (primi 3 mesi 2019). Milano ha esportato moda per 157 milioni, macchinari per 24 milioni, chimica per 36 milioni e alimentari per 15 milioni. Varese ha esportato mezzi di trasporto per 18 milioni e macchinari per 6 milioni. Bergamo ha esportato moda e macchinari per 7 milioni. Tra i settori in crescita per Milano il legno e i prodotti in legno (+124% in un anno), per Bergamo articoli farmaceutici (+107%) e food (+18%), per Brescia metalli (+70%) e food (+40%), per Varese legno (+ 670%) e trasporti (+162%), per Monza metalli (+36%).

Import, principali settori per la Lombardia (primi 3 mesi 2019).Milano ha importato macchinari (70 milioni), prodotti chimici (41 milioni), elettronica (31 milioni) e mezzi di trasporto (20 milioni). Monza ha importato prodotti chimici (18 milioni), Varese macchinari (18 milioni) e Bergamo mezzi di trasporto (8 milioni).

 

Lavoro, in Lombardia difficili da selezionare il 28% delle posizioni

in Economia/Tendenze by

Meccanici di precisione difficilmente reperibili a Milano (69,7%), matematici a Brescia (62,5%), Monza Brianza (68,2%), Bergamo (65,5%), Lecco (66,7%, 60), i conduttori di impianti industriali a Sondrio (63,6%), gli artigiani metalmeccanici a Cremona (55,6%), gli ingegneri a Mantova (63,6%), gli amministratori di grandi aziende a Lodi (100%) e i responsabili di piccole imprese a Pavia, Varese e Como (100%)

Più difficoltà a Mantova col 33% degli ingressi pari a 8 mila addetti, Monza e Brianza e a Brescia, Pavia, Varese e Lecco col 31% pari a 13 mila, 26 mila, 7 mila, 14 mila, 5 mila. Più facilità di selezione a Milano col 25%, 72 mila sono difficili

In Lombardia, secondo le previsioni delle imprese per l’anno 2018, in una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, è difficile trovare i candidati giusti nel 28% dei casi, pari a 166 mila ingressi su 666 mila ingressi, un dato in linea con quello italiano. Più difficoltà a trovare i candidati a Mantova col 33% degli ingressi pari a 8 mila addetti, Monza e Brianza e a Brescia, Pavia, Varese e Lecco col 31% pari a 13 mila, 26 mila, 7 mila, 14 mila, 5 mila. Più facilità di selezione a Milano col 25% pari a 72 mila ingressi difficili su 291 mila totali. A Lodi sono difficili da trovare oltre 2 mila profili, il 26%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Sistema Informativo Excelsior realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL sulle previsioni sugli ingressi da parte delle imprese, collaborazioni temporanee escluse, relative all’anno 2018.

Le professioni difficili da trovare in Lombardia. In Lombardia su 666 mila ingressi nel 2018 i più difficili da trovare sono stati gli specialistici in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali (57% e 8.240 ingressi), gli artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica (51,5% e 54.630 ingressi) e gli operai specializzati in meccanica di precisione, stampa e gli artigiani artistici con una difficoltà di reperimento del 49,1% su un totale di 3.260 ingressi.

Le professioni difficili da trovare a Milano. Gli operai specializzati nella meccanica di precisione, stampa e artigiani artistici sono i più difficili da trovare a Milano (1.220 ingressi, il 69,7% con difficoltà di reperimento.

Le professioni difficili da trovare nelle province lombarde. Gli operai specializzati in meccanica di precisione, stampa e gli artigiani artistici sono stati difficilmente reperibili a Milano (69,7% la percentuale di difficoltà e 1.220 gli ingressi), gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali a Brescia (62,5%, 320), Monza Brianza (68,2%, 660), Bergamo (65,5%, 580) e Lecco (66,7%, 60), i conduttori di impianti industriali a Sondrio (63,6%, 110), gli artigiani e operai specializzati in metalmeccanica ed elettronica a Cremona (55,6%, 1.620), gli ingegneri a Mantova (63,6%, 220), gli amministratori o direttori di grandi aziende a Lodi (100%, 10) e i responsabili di piccole imprese a Pavia (100%, 20), Varese e Como (100%, 10).

Cina ed Emirati Arabi, scambi per 40 milioni al mese con Brescia

in Economia/Export/Tendenze by

I rapporti con la Cina valgono 11 miliardi nei primi tre mesi del 2019 per l’Italia, di cui 4 miliardi per la Lombardia oltre 1 miliardo con gli Emirati Arabi, di cui 310 milioni regionali. Quindi 12 miliardi di scambi nazionali verso entrambi i Paesi, di cui 4 miliardi lombardi. Si tratta di 8 miliardi di import dalla Cina di cui 3 miliardi lombardi (+4% per entrambe) e 3 miliardi di export di cui quasi un miliardo lombardo (+0,5% nazionale). Per gli Emirati si tratta di 163 milioni di import di cui 19 milioni lombardi e 1 miliardo di export di cui 290 milioni lombardi (+2% nazionale). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia su dati Istat nei primi tre mesi del 2019.

Cina. Per export in tre mesi la Lombardia è seguita in Italia da Emilia Romagna (528 milioni), Piemonte (366 milioni) e Veneto (332 milioni). Prime a livello nazionale per export Milano (484 milioni), Torino (194 milioni). Tra le prime le lombarde Brescia e Bergamo (100 milioni circa, +5% per Brescia). Si importano e esportano in prevalenza prodotti manifatturieri.

Emirati Arabi. Per export in tre mesi la Lombardia è seguita in Italia da Toscana (218 milioni) ed Emilia Romagna (121 milioni). Prime a livello nazionale per export Arezzo e Milano (oltre 150 milioni), Bologna e Roma (40 milioni). Tra le prime lombarde Bergamo e Brescia (20 milioni circa). Si importano in prevalenza prodotti manifatturieri e petrolio  e si esportano prodotti manifatturieri.

Per Brescia gli scambi con Cina ed Emirati valgono dunque circa 12o milioni nel  trimestre, circa 40 al mese.

Riduzione del rumore, in provincia di Brescia gli addetti sono 3mila

in Economia/Tendenze by
Cuffie antirumore

Riduzione del rumore, sono 42 mila in Italia, 8 mila in Lombardia, duemila a Milano le imprese impegnate nei settori connessi, tra pannelli fono assorbenti, lavorazioni di isolamento, siepi per protezione contro il rumore, apparecchiature di rilevazione, fabbricazione di tappi per il rumore, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Un comparto in crescita, +1% in Italia e +2% in Lombardia e a Milano in un anno, + 13% in Italia, +14% in Lombardia e a Milano in cinque anni.

Un settore in cui maggiore è la presenza di artigiani col 65% in  Italia e il 76% in Lombardia, alta la presenza di giovani e stranieri con oltre il 15%, minore è la presenza femminile, con l’8% di imprese guidate da donne in Italia e il 6% in Lombardia. Sono circa 128 mila gli addetti in Italia, di cui circa 28 mila in Lombardia (+10% circa in entrambi i casi in cinque anni). Il fatturato del settore è di 8,5 miliardi in Italia, di cui 2 miliardi in Lombardia e 1,1 miliardi a Milano.

Prime in Italia Roma con 2.758 imprese, +20% in cinque anni, 8 mila addetti e 600 milioni di fatturato, Milano con 2.170 imprese, +15%, 11 mila addetti e un miliardo di business, Torino con 1.843, +5% e 5 mila addetti, Napoli con 1.439, +45% e 4 mila addetti, Varese, Brescia, Bergamo con circa mille imprese, circa +10% in cinque anni e 3 mila addetti per Brescia e Bergamo, oltre 2 mila per Varese. Tra le prime anche Firenze, Genova, Verona, Bologna con circa 800 imprese, Padova, Monza, Treviso e Como con circa 700.

In Lombardia ci sono 8 mila imprese con 28 mila addetti, di cui 2 mila a Milano con 11 mila addetti, Varese, Brescia, Bergamo con circa mille imprese (circa +10% in cinque anni e 3 mila addetti per Brescia e Bergamo, oltre 2 mila per Varese, Monza e Como con circa 700 imprese.

Macchinari industriali, per Brescia l’export vale 4 miliardi all’anno

in Economia/Export/Tendenze by
Industria 4.0

Macchinari e apparecchi: un export per l’Italia da 82 miliardi all’anno, in crescita del 2% nel 2018 e che nei primi tre mesi del 2019 raggiunge già i 19,4 miliardi, +1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Milano è la prima provincia con 7,6 miliardi di esportazioni nel 2018 e 1,9 miliardi nel 2019 (+3,2%). Seguono Bologna e Torino. Tra le prime 10, Modena con 3 miliardi di euro nel 2018 si distingue per la maggiore crescita in un anno +8,5% che continua anche nel 2019 (773 milioni, +7,4%). Mentre Brescia è sesta, con oltre quattro miliardi di export. Verona supera i 2 miliardi in un anno (+5,8%), in lieve flessione nel 2019 (554 milioni, -0,6%). Le maggiori destinazioni dell’export italiano di macchinari sono Germania, Stati Uniti e Francia. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia sui dati Istat anni 2018 e 2017 e primi tre mesi del 2019 e 2018.

 

Export di macchinari e apparecchi meccanici: per province italiane

PROVINCE EXP2017 EXP2018 peso % variaz. %
Milano 7.565.206.288 7.587.306.878 9,3% 0,3%
Bologna 5.327.031.966 5.501.631.297 6,7% 3,3%
Torino 4.841.278.316 4.633.873.874 5,7% -4,3%
Bergamo 4.018.271.558 4.170.560.543 5,1% 3,8%
Reggio nell’Emilia 3.966.355.022 4.153.864.189 5,1% 4,7%
Brescia 3.972.101.635 4.151.771.760 5,1% 4,5%
Vicenza 3.394.140.983 3.581.750.396 4,4% 5,5%
Padova 3.020.258.330 3.221.281.797 3,9% 6,7%
Modena 2.905.320.892 3.152.858.292 3,9% 8,5%
Verona 2.221.748.149 2.351.399.361 2,9% 5,8%
Treviso 2.161.953.830 2.328.263.202 2,8% 7,7%
Varese 2.172.189.291 2.196.875.382 2,7% 1,1%
Parma 1.837.756.933 1.822.088.561 2,2% -0,9%
Firenze 1.879.729.841 1.740.182.783 2,1% -7,4%
Monza e della Brianza 1.681.727.106 1.673.635.064 2,0% -0,5%
Novara 1.457.080.461 1.462.242.533 1,8% 0,4%
Pordenone 1.183.612.174 1.224.545.212 1,5% 3,5%
Udine 1.077.746.474 1.155.412.286 1,4% 7,2%
Lecco 1.179.252.767 1.146.651.035 1,4% -2,8%
Mantova 1.011.718.339 1.071.863.289 1,3% 5,9%
Cuneo 1.024.095.280 988.307.503 1,2% -3,5%
Piacenza 977.170.877 973.950.922 1,2% -0,3%
Bolzano/Bozen 865.841.457 912.797.605 1,1% 5,4%
Lucca 706.136.888 906.537.278 1,1% 28,4%
Ancona 952.358.791 889.486.617 1,1% -6,6%
Ravenna 756.004.698 873.489.208 1,1% 15,5%
Trento 727.481.047 832.912.664 1,0% 14,5%
Pavia 815.251.772 812.576.213 1,0% -0,3%
Genova 1.048.249.576 800.252.260 1,0% -23,7%
Asti 420.274.975 784.604.075 1,0% 86,7%
Ferrara 743.979.233 780.342.181 1,0% 4,9%
Como 756.435.060 771.396.351 0,9% 2,0%
Pesaro e Urbino 728.621.355 750.394.914 0,9% 3,0%
Rimini 625.803.154 698.188.481 0,9% 11,6%
Alessandria 626.618.528 685.252.421 0,8% 9,4%
Perugia 636.566.441 677.713.180 0,8% 6,5%
Venezia 610.938.413 645.315.339 0,8% 5,6%
Cremona 628.473.100 631.890.758 0,8% 0,5%
Trieste 658.147.433 625.082.504 0,8% -5,0%
Forlì-Cesena 589.592.341 605.178.237 0,7% 2,6%
Roma 635.584.454 539.236.426 0,7% -15,2%
Massa-Carrara 855.122.376 523.026.977 0,6% -38,8%
Pisa 473.098.724 492.003.123 0,6% 4,0%
Vercelli 467.617.353 486.388.948 0,6% 4,0%
Chieti 631.187.079 460.712.760 0,6% -27,0%
Belluno 428.949.202 457.159.056 0,6% 6,6%
Bari 540.192.382 451.367.533 0,6% -16,4%
Rovigo 292.563.248 272.602.825 0,3% -6,8%
Lodi 222.775.059 268.146.687 0,3% 20,4%
Lecce 197.928.900 256.195.321 0,3% 29,4%
Napoli 220.907.628 233.097.036 0,3% 5,5%
Siena 223.019.484 211.417.168 0,3% -5,2%
Gorizia 215.210.933 199.252.422 0,2% -7,4%
La Spezia 218.511.561 194.756.460 0,2% -10,9%
Macerata 191.499.904 176.368.881 0,2% -7,9%
Livorno 227.456.991 159.937.548 0,2% -29,7%
Arezzo 147.752.028 146.677.895 0,2% -0,7%
Biella 160.394.710 144.138.681 0,2% -10,1%
Pescara 98.174.634 139.265.220 0,2% 41,9%
Latina 148.327.525 136.180.128 0,2% -8,2%
Frosinone 119.751.628 123.500.027 0,2% 3,1%
Verbano-Cusio-Ossola 105.758.072 119.986.100 0,1% 13,5%
Sondrio 90.670.943 119.384.979 0,1% 31,7%
Prato 114.527.261 113.904.973 0,1% -0,5%
Salerno 117.880.611 102.916.140 0,1% -12,7%
Pistoia 92.657.316 91.180.216 0,1% -1,6%
Avellino 42.373.888 73.320.597 0,1% 73,0%
Province non specificate e altri stati membri 89.534.049 71.673.982 0,1% -19,9%
Teramo 69.388.110 67.114.156 0,1% -3,3%
Rieti 61.129.994 66.692.377 0,1% 9,1%
Aosta 63.052.736 66.611.074 0,1% 5,6%
Brindisi 93.879.536 65.247.233 0,1% -30,5%
Ascoli Piceno 70.207.325 59.805.635 0,1% -14,8%
Fermo 54.530.522 52.259.159 0,1% -4,2%
Benevento 52.737.725 49.243.585 0,1% -6,6%
Cagliari 47.753.541 47.336.205 0,1% -0,9%
Catania 27.379.974 45.365.953 0,1% 65,7%
Terni 48.041.515 43.074.965 0,1% -10,3%
Imperia 39.427.254 39.765.185 0,0% 0,9%
L’Aquila 18.717.614 36.089.926 0,0% 92,8%
Caserta 25.628.719 30.533.848 0,0% 19,1%
Savona 25.638.204 30.318.179 0,0% 18,3%
Vibo Valentia 17.893.243 26.647.702 0,0% 48,9%
Potenza 26.925.200 26.445.220 0,0% -1,8%
Barletta-Andria-Trani 16.515.427 22.858.054 0,0% 38,4%
Trapani 26.422.495 20.906.490 0,0% -20,9%
Campobasso 13.934.014 20.021.357 0,0% 43,7%
Palermo 23.233.202 19.993.734 0,0% -13,9%
Grosseto 15.291.337 19.580.362 0,0% 28,0%
Messina 40.905.418 17.825.976 0,0% -56,4%
Viterbo 17.370.776 17.147.666 0,0% -1,3%
Taranto 28.379.601 16.282.758 0,0% -42,6%
Catanzaro 10.697.792 11.928.458 0,0% 11,5%
Siracusa 10.082.527 8.018.612 0,0% -20,5%
Foggia 5.831.125 7.604.527 0,0% 30,4%
Caltanissetta 4.038.942 6.044.074 0,0% 49,6%
Ragusa 3.009.104 4.131.716 0,0% 37,3%
Agrigento 3.249.263 4.102.350 0,0% 26,3%
Matera 19.437.334 3.587.916 0,0% -81,5%
Crotone 3.658.799 3.511.471 0,0% -4,0%
Sassari 5.199.009 3.072.275 0,0% -40,9%
Cosenza 2.199.616 2.464.538 0,0% 12,0%
Reggio di Calabria 3.560.022 1.840.464 0,0% -48,3%
Isernia 1.164.639 1.718.746 0,0% 47,6%
Enna 1.323.581 1.585.387 0,0% 19,8%
Nuoro 274.360 1.064.210 0,0% 287,9%
Oristano 721.426 589.505 0,0% -18,3%
Provincia del Sud Sardegna 0 261.032 0,0% nr
Carbonia-Iglesias 883.381 0 0,0% -100,0%
Medio Campidano 73.325 0 0,0% -100,0%
Ogliastra 481.049 0 0,0% -100,0%
Olbia-Tempio 622.526 0 0,0% -100,0%
 Totale 80.142.840.019 81.706.216.634 100,0% 2,0%

India, le imprese della leonessa alla ricerca di nuove partnership

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export/Tendenze by
Seminario in Aib sui rapporti Brescia-India

Si è tenuto giovedì pomeriggio, nella Sala Beretta dell’Associazione Industriale Bresciana, il seminario “India Industriale, Culturale, Strategica”, ultimo appuntamento delle due intense giornate che hanno portato a Brescia il Console Generale dell’India a Milano, Binoy George, e il Console Generale d’Italia a Calcutta, Damiano Francovigh – accompagnati da alcune importanti imprese indiane, tra cui Mecon, Nalco, JSW- Jindal, Tata Steel  –, impegnati in una serie di visite istituzionali e nelle aziende promosse da Indo-Italian MilanHUB con il patrocinio del Consolato Generale dell’India a Milano e dell’Associazione Industriale Bresciana, insieme a BTL – Banca del Territorio Lombardo.

Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, Giuseppe Pasini (Presidente AIB), Michela Tiboni (Assessore all’Urbanistica del Comune di Brescia), Eugenio Bodini (Past President AIB e Presidente Sideridraulic), Mohan Babu (Direttore JSW Steel Italy), Simone Vercesi (Direttore Enel Green Power India pvt ltd), Sanjeev Kumar (alla guida di Mecon, leader nella progettazione metallurgica in India), Pratapaditya Mishra (Direttore Generale Aluminium Association of India) e Alberto Cavicchiolo (Presidente Indo-Italian MilanHUB), oltre a una lunga lista di importanti imprenditori bresciani.

Dalla Lombardia proviene oggi il 40% dell’export italiano verso il Paese asiatico; nel 2018 Brescia è tra le prime province italiane per export industriale in India con 138 milioni di euro, al sesto posto nazionale in un quadro complessivo da oltre 4 miliardi di euro.

L’India è il secondo Paese più popoloso al mondo, con 1,3 miliardi di abitanti (fonte: Country Report India – ICE) e l’età media del Paese è al di sotto dei 30 anni. La popolazione indiana continua a crescere dal punto di vista demografico; e nei prossimi 20/30 anni è previsto un consistente aumento dei consumi, espressione di un indicatore di mercato quale l’aumento della classe media dal 19% di oggi al 70% della popolazione. Il PIL ha registrato dal 2015 al 2018 un tasso di crescita costante che si attesta circa al 7%, e le stime della Banca Centrale (Rbi) per l’anno prossimo si confermano intorno al 7%; anche secondo il rapporto Rapporto Export 2019 di SACE SIMEST l’India è uno dei Paesi che trainerà nei prossimi anni l’export italiano.

Il Console Generale dell’India a Milano, SE Binoy George, ha dichiarato che “l’industria bresciana costituisce il più grande hub produttivo della Lombardia e un riferimento per l’Italia. Per Brescia l’India può diventare uno dei grandi mercati della produzione moderna e anche una destinazione di investimenti ad elevata redditività. Le storie di successo delle sedi indiane di aziende bresciane dimostrano l’efficacia di questo impegno, in particolare nel contesto della piattaforma Make in India”

“I numeri dell’interscambio tra India e Brescia, e tra l’India e l’Italia, non rendono ancora appieno lo straordinario potenziale di crescita che questa nazione possiede – commenta Giuseppe Pasini, Presidente di AIB –. Il nostro territorio, tuttavia, ha già recepito queste opportunità, investendo in India con filiali commerciali e produttive. Il numero di aziende bresciane presenti nel Paese è elevato, e destinato a crescere, grazie anche a importanti appuntamenti come quello promosso dall’Indo-Italian MilanHUB”.

Tra le aziende associate ad AIB presenti in India si segnalano: Automazioni Industriali Capitanio, Ave, Bialetti Industrie, Bicelli, Camozzi Automation, Cavagna Group, Condor Trade, Emer, Foma, Gefran, Gnutti Carlo, Ivars, Marzoli Machine Textile (Gruppo Camozzi), Mesdan, Metal Work, O.M.F.B., Officine Meccaniche Rezzatesi, OMB Saleri, Sideridraulic System, Streparava, Valsir (Silmar Group).

Cile, ogni anno con Brescia scambi per 56 milioni di euro

in Economia/Export/Tendenze by

Cile e Italia, un business da 1,8 miliardi all’anno e che nei primi tre mesi del 2019 è già di 400 milioni circa, +3,2%, grazie soprattutto all’export che segna un +14,3%. Prime province su base annuale sono Avellino con 146 milioni di scambi di cui 142 milioni di import, Milano con 136 milioni, leader per export con 98 milioni, Cremona con 104 milioni (100 milioni circa di import) e Vicenza con 88 milioni (59 milioni di export). In crescita Ravenna (+81,2%) e Lucca (+34,4%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano, sui dati Istat anni 2018 e 2017 e primi tre mesi del 2019 e 2018.

Tra le regioni eccelle la Lombardia con 428 milioni di euro di interscambio nel 2018, seguita da Emilia Romagna con 299 milioni, Veneto con 289 milioni e Campania con 195 milioni. In forte aumento la Puglia che passa da 10 a 30 milioni (+189,2%).

I prodotti più scambiati sono i metalli di base che rappresentano il 39,8% dell’import del 2018 e i prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (21,3%) mentre i più esportati sono i macchinari (43% del totale) e gli apparecchi elettrici (9%).

Gli scambi nei primi tre mesi del 2019. Raggiungono i 394 milioni: si tratta in particolare di 234 milioni di export e 159 milioni di import. Si confermano prime province Avellino con 54 milioni di interscambio e Milano con 31 milioni. Terza Vicenza con 26 milioni. Seguono Arezzo, Padova, Cremona, Verona e Reggio Emilia che superano tutte i 10 milioni di scambi. In crescita Arezzo che passa da 1,5 a 15,6 milioni. Tra le regioni prima la Lombardia con 84 milioni, seguita da Veneto (71 milioni) e Campania (63 milioni).

L’interscambio lombardo nel 2018 è di 428 milioni. L’export raggiunge quasi i 247 milioni mentre l’import supera i 181 milioni. Oltre a Milano e Cremona ai primi posti in Italia rispettivamente per export e per import, si distinguono Brescia con 56 milioni di scambi, Bergamo con 39,5 milioni e Varese con 32 milioni. In aumento Pavia che passa da 5,5 a 9,4 milioni di scambi (+68,8%). I prodotti lombardi che vanno di più in Cile sono i macchinari che rappresentano il 30,2% del totale, gli apparecchi elettrici (17,6%) e le sostanze chimiche (12%) mentre si importano metalli (46,9%) e prodotti agricoli (19,6%).

Export bresciano, nel 2019 la crescita continua

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by

Nel I Trimestre 2019 prosegue, pur con un rallentamento, la crescita delle esportazioni bresciane, che ammontano a 4.154 milioni di euro tra gennaio e marzo 2019, in rialzo dello 0,6% su base tendenziale (rispetto allo stesso periodo del 2018), rilevamento superiore a quello della Lombardia (-1,6%), ma inferiore a quello dell’Italia (+2,0%). Risulta in calo del 3,3%, invece, il dato congiunturale (rispetto al trimestre precedente).

Le importazioni, pari a 2.432 milioni di euro, diminuiscono del 3,6% su base tendenziale e del 2,0% su base congiunturale: il saldo commerciale si mantiene quindi ampiamente positivo: 1.722 milioni di euro, in aumento del 7,3% rispetto a quello del primo trimestre 2018 (1.605 milioni di euro).

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dall’Ufficio Studi e Ricerche di AIB e dal Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia.

“Dopo un 2018 da record, la crescita nelle esportazioni segnata da Brescia prosegue anche nel I Trimestre 2019: il dato è in rallentamento, ma si mantiene comunque positivo in un contesto particolarmente complesso, e segnato dal calo dei prezzi delle materie prime – commenta Giuseppe Pasini, presidente di AIB –. Questa situazione testimonia il ruolo di locomotiva per l’export italiano giocato da Brescia”.

Tra i settori, su base annua, i più dinamici sono: prodotti alimentari, bevande e tabacco (+9,3%), articoli in gomma e materie plastiche (+7,5%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+3,9%), macchinari (+2,9%), sostanze e prodotti chimici (+0,3%). Tra i mercati di sbocco, crescono le esportazioni verso Regno Unito (+8,6%), Stati Uniti (+5,1%), Cina (+5,3%), India (+16,9%) e Algeria (+20,8%).  Diminuiscono le vendite verso Francia (-4,9%), Spagna (-3,4%), Turchia (-33,9%), Russia (-13,3%) e Brasile (-5,7%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’Africa (+11,5%), dell’America centro meridionale (+11,1%) e dell’America settentrionale (+9,3%). Negativa la dinamica dell’Unione europea a 28 (-0,9%) e dei Paesi europei non UE (-9,8%).

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▪ Nel primo trimestre 2019, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite bresciane di beni sui mercati esteri (4.154 milioni di euro) risultano in diminuzione del 3,3%; gli acquisti dall’estero (2.432 milioni di euro) sono in calo del 2,0%.

  • Su base tendenziale (rispetto al primo trimestre 2018), le esportazioni aumentano dello 0,6% e le importazioni diminuiscono del 3,6%. Il valore delle merci vendute all’estero nel primo trimestre di quest’anno è il più elevato tra tutti i primi trimestri della serie storica dal 1991. La dinamica risente del rallentamento del commercio mondiale (+0,4% tendenziale nel primo trimestre 2019, contro il +1,6% del quarto trimestre 2018), in uno scenario in cui pesano l’escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, con effetti a cascata su altre economie emergenti, l’eventualità di una Brexit “disordinata” e il rallentamento della crescita in Germania (principale mercato di sbocco dei prodotti bresciani). Su un altro versante, la moneta unica ha evidenziato segnali di indebolimento, mentre è proseguita la caduta tendenziale dei prezzi delle principali materie prime industriali, che ha influenzato lo sgonfiamento dei valori monetari.
  • Questi i risultati più significativi che emergono dalle elaborazioni effettuate dall’Ufficio Studi e Ricerche AIB e dal Servizio Studi della Camera di Commercio sui dati ISTAT del commercio internazionale, diffusi a livello provinciale.

▪ Tra i settori, su base annua, l’aumento delle vendite all’estero di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+9,3%), articoli in gomma e materie plastiche (+7,5%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+3,9%), macchinari (+2,9%), sostanze e prodotti chimici (+0,3%) contribuisce alla crescita dell’export bresciano.

▪ Una diminuzione delle esportazioni riguarda i comparti degli apparecchi elettrici (-6,7%), dei mezzi di trasporto (-6,5%) e dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,8%).

▪ Tra i mercati di sbocco, crescono le esportazioni verso Regno Unito (+8,6%), Stati Uniti (+5,1%), Cina (+5,3%), India (+16,9%) e Algeria (+20,8%). Diminuiscono le vendite verso Francia (-4,9%), Spagna (-3,4%), Turchia (-33,9%), Russia (-13,3%) e Brasile (-5,7%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’Africa (+11,5%), dell’America centro meridionale (+11,1%) e dell’America settentrionale (+9,3%). Negativa la dinamica dell’Unione europea a 28 (-0,9%) e dei Paesi europei non UE (-9,8%).

▪ Per quanto riguarda le importazioni, sono in aumento quelle di computer, apparecchi elettronici e ottici (+12,9%), mezzi di trasporto (+7,9%), articoli in gomma e materie plastiche (+3,6%), sostanze e prodotti chimici (+2,9%), apparecchi elettrici (+0,4%).

▪ Risultano, invece, in calo gli acquisti in vari comparti, tra cui metalli di base e prodotti in metallo (-8,4%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,7%), macchinari ed apparecchi (-3,6%).

▪ Aumentano le importazioni da: Russia (+59,8%), Stati Uniti (+10,9%) e Cina (+9,8%).

Imprese creative, in provincia di Brescia sono 6mila

in Economia/Tendenze by
Creatività

Sono 66 mila le imprese dell’economia creativa in Lombardia e 321 mila Italia al 2019, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Milano è protagonista con 32 mila. Seconda in Italia Roma con 28 mila. In Lombardia, seguono Brescia con 6 mila, Monza, Bergamo e Varese con 5 mila, Como con 4 mila. In Lombardia oltre un quarto dei lavori creativi nazionali. Gli addetti sono 404 mila in regione su 1,5 milioni nazionali, di cui 303 mila concentrati a Milano. Cresce il settore in regione, +0,7% in un anno mesi e + 2,6% dal 2014, più che in Italia (+0,4% e +1,8%). Milano ha una economia sempre più creativa cresce di + 1,5 per cento in un anno e di +7 % in cinque anni.

In Italia. Prima Milano con 32 mila imprese, +7% in cinque anni, poi Roma con 28 mila, +7%, Napoli con 15 mila, +8%, Firenze e Torino con 12 mila, Prato, Bari e Padova con 7 mila, Brescia, Vicenza, Bologna, Treviso con circa 6 mila.

Tra i settori in crescita musica, film e cinema, app, ricerca, professionisti (1429 imprese a Milano, +14% in cinque anni, 2093 in Lombardia, +10%, 10.536 in Italia, +8%). Bene anche la tecnologia informatica con lo sviluppo di app e software (6124 imprese a Milano, +20% in cinque anni, 11.089 in Lombardia, +15%, 45.402 in Italia, +14%), la ricerca (657 imprese a Milano, +23% in cinque anni, 1105 in Lombardia, +30%, 5.490 in Italia, +34%), le attività di professionisti (1979 imprese a Milano, +21% in cinque anni, 4532 in Lombardia, +12%, 18.446 in Italia, +12%).

Forte la presenza delle donne, sono il 23% in Lombardia, il 25% in Italia, il 20% a  Milano. Sono poi il 7% i giovani a Milano e in Lombardia e l’8% in Italia e il 9% gli stranieri a Milano e in Lombardia, 11% in Italia.

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