Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Manifatturiero

Export in Canada, Brescia è seconda in Lombardia

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Export/Manifatturiero/Meccanica/Tendenze/Tessile by
Export Canada

L’export in Canada vale per la Lombardia 709 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016, +0,4%. Circa un miliardo all’anno. Rappresenta oltre un quarto del totale italiano. La provincia più attiva è Milano con quasi 332 milioni di euro e una crescita dell’11% rispetto al 2015. Seguono Brescia con 84,2 milioni e Bergamo con 68,7 milioni.

Quarta Varese che con 61 milioni registra un +41,5%, la crescita più alta in regione dopo Lodi che raddoppia il valore del suo export (da 3 a 6,4 milioni di euro). I prodotti più esportati sono i macchinari (23%) e tessili e abbigliamento (14%, +20%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi nove mesi del 2016 e 2015.

Progetto “Percorso Canada”: quindici aziende lombarde già formate sono in partenza. Sono quindici le aziende lombarde che hanno seguito il percorso di internazionalizzazione proposto da Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le attività internazionali e che partiranno il prossimo 2 aprile per Montréal, in Canada. Le imprese operano nei seguenti settori: agro-industria, design e arredo, meccanica e servizi. In Quebec avranno l’opportunità di incontrare oltre 100 aziende canadesi selezionate per un totale di circa 150 incontri b2b. Le imprese avranno occasione anche di visitare la fiera sull’aerospace AeroMart.

L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito del progetto “Percorsi di accompagnamento in mercati strategici per il sistema economico lombardo”, voluto da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia e realizzato da Promos, azienda speciale per le attività internazionali della Camera di commercio di Milano, prevede entro la fine del 2017 altri percorsi di formazione sull’internazionalizzazione finalizzati ad approfondire la conoscenza e la penetrazione su mercati considerati strategici per le aziende lombarde: Etiopia, Kenya, Colombia, Stati Uniti, Kazakistan, Argentina, Thailandia, Vietnam, Arabia Saudita e Oman. Il Canada è il quarto percorso realizzato dopo quelli dedicati a Marocco, Iran e Sud Africa.

Dati export Canada
Dati export Canada

Carpenedolo, il laboratorio abusivo riapre nonostente i sigilli. Arrestati i titolari

in Bassa/Economia/Guardia di Finanza/Manifatturiero/Zone by
sequestro-giudiziario

E’ scattato l’arresto per i due cinesi intestatari di un laboratorio a Carpenedolo. Il capannone era stato chiuso dalle autorità perché all’interno erano stati trovati lavoratori costretti a vivere e operare in condizioni a dir poco precarie. Su 13 dieci persone, infatti, i carabinieri e gli ispettori del lavoro ne avevano individuate dieci senza contratto, sei anche prive del permesso di soggiorno.

Nel laboratorio venivano prodotte calze di bassa qualità destinate ai supermercati asiatici, ma anche articoli destinati a griffe di livello. I titolari, oltre al sequestro della merce, avevano ricevuto una multa da 75mila euro. Ma il giorno dopo, i due 19enni hanno riaperto l’azienda come se nulla fosse successo. Una decisione pagata a caro prezzo.

 

 

Quarto trimestre: lenta ma costante crescita per settore manifatturiero lombardo

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero by
federico ghidini

Il 4° trimestre del 2016 chiude un anno di crescita lenta ma costante per il sistema industriale lombardo. In particolare i dati emersi dall’analisi di Unioncamere e Confindustria Lombardia sull’industria manifatturiera evidenziano un aumento congiunturale dello 0,3% della produzione rispetto al trimestre precedente, la crescita dello 0,6% del fatturato, un improvviso calo degli ordini esteri (-1,1%), ordini interni in crescita (+1,5%) e saldo occupazionale negativo (-0,2%). In generale il 2016 si è chiuso con una crescita media dell’1,3% della produzione rispetto all’anno precedente.

In questo quadro si inserisce un elemento di forte incertezza, rispetto al recente passato, rappresentato dal calo degli ordini esteri. E’ evidente come nel commercio globale vi siano elementi di instabilità che minano la crescita del commercio mondiale, le incognite sulla politica commerciale che sarà adottata da Trump, all’avvio del negoziato per la Brexit, alla diffusione del neo-protezionismo. Fortunatamente per la Lombardia al calo degli ordini esteri corrisponde, nell’ultimo trimestre del 2016, una forte ripresa del mercato interno. A fronte di una fase di incertezza globale è auspicabile che questa ripresa diventi strutturale e costante, al fine di garantire alle imprese quella spinta necessaria per poi affrontare i mercati esteri. Come emerso anche dai dati del IV trimestre 2016 resta infatti determinante la componente estera sul fatturato totale (40,3) delle nostre imprese, percentuale che ha consentito alle imprese di resistere durante i tanti anni di crisi a testimonianza di quanto siano fondamentali tutte le attività legate all’internazionalizzazione delle nostre imprese.

Dai dati relativi all’occupazione nonostante il saldo negativo emerge poi una ritrovata dinamicità del mercato del lavoro regionale. Assistiamo infatti ad un incremento degli ingressi nel mercato del lavoro e parallelamente a maggiori uscite. Per Confindustria Lombardia – si legge in una nota – questo rappresenta un fenomeno interessante in quanto sintomo di un mercato del lavoro che sta cambiando pelle. A questa dinamicità va poi associato l’ulteriore calo del ricorso alla CIG, oggi all’11,1 (nel 2013 era al 28,5). “Come Giovani imprenditori lombardi vogliamo quindi rivolgere lo sguardo al futuro delle nostre imprese: il sistema lombardo infatti ha di fronte a se diverse sfide, sfide che hanno come obiettivo comune lo sviluppo della competitività” commenta il presidente Federico Ghidini. “Per essere competitivo un territorio deve essere attrattivo nei confronti di imprese internazionali e degli investimenti diretti internazionali, oltre ad essere capace di presentarsi come sistema sui mercati esteri per promuovere le proprie eccellenze. Internazionalizzare oggi significa andare oltre la sola attività di export: bisogna attrarre investimenti, sviluppare joint venture, fare sistema pubblico-privato. E la Lombardia ha moltissime carte da giocare in virtù delle sue caratteristiche di hub internazionale naturalmente attrattivo per investimenti, competenze, persone, imprese, startup e agenzie europee”.

“Altro fattore decisivo per il successo delle nostre imprese – prosegue Ghidini – sono le persone e le loro competenze. Un capitale umano d’eccellenza è infatti alla base delle capacità di un territorio di essere competitivo. In quest’ottica, come Confindustria Lombardia siamo impegnati in un progetto in collaborazione con il sistema scolastico regionale per diffondere la conoscenza dei percorsi di istruzione che meglio rispondono alle esigenze del tessuto produttivo lombardo per favorire il raccordo tra sistema formativo e mondo delle imprese. Questo perché le competenze vanno create in prospettiva del mercato del lavoro del futuro”.

La bresciana Ave inserita tra le 100 eccellenze italiane

in Ave/Aziende/Economia/Emanuele Belli/Manifatturiero/Personaggi/Sandro Belli by
Emanuele Belli, Ave

È stato ritirato a Roma presso Palazzo Montecitorio il “Premio 100 eccellenze italiane”, un prestigioso riconoscimento che ha visto AVE tra i protagonisti eletti a simbolo di quell’Italia virtuosa, tesa a dar valore al Made in Italy come patrimonio nazionale ed internazionale. Un valore su cui AVE crede da sempre e sul quale ha costruito la propria filosofia aziendale.

Promosso dall’Editore Riccardo Dell’Anna, il “Premio 100 eccellenze italiane” richiama a quel complesso tessuto di unicità che definiscono il Made in Italy, quell’ Italia contemporanea dove innovazione, tradizione, audacia e creatività non sono semplici suggestioni, ma qualità pregnanti, culturali e dense di significato. Tenutasi il 1 dicembre scorso nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio la cerimonia di premiazione ha inserito AVE tra le 100 eccellenze italiane più eclatanti, insignendola dell’importante riconoscimento. Durante l’evento è stato presentato in anteprima anche l’omonimo volume “100 eccellenze italiane”, dove vengono raccontate le storie di queste importanti realtà e, tra queste, quella di AVE.

Protagonista da oltre 110 anni dello scenario internazionale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate all’installazione in impianti residenziali e terziari, AVE è storicamente la prima azienda italiana produttrice di materiale elettrico. Negli ultimi anni, in particolare, l’Azienda ha dato un notevole impulso a soluzioni assolutamente innovative conseguendo nuovi importanti brevetti. Oggi AVE è una realtà in continuo sviluppo, che esporta in oltre 70 paesi ed è presente in varie nazioni con filiali commerciali e joint venture industriali.

Punto di forza di tutta la produzione AVE e simbolo del Made in Italy di qualità e di prestigio, il design rappresenta il valore aggiunto su cui l’Azienda ha fondato il proprio successo. I prodotti AVE sono stati installati nelle case, negli uffici e nelle aziende in Italia e più di 100 paesi nel mondo. Con oltre 200 brevetti e numerosi premi ricevuti, tra cui il Premio Compasso d’Oro per il Design, a cui si aggiunge il Premio 100 eccellenze italiane, AVE è in grado oggi di proporre soluzioni facilmente inseribili in qualunque ambiente, che si adattano ad un mercato sempre più esigente ed in continua evoluzione.

IN FOTO EMANUELE BELLI (TERZO DA DESTRA) CON IL PREMIO

Lombardia, bando transnazionale per settore manifatturiero

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manunet

“E’ aperto ‘MANUNET Transnational Call 2017′, il bando congiunto a sostegno di progetti transnazionali di ricerca e sviluppo nell’ambito manifatturiero, di cui Regione Lombardia e’ soggetto finanziatore”. E’ quanto fa sapere l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini. “La Call – ha ribadito l’assessore
– e’ rivolta a partenariati transnazionali composti da imprese e organismi di ricerca provenienti da oltre 12 paesi e 24 regioni europee. Le risorse messe a disposizione dalle Regioni e dai Paesi finanziatori ammontano a euro 29 milioni, a cui si aggiunge un eventuale contributo della Commissione Europea”.

“Ciascuna Regione e’ responsabile dell’erogazione del contributo ai soggetti provenienti dal proprio territorio di
competenza. Regione Lombardia – ha sottolineato Parolini – cofinanzia per un importo pari a euro 1 milione”. “In Lombardia – ha aggiunto – il settore manifatturiero occupa circa il 30% della forza lavoro e rappresenta uno dei cardini dell’economia e dell’identita’ regionale per l’elevata produttivita’, la qualita’, la tradizione d’eccellenza e la vocazione all’export. Regione Lombardia ha aderito fin da subito al programma MANUNET III, perche’ ne condivide le finalita’ e gli obiettivi”.

“Questa iniziativa – ha concluso l’assessore – permette innanzitutto al sistema produttivo lombardo di entrare in un ambito internazionale interessante, offrendo un contesto di piu’ ampio respiro in grado di accrescerne le opportunita’ di sviluppo e sostenerne l’innovazione, ma anche di ampliare l’efficacia della cooperazione e massimizzare l’impatto dei finanziamenti”. Tutte le informazioni su ‘MANUNET Transnational Call 2017’cosi’
come il tool trasnazionale di partner search sono disponibili al seguente link www.manunet.net .

Manifatturiero, dalla Regione un milione per la competitività

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Con una delibera proposta dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini, approvata ieri dalla Giunta, sono stati definiti i criteri che riguardano il bando regionale ‘Manunet 2017 Lombardia’ che rientra nell’ambito dell’iniziativa transnazionale ‘Manunet Transnational Call 2017’.

BANDI CONGIUNTI – “‘Manunet Transnational Call 2017′- ha spiegato l’assessore Parolini -, co-finanziata dal Programma europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, nasce con
l’obiettivo di stimolare la competitivita’ manifatturiera a livello globale europeo attraverso il coordinamento di attivita’ di ricerca, sviluppo, innovazione e competitivita’ e in particolare attraverso il cofinanziamento di bandi congiunti transnazionali per lo sviluppo delle industrie manifatturiere. Le risorse complessivamente stanziate da Regione Lombardia per i beneficiari ammontano a 1 milione di euro a cui si aggiunge un eventuale contributo della Commissione Europea”.

SOGGETTI BENEFICIARI – I soggetti beneficiari sono: le piccole e medie imprese; le grandi imprese; gli organismi di ricerca (pubblici e privati).

CONTRIBUTO – Il contributo erogabile ad un singolo soggetto lombardo partecipante al progetto transnazionale non potra’ superare l’ammontare di 150.000 euro (limite per partner). Inoltre, se i partecipanti lombardi coinvolti in uno stesso progetto sono piu’ d’uno, la somma dei contributi che potranno essere concessi cumulativamente ai partner lombardi nell’ambito dello stesso progetto non potra’ essere superiore a 300.000 euro (limite per progetto).

Moda, export lombardo da 6 miliardi. Brescia su del 6,9 per cento

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L’export lombardo nel settore moda vale 6 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2016, con un +4% rispetto all’anno precedente, un quarto del totale italiano. Capitale della moda è Milano con un export di abbigliamento e accessori di 2,9 miliardi (+6,6%), seguita da Como con 773 milioni (+1,4%). Raggiungono quasi il mezzo miliardo di euro Bergamo e Varese. Le crescite più consistenti le registrano Cremona (+15,3%), Sondrio (+8,1%) e Brescia (+6,9%). Ma dove va la moda lombarda nel mondo? Raggiunge soprattutto la Francia (10,8% del totale) e gli Stati Uniti (8,6%). In forte crescita Hong Kong, prima destinazione in particolare per la moda milanese (pesa per l’11,4% sul totale, +9,3%). Tra i primi 10 partner anche Cina, Giappone e Corea del Sud. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi sei mesi del 2016 e 2015.

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Manifatturiero, Maroni: Lombardia regione più importante d’Europa

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“La Lombardia e’ l’unica regione europea a contare oltre un milione di addetti, 1.116.400 per la precisione, nel campo della produzione di beni. Il nostro comparto manufatturiero, come mette in evidenza un’elaborazione effettuata da Confartigianato Imprese Lombardia su dati Istat, vale quasi il doppio di quello, per esempio, del Distretto governativo di Stoccarda, seconda area territoriale presente nella classifica europea con 639.900 addetti”. Cosi’, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, commentando lo studio di ‘Lombardia Speciale’ da oggi online sul portale www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it.

Lo studio colloca al terzo posto la Catalogna con 582.100 unita’ e al quarto un’altra regione italiana, il Veneto, con 579.900 addetti.

IN LOMBARDIA CRESCITA OCCUPAZIONE DOPPIA MEDIA ITALIANA – I lavoratori lombardi in questo settore rappresentano una quota pari al 26,2 per cento di tutti gli occupati. E anche la dinamica relativa al tasso di occupazione rispetta la supremazia lombarda in questo campo: l’occupazione nel corso dell’ultimo anno e’ cresciuta dell’1,5 per cento, il doppio della media nazionale, fissata allo 0,7 per cento.

OLTRE IL 90% DELLE IMPRESE IN LOMBARDIA E’ MICRO – “L’importanza del settore manifatturiero in Lombardia emerge ulteriormente, considerando ‘l’anatomia’ del nostro tessuto imprenditoriale – prosegue il presidente -. Il numero di microimprese (quelle con al massimo dieci addetti, ndr) nel 2013 era pari a oltre 758mila unita’. Una percentuale del 94,1 per cento sul totale delle imprese attive sul territorio”.

OGNI GIORNO 66 NUOVE IMPRESE ARTIGIANE IN MEDIA IN LOMBARDIA – Secondo lo studio, ogni giorno, in Lombardia, nascono mediamente 66 nuove imprese artigiane: il numero di quelle registrate nella nostra regione, con dati questa volta riferiti al secondo trimestre 2016, e’ in totale pari a 251.961, il 26,3 per cento di tutte le imprese lombarde.

Imprese, indagine Aib: terzo trimestre 2016 tra luci e ombre

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Nel terzo trimestre del 2016 – secondo una nota del Centro Studi AIB – al netto dei fattori stagionali, legati alla generalizzata chiusura degli stabilimenti nel mese di agosto, l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha evidenziato un’evoluzione moderatamente positiva, che si inserisce nel più ampio movimento di recupero del made in Brescia iniziato nel corso del 2014. La dinamica dell’industria bresciana appare inoltre coerente con un contesto nazionale caratterizzato da una ripresa dei livelli produttivi in estate, dopo la debolezza sperimentata in primavera.

Nel dettaglio, la produzione industriale evidenzia un calo congiunturale del 2,4%, ma la dinamica destagionalizzata (ovvero al netto degli effetti derivanti dal minore numero di giorni lavorativi nel trimestre estivo rispetto a quello immediatamente precedente) esprime un incremento dello 0,5%. Il tasso tendenziale, cioè la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente, è positivo per l’undicesima rilevazione consecutiva (+2,3%): ciò confermerebbe lo stato di relativo dinamismo della manifattura bresciana. Nonostante gli evidenti progressi di questi mesi, la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) resta ancora molto elevata e si attesta intorno al 25%.
L’attività dell’artigianato manifatturiero bresciano – secondo quanto rileva l’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Brescia – chiude il terzo trimestre con una dinamica incerta. La produzione registra una nuova battuta d’arresto su base congiunturale; la variazione rispetto al trimestre precedente, al netto degli effetti stagionali, è in calo dello 0,1%. Risultato questo che indebolisce il già incerto processo di crescita che caratterizza il comparto manifatturiero artigiano.
La decelerazione della produzione si riflette sugli altri indicatori. Il fatturato e gli ordinativi, sebbene chiudano il trimestre con un segno positivo (rispettivamente dello 0,7% e dell’1,5%), risultano in rallentamento sul periodo precedente.
Il quadro tendenziale è più incoraggiante; la produzione cresce dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2015; il fatturato aumenta del 3,3% e gli ordini del 3,7%.
Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso migliori rispetto alla media lombarda.
I principali indicatori dell’industria:
 Con riferimento ai settori produttivi, l’attività è aumentata nei comparti: calzaturiero (+3,4%), agroalimentare e caseario (+1,9%). E’ invece diminuita nei settori: metallurgico e siderurgico (-6,3%), materiali da costruzione ed estrattive (-5,4%), tessile (-5,3%), carta e stampa (-3,5%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (-2,8%), chimico, gomma e plastica (-2,3%), maglie e calze (-1,1%), legno e mobili in legno (-0,8%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-0,5%), abbigliamento (-0,2%).
 Le vendite sul mercato italiano sono diminuite per il 55% delle imprese, aumentate per il 14% e rimaste invariate per il 31%. Le vendite verso i Paesi esteri sono aumentate per il 10% degli operatori, diminuite per il 41% e rimaste stabili per il 49%.
 I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti per il 12% delle imprese, con un decremento medio dello 0,2%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al ribasso dal 10% degli operatori, con una flessione media dello 0,1%.
 Le previsioni per i prossimi mesi rimangono orientate a un cauto ottimismo: la produzione è prevista in aumento da 30 imprese su 100, stabile dal 47% e in flessione dal rimanente 23%.
 Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono in aumento per il 36% delle imprese, stabili per il 36% e in contrazione per il 28%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 26% del campione, invariati per 54% e in flessione per il 20%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in rialzo per il 27% delle aziende, stabili per il 51% e in diminuzione per il 22%.
I principali indicatori dell’artigianato:
▪  La dinamica produttiva dei settori si mantiene eterogenea. Evidenziano un calo produttivo consistente su base annua il comparto della gomma-plastica (-7,3%), il comparto moda (pelli calzature: -6,6%; abbigliamento: -2,1%), la siderurgia (-6,1%) ed il legno-mobilio (-1,7%). In aumento la produzione dei minerali non metalliferi (+12,9%) e la meccanica (+3,4%).
▪  Il fatturato del comparto artigiano segna una dinamica congiunturale positiva, pari allo 0,7%, sebbene in rallentamento rispetto al trimestre precedente. Più intensa, invece, la variazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+3,3%), sostenuta dal fatturato interno (+2,3%). La componente estera registra una crescita significativa (+14,0%), ma va considerato che la quota di fatturato direttamente riconducibile ai mercati esteri si mantiene modesta (8,1%).
▪  Anche la dinamica congiunturale degli ordini è positiva (+1,5%), in decelerazione rispetto al trimestre scorso. Rimane sostenuta la crescita tendenziale (+3,7%), a conferma della dinamica positiva intrapresa all’inizio dell’anno. Entrambe le componenti ottengono risultati positivi, su base annua: aumentano, infatti, del 3,5% gli ordini interni e del 5,7% quelli esteri.
▪  La dinamica occupazionale artigiana non sembra risentire del rallentamento della produzione. Come noto, infatti, gli effetti sull’andamento lavorativo si rilevano in ritardo rispetto alle variazioni produttive. Il terzo trimestre si chiude con un incremento, su base annua, dell’1,3%, confermando il trend positivo iniziato a metà del 2015. Diminuisce anche il ricorso alla Cassa Integrazione: la quota di imprese che ne ha fatto ricorso si colloca al 4,2% contro il 7,8% del trimestre scorso.
▪ Le aspettative degli artigiani bresciani si mantengono pessimistiche anche per il prossimo trimestre per produzione, domanda interna e fatturato. Per la domanda estera domina un orientamento verso la crescita. Previsioni di stabilità, invece, con riguardo all’occupazione.
L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 193 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

Analisi congiunturale di Apindustria: ottimisti, ma con moderazione

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero/Meccanica by
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La tendenza è moderatamente positiva ma continuano a esserci situazioni preoccupanti, di forte difficoltà. A registrarlo è l’analisi congiunturale del III trimestre 2016 realizzata dal Centro Studi di Apindustria intervistando un campione di associati.

L’analisi dei dati congiunturali si sviluppa dal confronto dei dati del trimestre in esame rispetto al trimestre precedente. Nel complesso il campione di riferimento si distribuisce tendenzialmente nella fascia “nessuna variazione/+5%”. Continuano a esserci però situazioni di forte difficoltà, con decisa contrazione nei valori rilevati.

Più nel dettaglio crescono fatturato (nettamente positivo in poco meno della metà dei casi, stabile per un quarto del campione) e produzione (in crescita in quattro casi su dieci, stabile per un terzo del campione), a fronte di un aumento degli ordini per il 40% dei rispondenti. In crescita gli investimenti (30% dei casi) e l’occupazione, con una crescita tra l’1% e l’8% per il 29% degli associati. Per contro aumentano mediamente anche i costi di produzione, tra +1 e +8% per circa un terzo dei rispondenti (oltre la metà del campione segnala invece stabilità).

In linea con il trimestre precedente, l’analisi incrociata dei dati evidenzia realtà aziendali che vivono una fase di netta ripresa negli indicatori rilevati, con punte positive di particolare rilievo.

Rimangono presenti situazioni di crisi aziendale, come evidenziato dal grado di utilizzo degli impianti: il 30% del campione ha infatti impianti decisamente sottoutilizzati (nel II trimestre era il 33%). Nel restante 70% del campione non si sono invece registrati cambiamenti significativi.

FOCUS METALMECCANICO

Il settore metalmeccanico, rappresentato dal 39% dei rispondenti, non presenta differenze sostanziali con quanto rilevato dalla totalità del campione. Emergono però note leggermente più positive nei valori percentuali per crescita del fatturato, produzione e ordini. La crescita dei costi di produzione è invece più contenuta rispetto a quanto rilevato dal complesso degli intervistati. Occupazione in crescita per il 21% dei rispondenti (nel secondo semestre era il 64%). Bene gli investimenti, in crescita nel 100% dei casi, in linea con quanto rilevato nel trimestre precedente.

«I dati del terzo trimestre trasmettono fiducia – afferma Douglas Sivieri a commento dell’analisi congiunturale -. È positivo che questo avvenga e che venga dato un minimo di respiro, anche perché tutte le previsioni a livello macroeconomico dicono che il 2017 non sarà un anno semplice e che ci sarà ancora molto da fare».

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