Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Per la Ab Holding di Orzinuovi una commessa canadese da 10 milioni

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Un impianto della Ab Holding

Commessa da 10 milioni di euro per la AB Holding spa di Orzinuovi, leader nei settori della cogenerazione e valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili. Il gruppo conta ormai filiali dirette in diversi Paesi del mondo (tra cui Europa, Russia, Israele, Turchia, Nord America, Messico e Brasile) e circa 700 dipendenti nel mondo. L’ultimo colpo di mercato – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – è l’accordo con la Polycon Industries, parte di Magna International Inc (il più grande produttore di parti per automobili del Canada), che ha acquistato un sistema di cogenerazione della linea Ecomax® Natural Gas con potenza di 8 MW. Dieci milioni di motivi per fare festa.

Massetti: segnali positivi sui mercati esteri, ma tira vento di chiusura

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Sempre più a fare la differenza non sono le virgole nella crescita o nella decrescita delle nostre imprese, ma un orizzonte più ampio, che consideri il fatto che stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti. E il nostro compito, quali associazioni di rappresentanza, è quello di operare a fianco delle Istituzioni per dare alle nostre imprese gli strumenti giusti per affrontarli. Serve essere strutturati per affrontare le nuove sfide del mercato, ma serve anche che siano create le condizioni perché nel 2017 possano ripartire gli investimenti, dal sostegno al credito al supporto allo sviluppo tecnologico e digitale delle MPI. Per questo la collaborazione con Regione Lombardia è un tema sempre più centrale perché strumenti come Manifattura Diffusa 4.0 o opportunità come il futuro dell’Area Expo si possano trasformare in occasioni concrete di crescita per le imprese artigiane lombarde. Come resta un elemento chiave trovare una sinergia, tutta a favore delle imprese, tra gli strumenti dei Confidi, Finlombarda e il Fondo Centrale di Garanzia”.

Così Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, commenta i risultati della congiuntura lombarda relativa al quarto trimestre 2016.

Il quarto trimestre 2016 segna per le aziende artigiane manifatturiere lombarde un incremento congiunturale (+0,5%) e un’accelerazione tendenziale (+1,4%), che portano a una crescita media annua dell’1,2%, molto vicina al +1,3% del 2015. L’indice della produzione resta però a quota 71,4 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100) rimanendo ancora ben lontano da 100 e 5 punti sotto il massimo post-crisi registrato nel 2011.

Da un punto di vista settoriale, chiudono il 2016 con un risultato sensibilmente positivo i settori delle manifatturiere varie (+2,3%), degli alimentari (+2,2%) e della meccanica (+2,1%) seguiti da gomma-plastica (+1,4%) e legno-mobilio (+0,8%) con incrementi più contenuti. Ancora numerosi i settori che classificano il 2016 come anno negativo: le pelli-calzature (-2,2%), i minerali non metalliferi (-2,2%), il tessile (-2,1%) e la siderurgia (-1,5%) presentano i risultati più negativi ai quali si associano con riduzioni dei livelli produttivi più contenute l’abbigliamento (-0,9%) e la carta-stampa (-0,6%).

Lo spaccato dimensionale vede le micro imprese ancora sofferenti (-0,5% le imprese con meno di 6 addetti) e le imprese di maggiori dimensioni che sostengono la crescita del settore (+2,1% le imprese da 6 a 9 addetti e +2,7% le imprese con più di 10 addetti).

Rimane prevalente la quota di aziende in crescita (43%) rispetto a quelle in contrazione (32%). Rimane stabile la quota di imprese artigiane che non registrano variazioni (25%).

Le imprese artigiane avvertono la svolta congiunturale della domanda interna registrando un +0,1% rispetto al trimestre precedente, ma questo risultato di fine anno è troppo debole per determinare una svolta tendenziale e il 2016 si chiude con una variazione media annua ancora negativa (-0,1%). Sul versante estero, dal quale il comparto artigiano ricava una quota del fatturato del 7% sul totale, i risultati confermano il rallentamento della domanda con una contrazione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e una variazione tendenziale che retrocede ai tassi di inizio anno (+3,4%) dopo aver raggiunto il 9% nei mesi estivi.

Sul fronte dell’occupazione, il tasso d’ingresso supera il livello di inizio anno (1,9%), mentre le uscite crescono maggiormente (2,2%) portando a un saldo negativo (-0,3%). Si riduce inoltre il ricorso alla CIG.

Le aspettative degli imprenditori artigiani riguardo a produzione e occupazione rimangono in area negativa, ma si avvicinano sempre più al punto di svolta. Sul versante della domanda le aspettative sono in assestamento con un saldo tra ottimisti e pessimisti praticamente nullo per la domanda estera e un lieve incremento del saldo negativo per la domanda interna

Stiamo vivendo un momento particolare – conclude il presidente Massetti – in cui sono in molti a chiedersi se stia iniziando una nuova fase storica, in cui la globalizzazione lascia il posto a un nuovo paradigma basato sulla chiusura dei confini e sul rilancio della sovranità nazionale. Non è dato sapere quali possano esserne le conseguenze sul piano più strettamente economico: il nostro tessuto imprenditoriale ha saputo affrontare la crisi, certo con una selezione nelle imprese non trascurabile, ma riuscendo comunque ad ottenere risultati positivi. Sapremo resistere anche ai venti di chiusura che stanno iniziando a soffiare a livello internazionale?”

Brescia, vola l’export in Usa. Massetti (Confartigianato): preoccupa il protezionismo di Trump

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Gli Stati Uniti d’America sono il terzo paese partner dopo Francia e Germania per valore dell’export del “Made in Lombardia” di manufatti realizzati nei settori a maggior concentrazione di MPI. Il valore annualizzato al III trimestre 2016 delle vendite di beni dei settori di MPI ammonta a 2,5 miliardi di euro, il massimo registrato negli ultimi 10 anni (2006-2016). La domanda di prodotti dei settori di MPI proveniente dagli Usa cresce, rispetto ai 12 mesi precedenti, del 3%, mantenendo l’andamento positivo registrato nei sei anni precedenti; dinamica nei settori di MPI in controtendenza rispetto a quella registrata per il manifatturiero che dopo 5 anni di costante crescita segna un calo dell’1,3%.

L’analisi, offerta dal recente studio dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, analizza anche la dinamica provinciale del “Made in Lombardia” di prodotti dei settori a maggior concentrazione di MPI verso gli Stati Uniti: il 74,6% dell’export nei settori in esame si concentra su quattro province: Milano con il 42,8%, Brescia con il 12,8%, Monza-Brianza con il 10,1% e Como con l’8.9%. Crescita a doppia cifra per l’export di MPI verso gli USA a Mantova (+21,3%) e a Bergamo (+18,1%), seguite da Brescia (+9,8%) e Lodi (+6,0%). L’incremento complessivo dell’export di MPI rilevato nei 9 territori lombardi riceve un più alto apporto dal settore Mobili a Como, dal settore Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature a Bergamo, Brescia, Pavia e Lecco, dal settore Articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia) a Milano, dal settore Prodotti tessili a Lodi e Cremona, e dal settore Prodotti delle altre industrie manifatturiere a Mantova. Per Brescia, su un totale manifatturiero di export verso gli USA che vale 940 milioni di euro (dati cumulati dal IV trim. 2015 al III trim 2016), l’export da parte delle MPI rappresenta una quota del 33,6%, cioè 316 milioni di euro, con una variazione tendenziale di + 9,8%. Di questi: 231 milioni provengono da prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature, 25 da prodotti alimentari, 19 da articoli di abbigliamento, 14 da prodotti alimentari, 8 da mobili.

Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Masetti: «I segnali che arrivano dai mercati internazionali sono incerti. Gli artigiani hanno chiuso il 2016 dimostrando di aver imparato a guardare lontano, nonostante le difficoltà, di non aver paura di confrontarsi col mercato globale. Il mercato Usa assume una specifica rilevanza dato che l’Italia è il primo Paese fornitore europeo degli Stati Uniti d’America per prodotti realizzati nei settori a maggior concentrazione di MPI. Inoltre tutte le imprese del made in Italy sono interessate dal prospettato cambio di rotta delle politiche commerciali della nuova amministrazione Trump. È del 23 gennaio scorso, infatti, il memorandum del Presidente americano che ritira gli Stati Uniti dai negoziati Trans-Pacific Partnership evidenziando che è intenzione dell’Amministrazione Usa sviluppare accordi commerciali bilaterali volti a “promuovere l’industria americana, proteggere i lavoratori americani e aumentare i salari americani”».

Si allega studio completo dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia

Export, la Lombardia vola e Brescia è seconda solo a Milano

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Dal Brasile all’Iran, dal Sud Africa alla Cina, dalla Russia all’India: imprese lombarde a caccia di business in oltre 50 Paesi di tutto il mondo. Grazie al servizio proposto da Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le Attività Internazionali e che prevede una ricerca di partner commerciali personalizzata con successiva
organizzazione di incontri b2b con controparti selezionate. L’iniziativa rientra nell’ambito del Bando Regionale “Progetti di Promozione dell’Export – Export Business Manager”, con cui Regione Lombardia mette a disposizione 4 milioni di euro in contributi a fondo perduto per sostenere nuovi modelli di business per la promozione dell’export delle micro, piccole e medie imprese lombarde, che si apre oggi, 10 gennaio.

Sono oltre 63 mila gli operatori economici lombardi che nel 2015 hanno esportato le loro merci nel mondo, il 29,4% del totale italiano, almeno 4 mila in più rispetto all’anno 2006 (+7,4%). La crescita in un anno è del +2,5% (1.500 in più circa) e in cinque anni di +8,4% (5 mila in più). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat, anni 2006-2015 e primi nove mesi del 2016. La Lombardia doppia il Veneto, al secondo posto con 28.834 operatori. Terza la Toscana con 22.847.

L’export complessivo lombardo nel 2015 ha superato i 111 miliardi di euro (era di 93 miliardi nel 2006). Un trend che si conferma anche per il 2016: nei primi nove mesi l’export è di circa 83 miliardi di euro, +0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Primi esportatori lombardi: Milano con 37 miliardi all’anno ma già 28 totalizzati fino a settembre 2016 (+3,6%), seguita da Brescia (14,7 miliardi all’anno, 10,8 nel 2016) e Bergamo (14 miliardi, 10,7 nel 2016). In crescita, oltre a Milano, Lodi (+10,3%), Mantova (+3,1%), Bergamo (+1,7%) e Lecco (+0,3%).

Da oggi al via i finanziamenti per il servizio di ricerca di partner commerciali con incontri nei loro Paesi. Garantisce alle aziende lombarde la possibilità di identificare distributori, importatori e clienti qualificati sia nei principali Paesi Ue sia nei Paesi extra EU considerati più strategici: Usa, Cile, Perù, Colombia, Ecuador, Costarica, Panama, Brasile, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Bahrein, Kuwait, Iran, Marocco, Sud Africa, Nigeria, Angola, Mozambico, Corea del Sud, Cina, Vietnam, Thailandia, Singapore, Malesia, India e Russia. A seguito dell’individuazione dei giusti partner saranno organizzati incontri d’affari mirati in loco con le controparti selezionate con l’obiettivo di finalizzare accordi commerciali. Possono accedere al finanziamento regionale Micro, Piccole e Medie Imprese che alla data di presentazione della domanda siano attive, iscritte al Registro delle Imprese e abbiano un fatturato minimo di Euro 500.000 in almeno uno degli ultimi tre esercizi approvati; questa limitazione non sarà applicata alle start-up innovative.

Le MPMI lombarde devono presentare progetti di internazionalizzazione che verranno sottoposti a una procedura valutativa a sportello da parte di Regione Lombardia. Nella fase di valutazione dei progetti, la priorità sarà data in base all’ordine cronologico di presentazione online della domanda (sino ad esaurimento dei fondi) e verranno considerati idonei al finanziamento i progetti che raggiungeranno un punteggio minimo di 60/100 sulla base dei seguenti criteri: qualità del progetto, caratteristico economico-organizzative, priorità alla “prima esportazione” ed
all’effettivo ingresso in un nuovo mercato. Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le Attività Internazionali, garantisce alla aziende assistenza sia nella preparazione del progetto sia nella presentazione della domanda di finanziamento.

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A gennaio 24 imprese della Leonessa all’estero con Pro Brixia

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Evidenza/Export by
Internazionalizzazione delle imprese

Pro Brixia – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Brescia – informa che nel mese di Gennaio 24 imprese parteciperanno a due fiere internazionali, nell’ambito del calendario di iniziative per l’internazionalizzazione delle imprese.

Per ogni manifestazione fieristica 2017 la Camera di Commercio di Brescia mette a disposizione contributi alle imprese, sotto forma di voucher, da scontare all’impresa – previa verifica dei requisiti richiesti – all’atto formale di adesione e di sottoscrizione del contratto di partecipazione alle manifestazioni fieristiche all’estero.

Per la partecipazione a fiere estere (nuova o II edizione), con l’Azienda Speciale Pro Brixia quale soggetto attuatore, il voucher – scontato all’impresa all’atto formale di adesione e di sottoscrizione – è riconosciuto nella misura pari a € 3.000 oppure nella misura pari a € 4.000, commisurato ai costi di partecipazione per singola impresa con stand allestito, maggiorato della ritenuta di legge del 4%.

Ulteriori dettagli e informazioni sono disponibili sul sito di Pro Brixia www.probrixia.it alla voce “internazionalizzazione/contributi alle imprese”.

SHOT SHOW – Salone Internazionale della Caccia e del Tempo Libero Las Vegas (USA), 17 – 20 gennaio 2017

Edizione: 39a

Settore: armiero

All’edizione 2016 hanno partecipato più di 1.600 espositori, su una superficie di 59.458 mq. I visitatori sono stati 64.333.

Aziende partecipanti: 17 (di cui 11 di Brescia e 6 fuori provincia)

1. CHIAPPA FIREARMS SRL – Azzano Mella (BS)

2. B.S.N. Technology SRL – Cellatica (BS)

3. CALVI SPA – Merate (LC)

4. CLEVER SRL – Verona

5. COLTELLERIE FOX ORESTE FRATI SNC – Maniago (PN)

6. COLTELLERIE MASERIN SNC – Maniago (PN)

7. LIONSTEEL SAS – Maniago (PN)

8. EUROTARGET SRL – Reggiolo (RE)

9. F.A.I.R. SRL – Marcheno (BS)

10. F.A.P. F.LLI PIETTA SNC – Gussago (BS)

11. L.P.A. di Ghilardi Srl – Gardone V.T. (BS)

12. MEC-GAR SRL – Gardone V.T. (BS)

13. PEDERSOLI 2 SRL – Gardone V.T. (BS)

14. PEDERSOLI DAVIDE & C. SNC – Gardone V.T. (BS)

15. RAMBA – Flero (BS)

16. SABATTI SPA – Gardone V.T. (BS)

17. TANFOGLIO FRATELLI SNC – Gardone V.T. (BS)

ARAB HEALTH – Salone Internazionale delle Attrezzature Mediche e Servizi Ospedalieri

Dubai (Emirati Arabi), 30 gennaio – 2 febbraio 2017

Edizione: 42a

Settore: medicale

All’edizione 2016 hanno partecipato 4.000 espositori. I visitatori sono stati 130.000 provenienti da 163 paesi.

Aziende partecipanti: 7 imprese

1. 3A HEALTH CARE SRL- LONATO (BS)

2. ENKI SRL – CONCESIO (BS)

3. GLOREHA (IDROGENET SRL) – LUMEZZANE (BS)

4. NORDITALIA GROUP SRL – DESENZANO D/G (BS)

5. SANIPUR Srl – FLERO (BS)

6. SOGEVA SRL – OSPITALETTO (BS)

7. TONOLI SRL – PASSIRANO (BS)

Incoming di buyer esteri, Brescia sul podio lombardo per import-export

in Camera di commercio/Commercio/Economia/Export by

Si è concluso ieri con l’ultima tappa a Monza, dedicata alle aziende del settore dell’Arredo, il progetto “Incoming di Buyer Esteri” di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Sistema Camerale Lombardo, coordinato da Promos, Azienda Speciale della Camera di commercio di Milano.

La seconda edizione dell’iniziativa, nata in occasione di Expo 2015, ha visto l’accoglienza in Lombardia di operatori economici di tutto il mondo con l’obiettivo di favorire il processo di internazionalizzazione del tessuto imprenditoriale lombardo, creando occasioni di business su tutto il territorio regionale. Grazie al progetto, 740 imprese di tutte le province lombarde hanno incontrato gratuitamente 138 buyer selezionati, provenienti da 37 paesi di tutto il mondo. Nei 30 incontri realizzati a Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza, Pavia, Sondrio e Varese, sono stati realizzati 3307 b2b che hanno coinvolto aziende lombarde di tutti i
settori: agroalimentare, beni strumentali e macchinari, moda e abbigliamento-tessile, calzature-accessori, rubinetteria, arredo & design e edilizia.

I buyer sono arrivati da: Algeria, Angola, Azerbaigian, Kazakistan, Belgio, Olanda, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Qatar, Emirati Arabi, Oman, Kuwait, Arabia Saudita, India, Iran, Marocco, Messico, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Romania, Regno Unito, Norvegia, Svezia, Finlandia, Singapore, Malesia, Indonesia, Svizzera, Tailandia, Ungheria, Vietman. “Anche questa edizione – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini – si conferma come una delle iniziative più interessanti ed efficaci di promozione delle nostre eccellenze produttive volte a creare nuove opportunità di business sui mercati esteri. Un’operazione strategica e sinergica dal grande valore sussidiario, che è inserita in un quadro organico e più ampio di misure che Regione Lombardia sta mettendo in campo per favorire l’export delle imprese lombarde. Durante questa legislatura abbiamo infatti investito molto per dare al nostro sistema produttivo un ventaglio di strumenti qualificati e opportunità per sostenere l’export che, di fronte alla contrazione della domanda interna, rappresenta oggi uno dei principali driver per la nostra economia”.

“Il sistema delle camere di commercio lombarde nel corso di quest’anno ha operato in maniera sinergica per dare seguito a ciò che Expo 2015 ha generato in termini di contatti e di opportunità per le imprese del territorio – ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia – Lo abbiamo fatto realizzando un progetto che ha dato modo a oltre 700 imprese lombarde di incontrare buyer di tutto il mondo per sviluppare relazioni di business e intavolare prime concrete trattative”. “La grande sfida di quest’anno era replicare un progetto che durante Expo 2015 aveva riscosso grande successo – ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, Direttore di Promos. Grazie alla sinergia con Regione Lombardia e con il sistema camerale lombardo, la sfida è stata vinta,
garantendo la possibilità agli imprenditori lombardi di fare business internazionale a casa propria e, nello stesso tempo, valorizzando le eccellenze territoriali e le peculiarità produttive delle varie province lombarde. Il progetto non si ferma qui, – conclude Chevallard – infatti l’obiettivo è quello di proseguire anche nei prossimi anni per continuare a generare opportunità internazionali per le imprese e per il territorio”.

Lombardia: un interscambio con il mondo da 168 miliardi di euro. È questo il valore raggiunto nei primi nove mesi del 2016, di cui 85 miliardi di import e 83 di export, in lieve crescita (+0,4%). Emerge da un’elaborazione del servizio Studi della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi nove mesi del 2016 e 2015. Dopo Milano che concentra oltre la metà delle importazioni ma soprattutto un terzo delle esportazioni lombarde verso il mondo in crescita del 3,6% rispetto al 2015, vengono Bergamo (7,3%) Brescia (7%) e Pavia (6,3%) nell’import e Brescia e Bergamo nell’export con il 13% circa. In crescita Lodi e (+3,8% l’import e +10,3% l’export) e Mantova (+3,4 l’import e +3,1 l’export) e Bergamo (+1% e +1,7%). Come aree geografiche, aumentano gli scambi lombardi soprattutto con Hong Kong (+17,7% l’import, +6,2% l’export) e il Giappone (+4% l’import, +18,4% l’export). In lieve crescita anche l’Unione Europea (+0,1% l’import, +2,2% l’export) che assorbe il 65,8% delle importazioni e il 55,8% delle esportazioni lombarde. In aumento anche l’export verso Singapore (+16%), Cina (+5,5%).

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Dati Aib: nel terzo trimestre export bresciano in calo dell’1,5 per cento

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export/Partner/Tendenze by

Nel terzo trimestre del 2016, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite bresciane di beni sui mercati esteri risultano in calo del 9,1%; gli acquisti dall’estero sono in diminuzione del 16,6%. Il calo degli scambi con l’estero ha risentito degli effetti stagionali legati alla chiusura delle aziende nel mese di agosto.

Su base tendenziale, nel terzo trimestre le esportazioni calano dello 0,6% e le importazioni del 6,3%. In valore assoluto, ammontano, rispettivamente, a 3.497 e a 1.794 milioni di euro.

Rispetto ai primi nove mesi del 2015, la tendenza negativa delle esportazioni bresciane (-1,5%) è in contrasto con quelle leggermente positive rilevate in Lombardia (+0,4%) e in Italia (+0,4%); la dinamica negativa delle importazioni (-2,0%) è superiore al dato regionale (-1,9%) e inferiore a quello nazionale (-2,7%). La performance delle esportazioni bresciane nei primi nove mesi dell’anno, pari a 10.825 milioni di euro, è la migliore della serie storica dal 2008 (10.991 milioni), se si esclude il dato record dei primi nove mesi del 2015.

Tra i settori, l’aumento più significativo delle esportazioni nei primi nove mesi, su base tendenziale, riguarda: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+19,9%), prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+13,4%), sostanze e prodotti chimici (+11,3%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+10,7%), articoli in gomma e materie plastiche (+6,8%).

La contrazione delle vendite all’estero dei prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti (-7,2%), dei metalli di base e prodotti in metallo (-6,0%), del legno e prodotti in legno, carta e stampa (-3,4%), di macchinari ed apparecchi (-2,8%) contribuisce al ridimensionamento dell’export bresciano.

Tra i mercati di sbocco, i più dinamici sono: Cina (+9,9%) e Paesi Bassi (+9,3%). In aumento le vendite anche verso: Spagna (+2,2%), Belgio (+1,2%) e Germania (+0,7%). Calano invece sensibilmente le esportazioni verso il Brasile (-50,6%), ancora in recessione, e in maniera più contenuta verso Algeria (-27,3%), India (-23,3%), Turchia (-15,0%), Regno Unito (-9,4%). A livello geografico, in termini di quote, aumenta l’importanza delle aree: UE a 28 (65,3%), Asia (11,1%) e Oceania (0,7%). Risultano, invece, in contrazione le aree: Africa (5,2%) e America centro-meridionale (2,5%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in espansione gli acquisti nei settori: mezzi di trasporto (+21,8%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+17,1%), apparecchi elettrici (+7,9%), articoli in gomma e materie plastiche (+6,4%), prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+5,3%).

Le importazioni di prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti (-17,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,6%), metalli di base e prodotti in metallo (-9,4%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-2,4%) sono in diminuzione.

Gli acquisti di prodotti hanno coinvolto i mercati di: Regno Unito (+4,4%), Spagna (+3,1%) e Turchia (+1,2%). Sono invece diminuite le importazioni da: Russia (-23,2%), India (-22,1%), Algeria (-16,0%), Belgio (-13,1%) e Stati Uniti (-12,2%). In termini di quote, risultano penalizzate le aree dell’UE a 28 (68,8%), dei Paesi europei non UE (7,8%), dell’America centro-meridionale (2,9%) e dell’America settentrionale (1,4%), a favore dell’Asia (14,8%) e dell’Africa (4,3%).

IIl saldo commerciale è positivo (+4.865 milioni di euro), ma in diminuzione dello 0,8% rispetto a quello dei primi nove mesi del 2015 (+4.903 milioni di euro).

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Brescia, l’export dei dolci vale 44 milioni di euro all’anno

in Alimentare/Economia/Export/Tendenze by

5.100 le imprese attive nel settore dolciario in Lombardia, danno lavoro a oltre 23mila addetti su 159 mila in Italia. Il dato bresciano è iinvece di 695 imprese per un totale di 2938 persone impiegate e interscambi con l’estero per circa 50,1 milioni, di cui 44 di export. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo trimestre 2016.

Settore dolciario: le imprese coinvolte. Pasticcerie e panetterie: sono oltre 41 mila le imprese in Italia coinvolte nella produzione e nel commercio di prodotti di pasticceria e panetteria, di cui 5.100 in Lombardia. Milano, terzo posto in Italia con 1.806 imprese, dopo Napoli (2.396) e Roma (1.863), seguita nella classifica regionale da Brescia (695) e Bergamo (573).

Gli addetti. In Lombardia sono oltre 23.000 gli addetti coinvolti nel settore e 159 mila in Italia. Milano è prima in Italia con 8.571 addetti, seguita da Roma (6.860) e Napoli (5.925). In Lombardia è seguita da Brescia (2.938), Bergamo (2.446) e Varese (2.102).

I dolci lombardi all’estero valgono 600 milioni all’anno, primi Europa e USA. L’import-export lombardo di prodotti da forno e dolci è di 458 milioni di euro nei primi sei mesi del 2016 su 2,1 miliardi di interscambio nazionale, il 21,5%, +1,9% in un anno. Solo l’export vale 600 milioni all’anno. Supera i 200 milioni di euro l’import-export milanese nel semestre, di cui 137 milioni solo di export che si dirige soprattutto verso l’Unione Europea (108 milioni), America del Nord e Estremo Oriente. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat al primo semestre 2016 e 2015.

Panettone a Milano da 60 milioni. Cresce il business: 2,5 milioni in più. Il 15/12 la “Giornata del panettone”: assaggi gratis in 80 pasticcerie milanesi. Cresce il business del panettone, 2,5 milioni in più rispetto allo scorso anno, +5%. Affari per 60 milioni legati al dolce tipico milanese, che vale circa un quarto delle vendite in pasticceria di questo periodo. Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su oltre trenta pasticcerie milanesi contattate in questi giorni. Il cliente torna e ne acquista uno ogni dieci giorni. Per 9 su 10 va il liscio con uvetta e canditi. Per i pasticceri è il simbolo principale e naturale di Milano (55% moltissimo, 42% molto). Per il 61% supera la dieta mediterranea (32%) come simbolo del nostro territorio per gli stranieri.  Stranieri che crescono tra la clientela, un cliente su venti, il 5%. Il 32% è favorevole a un panettone in versione estiva per avere un dolce tipico tutto l’anno.

15 dicembre, “Giornata del Panettone: assaggi gratis in 80 pasticcerie”. I pasticceri aderenti esporranno in vetrina la vetrofania per invitare i clienti alla prova del panettone artigianale. La possibilità di assaggio si vede dalla vetrina.

 

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Nuova Zelanda, mercato in crescita per la Leonessa (DATI)

in Economia/Export/Tendenze by

In crescita i rapporti economici tra Lombardia e Nuova Zelanda, +17% in un anno. Si tratta di 87 milioni di scambi, di cui 37 con Milano e 19 con Bergamo. Prevale l’export (60 milioni) rispetto all’import (28). Si importano prodotti chimici, alimentari e tessili. Si esportano soprattutto macchinari (42%), ma anche chimica, gomma e tessili. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat al secondo trimestre 2016 e 2015.

Per la provincia di Brescia l’export, nel secondo trimestre 2016, vale 9 milioni 799mila euro contro i 5 milioni 607 dell’anno precedente. La crescita degli interscambi è stata del 68 per cento in un anno: tutto export, perché l’import al 2016 era di soli 191mila euro (in calo del 40 per cento).

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Moda, export lombardo da 6 miliardi. Brescia su del 6,9 per cento

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L’export lombardo nel settore moda vale 6 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2016, con un +4% rispetto all’anno precedente, un quarto del totale italiano. Capitale della moda è Milano con un export di abbigliamento e accessori di 2,9 miliardi (+6,6%), seguita da Como con 773 milioni (+1,4%). Raggiungono quasi il mezzo miliardo di euro Bergamo e Varese. Le crescite più consistenti le registrano Cremona (+15,3%), Sondrio (+8,1%) e Brescia (+6,9%). Ma dove va la moda lombarda nel mondo? Raggiunge soprattutto la Francia (10,8% del totale) e gli Stati Uniti (8,6%). In forte crescita Hong Kong, prima destinazione in particolare per la moda milanese (pesa per l’11,4% sul totale, +9,3%). Tra i primi 10 partner anche Cina, Giappone e Corea del Sud. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi sei mesi del 2016 e 2015.

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