Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Brexit, Aib: se non governata effetto sconvolgente anche per Brescia

in Economia/Export by
Brexit

L’esito negativo del voto di martedì 15 gennaio (432 voti sfavorevoli all’accordo sul divorzio dall’UE contro 202 favorevoli) e un’uscita disordinata della Gran Bretagna dall’Unione potrebbero avere conseguenze sconvolgenti per le imprese italiane e per la provincia di Brescia, all’ottavo posto in Italia per export verso il Regno Unito (pari a 549 milioni di euro nel periodo tra gennaio e settembre 2018) e al sesto per saldo commerciale (436 milioni di euro nei primi tre trimestri dello scorso anno)

“L’effetto Brexit-non governata, nel caso non si arrivi a un accordo entro il 19 marzo come presumibile, sarà sconvolgente: ci si ritroverà improvvisamente ad avere dogane per le persone e per le merci senza le necessarie procedure, ormai dismesse da più di 20 annicommenta Germana Bergomi, delegata allo Sviluppo Mercati e Internazionalizzazione dell’Associazione Industriale Bresciana –.Non si tratta di un problema esclusivamente legato all’accesso nel Regno Unito, quanto a un possibile blocco delle merci in entrata. Siamo di fronte a un momento di tensione e incertezza che non fa certamente bene al sistema economico italiano ed europeo: i numerosi colleghi imprenditori, anche bresciani, presenti in Gran Bretagna vivono da lungo tempo in uno stato di incertezza, all’interno del quale si sono trovati a dover effettuare scelte e investimenti senza avere alcuna certezza su dove – e come – il mercato si sarebbe orientato. Una situazione che avrà ripercussioni importanti, in particolare, per le esportazioni del comparto bevande.”

Secondo una nota diramata oggi dal Centro Studi di Confindustria, inoltre, “lo spettro dei possibili risultati finali della Brexit spazia ancora dallo scenario di un no deal, che si verificherebbe nel caso di un mancato accordo tra le parti, a quello di un no Brexit, nello scenario in cui venga indetto un nuovo referendum a seguito della quale prevalga la scelta del popolo britannico di restare nell’Unione Europea. L’esito negativo del voto rende ancora possibile l’allungamento dei tempi per le trattative, con UK che potrebbe richiedere l’estensione come previsto dall’Articolo 50 dei trattati dell’Unione Europea”.

Continua la crescita delle esportazioni bresciane: 4,0 miliardi tra giugno e settembre

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by

Continua la crescita delle esportazioni bresciane che ammontano a 4.001 milioni di euro tra giugno e settembre 2018 e crescono del 6,7% rispetto al terzo trimestre 2017.

Nel periodo gennaio-settembre 2018, rispetto ai primi nove mesi del 2017, la tendenza positiva delle esportazioni (+8,2%) è superiore a quella rilevata sia in Lombardia (+5,1%) che in Italia (+3,1%). Il valore dei primi nove mesi dell’anno (12,6 miliardi) è il più alto della serie storica. Tra i settori, su base tendenziale, i più dinamici sono: apparecchi elettrici (+15,6%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+14,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+13,0%), metalli di base e prodotti in metallo (+12,7%), sostanze e prodotti chimici (+10,7%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+9,5%). Tra i mercati di sbocco, crescono le esportazioni verso Brasile (+42,2%), Stati Uniti (+16,0%), Paesi Bassi (+18,5%), Belgio (+11,9%), Germania (+10,1%) e Regno Unito (+9,9%). Diminuiscono le vendite verso Algeria (-42,3%) e Russia (-5,0%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’America Settentrionale (+13,0%) e dell’Unione europea a 28 (+10,2%). Negativa la dinamica dell’Africa (-12,3%).

▪ Nel terzo trimestre del 2018, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite bresciane di beni sui mercati esteri risultano in diminuzione del 10,7%; gli acquisti dall’estero sono in calo del 14,5%.

▪ Su base tendenziale (rispetto al terzo trimestre 2017), le esportazioni aumentano del 6,7% e le importazioni del 6,3%. In valore assoluto, ammontano, rispettivamente, a 4.001 e a 2.239 milioni di euro.

Il risultato delle esportazioni in termini monetari rappresenta il miglior terzo trimestre da quando sono disponibili i dati. Le dinamiche dell’import e dell’export hanno risentito positivamente dell’espansione del commercio mondiale (+3,5% anche nel terzo trimestre, come nel secondo, su base tendenziale) e della significativa crescita dei prezzi delle principali materie prime industriali, evidenziata tra la fine del 2017 e la prima metà del 2018, pur in un contesto di rafforzamento dell’euro nei confronti delle altre valute. Le prospettive per i prossimi mesi dovranno tenere conto delle incertezze derivanti dall’aggravarsi delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e i principali partner economici e dello sgonfiamento dei prezzi delle materie prime iniziato nel periodo estivo. Risentiranno, inoltre, dell’arretramento dei livelli di attività dell’intera economia italiana che si è avuto a partire dal terzo trimestre.

▪ Nel periodo gennaio-settembre 2018, rispetto ai primi nove mesi del 2017, la tendenza positiva delle esportazioni (+8,2%) è superiore a quella rilevata sia in Lombardia (+5,1%) che in Italia (+3,1%); anche la dinamica delle importazioni (+9,5%) è superiore al dato regionale (+7,3%) e a quello nazionale (+5,0%).  I 12,6 miliardi di export raggiunti nei primi nove mesi del 2018 rappresentano un nuovo record per i primi nove mesi dell’anno, andando largamente a superare il valore del 2017 (11,7 miliardi).

▪ Questi i risultati più significativi che emergono dalle elaborazioni effettuate dall’Ufficio Studi e Ricerche AIB e dal Servizio Studi della Camera di Commercio sui dati ISTAT del commercio internazionale, diffusi a livello provinciale.

▪ Tra i settori, su base tendenziale, l’aumento delle vendite all’estero di apparecchi elettrici (+15,6%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+14,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+13,0%), metalli di base e prodotti in metallo (+12,7%), sostanze e prodotti chimici (+10,7%), articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici (+9,5%) contribuisce alla crescita dell’export bresciano.

▪ Una diminuzione delle esportazioni riguarda solo il comparto dei prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (-28,4%) e quello dei prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-0,8%).

▪ Tra i mercati di sbocco, crescono le esportazioni verso Brasile (+42,2%), Stati Uniti (+16,0%), Paesi Bassi (+18,5%), Belgio (+11,9%), Germania (+10,1%) e Regno Unito (+9,9%). Diminuiscono le vendite verso Algeria (-42,3%) e Russia (-5,0%). In termini di aree geografiche spiccano le dinamiche positive dell’America Settentrionale (+13,0%) e dell’Unione europea a 28 (+10,2%). Negativa la dinamica dell’Africa (-12,3%).

▪ Per quanto riguarda le importazioni, sono in aumento quelle di apparecchi elettrici (+29,1%), prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti (+25,7%), macchinari ed apparecchi (+11,7%), legno e prodotti in legno, carta e stampa (+10,3%), articoli in gomma e materie plastiche (+8,5%), metalli di base e prodotti in metallo (+7,3%).

▪ Risultano, invece, in calo gli acquisti nel comparto prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-3,9%) e in quello delle altre attività manifatturiere (-3,0%).

▪ Aumentano le importazioni da: Algeria (+32,0), Russia (+24,5%), Brasile (+22,3%), Regno Unito (+19,5%) e Turchia (+17,0%)

Il saldo commerciale è positivo (+5.227,1 milioni di euro), in aumento del 6,3% rispetto a quello dei primi nove mesi del 2017 (+4.918,4 milioni di euro).

 

Investimenti e turismo, la Provincia di Brescia incontra la Cina

in Economia/Export by
Brescia - Cina

Grande successo istituzionale e per lo sviluppo di nuovi business e del turismo per la Provincia di Brescia, che si conferma a pieno titolo “area obiettivo 2019” cinese.

La settimana scorsa, a Palazzo Broletto, direttamente da Pechino, Mr Lujie Yao, Vice Rappresentante Generale per l’Italia del China Council for the Promotion of International Trade, China Chamber of International Commerce, accompagnato da Maria Moreni, Presidente di Italy-China Link, è stato ricevuto in una riunione a porte chiuse da  trenta tra Presidenti, Vice Presidenti e Segretari generali delle associazioni di categoria rappresentative delle eccellenze della provincia e delle imprese bresciane.

La riunione di vertice, organizzata da Provincia di Brescia, è stata condotta e moderata dal Vice Presidente della Provincia Andrea Ratti e dal direttore del dipartimento innovazione nonché Presidente di The Smart City Association Raffaele Gareri, a cui hanno preso parte Camera di Commercio, Coldiretti, Confesercenti, ProBrixia, Brescia Turism, CNA, Assocamuna, Apindustria, Confcommercio, Assoartigiani, Confartigianato, Comunità Montana del Sebino, il Consorzio Eccellenze della Moda Bresciana, AEREC Accademia Europea delle relazioni Economiche e Culturali. Presenti in sala anche gli assessori Maurizio Zonta del Comune di Carpenedolo, Renato Baratti del Comune di Montichiari, Flaminio Valseriati per Fondazione e Museo MILLE MIGLIA. Tutti i rappresentanti delle organizzazioni presenti si sono presentati e Mr YAO si è reso disponibile immediatamente a definire progetti concreti sui quali iniziare a lavorare, primo fra tutti il ripristino del gemellaggio economico con Shenzhen e la promozione turistica, a cui faranno seguito attività piu’ complesse, quali gli investimenti diretti cinesi.

“La Provincia di Brescia dal 1991 è gemellata con la città di SHENZHEN ed è la prima Provincia italiana ad aver aderito a BRLC Belt & Road Local Cooperation  – ha dichiarato il Vice Presidente Andrea Ratti – anche il Comune di Orzinuovi di cui ho l’onore di essere il Sindaco ha aderito a BRLC , ma anche Carpenedolo, Montichiari e molti altri comuni della Provincia lo faranno a breve. Il fatto che la nostra provincia sia anche nel 2019 Provincia Target per gli investimenti e lo sviluppo di nuovi business con la Cina è un’opportunità che coglieremo appieno “.

“La vostra Provincia è bellissima, sono molto colpito dalla varietà del territorio, dalle caratteristiche che la rendono unica nel suo genere ed estremamente interessante anche dal punto di vista turistico” ha dichiarato soddisfattissimo Mr YAO.

“Italy-China Link ancora una volta ha dimostrato di essere il punto di riferimento fiduciario degli enti governativi e di business cinesi grazie al nostro modo di lavorare concreto e orientato ai risultati – ha sottolineato durante l’incontro Maria Moreni – Abbiamo studiato una modalità innovativa per l’auto-finanziamento di numerose attività connesse all’internazionalizzazione e questo apre nuovi scenari alle imprese che fanno fatica a trovare le risorse necessarie per lavorare con continuità e successo all’estero”.

La Provincia di Brescia sarà in missione in Cina a partire da fine novembre, ma è già stata fissata per la prossima settimana a Milano, un incontro con Mr YAO, che domani pomeriggio, alle 15.30, parteciperà al Convegno “Nuove vie della seta, opportunità per i nostri imprenditori”, organizzato al Centro Fiera di Montichiari, per la cooperazione economica e culturale bilaterale Provincia di Brescia –Cina. .

L’attenzione cinese al territorio di tutta la Provincia risale alla fine del 2016, quando l’ente per la promozione degli investimenti cinesi in Italia, che assurge anche il ruolo di Camera di Commercio Internazionale Cinese ( CCPIT China Council for the Promotion of International Trade, China Chamber of International Commerce ) invitato su richiesta dell’ Associazione Italy-China Link www.aiclink.com  della bresciana Maria Moreni, inviò una delegazione governativa e di tour operator a visitare il territorio del lago di Iseo e della Valcamonica. L’impressione dei cinesi fu molto positiva : furono avviate immediatamente  ricerche di opportunità per gli investimenti diretti  e si moltiplicarono le visite dei tour operator. Nel 2017, sempre accompagnati da Italy-China Link, il corpo diplomatico cinese – CPAFFC – che nel 1991 fu artefice del gemellaggio sottoscritto tra la Provincia di Brescia e la città cinese di Shenzhen, per due giorni esplorò  il lago di Iseo, la Franciacorta ed il Sebino con trenta  grandi investitori guidati dal  Segretario Generale della Belt & Road Round Table Mr John Xing.

Nel 2018 i cinesi parteciparono alla Fiera  BIE di Montichiari, anche questa volta con una delegazione  numerosa di imprenditori. Su sollecito del Governo Cinese la Provincia di Brescia venne incoraggiata a riprendere le relazioni del gemellaggio con la città di Shenzhen, in relazione ai grandi benefici che tale legame di amicizia avrebbe potuto far scaturire, con l’obiettivo di organizzare una delegazione ufficiale bresciana in Cina entro la fine del 2018. Nel mese di settembre la Provincia e i Comuni del territorio furono incoraggiati da Italy-China Link, che nel frattempo venne nominato dalla Cina ente di coordinamento nazionale per l’Italia, ad aderire alla Belt & Road Local Cooperation, la commissione bilaterale permanente, sita nella città di Hangzhou (nota per essere la città di Alibaba), dedicata al rafforzamento dei legami tra Governi Locali Cinesi e Governi locali italiani; opportunità  sottoscritta, senza alcun esborso finanziario sia dalla Provincia di Brescia sia dai Comuni di Orzinuovi, Carpenedolo e Montichiari.

Singapore, Malesia e Indocina valgono oltre 2 miliardi per la Lombardia

in Economia/Export/Tendenze by

Singapore, Malesia e Indocina: questi tre mercati dell’Asia Orientale valgono per la Lombardia già oltre due miliardi all’anno, 1,3 miliardi nei primi sei mesi del 2018, un interscambio che aumenta del 4% rispetto al 2017. Grazie soprattutto alle esportazioni (762 milioni, +4,7%) che rappresentano oltre un terzo del totale nazionale e collocano la Lombardia nettamente al primo posto in Italia, seguita da Emilia Romagna (13,6%) e Veneto (11,6%). Milano prima in regione sia per export (278 milioni) che per import (299,5 milioni), seconda Monza Brianza, in forte crescita (221 milioni di export, +9,9% e 83 di import, +35%). Seguono Varese nelle esportazioni con 81 milioni (+81,2%) e Como nelle importazioni con 43 milioni (+47,6%).

Si commercia soprattutto in elettronica (20,7% dell’import, 28,3% dell’export), in macchinari (13% e 21,9%), in prodotti chimici (13,3% e 9,2%), in metalli (12,9% e 7,8%) e in abbigliamento (10,6% e 8,9%). Tra i Paesi è Singapore a trainare la crescita: +16,3% l’import che raggiunge quasi i 103 milioni e +9% l’export che è di 371 milioni. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat a giugno 2018 e 2017.

 

 

Riso, il gruppo Marcello Gabana parte alla conquista della Germania

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Export/Gabeca by
Claudia Gabana, Fabrizio Scuri e Daniela Grandi

Grandi Riso – quarto produttore italiano di riso e azienda di punta del gruppo Marcello Gabana Holding di Calcinato (Bs) – parte alla conquista della Germania. Dai prossimi giorni, infatti, cinque prodotti dell’azienda di Codigoro (Fe) saranno ufficialmente in vendita sugli scaffali di Kaufland.

Kaufland è una delle principali catene di supermercati del Paese e rappresenta il marchio di qualità gruppo Swartz, che possiede anche i discount Lidl. Un colosso che conta quasi 10mila store distribuiti in 26 Stati.

I prodotti in vendita – che verranno consegnati a partire dal 19 settembre – saranno il riso Fellix integrale, l’Igp Carnaroli e l’Arborio Igp Delta del Po’, a cui una recente indagine di Altroconsumo ha riconosciuto l’“etichetta” di unico arborio in purezza italiano tra quelli analizzati. Ma anche cinque risotti pronti da 200 grammi (tartufo, carote e zucchine, porcini, asparagi, e pomodoro capperi e olive).

Ma non si tratta dell’unica novità. Sempre da questo mese, infatti, i prodotti Grandi Riso (gli Igp carnaroli, arborio e baldo e volano) entreranno ufficialmente nella sede Eataly di Monaco di Baviera, poche settimane dopo aver trovato spazio nelle filiali italiane dei negozi fondati da Oscar Farinetti (Milano Smeraldo, Roma e Torino Lingotto).  Il 5 e 6 ottobre (ultimo weekend dell’October fest), in particolare, ad Eataly Monaco si terranno due giornate di promozione con eventi e show-cooking all’interno del punto vendita.

Brescia, cresce l’interesse delle imprese verso Asia, Africa e Medio Oriente

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Export/Tendenze by

I mercati esteri sono sempre più importanti per le PMI bresciane e consentono margini spesso significativi: così è stato nel primo semestre 2018 e così sarà, almeno nell’Unione Europea, nei prossimi mesi. A rilevarlo è l’analisi semestrale dei dati sullo sviluppo internazionale delle imprese associate realizzata dal centro studi di Apindustria attraverso un’indagine che ha coinvolto un campione di 100 imprese associate, prevalentemente metalmeccaniche. Nel primo semestre 2018 il fatturato nella comunità europea è cresciuto per il 46% delle imprese, nel 15% dei casi in misura superiore al 10%. Segno positivo anche per chi ha esportato negli altri Paesi europei non Ue e, in modo marcato, in Africa e Medio Oriente. Se questa è la fotografia del passato recente, le aspettative sul commercio internazionale per i prossimi mesi sono per lo più stabili. Le note più ottimistiche riguardano il mercato comunitario: la metà del campione ritiene infatti che i commerci intra Ue possano crescere ulteriormente. Col segno positivo anche le previsioni per i mercati europei non Ue, ad eccezione di quello russo, dove quasi un quinto dei rispondenti prevede una sensibile riduzione nel prossimo futuro. Stabile il mercato nordamericano, le prospettive maggiori di crescita vengono individuate nel Nord Africa (67% dei rispondenti) e nel Medio Oriente (50%), aree queste dove negli anni passati (a causa delle tensioni geopolitiche) si erano registrate significative battute d’arresto.

Per quanto concerne le modalità di approccio ai mercati esteri, in linea con i dati rilevati nei semestri precedenti la formula prevalente è l’esportazione diretta, utilizzata dal 64% degli interpellati. Le piattaforme digitali B2B – sviluppatesi negli ultimi anni con l’intento di facilitare l’incontro tra domanda e offerta – sono al momento utilizzate da circa una impresa su dieci. Sei imprese su dieci non mostrano al momento interesse allo sviluppo di questo canale, anche perché impegnate a consolidare i legami diretti già esistenti o da ricostruire dopo gli anni di crisi. Tre imprese su dieci, pur non utilizzando tali piattaforme, dichiarano invece l’intenzione di approfondire la conoscenza di tale strumento. Facile immaginare quindi che, nel prossimo futuro, ci sarà un incremento nell’uso delle piattaforme B2B. Per quanto riguarda l’impegno ad aumentare quote di mercato nel prossimo futuro, l’Unione Europea appare come area di sviluppo naturale di una presenza già consolidata. I maggiori sforzi si rivolgeranno verso l’Asia: «L’80% di coloro che intendono rivolgersi a questo mercato – si legge nel focus estero dell’ufficio studi di Apindustria – investiranno per implementare o sviluppare nuove relazioni commerciali. Interessante notare come l’Asia a cui puntano i rispondenti non sia strettamente la Cina, rispetto alla quale prestano apparentemente poca attenzione». Più che nel Paese del Dragone, le imprese sembrano quindi guardare ad altri Paesi dell’area del Sud-Est asiatico, attraversati da solidi processi di crescita e con la possibilità di costruire relazioni commerciali positive.

Rispetto alle difficoltà, la dimensione aziendale limitata (con annessi problemi di carenza di personale dedicato, costi e talvolta barriere linguistiche) rappresenta per le aziende associate l’ostacolo principale allo sviluppo di ulteriori rapporti commerciali con l’estero. In tal senso va anche letto l’ufficio estero attivato oramai da tre anni da Apindustria, finalizzato proprio a sostenere le imprese nel necessario processo di internazionalizzazione. Oltre che i fattori endogeni, pesano però anche aspetti esogeni, il primo dei quali è rappresentato dalle barriere protezionistiche. «L’analisi del nostro centro studi conferma l’importanza crescente dei mercati esteri per le imprese bresciane – sottolinea il vice presidente di Apindustria Brescia con delega all’internazionalizzazione Alessandro Orizio -, interessate non solo a consolidare la loro presenza in Europa ma desiderose di approfondire le opportunità significative che ci sono in Asia. Emerge però anche una preoccupazione per i venti protezionistici, che certo non aiutano un tessuto produttivo aperto e vocato all’export come il nostro. Il nostro augurio è che si possano trovare soluzioni positive ai dissidi attuali, a tutto vantaggio delle imprese e dei consumatori».

India, vola l’export lombardo: nel 2018 è cresciuto del 27 per cento

in Economia/Export/Tendenze by

856 milioni di euro, è il valore dell’interscambio lombardo con l’India nei primi tre mesi del 2018, quasi 300 milioni di euro al mese, in crescita del 27% rispetto allo stesso periodo del 2017 secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat. Cresce soprattutto l’export, +32% in un anno, superando i 331 milioni di euro, ma aumenta anche l’import, +24%.

La Lombardia è la prima regione italiana per scambi con il gigante asiatico, da sola pesa oltre un terzo (35%) dell’interscambio nazionale che è stato di 2,4 miliardi nei primi mesi dell’anno. Milano è prima sia per import (207 milioni di euro, 39% regionale) che per export (141 milioni,  42%) seguita da Mantova (106 milioni, 20% lombardo) per import e Bergamo (68 milioni) per export.

Sono i macchinari con 123 milioni di euro i prodotti lombardi più richiesti dal mercato indiano, è la voce principale di export di quasi tutti i territori ad esclusione di Cremona  e Lecco con i prodotti in metallo e Lodi che esporta soprattutto articoli in gomma e plastica. Prodotti in metallo (202 milioni), prodotti chimici e moda (74 milioni di euro ciascuno) i beni che la Lombardia importa di più dall’India.

Plastica, import su del 28 per cento, ma le esportazioni sono in calo

in Economia/Export/Manifatturiero/Tendenze by
Materie plastiche

Il Centro Studi di Amaplast (l’associazione nazionale di categoria, aderente a CONFINDUSTRIA, che raggruppa oltre 160 costruttori di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma) ha elaborato i dati di commercio estero – pubblicati da ISTAT – relativi al primo trimestre di quest’anno.

Il confronto con lo stesso periodo del 2017 evidenzia un incremento del 26% all’import e una contrazione di circa un punto delle esportazioni.

Tale risultato sembra confermare due fattori importanti.

Da un lato la costante e consistente crescita degli acquisti dall’estero, segnale verosimile della tenuta della ripresa del mercato interno, già evidenziata dai risultati più che positivi registrati a consuntivo 2017.

Come ha sottolineato il Presidente Alessandro Grassi in occasione dell’Assemblea dei soci Amaplast – svoltasi a Linz, in Austria, il 14 giugno – “è un dato di fatto che la propensione dei trasformatori italiani all’investimento è tornata a crescere e di ciò non possiamo che rallegrarci.”

Dall’altro lato il rallentamento dell’export, che non sorprende più di tanto e può ritenersi fisiologico. Dopo i primi due mesi dell’anno con segno ancora positivo, a marzo l’arretramento, in un certo senso atteso, anche alla luce della flessione degli ordini segnalata nelle ultime settimane dagli associati.

E’ ovviamente prematuro parlare di una fase di declino, fermo restando il fatto, però, che il comparto sta vivendo una fase positiva da almeno 7-8 anni (con l’eccezione del rallentamento verificatosi nel 2013) ed è logico quindi prevedere una congiuntura negativa nel breve o almeno nel medio periodo, in un’ottica di ciclicità dell’economia.

L’indagine congiunturale svolta a metà giugno fra gli associati, relativamente al semestre in corso rispetto al precedente, rivela una previsione di stabilità del fatturato per il 51% del campione e di  miglioramento per il 38%. Quanto al livello degli ordini, il 42% degli intervistati non si aspetta variazioni mentre il 41% ipotizza una crescita.

Dopo un 2017 decisamente brillante per il settore, con una crescita a due cifre per tutti gli indicatori, è comunque lecito attendersi che l’anno in corso si chiuda ancora con segno positivo sia alla produzione sia al commercio estero, anche se con tassi di crescita più contenuti rispetto agli ultimi anni.

L’Assemblea dei soci Amaplast ha rinnovato i 9 Membri elettivi del Consiglio Generale per il biennio 2018-2020.

Sono stati eletti: Mauro Drappo (Amut), Maria Grazia Colombo (BFM), Gianni Luoni (Elba), Alessandro Balzanelli (F.B. Balzanelli Avvolgitori), Anthony Caprioli (Macchi), Tiziano Caprara (Negri Bossi), Gianfranco Cattapan (Plastic Systems), Dario Previero (Previero N.), Barbara Ulcelli (IMG).

Gli scambi Brescia – Ghana valgono cinque milioni all’anno

in Economia/Export/Zone by
Ghana

Scambi nell’anno 2017 tra Lombardia e Ghana da 85 milioni, 56 di export e 29 di import. Cresce l’import, +4%, in calo l’export, -12%. Prima Milano con circa 50 milioni di scambi, circa metà tra import e export. Per Milano crescita maggiore per l’import, + 7% e calo più contenuto per l’export, -3%. La Lombardia pesa il 24% dell’export nazionale e il 18% dell’import. Emerge da una elaborazione di Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos, la sua azienda speciale per le attività internazionali.

Oggi in Camera di commercio a Palazzo Giureconsulti il Ghana business forum, con la partecipazione dell’Ambasciatore in Italia Paulina Patience Abayage  e di Hajia Samira Bawumia, Second Lady della Repubblica del Ghana.

Firmato un accordo. Al termine dell’incontro, la firma di un Memorandum of Understanding tra la Camera di commercio del Ghana e la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, per migliorare i rapporti economici.

Per provincia. Dopo Milano con circa 50 milioni di scambi, circa metà tra import e export, al secondo posto Bergamo con circa 12 milioni, di cui 9 di export (export +61% in un anno), Varese e Brescia con circa 5 milioni, quasi tutto export, Monza con circa 4 milioni di export.

Principali prodotti esportati dalla regione nel manifatturiero: macchinari (38% di tutto l’export lombardo per il Ghana). Importati soprattutto alimentari (51% di tutto l’import dal Ghana) e metalli (42%).

Lombardia regina dell’export: volano macchinari, metalli, moda e chimica

in Economia/Export/Lombardia/Tendenze/Zone by

Macchinari, metalli, moda, chimica: sono i prodotti che trainano il manifatturiero lombardo nel mondo. Un business che nel 2017 ha raggiunto i 117,9 miliardi di euro (8 miliardi di prodotti manifatturieri in più del 2016), +7,4%. Germania (+5,5%), Francia (+4,3%) e Stati Uniti (+13%) sono le maggiori destinazioni delle esportazioni. Primi paesi per crescita percentuale in un anno: Russia (+27,9%), Polonia (+16,3%), Giappone (+15%). Tra questi principali 20 partner, superiori al +10% di crescita anche Ungheria, Romania, Stati Uniti. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e della sua azienda speciale Promos per le attività internazionali, sugli ultimi dati Istat.

L’export manifatturiero lombardo è trainato da macchinari, metalli, moda e chimica. I macchinari superano i 24 miliardi e riprendono a crescere (+6,4%). Seguono i prodotti in metallo (18,5 miliardi, +9%), la moda (13 miliardi, +3,6%), i prodotti chimici (12,7 miliardi, +5,4%), gli articoli in gomma e gli alimentari (quasi 7 miliardi). Crescita a due cifre per alimentari (+17%) e farmaceutici (+25%). Sempre più alimentari lombardi arrivano in Giappone (seconda destinazione, +126%) e Corea (+116,5%), tessili in Cina (+19%), legno in Austria (+31,4%), prodotti chimici in Brasile (+23%), farmaceutici in Irlanda (+226%), petroliferi raffinati nei Paesi Bassi (+374%) e metalli in Ungheria (+30,4%), macchinari in Egitto (+106%) e Russia (+47,4%), computer nelle Filippine (+56,5%), apparecchi elettrici in Messico (+65,7%), mezzi di trasporto in Pakistan (+243%).

L’export manifatturiero italiano raggiunge i 430 miliardi, +7,4%. Milano è prima con 40 miliardi circa (9,3%, +8%), seguita da Torino (22 miliardi, +3,6%), Vicenza (17,5 miliardi, +5,6%), Brescia e Bergamo con 15 miliardi (rispettivamente +8,4% e +6,7%).

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