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Blockchain & Smart Contracts: idee innovative e app che cambieranno il futuro | INNOVATION CLUB

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Blockchain

La blockchain, in italiano “catena di blocchi”, può essere semplificata come un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche (memoria, CPU, banda) per rendere disponibile alla comunità di utenti un database virtuale generalmente di tipo pubblico (ma esistono anche esempi di implementazioni private) ed in cui ogni partecipante ha una copia dei dati.

L’utilizzo di un protocollo di aggiornamento ritenuto sicuro dalla comunità degli utenti e di tecniche di validazione crittografiche genera la reciproca fiducia dei partecipanti nei dati conservati dalla blockchain, che la rende comparabile ai “registri” gestiti in maniera accentrata da autorità riconosciute e regolamentate (banche, assicurazioni ecc.)

Una blockchain è fondamentalmente un registro aperto e distribuito che può memorizzare le transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente. Una volta scritti, i dati in un blocco non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso, il che, per la natura del protocollo e dello schema di validazione, necessiterebbe il consenso della maggioranza della rete. [

La blockchain è quindi una lista in continua crescita di record, chiamati blocks, che sono collegati tra loro e resi sicuri mediante l’uso della crittografia. Ogni blocco della catena contiene un puntatore hash come collegamento al blocco precedente, un timestamp e i dati della transazione. La natura distribuita ed il modello cooperativo rende robusto e sicuro il processo di validazione, ma presenta tempi e costi non trascurabili, dovuti in gran parte al prezzo dell’energia elettrica necessaria per effettuare la validazione dei blocchi. L’autenticazione avviene tramite la collaborazione di massa e alimentata da interessi collettivi. 

Il risultato di tutto ciò è un flusso di lavoro robusto dove la competenza dei partecipanti in materia di sicurezza dei dati non è necessaria. L’utilizzo di questa tecnologia consente anche di superare il problema dell’infinita riproducibilità di un bene digitale e della doppia spesa senza l’utilizzo di un server centrale o di un’autorità.

Un blockchain database consiste in due tipi di record: le transazioni e i blocchi. Quest’ultimi contengono lotti di transazioni valide che sono hashate e codificate all’interno di un Merkle tree (hash tree). Ogni blocco include l’hash del blocco precedente creando così il collegamento tra due blocchi. L’iterazione di questa procedura forma la catena e garantisce l’integrità del blocco precedente, questo fino al blocco di genesi.[

È inoltre possibile che blocchi separati possano essere prodotti simultaneamente, questo provoca una biforcazione (‘fork’) nella catena della blockchain. Ogni blockchain, oltre ad una cronologia basata su un hash sicuro, ha uno specifico algoritmo per segnare diverse versioni della cronologia che si va a creare con le biforcazioni in modo che una con un valore più alto possa essere selezionata rispetto alle altre. I blocchi non selezionati per l’inclusione nella catena sono chiamati blocchi orfani. I peer che supportano il database hanno di volta in volta versioni diverse della cronologia. Mantengono solo la versione con punteggio più alto del database a loro nota. Ogni volta che un peer riceve una versione con punteggio più alto (solitamente la vecchia versione con un singolo nuovo blocco aggiunto) estende o sovrascrive il proprio database e ritrasmette il miglioramento ai propri pari. Non c’è mai una garanzia assoluta che qualsiasi voce particolare rimarrà nella migliore versione della storia per sempre.

BLOCKCHAIN & SMART CONTRACTS

La tecnologia blockchain potrebbe rivoluzione l’ambito legale, consentendo di creare contratti vincolanti al di fuori del sistema giuridico tradizionale. I contratti “smart” potrebbero permettere la memorizzazione di accordi contrattuali vincolanti a livello internazionale su blockchain.

Gli smart contract basati su blockchain sono contratti che possono essere stipulati e imposti addirittura senza la necessita di un’interazione umana. Alcune implementazioni di blockchain potrebbero consentire la codifica di contratti che verranno eseguiti in automatico quando sono soddisfatte determinate condizioni. Un blockchain smart contract sarebbe attivato da istruzioni di programmazione estensibili che definiscono ed eseguono un accordo. Un esempio di utilizzo dei contratti intelligenti è nell’ambito musicale. 

Nel 2017, il DJ Deadly Buda rilascia l’iniziativa Rock the Blockchain che paga le tracce e gli artisti in esso contenuti tramite criptovaluta Musicoin. Ogni volta che il dj mix viene suonato, il contratto intelligente che vi è associato paga gli artisti istantaneamente.

Innovation Club insieme ai suoi partner, dove esistono forti competenze sulla blockchain,  hanno creato un’iniziativa per catalizzare idee innovative in questo ambito.

Ecco alcuni progetti su cui stiamo lavorando:

CREARE UN PROGRAMMA DI LOYALTY CONDIVISO

Data la diffusione di programmi Loyalty nei settori retail, viaggi e servizi finanziari i consumatori si ritrovano in una complessa rete di punti e opzioni di rimborso. Applicando la tecnologia blockchain per creare una piattaforma universale per programmi fedeltà e premi, dando ai consumatori l’accesso a tutti i loro programmi fedeltà da un unico luogo e fornendo la possibilità di spendere punti attraverso diversi sistemi.

TRACCIABILITA’ LUNGO LA SUPPLY CHAIN

Sono state sviluppate numerose iniziative che utilizzano blockchain per tracciare le origini delle materie prime attraverso le supply chain globali. La tracciabilità del prodotto permette di garantire sia la sostenibilità ambientale dell’attività sia il lavoro senza ingiusto sfruttamento.

DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA

L’adozione delle votazione online deve ancora decollare, soprattutto a causa di problemi di sicurezza. Secondo alcuni la blockchain, grazie alla sua natura immutabile e trasparente, potrebbe essere la soluzione.

LA GESTIONE DEI REGISTRI IMMOBILIARI

A maggio 2015 l’Honduras ha annunciato il progetto di creare un sistema permanente e sicuro di registri immobiliari basato sulla blockchain. Un sistema basato su Blockchain permetterebbe di affrontare il problema dei funzionari corrotti che modificano l’elenco dei titoli immobiliari nei paesi emergenti. Molti paesi emergenti con cui siamo in contatto hanno una gestione del registro immobiliare da modernizzare proprio attraverso la blockchain

CONDIVIDERE LE INFORMAZIONI SANITARIE

Le istituzioni sanitarie soffrono dell’incapacità cronica di condividere in modo sicuro i dati tra le diverse piattaforme e istituzioni. Una miglior collaborazione tra i fornitori di dati significa, una maggior probabilità di stilare diagnosi accurate, una maggior probabilità di optare per trattamenti efficaci e, più in generale, un aumento della capacità complessiva dei sistemi sanitari di fornire una buona assistenza. Le blockchain applicate al settore della sanità permettono quindi a ospedali, contribuenti e altre strutture sanitarie di condividere l’accesso ai loro network senza compromettere la sicurezza e l’integrità dei dati.

RENDERE TRASPARENTE LA BENEFICENZA

Una lamentela piuttosto comune per chi ha poca fiducia nelle ONG (Organizzazioni Non Governative) è l’inefficienza nella gestione dei fondi, unita alla massiccia e diffusa corruzione, che spesso impedisce che i soldi versati arrivino veramente ai bisognosi. Per chi è coinvolto in attività benefiche, fund raising e donazioni, una caratteristica particolarmente apprezzata delle blockchain è la sua capacità di monitorare con precisione dove finiscono i singoli centesimi donati da privati o aziende.

INVESTIRE NELLA CARRIERA DEGLI SPORTIVI

Investire sulle potenzialità di carriera e sui meriti sportivi degli atleti è stato generalmente appannaggio delle agenzie, dei siti di scommesse o dei procuratori sportivi. Le blockchain potrebbero permettere di decentralizzare il processo di finanziamento della carriera di un atleta, per renderlo più democratico. Sarà, pertanto, possibile per i fan e i supporter di una stella del basket acquistare una partecipazione finanziaria che si rivaluta (o si svaluta) nel tempo in relazione al rendimento, ai percorsi di carriera e alle prestazioni del proprio campione del cuore.

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Come e perché il tuo canale video può aumentare il tuo giro d’affari | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche/Web e digitale by

Partiamo dal perché. Tutto ha avuto inizio 2 anni anni fa. Nella presentazione annuale di Facebook agli sviluppatori è stata lanciata una frase categorica: “PRIMA I VIDEO”. Ho capito che c’era una nuova rivoluzione in arrivo. Così è stato.

Per mestiere so che più il titolo è breve e più è incisivo, dirompente, attraente (questa è una chicca comunicativa che puoi già tenere per buona e usare quando vuoi). In queste 2 semplici parole: VIDEO FIRST c’era la locomotiva che avrebbe trainato al successo chi si sarebbe accodato nel più breve tempo possibile.

Da quel giorno abbiamo visto esplodere la comunicazione video. Sono tanti gli esempi di persone di varie età, etnia e professionalità che hanno visto cambiare la loro vita grazie a un’intuizione video. 

Il video è molto più attrattivo di un post, un articolo. È empatico. E poi ci sono miliardi di smartphone connessi che bramano alla ricerca di video trailer. È lo sport delle nuove generazioni. Tutto ciò che passa in video è visto, premiato. È virale. Tutti mirano alla viralità.

Ora mi calo nella realtà imprenditoriale italiana – quella che conosco meglio e per la quale offro servizi comunicativi che ho sempre fatto evolvere seguendo la trasformazione digitale – e cerco di spiegare quello che stiamo facendo per trasformarci in video comunicatori. 

Prima però devo dirti che fare video significa “voler bene” alle persone che vuoi raggiungere. Questo perché dovrai dedicarci tanto tempo e se non hai questo approccio sarà un sacrificio troppo grande da sostenere.

Fai un esperimento: quando guardi un video cerca di capire se la persona che sta parlando lo fa col Cuore (e quindi sta dicendo cose vere e utili) o lo fa solo col cervello (e quindi è concentrata solo a venderti qualcosa).

Passando al come, devo chiederti: 

Quanto tempo passi a comunicare con le persone per coinvolgerle?

Fare video efficaci – interessanti, utili e attrattivi – è possibile solo se coinvolgi la tua vita (ndr. la tua attività).

Sappi che non esiste “un modo” per fare video; devi trovare il tuo. I grandi comunicatori non seguono un cliché; ognuno di loro raggiungere il cuore del proprio pubblico – con modi e atteggiamenti diversi – per questo sono “grandi”.

Se prendi in esame queste 4 domande avrai una base più solida su cui impostare il tuo primo video:

  1. Quale effetto avrai sul pubblico?
  2. Cosa risveglierà il tuo intervento nel pubblico?
  3. Quello che presenterai avrà qualche effetto positivo?
  4. Il pubblico che ti guarderà ne uscirà rafforzato o indebolito?

C’è una regola non scritta ma che ti consiglio dopo averla adottata. È utile per fare ricerca di contenuti che poi diventeranno i tuoi testi ispiratori per i nuovi video. È  la regola delle 3C:

  • COMUNICARE
  • COINVOLGERE
  • CONVERTIRE

Produrre video per interessare nuovo pubblico è possibile solo se metti in conto di fare un percorso di crescita personale. Chi fa video e ha un grande seguito è perché lavora tantissimo sulla sua persona, cerca contenuti pertinenti, li veste e li comunica con empatia per arrivare a pubblicare il miglior video che tenga “incollati” i suoi utenti a prescindere dal minutaggio. Cerca contenuti di valore. Dai sicurezza.

Solo chi è “vero” può trasmettere contenuti che risultino veri. Solo chi pubblica questo tipo di video può sperare di avere un seguito fedele e – solo successivamente – fare business per aumentare il suo giro d’affari.

Una comunicazione efficace nel video è figlia di un’esperienza vera nella vita.

Quanto tempo ci vuole?

Ho seguito la storytelling di un imprenditore nel comparto edile che ha creato molti video e che ora è diventato un punto di riferimento nel suo settore. Non ti dovrai stupire se ti dico che uno dei suoi video più riusciti lo ha impegnato per 4 ore di girato e 6 ore di post-produzione per produrre un video di 00:01:30” (1 minuto e trenta secondi).

Ti porto ora la mia testimonianza. Ho iniziato da poco e pensavo di pubblicare 1 video al mese, sono già arrivato a 4. La mia giornata imprenditoriale è cambiata. Guardo tutto ciò che ho attorno pensando se può ispirarmi. Faccio almeno 2 ore di ricerca al giorno per raccogliere contenuti che archivio su un file di Drive. Al mercoledì e al venerdì estraggo il contenuto migliore, me lo rileggo più volte e mi preparo a filmarmi.

Creo il video in circa 30 minuti e poi mi dedico alla post-produzione con iMovie che mi tiene occupato circa 1 ora.

Il file video prodotto, lo trasferisco sul canale YouTube di Giroidea su cui è stata creata una playlist dedicata agli imprenditori:

GIROIDEA – il tuo business in pillole

https://www.youtube.com/playlist?list=PLWq_icaWPdd6srjQnEQHS4qwh9-5hv0Y3

passo poi alla configurazione e personalizzazione della copertina e della coda aggiungendo i ©credits e pubblico su YouTube.

Da questo momento ha inizio un processo comunicativo dell’ufficio stampa interno che abbiamo chiamato “il cerchio della comunicazione” per promuovere sui vari canali social il video e la playlist con l’obiettivo di raggiungere il miglior pubblico. Siamo nella prima fase, quella della promozione del canale, alla ricerca del pubblico che man mano profiliamo. I primi risultati sono incoraggianti. Ci siamo accorti che se per avere un commento su un Post di Facebook dobbiamo pubblicare 20 post, il riscontro sui video converte 10 volte di più.

Io credo di averti raccontato tutto per darti un motivo concreto per iniziare a fare video. Se vuoi bene alla tua azienda e al tuo business devi assolutamente fare questo percorso. È certo che il video è un facilitatore primario, un vettore insostituibile che può portare il tuo marchio e prodotto ad essere conosciuto dal nuovo pubblico della rete.

Vorresti arrivare a pubblicare un video al giorno?

Se il tuo tempo è prezioso affidati a un partner che sappia consigliarti. Sceglilo in base a come ti presenta la soluzione. Cerca di capire subito se ti sta parlando col Cuore o solo col cervello. 

Ciack si gira! Buona la prima.

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Intelligenza Artificiale e Gamification per migliorare la mobilità delle città

in Economia/Evidenza/Innovazione by
Trasporto intelligente

Entro il 2050 ci saranno 9,7 miliardi di persone nel mondo, di cui il 70 percento vivrà nelle città.m L’economia globale si prevede che triplichi il suo attuale valore, generando circa il doppio della quantità di spostamenti oggi osservati sulle strade. Per la maggior parte delle città, la creazione di Sistemi di Trasporto Intelligenti sarà la chiave per risolvere i problemi della mobilità urbana. Le connessioni in remoto consentono di “utilizzare” gli oggetti per acquisire e trasmettere dati utili nell’accezione di Internet delle Cose (IoT), garantendo il raggiungimento di nuove frontiere.

In accordo alle politiche adottate a livello europeo/mondiale per la promozione della mobilità sostenibile, in particolare nelle aree urbane,  SOMOS e Neosperience promuovono una piattaforma basata sulle logiche della gamification  e la tecnologia dell’intelligenza artificiale basata su un sistema innovativo che acquisisce  e gestisce i dati di mobilità tramite smartphone. La piattaforma consente il monitoraggio e la gestione di  molteplici aspetti della mobilità dell’utente alimentando con i dati ad un “city nobility brain” in grado di prevedere e suggerire delle logiche di gestione della mobilità.

Queste alcune delle funzionalità già attive:

1. SOSTENIBILITÁ E SICUREZZA DELLA GUIDA

Grazie all’utilizzo dei sensori di cui sono dotati gli smartphone in commercio, è possibile valutare
gli stili di guida e determinare il livello di aggressività e/o sicurezza degli utenti alla guida.
Il sistema consente quindi di migliorare il proprio comportamento alla guida. L’app per smartphone
attribuisce un valore oggettivo (punteggio) alla qualità di guida sulla base dei dati registrati tramite i
sensori dello smartphone stesso. I guidatori registrandosi sulla pagina web del sistema possono
monitorare i propri spostamenti ottenendo un’analisi puntuale della qualità di guida e una
valutazione immediata delle performance tramite specifica interfaccia utente su web.

2. RISPARMIO DI TEMPO: SEMAFORI

SOMOS ha sviluppato il sistema SMART TRAFFIC LIGHT, un sistema evoluto di gestione degli
impianti semaforici attraverso i dati provenienti da Floating Car Data. Attraverso la lettura delle
informazioni acquisite tramite specifica app per smartphone, si è visto che è possibile regolare in
tempo reale le fasi di un generico ciclo semaforico. Questo sistema si propone di ridurre i tempi di
attesa in coda ai semafori, i tempi totali di viaggio, la congestione delle reti stradali e
l’inquinamento acustico e sonoro. Il sistema non crea disparità tra chi utilizza l’app e chi non la
utilizza, ma permette di realizzare una regolazione del traffico ottimale di cui beneficiano tutti gli
utenti della rete stradale.
L’applicazione è in grado di gestire i semafori in modo adattivo attraverso la comunicazione della
posizione del veicolo al semaforo, i cui cicli vengono programmati in base alle code. Questo è
possibile, sfruttando il sistema di localizzazione GPS, laddove il segnale risulta avere
un’accuratezza sufficiente. In presenza di disturbi del segnale GPS creati da canyon urbani,
vegetazione e altri fattori esogeni, è possibile sfruttare il segnale wi-fi per la localizzazione del
veicolo. Un sistema così progettato, elimina gli elevati costi di infrastrutturazione e manutenzione
dei semafori, legati alla tecnologia delle spire induttive. I dati di localizzazione vengono trasmessi
oggi tramite la rete 4G e in un futuro non lontano tramite la più performante rete 5G.

3. CAR SHARING PREMIATO

Nell’ottica di incrementare il coefficiente di occupazione dei mezzi privati (su oltre 37 milioni di
autovetture in circolazione sul territorio nazionale si osserva un coefficiente di riempimento medio
del mezzo di 1,2), la piattaforma premia le forme di mobilità condivisa, garantendo bonus agli
utenti che sostengono la condivisione, sia in qualità di driver sia in qualità di passeggeri (ad
esempio riservando aree di parcheggio gratuito agli utenti del sistema che, condividendo gli
spostamenti in autovettura, garantiscono un coefficiente di utilizzo del mezzo almeno pari a 3).
Uno specifico modulo della piattaforma dedicato al car sharing, fruibile via smartphone, consentirà
la condivisione dinamica degli spostamenti su mezzo privato sotto il presupposto della integrazione
modale e della sostenibilità (l’interazione con gli altri moduli della piattaforma consentirebbe di
pianificare ed effettuare spostamenti multimodali su itinerari non coperti da una sola modalità di
trasporto).

4. MOBILITA PERSONALE

La piattaforma di gamification, utilizzando come interfaccia utente lo smartphone, è in grado di
tracciare gli spostamenti degli utenti non soltanto all’interno di ciascuna modalità di trasporto, ma
nelle diverse modalità utilizzate dall’utente per effettuare il proprio spostamento. L’aspetto
estremamente innovativo consiste nel fatto che il sistema consente di ricostruire anche gli
spostamenti di accesso/egresso ai diversi sistemi di trasporto, e non soltanto gli postamenti
compiuti sul mezzo, con un conseguente beneficio da parte degli Enti locali, delle Pubbliche
Amministrazioni, delle aziende di trasporto collettivo e degli imprenditori nell’ambito dei sistemi di
parcheggio, i quali possono pianificare i servizi a supporto della mobilità, tenendo conto della reale
domanda di trasporto passeggeri. Un sistema di questo tipo può anche essere un valido strumento
per il supporto e la promozione della mobilità sostenibile, mediante una logica di premialità nei
confronti dei cittadini che utilizzano il modo piedi o bici per effettuare i propri spostamenti all’interno
delle aree urbane.

5. RENDERE PIACEVOLE IL PERCORSO CITTADINO PROMUOVENDO IL TERRITORIO

Nelle diverse modalità e finalità di utilizzo, la piattaforma, mediante dinamiche di Check-in & Win
può consentire all’utente di accedere a contenuti multimediali di promozione turistica, commerciale
e della mobilità sostenibile. Infatti, è possibile inviare agli utenti info e localizzazione di luoghi di
interesse storico e culturale. Tutto ciò nella logica di promozione del territorio. E’ possibile, inviare
all’utente anche informazioni di carattere commerciale, indicando strutture alberghiere, servizi di
ristorazione, centri servizi nelle vicinanze della posizione dell’utente.
Inoltre, è possibile, mediante una logica di premialità, promuovere, da parte degli Enti Locali e
delle Pubbliche Amministrazioni, forme di mobilità sostenibile, quale il trasporto collettivo, ad
esempio, facendo apparire alle fermate degli autobus dei coupon, che, se “catturati” virtualmente
mediante lo smartphone dall’utente, consentono di accedere a sconti sull’acquisto dei titoli di
viaggio.

6. FORMAZIONE: VISIONE DI CONTENUTI E PARTECIPAZIONI AD EVENTI

La piattaforma presentata può rappresentare un importante veicolo di informazioni anche di tipo
formativo per l’utente. Infatti, visionando video promozionali e partecipando a seminari o convegni
su tematiche particolarmente importanti, quale ad esempio la sicurezza stradale, l’utente può
accedere a delle promozioni o degli sconti presso attività commerciali convenzionate o, in
alternativa, sulla tariffa di sosta o sull’acquisto di titoli di viaggio dei sistemi di trasporto collettivo.

7. CREAZIONE DI SFIDE

Come già descritto nella sezione “Sostenibilità e sicurezza della guida”, grazie alla piattaforma, è
possibile creare delle sfide di guida sicura e sostenibile tra gli utenti, anche in occasione di raduni
di auto d’epoca o da corsa, promossi da enti e club automobilistici.
Guida
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Trenord: ricavi a quota 804 milioni di euro, passeggeri + 2,8 per cento

in Bilanci/Economia/Evidenza/Trasporti by

L’assemblea degli azionisti di Trenord ha approvato ieri il bilancio di esercizio 2017. I numeri del 2017 sono redatti per la prima volta secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS.

In crescita i Ricavi Operativi (che passano da 766 M€ a 804 M€) con un incremento del 5,0%. Nel 2017 i ricavi da traffico sono cresciuti di 15,9 M€ rispetto al 2016. L’incremento deriva principalmente dalla crescita del segmento aeroportuale (Malpensa Express) e dall’attività di antievasione.

I ricavi da traffico garantiscono la copertura del 45% dei costi operativi, pur in assenza della ‘leva prezzo’: nessun aumento tariffario è intercorso negli ultimi tre anni.

“L’esercizio 2017 conferma il trend di miglioramento, nei risultati economici, già evidenziato nei due anni passati, registrando un Risultato Netto complessivo di 10,5 M€ con un incremento di oltre il 14% rispetto al risultato 2016. E’ stato avviato quindi un percorso che potra’ consentire all’azienda di aumentare la qualita’ offerta ai propri Clienti”, ha sottolineato la Presidente di Trenord, Barbara Morgante.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) si attesta a 77,5 M€ con un incremento di circa il 2% rispetto all’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta è decisamente migliorata, attestandosi a 60 M€.

“I buoni risultati economico-finanziari raggiunti nel 2017 – e nei 2 anni precedenti – sono tanto importanti quanto indispensabili per sostenere l’ambizioso Piano al 2020, che prevede oltre 600 M€ complessivi di investimenti, di cui 415 milioni per il revamping della flotta vetusta”, ha affermato Cinzia Farisè, Amministratore Delegato di Trenord.

1.     I Clienti

Nell’ultimo anno Trenord ha toccato il record di passeggeri trasportati, raggiungendo 755mila Clienti nei giorni feriali (+2,8% rispetto all’anno precedente), 390mila il sabato (+3,2%) e 281mila nei festivi (+4,1%). Complessivamente Trenord ha trasportato 203milioni di viaggiatori.

Rispetto all’anno eccezionale di Expo la crescita della domanda, nei giorni feriali e nei festivi, è stata del 6%. Nel 2010 i Clienti erano 632mila. Nel 2017, in 7 anni, sono state 120mila le persone trasportate in più ogni giorno. Oggi, solo il 50% dei Clienti trasportati è rappresentato dal segmento ‘commuting’.

2.     La produzione

Nel 2017 Trenord ha effettuato la produzione più alta di sempre con 43,5 milioni di treni e bus/Km ovvero +0,6% rispetto al 2016. Così come nel 2017 è stato raggiunto il record dei treni circolati: 756.274 in totale.

3.     La performance del servizio

Pur a fronte del caldo torrido che ha contraddistinto l’estate 2017 mettendo a dura prova la flotta più vetusta, il ritardo medio ponderato per passeggero è sceso da 4,1 a 3,7 minuti e le soppressioni sono calate del 5%.

4.     Gli investimenti

Il 40% della flotta di Trenord ha più di 35 anni. A luglio del 2017 Regione Lombardia ha adottato interamente il piano di Trenord per un ammontare di investimenti pari a 1,6MD di euro, finalizzati all’acquisto di 161 nuovi treni: 100 ad alta capacità, 31 a media capacità e 30 diesel per le linee non elettrificate.

A seguito di tale adozione, nell’ottobre del 2017 Trenord ha approvato un Piano Investimenti al 2020, comprensivo di revamping e di ammodernamento della flotta più vetusta per un ammontare complessivo di 415milioni di euro in tre anni.

5.     La Customer Experience

Il Cliente Trenord sceglie il treno prima di tutto per comodità (il 52%), per evitare il traffico (il 32 %) e i problemi di parcheggio (26%). Il 70% dei Clienti dichiara di scegliere il treno per ‘recuperare tempo’ a disposizione.

L’83% dei Clienti si dichiara soddisfatto del servizio offerto da Trenord (in aumento del 3,1% rispetto al 2016).

Inoltre, l’ultimo anno ha evidenziato una crescita di 7 punti percentuali nella soddisfazione dei Clienti per le iniziative di “sicurezza partecipata” poste in essere da Trenord attraverso un articolato piano di security.

Innovare i processi di vendita del settore Furniture & Design | INNOVATION CLUB

in Economia/Edilizia/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche by
Fiera di Rho

In questi giorni è in via di svolgimento il Salone del Mobile di Milano 2018. Nel settore Furniture & Design, che nel nostro Paese vale 41 miliardi di euro, diventa sempre più importante avere una riconoscibilità internazionale ma anche presidiare con servizi innovativi l’ambito  “business-to-business”. Ecco le più attuali novità per i processi di vendita che Innovation Club sta condividendo durante questa importante manifestazione:

Servitization

Per rispondere in modo adeguato al mercato in continua evoluzione, sempre più settori stanno modificando le strutture della propria offerta utilizzando nuove strategie e trasformando quelli che eravamo abituati ad acquistare come prodotti, in servizi. La servitization è proprio quella strategia per cui i servizi proposti in combinazione con un prodotto diventano parte centrale dell’offerta e giocano una parte fondamentale per la generazione di valore. Nel settore del Furniture & Design realizzare questa dinamica è utile sia nell’ambito “business” per sviluppando delle forniture periodiche e in quello consumer per “fidelizzare” il cliente.

Internet of Things

In questi anni, uno degli ambiti di ricerca più interessanti e in maggiore espansione è senza dubbio quello dell’Internet of Things (IoT), che studia come rendere le cose “intelligenti”, come farle interagire tra di loro e con noi, e come rendere “intelligente” tutto ciò che ci circonda e la nostra quotidianità. Anche il settore del Furniture & Design può beneficiare di questa tecnologia costruendo una proposizione di valore differenziale.

Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR)

Creare uno Showroom Virtuale 3D dove esporre i propri prodotti “best seller” e lavorare sulle logiche di realtà aumentata per mostrare come il proprio prodotto si ambienta nel contesto del cliente sono pratiche che si stanno rapidamente diffondendo nel settore del Furniture & Design. Diventa quindi fondamentale integrare una piattaforma strutturata per creare ed aggiornare ambienti AR e VR. Di particolare interesse la possibilità di realizzare nell’ambiente 3D una dinamica di configurazione in modo da ricreare nell’ambiente una simulazione “fotorealistica” di un mix di prodotti del brand in una stanza o nell’intera casa.

Gamification

La gamification (traducibile in italiano come “ludicizzazione”) è l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e delle tecniche di game design in contesti “esterni” ai giochi.  Tecniche di ingaggio ludico possono essere dinamiche molto utili a comunicare i peculiari valori di un brand  o creare dinamiche di ingaggio per portare il cliente in un determinato punto vendita per poter “toccare con mano” il prodotto.

Inbound Marketing per monitorare e comunicare con la community degli architetti

Gli architetti di tutto il mondo sono influencer spesso fondamentali per posizionare il proprio prodotto a valore. Sempre più la comunicazione con questa community deve essere non solo emotiva ma anche intelligente. Attraverso tecniche di Inbound Marketing è possibile individuare online gli interlocutori più adatti al proprio prodotto in tutto il mondo e comunicare con loro con logiche di profilazione e di ingaggio progressivo.

Sviluppo App iOs & Android

La maggior parte delle aziende del settore Furniture & Design non hanno ancora sviluppato una propria presenza sugli store di Apple e Google. Utilizzando un sistema di App Building può in questo caso essere utile per creare un’applicazione nativa in poche semplici step e inviarla agli store (Android e iOS) senza essere uno sviluppatore. Basta selezionare i propri contenuti, personalizzane il design e sfruttare molte funzionalità sviluppate già in nativo.  Un team di assistenza a supporto del sistema “App Builder” sempre in grado di supportare l’azienda durante la realizzazione del progetto per operare le migliori scelte grafiche e di visualizzazione dei contenuti. Chiaramente questa tipologia di progetto può essere uno strumento per presentare la storia del brand, i prodotti di maggior successo e la gestione degli eventi. Dinamiche più evolute come la gestione della configurazione dei prodotti potranno essere inserite in un progetto più strutturato.

Visual Quality App

Il controllo qualità all’interno delle linee di produzione è un processo fondamentale per garantire la soddisfazione di propri clienti.  La reportistica delle difettosità viene spesso affidata a strumenti “improvvisati” come tabelle excel e descrizioni su software di controllo. Il nostro approccio è quello di fornire un supporto grafico tramite tablet in modo da poter indicare in modo veloce e preciso la posizione e la natura di un difetto fornendo dati in tempo reale più validi ai fini statistici per poter intervenire in maniera veloce sul processo. Anche sistemi basti su algoritmi per far capire in modo automatico la presenza di un difetto che sfugge all’occhio umano possono essere implementati come evoluzione di questa soluzione.

Per maggiori informazioni: info@innovationclub.it

Tecnologie per realizzare il paradigma della Smart Factory | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche by
Smart Factory

Sentiamo spesso parlare di Industria 4.0, soprattutto negli ultimi mesi. Si tratta di un processo di cambiamento in atto che attraversa le aziende, tra cui anche le piccole e medie imprese, e che porta all’adozione nelle fabbriche di sistemi di lavorazione automatizzati e intelligenti.

Ecco alcune tecnologie che realizzano il paradigma della Smart Factory.

MANUFACTURING EXECUTION SYSTEM

Il MES è  un ponte di connessione naturale tra la crescente complessità delle soluzioni aziendali ERP e APS e la maggior dinamicità e precisione che è sempre più richiesta a chi opera all’interno dei reparti operativi aziendali. Essere in grado di assecondare ed indirizzare al meglio i processi operativi, gestendo in tempo reale le comunicazioni verso le altre applicazioni aziendali, è il compito a cui devono assolvere le soluzioni MES di nuova generazione: andare oltre al semplice trattamento dei dati mettendo a disposizioni delle aziende un’infrastruttura tecnologica che sia al tempo stesso standard e capace di adattarsi ad un contesto complesso con le proprie regole e le proprie priorità.

Gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono il gestire al meglio i flussi informativi di fabbrica permettendoci di focalizzarci su quello che è per noi l’Ultimo Miglio informativo: l’interfaccia tra gli operatori ed il sistema; lo sviluppare soluzioni adatte alle peculiari esigenze di ogni cliente utilizzando una tecnologia standard; l’essere in grado di supportare ogni tipologia di processo operativo e di disporre di una soluzione aperta e scalabile facilmente integrabile con le soluzioni ERP e APS.

Premessa fondamentale di tali direttive è la semplice constatazione che, per propria natura, gli ambiti operativi di un sistema MES sono assai vari e differiscono da situazione a situazione. La nostra vision si è tradotta in una soluzione MES basata su una architettura orientata ai servizi (SOA  Service Oriented Architecture), architettura in grado di disaccoppiare totalmente le interfacce ad hoc per gli utenti dalle regole e dagli oggetti di business.

Chi sceglie un sistema MES non deve essere chiamato ad effettuare una scelta tra centinaia di configurazioni predefinite per selezionare quella che si adatta meglio alle sue esigenze, ma ha il preciso e fondamentale compito di concentrarsi esclusivamente sull’analisi dei propri processi e delle proprie necessità di gestione e di controllo. Grazie ad una soluzione MES l’operatività e l’interazione di dettaglio degli utenti col sistema può essere realizzata partendo da strutture aperte che possono crescere ed adattarsi a qualsiasi esigenza.

La riduzione dei costi e l’aumento della produttività sono le migliori armi nell’impegno quotidinao di man- tenere alto il livello di competitività dell’azienda. Grazie alla piattoforma Adaptive.MES possiamo disporre di informazioni in tempo reale sull’andamento della produzione, sia quantitativamente che qualitativamente, mediante interfacce utente semplici ed adatte ad ogni contesto produttivo. Grazie all’alta fessibilità del software MES è possibile completare tutti i processi operativi dell’azienda all’ineandoli ai propri obiettivi di business.

INTERNET OF THINGS

Abbiamo la finalità di sviluppare prodotti elettronici integrati che rendano efficace il concetto di “Internet delle cose” (IoT) e di offrire servizi di progettazione di sistemi embedded.

Concepiamo prodotti a misura degli ambiti applicativi reali, che consentano di diffondere, valorizzare e rendere concretamente produttive le potenzialità innovative dell’IoT, anche in ambiti dove essa oggi si scontra con barriere di accesso economiche, culturali o tecniche.

L’obiettivo è coniugare la consolidata competenza tecnica, l’innovazione di processo e di prodotto con la facilità d’uso e l’elevata integrazione dei sistemi, in modo da garantire costi e caratteristiche tecniche di prodotto ottimali per l’applicazione cui sono destinati.

Il progetto si rifà all’idea di “Artigianato digitale”, per conseguire l’obiettivo di fondere le tecnologie digitali più avanzate con l’accurato design della user experience, insieme alla capacità tipica dell’artigiano di leggere i bisogni degli utilizzatori, di rispondervi con la propria attività e di conformarvi i propri prodotti.

LA REALTA’ AUMENTATA 

Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere aggiunti attraverso un dispositivo mobile, come uno smartphone, con l’uso di un PC dotato di webcam o altri sensori, con dispositivi di visione (per es. occhiali a proiezione sulla retina), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già normalmente percepita.

Le informazioni “aggiuntive” possono in realtà consistere anche in una diminuzione della quantità di informazioni normalmente percepibili per via sensoriale, sempre al fine di presentare una situazione più chiara o più utile o più divertente. Anche in questo caso si parla di AR.

Le tecnologie legate alla realtà aumentata stanno progressivamente prendendo piede, mostrando via via potenzialità crescenti nell’ambito dell’intrattenimento multimediale, videoludico e non solo. Professionisti e operatori del settore business potranno beneficiarne.

Display da posizionare sulla montatura degli occhiali, visori e interi dispositivi indossabili, le aziende impegnate in quella che può essere definita come la “rivoluzione AR” stanno ormai gettato le basi per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso: evolvere le modalità di fruizione di notizie e contenuti, arricchendo il campo visivo dell’utente con nuovo input e stimoli inediti.

I PROCESSI LOGISTICI “ON CLOUD” CON L’RFID

Intendiamo fornire una soluzione globale alle istanze poste da questo scenario di riferimento e rappresenta un significativo salto di qualità nella flessibilità e nell’accuratezza di gestione delle catene estese, quindi con due caratteristiche principali:

la (rin)tracciabilità ininterrotta dei prodotti che scorrono lungo la filiera estesa ottenuta matricolando i colli di movimentazione, dal pallet al singolo articolo, con la gestione di tutte le funzioni di movimentazione sia all’interno che all’esterno del magazzino.

l’adattabilità IT, “predisposta” ai massimi livelli, ci ha consentito di realizzare una soluzione tecnico-applicativa in grado di adeguarsi facilmente, con costi molto contenuti, alle pur variabilissime condizioni operative e tecnologiche dell’ambiente PMI, senza richiedere modifiche sostanziali.

Le novità principali della proposta vanno ricercate nella combinazione di due aspetti:

1. l’innovazione di processo, con la presenza di etichette RFID sui prodotti con una serie di antenne ricetrasmittenti posizionate sul perimetro del “controllo”, in grado di rilevare la movimentazione, l’identificazione e la posizione di qualsiasi prodotto all’interno del magazzino stesso.

2. l’innovazione di prodotto, con l’uso di una infrastruttura tecnologica adattativa, basata sul Web e integrata con i più diffusi dispositivi Mobile (smartphone, tablet, etc.), ci ha permesso di proporre un prodotto in grado di soddisfare le esigenze di diverse tipologie di Extended Supply Chain.

Per maggiori informazioni: http://www.neosconsulting.it/

In abbonamento si può avere tutto – La rivoluzione della Subscription Economy | INNOVATION CLUB

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Suscription economy

In un mondo plasmato da connessioni volatili e schermi digitali, il concetto di proprietà muta radicalmente. In un certo senso, possedere per sempre qualcosa (in specifico i prodotti virtuali, come i software) non è più la priorità per i clienti. La ‘ownership’ viene sostituita dalla ‘membership’, l’accesso temporaneo a un bene o servizio. Dato questo orizzonte, le aziende orientati alla membership avranno un ruolo sempre più centrale. La rivoluzione della membership economy è un fenomeno piuttosto recente, anche se affonda le sue radici in tanti cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio. Non a caso, il primo a predire questo shift è stato Jeremy Rifkin in un saggio visionario del 2001 intitolato The Age of Access. C’è voluto più del previsto per realizzare quanto previsto da Rifkin ma oggi i business più intelligenti e proattivi hanno già intrapreso la strada dell’evoluzione.

Una volta ci si abbonava soltanto allo stadio per le partite della propria squadra del cuore, a un servizio di Tv via cavo e ai mezzi pubblici della propria città. Oggi si possono invece sottoscrivere abbonamenti per quasi tutto, biancheria intima compresa. Il fenomeno si chiama subscription economy, economia della sottoscrizione, e il mercato degli Stati Uniti è pioniere di innovazioni, nel modo di consumare e vendere, che sta già arrivando in Italia.

Ovviamente, la subscription economy ha cominciato ad andare forte sul mercato dei software, grazie alle enormi innovazioni portate dal sistema dei cloud. Il software è sempre meno qualcosa che si installa sul proprio computer e sempre più un servizio che viene erogato via Web. I privati o le aziende pagano una tariffa mensile o annuale, e il fornitore offre il servizio (e tutti i suoi aggiornamenti) in rete. Un modello simile ha rivoluzionato anche i consumi culturali. Spotify, per la musica, e Netflix, per il cinema e le serie Tv, hanno dimostrato che l’utente non vuole il possesso del prodotto culturale, ma l’accesso. Quindi, oltre a una base gratuita (ma con pubblicità) si può pagare un abbonamento per avere accesso libero a una serie illimitata di file.

Ma le innovazioni più curiose vengono da altri settori. Un esempio: Un sito chiamato Manpacks offre questo innovativo servizio in abbonamento: si paga una quota annuale, e in cambio si ricevono regolarmente via posta pacchi di biancheria nuova. Tra gli altri prodotti, Manpacks consegna piccoli strumenti di cosmesi (esclusivamente maschile: rasoio, deodorante eccetera). Le consegne vengono effettuate ogni tre mesi. Una fornitura media di mutande, calzini e amenità varie per un anno costa intorno ai 500 dollari (senza spese di consegna). E per chi cerca qualcosa di specifico per la rasatura, c’è anche il Dollar Shave Club, che con 164 dollari all’anno permette di avere una fornitura di rasoi, schiume e dopobarba con consegne gratuite ogni mese.

Gli abbonamenti stanno cambiando qualcosa anche nel settore dei viaggi aerei. In California, ad esempio, ci si può abbonare al servizio Surf Air, che con una quota mensile di 1650 dollari permette di spostarsi quante volte si vuole, via aereo, in California. E visto che ormai in aereo si paga tutto, compresi chili extra di bagaglio e spazio in più per le gambe, compagnie come la United Airlines permettono ai frequent flyer di non pagare più questi servizi volo per volo ma di sottoscrivere un abbonamento per poterne godere ad ogni viaggio. Le cifre sono ancora piuttosto alte: 349 dollari all’anno per i bagagli e 499 dollari per lo spazio in più per le gambe. Ma la direzione è segnata.

L’economia in abbonamento può essere utile anche per imporre servizi che non hanno ancora grande diffusione sul mercato, come il Car-fi, ovvero il wi-fi da usare in macchina. La startup Auto-net è uno dei primi clienti che si è lanciato con servizi  subscription. Il Car-fi è destinato alle aziende, che vogliono che i dipendenti siano sempre collegati, via cloud, alla Rete e al sistema operativo centrale, per poter avere accesso a file, documenti e applicazioni condivise. Ma può essere utile anche per le famiglie. Con 9,95 dollari al mese, ad esempio, lo si può installare sull’auto di un figlio, per sapere sempre dove si trova e poter verificare la correttezza del suo stile di guida.

La decisione è semplice: riconoscere un cambiamento in atto nelle dinamiche di mercato e nei comportamenti dei clienti, oppure rifugiarsi in un modello economico superato, rischiando di diventare obsoleti. Citando William Gibson, il futuro è già qui – solo che non è distribuito in maniera uniforme. E’ stata necessaria una decade perché connessioni digitali, smartphone e cloud economico riuscissero a spianare la strada al modello più evoluto di membership economy. La velocità con cui le aziende riusciranno a compiere questo passaggio stabilirà la rilevanza delle stesse nella mente dei clienti. Clienti che, da parte loro, hanno già ben compreso la differenza tra il pensare in termini di proprietà top-down e il pensare (e agire) in condivisione, trasparenza e apertura. Alcune delle aziende più importanti dell’industria software sono già basate su un modello di subscription, si pensi a Microsoft e Adobe. Altre incorporano i principi della membership in una struttura più tradizionale. Le più innovative, come Netflix e Spotify, stanno facendo scuola portando un passo avanti il concetto di ‘membership organization’, con evidenti ricadute positive sull’esperienza dei clienti.

Se prendiamo per buona la teoria secondo cui il software ha inglobato il mondo – e quindi ogni azienda è oggi una software company – è facile capire perché questo nuovo modello economico produce effetti profondi sullo sviluppo tecnologico e sul rapporto che si instaura tra brand e utenti. Subscription, sharing, loyalty sono termini che devono far parte della definizione strategica del business. Per costruire connessioni di valore e monetizzare la relazione con i clienti.

Per approfondimenti: www.innovationclub.it

Effepi, da Brescia al Salone del mobile con il nuovo catalogo

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Un rubinetto della linea Bek

Un mood insolito, che strizza l’occhio al cinema, veste il nuovo catalogo di rubinetterie firmato Effepi. Un catalogo del tutto singolare e lontano da qualsiasi cliché, che si ispira a uno dei capolavori di Lars Von Trier: Dogville.

Nel film il regista sceglie di mettersi al servizio degli attori che vengono valorizzati ed enfatizzati a discapito del superfluo: gli oggetti di scena e i personaggi principali emergono in un set privato di elementi di corredo. Solo ciò che conta in quel momento è sottolineato, come in una rappresentazione teatrale in cui sul palcoscenico sono presenti solo i protagonisti.

Allo stesso modo, all’interno del catalogo Effepi 2018 rubinetti, docce, accessori e complementi sono valorizzati come gli attori principali di una commedia, protagonisti indiscussi che fanno capolino tra le pagine, catturando l’attenzione dello spettatore. Le ambientazioni minimali, in perfetto stile anni Trenta, ripropongono frame del film: dettagli ed elementi di scena sono poveri ed essenziali, i prodotti Effepi appaiono ancor più enfatizzati nel contrasto tra antico e moderno, tra semplicità e design.

Come nel film, la curiosità è che le stanze da bagno in realtà non esistono: gli ambienti sono disegnati con il gesso sul palco di un ipotetico teatro, porte e pareti sono soltanto immaginate e le luci sono puntate sugli articoli Effepi.

Lo stand al Salone del Mobile ricreerà queste atmosfere: il visitatore sarà proiettato in una dimensione onirica, pronto a vivere un’esperienza in cui sarà egli stesso protagonista accanto ai rubinetti, un attore che si muove curioso tra le strade di un “villaggio” composto da innumerevoli ambienti bagno.

La novità del catalogo 2018 è nell’ispirazione, nel rimando ad uno stile unico ed essenziale.

Gli articoli Effepi, come quelli dell’innovativa e decisa serie Bèk, mantengono elevati standard di qualità: forme semplici e movimenti morbidi danno vita a questa collezione, il cui design trae origine dalla simbiosi tra la flessuosità del corpo e l’armonia della leva che comanda una cartuccia a dischi ceramici da 25 mm. La profondità e completezza di gamma permettono di inserire questa collezione di livello alto in sale da bagno uniche e degne di nota. La linea Bèk si presta, inoltre, perfettamente al nuovo trattamento galvanico superficiale Silver Black di Effepi, valore aggiunto ed inimitabile.

Somos, una startup per rendere più “smart” la mobilità personale

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Somos

Smart-Oriented MObility Solutions (SOMOS) è uno spin-off dell’Università della Calabria ed è una Startup Innovativa. La società è orientata allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico per l’ingegneria

dei trasporti, con particolare riferimento a rilievi e analisi delle componenti della mobilità sia su mezzi privati, sia su mezzi pubblici, al controllo delle condizioni di circolazione veicolare in ambito urbano ed extraurbano, alle analisi di sicurezza stradale e, più genericamente, ad applicazioni di

smart mobility, nella più ampia accezione del termine.

Recentemente la neo costituita Startup ha partecipato all’Open Innovation Contest 7.0 di NTT Data, entrando tra le 10 startup italiane finaliste. 

Numerose sono le idee in fase di sviluppo collegati ad un’evoluzione intelligente della mobilità che è sempre più un problema aperto in Italia ed in tutto il mondo.

Un’app per fare scattare il semaforo verde

E’ una delle questioni che tocca gli automobilisti di tutto mondo: avere fretta di raggiungere un posto e trovarsi bloccati nel traffico a causa del semaforo rosso. Un problema che SOMOS sta provando a risolvere. 

L’utente che è in possesso dell’app può influenzare il rosso e il verde del semaforo riuscendo a sfruttare meglio l’onda verde e potenzialmente non trovandosi mai bloccato nel traffico. Si tratta di un progetto ambizioso e che, pur essendo ancora in fase di prototipo, ha suscitato l’interesse di grandi società.

Il sistema  non crea disparità tra “chi paga e chi no” ma anzi permette di realizzare una regolazione del traffico naturale di cui beneficiano poi tutti gli utenti. 

Trasformare ogni auto in una “smart car” attraverso lo smartphone

Sempre attraverso un app è fornire a chi è al volante molte informazioni come lo stile di guida, la posizione del mezzo (per ricordarsi dove si è parcheggiato), l’analisi della ecosostenibilità di guida, lo storico dei propri viaggi. Il sistema è in grado di rilevare un’emergenza come una collisione e chiamare in automatico il soccorso.

Chiaramente l’App viene “accesa” prima di mettersi alla guida e spenta a macchina ferma.

Il sistema funziona senza la necessità di dispositivi IoT ma può essere integrato anche questa tecnologia.  Questo strumento viene fornito integrato ad un sistema GIS che permette poi l’analisi di tutti i dati raccolti per fare altre analisi qualitative come la pericolosità dei tratti stradali. Questi dati possono essere analizzati in un cruscotto web mobile o integrati ad un sistema gestionale. Risulta particolarmente utile a specifici contesti come la gestione delle flotte aziendali, dei mezzi pubblici (autobus, nettezza urbana) ma anche al mondo delle gare automobilistiche storiche e moderne.

Creare una competizione tra automobilisti per promuovere sicurezza e sostenibilità

Spesso quando si pensa ad una competizione automobilistica si pensa sempre al concetto di velocità. E’ invece possibile attraverso la misurazione dello stile di guida di creare delle vere e proprie competizioni. Attraverso la gestione della cosiddetta “Gamification” l’utente può accumulare punti o bonus per ogni prestazione di guida su un percorso urbano o extraurbano considerando anche la difficoltà dello stesso.  La promozione di uno stile di guida corretto rientra nel più generale concetto di “Health & Wealth“ e può quindi essere affine a programmi di Welfare aziendale soprattuto per particolari tipologie di lavoratori come quelli legati mondo dei trasporti.

Aiutare il corridore a migliorare le proprie prestazioni

Mobilità non significa solo automobile ma significa anche promuovere un’attività sportiva facilmente accessibile a tutti come la corsa.

Il runner può beneficiare di molteplici servizi attraverso un sistema digitale intelligente messo attraverso un’applicazione Smartphone.

> Dopo avere forma del piede e andatura è possibile fornire ai costruttori di scarpe dati per progettare una scarpa “su misura” fornite tramite un servizio di “abbonamento” in base alla frequenza di utilizzoe quindi all’usura;

> E’ possibile costruire dei programmi di formazione “su misura” che siano mirati a far svolgere 

al corridore neofita, amatoriale o professionista specifici training;

> Infine le prestazioni della corsa possono essere facilmente misurate e quindi creati delle iniziative ludiche dove corridori amatoriali possono gareggiare con i più esperti premiando non solo il tempo assoluto ma anche il miglioramento.

Integrare i processi dell’azienda “terzista” e guidarli verso il modello dell’Impresa 4.0 | INNOVATION CLUB

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Impresa 4.0 a Brescia

Lo scenario dell’azienda manifatturiera che opera come terzista

Il contesto delle aziende manifatturiere italiane che operano prevalentemente come terzisti è spesso caratterizzato da un numero di prodotti finiti estremamente elevato in virtù delle opzioni di personalizzazione rese disponibili al mercato.
Mantenere e accrescere i servizi di personalizzazione del prodotto e, al contempo, diminuire il tempo di evasione degli ordini sono punti di rilevanza strategica per queste aziende. Un altro aspetto strategico è la capacità di identificare e mantenere le date di consegna al cliente. Occorre stabilire quali sottogruppi o componenti debbano essere gestiti con logica “push” e cioè riapprovvigionati sulla base di un piano previsionale e quali con logica pull cioè a fronte di ordini di vendita acquisiti.
Ogni azienda di questo tipo necessaria una stretta integrazione tra l’ordine di vendita e il correlato ordine di produzione/assemblaggio al fine di determinare correttamente la data di consegna al cliente sulla base delle disponibilità dei componenti “push”, dei tempi di schedulazione dei sottogruppi “pull” e della situazione di carico dei reparti produttivi. Anche la determinazione dei costi è spesso resa difficoltosa dalla scarsa standardizzazione dei prodotti e si rende necessario un controllo sui margini di ogni singola lavorazione.

La soluzione SC-One

SC-One è una soluzione verticale basata sulla piattaforme software gestionale SAP Business One.  L’utilizzo del configuratore di prodotto consente una riduzione drastica del numero di codici di prodotti finiti da gestire e la focalizzazione dell’ufficio tecnico sulla manutenzione di poche distinte base e cicli e delle regole che ne governano la configurazione.
Il commerciale dispone di un questionario di opzioni che gli consente di configurare dei prodotti certamente producibili senza,ogni volta, interpellare l’ufficio tecnico per la verifica di fattibilità. Questo,  insieme alla non più necessaria codifica, consente di abbreviare notevolmente l’iter burocratico di acquisizione degli ordini.
Le scelte effettuate nel processo di configurazione sono memorizzate con l’ordine e sono disponibili per essere stampate sulla conferma d’ordine e sugli altri documenti rendendo chiaro e agevole il colloquio con il cliente.
Anche i listini di vendita variano in funzione della configurazione e di apposite regole che consentono di promuovere determinati mix di scelte piuttosto che altri. Un potente strumento di controllo verifica immediatamente le disponibilità dei componenti che entreranno nella configurazione e calcola la data di consegna considerando il carico delle risorse che si debbono utilizzare. L’ordine di produzione rimane saldamente agganciato all’ordine di vendita e ne recepisce immediatamente eventuali variazioni di quantità o date. La produzione si conclude poi col versamento a magazzino di un codice generico che però è visibile in una ubicazione virtuale intestata all’ordine cliente per cui è stato prodotto.
Il forecast delle vendite e il conseguente piano previsionale di produzione si possono definire indicando dei quantitativi di prodotti configurabili generici, accompagnati dalle percentuali di incidenza delle varie scelte di configurazione.
Il sistema calcola puntualmente il costo e il margine di ogni nuova configurazione offerta e, per ogni ordine di vendita, consuntiva i costi di acquisto, lavorazione esterna  e produzione interna effettivamente sostenuti. Viene cosÏ resa disponibile un’ampia gamma di analisi delle varianze e di marginalità del prodotto. Sc-One è particolarmente attento alle attività e alle problematiche dell’ufficio tecnico al quale rende disponibili le potenti funzionalità della soluzione, tra queste: una completa gestione delle modifiche tecniche integrata con la gestione del workflow, la gestione dei documenti e il sistema di classificazione.

Le Tecnologie dell’Industria 4.0 integrate a SC-One

Digital Workplace

Un Workplace interattivo che attraverso sistemi internet of thing e schermi digitali integrati aiuta l’operatore ad espletare le sue attività. I cambiamenti nel nostro modo di lavorare, la necessità di assumere e mantenere i migliori talenti richiedono una strategia orientata alla creazione di uno strumento che sia in grado di migliorare la collaborazione, la creatività e l’impegno. L’obiettivo finale del Digital Workplace è la creazione di un ambiente di lavoro  che abilita le persone a lavorare efficacemente sia come individui che come persone.

Smart Glass

Oggi è possibile applicare la realtà aumentata nei magazzini e nelle linee di produzione utilizzando gli Smart Glass. Il personale del magazzino ad  esempio può essere guidato dagli Smart Glass agli scaffali tramite tracce proiettate dagli occhiali, fino alla spedizione da lavorare.  Sul posto, gli occhiali forniscono diverse informazioni. Inoltre, possono svolgere la scansione del codice a barre e inviare i dati al computer centrale.

Visual Quality App

Un’applicazione che permette all’operatore di registrare manualmente su un disegno eventuali difetti presenti su un prodotto semilavorato i finito.

Artificial Intelligence

Un sistema di intelligenza artificiale che attraverso una telecamera in grado di riconoscere e scartare automaticamente pezzi difettosi. Il sistema è in grado di auto-apprendere e perfezionare continuamente la propria capacità di analisi.

Manufacturing Exectution System (MES)

E’ un sistema informatizzato che ha la principale funzione di gestire e controllare la funzione produttiva di un’azienda. La gestione coinvolge il dispaccio degli ordini, gli avanzamenti in quantità e tempo, il versamento a magazzino, nonché il collegamento diretto ai macchinari per dedurre informazioni utili ad integrare l’esecuzione della produzione come a produrre informazioni per il controllo della produzione stessa. SC-One possiede un flessibile sistema MES integrato.
Per maggiori informazioni: www.neosconsulting.it

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