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Evidenza

La fonderia guarda avanti: Assofond in assemblea venerdì 22 settembre

in Acciaio/Economia/Eventi/Evidenza by
Fonderia

Nel 2016, l’industria fusoria italiana (1055 le imprese attive – dato ISTAT 2014) ha prodotto 2,088 milioni di tonnellate di getti ferrosi e non ferrosi, in crescita del 2,8%. Positiva anche la variazione tendenziale dell’output fatta registrare tra gennaio e luglio di quest’anno.

«Negli ultimi mesi la produzione è tornata a far registrare volumi importanti – commenta Roberto Ariotti, presidente di Assofond, la Federazione Nazionale Fonderie -. Il messaggio che portiamo è sereno e ottimista. La domanda è interessante, una condizione che non si verificava da qualche anno, anche se permangono aree di debolezza in settori chiave, come l’oli & gas».

IL COMPARTO – Il 76% delle fonderie italiane è concentrato in 4 regioni: Lombardia (45%), Veneto (12%), Emilia-Romagna (10%), Piemonte (9%).

La provincia di Brescia è la prima in Italia per concentrazione di fonderie. Nel Bresciano sono attive 200 aziende che operano nel comparto dei metalli ferrosi e non ferrosi, che occupano circa 6.300 addetti diretti e producono 430.000 tonnellate di getti. La Lombardia è invece la prima regione italiana per concentrazione di fonderie: ne ospita 482.

L’ASSEMBLEA – Anche di questi numeri si discuterà durante l’assemblea generale del 2017 di Assofond, la Federazione Nazionale Fonderie che associa 280 imprese dell’industria fusoria italiana, che si terrà venerdì 22 settembre presso Fonderia di Torbole, a Torbole Casaglia (BS). Durante la giornata di lavori, intitolata “Orgoglio 4.0 La fonderia guarda avanti”, la fonderia sarà raccontata da chi vive l’azienda ogni giorno, per appassionare ed emozionare.

«Intendiamo testimoniare – anticipa il presidente Ariotti – otto diversi modi di fare impresa, attraverso il racconto di otto colleghi, che parleranno di sé stessi e della propria attività. Otto imprenditori che, pur con le loro diversità, sono accomunati da un elemento: sono tutti attivi in imprese sostenibili, che operano nel perimetro dell’economia circolare, che tanto stiamo sottolineando e promuovendo». Non a caso lo scorso anno i lavori si erano concentrati proprio sul tema dell’economia circolare, della quale le fonderie sono perfetto esempio, riutilizzando metalli ferrosi e non nel proprio ciclo produttivo. Durante l’assemblea 2017 ci si focalizzerà anche sulla trasmissione di una precisa identità di settore attraverso le parole degli stessi imprenditori.

In quest’ottica, la giornata sarà opportunità di concreto incontro tra attori della stessa filiera: presso Fonderia di Torbole, infatti, saranno presenti 40 stand espositivi di altrettante aziende provenienti da tutta Italia, clienti e fornitori del comparto fusorio.

IL PROGRAMMA

 

ore 9.00 – Inizio assemblea privata riservata alle fonderie associate Assofond

ore 10.30 – Inizio assemblea pubblica

Introduzione ai lavori

Relazione di Roberto Ariotti – presidente Assofond

Gli italiani sono un popolo di imprenditori?

Luca Paolazzi – direttore Centro Studi Confindustria

Storytelling con i fonditori per testimoniare, raccontare, appassionare ed emozionare

Marco Bigliardi – amministratore delegato Microfound srl

Marco Bruschi – ex titolare Bruschi spa

Gianluigi Casati – direttore generale Fonderia Casati spa

Roberto Dalla Bona – presidente e amministratore delegato Fonderie Guido Glisenti spa

Enrico Frigerio – consigliere delegato EF Group

Chiara Valduga – presidente Gruppo Cividale

Franco Vicentini – amministratore VDP Fonderia spa

Fabio Zanardi – presidente, consigliere e amministratore delegato Zanardi Fonderie spa

 

Intervento

Maurizio Landini – segretario nazionale Cgil

Modera Fiorenza Bonetti – direttore responsabile Siderweb

ore 13.00 – Light lunch

ore 15.00 – Visita dei reparti produttivi della Fonderia di Torbole (aperta agli organi di informazione)

ore 18.00 – Aperitivo

Confartigianato lancia Carrozzieri a regola d’arte

in Artigianato/Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Evidenza/Formazione/Personaggi by

Un percorso di formazione inedito dedicato ai carrozzieri. È quello che verrà presentato martedì 26 settembre alle ore 20,30, presso la sede di Confartigianato Brescia di via Orzinuovi, 28 e aperto a tutti gli addetti ai lavori della categoria interessati. Poi, già in calendario, dieci incontri e venti ore di lezioni teoriche al termine delle quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione. “Carrozziere a regola d’arte”, questo il titolo del percorso formativo, aperto a tutti i carrozzieri e gratuito per gli associati di Confartigianato, che prenderà il via con la prima lezione martedì 10 ottobre per concludersi martedì 23 gennaio 2018, pensato per offrire strumenti sempre più performanti per chi opera in una categoria in continua evoluzione.

Dalla gestione del sinistro, alle nuove normative in ambito ambientale, passando per la pianificazione degli investimenti, alla corretta gestione del magazzino, sino agli strumenti di marketing e sponsorizzare della propria attività. E poi approfondimenti specifici nella gestione del sinistro e nella cessione del credito, all’indennizzo diretto e alle procedure liquidative.

Per il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti: “La scuola di formazione Carrozzieri Confartigianato ha lo scopo di offrire un’ampia e corretta conoscenza delle materie al fine di acquisire gli elementi indispensabili per gestire al meglio il rapporto tra Carrozziere e cliente, l’assicurazione e il perito, nella fase cruciale del sinistro. Inoltre è ideato per massimizzare le potenzialità dell’impresa anche attraverso l’analisi di bilancio, individuando i corretti indici di economicità, oltre che a porsi nel modo corretto sul mercato, sfruttando le leve del marketing. Non è un corso prettamente teorico, ma studiato per essere altamente applicabile e calato nella realtà concreta delle carrozzerie di oggi e di domani”.

Per informazioni contattare l’area Categorie di Confartigianato Brescia ai numeri 030/3745.203-324 oppure visitare il sito www.confartigianato.bs.it per la compilazione della scheda d’iscrizione al corso. (fonte bsnews.it)

Lombardia, le rimesse degli immigrati valgono 1,2 miliardi

in Economia/Evidenza/Tendenze by
Rimesse degli immigrati

Ripartono le rimesse degli immigrati che vivono e lavorano in Lombardia nel 2016: crescono dell’1%, +11 milioni, toccando quasi gli 1,2 miliardi contro un dato che continua ad essere negativo in Italia (-3,4%). Sono circa mille euro a testa che ogni immigrato invia ogni anno nel Paese di provenienza.

Le rimesse lombarde pesano il 23% del totale italiano con Milano che è seconda  a livello nazionale con 587 milioni di euro, 11,6%, superata solo da Roma (13,2%). Tra le prime dieci province italiane anche Brescia (sesta con 151 milioni di euro, 3% nazionale e +3,9% in un anno – I DATI BRESCIANI COMPLETI DELLE RIMESSE SI POSSONO TROVARE SU BSNEWS.IT) e Bergamo (nona con 108 milioni di euro, +4,4%). E in anno crescono soprattutto le rimesse da Monza e Brianza e Lodi (+19% l’una) e Lecco (+14,2%). In rallentamento Milano e Varese (-2,9%) e Sondrio (-1,2%). Sono alcuni dei dati che emergono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro delle imprese, Istat e World Bank 2016 e 2015 e dati Banca d’Italia, 2012-2016.

Le rimesse a Milano. Sono state di 587 milioni di euro le rimesse degli immigrati dell’area metropolitana di Milano nel 2016, circa 18 milioni in meno rispetto al 2015, -2,9%, in linea con l’andamento nazionale. Un rallentamento costante negli ultimi anni, rispetto al 2012 le rimesse diminuiscono del 39,2%. Le Filippine con circa 88 milioni di euro (15% del totale) rimangono il primo Paese di destinazione anche se diminuiscono del 14,1%. Stabile al secondo posto il Perù con 77 milioni di rimesse, -3,5%, mentre crescono le rimesse verso lo Sri Lanka che diventa la terza destinazione con 55 milioni, +43,8%. Sembra esaurito ormai il fenomeno Cina che, da prima nel 2013 con quasi 220 milioni di rimesse, diventa settima nel 2016 con 25 milioni registrando un -41% tra 2015 e 2016. Dopo lo Sri Lanka, che è primo con 17 milioni di rimesse in più in un anno, crescono nel 2016 le rimesse soprattutto verso Bangladesh (+3 milioni), Ucraina e Pakistan (circa due milioni in più ciascuno). In controtendenza i Paesi in via di sviluppo con reddito basso e medio basso che vedono crescere del 3,9% le rimesse tra 2015 e 2016 sfiorando i 310 milioni di euro nel 2016. Nonostante il rallentamento generale, gli immigrati milanesi continuano comunque ad inviare nei Paesi di origine più degli immigrati del resto d’Italia, circa 1.300 euro a testa contro i circa 1.000 euro della media lombarda e italiana.

Dove vanno le rimesse lombarde. Soprattutto in Senegal le rimesse provenienti da Bergamo (18,1% delle rimesse totali dalla provincia) e Lecco (22,4%), in Pakistan da Brescia (13,9%) e Monza e Brianza (12%), in Romania da Como (8,9%), Lodi (20,8%), Pavia (17,7%) e Varese (9,9%), in India da Cremona (29,6%) e Mantova (23,5%), in Marocco da Sondrio (10,3%), nelle Filippine da Milano (15%).

Chi cresce in Lombardia. Nel 2016 aumentano soprattutto le rimesse verso lo Sri Lanka, circa 20 milioni di euro in più in un anno, Bangladesh, 9 milioni in più, e Pakistan, 6 milioni in più. Continuano a ridursi le rimesse cinesi, -35%, da 59 a 38 milioni in un anno (-39,8% l’anno prima).

Gli immigrati imprenditori. Crescono le imprese di stranieri in Lombardia: sono quasi 98 mila a inizio 2017, in crescita del 4,2% in un anno. A Milano sono oltre 45 mila, +6,3%, quasi 3 mila imprese in più. Delle imprese straniere oltre 78 mila in Lombardia e quasi 35 mila a Milano sono imprese individuali. Tra le comunità più attive a Milano egiziani, cinesi e marocchini. Poi i bengalesi, rumeni e albanesi. Con oltre mille imprese anche senegalesi e peruviani.

Residuo fiscale, Lombardia da Record: 54 miliardi alle altre regioni

in Economia/Evidenza/Tasse/Tendenze by
soldi

“La Lombardia e’ la regione che versa piu’ tasse allo Stato ricevendo, in cambio, meno trasferimenti in termini di spesa pubblica. In questi anni, infatti, il residuo fiscale della Lombardia ha raggiunto la cifra record di 54 miliardi (fonte: Eupolis Lombardia). Si tratta del valore in assoluto piu’ alto tra tutte le regioni italiane. Un’immensita’ anche a livello europeo se si pensa che due regioni tra le piu’ industrializzate d’Europa come la Catalogna e la Baviera hanno rispettivamente un residuo fiscale di 8 miliardi e 1,5 miliardi”. Lo scrive una nota pubblicata oggi dal sito Lombardiaspeciale.

RESIDUO FISCALE – “Con il termine residuo fiscale – spiega la Nota – s’intende la differenza tra quanto un territorio verso allo Stato sotto forma di imposte e quanto riceve sotto forma di spesa pubblica. Se il residuo fiscale abbia segno positivo, il territorio versa piu’ di quanto riceve; se c’e’ un residuo negativo il territorio riceve piu’ di quanto versa”.

I DATI PER REGIONE – “Dopo la Lombardia – appunta il teso – si colloca l’Emilia Romagna, con un residuo fiscale di 18.861 milioni di euro. Seguono Veneto (15.458 mln), Piemonte (8.606 mln), Toscana (5.422 mln), Lazio (3.775 mln), Marche (2.027 mln), Bolzano (1.100 mln), Liguria (610 mln), Friuli Venezia Giulia (526 mln), Valle d’Aosta (65 mln). In coda alla classifica: Umbria (-82 mln), Molise (-614 mln), Trento (-249 mln), Basilicata (-1.261 mln), Abruzzo (-1.301 mln), Sardegna (-5.262 mln), Campania (-5.705 mln), Calabria (-5.871 mln), Puglia (-6.419 mln) e Sicilia (-10.617 mln)”.

Camera di commercio, via alle domande per il premio alternanza

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Evidenza by

La Camera di Commercio di Brescia sostiene il Premio “Storie di alternanza”, iniziativa promossa da Unioncamere e delle Camere di Commercio italiane dedicata agli studenti degli Istituti scolastici di II grado. L’iniziativa premia a livello provinciale e nazionale i migliori video-racconti realizzati dagli studenti riguardanti le attività svolte in alternanza scuola-lavoro. Per partecipare è necessario iscriversi inviando la domanda a partire dal 1° settembre al 27 ottobre 2017. Per informazioni: Ufficio Competitività Imprese, tel.030.3725264- 298-346, e-mail: pni@bs.camcom.it. Regolamento e modulistica sul sito www.bs.camcom.it

Lombardia, Maroni: siamo a pari dei Lander tedeschi del Sud

in Economia/Evidenza/Export/Istituzioni/Partner/Regione/Tendenze by

“La Regione Lombardia e’ davvero speciale: siamo sul tetto d’Europa”. Lo scrive, sul suo account Twitter, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

AL PARI DEI LÄNDER TEDESCHI DEL SUD – Il presidente allega al tweet l’articolo, pubblicato su ‘Il Sole 24 Ore’ in edicola oggi, dal titolo ‘Export, tre regioni italiane salgono sul tetto
d’Europa – Lombardia, Emilia Romagna e Veneto al pari dei tedeschi’, in cui si evidenzia come, quanto a export, queste tre regioni competano alla pari con i Länder del Sud della Germania, che ne sono il motore dell’economia, tanto da posizionarsi accanto a questi nella classifica delle eccellenze europee nel commercio estero.

LOMBARDIA QUARTA IN CLASSIFICA, PRIMA ITALIANA PER VALORE – In particolare poi, circa la Lombardia, il quotidiano economico evidenzia come, con un valore di beni esportati pari a 112 miliardi di euro l’anno, la nostra regione e’ quarta in Europa ed e’ “sugli stessi livelli dell’intera Svezia, che, nel 2016, ha esportato beni per 118 miliardi di euro”. Ai primi tre posti le tre regioni tedesche: Baden-Wurttemberg, Baviera e Renania settentrionale-Westfalia.

Pmi e burocrazia della PA: si perdono fino a 5 giorni al mese

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Eleonora Rigotti/Evidenza/Personaggi by
Eleonora Rigotti, Cna Brescia

Il 41,3% delle pmi impiega fino a 3 giorni lavorativi al mese per portare a termine tutti gli adempimenti richiesti dalla pubblica amministrazione. Il 32,2% impegna fino a 5 giornate al mese. Il 62,4% degli imprenditori ritiene che la burocrazia sia tra i principali vincoli alla competitività. Proprio la burocrazia costa alle pmi 22 miliardi di euro l’anno.

«Non è pensabile che nel 2017 non sia possibile pagare online bolli e tariffe riferiti alle pratiche amministrative, o che le istanze non possano essere compilate per via esclusivamente telematica. Sono interventi che, già da soli, consentirebbero alle imprese di ridurre i costi della burocrazia» dichiara Eleonora Rigotti, presidente di CNA Brescia, facendo riferimento al sondaggio targato CNA “Le Pmi alle prese con la burocrazia”, proposto a un campione di 1035 imprese associate alla Confederazione, di cui l’80% con meno di 10 addetti. «Le imprese chiedono strumenti per gestire per via telematica la mole di richieste della pubblica amministrazione».

«La PA, nelle proprie diverse articolazioni, dovrebbe essere partner delle imprese, non puro controllore; soggetto facilitatore, non vessatore e pubblicatore di sentenze. Ancora non vediamo quella burocrazia semplice, efficiente e relazionale di cui gli imprenditori hanno bisogno – prosegue la presidente Rigotti -. Abbiamo rilevato segnali di miglioramento nell’ultimo triennio, ma auspichiamo più efficacia e convinzione nell’attuazione dell’ammodernamento che è stato avviato con la “Riforma Madia” ed i successivi decreti, anche grazie all’impegno e alle proposte che CNA ha raccolto a livello locale per portarle sul tavolo della trattativa nazionale».

Imprese del gioco d’azzardo, +22% a Brescia

in Economia/Evidenza/Tendenze/Terziario by
Gioco d'azzardo

Crescono le imprese del gioco in Lombardia: nel 2017 quelle specializzate, tra sedi ed unità locali, sono aumentate dell’8,2% passando da 1.121 a 1.213. Un po’ meno rispetto alla crescita nazionale dell’11%. Aumentano le attività di gestione di apparecchi a moneta o a gettone che consentono vincite in denaro che passano da 483 a 530 e rappresentano il 43,7% del settore e le altre attività connesse con le lotterie e le scommesse che passano da 451 a 497.

La Lombardia rappresenta un ottavo circa del totale italiano (11,6%). Milano è prima con 440 attività (+6,8%), Brescia seconda con 179 (+22,6%) e Bergamo terza con 135 (+12,5%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese negli anni 2017 e 2016 relativi alle sedi di impresa ed alle localizzazioni attive specializzate nel gioco (dichiarata quale attività esclusiva o principale).

In Italia sono 10.418 le attività legate al gioco. Un settore che cresce dell’11% in un anno e del 48,2% in cinque anni. Per numero complessivo di attività prima Napoli con 1.250 (12% sul peso totale italiano e 7,5% in più rispetto al 2016). Seguono Roma con 863 (+17,6%) e Milano con 440 (+6,8%). Tra le prime dieci province anche Bari, Salerno e Torino. In un anno crescono soprattutto Nuoro (+75%), Sassari (+50%) e Agrigento (+48%).

INNOVATION CLUB: Vino 4.0, nuovi contenuti grazie al digitale

in Alimentare/Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche by
Wine app

Negli ultimi anni il cliente dei prodotti vitivinicoli utilizza con grande frequenza il canale digitale per tracciare le conversazioni sui prodotti in ogni settore. Numerosi portali di comunicazione raccolgono recensioni degli utenti  facendo esplodere anche nel settore vino una modello molto simile a quanto fatto accadere al turismo ristorazione con Tripadvisor. 

Il sistema più importante è sicuramente Vivino che permette di scattare una foto all’etichetta del prodotto e di recuperare le recensioni alla cantina ed al prodotto specifico. Questa applicazione mobile è già stata scaricata da 23 milioni di utenti in tutto il mondo (2 Milioni in Italia) ed è in crescita esponenziale. Esistono altri 20 portali/applicazioni in tutto il mondo meno diffusi e anche in Italia sono nate piazze digitali per lo scambio di informazioni tra consumatori sul vino. Spesso queste informazioni percepite come “super partes” sono ritenute importanti tanto quanto i dati delle più prestigiose guide sul vino.Il cliente deve essere quindi coinvolto con esperienze emozionali più profonde ed memorabili perchè abbia più chiaro le peculiarità di un brand ed il consumatore deve essere ingaggiato con una conversazione non convenzionale e se possibile continuativa.

Abbiamo riassunto alcune practice digitali fondamentali utili per innovare i processi di vendita delle cantine vitivinicole:

Realizzare la propria cantina in 3D navigabile e accessibile

Utilizzando l’ambiente 3D è possibile effettuare delle visite evolute e permettere agli utenti di “incontrarsi” gestendo una presenza evoluta su Mobile App Web Social Smart TV, Oculus Rift . L’idea di permettere una visita alla cantina partendo da “un’informazione” sul packaging di una bottiglia può essere una prospettiva curiosa. Prendo in mano una bottiglia di vino e  posso in questo modo entrare nel mondo del produttore. La cantina digitale identifica e rappresenta la storie e le peculiarità della tecnica di produzione di ogni vino.

“Slow Digital Experience” per arricchire la visita in cantina 

L’esperienza diventa il vero elemento di differenziazione, anche quando si racconta una storia. All’interno della visita in cantina questo significa trasformare il problema in opportunità per diilatare gli istanti di attenzione e aumentare l’esperienza della visita in cantina. Ecco perché parliamo di “slow” digital experience: raggiungere e coinvolgere gli interlocutori quando e dove importa davvero. Prima, durante e dopo la visita.

Applicare il modello B2B2C per l’ingaggio del cliente nel canale HO.RE.CA

Per i produttori di vino è molto interessante dare valore al Canale HO.RE.CA  sempre più importante. Molto interessante può esssere portare avanti un modello B2B2C sul customer engagement cercando di veicolare iniziative per portare clienti ai propri partner HO.RE.CA. E’ possibile creare un’iniziativa digitale per realizzare una dinamica legata all’appuntamento (troviamoci insieme) o per promuovere eventi ed iniziative attraverso “digital coupon”.

Extended Packaging per informare il cliente in GDO

Un’applicazione che può rappresentare un punto di svolta nella relazione digitale tra consumatori e produttori è quella dall’extended packaging. La considerazione di partenza è che sull’etichetta sono riportate solo le informazioni obbligatorie per la normativa vigente più altre che costituiscono la comunicazione che il produttore tenta di veicolare al consumatore. Ma quest’ultimo è oggi molto esigente, informato e capace di costruire un proprio ventaglio di scelte non solo considerando il fattore prezzo, ma anche altri elementi di tipo nutrizionale, di stile di vita, culturale, abbinamenti ecc. A tale scopo possono essere utili le informazioni disponibili tramite un’applicazione mobile che mostra l’informazione corretta a partire da una foto dell’etichetta oppure veicolata in modalità automatica attraverso la comunicazione in prossimità.

Trasformare l’e-commerce in un abbonamento fidelizzando i migliori clienti

Una strategia vincente è quella di trasformare il proprio canale e-commerce in un sistema che può fornire per determinati clienti una selezione dei propri prodotti tramite abbonamento riuscendo così a costruire un rapporto continuativo e aumentare il livello di servizio e la qualità percepita del brand.

Iniziative di comunicazione diretta attraverso i Social Network 

Creare iniziative “instant win” chiedendo ad esempio una fotografia dell’utente con il prodotto vinicolo consumato in un’occasione conviviale (Compleanno, laurea, festività) permette da un lato di far crescere e convertire la propria fanbase Facebook sui Social Network e dall’altro i contenuti prodotti diventano elementi fondamentali per arricchirei propri canali social con informazioni qualificate e “calde” proprio perchè create dagli utenti.

Utilizzare l’Inbound Marketing per attrarre i clienti con lo Storytelling 

Il termine Inbound indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. La tecnologia digitale oggi permette di realizzare a costi contenuti dinamiche di comunicazione profilata. Quando si vuole creare una conversazione nel mondo digitale è necessario trasformare prodotti in servizi in storie da raccontare per aumentare la memorabilità dei propri contenuti. Il pensiero narrativo possiede una molteplicità di significati, ma questi necessitano di essere tradotti, affinché si possano costruire una o più forma di comunicazione che siano rielaborate dai soggetti secondo i termini della narrazione. Il discorso narrativo permette di rendere comprensibile, comunicabile e ricordabile il vissuto.

a cura di INNOVATION CLUB

Turismo, a Brescia le imprese sono 794

in Economia/Evidenza/Partner/Tendenze/Turismo by

L’anno 2017 a Milano può contare su 1.259 strutture ricettive attive sul territorio, circa una su tre in Lombardia, in crescita del 4,7% dal 2015 al 2016. La ricettività milanese offre 801 alberghi (+1,6%), 372 tra bed & breakfast e residence (+12,4%) e 25 imprese che si occupano di gestione di villaggi turistici e ostelli (+19%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese relativi al settore turistico alberghiero anni 2016 e 2015.

Settore turismo in Lombardia. Sono 4.065 le strutture ricettive attive in regione, una su dodici in Italia, in crescita del 6% in un anno. Crescono del +20,7% i bed & breakfast e residence. Il maggior numero di strutture alberghiere e turistiche è a Milano (1.259). Seguono Brescia con 794 imprese e Sondrio con 626. In un anno la crescita maggiore va a Sondrio (+15,3%), seguita da Varese, +9,3%. Lodi e Lecco crescono del +8%, Cremona e Monza del +6%.

PER I DATI COMPLETI SULLE IMPRESE SUL TURISMO A BRESCIA E IN ITALIA SI RIMANDA A BSNEWS.IT

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