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Evidenza

Crac Medeghini, il pm chiede 34 anni di carcere

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Evidenza/Guardia di Finanza/Indagini Inchieste Processi by
Medeghini

E’ di 34 anni di carcere complessivi la richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Brescia per gli imputati del processo per il fallimento del gruppo caseario bresciano Medeghini, avvenuto nel 2009. Un buco che – secondo la pubblica accusa – non sarebbe stato compiuto nel corretto esercizio delle funzioni amministrative dell’azienda. Da qui la richiesta di 10 anni di carcere per  Arturo e Giovanni Medeghini, di otto per Severino Medeghini e di tre anni per il braccio destro Mauro Mor. Sul banco degli imputati anche alcini sindaci e revisori che hanno collaborato con l’azienda (la richiesta è di otto mesi). Il processo è stato aggiornato al 2 maggio: salvo intoppi la sentenza sarà il 12 maggio.

La Medeghni dava lavoro a circa 500 dipendenti e fatturava 450 milioni di euro. Le società del gruppo sono state dichiarate fallite dal tribunale di Brescia tra il 2010 e il 2013, dopo un bilancio in rosso del 2009 da 106 milioni di euro. L’accusa è bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale.

Commercio, dalla Regione 7,5 milioni per sostenere 19 progetti

in Bandi/Commercio/Economia/Evidenza/Istituzioni/Regione by
parolini

“Una risposta coraggiosa, corale e senza precedenti da parte di 19 Comuni lombardi, che insieme alle associazioni delle imprese, alle Camere di Commercio e agli altri partner locali hanno colto nel nostro bando un’opportunità per rilanciare i propri centri urbani e combattere la desertificazione commerciale”. Così Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, presentando oggi insieme ai Comuni lombardi (Bergamo, Romano di Lombardia, Treviglio, Seriate, Brescia, Chiari, Crema, Cremona, Lecco, Lissone, Monza, Cinisello Balsamo, Pioltello, Mantova, Vigevano, Busto Arsizio, Saronno, Tradate, Varese) beneficiari del bando STO@ 2020 – “Successful Shops in Towncenters Through Traders, Owners & Arts Alliance, iniziative di innovazione a sostegno e rilancio delle attività del commercio e dell’artigianato di servizi in aree urbane attraverso il recupero di spazi sfitti”.

INVESTIMENTI PER 7,5 MILIONI – “Attraverso questa iniziativa – ha spiegato Parolini – sono nati 19 progetti di rilancio innovativi e molto strutturati, per un investimento complessivo di 7,5 milioni di euro. Tutti puntano sull’aggregazione e la corresponsabilità e hanno l’obiettivo ben chiaro di rendere più vive le vie commerciali di queste città con eventi ed iniziative speciali, più belle e attrattive per gli interventi sull’arredo urbano e, soprattutto, più interessanti dal punto di vista imprenditoriale grazie alle attività sui negozi sfitti, gli incentivi per riaprire le saracinesche chiuse e i servizi vantaggiosi che i Comuni mettono a disposizione”.

CENTRI COMMERCIALI NATURALI – “Abbiamo voluto chiamare questa misura ‘Stoà’ – ha spiegato Parolini – proprio per evocare quello che nel mondo greco e romano era il portico colonnato che contornava la piazza, l’Agorà dove si concentravano tutte le attività sociali ed economiche. Quei portici rappresentano ancora oggi, nei centri delle nostre paesi e nelle città, un centro commerciale naturale all’aria aperta, una unicità tradizionale che merita di essere ripensata, rilanciata e valorizzata attraverso azioni moderne ed innovative, che tengano conto dei profondi cambiamenti economici che negli ultimi anni hanno portato alla chiusura di molti negozi”.

IMPEGNO REGIONE PER COMMERCIO – “Quella presentata stamane – ha concluso Parolini – è solo l’ultima misura inserita in un ampio contesto di iniziative e di incentivi economici che l’assessorato allo Sviluppo economico ha messo in campo per il settore del commercio sul fronte della lotta alla contraffazione, all’abusivismo e alla desertificazione commerciale, per il sostegno di interventi specifici di riqualificazione degli esercizi commerciali e per la sicurezza dei negozi, oltre che per la valorizzazione delle attività storiche e di quei negozi e reti di attività commerciali che si sono distinti per la capacità di generare attrattività con iniziative di marketing e strategie di vendita innovative”.

I PROGETTI DI BRESCIA E CHIARI

SCHEDA BANDO

OBIETTIVI – Contrasto indebolimento e desertificazione attività commerciali e di servizi nelle aree urbane.

RISORSE DESTINATE AI COMUNI – Euro 2.098.000 per finanziare progetti per un importo complessivo di 7.489.855 euro.

DESTINATARI – Il contributo regionale è destinato a sostenere, tramite il Comune Capofila,

Micro e PMI del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi e loro aggregazioni che si collochino in spazi sfitti, anche per attività temporanee, o che svolgano servizi di riqualificazione, promozione e incoming per mantenere e portare nuovi operatori ed attività. Il progetto in via sperimentale si è sviluppato nell’area dei Distretti Urbani del Commercio (DUC) riconosciuti dalla Regione Lombardia sul territorio regionale.

COMUNI AMMESSI SUDDIVISI PER PROVINCIA – BERGAMO: Bergamo, Romano di Lombardia, Treviglio, Seriate; BRESCIA: Brescia, Chiari; CREMONA: Cremona, Crema; LECCO: Lecco; MONZA E BRIANZA: Monza, Lissone; MILANO: Cinisello Balsamo, Pioltello; MANTOVA: Mantova; Pavia: Vigevano; VARESE: Varese Busto Arsizio, Saronno, Tradate.

 

Banca Valsabbina, giovedì 30 a Gavardo il Comitato chiama a raccolta i soci

in Banche/Economia/Evidenza/Valsabbina by
valsabbina

Il Comitato Soci Valsabbina chiama a raccolta i propri sostenitori per fare il punto delle iniziative avviate e programmare la partecipazione alla prossima assemblea della banca. L’appuntamento è per giovedì 30 marzo, dalle 20.30, all’auditorium di via Quarena 8 a Gavardo. La stessa sede dell’affollata assemblea del debutto dello scorso dicembre.

“L’obiettivo”, afferma uno dei fondatori del comitato, l’avvocato Giorgio Paris, “è presentare una lista di candidati alternativi alle proposte del Consiglio di amministrazione in carica. Con l’approvazione del bilancio 2016, infatti, l’Assemblea dovrà procedere alla nomina di tre nuovi consiglieri, in sostituzione di quelli scadenza. Da anni la Banca procede, con una previsione statutaria molto anomala, alla sostituzione solo parziale dei consiglieri riconfermando gli uscenti o decidendo in modo autoreferenziale la loro sostituzione”.

Il Comitato, dunque, ritiene opportuno presentare propri candidati per “dare voce a una diversa visione strategica degli sviluppi della banca” e per “formulare le proprie proposte nell’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio e rinnovo parziale delle cariche”. Una decisione che “fa seguito alle diverse richiesta di convocazione di un’assemblea programmatica, a cui il Consiglio ha risposto con il silenzio”.

Il tutto in un contesto in cui – sottolinea un altro esponente del comitato, Aurelio Bizioli – “per i soci è difficile esercitare i diritti di partecipazione alla vita della banca, perché siamo di fronte a norme statutarie e regolamentari particolarmente restrittive per i soci e ricolme invece di agevolazioni e privilegi per i candidati espressi dal Consiglio”. “Non possiamo di fatto nemmeno disporre dell’elenco completo dei soci”, prosegue Bizioli, evidenziando che il Comitato ha scritto al Cda e agli altri organi di controllo e vigilanza della Banca, chiedendo che vengano eliminati gli ostacoli all’esercizio dei diritti dei soci, che i consiglieri uscenti rinuncino ai privilegi finalizzati a semplificare la loro rielezione e – aspetto significativo e rilevante – che nell’ordine del giorno della prossima assemblea vengano inserite tre punti relativi al futuro:  l’analisi della situazione attuale e prospettica della quotazione azionaria; le proposte di modifiche statutarie per rafforzare la partecipazione alla governance societaria; le ipotesi di sviluppo della Banca a fronte dell’evoluzione, sia legislativa che operativa, del settore”.

Su quest’ultimo punto, in particolare, non poche perplessità ha destato nel Comitato – così si legge in una nota – “la notizia di stampa (che trova riscontro nei documenti ufficiali accessibili ai soci) che la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, acquistando ad un euro la Cassa di risparmio di Ferrara, diventerà il primo azionista di Valsabbina. Infatti Carife, al termine dello scambio azionario avvenuto nel 2011, detiene circa 550 mila azioni di Valsabbina, pari all’1,44% del capitale sociale. Una quota che per legge non può invece superare l’1% ed il cui acquisto, salvo prova contraria, è stato finanziato dalla stessa Valsabbina”.

Brexit: cosa ci aspetta? Il 24 in sala Beretta seminario dei Giovani AIB

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Eventi/Evidenza/Export/Formazione by
brexit

Quali problemi dovranno affrontare cittadini e aziende alle prese nei prossimi anni con la Brexit? Come funzionerà e quanto tempo richiederà il processo di separazione del Regno Unito dall’Unione Europea?

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Associazione Industriale Bresciana organizza venerdì 24 marzo alle ore 17.00 in sala Beretta (via Cefalonia, 62 – Brescia) il seminario “Brexit: cosa ci aspetta?”. Docenti universitari insieme a professionisti che vivono e lavorano nel Regno Unito cercheranno di dare risposte concrete ai molti interrogativi sollevati da questa storica decisione.

“A nove mesi dal referendum, il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione sta entrando nel vivo. Vogliamo prima di tutto capire le conseguenze di questa scelta in termini istituzionali ed economici per la Ue e per le sorti del processo di integrazione. Ci confronteremo quindi sugli effetti di Brexit a lungo termine, quali ad esempio l’eventuale reintroduzione di dazi o l’effettiva possibilità di concludere un nuovo accordo di libero scambio. Cosa succederà poi ai cittadini europei residenti nel Regno Unito e a quelli britannici residenti in Ue? Infine c’è il capitolo delle società finanziarie e bancarie e delle opportunità per il nostro paese, penso ad esempio al possibile spostamento delle grandi banche della City verso altre piazze del Vecchio Continente, Milano compresa”, spiega il presidente del Gruppo Giovani AIB, Alberto Faganelli.

Moderati da Massimo Tedeschi (Corriere della Sera), su questi temi e interrogativi si confronteranno Carlo Altomonte (docente di Politica Economica Europea – Sda Bocconi), Domenico Fracchiolla (docente di Sociologia delle relazioni internazionali – Luiss Guido Carli) e, in collegamento da Londra, Alessandro Belluzzo (partner Studio Belluzzo) con Roberto Rossi (senior HR Business Partner Emea e HR Manager non Uk Morgan Stanley).

 

Le Acli contro il governo: un errore la totale abolizione dei voucher

in Economia/Evidenza/Lavoro/Sindacati by
Il presidente delle Acli, il bresciano Roberto Rossini

Con una lunga nota le Acli bresciane criticano l’abolizione totale dei voucher. Ne riportiamo il testo integrale:

Le Acli provinciali di Brescia, in piena sintonia con la posizione espressa dalle Acli nazionali, ritengono che la decisione di abolire i buoni lavoro sotto la spinta del referendum sia un grave errore, che elimina una forma, seppur blanda, di regolazione del lavoro.

Come Acli bresciane saremmo stati favorevoli a importanti modifiche che avrebbero riportato lo strumento in linea con gli obiettivi per i quali fu introdotto, ossia far emergere una quota di lavoro nero e fornire alcune tutele ai lavoratori più deboli. Nei giorni scorsi avevamo presentato ad alcuni parlamentari bresciani una proposta di emendamento che contemplasse, oltre al divieto di utilizzo da parte delle imprese – che in molti casi avevano abusato dello strumento – anche la possibilità di impiego da parte del terzo settore, ovvero di enti e associazioni senza scopo di lucro e associazioni di volontariato.

L’intento era quello di avere a disposizione uno strumento che consentisse una forma, legale, di retribuzione per particolari categorie di lavoratori e/o disoccupati in condizioni di grave difficoltà, deboli e marginali, a fronte di piccole e occasionali opportunità lavorative, all’interno di progetti ben definiti.

Sul territorio bresciano, nel corso di questi anni di crisi economica, è andata intensificandosi – da parte di una rete di associazioni, parrocchie, enti locali – un’azione volta a raccogliere fondi per aiutare persone in difficoltà, tramite l’elargizione di pacchi viveri o il pagamento di parte di affitti e utenze domestiche. A queste prime misure “tampone” è stato poi fatto seguire un ulteriore step che andasse oltre il contributo economico come semplice forma di “carità”, per trasformarlo in “compenso” che ridesse anche “dignità”. Piccole e occasionali prestazioni lavorative rivolte a persone in difficoltà lavorativa e familiare, spesso ricavate all’interno delle associazioni stesse, magari in sostituzione di attività prima svolte da volontari, venivano retribuite, appunto, con lo strumento del voucher lavoro. Un’azione questa che ha trovato espressione nell’operato di tanti circoli Acli e nell’esperienza di “Dignità e Lavoro”.

Questa esperienza è stata ora minata da una scelta che invece di produrre norme più rigorose che evitassero gli abusi, ha cancellato ogni opportunità di integrazione del reddito. Una scelta che non produce diritti aggiuntivi – nessuno di coloro che venivano pagati con voucher verrà assunto a tempo indeterminato – ma li toglie, allargando ulteriormente l’area del disagio e mettendo le famiglie nelle condizioni di pagare in nero i lavori saltuari di stiro, pulizia, piccole manutenzione di casa.

In pieno assenso con le parole del nostro presidente nazionale Roberto Rossini siamo quindi convinti – e lo chiediamo con forza ai parlamentari bresciani – che “toccherà alla politica stessa riprendere questa materia per poter disciplinare alcune situazioni lavorative che esistono e vanno normate”.

Cna Brescia contraria all’abolizione dei voucher

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Evidenza/Lavoro by
Eleonora Rigotti, Cna

«Non è sbagliato lo strumento dei voucher, bensì l’utilizzo che se ne è fatto, anche nel comparto artigiano». Lo dichiara Eleonora Rigotti, presidente di Cna Brescia. Per questo pure l’articolazione bresciana dell’associazione, così come il suo livello nazionale, è totalmente contraria all’abolizione dei voucher ufficializzata oggi dal Consiglio del ministri.

Si tratta di una scelta che, secondo Cna, «alimenterà il lavoro sommerso e danneggerà sia i lavoratori che gli imprenditori», che non avranno strumenti per garantire nei momenti di picco di attività tutele contrattuali e previdenziali agli addetti.

San Giuseppe, il 22 marzo a Ome la messa degli artigiani bresciani

in Artigianato/Associazioni di categoria/Confartigianato/Cultura/Economia/Evidenza by
san-giuseppe2

Verrà celebrata presso la Chiesa San Filippo a Ome mercoledì 22 marzo alle ore 10.30 l’annuale festa in occasione di San Giuseppe, il santo protettore degli artigiani, organizzata dal Gruppo Anap, l’associazione nazionale artigiani e pensionati di Confartigianato Brescia. Quest’anno, oltre alla presenza del presidente Anap Brescia Luigi Venturini e del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, l’invito è stato esteso anche al presidente nazionale Anap Giampaolo Palazzi, al segretario nazionale Anpa Fabio Menicacci e al Vicepresidente del gruppo ANAP Nazionale Giovanni Mazzoleni. Al termine della funzione religiosa l’incontro proseguirà presso il Ristorante “I Due Angeli” via Pianello, 19 sempre a Ome. Per informazioni contattare la responsabile dell’ufficio Anap di Confartigianato Brescia Tiziana Pesci 030/3745289 oppure il presidente Anap Brescia Luigi Venturini 335/6371230. Durante il momento conviviale si farà il punto anche sulle tante attività che saranno portate avanti anche quest’anno dall’Anap di Brescia fondata nel 1990: oltre al patrono degli artigiani S. Giuseppe, alla “Festa del Socio” a settembre, alle visite guidate, passando per gli incontri contro le truffe e sulla prevenzione all’Alzheimer, ma l’occasione più importante sarà la festa regionale dell’Anap che per la prima volta, nel prossimo maggio, si terrà proprio a Brescia. Anziani e pensionati artigiani di Confartigianato, dunque, sempre più attivi e presenti anche sul territorio, perché se “l’artigiano non chiude mai bottega”, di certo, non lo è neppure il pensionato.

La tutela dei dati personali, opportunità di crescita per le aziende

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Evidenza/Formazione by
ferrante

«La tutela della privacy è un valore, non un semplice adempimento burocratico». A dirsi convinto di questo è l’Avvocato Marco Ferrante, esperto di trattamento dei dati personali nelle aziende, intervenuto oggi nel corso del seminario sul tema promosso da Apindustria Brescia. «Il nuovo regolamento del Parlamento europeo in materia approvato lo scorso anno rappresenta una grande novità – ha spiegato Ferrante -: per la prima volta ci sono norme valide e uguali per tutti in ambito europeo, alle quali bisognerà adeguarsi entro fine maggio 2018». Tale regolamento, più che come un obbligo, è però da vivere come una grande opportunità: «gestire i dati personali in modo appropriato migliora l’efficienza aziendale – ha sottolineato Ferrante – e in un contesto come quello attuale può essere anche un modo per migliorare la propria immagine nei confronti dei clienti». Come evidenziato dallo stesso Garante per la protezione dei dati personali, la corretta adozione degli adempimenti normativi contribuisce a rendere più efficiente l’organizzazione dell’impresa e a ridurre sensibilmente i potenziali rischi a cui la stessa si espone sul mercato. Nel seminario di oggi sono state illustrate le principali novità previste dal Regolamento europeo e sono stati approfonditi questioni quali la nuova figura del data Protection Officer, la Privacy by design e default, la valutazione d’impatto privacy, i registri del trattamento e le notifiche del data breach. «C’è il rischio che tali e nuovi adempimenti vengano vissuti come meri e ulteriori obblighi burocratici – ha ribadito Ferrante – ma non è così: la tutela adeguata dei dati può e deve diventare un punto di forza per le aziende». Concetto, questo, sottolineato anche dal presidente di Unimatica Confapi Brescia Giacomo Verzeletti nell’intervento introduttivo.

 

 

 

Dimissioni on line, in un anno 3mila domande alla Cgil

in Cgil/Economia/Evidenza/Lavoro/Sindacati by
Dimissioni online

Una situazione di estrema flessibilità del mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda i lavori precari e a scarsa specializzazione. È questo il dato rilevante che emerge a un anno dall’istituzione nella sede centrale della Camera del Lavoro dell’Ufficio dimissioni telematiche di servizio ai lavoratori e alle lavoratrici che ne hanno bisogno. A seguito delle riforme introdotte con il “Jobs Act”, a partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono infatti essere effettuate tramite un’apposita procedura telematica, una novità nata con l’obiettivo di contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco.

In un anno di attività le dimissioni gestite dall’ufficio Cgil di Brescia (senza considerare, quindi, le domande raccolte dalla diverse categorie nelle sedi territoriali della provincia) sono state 3.060, di cui il 10% circa per giusta causa, possibilità che i lavoratori e le lavoratrici hanno in caso di mancata retribuzione da parte del datore di lavoro e che permette loro di poter accedere al sussidio di disoccupazione (Naspi). Il 90% dei lavoratori e delle lavoratrici che si sono rivolto alla Cgil ha invece presentato le dimissioni perché ha trovato un altro lavoro.

In generale – secondo quanto osservato dall’Ufficio Cgil – permane una situazione di estrema precarietà: si cambia, ma il contesto di riconoscimenti professionali molto bassi e contratti a tempo determinato e poco retribuiti resta comunque una costante da un lavoro all’altro. Delle 3.060 dimissioni effettuate in un anno, circa il 45% riguardano donne, mentre il 40% riguarda lavoratori e lavoratrici stranieri. «In questo caso – sottolinea l’Ufficio Cgil – emerge in modo chiaro che molti di questi lavoratori presentano le dimissioni a seguito di pressioni da parte del datore di lavoro». I settori più interessati dal fenomeno delle dimissioni telematiche sono il commercio e metalmeccanico (soprattutto artigianato).

Ambiente, giovedì un seminario sul Mud in Camera di commercio

in Ambiente/Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Evidenza by
camera-commercio1

La Camera di Commercio organizza per giovedì 6 aprile 2017, dalle ore 9.30 alle ore 17.30, l’incontro “Mud 2017 – Soggetti obbligati e modalità di comunicazione dei dati ambientali 2016”, al fine di al fine di fornire le indicazioni e le istruzioni per una corretta compilazione e presentazione della comunicazione annuale dei dati ambientali.

L’incontro è articolato in due diverse sessioni: una mattutina riservata ai Comuni e una pomeridiana riservata a imprese, professionisti, enti pubblici ed associazioni di categoria,

Le iscrizioni possono essere effettuate inviando la scheda compilata disponibile sul sito www.bs.camcom.it all’indirizzo di posta pni@bs.camcom.it entro il 31 Marzo 2017. Si accettano adesioni sino a esaurimento posti in sala.

Per informazioni: Segreteria organizzativa tel.030.3725298 / 264 e mail pni@bs.camcom.it

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