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Cultura

Fotografia industriale: quel ramo dell’arte visiva che sorprende

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Azienda, foto generica da Pixabay

La fotografia è un comparto articolato, complesso, che si compone di svariati aspetti e tipologie; dalla fotografia di moda, alla fotografia artistica, fino a spaziare in innumerevoli ramificazioni di una stessa attività. Ramificazioni delle quali fa parte anche la fotografia industriale. Una realtà forse poco conosciuta ma che ci regala immagini di alto profilo che reinterpretano luoghi e ambienti diversamente e erroneamente pensati impersonali e scontati.

Talento, esperienza e arte nell’industria

Fotografia industriale è il termine che fa riferimento a a uno specifico comparto della fotografia pubblicitaria, che crea i propri documenti fotografici scegliendo come soggetti edifici, aziende, palazzi, grattacieli, e strutture architettoniche di vario tipo; il risultato è decretato dal grado di esperienza di chi realizza, nell’ambito di questo lavoro, immagini complesse nella loro immediatezza, che richiedono un grande studio di inquadrature, luci, e colori; pur dando un effetto finale di semplicità lineare.

Conoscere attraverso le foto industriali

La fotografia industriale ha come scopo primario quello di valorizzare luoghi caratterizzati da un mood geometrico e asettico, amplificando il valore della prospettiva, e lavorando su una ricerca di soluzioni creative assolutamente uniche; una ricerca che scalda e enfatizza foto che diversamente sarebbero fredde ed impersonali. Un servizio specifico di fotografia industriale può mostrare l’efficacia di un processo produttivo di alto livello, e le performance di ambienti dedicati all’installazione di luoghi lavorativi;  il fotografo industriale e senza dubbio anch’esso un artista, un creativo, che attraverso un processo professionale trasforma le semplici immagini di strutture, case e fabbriche in opere d’arte.

 Il soffio dell’arte nell’architettura civile

Foto che trattano di spazi civili, commerciali, industriali, immagini realizzate da un fotografo industriale che rispecchiano il nostro tempo, e che  ci propongono interni di aziende, industrie, ecc. ecc. luoghi che sono preclusi ai non addetti ai lavori, quindi l’artista diventa anche un promotore di un’informazione visiva industrializzata. ma non per questo meno artistica.  Un progetto sviluppatosi intorno a sé stesso che ha fatto di ogni singola foto una minuziosa descrizione di un mondo a sé. Opere d’arte che vanno controcorrente e animano di unicità luoghi che diversamente sarebbero gli statici testimoni del nostro tempo.

Fotografie industriali: la poesia civile dei muri e degli spazi

La fotografia industriale potrebbe essere scambiata per una mera produttrice di foto fredde e descrittive, chiuse nel recinto di una visione stereotipata delle immagini prodotte a scopo pubblicitario e aziendale. Invece abbiamo molti esempi di fotografia industriale permeata di passione e ricerca del cuore dei luoghi fissati in immagini che diventeranno senza tempo; piccoli frammenti di vita che si infrangono contro l’inesorabile scorrere dei giorni…degli anni, ma che lasciano immutato lo stupore di fronte a tanta bellezza intrinseca. Una foto di un palazzo può emozionare, può colpire e restare indelebile come la foto di un’icona cinematografica o quella del sorriso di nostro figlio in egual misura, dipende da chi ne possiede la paternità.

Movida e shopping, nel Bresciano le imprese sono 17mila

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Movida, foto generica da Pixabay

Sono 120 mila le imprese che nel 2019 in Lombardia sono legate al settore della movida, tra shopping, ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, musica ed eventi su 933 mila attive in Italia, stabili in un anno secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018 e 2019. Danno lavoro a 559 mila addetti (+4% in un anno e +16% in cinque) su circa 3 milioni occupati nel settore in Italia (+3% e +11%) e generano un business da 42 miliardi su 150 a livello nazionale. Oltre 42 mila imprese hanno sede a Milano, quasi 17 mila a Brescia, circa 13 mila a Bergamo e 9 mila a Varese, 8.400 a Monza e Brianza, circa 6.500 a Pavia e Como. Crescono a Milano (+0,4% in un anno e +5,6% in cinque). Un settore femminile in cui le donne pesano oltre un terzo delle imprese, giovane e etnico con imprese giovani e straniere a quota circa 10%.

Milano prima in Italia per giro di affari e addetti del settore. Con business da 31 miliardi di euro su circa 150 miliardi nazionali, Milano è prima in Italia per ricavi, seguita da Roma (27 miliardi), Napoli (oltre 6 miliardi), Padova e Torino (circa 4 miliardi l’uno). Il primato di Milano si estende anche agli addetti, con 288 mila (+5% in un anno e +23% in cinque anni) su circa 3 milioni nel settore nel Paese, davanti a Roma (253 mila) e Napoli (133 mila). È terza invece per numero di imprese, 42 mila su 933 mila in Italia, dietro Roma, con 81 mila, e Napoli, con 61 mila.

Milano città. Sono 26 mila le imprese nei settori della movida, +1,2% in un anno, +13% in dieci anni, dalle 23 mila imprese del 2009. La maggior crescita dopo Expo, con +2,6% nel 2016 rispetto al 2015. Traina il settore di intrattenimento, divertimento e sport, con 1211 imprese, +38% in dieci anni, la ristorazione con 11 mila imprese +35%, cinema e musica con 1206 imprese +16%, viaggi con 820 imprese +12%, stabile il commercio costante a 12 mila imprese in dieci anni.

In Italia ci sono 933 mila imprese legate alla movida. Ai primi posti Roma con 81 mila (erano 80 mila un anno fa, +1% in un anno e + 7% in cinque), Napoli con quasi 61 mila, Milano con oltre 42 mila, Torino (31 mila), Bari (24 mila), Salerno (23 mila).

Tra i settori più numerosi: commercio (a Milano 18 mila imprese, 53 mila in Lombardia e 472 mila in Italia), bar e ristoranti (18 mila a Milano, 51 mila in Lombardia e 336 mila in Italia), attività di intrattenimento specializzate (2 mila a Milano, 6 mila in Lombardia, 44 mila in Italia). Poi ci sono le imprese legate a cinema e musica, 1429 a Milano, 2093 in Lombardia e 11 mila in Italia.

Zoomafia, la criminologia al servizio degli amici a 4 zampe

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La zoomafia, termine coniato per indicare tutte quelle azioni economico-criminali che coinvolgono gli animali, è una piaga crescente nella nostra società, come dimostra il rapporto 2019 realizzato da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio LAV.

Nel 2018 i reati contro gli animali sono stati 8300 con 4.977 indagati. L’aumento è del 2,69%, sebbene ci sia stata una diminuzione del 2,80% dei denunciati. La crescita dei crimini contro gli animali è un dato importante al fine di sensibilizzare le procure ad aumentare il controllo su questo tipo di reati, per i quali è necessario laurearsi in criminologia e poi specializzarsi negli ambiti che riguardano proprio i diritti degli animali.

Il master in criminologia frequentabile online grazie a Unicusano offre ad esempio la possibilità di conoscere nel dettaglio le procedure per la prevenzione ed il controllo di crimini relativi alla sicurezza urbana, nella quale rientra sicuramente un’educazione alla tutela degli animali. La formula di studio e preparazione a distanza consente a chiunque di intraprendere il percorso accademico senza doversi spostare nei grandi centri universitari per completare il proprio percorso di studio.

I Dati

A causa del fenomeno della zoomafia in Italia ogni 55 minuti si apre un fascicolo giudiziario per reati che coinvolgono animali, raggiungendo così il numero considerevole di 26 reati al giorno.
I dati raccolti nel rapporto annuale riguardano 113 procure ordinarie e 25 procure dei tribunali dei minori. I minorenni sono in crescita tra gli indagati facendo registrare un picco d’aumento del 121% dei procedimenti e un + 54% degli indagati.
Da sottolineare anche che ben 4.600 provvedimenti rimangono verso ignoti e solo il 30% dei processi che vanno avanti arrivano a sentenza. Tra gli indagati, solo il 15% conclude la condanna e gli autori di questi gesti criminali vengono puniti solo in minima parte. La città più aggressiva d’Italia è Brescia, che si colloca al al primo posto con 486 reati denunciati. Seguono a distanza Udine con 209 procedimenti, Napoli con 197 denunce e Milano con 173 casi. Bisognerebbe intervenire sul territorio per sensibilizzare le persone e per fornire una maggiore assistenza al fine di scongiurare episodi evitabili grazie alla presenza di ufficiali preposti.

I reati più diffusi

Il maltrattamento degli animali è il reato più diffuso, con il 32.85% degli indagati. Segue l’uccisione senza necessità con il 31% ed infine l’abbandono o la custodia in luoghi non idonei con il 15,51%. Solo il 23% dei reati denunciati riguarda la pratica venatoria e seguono poi con percentuali minori, dovute anche ad una minore denuncia, l’organizzazione di corse di cavalli clandestine, i combattimenti tra animali e l’uccisione di animali altrui.

L’obiettivo del report annuale sulla Zoomafia è quella di diffondere tra i cittadini e gli organi di stato una maggiore consapevolezza su questi fenomeni illegali al fine di favorire la progettazione di interventi sempre più mirati a contrasto di questi reati. Non bisogna dimenticare infatti che dietro queste pratiche ci sono molto spesso organizzazioni criminali che potrebbero fomentare un radicamento di questi fenomeni contro gli animali.

 

Moda, Lombardia leader in Italia: nel Bresciano dominano i filati

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La Lombardia e’ protagonista della moda italiana trainata da Milano che continua a macinare numeri record. Milano esporta infatti 7,2 miliardi di euro, un settimo circa del totale nazionale. Seguono Firenze (11,1% del totale) e Vicenza (8,4%). Vengono poi Treviso, Prato, Reggio Emilia, Bologna, Verona, Biella, Como, Piacenza e Bergamo. Le crescite maggiori in un anno a Piacenza (+33,4%), Milano (+9,8%) e Venezia (+8,4%).

A questo tema e’ dedicato l’approfondimento settimanale di #LombardiaSpeciale. I dati, emersi dalla rilevazione ‘La moda italiana nel mondo – Italian fashion in the world’, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano su dati Istat evidenziano anche una Lombardia altamente performante in questo settore con 13,7 miliardi di export,+5,5%, piu’ di un quarto del totale italiano.

“Questi numeri e dati – ha commentato l’assessore regionale alla Moda, Turismo e Marketing territoriale, Lara Magoni – confermano quanto sia importante per la Lombardia la moda e quanto possa essere volano strategico non solo per l’economia locale ma anche come traino a livello nazionale.” “Regione Lombardia – ha aggiunto – crede fermamente in un settore nevralgico del Made in Italy e proprio in questi termini si configura la nostra mission: l’obiettivo e’ fondere sapientemente la genialita’ del nostro ‘saper fare’, la cura della tradizione e delle eccellenze locali, con la costante ricerca per proporre sul mercato prodotti competitivi e tecnologicamente innovativi”.

Oltre a Milano, leader in Italia, tra i primi 20 posti ci sono anche Como 10?, Bergamo 12?, Varese 14? e Mantova 18?. In forte crescita Pavia (+48,1%) e Lodi (+41,5%). La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento per 4,8 miliardi (+4,7%), borse e pelletteria per 2,3 miliardi (+14,9%). Tra le province, oltre a Milano, medaglia d’oro per articoli di abbigliamento, per biancheria per la casa, tappeti, passamanerie e pellicce, si distinguono Mantova prima per maglieria, Como seconda per tessuti, Bergamo e Brescia quarta e quinta per filati, Bergamo seconda per biancheria per la casa, tappeti e passamanerie.

Le tre maggiori destinazioni estere per la moda italiana sono: Francia (10,4% del totale), Svizzera (9,9%, +18,7%) che supera la Germania (8,9%, stabile). E se la Francia e’ il principale partner per articoli di abbigliamento, maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania e’ prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni, lo Sri Lanka per pizzi e merletti. Le crescite maggiori in Cina e Corea del Sud, rispettivamente +17,8% e +13,3%. (LNews)

Export di prodotti lombardi legati al turismo, è boom nel 2019

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Cresce l’export di prodotti legati al turismo dalla Lombardia nel mondo, 1,8 miliardi nei primi tre mesi del 2019, + 5,8% su 10 miliardi in Italia, +5,5%, secondo una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Lodi e Promos Italia, la struttura per l’internazionalizzazione delle Camere di commercio su dati Istat.    Dal food al vino, dalle biciclette alle barche, dagli articoli sportivi ai prodotti fotografici fino ai prodotti delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento. Prima Milano con 481 milioni, +7% in un anno, con  Bergamo (269 milioni, +13%),  Brescia e Mantova con 159 milioni, rispettivamente +8% e +3%, Cremona con 155 milioni, +13%. Vanno in Europa (1,3 miliardi), America (202 milioni), Asia (145 milioni).

I settori. Si tratta di 344 milioni di altri prodotti alimentari, latte e formaggi con 309 milioni, vini con 280 milioni, biciclette e moto con 194 milioni, carni e prodotti da forno, ognuno con oltre 150 milioni, frutta e pesce con circa 50 milioni, barche per 40 milioni, articoli sportivi per 27 milioni, prodotti per attività artistiche e l’intrattenimento per 21 milioni.

Artigianato artistico, a Brescia le imprese sono oltre 2.600

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Artigiano al lavoro, foto da Pixabay

Sono complessivamente 23.750 le imprese lombarde attive nei settori dell’artigianato artistico; a livello nazionale il comparto artigiano artistico della Lombardia è il primo in Italia, contando sul 16% del totale delle imprese (145.669). Dalla sartoria alla ceramica, dalla pietra preziosa alla riparazione di mobili; dal design alla lavorazione del vetro. Milano prima provincia in Italia sia per numero di imprese (7.409) sia a livello di fatturato con oltre 6,3 miliardi di euro. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro Imprese riferiti al IV trimestre 2018 e per il fatturato all’anno 2017 su dati AIDA – Bureau van Dijk.

L’artigianato artistico per numero di imprese. Le imprese lombarde attive nei settori dell’artigianato artistico sono 23.750, pari al 16% del totale nazionale. Il settore è stabile sia nel confronto con il 2017 (-0,7%) sia con il dato del 2013 (-1,4%); a livello nazionale si registra un -0,5% sul 2017 e -2,1% sul 2013. Per consistenza di imprese, al secondo posto la Toscana con 16.762 imprese (pari all’11,5% del totale), poi Veneto con 14.083 (pari al 9,8%), Campania con 12.295 imprese (pari all’8,4%), Piemonte e Lazio con circa 10.300 imprese (7%). In regione, dopo Milano in testa con 7.409 imprese (pari al 31% regionale) in crescita di quasi il 7% rispetto al 2013, si collocano Monza Brianza con 2.889 imprese (pari al 12% regionale), Brescia con 2.673 imprese (11%), Como con 2.379 imprese (10%), Bergamo con 2.311 imprese (9,7%).

L’artigianato artistico per fatturato. A livello di fatturato, Milano è la prima provincia in Italia e in Lombardia con oltre 6,3 miliardi di euro, seguita da Vicenza con 6 miliardi di euro, Firenze con quasi 4 miliardi di euro, Treviso con circa 3,3 miliardi di euro, Pisa, Cuneo e Como con 2,1 miliardi di euro. A livello regionale per fatturato la Lombardia (15,5 miliardi) precede il Veneto (11,8 miliardi), la Toscana (circa 10 miliardi) e il Piemonte (5,7 miliardi). In Lombardia Milano (6,3 miliardi di Euro), precede per fatturato Como (2,1 miliardi di euro), Monza Brianza (1,9 miliardi), Bergamo (1,3 miliardi), Varese (1,1 miliardi).

Lombardia – Imprese attive per settore di attività economica:

Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno; Preparazione e concia del cuoio e preparazione e tintura di pellicce; Fabbricazione di articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria; Fabbricazione di tappeti e moquette; Confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento; Attività di riprese fotografiche; Attività dei disegnatori grafici; Fabbricazione di mobili; Fabbricazione di articoli di coltelleria e posateria;  Fabbricazione di prodotti fabbricati con fili metallici; Fabbricazione di stoviglie, pentolame, vasellame, attrezzi da cucina e accessori casalinghi non elettrici, articoli metallici per l’arredamento di stanze da bagno; Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli; Fabbricazione di gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; lavorazione delle pietre preziose; Riparazione di mobili e di oggetti di arredamento; laboratori di tappezzeria; Fabbricazione di strumenti musicali; Tessitura; Fabbricazione di ricami; Fabbricazione di tulle, pizzi e merletti;  Lavorazione di vetro a mano e a soffio artistico; Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e ornamentali; Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre affini, lavori in mosaico; Produzione di pane, prodotti di pasticceria freschi; Produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie; Rappresentazioni artistiche; Creazioni artistiche e letterarie.

Gestione teatri, le imprese lombarde sono 119: a Brescia 9 aziende e 19 dipendenti

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Teatro Grande

Per numero di sedi di attività per la gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche e relativi servizi di biglietteria, la Lombardia è seconda in Italia con 119 attività su 834 complessive (pari al 14%); si colloca dopo il Lazio, prima regione con il 17% nazionale. Seguono Campania (13%), Toscana (8%), Puglia ed Emilia Romagna (7%). Emerge da un’elaborazione svolta dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro Imprese aggiornati a dicembre 2018.

Le attività teatrali in Lombardia. Sono 119 le sedi di impresa e unità locali attive in regione nei settori legati al teatro e pesano il 14% sul totale nazionale. A livello regionale, Milano da sola ne concentra 74 (pari al 62% regionale e al 9% nazionale, mentre Monza Brianza è seconda con 11 imprese (pari al 9% regionale), seguite da Brescia con 9 imprese (7%), Bergamo, Pavia e Varese con 5 imprese (pari al 4% ciascuna).

Gli addetti. Nel complesso gli addetti nel settore teatrale sono in Italia 7.650, dei quali 650 in Lombardia, pari all’8% del totale. In Lombardia, dopo Milano, che impiega l’80% degli addetti regionali al settore, si collocano Cremona con 68 addetti (10%), Pavia con 30 addetti (5%) e Brescia con 19 addetti (3%).

I giovani. In Italia le imprese giovanili afferenti il mondo del teatro sono nel complesso 49, pari al 9% del totale. In Lombardia si contano 6 imprese giovanili, pari al 5% del totale regionale.

Arte, nel Bresciano le imprese del settore sono 276

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Arte, foto generica

Nei settori legati all’arte, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi al 2018, sono 2.296 le imprese in Lombardia su circa 13 mila in Italia in Italia. Sono 5 mila gli addetti lombardi. In Italia prime Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Venezia, Brescia. Per business annuale, su un totale nazionale di 1,3 miliardi, prima Roma con 255 milioni, poi Milano con 190 milioni, Venezia con 118 milioni, Firenze con 112 milioni. Sopra i 60 milioni anche Palermo e Torino. Pari a 240 milioni il business lombardo. Crescono di più le imprese a Milano e Napoli, circa + 10% in dieci anni. Milano città d’arte con 741 imprese, cresce del 2% in un anno e del 10% in cinque anni, svolta negli anni dell’Expo.

IMPRESE D’ARTE, I DATI COMPLETI

Sono 2296 le imprese in Lombardia su circa 13 mila in Italia. Milano insieme a Monza Brianza e Lodi supera le mille imprese, con 900 a Milano (+3% in un anno e +9% in cinque anni), 102 a Monza (+2% in un anno), 26 a Lodi. Dopo Milano ci sono Cremona con 236, +11% in dieci anni, Brescia con 276, -1% in un anno, Bergamo con 217 (+7% in cinque anni), Varese con 160, +3% in cinque anni. Sono 335  attività nella fabbricazione di strumenti musicali, circa una su tre in Italia, quasi mille imprese nel commercio al dettaglio, gallerie d’arte, case d’asta e quasi mille nella creazione artistica e gestione di musei privati.

In Italia prime Roma, Milano, Torino, Napoli. Prima è Roma con 1.193 imprese (+0,9% in cinque anni), seguita da Milano con 900 (+9%), Torino con 558 (+4%), Napoli con 520 (+9%), Firenze con 517 (+5%). Seguono Venezia con 384, Brescia con 276, Bologna con 275, Perugia con 253, Genova con 248, Cremona con 236, Bergamo con 217, Bari con 211. In Italia lavorano circa 36 mila addetti nel settore, di cui circa 4 mila a Roma e circa 3 mila a Venezia, Milano e Firenze.

Milano, in città l’arte cresce del 2% in un anno e del 10% in cinque anni, svolta negli anni dell’Expo. A Milano città ci sono 741 imprese nell’arte, 41 nella fabbricazione di strumenti musicale, 232 gallerie d’arte, 32 negozi di artigianato artistico, 38 di filatelia e monete, 106 antiquari, 28 case d’asta, 257 imprese di creazioni artistiche. Cresce il settore del 2% in un anno, del +11% in 5 anni, +4% in 10 anni. Dopo un calo fino dal 2008 al 2013, il settore ha continuato a crescere negli anni di Expo e già nel 2015 è tornato al livello del 2008, continuando a  crescere negli ultimi anni.

I primati nell’arte: dagli strumenti di Cremona alle gallerie d’arte di Milano, dagli antiquari di Genova alle creazioni artistiche di Firenze e Roma, dal commercio di belle arti  a Napoli alla gestione di luoghi storici di Brescia. Primato per gli strumenti musicali a Cremona di tutte le imprese artistiche del territorio. Maggiore concentrazione di gallerie d’arte a Milano, prima anche per collezionismo come impresa e per case d’asta. Gallerie d’arte concentrate anche a Bologna e Perugia. Venezia si distingue per vendita di oggetti artigianali con quasi la metà delle imprese d’arte del territorio. Napoli per il commercio di articoli di belle arti e per la gestione di strutture creative. Antiquari a  Genova. Creazioni artistiche a Firenze, Bergamo e Roma. A Bari si distinguono le biblioteche come impresa. A Salerno i musei privati. A Brescia la gestione di luoghi storici.

ADR ARTE, I NUMERI

In due anni oltre trenta casi di liti sull’arte. Nei numeri della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, per la prima volta tra i risultati del periodo 2015-2017: su un totale di 935 mediazioni analizzate, (procedimenti chiusi, 2015-2017), in 32 è presente l’”elemento artistico”. Di queste, il 25% proviene dall’ambito locazioni, il 22% dalle successioni ereditarie, il 19% dai diritti reali, il 16% dalle divisioni, il 6% dai contratti finanziari, il 3% dalla diffamazione a mezzo stampa, dalla compravendita di mobili/immobili e da categorie residuali. Sempre più importante in questo ambito è la categoria delle successioni ereditarie, sia perché esse contengono spesso l’elemento arte in quanto oggetto (quadri, sculture, fotografie e beni da collezione), sia perché in esse emerge la problematica del passaggio generazionale delle collezioni d’arte.  Il numero dei casi affrontati da ADR Arte è aumentato del 13% tra il 2016 e il 2017. La percentuale di accordi raggiunti, calcolata sul totale delle domande di mediazione ADR Arte ricevute, è del 28%, superiore alla percentuale di accordo raggiunti normalmente in mediazione (21% nel 2016).  Diversamente, la percentuale di accordi raggiunti qualora le parti abbiano deciso di intraprendere definitivamente il percorso di mediazione dopo il primo incontro, è dell’82% (rispetto alla media generale del 70% nel 2016).

Il governo aumenta le tasse sulle slot machine, i baristi protestano

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Slot machine

Nelle redazioni dei giornali stanno arrivando decine di mail di protesta con lo stesso messaggio.  Una campagna, evidentemente organizzata e diretta ai parlamentari, in cui i gestori di pubblici esercizi lamentano l’aumento della tassazione sulle slot machine. L’incremento è in apparenza lieve (1,35 per cento), ma – secondo i baristi che aderiscono alla protesta – si aggiunge a contributi già altissimi, che valgono il 75 per cento del residuo incamerato dallo Stato e abbassano i payout per i giocatori.

IL TESTO DELLA PROTESTA

Le vorrei ricordare che dai gestori non arriverà il 20% del PREU sulle slot, infatti ora paghiamo già il PREU ELEVATISSIMO al 21,60% + ADM e rete , con ultimo aumento del 1,35% (legge Stabilità 2019) e al 1° maggio aumenterà di un altro 0,35% (Decreto Dignità), lo sa questo??

Cosa volete aumentarlo ulteriormente, ma quale piccola TASSA ?? Sapete far di conto??

Il comparto del gioco lecito settore AWP/slot è pronto a scendere in piazza contro l’ennesima batosta in finanziaria: tassazione PREU al 20,6% + 0,8% ADM e +1% rete è pari al 75% del residuo che lo Stato incamera e con un ulteriore abbassamento del pay out a sfavore del giocatore.

Con l’aumento previsto, più quello di di maggio, si arriverà al 22,5%+ 1% rete = 23,5% (arriviamo a una tassazione del 79%) e gli apparecchi AWP con percentuale di vincita al 68% non sono in commercio e quando lo saranno la filiera non avrà marginalità per sostituirli (ricordiamoci che nel 2020 vanno ricambiati per l’introduzione della tessera sanitaria e poi ancora per l’introduzione delle AWP da remoto).

Perchè non li cercate altrove i fondi necessari per coprire le promesse elettorali?”

 

Cosa fare per la festa di 18 anni a Milano?

in Cultura/Economia by
Discoteca, foto Pixabay

Questa domanda credo ce siamo fatta quasi tutti e ad oggi è una domanda molto significativa siccome una volta presa la decisione su cosa fare e non si potrà tornare indietro. I 18 anni sono soglia davvero molto importante nella vita di ogni singola persona. Questo obbiettivo lo si aspetta solitamente fin da bambini, il momento dove si cominciano ad avere le prime responsabilità grazie a nuove fantastiche libertà che solitamente non si vede l’ora di conquistare. Questo evento dovrà essere organizzato nei minimi dettagli e sopratutto con molta attenzione e cura, dovrà essere un appuntamento indimenticabile per ciascuno degli invitati. Una volta compiuti i fatidici 18 anni si aprono varie porte con conseguenze da affrontare e tante scelte diverse e si diventa degli adulti in grado di saper decidere il meglio per sé stesso. Se non sappiamo cosa fare è cosa buona pensare in anticipo e molto bene cosa fare per la festa dei 18 anni a Milano. Di seguito andiamo a vedere tutte le varie idee migliori per organizzare un evento unico e indimenticabile con i propri amici, famigliari o anche solamente una persona molto speciale.

Le idee più semplici per la propria festa dei 18 anni

Fin da sempre esistono sicuramente idee molto semplici ma anche molto belle ed affascinanti. Ad esempio Festeggiare la propria festa dei 18 anni in casa, secondo noi rappresenta una delle opzioni più coinvolgenti e più amate logicamente se la casa lo permettete e anche se non si dispone di molta liquidità per organizzare una festa in un locale. Avendo la possibilità di festeggiare a casa, infatti, cosa ci potrà essere di più intimo e speciale che festeggiare nel proprio ambiente preferito? Logicamente si dovrà solamente stare attenti a non esagerare troppo con gli inviti per non correre il rischio di lasciare qualcuno sul pianerottolo! Un altra idea molto classica ad oggi è quella di festeggiare nel locale più alla moda di Milano. In questo caso va organizzato e tutto ciò pensato in anticipo, siccome si dovrà scegliere il luogo e prenotarlo non il giorno prima rischiando di non trovare posto! siccome dovrai organizzare nel modo più dettagliato possibile la tua festa dei 18 anni, tra musica, cibo e tema della serata ecc… Questa soluzione è l’opzione sicuramente più diffusa  ma anche parecchio costosa, però ha i suoi vantaggi, quello di non dover pensare a nulla di pratico. Questa è sicuramente l’opzione preferita da tutte le famiglie in modo tale da non avere delle responsabilità cosi grandi e festeggiare senza pensieri questo magico evento. Un idea originale in caso si opta di festeggiare in un locale è di contattare un staff molto preparato, tanto l’evento avrà sempre lo stesso costo, ma cosi abbiamo la sicurezza che uscirà come vorrai tu. Noi ti consigliamo di vistare https://www.festa18anni-milano.it/ un portale ottimo, all’interno del sito web potrete trovare le location più esclusive tra: discoteche, loft, loungebar, discopub, ristoranti e molto altro ancora.

Le idee più moderne per la propria festa dei 18 anni

Nei modi meno economici per festeggiare la tua festa dei diciotto anni c’è sicuramente tra le tante opzioni quello di organizzare un bel viaggio o con il proprio partner o con la qualche amico, magari anche il primo viaggio della propria vita. Infatti ad oggi molti ragazzi invece di far spendere una cifra piuttosto considerevole alla propria famiglia, organizzando un party nel locale più cool e alla moda di Milano, preferiscono usare questa più o meno questa cifra per concedersi un bel viaggio. Viaggiare è un dono, infatti organizzarne uno per i propri 18 anni è ancora più emozionante, ancora di più se è il primo viaggio. Per gli amanti delle avventure possono invece scambiare un viaggio con un giorno dedicato alla movida ed al divertimento sfrenato che può concedere Milano. Un’altro esempio è proprio quello di organizzare una gita magari anche fuori porta in un parco avventura o facendo un’altra cosa che non rientri negli schemi soliti… perfetta per i più coraggiosi. Si potrebbe optare un lancio con il paracadute logicamente se non ci si è mai andati insieme al trainer oppure andare sul bungee jumping ad oggi sono veramente tantissime le opzioni e sopratutto sono tutte molto divertenti. Invece un opzione per gli amanti della natura, una soluzione c’e l abbiamo ossia una giornata a cavallo potrebbe essere anche un modo romantico e perfetto per festeggiare la propria festa dei 18 anni. Un party esclusivo all’aperto insieme a dell’ottima carne alla brace.

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