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Banca Bper: nel 2019 utile a 379 milioni di euro

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Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato oggi i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2019. Ecco le principali evidenze.

Utile netto dell’esercizio pari a € 379,6 milioni, dato non direttamente confrontabile con il risultato dell’anno precedente (€ 402,0 milioni che includeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito) in considerazione del diverso perimetro del Gruppo e della presenza di rilevanti componenti straordinarie.

Nel secondo semestre si segnalano, in particolare:

– gli oneri non ricorrenti relativi alla manovra del personale pari a € 136,0 milioni (al lordo dell’effetto fiscale) confermando i target dell’organico di Gruppo previsti dal Piano industriale 2019-2021;

– i costi straordinari relativi alle operazioni strategiche concluse nel 2019 pari a € 21,1 milioni;

– maggiori accantonamenti su crediti, in aumento di oltre € 150 milioni rispetto al primo semestre, anche in coerenza con la prevista accelerazione del processo di de-risking (€ 301,3 milioni nel secondo semestre 2019 rispetto a € 148,0 milioni nel primo);

– impairment su immobili e partecipazioni per un ammontare totale pari a € 34,1 milioni.

Tali componenti sono state sostanzialmente bilanciate dalla contabilizzazione del badwill generato dall’acquisizione di Unipol Banca quantificato in € 343,4 milioni dopo la conclusione del processo di Purchase Price Allocation.

Proposta di un dividendo cash di 14 centesimi di Euro per azione (13 centesimi di Euro nel 2018) confermando il trend di costante crescita della remunerazione degli azionisti nel tempo.

Confermata l’elevata solidità patrimoniale del Gruppo anche dopo il perfezionamento delle operazioni straordinarie con un CET1 ratio Fully Phased pari al 12,01%. CET1 ratio Phased In al 13,91% ampiamente superiore al requisito SREP fissato dalla BCE al 9% per il 2019.

Continua il miglioramento dell’asset quality, nonostante l’impatto dell’introduzione della normativa europea relativa alla Nuova Definizione di Default:

– NPE ratio lordo all’11,1% rispetto all’11,6% di settembre 2019 e al 13,8% di dicembre 2018;

– default rate pari all’1,7%.

Il costo del credito risulta pari a 86 bps in aumento rispetto ai 47 bps dello scorso esercizio principalmente per effetto dei maggiori accantonamenti effettuati, in particolare nel secondo semestre dell’anno anche in previsione dell’accelerazione del processo di de-risking. Infatti, il Gruppo BPER, tra le altre iniziative gestionali sul credito problematico, ha avviato le attività per una nuova operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze da finalizzare entro il primo semestre 2020 con l’obiettivo di raggiungere con oltre un anno di anticipo il target di NPE ratio lordo sotto il 9% previsto dal Piano industriale per il 2021.

Nel corso del 2019 sono state concluse alcune importanti operazioni strategiche quali l’acquisizione di Unipol Banca , con la contestuale cessione di un portafoglio di sofferenze per circa € 1,0 miliardo a UnipolReC, l’acquisto di quote di minoranza del Banco di Sardegna e di una quota partecipativa incrementale in Arca Holding pervenendo a detenere il 57,1% del capitale sociale. A seguito delle citate operazioni,  Unipol Banca e Arca Holding sono entrate nel perimetro di consolidamento del Gruppo BPER a far data dal 1 luglio 2019.

Nell’ultimo trimestre da sottolineare, oltre all’incorporazione di Unipol Banca,  la conclusione dell’Offerta Pubblica di Scambio su azioni di risparmio Banco di Sardegna, con una percentuale di azioni portate in adesione pari a oltre l’80% e la sottoscrizione dell’accordo con le Organizzazioni Sindacali relativamente alla riduzione della forza lavoro prevista dal Piano industriale 2019-21 volto a favorire l’ottimizzazione del dimensionamento degli organici e il ricambio generazionale.

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER Banca, commenta: “Il 2019 è stato un anno straordinario sotto molti aspetti. Abbiamo lavorato contemporaneamente su più fronti e con una molteplicità di obiettivi da raggiungere, in coerenza con le linee strategiche del nuovo Piano industriale presentato ad inizio anno. Grazie all’impegno di tutte le componenti del Gruppo è stato possibile combinare efficacemente una strategia di crescita del business, anche attraverso l’allargamento del perimetro del Gruppo a Unipol Banca e Arca Holding, con azioni volte a migliorare ulteriormente l’asset quality. Altre iniziative hanno poi riguardato la semplificazione della governance del Gruppo, con le operazioni sulle quote di minoranza e l’OPS sulle azioni di risparmio del Banco di Sardegna, mentre tra le attività del Piano industriale, si segnalano l’avvenuta incorporazione di BPER Services nella Capogruppo, la chiusura di 128 filiali sulle 230 previste e la sottoscrizione dell’accordo sindacale volto a favorire l’ottimizzazione del dimensionamento dell’organico e promuovere il ricambio generazionale con nuove assunzioni. La realizzazione delle numerose azioni strategiche prima descritte, è stata accompagnata dal mantenimento di una posizione patrimoniale molto solida con un CET1 ratio al 12,01% a fine anno e dal raggiungimento di una soddisfacente redditività con un utile netto dell’esercizio di € 379,6 milioni, nonostante le difficili condizioni macroeconomiche e il contenuto livello dei tassi di mercato. Alla luce di questi elementi estremamente positivi e della fiducia nelle prospettive di crescita del Gruppo, il Consiglio ha approvato la proposta di distribuire un dividendo di 14 centesimi di Euro rispetto ai 13 centesimi di Euro dello scorso anno. Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di crescita sia di redditività e ulteriori significativi progressi sono attesi con riferimento alla solidità patrimoniale e all’asset quality: in riferimento a quest’ultimo punto, stanno proseguendo secondo i piani le attività relative alla nuova operazione di cartolarizzazione di sofferenze che si prevede di finalizzare indicativamente entro il primo semestre dell’anno che, unitamente alle altre iniziative gestionali sul credito problematico, ci consentiranno di raggiungere, con oltre un anno di anticipo, il target di un NPE ratio lordo sotto la soglia del 9% previsto dal Piano industriale per il 2021”.

Di seguito il comunicato ufficiale con tutti i dati.

IL COMUNICATO INTEGRALE

Utile netto dell’esercizio pari a € 379,6 milioni, dato non direttamente confrontabile con il risultato dell’anno precedente (€ 402,0 milioni che includeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito) in considerazione del diverso perimetro del Gruppo e della presenza di rilevanti componenti straordinarie[i].

Nel secondo semestre si segnalano, in particolare[ii]:

  • gli oneri non ricorrenti relativi alla manovra del personale pari a € 136,0 milioni (al lordo dell’effetto fiscale) confermando i target dell’organico di Gruppo previsti dal Piano industriale 2019-2021;
  • i costi straordinari relativi alle operazioni strategiche concluse nel 2019 pari a € 21,1 milioni;
  • maggiori accantonamenti su crediti, in aumento di oltre € 150 milioni rispetto al primo semestre, anche in coerenza con la prevista accelerazione del processo di de-risking (€ 301,3 milioni nel secondo semestre 2019 rispetto a € 148,0 milioni nel primo);
  • impairment su immobili e partecipazioni per un ammontare totale pari a € 34,1 milioni[iii].

Tali componenti sono state sostanzialmente bilanciate dalla contabilizzazione del badwill generato dall’acquisizione di Unipol Banca quantificato in € 343,4 milioni dopo la conclusione del processo di Purchase Price Allocation.

Proposta di un dividendo cash di 14 centesimi di Euro per azione (13 centesimi di Euro nel 2018) confermando il trend di costante crescita della remunerazione degli azionisti nel tempo.

Confermata l’elevata solidità patrimoniale del Gruppo anche dopo il perfezionamento delle operazioni straordinarie con un CET1 ratio Fully Phased pari al 12,01%. CET1 ratio Phased In[iv] al 13,91% ampiamente superiore al requisito SREP fissato dalla BCE al 9% per il 2019.

Continua il miglioramento dell’asset quality, nonostante l’impatto dell’introduzione della normativa europea relativa alla Nuova Definizione di Default[v]:

  • NPE ratio lordo all’11,1% rispetto all’11,6% di settembre 2019 e al 13,8% di dicembre 2018;
  • default rate pari all’1,7%.

Il costo del credito risulta pari a 86 bps in aumento rispetto ai 47 bps dello scorso esercizio principalmente per effetto dei maggiori accantonamenti effettuati, in particolare nel secondo semestre dell’anno anche in previsione dell’accelerazione del processo di de-risking. Infatti, il Gruppo BPER, tra le altre iniziative gestionali sul credito problematico, ha avviato le attività per una nuova operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze da finalizzare entro il primo semestre 2020 con l’obiettivo di raggiungere con oltre un anno di anticipo il target di NPE ratio lordo sotto il 9% previsto dal Piano industriale per il 2021.

 

 

 

 

Nel corso del 2019 sono state concluse alcune importanti operazioni strategiche quali l’acquisizione di Unipol Banca[vi], con la contestuale cessione di un portafoglio di sofferenze per circa € 1,0 miliardo a UnipolReC, l’acquisto di quote di minoranza del Banco di Sardegna e di una quota partecipativa incrementale in Arca Holding pervenendo a detenere il 57,1% del capitale sociale. A seguito delle citate operazioni,[vii] Unipol Banca e Arca Holding sono entrate nel perimetro di consolidamento del Gruppo BPER a far data dal 1 luglio 2019.

 

Nell’ultimo trimestre da sottolineare, oltre all’incorporazione di Unipol Banca,  la conclusione dell’Offerta Pubblica di Scambio su azioni di risparmio Banco di Sardegna, con una percentuale di azioni portate in adesione pari a oltre l’80% e la sottoscrizione dell’accordo con le Organizzazioni Sindacali relativamente alla riduzione della forza lavoro prevista dal Piano industriale 2019-21 volto a favorire l’ottimizzazione del dimensionamento degli organici e il ricambio generazionale.

 

 

 

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Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2019.

 

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER Banca, commenta: “Il 2019 è stato un anno straordinario sotto molti aspetti. Abbiamo lavorato contemporaneamente su più fronti e con una molteplicità di obiettivi da raggiungere, in coerenza con le linee strategiche del nuovo Piano industriale presentato ad inizio anno. Grazie all’impegno di tutte le componenti del Gruppo è stato possibile combinare efficacemente una strategia di crescita del business, anche attraverso l’allargamento del perimetro del Gruppo a Unipol Banca e Arca Holding, con azioni volte a migliorare ulteriormente l’asset quality. Altre iniziative hanno poi riguardato la semplificazione della governance del Gruppo, con le operazioni sulle quote di minoranza e l’OPS sulle azioni di risparmio del Banco di Sardegna, mentre tra le attività del Piano industriale, si segnalano l’avvenuta incorporazione di BPER Services nella Capogruppo, la chiusura di 128 filiali sulle 230 previste e la sottoscrizione dell’accordo sindacale volto a favorire l’ottimizzazione del dimensionamento dell’organico e promuovere il ricambio generazionale con nuove assunzioni. La realizzazione delle numerose azioni strategiche prima descritte, è stata accompagnata dal mantenimento di una posizione patrimoniale molto solida con un CET1 ratio al 12,01% a fine anno e dal raggiungimento di una soddisfacente redditività con un utile netto dell’esercizio di € 379,6 milioni, nonostante le difficili condizioni macroeconomiche e il contenuto livello dei tassi di mercato. Alla luce di questi elementi estremamente positivi e della fiducia nelle prospettive di crescita del Gruppo, il Consiglio ha approvato la proposta di distribuire un dividendo di 14 centesimi di Euro rispetto ai 13 centesimi di Euro dello scorso anno. Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di crescita sia di redditività e ulteriori significativi progressi sono attesi con riferimento alla solidità patrimoniale e all’asset quality: in riferimento a quest’ultimo punto, stanno proseguendo secondo i piani le attività relative alla nuova operazione di cartolarizzazione di sofferenze che si prevede di finalizzare indicativamente entro il primo semestre dell’anno che, unitamente alle altre iniziative gestionali sul credito problematico, ci consentiranno di raggiungere, con oltre un anno di anticipo, il target di un NPE ratio lordo sotto la soglia del 9% previsto dal Piano industriale per il 2021”.

 

 

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Conto economico consolidato: dati principali

(Si ricorda che i dati di Conto economico riferiti ai risultati preliminari consolidati di Gruppo relativi all’esercizio 2019 non sono confrontabili con quelli dell’anno precedente a causa della variazione di perimetro che dal 1° luglio 2019 include Unipol Banca e Arca Holding, la prima incorporata nella Capogruppo BPER Banca il giorno 25 novembre 2019. Risultano invece comparabili i dati contabili riferibili al terzo e quarto trimestre del 2019 in quanto a parità di perimetro di consolidamento)

Il margine di interesse si attesta a € 1.164,5 milioni. Il dato del quarto trimestre risulta pari a € 302,4 milioni in riduzione del 4,3% trim/trim rispetto a € 315,9 milioni del trimestre precedente principalmente a causa degli effetti contabili IFRS9 e IFRS16; infatti, il calo del margine, al netto di tali effetti contabili, è pari a 1,7% trim/trim (€ 299,5 milioni nell’ultimo trimestre dell’anno rispetto a € 304,7 milioni nel trimestre precedente[viii]).

Le commissioni nette risultano pari a € 932,0 milioni. Il dato del quarto trimestre è pari a € 275,9 milioni in crescita del 2,8% trim/trim (€ 268,3 milioni nel trimestre precedente) con una performance particolarmente positiva nel comparto Bancassurance (+51,9% trim/trim), delle componenti riferibili a finanziamenti e garanzie (+2,4% trim/trim) e di quelle relative a carte, incassi e pagamenti (+4,7% trim/trim).

La voce dividendi dell’esercizio 2019 risulta pari a € 14,1 milioni.

Il risultato netto della finanza si attesta a € 114,0 milioni dopo avere spesato l’integrale svalutazione non ricorrente della quota di competenza dell’intervento di sostegno effettuato dallo Schema Volontario del FITD in Banca Carige per € 13,3 milioni (il dato del quarto trimestre è pari a € 36,8 milioni rispetto a € 49,7 milioni del terzo trimestre dell’anno). Esso include utili netti da cessione di attività finanziaria e crediti per € 68,6 milioni, plusvalenze nette su titoli e derivati per € 36,7 milioni, e altri elementi positivi per € 8,7 milioni.

La redditività operativa risulta pari a € 2.275,7 milioni. Tale dato nel quarto trimestre risulta pari a € 631,9 milioni in riduzione rispetto a € 656,9 milioni del terzo trimestre principalmente a causa del risultato della finanza e della rilevante differenza dell’impatto sul margine di interesse dovuto alle componenti IFRS9 e IFRS16” nei due periodi.

I costi della gestione si quantificano pari a € 1.686,6 milioni, che includono rilevanti elementi straordinari, composti da spese per il personale pari a € 1.049,7 milioni, da altre spese amministrative per € 451,8 milioni e da ammortamenti per € 185,1 milioni. Nel dettaglio, nel quarto trimestre dell’anno: 1) le spese per il personale risultano pari a € 392,0 milioni che comprendono gli oneri non ricorrenti relativi alla manovra del personale pari a € 136,0 milioni al lordo dell’effetto fiscale; 2) le altre spese amministrative sono pari a € 146,5 milioni ed includono costi straordinari riferibili alle operazioni straordinarie per € 17,2 milioni; 3) le rettifiche e riprese di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a € 76,3 milioni e includono rettifiche di valore nette su immobili per € 26,9 milioni.

Il risultato della gestione operativa (redditività operativa al netto dei costi della gestione) è pari a € 589,1 milioni nell’esercizio.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a € 449,3 milioni quasi interamente riferibili a rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato; tale voce include una quota di maggiori accantonamenti su crediti contabilizzati in particolare nel secondo semestre dell’anno (€ 301,3 milioni nel secondo semestre 2019 rispetto a € 148,0 milioni nel primo), anche in previsione di un’accelerazione del processo di de-risking attraverso una nuova operazione di cartolarizzazione di sofferenze di importo rilevante da completare nella prima parte del 2020. In particolare, le rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato per il rischio di credito nell’anno sono pari a € 447,5 milioni (€ 139,5 milioni nel quarto trimestre rispetto a € 161,0 milioni nel terzo trimestre). Il costo del credito per l’esercizio si determina in 86 bps (47 bps nel 2018).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri si attestano a € 12,2 milioni nell’esercizio.

 

I contributi ai fondi sistemici contabilizzati nell’anno risultano complessivamente pari a € 60,7 milioni. Nel dettaglio: il contributo ordinario per l’anno 2019 del Gruppo BPER al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) per € 23,0 milioni contabilizzato nel primo trimestre; il contributo addizionale per l’anno 2017 per € 9,6 milioni contabilizzato nel secondo trimestre; il contributo ordinario al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”) pari a € 28,1 milioni. Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia essi sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

Si ricorda che, al 30 settembre 2019, si è provveduto alla prima, provvisoria, contabilizzazione, ai sensi dell’IFRS3 “Aggregazioni aziendali”, della citata acquisizione di Unipol Banca. Il differenziale negativo tra prezzo di acquisto e patrimonio netto consolidato di pertinenza del gruppo acquisito è risultato pari a € 353,8 milioni. A seguito della conclusione del processo di “Purchase Price Allocation”, il beneficio complessivo dell’acquisizione registrato al 31 dicembre 2019 risulta pari a € 343,4 milioni ed evidenziato quale provento alla voce 275 di Conto economico (avviamento negativo o c.d. badwill), con una revisione dell’importo provvisorio contabilizzato al 30 settembre 2019 (€ 353,8 milioni) pari a € 10,4 milioni.

L’utile delle partecipazioni e da cessione di investimenti risulta positivo per € 6,6 milioni che include impairment su partecipazioni valutate al patrimonio netto per € 8,4 milioni.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 416,9 milioni. Le imposte sul reddito di periodo sono pari a € 22,4 milioni.

L’utile di periodo si attesta a € 394,5 milioni e comprende un utile netto di periodo di pertinenza di terzi pari a € 14,9 milioni. L’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo si quantifica pertanto pari a € 379,6 milioni.

 

Stato patrimoniale consolidato: dati principali                                                                                                                                                                                

(Si ricorda che i dati di Stato Patrimoniale riferiti ai risultati preliminari consolidati di Gruppo relativi al 31 dicembre 2019 non sono confrontabili con quelli del 31 dicembre 2018 a causa della variazione di perimetro che dal 1° luglio 2019 include Unipol Banca e Arca Holding, la prima incorporata nella Capogruppo BPER Banca il giorno 25 novembre 2019. Risultano invece comparabili i dati contabili riferibili al 30 settembre 2019 in quanto a parità di perimetro di consolidamento).

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) si attesta a € 58,1 miliardi. La raccolta da clientela ordinaria risulta pari a € 54,6 miliardi, costituita principalmente da conti correnti e depositi liberi per € 47,7 miliardi, da depositi vincolati e certificati di deposito per € 1,7 miliardi e da obbligazioni per € 1,8 miliardi. La raccolta istituzionale è pari a € 3,4 miliardi quasi interamente composta da obbligazioni.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 110,6 miliardi significativamente superiore al dato del 2018 principalmente per effetto dell’allargamento del perimetro del Gruppo. In particolare, la raccolta gestita è pari a € 41,7 miliardi, di cui € 17,1 miliardi riferibili a Arca Holding al netto della quota di fondi collocata dalla rete del Gruppo BPER. La raccolta amministrata risulta pari a € 68,9 miliardi che include i depositi amministrati di un’importante società di assicurazioni. Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 6,8 miliardi.

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 55,3 miliardi. I crediti “performing” lordi sono pari a € 49,2 miliardi, mentre quelli deteriorati lordi (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 6,1 miliardi con un’incidenza dell’11,1% sui crediti lordi complessivi. Nel dettaglio, la componente di sofferenze lorde è pari a € 3,4 miliardi; le inadempienze probabili lorde sono pari a € 2,5 miliardi; i crediti scaduti lordi sono pari a € 195,0 milioni. La qualità dei crediti performing si mantiene elevata, con una percentuale dei rating a basso rischio pari al 62,7% in miglioramento dal 60,1% di fine 2018.

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 52,0 miliardi. I crediti “performing” netti sono pari a € 49,0 miliardi, mentre quelli deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 3,0 miliardi, con un’incidenza pari al 5,8% sui crediti netti complessivi e un coverage ratio al 51,0%. Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 1,2 miliardi con un livello di copertura del 66,0%; le inadempienze probabili nette sono pari a € 1,7 miliardi con un livello di copertura del 33,0%; i crediti scaduti netti sono pari a € 166,6 milioni con una copertura pari al 14,6%.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 9,9 miliardi determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 2,3 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 12,2 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER risulta pari a € 9,7 miliardi interamente riconducibili alla partecipazione alla seconda serie delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominata “TLTRO 2” con scadenza quadriennale. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 20,9 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 10,4 miliardi disponibili ai quali si devono aggiungere € 1,1 miliardi di depositi disponibili presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 19,0 miliardi e risultano pari al 24,0% del totale attivo. I titoli di debito ammontano a € 18,0 miliardi e rappresentano il 94,9% del portafoglio complessivo: di essi, € 8,3 miliardi sono riferiti a titoli governativi e di altri enti pubblici, di cui € 6,4 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi al 31 dicembre 2019 ammontano a € 5,3 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,1 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 5,2 miliardi.

Gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”) risultano superiori al 100%; in particolare, al 31 dicembre 2019, l’indice LCR è pari al 158,9%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100% (era pari a 117,4% al 30 settembre 2019).

 

Capital ratios                                                                                                                                                                                

I ratios patrimoniali al 31 dicembre 2019, calcolati includendo il valore del badwill determinato dopo la conclusione del processo di “Purchase Price Allocation” e tenendo conto della metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, considerano il valore dei Fondi propri inclusivo della quota di utile realizzato nel periodo e al netto della quota del dividendo previsto:

  • Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In[ix] pari al 13,91% (14,24% al 30 settembre 2019 e 14,27% al 31 dicembre 2018). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased”) è pari al 12,01% (12,36% al 30 settembre 2019 e 11,95% al 31 dicembre 2018);
  • Tier 1 ratio Phased In pari a 14,35 (14,68% al 30 settembre 2019 e 14,37% al 31 dicembre 2018);
  • Total Capital ratio Phased In pari a 16,82% (17,24% al 30 settembre 2019 e 17,25% al 31 dicembre 2018).

 

Principali dati di struttura al 31 dicembre 2019                                                                                                                                                                                

Il Gruppo è presente in diciannove Regioni italiane con 1.349 sportelli bancari, oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER Bank Luxembourg S.A.

I dipendenti del Gruppo sono pari a 13.805 (erano 11.615 i dipendenti del Gruppo in servizio alla fine del 2018).

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La Capogruppo BPER Banca                                                                                                                                                                                

(Si ricorda che i dati di Conto economico e Stato patrimoniale riferiti ai risultati preliminari individuali di BPER Banca relativi all’esercizio 2019 non sono confrontabili con quelli dell’anno precedente a causa della variazione di perimetro che dal 1° luglio 2019 include Unipol Banca incorporata nella Capogruppo BPER Banca il giorno 25 novembre 2019).

Il bilancio d’esercizio della Capogruppo al 31 dicembre 2019, contestualmente approvato in via preliminare dal Consiglio di Amministrazione, evidenzia i valori patrimoniali ed economici di seguito riportati.

Stato patrimoniale:

  • la raccolta diretta è di € 45,9 miliardi (€ 36,3 miliardi al 31 dicembre 2018);
  • la raccolta indiretta risulta valorizzata in € 88,4 miliardi (€ 32,0 miliardi al 31 dicembre 2018);
  • i crediti netti verso clientela sono pari ad € 40,8 miliardi (€ 36,7 miliardi al 31 dicembre 2018), con una componente di crediti deteriorati pari a € 2,0 miliardi (€ 2,0 miliardi al 31 dicembre 2018), che rappresentano il 4,8% del totale dei crediti netti e il cui livello di copertura è pari al 52,7%; la quota rappresentata dalle sofferenze è pari a € 0,7 miliardi che rappresenta il 1,8% del totale dei crediti netti, con un livello di copertura pari al 68,3%;
  • il patrimonio netto, comprensivo del risultato d’esercizio, è pari € 5,0 miliardi (€ 4,4 miliardi al 31 dicembre 2018).

Conto economico:

  • il margine di interesse si attesta a € 786,7 milioni (€ 773,9 milioni nel 2018);
  • le commissioni nette risultano pari a € 689,6 milioni (€ 590,3 milioni nel 2018);
  • il margine d’intermediazione è di € 1.593,2 milioni (€ 1.523,8 milioni nel 2018);
  • il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a € 1.303,3 milioni (€ 1.373,7 milioni nel 2018);
  • i costi operativi, che comprendono in positivo i proventi di gestione, sono pari a € 1.217,5 milioni (€ 1.017,7 milioni nel 2018);
  • Il risultato dell’esercizio, al lordo delle imposte, è positivo per € 390,2 milioni (€ 252,9 milioni nel 2018);
  • Il risultato netto di esercizio, che include imposte per € 4,8 milioni, risulta pari a € 385,4 milioni (€ 306,7 milioni nel 2018).

 

Proposta di destinazione dell’utile d’esercizio di BPER Banca                                                                                                                                                                                 

 

Il Consiglio ha approvato la proposta per la distribuzione di un dividendo unitario in contanti pari a 14 centesimi di Euro per ciascuna delle 520.627.948 azioni rappresentative del Capitale sociale (al netto di quelle che saranno detenute in portafoglio alla data di stacco cedola: n. 455.458 al 31 dicembre 2019 così come ad oggi), per un ammontare massimo complessivo pari a € 72.887.912,72.

[i] Il risultato consolidato al 31 dicembre 2019 include rilevanti componenti non ricorrenti, tra le quali 1) il “badwill” generato dall’acquisizione di Unipol Banca pari a € 343,4 milioni (€ 353,8 milioni su base provvisoria contabilizzati nel 3° trimestre 2019 successivamente rettificati per € 10,4 milioni nel 4° trimestre 2019 a seguito del completamente del processo di “Purchase Price Allocation”); 2) gli oneri legati alla manovra del personale a seguito della chiusura dell’accordo sindacale siglato a fine ottobre pari a € 136,0 milioni; 3) oneri non ricorrenti relativi alle operazioni straordinarie concluse nel 2019 per € 22,2 milioni (€ 1,1 milioni contabilizzati nel 2° trimestre, € 3,9 milioni nel 3° trimestre e € 17,2 contabilizzati nel 4° trimestre); 4) il contributo addizionale per l’anno 2017 al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per € 9,6 milioni (contabilizzato nel 2° trimestre); 5) gli oneri derivanti dalla svalutazione integrale della quota di competenza dell’intervento dello Schema Volontario del FITD in Banca Carige per € 13,3 milioni (contabilizzati nel 1° trimestre).

[ii] Vedi nota 1.

[iii] Nel risultato d’esercizio 2019 sono ricomprese inoltre le seguenti voci rettificative: 1) impairment su immobili per € 28,4 milioni (contabilizzati per € 1,6 milioni nel 2° trimestre 2019 e per € 26,9 milioni nel 4° trimestre 2019) e impairment su partecipazioni per € 8,4 milioni (contabilizzati per € 1,2 milioni nel 2° trimestre 2019 e per € 7,2 milioni nel 4° trimestre 2019).

[iv] Il Reg.2395/2017 “Disposizioni transitorie volte ad attenuare l’impatto dell’introduzione dell’IFRS 9 sui Fondi Propri” ha introdotto il regime transitorio (c.d. phased-in) relativo all’applicazione degli impatti sui Fondi Propri del principio IFRS9, che offre la possibilità alle banche di mitigare gli impatti sui Fondi Propri in un periodo di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) sterilizzando nel CET1 l’impatto con l’applicazione di percentuali decrescenti nel tempo. Il Gruppo BPER Banca ha scelto di adottare il cosiddetto “approccio statico”, da applicare all’impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 esistenti al 31/12/2017 e quelle IFRS 9 risultanti all’1/1/2018.

I valori di CET1 ratio Full Phased e Phased In sono calcolati a partire dal risultato d’esercizio, che include il badwill generato dall’acquisizione di Unipol Banca, tenuto conto della parte di utile non destinata a dividendi e dell’atteso assorbimento delle imposte differite attive relative alla prima applicazione del principio contabile IFRS9. Altresì, una volta approvati i risultati dell’esercizio, verrà presentata la prevista richiesta a BCE per la computabilità di tali grandezze a fini prudenziali.

[v] Da Ottobre 2019, la Banca applica a livello consolidato la nuova normativa europea relativa alla Nuova Definizione di Default che ha comportato un incremento delle esposizioni scadute e degli unlikely to pay lordi per € 155,6 milioni (€ 131,7 milioni netti). Dati gestionali.

[vi] Si precisa che con l’ingresso nel capitale sociale di Unipol Banca è stato acquisito il controllo indiretto della società Finitalia S.p.A.

[vii] Si ricorda che nel mese di luglio 2019 sono state finalizzate le operazioni straordinarie annunciate a febbraio relative all’acquisizione di una quota partecipativa incrementale in Arca Holding, all’acquisizione delle quote di minoranza del Banco di Sardegna e all’acquisizione del 100% di Unipol Banca con la contestuale vendita di un portafoglio di sofferenze a UnipolReC per un valore lordo contabile di circa € 1 miliardo. Tali operazioni sono effettive da un punto di vista contabile a partire dal 1 luglio 2019 a far data dalla quale si registra anche l’ingresso di Unipol Banca e di ARCA Holding Spa nel perimetro di consolidamento del Gruppo BPER; i dati contabili patrimoniali al 31 dicembre 2019 includono l’attivo e il passivo delle nuove società facenti parte del perimetro del Gruppo e i dati di conto economico di tali società sono inclusi dal 3° trimestre in avanti. Si evidenzia, inoltre, che anche in conseguenza delle operazioni sopra citate, i dati contabili al 31 dicembre 2019 non risultano confrontabili rispetto ai valori dell’esercizio precedente, il quale peraltro includeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito.

[viii] Si veda tabella di Conto economico riclassificato in allegato al presente comunicato stampa.

[ix] Vedi nota 3. Si precisa, che per omogeneità di confronto, i dati dei ratios patrimoniali Phased in riferiti al 30 settembre 2019 sono riportati inclusivi dell’effetto del badwill provvisorio come da comunicato stampa del 7 novembre 2019.

Bollo auto, si paga anche negli uffici postali bresciani

in Automotive/Banche/Economia/Servizi by

I cittadini della provincia di Brescia possono pagare il bollo auto in qualsiasi Ufficio Postale del territorio. Tutti gli sportelli sono collegati con l’archivio delle tasse automobilistiche ed è possibile conoscere in tempo reale l’importo del bollo auto comprensivo di eventuali more ed interessi.

E’ sufficiente comunicare all’operatore di sportello i dati relativi al pagamento (Regione/Provincia di residenza, Targa/Telaio, Tipo di veicolo ed eventuale riduzione) senza preoccuparsi di calcolare l’importo dovuto e senza compilare alcun modulo.

Sarà inoltre possibile regolarizzare le posizioni riferite alle annualità precedenti che non risultano saldate specificando la data di scadenza e i mesi di validità del pagamento.

Il versamento della tassa automobilistica in scadenza il prossimo 31 gennaio può essere effettuato in contanti, con la carta Postamat o Postepay, con Carte di Credito del circuito Vpay e Maestro e con Carte di Credito Visa, Mastercard e American Express.

Il servizio è disponibile anche online sul sito www.poste.it per gli utenti registrati al sito e per i correntisti BancoPosta e i titolari di carte PostePay.

 

EVENTO 20 FEBBRAIO: Neosperience e Banca Valsabbina, una formula innovativa per la trasformazione delle Pmi

in Banche/Economia/Eventi/Valsabbina by
EVENTO 20 FEBBRAIO
 
NEOSPERIENCE E BANCA VALSABBINA: UNA FORMULA INNOVATIVA PER LA TRASFORMAZIONE DELLE PMI

PROGRAMMA

16:45 Apertura accrediti
17:15 Saluti istituzionali e apertura dei lavori
Roberto Saccone – Presidente Camera di Commercio
Sebastiano Barisoni – Radio 24 Il sole 24 ore
17:30 “Banca Valsabbina per l’innovazione delle imprese del territorio”
Paolo Gesa – Direttore Business Banca Valsabbina
17:45 “Le opportunità della trasformazione digitale per le imprese italiane”
Dario Melpignano – Presidente CdA Neosperience
18:10 Tavola rotonda: “Le motivazioni e le caratteristiche innovative della proposta Neosperience / Banca Valsabbina”
Con la partecipazione di:
Sebastiano Barisoni – moderatore
Dario Melpignano – Neosperience
Giovanni Comboni – Neosperience Innovation LAB
Paolo Gesa – Banca Valsabbina
Alberto Bertolotti – IBS Consulting Srl
18:50 Dibattito con il pubblico
19:15 Chiusura dei lavori e saluti
Seguirà aperitivo & quick dinner
Brixia Forum – Sala Congresso | Via Caprera, 5 Brescia 25125
Parcheggio gratuito interno
PROGRAMMA
16:45 Apertura accrediti
17:15 Saluti istituzionali e apertura dei lavori
Roberto Saccone – Presidente Camera di Commercio
Sebastiano Barisoni – Radio 24 Il sole 24 ore
17:30 “Banca Valsabbina per l’innovazione delle imprese del territorio”
Paolo Gesa – Direttore Business Banca Valsabbina
17:45 “Le opportunità della trasformazione digitale per le imprese italiane”
Dario Melpignano – Presidente CdA Neosperience
18:10 Tavola rotonda: “Le motivazioni e le caratteristiche innovative della proposta Neosperience / Banca Valsabbina”
Con la partecipazione di:
Sebastiano Barisoni – moderatore
Dario Melpignano – Neosperience
Giovanni Comboni – Neosperience Innovation LAB
Paolo Gesa – Banca Valsabbina
Alberto Bertolotti – IBS Consulting Srl
18:50 Dibattito con il pubblico
19:15 Chiusura dei lavori e saluti
Seguirà aperitivo & quick dinner
Brixia Forum – Sala Congresso | Via Caprera, 5 Brescia 25125
Parcheggio gratuito interno

Banche, con un team di 60 professionisti Ubi rafforza il settore Investement

in Banche/Economia/Finanza/UBi by

Con le prime due emissioni di certificati Equity Protection del 20 novembre, dedicate alla clientela Retail e Top Private, UBI Banca ha inaugurato la direzione ‘Global Markets’, che permetterà all’istituto di credito di ampliare la filiera dell’Investment Banking e offrire, ad una clientela sempre più diversificata, un’ampia gamma di strumenti e servizi finanziari dedicati alla gestione dei rischi sui mercati finanziari.

Tra le attività affidate al nuovo team rientrano, per esempio, la strutturazione, il pricing e l’operatività sul mercato secondario per i certificates rivolti alla clientela Retail e Private oltre a operazioni di market making su equity e fixed income, compresi i titoli di Stato. Inoltre, la direzione Global Markets seguirà l’operatività in derivati a copertura dei rischi su tassi, cambi e commodities e darà supporto all’attività di Corporate Finance nella distribuzione di operazioni equity e debt capital markets con una forza vendita che vanta un’ampia copertura di investitori.

“L’emissione dei primi due certificates rappresenta il primo passo di un progetto ambizioso: diventare un punto di riferimento in ambito Capital Markets”, afferma Alessandro Ravogli, responsabile della nuova direzione ‘Global Markets’. “Sviluppo e rafforzamento della forza sales, incremento dell’attività di Market Making, insieme a sostanziosi investimenti IT per assicurare ai clienti il necessario livello di servizio, permetteranno all’intera area Investment Banking di essere in linea con i principali competitors”.

Alessandro Ravogli è un professionista con esperienza ultraventennale nel settore finanziario in primarie Investment Banks (Citibank N.A., UBM – Gruppo Unicredito, Banca IMI – Gruppo Intesa Sanpaolo) sia come responsabile del trading che della distribuzione, con particolare focus su Fixed Income, FX. E’ entrato in UBI banca a ottobre del 2018 con l’obiettivo di contribuire al completamento della filiera Investment Banking all’interno dell’area CIB con la definizione e la realizzazione del progetto Global Markets. Prima di entrare nel Gruppo UBI, dal 2015 è stato director e co-founder della start up Springrowth SGR, contribuendo con gli altri soci alla definizione di un nuovo modello di business nel mondo dell’asset management domestico su private debt, disegnando la macchina operativa, i processi e distribuendo il primo fondo di credito della SGR.

La focalizzazione sui servizi di Investment Banking di UBI Banca ha visto recentemente un’ulteriore spinta con l’ingresso di nuove figure senior, non solo nel perimetro Global Markets, che hanno incrementato il livello di professionalità del team. In particolare, al fine di rispondere meglio alle esigenze della clientela Corporate, è stata introdotta una struttura di coverage dei principali settori industriali con il compito di dialogare strategicamente con la clientela ed assisterli nelle operazioni di finanza straordinaria (M&A, DCM, ECM e Structured Finance),  grazie alla credibilità maturata nell’interpretare il settore di riferimento e del track record sviluppato nel corso degli anni.

“La creazione dei ‘Global Markets’ rappresenta una naturale evoluzione dell’attività di Investment Banking che ha sviluppato nel corso degli ultimi due anni nuove aree di business per soddisfare al meglio la clientela della banca”, afferma Vincenzo De Falco, Responsabile dell’area Investment Banking di UBI Banca. “Con i nuovi strumenti opereremo sui mercati finanziari in segmenti di grande interesse per la clientela Private e Retail, garantendo le soluzioni più adatte in termini di trasparenza e di remunerazione del capitale”.

Nell’ambito del Corporate, UBI banca si è contraddistinta in particolare per aver assistito, tra gli altri, clienti come Acea, A2A, Enel, Iren ed Api nel settore Energy,  Alessi e Moorer nel Consumer, Bain Capital e HIG nelle acquisizioni di Fedrigoni e Metalprint nel settore Industrial, York Capital e DK nel Real Estate. Sui mercati UBI Banca ha effettuato nel 2019 oltre 25 emissioni obbligazionarie per conto di clientela Corporate e Financial Institutions e circa 70 operazioni di Structured Finance.

La divisione Corporate & Investment Banking, guidata da Marco Mandelli, è un punto di riferimento per le circa 8.000 imprese Mid Corporate e per i 700 gruppi Large Corporate clienti della banca per i prodotti e servizi di Investment Banking. Attualmente la divisione CIB conta circa 300 professionisti.

 

CDP e UBI Banca: finanziamento da 500 milioni di euro per le PMI del Mezzogiorno

in Banche/Economia/UBi by

È stato sottoscritto oggi il Protocollo d’Intesa tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e UBI Banca (UBI) che sancisce l’avvio di una collaborazione volta a promuovere iniziative congiunte finalizzate al sostegno delle imprese italiane.

Come prima declinazione operativa del Protocollo, CDP ha concesso a UBI un finanziamento da 500 milioni di euro, tramite sottoscrizione di un prestito obbligazionario senior unsecured, che sarà integralmente impiegato in nuovi finanziamenti alle PMI operanti nelle otto Regioni del Mezzogiorno. Tali finanziamenti potranno avere un importo massimo di 15 milioni di euro e scadenza non inferiore a 36 mesi, così da supportare la realizzazione di investimenti di medio-lungo termine.

L’iniziativa si inquadra nelle linee strategiche del Piano industriale 2019-2021 di CDP che prevede, in piena sinergia e complementarietà con il sistema bancario, specifiche azioni di supporto delle imprese del Mezzogiorno, promuovendo un allungamento delle scadenze dei finanziamenti.

Oltre alla concessione di liquidità, da parte di CDP a UBI, per supportare i finanziamenti a favore delle imprese, la collaborazione riguarda anche altri ambiti operativi. Tra questi: l’attivazione di strumenti di garanzia, anche con il coinvolgimento dei Confidi o mediante l’utilizzo di “sezioni speciali” del Fondo di Garanzia per le PMI, costituite da CDP, che possano migliorare le possibilità e le condizioni di accesso al credito bancario.

La partnership intende inoltre sviluppare strumenti di finanza alternativa quali i cosiddetti “basket bond”, operazioni di cartolarizzazione di mini-bond appositamente emessi da imprese PMI e Mid-Cap, in relazione ai quali CDP e UBI agirebbero in qualità di investitori principali, attraendo così ulteriori capitali privati; nonché operazioni dirette in co-finanziamento a sostegno di progetti di crescita e innovazione di medie imprese italiane.

“L’intesa sottoscritta oggi con UBI rappresenta un importante pilastro della strategia di CDP per sostenere e innovare l’accesso al credito delle imprese italiane, attraverso la collaborazione con le principali istituzioni finanziarie nazionali”, ha dichiarato Nunzio Tartaglia, Responsabile CDP Imprese. “L’operazione appena perfezionata, di importo pari a 500 milioni di Euro e indirizzata alle PMI del Mezzogiorno consentirà di fare affluire ingenti risorse a medio-lungo termine in quelle aree del Paese che più necessitano di un sostegno finanziario per attivare un processo virtuoso di sviluppo e crescita, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Industriale.”
“Con la sottoscrizione del prestito obbligazionario di UBI da parte di Cassa Depositi e Prestiti si rafforza ulteriormente la nostra partnership”, afferma Frederik Geertman, Chief Commercial Officer e Vice Direttore Generale di UBI Banca. “Questa operazione consente un incremento del sostegno alle imprese del Mezzogiorno, in una corretta logica di mercato. Oggi, inoltre, sottoscriviamo un accordo di collaborazione più esteso con CDP in base al quale metteremo in campo  strumenti finanziari innovativi ed efficaci, per accompagnare lo sviluppo delle imprese italiane e supportare i loro piani di investimento. Ci fa davvero piacere riscontrare questa sinergia tra le nostre due istituzioni, ambedue impegnate a rafforzare la crescita del sistema economico nazionale”.

Banche, Ubi cede 900 milioni di euro di posizioni in sofferenza

in Banche/Economia/UBi by

UBI Banca informa con una nota di aver ceduto 900 milioni di euro di posizioni in sofferenza. In particolare l’istituto di credito comunica che:

1)  è stata perfezionata la vendita di crediti factoring in contenzioso per circa € 157 milioni lordi, oggetto di deconsolidamento già nel secondo trimestre dell’anno;

2) è stata accettata l’offerta vincolante di Credito Fondiario per la cessione di un portafoglio leasing classificato a sofferenza, per un ammontare pari a circa € 740 milioni lordi nominali alla data di cut-off del 31 ottobre 2018 (63% del totale sofferenze di UBI Leasing). Il closing dell’operazione è soggetto alle condizioni sospensive generalmente previste per questo genere di transazioni, tra cui la certificazione notarile per la trasferibilità dei beni; la cessione si articolerà in due fasi, attese concludersi rispettivamente entro settembre 2019 ed entro dicembre 2019, consentendo il pieno deconsolidamento del portafoglio venduto entro fine anno.   Le operazioni citate ricadono nella categoria delle cessioni opportunistiche, consentendo la dismissione economica di portafogli particolarmente complessi e agevolando la gestione interna del recupero crediti, fulcro della NPL Strategy del Gruppo.

3)   l’impatto complessivo delle due operazioni sul conto economico del secondo trimestre dell’anno sarà pari a circa €104 milioni lordi (circa €70 milioni netti) da contabilizzarsi alla voce “rettifiche su crediti”. A livello di CET1 ratio, tale impatto verrà sostanzialmente compensato, quando tutte le vendite saranno perfezionate, dalla riduzione dei Risk Weighted Assets (-€450 milioni);

4)  tenuto conto delle cessioni sopra riportate, il ratio complessivo dei crediti deteriorati lordi sui crediti totali lordi, calcolato sui dati al 31 marzo 2019, si attesta pro-forma al 9,4% circa (rispetto al 10,4% rilevato a fine marzo 2019);

5)  proseguono inoltre a ritmo sostenuto i recuperi tramite gestione interna, attesi contribuire significativamente nell’anno all’ulteriore riduzione dello stock di crediti deteriorati.

Bcc Agrobresciano, ecco i vertici della banca fino al 2022

in Banche/Economia/Nomine by
Osvaldo Scalvenzi, presidente di Bcc Agrobresciano

La Bcc Agrobresciano ha proceduto nei giorni scorsi al rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2019-2022.  Osvaldo Scalvenzi è stato riconfermato alla guida dell’istituto di credico ghedese e Antonella Formentini sarà ancora la sua vice. Di seguito l’organigramma completo.

BCC AGROBRESCIANO, ECCO I VERTICI 2019-2022

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

 

  1. Scalvenzi Osvaldo                        Presidente Consiglio di Amministrazione
  2. Formentini Antonella                    Presidente Consiglio di Amministrazione
  3. Baratti Alberto                                Consigliere Designato
  4. Betti Giovanni                                 Consigliere Link Auditor
  5. Caccia Lorenzo                             Amministratore Indipendente
  6. Ebrelli Annamaria                         Amministratore
  7. Gavazzi Marco                               Sostituto Amministratore Indipendente
  8. Guerrini Gianfausto                                  Amministratore
  9. Parolini Paolo                                Amministratore
  10. Prestini Angeluccio                                   Amministratore
  11. Rossini Camillo                             Amministratore

 

COLLEGIO SINDACALE

 

  1. Papa Alberto Presidente Collegio Sindacale
  2. Malchiodi Andrea Sindaco Effettivo
  3. Piscitelli Monica Sindaco Effettivo
  4. Baccinelli Marco Sindaco Supplente
  5. Venturi Gabriella Sindaco Supplente

 

COLLEGIO DEI PROBIVIRI

  1. Ferri Luigi Presidente Collegio Dei Probiviri
  2. De Stefano Grigis Filippo Maria Probiviro Effettivo
  3. Mazza Oliviero Probiviro Effettivo
  4. Migliorati Giordana Probiviro Supplente
  5. Piovani Antongiuseppe Probiviro Supplente

 

COMITATO ESECUTIVO

 

  1. Prestini Angeluccio                                   Presidente del Comitato Esecutivo
  2. Ebrelli Annamaria                         Vice Presidente del Comitato Esecutivo
  3. Guerrini Gianfausto                                  Membro del Comitato Esecutivo
  4. Parolini Paolo                                Membro del Comitato Esecutivo
  5. Rossini Camillo                             Membro del Comitato Esecutivo

Ubi Banca, ecco la lista dei candidati per Cda e Comitato di gestione

in Aziende/Banche/Economia/Nomine/UBi by

Facendo seguito alla pubblicazione avvenuta in data 1° marzo 2019 dell’avviso di convocazione per il 12 aprile 2019 (unica convocazione) dell’Assemblea dei Soci di UBI Banca S.p.A. ed al comunicato stampa diffuso in data 19 marzo 2019 ai sensi dell’art. 22 comma 6 dello statuto sociale che ha previsto la riapertura dei termini per il deposito delle liste consentendo di presentare liste sino al termine del 21 marzo con dimezzamento della partecipazione necessaria per il deposito (0,5% del capitale sociale), si comunica che è stata depositata una lista di candidati per la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione di UBI Banca S.p.A. per gli esercizi 2019/2020/2021.

In particolare in data 16 marzo 2019 è stata depositata una lista di n. 15 candidati, ordinati con numerazione progressiva, presentata da:

    • Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
    • Fondazione Banca del Monte di Lombardia
    • Mar.Bea s.r.l.
    • Zanetti Matteo

in esecuzione dell’Accordo stipulato in data 18 dicembre 2018 fra il Sindacato Azionisti UBI Banca S.p.A., il Patto dei Mille e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, titolari complessivamente di n. 118.153.595 azioni, pari al 10,33% del capitale sociale di UBI Banca.
La lista è divisa in due distinte sezioni, la Sezione 1 con i candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione e la Sezione 2 con i candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione e componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione, composte rispettivamente da 10 e 5 candidati, ordinati con numerazione progressiva in ciascuna sezione:

Sezione 1 – Componenti Consiglio di Amministrazione

    1. Letizia Maria Brichetto Arnaboldi Moratti
    2. Roberto Nicastro
    3. Victor Massiah
    4. Ferruccio Dardanello
    5. Pietro Gussalli Beretta
    6. Silvia Fidanza
    7. Paolo Bordogna
    8. Osvaldo Ranica
    9. Letizia Bellini Cavalletti
    10. Paolo Boccardelli

Sezione 2 – Componenti Consiglio di Amministrazione e Comitato per il Controllo sulla Gestione:

  1. Alessandro Masetti Zannini
  2. Alberto Carrara
  3. Monica Regazzi
  4. Francesca Culasso
  5. Simona Pezzolo De Rossi

Si informa che la suddetta lista, corredata della documentazione prevista dalla normativa anche regolamentare vigente, è disponibile presso la sede sociale e pubblicata ai sensi di legge e di regolamento sul sito internet della Banca (www.ubibanca.it, Sezione Soci), e sul meccanismo di stoccaggio denominato “1info” (www.1info.it) con le modalità previste dalla Consob con regolamento.

 

Banca Valsabbina apre una nuova filiale a Bologna

in Banche/Economia/Valsabbina by

Banca Valsabbina continua la propria politica di espansione territoriale. Dopo l’apertura di inizio 2018 a Padova è ora la volta di Bologna. Come indicato nel proprio piano industriale le nuove aperture si concentrano nell’ambito urbano di capoluoghi di provincia con economie dinamiche, lontane da Brescia, perseguendo una politica di diversificazione del rischio della base clienti.

Le mosse della Valsabbina sono in controtendenza rispetto al resto del mercato bancario. Infatti, a livello nazionale le chiusure di filiali sono state 6.289 dal 2010 al 2017 (18,6% del totale), di cui un quarto nel solo anno 2017. Curioso notare come la “dotta” Bologna sarà arbitro di un derby bresciano, almeno in parte. La nuova filiale della Valsabbina (Via Giorgio Ercolani 3/F) ha come dirimpettaia e diretta concorrente una filiale di UBI Banca.

Sofferenze, Ubi Banca completa la cessione di altri 416 milioni di euro

in Banche/Economia/UBi by

UBI Banca informa con una nota che è stata perfezionata, con una tempistica accelerata favorita dall’interesse degli investitori, la seconda operazione annunciata volta alla dismissione di crediti in sofferenza del Gruppo.

La prima operazione – la cartolarizzazione con garanzia GACS di 2,75 miliardi di sofferenze, di cui il 53,4% unsecured, e la cessione delle relative tranche mezzanine e junior – si è conclusa il 28 settembre scorso consentendone la contabilizzazione nei dati al 30 settembre 2018. In questa seconda operazione, UBI Banca ha proceduto alla cessione a investitori istituzionali internazionali di portafogli di sofferenze composti quasi esclusivamente da crediti unsecured, per una consistenza complessiva in termini di gross book value pari a €416,2 milioni. Trattasi di operazione di vendita diretta sul mercato; all’esito di un processo di asta i portafogli sono stati ceduti con un utile lordo per il Gruppo di circa 9 milioni.

Al 31 dicembre 2018, UBI Banca procederà quindi al deconsolidamento contabile delle sofferenze cedute.   Pro-forma sui dati al 30 settembre 2018, tenendo conto dell’operazione appena perfezionata, il ratio di crediti deteriorati lordi scende dall’11,1% al 10,8%.

A livello di capitale, l’operazione contribuirà, al pari di quanto avvenuto per la precedente, alla riduzione degli RWA relativi alle sofferenze cedute. Le due operazioni non comportano impatti negativi sui ratio patrimoniali, anche fattorizzando futuri aggiornamenti della LGD.

Infine, in termini di composizione qualitativa dello stock di sofferenze lorde, le cessioni, principalmente incentrate sulla componente unsecured, consentono di incrementare di oltre 3 punti percentuali la quota di sofferenze assistite da garanzia reali, più atte a generate elevati recuperi.   Alla data del 30 agosto 2018. Il valore lordo contabile alla stessa data è di 353 milioni.

 

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