Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Category archive

Aib

Brescia, rallenta la crescita dei prestiti alle imprese industriali: +0,5% rispetto al 2024  

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by

A fine settembre 2025 lo stock di prestiti bancari (al netto di pronti contro termine e sofferenze) a disposizione delle imprese industriali bresciane ammonta a 9,6 miliardi di euro, evidenziando una modesta crescita (+0,5%) sull’analogo periodo del 2024. Tale dinamica si inserisce all’interno di un movimento di sostanziale assestamento dei quantitativi erogati, dopo la fase di incremento degli stessi riscontrata nei primi mesi dell’anno.

A evidenziarlo è il Centro Studi di Confindustria Brescia su dati di Banca d’Italia.

Quanto rilevato nel nostro territorio risulta nel complesso coerente con il dato lombardo (+0,5%) e nazionale (+0,8%). Il volume complessivo dei prestiti (9,6 miliardi) risulta significativamente inferiore rispetto ai massimi storici rilevati a fine agosto 2022 (-30,4%), quando le inedite quotazioni degli input energetici e la fase espansiva dell’attività economica avevano determinato un maggiore fabbisogno per la copertura del circolante, che si era tradotto in una intensa domanda di credito da parte delle imprese. L’attuale situazione vissuta dal sistema economico locale appare notevolmente diversa, con i prezzi dell’energia ridimensionati (ma ancora elevati in prospettiva storica) e una congiuntura economica “più scarica”: tutto ciò si traduce, quindi, in una minore richiesta di fondi da parte delle aziende.

La domanda di credito da parte delle imprese locali è inoltre frenata dall’elevata liquidità detenuta da tali realtà: a fine settembre 2025 i depositi bancari posseduti dalle società non finanziarie e dalle famiglie produttrici bresciane sono pari a 18,1 miliardi, un valore di fatto ai massimi storici, con una crescita del 5,1% sull’analogo periodo del 2024.

Secondo le ancora provvisorie stime per l’anno 2025 realizzate dal Centro Studi di Confindustria Brescia, il rapporto tra i depositi delle imprese e il valore aggiunto complessivo generato in provincia di Brescia si attesterebbe al 35%, una quota particolarmente significativa, non lontana dal livello più elevato riscontrato nel 2021 (37%). Le motivazioni alla base di tale dinamica sono molteplici, alcune con una connotazione positiva (gli importanti utili realizzati e accumulati dalle imprese negli ultimi anni), altre con una valenza negativa (la limitata propensione del sistema produttivo agli investimenti, che non ha permesso un più efficiente utilizzo di tali fondi). Quanto rilevato nell’ambito delle imprese trova una (parziale) corrispondenza all’interno dell’aggregato delle famiglie consumatrici, dove i depositi bancari rilevati alla fine del terzo trimestre di quest’anno (27,2 miliardi) risultano in aumento del 2,3% tendenziale.

“In generale, la situazione attuale sul territorio bresciano è da considerarsi complessivamente positiva – commenta Anna Tripoli, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Credito, Finanza e Fisco –: la qualità del credito continua a essere elevata, l’ammontare dei prestiti a disposizione delle imprese è dalla fine del 2024 in “territorio positivo” e i tassi di mercato a livello nazionale sono in discesa, come recentemente certificato dall’ABI. Tuttavia, nei mesi a venire, gli ancora irrisolti nodi di natura geopolitica, la lenta crescita dell’economia italiana e i possibili effetti negativi derivanti dai dazi statunitensi, potrebbero determinare un peggioramento del quadro attuale. In tale contesto, l’elevata disponibilità di liquidità delle aziende rappresenta comunque un elemento di ulteriore sicurezza.”

Va poi segnalato che la debole fase ciclica sperimentata negli ultimi tre anni dall’economia bresciana ha avuto – fortunatamente – impatti molto modesti sulla creazione di crediti deteriorati (NPL): il tasso annualizzato di deterioramento dei prestiti, che misura la velocità di formazione dei NPL sta mostrando dei segnali di crescita, ma, al momento, di per sé non preoccupanti. A giugno 2025 la componente “utilizzato” (che fa riferimento al totale dei nuovi prestiti deteriorati) è pari all’1,8%, in aumento dai minimi storici rilevati nel terzo trimestre 2023 (0,8%), poco al di sotto della media del biennio 2018-2019 (2,1%) e ben lontano dai picchi del 2009-2010 (12%-13%). Situazione leggermente migliore si ha per la componente “affidati” (che riguarda il numero dei nuovi soggetti che entrano nel perimetro dei NPL): a giugno di quest’anno il tasso rilevato è pari all’1,6%, con una dinamica più piatta e meno volatile rispetto a quella dell’utilizzato.

Le sofferenze bancarie – ovvero tutti quei crediti che sono considerati irrecuperabili dagli istituti di credito – a carico delle imprese industriali bresciane a giugno 2025 sono pari a 103 milioni di euro, un valore in ridimensionamento rispetto a 112 milioni misurati nello stesso mese del 2024, sebbene in risalita dai minimi storici raggiunti alla fine del 2022 (81 milioni). A Brescia la loro incidenza sul totale dei prestiti (1,0%) è particolarmente bassa nei confronti del passato (era al 4,2% nel biennio 2018-2019) e appare in linea con la media lombarda (1,0%) e nazionale (1,3%). 

Brescia, tra luglio e settembre le vendite all’estero sono state pari a 4.893 milioni

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by

Nel 3° trimestre dell’anno, il valore delle esportazioni bresciane – pari a 4.893 milioni di euro – registra un’importante crescita (+6,6%) rispetto allo stesso periodo del 2024. La dinamica sperimentata tra luglio e settembre del 2025, che segue il +0,9% nel primo trimestre e il +0,2% nel secondo, è la più intensa dagli ultimi tre mesi del 2022 (+7,9%). Il valore monetario delle vendite all’estero risulta il secondo più elevato di sempre (con riferimento al solo 3° trimestre), dopo quanto rilevato nel 2022 (5.218 milioni). A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

La buona performance bresciana risulta in linea con la media nazionale (+6,6%) ed è superiore a quella lombarda (+3,4%). La dinamica delle esportazioni realizzata dalle imprese del nostro territorio risulta nel complesso coerente con il quadro di consolidamento dell’attività produttiva riscontrato nel periodo estivo, all’interno di un più ampio percorso di stabilizzazione del Made in Brescia dopo la fase di debolezza rilevata lungo lo scorso biennio (2023-2024).

Nel complesso dei primi nove mesi del 2025, le vendite all’estero (pari a 15.289 milioni) sono in crescita del 2,4% sul 2024, a fronte di una dinamica più modesta riscontrata in Lombardia (+1,8%) e del più elevato risultato dell’Italia (+3,6%).

Per quanto riguarda le importazioni, nel periodo luglio-settembre pari a 3.016 milioni, si assiste a un incremento (+4,2% tendenziale), mentre negli interi primi nove mesi hanno raggiunto la cifra di 9.499 milioni (in aumento dell’8,0% sul 2024). A seguito di tali evoluzioni, il saldo commerciale generato a Brescia e provincia ammonta a 5.790 milioni, in ridimensionamento di circa 348 milioni sul 2024.

“Il terzo trimestre del 2025 segna, per l’export bresciano, un’inversione di tendenza positiva in particolare grazie ai nostri partner storici, Germania e Francia, che tornano a far segnare incrementi su base annua. Migliora così il dato complessivo dell’Unione Europea – commenta Maria Chiara Franceschetti, vice presidente Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –, compensando la netta flessione del Paese americano segnato dai primi significativi effetti dei dazi. In generale il Made in Brescia registra un andamento migliore della media lombarda, in linea con quella nazionale: sono numeri che valutiamo con un cauto ottimismo, alla luce delle persistenti incertezze geopolitiche a livello mondiale. Guardando ai primi 9 mesi dell’anno, un rialzo importante è segnato dall’Asia, trascinata dal +32% dell’India, su cui incide positivamente la percezione di stabilità politica del nostro Paese. Il rialzo indiano assume contorni ancora più positivi dopo il recente Business Forum Italia-India, tenutosi in questi giorni a Mumbai, che fa seguito all’incontro ospitato a Brescia lo scorso giugno e che testimonia l’interesse economico crescente e il consolidamento del legame tra le due nazioni.”

Venendo ai principali mercati di destinazione dell’export bresciano, si rilevano, nei primi nove mesi dell’anno, evoluzioni piuttosto eterogenee. Buone notizie provengono dall’Unione Europea, dove le vendite in Germania tornano a salire (+2,1%), grazie, in particolare, a quanto riscontrato nell’ultimo trimestre (+5,7%). Brilla, inoltre, il mercato del Regno Unito, che evidenzia un significativo incremento (+24,5%). Al di fuori del Vecchio Continente, spicca la performance dell’India (+32,0%), sebbene la sua quota sul totale esportato sia ancora nel complesso marginale (1,5%). Per contro, si segnalano le flessioni di Brasile (-3,5%), Cina (-2,9%) e Stati Uniti (-5,2%). Quest’ultimo mercato, che negli ultimi anni si era contraddistinto per il più elevato contributo alla crescita del Made in Brescia, sta vivendo una fase di evidente rallentamento, iniziata nei primi mesi del 2025, sulla scia del significativo rafforzamento dell’euro sul dollaro, tale da rendere meno competitive (in termini di prezzo) le merci vendute negli Stati Uniti. A riguardo, va evidenziato che la perdita rilevata nel terzo trimestre dell’anno (-6,3%) risulta sostanzialmente in continuità con quanto misurato nel primo periodo del 2025 (-4,8%) e nel secondo (-4,6%): in tale contesto, quindi, l’introduzione dei dazi all’import, sancita dall’Amministrazione Trump, non fa che penalizzare ulteriormente la nostra capacità di penetrazione del mercato USA.

Tra i beni venduti all’estero, solo macchinari e apparecchiature (-1,4%) si connotano per variazioni negative dell’export bresciano fra i primi nove mesi del 2025 e l’analogo periodo del 2024. Per contro, gli incrementi più rilevanti riguardano i prodotti alimentari e bevande (+13,4%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+7,2%) e prodotti della metallurgia (+3,7%).

Da ultimo, va segnalato che Brescia si mantiene al sesto posto nella classifica delle province italiane per valore dell’export, dopo Milano (41.207 milioni), Firenze (25.039), Torino (19.661), Vicenza (16.665) e Bergamo (15.621). Dal punto di vista del saldo commerciale manifatturiero, Brescia (6.961 milioni) si attesta in quarta posizione: la precedono Vicenza (9.293), Modena (8.775) e Bologna (7.336).

Imprese, ricavi complessivi in flessione del 2,4%

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero by

Struttura patrimoniale e liquidità generata dalla gestione operativa continuano a essere i principali punti di forza della piattaforma manifatturiera bergamasca e bresciana, nonostante i risultati economici del 2024 evidenzino una flessione sia dei ricavi che del Margine Operativo Lordo; su tale dinamica continuano a pesare, in particolare, il calo della domanda internazionale e le incertezze geopolitiche a livello mondiale, che gravano soprattutto sulla siderurgia e su buona parte della filiera metalmeccanica. Positiva, nello scorso anno, anche la voce investimenti, in aumento del 7,6%.

In fase prospettica, invece, emerge per il 2025 in chiusura una sostanziale tenuta dei valori del 2024, con ampie differenziazioni settoriali, mentre per il 2026, l’85% dei gruppi si attende una ripresa dei ricavi e del margine operativo, pur moderata.

A evidenziarlo è l’indagine condotta da Confindustria Brescia e Confindustria Bergamo, presentata oggi pomeriggio, all’interno dell’evento “Nel cuore della manifattura – Un’analisi economico-finanziaria dei primi 200 gruppi industriali di Bergamo e Brescia”, giunto alla sua terza edizione e moderato dalla giornalista Stefania Scordio, che ha visto la partecipazione di Giovanna Ricuperati (presidente Confindustria Bergamo), Paolo Streparava (presidente Confindustria Brescia), Pietro Vargiu (Country Manager Coface Italia) e Antonio Solinas (Deputy Business Leader Deloitte Advisory), insieme agli interventi tecnici di Davide Fedreghini (Centro Studi Confindustria Brescia) e Pietro Frecassetti (Centro Studi Confindustria Bergamo).

I primi 200 gruppi industriali bergamaschi e bresciani a vocazione manifatturiera registrano nel 2024 ricavi complessivi pari a quasi 44 miliardi di euro e danno lavoro a 138mila dipendenti. Queste realtà rappresentano uno dei segmenti produttivi più avanzati e innovativi a livello nazionale ed europeo, e si caratterizza poi per un’elevata proiezione internazionale, certificata dalla quota del volume d’affari realizzata al di fuori dell’Italia, pari al 65% del fatturato totale.

I principali risultati emersi:

·         I ricavi sono in flessione del 2,4% sul 2023, evidenziando una nuova contrazione, anche se di intensità minore a quella sperimentata nel 2023 sul 2022. I comparti metalmeccanici sono in sofferenza, a fronte di una maggiore tenuta dell’alimentare e del chimico.

·         Il MOL è in diminuzione dell’8,4%, penalizzato, in particolare dalla performance della siderurgia (-56,8%) e dell’intera filiera metalmeccanica.

·         Il differenziale ROI-ROD (leva finanziaria) passa dal 3,8% nel 2023 all’1,8% nel 2024 avvicinandosi “pericolosamente” allo zero. Per la siderurgia tale indicatore è addirittura negativo (-4,2%).

·         La patrimonializzazione si conferma come vero e proprio punto di forza: la quota dei mezzi propri sul totale del capitale investito è pari a 54,6%, confermando quanto già sperimentato negli anni precedenti.

·         La liquidità generata dalla gestione operativa, pur in frenata rispetto al 2023 (-12,6%), è più che sufficiente a coprire le uscite monetarie destinate agli investimenti e al rimborso dei finanziamenti in precedenza contratti.

·         Gli investimenti (in immobilizzazioni materiali e immateriali) si connotano per un incremento (+7,6% sul 2023), un movimento in controtendenza rispetto ai principali aggregati di Conto Economico, tutti in diminuzione rispetto all’anno precedente. Un dato di per sé positivo, ma che potrebbe avere ripercussioni nel biennio 2025-2026. Infatti, come evidenziato nell’indagine (si veda sotto), una quota non marginale dei gruppi presi in considerazione ha optato per un rinvio degli investimenti programmati, o per una loro riduzione o per una loro revisione/riallocazione, sulla scia dell’elevata incertezza di natura geopolitica, di mercato e normativa.

·         Nel complesso, la eterogeneità (fra e nei settori) è elevata: la performance dei gruppi è funzione non solo del settore di appartenenza, ma anche di altri fattori (come i mercati serviti e le nicchie in cui sono inseriti).

INDAGINE SULLE PROSPETTIVE

·         Nel 2025 i gruppi industriali stimano una sostanziale tenuta dei valori del 2024 (ricavi +0,3%; MOL -0,8%). Si confermano notevoli differenziazioni settoriali: meccatronica e metallurgia vicine allo zero, ma con ampia dispersione, chimica positiva, gomma-plastica in difficoltà e comparto dei mezzi di trasporto negativo.

·         Mercati: tre gruppi su cinque segnalano un calo del fatturato nel 2025 in Germania, l’andamento peggiore tra le aree geografiche indagate. Anche la Cina (come mercato di sbocco per questi operatori) si conferma in rallentamento, mentre gli USA sono nel complesso positivi, nonostante un quinto dei gruppi segnali un calo dei ricavi di oltre il 10%. Tra gli emergenti, bene India e MENA.

·         L’incertezza – dovuta principalmente a fattori geopolitici e di mercato, ma anche normativi – ha comportato che solo un gruppo su tre non ha modificato i propri piani di investimento.

·         Per il 2026, circa l’85% dei gruppi si attende una ripresa dei ricavi e del margine operativo. Tuttavia, la risalita è moderata, con oltre la metà dei gruppi che indica un valore compreso tra lo 0% e il 5%.

·         Segnali più contrastanti dagli investimenti: un gruppo su quattro prevede una riduzione degli stessi – forse alla luce anche dell’incremento registrato nel 2024 – ma circa un terzo degli operatori segnala una crescita robusta superiore al 5%. Il 29% dei gruppi è concentrato su operazioni straordinarie.

Di Natale nuovo coordinatore di Confindustria Garda-Valsabbia

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Eventi by

Luca Duthion Di Natale (Di Natale-Bertelli Spa) è il nuovo coordinatore della zona Valsabbia-Lago di Garda di Confindustria Brescia (conta 138 aziende e 5.664 dipendenti) per il quadriennio 2025-2029; l’imprenditore succede nel ruolo ad Alessandro Ferrari. L’elezione è avvenuta durante l’assemblea tenuta lo scorso lunedì nella sede di Cameo Spa a Desenzano del Garda.

Tra gli altri interventi, durante la serata, anche quello del presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, che ha illustrato le principali linee di mandato per il quadriennio.

Insieme a Di Natale, è stato eletto anche il vice coordinatore: si tratta di Davide Merzari (Archimedia srl). Completano la squadra 11 delegati: si tratta di Sergio Berardi (Fonti di Vallio Srl), Dario Bosetti (Bosetti Srl), Filippo Carli (C.M.C. Srl di Carli Agostino e Figli), Luca Domenighini (S.I.E.M. Srl), Carlo Ebenestelli (Ivars Spa), Mauro Esposto (Goldenfood Srl), Alessandro Ferrari (Phoenix Informatica Srl), Daniela Garzoni (Atpitaly Srl), Fabio Pozzi (Fama International Srl), Rosellina Stagnoli (Lafre Srl) e Angelo Michele Zurillo (Brado Spa).

Si è così concluso il ciclo di assemblee elettive che ha portato al rinnovamento delle sette Zone di Confindustria Brescia.

Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie di Brescia e provincia?

  • Iscriviti alla nostra newsletter quotidiana con gli articoli cliccando qui.
  • Iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
  • Iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui (solo info utili in tempo reale).

Paolo Franceschetti (Slingofer srl) nuovo coordinatore della zona Vallecamonica di Confindustria

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Nomine/Valcamonica/Zone by

Paolo Franceschetti (Slingofer srl) è il nuovo coordinatore della zona Vallecamonica di Confindustria Brescia (conta 75 aziende e 3.372 dipendenti) per il quadriennio 2025-2029; l’imprenditore succede nel ruolo a Giovanni Spatti. L’elezione è avvenuta durante l’assemblea tenuta lo scorso mercoledì al Rizzi Aqua Charme Hotel & Spa di Darfo.

Tra gli altri interventi, durante la serata, anche quello del presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, che ha illustrato le principali linee di mandato per il quadriennio.

Insieme a Franceschetti, è stato eletto anche il vice coordinatore: si tratta di Andrea Trentini (F.lli Trentini srl). Completano la squadra 10 delegati: si tratta di Katia Abondio (Fedabo spa), Michela Chini (Elifly International srl), Mario De Lisi (Comisa spa), Vittorio Amedeo Garzoni Di Adorgnano (Sbm – Irfi srl), Federico Foppoli (Edil Cominelli di Foppoli Marco, Federico & C. sas), Diego Pezzotti (Isam srl), Cristian Poma (Viride srl), Marco Puglioli (Vexa srl), Michela Rizzi (C.M.M. F.lli Rizzi spa) ed Emanuel Simoncini (Due Esse Impianti srl).

La prossima e ultima assemblea elettiva è in programma lunedì 24 novembre, e riguarderà la zona Valsabbia – Lago di Garda.

Scenari Digitali, per le imprese bresciane i principali ostacoli alla digitalizzazione sono culturali e organizzativi

in Aib/Associazioni di categoria/Tendenze by

La Sala Beretta di Confindustria Brescia ha ospitato, ieri pomeriggio, la prima edizione di “Scenari Digitali | Sfide e prospettive per guidare il cambiamento e competere nel futuro”, il nuovo appuntamento dedicato alle trasformazioni digitali che stanno ridefinendo il tessuto imprenditoriale e sociale bresciano, promosso dal Settore Digitale di Confindustria Brescia in collaborazione con Anitec-Assinform, la principale associazione Italiana per l’Information and Communication Technology (ICT) aderente a Confindustria.

All’evento sono intervenuti Mario Bonomi, vice presidente Confindustria Brescia con Delega a Innovazione e Sviluppo Digitale, Sergio Venturetti, presidente Settore Digitale Confindustria Brescia, Ludovica Busnach, vice presidente di Anitec-Assinform con delega alle Digital Skills per la crescita d’impresa e l’inclusione, Giancarlo Capitani, presidente onorario NetConsulting cube e Davide Fedreghini, Area Comunicazione, Relazione con i Media, Centro Studi; in chiusura le case history di 3 realtà bresciane, con le testimonianze di Stefano Lancini, vice presidente Settore Digitale Confindustria Brescia, Marco Bandini, Chief Operating Officer Slingofer S.r.l. e Paolo Chiari, amministratore delegato Clarium S.r.l.

Nel corso dei lavori è stata presentata una ricerca condotta dal Centro Studi di Confindustria Brescia con Anitec-Assinform, che ha scattato un’istantanea inedita sul settore digitale bresciano, caratterizzato per una dimensione media delle imprese particolarmente contenuta e da attività prevalentemente incentrate su servizi IT e su software, consulenza e gestione IT. L’analisi ha riguardato sia l’offerta che la domanda di servizi digitali, coinvolgendo 150 imprese con oltre 15mila addetti e 6,5 miliardi di ricavi.

Tra le principali evidenze emerge come:

·         Sia le imprese erogatrici di servizi ICT, sia quelle utilizzatrici, sono concordi nell’individuare, tra i principali ostacoli all’implementazione del digitale, quelli culturali e organizzativi.

·         Le realtà digitali ritengono gli elevati costi energetici e le tensioni geopolitiche i principali fattori di incertezza, condividendo quindi le medesime preoccupazioni in capo ai loro principali clienti (le imprese industriali).

·         Il mismatch nell’ambito del personale riguarda un’impresa su due. I problemi più rilevanti sono concentrati sulle competenze legate allo sviluppo software, cyber security e big data / analytics.

·         Dal lato della domanda, la gestione della trasformazione digitale avviene con modalità solo in parte «strutturate», confermando i limiti precedentemente descritti.

·         Cyber security e IA sono le applicazioni ICT su cui si focalizzeranno gli investimenti futuri, con un’accelerazione da parte delle aziende di minori dimensioni rispetto al recente passato.

·         La filiera (fornitori e clienti) si conferma come il punto di riferimento nel processo di digitalizzazione: la forte prevalenza di PMI non facilita infatti l’adozione di un approccio che prevede anche il coinvolgimento di attori come università, centri di ricerca, Competence center e DIH.

Secondo i dati presentati da NetConsulting cube (realtà impegnata nel settore delle analisi di mercato e della consulenza ICT), il mercato digitale della provincia di Brescia nel biennio 2023-2024 è cresciuto del 2,8% nel 2023 e del 4% nel 2024, attestandosi su un valore superiore a 1,4 miliardi di euro. Il tasso di crescita registrato è superiore a quello mercato nazionale, in aumento del +2,1% nel 2023 e del +3,6% nel 2024, e in linea con quello della Lombardia, cresciuto nei due anni rispettivamente del 2,6% e del +4,1%

Il segmento Business (59%, pari a 822,7 milioni di euro) è più rilevante in termini di incidenza, ma in rallentamento nel 2024 (+4,9% contro il 6% del 2023) principalmente per effetto di una minore spinta del settore industriale. Al contrario, il segmento Consumer ha registrato un’inversione di tendenza, tornando a crescere del +2,6% rispetto al -1,3% del 2023 e raggiungendo un valore di 578,0 milioni di euro (41% del mercato).

I principali driver del mercato nel 2024 sono stati: gli investimenti legati all’adozione del cloud (141,5 milioni di euro e +16,7%); il Mobile Business, il secondo per dimensioni con 100,8 milioni di euro registra una crescita più contenuta rispetto ad altri segmenti; il comparto industriale rappresenta il settore principale con una spesa di 452,2 milioni di euro e una crescita del +4,1%, leggermente inferiore a quella del 2023.

Le differenze rispetto al contesto nazionale risultano più accentuate nel settore industriale, dove le previsioni indicano una crescita del +3,4% nel 2025, a fronte del +4,0% registrato a livello italiano.  Il divario tenderà ad ampliarsi negli anni successivi, fino a raggiungere nel 2028 un +3,4% rispetto al +4,1% nazionale, confermando una maggiore prudenza negli investimenti digitali delle aziende bresciane rispetto al contesto nazionale.

“Quella di oggi rappresenta la prima edizione di Scenari Digitali, appuntamento che vuole essere l’evento di riferimento, di stimolo e guida per il Settore Digitale e per tutto il panorama industriale bresciano – commenta Sergio Venturetti, presidente del settore Digitale di Confindustria Brescia –. La ricerca congiunta fra il nostro Centro Studi e Anitec/Assinform, con il supporto della società di analisi NetConsulting Cube, costituisce una prima assoluta per una provincia in collaborazione con questi partner; un lavoro che restituisce una visione integrata del digitale bresciano — sia dal lato dell’offerta, le imprese che producono soluzioni e servizi ICT, sia dal lato della domanda, le aziende che li adottano. È una fotografia che racconta un settore vivo, dinamico, ma frammentato: oltre 3.000 imprese, quasi 10.000 addetti, un’economia che vale più di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Tuttavia, la dimensione media è ancora ridotta e le competenze — soprattutto su AI, cybersecurity e big data — restano una sfida aperta.”

“Per me questa occasione ha un valore speciale: segna l’inizio di un percorso di dialogo con le aziende del territorio nel mio nuovo incarico di vicepresidente con delega all’Innovazione e allo Sviluppo Digitale – le parole di Mario Bonomi, vice presidente Confindustria Brescia con Delega a Innovazione e Sviluppo Digitale –. Vogliamo costruire un vero e proprio network dell’innovazione, perché siamo convinti che solo attraverso un confronto continuo con tutto l’ecosistema – imprese, istituzioni, centri di ricerca, associazioni – possiamo portare sul territorio una narrazione e una progettualità serie, efficaci e credibili In questo senso ci tengo a sottolineare come Confindustria Brescia sia tra le territoriali che hanno scelto di associarsi ad Anitec-Assinform, a testimonianza concreta della nostra attenzione al comparto digitale.”

“Il digitale è una leva decisiva per la competitività dell’industria e del Paese – ha dichiarato Ludovica Busnach, vice presidente di Anitec-Assinform con delega alle Digital Skills per la crescita d’impresa e l’inclusione –. Le grandi imprese hanno già compiuto passi significativi e questo dimostra che la trasformazione è possibile. Ora dobbiamo accompagnare le PMI, aiutandole a superare gli ostacoli culturali e organizzativi, perché il salto digitale delle piccole e medie imprese è la condizione per rafforzare la competitività delle filiere. Non è solo una questione di tecnologia, ma soprattutto di persone e competenze: una straordinaria opportunità per territori industriali come Brescia e per l’intero Paese”.

Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie di Brescia e provincia?

  • Iscriviti alla nostra newsletter quotidiana con gli articoli cliccando qui.
  • Iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
  • Iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui (solo info utili in tempo reale).

Confindustria e Intesa: 50 miliardi per sostenere le imprese lombarde

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Evidenza/Finanza by

Il Presidente di Confindustria Brescia,Paolo Streparava, e la Direttrice Regionale Lombardia Sud della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Paola Lecci, hanno siglato questa mattina – nella sede di Confindustria Brescia in via Cefalonia – un accordo che mette a disposizione delle imprese lombarde 50 miliardi di nuovo credito,per rilanciare lo sviluppo del sistema produttivo e cogliere le opportunità di Transizione 5.0 e I.A., integrando così le risorse già stanziate dalla Banca per la realizzazione degli obiettivi del PNRR.

L’accordo territoriale rientra nell’ambito di quello nazionale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese italiane annunciato lo scorso gennaio dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e da Carlo Messina, Consigliere Delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo e che mette a disposizione 200 miliardi di euro fino al 2028, di cui 50 miliardi alle aziende della Lombardia.

Il protocollo firmato oggi consolida e rinnova la collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria avviata nel 2009 che, grazie a un volume di crediti erogati al sistema produttivo italiano pari a 450 miliardi di euro in quindici anni, ha contribuito a evolvere il rapporto tra banca e impresa accompagnando i bisogni delle PMI e delle industrie mature anche nelle fasi più complesse. Tale supporto è sato declinato in numerose iniziative congiunte che, anche attraverso le garanzie governative attivate nelle fasi critiche, hanno consentito di sostenere con nuovo credito decine di migliaia di imprese e prevalentemente PMI, struttura portante del Made in Italy nel mondo.

L’accordo prevede misure ad hoc per favorire il supporto a nuovi insediamenti produttivi, all’ampliamento e ammodernamento di quelli esistenti e agli investimenti nel settore energetico, sostenendo così l’attrattività dei territori italiani con posizione strategica per le rotte e gli interscambi internazionali. Le novità riguardano:

Ø gli investimenti in nuovi modelli produttivi evoluti ad alto potenziale con particolare attenzione ad Aerospazio, Robotica, Intelligenza Artificiale e Scienze della Vita

Ø l’accelerazione della transizione sostenibile in linea con il Piano Transizione 5.0, dei processi innovativi ad alto contenuto tecnologico, dell’economia circolare verso un bilanciamento energetico ottimale tra fonti energetiche sostenibili

Ø l’impatto in ricerca e innovazione, favorendo la nascita e lo sviluppo di startup e PMI ad alto contenuto tecnologico anche attraverso soluzioni finanziarie e servizi dedicati

Ø piano per l’Abitare Sostenibile, per facilitare la mobilità e l’attrazione dei talenti nell’industria italiana.

Confindustria, ecco la squadra che affiancherà Streparava

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Sono stati designati oggi pomeriggio, nel corso del Consiglio Generale, gli 8 vice presidenti di Confindustria Brescia per il quadriennio 2025-2029, con relative deleghe.

Si tratta di: Mario Bonomi (Innovazione e Sviluppo Digitale), Marco Capitanio (Sviluppo associativo, Zone e Settori), Maria Chiara Franceschetti (Internazionalizzazione ed Ecosistema Imprese), Giovanni Marinoni Martin (Sicurezza, Transizione ed Europa), Matteo Meroni (ESG e Legalità), Elisa Torchiani (Education e Cultura d’impresa), Anna Tripoli (Credito Finanza e Fisco) e Fabrizio Vicari (Relazioni Industriali e Organizzazione).

La squadra affiancherà il presidente designato, Paolo Streparava, nel quadriennio 2025-2029; l’elezione avverrà nell’Assemblea Generale del prossimo 12 giugno.

“La squadra che ho voluto al mio fianco per il prossimo quadriennio nasce da una riflessione profonda sui grandi temi che riguardano il futuro del nostro sistema produttivo e associativo – le parole di Paolo Streparava, presidente designato di Confindustria Brescia per il quadriennio 2025-2029 –. Ho scelto persone di valore, con sensibilità e competenze diverse, rappresentative del nostro territorio e delle sue eccellenze, capaci di portare visione e concretezza su ambiti strategici. Mi piace inoltre sottolineare come si tratti di una squadra giovane: sono certo che, insieme, potremo lavorare per rafforzare Confindustria Brescia come punto di riferimento delle imprese, affrontando con determinazione le sfide dei prossimi anni. Ringrazio ciascuno di loro per la disponibilità e l’entusiasmo con cui hanno accettato questo impegno.”

Confindustria Brescia, ieri la cerimonia per le 64 imprese neoassociate

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Si è tenuto ieri pomeriggio, nella Sala Beretta di Confindustria Brescia, il Welcome Day per le aziende neoassociate del 2024 all’Associazione di via Cefalonia e per i nuovi membri dei Giovani Imprenditori. A riferirlo è una nota dell’associazione, riportata da Brescia news.

All’incontro – moderato dal direttore generale di Confindustria Brescia, Filippo Schittone – sono intervenuti Franco Gussalli Beretta (presidente Confindustria Brescia), Marco Capitanio (presidente Piccola Industria Confindustria Brescia), Elisa Torchiani (vice presidente Confindustria Brescia e presidente Fondazione AIB), Daniela Bandera (responsabile gruppo tecnico LE Imprenditrici), Francesco Veneziani (presidente Giovani Imprenditori Confindustria Brescia) e Francesco Franceschetti (vice presidente Confindustria Brescia), insieme a una serie di testimonial aziendali e funzionari di Confindustria Brescia.

Nell’anno da poco concluso, sono 64 le realtà che hanno scelto di associarsi a Confindustria Brescia, per un totale di 1.500 dipendenti; a loro si aggiungono i 30 nuovi membri del gruppo dei Giovani Imprenditori. Al 31 dicembre 2024 sono complessivamente 1.291 le imprese associate (erano 1.271 al 31/12/2023), con 67.571 dipendenti (erano 67.568 nel 2023).

“Grazie all’apporto di tutte le neoassociate e dei nuovi giovani imprenditori, Confindustria Brescia continua a crescere – commenta Franco Gussalli Beretta, presidente di Confindustria Brescia –. In questi anni di presidenza, il marketing associativo è stato un’attività molto importante, con l’obiettivo di essere il più possibile presenti su un territorio ampio come quello bresciano. Il confronto continuo e costante con gli associati è essenziale per la nostra Associazione, a maggior ragione nei tempi incerti che stiamo vivendo.”

Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie di Brescia e provincia?

  • Iscriviti alla nostra newsletter quotidiana con gli articoli cliccando qui.
  • Iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
  • Iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui (solo info utili in tempo reale).

Esportazioni, il 2024 si chiude con un -2,1% rispetto all’anno precedente: perso in un anno oltre il 10% dell’export tedesco

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Export by

L’export bresciano chiude il 2024 con una contrazione annua del -2,1%: si tratta di un dato meno negativo rispetto al forte calo registrato nell’anno 2023 (-7,5%), ma comunque non rassicurante. A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

Per quanto riguarda il dettaglio del 4° trimestre 2024, le esportazioni bresciane segnano un valore pari a 5.092 milioni, con un’inversione di tendenza in confronto al trend negativo degli ultimi trimestri: la variazione delle vendite all’estero rispetto all’analogo periodo del 2024 è infatti pari a +2,5%, interrompendo così una serie di sei flessioni consecutive e mostrando una ripresa rispetto al trimestre precedente (-1,5%).

Al netto della performance trimestrale, nel confronto regionale e nazionale (per il dato annuale) Brescia appare più colpita. La Lombardia emerge invece come l’area meno penalizzata, evidenziando un aumento trimestrale del +3,2% e un incremento cumulato dello 0,6%. Anche l’Italia nel suo complesso mostra segni di ripresa, seppure più contenuti, con una crescita trimestrale dello 0,5% e una riduzione cumulata limitata al -0,4%.

“Le dinamiche dell’export bresciano mostrano segnali di recupero nel 4° trimestre del 2024 ma la performance complessiva dell’anno rimane ancora negativa – commenta Mario Gnutti, vice presidente di Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –: si assiste a una manifattura locale ancora in affanno in un contesto nazionale e internazionale che rimane troppo fragile. Il Made in Brescia continua poi a risentire della sua forte esposizione verso la Germania, il cui settore produttivo rimane in difficoltà come indicato dall’indice PMI manifatturiero, che resta al di sotto della soglia di neutralità da oltre due anni. Questo legame penalizza in particolare i comparti orientati all’export verso l’area UE. Anche le oscillazioni dei prezzi delle materie prime, con andamenti contrastanti, continuano a influenzare i risultati dell’export bresciano; in particolare impatta la flessione del rottame ferroso, componente fondamentale per il comparto metallurgico locale. Non dimentichiamo, in tutto ciò, anche l’attuale “tira e molla” sulla questione dazi, che sta alimentando l’inflazione statunitense, penalizzando anche le nostre imprese.”

Con una tendenza opposta alle esportazioni, le importazioni raggiungono nel 2024 un valore complessivo pari a 12.234 milioni, registrando un significativo incremento rispetto all’anno precedente (+6,5%). Tale evoluzione continua a limare il saldo commerciale bresciano, che passa da 9,1 miliardi nel 2023 a 7,9 miliardi nel 2024.

Sempre a livello annuale, l’analisi delle esportazioni per aree geografiche permette di comprendere più nel dettaglio la dinamica commerciale complessiva. Il calo è particolarmente evidente nei mercati tradizionalmente più rilevanti per l’economia locale, come l’Unione Europea (-4,0%), che rappresenta il 62,2% dell’export totale. Tra i principali partner europei si segnala la marcata flessione delle vendite verso la Germania (-10,3%), che continua a risentire della debolezza del proprio settore manifatturiero. Anche la Francia, secondo partner del continente, registra una contrazione non esigua (-4,0%). Guardando ai mercati extra-europei, si evidenzia un andamento più favorevole per l’America settentrionale (+4,7%), trainato principalmente dagli Stati Uniti (+5,4%). Fino ad ora la crescente domanda del mercato statunitense si è rivelata per Brescia un ottimo contrappeso – anche se non sufficiente – alla significativa crisi dello storico alleato tedesco. Uno scenario che potrebbe però cambiare rapidamente se eventuali dazi fossero applicati da parte del nuovo esecutivo di Washington. Di particolare rilievo è la crescita del mercato asiatico (+9,1%), con un incremento significativo delle esportazioni verso la Cina (+18,5%) e l’India (+14,0%).

Tra i beni venduti all’estero, il consistente calo nel 2024 dei prodotti della metallurgia (-8,2%) che pesano circa un quinto di tutto l’export bresciano, va inevitabilmente a impattare sulla performance complessiva. Contribuisce a tale dinamica anche la contrazione delle vendite di macchinari e apparecchiature (-3,8%) che vale più del 23% dell’intero flusso commerciale in uscita. In controtendenza, ma con pesi decisamente più modesti, i prodotti tessili e quelli chimici e farmaceutici (rispettivamente +6,6% e +6,1%).

Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie di Brescia e provincia?

  • Iscriviti alla nostra newsletter quotidiana con gli articoli cliccando qui.
  • Iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
  • Iscriviti al nostro canale Telegram cliccando qui (solo info utili in tempo reale).
1 2 3 28
Go to Top
Vai alla barra degli strumenti