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Export in Canada, Brescia è seconda in Lombardia

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L’export in Canada vale per la Lombardia 709 milioni di euro nei primi nove mesi del 2016, +0,4%. Circa un miliardo all’anno. Rappresenta oltre un quarto del totale italiano. La provincia più attiva è Milano con quasi 332 milioni di euro e una crescita dell’11% rispetto al 2015. Seguono Brescia con 84,2 milioni e Bergamo con 68,7 milioni.

Quarta Varese che con 61 milioni registra un +41,5%, la crescita più alta in regione dopo Lodi che raddoppia il valore del suo export (da 3 a 6,4 milioni di euro). I prodotti più esportati sono i macchinari (23%) e tessili e abbigliamento (14%, +20%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi nove mesi del 2016 e 2015.

Progetto “Percorso Canada”: quindici aziende lombarde già formate sono in partenza. Sono quindici le aziende lombarde che hanno seguito il percorso di internazionalizzazione proposto da Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per le attività internazionali e che partiranno il prossimo 2 aprile per Montréal, in Canada. Le imprese operano nei seguenti settori: agro-industria, design e arredo, meccanica e servizi. In Quebec avranno l’opportunità di incontrare oltre 100 aziende canadesi selezionate per un totale di circa 150 incontri b2b. Le imprese avranno occasione anche di visitare la fiera sull’aerospace AeroMart.

L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito del progetto “Percorsi di accompagnamento in mercati strategici per il sistema economico lombardo”, voluto da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia e realizzato da Promos, azienda speciale per le attività internazionali della Camera di commercio di Milano, prevede entro la fine del 2017 altri percorsi di formazione sull’internazionalizzazione finalizzati ad approfondire la conoscenza e la penetrazione su mercati considerati strategici per le aziende lombarde: Etiopia, Kenya, Colombia, Stati Uniti, Kazakistan, Argentina, Thailandia, Vietnam, Arabia Saudita e Oman. Il Canada è il quarto percorso realizzato dopo quelli dedicati a Marocco, Iran e Sud Africa.

Dati export Canada
Dati export Canada

Confartigianato, sempre più donne alla guida delle imprese bresciane

in Artigianato/Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Personaggi by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Sempre più donne alla guida delle imprese bresciane. In grado di affrontare meglio il cambiamento dei tempi. Persino la dinamica in Lombardia dell’occupazione femminile (+1,7%) – secondo lo studio recente di Confartigianato Lombardia divulgato oggi – cresce nell’ultimo anno di più di quella maschile (+1,5%). Con una dinamica occupazionale in Lombardia sul ungo periodo (2009-2016) ancora più marcata se considerato il terzo settore, quello dei servizi: +8,8% per le donne, +5,6% per i maschi.

A Brescia si contano 5.257 imprese artigiane guidate da donne, il 13,9% delle 37.907 presenti in Lombardia. Brescia è al secondo posto, dietro solo a Milano con le sue 10.794 imprese gestite da donne. E a Brescia, di queste 5.257, 794 sono gestite da donne under 35 e 583 da donne straniere. Un’incidenza sul totale delle imprese artigiane bresciane del 15,1%, esattamente in linea con il dato lombardo dove Brescia fa meglio persino nella percentuale di imprese artigiane gestite da donne under 35 sul totale delle imprese gestite da donna: sono oggi il 17,8%.
Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «I nuovi dati confermano l’intraprendenza delle donne nell’impresa, sempre più votate alla guida di imprese artigiane e a fronte di una persistente difficoltà che riguarda a quasi totalità delle imprese, le imprese artigiane guidate da donne sembrano reggere meglio. Nel 2016 è aumentato il tasso di incidenza sul totale delle imprese e cosa ancora più positiva la loro occupazione. Spesso non trovando lavoro ci si crea un’attività. Uomo o donna non fa certo differenza, l’importante è la professionalità e le donne possono fare di tutto e fare la differenza».

Maggiore incidenza per le imprese guidate da donne è nei servizi alla persona: è il 40,2% delle imprese totale lombarde rosa, identico dato di Brescia, con la confezione di articoli di abbigliamento e servizi d’informazione e informatici a cui segue il manifatturiero (14,7%) e i servizi alle imprese (13,9%) con attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi. Chiude la percentuale di imprese rosa a Brescia dedite alle costruzioni: l’1,9% del settore.
Per la presidente del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Brescia Cristina Erbifogli: «Le imprenditrici rappresentano un patrimonio fondamentale per il nostro tessuto produttivo e devono essere incoraggiate e sostenute. Perché quella al femminile è una vitalità imprenditoriale che porta ricchezza, posti di lavoro e stabilità sociale. Per tutte loro Confartigianato Donne Impresa si è impegnata a tutti i livelli per far sì che anche le lavoratrici autonome potessero accedere ai benefici dello Stato previsti nell’ultima finanziaria: bonus baby sitter, contributo asili nido, bonus bebè e Confartigianato è in grado di aiutare le donne imprenditrici ad accedere a queste agevolazioni».

Ubi chiude in anticipo il Social Bond per Unibs: già raggiunti i 5 milioni di euro

in Banche/Economia/UBi by

UBI Banca procede alla chiusura anticipata del periodo di offerta del Social Bond dedicato all’Università degli Studi di Brescia –Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, in quanto alla data del 24 Febbraio le adesioni hanno raggiunto l’ammontare massimo nominale di 5 milioni di euro.

Lo 0,50% dell’ammontare nominale collocato sarà devoluto a titolo di liberalità all’Università degli Studi di Brescia –per la realizzazione di una ricerca sperimentale intitolata “Associating tumor cells with ICG for intraoperative detection of peritoneal occult cancer seeding”, che ha per obiettivo legare cellule di tumori gastrici ad un colorante (verde di indocianina), rilevabile durante l’intervento chirurgico grazie a una telecamera a fluorescenza. Ciò consentirebbe di individuare piccoli gruppi cellulari, in particolare localizzati sul peritoneo, non visibili né in fase preoperatoria con le tecniche di imaging disponibili, né in sede intraoperatoria, al fine di migliorare la stadiazione e personalizzare l’iter terapeutico.

Stefano Kuhn – Responsabile Macro Area Territoriale Brescia e Nord Est di UBI Banca – dichiara: “Il tumore allo stomaco è una delle neoplasie più frequenti e all’interno della Provincia di Brescia la Valle Camonica è, purtroppo, una zona che attesta un’incidenza particolarmente elevata della patologia. Siamo particolarmente soddisfatti del risultato ottenuto: le richieste di sottoscrizione sono risultate molto numerose ed in pochi giorni abbiamo collocato l’intero ammontare del prestito obbligazionario. Un’operazione importante fatta per Brescia e con Brescia, che testimonia la sensibilità dei bresciani e l’impegno del nostro Istituto a sostegno di progetti di ricerca altamente significativi”.

Gian Luca Baiocchi, Professore Associato presso la Cattedra di Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Brescia, ha commentato “desideriamo nuovamente esprimere riconoscenza a UBI Banca per l’esito dell’iniziativa, che testimonia un solido ancoraggio al territorio bresciano e camuno. Un grazie particolare va a tutti i risparmiatori che, con il loro sostegno, hanno permesso di avviare il progetto di ricerca, dimostrando quell’attenzione e solidarietà che sono un tratto caratteristico e distintivo dei bresciani”.

Inflazione in crescita a Brescia per il quarto mese consecutivo

in Economia/Tendenze by

Per il quarto mese consecutivo inflazione in crescita a Brescia. Il tasso tendenziale registra infatti una
variazione pari a +1,6 (il livello più elevato registrato da marzo 2013), mentre il tasso congiunturale (variazione sul mese precedente), registra un +0,4%. Si conferma quindi una tendenza, sempre più consolidata, alla ripresa dell’inflazione.

L’analisi per tipologia di beni e servizi evidenzia come siano i prodotti a bassa frequenza di acquisto quelli ancora
interessati dalla deflazione, mentre la ripresa dei prezzi spinge le tendenza inflazionistiche dei beni a media e alta
frequenza di acquisto. Il tasso tendenziale senza la componente energetica è pari a +1,3%. Le divisioni con andamento inflativo sono: “Prodotti alimentari” (+1,7%), “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,7),
Trasporti” (0,6%), “Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili” (+0,4), “Altri beni e servizi” (+0,2%), “Ricreazione, spettacolo, cultura” (0,2%), “Comunicazioni” (+0,1%).

Le divisioni in diminuzione è: “Bevande alcoliche e tabacchi” (-0,1%). Variazione nulla per la divisione “Abbigliamento e calzature”, “Servizi sanitari”, “Istruzione”, “Servizi ricettivi e di ristorazione”.
Indicatori di trend ancora in ripresa (il livello più elevato degli ultimi 10 anni).

tassi tendenziali di inflazione
Tassi tendenziali febbraio Brescia

A Villa Fenaroli il Big Breakfast di Business Network International

in Economia/Eventi by
Villa Fenaroli a Rezzato

Venerdì 3 marzo a Villa Fenaroli a Rezzato l’atteso Big Breakfast, evento di networking, organizzato da Bni (Business Network International) Region Brescia. Bni è presente sul territorio bresciano con 6 Capitoli (gruppi) attivi e 7 gruppi in formazione con più di 250 iscritti tra imprenditori e liberi professionisti che condividono la filosofia.

Big Breakfast è l’appuntamento che riunisce tutti i membri dei capitoli bresciani aperto agli ospiti che desiderano conoscere la filosofia, il metodo e stringere nuove relazioni. Una mattina dedicata al business e al piacere di fare networking con persone sensibili alla collaborazione e al Givers Gain (reciprocità, donare e ricevere). L’ ospite speciale di questa edizione, Paolo Mariola, Direttore Nazionale di Bni Italia, sarà a disposizione dei presenti per una specifica sessione “Ask the Founder”.

Sarà l’occasione per scambiare molti biglietti da visita, approfondire le conoscenze con appuntamenti one to one direttamente presso la location a fine evento. La crescita di Bni è rappresentata dal successo ottenuto dagli imprenditori bresciani che hanno compreso che il mercato è cambiato e reagiscono unendosi in gruppi per cambiare il modo di fare affari.

Brescia, ancora una volta, è protagonista con i suoi professionisti ed imprenditori di valore che si distinguono per energia, entusiasmo e reattività portando affari concreti ogni settimana nelle riunioni di Capitolo.

Al via la terza edizione di Best Brescia dei Giovani Imprenditori di Aib

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Lavoro by
Giovani Imprenditori Aib Brescia

Al via la terza edizione di “Best Brescia”, progetto promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Associazione Industriale Bresciana che unisce aziende e mondo dell’istruzione superiore. Dieci studenti e una società di selezione del personale per un unico obiettivo: l’assunzione a tempo determinato per sei mesi. “Best Brescia”, acronimo di Business Excellent Student Talent, si rivolge a tutti gli studenti del quinto anno delle scuole superiori bresciane, con l’obiettivo di valorizzare i talenti migliori, offrendo loro una concreta opportunità di lavoro. L’edizione 2017 del progetto è stata presentata questa mattina in AIB.

“Investire sui giovani e farli crescere è il modo migliore per continuare a costruire un solido futuro per le nostre imprese”, ha ricordato il presidente del Gruppo Giovani AIB, Alberto Faganelli, mentre la vice presidente con delega alla Scuola, Anna Tripoli, ha sottolineato come questo progetto miri a “potenziare la sinergia tra scuola e imprese. Siamo profondamente convinti del fatto che ogni azienda debba investire in attività di responsabilità sociale e arricchire le opportunità per i giovani del territorio. Quest’anno Best Brescia cresce e si allarga, coinvolgendo tutte le imprese di AIB e non più solo quelle del Gruppo Giovani”.

“Best Brescia” nasce dalla duplice esigenza di sostenere da un lato le imprese bresciane, che spesso faticano a trovare figure professionali da inserire all’interno del proprio organico, e dall’altro dare supporto alle scuole, che avvertono la necessità di insegnare ai loro studenti in che modo si scrive un curriculum, come si affrontano i colloqui di lavoro e di far comprendere le diverse aree in cui si articola un’azienda.

Avvicinare i giovani al mondo dell’impresa (e viceversa), creare un percorso di cooperazione scuola-impresa, per far capire il valore dell’imprenditorialità e il lavoro dell’imprenditore, trasmettendo ai giovani studenti l’importanza delle loro scelte e attitudini. Questi gli obiettivi della terza edizione del progetto pronta al via dopo il successo riscosso negli anni scorsi. Le aziende e la società di selezione del personale Gi Group costruiranno un percorso per individuare i dieci migliori studenti da inserire in azienda. Gi Group curerà la selezione dei migliori profili in diverse aree di specializzazione (perito chimico, perito informatico, perito meccanico, perito aziendale, perito elettronico, ragioneria, ecc.). Le candidature verranno raccolte da Gi Group. Da giovedì prossimo sarà possibile candidarsi dal portale AIB, nella sezione dedicata www.bestbrescia.it, oppure dal sito di Gi Group (www.gigroup.it).

Durante il progetto, verranno programmati incontri di sensibilizzazione al mondo del lavoro e momenti di confronto sulle logiche della selezione del personale, con spunti formativi su come proporsi alle aziende. “Best Brescia” prevede poi un percorso sfidante con colloqui telefonici dopo la redazione del curriculum, test di gruppo, incontri one-to-one con la formula speed date e colloqui in azienda, al termine del quale alcuni studenti vengono assunti dalle imprese aderenti al progetto.

Quarto trimestre: lenta ma costante crescita per settore manifatturiero lombardo

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero by
federico ghidini

Il 4° trimestre del 2016 chiude un anno di crescita lenta ma costante per il sistema industriale lombardo. In particolare i dati emersi dall’analisi di Unioncamere e Confindustria Lombardia sull’industria manifatturiera evidenziano un aumento congiunturale dello 0,3% della produzione rispetto al trimestre precedente, la crescita dello 0,6% del fatturato, un improvviso calo degli ordini esteri (-1,1%), ordini interni in crescita (+1,5%) e saldo occupazionale negativo (-0,2%). In generale il 2016 si è chiuso con una crescita media dell’1,3% della produzione rispetto all’anno precedente.

In questo quadro si inserisce un elemento di forte incertezza, rispetto al recente passato, rappresentato dal calo degli ordini esteri. E’ evidente come nel commercio globale vi siano elementi di instabilità che minano la crescita del commercio mondiale, le incognite sulla politica commerciale che sarà adottata da Trump, all’avvio del negoziato per la Brexit, alla diffusione del neo-protezionismo. Fortunatamente per la Lombardia al calo degli ordini esteri corrisponde, nell’ultimo trimestre del 2016, una forte ripresa del mercato interno. A fronte di una fase di incertezza globale è auspicabile che questa ripresa diventi strutturale e costante, al fine di garantire alle imprese quella spinta necessaria per poi affrontare i mercati esteri. Come emerso anche dai dati del IV trimestre 2016 resta infatti determinante la componente estera sul fatturato totale (40,3) delle nostre imprese, percentuale che ha consentito alle imprese di resistere durante i tanti anni di crisi a testimonianza di quanto siano fondamentali tutte le attività legate all’internazionalizzazione delle nostre imprese.

Dai dati relativi all’occupazione nonostante il saldo negativo emerge poi una ritrovata dinamicità del mercato del lavoro regionale. Assistiamo infatti ad un incremento degli ingressi nel mercato del lavoro e parallelamente a maggiori uscite. Per Confindustria Lombardia – si legge in una nota – questo rappresenta un fenomeno interessante in quanto sintomo di un mercato del lavoro che sta cambiando pelle. A questa dinamicità va poi associato l’ulteriore calo del ricorso alla CIG, oggi all’11,1 (nel 2013 era al 28,5). “Come Giovani imprenditori lombardi vogliamo quindi rivolgere lo sguardo al futuro delle nostre imprese: il sistema lombardo infatti ha di fronte a se diverse sfide, sfide che hanno come obiettivo comune lo sviluppo della competitività” commenta il presidente Federico Ghidini. “Per essere competitivo un territorio deve essere attrattivo nei confronti di imprese internazionali e degli investimenti diretti internazionali, oltre ad essere capace di presentarsi come sistema sui mercati esteri per promuovere le proprie eccellenze. Internazionalizzare oggi significa andare oltre la sola attività di export: bisogna attrarre investimenti, sviluppare joint venture, fare sistema pubblico-privato. E la Lombardia ha moltissime carte da giocare in virtù delle sue caratteristiche di hub internazionale naturalmente attrattivo per investimenti, competenze, persone, imprese, startup e agenzie europee”.

“Altro fattore decisivo per il successo delle nostre imprese – prosegue Ghidini – sono le persone e le loro competenze. Un capitale umano d’eccellenza è infatti alla base delle capacità di un territorio di essere competitivo. In quest’ottica, come Confindustria Lombardia siamo impegnati in un progetto in collaborazione con il sistema scolastico regionale per diffondere la conoscenza dei percorsi di istruzione che meglio rispondono alle esigenze del tessuto produttivo lombardo per favorire il raccordo tra sistema formativo e mondo delle imprese. Questo perché le competenze vanno create in prospettiva del mercato del lavoro del futuro”.

Regime di cassa per le imprese minori, un danno secondo AssoArtigiani

in Artigianato/Associazioni di categoria/Economia by

L’applicazione del regime di Cassa a carico delle imprese minori così come è attualmente definito, rappresenta solo un danno per le imprese artigiane individuali e società di persone in contabilità semplificata: le modifiche proposte da Associazione Artigiani sul tavolo dei parlamentari bresciani.

L’art.1 comma 17 della Legge di Bilancio prevede che le Imprese Minori, ovvero Individuali e Società di Persone in Contabilità Semplificata, debbano applicare con decorrenza 1° Gennaio 2017 il Regime di Cassa. A seguito di tale provvedimento, sul quale ha posto attenzione proattiva l’Associazione Artigiani di Brescia e provincia rivolgendosi direttamente al mondo della politica, il reddito sarà quindi determinato effettuando la differenza tra i ricavi percepiti incassati e le spese sostenute quietanzate, con l’applicazione di un criterio misto, visto che per alcuni componenti continuerà ad essere applicato il criterio di competenza. In alternativa le Imprese in questione potranno o adottare, attraverso un vincolo triennale, il criterio della coincidenza tra la registrazione delle fatture ai fini IVA e il loro incasso o pagamento, oppure optare per il Regime di Contabilità Ordinaria (sostenendo costi amministrativi decisamente più alti) e la relativa determinazione dei Ricavi e del Reddito con il criterio di competenza. Le rimanenze finali 2016 dovranno essere integralmente dedotte nel primo anno di applicazione del nuovo criterio (2017) e non potranno più essere contabilizzate a fine anno.

“Inoltre, come sottolineato dal Presidente di Associazione Artigiani Bortolo Agliardi, le rilevanti perdite scaturite dalla totale deduzione iniziale e dalla mancata registrazione a fine anno delle rimanenze non potranno essere riportate negli anni successivi, con evidenti enormi danni alle Imprese”. Da qui le proposte di modifica elaborate da Assoartigiani, sottoposte all’attenzione dei parlamentari bresciani e ribadite dal Presidente: “suggeriamo al legislatore di consentire la detrazione delle perdite attraverso il riporto delle stesse negli esercizi successivi, oltre che dare la possibilità alle aziende di opzione sulla tenuta del regime di cassa mantenendo come sistema naturale quello della competenza. Una proposta che eviterebbe l’ulteriore innesco di un sistema fortemente penalizzante e punitivo per le imprese artigiane, già alle prese con una moltitudine di problematiche fiscali e finanziarie che costellano la loro quotidianità.

Brescia seconda in Lombardia per imprese che fanno rete

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Tendenze by

Sono oltre 2.800 le imprese lombarde che hanno scelto di “mettersi in Rete”. In otto mesi, da maggio 2016 a gennaio 2017, sono 310 in più, +12%. E con loro crescono anche i contratti di Rete che passano da 742 a 823 in otto mesi, +81 contratti, +11%. E la Lombardia è regione leader in Italia con oltre un quarto del totale dei contratti di Rete conclusi e il 17% delle imprese nazionali coinvolte. Prima Milano con 461 contratti di Rete (14% italiano) e 943 imprese (5,6% del totale italiano), seguono Brescia (172 contratti e 419 imprese) e Bergamo (157 contratti e 334 imprese). Per numero di imprese vengono poi Lecco con 244 imprese coinvolte, Monza e Brianza con 163, Varese con 146 e Como con 142. In otto mesi crescita record a Lecco (+100% le imprese). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Unioncamere Lombardia-Infocamere, a gennaio 2017.

Incontri gratuiti con gli esperti in Camera di commercio per chi vuol “fare Rete”. C’è un servizio di orientamento per aspiranti imprese in Rete per chi vuole conoscere il tema delle Reti d’impresa. Si tratta di un incontro di gruppo di 2 ore con esperti selezionati dalla Camera di commercio di Milano: che cosa sono le reti d’impresa, perché farle, in che modo, quali gli altri tipi di aggregazione. Gli incontri si svolgono due volte al mese, il lunedì, e sono riservati a micro, piccole e medie imprese con sede legale o operativa iscritta al registro imprese di Milano. Prossimo appuntamento: lunedì 6 febbraio, dalle ore 14 alle ore 16, in Camera di commercio, via Meravigli 9/b (MM Cordusio).
Ma per chi invece ha già un’idea o un progetto dettagliato o una Rete costituita da ampliare o rinnovare, c’è la possibilità di ricevere assistenza individuale, prenotando il proprio appuntamento. Informazioni e iscrizioni online nel sito della Camera di commercio di Milano, sezione Assistenze specialistiche (http://www.mi.camcom.it/servizi-di-assistenza-specialistica).

Apindustria: segnali positivi su fatturato, produzione e ordini

in Api/Associazioni di categoria/Crisi/Economia/Tendenze by
Douglas Siveri presidente Apindustria

In crescita fatturato, produzione e ordini, stabili gli investimenti e l’occupazione. L’analisi congiunturale sul quarto trimestre 2016 realizzata dal Centro Studi Apindustria tra un campione di imprese associate conferma il moderato ottimismo dei periodi precedenti. I dati medi di sintesi dei principali indicatori appaiono positivi: per il 59% del campione il fatturato è in crescita, così come la produzione (49%) e gli ordini (52%). Stabili gli investimenti nella quasi totalità del campione (e per un quarto in crescita), segnali più che positivi arrivano dal fronte occupazionale: un quarto del campione ha ampliato l’organico, il 70% lo ha mantenuto stabile e solo il 6% ha avuto riduzioni di personale. Restano situazioni di difficoltà per un nucleo di imprese, seppure in misura inferiore rispetto al periodo precedente: il 30% delle imprese continua ad avere impianti decisamente sottoutilizzati (ma un terzo di queste ha migliorato la situazione rispetto al terzo trimestre) e nel 10% dei casi è in grave difficoltà. Il 6% del campione registra al contrario una crescita decisa nell’utilizzo degli impianti.

Le aspettative per il 2017 sono discretamente positive: dove nel 2016 si è assistito ad un miglioramento (leggero o sensibile), anche per il 2017 la sensazione è positiva; la percezione per il nuovo anno rimane negativa per le aziende in cui il 2016 non ha dato segnali positivi. Un timido segnale positivo viene invece dalle previsioni sul mercato europeo per le aziende in cui il 2016 ha manifestato un leggero calo. Per quanto riguarda il settore metalmeccanico (poco più della metà del campione) non ci sono differenze sostanziali ma emergono note leggermente più positive nei valori percentuali per quanto concerne fatturato, produzione, ordini e occupazione (segnalata in crescita in oltre un quinto delle aziende). Per il 2017 le aziende metalmeccaniche intervistate manifestano sensazioni più positive sul mercato italiano ed europeo. Si prevede invece una situazione stabile per i commerci con destinazione extra UE.

«Le previsioni delle imprese per il 2017 sono incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda il mercato europeo ed italiano – commenta Douglas Sivieri, presidente Apindustria Brescia -. Che la ripresa debba passare anche dal mercato interno lo diciamo da tempo e il fatto che le imprese vedano un po’ meno grigio su questo fronte fa ben sperare. Anche sul piano occupazionale, peraltro. Nei giorni scorsi i dati sulla cassa integrazione diffusi dall’Inps hanno confermato che le imprese ne stanno chiedendo molta meno: le cause sono molteplici ma è indubbio, come rileva anche l’analisi congiunturale tra i nostri associati, che in questo momento sono più le imprese che assumono che non quelle che licenziano. Fa riflettere, invece, in un contesto nel quale l’euro non è senz’altro ai massimi livelli, la previsione di stazionarietà delle imprese sui mercati extra UE».

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