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Easytech: come proteggersi dagli attacchi informatici, rispettando la normativa Gdpr | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche/Tech/Web e digitale by
Cybersecurity

Il tema della sicurezza informatica si è imposto sulla scena pubblica sempre di più negli ultimi mesi, complici attacchi di scala internazionale in continuo aumento. Il concetto di cyber security ricopre perciò un ruolo chiave all’interno delle aziende ed è necessario prendere coscienza dei rischi e delle conseguenze di un attacco informatico, per scegliere le più adeguate soluzioni di prevenzione e protezione.

Il dati del Rapporto 2017 Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, parlano chiaro: gli attacchi hacker con lo scopo di estorcere denaro o informazioni sono in costante aumento, sono cresciuti gli attacchi diretti a realtà europee, aumentano anche le tecniche di attacco sconosciute e i malware comuni a livello globale rappresentano circa il 50% degli attacchi.

Che cosa ci dicono queste informazioni? Sicuramente che la percezione di queste minacce non è proporzionata alla loro reale incidenza e che i cyber criminali in questo momento hanno vita facile, vista la semplicità con cui nella maggior parte dei casi riescono a raggiungere i loro discutibili obiettivi. Non sono solo i dati a confermalo, Easytech opera quotidianamente con piccole, medie e grandi imprese in settori differenti e conferma, purtroppo, quanto le minacce crescano e di contro la percezione del rischio rimanga bassa.

Perché le minacce crescono? Perché i dispositivi connessi aumentano e di conseguenza i punti di accesso sulla rete per eventuali attacchi informatici. Gli attacchi hacker non sono però l’unico pericolo da considerare quando si tratta di sicurezza informatica. I punti deboli di un’infrastruttura sono dati anche dalle stesse macchine intese in senso fisico (rotture hardware, furti, dispositivi inadeguati) e dalla mancanza di policy interne nonché da un’inadeguata formazione all’utilizzo degli strumenti informatici da parte dei collaboratori .

Come prevenire e proteggersi quindi da attacchi o perdite di dati? Easytech è in prima linea nella ricerca continua e nei test operativi di soluzioni idonee, certificate, semplici e funzionali che assicurino un alto livello di protezione per aziende di qualsiasi dimensione e budget per l’IT.

Comprendere i punti critici della propria infrastruttura e i pericoli derivanti sia dall’interno sia dall’esterno è il primo passo, un audit di sicurezza informatica è quindi lo strumento idoneo per verificare il livello di sicurezza aziendale. Il secondo passo consiste nella formazione e la sensibilizzazione: non è sufficiente che il reparto IT aziendale sia pronto a intervenire in caso di attacco o conosca e abbia messo in funzione gli strumenti necessari per prevenirlo. Ogni collaboratore aziendale deve essere conscio di quali comportamenti scorretti potrebbero minacciare la sicurezza dell’infrastruttura (ad es. l’utilizzo di chiavette usb, l’apertura di email private utilizzando la rete aziendale e via dicendo). Il terzo passo è invece l’applicazione di tutti gli strumenti necessari per prevenire queste minacce: un’infrastruttura deve essere protetta a livello perimetrale (dispositivi firewall UTM e servizi antispam), a livello endpoint (software antivirus e filtri di navigazione), deve utilizzare sistemi operativi aggiornati (per server e client), deve prevedere sistemi hardware ridondati, macchine virtuali e backup (piani di disaster recovery) e quando possibile anche sistemi di crittografia.

Il perché adeguarsi dovrebbe essere chiaro. Un attacco informatico comporta perdite di dati, perdite di tempo, costi informatici di recupero (quando possibile), costi in termini di fermo lavorativo, lesioni dell’immagine aziendale, costi inimmaginabili se il furto di dati ha come scopo il passaggio di informazioni riservate a un concorrente.

Cosa comporta il mancato adeguamento? Se fino ad oggi l’utilizzo di infrastrutture non protette o non completamente adeguate poteva essere considerato semplicemente un azzardo in grado di avere riscontri negativi o di portare ad eventuali fermi lavorativi o perdite di dati anche accettabili per alcuni, oggi la normativa obbliga le aziende ad adeguarsi.

Con l’entrata in vigore dal 25 Maggio 2018 del nuovo GDPR, ovvero il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, tutte le aziende che raccolgono, memorizzano, elaborano informazioni personali di cittadini dell’Unione Europea, dovranno essere conformi alla normativa o potrebbero essere soggette a sanzioni. Per dato personale in senso lato s’intende qualsiasi informazione che possa essere utilizzata per identificare una persona in modo diretto o indiretto (fotografie, indirizzi email, coordinate bancarie, indirizzi IP..), ogni azienda è quindi potenzialmente interessata dall’obbligo di conformità.

Ma qual è il rapporto tra GDRP e sicurezza informatica? Con la nuova normativa, sarà obbligatorio notificare all’Autorità, entro 72 ore dall’avvenimento, qualsiasi violazioni di dati e informare del problema le persone a cui si riferiscono i dati, dimostrare di aver messo in atto tutti i mezzi possibili per proteggere la propria infrastruttura e per evitare possibili attacchi diventerà fondamentale, pena sanzioni fino a 20 milioni di euro o pari al 4% del fatturato internazionale.

 

Easytech è specializzata nella predisposizione di infrastrutture informatiche sicure.

Oltre a realizzare audit di sicurezza e asset delle infrastrutture informatiche, per predisporne l’adeguamento o la riqualifica, questa realtà informatica della bergamasca nata nel 2006 è formata da tecnici e consulenti specializzati e certificati in soluzioni di sicurezza informatica realizzate dai principali leader del settore su scala internazionale.

La specializzazione in ambito di IT Security è completata dalla collaborazione con professionisti in ambito di consulenza legale, che seguono le aziende clienti nell’adeguamento dal punto di vista procedurale e strettamente legato alla normativa GDPR.

Visitando il sito web www.webeasytech.com è possibile trovare maggiori indicazioni relative a soluzioni, servizi e partner di riferimento.

 

Dott.ssa Susanna Previtali

Resp. Commerciale

Easytech Srl

Via Alessandro Manzoni 27 – Medolago (BG)

info@webeasytech.com

www.webeasytech.com

Da Industria 4.0 a Impresa 4.0, appuntamento il 9 novembre al Kilometro Rosso

in Economia/Finanza/Innovation club/Innovazione/Rubriche by
Il Kilometro rosso

“Da Industria 4.0 a Impresa 4.0 – La grande opportunità per le aziende Italiane”. E’ questo il titolo dell’evento – promosso da Neos, Innovation Club e IoTty – che si terrà il 9 novembre presso il Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo. Un’iniziativa finalizzata a raccontare i migliori progetti già realizzati secondo il nuovo paradigma dell’impresa 4.0 nonchè le modalità migliori per ottenere delle agevolazioni finanziarie.

Da Industria 4.0 a Impresa 4.0

Industria 4.0, il piano nazionale varato dal Governo allo scopo di incrementare l’innovazione tecnologica del sistema industriale italiano cambia nome. Da oggi comincia Impresa 4.0 che vuole a partire proprio dal nome segnare l’inizio di una nuova fase. Con Impresa 4.0 il raggio d’azione diventa più vasto, passando dalla manifattura in senso stretto all’evoluzione verso i servizi e dando inizio a “un nuovo capitolo caratterizzato da un perimetro più ampio dove saranno protagonisti le competenze e il lavoro”. Il nuovo nome indicherà anche una più marcata attenzione verso la microeconomia. Il nuovo punto focale della fase due sarà il credito d’imposta per la formazione 4.0 che con la nuova legge di Bilancio sarà a disposizione delle imprese che effettueranno una spesa incrementale in formazione. Il credito di imposta si applicherà solo alle spese relative ai costi del personale che ha sostenuto corsi di formazione con focus su almeno una tecnologia Industria 4.0 e pattuiti attraverso accordi sindacali sulle seguenti tematiche: vendita e marketing; informatica; tecniche e tecnologie di produzione”. Per quanto riguarda le altre misure, in base a quanto si legge nel documento diffuso dal ministero dello Sviluppo Economico “a fronte dei risultati riscontrati sui principali indicatori manifatturieri, nel 2018 verranno rifinanziate le principali misure previste nel primo anno, rivedendo le aliquote e i perimetri degli incentivi, compatibilmente con le risorse di finanza pubblica disponibili”.

Ma quali solo i nuovi elementi che permetteranno un cambiamento verso il paradigma di Impresa 4.0 ?

1. I sistemi che abilitano un cambio del modello di business con particolare focalizzazione sui quelli dedicati al “cliente digitale”;

2. Le nuove tecnologie per la Formazione HR;

3. L’Innovazione di prodotto che diventa connesso attraverso l’Internet of Things e arricchito di servizi;

4. Un potenziamento dei processi di comunicazione & di vendita con particolare attenzione allo sviluppo di una custode experience per conoscere e fidelizzare i propri clienti acquisiti e potenziali;

5. Una gestione dei dati integrata realizzata attraverso sistemi evoluti e predittivi in grado di pianificare la produzione rispetto ai vincoli esterni ma anche supportare la scelta del proprio investimento pubblicitario.

I protagonisti dell’evento:

Neosperience Lab crea la piattaforma di innovazione per affrontare le sfide più importanti della vostra azienda. In un mondo in cui clienti, partner e dipendenti sono immersi in uno stile di vita digitale, per continuare a esistere le aziende devono trasformarsi. Soluzioni innovative con l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e i nuovi modelli di business, per generare ricavi ricorrenti.

http://www.neosperiencelab.com/

IoTty nasce con la finalità di sviluppare prodotti elettronici integrati, che rendano efficace il concetto di “Internet delle cose” (IoT). Il progetto si rifà all’idea di “Artigianato digitale”, per conseguire l’obiettivo di fondere le tecnologie digitali più avanzate con l’accurato design della user experience, insieme alla capacità tipica dell’artigiano di leggere i bisogni degli utilizzatori, di rispondervi con la propria attività e di conformarvi i propri prodotti. 

http://www.iotty.it/it/

Neos Consulting è una società di consulenza organizzativa ed industriale che utilizza l’informatica come piattaforma per consentire alle aziende clienti di consolidare e fruire del know how acquisito dal rapporto con il team di consulenti.  L’obiettivo primario è quello di aiutare ad ottenere in tempo reale le informazioni necessarie per prendere decisioni strategiche. Tale risultato è raggiunto distribuendo la migliore piattaforme software: SAP Business One disponibile in cloud. Neos Consulting, infatti, é centro di competenza SAP sul territorio lombardo. 

http://www.neosconsulting.it/

Innovation Club è un Network di imprenditori che si focalizza sui più evoluti trend dell’innovazione.

Startup – Diffondere la cultura di fare impresa;

Impresa 4.0 – Una sfida da vincere;

Health & Wealth – Innovazione per la salute ed il benessere; 

Progetti di Ricerca & Sviluppo (R&D) italiani ed europei.

http://www.innovationclub.it/

Iscrizioni:

L’evento si svolge il 9 Novembre presso il Parco Scientifico e Tecnologico Kilometro Rosso. Durante l’evento saranno esposti progetti già realizzati secondo il nuovo paradigma dell’impresa 4.0 nonchè le modalità migliori per ottenere delle agevolazioni finanziarie. A questo link potete prenotare il  biglietto: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-da-industria-40-a-impresa-40-la-grande-opportunita-per-le-aziende-italiane-38229349012

Industria 4.0 e sistemi di gestione: innovazione e controllo | INNOVATION CLUB

in Economia/Innovation club/Innovazione/Rubriche by
L'ingegner Sara Arosio

“Industria 4.0” è il termine con cui si definisce l’evoluzione del settore industriale attualmente in atto (considerata la quarta rivoluzione industriale), vale a dire un cambiamento innovativo profondo di tutti i settori industriali, in discontinuità col passato (dall’inglese “disruptive innovation”), che impatta sulla tecnologia, sui dati e le informazioni, sulle risorse umane e sui sistemi di controllo.

I Sistemi di Gestione (e in questa categoria non inserisco solamente i sistemi per la Gestione della Qualità secondo ISO 9001, ma anche quelli di gestione Ambientale e di Sicurezza), se correttamente sviluppati e applicati, condividono i principi dell’industria 4.0 e anzi aiutano la creazione della cosiddetta “fabbrica intelligente” definita da questa visione.

La relazione tra Sistemi di Gestione e industria 4.0 si sviluppa a doppio senso: i primi forniscono la struttura e il supporto per il corretto inserimento dell’innovazione nell’impresa mentre la tecnologia veicolata dall’industria 4.0 genera i dati necessari al monitoraggio delle prestazioni dell’azienda.

L’introduzione di nuove tecnologie e di sistemi produttivi complessi e interconnessi, non implica solamente un investimento finanziario, ma un cambiamento dell’organizzazione interna, dei layout, dell’interazione tra uomo e macchina, fino a modificare profondamente il modo di lavorare e la catena del valore legata all’impresa.

Nell’ambito delle PMI Lombarde, dove gli investimenti nella Ricerca e Sviluppo di prodotto e di processo sono fondamentali quanto delicati, le scelte di investimento devono essere oculate e supportate da una analisi accurata dei processi per individuare la soluzione più efficace ed efficiente.

Alla base di un buon Sistema di Gestione aziendale c’è l’analisi dei processi e la loro ingegnerizzazione, vale a dire la mappatura di dettaglio di tutti i processi aziendali, lo studio di come questi interagiscono tra di loro e quali siano i canali di comunicazione e gli strumenti che vengono utilizzati per aprire questi canali.

Una volta mappati i processi deve essere strutturata la raccolta dati per il monitoraggio delle prestazioni (Qualità del prodotto, Impatti ambientali e Sicurezza e salute dei lavoratori) e a partire da queste analisi è possibile individuare le inefficienze di processo, le fasi critiche per la qualità del prodotto o per gli impatti ambientali, le lavorazioni più complesse e pericolose per gli addetti.

Fare degli investimenti senza questa attività preventiva comporta il rischio di inserire delle soluzioni che sebbene innovative dal punto di vista tecnologico, possono impattare negativamente sul resto del sistema aziendale: immaginate di installare un impianto che permetta di aumentare significativamente la velocità di una fase del ciclo produttivo, ma senza considerare la presenza di colli di bottiglia nelle fasi successive o l’introduzione di un sistema di raccolta dati digitale senza prevedere una adeguata formazione del personale addetto al suo utilizzo o ancora l’inserimento di un sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo sull’impianto senza una manutenzione programmata e preventiva…

I Sistemi di Gestione in questo caso supportano l’innovazione, ma dall’altra parte l’innovazione digitale permette ai Sistemi i Gestione di instaurare un circolo virtuoso di analisi e miglioramento: la disponibilità di Big Data (vale a dire una mole ingente di dati provenienti sia dal contesto esterno dell’azienda che dal monitoraggio dei sistemi tecnologici) permette di migliorare sostanzialmente l’analisi delle prestazioni e la misura dell’efficienza ed efficacia delle soluzioni adottate.

I Sistemi di Gestione offrono una base ottimale per strutturare l’analisi di questi dati attraverso la definizione di indicatori di Qualità del prodotto (es. strumenti di verifica dimensionale dei prodotti), di Soddisfazione del cliente (es. internet of things), di Efficienza dei processi (es. sistemi di monitoraggio dei tempi di attraversamento della produzione), di Prestazione ambientale (es. sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni) e di sicurezza dei lavoratori (es. sistemi uomo-macchina e warables).

Non ultimo vorrei sottolineare che nell’ambito delle politiche del MISE relative all’industria 4.0, sono riconosciuti come beni materiali e immateriali soggetti a regime agevolato (superammortamento e iperammortamento) molte attrezzature, strumenti, software di analisi fondamentali per i sistemi di gestione della Qualità (tool di supporto alla progettazione fisica del layout , sistemi attivi  in grado di analizzare la qualità di prodotto attraverso analisi video per l’individuazione di pattern anomali e la generazione di alert al sistema di gestione della produzione) o per l’analisi degli impatti ambientali legati al prodotto (Software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche funzionali e di impatto ambientale) o per migliorare l’efficienza energetica degli impianti (smart grid locali) o ancora sistemi che sfruttano robot collaborativi e macchine intelligenti per garantire la sicurezza e la salute degli operatori e la manutenzione predittiva (Rif. Allegato B alla Circolare N4/E del 30/03/2017).

In conclusione, “Industria 4.0” rappresenta l’opportunità per le imprese di innovarsi e crescere in un momento di grande cambiamento globale, i Sistemi di Gestione rappresentano lo strumento di controllo che permette alle aziende di imbrigliare l’innovazione e sfruttarla al meglio.

Ing. Sara Arosio

Environmental Engineer

Ingegnere per l’Ambiente e il Territorio

www.tetrisconsulting.it

Inbound marketing, farsi trovare… con valore | INNOVATION CLUB

in Commercio/Economia/Innovation club/Partner/Rubriche/Web e digitale by

Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. I vantaggi dell’inbound marketing possono essere estesi a qualsiasi organizzazione o tipo di azienda, che sia a scopo di lucro o meno, che utilizzi il “canale” (sito web in primis) come mezzo di comunicazione con clienti esistenti e potenziali.

LA TECNOLOGIA A SUPPORTO DELL’INBOUND MARKETING

Quando si affronta il tema “Farsi trovare dai propri clienti sulla rete”  ci si limita spesso ad ottimizzare il proprio sito attraverso le classiche attività di SEO/SEM sui motori di ricerca in particolar modo usando gli strumenti forniti da Google. Oggi esistono strumenti molto più evoluti in grado di realizzare questi processi:

1. Google e gli altri motori di ricerca cambiano il proprio algoritmo di ottimizzazione ogni due giorni ed un lavoro di ottimizzazione SEO/SEM risulta poco efficace se non è supportato da un sistema automatico di ottimizzazione  di ogni singolo articolo e contenuto. E’ necessario che il proprio CMS sia quindi supportato da un processo di costante ottimizzazione per poter essere trovato con più facilità dai propri clienti potenziali.
2. Tracciare in modo personalizzato gli utenti anche se “non iscritti” comprendendo chi sta leggendo il nostro sito o il nostro blog. Attraverso un sistema di analisi dei DNS è possibile risalire facilmente al nome dell’azienda di cui fa parte il generico visitatore del vostro sito. Questo crea, soprattutto nei processi B2B, una premessa per un contatto intelligente segnalando all’azienda in questione gli articoli o i contenuti visitati già letti o un aggiornamento di questi.
3. Automatizzare la relazione con la comunità di clienti/utenti del proprio portale realizzando una comunicazione one-2-one. Dopo che la relazione con il cliente è diventata personale è possibile tracciare in modo completo che cosa il singolo utente consulta e condividere con lui “messaggi profilati” di approfondimento ed analisi sulle tematiche dove  è più sensibile.
4. Monitorare in tempo reale i propri concorrenti o del proprio settore in modo da comprendere velocemente quali argomenti suscitano maggiore interesse nel proprio contesto. Con semplici strumenti oggi è possibile realizzare un verso sistema di Competitive Intelligence.
5. Sviluppare contenuti in modo semplice e con grafica ed immagini accattivanti attraverso un CMS veloce e ricco integrato con le “funzioni evolute” sopra descritte.
6. Integrare la presenza digitale al proprio sistema CRM in modo da tenere traccia non solo delle attività commerciali svolte su un cliente o cliente potenziale ma integrare anche informazioni di inbound marketing relative ad esso (cosa il cliente o gli utenti di un’azienda cliente hanno letto). Questo significa dare in mando alla propria rete commerciale vero uno strumento di marketing digitale.
Tutti questi “superpoteri” oggi sono a disposizione di ogni impresa a fronte di contenuti investimenti economici utilizzando una tecnologia di Customer Experience facilmente gestibile anche da una persona non tecnica.

USARE LO STORYTELLING COME STRUMENTO DI RELAZIONE CON I CLIENTI

Quando si vuole creare una conversazione nel mondo digitale è necessario trasformare prodotti in servizi in storie da raccontare per aumentare la memorabilità dei propri contenuti. Lo storytelling è una metodologia che usa la narrazione come mezzo creato dalla mente per inquadrare gli eventi della realtà e spiegarli secondo una logica di senso. L’atto del narrare, nello storytelling, si ritrova nell’esperienza umana e si può rappresentare in varie forme (individuali o collettive) che connettono pensiero e cultura. Soprattutto le emozioni dell’uomo – attraverso la narrazione – trovano il mezzo più efficace di espressione. Il pensiero narrativo possiede una molteplicità di significati, ma questi necessitano di essere tradotti, affinché si possano costruire una o più forma di comunicazione che siano rielaborate dai soggetti secondo i termini della narrazione. Il discorso narrativo permette di rendere comprensibile, comunicabile e ricordabile il vissuto. Quindi, il pensiero narrativo organizza l’esperienza soggettiva e interpersonale; mentre il discorso narrativo rende possibile la riflessione. Si tratta di un “processo interattivo” dal momento che il discorso narrativo rende possibili interpretazioni molteplici per tutti i soggetti che entrano in contatto con una certa storia.

QUALI SONO GLI INVESTIMENTI DI INBOUND MARKETING PER UN’AZIENDA ?

Se i contenuti vetrina della vostra azienda devono essere resi “liquidi” nel web prima di tutto bisogna dotarsi di uno strumento tecnologico. Esistono diverse piattaforme internazionali che integrano tutte le funzioni evolute di cui abbiamo parlato e che. per questo, facilitano l’operatività di un marketer. Tali piattaforme sono utilizzate spesso da realtà con processi di comunicazione strutturati ed internazionali.
Oggi sono anche messi a disposizione anche una serie di strumenti “Inbound” con investimenti più contenuti adatti a risolvere una singola esigenza di visibilità o gestire una particolare campagna di comunicazione.
Un aspetto molto importante è la capacità di generare contenuti validi per il proprio contesto. Se pur dotati della migliore tecnologia sul mercato senza un contenuto valido per il proprio interlocutore la strategia di Inbound Marketing non porterà risultati. Per questo è fondamentale che all’interno della propria realtà ci sia una persona esperta nella vostra materia che si dedica a questo processo che sappia ideare e sviluppare in modo costante argomenti a valore.
Contatta Innovation Club per realizzare la tua strategia di Inbound Marketing (www.innovationclub.it)

La network analysis nelle imprese | INNOVATION CLUB

in Economia/facoltà Economia/Formazione/Innovation club/Opinioni/Partner 2/Rubriche by
Matteo Casnici

Se vi fosse chiesto di raggiungere con un messaggio il presidente degli Stati Uniti, di certo pensereste che arrivare ad una persona così lontana nello spazio e così estranea alla vostra cerchia di conoscenze sia una follia. Sbagliereste. Recentemente un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano ha mostrato che questo è possibile, naturalmente tramite il Web. Nel 2011 il Prof. Boldi e colleghi, riprendendo il tema del celebre studio sui “sei gradi di separazione” condotto da Milgram negli anni Sessanta, hanno analizzato le reti di amicizia su Facebook (ai tempi 721 milioni di utenti e 69 miliardi di legami), concludendo che la distanza tra due utenti qualsiasi è, in media, pari a circa quattro passaggi. Vale a dire, per recapitare un messaggio a un utente qualsiasi -anche dall’altra parte del globo-, basterebbe scrivere ad un amico, il quale inoltrerebbe il messaggio ad un suo amico, che lo manderebbe a sua volta ad un altro amico, il quale finalmente lo consegnerebbe al destinatario ultimo. Solo quattro passaggi.

Nell’ultimo decennio, la consapevolezza di vivere in un mondo fortemente interconnesso inizia ad essere di patrimonio comune. La connessione è diventata non solo uno dei principali paradigmi dei nostri tempi, ma anche un aspetto chiave per le aziende. Basti pensare che il concetto di responsabilità sociale d’impresa, approccio innovativo e recentemente molto discusso, si basa sull’assunto che l’azienda sia connessa ad una rete di attori interni ed esterni ad essa, verso i quali essere economicamente ed eticamente responsabile. Molti studi empirici mostrano che anche la capacità di un’impresa di generare innovazione dipende da come essa sia interconnessa all’ambiente che la circonda. Il grado d’innovatività di un’azienda dipende non solo dal talento personale dei manager e dalla cultura aziendale, ma anche dalla presenza di legami con realtà diverse e complementari e, più in generale, di un sistema di relazioni strategiche di condivisione che facilitino l’emersione di nuove idee vincenti.

Relazioni e connessioni permeano la vita quotidiana dell’impresa. All’interno di molte aziende, in particolar modo quelle con strutture organizzative più “verticali”, i dipendenti sono organizzati in una struttura gerarchica, secondo ruoli e mansioni. La forza lavoro di un’azienda forma una rete interdipendente di soggetti che si scambiano informazioni, documenti, prodotti semi-lavorati. La struttura formale di questa rete di relazioni è ben rappresentata dall’organigramma. Ma questo non basta. In ogni organizzazione c’è anche una struttura invisibile di relazioni che legano i dipendenti tra loro. In azienda gli attori si scambiano fiducia, relazioni di supporto operativo, problem solving, idee, amicizia. Tali relazioni non sono osservabili a occhio nudo né tantomeno ricavabili dall’organigramma. Questa struttura è la rete informale di relazioni che vive in ogni impresa, e non è detto che coincida con quella formale, né è detto che sia meno importante di essa. In un recente studio pubblicato su HR Magazine, è stato presentato il caso di un’azienda americana che, per meglio governare il processo di crescita internazionale, si era posta l’obiettivo di coinvolgere le figure aziendali più influenti assieme al change management. Per individuare questi influencer interni, il management si avvalse di uno studio scientifico che coinvolse 200 manager in 10 paesi diversi. L’analisi identificò poco più di una dozzina di soggetti chiave che risultavano fondamentali per connettere tra loro i dipendenti dell’azienda. La grande sorpresa fu che metà di loro erano soggetti che i leader divisionali non si sarebbero mai aspettati (considerando l’organigramma) e che ricoprivano ruoli anche marginali, formalmente. Alcuni di loro risultavano molto più influenti di tanti soggetti con importanti incarichi dirigenziali. E i manager non lo sapevano.

 

Per indagare le relazioni fuori e dentro l’impresa, università e società di consulenza utilizzano un insieme di tecniche chiamato network analysis. Questa disciplina nasce negli anni Trenta da un gruppo di sociologi che studiavano persone e organizzazioni non come attori a sé stanti, ma come entità interconnesse. Lo scopo era capire come le relazioni potessero influire sui comportamenti. Dagli anni cinquanta la network analysis si diffonde ed assume un carattere ampiamente interdisciplinare. È utilizzata non solo da sociologi e antropologi, ma anche da economisti dell’organizzazione per comprendere le dinamiche di potere e collaborazione in azienda, da analisti finanziari per studiare le interdipendenze tra i titoli, da esperti di comunicazione per analizzare i fenomeni di diffusione di informazioni, da operatori di marketing per massimizzare l’estensione di una campagna pubblicitaria minimizzandone i costi, e persino da biologi e scienziati naturali per studiare le interdipendenze negli ecosistemi. Questa disciplina si basa su rigorose tecniche matematiche e più precisamente sulla teoria dei grafi, che permette di rappresentare sistemi a vari gradi di complessità tramite modelli di rete, in cui i soggetti sono rappresentati come dei punti (nodi) legati tra loro da relazioni (legami). Questi modelli permettono di semplificare la realtà e ottenere informazioni o rappresentazioni che altrimenti sarebbero invisibili.

Le potenzialità e gli impieghi della network analysis in ambito organizzativo-aziendale sono molteplici.

  1. Fusioni e acquisizioni: la network analysis è utilizzata dalla società acquirente per studiare le reti informali della società acquisita, al fine di individuarne gli attori chiave. Tali informazioni sono poi utilizzate a supporto dei processi d’integrazione che seguono all’acquisizione e permettono grande risparmio di risorse e guadagno in termini di efficienza.
  2. Ottimizzazione dei processi: tecniche di analisi delle reti sociali sono impiegate per identificare i flussi d’informazioni o di materiali in azienda e rilevarne eventuali inefficienze. In base ai dati, il management può intervenire modificando la struttura spaziale in azienda (es. avvicinando due risorse strategiche), investendo in infrastrutture tecnologiche (es. intranet per facilitare la comunicazione) o inserendo nuove figure aziendali in aree problematiche.
  3. Gestione del personale: tenendo presente che non sempre i veri leader sono individuabili nella struttura formale dell’impresa, avere una chiara mappa delle relazioni informali in azienda aiuta il management a individuare gli opinion leader, a prendere decisioni di avanzamento di carriera e di incentivazione del personale. Inoltre, fornire un diagramma della struttura di relazioni informali ai nuovi arrivati può essere estremamente utile nelle fasi di inserimento del personale, limitando costi di apprendimento ed inefficienze.
  4. Efficacia manageriale: in generale, per qualsiasi manager è importante sapere chi siano i leader informali dell’impresa. Conoscere i leader significa capire come sia distribuito il potere nell’azienda, aspetto che per un manager si rivela fondamentale sempre e comunque per il buon governo dell’impresa.

Relazioni e connessioni caratterizzano la vita dell’azienda anche al di fuori dalle strutture produttive. Da qualche anno le aziende stanno dedicando una crescente attenzione alle dinamiche d’ingaggio e soddisfazione del cliente. Avere una clientela fidelizzata e soddisfatta significa diminuire i costi di mantenimento del cliente e limitare le oscillazioni di fatturato, fattore d’importanza strategica. Per arrivare a questo obiettivo, le aziende stanno modificando il modo di porsi con i clienti e il teatro di questo cambiamento è ovviamente il Web. Se nei primi anni Duemila le aziende più dinamiche si erano munite di un sito E-commerce, oggi questo non basta più. Le aziende oggi sono chiamate a uno sforzo più articolato. I clienti non utilizzano più il Web solo per acquistare, ma soprattutto per cercare e condividere informazioni, scambiarsi consigli e raccomandazioni. Per le aziende non è più sufficiente avere un semplice E-commerce tramite cui vendere prodotti, ma è necessario prima di tutto creare una comunità di clienti. Tante aziende si stanno muovendo in questa direzione, come dimostra negli ultimi anni l’esplosione del numero di pagine aziendali di piccole e grandi attività su Facebook, Instagram e altri social. I clienti vogliono vedere il prodotto prima di acquistarlo, conoscere l’opinione degli altri consumatori, condividere la loro esperienza con gli altri e capire la filosofia aziendale del venditore. Il cliente non è più un’entità isolata che agisce di proprio conto prendendo decisioni di consumo autonome –ammesso che lo sia mai stato. Oggi più che mai il cliente è da considerarsi un soggetto che si relaziona in più fasi non solo con l’azienda, ma anche con i suoi pari.

Alcune ricerche accademiche hanno descritto il processo decisionale che porta all’acquisto come un percorso a più fasi. A questo proposito, eccone un semplice modello semplificatorio ed esemplificativo. Fase 1: il potenziale cliente riconosce di avere un bisogno. In molti casi questo avviene perché il soggetto entra in contatto con altri soggetti che lo influenzano. Questi influencer sono tanto individui reali con cui il potenziale cliente interagisce faccia a faccia, quanto utenti online con cui egli interagisce all’interno di comunità Web, blog o social networks. Fase 2: il potenziale cliente ha bisogno di un aiuto. Ha davanti a sé una gamma vastissima di prodotti e deve selezionarne uno, per cui chiede consiglio agli utenti della rete, ne legge le recensioni, cerca le opinioni dei clienti che hanno già acquistato i vari prodotti. Fase 3: il potenziale cliente si convince della superiorità di un prodotto e, allora, cerca il miglior modo di comprarlo, se direttamente dall’azienda o da un distributore. Per decidere, osserva che cosa hanno fatto gli altri consumatori e il loro grado di soddisfazione. Il potenziale cliente in questo momento diventa cliente. Diretto, se compra direttamente dal produttore, indiretto se acquista da un distributore. Fase 4: il cliente, in base alla sua esperienza di acquisto e di utilizzo del prodotto, decide infine se scrivere una recensione o lasciare un commento che servirà ad altri clienti in futuro.

La decisione d’acquisto in tutte le sue fasi è influenzata dal contatto con gli altri consumatori. Oggi uno dei temi preponderanti del marketing moderno è la profilazione del cliente, cioè offrire a ogni singolo soggetto un prodotto personalizzato in base ai suoi gusti e alle sue preferenze. Questo è molto importante e assicura un aumento dell’efficacia dell’azione d’ingaggio, vendita e fidelizzazione. Ma forse ancora più importante è capire dove i soggetti prendano informazioni, da chi sono influenzati, quali siano le cerchie sociali in cui i soggetti trovano ed ascoltano i loro influencer, a quali persone o gruppi i potenziali clienti siano connessi. Perché proprio da qui emerge il comportamento d’acquisto.

La social network analysis è uno strumento di marketing con potenzialità molto elevate perché consente di rappresentare ed analizzare le connessioni esplicite ed implicite tra i potenziali clienti di un’azienda. In questo modo, i clienti sono rappresentati come individui appartenenti a comunità e non come soggetti a sé stanti. Ecco alcune applicazioni operative:

  1. Expert targeting: uno dei principi fondamentali del direct marketing è raggiungere i consumatori con valore più alto, da cui ci si attende un profitto più elevato, rispetto al costo dell’azione di marketing. Mentre l’approccio del marketing tradizionale calcola il valore del cliente in base ai suoi acquisti potenziali nel tempo, un approccio più evoluto deve prendere in considerazione anche il potere d’influenza del soggetto stesso, vale a dire quanti altri clienti potenziali sia in grado di influenzare e di convertire. Il potere di influenzare altri soggetti è stato definito network value. La network analysis aiuta a selezionare, su un vasto numero di clienti o clienti potenziali, quelli con network value più alto, in modo da permettere all’azienda di concentrare su di loro l’azione di marketing e non su un numero imprecisato di utenti considerati tutti alla pari. Saper individuare gli influencere investire su di loro significa minimizzare i costi di marketing e massimizzarne efficacia e profitto atteso.
  2. Churn rate: avere idea di come i consumatori si relazionino tra loro e di come si influenzino implica anche la comprensione di quanto velocemente si diffonderanno non solo i comportamenti di acquisto, ma anche i comportamenti di abbandono. Il churn rate è una variabile chiave, in quanto ha un impatto immediato e diretto sul fatturato. La network analysis può aiutare a capire come si relazionano utenti e influencere aiutare a contrastare i tassi di abbandono, ad esempio mettendo in campo politiche di promozione e incentivazione di alcuni clienti chiave.
  3. Social recommendations: per molte aziende il modello di business è strettamente collegato alla capacità di generare recensioni utili. Grandi aziende come Amazon, Google o Tripadvisor, forniscono consigli ai consumatori in base alle scelte compiute dai loro contatti. Ricevere un’indicazione su che cosa ha fatto un amico può influenzare pesantemente il comportamento di consumo. La network analysis permette di definire come i potenziali clienti siano collegati tra loro e consente, quindi, di costruire sistemi di recensione sempre più efficaci, che limitino l’impatto dei costi di marketing diretto a favore di sistemi intelligenti e automatizzati, non solo per le grandi imprese, ma anche per le piccole-medie realtà.

Analizzare e comprendere le relazioni sociali dentro e fuori l’azienda è di fondamentale importanza, poiché vuol dire capire come il potere di influenzare le azioni altrui si distribuisce nella vita dell’impresa. Il valore aggiunto per il management, oltre alla consapevolezza (comunque cosa non indifferente), è poter far leva su questi meccanismi per aumentare il valore generato dall’impresa, ad esempio riducendo le inefficienze interne e aumentando l’efficacia delle azioni di marketing.

In questo quadro, la collaborazione tra università e impresa risulta fondamentale, poiché su questi temi c’è una grande mole di ricerca scientifica che, pur avendo un grande valore innovativo potenziale, non è ancora stata applicata. Il terreno è pronto affinché le scienze sociali raccolgano questa sfida, insieme con le imprese.

 

Niccolò Casnici

Dipartimento di Economia e Management

Università degli Studi di Brescia

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INNOVATION CLUB – Le nuove tecnologie per prevenire e curare i tumori

in Economia/Innovation club/Rubriche/Servizi by

Che cos’è un Tumore ? Una neoplasia altrimenti detta tumore indica «una massa abnormale di tessuto che cresce in eccesso ed in modo scoordinato rispetto ai tessuti normali, e che persiste in questo stato dopo la cessazione degli stimoli che hanno indotto il processo». Nel cosiddetto “tumore benigno” le cellule proliferate restano limitate all’organo in cui sono nate, nel maligno le cellule mutano ancora più profondamente estendendosi agli organi vicini, fenomeno conosciuto come diffusione delle metastasi. Il trattamento dei tumori ha prognosi molto diverse a seconda anche del momento in cui viene individuato e utilizza vari strumenti come la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. Negli ultimi anni esistono e si stanno rapidamente diffondendo delle novità importanti.

A- I TEST GENETICI

Come una sorta di “palla di vetro”, i test genetici promettono di rivelare alle persone tutti i segreti nascosti nel DNA e di quantificare il loro rischio di ammalarsi. Si tratta di strumenti frutto delle più avanzate ricerche sulle cause delle malattie (in primo luogo del cancro, delle malattie neurodegenerative e cardiovascolari) e come tali costituiscono l’ausilio diagnostico del futuro.

B- LA RADIOTERAPIA MIRATA

La radioterapia in generale è una terapia medica consistente nell’utilizzo di radiazioni ionizzanti. La radioterapia è utilizzata soprattutto nel trattamento di forme di tumore, infatti utilizza un fascio di fotoni penetranti di energia, per danneggiare il patrimonio genetico delle cellule malate.
L’efficacia di un trattamento radiante risulta dalla capacità di somministrare dosi adeguate di radiazione al “target” neoplastico riducendo al minimo l’irradiazione ai tessuti sani adiacenti.
Il recente sviluppo di dispositivi tecnologici dedicati alla radioterapia, associati all’utilizzo degli esami della diagnostica per immagini per la precisa definizione del volume neoplastico da irradiare e la maggiore comprensione degli effetti biologici a breve e a lungo termine delle dosi di radiazioni somministrate, ha apportato un ulteriore miglioramento dei risultati clinici, incrementando la sopravvivenza dei pazienti oncologici. Questo strumento si definisce radioterapia “mirata”.
Oggi esistono strumenti molto potenti quali gli acceleratori lineare con fotoni.
Per le sue caratteristiche tecniche questi strumenti possono eseguire trattamenti a elevata complessità in cui è necessario somministrare alte dosi di terapia radiante in sedi anatomiche non operabili e difficilmente raggiungibili, risparmiando i tessuti sani.
Per merito di questa capacità di precisione possono essere erogati trattamenti mirati ed altamente concentrati in tempi ridotti e con un numero di sedute sensibilmente inferiore a quanto sinora era possibile.

C- LE TERAPIE IMMUNO ONCOLOGICHE

Le terapie immuni-oncologiche sono farmaci particolari che agiscono sul sistema immunitario per stimolarlo ad attaccare le cellule tumorali. Il sistema immunitario è il sistema di difesa del nostro organismo che ci protegge da infezioni e malattie. Quando un organismo estraneo entra nel nostro corpo il sistema immunitario lo riconosce e lo attacca impedendogli di causare un danno. Questo processo prende il nome di risposta immunitaria.
Le cellule tumorali sono molto diverse dalle cellule normali dell’organismo perché hanno un codice genetico (DNA) danneggiato e per questo si riproducono in modo incontrollato. Il sistema immunitario è di solito abbastanza forte da attaccarle quando è in grado di riconoscerle.
Tuttavia le cellule tumorali spesso riescono a mascherare assumendo l’aspetto di cellule normali e ingannano in questo modo il sistema immunitario che non le riconosce più come pericolose. Inoltre come i virus le cellule tumorali possono mutare e quindi essere ancore più difficili da trovare. Le terapie immuno-oncologiche attivano il sistema immunitario attivano il sistema immunitario mettendolo nella condizione di riconoscere e attaccare con precisione le cellule tumorali.

D- PRUOMUOVERE LA PREVENZIONE ATTRAVERSO UN ASSISTENTE VIRTUALE E DINAMICHE LUDICHE

E’ oramai banale dirlo: la battaglia contro il tumore inizia con la prevenzione. Consideriamo che nel mondo moderno si nascondono molti rischi di assumere o venire in contatto con agenti cancerogeni in modo involontario o casuale. Basti pensare che molti alimenti industriali contengono sostante che se assunte in modo costante sono cancerogene. E’ anche per questa ragione che molti tumori connessi dell’apparato digerente sono in aumento. La tecnologia digitale ci può assistere nel costruire uno stile di vita migliore. In particolare è possibile creare un “assistente virtuale” e realizzare attraverso esso delle dinamiche ludiche per abituare ogni persone alle buone pratiche della prevenzione. 

Ecco alcuni esempi:

> Seguire una dieta che riduca il rischio tumorale: Le ricerche ormai condividono che alcuni alimenti (per esempio la carne rossa) possono aumentare il rischio di alcune forme di tumore ed è stato dimostrato che seguire una dieta salutare può ridurre il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro come quello al colon. Riducete, quindi, il consumo di carne rossa, degli insaccati e delle salsicce (questi ultimi a causa di molte sostanze chimiche utilizzate nella loro preparazione). Consumate molta frutta e verdura, ricche di fibre e vitamine. Riducete i cibi ad alto contenuto calorico come: i dolci, le farine raffinate, lo zucchero , patatine e canditi. Consumate cibo con alte quantità di calcio e vitamina D, importantissimi per la vostra salute.

> Mantenere il peso salutare simulando la nostra attività fisica: Rimanere normopeso seguendo un regime di attività fisica regolare, orientandosi con il proprio indice di massa corporea, può aiutare a prevenire non solo alcuni tipi di tumore, ma anche problemi cardiaci e il diabete.

> Controllare la vostra esposizione dai raggi solari: Ogni volta che vi esponete ai raggi del sole (sarebbe preferibile una protezione 30, o superiore, in grado di proteggere dai raggi UVA e UVB). Coprite la testa con un cappello e usate degli occhiali da sole. I raggi solari passano attraverso i finestrini dell’auto e, in genere, passano attraverso tutti i vetri, per cui sarebbe consigliabile l’utilizzo di una protezione solare ogni volta che vi esponete al sole, anche se da dietro un finestrino.

> Avvertirci quando la nostra esposizione alle polveri sottili PM 10 e PM 2,5 diventa pericolosa: L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), con sede a Lione, ha ufficializzato l’entrata delle polveri sottili (PM) inserendoli da diversi anni nella categoria 1 ossia negli agenti certamente cancerogeni. In particolare le polveri sottili fanno aumentare del 21% del tumore ai polmoni (con prognosi spesso infauste) e del 50% gli adenocarinomi ossia quei tumori che provengono dalle cellule dell’epitelio ghiandolare, presenti negli organi ghiandolari esocrini (per esempio pancreas, mammelle, tiroide o prostata) e in generale nei tessuti con proprietà secretorie. Renderci consapevoli della nostra esposizione alle polveri sottili quindi è fondamentale anche perché viviamo in un paese ed in una zona come la pianura padana dove l’emergenza smog è costante.

> Utilizzare lo smartphone nel modo migliore: E’ molto importante dire che non esistono studi ad oggi che provano un legame tra uso degli smartphone e tumori in particolare quelli cerebrali. Essendo utilizzato lo smartphone vicino alla testa si è spesso analizzato la correlazione tra i tumori cerebrali maligni come i pericolosissimi gliomi, tra cui il gliobastoma la forma tumorale più veloce e letale che si conosca. I test su animali non hanno evidenziato incidenze mentre quelli epidemiologici hanno dato evidenza alcune correlazioni con forme tumorali benigne come il neurinoma del nervo acustico. Su queste forme benigne si sono già formulate delle sentenze che hanno condannato delle aziende che hanno forzato l’utilizzo eccessivo di uno smartphone a loro manutentori/agenti.

Tuttavia l’effetto degli smartphone lascia qualche dubbio per alcuni motivi di fondo facilmente intuibili:

– I tessuti a contatto con l’apparecchio possono assorbire le onde radio anche tipo di radiazione non ionizzante;

– L’uso degli Smartphone è in aumento, anche tra i bambini che sono irraggiati nella delicata fase della crescita;

– L’utilizzo dello Smartphone è aumentata a dismisura. La gente vive letteralmente in simbiosi con lo Smartphone a volte H24.

Ad oggi International Agency for Research of Cancer (Iarc) ha classificato le radiofrequenze emesse dai cellulari nel gruppo 2B ossia sostanze e fattori considerati “potenzialmente cancerogeni”. Per questo a titolo precauzionale ci son delle “buone pratiche” che vengono consigliate come quella di tenere lo Smartphone lontano dalla testa usando il vivavoce, usalo meno possibile in presenza di poca rete che rende necessario una potenza radiante più alta. Lo smartphone stesso può avvertirci per aiutarci ad evitare un’eccessiva esposizione giornaliera.

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INNOVATION CLUB: Vino 4.0, nuovi contenuti grazie al digitale

in Alimentare/Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche by
Wine app

Negli ultimi anni il cliente dei prodotti vitivinicoli utilizza con grande frequenza il canale digitale per tracciare le conversazioni sui prodotti in ogni settore. Numerosi portali di comunicazione raccolgono recensioni degli utenti  facendo esplodere anche nel settore vino una modello molto simile a quanto fatto accadere al turismo ristorazione con Tripadvisor. 

Il sistema più importante è sicuramente Vivino che permette di scattare una foto all’etichetta del prodotto e di recuperare le recensioni alla cantina ed al prodotto specifico. Questa applicazione mobile è già stata scaricata da 23 milioni di utenti in tutto il mondo (2 Milioni in Italia) ed è in crescita esponenziale. Esistono altri 20 portali/applicazioni in tutto il mondo meno diffusi e anche in Italia sono nate piazze digitali per lo scambio di informazioni tra consumatori sul vino. Spesso queste informazioni percepite come “super partes” sono ritenute importanti tanto quanto i dati delle più prestigiose guide sul vino.Il cliente deve essere quindi coinvolto con esperienze emozionali più profonde ed memorabili perchè abbia più chiaro le peculiarità di un brand ed il consumatore deve essere ingaggiato con una conversazione non convenzionale e se possibile continuativa.

Abbiamo riassunto alcune practice digitali fondamentali utili per innovare i processi di vendita delle cantine vitivinicole:

Realizzare la propria cantina in 3D navigabile e accessibile

Utilizzando l’ambiente 3D è possibile effettuare delle visite evolute e permettere agli utenti di “incontrarsi” gestendo una presenza evoluta su Mobile App Web Social Smart TV, Oculus Rift . L’idea di permettere una visita alla cantina partendo da “un’informazione” sul packaging di una bottiglia può essere una prospettiva curiosa. Prendo in mano una bottiglia di vino e  posso in questo modo entrare nel mondo del produttore. La cantina digitale identifica e rappresenta la storie e le peculiarità della tecnica di produzione di ogni vino.

“Slow Digital Experience” per arricchire la visita in cantina 

L’esperienza diventa il vero elemento di differenziazione, anche quando si racconta una storia. All’interno della visita in cantina questo significa trasformare il problema in opportunità per diilatare gli istanti di attenzione e aumentare l’esperienza della visita in cantina. Ecco perché parliamo di “slow” digital experience: raggiungere e coinvolgere gli interlocutori quando e dove importa davvero. Prima, durante e dopo la visita.

Applicare il modello B2B2C per l’ingaggio del cliente nel canale HO.RE.CA

Per i produttori di vino è molto interessante dare valore al Canale HO.RE.CA  sempre più importante. Molto interessante può esssere portare avanti un modello B2B2C sul customer engagement cercando di veicolare iniziative per portare clienti ai propri partner HO.RE.CA. E’ possibile creare un’iniziativa digitale per realizzare una dinamica legata all’appuntamento (troviamoci insieme) o per promuovere eventi ed iniziative attraverso “digital coupon”.

Extended Packaging per informare il cliente in GDO

Un’applicazione che può rappresentare un punto di svolta nella relazione digitale tra consumatori e produttori è quella dall’extended packaging. La considerazione di partenza è che sull’etichetta sono riportate solo le informazioni obbligatorie per la normativa vigente più altre che costituiscono la comunicazione che il produttore tenta di veicolare al consumatore. Ma quest’ultimo è oggi molto esigente, informato e capace di costruire un proprio ventaglio di scelte non solo considerando il fattore prezzo, ma anche altri elementi di tipo nutrizionale, di stile di vita, culturale, abbinamenti ecc. A tale scopo possono essere utili le informazioni disponibili tramite un’applicazione mobile che mostra l’informazione corretta a partire da una foto dell’etichetta oppure veicolata in modalità automatica attraverso la comunicazione in prossimità.

Trasformare l’e-commerce in un abbonamento fidelizzando i migliori clienti

Una strategia vincente è quella di trasformare il proprio canale e-commerce in un sistema che può fornire per determinati clienti una selezione dei propri prodotti tramite abbonamento riuscendo così a costruire un rapporto continuativo e aumentare il livello di servizio e la qualità percepita del brand.

Iniziative di comunicazione diretta attraverso i Social Network 

Creare iniziative “instant win” chiedendo ad esempio una fotografia dell’utente con il prodotto vinicolo consumato in un’occasione conviviale (Compleanno, laurea, festività) permette da un lato di far crescere e convertire la propria fanbase Facebook sui Social Network e dall’altro i contenuti prodotti diventano elementi fondamentali per arricchirei propri canali social con informazioni qualificate e “calde” proprio perchè create dagli utenti.

Utilizzare l’Inbound Marketing per attrarre i clienti con lo Storytelling 

Il termine Inbound indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. La tecnologia digitale oggi permette di realizzare a costi contenuti dinamiche di comunicazione profilata. Quando si vuole creare una conversazione nel mondo digitale è necessario trasformare prodotti in servizi in storie da raccontare per aumentare la memorabilità dei propri contenuti. Il pensiero narrativo possiede una molteplicità di significati, ma questi necessitano di essere tradotti, affinché si possano costruire una o più forma di comunicazione che siano rielaborate dai soggetti secondo i termini della narrazione. Il discorso narrativo permette di rendere comprensibile, comunicabile e ricordabile il vissuto.

a cura di INNOVATION CLUB

INNOVATION CLUB. Il Bando Innodriver per finanziare l’innovazione delle imprese lombarde

in Bandi/Economia/Innovation club/Nuove imprese/Rubriche/Startup by
Bando imprese

Undici milioni di euro a fondo perduto (a valere sui Fondi POR FESR 2014-2020) per sostenere le piccole e medie imprese lombarde nell’acquisizione e nello sviluppo di servizi avanzati di innovazione tecnologica e di brevetti: è questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del bando Innodriver, approvato dalla Giunta Regionale lo scorso  29 Giugno e pubblicato da Regione Lombardia.

Il bando si propone di supportare le imprese lombarde nella partecipazione a programmi di ricerca, sviluppo ed innovazione europei, sostenerne i processi di finalizzati all’ottenimento di brevetti o modelli Internazionali o europei, ma soprattutto di stimolarne la capacità di innovazione tecnologica e di prodotto, mediante una costante collaborazione fra PMI e centri di ricerca.

Fra le tre linee di investimento nelle quali si divide il bando, spicca sicuramente la Misura A, costituita da un fondo di 7.4 milioni. Lo scopo principe di questa linea d’intervento è agevolare la realizzazione di progetti di innovazione di processo, mirando ad incrementare produttività ed efficienza nel ciclo produttivo di beni e servizi, ma anche di innovazione di prodotto, per creare nuovi mercati progettando prodotti originali o aumentando la varietà di quelli esistenti.

L’innovazione di processo si persegue mediante l’applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato, che permetta di ottenere un aumento delle capacità di produzione o di servizio. Quella di prodotto, per contro, si sostanzia nel processo che porta alla genesi di prodotti innovativi, derivanti da processi migliori (innovazione incrementale) o ampiamente differenti (innovazione radicale) da quelli esistenti.

L’ambito di operatività del bando si esaurisce nelle seguenti aree di specializzazione: aerospaziale, agroalimentare, eco-industria, manifatturiero avanzato, mobilità sostenibile, industrie di salute, creative e culturali, mondo delle “Smart Cities e Communities”.

Il finanziamento è aperto a tutte le micro, piccole o medie imprese che intendano dare vita a dei progetti inerenti alle aree di specializzazione sopra citate presentando apposita domanda on-line, dove dovrà essere cura del richiedente l’agevolazione indicare, pena la non ammissibilità, la destinazione ed il contenuto delle diverse voci di spesa, oltre che la ragione sociale e partita IVA del Centro fornitore.

Sono ritenute ammissibili le spese compiute dalla data di presentazione della domanda sino al 240esimo giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto di assegnazione del contributo. L’ammissione è subordinata anche alla definizione puntuale di un importo minimo di investimento (40.000,00 €), mentre la normativa non richiede obbligatoriamente che ne venga segnalato uno massimo. Qualora la richiesta fosse accolta, il contributo concedibile sarebbe pari a euro 25.000,00.

Entrando nello specifico, la normativa delinea con precisione quali siano le tipologie di spese ammissibili:

> Costi per acquisizione di servizi e consulenze specialistiche da CRTT registrati in QuESTIO: Spese sostenute per consulenze da operatori specializzati operanti nel sistema QuESTIO, che erogano servizi di ricerca di base o laboratorio. Queste spese devono essere fedelmente documentate e motivate in un preventivo che si attenga ai prezzi di mercato. Consulenze di carattere generale in materia fiscale, legale o amministrativa non sono computabili in questa sezione.

> Costi per strumentazioni o attrezzature funzionali alla realizzazione ed alle finalità del progetto: acquisto o leasing di impianti o macchinari, attrezzature tecnologiche o informatiche essenziali per l’esito positivo del progetto. Ammortamenti di cespiti, solo se non acquisiti in origine con l’aiuto di sovvenzioni pubbliche.

> Costi per materiali, forniture e prodotti analoghi: materie prime o immobilizzazioni immateriali, con peso massimo del 20% della somma delle tre voci di spesa appena elencate.

> Altri costi generali in misura non superiore al 25% della totalità degli altri costi ammissibili.

L’invio della domanda è effettuabile all’interno di due finestre temporali ben delineate: una prima si snoda dal 12 luglio 2017 fino alle ore 15:00 del 31 dello stesso mese, mentre la seconda (che non si aprirebbe se la totalità delle risorse fosse stanziata per progetti presentati nella prima) dura dal 10 al 31 gennaio 2018.

Oltre alla domanda di adesione corredata dalla scheda tecnica del progetto, descritto nei minimi dettagli, è necessario presentare in allegato una pletora di documenti, fra cui la dichiarazione de minimis, i preventivi di spesa dei CRTT individuabili come collaboratori, la dichiarazione ai fini della verifica della regolarità della posizione contributiva.

La valutazione delle domande è ad esclusiva cura del Nucleo di Valutazione e si compone di due aspetti: un’istruttoria formale ed una valutazione tecnica: quest’ultima è parametrata su diversi criteri, fra cui si evidenziano soprattutto la capacità dei proponenti e la qualità progettuale dell’operazione, a sua volta scomponibile in diverse classi (congruità e pertinenza al bando dei costi, dei tempi di realizzazione, del grado di innovatività del progetto). Il punteggio varia da zero a cento, l’esito positivo è subordinato al raggiungimento di un minimo di 65 punti, ed in caso di parità, la precedenza spetta al progetto che più si è distinto per grado di innovazione assoluta.

Entro 120 giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande la graduatoria dei progetti viene approvata tramite Decreto dal Dirigente pro-tempore della Struttura Ricerca, Innovazione e Trasferimento Tecnologico della Direzione Generale Università, Ricerca e Open Innovation, ed in seguito pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lombardia (BURL) e sul Portale Regionale. Ciascun partecipante, in aggiunta, riceverà notifica dell’esito sul proprio indirizzo di posta elettronica certificata. Entro 90 giorni dalla pubblicazione sul BURL, l’impresa finanziata deve accedere all’indirizzo web siage.regione.lombardia.it ed accettare il contributo (pena la perdita dello stesso) inserendo data, importo e riferimenti precisi del CRTT erogatore di servizi indicato in fase di domanda. Entro 60 giorni dalla data di conclusione del progetto, l’impresa deve caricare online la rendicontazione e la richiesta di erogazione del saldo, pena la decadenza del contributo.

La società è tenuta ai seguenti ulteriori adempimenti: invio online della relazione tecnica del progetto realizzato, delle fatture e dei documenti contabili quietanzati, del questionario di customer satisfaction.

Regione Lombardia provvede, in conclusione di questo iter così ampolloso nei suoi diversi step, all’erogazione del contributo entro 90 giorni dalla richiesta, previa verifica della correttezza dei documenti presentati e del rispetto di tutte le norme del bando. L’impresa si deve impegnare a conservare per 10 anni la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento delle spese e ad allegarla alla rendicontazione online, da sottoscriversi con firma digitale.

Segui Innovation Club (www.innovationclub.it) o scrivici per approfondimenti (info@innovationclub.it).

INNOVATION CLUB – Vacanze a 5 stelle: ora è possibile con Fattore Lusso

in Economia/Innovation club/Partner/Rubriche/Startup/Turismo by
La 36 enne bresciana, Mariasole Scalvini, promotrice del progetto Fattore Lusso

Il lusso è il mercato mondiale in maggiore crescita e da una locale ricerca, risulta che in termini numerici, i 380 milioni di consumatori che oggi acquistano per un totale di 730 miliardi in beni di lusso, arriveranno ad essere 440 milioni nel 2020. Una crescita guidata prevalentemente dai consumatori core (che spendono in media 10.000 € annui in lusso personale ed esperienziale, auto escluse), oggi 32 milioni, con una crescita di 10 milioni di nuovi consumatori prevista entro il 2020. Nei prossimi dieci anni il tasso di crescita dei viaggi di lusso si prospetta al 6,2%, quasi un terzo superiore al resto del comparto (4,8%), sintomo della progressiva polarizzazione del turismo, che è di lusso o low cost, stima l’Oxford Economics Group nel 2016.

La 36 enne bresciana, Mariasole Scalvini, con il suo nuovo progetto Fattore Lusso vuole proporre ville con piscine, jet privati, personal concierge, chef personale, e molto di più, nel territorio della Lombardia, che sta divenendo sempre di più una meta per un turismo di élite.

Quale è l’obiettivo di Mariasole?

Offrire un servizio a 5 stelle e tutti i confort possibili ed inimmaginabili, anche a coloro che scelgono di alloggiare in una casa o un appartamento di lusso, e che non vogliono rinunciare ad i confort tipici di una struttura alberghiera a 5 stelle.  Sono sempre di più, infatti, i turisti stranieri che scelgono l’Italia per acquistare la seconda casa o come meta per le loro vacanze. Ed accresce in modo esponenziale il numero dei viaggiatori che optano per una vacanza in casa invece che in Hotel. E proprio nell’ambito della fornitura di alloggi per affitti brevi, l’Italia primeggia. Si attesta infatti al 3° posto della classifica per numero di case affittate attraverso il portale Airbnb. Non solo Lago di Garda, ma sempre di più anche il Lago di Iseo, la Franciacorta, le valli e le città lombarde, sono le mete preferite dagli stranieri che desiderano andare alla scoperta del nostro territorio, ma anche da italiani che vogliono vivere esperienze esclusive di lusso e che non temono di pagare per la qualità. Fattore Lusso desidera coinvolgere tutti gli operatori lombardi di qualità per offrire pacchetti esclusivi a chi se lo può permettere. E non sono pochi, nonostante la forte crisi degli ultimi anni.  Fattore Lusso farà in modo che i vostri sogni diventino realtà!

E oggi, che cos’è il lusso?

Emozione. È una sensazione che si può provare dopo aver vissuto un’esperienza unica. Quando il cliente indossa un vestito di un brand prestigioso, per esempio, sa che qualcuno ha pensato a quel vestito, con il materiale perfetto e la migliore manodopera. E quando lo indossa si senta felice.

Il Lusso è un’esperienza indimenticabile, una storia che ci rende speciali. Significa poter essere se stessi, scegliendo i dettagli, sulla base della propria esperienza.

Ma quali sono i partner che verranno coinvolti nel progetto di Mariasole?

Affittuari di ville e appartamenti luxury, yacht e jet privati, ma anche chef e pasticceri stellati, cantine di prestigio, personal trainer e insegnanti di yoga, massaggiatori, parrucchieri, estetisti, personal shopper e maggiordomi.

Come il canale digitale impatta sul settore del lusso?

In questo particolare contesto, l’evoluzione digitale sta cambiando le regole, andando ad impattare sul paradigma dello Status. Sempre più lo status sarà svincolato dal possesso di un prodotto, ma sarà sempre più rivolto all’accesso a community e a servizi esclusivi, ad elevato valore aggiunto. Più di un orologio, un gioiello o un’autovettura, conterà poter accedere ad un servizio esclusivo e raro. Questo trend incrementerà, certamente, molte opportunità per la creatività degli startupper da tutto il mondo, che potranno immaginare nuove forme di accesso a servizi per clienti “luxury”. Fondamentale meccanismo è la gestione della community con strumenti digitali, che permette agli utenti di conoscersi e fare network tra di loro, soprattutto se accomunati da una passione comune. La community abilita il passaparola (advocacy), permettendo una rapida diffusione del servizio.

Il portale fattorelusso.com è ora attivo in italiano, tedesco, inglese, arabo e cinese. Per qualsiasi richiesta di informazioni è possibile contattare l’email info@fattorelusso.com.

 

 

Fonderia 4.0, 12 fonderie scelgono Metal One, la soluzione che integra Ar e Iot

in Acciaio/Economia/Innovation club/Partner/Rubriche by
Metal One, fonderia

METAL One é la soluzione per Fonderie di metalli ferrosi e non, con tecnologia a gravità, bassa pressione e pressofusione. Basata su SAP Business One, è una soluzione aziendale pienamente integrata, caratterizzata da un ottimo rapporto costo-prestazioni, e concepita appositamente per le piccole e medie imprese.

Efficienza, Controllo e Profittabilità

Le Fonderie sono in un processo evolutivo che le vede trasformarsi da produttori di fusioni grezze a partner tecnologici di prodotti finiti; sono parte attiva nella progettazione e prototipazione, la filiera di produzione si è allungata inglobando sempre più lavorazioni. Nel costante miglioramento qualitativo il ruolo di capo commessa della Fonderia impone un controllo ed una tracciabilità in tutto il processo produttivo. METAL One permette di gestire l’intero flusso di processo delle Fonderie dalla prototipazione e preventivazione, ai dati tecnici qualitativi e di processo delle Fusioni, al ciclo attivo e passivo, alla pianificazione della produzione, al conto lavoro, alla logistica, al controllo qualità, all’amministrazione e controllo di gestione.

L’ ERP per le PMI

Per affermarsi, le piccole e medie imprese devono disporre di una soluzione aziendale caratterizzata da piena integrazione e costi contenuti. Un unico sistema che automatizzi i processi di business e fornisca un accesso semplice e immediato a informazioni costantemente aggiornate. I sistemi “tradizionali” di gestione aziendale, che frequentemente sono solo una serie di programmi applicativi obsoleti e scarsamente integrati, non sono in grado di soddisfare le esigenze attuali. Informazioni insufficienti, interruzioni nel flusso che collega i processi di business nonché dati obsoleti e non aggiornati costituiscono gli ostacoli principali che impediscono un controllo efficace ed efficiente delle operazioni aziendali. Grazie a METAL One e SAP Business One l’impresa può essere gestita con un netto incremento di profittabilità e un controllo rigoroso di ogni singolo processo.

Realtà aumentata (AR) in fonderia

Un’applicazione per Smart Glasses permette agli operatori di essere formati nei processi produttivi e logistici.

Internet of Things (IoT) per i processi fusori

Metal One si integra con i sensori di prossimità ce monitorano i processi fusori. La gestione delle tecnologia IoT nel processo di fusione sono articolate. Gran parte delle conoscenze ingegneristiche vengono richiamate: fluidodinamica (riempimento), trasferimento di calore e cambi di fase (solidificazione), metallurgia (microstruttura e difettologie) e molto altro si potrebbe menzionare. I parametri da gestire ed analizzare sono numerosi e le interazioni fra di essi estremamente complesse. L’acquisizione di questi dati è ad oggi possibile, ma raramente è possibile realizzare analisi incrociate in modo veramente semplice ed intuitivo per identificare, ad esempio, le cause di scarto più comuni di un determinato lotto di produzione. Ancor più difficile, se non impossibile, è il confronto fra dati di processo e conseguenze, in termini di efficienza di produzione, resi, extracosti. Ciò che manca è un’infrastruttura che permetta la rilevazione automatica dei dati di processi, la loro elaborazione ed una consultazione chiara e veloce, in modo da permettere una integrazione fattuale fra uomini, macchine e strumenti, ma anche fra operatori, controllori e manager. Questa infrastruttura è finalmente realizzabile, estendendo le capacità degli attuali ERP che ad oggi costituiscono la spina dorsale aziendale. Occorre dotare questi strumenti di occhi, orecchie, mani e memoria per completare il sistema nervoso aziendale. L’ambizione è ottenere un “corpo” armonico, efficiente e reattivo.

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