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Trasporti

Inflazione, continua la ripresa. Su i prezzi di trasporti, spettacoli, casa e alimentari

in Economia/Tendenze/Trasporti by
Inflazione

Per il secondo mese consecutivo inflazione in ripresa a Brescia. Il tasso tendenziale registra infatti una variazione pari a +0,5 (il livello più elevato registrato da novembre 2014), mentre il tasso congiunturale (variazione sul mese precedente), registra un +0,6% (il livello più elevato da agosto 2012). Si conferma quindi una tendenza, anche se ancora da verificare nei prossimi mesi, dato l’effetto inflattivo di alcuni fattori stagionali, alla ripresa dell’inflazione.

L’analisi per tipologia di beni e servizi evidenzia come siano i prodotti a bassa frequenza di acquisto quelli ancora interessati dalla deflazione, mentre la ripresa dei prezzi della componente energetica spinge le tendenza inflazionistiche dei beni a media e alta frequenza di acquisto. Il tasso tendenziale senza la componente energetica è pari a +0,7%.

Le divisioni con andamento inflativo sono “Ricreazione, spettacolo, cultura” (+1,5%, per fattori prevalentemente stagionali), “Trasporti” (+1,4%, soprattutto per fattori stagionali), “Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili” (+0,9%), “Prodotti alimentari” (+0,7%), “Comunicazioni” (+0,6%, a causa delle modifiche dei piani tariffari da parte dei principali operatori del settore), “Abbigliamento e calzature” (+0,2%) e “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+0,1%).

Le divisioni in diminuzione sono: “Altri beni e servizi” (-0,2%), “Bevande alcoliche e tabacchi” (-0,1%), “Mobili, articoli e servizi per la casa” (-0,1%) e “Servizi sanitari” (-0,1%).Variazione nulla per la divisione “Istruzione”.

SCARICA IL COMUNICATO CON I DATI SULL’INFLAZIONE A BRESCIA

Luciano Dalè confermato alla Presidenza del Settore Trasporti AIB

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Evidenza/Trasporti by
- foto ufficio stampa Aib

Luciano Dalè (Dalè Silvio) è stato confermato Presidente del Settore Trasporti di Associazione Industriale Bresciana per il periodo 2016-2020. Nel corso dell’assemblea per il rinnovo del Consiglio di Settore svoltasi nei giorni scorsi, Julia Righettini (Setrans) è stata inoltre nominata vice presidente. Consiglieri sono: Alessandro Barbiero (Barbiero Trasporti Internazionali), Andrea Brighenti (Alberto Brighenti), Moreno Caldana (Consorzio Autonoleggio Uni Auto&Bus), Luca Paolo Del Barba (Saia Trasporti), Stefano Mansani (Rfi), Aldino Sirena (Air Sea Service), Felice Taglietti (FT International).

Il rapporto: la linea ferroviaria Brescia-Cremona è la peggiore in Lombardia

in Economia/Infrastrutture/Trasporti by
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Treni obsoleti, ritardi, carrozze insufficienti negli orari di punta. È questo il desolante quadro dipinto dal rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente che, ogni anno all’entrata in vigore dell’orario invernale, lancia con l’obiettivo di stilare un’analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare.

Secondo il dossier Pendolaria, in Lombardia, si aggiudica la *maglia nera come peggior linea ferroviaria la Cremona-Brescia*. La classifica è stata stilata in base a criteri oggettivi per evidenziare la scarsa qualità del servizio: le proteste degli utenti per i problemi di ritardi e tagli dei treni, la tipologia dei treni utilizzati sia per capienza sia per età, la carenza di orari adatti per l’utenza pendolare, la frequenza dei convogli, la condizione delle stazioni, situazioni che in taluni casi spingono i pendolari a prendere l’auto ogni mattina proprio per l’inadeguatezza del servizio.

*”La linea ferroviaria che collega Cremona e Brescia presenta disagi e condizioni indegne per due città di questa importanza – *denuncia *Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia* *- Negli ultimi anni il tasso di puntualità è stato insoddisfacente e spesso sono stati

soppressi i convogli senza nessun preavviso e senza l’intervento di autobus sostitutivi. Le pessime condizioni di viaggio hanno portato all’esasperazione i pendolari che, oltretutto, subiscono notevoli disagi per lo spostamento del sottopasso di Brescia a causa dei lavori in corso dell’alta velocità”.*

Infatti*, *con l’introduzione del nuovo orario invernale e in concomitanza con l’alta velocità per Verona vengono modificate diverse coincidenze, in particolare con il passante di Milano: 3-5 minuti di anticipo che possono sembrare irrisori, ma non per quei lavoratori o studenti che rischiano di

perdere il treno di ritorno a casa. Inoltre*, *i treni sono più lenti di 15 anni fa e con sempre meno collegamenti tra Cremona e Brescia. Sui 51 km di linea, *i tempi di percorrenza sono aumentati rispetto al passato*: nel 2002 il treno più veloce collegava Brescia e Cremona in 34 minuti, oggi in 58, con una velocità media di 52 km/h e con lunghe soste per incroci.

Un’altra *nota dolente riguarda il materiale rotabile utilizzato* su questa tratta, che è tra i più vecchi e poco affidabili di quello in servizio di Trenord con una flotta composta da treni Ale 582 in pessime condizioni e con 25/30 anni di età. Solo fino ad alcuni mesi fa il servizio era parzialmente effettuato da automotrici diesel (nonostante la linea sia elettrificata) fabbricate oltre 40 anni fa. Negli orari di punta gli affollamenti rendono difficoltosa la salita a molti pendolari, l’aria condizionata d’estate non funziona in molte carrozze, in inverno alcuni convogli non sono riscaldati e nel nodo di Brescia spesso si perdono le coincidenze per Milano o Venezia.

A crescere sono in particolare le differenze tra chi si muove sulla rete ordinaria, sugli intercity e sui treni regionali e chi prende i treni ad alta velocità, che accrescono l’offerta con il nuovo orario: sono state inserite altre 4 corse sulla Roma-Milano, per esempio, con un aumento dell’offerta del 276% in più dal 2007 ed è stato introdotto il Frecciarossa Milano-Verona via Brescia, cha ha creato variazioni di orario per i regionali e i Frecciabianca sulla stessa tratta, tutto a discapito dei pendolari che si accontentano di linee e materiale rotabile spesso vecchio e in pessimo stato.

*“A fronte di un servizio lento a rinnovarsi, negli ultimi anni le tariffe in Lombardia sono aumentate del 30,3% dal 2016 – *conclude *Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – **con i pendolari condannati a sistematici ritardi, treni soppressi e carrozze inadeguate! Il futuro della nostra regione passa anche attraverso una seria politica di riqualificazione dell’offerta di trasporto collettivo: in una delle aree a maggior densità di strade e autostrade d’Europa e con il più elevato livello d’inquinamento atmosferico, Regione Lombardia non può più permettersi azioni irresponsabili nei confronti dei pendolari, aumentando inutilmente la mobilità su gomma”.*

Aeroporti, Balotta (Onlit): Catullo in attivo grazie a un artificio, e Montichiari resta fermo

in Bilanci/Economia/Trasporti by
catullo

“Con l’arrivo di Save, l’aeroporto di Verona perde il treno dello sviluppo nonostante tenga in stand-by Montichiari”. A dirlo è Dario Balotta, presidente Osservatorio Liberalizzazioni (Onlit), ma anche responsabile regionale di Legambiente Trasporti. Balotta accusa Catullo di aver portato il bilancio in utile “grazie ad un artificio contabile e ai tagli del personale” e definisce “ assai improbabile” il piano di sviluppo annunciato da Save di 66 milioni di euro.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

L’aeroporto Catullo ha potuto chiudere i conti del 2015 in attivo grazie ad un artificio contabile, ricorrendo cioè a poste anticipate e rivisitazione del fondo rischi per un valore di circa 4 milioni di euro messi a bilancio. Non solo, nello stesso bilancio non compaiono le spese per i 140 addetti mandati in cassa integrazione e poi in mobilità. A due anni dal suo ingresso, SAVE non ha realizzato né gli investimenti promessi, né ha sviluppato il business come più volte annunciato. Anzi, si può dire che Verona ha perso il treno dello sviluppo, visto che i tre aeroporti del suo bacino di rifermento (Bergamo, Bologna e Venezia) sono tutti cresciuti con alti tassi di sviluppo. Questo è lo scotto da pagare per non aver voluto fare la gara per la vendita del pacchetto azionario.

A ciò va aggiunto che appare assai improbabile il piano di sviluppo annunciato da Save di 66 milioni di euro, sia perché in contrasto con lo sviluppo dello scalo di Venezia che alla fine anno arriverà al terzo posto per passeggeri nella graduatoria nazionale, superando per la prima volta Linate e Bergamo. Sia perché Save è sotto lo scacco della scalata di Atlantia, la quale – pur ammettendo che vengano decisi nuovi investimenti dai nuovi azionisti – sicuramente non vorrà ereditare un piano industriale elaborato da altri. Resta infine il fatto che l’area del Garda non ha più uno scalo di riferimento e che, nonostante Montichiari sia stato tenuto in stand-by, il Catullo non ne ha tratto alcun vantaggio. In un quadro campanilistico si inquadra la proposta di allungare la pista lunga 3 km di Montichiari visto che già ora può ospitare tutti i maggiori aerei in servizio nel mondo.

Ryanair, nuovi voli da Verona. E Montichiari spera…

in Economia/Infrastrutture/Trasporti by
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Montichiari guarda e incrocia le dita. Potrebbe portare significativi benefici anche al D’Annunzio, infatti, il nuovo accordo tra Ryanair e gli aeroporti del Garda. La compagnia irlandese ha infatti lanciato nuove rotte dallo scalo di Villafranca. Dal 26 marzo saranno 9 le destinazioni garantite da Verona, per un totale di 29 voli settimanali a tariffa scontata (per festeggiare il lancio delle nuove rotte, i posti sono in vendita a partire da 19,9 euro). Oltre a Cagliari, Palermo, Londra, Birmingham, Madrid e Bruxelles arriveranno tre rotte per la Germania: Berlino Schonefeld, con due voli a settimana (mercoledì e domenica), Amburgo (lunedì e venerdì) e Norimberga (giovedì e domenica). Destinazioni strategiche per il Garda. Anche per questo Montichiari spera: l’obiettivo è portare qualche volo in terra bresciana (dove erano spariti nel 2010) entro il 2017, ma verosimilmente se ne parlerà soltanto dal 2018.

BreBeMi, assemblea dei soci dimezza il patrimonio della società

in Economia/Infrastrutture/Trasporti by
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Arrivano i primi frutti incoraggianti della gestione BreBeMi, tanto che i primi sei mesi del 2016 hanno fatto registrare un risultato positivo pari a 10 milioni di euro, ma non sono sufficienti a fermare l’enorme emorragia di debiti accumulati nei primi anni. Per questo è stato necessario dimezzare seccamente il patrimonio netto della società che è passato da 332 a 175 milioni di euro secondo quanto deciso dall’assemblea dei soci. Era infatti di ben 157 milioni di euro il rosso accumulato nei primi anni di lavorazione e avvio del tratto autostradale.

Nonostante i risultati positivi del primo semestre (+50% di fatturato rispetto allo stesso mese del 2015, con 55mila utenti al giorno), dunque, a causa del debito pregresso i primi sei mesi si sono comunque conclusi con una pesante perdita di 26 milioni di euro. “I margini operativi della società saranno in grado di assorbire i costi finanziari del progetto solo successivamente alla realizzazione dell’interconnessione A35-A4, la cui realizzazione è attesa per il 2018″ – ha affermato Francesco Bettoni, presidente di BreBemi -. Fra quindici giorni apriranno i cantieri con l’A4, e se tutto andrà liscio l’opera sarà pronta esattamente fra un anno”.

Da Cna una class action contro il cartello dei produttori di camion

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Evidenza/Trasporti by
CAMION

La Cna Fita, la categoria dell’autotrasporto della confederazione artigiana, promuove una class action contro il cartello dei produttori di autocarri che lo scorso luglio è stato sanzionato dall’Unione Europea.

L’intervento dell’Antitrust – La Commissione Europea ha accertato che, tra il 1997 ed il 2011, alcune case costruttrici hanno preso accordi per mantenere il prezzo di listino dei mezzi al di sopra di quello di mercato (si stima circa il 20% in più) e per scaricare sul consumatore i costi delle nuove tecnologie necessarie a rispettare i più stringenti limiti delle emissioni.

I produttori coinvolti sono Man, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf; nove camion di medie e grandi dimensioni su dieci venduti in Europa hanno il loro marchio. In tutto dovranno saldare la sanzione record di 2,9 miliardi di euro. La Man ha evitato una multa da 1,2 miliardi di euro perché ha permesso a Bruxelles di venire a conoscenza dell’esistenza del cartello.

Le cinque case costruttrici hanno ammesso la propria responsabilità in cambio di uno sconto o dell’azzeramento della sanzione. Scania, coinvolta nell’indagine antitrust, ha rifiutato di patteggiare ed il procedimento nei suoi confronti è ancora aperto.

La class action – Possono partecipare all’azione risarcitoria tutti i soggetti che hanno acquistato o acquisito con leasing camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) e grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania immatricolati tra il 1997 ed il 2011. In caso di successo, lo studio legale riceverà una quota dei proventi dell’azione legale. In caso, invece, di insuccesso, il rischio è a carico dello studio legale.

«È importante sottolineare che la class action non riguarda solo le imprese di autotrasporto, ma anche tutte le ditte iscritte al Registro delle imprese che abbiano un mezzo da oltre 6 tonnellate, per esempio in edilizia e meccanica – precisa Roberto Tagliaferri, responsabile Cna Fita di Brescia -. Le case costruttrici hanno fatto cartello su tutti i mezzi, non solo su quelli venduti agli autotrasportatori».

La prima fase di raccolta delle adesioni termina l’1 novembre 2016. Chi aderirà tardivamente dovrà attendere che si formi un altro gruppo di autotrasportatori, il cui danno subito sia di un valore sufficiente a giustificare l’instaurazione di una seconda azione legale. «Per tale motivo – specifica Abramo Scalvinoni, presidente di Cna Fita di Brescia – è importante aderire all’azione il prima possibile, per non perdere la possibilità di partecipare alla class action. Per farlo basta rivolgersi ai nostri uffici».

«L’attenzione di Cna è rivolta ad aspetti che riguardano le imprese a 360° anche dal punto di vista concreto di tutela legale, nel contesto di un’azione collettiva di questa portata – conclude Eleonora Rigotti, presidente di Cna Brescia -. L’obiettivo dell’associazione, in questo caso, è quello di informare queste imprese e, per chi volesse, procedere all’istruzione della causa di ognuna».

I numeri bresciani – Stando agli ultimi dati disponibili, che fanno riferimento a fine agosto 2016, sono 2.188 le imprese a Brescia e provincia iscritte all’apposito Albo che esercitano attività di trasporto in conto terzi. Quanto ai veicoli, quelli in conto terzi sono 30.298.

L’esempio – Un autotrasportatore che ha acquistato camion delle case costruttrici responsabili dell’illecito anticoncorrenziale per un valore totale di 100mila euro può ottenere come risarcimento tra il 10% ed il 20% del prezzo di acquisto. Si tratterebbe, quindi, di circa 10-20mila euro di risarcimento.

Se uno o più mezzi sono stati successivamente venduti, la percentuale andrà calcolata sulla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Potrebbe essere possibile ottenere un risarcimento anche per mezzi acquistati di seconda mano, perché anche il mercato dell’usato ha subito il contraccolpo dell’illecito sovrapprezzo. Tuttavia in questi casi il risultato appare più incerto.

La documentazione necessaria – Per l’istruzione della causa vanno consegnati a Cna Fita:

a. la documentazione comprovante l’acquisto/leasing dei camion

b. copia di un documento d’identità del legale rappresentante della ditta di autotrasporto

c. una visura della società (se l’attività di autotrasporto è esercitata in forma societaria)

d. la procura alle liti o in alternativa l’atto di cessione del diritto al risarcimento

e. l’eventuale documentazione riguardante la vendita/permuta/rottamazione dei camion.

Nel caso in cui manchino i documenti di cui alle lettere a) ed e), l’autotrasportatore dovrà fornire l’estratto cronologico del camion del PRA, da cui risulti anche il prezzo di acquisto del mezzo, nonché dell’eventuale vendita.

Camera di Commercio aumenta il capitale sociale di Abem Spa

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La Camera di Commercio di Brescia aderisce alla proposta di aumento del capitale sociale di ABEM S.p.A. sottoscrivendo la propria quota parte. La decisione è stata presa nel corso della riunione della Giunta camerale del 26 settembre 2016. ABEM, società nata per promuovere il definitivo avvio dell’aeroporto di Montichiari in regime di autonoma concessione, potrà pertanto contare sui 3.024.653 di euro resi disponibili dall’Ente camerale di via Einaudi – detentore del 50,5 % delle quote societarie – al fine di sostenere l’operazione di ricapitalizzazione.  Complessivamente, la ricapitalizzazione deliberata da ABEM nell’assemblea dei soci del 13 maggio 2016 comporta un aumento del capitale sociale da € 1.010.000 ad € 7.000.000.

La compagine societaria di ABEM, oltre che dal socio di maggioranza Camera di Commercio di Brescia, è composta da Assoservizi (società di servizi che fa capo ad AIB) per il 39,6%. Il rimanente 9,9% e suddiviso in quote minori appartenenti a diverse Associazioni di Categoria ed al Comune di Brescia. “Abbiamo posto le condizioni più idonee e proficue – commenta il Presidente Giuseppe Ambrosi – per dare concreto avvio alla piena operatività dell’aeroporto di Montichiari. La prospettiva è quella di dare vita, tramite ABEM S.pA. che opererà in una logica di holding finanziaria, ad una Newco, a presidenza bresciana, che in regime di autonoma concessione potrà gestire lo scalo monteclarense”.

“La Camera di Commercio di Brescia – prosegue il Presidente Ambrosi – con questa operazione ha inteso svolgere appieno il proprio ruolo di Ente che opera a supporto del territorio e dell’economia provinciale, coerentemente ai suoi fini istituzionali e alle sue strategie programmatiche ed in linea con i principi della legge di riforma del sistema camerale nazionale, in corso di approvazione definitiva. Dall’investimento sull’aeroporto di Montichiari, anche alla luce delle manifestazioni di interesse di diversi e qualificati gestori di compagnie aeree di livello internazionale, deriveranno sicuri benefici in termini di opportunità per le imprese del territorio, di incremento occupazionale e di possibilità di offrire un importante servizio alla collettività”. Recenti studi svolti in proposito evidenziano, in effetti, un potenziale incremento del traffico, sia passeggeri che cargo, del 31% circa, nel periodo 2016-2021.

Trasporti, i sindacati proclamano lo sciopero per il 12 settembre

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48361 Roma  Sciopero trasporti sciopero fermata autobus metro trasporti (EIDON) (Agenzia: EIDON)  (NomeArchivio: PHPIMrf4.JPG)

Le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Regionale hanno proclamato uno sciopero di 4 ore di tutto il Trasporto Pubblico Locale della Lombardia per il giorno 12 settembre 2016. La mobilitazione – si legge in una nota – “vuole rimuovere i preoccupanti silenzi della Regione Lombardia su questioni di vitale interesse per il settore. Troppe sono infatti le incertezze sulle risorse economiche previste a livello Lombardo tali da determinare, su diversi territori, la messa in discussione della continuità del servizio a partire dal mese di settembre con evidenti riflessi sia sui servizi all’utenza, a partire da studenti e pendolari, sia per i lavoratori delle diverse aziende coinvolte. A questo si aggiunga la confusione sulle norme che regolano il settore a causa dei tanti interventi già effettuati sul piano Nazionale per le Province ed ad una ancor disomogenea applicazione della Legge Regionale 6/2012”.

“Tali difficoltà – continua il comunicato stampa – si registrano alle porte di un periodo che sarà caratterizzato in particolare dalle gare che dovranno definire i nuovi assetti del settore, in assenza tra l’altro di adeguate forme di tutela per il personale coinvolto. FILT-FIT-UILT, nel corso dell’incontro del 15 luglio 2016 con la dirigenza dell’Assessorato Regionale ai Trasporti a seguito di un presidio dei lavoratori, avevano richiesto la convocazione di un tavolo specifico composto dalla Regione stessa, dalle Associazioni datoriali e dall’Anci (Associazione dei comuni) e UPL (Unione delle Province) della Lombardia. Tale tavolo non è però mai stato attivato lasciando quindi inalterate le nostre preoccupazioni e spingendoci a dichiarare un primo sciopero regionale. Il primo atto di una mobilitazione che continuerà se non saranno date risposte chiare”.

MODALITA’ ADESIONE SCIOPERO AZIENDE BRESCIA

Trasporto Urbano Brescia Trasporti: dalle 9.00 alle 11,30 (compreso

Desenzano)

Metro’ Brescia dalle 9.00 alle 11,30

Trasporto Extraurbano SIA: dalle 9.00 alle 11.30

Trasporto Extraurbano SAIA: dalle 9.00 alle 12.00

Noleggio, Brescia vale il 15 per cento delle attività lombarde

in Economia/Eventi/Tendenze/Trasporti by
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Anche in vacanza si noleggia: dalla barca alla bici, dai dvd agli aerei e attrezzature per i concerti. Il noleggio in Lombardia conta nel 2016 3.316 attività, tra sedi di impresa e unità locali specializzate nel settore, quasi una su sette tra quelle presenti in Italia (13,2%). Un settore quello del noleggio che in Lombardia cresce dell’1,7% in un anno. Milano è prima con 1.296 attività, il 39,1% del totale regionale. Seguono Brescia con 509 attività (15,3% regionale), Bergamo con 329 (9,9%) e Varese con 253 (7,6%). Monza e Brianza è quinta con 195 attività. In crescita Cremona (+9%), Pavia (+7,5%), Lecco (+7%), Monza e Milano (+6% circa ciascuna). Il settore che registra la maggiore presenza di attività è il noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri con 926 (+4,5% in un anno), poi i noleggi di macchine e attrezzature senza operatore (456) e per lavori edili (338). Subito dopo viene il noleggio di strutture ed attrezzature per concerti e spettacoli (239), il noleggio di video e dischi (217) e quelli di imbarcazioni da diporto (182). Ma ci sono anche in Lombardia 60 attività specializzate nel noleggio di trasporto aereo e 34 che si occupano di trasporto marittimo e fluviale. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al primo trimestre 2016 e 2015 relativi alle localizzazioni, sedi di impresa e unità locali, attive sul territorio.

Le attività di noleggio in Italia. Sono oltre 25mila, in crescita dell’1,9% in un anno. Prima è Roma con 2.340 attività, 9,3% nazionale, in crescita dell’1,8% in un anno, seguita da Napoli con 1.371 attività, 5,5%, +3,4%, e Milano con 1.296, 5,2%, +5,5%. In crescita soprattutto Brindisi e Vibo Valentia (+19% ciascuna).

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