Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Trasporti

Mobilità elettrica, a Brescia le imprese sono 332

in Economia/Tendenze/Trasporti by
Auto elettrica, foto generica da Pixabay

Cambia la mobilità e diventa sempre più elettrica e sharing. Nei settori coinvolti, tra fabbricazione di batterie, apparecchiature elettriche per autoveicoli, impianti elettrici per alimentare auto, noleggio di autoveicoli leggeri e di bici,  ci sono 775  imprese a Milano su 2 mila in Lombardia e 15 mila in Italia. Cresce il settore a Milano, in regione e in Italia, +1%. Sono 16 mila gli addetti milanesi su un totale regionale di 32 mila e nazionale di 87 mila. Concentrato su Milano il fatturato di 2,6 miliardi su 6 miliardi lombardi rispetto ai 20 miliardi nazionali. Prima Roma con mille imprese (+3% in un anno), seguita da Milano con 775 (+1%), Napoli con 726 (+4%), Torino con 517. Poi ci sono Bari (446), Catania (374, +7%), Salerno (335, +4%), Brescia (332).

Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del Registro delle imprese al secondo trimestre 2019.

Le imprese della meccatronica. Parliamo di quasi 77mila imprese in Italia che si devono allineare alle nuove tecnologie, oltre 11mila in Lombardia e 3mila nella sola Milano, per un numero di addetti che in tutto il Paese supera quota 200mila unità (35mila addetti in Lombardia, 10mila a Milano, oltre 2.700 a Monza Brianza, quasi mille a Lodi).

La rivoluzione 4.0 nell’Industria dei trasporti | INNOVATION CLUB

in Aziende/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche/Trasporti by
Smart transit

SMART TRANSIT è la soluzione per il controllo e la gestione delle flotte di trasporto pubblico. Grazie alla sua estrema versatilità, è in grado di gestire l’azienda in tutte le sue componenti e fornire agli utenti del sistema molteplici servizi e funzionalità.

Fleet Control

Consente un controllo in tempo reale dello stato di esercizio della flotta, fornendo informazioni relative al posizionamento e allo stato dei mezzi, in modo da controllare l’aderenza del programma di esercizio reale rispetto a quello schedulato. Inoltre, grazie ad una sensoristica avanzata a bordo mezzo, è in grado di rilevare dinamicamente il carico di passeggeri a bordo (domanda passeggeri in tempo reale), la qualità del servizio e l’eventuale presenza di passeggeri sprovvisti di titolo di viaggio.

Geo-Analyst

Grazie ad un’analisi spaziale avanzata dei dati, è in grado supportare l’azienda nella pianificazione di nuovi servizi e/o modifica di quelli esistenti. Rilevando gli spostamenti degli utenti nelle zone limitrofe alla linea di bus, è possibile istituire nuovi servizi in aree geografiche non attualmente servite da alcuna linea, rimodulare le fermate e i percorsi delle linee esistenti ed eventualmente localizzare nuovi punti vendita per i titoli di viaggio.

Ticketing

Offre agli utenti il servizio di ticketing on-line fruibile mediante App  dedicata da apparati mobili (tablet, smartphone etc.) e fissi, garantendo informazioni aggiornate su corse, iniziative ed eventuali variazioni del servizio.

Comfort

Permette ai passeggeri di avere informazioni in tempo reale sulla loro tratta e le condizioni della vettura accedendo all’App mobile dedicata. I sensori a bordo del veicolo mostreranno la sua posizione lungo il percorso stimando i tempi di arrivo, insieme ad altre informazioni come la temperatura e la qualità dell’aria nel mezzo e la presenza in stiva del bagaglio imbarcato. Gli utenti potranno segnalare in tempo reale eventuali problemi a bordo e infine valutare la qualità generale del servizio.

Maintenance

Consente di gestire le attività di manutenzione effettuate sui mezzi. Con un check in tempo reale di tutte gli impianti e mediante specifici algoritmi avanzati e sensori di bordo è in grado di segnalare anomalie sul funzionamento dei mezzi durante l’esercizio ordinario, consentendo una gestione della manutenzione di tipo “predittivo”, senza aspettare che si verifichi il guasto.

Voice of Customer

Il modulo crea un dialogo continuo tra l’azienda di trasporti ed il cliente basato su tre principali modelli innovativi: il primo riguarda il canale, con il superamento di quelli che erano i metodi e le tecniche tradizionali di rilevazione del dato. Basti pensare alla possibilità delle interfaccia di conversazione come Messenger, per esempio. La soluzione integra i percorsi di “voice of customer” all’interno delle stesse proprietà digitali dei brand come i loro siti internet o le app, offrendo un valore aggiunto agli stessi strumenti delle aziende. Oltre a ciò, la piattaforma mette a disposizione l’utilizzo di dispositivi di geolocalizzazione che attivano la possibilità di percorsi di voice of customer nello stesso momento in cui avviene l’esperienza con il brand, riducendo così il problema del falso ricordo.

Entertaiment

Consente di ingaggiare gli utenti in meccaniche di “Gamification” grazie a giochi e attività dedicati accessibili tramite smartphone e l’apposita App . Accumulando punti ed obiettivi ad ogni accesso, gli utenti potranno divertirsi, condividere i loro traguardi sui social e acquisire bonus (coupon, titoli di viaggio, oggetti virtuali), migliorando la loro esperienza generale e avviando un processo di fidelizzazione e customer generation a beneficio dell’azienda.

SMART TRANSIT presuppone l’implementazione di hardware che includa per ogni mezzo di trasporto pubblico un’unità di bordo (single board cpu, GNSS receiver, sim card), videocamere alle porte di ingresso/uscita passeggeri, sensoristica per l’acquisizione dei parametri ambientali/cinematici e opportuni cablaggi.

SMART TRANSIT è stato presentato all’evento del 6 Giugno presso UNICAL: www.innovationclub.it/innovazionetrasportopubblico

Per maggiori approfondimenti: www.somos.srl/transit/

Studio su Brebemi: benefici per logistica, imprese, immobili e ambiente

in Economia/Trasporti by
Brebemi

La realizzazione della Brebemi ha generato benefici diretti e ricadute indirette su un territorio che interessa 5 Province, 114 Comuni, 640.000 abitanti e 250.000 lavoratori. I benefici diretti sono soprattutto quelli economici, con una riduzione del costo del trasporto (tempi, carburante, costi operativi), ambientali con una diminuzione delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento ambientale e acustico e sociali, con una riduzione dell’incidentalità. Per quanto riguarda i benefici indiretti, ha particolare rilevanza la maggiore connessione dei territori che ha impatti positivi sul sistema logistico/produttivo, con una maggiore competitività delle imprese attive, sull’occupazione generata dai nuovi insediamenti e dalla crescita delle imprese esistenti, sul settore immobiliare con un aumento delle transazioni e, di conseguenza, dei valori immobiliari. Migliorata l’accessibilità a Milano, Brescia e tutti i centri urbani lungo il tracciato (qualità della vita, ospedali di Milano e Brescia, Aeroporto di Linate) e la visibilità dei comuni attraversati da A35 Brebemi.

Questi i principali numeri dello studio realizzato da AGICI Finanza d’Impresa e presentato alla presenza, fra gli altri del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e degli assessori Claudia Maria Terzi (Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile) e Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima).

FONTANA: BREBEMI STA AVENDO GRANDE SUCCESSO – Secondo il presidente Fontana gli effetti “sono molto positivi. Certo ci vuole tempo perché un’infrastruttura venga riconosciuta, accettata e utilizzata. Alla fine però la Brebemi sta avendo un grande successo. La stessa cosa è successa con la prima parte della Pedemontana che, pur non essendo ancora completata, sta avendo incrementi di utilizzo che raddoppiano ogni anno. Quindi evidentemente la nostra zona ha fame di infrastrutture, ma soprattutto ne ha necessità”.

TERZI: UNA VERA E PROPRIA OPERAZIONE VERITA’ – “Abbiamo assistito – ha spiegato Terzi – a una vera e propria ‘operazione verità’. La ricerca dimostra con dati oggettivi come la Brebemi abbia portato notevoli benefici per i territori che attraversa. L’opera ha determinato un incremento degli insediamenti imprenditoriali che a loro volta hanno generato, ed ? questo il numero più importante, 3.700 nuove assunzioni. Il settore protagonista di questa stagione di rilancio è, senza dubbio, la logistica, che in Lombardia vale circa 10 miliardi di euro, pari a qualcosa come il 25/30% del fatturato a livello nazionale. La
nostra attenzione alle esigenze del comparto resta alta, e proprio tra meno di un mese faremo un bilancio del lavoro svolto
di concerto con Piemonte e Liguria durante gli Stati generali della Logistica del Nord Ovest che si terranno a Palazzo Lombardia. Tornando ai vantaggi generati dalla A35, sottolineo come questa abbia consentito di sgravare i centri abitati dal passaggio del traffico pesante con un miglioramento della qualità della vita dei cittadini, per non parlare dell’aumento dei flussi turistici dovuto alla facilità di accesso a questi territori”.

IL ‘CASO BREBEMI – “Ritengo si debba parlare di un caso Brebemi – ha proseguito Terzi – anche per come questa ha saputo armonizzarsi con il contesto attraverso le opere compensative di carattere ambientale. Da bergamasca so bene quanto la Brebemi abbia rappresentato una svolta positiva per l’economia territoriale. E da assessore alla partita so che dobbiamo andare avanti nell’infrastrutturazione virtuosa della Lombardia e continueremo a impegnarci per questo”.

CATTANEO: RICADUTE POSITIVE ANCHE SULL’AMBIENTE – “Nell’elenco dei benefici legati a quest’opera – ha affermato Cattaneo – ci sono evidentemente le ricadute dirette di tipo ambientale. Un aspetto che, insieme ai fattori economici, sociali e di occupazione, non va trascurato per l’impatto sulla riduzione delle emissioni nocive in atmosfera. L’esperienza concreta evidenzia come sciogliendo il nodo del traffico l’impatto sull’ambiente e sulle emissioni si riduce, favorendo ricadute positive per la salute di tutti. Occorre evitare l’approccio ideologico e ritornare al realismo che in questi anni ha favorito la realizzazione di opere stradali e ferroviarie insieme per migliorare anche l’ambiente in cui viviamo. Infrastrutture e ambiente non sono nemici: esperienze come la realizzazione di Brebemi lo dimostrano”.

Trasporti eccezionali, l’allarme di Aib: sempre più criticità per le aziende

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Trasporti by
Trasporto eccezionale

AIB, insieme a Federacciai e Anima, rilancia il proprio grido d’allarme sul tema dei Trasporti Eccezionali (TE): alla crescita delle richieste di TE si accompagna una generale ed esponenziale criticità nelle procedure del rilascio delle stesse per le aziende, oltre che nella regolamentazione normativa del settore. La principale conseguenza è che le merci rischiano di uscire dalle fabbriche con sempre maggiore lentezza, a discapito della competitività delle imprese.

Secondo le elaborazioni di Confindustria su dati della Provincia di Brescia, nel 2018 sono state complessivamente rilasciate 5.445 autorizzazioni TE, divise tra “Singole e Multiple” (1.378, 25,3%), “Periodiche” (2.926, 53,7%) e di altro genere (1.141, 21,0%).

Una recente indagine condotta da Federacciai ha inoltre stimato in 515.235 le tonnellate movimentate con Trasporto Eccezionale nello scorso anno, cifra che si riferisce ai soli spostamenti con origine e destinazione all’interno della provincia.

A questi numeri si accompagnano però una serie di criticità presenti sulle infrastrutture della provincia di Brescia, individuate da Federacciai nelle seguenti:

-Tangenziale Sud di Brescia, Località San Zeno – Cavalcavia n.220 scavalco Autostrada A21;

-Via A. Volta di Brescia – Cavalcavia n.221;

-SS 45Bis – Cavalcavia n.214 Scavalco Autostrada A4;

-Via Serenissima di Brescia, Località Buffalora – Cavalcavia n.220 Scavalco Autostrada A4;

-SP510 Marone-Iseo limitato alle 30 ton al passaggio;

-SS42 – Diversi tra la provincia di Bergamo e la provincia di Brescia;

-SP112 – Località Piamborno Ponte Trobiolo;

-SP EX SS1 – Ponte Fiume Oglio;

-SS 668 – Ponte in località Manerbio;

-SP BS IX – Capriano/Azzano Mella.

Questi assi viari rappresentano solo una piccola parte di tutte le infrastrutture che, in Italia, necessitano di manutenzione per circa 3 miliardi di euro complessivi, a fronte di un calo degli investimenti delle province (strade e scuole): dagli 1,9 miliardi del 2009 agli 0,7 miliardi del 2018 (fonte: Unione Province Italiane)

Il problema non si esaurisce solo con la manutenzione delle opere viarie. Ad essa si aggiungono: la restrizione generalizzata al rilascio delle autorizzazioni a seguito del cedimento del ponte di Annone-Brianza (a tutt’oggi l’unico incidente riguardante un TE su un’infrastruttura già ampiamente oggetto di rilievi critici); nuovi oneri autorizzativi, con spese direttamente a carico del richiedente; la progressiva riduzione dei limiti di carico su un numero sempre crescente di tratti, l’aumento dei costi di trasporto per frazionamento del carico (quando possibile); il ricorso ad altre modalità oppure l’impossibilità di svolgere il trasporto stesso; l’aumento del traffico stradale e relativa congestione.

“Il rischio è più che concreto: la merce spesso non riesce a partire e arrivare a destinazione – commenta Filippo Schittone, Direttore di AIB –. Diviene fondamentale, a questo punto, trovare in tempi estremamente rapidi soluzioni efficaci al problema. Non possiamo permetterci di aspettare ulteriormente: ogni giorno che passa aumenta il rischio che le merci restino bloccate e le aziende non siano in grado di rispettare i tempi di consegna, con il pericolo di perdere mercato e competitività rispetto ai concorrenti internazionali. Ne abbiamo discusso approfonditamente durante il workshop del 25 gennaio scorso proprio in AIB con tutte le altre componenti del Sistema Confindustria  interessate: dalle Territoriali Lombarde a Federacciai, ANIE, ANIMA, AITE, ANCE, Confetra Nord-Est e ASSOANNA.”

ISTANZE DEL MONDO INDUSTRIALE

Tra le istanze avanzate dal mondo industriale, spiccano la necessità di un intervento immediato e risolutivo per una situazione che si sta dilungando, in particolare nel rilascio delle autorizzazioni, che dovranno essere più flessibili in funzione delle diverse esigenze.

Inoltre le parti interessate del Sistema Confindustria chiedono lo studio, insieme a Regione Lombardia e agli Enti gestori, delle reti di soluzioni emergenziali, con percorsi alternativi che nell’immediato diano le possibilità a tali veicoli di circolare in totale sicurezza, maggiore celerità e condivisione nella definizione della normativa dedicata al settore, una manutenzione costante delle infrastrutture, più incentivi alle Province e un coordinamento attivo tra Regioni, Province ed Enti gestori delle strade.

“La sinergia all’interno del sistema confindustriale, come sta avvenendo sul tema dei Trasporti eccezionali, è oggi quanto mai necessaria – chiude Andrea Orlando, Direttore Generale ANIMA Confindustria Meccanica Varia –. Le imprese in questi mesi sono state messe a dura prova a causa di divieti e ritardi autorizzativi su importanti direttrici della rete stradale italiana. La fragilità attuale delle infrastrutture stradali è un ostacolo per alcuni dei nostri comparti associati: in primis la caldareria, rappresentata da Ucc, il sollevamento, rappresentato da Aisem, la cogenerazione, rappresentata da Italcogen, e le turbine, rappresentate da Uct. Il sistema associativo può portare a fattor comune richieste e proposte che siano di supporto all’economia reale del nostro Paese”.

 

Auto elettriche in crescita, ma a Brescia sono soltanto 186

in Economia/Trasporti by
Auto elettriche, foto generica

Milano è prima nella graduatoria delle province lombarde in base al numero di auto elettriche in circolazione
Secondo i più recenti dati Aci in Lombardia le auto elettriche in circolazione sono 1.542. Tra il 2016 e il 2017 il parco circolante di auto elettriche in Lombardia è cresciuto del 29,1%, anche se i valori assoluti restano davvero poco significativi.

In tutta Italia le auto elettriche in circolazione sono 7.560 (contro le 5.743 del 2016). Tra il 2016 e il 2017 nel nostro Paese vi è stata, quindi, una crescita del parco circolante di auto elettriche del 31,6%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental su dati Aci.

L’elaborazione sulle auto elettriche in circolazione include anche i dati a livello provinciale. Da questi dati emerge che in Lombardia la provincia in cui ci sono più auto elettriche in circolazione è Milano (811), seguita da Brescia (186), Bergamo (119), Monza Brianza (92), Varese (83), Como (73), Lecco (54), Mantova (39), Pavia (30), Cremona (25), Sondrio (16) e Lodi (14).

Autobus low cost, boom di passeggeri a Brescia per FlixBus

in Economia/Partner 2/Trasporti by
Flixbus, foto d'archivio

FlixBus festeggia tre anni di presenza a Brescia con un bilancio positivo: le prenotazioni per la città sono infatti raddoppiate solo nell’ultimo anno, grazie alla progressiva istituzione di collegamenti verso un numero crescente di destinazioni in Italia e all’estero, che ha contribuito a rendere l’autobus una forma di trasporto sempre più radicata tra i viaggiatori bresciani.

Sono oltre 90 le destinazioni attualmente raggiungibili da Brescia con FlixBus: in particolare, l’operatore degli autobus verdi ha incrementato nel tempo le connessioni internazionali con la città integrandola sempre più nella propria rete internazionale di autobus intercity, che con le sue circa 2.000 città in 27 Paesi dal Portogallo all’Ucraina rappresenta, ad oggi, la più estesa del continente.

Italia: Torino rimane la meta preferita dei Bresciani. E dal 4 settembre si arriverà in Calabria

Sale, innanzitutto, il numero delle città italiane collegate con Brescia: ai grandi centri come Torino, che si mantiene prima in classifica fra le mete più gettonate dai Bresciani, Roma (al 2° posto), Napoli, Genova e Bologna, e alle città d’arte come Venezia, Verona, Padova, Firenze e Caserta, si aggiungeranno a partire da martedì 4 settembre anche le prime destinazioni in Calabria. Senza cambi, si potranno infatti raggiungere in notturna diverse località della costa ionica, quali Corigliano, Rossano, Sibari e Cariati. E per chi vuole godersi gli ultimi barlumi di estate con una breve vacanza, restano attive le cose verso la Riviera Romagnola, dirette a Rimini e Riccione, o verso le montagne del Trentino-Alto Adige, con arrivo a Trento, Bolzano e Bressanone.

Europa: più collegamenti in Francia e Catalogna

Si ampliano allo stesso tempo anche i collegamenti internazionali con Brescia, da cui è ora possibile raggiungere con un solo biglietto nuove località in Francia e Catalogna: in Francia sono nove le località a portata di autobus dalla città lombarda, tra cui Marsiglia, Montpellier e Tolone, mentre Girona si è recentemente affiancata a Barcellona tra le destinazioni raggiungibili in Catalogna. Restano attivi i collegamenti internazionali preesistenti, tra cui quelli con Lubiana, Zagabria, Innsbruck e Budapest.

Tutti i collegamenti sono prenotabili online, via app e in agenzia, e sono operati in collaborazione con una rete di aziende partner dall’esperienza pluriennale che mettono a disposizione mezzi e autisti, mentre FlixBus si occupa della pianificazione di rete e cura il marketing, la comunicazione e il pricing. A bordo, Wi-Fi, prese elettriche, sedili reclinabili e toilette.

Trasporti, a Brescia le imprese danno lavoro a 24mila persone

in Economia/Tendenze/Trasporti by

Stabile il settore dei trasporti, sono 28 mila le imprese in Lombardia, 238 mila gli addetti e 40 miliardi il fatturato. La Lombardia pesa circa un quinto sul settore nazionale, per imprese, addetti e per fatturato. Vale per business di settore quasi quanto Piemonte e Lazio (entrambi 41 miliardi). Primi settori: trasporto terrestre (21 mila imprese) e magazzinaggio (5 mila). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018 e 2017.

Prime per fatturato in Italia: Roma (39 miliardi), Torino (36), Milano (26), Modena (6,5), Napoli (4,3).

Per provincia in Lombardia. Le prime per imprese: a Milano 14 mila, a Brescia 3 mila, a Bergamo, Monza e Varese circa 2 mila, a Como e Pavia oltre mille, a Mantova 900. Per quanto riguarda gli addetti, a Milano sono 138 mila, a Bergamo 24 mila, a Brescia 21 mila, a Varese e Monza oltre 10 mila, a Como 7 mila.

Trenord: ricavi a quota 804 milioni di euro, passeggeri + 2,8 per cento

in Bilanci/Economia/Evidenza/Trasporti by

L’assemblea degli azionisti di Trenord ha approvato ieri il bilancio di esercizio 2017. I numeri del 2017 sono redatti per la prima volta secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS.

In crescita i Ricavi Operativi (che passano da 766 M€ a 804 M€) con un incremento del 5,0%. Nel 2017 i ricavi da traffico sono cresciuti di 15,9 M€ rispetto al 2016. L’incremento deriva principalmente dalla crescita del segmento aeroportuale (Malpensa Express) e dall’attività di antievasione.

I ricavi da traffico garantiscono la copertura del 45% dei costi operativi, pur in assenza della ‘leva prezzo’: nessun aumento tariffario è intercorso negli ultimi tre anni.

“L’esercizio 2017 conferma il trend di miglioramento, nei risultati economici, già evidenziato nei due anni passati, registrando un Risultato Netto complessivo di 10,5 M€ con un incremento di oltre il 14% rispetto al risultato 2016. E’ stato avviato quindi un percorso che potra’ consentire all’azienda di aumentare la qualita’ offerta ai propri Clienti”, ha sottolineato la Presidente di Trenord, Barbara Morgante.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) si attesta a 77,5 M€ con un incremento di circa il 2% rispetto all’esercizio precedente. La posizione finanziaria netta è decisamente migliorata, attestandosi a 60 M€.

“I buoni risultati economico-finanziari raggiunti nel 2017 – e nei 2 anni precedenti – sono tanto importanti quanto indispensabili per sostenere l’ambizioso Piano al 2020, che prevede oltre 600 M€ complessivi di investimenti, di cui 415 milioni per il revamping della flotta vetusta”, ha affermato Cinzia Farisè, Amministratore Delegato di Trenord.

1.     I Clienti

Nell’ultimo anno Trenord ha toccato il record di passeggeri trasportati, raggiungendo 755mila Clienti nei giorni feriali (+2,8% rispetto all’anno precedente), 390mila il sabato (+3,2%) e 281mila nei festivi (+4,1%). Complessivamente Trenord ha trasportato 203milioni di viaggiatori.

Rispetto all’anno eccezionale di Expo la crescita della domanda, nei giorni feriali e nei festivi, è stata del 6%. Nel 2010 i Clienti erano 632mila. Nel 2017, in 7 anni, sono state 120mila le persone trasportate in più ogni giorno. Oggi, solo il 50% dei Clienti trasportati è rappresentato dal segmento ‘commuting’.

2.     La produzione

Nel 2017 Trenord ha effettuato la produzione più alta di sempre con 43,5 milioni di treni e bus/Km ovvero +0,6% rispetto al 2016. Così come nel 2017 è stato raggiunto il record dei treni circolati: 756.274 in totale.

3.     La performance del servizio

Pur a fronte del caldo torrido che ha contraddistinto l’estate 2017 mettendo a dura prova la flotta più vetusta, il ritardo medio ponderato per passeggero è sceso da 4,1 a 3,7 minuti e le soppressioni sono calate del 5%.

4.     Gli investimenti

Il 40% della flotta di Trenord ha più di 35 anni. A luglio del 2017 Regione Lombardia ha adottato interamente il piano di Trenord per un ammontare di investimenti pari a 1,6MD di euro, finalizzati all’acquisto di 161 nuovi treni: 100 ad alta capacità, 31 a media capacità e 30 diesel per le linee non elettrificate.

A seguito di tale adozione, nell’ottobre del 2017 Trenord ha approvato un Piano Investimenti al 2020, comprensivo di revamping e di ammodernamento della flotta più vetusta per un ammontare complessivo di 415milioni di euro in tre anni.

5.     La Customer Experience

Il Cliente Trenord sceglie il treno prima di tutto per comodità (il 52%), per evitare il traffico (il 32 %) e i problemi di parcheggio (26%). Il 70% dei Clienti dichiara di scegliere il treno per ‘recuperare tempo’ a disposizione.

L’83% dei Clienti si dichiara soddisfatto del servizio offerto da Trenord (in aumento del 3,1% rispetto al 2016).

Inoltre, l’ultimo anno ha evidenziato una crescita di 7 punti percentuali nella soddisfazione dei Clienti per le iniziative di “sicurezza partecipata” poste in essere da Trenord attraverso un articolato piano di security.

Camion, immatricolazioni in crescita del 15 per cento nel Bresciano

in Economia/Tendenze/Trasporti by

Nel 2017 in Lombardia le immatricolazioni di veicoli pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – superiore a 16 tonnellate) per il trasporto merci sono state 4.393, con un aumento del 26,7% rispetto al 2016. Sempre lo scorso anno le immatricolazioni di nuovi autobus in Lombardia sono state 534, con un aumento del 46,3% rispetto all’anno precedente. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.

Dall’elaborazione è possibile anche stilare la graduatoria dei dati a livello provinciale. La provincia lombarda in cui le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci sono cresciute di più è Pavia (+114,4%), seguita da Monza Brianza (+59,9%), Bergamo (+45,5%), Milano (+33,4%), Cremona (+18,8%), Brescia (+15,5%), Como (+13,9%), Lodi (+10,9%), Mantova (+6,2%) e Varese (+3,7%). Solo le province di Lecco e di Sondrio hanno fatto registrare un calo, rispettivamente del 4,4% e del 15,7%. Per ciò che riguarda le immatricolazioni di autobus vi sono due province che presentano un saldo negativo, si tratta di Lodi (-35,7%) e Sondrio (-22,7%). I dati delle altre province lombarde sono in aumento, dal +3,3% di Bergamo fino al +292,3% di Como.

Public utilities, a Brescia danno lavoro a 15mila persone

in A2A/Ambiente/Brescia Mobilità/Cogeme/Economia/Farcom/Lgh/Partecipate e controllate/Terna/Trasporti by

Trasporti di merci e persone, produzione di energia elettrica, costruzioni di strade e autostrade, telecomunicazioni, smaltimento rifiuti, gas, acqua: sono oltre 9 mila le imprese lombarde attive nei settori delle public utilities, +4% in cinque anni, con 186 mila addetti. Pesa la Lombardia sulle 60 mila imprese in Italia (+9%) con 864 mila addetti. In particolare, più di 4 mila sono specializzate nei servizi di supporto ai trasporti e circa 2 mila quelle attive nella produzione di energia.

Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati registro imprese 2017, 2016 e 2012.

Oggi alla Camera di commercio di Milano la sesta edizione di TOP UTILITY, rapporto focalizzato sul tema: “Ambiente, business, community e innovazione nei servizi pubblici locali”. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati dell’ indagine sulle prime 100 italiane.

Lombardia.5 mila imprese si concentrano a Milano, tra le lombarde Bergamo e Brescia con quasi mille imprese e rispettivamente 13 mila e 15 mila addetti, Varese e Monza con oltre 500 (9 mila e 7 mila addetti), Como con circa 400 (4 mila addetti circa come Mantova). Crescono di più in cinque anni Mantova (+14%), Lecco (+11%) e Milano (+8%).

Italia.5 mila imprese si concentrano a Milano, prima in Italia insieme a Roma. Seguono Napoli con circa 3 mila imprese e con circa 2 mila ciascuna Venezia, Torino e Bolzano. Tra le prime venti provincie italiane anche Bari con1.518, Salernoe Genova con oltre 1.200. Per addetti prima Roma con 194 mila, poi Milano con 124 mila, Torino con 30 mila e Napoli con 26 mila. Tra queste prime aree, crescono di più nell’ultimo anno: Milano (+3%), Bolzano e Napoli (+2%).

QUALCHE DATO

· Le utility italiane si consolidano, registrando ricavi complessivamente in crescita (115 miliardi nel 2016, +1,2% rispetto all’anno precedente) e dati in miglioramento anche sulla qualità del servizio offerto (ad esempio perdite di rete, depurazione e raccolta differenziata);

· crescono gli investimenti delle multiutility (+18,1% sul 2015) per 1,65 miliardi di euro, ma anche il valore della produzione (+7,5%);

· migliorano le performance economico-finanziarie, crescono i ricavi delle monoutility dei rifiuti (+3,5%) e idriche (+1,6%). Queste ultime, negli ultimi tre anni, hanno visto crescere fortemente i margini;

· le imprese stanno investendo in R&S (quasi il 90% ha in corso programmi di ricerca), per accompagnare i territori ai cambiamenti e alle opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale e affrontare la transizione energetica verso le rinnovabili;

· le utility sono fornitrici di nuovi servizi alle città: dai sistemi di monitoraggio ambientale, alla mobilità sostenibile, dalla mappatura energetica all’implementazione di sistemi di ottimizzazione e monitoraggio dei cantieri e dei lavori in corso.

La carta d’identità del settore

Le 100 maggiori utility attive in Italia nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico integrato e della raccolta dei rifiuti urbani hanno prodotto nel 2016 ricavi per 115 miliardi di euro, pari al 6,9% del PIL italiano, con una forza lavoro di quasi 142.000 unità. Sono in maggioranza imprese di medie e piccole dimensioni, oltre la metà ha ricavi inferiori a 100 milioni di euro e solo il 14% supera il miliardo. Il 66% delle aziende è a capitale interamente pubblico. Prosegue il processo di consolidamento: nel settore idrico sono state numerose le aggregazioni, soprattutto nel Nord Est. Nei rifiuti, invece, l’area più dinamica è il Centro Italia.

Chi sale e chi scende

Sono in crescita i ricavi delle Top 100 nel 2016 (+1,2% rispetto all’anno precedente), con risultati fortemente differenziati tra le varie tipologie di azienda. Quelle con la crescita maggiore sono le multiutility, che nel 2016 hanno incrementato il valore della produzione del 7,5%, seguite dalle monoutility dei rifiuti (+3,5%) e da quelle idriche (+1,6%). Nel comparto energetico, invece, i ricavi delle aziende elettriche sono stati sostanzialmente stabili (-0,4%), mentre le monoutility del gas sono calate dell’11,1%, principalmente a causa della riduzione del prezzo del gas. Ciononostante, queste aziende sono comunque quelle più solide, con indici di redditività più elevati e una situazione debitoria più sostenibile.

Investimenti, crescono quelli delle multiutility

Gli investimenti in impianti, infrastrutture, reti ed attrezzature sono stati poco più di 4,6 miliardi di euro, pari allo 0,3% del PIL e all’1,6% degli investimenti fissi lordi italiani. Il valore è leggermente inferiore a quello del 2015 (-1,5%). La categoria che ha registrato la maggiore crescita degli investimenti è quella delle multiutility, con 1,65 miliardi di euro nel 2016 (+18,1% sul 2015), pari al 35,8% del totale (contro il 29,9%). Considerando gli investimenti sul valore della produzione, sono le monoutility idriche a mostrare il dato più elevato (20,1%), con un investimento medio per abitante di 26,2 euro.

Buone performance, ma i clienti diventano più esigenti

Il quadro d’insieme mostra un progressivo miglioramento delle prestazioni dei settori ambientali – acqua e rifiuti – e una sostanziale stabilità di quelli energetici. Sul fronte idrico le Top 100 presentano dati migliori della media nazionale (32% contro il 38,3% nelle perdite di rete, fonte Istat), in miglioramento rispetto al 2015 di due punti percentuali. Nella depurazione aumenta il rendimento degli impianti, misurato dal grado di abbattimento del COD, che guadagna 13 punti percentuali sul 2015, raggiungendo il 91%. Non migliora, però, la quota di utenti collegati ai depuratori, che addirittura cala di un punto rispetto al 2015. Nel ciclo rifiuti la raccolta differenziata cresce in media di cinque punti percentuali sul 2015, attestandosi al 58%, rispetto alla media nazionale del 52,5%. A questo risultato concorre anche l’adozione di sistemi porta a porta come modalità prevalente di raccolta (68% delle aziende del Top 100). Il settore della distribuzione del gas mostra una sostanziale stabilità. Si riducono i tempi medi di esecuzione di lavori semplici e di attivazione della fornitura: rispettivamente da 5,3 a 4,8 giorni e da 3,3 a 3,2 giorni.
Nonostante tutti questi dati incoraggianti, l’indice di soddisfazione dei clienti è tuttavia più basso, per la prima volta in quattro anni, passando da 85,07 nel 2015 a 82,05 nel 2016. In flessione anche le performance del servizio clienti, con un lieve aumento dei tempi di attesa e un calo del livello di servizio dei call center. Crescono anche i reclami dei clienti.

La digitalizzazione e i nuovi servizi per le città

L’innovazione tecnologica è un fattore strategico per lo sviluppo del settore utility, che impatta in modo significativo sullo sviluppo del territorio e sulla qualità della vita dei cittadini.  Quasi 9 imprese su 10 (l’89,7%) effettua attività di ricerca, in particolare legata al tema della digitalizzazione. Nel 2016 il 53,8% delle aziende aveva sistemi integrati per la raccolta e la gestione dei dati di impianti e infrastrutture mediante strumenti di ICT, come IoT o big data analytics. L’obiettivo per le utility è di poter offrire nuovi servizi alle città: dai sistemi di monitoraggio ambientale (qualità dell’aria e dell’acqua, sicurezza idrogeologica), alla mobilità sostenibile (colonnine di ricarica per l’auto elettrica, car sharing o servizi di smart parking), dalla mappatura energetica delle città all’implementazione di sistemi di ottimizzazione e monitoraggio dei cantieri e dei lavori in corso.

Sostenibilità & Comunicazione

Il 2016 ha evidenziato un’accelerazione nei livelli di attenzione delle utility per i temi della sostenibilità. L’obbligo di pubblicazione del rapporto di sostenibilità per le grandi aziende di interesse pubblico riguarderà 42 delle Top 100. Nel 2016 sono state 38 le aziende che hanno pubblicato il bilancio di sostenibilità, due in più rispetto al 2015 e cinque rispetto al 2014. Quasi tutte le Top Utility, invece, hanno un codice etico, che arriva al 96% dei casi nel 2016 contro l’89% di due anni prima. Quanto poi alla formazione del personale, aumentano le ore di formazione per dipendente, che sono passate da 15,6 nel 2015 a ben 21,3 nel 2016 e hanno riguardato l’86% dei dipendenti.

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