Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Innovare il settore turistico attraverso la tecnologia digitale

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Turismo Mobile

I settori in ripresa sono guidata principalmente dalla ripartenza della spesa delle famiglie residenti, voce che include anche i consumi turistici, che quest’anno hanno subito un’accelerazione grazie al buon andamento della stagione turistica. Inoltre secondo le stime di Confesercenti, quest’anno gli arrivi internazionali in Italia dovrebbe crescere del 4%, superando quota 50 milioni.
L’OPPORTUNITA’

Ma l’Italia può incrementare ancora molto tutti i propri servizi turistici fornendo servizi distintivi: basti considerare che Berlino adottando una strategia turistica più aggressiva ha 3 volte i visitatori di Roma. Si rende necessario creare un’esperienza emozionale e unica e la tecnologia digitale può aiutare a realizzare tutto questo.
Ecco 8 spunti innovativi per realizzare un’esperienza turistica vincente durante le 4 fasi di coinvolgimento del turista:

PRIMA DEL VIAGGIO

Valorizzare lo storytelling con l’Inbound marketing

Le persone non vogliono acquistare solamente un viaggio ma un’esperienza memorabile. La distribuzione delle informazioni sottoforma di Storytelling risulta essenziale ed oggi tecnologie e metodi quali l’inbound marketing possono accedere facilmente alla conscenza. Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. I vantaggi dell’inbound marketing possono essere estesi a qualsiasi organizzazione o tipo di azienda, che sia a scopo di lucro o meno, che utilizzi il “canale” (sito web in primis) come mezzo di comunicazione con clienti esistenti e potenziali.

Creazione di esperienze emozionali ed immersive con il 3D

Realizzare un’esperienza 3D è il miglior modo per accedere ad una “preview” al contenuto culturale. Una simulazione navigabile può essere esposta sul web, sui social nei mobile app store, nelle Smart TV compatibili con le più diffuse console (Playstation e Xbox) e utilizzando dispositivi immersivi come gli Oculus Rift

VIAGGIANDO VERSO LA DESTINAZIONE

Fornire tutte le informazioni per preparare al meglio il viaggio

L’utente ha bisogno di tutte le informazioni territoriali legate all’utilità ed ai servizi. Una guida turistica deve mettere nella miglior luce per i diversi target di utenza tutti gli aspetti culturali e l’offerta culturale presente su un territorio, in base alla quale ha realizzato a titolo sperimentale alcune applicazioni per smartphone.

Realizzare una strategia di profilazione basandosi sui dati dei Social Network

Per profilazione dell’utente si intende correntemente l’insieme di attività di raccolta ed elaborazione dei dati inerenti agli utenti di servizi per suddividere l’utenza in gruppi di comportamento. Considerando che il 30% dei dati presenti sui social network sono riconducibili ad un’esperienza turistica o di viaggio la profilazione basata sui dati Social risulta essere l’arma vincente. In ambito commerciale, la profilazione dell’utente è uno strumento del cosiddetto marketing mirato, che fa ampio uso di questa e altre tecniche per ottenere accurate analisi dei potenziali clienti, operando spesso al limite del legalmente consentito, quando non oltre. I motori di profilazione sono la tecnologia che permette di coinvolgere l’utente con esperienze personali.

DURANTE IL VIAGGIO

Emozionare utilizzando la prossimità e la realtà aumentata: la Slow Digital Experience

Lo schermo dello smartphone non solo è diventato il nostro riferimento principale quando abbiamo bisogno di trovare informazioni, è anche diventato il fattore che scandisce il flusso dell’esperienza. Per dirla con Google, l’avvento del mobile ha frammentato la quotidianità in una sequenza non lineare di Micro Momenti, ovvero interazioni frammentarie caratterizzate da motivazioni e scopi specifici. Per i musei diventa quindi essenziale riuscire a raggiungere gli utenti nei micro momenti più significativi, sfidando i limiti temporali e di attenzione. L’unico modo per riuscirci è offrire valore aggiunto nell’ambito di una esperienza complessiva appagante e coinvolgente  L’esperienza diventa il vero elemento di differenziazione, anche quando si racconta una storia. Per i musei questo significa trasformare il problema in opportunità: utilizzare la tecnologia per cercare di dilatare gli istanti di attenzione e aumentare l’esistenza dell’opera e l’esperienza della visita.

Utilizzare al Gamification durante l’esperienza turistica

La gamification trae vantaggio dall’interattività e ovviamente dal divertimento. La gamification è un mezzo molto potente ed efficace che permette di veicolare messaggi di vario tipo e indurre a comportamenti attivi permettendo di raggiungere anche obiettivi di impresa: al centro c’è sempre l’utente e il suo engagement. Nel campo turistico permette di creare un’interazione più ricca per giovani (generazione X e Y) e per le famiglie con bambini.

DOPO IL VIAGGIO

L’ipercartolina: una condivisione intelligente dell’esperienze turistiche per singoli e per gruppi

Il contenuto più importante che riguarda un prodotto o un servizio non solo le informazioni che crea chi produce o fornisce quel bene ma le conversazioni ad esso attribuite perchè “super partes”. Per questa ragione in un’evoluta esperienza turistica l’utente deve poter raccogliere facilmente tutti i dati e le informazioni un report di viaggio per condividerLa. Il modello dell’ipercartolina prevede che l’utente partendo dalle proprie fotografice (il 90% delle informazioni turistiche prodotte sono immagini) e dai propri commenti possa costruire il diario di viaggio organizzato con una logica temporale, arricchito da mappa e da link ad informazioni ufficiali e schede che possano. Particolarmente utile è utilizzare la logica dei gruppi chiusi similmente alla logica di Whatsapp dove un’ipercartolina viene arricchita da un gruppo di utenti e non un singolo.

Realizzare un modello per la fidelizzazione del turista

Trovare un “cliente turista” è  complesso e costoso e spesso le organizzazioni dopo averlo ingaggiato se ne dimenticano e non creano le premesse per un suo ritorno. Molto spesso i servizi turistici possono trasformare la propria offerta anche in una forma di abbonamento in modo da coinvolgere con nuovi argomenti lo stesso cliente o i suoi amici o ancora la sua famiglia. Oggi ci sono numerosi CRM in grado di gestire i contatti utenti a cui va aggiunto un sistema web di gestione del dialogo tra i principali “stakeholder” coinvolti dall’ecosistema turistico: l’ente di promozione turistica, i partner commerciali turistici, le realtà del territorio. Il sistema di fidelizzazione dialoga con l’utente attraverso vari strumenti  dalla semplice newsletter fino a fornire attraverso il digitale opportunità e pacchetti di offerta.

Per maggiori informazioni: info@innovationclub.it

Biotech e farmaceutico, a Brescia le imprese sono 400

in Economia/Partner 2/Tech/Tendenze by
Imprese del settore farmaci e biotch a Brescia

Ricerca biotech, farmaceutico e biomedicale: sono i settori di punta delle biotecnologie e della bioeconomia, che guardano al futuro dell’uso delle risorse e al miglioramento della vivibilità. Sono 4 mila le imprese lombarde attive nei settori, con 40 mila addetti. Pesa la Lombardia sulle 20 mila imprese in Italia con 128 mila addetti. In particolare, più di 3 mila imprese sono specializzate nel biomedicale su quasi 20 mila in Italia. Forte la concentrazione nella ricerca di biotecnologia con 122 imprese su 616 nel Paese) e nella bioeconomia legata ai farmaceutici (256 imprese su 626). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati registro imprese 2017, 2016 e 2012.

Lombardia. 1.500 imprese circa si concentrano a Milano con 25 mila addetti, tra le lombarde Bergamo e Brescia con circa 400 imprese e 2 mila addetti, Varese e Monza con oltre 300 e circa 3 mila addetti, Como e Pavia con oltre 200 e quasi mille addetti. Crescono di più in cinque anni Sondrio (+15%), Bergamo (+4%).

Italia. Quasi 2 mila imprese si concentrano a Milano, prima in Italia insieme a Roma. Seguono Torino con circa mille e Napoli con circa 700. Firenze terza con 6 mila addetti dopo Milano con 25 mila e Roma con 9 mila.

Easytech: come proteggersi dagli attacchi informatici, rispettando la normativa Gdpr | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche/Tech/Web e digitale by
Cybersecurity

Il tema della sicurezza informatica si è imposto sulla scena pubblica sempre di più negli ultimi mesi, complici attacchi di scala internazionale in continuo aumento. Il concetto di cyber security ricopre perciò un ruolo chiave all’interno delle aziende ed è necessario prendere coscienza dei rischi e delle conseguenze di un attacco informatico, per scegliere le più adeguate soluzioni di prevenzione e protezione.

Il dati del Rapporto 2017 Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, parlano chiaro: gli attacchi hacker con lo scopo di estorcere denaro o informazioni sono in costante aumento, sono cresciuti gli attacchi diretti a realtà europee, aumentano anche le tecniche di attacco sconosciute e i malware comuni a livello globale rappresentano circa il 50% degli attacchi.

Che cosa ci dicono queste informazioni? Sicuramente che la percezione di queste minacce non è proporzionata alla loro reale incidenza e che i cyber criminali in questo momento hanno vita facile, vista la semplicità con cui nella maggior parte dei casi riescono a raggiungere i loro discutibili obiettivi. Non sono solo i dati a confermalo, Easytech opera quotidianamente con piccole, medie e grandi imprese in settori differenti e conferma, purtroppo, quanto le minacce crescano e di contro la percezione del rischio rimanga bassa.

Perché le minacce crescono? Perché i dispositivi connessi aumentano e di conseguenza i punti di accesso sulla rete per eventuali attacchi informatici. Gli attacchi hacker non sono però l’unico pericolo da considerare quando si tratta di sicurezza informatica. I punti deboli di un’infrastruttura sono dati anche dalle stesse macchine intese in senso fisico (rotture hardware, furti, dispositivi inadeguati) e dalla mancanza di policy interne nonché da un’inadeguata formazione all’utilizzo degli strumenti informatici da parte dei collaboratori .

Come prevenire e proteggersi quindi da attacchi o perdite di dati? Easytech è in prima linea nella ricerca continua e nei test operativi di soluzioni idonee, certificate, semplici e funzionali che assicurino un alto livello di protezione per aziende di qualsiasi dimensione e budget per l’IT.

Comprendere i punti critici della propria infrastruttura e i pericoli derivanti sia dall’interno sia dall’esterno è il primo passo, un audit di sicurezza informatica è quindi lo strumento idoneo per verificare il livello di sicurezza aziendale. Il secondo passo consiste nella formazione e la sensibilizzazione: non è sufficiente che il reparto IT aziendale sia pronto a intervenire in caso di attacco o conosca e abbia messo in funzione gli strumenti necessari per prevenirlo. Ogni collaboratore aziendale deve essere conscio di quali comportamenti scorretti potrebbero minacciare la sicurezza dell’infrastruttura (ad es. l’utilizzo di chiavette usb, l’apertura di email private utilizzando la rete aziendale e via dicendo). Il terzo passo è invece l’applicazione di tutti gli strumenti necessari per prevenire queste minacce: un’infrastruttura deve essere protetta a livello perimetrale (dispositivi firewall UTM e servizi antispam), a livello endpoint (software antivirus e filtri di navigazione), deve utilizzare sistemi operativi aggiornati (per server e client), deve prevedere sistemi hardware ridondati, macchine virtuali e backup (piani di disaster recovery) e quando possibile anche sistemi di crittografia.

Il perché adeguarsi dovrebbe essere chiaro. Un attacco informatico comporta perdite di dati, perdite di tempo, costi informatici di recupero (quando possibile), costi in termini di fermo lavorativo, lesioni dell’immagine aziendale, costi inimmaginabili se il furto di dati ha come scopo il passaggio di informazioni riservate a un concorrente.

Cosa comporta il mancato adeguamento? Se fino ad oggi l’utilizzo di infrastrutture non protette o non completamente adeguate poteva essere considerato semplicemente un azzardo in grado di avere riscontri negativi o di portare ad eventuali fermi lavorativi o perdite di dati anche accettabili per alcuni, oggi la normativa obbliga le aziende ad adeguarsi.

Con l’entrata in vigore dal 25 Maggio 2018 del nuovo GDPR, ovvero il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, tutte le aziende che raccolgono, memorizzano, elaborano informazioni personali di cittadini dell’Unione Europea, dovranno essere conformi alla normativa o potrebbero essere soggette a sanzioni. Per dato personale in senso lato s’intende qualsiasi informazione che possa essere utilizzata per identificare una persona in modo diretto o indiretto (fotografie, indirizzi email, coordinate bancarie, indirizzi IP..), ogni azienda è quindi potenzialmente interessata dall’obbligo di conformità.

Ma qual è il rapporto tra GDRP e sicurezza informatica? Con la nuova normativa, sarà obbligatorio notificare all’Autorità, entro 72 ore dall’avvenimento, qualsiasi violazioni di dati e informare del problema le persone a cui si riferiscono i dati, dimostrare di aver messo in atto tutti i mezzi possibili per proteggere la propria infrastruttura e per evitare possibili attacchi diventerà fondamentale, pena sanzioni fino a 20 milioni di euro o pari al 4% del fatturato internazionale.

 

Easytech è specializzata nella predisposizione di infrastrutture informatiche sicure.

Oltre a realizzare audit di sicurezza e asset delle infrastrutture informatiche, per predisporne l’adeguamento o la riqualifica, questa realtà informatica della bergamasca nata nel 2006 è formata da tecnici e consulenti specializzati e certificati in soluzioni di sicurezza informatica realizzate dai principali leader del settore su scala internazionale.

La specializzazione in ambito di IT Security è completata dalla collaborazione con professionisti in ambito di consulenza legale, che seguono le aziende clienti nell’adeguamento dal punto di vista procedurale e strettamente legato alla normativa GDPR.

Visitando il sito web www.webeasytech.com è possibile trovare maggiori indicazioni relative a soluzioni, servizi e partner di riferimento.

 

Dott.ssa Susanna Previtali

Resp. Commerciale

Easytech Srl

Via Alessandro Manzoni 27 – Medolago (BG)

info@webeasytech.com

www.webeasytech.com

Industria 4.0, seminari tecnici di AIB a Lumezzane e Adro

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Formazione/Tech/Web e digitale by
Industria 4.0

Due seminari promossi da AIB con Anima e Ucimu per approfondire gli aspetti tecnici e fiscali di Industria 4.0, con in più l’opportunità per gli imprenditori di incontrare individualmente i relatori e sottoporre loro quesiti specifici.

Il primo incontro è in programma giovedì 14 settembre alle 18 al Centro formazione volontari Croce Bianca di Lumezzane (via Madre Lucia Seneci, 34 – Lumezzane San Sebastiano) e vedrà intervenire Massimo Zanardini (Laboratorio RISE, Università degli Studi di Brescia – Industria 4.0: lo stato dell’arte della manifattura italiana), Giuseppina Lapenna – Ufficio Fiscale e Societario AIB – Profili fiscali dell’iperammortamento), Alessandro Maggioni (direttore area tecnica Anima – Iperammortamento: requisiti tecnici). Al termine, spazio al dibattito e ai colloqui individuali (su prenotazione).

Il secondo incontro, dedicato alle aziende della Franciacorta e della Valcamonica, si terrà con lo stesso programma giovedì 21 settembre alle 18 all’Azienda agricola Ferghettina (via Saline, 11 – Adro).

La partecipazione agli incontri è libera e gratuita (informazioni e prenotazioni: zone@aib.bs.it – 030 2292.311/339).

Kloudymail vola a Singapore a rappresentare Brescia e l’Italia

in Economia/Export/Partner/Tech by

La bresciana Kloudymail – secondo quanto riportato da BsNews.it – rappresenterà Brescia e l’Italia alla prossima Innovfest Unbound di Singapore. L’appuntamento, che si terrà dal 2 al 4 maggio, è il più grande festival dedicato all’innovazione del Sud Est Asiatico e conferma l’attenzione internazionale per la startup con sede a Brescia2 (in un piano di Palazzo Mercurio), che si occupa di sistemi di e-mail marketing per le aziende.

A Singapore la società guidata da Enrico Del Sordo sarà alla testa della delegazione italiana (una quindicina di aziende per tutta Italia) selezionata dall’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che fa capo al Ministero dello sviluppo economico.

Una scelta non casuale. Kloudymail presenta infatti una crescita dei fatturati che si attesta su una media del 25 per cento a trimestre e conta oltre 4mila aziende clienti nel mondo (dalla Svizzera al Regno Unito, dagli Emirati Arabi agli Usa), ponendosi in diretta concorrenza con i colossi mondiali come Mailchimp in un mercato che vale circa 2 miliardi di euro all’anno.

“Siamo orgogliosi di rappresentare Brescia in un contesto prestigioso come quello dell’Innovfest di Singapore”, spiega Del Sordo, “cercheremo di onorare questa responsabilità facendo il massimo, consapevoli che il nostro compito è quello di creare ricchezza, prestigio e lavoro nella Leonessa, il territorio in cui siamo nati e operiamo quotidianamente. Anche per questo”, continua Del Sordo, “mi fa piacere annunciare che presto procederemo all’assunzione di sette nuove persone nella nostra sede di Brescia2”.

Servizi e notizie sul telefonino: Confartigianato ha la sua App

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Tech by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Un’applicazione che permette di essere sempre in contatto con il mondo di Confartigianato, accedere ai servizi ed essere informati su iniziative e normative. Novità legata alla nuova tessera 2017, la prima applicazione per smartphone di Confartigianato dedicata alle imprese associate è scaricabile gratuitamente dalle piattaforme Apple Store e Google Play digitando «Confartigianato» e permetterà di avere sempre in tasca notizie in tempo reale su novità, corsi, iniziative, servizi dedicati e convenzioni. Per accedere, una volta scaricata la App, gli associati dovranno inserire il relativo codice d’accesso che riceveranno con la tessera 2017, sulla quale è anche riportato l’apposito Qr Code. Sottoscrivendo la tessera 2017 è possibile accedere a una serie di servizi e consulenze per la gestione aziendale (contabilità, paghe, sindacale, fiscale, legale, ambientale, innovazione, internazionalizzazione ed energia), partecipare a eventi formativi e seminari gratuiti, essere informati sulle novità normative che riguardano ciascuna categoria, e iscriversi a corsi di formazione e abilitazione. Sempre su ConfApp è disponibile un esclusivo servizio di rassegna stampa quotidiana riservato agli associati. Basta un tap sullo schermo per accedere a una dettagliata selezione delle principali notizie del giorno legate al mondo dell’artigianato e della piccola impresa, realizzata dall’Ufficio stampa di Confartigianato nazionale. Attraverso il monitoraggio di oltre 100 tra quotidiani nazionali e locali, settimanali e mensili di attualità, economia e politica, il servizio offre ogni giorno una fotografia delle principali novità d’interesse per artigiani e piccoli imprenditori. Per informazioni è possibile contattare una delle 15 sedi presenti in tutta la provincia oppure rivolgersi all’ufficio Categorie di Confartigianato Brescia ai numeri 030 3745203-324, oppure scrivere a: area.categorie@confartigianato.bs.it

INNOVATION CLUB/8. inEquipe, l’app per la condivisione e la crescita personale dei medici. Intervista a Luca Damiano

in Economia/Innovation club/Medicale/Partner/Rubriche/Startup/Tech/Uncategorized/Web e digitale by
Luca Damiano, inEquipe

Luca Damiano, 43enne bresciano da vent’anni si occupa di assicurazioni per il mondo medico, trattando nello specifico responsabilità civile professionale. Oggi sta per lanciare sul mercato InEquipe, la prima app esclusivamente dedicata al mondo medico.

Dalle assicurazioni alle piattaforme digitali: come è avvenuto il passaggio?

E’ stata proprio la relazione con i miei amici-clienti che mi ha spinto a riflettere e andare oltre. “Malpractice”: le mie prime riflessioni si basavano sulla necessità di arginare questo fenomeno e inizialmente avevo ipotizzato che il modello più adatto fosse un collettore tra bisogni e servizi socio-sanitari. Studiando la strategia più efficace per mettere in pratica la mia idea, mi sono trasformato in un “giovane stratupper”, anche se di giovane è rimasta solo la data di costituzione e non certo quella della mia nascita, visto che già allora avevo superato i 40 anni. Nell’aprile 2015 ho fondato la mia prima startup con lo scopo di sviluppare un nuovo modello di accessibilità ai servizi sanitari attraverso un’applicazione smartphone che permettesse di geo-localizzarli, fungendo dunque da interfaccia tra domanda e offerta di cura.

Ma quello che proponi oggi è ben diverso…

Innamorato della mia idea, ma non abbastanza convinto che il contenuto innovativo fosse sufficiente per spiccare il volo verso la dorata Silicon Valley alla guida di una nuova multinazionale, mi sono rimesso al lavoro concentrandomi sul dilemma che mi tormentava: come diavolo farò, da solo, a sviluppare un progetto del genere?

Appunto, come hai fatto?

Grazie all’incontro con Michael, attualmente il nostro CTO – responsabile della tecnologia e dello sviluppo del prodotto – e al contributo di Massimo Sgrelli, il nostro Advisoring, ho scoperto il lavoro di squadra, che mi ha permesso di dare forma alle varie funzioni, scegliendo il percorso progettuale più adatto per ognuna di esse. Il mio, anzi il nostro, obiettivo? Sviluppare un grande network che sensibilizzi la gente a una maggiore sicurezza in tema di salute, realizzando un ambiente in grado di contenere una grande community interattiva per generare circoli virtuosi di conoscenza. A questo punto però, si affacciavano altre importanti domande: è davvero quello che la gente vuole? Stiamo creando valore quando parliamo di e-health? Il mondo ne ha bisogno? Il medico sente il desiderio di condividere la sua conoscenza? La grande comunità scientifica ha la necessità di compiere questo passo?

Sei riuscito a darti delle risposte?

Per le Pubbliche Amministrazioni l’e-health è uno strumento attraverso il quale poter contenere la spesa sanitaria e far quadrare i conti (ad esempio la cartella clinica dematerializzata e le ricette on line). Ma il vero quesito è: si può parlare di innovazione solo facendo riferimento al contenimento degli sprechi? Così circostanziato, ci sembrava piuttosto uno strumento acchiappa-voto o un goffo tentativo di allinearsi alle evoluzioni della medicina e della tecnologia viste come fantascienza e portate talvolta a confondere la percezione delle persone comuni. Sapevamo che la strada giusta era l’interconnessione, ma avevamo anche l’esempio di dottori e pazienti che s’incontravano all’interno dei nuovi collettori online con una chiara endorsement. Questo ci faceva dubitare perché era evidente che fosse un modello di businness. La strada intrapresa era dunque impervia e faticosa, perché non si basava né sul principio ontologico della relazione né sul modello paziente-centrico, che indica il medico “giusto” a portata di click. E tutto questo necessitava di grandi pensieri e decisioni.

Alla fine, però, ne siete venuti a capo…

Direi proprio di sì. Che cosa potevamo fare se non intervistare i medici e chiedere loro che cosa volevano? Abbiamo sentito più di duecento professionisti (di età e specializzazioni differenti) ed è emerso che quasi tutti hanno confidenza ma non fiducia nei social. Abbiamo notato inoltre la più totale mancanza di cura dell’identità digitale. Ultimo, ma non meno importante: il bisogno, comunemente sentito, di accrescere la propria competenza all’interno di un percorso di carriera che sia un connubio di accademia e di esperienze sul campo. Appurando che non esistevano spazi specifici, ma solo gruppi chiusi all’interno dei social già esistenti, ci siamo convinti della direzione e della linea da seguire: un ambiente on line esclusivo e dedicato al mondo medico, all’interno del quale poter accrescere competenza , membership e reputazione, comunicando in modo sintetico ed efficace tra colleghi.

 

 

INNOVATION CLUB/6. Il canale digitale per guardare verso il futuro – Intervista a Davide Corna

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Ospitiamo le riflessioni di Davide Corna, amministratore delegato di Valeo Studio, in merito all’utilizzo degli strumenti digitali per potenziare i processi interni e collaborativi.

Il web ha troppi segreti? Il marketing non fa per voi ? L’industria 4.0 è un miraggio?
La parola chiave è innovare. Consapevolmente. E per farlo bisogna saper scegliere il proprio “partner digitale” capace di trovare soluzioni strategiche, gestire il business sulla rete e guardare al futuro “per arrivare là dove mai nessuno è giunto prima”, proprio come il claim dell’ultima campagna pubblicitaria di Star Trekiana memoria di Valeo Studio, web agency di Bergamo capitanata da Davide Corna con un team di professionisti in web produzione e web marketing al servizio di piccole e grandi aziende di tutta la Lombardia. La formula è semplice: strategia, creatività, tecnologia e innovazione per far volare il modello di business sulla rete sotto ogni aspetto e tramite una completa digitalizzazione aziendale.

Cosa intende per digitalizzazione aziendale? 

Essere digitali oggi non vuol dire solo avere un sito internet ma anche e tutto un mondo di servizi di web marketing, social media, Ceo, sviluppo app, apertura canali e-commerce, negozi e-Bay software, gestionali: tutti pezzi che insieme formano un’identità digitale aziendale unica e coordinata.

Cosa intende per innovare consapevolmente?
Da 20 anni siamo da sempre la stessa azienda con la stessa proprietà e con la stessa guida, con oltre 500 clienti soddisfatti, 300 clienti attivi e gestiti periodicamente e un fatturato che nel 2016 ha siglato un +28% rispetto all’anno precedente.

Radici salde ma con lo sguardo rivolto al futuro quindi…
L’anno scorso abbiamo investito su personale con know how specifico assumendo 4 nuove figure professionali senior e aperto una nuova divisione aziendale specializzata in sviluppo e integrazione di sistemi complessi, sviluppo di app industriali e aziendali, sistemi di gestione dati per l’automazione digitale. Tutti servizi che abbiamo sviluppato a margine del nostro core business legato alla realizzazione di siti internet su misura, immagine e non, e servizi di web marketing.

Perché si parla di rivoluzione cultural-digitale?
Il nostro obiettivo è accompagnare le Pmi nel cambiamento del modello di business e dei processi ma prima di parlare di rivoluzione 4.0 occorre capire come affrontare la sfida molto più attuale della completa digitalizzazione, fondamentale per arrivare sul mercato e battere la concorrenza.

La tecnologia come valore aggiunto dunque?

Certamente e insieme ad alcuni amici e partner rappresentativi di aziende di consulenza ad alto contenuto tecnologico e innovativo, abbiamo costituito l’Innovation Club (www.innovationclub.it) per stimolare le Pmi approfondire le tematiche e gli strumenti di innovazione, tramite eventi e workshop gratuiti organizzati sul territorio. L’intento è anche quello di costituire una rete di professionisti per scambiare idee e know how ad alta contenuto tecnologico e innovativo.

Web etico: è questo il segreto del know how di Valeo Studio?
È fondamentale che il cliente sia sereno mentre collabora con noi. Per questo qualsiasi servizio che realizziamo è sempre intestato al cliente e rimane di sua proprietà, oltre a spiegare sempre cosa ha comprato, come funziona e a cosa serve Nel corso di più di 15 anni di esperienza di Valeo Studio ci siamo imbattuti in clienti “scottati” da esperienze negative e poco propensi ad investire nuovamente in servizi per il web. Noi, invece, portiamo avanti la nostra mission: essere una web agency con un codice etico.

Per avere ulteriori informazioni: www.valeo.it

Innovazione e industria, se ne parla il 23 a Summit

in Economia/Eventi/Evidenza/Formazione/Tech by

Con l’arrivo della quarta rivoluzione industriale – quella rappresentata dalla digitalizzazione dei processi, dall’Internet delle cose, dai dati che diventano un fattore produttivo – esiste una via italiana all’innovazione? Il manifatturiero del nostro paese riuscirà a definire un modello capace di salvaguardare e valorizzare qualità, creatività e flessibilità, o dovrà appiattirsi su schemi d’importazione?

Interrogativi sfidanti e di grande attualità intorno ai quali imprenditori, manager, rappresentanti del mondo politico e accademico si confronteranno in occasione del settima edizione di Summit (#summit2016), il convegno organizzato dal settore Terziario di Associazione Industriale Bresciana, in programma al Musil (Museo dell’Industria e del Lavoro) di Rodengo Saiano (Brescia) mercoledì 23 novembre alle 14.00. Il convegno è stato presentato questa mattina in AIB dal presidente del settore Terziario, Paolo Chiari, e dal vice, Fabrizio Senici, insieme ad alcuni componenti del comitato scientifico che da alcuni anni individua e sviluppa i temi affrontati durante i lavori di Summit.

“Quest’anno il convegno prende spunto da una provocazione. La manifattura made in Italy sarà in grado di conservare e rafforzare i propri tratti distintivi con un suo modello di innovazione o sarà costretta ad adottarne uno sostanzialmente importato dalla Germania, come quello di Industry 4.0? – spiegano Paolo Chiari e Fabrizio Senici –. Summit è ormai un brand di AIB, un evento da sempre tra i più partecipati e che rientra nell’approccio a 360° adottato dall’Associazione per approfondire ogni aspetto legato all’innovazione con ricadute sul mondo industriale”.

Molto ricco, come sempre, il programma del convegno. Dopo i saluti del presidente Paolo Chiari e l’introduzione ai lavori del prof. Marco Taisch, ordinario al Politecnico di Milano, sono previsti diversi momenti di confronto animati dal giornalista e scrittore, Antonio Calabrò. Si comincia con Angelo Baronchelli (presidente settore Meccanica AIB – ad AB Impianti), Fiorenzo Castellini (ad Officine Meccaniche Castellini), Franco Deregibus (Master Scientific Coordinator Comau), Alfredo Belsito (dg Engineering Ingegneria Informatica). A seguire, spazio ai rappresentanti di tre startup innovative: The Energy Audit (TEA), Almadom.us e Ynnova. La tavola rotonda vede invece protagonisti Marco Bonometti (presidente AIB), Stefano Firpo (dg per la politica industriale, la competitività e le pmi – Ministero dello Sviluppo Economico), Maurizio Tira (Rettore Università degli Studi di Brescia) e Stefano Scaglia (presidente AFIL – Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia). Al termine, intervento di Stefano Firpo e keynote conclusiva di Antonio Calabrò.

La mattina del 23 novembre, sempre al Musil a partire dalle 9.00, è in programma Summit Professional, ormai tradizionale momento di confronto con diversi tavoli tematici riservato agli imprenditori dell’Ict (aperto anche alle aziende di settore non associate), con gli interventi di Daniele Peli (ad Intred), Giancarlo Turati (presidente Comitato Piccola Industria AIB e ad Fasternet) e Paolo Chiari.

Apindustria Brescia, nasce il Comitato Industria 4.0

in Associazioni di categoria/Economia/Tech by

Aiutare il mondo delle imprese nella grande trasformazione produttiva in atto. È l’obiettivo del «Comitato Industria 4.0» nato in seno ad Apindustria Brescia, che si propone come piattaforma aperta al contributo di imprese, istituzioni, associazioni, università ed altre realtà locali interessate a ragionare, confrontarsi e promuovere iniziative sul tema. Soggetto promotore è Unimatica Confapi Brescia, l’Unione della piccola e media impresa nei settori Informatica, Comunicazione, Telematica e Servizi Innovativi di Apindustria Brescia.

«Si parla continuamente di Industria 4.0 – afferma il presidente di Unimatica Giacomo Verzeletti -, ma avvertiamo anche un grande smarrimento da parte di tanti piccoli e medi imprenditori che non sanno come muoversi in modo adeguato». Di qui la necessità di aumentare gli strumenti di informazione e conoscenza e, da questi, costituire anche strutture di sostegno per analizzare le situazioni aziendali e aiutare le piccole e medie imprese a fare i passi necessari per adeguarsi alla nuova realtà. «In Italia siamo molto indietro – osserva Verzeletti -, le imprese hanno risorse sempre più limitate a disposizione e l’intervento di sostegno di un’associazione come Apindustria va proprio nella direzione di aiutare le imprese in modo concreto a superare gli ostacoli».

L’ambizione del «Comitato Industria 4.0» – oltre che di struttura di supporto di carattere tecnico – è anche quella di avere un ruolo di stimolo sul piano politico. «Aperti a istituzioni e associazioni – sottolinea Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia -. Ritengo significativo che possano fare parte del Comitato tutte le aziende associate interessate, al di là dello specifico settore di appartenenza e dell’attività alla quale si dedicano. Si tratta infatti di una trasformazione che riguarderà tutti i settori».

Il convegno «Industry 4.0: il futuro è oggi. Prepararsi al cambiamento per mantenere competitività, valorizzare le risorse e aggredire nuovi mercati» in programma mercoledì 16 novembre alle 16.30 nella sede dell’associazione in via Lippi 30 a Brescia, oltre che appuntamento di riflessione rivolto agli imprenditori, sarà la prima occasione di presentazione del Comitato. Al convegno (partecipazione gratuita previa iscrizione entro l’11 novembre, info 030 23076) interverranno Andrea Bacchetti (Università degli Studi di Brescia – Laboratorio RISE), Marino Piotti (Superpartes), Pierluigi Pizzo (Omega Gruppo) ed Emidio Zorzella (Antares Vision).

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