Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Economia - page 2

Notizie economico-finanziarie di Brescia e Provincia

Lombardia e Iran: un business da 1.3 miliardi, in crescita del 64,7%

in Economia/Export/Tendenze by
Iran export, Brescia

Lombardia e Iran: un interscambio da 1,3 miliardi di euro nel 2017, oltre un quarto del totale italiano (26,4%) e in forte crescita rispetto al 2016, +64,7%. E se l’export raggiunge i 711 milioni circa e cresce del 12,5%, l’import fa un balzo del +181,8% passando da 252 a 711 milioni in un anno soprattutto a causa delle importazioni di petrolio e gas naturale che si concentrano a Pavia (641 milioni circa). L’Iran è infatti il secondo Paese di provenienza di petrolio e gas naturale per la Lombardia dopo la Russia con una crescita esponenziale nel 2017 del +964%. Nell’export invece prima Milano con 291 milioni (+27,6%) seguita da Bergamo con 73 e da Monza Brianza con 72 milioni. Tra i prodotti lombardi più esportati i macchinari con 344 milioni, +18% e le sostanze chimiche, +37%. Seguono i metalli e gli apparecchi elettrici con 43 milioni di euro. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat, anni 2017 e 2016.

Italia e Iran, gli scambi superano i 5 miliardi. In particolare grazie all’import che passa da 1 a 3 miliardi (+221%) mentre l’export arriva a 1,7 miliardi (+12,5%). E se la Lombardia concentra il 36,7% delle esportazioni nazionali, seguita da Emilia Romagna (17,8%) e Veneto (11,7%), per import sono Sicilia (29,8%) e Sardegna (26,7%) a detenere il primato delle importazioni che riguardano soprattutto gas naturale e petrolio. L’Iran è infatti al quarto posto tra i Paesi da cui l’Italia importa di più petrolio greggio e gas naturale dopo Russia, Azerbaigian e Algeria, ma è anche quello che è cresciuto di più passando dai 695 milioni di euro del 2016 ai 3 miliardi circa del 2017, +330,4%.

Busi Group si espande: nuova sede per Omb a Rezzato e ampliamento BTE a Paitone

in Aziende/Busi Group/Città e Hinterland/Economia/Eventi/Manifatturiero/Valsabbia/Zone by
Pama Prefabbricati spa Rezzato_nuova area OMB

Prosegue il trend d’innovazione e investimenti di Busi Group, realtà tra i leader in Italia specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti e sistemi innovativi per la raccolta, compattazione e trasporto del rifiuto. Mentre l’azienda si prepara a partire per Monaco di Baviera, dove dal 14 al 18 maggio parteciperà ad IFAT, la  fiera internazionale che presenta le migliori soluzioni ambientali, Busi Group investe nel territorio bresciano con due importanti acquisti orientati alla crescita del gruppo.

Il primo a Rezzato, nella zona industriale, in via Giovanni XXIII, 80mila metri quadrati di cui 30mila coperti che entro la fine del 2019 ospiteranno la nuova sede di OMB Technology. “Sarà il futuro di OMB – commenta Mirko Busi – un sito innovativo che ospiterà la produzione e la ricerca. L’area verrà inoltre utilizzata come supporto logistico di tutto il gruppo poiché è direttamente collegata alla ferrovia con uno scalo merci che potenzierà gli scambi in un’ottica anche di risparmio economico e di sostenibilità”. Con questa nuova area OMB Technology avrà uno spazio tre volte più grande di quello attuale, con l’obiettivo di migliorare gli spazi di lavoro, lo sviluppo e la ricerca, la produzione.

Il secondo investimento di Busi Group riguarda BTE, la sede del gruppo, un ampliamento di 5mila metri quadrati a Paitone, vicino all’azienda madre.

“Con questo ampliamento – commenta Mirko Busi – che porterà BTE a una dimensione di 60mila metri quadrati, intendiamo aumentare lo spazio di produzione”.  L’investimento totale dell’acquisto degli immobili è stato di circa 10 milioni di euro, numeri importanti che confermano la solidità della realtà bresciana e la sua dinamica di espansione nel territorio ma anche come vetrina importante per l’estero. “Nei prossimi giorni saremo a IFAT – commentano i fratelli Busi – una fiera molto rilevante per il nostro comparto”. A Monaco di Baviera Busi Group si presenterà con novità OMB e MEC. In particolare la nuova attrezzatura scarrabile serie SL e SLK di MEC con nuove soluzioni geometriche e un telaio più leggero, una rivisitazione del compattatore a carico laterale CMPL7 ETSA, la nuova linea di cassonetti stazionari +B LID ed EcoSolar-K12 il compattatore scarrabile informatizzato con impianto fotovoltaico realizzato in collaborazione con ID&A Srl, partner bresciano di Busi Group, che progetta e costruisce sistemi integrati per raccolta e gestione rifiuti, e che esporrà in fiera isole ecologiche informatizzate.

Brescia, continua la crescita della produzione nell’industria e nell’artigianato

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by
Impresa 4.0 a Brescia

Nel primo trimestre del 2018 –  rileva una nota dell’Ufficio Studi e Ricerche AIB – l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane registra una nuova crescita, a certificazione del complessivo buono stato di salute dell’industria locale. Dopo un 2017 positivo, prosegue quindi il recupero del made in Brescia, favorito, tra l’altro, dalla positiva evoluzione delle vendite, sia in Italia che sui mercati esteri.

Nel dettaglio, la produzione industriale segna un incremento congiunturale del 2,2%; il tasso tendenziale (ossia la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso) risulta non negativo per la diciottesima rilevazione consecutiva (+3,6%). Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2018, è pari a +3,0%. Il recupero sperimentato in questi anni ha di fatto azzerato la perdita registrata in occasione della seconda recessione (quella alimentata dalla crisi dei debiti sovrani): dai minimi toccati nel terzo trimestre del 2013, la produzione è salita del 15,5%, mentre il differenziale dai massimi del 2008 è ancora elevato (-20% circa).

L’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia – prosegue il percorso positivo intrapreso durante il 2016: da gennaio a marzo 2018 la produzione è cresciuta, su base annua, del 3,6%. Il fatturato ha realizzato un incremento più significativo (+6,6%) ed il tasso di utilizzo degli impianti è salito al 69,4%. Il quadro positivo è confermato anche dagli ordinativi che sono cresciuti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 4,1%. Al netto degli effetti stagionali, la produzione è cresciuta, rispetto al trimestre scorso, dello 0,7%, il fatturato del 2,3% e gli ordini dell’1,2%. Positivo anche il risultato dell’occupazione con un incremento dell’1,1%.

Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso migliori della media lombarda.

La dinamica produttiva è evidente dall’andamento dell’indice della produzione manifatturiera artigiana: dopo avere raggiunto il punto di minimo alla fine del 2012, ha seguito su un percorso di crescita lento ma costante, irrobustito dai risultati positivi del 2016-2017 e consolidato nel primo trimestre del 2018. Questo processo ha consentito di recuperare i livelli di produzione persi nel biennio 2011-2012.

I principali indicatori dell’industria:

§  Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è aumentata significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (+4,6%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+3,0%), chimico, gomma e plastica (+2,5%), tessile (+2,5%) e meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+2,3%). E’ invece cresciuta con minore intensità per gli operatori dei materiali da costruzione ed estrattive (+1,5%), agroalimentare e caseario (+0,4%), carta e stampa (+0,4%) e calzaturiero (0,4%). Non si segnalano variazioni nei settori: abbigliamento (0,0%), legno e mobili in legno (0,0%) e maglie calze (0,0%).

§  Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 38% delle imprese, diminuite per il 15% e rimaste invariate per il 47%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 29% degli operatori, scese per il 10% e rimaste stabili per il 61%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 28%, calate per il 13% e rimaste invariate per il 59% del campione.

§  I costi di acquisto delle materie prime sono saliti per il 38% delle imprese, con un incremento medio dell’1,4%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dal 21% degli operatori, per una variazione media dello 0,7%.

§  Le previsioni a breve termine delineano una prosecuzione della fase di espansione del manifatturiero provinciale nonostante alcune incognite legate alle incertezze della politica interna e alle tensioni a livello internazionale. La produzione è prevista in aumento da 30 imprese su 100, stabile dal 67% e in flessione dal rimanente 3%.

§  Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono previsti in aumento dal 30% degli operatori, stabili dal 63% e in calo dal 7%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 24% degli operatori del campione, invariati per il 70% e in flessione per il 6%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 30% delle imprese, stabili per il 61% e in diminuzione per il 9%.

I principali indicatori dell’artigianato:

▪ Il fatturato del comparto artigianato segna un incremento tendenziale più intenso della produzione pari al 6,6% e congiunturale del 2,3% anche grazie alla ripartenza dei prezzi. Le dinamiche dell’indice destagionalizzato del fatturato totale sono simili a quelle viste per la produzione industriale ma con un recupero più robusto, i livelli di fatturato hanno, infatti, superato quelli del 2010, anche se quelli del periodo pre-crisi del 2009 restano ancora lontani.

▪  Gli ordini sono cresciuti del 4,1%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, stimolati dalla domanda interna (ordini interni +4,4%). La componente estera presenta un risultato leggermente positivo (+0,3%), ma in rallentamento rispetto a quelli conseguiti nei trimestri precedenti. Va sottolineato però che il peso del fatturato riconducibile al mercato estero rappresenta per le imprese artigiane una quota limitata (7,6%).

§ Nel primo trimestre dell’anno il numero degli addetti torna a crescere, il saldo tra tasso di ingresso e di uscita si è chiuso in positivo (1,1%). Aumenta la quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni attestandosi al 2,5% per un totale sul monte ore lavorate complessivo pari allo 0,4%.

▪  I risultati complessivamente positivi si riflettono sulle aspettative degli imprenditori artigiani per il secondo trimestre del 2018. Le attese sono, infatti, moderatamente ottimistiche su tutti i fronti: produzione, domanda interna, domanda estera, fatturato e occupazione. Resta, comunque, molto alta la quota di imprenditori che prevedono la stabilità di tutti gli indicatori per il prossimo trimestre.

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 208 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

Brescia, l’export in Austria vale 6 milioni di euro

in Economia/Export/Tendenze by
Scambi Austria Italia

Lombardia, crescono gli scambi con l’Austria pari a 169 milioni, +1%., secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Cresce in particolare l’export di 67 milioni+6,2%, anche se l’import è maggiore, pari a  102 milioni. La Lombardia pesa il 35% degli scambi italiani in design con l’Austria e Milano da sola il 22% nazionale.

Per provincia. Prima Milano con 88 milioni di import e 17 di export (+6,4%), Monza con 2 milioni di import e 14 milioni di export (+3,7% e +0,6%), Como con 11,6 milioni di export (+3,5%). Cresce Bergamo con 7 milioni di import (+82%) e circa 6 di export (+24%). Poi arriva Brescia con quasi 2 milioni di import (+88%) e oltre 6 milioni di export (+10%). Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat 2017 e 2016.

Principali settori. La Lombardia importa 48 milioni in vetrerie, 1,7 milioni di ceramiche, 4,8 milioni di lampade, 3,4  milioni in mobili e 43,6 milioni in gioielli. Esporta 8,7 milioni in vetreria, 2,1 milioni di ceramiche, 14,6 milioni di lampade, 35,3  milioni in mobili e 6,6 milioni in gioielli.

Comitato imprenditorialità femminile, Francesca Porteri confermata alla presidenza

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Nomine by
Le componenti del comitato per l'imprenditorialità femminile della Cdc

Francesca Porteri è stata confermata, per il triennio 2018 – 2021, Presidente del Comitato per la promozione dell’Imprenditorialità Femminile” (CIF) istituito presso la Camera di Commercio di Brescia. E’ questo l’esito della votazione svolta nella seduta di insediamento del Comitato composto da undici imprenditrici, designate dalle associazioni di categoria in rappresentanza dei diversi settori economici, più una rappresentante delle organizzazioni sindacali e dei consumatori. Vice Presidente è stata eletta Rosangela Donzelli.

“Credo fortemente nel lavoro di squadra – commenta Francesca Porteri – e sono convinta che insieme, dividendoci i compiti, possiamo dare visibilità al Comitato e alle problematiche connesse con la vita impreditoriale femminile”.

Istituiti presso le Camere di Commercio in attuazione del protocollo d’Intesa sottoscritto nel 1999 tra il Ministero dell’Industria e Unioncamere,  i “Comitati per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile” hanno come obiettivo, nell’ambito della programmazione delle attività camerali, la promozione di iniziative per lo sviluppo e la qualificazione della presenza delle donne nel mondo dell’imprenditoria, anche attraverso attività di monitoraggio e rimozione degli ostacoli  che le donne maggiormente incontrano nel fare impresa.

Rinforzare e sviluppare ulteriormente i rapporti con il mondo scolastico, impegno nello Start Up di impresa, intensificare i rapporti con le Associazioni di Categoria per lo sviluppo dei progetti progetti “Impresa 4.0” e “Alternanza Scuola Lavoro”, sviluppo di progetti sulla Parità di Genere nell’imprenditorialità, sono i punti programmatici sui quali il Comitato di Brescia intende particolarmente lavorare nel corso del nuovo mandato.

LE COMPONENTI DEL COMITATO

Elena Pagani
Industria
Emilia Ardesi
Industria
Monica Ferraboli
Industria
Barbara Quaresmini
Commercio e Servizi
Francesca Porteri
Commercio e Servizi – Presidente
Cristina Erbifogli
Artigianato
Irene Marchetti
Artigianato
Nadia Turelli
Agricoltura
Eleonora Cotelli
Agricoltura
Rosangela Donzelli
Cooperazione – Vice Presidente
Donatella Bonetti
Organizzazioni Sindacali e Consumatori

Lgh, via libera ai dividendi: ai soci andranno 10 milioni di euro

in Economia/Energia/Lgh/Partecipate e controllate by

L’Assemblea dei Soci di LGH S.p.A. ha approvato negli scorsi giorni il Bilancio della Società relativo all’esercizio 2017, determinando la distribuzione dell’utile di esercizio – pari a 10,5 mln € – riservando ai Soci un dividendo di 10 mln €.

Ai Soci andranno risorse proporzionate alla partecipazione in LGH Spa (A2A Spa 51%, AEM Cremona Spa 15,15%, COGEME Spa 15,15%, ASM Pavia Spa 7,79%, ASTEM Spa 6,48%, SCS Srl 4,43%). “LGH – si legge in una breve nota inviata ai media – riconferma così la propria particolare attenzione alla creazione di valore per gli azionisti e per il territorio di riferimento del Gruppo”.

Apprendistato, un nuovo contratto italiano su tre è in Lombardia

in Economia/Meccanica/Tendenze/Turismo by
Apprendistato a Brescia

A due anni dalla sua introduzione il modello di alternanza scuola-lavoro, cioè l’inserimento in azienda attraverso un contratto di apprendistato degli studenti tra i 15 e i 25 anni che devono conseguire un titolo di studio, si è dimostrato in Lombardia un efficace sistema di avvicinamento dei giovani alle imprese. Lo riporta Lombardia Speciale nel suo approfondimento settimanale su www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it. A dicembre 2017 dei 9.208 contratti di apprendistato di I livello firmati in Italia, 2.601 sono stati siglati in Lombardia che divide il podio delle regioni virtuose con la provincia autonoma di Bolzano (2.468 contratti) e il Veneto (910). A rilevarlo i dati di Forma – Associazione nazionale enti di formazione professionale.

Complessivamente dall’avvio della sperimentazione i contratti di apprendistato sono aumentati nel Paese del 37 per cento per lo più concentrati nelle regioni del Nord, e nell’ultimo anno sono cresciuti del 21,3 per cento. Va detto che alcune regioni hanno appena attivato il programma e che quindi un vero e proprio confronto regionale si potrà fare quando il sistema sarà a pieno regime su tutto il territorio nazionale.

Le realtà produttive che più hanno accolto gli studenti lombardi nell’apprendistato, secondo i dati di Regione Lombardia, sono imprese alberghiere e turistiche (24%), imprese artigiane di acconciatura (19%), imprese artigiane metalmeccaniche (13%) e terziario distribuzione e servizi (10%).

UN SUPPORTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA

Il modello duale in Lombardia si è rivelato anche un supporto alla dispersione o all’abbandono scolastico poiché lo sviluppo di un progetto tra scuola e impresa e l’aspetto pratico rappresenta uno stimolo anche per i ragazzi che tollerano meno bene lo studio in aula e sui libri. Inoltre per rafforzare il modello la Regione Lombardia ha introdotto l’obbligo di attivazione di un contratto di apprendistato almeno per il 5 per cento degli allievi delle terze e quarte classi dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
La Lombardia ha raggiunto una percentuale molto elevata di apprendisti che si colloca a pieno titolo nel panorama europeo accanto a Germania e Finlandia.

Lavoro, le imprese bresciane valgono 405mila occupati

in Economia/Lavoro/Tendenze by
Lavoro a Brescia

Lavoro nelle imprese: cresce nell’ultimo anno, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su base registro imprese al 2017 e 2016, con 463 mila addetti dichiarati dalle imprese in più in Italia, + 2,8%, su 17 milioni totali. In Lombardia, con 4 milioni di addetti, il 23,7% del totale nazionale, ci sono 219 mila addetti in più in un anno (+5,8%). Milano è prima per numero di addetti delle imprese con 2,1 milioni, il 12,6% nazionale, seguita da Roma (1,5 milioni, 8,8%), Torino (740 mila) e Napoli (559 mila). Tra le prime 20 in Italia anche Brescia (5° con 405 mila addetti), Bergamo (7° con 373 mila), Monza Brianza (17° con 232 mila) e Varese (20° con 207 mila). Milano è anche prima per crescita in un anno (+9,1%) seguita da Rimini e Ravenna (+6% ciascuna), Prato, Pesaro-Urbino e Bergamo (+5%).

I settori con più addetti. È il settore manifatturiero ad avere più addetti, 979 mila in Lombardia e 3,7 milioni in Italia, seguito dal commercio, 722 mila e 3,3 milioni. In Lombardia il terzo settore è quello dei servizi alle imprese (503 mila addetti), in Italia i servizi di alloggio e alla ristorazione (1,6 milioni).

Le imprese femminili. In Italia il 14,7% degli addetti (2,5 milioni, +3,6% in un anno) è in imprese femminili, in Lombardia il 10,1% (404 mila, +2,8%). Se per numero di addetti delle imprese femminili prime sono Roma (174 mila), Milano (145 mila) e Napoli (99 mila) sono Benevento, Prato, Enna e Frosinone dove le donne danno più lavoro, con circa un posto su quattro. In Lombardia la prima è Pavia col 17,6%.

Le imprese straniere. Il 5,2% degli addetti italiani, circa 878 mila, lavora in imprese straniere, un dato in crescita del 5,6% in un anno. In Lombardia sono 190 mila e pesano il 4,8% sugli addetti delle imprese lombarde. Prime per stranieri datori di lavoro sono Prato col 33,2% degli addetti totali del territorio, poi Firenze, Imperia e Teramo (10% circa). In Lombardia prime per peso sono Pavia e Lodi (6,7% del totale).

Le imprese di giovani. Sono 966 mila gli addetti delle imprese giovani in Italia e 146 mila in Lombardia, pesano rispettivamente il 5,7% e il 3,7% su tutti gli addetti d’impresa. Prime per numero di addetti nelle imprese giovani sono Roma con circa 68 mila, Napoli con 64 mila e Milano,  con circa 60 mila, mentre per peso degli addetti sul totale prime sono Crotone, Reggio Calabria e Caserta con circa il 14% di tutti i posti nelle imprese del territorio. In Lombardia prime per peso sono Pavia e Lodi (6% del totale).

Rimborsi aviaria, Regione pronta anche a mettere sul piatto anche risorse proprie

in Agricoltura e allevamento/Economia by

“Abbiamo promosso un tavolo regionale con i rappresentanti del mondo avicolo per elaborare iniziative in favore delle aziende colpite dal problema dell’aviaria”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina ha presieduto il tavolo. Il settore avicolo in Lombardia comprende 2.139 allevamenti con circa 31 milioni di capi (il dato bresciano è di 573 allevamenti per 13.514.427 capi).

“Abbiamo avviato il monitoraggio della fauna selvatica per verificare la dislocazione degli esemplari vettori della malattia, come gli uccelli acquatici, e avere una mappatura delle zone a rischio. Questo permetterà di evitare gli errori del passato e di programmare bene gli interventi. Abbiamo riscontrato la necessità di una campagna informativa in sostegno alla bontà di un settore che in Lombardia produce il 106% del fabbisogno ed è dunque votato all’export e che ha un utilizzo di antibiotici inferiore dell’80% rispetto alla media europea. Intendiamo tranquillizzare il consumatore e fornire giuste notizie sull’alta qualità carne avicola lombarda. Promuoveremo come Lombardia una rete tra le Regioni per intraprendere azioni comuni e fare massa critica sul ministero per interventi in caso di necessità. Siamo pronti anche a garantire risorse e a promuovere una modifica al PSR per incentivare interventi strutturali in aree a rischio e garantire la biosicurezza” ha aggiunto l’assessore.

 “Siamo in attesa del decreto ministeriale in attuazione del dl 102/04 che potrebbe rappresentare una iniezione di risorse in sostegno alle aziende colpite in maniera indiretta. In quel caso la Regione è pronta a mettere risorse proprie per aiutare un settore che è il fiore all’occhiello della produzione zootecnica lombarda e in cui la nostra regione è leader nazionale. Intendo sollecitare il futuro ministro affinché sia parte attiva in Europa ed accelerare le procedure di riconoscimento dei danni indiretti e garantire risorse alle aziende danneggiate. Siamo in attesa di risposte europee che devono essere più celeri. Su questo il governo deve darsi una mossa” conclude Rolfi.

 

Report Api: avvio di 2018 positivo, ma un’azienda su cinque è in difficoltà

in Api/Associazioni di categoria/Douglas Sivieri/Economia/Personaggi by
Douglas Sivieri

In crescita il fatturato, trainato dal mercato domestico. È questo il dato più significativo che emerge dall’analisi congiunturale sul primo trimestre 2018 realizzata dal Centro Studi Apindustria su un campione di 100 imprese associate. Col segno positivo – in linea con i dati dei precedenti trimestri – risultano anche ordinativi e produzione. Segnali di preoccupazione arrivano però anche da un nucleo di imprese, poco meno di una su cinque, in continua difficoltà.

La fotografia complessiva che ne risulta è composta da un folto gruppo di imprese che ha ripreso a correre, le cosiddette lepri, che distanzia sempre più altre imprese che per il momento non sono state in grado di riscattarsi. Entrando più nel dettaglio, il fatturato risulta in netta crescita per il 60% dei rispondenti, in buona parte dovuto al mercato domestico tornato finalmente a dare qualche segno di vivacità. Poco meno di un terzo del campione (il 29%) dichiara che proprio in Italia si assiste ad un incremento marcato del fatturato e un altro 26% riscontra un incremento, seppur contenuto. Più stabili le tendenze, positive, sui mercati esteri. La produzione cresce (57%) in modo quasi proporzionale al fatturato, così come i costi di produzione (64% dei rispondenti). Gli investimenti sono prevalentemente stabili (68% dei casi contro il 62% del trimestre precedente) o in aumento (29% dei rispondenti, contro il 38% del trimestre precedente). Per quanto riguarda l’occupazione, dopo un 2017 finalmente positivo sotto questo profilo, anche il primo trimestre 2018 registra crescita della forza lavoro (26% ha assunto personale, il 66% è rimasto stabile). La prudenza, sul piano occupazionale, sembra comunque ancora essere sovrana per la gran parte delle imprese. La capacità produttiva – misurata dal livello di saturazione degli impianti – si presenta stabile nel 56% dei casi, in crescita nel 25% delle imprese. Riparte tuttavia un trend negativo di importante sotto utilizzo degli impianti: nel primo trimestre 2018, le imprese che lavorano con impianti al di sotto del 70% della loro capacità sono il 38% (in linea con i dati sul quarto trimestre 2018). Di queste, l’11% con impianti gravemente sotto utilizzati (meno del 50%).
«Positiva la ripresa, seppur parziale, del mercato interno – afferma Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia -. L’occupazione cresce ma si conferma la grande prudenza in questa fase da parte delle imprese. Preoccupa, ovviamente, quel 20% di imprese che continua a fare fatica. Un segnale chiaro, l’ennesimo, che il mondo delle PMI ha tutt’altro che concluso la lunga traversata nel deserto. Molto è stato fatto, tante imprese hanno ricominciato a correre e ad essere da traino, altre annaspano. Probabilmente lo farebbero di meno se si fosse data risposta ad almeno alcune delle domande che da tempo poniamo, dalla semplificazione amministrativa al fisco solo per citarne alcune».

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