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Fashion, le imprese del settore Moda nel Bresciano sono 4mila

in Abbigliamento/Economia/Partner 2/Tendenze by
Moda a Brescia

Al via la Milan Fashion Week, dal 19 al 25 febbraio. Tra le sedi della manifestazione Palazzo Giureconsulti della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in piazza Mercanti angolo piazza Duomo. Milano guida in Italia per le circa 2 mila imprese del design. Le imprese della moda nel territorio milanese sono 13.196, stabili rispetto allo scorso anno. Cresce l’export di tessili milanese e supera nei primi nove mesi del 2018 i 5 miliardi in nove mesi, +6% in un anno. Le imprese della moda milanesi danno lavoro a 91 mila addetti su 192 mila in Lombardia e 846 mila nazionali e hanno un giro d’affari che supera i 20 miliardi di euro. La città delle sfilate pesa il 6% del settore italiano in termini di imprese e l’11% per addetti ma oltre il 20% dei ricavi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro delle Imprese e Aida – Bureau van Dijk e su dati Istat.

Nella moda traina il design, +2,3% in Italia le 18 mila imprese. Milano prima con 2 mila, +4% in un anno. In Lombardia oltre 4 mila imprese, + 1%.

Lombardia, 34 mila imprese nella moda. Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. Sono 362 a Lodi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al 2018.

Le imprese della moda in Italia: sono 221 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province prima Napoli con  21 mila (+0,5% in un anno), seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13 mila. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino.

Lombardia, quasi 34 mila imprese nella moda. Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. Sono 365 a Lodi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2018.

Le imprese della moda in Italia: sono 222 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province prima Napoli con quasi 21 mila, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13 mila. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino. In Italia le imprese maschili pesano nel settore moda per il 58%.

Export lombardo di moda nel mondo: sfiora i 10 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2018, +3,6% rispetto all’anno precedente, una crescita superiore a quella italiana (+2,3%). Rappresenta un quarto del totale italiano che è di 39 miliardi. Milano leader in Lombardia e in Italia per export: con un valore di 5,2 miliardi nei primi nove mesi, +6,4% rispetto allo scorso anno. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat. In Lombardia seguono Como con 1,1 miliardi, Bergamo con quasi 756 milioni, Varese con 704 milioni (+3%) e Mantova con 665 milioni. In fote crescita Lodi che passa da 40 a 59 milioni +47,1% e Pavia da 147 a 178 milioni, +21,1%. In crescita anche Cremona (+5,1%). Gli Stati Uniti diventano nel 2018 il maggior partner per l’export lombardo con 979 milioni, +11,2%. Seguono Francia con 911 milioni, Hong Kong con 818, Cina con 713 (+13,6%) e Germania con 652. Crescita a due cifre anche per Austria (+21,9%), Croazia (+21,4%), Canada (+17,3%), Emirati Arabi Uniti (+16,7%) e Giappone (+14,1%).

Competere ed ottenere la fiducia dei clienti attraverso la Customer Experience | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza by
Customer experience

CHE COS’E’ LA CUSTOMER EXPERIENCE ?

La Customer Experience è la somma di tutte le esperienze che un Cliente vive con un fornitore di beni e servizi, lungo l’intera durata del loro rapporto. Rappresenta, di fatto, la capacità di un’Azienda di leggere e comprendere la componente emozionale dei propri Clienti e porre in atto azioni che possano soddisfarli.

Con la progressiva trasformazione di beni e servizi in commodity, la Customer Experience rappresenta ormai un elemento differenziante di fondamentale importanza per le Aziende. Il passaparola tra i Clienti scaturisce da un’esperienza di contatto positiva con ritorni in termini di aumento dei ricavi. Le Aziende che conseguono risultati migliori sul mercato mostrano valori di Customer Experience elevati, segno evidente dei vantaggi anche economici che questa disciplina porta alle Aziende. Lo strumento principale per studiare e comprendere le interazioni che il Cliente ha con l’Azienda è la mappa della “Customer Journey”, ovvero la rappresentazione visuale e la schematizzazione dei punti di contatto tra Cliente e Azienda lungo tutte le fasi del percorso di interazione tra i due.

Tre concetti fondamentali sono associati alla customer experience:

> Touchpoint (punto di contatto): il touchpoint può essere un sito, un negozio, una fiera o qualsiasi altro luogo o evento in cui si entra in contatto con il cliente.

> Moment of truth (momento della verità): il MOT è qualsiasi occasione in cui il cliente interagisce o è esposto agli output dell’azienda e conduce al formarsi di un’impressione sulla stessa. Sono i momenti in cui i clienti si formano un’idea positiva o negativa dell’azienda.

> Engagement (coinvolgimento): è un termine diventato molto in uso ultimamente e in questo contesto può essere definito come la risposta emozionale e razionale di un cliente alla customer experience. Riuscire a creare una connessione con i propri clienti è una grande sfida del business moderno.

LA CUSTOMER EXPERIENCE NEL 2019

La customer experience oggi non può essere più una conseguenza casuale dei processi di business, ma deve essere pianificata, ed è essa stessa che li determina. L’approccio moderno deve partire dal cliente e non dal prodotto, ed intorno ad esso costruire una strategia di gestione della relazione con esso.

Il primo elemento che emerge, guardando all’andamento del mercato globale, e in particolare USA, è lo spostamento delle abitudini di acquisto. Piuttosto che svolgersi in determinati periodi dell’anno (in occasione delle festività o nel periodo dei saldi), oggi lo shopping si distribuisce con omogeneità lungo tutto l’anno solare. Le persone hanno progressivamente trasformato un comportamento occasionale in un’abitudine consolidata, inserendolo nella propria routine quotidiana, settimanale o mensile, al pari di una qualsiasi altra attività.

Diventa così imperante la necessità per le aziende di essere sempre disponibili e facilmente accessibili. Sono gli utenti stessi a comunicare attraverso il proprio comportamento di non essere più disposti a tollerare disguidi, imprecisioni o difficoltà, per raggiungere il proprio scopo.

Anche il rapporto tra le forze in gioco è cambiato: il cliente è consapevole di essere il centro gravitazionale dell’universo aziendale e di avere il potere di condizionarne scelte ed equilibri. Questa consapevolezza è riscontrabile anche in aspetti nuovi e imprevedibili, ma più che mai fondamentali: così, per esempio, è cambiato l’utilizzo dei motori di ricerca, strumento primario di informazione, consultazione e apprendimento.

Se qualche anno fa la ricerca era basata su singole parole, oggi si svolge in modo più naturale. Da singole keyword si è passati a una formulazione di tipo conversazionale, in cui l’utente pone domande, semplici o complesse, e il motore di ricerca risponde offrendo il contenuto più coerente con la richiesta dell’utente.

In questi termini le aziende dovrebbero riconsiderare la propria attività di ottimizzazione per i motori di ricerca, aggiornando pagine, contenuti e keyword per rispondere ai nuovi, personalissimi, bisogni della propria clientela.

Per quanto riguarda i trend tecnologici, troviamo una sempre maggiore confidenza nella possibilità di introdurre nella nostra vita strumenti dotati di Intelligenza Artificiale. Nonostante una leggera reticenza, umanamente comprensibile, emerge chiaramente la scelta di affidare lo svolgimento di funzioni sempre più complesse e personali a strumenti programmati per operare in completa autonomia. Così, uno dei prodotti maggiormente acquistati quest’anno, soprattutto negli ultimi mesi del 2018, è stato lo smart speaker. Si tratta di un dispositivo che interagisce con l’utente interamente a livello vocale e che può esaudire richieste molto varie.

CONVERSAZIONI DIRETTE E PERSONALIZZATE

In tal senso le aziende che offrono servizi tecnologici per le conversazioni sul mercato dirette e personalizzate.

“Oggi i principali canali su cui le aziende investono sono legati a Google Facebook e Amazon Media. Instagram è il social in maggiore crescita” dice Davide Corna CEO di Valeo Studio “Per convertire i contatti in lead molte aziende chiedono di realizzare concorsi ed iniziative ludiche” .Per realizzare un concorso a premi sui social network e sul web occorre prestare attenzione al D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430  del Ministero dello Sviluppo Economico che contengono le indicazioni e interpretazioni dell’ente di controllo:

> Il server su cui è appoggiata l’iniziativa deve essere in Italia o bisogna lavorare solo con il Mirroring;

> Il social network deve associarsi;

> Risulta necessario periziare tecnicamente il sistema software che viene utilizzato”.

Neosperience è una PMI innovativa attiva in Italia ed all’Estero del digitale attraverso Neosperience Cloud, piattaforma integrata che permette alle aziende di offrire ai loro clienti un’esperienza digitale personalizzata, partendo da un’analisi fondata sulla psicologia cognitiva, sociale e comportamentale, per coinvolgere e fidelizzare gli utenti e contribuire così alla crescita di valore dei brand.

Grazie all’Intelligenza Artificiale di Neosperience Cloud ad esempio un’azienda può valutare l’impatto delle immagini dei prodotti, scegliendo le più efficaci. Questi algoritmi sono stati creati ottimizzano il lavoro di una ricerca effettuato con 10.000 persone che permettono di fornire un campione statistico valido per questa ragione riesce a definire la memorabilità delle immagini attraverso un punteggio. Oltre a questo si è in grado di comprendere se in quelle immagini il prodotto è correttamente mostrato. Il sistema riesce a prevedere infatti anche dove lo sguardo all’interno dell’immagine si andrà a posare perché ha studiato i meccanismi di “fissazione dello sguardo”.

Var-One, Master Var SAP, principale Centro di Competenza SAP Business One in Europa organizza per i suoi clienti e partner un seminario il 6 Febbraio alle ore 12.00

per approfondire i temi principali legati alla Customer Experience:

> Raccolta e gestione integrata dei dati e delle informazioni sui clienti come base fondamentale per garantire esperienze personalizzate e rilevanti;

> Come avere una visione a 360 gradi dei clienti in ogni punto di interazione e di contatto con il brand;

Come personalizzare, automatizzare e lanciare campagne multicanale e omnicanale.

Montichiari, al via la Fiera agricola zootecnica italiana

in Agricoltura e allevamento/Economia/Eventi/Fiere by
Mucche, foto da Pixabay

Otto padiglioni, 40.000 metri quadrati coperti, oltre 450 espositori e allevatori presenti. Sono questi numeri della 91ª Fiera agricola zootecnica italiana (Fazi), in programma a Montichiari dall’1 al 3 febbraio, che vedrà la presenza anche del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.

“Siamo alla vigilia di una rassegna in grado di richiamare migliaia di visitatori qualificati, grazie a una formula trasversale, che propone soluzioni innovative per l’agricoltura del futuro negli ambiti della meccanizzazione, dell’agricoltura e della zootecnia di precisione, dell’allevamento, delle energie rinnovabili, della forestazione, coniugando qualità e spettacolo, approfondimenti, dibattiti, mostre bovine e cunicole di altissimo profilo”, dichiara il presidente del Centro Fiera di Montichiari, Germano Giancarli.

Quest’anno, in particolare, “torneranno i grandi appuntamenti sul ring zootecnico, per quanto attiene i bovini da latte, con il 18º Dairy Show Open Holstein, la 51ª Mostra nazionale della razza Bruna, la 1ª Mostra nazionale del Registro anagrafico delle specie cunicole, oltre all’esposizione avicola e dei cavalli Haflinger, a dimostrazione che il polo fieristico di Montichiari è uno dei più prestigiosi per la zootecnia, grazie anche al valore aggiunto che il settore rappresenta per l’economia del territorio”, afferma il direttore del Centro Fiera, Ezio Zorzi.

C’è molta attesa per il 18º Dairy Show Open Holstein, evento internazionale dedicato alla razza Frisona, promosso dalle Associazioni regionali degli allevatori della Lombardia (Aral) e del Veneto (Arav), in collaborazione con l’Associazione nazionale allevatori di frisona italiana (Anafi) e l’Associazione italiana allevatori (Aia). In base ai risultati del concorso, in particolare, saranno selezionate le candidate al confronto europeo di Libramont, in Belgio, il 12 e 13 aprile.

Venerdì 1 febbraio, a partire dalle ore 10, sono previsti i primi appuntamenti con la gara di giudizio fra istituti agrari, mentre la finalissima è prevista per domenica 3 febbraio.

Il Centro Fiera di Montichiari ospiterà per la Fiera Agricola Zootecnica Italiana anche la 51ª Mostra nazionale del libro genealogico della Bruna, una razza particolarmente vocata all’allevamento, grazie alla spiccata capacità di adattamento ai più diversi contesti agricoli e a rese alla caseificazione molto superiori alla media.

Gli animali della Bruna saranno sul ring già da venerdì 1 febbraio per la gara di giudizio morfologico riservata agli istituti agrari. Sabato 2 febbraio, invece, il clou della Mostra nazionale nelle diverse categorie, con la finalissima prevista nel pomeriggio.

Debutta a Montichiari la prima Mostra nazionale del Registro Anagrafico della specie cunicole. L’evento è promosso dall’Associazione nazionale coniglicoltori italiani, che vedrà la partecipazione di allevatori iscritti al Registro Anagrafico provenienti da tutta Italia.

La rassegna agricola di Montichiari sarà anche l’occasione (domenica 3 febbraio) per presentare i primi risultati delle nuove attività del Programma di sviluppo rurale nazionale, dei nuovi programmi informatizzati per tutti gli allevatori iscritti al registro anagrafico della specie cunicola e per illustrare il tema delle mostre e delle patologie degli animali con il professor Lavazza dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna.

Ricco anche il programma di convegni della 91ª edizione della Fazi. “Le produzioni zootecniche, il benessere animale, la tutela dell’ambiente, la sostenibilità e i costi di produzione sono i grandi temi di fondo di un panorama convegnistico molto qualificato –spiega Zorzi – che quest’anno pone l’attenzione anche sugli aspetti cari ai consumatori, come l’etichettatura, il Made in Italy e i benefici nutrizionali”. Il riferimento è al convegno di sabato 2 febbraio (ore 14:30, Sala 1, 2° piano ingresso centrale), dedicato appunto al tema “Consumi, abitudini alimentari e benefici del latte: la difesa del Made in Italy”, promosso da Coldiretti Brescia, al quale prenderanno parte il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, Giorgio Calabrese (medico nutrizionista), Nicola Bertinelli (presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano), Stefano Berni (direttore del Consorzio del Grana Padano), Fabio Rolfi (assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia), con le conclusioni del presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.

L’inaugurazione ufficiale della FAZI è prevista per sabato 2 febbraio alle ore 11.

P DAIRY SHOW: L’EVENTO INTERNAZIONALE DELLA RAZZA FRISONA

Come da tradizione, la Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari ospita il Dairy Show, 18th European Open Holstein Show, appuntamento internazionale dedicato alla razza Frisona, promosso da ARAL (Associazione Regionale Allevatori Lombardia) e ARAV (Associazione Regionale Allevatori Veneto), in collaborazione con ANAFI (Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana) e AIA (Associazione Italiana Allevatori). Durante la mostra, a conferma della levatura internazionale dell’appuntamento di Montichiari, verranno selezionati i migliori soggetti che parteciperanno al confronto europeo previsto ad aprile 2019 a Libramont in Belgio, uno dei più qualificati appuntamenti europei del settore. Le selezioni del Dairy Show culmineranno nella giornata di domenica 3 febbraio, con la premiazione della campionessa della mostra.

P BRUNA2019: IL LIBRO GENEALOGICO IN MOSTRA

La FAZI 2019 ospita la Bruna2019, 51ª Mostra nazionale del Libro genealogico della razza Bruna, promossa da ANARB (Associazione Nazionale Allevatori Razza Bruna). La Bruna italiana è una razza che, oltre alla grande capacità di adattamento ai più svariati contesti agricoli, garantisce produzioni di latte di notevole qualità che, grazie a rese alla caseificazione nettamente superiori alla media, è particolarmente ricercato nella produzione di formaggi tipici. Bruna2019 si concluderà sabato 2 febbraio con la premiazione della campionessa della mostra.

P REGISTRO ANAGRAFICO DELLA SPECIE CUNICOLA: LA MOSTRA DI ANCI

Altro evento tra i più attesi nell’edizione 2019 della FAZI è la 1ª Mostra nazionale di Registro Anagrafico della specie cunicola, promossa dall’ANCI Associazione Nazionale Coniglitori Italiani, che vedrà la partecipazione di allevatori iscritti al registro anagrafico provenienti da tutto il territorio nazionale.

Il Registro Anagrafico della specie cunicola rappresenta lo strumento per la conservazione e la salvaguardia delle razze cunicole allevate sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è quello di mantenere lo standard morfologico e la variabilità genetica, nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione economica.

Le Mostre ufficiali di Registro Anagrafico costituiscon un importante momento di confronto tra allevatori e una preziosa occasione di scambio del patrimonio genetico. L’appuntamento in programma in occasione della FAZI 2019 di Montichiari è uno dei più attesi e si annuncia ricco di spunti per gli allevatori del sistema.

P CAVALLO HAFLINGER IN ESPOSIZIONE

Il programma di eventi zootecnici della FAZI completato dalle mostre equine che, per la gioia degli appassionati, saranno dedicate al cavallo Haflinger. Nel padiglione degli eventi zootecnici, troverà spazio anche la tradizionale mostra avicola.

P CONVEGNI SPECIALIZZATI PER APPROFONDIRE TEMI CHIAVE PER IL SETTORE

La FAZI si conferma, inoltre, un appuntamento di grande interesse per la proposta legata alla convegnistica specializzata, con seminari, workshop e conferenze a cura, tra gli altri, di Coldiretti, Unione Provinciale Agricoltori, Edagricole, AIA (Associazione Italiana Allevatori), ANAFI (Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana) e ANCI (Associazione Nazionale Coniglitori Italiani). La giornata di venerdì 1 febbraio si aprirà con il convegno promosso a partire dalle 9.00, in Sala 4, da Confagricoltura Brescia – Unione Provinciale Agricoltori. Alle 9.30, in Sala Pedini, ANAFI (Associazione Nazionale Allevatori Razza Frisona Italiana) proporrà il convegno dal titolo “Una Frisona sostenibile per la realtà italiana“. Il tema del benessere animale sarà al centro del seminario proposto alle ore 10.00 in Sala Scalvini dal titolo “Suini. Taglio della coda, la parola agli allevatori”.

Nel pomeriggio, a partire dalla ore 14.00, in Sala Scalvini entrerà nel vivo la tavola rotonda promossa da Coldiretti Brescia, in collaborazione con Informatore Zootecnico, dal titolo “Costi di produzione del latte: i valori per quintale registrati in azienda“.

La giornata di sabato si aprirà con il convegno promosso in Sala 4, alle ore 9.00, da ARAL (Associazione Regionale Allevatori Lombardia). Alle ore 10.00, in Sala Scalvini, AIA (Associazione Allevatori Italiani) presenterà il seminario dal titolo “Mastite e riduzione dei farmaci: nuovi approcci ad un problema“. Alle 14.30, in Sala 2, Coldiretti proporrà il convegno dal titolo “Consumi, abitudini alimentari e benefici del latte: la difesa del Made in Italy“. È programmato per domenica, invece, l’incontro con gli allevatori promosso da ANCI (Associazione Nazionale Coniglitori Italiani) in occasione della Mostra nazionale di Registro anagrafico della razza cunicola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la FAZI (1-3 febbraio) Montichiari capitale italiana del latte

 

Settore in salute, buone prospettive per il 2019.

Brescia leader nazionale per volumi

 

 

(Montichiari, 30 gennaio 2019) Con la 91ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana, Montichiari diventa la capitale italiana del latte nel weekend da venerdì 1 a domenica 3 febbraio.

Un appuntamento che mette (anche) il latte al centro di una rassegna in grado di calamitare circa 40.000 visitatori professionali in tre giorni e che porta in vetrina tutte le novità legate alla zootecnia, al benessere animale, all’agricoltura di precisione, alla meccanica agricola, alle fonti rinnovabili. Anche la sostenibilità ambientale, economica, occupazionale sono fra i temi al centro del dibattito, insieme al miglioramento genetico delle bovine, alla promozione del Made in Italy e all’internazionalizzazione delle grandi produzioni dell’agroalimentare.

Il latte: Brescia leader in Italia. Con una produzione di latte che nel 2017 ha raggiunto 1.398.864 tonnellate (fonte: Clal.it), la provincia di Brescia è la prima realtà in Italia per quantitativi prodotti. Una leadership incontrastata anche nel 2018. Le consegne di latte fra gennaio e novembre dello scorso anno, infatti, hanno raggiunto 1.310.383 tonnellate, in crescita del 2,45% rispetto allo stesso periodo del 2017. Alle sue spalle, i vertici di quello che è conosciuto come il “Triangolo d’oro” del latte: Cremona (1.193.157 tonnellate fra gennaio e novembre 2018, +2,39% su base tendenziale) e Mantova (904.906 tons, +1,77% rispetto ai primi 11 mesi del 2017).

La Lombardia si conferma il motore della produzione lattiero casearia italiana, con 4.777.656 tonnellate consegnate fra gennaio e novembre 2018, in crescita del 2,18% rispetto allo stesso periodo del 2017.

I prezzi. In questa fase, il mercato sta sorridendo ai produttori. Secondo le rilevazioni di Clal.it, portale di riferimento per il settore lattiero caseario, le quotazioni del latte spot (cioè in cisterna, non soggetto a contratti di conferimento di durata superiore ai tre mesi) di lunedì 28 gennaio in Borsa merci a Milano hanno toccato i 43 €/100 kg, in crescita dello 0,58% rispetto alla quotazione precedente e, addirittura, il 23,74% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Verona, altra piazza di riferimento per le quotazioni del latte a livello nazionale, ha confermato il prezzo di 23,25 euro per 100 chilogrammi.

Secondo gli analisti di Clal.it, le prospettive di mercato rimangono favorevoli, grazie a un sostanziale equilibrio tra produzioni e domanda. I principali paesi esportatori di formaggi, polveri e burro (Argentina, Australia, Bielorussia, Cile, Nuova Zelanda, Ucraina, Ue-28, Usa, Uruguay) hanno prodotto fra gennaio e novembre 2018 l’1,1% in più di latte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con l’Unione europea che si conferma il primo produttore mondiale con 144.782.000 tonnellate prodotte nei primi 11 mesi del 2018. Alle sue spalle gli Stati Uniti, con 90.445.000 tonnellate di latte (+1 per cento).

Le prospettive di mercato. Per il futuro, l’andamento dei prezzi del latte in Italia dipendeva molto dall’andamento delle consegne. Qualora i produttori europei mantenessero l’equilibrio fra domanda e offerta di materia prima, la risposta dei mercati continuerebbe ad essere positiva.

Il Grana Padano. Ottimismo anche in casa del Grana Padano, il formaggio a Denominazione di origine protetta più consumato al mondo.

Per il direttore generale del consorzio di tutela, Stefano Berni, “il Grana Padano sta attraversando una fase di prezzo molto positiva, grazie anche ai consumi rilevanti, che sono cresciuti in tutti i segmenti: estero, Italia, retail, famiglie e ristorazione”.

“A fronte di una situazione così positiva – prosegue – è probabile che riprenda un incremento della produzione di formaggio e, con ogni probabilità, non c’è la previsione che rimanga per lunghissimo tempo un prezzo così elevato né del Grana Padano né del Parmigiano Reggiano. Tuttavia, vista la scarsità delle scorte del Grana Padano, siamo ottimisti. Sono convinto che ci aspettino tra gennaio e dicembre 2019 dei mesi soddisfacenti, migliori della media del 2018, anno che si è raddrizzato per lo sprint che si è verificato tra ottobre e dicembre”.

I convegni. È ricco il programma di convegni legati alla zootecnia da latte. Si parte venerdì 1 febbraio (ore 9:30, Sala Pedini, 2° piano, ingresso centrale) con il convegno “Una Frisona sostenibile per la realtà italiana”, promosso dall’Associazione Nazionale Allevatori Razza Frisona Italiana (Anafi). L’apertura dei lavori è affidata a Fortunato Trezzi, presidente di Anafi. Raffaella Finocchiaro dell’Ufficio Ricerca & Sviluppo di Anafi parlerà degli sviluppi del progetto Latteco; Eileen Wall dello Scotland’s Rural College si concentrerà sui cambiamenti climatici e l’impatto sulla selezione bovina. Giulio Visentin dell’Ufficio Ricerca & Sviluppo di Anafi illustrerà l’aggiornamento dell’indice di fertilità. Focus anche sulla selezione per i consorzi di tutela, a cura del Consorzio del Parmigiano Reggiano, e sui nuovi servizi di Anafi offerti via web, presentati da Maurizio Marusi dell’Associazione. Modera il convegno Giorgio Burchiellaro, direttore di Anafi.

“Costi di produzione del latte: i valori per quintale” sotto la lente di Coldiretti Brescia, nel convegno organizzato in collaborazione con l’Informatore Zootecnico. Appuntamento venerdì 1 febbraio (ore 14, Sala Scalvini, 1° piano, ingresso centrale). Dopo l’analisi di mercato del prof. Daniele Rama dell’Università Cattolica di Piacenza, si confronteranno cinque allevatori: Elena Francinelli di Vobarno, Giovanni Martinelli di Borgo San Giacomo, Giuseppe Ruggeri di Verolavecchia, Enrico Bettoni di Torbole Casaglia, Michele Saetti di Lonato del Garda. Le conclusioni sono affidate a Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti.

Sabato 2 febbraio alle ore 9 (Sala 4, 2° piano, ingresso centrale), l’Associazione regionale degli allevatori della Lombardia illustrerà, nell’ambito delle “Gestioni ambientali nella moderna azienda agrozootecnica”, i primi risultati dei Progetti Life ARIMEDA e Life DOP, progetti finanziati dall’Unione europea finalizzati alla riduzione delle emissioni e all’aumento dell’efficienza nelle stalle.

Sempre Sabato 2 febbraio (ore 10, Sala Scalvini, 1° piano, ingresso centrale), evento su “Mastite e riduzione dei farmaci: nuovi approcci ad un problema”, promosso dall’Associazione italiana allevatori (Aia). Relatori di alto profilo per il convegno moderato da Roberto Maddè, direttore generale dell’Aia. Fra gli interventi, Roberto Nocentini, presidente Aia, Paolo Moroni della Cornell University of Itacha (New York) con L’asciutta selettiva nella bovina da latte; Riccardo Negrini, direttore tecnico Aia, presenterà i dati dei controlli funzionali. I servizi delle Associazioni regionali allevatori saranno illustrati da Daniele Giaccone (Ara Piemonte) e Lucio Zanini (Ara Lombardia). Il prof. Alfonso Zecconi dell’Università di Milano affronterà il tema della sostenibilità degli allevamenti e dell’innovazione necessaria per raggiungere tale obiettivo. Conclusioni di Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti.

Coldiretti Brescia organizzerà, sabato 2 febbraio alle 14:30 (Sala 1, 2° piano, ingresso centrale) il convegno su “Consumi, abitudini alimentari e benefici del latte: la difesa del Made in Italy”. Interverranno all’evento Giorgio Calabrese, medico nutrizionista, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Stefano Berni, direttore del Consorzio del Grana Padano, Gianpiero Calzolari, presidente del gruppo Granarolo, Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole.

Le conclusioni sono affidate a Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti. Modera l’incontro Gianluca Lelli, capo area economica di Coldiretti.

Inaugurazione Fazi. L’inaugurazione ufficiale della Fazi è prevista per sabato 2 febbraio alle ore 11.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In 10 anni in Lombardia superfici di mais crollate del 45,1%, -39,1% in Italia

 

Mais sotto la lente alla 91ª edizione della Fazi di Montichiari (1-3 febbraio)

 

 

(Montichiari, 30 gennaio 2019) Nel giro di 10 anni la Lombardia ha perso il 45,1% delle superfici coltivate a mais, passando da 253.741 ettari del 2008 a 139.530 ettari del 2018. Calcolatrice alla mano, significa che si sono persi in un decennio 114.211 ettari coltivati a mais, con una produzione che è passata da 29,4 milioni di quintali a 15,6 milioni di quintali (-47 per cento).

Altrettanto significativo il calo a livello nazionale. Nel 2008 l’Italia coltivava 991.524 ettari di mais con una produzione complessiva di 97,9 milioni di quintali. Nel 2018 i numeri evidenziano una superficie di 614.314 ettari e una quantità di mais di 62,6 milioni di quintali. In pratica, superfici ridotte del 39,1% e produzioni contratte del 36,1 per cento.

Lo rileva si dati Agri Istat la Fiera agricola zootecnica italiana (Fazi) di Montichiari, alla vigilia della sua 91ª edizione, in programma al Centro Fiera da venerdì 1 a domenica 3 febbraio. “Una manifestazione di riferimento per il mondo agricolo, con eventi di richiamo internazionale come il 18º Dairy Show Open Holstein – dichiara il presidente del Centro Fiera di Montichiari, Germano Giancarli -. A qualificare l’edizione 2019 della manifestazione, poi, ci sarà la 51ª Mostra nazionale della razza Bruna, la 1ª Mostra nazionale del Registro anagrafico delle specie cunicole, oltre all’esposizione avicola e dei cavalli Haflinger”.

Grande zootecnia, dunque, che necessita di “carburante”. Il mais è uno di questi e lo scenario è quello di una contrazione delle produzioni, con aumento dell’import. In parte per l’andamento di mercato, che in questi anni ha scarsamente sorriso ai maiscoltori e in parte per i costi di produzione crescenti e per il problema delle aflatossine, la cui genesi è collegata a situazioni meteo-climatiche non propriamente sconosciute alla Pianura padana.

In 10 anni superfici rivoluzionate in Lombardia. Il calo delle superfici coltivate a mais in Lombardia ha anche rivoluzionato la classifica delle province. Se nel 2008 Cremona era la regina della regione, con 61.000 ettari destinati al mais, seguita da Brescia (51.096 ha) e Mantova (50.500 ha), dieci anni dopo il primato spetta a Brescia con 33.726 ettari, seguita da Mantova (26.000 ha) e da Cremona, crollata a 22.088 ettari.

Il convegno. Di “Mais e cerealicoltura per la zootecnia: attualità e prospettive” se ne parlerà venerdì 1 febbraio alla Fazi, grazie al convegno promosso da Confagricoltura Brescia in collaborazione con Ismea – Crea (ore 9, Sala 4, 2° piano, ingresso centrale).

Dopo i saluti di Mario Fraccaro, sindaco di Montichiari, e di Claudia Carzeri, consigliere regionale componente della commissione Agricoltura, e l’introduzione di Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia, interverranno Nikolas Mitroulias, responsabile di Climate Italia (“Coltiviamo i dati: come l’agricoltura digitale può aiutare la filiera”) e Michela Alfieri del Crea – Unità di ricerca sulla maiscoltura di Bergamo (Approfondimento sull’insilato di mais). Seguirà una tavola rotonda, moderata dal giornalista economico Guido Lombardi, sul tema “Fare mais in Italia”. Ne discuteranno Cesare Soldi dell’Associazione Maiscoltori Italiani, Roberto Milletti responsabile Unità Analisi e Informazione di Ismea, Fausto Nodari della Sezione economica Mais di Confagricoltura Brescia e il presidente di Confagricoltura Brescia, Giovanni Garbelli.

EVENTI ZOOTECNICI

Come da tradizione, la Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari ospita il Dairy Show, 18th European Open Holstein Show, appuntamento internazionale dedicato alla razza Frisona, promosso da ARAL (Associazione Regionale Allevatori Lombardia) e ARAV (Associazione Regionale Allevatori Veneto), in collaborazione con ANAFI (Associazione Nazionale Allevatori Frisona Italiana) e AIA (Associazione Italiana Allevatori).

Nell’edizione 2019 verranno selezionate le candidate al confronto europeo Libramont (Belgio) 2019.

PROGRAMMA

Venerdì 1 febbraio 2019

Ore 10.00 – Gara di giudizio fra Istituti Agrari

Ore 10.00 – Gara di tolettatura Junior Show

Ore 14.00 – Giudizio sulla tolettatura Junior Show

A seguire:

Gara di conduzione e Gara di giudizio fra Dairy Club

Sabato 2 febbraio 2019

DAIRY SHOW

Esposizione animali

Domenica 3 febbraio 2019

DAIRY SHOW

Ore 9.30 – Valutazione giovani animali, congiuntamente ai soggetti dello Junior Show

A seguire:

Finale e premiazioni Junior Show

Finale e premiazioni manze Dairy Show

Ore 13.30 – Valutazioni vacche in latte

Ore 17.00 – Finale Mostra e premiazioni

EVENTI ZOOTECNICI

BRUNA2019: LA 51a MOSTRA NAZIONALE DEL LIBRO GENEALOGICO DELLA RAZZA BRUNA

L’appuntamento nazionale per gli allevatori della razza Bruna italiana avrà luogo nei prossimi giorni a Montichiari (Brescia), dal 1 al 3 Febbraio, nell’ambito della 91a Fiera Agricola Zootecnica Italiana.

Giunta alla 51° edizione, la Mostra nazionale del Libro genealogico della razza Bruna è organizzata da Anarb (Associazione nazionale allevatori bovini della razza Bruna) in collaborazione con il Centro Fiera del Garda.

Al confronto nazionale è prevista la partecipazione di oltre 180 soggetti – una sessantina gli espositori – provenienti da Bari, Belluno, Bergamo, Brescia, Lecco, Padova, Parma, Sondrio, Taranto, Trento, Treviso, Verbania e Verona.

Il giudice designato per le valutazioni di Bruna2019, l’ispettore di razza Alcide Patelli, causa infortunio sarà sostituito dall’esperto nazionale Daniele Galbardi, allevatore della provincia di Brescia. I dieci anni di attività, Galbardi ha valutato più di 50.000 bovine e ha giudicato un centinaio di mostre, di cui una nazionale e una all’estero.

A Montichiari Galbardi sarà coadiuvato dal bolzanino Daniel Gasser, esperto nazionale della razza Bruna.

Tra i numerosi riconoscimenti in palio, il “Premio Biodiversità” verrà assegnato al soggetto in concorso con il più basso valore di consanguineità.

La salvaguardia della biodiversità di razze e specie, unitamente al benessere animale – il regolamento ‘codice etico’ di Bruna2019 favorisce le buone pratiche di gestione zootecnica in ottemperanza alle normative vigenti – e al contenimento dell’impatto ambientale nelle produzioni zootecniche, sono, infatti, gli ambiti di azione del progetto europeo “Le razze bovine da latte per la definizione di modelli selettivi sostenibili”, acronimo LATTeco.

Nell’ambito di Bruna2019 è altresì in programma la 14ª Mostra nazionale del Bruna junior club, con concorsi di toelettatura, conduzione e giudizio morfologico. Prevista inoltre, per il pomeriggio di sabato 2 febbraio, la premiazione del 2° Concorso nazionale formaggi disolabruna®-Onaf.

Le singole tappe della manifestazione potranno essere seguite sulla pagina Anarb di Facebook e sul sito anarb.it.

Le bovine della razza Bruna registrano una percentuale media nazionale della caseina pari al 2,86%, con una k-caseina BB – la variante proteica del latte atta alla caseificazione – pari a 85,2%. Il genotipo della Beta caseina A2A2, indicato favorevole per la salute umana da recenti studi scientifici, nelle femmine brune viventi è pari al 67%, con una produzione di latte complessiva – media nazionale – pari a 7.425 kg con il 4,05% di grasso e il 3,59% di proteina. La razza Bruna si distingue nel panorama bovino italiano per la combinazione ottimale tra qualità e quantità del latte prodotto per singola lattazione, per la naturale vocazione alla trasformazione casearia, per funzionalità e longevità.

PROGRAMMA

Venerdì 1 Febbraio

Apertura della manifestazione al pubblico

Concorso di giudizio morfologico per studenti scuole d’agricoltura

Concorsi nazionali del Bruna junior club

Sabato 2 Febbraio

Valutazioni della razza Bruna (Mostra nazionale e Mostra Bjc)

Premiazioni 2° Concorso nazionale formaggi disolabruna®-Onaf.

Domenica 3 Febbraio

Esposizione

EVENTI ZOOTECNICI

REGISTRO ANAGRAFICO DELLA SPECIE CUNICOLA:

ALLA FAZI LA MOSTRA NAZIONALE PROMOSSA DA ANCI

La 91° edizione della  FAZI Fiera Agricola Zootecnica Italiana in programma al Centro Fiera di Montichiari (BS) ospiterà la 1ª Mostra nazionale di Registro Anagrafico della specie cunicola.

L’evento è promosso dall’ANCI Associazione Nazionale Coniglitori Italiani e vedrà la partecipazione di allevatori iscritti al registro anagrafico provenienti da tutto il territorio nazionale.

Il Registro Anagrafico della specie cunicola rappresenta lo strumento per la conservazione e la salvaguardia delle razze cunicole allevate sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è quello di mantenere lo standard morfologico e la variabilità genetica, nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione economica.

Le Mostre ufficiali di Registro Anagrafico costituiscon un importante momento di confronto tra allevatori e una preziosa occasione di scambio del patrimonio genetico. L’appuntamento in programma in occasione della FAZI 2019 di Montichiari è uno dei più attesi e si annuncia ricco di spunti per gli allevatori del sistema.

PROGRAMMA DELLA MOSTRA

Venerdì 1,  Sabato 2 e Domenica 3 febbraio

Esposizione e mostra durante le giornate di apertura della fiera.

Domenica 3 febbraio

Sala 4 (2° piano – ingresso centrale)

Incontro con gli allevatori

ore 09.00      Saluti e comunicazioni del Presidente ANCI

ore 09.30      Primi risultati delle nuove attività del PSRN sottomisura 10.2 raccolti

Nuovi programmi informatizzati per tutti gli allevatori iscritti R.A. ANCI

ore 11.15      Le patologie degli animali nelle mostre

Prof. Lavazza – IZSLER

ore 12.30      Premiazione degli allevatori

(Campioni di Razza – Collezioni – Best in show).

PROGRAMMA

VENERDÌ 1 FEBBRAIO

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

DAIRY SHOW

18th European Open Holstein Show

PROGRAMMA

ore 10.00             Gara di giudizio fra Istituti Agrari

ore 10.00             Gara di tolettatura Junior Show

ore 14.00             Giudizio sulla tolettatura Junior Show

A seguire:

Gara di conduzione e Gara di giudizio fra Dairy Club

 

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

BRUNA2019

51a Mostra nazionale del Libro genealogico

                  PROGRAMMA

ore 10.00 – 13.00              Gara di giudizio morfologico riservata agli Istituti Agrari

ore 14.00 – 18.00              Concorsi del Bruna Junior Club

 

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

MOSTRA NAZIONALE

DI REGISTRO ANAGRAFICO DELLA SPECIE CUNICOLA

Esposizione e mostra

 

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

ESPOSIZIONE CAVALLO HAFLINGER

 

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

ESPOSIZIONE AVICOLA

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.00

Sala 4 (2° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Mais per la zootecnia: attualità e prospettive

promosso da Confagricoltura Brescia – Unione Provinciale Agricoltori

in collaborazione con Ismea – Crea

PROGRAMMA

Saluti

Mario Fraccaro

Sindaco di Montichiari

Claudia Carzeri

Consigliere regionale membro commissione Agricoltura

INTERVENTI

Coltiviamo i dati: come l’agricoltura digitale può aiutare la filiera

Nikolas Mitroulias – Responsabile Climate Italia

Mais: come produrre trinciato di qualità

Michela Alfieri – Crea Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali

Dal campo alla tavola, a supporto della filiera

Matteo Piombino – Corteva Agriscience

TAVOLA ROTONDA

“Fare mais in Italia”

Cesare Soldi

Presidente Associazione Maiscoltori Italiani

Presidente FRP Confagricoltura Lombardia

Roberto Milletti

Responsabile Unità Analisi e Informazione di Ismea

Fausto Nodari

Presidente Sezione economica Cerealicoltura di Confagricoltura Brescia

Giovanni Garbelli

Presidente Confagricoltura Brescia

Coordina: Guido Lombardi – Giornalista economico

 

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 9.30

Sala Pedini (2° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Una Frisona sostenibile per la realtà italiana

promosso da ANAFI Associazione Nazionale Allevatori Razza Frisona Italiana

PROGRAMMA

Moderatore: Giorgio Burchiellaro – direttore ANAFI

ore 09.30             Apertura dei lavori

Fortunato Trezzi – Presidente ANAFI

ore 10.00             Sviluppo progetto LATTeco (PSRN)

Raffaella Finocchiaro – Ufficio Ricerca & Sviluppo ANAFI

ore 10.30             Cambiamenti climatici e impatto sulla selezione

Eileen Wall – Scotland’s Rural College, UK

ore 11.00             Aggiornamento indice fertilità

Giulio Visentin – Ufficio Ricerca & Sviluppo ANAFI

ore 11.30             La selezione per i consorzi di tutela

Consorzio Parmigiano Reggiano

ore 11.45             Indice caseificazione e sostenibilità – Parmigiano Reggiano

Giulio Visentin – Ufficio Ricerca & Sviluppo ANAFI

ore 12.15             Nuove servizi ANAFI via web

Maurizio Marusi – Ufficio Servizi per la F.A. ANAFI

ore 12.45             Discussione

ore 13.00             Chiusura lavori – buffet

 

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 10.00

Sala Scalvini (1° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Suini. Taglio della coda, la parola agli allevatori.

Esperienze a confronto.

PROGRAMMA

ore 10.00             Registrazione dei partecipanti

ore 10.15             APERTURA LAVORI

Introduzione e coordinamento degli interventi: Anna Mossini – Giornalista

INTERVENTI

Uno sguardo all’Europa

Valérie Courboulay – Institut du Porc – France (IFIP)

Classyfarm

Andrea Rossi – Assica

Esperienze a confronto

Annalisa Scollo – Suivet

Mauro Casali – Progeo

ore 11.30             Discussione: la parola alle Organizzazioni Sindacali

ore 12.00             Termine lavori

VENERDÌ 1 FEBBRAIO – ore 14.00

Sala Scalvini (1° piano – ingresso centrale)

TAVOLA ROTONDA

Costi di produzione del latte: i valori per quintale registrati in azienda

promosso da Coldiretti Brescia

in collaborazione con Informatore Zootecnico

Moderatore: Giorgio Setti – giornalista Informatore Zootecnico

PROGRAMMA

DATI E ANALISI DI MERCATO

Daniele Rama – Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

LE ESPERIENZE

Elena Francinelli – allevatrice Vobarno

Giovanni Martinelli – allevatore Borgo San Giacomo

Giuseppe Ruggeri – allevatore Verolavecchia

Enrico Bettoni – allevatore Torbole Casaglia

Michele Saetti – allevatore Lonato del Garda

CONCLUSIONI

Ettore Prandini – Presidente nazionale Coldiretti

SABATO 2 FEBBRAIO

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 9.00

Sala 4 (2° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Le gestioni ambientali nella moderna azienda agrozootecnica

I primi risultati dei Progetti Life ARIMEDA e Life DOP

per la riduzione delle emissioni e l’aumento dell’efficienza

promosso da ARAL Associazione Regionale Allevatori Lombardia

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

DAIRY SHOW

18th European Open Holstein Show

Esposizione

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

BRUNA2019

51a Mostra nazionale del Libro genealogico

                  PROGRAMMA

Valutazioni Mostra nazionale del Libro genealogico e del Bruna Junior Club

ore 09.00 – 12.00             Valutazioni di categoria e finale manze

ore 14.00 – 16.30             Valutazioni di categoria vacche e finali

ore 16.30 – 17.00             Finalissima vacche

Premiazioni 2° Concorso nazionale formaggi disolabruna®-Onaf.

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

MOSTRA NAZIONALE

DI REGISTRO ANAGRAFICO DELLA SPECIE CUNICOLA

Esposizione e mostra

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

ESPOSIZIONE CAVALLO HAFLINGER

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

ESPOSIZIONE AVICOLA

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 10.00

Sala Scalvini (1° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Mastite e riduzione dei farmaci: nuovi approcci ad un problema

promosso da AIA Associazione Allevatori Italiani

PROGRAMMA

Moderatore: Roberto Maddè – Direttore Generale AIA

ore 09.30             Registrazione presenze

ore 10.00             Apertura lavori

Roberto Nocentini – Presidente AIA

ore 10.30             L’asciutta selettiva nella bovina da latte

Paolo Moroni – Cornell University of Itacha, NY, U.S.A.

Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Milano

ore 11.00             I dati dei Controlli Funzionali: informazione necessaria

Riccardo Negrini – Direttore Tecnico AIA

ore 11.30             Affrontare nuove sfide con i servizi delle Associazioni Regionali Allevatori

Daniele Giaccone – Laboratorio Analisi ARA Piemonte

Lucio Zanini – Ufficio Assistenza Tecnica ARA Lombardia

ore 12.00             Professionalità e innovazione essenziali per la sostenibilità degli allevamenti

Alfonso Zecconi – Dipartimento di Medicina Veterinaria,

Università degli Studi di Milano

ore 12.30             Conclusione lavori

Ettore Prandini – Presidente Coldiretti

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 11.00 FOYER

(Ingresso centrale – Padiglione 5)

Inaugurazione e taglio del nastro

 

SABATO 2 FEBBRAIO – ore 14.30

Sala 1 (2° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Consumi, abitudini alimentari e benefici del latte:

la difesa del Made in Italy

promosso da Coldiretti Brescia

INTERVENGONO

Giorgio Calabrese – Medico nutrizionista

Nicola Bertinelli – Presidente Consorzio Parmigiano Reggiano

Stefano Berni – Direttore Consorzio Grana Padano

Gianpiero Calzolari – Presidente del Gruppo Granarolo

Fabio Rolfi – Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia

Gian Marco Centinaio – Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo

CONCLUSIONI

Ettore Prandini – Presidente Nazionale Coldiretti

Modera: Gianluca Lelli – Capo Area Economica Coldiretti

DOMENICA 3 FEBBRAIO

DOMENICA 3 FEBBRAIO – ore 9.00

Sala 4 (2° piano – ingresso centrale)

CONVEGNO

Incontro con gli allevatori – Mostra nazionale di Registro anagrafico della razza cunicola

promosso da ANCI Associazione Nazionale Coniglitori Italiani

PROGRAMMA

ore 09.00             Saluti e comunicazioni del Presidente

ore 09.30             Primi risultati delle nuove attività del PSRN sottomisura 10.2 raccolti

Nuovi programmi informatizzati per tutti gli allevatori iscritti R.A. ANCI

ore 11.15             Le patologie degli animali nelle mostre

Prof. Lavazza – IZSLER

ore 12.30             Premiazione degli allevatori (Campioni di Razza – Collezioni – Best in show)

 

DOMENICA 3 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

DAIRY SHOW

18th European Open Holstein Show

PROGRAMMA

ore 9.30                Valutazione giovani animali,

congiuntamente ai soggetti del Junior Show

A seguire:

Finale e premiazioni Junior Show

Finale e premiazioni manze Dairy Show

ore 13.30             Valutazioni vacche in latte

ore 17.0o             Finale Mostra e premiazioni

 

DOMENICA 3 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

BRUNA2019

51a Mostra nazionale del Libro genealogico

Esposizione

 

DOMENICA 3 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

MOSTRA NAZIONALE

DI REGISTRO ANAGRAFICO DELLA SPECIE CUNICOLA

Esposizione

 

DOMENICA 3 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

ESPOSIZIONE CAVALLO HAFLINGER

 

DOMENICA 3 FEBBRAIO – ore 9.00

Padiglione 6

ESPOSIZIONE AVICOLA

 

91a FAZI

Fiera Agricola Zootecnica Italiana

1 / 2 / 3 Febbraio 2019

Centro Fiera di Montichiari (BS)

ORARI DI APERTURA:

9.00 – 19.00

BIGLIETTO

€ 11    acquistato in fiera

€ 10    acquistato on line in www.fieragri.it/biglietti-online)

€ 7      ridotto over 65

Ingresso gratuito fino a 12 anni

www.fieragri.it

www.facebook.com/fieraagricola.montichiari

www.instagram.com/fazimontichiari

Per informazioni:

Segreteria organizzativa CENTRO FIERA S.p.A.

Via Brescia, 129 – 25018 Montichiari (BS) – Italy

Tel. 030 961148 – Fax 030 9961966

info@fieragri.it – www.centrofiera.it

 

Boom di enoteche in Lombardia, ma Brescia è ferma…

in Alimentare/Economia/Tendenze by
Enoteca, foto da Pixabay

Sono 988 le enoteche in Lombardia nel 2018, rispetto alle 851 di cinque anni fa e alle 786 del 2010 secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sulle localizzazioni. In otto anni la crescita del settore è stata del 25,7%, in cinque anni del 16,1%, stabile il settore nell’ultimo anno (+0,2%). Milano è prima in Lombardia con 256 imprese (+43% in otto anni, +23,7% in cinque). Le imprese a Brescia sono 165 (stabili rispetto a otto anni fa), a Bergamo 106 (+53,6% in 8 anni e 39,5% in 5 anni), a Varese 103 (+12% in 5 anni) e a Monza 82 (+30,2% in 8 anni, 15,5% in 5 anni). Un comparto che in Lombardia impiega circa 1200 addetti e genera in un anno un giro d’affari da 67 milioni di euro, circa un quinto del totale italiano. È quanto emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Coldiretti Lombardia su dati Registro Imprese e AIDA – Bureau van Dijk.

Le enoteche in Italia sono 7.278, +14% in otto anni, +8,7% in 5 anni, stabili nell’ultimo anno, un comparto che impiega oltre 7.800 addetti, per un giro d’affari che supera i 280 milioni di euro in un anno. Prime per imprese Napoli (547 +10,1% in 5 anni), Roma (486, +24% in 8 anni, +11,2 in 5 anni) e Milano (256, +43% in otto anni, +23,7% in cinque). Dopo Milano c’è Torino (229, +27,9% in 8 anni), Bari (196, +12% in 8 anni), Brescia (165, stabile rispetto a 8 anni fa), Firenze (164, -3,5% in 8 anni), Venezia (160, +14,3% in 8 anni), Padova (144, +29,7% in 8 anni). Crescono di più in Italia Bologna (+147,9% in otto anni, da 48 a 119), Matera (da 11 a 23, +109,1%), Mantova (+78,6% da 28 a 50), Prato (+76,5% da 17 a 30) e Trieste (+70,6%). Guardando la concentrazione di enoteche nelle singole città, i primi 10 comuni in Italia, per numero di localizzazioni attive, sono Roma, al primo posto con 340 enoteche, Napoli (231), Milano (134), Torino (115), Firenze (89), Genova (85), Venezia (68), Palermo (60), Bologna (59), Bari (55).

L’identikit del settore in Lombardia, donne al 20,7%, giovani all’8,3%. Considerando le sedi di impresa attive in Lombardia (che possono avere più localizzazioni), ci sono più donne a Mantova (32,1% 9 delle 28 sedi di impresa) e Como (35,3% 18 delle 51 totali). Più giovani a Como (13,7%) e Pavia (12,1%). 22 in tutto le imprese straniere attive in Lombardia (3,3% del totale) di cui 11 attive a Milano.

L’identikit del settore in Italia, donne al 26,7% e giovani al 11,8%. Considerando le sedi di impresa (che possono avere più localizzazioni) e i territori con più di 50 attività nel settore, ci sono più giovani a Taranto (25,4% delle 59 sedi di impresa), a Catania (22,1% su 68 imprese), Caserta (17% su 106 imprese), Lecce e Bari (16% delle 73 e 141 imprese). Più donne a Taranto (47,5% delle 59 imprese), Caserta (40,6% su 106 imprese), Pisa (37% delle 54 imprese), Como (35,3% delle 51), Catania (33,8% delle 68 imprese) e Cagliari (32,6% di 58). Più stranieri a Firenze (10,4%) e Roma (9,1%).

L’automotive bresciano: cambiamenti in atto, ma manca personale qualificato

in Automotive/Aziende/Economia/facoltà Economia/Formazione/Sei consulting/Tendenze by
La sala Faissola di Ubi Banca

L’Osservatorio per lo Sviluppo e la Gestione delle Imprese, istituito nell’ambito del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, ha promosso uno specifico filone di analisi relativo al comparto automotive, uno dei punti di forza dell’economia italiana e nella cui filiera sono coinvolte numerose imprese del territorio lombardo e bresciano.

Le risultanze di tale indagine sono state condivise e discusse durante un convegno promosso dall’Università in collaborazione con EY SEI Consulting Sfida 4.0, UBI Banca, CCIAA di Brescia e SQS Associazione Svizzera per Sistemi di Qualità e di Management, il 29 gennaio dalle 14.30 presso la Sala Conferenze Corrado Faissola in Piazza Monsignor Almici 11 a Brescia.

L’evento si è dimostrato un’importante occasione per riflettere insieme al mondo degli imprenditori, delle istituzioni e dei principali player del settore sulle prospettive di una filiera che genera una grossa fetta del PIL della provincia bresciana e, in generale, del nostro Paese e che, ad oggi, si trova investita da forti cambiamenti tecnologici e culturali.

“Insieme all’Osservatorio siamo partiti da una semplice domanda: il sistema produttivo italiano ed in particolare quello bresciano ha le competenze per competere sul nuovo mercato, considerato che si stima che il 50% delle immatricolazioni nel 2030 sarà di auto elettriche, con progressivo abbandono del diesel?” ha spiegato Ivan Losio, partner EY Sei Consulting e parte attiva dell’indagine condotta “Secondo i dati dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, confermati dai risultati dell’indagine oggi presentata, purtroppo solo il 15% delle aziende che producono componentistica in Italia ha collaborato sullo sviluppo del motore elettrico e il 70% non ha mai sviluppato alcun progetto in prospettiva automobile elettrica. Il rischio per le aziende, è evidente, è di perdere il treno e per il sistema industriale italiano di vedere un settore di eccellenza del nostro Paese scomparire”.

Per approfondire il tema, dopo l’apertura da parte degli sponsor, il convegno è entrato nel merito con l’analisi della ricerca presentata dai professori Claudio Teodori e Alberto Mazzoleni, rispettivamente coordinatore e referente dell’Osservatorio dell’Università, insieme a Giovanni Barone, responsabile servizio studi UBI Banca. E’ stata poi la volta dell’intervento delle istituzioni, rappresentate da due esponenti bresciani, Giorgio Girgis Sorial, vice capo di Gabinetto pentastellato del MISE, e dell’on. Maurizio Zipponi, consulente di politiche industriali. A seguire un focus sugli sviluppi “green” del settore basati su modelli di economia circolare e sull’uso delle rinnovabili guidato dall’Avvocato Andrea Gemma che ha condotto alla tavola rotonda, moderata da Ivan Losio, Partner di EY Sei Consulting Sfida 4.0, che ha visto le testimonianze di alcuni dei principali player ed esperti del settore, che hanno fornito la visione strategica del futuro della filiera: Benito De Filippis, Amministratore Delegato Mercedes-Benz Roma, Alessio Torelli, Responsabile Country Italy Enel X, Paolo Groff, CEO Gnutti Carlo Group, Roberto Olivi, Direttore Relazioni Istituzionali Comunicazione di BMW Italia S.p.A., Corrado La Forgia, Direttore Industriale Bosch VHIT, Mario Rocco – Partner Ey SpA, Transaction Advisory Services.

La ricerca svolta in collaborazione tra Osservatorio ed EY SEI Consulting Sfida 4.0, si è concentrata su un’analisi di tipo sia quantitativo sia qualitativo, affiancando ad un monitoraggio delle performance economico-finanziarie delle principali aziende del comparto, un’intervista diretta su un campione di 47 imprese “eccellenti”, per lo più bresciane, appartenenti a vari stadi della filiera, al fine di mappare aspetti rilevanti della gestione aziendale, evidenziare il grado di competitività e managerialità delle aziende e “captare” le prospettive di medio termine del mercato, viste con gli occhi di importanti player di settore che vivono questa realtà ogni giorno.

Il campione di aziende su cui si è focalizzato lo studio rispecchia la specializzazione delle imprese italiane nelle lavorazioni intermedie (cosiddette Tier 2) – progettazione e produzione di componentistica di alta precisione – oltre che nelle lavorazioni meccaniche, specializzazioni che rendono le aziende locali conosciute ed apprezzate sulla scena europea ed internazionale.

In generale dall’indagine è emerso un sentiment positivo, oltre l’80% vede grossi cambiamenti all’orizzonte ma non tutte hanno la completa percezione dello scenario che si sta delineando (ad esempio abbandono progressivo del diesel e integrazione dell’elettrico).

In generale si è osservata una diffusa vivacità, una rilevante propensione (o necessità) all’internazionalizzazione, una discreta diffusione dei sistemi di controllo di gestione, anche se non sempre adeguati ai cambiamenti attesi, la presenza di sistemi di gestione aziendale innovativi, il forte intervento sui processi di efficientamento, spesso dettato dai clienti finali (case madri). Sicuramente importante ma non di impatto rivoluzionario è considerata l’Industria 4.0; ridotta, invece, la valorizzazione della dimensione organizzativa, del capitale umano, dei processi formativi: positivo è il fatto che molte imprese ne sono consapevoli e che hanno dichiarato (in oltre il 35%) di voler investire in formazione, a fronte di una carenza di personale qualificato riscontrata da oltre il 45% delle aziende intervistate come ostacolo all’innovazione.

L’analisi quantitativa ha permesso di approfondire le performance economico-finanziarie delle aziende attive nelle lavorazioni intermedie, ponendo a confronto le tre principali Regioni dell’automotive italiano: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna. Dal confronto è emerso come tali aziende mantengano una redditività buona e in crescita nell’ultimo quinquennio (2013-2017), nonostante in alcuni casi si registrino indebitamenti elevati (situazione comunque in linea con la tipica condotta italiana).

La Lombardia è risultata più redditizia ma progredisce più lentamente, con indebitamento mediamente più alto ma ben sostenibile in termini strutturali e di costo.

Brescia, rispetto alla Lombardia, è risultata caratterizzata da una maggiore focalizzazione sul business tipico, da una buona marginalità, da indebitamento maggiore e da sostenibilità del debito analoga.

In chiusura la premiazione del Next Car Challenge, il contest promosso negli scorsi mesi da EY Sei Sfida 4.0, insieme all’Osservatorio, al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e con lo sponsorizzazione delle imprese Sei Consulting Srl, Galba Srl, OMB Saleri S.p.A., O.M.F.B. S.p.A., concorso finalizzato alla valorizzazione e diffusione delle idee di giovani tra i 18 ed i 35 anni relativo allo sviluppo dell’automobile nei prossimi 10 anni.

Olio industriale, nel 2018 a Brescia recuperate 5mila tonnellate

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by
Olii industriali

L’economia del riciclo non si alimenta solo di buone intenzioni o dichiarazioni, ma si costruisce su esperienze concrete, efficienti e altamente profittevoli per la salvaguardia dell’ambiente. Un esempio su tutti è quello rappresentato dall’ olio lubrificante usato; catalogato come rifiuto speciale pericoloso sia per l’ecosistema che per la salute dei cittadini, può diventare una preziosa materia di riciclo se raccolto, conferito e rigenerato in maniera corretta.

Nel distretto di Brescia la produzione di olio usato delle industrie è concentrata per l’82% in 49 aziende; nel 2018 sono state raccolte oltre 5.000 tonnellate di olio usato industriale tutte avviate al riciclo tramite rigenerazione. Ciò ha comportato un significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese e sulle emissioni di CO2.

L’area industriale Bresciana si colloca, peraltro, all’avanguardia, producendo un quantitativo di olio lubrificante usato pari all’8% dell’equivalente nazionale.

Sono questi i dati diffusi oggi durante la tappa bresciana di CircOILeconomy, il roadshow sulla corretta gestione dell’olio lubrificante usato nelle imprese, realizzato dal Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CONOU) in collaborazione con Confindustria. CircOILeconomy mira a fornire agli imprenditori il maggior numero di indicazioni e supporti utili per un corretto stoccaggio del rifiuto olio, così aiutando i produttori da un lato, e rendendo più performante il processo di rigenerazione, dall’altro, incrementando anche la resa di produzione di olio base rigenerato.

Negli ultimi anni, rispetto ai quantitativi di olio lubrificante usato immessi al consumo in Italia, il peso del settore industriale ha assunto un’importanza crescente. Per questo motivo il CONOU ha dato vita a una campagna itinerante che sta attraversando l’Italia per incontrare le imprese proponendosi come loro interlocutore privilegiato per il migliore adempimento degli obblighi di legge relativi alla gestione di questo rifiuto pericoloso.

Dopo Brescia il viaggio proseguirà per tutto il 2019 secondo un programma di incontri che sarà presto disponibile on line nella sezione dedicata consultabile tramite il sito del Consorzio www.conou.it che raccoglierà anche tutti i materiali delle giornate di lavoro.

ENRICO FRIGERIO, VICE PRESIDENTE AIB CON DELEGA ALL’ENERGIA, ALL’AMBIENTE E ALLA SICUREZZA

“Per le aziende del territorio Bresciano, sempre più attente alle tematiche ambientali, parlare di Economia Circolare equivale a parlare un linguaggio comune, legato all’economia del riuso e alla sostenibilità. L’iniziativa CircOILeconomy non poteva quindi non toccare Brescia, terra ricca di imprese del settore meccanico in cui l’utilizzo degli oli rappresenta un elemento costante dell’attività quotidiana, e la cui corretta attività di raccolta e recupero deve avvenire nel pieno rispetto dell’ambiente che ci circonda. Ritengo perciò che questa interessante campagna di sensibilizzazione in materia di corretta gestione degli oli esausti rappresenti un esempio di incontro tra le esigenze economiche – e di sviluppo industriale – delle imprese, e quelle della tutela dell’ambiente, in quanto, oltre a generare un beneficio per l’intera collettività, favorisce l’ulteriore sviluppo dell’economia circolare”.

RICCARDO PIUNTI, VICE PRESIDENTE CONOU

“Attraverso questa iniziativa abbiamo inteso aprire un canale di confronto e supporto diretto con gli imprenditori, quotidianamente alle prese con la gestione di un rifiuto complesso come l’olio industriale e con un altrettanto complesso sistema di norme, leggi e sanzioni. Ogni incontro farà il punto sugli adempimenti di legge, sulle norme di sicurezza e sulle procedure da seguire per il corretto stoccaggio. Peraltro crediamo così anche di riuscire a migliorare la qualità degli oli raccolti, favorendo il processo di rigenerazione in un sistema virtuoso di economia circolare”.

Il CONOU

Il CONOU, che raggruppa 72 imprese di raccolta e 3 impianti di rigenerazione, dal 1984 a oggi ha raccolto 5,7 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato, ne ha avviato a rigenerazione 5,1 milioni consentendo un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro.

Sotto la guida del Presidente Tomasi dal 2003, ha continuato la sua progressione d’eccellenza diventando un esempio virtuoso di economia circolare non solo a livello nazionale. Solo nel 2018 sono state raccolte oltre 189mila tonnellate di lubrificante usato, ancora una volta in crescita   rispetto all’anno precedente. Numeri che, in questo ambito, collocano l’Italia ai massimi livelli europei e internazionali.

In particolare, i risultati ottenuti nel campo della rigenerazione assegnano al nostro Paese la leadership del processo di ri-raffinazione di oli usati anche in virtù della presenza di alcune importanti realtà industriali tecnologicamente all’avanguardia nel settore.

Tutti questi traguardi, sono stati raggiunti anche grazie a una continua e capillare attività di formazione e informazione svolta sul territorio. In 35 anni di attività, infatti, il Consorzio ha sempre investito energie e risorse nella formazione di tutti gli attori coinvolti con lo scopo di sensibilizzare e sostenere ogni anello della catena in grado di contribuire al successo della filiera.

L’export vola: la mappa di dove vanno le merci lombade nel mondo

in Economia/Export/Tendenze by

Macchinari, metalli, chimica e moda: sono i prodotti che trainano il manifatturiero lombardo nel mondo. Un business che nei primi nove mesi del 2018 ha raggiunto i 91 miliardi di euro (4 miliardi di prodotti manifatturieri in più rispetto allo stesso periodo del 2017), +4,5%, rappresenta il 28% del totale italiano. Germania (+6,3%), Francia (+4,8%) e Stati Uniti (+2%) sono le maggiori destinazioni delle esportazioni. Primi paesi per crescita percentuale in un anno: Cina e India (+21%), Polonia (+18,6%) e Svizzera (+14,6%). Tra questi principali 20 partner, superiori al +10% di crescita anche Corea del Sud e Austria. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e della sua azienda speciale Promos per le attività internazionali, sugli ultimi dati Istat a settembre 2018. Ma per sapere dove va l’export lombardo per settore, quali sono i maggiori mercati, quali gli emergenti ecco la mappa: “L’export manifatturiero lombardo nel mondo – Manufacturing, from Lombardy to the world”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Promos, la sua azienda speciale per le attività internazionali. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile al link https://www.promos-milano.it/informazione/note-settoriali/il-settore-manifatturiero-lombardo-nel-mondo.kl

 

La mappa dell'export lombardo
La mappa dell’export lombardo

 

L’export manifatturiero lombardo è trainato da macchinari, metalli, chimica e moda. I macchinari superano i 18 miliardi e riprendono a crescere (+2,5%). Seguono i prodotti in metallo (quasi 15 miliardi, +7,5%), i prodotti chimici (10 miliardi, +5,1%), la moda (quasi 10 miliardi, +3,6%), gli articoli in gomma (5,5 miliardi, +5,5%) e gli alimentari (quasi 5 miliardi, +1,9%). Sempre più alimentari lombardi arrivano in Corea del Sud (+153,2%), tessili in Austria (+21,9%) ma anche negli Emirati Arabi Uniti (+16,7%) e Giappone (+14,1%), legno in Australia (+26,4%), prodotti chimici in Cina (+30,4%) e Indi (+29,8%), farmaceutici in Cina (+161,5%) e Canada (+51,2%), petroliferi raffinati in India e Israele, gomma nel Regno Unito (+21,1%), metalli in Austria (+21,6%), computer nelle Filippine (+34,7%), apparecchi elettrici in Portogallo (+55,1%), macchinari in Polonia (+28,4%) e India (+23,9%), mezzi di trasporto in Polonia (+122,7%), prodotti delle altre attività manifatturiere a Hong Kong (+17,3%) e, in particolare, i mobili raggiungono sempre di più Qatar (+37,2%) e Australia (+25,1%), i gioielli la Cina (+62,9%) e il Qatar (+56,4%).

L’export manifatturiero italiano raggiunge i 328 miliardi, +3%. Milano è prima con 30,8 miliardi circa (9,4%, +4,8%), seguita da Torino (14 miliardi), Vicenza (13 miliardi, +1,4%), Brescia e Bergamo con 12 miliardi circa (rispettivamente +7,8% e +4,2%). Tra le altre lombarde Varese si piazza al 12° posto con quasi 8 miliardi (+9,1%) Monza Brianza al 13° posto con oltre 7 miliardi, Mantova al 18° con 5 miliardi (+1,1%).

Rifiuti elettrici ed elettronici riciclati, Brescia è terza in Lombardia

in Ambiente/Economia/Tendenze by
Rifiuti elettrici ed elettronici

Brescia  al terzo posto dopo Milano e Como per quantità di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, trattate da Ecodom, il principale Consorzio italiano per la gestione dei RAEE  con 2.850 tonnellate che hanno evitato l’emissione in atmosfera di circa 23,3 mila tonnellate di CO2. In dettaglio, dai RAEE gestiti da Ecodom nella provincia di Brescia: sono state ricavate 1.716 tonnellate di ferro, pari a 3 Frecciarossa 1000; 296 tonnellate di plastica, pari a circa 118 mila sedie da giardino; 57 tonnellate di rame pari a 63 km di cavi e 55 tonnellate di alluminio, pari a 3,4 milioni di lattine.

Per il secondo anno di seguito la Lombardia è al primo posto con 20.346 tonnellate raccolte nel 2018, pari al peso di 56 airbus A380, tra i più grandi aerei di linea al mondo.

Tra i RAEE domestici gestiti da Ecodom in Lombardia prevalgono lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni e cappe, stufe elettriche, boiler e microonde (Raggruppamento R2) che rappresentano il 69% del totale. Il 28% è rappresentato invece da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1), mentre il restante 3% comprende monitor, tv e apparecchiature illuminanti. Il trattamento di questi rifiuti ha permesso di risparmiare in Lombardia 20.036.438 kWh di energia elettrica e di evitare l’immissione in atmosfera di 122.013 tonnellate di anidride carbonica.

I risultati 2018 di Ecodom confermano che la Lombardia è ancora una volta al primo posto in Italia, con il 20% del totale dei RAEE gestiti da Ecodom; ma più che dei risultati quantitativi, siamo particolarmente orgogliosi delle performances qualitative della nostra attività, sia perché il corretto trattamento dei RAEE attuato dal Consorzio ha consentito di recuperare quasi il 90 % di materie prime seconde, sia perché su un totale di circa 45.000 ritiri dai Centri di Raccolta effettuati nel 2018 nel 99,8% dei casi abbiamo rispettato i tempi concordati tra il Centro di Coordinamento RAEE e ANCI” – afferma Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – “ L’Europa però impone al nostro Paese traguardi sempre più sfidanti: nel 2019 il target di raccolta sarà pari al 65% dell’immesso sul mercato. È quindi indispensabile che lo Stato italiano intervenga per intercettare i flussi di RAEE gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi e che introduca sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati.”

Tra le province virtuose, Milano è al primo posto, con 7.883 tonnellate trattate, che hanno evitato l’emissione in atmosfera di quasi 35 mila tonnellate di CO2. In dettaglio, dai RAEE gestiti da Ecodom nella provincia del capoluogo lombardo sono state ricavate: 4.799 tonnellate di ferro, pari a 10 Frecciarossa 1000; 698 tonnellate di plastica, pari a quasi 2 milioni di cestini da ufficio; 141 tonnellate di rame pari a 158 km di cavi e 121 tonnellate di alluminio, pari a 7 milioni e mezzo di lattine. Nella graduatoria lombarda Milano è seguita da Como (3.191 t) e Brescia (2.850 t) mentre Sondrio (171 t) si posiziona in fondo alla classifica, preceduta da Lodi (412 t).

 

A livello nazionale, anche quest’anno Ecodom ha superato le 100 mila tonnellate trattate, (105.516 t) con un beneficio complessivo di circa 785mila tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera e più di 111 milioni di kWh di energia elettrica risparmiati, pari ai consumi elettrici domestici annui di una città di oltre 100.000 abitanti.

Riuscirà il Brescia ad ottenere la promozione in serie A?

in Economia/Sport by
Calcio

Anche quest’anno la serie B si sta confermando uno dei campionati più equilibrati ed avvincenti in assoluto. Le squadre che ad oggi sono in lotta per la promozione in massima serie sono diverse ma quelle che stanno dimostrando di poter avere una marcia in più sono sicuramente Palermo, Pescara, Lecce e Brescia. Mentre le più accreditate della vigilia Benevento e Verona continuano a viaggiare a corrente alternata, il Crotone, data per favorita alla promozione diretta, si trova addirittura all’ultimo posto e, nonostante gli avvicendamenti in panchina di Stroppa ed Oddo, non è ancora riuscito a risollevarsi ed ad allontanarsi dalla zona retrocessione.

La stagione della Leonessa

Con l’arrivo in presidenza di Cellino si era capito sin da subito che l’obiettivo stagionale del Brescia sarebbe stato il ritorno in massima serie. Grazie all’acquisto del bomber Donnarumma, le conferme di Tonali e di Sabelli ed il ritorno di Morosini, la squadra allenata da mister Corini, nonostante un avvio di stagione non proprio esaltante, è riuscita ad ingranare la marcia giusta e ad imporre il proprio gioco su qualsiasi campo. Ad oggi, dando un’occhiata alle quote Betfair, grazie al secondo posto in classifica a soli due punti di distacco dalla capolista Palermo, la Leonessa è una delle favorite assolute per la promozione diretta. La squadra bresciana, infatti, continua a vincere e convincere e, grazie alla recente vittoria esterna per due a zero sul campo del Perugia, è riuscita a conquistare il quinto successo consecutivo e pare lanciatissima per il ritorno in massima serie. I calciatori che in questo inizio di stagione stanno impressionando maggiormente sono sicuramente il bomber Donnarumma, capocannoniere del campionato con 15 reti, ed il centrocampista Tonali che, nonostante la sua giovane età, sta dimostrando di essere già pronto per palcoscenici importanti.

Le favorite per la promozione in serie A

In questo inizio di campionato non sono mancate le sorprese: ci sono diverse squadre che ad oggi stanno rendendo al di sopra delle aspettative di inizio stagione e si trovano a pieno titolo nella lotta per la promozione in serie A. Lecce, Pescara e Salernitana sono probabilmente le squadre che, per la continuità che stanno trovando e per il gioco espresso, si candidano con prepotenza a recitare il ruolo di outsider. Verona e Benevento, nonostante siano in possesso delle rose più forti di tutta la cadetteria, hanno incontrato numerose difficoltà e non sono riuscite a trovare la continuità necessaria per imporsi ai vertici della classifica. Per comprendere la difficoltà di questo campionato e di quanto le motivazioni possano fare la differenza, basti pensare come il Crotone, pur avendo in organico calciatori di primo livello, si trovi all’ultimo posto in classifica e, nonostante l’iniziale esonero di Stroppa, l’arrivo di Oddo ed il ritorno di Stroppa, non è riuscita ancora ad invertire la rotta.

Il campionato di serie B, come spesso accade negli ultimi anni, si sta dimostrando uno dei più equilibrati ed imprevedibili di tutto il calcio italiano. La speranza dei tifosi dei Brescia è che la squadra di mister Corini possa continuare la propria cavalcata trionfale e tornare in massima serie dopo molti anni di assenza.

Auto usate, mercato on line in crescita: a Brescia nel 2018 quasi 70mila passaggi

in Automotive/Economia/Tendenze by
Auto usate a Brescia, foto generica

Milano e Brescia prime province per passaggi di proprietà, ma rispetto alla popolazione residente maggiorenne Brescia la più dinamica. Brescia e Cremona le “più care”, Pavia e Lodi le “più economiche”

Cresce l’interesse dei lombardi per il mercato delle auto usate: dopo aver archiviato il 2017 con un incremento del +4,6%, nel 2018 le vendite di auto di “seconda mano” nella regione sono aumentate di un ulteriore +5,4% rispetto allo scorso anno.

Cosa cercano gli acquirenti? Nell’usato al primo posto in assoluto c’è sempre il diesel (61% delle richieste totali), mentre le auto “green”, nonostante stiano registrando un interesse crescente, al momento rappresentano ancora una quota limitata.

Il prezzo medio delle vetture offerte sul mercato nella regione è pari a € 13.880 – un dato superiore alla media nazionale – mentre l’età media delle auto in vendita è di 7,2 anni.

Tra le auto più richieste vince su tutte la Volkswagen Golf, mentre tra le green ibride ed elettriche spicca la Toyota Auris.

Questo il quadro che emerge dall’Osservatorio di AutoScout24 (www.autoscout24.it), il portale di annunci auto e moto, leader in Europa, sul mercato delle auto usate in Lombardia nel 2018.

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI, nel 2018, rispetto al 2017, i passaggi di proprietà sono infatti aumentati del +5,4%, raggiungendo 489.787 atti. Un dato che posiziona la regione al 1° posto in Italia, ma se si confrontano i dati con la popolazione residente maggiorenne, con 585,2 passaggi netti ogni 10mila abitanti passa al 16° posto.

I passaggi di proprietà aumentano in tutte le province e ai primi posti per numerosità troviamo Milano con 138.909 (+3,8%), Brescia con 69.438 (+8%) e Bergamo con 55.110 (+5,6%), seguite da Varese con 46.228 (+2,6%), Monza e Brianza con 41.779 (+5,9%), Pavia con 30.346 (+6,7%), Como con 29.331 (+5,4%), Mantova con 22.023 (+7,7%), Cremona con 18.251 (+7,2%), Lecco con 16.870 (+8,1%), Lodi con 11.681 (+5,4%) e Sondrio con 9.821 (+4,1%).

Ma rispetto alla popolazione residente maggiorenne la situazione è ben diversa: sul podio troviamo Brescia con 666,0 passaggi ogni 10mila abitanti, Pavia (653,5) e Sondrio (644,4). Seguono nell’ordine Mantova (636,9), Varese (620,9), Lodi (611), Bergamo (603,4), Cremona (603,1), Lecco (595,9), Como (585,8), Monza e Brianza (577,2). Milano è ultima con 513,6.

Cosa cercano gli acquirenti in Lombardia?

Il diesel resta sempre la prima scelta: secondo i dati interni di AutoScout24, ben il 61% delle richieste totali riguardano vetture diesel, a conferma di come le “limitazioni” alla circolazione per il momento non stiano condizionando gli utenti nella scelta di un’auto usata.

Per quanto riguarda le auto “green”, se da un lato si registra una più alta sensibilità verso i modelli ibridi ed elettrici, dall’altro le richieste rappresentano ancora una quota marginale.

Sul fronte dei modelli più richiesti vince in assoluto la Volkswagen Golf, ma se si prendono in considerazione solo le vetture più ecologiche ibride ed elettriche al primo posto troviamo la Toyota Auris.

Cosa accade sul fronte dei prezzi delle auto in offerta sul mercato in Lombardia? Nel 2018 il prezzo medio di vendita si attesta a circa 13.880, un dato superiore alla media nazionale ( 12.280).

Per acquistare una vettura, tra le province “più care” troviamo ai primi posti Brescia, con un prezzo medio di 17.340, e Cremona con 16.780. Seguono Monza e Brianza con 15.410, Bergamo con 15.180, Mantova con 15.080, Lecco con 14.900, Varese e Milano entrambe con 13.130 e Como con 12.750. Più “economiche” Pavia (€ 10.840), Lodi (€ 12.140) e Sondrio (€ 12.710).

Qual è l’età media delle vetture proposte nella regione nel 2018?

E’ di 7,2 anni, un dato inferiore rispetto alla media nazionale (8,3 anni) ma che resta comunque un segno evidente che sono tanti i consumatori che pianificano la sostituzione della propria vettura per necessità più che per “sfizio” e voglia di cambiare.

 

Provincia Passaggi netti 2018 Var. % Passaggi netti 2017 /  2018 Passaggi proprietà 2018  ogni 10mila residenti (oltre i 18 anni) Prezzo medio medio auto in vendita 2018 Età media auto in vendita  2018
MILANO 138.909 3,8% 513,6 13.130 €  
BRESCIA 69.438 8,0% 666,0 17.340 €  
BERGAMO 55.110 5,6% 603,4 15.180 €  
VARESE 46.228 2,6% 620,9 13.130 €  
MONZA – BRIANZA 41.779 5,9% 577,2 15.410 €  
PAVIA 30.346 6,7% 653,5 10.840 €  
COMO 29.331 5,4% 585,8 12.750 €  
MANTOVA 22.023 7,7% 636,9 15.080 €  
CREMONA 18.251 7,2% 603,1 16.780 €  
LECCO 16.870 8,1% 595,9 14.900 €  
LODI 11.681 5,4% 611,0 12.140 €  
SONDRIO 9.821 4,1% 644,4 12.710 €  
LOMBARDIA 489.787 5,4% 585,2 13.880 € 7,2

Fonte: elaborazione Centro Studi di AutoScout24 sia sui passaggi di proprietà forniti dall’ACI, sia su dati interni dell’azienda.

 

Regione Passaggi netti 2018 Var. % Passaggi netti 2017 /  2018 Passaggi proprietà 2018  ogni 10mila residenti (oltre i 18 anni) Prezzo  medio auto in vendita 2018 (€) Età media auto in vendita  2018 Alimentazione più richiesta sul totale (%)  2018
LOMBARDIA 489.787 5,4% 585,2 13.880 € 7,2 Diesel (61%)
LAZIO 318.924 2,7% 645,5 12.350 € 7,1 Diesel (62%)
CAMPANIA 283.373 4,5% 594,1 10.660 € 7,2 Diesel (68%)
VENETO 251.598 7,6% 612,9 14.590 € 6,4 Diesel (68%)
SICILIA 249.096 4,2% 597,7 10.950 € 8,6 Diesel (69%)
PIEMONTE 239.589 3,2% 645,5 11.530 € 7.4 Diesel (65%)
EMILIA ROMAGNA 232.024 6,7% 619,5 12.750 € 8,7 Diesel (63%)
PUGLIA 218.096 5,1% 645,1 10.690 € 7,7 Diesel (74%)
TOSCANA 180.600 3,8% 569,5 11.350 € 8 Diesel (62%)
CALABRIA 92.773 3,9% 566,9 10.380 € 9 Diesel (69%)
SARDEGNA 85.641 4,0% 604,1 10.890 € 7,7 Diesel (63%)
MARCHE 73.026 4,2% 564,3 11.380 € 8,7 Diesel (62%)
LIGURIA 70.989 3,5% 528,5 10.610 € 8,8 Diesel (56%)
ABRUZZO 66.625 3,4% 597,6 10.810 € 8,7 Diesel (66%)
TRENTINO – ALTO ADIGE 66.150 10,1% 758,7 13.460 € 7.2 Diesel (68%)
FRIULI – VENEZIA GIULIA 65.023 6,5% 627,7 12.740 € 6,8 Diesel (67%)
UMBRIA 49.775 2,0% 664,0 11.970 € 7,7 Diesel (67%)
BASILICATA 29.294 2,8% 608,1 10.540 € 8,5 Diesel (76%)
MOLISE 17.169 3,4% 648,2 10.980 € 8 Diesel (75%)
VALLE D’AOSTA 7.615 5,4% 719,6 10.880 € 7.6 Diesel (61%)
TOTALE ITALIA 3.090.049 4,7% 609,7 12.280 € 8,3 Diesel (65%)
             

Fonte: elaborazione Centro Studi di AutoScout24 sia sui passaggi di proprietà forniti dall’ACI, sia su dati interni dell’azienda.

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