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Confesercenti, Brescia istituisca un fondo straordinario per i creditori di Qui! Group

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Confesercenti della Lombardia Orientale si rivolge al Sindaco di Brescia per chiedere l’istituzione di un fondo straordinario a sostegno delle imprese che hanno crediti aperti nei confronti di  Qui! Group, l’azienda distributrice dei buoni pasto Qui!Ticket, per pasti somministrati a dipendenti del Comune. “Com’è noto, il 6 settembre il Tribunale di Genova ha dichiarato il fallimento di QUI!Group Spa. Avendo il Comune di Brescia aderito alla convenzione Consip con la società, numerosi pubblici esercizi hanno conseguentemente sottoscritto specifici contratti con Qui!Group per somministrare ai dipendenti comunali pasti mediante il sistema a “buoni pasto parametrali”, spiega Alessio Merigo, Direttore Generale di Confesercenti della Lombardia, nella cui sede si è svolto un incontro per informare gli esercenti sull’iter fallimentare della società e sulle modalità di presentazione delle domande di recupero crediti .

“Qui!Group – prosegue il Direttore Merigo – nel corso del tempo ha avuto alcuni ritardi nei pagamenti delle competenze degli esercenti, poi rientrati. La situazione è però drasticamente precipitata nel luglio di quest’anno, fino ad arrivare al fallimento. Purtroppo, numerosi esercizi risultano oggi creditori di Qui!Group per le fatture di luglio ed agosto 2018 ed, in alcuni casi anche, di giugno. Si può ben immaginare cosa significhi per una micro impresa una perdita di questa natura. Oltre al danno economico, vi è l’amarezza di subire il fallimento di un’azienda selezionata da Consip secondo le più rigide procedure di finanza pubblica”.

Da qui l’iniziativa dell’associazione, che ha inviato una lettera al primo cittadino per chiedere un intervento a sostegno delle imprese coinvolte. “Stiamo attivando le procedure affinché le imprese possano insinuarsi al passivo del fallimento, tuttavia sarà molto difficile poter recuperare i crediti vantati, se non in minima parte. Perciò, pur nella consapevolezza che il fallimento di Qui! Group non sia direttamente ascrivibile a ritardi di pagamento o comportamenti non corretti del Comune di Brescia, chiediamo al Sindaco l’istituzione di un fondo straordinario al quale possano accedere coloro che vantino crediti certificati per pasti somministrati a dipendenti del Comune di Brescia”.

Riparazione auto, un business per 3434 imprese bresciane

in Associazioni di categoria/Automotive/Confartigianato/Economia/Partner/Tendenze by
Riparazione auto

Al II trimestre dell’anno in corso a Brescia sono 3.434 le imprese totali appartenenti alla filiera auto composta da produzione e servizi, fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie, produzione parti e accessori, fabbricazione di motociclette e dei servizi di vendita autovetture, manutenzione e riparazione di autoveicoli. Di queste 135 sono attive nella produzione (in calo del -2,2% dallo stesso periodo dello scorso anno) e 3.299 sono imprese dei servizi e del commercio con una variazione positiva del 1,8%. Una filiera che dà lavoro a 16.835 addetti, 9.741 dei quali (il 57,9%) in imprese con meno di 50 addetti. È quanto emerge dall’analisi del comparto “Alcuni numeri chiave sulla filiera auto in Lombardia” pubblicato dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia in occasione della consegna del 36esimo premio Confartigianato Motori all’Autodromo di Monza nello scorso weekend, in concomitanza con il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Entrando nel dettaglio, sul totale delle imprese sono 1.695 le imprese artigiane attive nella manutenzione e riparazione di autoveicoli, in lieve calo rispetto alle 1.704 del II trim 2017 (-0,5%). Sempre artigiane, questa volta in aumento del 1,2%, sono le 414 imprese (erano 409 nel II trim 2017) attive nelle riparazioni di carrozzerie.
«Tradizione e innovazione, tecniche artigiane e tecnologia sono tutte caratteristiche che appartengono al mondo dell’autoriparazione» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «I nostri artigiani, le nostre carrozzerie, meccanici, autoriparatori hanno il dovere di crescere per la sicurezza stradale e il rispetto dell’ambiente. Inoltre abbiamo incrementato l’attenzione alla formazione, potenziato le attrezzature di officine e imprese per restare al passo con l’innovazione delle nuove tecnologie. La tecnologia è cambiata completamente in questi anni, l’elettronica è il motore dei veicoli moderni e un’alleata importante delle automobili di oggi e di domani. Proprio sulla formazione professionale si sta giocando la partita del rilancio dell’occupazione giovanile italiana, da sempre una delle curve più pericolose della nostra economia. Il nostro Ufficio Studi ha da poco diffuso i dati sull’apprendistato, dimostrando come sia questa la porta d’accesso privilegiata al mondo del lavoro per i nostri giovani. Nonostante questo, l’Italia non si rende conto che apprendere un mestiere è fondamentale, per i giovani e per tanti territori come quello bresciano così ricco di piccole imprese e il settore dell’automotive racchiude un’ampia gamma di mestieri, di comparti e di figure professionali che richiedono una formazione completa e qualificata. In questo senso, l’apprendistato è l’unica via intelligente e sostenibile in chiave futura per i giovani».
Ma dal recente studio nazionale sul settore emerge anche la preoccupazione per il rischio dazi Usa sulle auto di produzione Ue che colpirebbe in modo diretto e indiretto anche i piccoli produttori della componentistica Made in Italy. L’Italia è infatti il primo paese Ue per addetti nelle piccole imprese della componentistica e le imprese italiane che esportano parti e accessori per autoveicoli sono ancor più esposte al problema in quanto il primo mercato estero di riferimento (21 per cento delle esportazioni) è la Germania, primo esportatore europeo di auto e parti accessorie negli Stati Uniti.
Inoltre, un sondaggio proposto in occasione dell’evento e che ha coinvolto un migliaio di imprese della filiera dell’autoriparazione, sempre realizzato da Confartigianato a livello regionale, annovera come prima problematica legata alla propria attività, quella legata al rischio della diffusione di prodotti acquistati on line, che entrano così nella circuito dell’automobile, con danno per le imprese e rischio per gli utenti. Una problematica, quella della concorrenza sleale, sentita da oltre la metà degli interessati (50,8%).
«Operatori abusivi che popolano il sommerso, in un mondo parallelo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle casse dello Stato, alle imprese regolari, ai consumatori. Un fenomeno che ha ripercussioni negative non solo sui fatturati delle imprese che producono gli originali, ma anche per la concorrenza sleale subita dai distributori ufficiali e per i rischi che corrono gli acquirenti, spesso inconsapevoli» commenta il presidente di Confartigianato Massetti. Un sondaggio che ha purtroppo riscontri numerici accertati dalla stessa Confartigianato nell’ultima assemblea: l’economia sommersa nella filiera auto è un fenomeno in crescita: in quattro anni il valore aggiunto creato dal lavoro irregolare è aumentato di quasi il 9% e il numero degli operatori abusivi è lievitato del 2,5%.

Aib, Valerio Vago è il nuovo responsabile dell’area Comunicazione

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Valerio Vago è il nuovo responsabile dell’Area Comunicazione, Marketing e Rapporti Associativi dell’Associazione Industriale Bresciana, realtà di primo piano in ambito confindustriale con oltre 1.300 imprese e 70mila dipendenti.

Vago è un professionista particolarmente esperto nel campo della comunicazione e del marketing. In particolare, ha maturato una forte competenza nell’ambito della comunicazione esterna e interna (off line e digitale), assumendo la responsabilità di numerosi progetti di comunicazione istituzionale, finanziaria (con oltre venti quotazioni in Borsa), di crisi e di responsabilità sociale. Ha gestito numerosi progetti di marketing e pubblicitari e nell’ambito delle sponsorizzazioni culturali e sportive.

È stato Direttore Comunicazione di RAS Assicurazioni, di Allianz Italia e della Banca Popolare di Vicenza. Ha ricoperto ruoli manageriali in importanti società di consulenza di comunicazione quali: Barabino & Partners, Hill & Knowlton, Brunswick Group ed Ecomunicare. Dopo la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi ha lavorato in Price Waterhouse in qualità di Auditor.

L’Associazione Industriale Bresciana, la più antica associazione industriale d’Italia, associa oltre 1.300 imprese per un totale di circa 70mila dipendenti. Rappresenta una provincia leader in Italia a livello economico, al quinto posto per valore aggiunto complessivo (dietro Milano, Roma, Torino e Napoli), al terzo per quanto riguarda l’industria manifatturiera (dopo Milano e Torino) e al quarto per le esportazioni (dopo Milano, Torino e Vicenza).

 

Massetti (Confartigianato) al governo: siamo preoccupati, ascoltateci

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia by

«Condividiamo in pieno le preoccupazioni del presidente di Confindustria Boccia e di gran parte del mondo economico, ma noi non intendiamo scendere in piazza: piuttosto continueremo a bussare alle porte dei ministri offrendo le nostre idee e i nostri progetti per rilanciare le imprese, vero motore dell’economia e base per poter realizzare molte delle misure annunciate dal governo in campagna elettorale». Così – secondo quanto riportato da Brescia News – si è espressso Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia Lombardia che prosegue: «Poche volte siamo scesi in piazza ma, forse sarà un caso, dopo l’ultima è caduto un Governo. Per questo ritengo importante, per noi ma anche per i nostri interlocutori, cercare il dialogo. Un confronto dove scambiarsi idee e pareri e dal quale possono nascere quelle soluzioni necessarie perché le cose ricomincino a girare per il verso giusto. Del resto, dopo mesi di proclami, bisognerà arrivare alle scelte vere e alcune di queste ci preoccupano molto. Soprattutto visto il clima di incertezza e di continua battaglia che sembra essere calato sul Paese, che frena la fiducia degli imprenditori e rende la ripartenza sempre più difficoltosa».

Per Massetti ciò che serve, prima di tutto, è una seria riflessione da parte del Governo. Un esempio? «Si dà tanto addosso alla Germania, senza pensare che dobbiamo ringraziare le grandi case automobilistiche tedesche se le fabbriche italiane e gli artigiani italiani vengono scelti come loro fornitori. Perché se è vero che noi siamo i migliori, è altrettanto verto che questa cosa va riconosciuta. Non possiamo dare continuamente addosso a chi ci dà il lavoro. Certamente alcuni atteggiamenti vanno chiariti; si può ridiscutere di tutto, ma c’è modo e modo. Non possiamo continuare ad assistere a chi fa campagna elettorale per le prossime elezioni demolendo anche quel che di buono è stato fatto in passato. Gli imprenditori non ci stanno. Vogliono un cambiamento, ma che sia un cambiamento vero nei confronti delle imprese. È per questo che come Confartigianato stiamo mettendo in atto azioni di persuasione e di collaborazione nei confronti di vari ministeri, con delle controproposte sulla tassazione, sull’Iva, sulla riduzione della percentuale del cuneo fiscale. Sulle cose che chiediamo da sempre, cioè, ma che di fatto sono ancora ferme al palo. Anche perché i problemi sono gli stessi di sempre, ma c’è un atteggiamento di paura che si sta innescando e non fa bene. Per questo continueremo a proporre soluzioni: il tema vero è se ci ascoltano. In Italia, solo per citare il comparto artigiano, ci sono 500mila imprese, 96mila delle quali in Lombardia, che decidono spontaneamente di pagare una tessera annuale per associarsi: vuol dire che ripongono la loro fiducia in noi. E noi non vogliamo tradire quella fiducia. Mi auguro che i ministri di questo governo lo capiscano» conclude Massetti.

Brescia, cresce l’interesse delle imprese verso Asia, Africa e Medio Oriente

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Export/Tendenze by

I mercati esteri sono sempre più importanti per le PMI bresciane e consentono margini spesso significativi: così è stato nel primo semestre 2018 e così sarà, almeno nell’Unione Europea, nei prossimi mesi. A rilevarlo è l’analisi semestrale dei dati sullo sviluppo internazionale delle imprese associate realizzata dal centro studi di Apindustria attraverso un’indagine che ha coinvolto un campione di 100 imprese associate, prevalentemente metalmeccaniche. Nel primo semestre 2018 il fatturato nella comunità europea è cresciuto per il 46% delle imprese, nel 15% dei casi in misura superiore al 10%. Segno positivo anche per chi ha esportato negli altri Paesi europei non Ue e, in modo marcato, in Africa e Medio Oriente. Se questa è la fotografia del passato recente, le aspettative sul commercio internazionale per i prossimi mesi sono per lo più stabili. Le note più ottimistiche riguardano il mercato comunitario: la metà del campione ritiene infatti che i commerci intra Ue possano crescere ulteriormente. Col segno positivo anche le previsioni per i mercati europei non Ue, ad eccezione di quello russo, dove quasi un quinto dei rispondenti prevede una sensibile riduzione nel prossimo futuro. Stabile il mercato nordamericano, le prospettive maggiori di crescita vengono individuate nel Nord Africa (67% dei rispondenti) e nel Medio Oriente (50%), aree queste dove negli anni passati (a causa delle tensioni geopolitiche) si erano registrate significative battute d’arresto.

Per quanto concerne le modalità di approccio ai mercati esteri, in linea con i dati rilevati nei semestri precedenti la formula prevalente è l’esportazione diretta, utilizzata dal 64% degli interpellati. Le piattaforme digitali B2B – sviluppatesi negli ultimi anni con l’intento di facilitare l’incontro tra domanda e offerta – sono al momento utilizzate da circa una impresa su dieci. Sei imprese su dieci non mostrano al momento interesse allo sviluppo di questo canale, anche perché impegnate a consolidare i legami diretti già esistenti o da ricostruire dopo gli anni di crisi. Tre imprese su dieci, pur non utilizzando tali piattaforme, dichiarano invece l’intenzione di approfondire la conoscenza di tale strumento. Facile immaginare quindi che, nel prossimo futuro, ci sarà un incremento nell’uso delle piattaforme B2B. Per quanto riguarda l’impegno ad aumentare quote di mercato nel prossimo futuro, l’Unione Europea appare come area di sviluppo naturale di una presenza già consolidata. I maggiori sforzi si rivolgeranno verso l’Asia: «L’80% di coloro che intendono rivolgersi a questo mercato – si legge nel focus estero dell’ufficio studi di Apindustria – investiranno per implementare o sviluppare nuove relazioni commerciali. Interessante notare come l’Asia a cui puntano i rispondenti non sia strettamente la Cina, rispetto alla quale prestano apparentemente poca attenzione». Più che nel Paese del Dragone, le imprese sembrano quindi guardare ad altri Paesi dell’area del Sud-Est asiatico, attraversati da solidi processi di crescita e con la possibilità di costruire relazioni commerciali positive.

Rispetto alle difficoltà, la dimensione aziendale limitata (con annessi problemi di carenza di personale dedicato, costi e talvolta barriere linguistiche) rappresenta per le aziende associate l’ostacolo principale allo sviluppo di ulteriori rapporti commerciali con l’estero. In tal senso va anche letto l’ufficio estero attivato oramai da tre anni da Apindustria, finalizzato proprio a sostenere le imprese nel necessario processo di internazionalizzazione. Oltre che i fattori endogeni, pesano però anche aspetti esogeni, il primo dei quali è rappresentato dalle barriere protezionistiche. «L’analisi del nostro centro studi conferma l’importanza crescente dei mercati esteri per le imprese bresciane – sottolinea il vice presidente di Apindustria Brescia con delega all’internazionalizzazione Alessandro Orizio -, interessate non solo a consolidare la loro presenza in Europa ma desiderose di approfondire le opportunità significative che ci sono in Asia. Emerge però anche una preoccupazione per i venti protezionistici, che certo non aiutano un tessuto produttivo aperto e vocato all’export come il nostro. Il nostro augurio è che si possano trovare soluzioni positive ai dissidi attuali, a tutto vantaggio delle imprese e dei consumatori».

Sindacati e Apindustria firmano un accordo per la formazione dei lavoratori

in Api/Associazioni di categoria/Cgil/Cisl/Economia/Sindacati/Uil by
Douglas Siveri presidente Apindustria

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Brescia e Valle Camonica e Apindustria di Brescia hanno sottoscritto giovedì mattina un’intesa territoriale che  prevede che le attività di formazione del personale nel settore delle tecnologie previste dal Piano Industria 4.0 dovranno essere definite da un accordo sindacale aziendale o territoriale anche nella nostra provincia, come previsto dall’accordo interconfederale siglato il 23 luglio 2018, tra Confapi e Cgil, Cisl, Uil che mira ad agevolare la definizione degli accordi sulla c.d. “formazione 4.0” per le aziende prive di rappresentanza sindacale in azienda, al fine di facilitarne l’accesso ai benefici fiscali previsti dalla Legge di bilancio per il 2018.

Vengono infatti attribuite alla commissione paritetica territoriale per la formazione della provincia di Brescia le competenze per sottoscrivere tali accordi infatti, la legge di bilancio 2018 ed il successivo Decreto Interministeriale 4 maggio 2018, ha messo a disposizione per le aziende che svolgano attività di formazione per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie (da big data a integrazione digitale dei processi aziendali) previste dal Piano nazionale Industria 4.0, un credito d’imposta per i  lavoratori e lavoratrici impegnati (40% del costo del personale che svolge formazione).

Cgil, Cisl e Uil di Brescia e Valle Camonica, ritengono  che la competitività del sistema produttivo e delle imprese si debba fondere sempre più sul patrimonio di competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, perché è tramite la formazione che si riesce a innovare e mantenere un’occupazione che garantisca un futuro al territorio.

La Cdc mette all’asta le partecipazioni non strategiche: ecco cosa si vende

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia by
La Camera di commercio di Brescia

La Camera di Commercio di Brescia, nel quadro di quanto previsto dal Piano di revisione straordinaria delle proprie partecipazioni societarie, approvato dal Consiglio camerale con provvedimento  12/C del 28 settembre 2017 in attuazione dell’art. 24 del T.U. D.Lgs 175/2016, ha deciso di porre in vendita all’asta l’intera quota di partecipazione camerale nella seguenti società:

•   Società Impianti Turistici (S.I.T.) S.p.A. (rappresentata da 131.040 azioni, al prezzo di euro 1,0034 ad azione, per complessivi euro 131.490,00)

•  Società Baradello 2000 S.p.A. (rappresentata da 200.000 azioni, al prezzo di euro 0,60 ad azione, per complessivi euro 120.000,00)

•  A4 Holding S.p.A. (rappresentata da 29.181 azioni, al prezzo di euro 419,32 ad azione, per complessivi euro 12.236.176,92)

•  Società ISFOR 2000 S.p.A. (rappresentata da 20.222 azioni, al prezzo di euro 6,9167 ad azione, per complessivi euro 139.871,00)

• Società S.I.A.V. S.p.A. (rappresentata da 2.765.828 azioni, al prezzo di euro 1,00 ad azione, per complessivi euro 2.765.828,00)

•  Società TECNOBORSA S.c.p.A. (rappresentata da 15.818 azioni, al prezzo di euro 1,00 ad azione, per complessivi euro 15.818,00)

•  Società Consortile AQM S.r.l. (del valore nominale di Euro 706.669,00, pari al 19,63% del capitale sociale)

Scadenza per la presentazione delle offerte: 3 agosto 2018 – ore 12:00.

L’avviso d’asta, i relativi modelli allegati per la formulazione della domanda di partecipazione, lo statuto delle società, con l’ultimo bilancio approvato e l’elenco soci sono disponibili sul sito camerale: www.bs.camcom.it
Ulteriori informazioni potranno essere richieste telefonicamente o via mail all’Ufficio Affari Generali e Relazioni Esterne, tel. 030.3725.224-228-269 – Responsabile del procedimento: dr Antonio Apparato – tel. 030.3725.311 – email: affari.generali@bs.camcom.it

Manifatturiero, Bonometti (Confindustria): pesano gli scenari internazionali

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero/Tendenze by

L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera in Lombardia relativa al secondo trimestre 2018, dopo una serie di trimestri di crescita sostenuta e costante, spinge a moderare i toni”, a dirlo è – con una nota – il leader di Confindustria Lobardia Marco Bonometti. Pur rimanendo in territorio positivo infatti la produzione industriale cresce dello 0,3%. Netto invece il balzo rispetto allo stesso periodo del 2017 con un +3,9%. Nonostante la decelerazione l’industria lombarda prosegue la sua rincorsa europea: si riduce infatti la differenza con l’indice di produzione manifatturiero dell’Eurozona e aumenta la distanza con la media italiana a conferma del fatto che la Lombardia corre come i quattro motori d’Europa e gli Stati Uniti. Questa rincorsa è sostenuta da tutti i settori produttivi, con il traino di meccanica, minerali non metalliferi e gli strumenti biomedicali, e in maniera omogenea da tutti i territori con la sola eccezione di Pavia.

COMMERCIO ESTERO – Discorso a parte meritano gli ordini, interni ed esteri, che hanno registrato variazioni negative. Il -0,1% degli ordini esteri e la riduzione della quota estera sul fatturato totale delle imprese è un primo campanello d’allarme a seguito della minaccia di guerre tariffarie, del cambiamento di paradigma nella politica fiscale americana e dello stallo nelle decisioni nell’Eurozona. “Confindustria Lombardia – afferma Bonometti – è convinta che l’escalation dei dazi sia un pericolo per l’Italia e che in caso di crollo del commercio internazionale la Lombardia (che nel 2017 ha esportato per un valore di 120 miliardi di euro) rischia di subire un pesante shock: uno scenario da evitare con tutte le nostre forze, in questa fase di lieve ripresa. Per questo motivo bisogna rafforzare il mercato interno che, come vediamo dai dati anche del secondo trimestre, continua a essere debole. In questo contesto di incertezza anche le aspettative degli imprenditori si sono adeguate al ribasso, contribuendo a proiettare questa tendenza nel prossimo futuro”.

OCCUPAZIONE – L’occupazione in Lombardia continua la sua corsa: come testimoniano sia il saldo tra entrate e uscite (+0,6) sia l’ulteriore calo della Cassa integrazione, nel secondo trimestre il mercato del lavoro regionale è vivace e in evoluzione. Questo grazie a politiche attive d’avanguardia ma soprattutto grazie alla disponibilità di quegli imprenditori che, nonostante troppo spesso vengano descritti come il nemico, hanno tutto l’interesse ad assumere personale, formarlo, creare un percorso di crescita nell’interesse sia dell’impresa che del lavoratore e quindi del benessere dell’intera società. Per non ingessare questa vitalità come Confindustria chiediamo che i contratti a tempo indeterminato vengano incentivati con sgravi fiscali e che venga ridotto drasticamente il cuneo fiscale: quest’ultima misura, oltretutto, avrebbe il doppio effetto di abbassare il costo del lavoro e far ripartire la domanda interna.

Industria e artigianato manifatturiero, rallenta la crescita della produzione

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Manifatturiero/Meccanica/Tendenze by
Impresa artigiana

Nel secondo trimestre del 2018 – rileva una nota dell’Ufficio Studi e Ricerche AIB – l’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane si caratterizza per un nuovo incremento, sebbene di entità relativamente meno intensa rispetto a quanto registrato nei periodi immediatamente precedenti. Prosegue, tuttavia, senza soluzione di continuità il movimento di risalita del made in Brescia, in atto dal primo trimestre del 2015; ciò appare tutto sommato coerente con il contesto nazionale, dove gli indicatori congiunturali quantitativi e qualitativi sono tutti concordi nel segnalare un lieve rallentamento della fase espansiva dell’attività.

Nel dettaglio, la produzione industriale in provincia di Brescia registra un incremento congiunturale dell’1,2%; il tasso tendenziale (ossia la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno scorso) risulta non negativo per la diciannovesima rilevazione consecutiva (+3,0%). Il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2018, è pari a +3,9%. Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre 2013 si attesterebbe così al 17% circa, mentre la distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) sarebbe di poco inferiore al 20%.

L’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia –  chiude il secondo trimestre dell’anno con risultati nel complesso positivi, anche se meno intensi rispetto a quelli di inizio d’anno, che, comunque, non interrompono il percorso positivo intrapreso dal 2016. Tra aprile e giugno di quest’anno la produzione è cresciuta, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 3,3% (è stata il 3,7% nel 1° trimestre), il fatturato è aumentato, su base annua, del 5,2% (contro il 6,7% del 1° trimestre) e gli ordini del 3,4%. Le dinamiche sono confermate anche dal punto di vista congiunturale. Al netto degli effetti stagionali la produzione è aumentata, rispetto al trimestre scorso, dello 0,7%; il fatturato dello 0,9% e gli ordini dell’1,0%. Positivo anche il risultato dell’occupazione con un incremento dell’1,2%.

Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso migliori della media lombarda.

La dinamica produttiva è evidente dall’andamento dell’indice della produzione manifatturiera artigiana che consolida il ciclo positivo avviato dopo avere raggiunto il punto di minimo alla fine del 2012.

I principali indicatori dell’industria:

§  Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è aumentata significativamente nei comparti: metallurgico e siderurgico (+2,5%), agroalimentare e caseario (+2,9%), materiali da costruzione ed estrattive (+2,3%), maglie e calze (+2,0%) e tessile (+1,4%); è cresciuta con minore intensità nel calzaturiero (+1,0%), nella meccanica tradizionale e costruzione di mezzi di trasporto (+1,0%), nel legno e mobili in legno (+1,0%), nell’abbigliamento (+1,0%), nella meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+0,6%), nel chimico, gomma, plastica (+0,4%). È invece diminuita nel carta e stampa (-1,2%).

§  Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 23% delle imprese, diminuite per il 25% e rimaste invariate per il 52%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono incrementate per il 22% degli operatori, scese per l’11% e rimaste stabili per il 67%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 26%, calate per il 25% e rimaste invariate per il 49% del campione.

§  I costi di acquisto delle materie prime sono saliti per il 26% delle imprese, con un incremento medio dello 0,8%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al rialzo dall’11% degli operatori, per una variazione media dello 0,2%.

§  Le aspettative a breve termine appaiono coerenti con la prosecuzione della fase di moderata espansione del manifatturiero provinciale. La produzione è prevista in aumento da 25 imprese su 100, stabile dal 59% e in flessione dal rimanente 16%.

§  Gli ordini provenienti dal mercato interno sono in aumento per il 23% degli operatori, stabili per il 68% e in calo per il 9%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 13% degli operatori del campione, invariati per l’80% e in flessione per il 7%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in incremento per il 15% delle imprese, stabili per il 79% e in diminuzione per il 6%.

I principali indicatori dell’artigianato:

▪ Il fatturato del comparto artigianato chiude il trimestre con risultati positivi sebbene in leggera decelerazione rispetto a inizio anno. In termini tendenziali il fatturato è aumentato del 5,2%, mentre congiunturalmente è cresciuto dello 0,9%, sostenuto anche dalla dinamica dei prezzi. Le performance dell’indice destagionalizzato del fatturato totale sono simili a quelle viste per la produzione industriale ma con un recupero più robusto. I livelli di fatturato hanno, infatti, superato quelli del 2010, anche i livelli del periodo pre-crisi restano ancora lontani.
▪ La dinamica degli ordini si mantiene positiva nel complesso, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per effetto sia degli ordini interni, che sono cresciuti del 2,9%, sia di quelli esteri dove si registra una crescita sostenuta (+8,4%). Va sottolineato però che il peso del fatturato riconducibile al mercato estero rappresenta per le imprese artigiane una quota limitata (9,6%).

▪ La crescita occupazionale, nel secondo trimestre, non rallenta: il saldo tra tasso di ingresso e di uscita si è chiuso ancora in positivo (1,2%). La quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni raggiunge un nuovo minimo pari all’1,6%, così come la quota sul monte ore lavorate complessivo pari allo 0,2%.

▪ Le aspettative degli imprenditori evidenziano nel complesso un peggioramento del clima di fiducia che, tuttavia, potrebbe essere spiegato da fattori stagionali (il terzo trimestre, infatti, comprende il periodo delle vacanze estive). Per quanto riguarda la produzione il saldo tra ipotesi di aumento e diminuzione vede prevalere i secondi (-9,2%), così come per il fatturato (-7,7%) e per la domanda interna (-7,1%). Sul fronte della domanda estera e dell’occupazione le attese sono moderatamente ottimistiche anche se resta molto alta la quota di imprenditori che prevedono una sostanziale stabilità.

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 184 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

Start up ma non solo alla quarta edizione di Isup |INNOVATION CLUB

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche/Startup by
Start up

Tutto pronto per la quarta edizione di Isup – Italian Start Up Master – il progetto promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Associazione Industriale Bresciana insieme a Isfor – Formazione e Ricerca e UBI Banca per favorire lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative, attraverso un esclusivo e articolato percorso formativo.

“Un’edizione profondamente rinnovata sotto il profilo didattico e organizzativo per accrescere quelle competenze indispensabili al successo imprenditoriale. Come sempre Isup punta sulle start up, cercando di accelerare i progetti d’impresa più interessanti e supportando i futuri imprenditori a costruire quelle competenze cruciali per lo sviluppo di un’azienda, come la capacità di gestione del cambiamento, la comunicazione, il teamwork e il problem solving. Quest’anno abbiamo voluto riservare alcuni posti anche a dipendenti che si occupano di innovazione all’interno di aziende già affermate, per favorire la diffusione di nuove competenze trasversali in contesti strutturati”, hanno spiegato il presidente dei Giovani Aib, Luca Borsoni, e la vice presidente, Francesca Morandi, questo pomeriggio in occasione della presentazione del progetto alla stampa.
“Isup 2018 è un progetto ambizioso. Ci siamo chiesti quali fossero le competenze più importanti per chi vuole fare impresa, per chi è “imprenditivo” in contesti organizzati. Abbiamo deciso di puntare su cinque aree di competenza: il business design, l’autonomia e l’eccellenza personale, la capacità di scegliere e motivare i propri collaboratori, il business pitching e financing. Abbiamo progettato un percorso in cui la formazione frontale è solo una piccola parte e si accompagna all’assessment individuale, all’autoformazione guidata, alla formazione a distanza, al coaching e al mentorship. I partecipanti sono coinvolti in un percorso di crescita personale, professionale e di gruppo e in un percorso di sviluppo, anche competitivo visto che esita in un premio per il progetto migliore, dell’idea di business. Noi non vediamo l’ora di partire!”. Così si esprime Cinzia Pollio, direttore di Isfor – Fondazione Aib.
“Il nostro sostegno ai giovani imprenditori sui temi delle competenze indispensabili all’avvio di un’attività imprenditoriale e del supporto alle start up è perfettamente in linea con il fattivo impegno di UBI Banca a sostegno dello sviluppo delle aziende e del sistema Brescia, che vanta un comparto industriale all’avanguardia e ricco di eccellenze – dichiara Stefano V. Kuhn, Direttore della Macro Area Territoriale Brescia e Nord Est di UBI Banca – . La nostra Banca affianca i Giovani Aib sin dalla prima edizione di questo master, che rappresenta un efficace ed innovativo modello di sviluppo dei giovani talenti”.
“Il nuovo programma Isup fornisce, a chi ha da poco avviato in un’impresa o sta ipotizzando l’avvio di un progetto imprenditoriale, le competenze a supporto di quelle aziendali e gestionali nella consapevolezza di quanto troppo spesso la sola conoscenza degli strumenti di base della vita di un’azienda non siano garanzia di successo. Si tratta di un approccio ambizioso e innovativo nell’attuale panorama formativo”, conclude Mario Mazzoleni, docente di Business Administration and Strategy all’Università di Brescia e direttore del Master in Management e Innovazione d’impresa di Isfor.
Il percorso formativo di Isup si svolgerà nelle aule di Isfor tra ottobre 2018 e marzo 2019, articolato in 3 moduli (business design, individual soft skills e team design, business financing) per 130 ore complessive di insegnamento in aula, cui si aggiungono il confronto guidato via Facebook e l’autoformazione. Sono previste poi tre sessioni di coaching individuale per ogni corsista che si svolgeranno nell’arco dell’intero progetto formativo, oltre a workshop e incontri con imprenditori e manager. Al termine del percorso, una giuria premierà il migliore progetto d’impresa.
I posti disponibili sono 15. La selezione dei candidati sarà a cura dei rappresentanti del Gruppo Giovani Aib e di Isfor. Il termine per le iscrizioni scade il 30 settembre. Tutti i dettagli al sito www.isup-master.it
rubrica a cura di www.innovationclub.it
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