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Notizie economico-finanziarie di Brescia e Provincia

L’università incontra le aziende: appuntamento dal 12 al 14 Ingegneria

in Economia/Formazione by

Tre giorni, 120 aziende partecipanti e oltre 400 gli studenti iscritti. Numeri in aumento per il Career Day 2018, il tradizionale evento di placement dell’Università degli Studi di Brescia che fa incontrare studenti e laureati con il mondo del lavoro. L’appuntamento è per mercoledì 12, giovedì 13 e venerdì 14 dicembre, dalle 9:00 alle 14.00, nella sede di Ingegneria in via Branze, 38.

Agli stand delle aziende, provenienti dal panorama locale e nazionale, studenti e laureati delle quattro macroaree dell’ateneo bresciano (Economia, Giurisprudenza, Ingegneria e Medicina) avranno la possibilità di consegnare il proprio curriculum vitae e sostenere brevi colloqui informativi. Tanti i settori rappresentati: automotive, alimentare, assicurativo, bancario, agenzie per il lavoro, automazione e robotica, commercio, informatico, energia, grande distribuzione, progettazione meccanica, metalmeccanico, siderurgico e consulenza.

Il nome, ormai, ha del desueto – sottolinea il prof. Franco Docchio, Delegato alla terza missione, rapporti con le associazioni, stage e placement  – sarebbe più opportuno rinominare l’evento “Career Days”, o “Career Week”, essendo passati da un evento a giornata singola a un evento che si dipana su tre giornate. Tutto ciò per consentire a un maggior numero di aziende di presentare la propria offerta di placement, e nello stesso tempo per aumentare la fruibilità degli spazi espositivi. Quest’anno le aziende partecipanti sono ben 120, molte quelle che non sono state accettate per saturazione dei posti”.

Ma Career Day è anche approfondimento sul mondo del lavoro. Tre gli appuntamenti, tutti dalle 9:00 alle 10:00 nell’Aula Magna di Ingegneria: mercoledì 12 dicembre il seminario “I giovani e le imprese – Le imprese dei Giovani” con il dott. Luca Borsoni – Presidente dei Giovani Industriali di AIB; giovedì 13 dicembre  “Personal branding e social media” con Silvia Cristina Stefana dell’Associazione Culturale ARDEGA; venerdì 14 dicembre “Imprenditori e Alumni UniBS: storie di successo!” con Marco Gamba e Matteo Ortalda dell’Associazione Alumni UniBS.

Per partecipare al Career Day è necessario iscriversi sul sito https://careerday.unibs.it/

Sul sito sono disponibili anche suggerimenti su come preparare il proprio CV, e su come organizzare la visita all’evento nel modo migliore utilizzando la pagina di ricerca delle aziende.

Fallito per colpa dello Stato: Bramini spera di ricomprarsi casa con un libro

in Cultura/Economia/Finanza by
L'avvocato Monica Pagano, Sergio Bramini e Biagio Riccio

Il caso di Sergio Bramini (l’imprenditore monzese dichiarato fallito nonostante un credito di 4 milioni di euro verso lo Stato) continua a far discutere. E, in attesa di svolte legislative, è diventato un libro – di cui è coautrice l’avvocato bresciano Monica Pagano dello Studio Pagano & Partners –  i cui proventi potrebbero sanare parzialmente una grande ingiustizia italiana.

Lunedì 10 dicembre alle 15, infatti, all’Hotel Nazionale di Roma (piazza Montecitorio 131) verrà presentato il volume “Il caso Bramini: un’ingiustizia di Stato” (Rubettino Editore).

Con Bramini, nell’occasione, saranno presenti i quattro autori: gli avvocati Monica Pagano e Biagio Riccio, l’imprenditore Giovanni Pastore e Giacomo Di Gennaro (Docente di Sociologia). Ma anche Alessandro De Giuseppe, inviato della popolare trasmissione televisiva Le Iene, che si è occupato della prefazione. E’ attesa, inoltre, la presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che ha scelto Bramini tra i suoi consulenti.

Il ricavato del libro – che da lunedì sarà disponibile on line e nelle librerie al prezzo di 12 euro – verrà interamente devoluto a Sergio Bramini per consentirgli di ricomprarsi casa. “Ma la speranza – sottolinea Monica Pagano – è che serva anche a sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica e la politica, affinché non si ripeta più un dramma che ogni anno, nel silenzio generale, miete centinaia di vittime”.

Quello dell’imprenditore monzese, infatti, è un caso emblematico, di cui hanno già parlato a più riprese tutti i media nazionali. Per far fronte ai mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni (4 milioni di euro) e non dover licenziare i suoi 32 dipendenti, Bramini – titolare di un’azienda attiva nella gestione rifiuti – aveva deciso di ipotecarsi la casa. Ma nel 2011 è stato dichiarato fallito. Il 18 maggio di quest’anno, quindi, è stato sfrattato con la forza e il 22 novembre la sua villa è stata battuta all’asta. Ad aggiudicarsela un imprenditore cinese che, una volta appresa la storia di Sergio, si è detto disponibile a ritirare l’offerta a patto di non dover pagare di tasca sua la penale da 50mila euro. Proprio a questo sono destinati i proventi del libro. In attesa di sapere come andrà a finire, Bramini continua a lavorare con l’obiettivo di far entrare in vigore la cosiddetta Legge Bramini per impedire il fallimento di aziende con crediti significativi verso lo Stato.

fonte: Brescia news

La bresciana Neosperience presenta domanda di pre-ammissione in Borsa

in Borsa/Economia by
La Borsa di Milano

La PMI innovativa italiana Neosperience, che opera come software vendor nel settore della Digital Customer Experience, annuncia di aver presentato a Borsa Italiana la comunicazione di pre-ammissione, funzionale all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie sul mercato AIM Italia.

Il book ha aperto oggi ed è attualmente in corso la fase di Roadshow della società. L’offerta è rivolta a investitori qualificati e non, italiani e esteri. Il range di prezzo è stato fissato tra un minimo di 3,42 euro e un massimo di 4,18 euro.
Il collocamento avverrà integralmente in aumento di capitale. La società intende destinare la raccolta al supporto dei piani di sviluppo che prevedono anche una crescita per linee esterne e l’ingresso in nuovi mercati strategici.
Nel processo di ammissione alla quotazione, Neosperience è affiancata da Advance SIM in qualità di Nomad e Global Coordinator, da Ambromobiliare in qualità di financial advisor e da BDO come società di revisione e consulente fiscale. Dentons affianca la società come legal advisor mentre Banca Finnat agisce in qualità di specialist e research provider. Close to Media è consulente per la comunicazione.

NEOSPERIENCE

Neosperience è una PMI innovativa italiana che opera come software vendor, fondata a Brescia nel 2006 con sede a Milano da Dario Melpignano e Luigi Linotto, rispettivamente Amministratore Delegato e CFO. La società è attiva nel settore della Digital Customer Experience, grazie a Neosperience Cloud: piattaforma integrata che attraverso l’Intelligenza Artificiale permette alle aziende di offrire ai clienti un’esperienza digitale personalizzata ed empatica, per conoscerli, coinvolgerli e fidelizzarli. Tra le aziende clienti di Neosperience figurano società leader nel settore del lusso, della GDO e dei servizi finanziari.

Gestire l’impresa mantenendo l’armonia: lo studio fa luce sulle aziende-famiglia

in Aziende/Economia/Sei consulting/Tendenze by
La tavola rotonda, da sinistra Losio, Pasini, Sella, Pellenghi e Dell’Acqua

Riuscire a governare l’impresa conservando l’armonia familiare: questo il desiderio e questa la sfida per le imprese industriali bresciane che emerge dal libro Convivenze tra generazioni e passaggi di responsabilità nelle imprese industriali, edito da Franco Angeli e scritto da Achille Fornasini e Alberto Mazzoleni (rispettivamente docente di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari e ricercatore di Economia Aziendale), con introduzione di Claudio Teodori (professore ordinario di Economia Aziendale). Il libro è stato presentato nel pomeriggio di martedì 4 dicembre 2018 in una gremita Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, in via San Faustino 74/b.

Il volume è il frutto di un lungo lavoro svolto dall’Osservatorio per lo sviluppo e la gestione delle imprese del DEM, coordinato dal prof. Claudio Teodori, che ha condotto negli ultimi anni una ricerca sul campo sulla continuità delle imprese familiari. Tale ricerca si è basata su un campione di 100 imprese della provincia di Brescia intervistate direttamente, e su di un campione di imprese lombarde raggiunte in parte con intervista diretta e in parte con un questionario online.

La pubblicazione del volume è stata preceduta da un convegno svoltosi nel febbraio 2017 sempre al Dipartimento di Economia e Management, e dalla costituzione, presso l’Osservatorio, di un Laboratorio permanente sul tema del passaggio generazionale, diretto dal prof. Alberto Mazzoleni. Inoltre, l’ambito territoriale della ricerca si è gradualmente esteso al di fuori del territorio bresciano.

Tra gli aspetti della ricerca, Fornasini si è concentrato sulle sfide per il futuro attese dagli imprenditori. Le principali sfide: per il 73% sviluppare nuovi prodotti e servizi, per il 58% entrare in nuovi mercati, per il 40% ricercare sinergie industriali/aprire il capitale. Ma anche attrarre risorse umane qualificate, gestire le nuove tecnologie e, in generale, recuperare competitività.

Dall’analisi del prof. Mazzoleni è emerso con chiarezza che le aziende familiari «evolute» (con presenza di manager esterni nei Consigli, utilizzo di strumenti manageriali tra cui il controllo di gestione, apertura al capitale per lo sviluppo) hanno performances economico-finanziarie migliori rispetto al campione.

Ha ribadito il concetto anche Roberto Del Giudice, Partner del Fondo Italiano D’investimento Sgr Spa, la società   partecipata per il 43% da Cassa Depositi e Prestiti che ha come obiettivo il supporto allo sviluppo e ai percorsi di crescita alle PMI italiane.

Oltre alla presentazione del libro, punto di forza del convegno del 4 dicembre una tavola tra imprenditori bresciani e non coordinata da Ivan Losio (partner di EY Sei Consulting, sponsor tecnico della ricerca, che ha condotto un rilevante numero di interviste), con punti di vista differenti sul tema in funzione della specifica esperienza aziendale: “Con questa tavola rotonda volevamo capire se la continuità si può programmare per tempo e come aiutare le imprese in questo difficile passo” ha spiegato Losio.

La tavola rotonda è dunque stimolata dalla esperienza di Metal Work, eccellenza bresciana nella produzione di valvole raccontata dal consigliere delegato Valentino Pellenghi: “Erminio Bonatti, il fondatore e titolare, era convinto, profondamente, che si può ereditare la proprietà di un’impresa ma non si può ereditare la capacità di gestirla. Per questo motivo, ha definito il suo passaggio generazionale il progetto più difficile della sua vita: dopo essere partito nel 1967 con un solo operaio e aver lasciato la guida del Gruppo a 180 M€ di ricavi e quasi 50 società, delle quali 25 presenti nel mondo, con oltre 1.100 collaboratori. Bonatti muore il 10 novembre 2017 e il 26 ottobre dello stesso sanno si spossessa di tutto quello che gli appartiene: case, attività finanziarie e la sua amata e adorata società. Lascia il mondo senza possedere più nulla affidando la gestione del suo patrimonio ad un insieme di persone e regole, ricorrendo allo strumento del Trust, nella consapevolezza e nella speranza che questo schema duri nel tempo, mantenga viva e competitiva l’azienda e dia ai suoi eredi gli stessi privilegi che Lui ha saputo garantire nel tempo”.

A seguire gli interventi di Giuseppe Pasini, Presidente AIB e Presidente Feralpi Holding, nonché prefatore del volume, che ha sottolineato la necessità di gestire in modo anticipatorio i passaggi, anche avvalendosi delle competenze trasversali dei giovani di oggi, e ha aggiunto: “l’associazione può e deve aiutare gli imprenditori stimolando il dibattito e lo scambio di esperienze, organizzando momenti di confronto come quello di oggi” .

Poi Federico Sella a.d. di Banca Patrimoni Sella (famiglia di imprenditori e banchieri dal 1700, già sponsor della ricerca) che ha raccontato come nella esperienza di famiglia sia fondamentale il coraggio di innovare da una generazione all’altra per garantire cambiamento e crescita.

Infine l’intervento di Matteo Dell’Acqua, neo presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia che ha evidenziato il ruolo dei giovani e dell’Associazione nel supportare le nuove generazioni di imprenditori ad inserirsi in azienda in maniera proficua.

Eredi Metalli Gnutti: crescono fatturato ed Ebitda, utili a 5 milioni

in Bilanci/Economia by
Eredi Metalli Gnutti

Il Gruppo EGM (S.A. Eredi Gnutti Metalli S.p.A.) chiude l’esercizio 2017-2018 in positivo, allungando il passo grazie ad una marginalità in salita e rafforzando il patrimonio per intercettare al meglio le opportunità nei suoi business: quello delle barre in ottone e quello dei laminati in rame e sue leghe.  Per farlo, la Società ha dato continuità al piano riorganizzativo avviato già durante l’esercizio precedente che vede l’impresa, forte di oltre un secolo e mezzo di storia, proiettata verso mercati in crescita e con maggior valore aggiunto, in un percorso nel quale qualità, innovazione e sostenibilità sono le leve della competitività.

Il contesto generale in cui l’impresa ha operato, in Italia e sulle più importanti piazze internazionali, è stato contraddistinto da mercati che, pur con dinamiche differenti, hanno influito positivamente grazie a una leggera, ma costante, crescita.

I numeri

Con l’esercizio 2017-2018 (chiuso il 31/7/2018) si completa il progetto organizzativo e di stabilizzazione economico-finanziaria che porta EGM ad avere un assetto più adatto ad affrontare le sfide e le opportunità dei mercati di riferimento.
Conto Economico (Eur/m)

La marginalità operativa cresce con un EBITDA pari a 13,5 milioni di euro contro un EBITDA di 11,6 registrato nell’anno precedente (a sua volta superiore a quello dell’esercizio 2015-2016). I ricavi segnano un aumento del 5%, passando da 200,8 a 213,4 milioni di euro. Si raggiunge un sensibile calo dei costi operativi che passano da 43,7 a 38,3 milioni di euro proprio grazie al nuovo assetto organizzativo. La posizione finanziaria netta, nonostante la crescita di fatturato, si riduce ulteriormente a 69,8 milioni di euro a fronte dei 75 dell’anno precedente. Il patrimonio netto cresce e si attesta a 51 milioni di euro (erano 46 milioni di euro nell’esercizio precedente) portandosi a 1,3 volte rispetto all’indebitamento. L’esercizio 2017-2018 si chiude con un utile netto di 5 milioni di euro.

Ambiente

Nell’ambito degli investimenti rivolti alla costante riduzione dell’impatto ambientale dell’attività produttiva, durante l’esercizio 2017-2018 sono state installate sui camini sonde triboelettriche per monitorare le emissioni. Al tempo stesso, è stato installato nel reparto della fonderia un nuovo impianto di aspirazione dei fumi per garantire migliori performance.
Poiché agire in modo responsabile significa anche efficientare il consumo di acqua, l’azienda – che da sempre dispone di un sistema chiuso per il recupero integrale dell’acqua di processo – ha attuato una completa revisione del sistema idrico ed ha realizzato tre nuovi pozzi (uno a monte e due a valle dello stabilimento) per compiere ciclicamente delle ispezioni sulla qualità dell’acqua in entrata e in uscita dallo stabilimento.
L’impegno e gli investimenti di carattere ambientale (EGM è parte del consorzio RAMET) sono stati determinanti per l’ottenimento della certificazione ISO 14001, una norma internazionale ad adesione volontaria che specifica i requisiti del sistema di gestione ambientale. Ciò al fine di istituire o di integrare nel proprio sistema organizzativo interno regole per una gestione efficace con riferimento agli aspetti ambientali ritenuti significativi.

Territorio

Nel corso dell’esercizio, EGM ha rafforzato il rapporto col territorio sostenendo iniziative in ambito culturale, storico ed artistico.
Ne è un esempio la collaborazione con la Fondazione Brescia Musei che, nel corso dell’esercizio, si è concretizzata con il supporto alla mostra dell’artista Mimmo Paladino, donando le lastre in ottone per la realizzazione dei noti specchi ustori, tra i simboli delle opere dell’artista, e con il sostegno offerto alla Fondazione e al Comune Brescia per il convegno “Il Museo Marzoli e le armi lombarde” che si è tenuto a Brescia dal 15 al 17 novembre 2018.

Giovani e formazione

Il processo di sviluppo che porta verso un’impresa più moderna passa anche attraverso l’integrazione di nuove competenze e, quindi, anche attraverso le potenzialità dei più giovani. Per questo, EGM ha voluto avviare una forte collaborazione con la Fondazione Castelli di Brescia per avvicinare il mondo dell’impresa al mondo della scuola.
Sulla stessa lunghezza d’onda, EGM ha partecipato alla seconda edizione dello Smart Future Academy (che si è tenuto lo scorso aprile a Brescia nel padiglione di Brixia Forum) per condividere con gli studenti degli istituti superiori il proprio percorso di evoluzione in un mondo come quello del rame e delle sue leghe che è in profonda trasformazione, con forti spinte all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione dei processi e alla sostenibilità.

Mercati di riferimento: barre in ottone e laminati in rame e sue leghe

La business unit delle barre in ottone, pur in un contesto di domanda ancora inferiore alle capacità produttive installate, ha operato in equilibrio rispetto alle esigenze commerciali. La produttività è risultata stabile rispetto agli ultimi esercizi, ma generando un fatturato totale superiore a quello realizzato nell’esercizio precedente grazie ad un maggior numero di nuovi ordini.
Nell’ambito dei laminati industriali, dove la società ha progressivamente aumentato la propria presenza, si è riscontrata una maggiore continuità della domanda, che proviene da settori in forte evoluzione come quelli dell’automotive, dell’elettrico, dell’elettronico e dei trasformatori, mercati a maggior valore aggiunto che risentono positivamente dell’avvento delle nuove tecnologie e della migrazione del mondo dell’auto verso modelli sempre più elettrificati.

I commenti

«Quello che leggiamo nel nostro bilancio d’esercizio – commenta il prof. Franco Amigoni, Presidente di EGM – ci dice molto del percorso che stiamo portando avanti, ma non tutto. Infatti, aver raggiunto una maggiore solidità patrimoniale non solo ha rafforzato l’azienda, ma ci consente di continuare a investire. L’attuale bilancio, quindi, non esprime integralmente tutte le potenzialità di cui EGM oggi è capace. Siamo immersi in un mercato globale in rapida evoluzione dove chi sviluppa tecnologie o produce beni ad alta intensità tecnologica ha bisogno non solo di più rame od ottone. Richiede, prima di tutto, qualità e capacità di sviluppare leghe e processi produttivi in linea con requisiti sempre più alti».

«La scelta di impegnarci su due tipologie di prodotti e mercati differenti per continuare la tradizione di diversificazione – spiega il Direttore Generale di EGM, dott. Nicola Cantele – ci ha portato a creare due business unit dedicate, scelta che si sta rivelando vincente. Inoltre, ci ha fatto evolvere sotto l’aspetto gestionale, sempre più strategico per chi, come noi, opera con delle commodity quotate che riflettono dinamiche internazionali. Anche per questo ci siamo rafforzati con una struttura manageriale giovane e preparata. Abbiamo inoltre deciso di alzare ulteriormente le competenze interne intraprendendo il percorso Élite di Borsa Italiana per un approccio moderno al mercato dei capitali. Capirlo meglio significa renderci più consapevoli delle opportunità da cogliere».

IL GRUPPO EGM

Il Gruppo EGM (Eredi Gnutti Metalli) è tra i leader in Europa nella produzione di barre in ottone e nastri in rame e sue leghe, dall’ottone al bronzo e leghe speciali. Il Gruppo, che ha sede a Brescia con la società Eredi Gnutti Metalli SpA (fondata nel 1860), si qualifica per un’ampia offerta e un servizio unico capace di rispondere in tempi rapidi alle necessità della grande industria europea così come del piccolo utilizzatore locale. L’attenzione alle necessità del singolo cliente, unite ad una visione responsabile della propria attività, fanno del Gruppo EGM un interlocutore affidabile testimoniato da un’esperienza in metallurgia di oltre 150 anni che oggi si declina nella capacità di servire con puntualità i mercati di riferimento proponendosi come global partner di alto livello, garantendo affidabilità e soluzioni condivise.

 

Il sistema gestionale del futuro per realizzare il modello dell’impresa intelligente.

in Economia/Innovation club/Partner/Rubriche by
Impresa intelligente

Enterprise resource planning (letteralmente “pianificazione delle risorse d’impresa”, spesso abbreviato in ERP) è il classico software di gestione che integra tutti i processi di business rilevanti di un’azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità ecc.).

La prima versione dell’ERP metteva in collegamento diretto le aree di gestione contabile con l’area di gestione logistica (magazzini ed approvvigionamento); successivamente si sono iniziate ad implementare le relazioni interne anche con le aree di vendita, distribuzione, produzione, manutenzione impianti, gestione dei progetti ecc. Di grande importanza è il sistema di Pianificazione Fabbisogno Materiali o Materials Requirements Planning (MRP) la sua evoluzione MRP 2 che permettono di programmare logiche di ordini automatici ai fornitori veramente sofisticate, tanto da tener conto dei tempi di consegna e di messa in produzione del prodotto. 

Il sistema gestionale del futuro deve rappresentare un’evoluzione del concetto di ERP e deve combinare le tecnologie di ultima generazione per consentire di trasformare rapidamente un’azienda in un’impresa intelligente. Queste sono le aree di copertura tecnologica di una soluzione gestionale intelligente:

INTERNET OF THINGS E MONITORAGGIO

Sensori e TAG attivi nei processi di fabbrica e nei prodotti industriali sono I “mattoni di base” dell’impresa 4.0  che forniscono in tempo reale le informazioni sullo stato del processo produttivo. Il punto di svolta è però ora nella capacità di connettere ogni fase della fabbrica il prodotto, mettendo in rete i dati e creando in questo modo nuove possibilità di controllo ed esecuzione dei comandi, anche per via remota, persino attraverso una App sul proprio smartphone.

Attraverso il monitoraggio e controllo remoto dei dati presenti nei sensori, creando un flusso continuo di informazioni, i produttori possono implementare:

  • Manutenzione reattiva ossia l’analisi del problema a distanza attraverso supporto di help desk;
  • Manutenzione predittiva / proattiva: viene effettuata a seguito dell’individuazione di uno o più parametri che vengono misurati ed estrapolati utilizzando appropriati modelli matematici allo scopo di individuare il tempo residuo prima del guasto
  • Analisi della qualità del prodotto e del comportamento dei clienti;
  • La gestione della sicurezza ad esempio nei processi di anti-manomissione e controllo manutenzione autorizzata.

REALTÀ AUMENTATA

La realtà aumentata ha la finalità di supportare l’identificazione delle corrette procedure di lavoro, degli strumenti da utilizzare. I sistemi automatici consentono una volta indossati e connessi, il recupero di informazioni, di schemi, disegni, codici, utili a perfezionare le attività di campo. Il tutto avviene in piena autonomia, grazie ad algoritmi sempre più sofisticati per il riconoscimento digitale di immagini, in grado di identificare in contesto e gli oggetti su cui si sta operando, e di reagire di conseguenza. Nel caso della teleassistenza, uno specialista da remoto sfrutta la propria expertise in un dato campo per agevolare il lavoro del tecnico. I due interagiscono in modo efficace grazie alla possibilità di abbinare alla desueta comunicazione verbale alcune interazioni visuali. Ad esempio, lo specialista può imporre nel campo visivo dell’operatore dei simboli per guidare le operazioni da eseguire. Grazie all’impiego di smartglasses e di dispositivi hands-free, il tecnico riceve questo tipo di ausilio mantenendo massima libertà di azione.

SMART WORKPLACE

Lo Smart Workplace è un sistema digitale di ultima generazione che consente di visualizzare in vari modi contenuti di formazione per addestrare l’operatore produttivo e il manutentore. I contenuti possono essere veicolati attraverso:

  • Schermi digitali per formare l’operatore sulle linee;
  • Tablet e Smartphone in modo da supportare le attività di raccolta dati e reportistica.
  • Smart Glass dove il contenuto digitale si sovrappone a quello fisico;
  • Dispositivi Internet of Things: per reperire informazioni dal campo o per indicare in che punto svolgere un’attività.

BLOCKCHAIN PER PROCESSI AZIENDALI

La tecnologia blockchain può essere inserita dove il dato si crea e può essere cosi garantito. Ecco descritti alcuni ambiti applicativi. La Blockchain trova molti spazi di applicazione nel settore manifatturiero. Per esempio, nei processi logistici, per realizzare maggiore trasparenza e maggiore accuratezza nello scambio di dati tra tutte le parti coinvolte nella filiera di produzione, migliorando le prestazioni aziendali, riducendo gli errori nella trasmissione degli ordini, rendendo efficiente la gestione degli inventari.

La Blockchain può snellire la gestione amministrativa, riducendo il flusso di documentazione cartacea, aumentando la trasparenza nelle operazioni e accorciando le tempistiche al ricevimento dei pagamenti tra produttori, distributori e importatori. Può aiutare a tenere traccia della storia di ciascun prodotto manifatturiero: questo vuol dire avere traccia certa degli eventi che la hanno riguardato nel tempo.

Importante è poi la gestione della manutenzione: un sistema basato su Blockchain può aiutare sia il produttore sia il cliente nel conoscere l’esatta provenienza ad esempio delle parti di ricambio installate. Questo significa una maggiore tutela della reputazione per il produttore e maggiore sicurezza per il cliente.

Uno degli aspetti più promettenti della tecnologia blockchain è il controllo più sicuro e trasparente delle operazioni. Tutte le catene di approvvigionamento e fornitura in ogni settore sono falla fine una serie di nodi transazionali che permettono di trasferire e spostare i prodotti dalla fabbrica al punto vendita. Grazie alla Blockchain, infatti le transazioni che si realizzano tra i diversi attori di una filiera (dalla produzione alla vendita) potranno essere descritte in un registro decentralizzato riducendo così i costi di trascrizione, i ritardi e i possibili errori del personale. Le tecnologie Blockchain sono infatti in grado di seguire le quattro fasi della supply chain (identificazione del prodotto, consegna, registrazione del cliente e after sales) e supportano numerose applicazioni che spaziano dalle attività anticontraffazione alla gestione dei passaggi di proprietà fino a quella dei programmi di manutenzione o di riparazione in garanzia.

GESTIONE DELLA SOTTOSCRIZIONE

Il sistema gestionale deve permette di realizzare il proprio “modello di sottoscrizione” ed aiutare le aziende a gestire il ciclo di vita della loro base di “subcribers”, tra cui acquisizione di nuovi clienti, la fatturazione e i pagamenti ricorrenti,la revenue recognition e le metriche di sottoscrizione. Il modello della sottoscrizione è il paradigma che risolve il problema della crescita aziendale affrontando otto specifiche situazioni di crescita:

  • Lanciare un nuovo prodotto e servizio;
  • Entrare con il proprio prodotto in una nuova geografia;
  • Affrontare uno specifico segmento di mercato, anche di nicchia ;
  • Cambiare il proprio modello di Pricing introducendo un’offerta più differenziata;
  • Realizzare una strategia di Up & Cross Selling ;
  • Ridurre il tasso di abbandono dei clienti; ù
  • Fornire una strategia commerciale a elevato impatto per il team di vendite;
  • Sviluppare uno spin-off del proprio business integrando anche altri servizi esterni a valore per il cliente.

LA GESTIONE DEI BIG DATA

L’elaborazione e l’analisi di quantità enormi di dati a costi sempre più bassi (sensoristica a basso costo e cloud computing) permette decisioni e previsioni migliori su produzione e consumi e lo sviluppo di sistemi produttivi on demanda con capacità di risposte personalizzate e immediate al consumatore. I sistemi di predictive analytics rappresentano il passo successivo rispetto all’implementazione di sistemi di business intelligence. Questi ultimi forniscono la base dati di partenza per elaborare modelli predittivi. Tali modelli possono essere integrati con dati provenienti da fonti non ancora presenti nella corporate BI, magari attraverso strumenti di self service BI. I predictive analytics sono in grado di fornire vantaggi competitivi a chi li adotta, poiché sono in grado di creare una tangibile riduzione dei costi e/o un incremento dei ricavi, grazie in particolare ad una migliore allocazione delle risorse (di marketing, logistiche, …) o ad una più rapida identificazione di problemi (comportamenti fraudolenti, guasti a macchinari…).

La Gefran di Brescia riceve il premio Best Job 2019 in Italia

in Economia/Gefran/Tendenze by
Patrizia Belotti di Gefran

Gefran, multinazionale italiana specializzata nella progettazione e produzione di componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali, ha conseguito il premio Best Job Italia per la categoria elettronica ed elettrotecnica. Il premio viene assegnato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ITQF, in partnership con La Repubblica Affari & Finanza, a seguito di uno studio sulle eccellenze in ambito di cultura aziendale, welfare e opportunità di carriera.

L’ITQF, che fa capo al gruppo Hubert Burda Media, leader di employer branding nei Paesi di lingua tedesca, lo ha realizzato considerando 2.500 tra le aziende italiane con il maggior numero di dipendenti. La classifica è il risultato dell’integrazione ed elaborazione dei dati raccolti attraverso social media listening, ovvero l’individuazione e la valutazione di ciò che viene detto nelle diverse fonti web (social media, blog, forum, portali news, ecc.), e questionari compilati dalle aziende.

Il social media listening ha rilevato commenti su cultura aziendale e carriera per un totale di oltre 360.000 citazioni in un arco temporale di sei mesi.

“Questo riconoscimento è la conseguenza delle azioni che Gefran intraprende con costanza per rendere significativa l’esperienza di lavoro delle proprie persone”, ha dichiarato Patrizia Belotti, Chief People & Organization Officer di Gefran. “Siamo particolarmente orgogliosi che questo risultato sia l’esito di una ricerca oggettiva, svolta da un istituto autorevole, sulla nostra reputation anche nel mondo digitale”.

Gefran (www.gefran.com) è una multinazionale italiana, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi e componenti per l’automazione ed il controllo dei processi industriali. Opera direttamente sui principali mercati internazionali attraverso filiali commerciali in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Spagna, Turchia, Stati Uniti, Brasile, Cina, Singapore e India, e tramite filiali produttive in Germania, Svizzera, Brasile, Stati Uniti e Cina. Il Gruppo Gefran conta oltre 800 dipendenti.
Know-how specialistico, flessibilità progettuale e produttiva, capacità d’innovazione e qualità dei processi e dei prodotti sono i fattori chiave del successo di Gefran. L’assoluto controllo della tecnologia di processo e il know-how applicativo consentono, inoltre, a Gefran di realizzare strumenti e sistemi integrati per specifiche applicazioni in diversi settori industriali: dalla lavorazione delle materie plastiche, all’industria alimentare e farmaceutica, alle macchine per imballaggio o per pressofusione.
Gefran è quotata al segmento FTSE Italia STAR.

I mestieri di una volta nel Bresciano danno lavoro a 12mila famiglie

in Economia/Tendenze by
Calzolaio

In Italia sono quasi 733mila le imprese che svolgono i mestieri di una volta tra coltivatore, panettiere, pescheria e venditore di tessuti, lavandaia e sarto ricamatori ed altri settori che danno lavoro nel complesso a 862mila addetti in Italia. Settori che, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, generano in Italia un business da oltre 30 miliardi di euro in un anno, di cui 7 miliardi in regione.

A dare una spinta ai lavori antichi sono i giovani e gli stranieri. Gli imprenditori under 35 impegnati negli antichi mestieri registrano una crescita del +3,9% rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 54mila imprese attive in Italia di cui 7 mila in Campania, 6.672 mila in Sicilia, 5.686 in Puglia,  seguite da Lombardia (3.688), Piemonte (3.606) e Calabria (3.488). Anche gli stranieri sono in crescita del +4,1% rispetto al 2017, per un totale di circa 6mila imprese, concentrate principalmente in Lombardia (circa 3mila), Lazio e Campania. Le imprese artigiane rappresentano l’8,9% del totale dei lavori storici (65mila imprese) e le imprese femminili il 7,9% del totale (58mila imprese).

Tra i principali settori per numero di attività ci sono l’agricoltura (632mila), la produzione di pane e dolci (quasi 30mila), commercio tradizionale con tessuti, lavanderie (20mila), sarti (oltre 10mila), commercianti di pesce (6.677), di tessuti (5.884) e fiori (3.739) e artigiani del legno (3mila).

Le regioni degli antichi mestieri sono la Puglia e la Sicilia entrambe con circa 80mila imprese, e la Campania che segue con oltre 66mila imprese. La Lombardia è settima in Italia con circa 49mila imprese. Tra le prime 10 province italiane della “tradizione” Bari è al primo posto (con quasi 27mila mestieri storici), Foggia (25mila), Cuneo (18mila), Roma (17mila), seguite da Salerno, Bolzano, Catania, Verona, Treviso e Napoli. A crescere di più in un anno sono soprattutto le province del Sud: Avellino che registra una crescita del +2,9% (contro la media nazionale del -0,5%) e del +37,7%  per quanto riguarda le imprese giovanili attive nei settori considerati, Reggio Calabria (+2,5%), Catanzaro (+2,3%) e Benevento (+1,9% e +50,4% i giovani). È quanto emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese e dati Aida – Bureau van Dijk

Mestieri antichi in Lombardia Sono complessivamente quasi 49mila le imprese che svolgono mestieri antichi in Lombardia e circa 100mila gli addetti, per un giro d’affari che ammonta a circa 7,3 miliardi di euro. Al primo posto Milano (8.293 imprese e 26 mila addetti), seguita da Brescia (7.964 imprese e 12 mila addetti) e Mantova (6.844 imprese e circa 8mila addetti). In regione giovani imprenditori nei mestieri tradizionali sono 3.688, gli stranieri 2.917, le imprese femminili ammontano a 6.947 unità e 1 su 5 è un’impresa artigiana (9.782). Accanto ad agricoltori, sarti, panificatori, lavanderie e aziende di piallatura del legno, si contano in Lombardia tra gli altri oltre 800 tessitori, 700 calzolai, più di 300 ricamatori e aziende di produzione di pizzi e merletti, oltre 250 corniciai, circa 450 imprese tra orologiai e riparatori di gioielli, 226 spazzacamini, una quarantina di artigiani del vetro e più di 50 maniscalchi. È quanto emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese e dati Aida – Bureau van Dijk

La Sabaf di Brescia vince l’Oscar di Bilancio 2018

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Stabilimento Sabaf

Sabaf, società bresciana produttrice di componenti per apparecchi elettrodomestici per la cottura a gas, quotata al segmento STAR di Borsa Italiana, ha vinto l’Oscar di Bilancio 2018 nella categoria Piccole Imprese Quotate. L’Oscar di Bilancio, promosso da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) in collaborazione con Borsa Italiana, Università Bocconi e le principali associazioni di settore, è il concorso che premia ogni anno le imprese italiane che più si distinguono nell’attività di reporting e nella cura dei rapporti con gli stakeholder. La premiazione è avvenuta nel corso di un evento che si è tenuto oggi a Milano presso l’Università Bocconi.

Sabaf, che si è aggiudicata l’Oscar di Bilancio per la quarta volta (in precedenza nel 2004, nel 2013 e nel 2017), è stata premiata con la seguente motivazione: “ll bilancio SABAF è integrato e si distingue per la capacità di rappresentare in modo efficace e completo i dati economici dell’andamento aziendale unitamente alla descrizione del programma e della filosofia dell’azienda. Il dashboard iniziale risulta estremamente efficace e ben indirizza la lettura del documento consentendo di apprezzare le informazioni in modo sintetico e chiaro, anche grazie all’ausilio di grafici e tabelle per l’aggregazione di dati non solo di natura economica. Rilevante anche la presenza di tabelle di raffronto dati su un arco temporale triennale, che rafforza la comprensione dei dati aziendali ed il relativo trend. Innovativa ed originale la scelta di orientare la grafica del documento al concetto di “crescita” che accompagna la lettura del concetto rappresentato nei dati aziendali”.

“La buona comunicazione finanziaria è nella nostra cultura d’impresa: sappiamo che un’informativa integrata, completa e trasparente favorisce non solo la comunità degli investitori – che può comprendere il collegamento tra strategia, governance e risultati aziendali – ma anche l’impresa stessa, perchè contribuisce a creare coesione interna”, ha dichiarato Gianluca Beschi, Direttore Amministrativo e Finanziario di Sabaf, che ha ritirato il premio.

“Anche in questo ambito operiamo nella prospettiva del miglioramento continuo: si tratta di una materia in continua evoluzione e non è facile confermarsi come “best practice” a livello nazionale.” ha commentato Pietro Iotti, Amministratore Delegato di Sabaf “Essere nuovamente premiati, dopo il successo dell’anno scorso, rappresenta motivo di grande orgoglio e un forte stimolo per fare ancora meglio in futuro. Mi congratulo vivamente con tutti i collaboratori che con passione ed impegno hanno contribuito a predisporre il nostro Rapporto Annuale”.

Know How 4.0: l’evento di Innovation Club presso il Kilometro Rosso

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L'evento di Innovation Club presso il Kilometro Rosso

Si è svolto il 21 Novembre l’evento “Agevolare l’innovazione d’impresa: Know How 4.0 – Corporate Startup e Patent Box” organizzato dall’associazione Innovation Club.

INNOVATION CLUB IL NETWORK DI IMPRENDITORI PER L’INNOVAZIONE

Innovation Club è un gruppo di imprenditori e di innovatori focalizzato sui più promettenti trend dell’innovazione. Numerose iniziative di Innovation Club sono state relazionate da Matteo Linotto socio fondatore del Gruppo Neosperience e Davide Corna CEO di Valeo Studio.

> Si è aperto in modo attivo una conversazione con 8 atenei italiani con cui organizza iniziative di ogni tipo dalla premiazione delle migliori tesi di laurea sul tema Enterprise 4.0 allo sviluppo di Centri di Competenza dedicati sulle ultime tematiche come la Blockchain;

> Partirà una masterclass online per le startup di tutta italia e un’evento di Competition per catalizzare la realizzazione di progetti innovativi;

> Viene già da oggi proposta un’analisi alle piccole medie imprese italiane, l’asse portante della nostra nazione, per comprendere tramite una “survey formativa 4.0” come applicare la tecnologia al prodotto al modello di vendita ed ai servizi;

> Sono stati nel 2018 organizzati e patrocinati 10 eventi in tutta Italia;

> L’informazione sugli ultimi trend dell’innovazione è sempre aggiornata dalle rubriche realizzate in collaborazione con i quotidiani digitali locali e dal canale video.

INNOVAZIONE: NON SOLO TECNOLOGIA

Daniele Radici fondatore di Innovation Lab ha illustrato come non per forza “innovare” significa “mettere più tecnologia” in un prodotto/servizio/processo. L’insidia più grande è voler spingere a tutti i costi una tecnologia sul mercato e, come abbiamo visto, diverse aziende (anche colossi) lo hanno fatto.

Google Glass, Segway, Apple Quick Take e il Tivufonino di LG e H3G sono solo alcuni esempi di come questa insidia sia un reale problema.

Le innovazioni che hanno saputo cambiare interi business non hanno fatto la differenza per la tecnologia ma per come hanno generato valore per aziende o clienti finali.

In merito alla definizione di “innovazione”, Oxford Dictionary spiega che << innovare significa cambiare qualcosa di consolidato, specialmente attraverso nuove idee, prodotti e metodologie >>.  Andando più a fondo, abbiamo poi scoperto che esistono 10 tipi di innovazione che ci consentono di avere una visione del cambiamento più esteso del solo offering della nostra azienda, spaziando dall’area di Configurazione della nostra organizzazione sino al come l’azienda veicola il proprio valore verso il mercato.

L’ingrediente chiave per poter avere innovazione, tornando alla definizione, è il cambiamento. Ciò che abbiamo voluto condividere con voi è la nostra “Formula del Cambiamento”, dove abbiamo visto che i fattori chiave sono il Contenuto (K), l’Engagement (E) e gli intervalli di tempo con i quali effettuiamo l’attività di Retrospettiva (Tr e Nr).

L’intervento si è chiuso spiegando come sia importante stimolare e generare Engagement, abilitando così la crescita del Contenuto grazie all’estrazione della Conoscenza Implicita (tutto ciò che non è formalizzato nella nell’organizzazione).

Oltre ai possibili strumenti di Business Design che possono supportare nei percorsi di innovazione come il Business Model Canvas, il Product Design Canvas e gli altri citati, i metodi e gli approcci che possono facilitare il processo di Engagement sono tool non convenzionali come gli StoryCubes® e LEGO® SERIOUS PLAY®.

L'evento di Innovation Club presso il Kilometro Rosso
L’evento di Innovation Club presso il Kilometro Rosso

L’INNOVAZIONE AGEVOLATA

Marta Savona avvocato dello studio SGHS Law Firm mostra come nell’ambito dei processi di ricerca e innovazione, ogni diritto di proprietà intellettuale si fonda sullo sviluppo di rilevanti informazioni riservate. Il know how, l’insieme delle conoscenze tecnico-industriali e commerciali riservate, è un asset competitivo di straordinaria importanza per ogni impresa, dalle multinazionale alle PMI. Il know how è tuttavia anche l’asset più fragile, il cui valore può essere vanificato da fughe di notizie, dipendenti infedeli, concorrenti sleali.

Identificare il concetto di know-how significa saper entrare nel merito degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento tesi a prevenire tutte quelle pratiche commerciali scorrette che alterano l’equilibrio del mercato a diversi livelli mediante la rivelazione, l’acquisizione e l’utilizzo di informazioni segrete.

Paolo La Torre CEO di Financial Clab illustra il Credito di Imposta Ricerca e Sviluppo e le possibile evoluzioni dello strumento alla luce delle recenti circolari del MISE e della finanziaria 2019. Il beneficio consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta pari al 50% su spese incrementali in Ricerca e Sviluppo, fino ad un massimo annuale di 20 milioni di €/anno per beneficiario e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo effettuate nel triennio 2012-2014.

Nello specifico sono agevolabili costi sostenuti per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università e enti di ricerca, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Il dott. Davide Rovetta – Studio Berizzi Internullo Rovetta –  ha illustrato come Le start – up e le PMI innovative rappresentino un’opportunità per gli imprenditori che va al di là delle agevolazioni fiscali ; l’opportunità di disporre di una vetrina Internet gratuita e bilingue, una disciplina societaria flessibile, salari dinamici , possibilità di accedere a campagne di Equity Crowdfunding, l’accesso smart al fondo Garanzia PMI sono solo alcune delle agevolazioni previste dalla Legge. Assume quindi particolare importanza rivolgersi ad un professionista che possa indirizzare l’imprenditore verso la miglior pianificazione possibile dell’investimento. Lo stesso dicasi anche per quanto attiene il “patent – box” che rappresenta senz’altro un’opportunità ai fini della riduzione del tax-rate. I dati della CCIAA di Milano rilevano che il nostro tessuto imprenditoriale, formato da tanti imprenditori illuminati, è attento a queste tematiche; si consideri infatti che nella provincia di Bergamo si contano a giugno di quest’anno 96 start – up innovative che annoverano Bergamo tra le prime dieci città a livello nazionale. Lo stesso dicasi per quanto attiene le PMI innovative che sono 18 su circa 800 a livello nazionale.

Sempre sul tema Patent Box è intervenuto anche Marco Bellini CEO di Bellini SpA portando la sua esperienza sul campo che ha permesso di  ottenere un importante contributo all’innovazione della sua realtà

Bellini SpA è azienda specialista nella produzione di oli lubrificanti, che migliorano le potenzialità di produzione di ogni macchina. L’azienda lavora per essere leader nell’offrire vantaggio economico al mondo industriale mettendo il cliente al centro e perseguendo come obiettivo primario la sua soddisfazione, attraverso innovazione tecnologica, assistenza e flessibilità.

FARE INNOVAZIONE ATTRAVERSO LE STARTUP

Investire direttamente sulle startup è una delle modalità per fare innovazione. I capitali di rischio aziendali sono in aumento nel mondo: nel 2017 i Corporate Venture Capital hanno raggiunto la cifra record di oltre 31 miliardi di dollari di investimenti nel mercato privato. In Italia sono solo una decina. Il Corporate Venture Capital (CVC) è quel tipo di investimento che un’azienda, solitamente di medie-grandi dimensioni, fa su una startup, rilevandone quote di capitale (in genere di minoranza) non solo in ottica finanziaria, come farebbe legittimamente un venture capital “classico”, ma anche per avere un accesso privilegiato alle innovazioni e alle tecnologie sviluppate dalle startup.

Matteo Linotto ha illustrato come il Gruppo Neosperience abbia contribuito nella creazione e lo sviluppo di startup innovative portando gli esempi di Neosurance, Bikevo, Wizkey e Somos che operano dell’Intelligenza Artificiale, dell’IoT e della Blockchain. Queste realtà sono nate dall’incontro tra i professionisti dell’ICT ed imprenditori visionari con competenze verticali.

Daniele Gamba ha illustrato la storia di AI SENT startup bergamasca che opera per supportare l’innovazione di numerose aziende manifatturiere italiane. AISent è una startup nata grazie al Know How delle sue persone che viene valorizzato con lo sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale che non sarebbero possibili senza il continuo studio delle ultime tecnologie.

OPEN INNOVATION

Sul questo tema sono intervenuti Diego Lussana di SOCAF e Matteo Gustinetti di Conlabora: i due imprenditori sono ideatori e protagonisti del progetto di Open Innovation di Confindustria Bergamo rivolto alle aziende bergamasche.

Non è  più necessario sviluppare internamente la ricerca per generare valore, ma la tendenza è quella di puntare su una strategia che sappia sfruttare e valorizzare al meglio le migliori innovazioni che il mercato offre all’esterno, trasferendole all’interno del nostromodello di business aziendale. La creazione di valore passa così da essere il risultato della trasformazione interna di input in output, alla sintesi migliore tra risorse interne ed esterne. L’innovazione chiusa offre, infatti, benefici nel momento in cui il network interno è molto esteso da possedere tutte le risorse per poter sviluppare con continuità nuovi prodotti o servizi: quando però questo viene a mancare diventa più vantaggioso per l’azienda mettere in atto un networking che includa agenti esterni come università, start-up, istituti pubblici e privati, fornitori esterni, creando un flusso mobile di informazione e scambio più adattabile alla situazione attuale. Numerosi sono i fattori specifici che hanno stimolato una revisione e aggiornamento del concetto di innovazione: alcune dinamiche, determinate del cambiamento dei mercati e dei modelli economici, hanno reso svantaggioso e vulnerabile il modello tradizionale. Con la mobilità data dal nuovo mercato del lavoro sta diventando sempre più difficile trattenere le conoscenze e i talenti all’interno delle mura aziendali ed anche i mercati dei capitali stanno maggiormente investendo su proposte di business fondate su combinazioni di saperi e apporti diversi. Inoltre si sta affermando come modello organizzativo di successo lo sviluppo di filiera attraverso le relazioni orizzontali tra imprese.Questo ha portato le aziende verso una apertura – da qui “open innovation” – sia nella ricerca delle competenze sia per quanto riguarda innovazione e ricerca.

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