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Brescia, nuova crescita della produzione nel 1° trimestre 2026 (+3,5%), ma il conflitto in Medio Oriente condiziona le prospettive

in Economia/Meccanica/Tendenze/Zone by

Nei primi tre mesi del 2026, l’attività produttiva nel settore manifatturiero bresciano ha registrato un nuovo incremento rispetto al medesimo periodo del 2025 (+3,5%), sebbene relativamente meno intenso di quanto rilevato nel periodo precedente (+3,8%). Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente a fine febbraio (a cui è qui dedicato uno specifico approfondimento) sembra non avere per ora influito sulla dinamica produttiva sperimentata tra gennaio e marzo, se si esclude l’impennata subita dai prezzi degli input energetici e di alcune materie prime industriali tipicamente utilizzate dalle imprese del territorio.A evidenziarlo è l’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia sui dati relativi al periodo gennaio-marzo 2026.

Con riferimento al solo 1° trimestre del 2026, la produzione mostra una variazione grezza positiva (+1,3%) rispetto al periodo precedente (congiunturale), mentre il tasso acquisito, ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2026, è pari a +2,3%.

“Il dato positivo della produzione industriale nel 1° trimestre 2026 non va di pari passo, purtroppo, con quella che in questo momento è la reale situazione vissuta dal nostro sistema produttivo – le parole di Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. Le preoccupazioni delle aziende bresciane riguardano oggi, più che l’impatto immediato del rincaro degli input energetici, la durata della crisi che, se prolungata, rischierebbe, tra l’altro, di rendere ancora più costosi i trasporti internazionali, sempre più difficili gli scambi con i Paesi coinvolti nella guerra, oltre alle inevitabili ricadute sulla fiducia degli operatori economici e sulla bolletta energetica di imprese e famiglie, già notevolmente cresciuta in questi anni. A tali fattori si aggiungono poi le conseguenze provocate dalla politica protezionistica avviata dagli Stati Uniti, che ha determinato importanti correzioni nei flussi commerciali tra le varie economie.”

Nel dettaglio:

§  Tra gennaio e marzo di quest’anno il 42% degli operatori intervistati ha dichiarato una crescita dell’attività rispetto al periodo precedente, a fronte del 31% che si è espresso per il mantenimento dei volumi prodotti e del 27% che invece ha segnalato una flessione degli stessi.

§  La disaggregazione della variazione congiunturale della produzione per classe dimensionale mostra incrementi per le medie (+4,7%) e grandi aziende (+2,6%), a fronte di contrazioni per le micro (-1,2%) e piccole (-0,8%).

§  Con riferimento alla dinamica congiunturale per settore, l’attività produttiva ha evidenziato situazioni piuttosto diversificate: chimico, gomma e plastica (+7,9%), metallurgia (+4,8%) e alimentare (+4,1%) emergono come i comparti più dinamici, mentre meccanica (-0,1%), sistema moda (-0,5%) e legno e minerali non metalliferi (-1,6%) si connotano per variazioni negative.

§  Il fatturato delle imprese ha mostrato una sostanziale stagnazione: le vendite sul mercato italianosono aumentate per il 34% delle imprese, rimaste invariate per il 37% e diminuite per il 29%. Quelle verso i Paesi comunitari sono cresciute per il 31% degli operatori, calate per il 28% e rimaste stabili per il 41%; quelle verso i Paesi extra UE sono aumentate per il 27%, diminuite per il 28% e rimaste invariate per il 45% del campione.

§  Il generalizzato deterioramento delle prospettive di crescita a livello globale ha determinato un nuovo indebolimento della domanda proveniente dai mercati domestici e internazionali che, anche nei primi tre mesi del 2026, è stata indicata come il principale fattore di freno alla produzione. Ciò ha riguardato il 43% delle realtà intervistate, una quota in aumento nei confronti del 36% rilevato nell’ultimo trimestre del 2025. Il secondo elemento maggiormente segnalato dalle aziende riguarda la componente riferita alle tensioni geopolitiche (10%).

§  L’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (Ordinaria e Straordinaria) ha complessivamente interessato il 9% delle imprese industriali del territorio, mentre la quota di CIG in rapporto al monte ore lavorabili si è attestata all’1,8%. Tali numeri (non dissimili da quanto riscontrato nel quarto trimestre del 2025) indicano la sostanziale assenza, almeno per il momento, di particolari tensioni per quanto riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali.

§  Relativamente ai prossimi mesi, e alla luce del peggioramento dello scenario internazionale, il saldo netto fra operatori ottimisti e pessimisti è pari a +6% (ammontava +24% alla fine del 2025), a fronte della maggioranza assoluta degli intervistati (64%) che propende per la sostanziale stabilità dei volumi di produzione.

§  In tale contesto, i settori maggiormente orientati alla crescita sarebbero alimentare e (in misura minore) metallurgia e sistema moda. Per contro, non sono attesi movimenti significativi fra le realtà del chimico, gomma e plastica, legno e minerali non metalliferi, meccanica.

§  Con riferimento agli ordini, quelli provenienti dal mercato domestico sono in crescita per il 19% delle aziende, stabili dal 63% e in calo dal 18%. Quelli formulati dagli operatori comunitari, sono dichiarati in aumento dal 19% delle imprese, invariati per il 66% e in flessione dal 15%. Quelli in arrivo dai mercati extra UE sono in crescita per il 17%, stabili per il 67% e in contrazione per il 16%.

§  I giorni di produzione assicurata rilevati nel trimestre ammontano mediamente a 77, riflettendo una significativa dispersione fra i settori e le classi dimensionali analizzate e, al contempo, non evidenziando segnali di deterioramento nei confronti di quanto riscontrato nei precedenti trimestri.

FOCUS CRISI IN MEDIO ORIENTE

L’Indagine Congiunturale realizzata dal Centro Studi di Confindustria Brescia relativa al consuntivo per il primo trimestre 2026 è stata l’occasione per effettuare un breve sondaggio fra le imprese manifatturiere Associate relativo alle prime valutazioni degli impatti subiti dall’industria bresciana a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. L’ampio campione di aziende coinvolte offre una prima fotografia di come il Made in Brescia stia reagendo a un fenomeno di tale portata. Si tratta naturalmente di un quadro in continua evoluzione che, vista l’imprevedibilità delle decisioni degli attori coinvolti, potrebbe cambiare rapidamente nelle prossime settimane. Tuttavia, la rilevazione rappresenta uno strumento utile, seppur ancora preliminare, per misurare il punto di vista della manifattura locale.

Il primo dato che emerge è che oltre la metà delle imprese intervistate (55%) ritiene che la crisi in Medio Oriente abbia già avuto, o avrà, ripercussioni sulla propria attività. Solo una quota molto ridotta (4%) dichiara invece che gli effetti saranno nulli. L’incertezza del contesto continua, tuttavia, a pesare in maniera significativa: il 41% delle realtà coinvolte ammette, infatti, che ogni valutazione sia ancora prematura. Tra le aziende che prevedono conseguenze, oltre il 61% ritiene che l’impatto del conflitto sarà duraturo; se così fosse, gli effetti più critici potrebbero ancora manifestarsi nei prossimi mesi. Parallelamente emerge un sostanziale equilibrio tra chi ipotizza conseguenze molto gravi (53%) e chi, invece, stima effetti relativamente più contenuti (47%). Nel complesso, quasi un terzo delle imprese (32%) prospetta però lo scenario peggiore, immaginando un impatto rilevante e, allo stesso tempo, anche persistente.

L’indagine ha poi approfondito i fattori su cui la guerra ha avuto (o potrebbe) avere i maggiori effetti. A riguardo, le aziende indicano, in particolare, l’aumento dei costi delle materie prime industriali (64% dei rispondenti) e l’incremento dei costi energetici (62%). Più distanziato, ma comunque considerato molto rilevante, si posiziona l’aumento dei costi di trasporto (41%). Si tratta, in sostanza, di tre fattori che rischiano di comprimere la marginalità delle imprese e, di conseguenza, la loro competitività. Inoltre, è verosimile che in alcuni casi tali incrementi potrebbero essere trasferiti sui prezzi di vendita, andando così ad alimentare ulteriormente le dinamiche inflattive. Appaiono invece meno preoccupanti, almeno in questa fase, i rischi legati a ritardi o difficoltà nelle forniture (13%) e alla riduzione della domanda proveniente dalle aree coinvolte nella crisi (12%).

L’ultimo aspetto considerato riguarda le azioni che le imprese manifatturiere bresciane hanno già adottato (o che stanno valutando di adottare) per fronteggiare i rischi e per garantire la continuità operativa. Le aziende che hanno già implementato interventi concreti sono sostanzialmente la metà (49%), un valore comprensibile, se si considera quanto recente sia lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e quanto sia onerosa e complessa la definizione di strategie aziendali efficaci per affrontare uno scenario così critico. Sale invece all’86% la quota di aziende che dichiara di stare valutando l’introduzione di almeno una misura di risposta. Considerando complessivamente, sia le imprese che hanno già adottato interventi, sia quelle che ne stanno pianificando, quasi nove aziende su dieci (88%) risultano attive nel tentativo di mitigare gli effetti della crisi. Tra le azioni già implementate, le più diffuse sono la diversificazione dei fornitori e l’aumento delle scorte di magazzino, entrambe indicate dal 16% delle imprese. In prospettiva, invece, la misura che potrebbe essere maggiormente attuata sarebbe la revisione dei prezzi di vendita (il 12% si è già mosso in tale senso, mentre un altro 66% dichiara che tale contromisura è in fase di valutazione).

Infine, nonostante il quadro di forte incertezza, la quasi totalità delle imprese (86%) esclude l’ipotesi di riorganizzazione o riallocazione della produzione.

in A2A/Bilanci/Economia/Partecipate e controllate by

A2A, nel primo trimestre Ricavi a 4,55 miliardi (+15%), Ebitda adjusted a 647 milioni

A2A archivia il primo trimestre del 2026 con investimenti in aumento e una crescita dei ricavi sostenuta dall’espansione dei volumi energetici, in un contesto caratterizzato dalla flessione dei prezzi delle commodities e dalla persistente volatilità dei mercati. Il gruppo ha registrato investimenti per 315 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai primi tre mesi del 2025, destinando circa il 70% delle risorse a progetti di sviluppo nelle reti elettriche, nella generazione da fonti rinnovabili e nelle attività legate alla circular economy.

Nel periodo i ricavi adjusted sono saliti a 4,552 miliardi di euro, con una crescita del 15% su base annua rispetto ai 3,968 miliardi del primo trimestre 2025. L’incremento riflette principalmente l’aumento delle quantità di energia elettrica vendute sia sui mercati retail sia nell’attività di intermediazione wholesale, parzialmente compensato dalla riduzione dei prezzi energetici e dal calo dei volumi gas sul mercato retail.

L’Ebitda adjusted si è attestato a 647 milioni di euro, in contrazione del 4% rispetto ai 675 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente. Sulla marginalità hanno inciso soprattutto il ridimensionamento dei prezzi delle commodities, l’incremento dei canoni concessori idroelettrici e il minore contributo di alcuni impianti di trattamento, interessati da manutenzioni programmate e attività di revamping, oltre agli effetti del nuovo contratto di servizio relativo al termovalorizzatore di Acerra.

La Business Unit Generazione e Trading ha riportato un margine operativo lordo di 202 milioni di euro, in flessione del 10%, penalizzata dalla riduzione dei prezzi dell’energia e dall’aumento dei canoni idroelettrici, solo in parte compensati dalla maggiore produzione da fonti rinnovabili e dal contributo positivo del portafoglio trading.

In crescita, invece, il contributo della Business Unit Smart Infrastructures, che ha beneficiato dell’espansione della Rab elettrica e dell’applicazione del nuovo metodo tariffario Ross. L’Ebitda del comparto è salito a 129 milioni di euro, con un incremento del 6% rispetto al primo trimestre 2025.

L’utile netto adjusted si è attestato a 221 milioni di euro, in diminuzione dell’11% rispetto ai 249 milioni dello stesso periodo del 2025, risentendo della flessione dell’Ebitda e dell’aumento degli ammortamenti collegati al piano di investimenti sviluppato dal gruppo.

Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta è salita a 5,628 miliardi di euro dai 5,474 miliardi di fine 2025, con un rapporto PFN/Ebitda adjusted pari a 2,5 volte. Il costo medio del debito è rimasto invariato al 2,7%, mentre la quota di indebitamento a tasso fisso si attesta al 79%.

Nel trimestre A2A ha ulteriormente rafforzato il portafoglio rinnovabile, portando la capacità installata a 2,7 GW, in aumento del 4% su base annua grazie all’entrata in esercizio di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. Le vendite retail di energia elettrica hanno raggiunto 8,1 TWh, con una crescita del 24%, sostenuta soprattutto dal segmento business.

Il gruppo ha inoltre sottoscritto un finanziamento da 200 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti destinato alla modernizzazione della rete elettrica lombarda, nell’ambito del piano di decarbonizzazione e resilienza infrastrutturale.

«Nel primo trimestre abbiamo confermato il nostro impegno nella transizione ecologica, con investimenti per 315 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025», ha dichiarato l’amministratore delegato Renato Mazzoncini. «Crediamo che le fonti rinnovabili rappresentino una leva fondamentale per l’indipendenza energetica nazionale e per la stabilizzazione dei prezzi per famiglie e imprese».

Per l’intero esercizio 2026 A2A conferma la guidance, con un Ebitda adjusted atteso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro e un utile netto adjusted compreso tra 630 e 660 milioni.

Cameo, ricavi a 204 milioni, utile netto a 16,6

in Alimentare/Aziende/Bilanci/Cameo/Economia by

Il Gruppo Cameo (composto dalla capogruppo Cameo s.p.a. e dalla controllata Rebecchi Food Systems S.p.A.) approva i risultati consolidati 2025, confermando un modello di business solido e resiliente in un contesto di mercato ancora caratterizzato da forte pressione competitiva, volatilità dei costi e crescente attenzione all’efficienza lungo tutta la catena del valore.

Nel corso dell’esercizio, il Gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a circa 204 milioni di euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente, sostenuti dal contributo dell’innovazione di prodotto, dal consolidamento di alcuni marchi chiave e dalla buona tenuta del portafoglio assortimentale. L’EBITDA si è attestato oltre i 28 milioni di euro, mentre l’utile netto consolidato è stato pari a circa 16,6 milioni di euro.

I risultati sono stati raggiunti in uno scenario che continua a presentare elementi di complessità per il settore alimentare: aumento strutturale del costo del lavoro, persistente volatilità di alcune materie prime, pressione sui costi energetici e logistici e crescente competitività sul mercato, in particolare nei segmenti caratterizzati dalla forte espansione della marca privata e dei discount.

In questo contesto, Cameo ha proseguito il proprio percorso di attenzione all’equilibrio tra crescita, competitività e sostenibilità economica, mantenendo una struttura finanziaria estremamente solida, caratterizzata da elevata patrimonializzazione, assenza di indebitamento finanziario strutturale e una stabile capacità di generazione di cassa operativa.

Nel 2025 il Gruppo ha continuato a investire in innovazione, rafforzando il proprio portafoglio prodotti e sviluppando nuove occasioni di consumo. Tra le principali iniziative dell’anno si segnalano il consolidamento di referenze legate a modalità di preparazione innovative come la friggitrice ad aria, il consolidamento di gamme iconiche come Paneangeli, Ciobar e Pizza Regina, il rafforzamento della presenza nel canale discount e il continuo sviluppo di nuove proposte nell’area dessert, pizza e preparati.

Parallelamente, l’azienda ha proseguito il lavoro di miglioramento qualitativo e nutrizionale del proprio assortimento, confermando l’attenzione verso l’evoluzione delle esigenze dei consumatori e dei retailer.

Particolare rilevanza ha avuto anche il percorso di evoluzione digitale e di rafforzamento dell’infrastruttura dati aziendale. Nel corso del 2025 cameo ha accelerato diversi progetti di digitalizzazione e integrazione dei processi, con investimenti focalizzati sulla qualità dei dati, sull’automazione, sul miglioramento della pianificazione e sull’efficienza operativa. Tra le iniziative sviluppate figurano il consolidamento di nuovi strumenti di reporting e analytics, il rafforzamento dei sistemi di supply chain e warehouse management, il proseguimento dei progetti nell’ambito dei sistemi gestionali e il potenziamento della governance dei dati aziendali.

L’azienda ha inoltre continuato a investire sull’efficienza industriale e sul miglioramento dei processi operativi, mantenendo elevati livelli di servizio verso il mercato e rafforzando il presidio dei costi produttivi e logistici.

Anche sul fronte della sostenibilità, il Gruppo ha proseguito il proprio percorso di sviluppo responsabile. Nel 2025 sono avanzati diversi progetti legati alla riduzione dell’impatto ambientale, alla gestione sostenibile del packaging, alla compliance normativa europea e all’efficienza energetica. Presso il sito di Desenzano del Garda è entrato pienamente a regime il terzo impianto fotovoltaico, che contribuisce ulteriormente alla capacità di autoproduzione energetica dello stabilimento.

Il 2025 è stato un anno che ha richiesto grande attenzione gestionale, capacità di adattamento e forte disciplina operativa”, commenta Alberto de Stasio, Managing Director del Gruppo. “In un contesto ancora instabile, abbiamo continuato a investire sul valore dei nostri brand, sull’innovazione, sulle competenze delle persone e sull’evoluzione tecnologica dell’azienda, mantenendo al tempo stesso equilibrio economico e solidità finanziaria.

Il Gruppo guarda al futuro con un approccio prudente ma orientato alla crescita sostenibile, continuando a focalizzarsi su innovazione, efficienza operativa, digitalizzazione e sviluppo responsabile lungo tutta la filiera.

Principali KPI Finanziari Consolidati 2025

KPIVALORE 2025
RICAVI CONSOLIDATI~204 mln €
EBITDA>28 mln €
EBITDA MARGIN~13,7%
UTILE NETTO CONSOLIDATO~16,6 mln €
POSIZIONE FINANZIARIA NETTAPOSITIVA
INDEBITAMENTO FINANZIARIO STRUTTURALEASSENTE
PATRIMONIO NETTOELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE

A proposito del Gruppo cameo.

Cameo è un’azienda alimentare specializzata in torte, dessert e pizze, con sede a Desenzano del Garda (Brescia), formata dalla capogruppo cameo s.p.a. e dalla controllata Rebecchi Food Systems S.p.A., due società che operano separatamente perseguendo proprie specifiche strategie. Il Gruppo produce e distribuisce, su tutto il territorio nazionale, oltre 900 prodotti.

Confindustria Brescia, il 27 l’assemblea intitolata: Europa, se non ora quando?

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

Si terrà mercoledì 27 maggio, al Teatro Dis_play – Brixia Forum di Brescia (via Caprera 5), l’Assemblea Generale 2026 di Confindustria Brescia, intitolata “Europa: se non ora, quando?”.

L’appuntamento sarà articolato in due momenti distinti:

  • Sessione Privata – ore 14.30 (accredito dalle 13.45) – Riservata esclusivamente agli Associati
  • Sessione Pubblica – ore 16.30 (accredito dalle 15.45)

Aperta anche a ospiti esterni, la sessione pubblica vedrà la partecipazione di importanti esponenti del mondo istituzionale ed economico.

In un contesto internazionale attraversato da tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche, sfide energetiche e nuove competizioni industriali, l’evento metterà al centro il ruolo del Vecchio Continente e la necessità di una visione europea forte, concreta e orientata al futuro.

Ad aprire i lavori sarà Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia. Interverranno inoltre Maurizio Molinari, giornalista e saggista, Veronica De Romanis, docente di Economia Europea Luiss e Stanford University, ed Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, moderati da Debora Rosciani, giornalista di Radio24.

Un’occasione di approfondimento e dialogo aperto su industria, competitività, innovazione, autonomia strategica europea e prospettive economiche, con ospiti di primo piano del mondo imprenditoriale, economico e dell’informazione.

Al termine dei lavori seguirà light dinner di networking.

Ulteriori info e iscrizioni (entro venerdì 22 maggio) sul sito www.confindustriabrescia.it, in homepage.

Confindustria premia 22 nuovi maestri del lavoro bresciani

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Lavoro by

Si sono tenute stamattina, nella Sala Beretta di Confindustria Brescia, le premiazioni di 22 nuovi Maestri del lavoro bresciani per il 2026, collaboratori di 19 realtà associate.

Alla cerimonia hanno preso parte Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, Luciano Prandelli, console della Federazione Maestri del lavoro, e Filippo Schittone, direttore generale di Confindustria Brescia.

L’onorificenza è rivolta ai lavoratori dipendenti ancora in servizio o già pensionati e premia in particolare i collaboratori delle realtà associate a Confindustria Brescia che hanno saputo contribuire, con meriti particolari, alla crescita e allo sviluppo dell’impresa.

“La cerimonia delle Stelle al Merito ci ricorda una verità fondamentale: nessuna impresa cresce davvero senza il valore delle persone che la fanno vivere ogni giorno – commenta Paolo Streparava, presidente di Confindustria –. Dietro ogni azienda ci sono competenze, sacrifici, responsabilità assunte con serietà anche nei momenti più difficili. Ci sono uomini e donne che hanno attraversato trasformazioni industriali, cambiamenti tecnologici, crisi economiche, evoluzioni profonde del lavoro, continuando però a mettere passione, affidabilità e senso del dovere in ciò che facevano. A tutti loro, oggi, va il nostro applauso.”

I PREMIATI

ACCIAIERIE VENETE SPA                                                 Gabriella Pilotti

ACCIAIERIE VENETE SPA                                                  Fabio Bianchetti        

CAMEO SPA                                                                         Claudio Sergio Delpozzo

CASTELLINI SPA Società Benefit                                        Attilio Raffelli

ESTALIA PERFORMANCE COATINGS SPA                     Alberto Alberti

F.M.B. SRL                                                                            M’hamed Touzani

FABBRICA D’ARMI PIETRO BERETTA SPA                      Manuela Pintossi

FABBRICA D’ARMI PIETRO BERETTA SPA                      Luca Casari

FARCO SRL                                                                          Elena Faustini

GAMBARI SRL                                                                     Luca Cardini

MEC-GAR SRL                                                                     Enrico Zappa

OFFICINE MECCANICHE REZZATESI SRL                      Gianni Bollani

OFFICINE MECCANICHE REZZATESI SRL                      Marco Nicoli

OMB SALERI SPA – Società Benefit a socio unico             Claudia Barucchelli

OMR HOLDING SPA                                                            Bruno Braga

PALAZZOLI SPA                                                                  Marco Romeda

RIMA SPA                                                                             Roberta Cavallari

RUBINETTERIE BRESCIANE BONOMI SPA                     Renato Brocchetta

SACCHERIA F.LLI FRANCESCHETTI SPA Soc. Ben.       Caterina Pagnoni

SERVICE METAL COMPANY SRL                                     Mario Visconti

STREPARAVA SMT SRL                                                     Mauro Corsini

VALPRES SRL                                                                     Alberto Gino Arrighini

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Camera di Commercio di Brescia, il bilancio 2025 chiude in attivo: avanzo da 328mila euro e oltre 14 milioni per imprese e territorio

in Associazioni di categoria/Bilanci/Camera di commercio/Economia by

La Camera di commercio di Brescia archivia il 2025 con un risultato economico positivo di 328.362 euro e con oltre 14 milioni di euro destinati a interventi a sostegno del sistema produttivo e della promozione del territorio. Il Consiglio camerale ha approvato il Bilancio d’esercizio nella seduta di giovedì 7 maggio.

«In un contesto economico segnato da crescente complessità e dall’instabilità dello scenario internazionale — commenta il presidente della Camera di commercio, Roberto Saccone — il Bilancio 2025 conferma il forte impegno dell’ente nel supportare le imprese bresciane, attraverso risorse rilevanti finalizzate a rafforzarne la competitività».

Le principali linee di intervento hanno riguardato innovazione, sostenibilità, formazione professionale e internazionalizzazione. Particolare attenzione è stata dedicata alle misure per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, ancora alle prese con condizioni finanziarie restrittive e con il peso dei tassi elevati.

Sul fronte della promozione territoriale, la Camera di commercio ha sostenuto iniziative e progetti per valorizzare l’immagine del territorio, aumentarne l’attrattività e incentivare lo sviluppo turistico. Tra gli interventi più significativi figura anche il sostegno alla Spa Immobiliare Fiera di Brescia, con un aumento di capitale da 1,4 milioni di euro destinato alla riqualificazione e all’efficientamento del padiglione fieristico, nell’ambito del percorso di rilancio commerciale promosso da Pro Brixia.

Nel dettaglio, le risorse camerali sono state indirizzate per 3,7 milioni di euro alla promozione del territorio, per 2,4 milioni all’innovazione, per 1,7 milioni all’internazionalizzazione, per 3,8 milioni al sostegno del credito e per 1,5 milioni alla formazione professionale.

Attraverso i bandi camerali, nel corso del 2025 sono stati inoltre erogati 4,48 milioni di euro a favore di 1.305 imprese bresciane. Il contributo medio riconosciuto è stato pari a 3.431 euro per azienda.

L’ente evidenzia anche il rapporto tra quanto versato mediamente dalle imprese attraverso il diritto annuale — pari a 112,9 euro — e il valore medio restituito tramite interventi promozionali e investimenti, che raggiunge i 145,4 euro per impresa.

Dal lato delle entrate, il diritto annuale si conferma la principale fonte di finanziamento, con 13,4 milioni di euro, seguito dai diritti di segreteria, che hanno garantito introiti per 7,6 milioni.

Per quanto riguarda le uscite, i costi di funzionamento si attestano a circa 1,6 milioni di euro, mentre la spesa per il personale raggiunge i 6,5 milioni. Nel 2025 la Camera di commercio ha inoltre versato oltre 600mila euro tra imposte e tasse e altri 1,3 milioni al sistema camerale nazionale e regionale.

«Il risultato finale è il frutto del costante impegno nella gestione organizzativa e nel contenimento dei costi di struttura e funzionamento — sottolinea il segretario generale Massimo Ziletti —. Nel 2025 è stato inoltre avviato il cantiere per il consolidamento antisismico della sede camerale, con un investimento di circa 4,4 milioni di euro. Un intervento accompagnato da un importante sforzo organizzativo per garantire continuità ai servizi senza trasferire gli uffici».

Nel corso della stessa seduta è stato presentato anche il Bilancio di sostenibilità della Camera di commercio, giunto alla terza edizione. Il documento analizza il livello di allineamento tra le strategie dell’ente, gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e le aspettative degli stakeholder del territorio, mettendo in relazione temi materiali, obiettivi di performance e bandi camerali.

Pianificazione fiscale e patrimoniale, il 26 maggio incontro di Fenimprese a Darfo

in Economia/Eventi/Valcamonica/Zone by

FenImprese Brescia, guidata dalla presidente Francesca Cortinovis e dal vice Giovanni Bono, promuove un incontro dedicato alla pianificazione fiscale e patrimoniale delle aziende italiane. L’evento, dal titolo “Pianificazione fiscale e patrimoniale – Gli alleati strategici per le imprese italiane”, si terrà martedì 26 maggio 2026 dalle 18 alle 20 al Centro Congressi di Darfo Boario Terme, nella Sala Vip di via Romolo Galassi.

L’iniziativa sarà moderata dall’avvocato Reghenzani, direttore di FenImprese Brescia, insieme al commercialista Nicola Macario. Durante l’appuntamento verranno affrontati temi legati agli strumenti di tutela e sviluppo patrimoniale delle imprese, con approfondimenti sulle strategie fiscali e sugli scenari che interessano il tessuto imprenditoriale italiano.

Tra i relatori annunciati figurano la stessa Francesca Cortinovis, Gianluca Massini Rosati, presidente di Allcore Spa, e Marcello Teoldi, tax advisor di Soluzione Tasse.

L’obiettivo dell’incontro è offrire agli imprenditori un’occasione di aggiornamento e confronto su aspetti sempre più strategici per la gestione aziendale, in un contesto economico e normativo in continua evoluzione.

L’evento è organizzato in partnership con Allcore e Soluzione Tasse.

Banca Valsabbina sottoscrive minibond da un milione di euro emesso da Idntt Sa

in Banche/Economia/Finanza/Valsabbina by

Brescia, 5 maggio 2026 – Banca Valsabbina ha perfezionato la sottoscrizione del minibond “IDNTT S.A. – ISIN IT0006775453 – Tasso VAR + 2,50% 2026-2032” per un valore complessivo di 1 milione di euro, emesso da IDNTT SA, AI-Tech Content Factory quotata sul mercato Euronext Growth Milan (EGM) di Borsa Italiana e nel segmento open market “Quotation Board” della Borsa di Francoforte.

IDNTT sviluppa e distribuisce ogni giorno contenuti omnichannel e data-driven – tra cui e-commerce content, advertising, social media, video e comunicazione integrata – con l’obiettivo di aumentare visibilità, engagement e conversioni dei clienti. Presente in diversi Paesi europei (tra cui Italia, Spagna, Olanda, Romania e Svizzera), IDNTT è un’AI-Tech Content Factory europea che opera come un’infrastruttura industriale altamente scalabile. Integrando l’Intelligenza Artificiale e piattaforme digitali proprietarie, il Gruppo orchestra team multiculturali per ottimizzare i flussi di lavoro, abbattere i tempi di produzione e massimizzare l’efficienza, garantendo un presidio globale e la massima vicinanza al cliente. IDNTT ha avviato negli ultimi anni una proficua strategia di M&A conseguendo risultati in forte crescita anno dopo anno. Con il nuovo piano industriale, il Gruppo punta a evolvere ulteriormente il proprio modello, mantenendo alta l’attenzione su potenziali operazioni di acquisizione.

Banca Valsabbina ha partecipato all’operazione in qualità di unico sottoscrittore, curandone inoltre la strutturazione e la gestione in modalità full service, confermando il proprio ruolo nel supportare le imprese italiane attraverso strumenti di finanza alternativa e soluzioni di finanziamento dedicate.

La redazione del regolamento del prestito obbligazionario non convertibile è stata affidata allo studio legale ASHURST LLP, con gli avvocati Luca Lo Po’, Paolo Cadili, e Massimo Breviglieri.

Christian Traviglia, Presidente e CEO di IDNTT: “Ringraziamo Banca Valsabbina per aver colto la solidità del nostro modello e della nostra Azienda. Continueremo a investire con forza nello sviluppo della nostra AI-Tech Content Factory e in nuove operazioni di M&A, aggregando eccellenze per consolidare la nostra leadership europea con la nostra solita coerenza di visione e azione”.

“Questa operazione conferma il nostro impegno nel supportare realtà ad alto contenuto innovativo come IDNTT”, ha commentato Hermes Bianchetti, Vicedirettore Generale Vicario di Banca Valsabbina. “Si tratta di un’azienda che ha costruito un modello distintivo nella produzione e gestione di contenuti digitali, con un approccio fortemente integrato e data oriented. Sosteniamo con convinzione imprese capaci di coniugare tecnologia e creatività, valorizzando modelli di business scalabili e orientati alla crescita internazionale, anche attraverso strumenti di finanza alternativa dedicati”.

Csmt chiude il 2025 in positivo e rafforza il proprio ruolo per l’innovazione del territorio

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Un bilancio positivo, una struttura più focalizzata e un impatto sempre più concreto sul territorio. CSMT Innovation Hub chiude il 2025 con un valore della produzione pari a 2,89 milioni di euro, un Margine Operativo Lordo di 181 mila euro, in crescita del 49% rispetto all’anno precedente, e un utile d’esercizio di 6,7 mila euro. Il MOL, indicatore che misura la capacità della gestione operativa di sostenersi e generare risorse attraverso le attività principali, conferma il percorso di consolidamento dell’hub, che nel triennio ha contribuito ad attivare 78 milioni di euro di progetti e 39 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le imprese coinvolte.

I risultati sono stati presentati in occasione dell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 27 aprile 2026 e confermano il percorso di consolidamento avviato da CSMT, realtà nata all’interno del campus dell’Università degli Studi di Brescia per favorire il collegamento tra imprese, ricerca, competenze tecnologiche e istituzioni.

Il dato economico si inserisce in un quadro più ampio di attività: nel triennio 2023-2025 CSMT ha contribuito ad attivare progetti di innovazione industriale finanziati per circa 78 milioni di euro, con 39 milioni di euro di contributi a fondo perduto destinati alle imprese coinvolte. L’hub ha partecipato come partner tecnico a progetti europei, nazionali e regionali, rafforzando il proprio ruolo non solo nella costruzione delle candidature, ma anche nello sviluppo dei contenuti tecnici, nella costruzione del partenariato tecnico e nella gestione operativa delle iniziative. Tra i programmi più rilevanti figurano i progetti Collabora & Innova di Regione Lombardia: dei 14 progetti presentati, 5 sono stati ammessi a contributo nel 2025, con ulteriori 2 progetti approvati nei primi mesi del 2026. CSMT è quindi partner in 7 progetti complessivi, con contributi previsti distribuiti sui prossimi anni. Insieme ai 5 ottenuti dall’Università degli Studi di Brescia, il sistema dell’innovazione ottiene quindi il supporto per 12 progetti. A questi si aggiungono i progetti sviluppati con i Competence Center del MIMIT, tra cui MADE, di cui CSMT è socio fondatore.

Accanto ai risultati economici e progettuali, il 2025 ha segnato anche una riorganizzazione interna. La struttura è stata articolata in tre aree operative principali: Digitale e Ottimizzazione, Sostenibilità e Materiali, Progetti Finanziati. Una scelta pensata per rendere più chiaro il posizionamento dell’hub e più efficace il lavoro con imprese, università, centri di ricerca e partner tecnici.

Sul territorio, l’attività di CSMT si traduce in numeri concreti: 57 hubber, 26 aziende resident, 17 startup e spin-off supportati, 31 eventi organizzati nell’anno con oltre 1.500 partecipanti e una rete di oltre 2.000 connessioni attivate tra clienti e fornitori. Un ecosistema che mette in relazione imprese, laboratori, università, associazioni di categoria, istituzioni e competenze specialistiche.

Nel 2025 sono stati sviluppati progetti in ambiti molto diversi ma accomunati da una forte ricaduta applicativa: dalla piattaforma basata su intelligenza artificiale per la gestione e la tracciabilità degli emocomponenti, ai nuovi materiali termoplastici green da biomassa e materiali riciclati; da un sistema edilizio modulare e sostenibile, fino ai progetti su indumenti tecnici intelligenti, digital twin per infrastrutture, efficienza energetica nel settore agroalimentare e tecnologie AI per il controllo qualità e la biosicurezza.ì

«Il 2025 ha rappresentato per CSMT un anno di rinnovamento significativo, in un contesto in cui l’innovazione è più che mai una leva competitiva centrale per le imprese», sottolinea Daniele Peli, Presidente di CSMT. «La chiusura positiva del bilancio conferma la direzione intrapresa: rafforzare il ruolo di CSMT come soggetto capace di accompagnare il territorio nei percorsi di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e collaborazione tra imprese e accademia».

«Il bilancio racconta un anno di consolidamento e cambiamento», aggiunge Gabriele Zanetti, Direttore Generale di CSMT. «CSMT non opera per sé, ma come catalizzatore di relazioni e innovazione al servizio del territorio. I numeri economici sono solidi, ma l’impatto più significativo è nella rete costruita: imprese supportate, progetti attivati, startup accompagnate, eventi realizzati e connessioni generate tra aziende, ricerca e istituzioni».

Con la chiusura positiva del 2025, CSMT opera oggi e guarda al futuro con una struttura più focalizzata, una governance rinnovata e un volume crescente di attività progettuali, confermando il proprio ruolo di infrastruttura territoriale per l’innovazione applicata, la sostenibilità e la competitività del sistema produttivo bresciano.

Fatturato a 1,1 miliardi per la bresciana W Group

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Il Consiglio di Amministrazione di W Group, gruppo italiano multi-brand di human resource solutions, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025, confermando un percorso di crescita solido e sostenuto sia a livello economico che organizzativo.

Nel 2025, il Gruppo guidato da Federico Vione ha registrato ricavi consolidati pari a 1,106 miliardi di euro. Parallelamente, l’EBITDA Adjusted ha raggiunto i 90 milioni di euro, rispetto ai 57 milioni del 2024. Anche l’EBIDTA Margin è risultato in netto miglioramento: si attesta all’8,1%.

Il trend di crescita è rimasto stabile anche all’inizio del nuovo anno: i risultati del primo trimestre hanno registrato un miglioramento rispetto al Q1 2025, confermando la solidità del percorso intrapreso e la capacità del Gruppo di continuare a generare valore.

Il CEO, Federico Vione, ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno di consolidamento e crescita, in cui abbiamo trasformato le acquisizioni realizzate in valore concreto. Ma, soprattutto, è stato un anno che ha confermato con ancora più forza ciò su cui abbiamo costruito W Group fin dall’inizio: le persone. Infatti, i risultati raggiunti – dal superamento dei 1,100 miliardi di ricavi alla solidità della nostra redditività – sono stati possibili solo grazie al lavoro quotidiano, alla competenza e all’impegno delle nostre persone, che rappresentano il vero motore del Gruppo e il cuore del nostro modello. Guardando al futuro, continueremo a investire nello sviluppo organico e nell’integrazione delle società acquisite, con l’obiettivo di superare i 2 miliardi di fatturato entro il 2030, raggiungere i 3.000 dipendenti e un EBITDA superiore al 9%. Lo faremo restando fedeli alla nostra identità: un Gruppo costruito intorno alle persone, capace di creare opportunità di lavoro e generare valore sostenibile nel tempo.”

A livello geografico, la crescita del Gruppo è stata trainata principalmente dal mercato italiano, che si conferma il primo contributore con ricavi pari a circa 912 milioni di euro. Al tempo stesso si rafforza il peso dell’estero, in particolare della Francia, dove il contributo di Camo Groupe ha generato ricavi per oltre 126 milioni di euro.

Dal punto di vista dei servizi, il lavoro tramite agenzia si conferma la componente centrale del modello di business del Gruppo, con ricavi pari a circa 983 milioni di euro nel 2025. Le attività di permanent recruitment hanno contribuito con circa 70 milioni di euro, evidenziando una crescita del mix di offerta, con effetti positivi sulla redditività complessiva.

La crescita si riflette anche sul piano organizzativo: il Gruppo contava 2.000 dipendi a fine 2025, rispetto ai 1.800 dell’anno precedente e 310 filiali tra Italia ed estero, con un’apertura di 30 nuovi sedi nell’anno.

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