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Valsabbina, il Comitato ribelle fa il pieno

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Tutto esaurito, posti in piedi compresi, per la prima riunione pubblica del Comitato Soci Valsabbina, il gruppo di piccoli azionisti “ribelli” che chiede maggiore democrazia e trasparenza nella gestione della banca. All’appuntamento, nell’Auditorium Comunale di Gavardo in Via Quarena 8, si sono presentati in un centinaio degli oltre 350 aderenti annunciati dal Comitato.

Ad aprire la riunione il commercialista Aurelio Bizioli, che ha fatto il punto sulla situazione, ricordando innanzitutto come i soci siano passati dai 10mila dell’anno 2000 ai 19mila del 2005 fino ad arrivare oggi a oltre 40mila. “Non parliamo certo di speculatori: gran parte di questi ha in portafoglio soltanto azioni della nostra banca”, ha sottolineato. Da qui le paure sull’andamento del titolo, che nel 2005 valeva 15 euro, nel 2010-2011 ben 23 (ma con problemi di liquidità) e nel 2015 ancora 18. “40mila soci li abbiamo trovati, ma difficilmente ne troveremo altrettanti per vendere le nostre azioni a un prezzo adeguato”, ha aggiunto, “Che soddisfazione è per un piccolo azionista valsabbino sapere che abbiamo acquistato lo sportello di una banca chiusa a Schio?”.

Bizioli, quindi, ha citato l’intricata vicenda delle partecipazioni incrociate con la Cassa di risparmio di Ferrara e la Popolare di Vicenza (la magistratura sta indagando) e invocato maggiore democrazia nella gestione dell’istituto.
“Per chiedere l’assemblea servono 4mila firme autenticate da un notaio o da un direttore di banca, inoltre chi vuole votare nomi diversi dalla proposta del Cda uscente deve prima cancellare gli altri nomi: un’assurdità bulgara”, ha sottolineato, ricordando che gli iscritti, non vanno di pari passo con la partecipazione, visto che i soci presenti alla chiusura dell’assemblea 2016 di Valsabbina erano 1241 (il 3,6%) e a quella del 2014 erano soltanto soltanto 664 (1,8 per cento).

Gino Toffolo, ex dipendente della banca, ha quindi ricordato che “la scelta di collocare le azioni della banca sul mercato Hi-Mtf non era obbligatoria e le realtà bancarie che hanno fatto come Valsabbina si contano sulle dita di una mano”. “A parte Banca Sella, che peraltro è tra i proprietari del mercato”, ha spiegato, “vorrei sottolineare l’esempio di Cassa di cento, che come noi è entrata a luglio, ma a differenza nostra ha lasciato dopo una seduta”.

Quindi, l’avvocato Giorgio Paris ha affrontato il versante legale, spiegando che il Comitato non intende promuovere azioni personali e collettive, ma “politiche” al fine di dare maggiore potere ai soci già nello statuto. Mentre un rappresentante di Federconsumatori ha evidenziato che “un buon numero di soci si sta rivolgendo a noi: ci sono diversi casi critici e stiamo valutando l’azione legale, anche se la materia è molto incerta”.

A seguire diversi interventi di piccoli azionisti, tutti a favore della nascita del comitato se pure – anche un po’ a sorpresa rispetto ai toni usati sul web da alcuni – molto educati e pacati nei toni.

Le conclusioni le ha tirate Bizioli. “Il Cda con le elezioni dei membri scaglionate (3 membri sono eletti col bilancio 2016, 2 col 2017 e 5 col 2018) è un sistema di blindatura dei vertici che va superato”, ha tuonato il commercialista di Vobarno, “inoltre dobbiamo porre nello statuto un limite al numero dei mandati, stabilire una rappresentanza per le minoranze e di genere e introdurre l’incompatibilità per gli ex dipendenti, come avviene in altre banche”.

Da valutare l’idea della trasformazione in Spa. Per ora la richiesta ufficiale ai vertici della Banca è dunque quella di “chiedere al cda di convocare i soci senza aspettare l’approvazione del bilancio, perché il presidente – cooptato dal consiglio – deve avere l’umiltà di presentarsi ai soci e discutere con loro la linea”. Ma nel frattempo “cominciamo a presentare una lista”.

Valsabbina, altra settimana in positivo per il titolo

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Un’altra settimana in positivo per le azioni della Banca Valsabbina, che chiudono a 7 euro, con 90 contratti per complessive 50 mila azioni. Per la prima volta dopo ripetuti interventi in acquisto e in vendita, la banca non è intervenuta sulla quotazione del titolo. Una linea che era stata criticata pochi giorni fa, con una nota, dal comitato dei piccoli azionisti ribelli guidati da Aurelio Bizioli.

La nuova quotazione rappresenta un dato significativo in termini di ripresa. Ma i valori restano lontani dai massimi storici (solo il 29 luglio si era sopra gli 11 euro, ma prima si era andati ben più su) e le proteste del Comitato – che il primo dicembre farà la prima assemblea pubblica – proseguono.

Valsabbina, il titolo cresce, ma resta l’incertezza

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Prosegue la risalita della quotazione delle azioni della Banca Valsabbina, un titolo azionario diffuso fra 40 mila risparmiatori con una forte prevalenza di risparmiatori bresciani. Le quotazioni di venerdì 18 novembre del mercato Hi-Mtf hanno fissato 136 scambi per 52 mila azioni ad un valore di 6.6 euro con una doppia chiave di lettura: un incremento di 2.00 euro rispetto al minimo storico sceso a 4.60 euro ai primi di ottobre; un decremento di 11.40 euro rispetto al valore di inizio anno, ma per gli azionisti sembra sia passato un secolo, quando il titolo quotava 18.00 euro.

Evidente dai dati ufficiali l’attivismo della banca, da cui però si attendono chiarimenti sulla linea. Dopo aver acquistato, nei primi mesi di quotazione sul nuovo mercato attivato a luglio, 200mila azioni (evidentemente con l’obiettivo di impedire o rallentare la discesa del prezzo), infatti, Banca Valsabbina nelle ultime quattro settimane è intervenuta con l’acquisto di 135 mila azioni, di fatto riducendo il prezzo di scambio del titolo che, nel listino di questa settimana aveva raggiunto, prima della quotazione finale, un prezzo teorico di 8.50 euro.

La sensazione, come rilevano gli analisti del settore, è che la quotazione sul mercato Hi-Mtf non abbia risolto i problemi di illiquidità del titolo che, a fronte di 35 milioni di pezzi in circolazione, vede ridotte quantità di scambio che determinano fluttuazioni considerevoli a fronte di ordini di acquisti/vendita di dimensioni limitate, ma con rilevanti variazioni di prezzo.

Scambi a sei euro, si ferma la discesa delle azioni della Valsabbina

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Il titolo della Valsabbina ha ufficialmente fermato la discesa. Ed è tornato finalmente contendibile. Venerdì, infatti, il mercato HI-MTf si è chiuso con 151.544 azioni scambiate (in 301 contratti) per un valore di circa 850mila euro. Il valore delle azioni si è dunque attestato sui 6 euro (il mercato ha allargato la banda di oscillazione al 20%), con un balzo del 18,6 per cento rispetto all’ultima contrattazione valida, quella del 28 ottobre.

Valsabbina: per la prima volta offerte di acquisto superiori alle vendite

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Per la prima volta, da quando le azioni di Valsabbina sono state quotate sul mercato Hi-Mtf le offerte di acquisto, 120 mila azioni, erano superiori a quelle di vendita, ferme intorno a 70 mila azioni. La società è quindi intervenuta per riequilibrare il mercato immettendo sul mercato 50 mila azioni disponibili, dopo gli acquisti delle precedenti settimane, nel fondo azioni proprie.

Questa situazione di mercato ha comportato un incremento del prezzo di scambio assestato a 5,06 euro per azioni con un +10% rispetto al prezzo di 4,60 euro rilevato nella precedente quotazione.

Banca Valsabbina apre il 63esimo sportello a Seregno

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Banca Valsabbina continua a crescere e apre una nuova filiale a Seregno. Con questa nuova apertura salgono a 63 le filiali dell’istituto bresciano, e quella di Seregno è la seconda agenzia presente in Brianza, dopo l’apertura dell’agenzia di Monza dello scorso febbraio.

L’apertura di Seregno e l’ingresso in Brianza rientrano nel piano di esportazione del proprio modello di business su nuove piazze, con l’obiettivo di incrementare i ricavi e conseguire nuove economie di scala. Uno sviluppo che Banca Valsabbina persegue all’insegna del sostegno alle economie locali, anche grazie ad una struttura decisionale snella e flessibile, che si caratterizza per competenze aggiornate e alta professionalità, un binomio strategico per la banca di origini bresciane.

“Dopo l’espansione a Verona, siamo orgogliosi di vedere il brand di Banca Valsabbina crescere e rafforzarsi in Brianza, uno dei centri nevralgici del tessuto socio-produttivo del nord Italia, ha dichiarato Tonino Fornari, Direttore Generale di Banca Valsabbina. Questa nuova apertura è parte del piano di espansione che nei prossimi mesi, anche in seguito al perfezionamento dell’operazione di acquisto di 7 sportelli da Hypo Alpe Adria Bank, porterà la rete territoriale di Banca Valsabbina a 70 filiali, dislocate in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Siamo una banca solida e dinamica, ha concluso Fornari, e vogliamo continuare ad essere un riferimento per le aziende i gli abitanti del territorio”.

La nuova filiale si trova nella centrale via Mazzini ed è stata pensata per accogliere e soddisfare al meglio le esigenze dei nuovi clienti che sceglieranno di affidarsi all’ampia gamma di prodotti e servizi di Banca Valsabbina.

E possibile conoscere l’offerta della banca recandosi nella filiale di via Mazzini 14, chiamando lo 0362 224098 o contattando l’indirizzo di posta elettronica seregno.64@lavalsabbina.it

Valsabbina, si ferma la discesa del valore delle azioni

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Novità positive nella quotazione del titolo Valsabbina sul mercato Hi-Mtf: nell’asta settimanale che si è tenuta venerdì sono state scambiate 310 mila azioni ad un corrispettivo determinato a 4,60 euro per azione.

Un risultato in una certa misura sorprendente, in quanto dopo le 73 mila azioni scambiate venerdì 7 a 4,60 euro l’asta di venerdì scorso era risultata nulla per eccesso di ribasso. Ci si poteva quindi aspettare un ulteriore ribasso: per fortuna degli azionisti interessati a vendere questo non è avvenuto ed è stato quindi confermato il valore di inizio mese.

Un risultato che sembra frutto della situazione di rinnovata attenzione sulla banca, che coinvolge oggi circa 40mila soci. Da una parte, infatti, c’è la nascita del Comitato Soci guidata da Aurelio Bizioli, che ha invitato gli azionisti a non vendere, dall’altra l’azione della banca che – oltre a ribadire che le azioni hanno un valore reale più alto di quello attuale di mercato – ha messo in cantiere diverse azioni, tra cui l’acquisizione diretta di ben 125 mila azioni tramite il fondo azioni proprie.

Si tratta ora di verificare nelle prossime aste se finalmente la diminuzione del valore del titolo si è arrestata o meno.

Valsabbina, sulle azioni un’altra settimana in bianco

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La seduta di oggi sulla quotazione del titolo Valsabbina sul mercato Hi-Mtf si chiude senza scambi azionari. Pur in presenza di una forbice ridotta fra numero di acquisti (erano 175 mila) e numero di vendite (erano quasi 350 mila) gli scambi non si sono formalizzati in quanto erano state inserite offerte di acquisto per un prezzo inferiore al minimo previsto dal mercato.

E’ quindi scattato il meccanismo di questo particolare mercato azionario che di settimana in settimana, con il limite del 10% per seduta di scambio come riduzione massima, prolunga la discesa del valore del titolo. Tutto rinviato alla settimana prossima quando la quotazione potrà essere ridotta del 20% rispetto ai 4,60 euro per azioni determinati nella seduta del 7 ottobre.

La situazione, secondo alcuni analisti, evidenzia un’anomalia di comportamento – stigmatizzata dalla stessa dirigenza di Valsabbina – che a settimane alterne vede quotato un prezzo inferiore al minimo.

Valsabbina, altra settimana in bianco per chi vuole vendere le azioni

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Altra settimana in bianco per gli azionisti della Banca Valsabbina intenzionati a vendere le azioni. Non è bastato infatti l’ennesimo ribasso del prezzo, sceso fino a 5,17 euro a fronte dei 14 euro iniziali (e dei 7,17 del 2 di settembre) a convincere il mercato a comprare. Le ultime trattative si sono chiuse con ordini di vendita per circa 515mila azioni, ma le offerte d’acquisto valevano solo 100 azioni. Salvo sorprese, dunque, andrà alla prossima vendita sfondando la soglia dei 5 euro per azione.

Valsabbina, chiusura positiva a 5,74 euro per azione

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Chiusura positiva, anche se per pochi fortunati ed ad un valore ridotto del 68% rispetto ai valori di inizio anno, nella contrattazione odierna delle quote della Banca Valsabbina. A fronte di 627 mila ordini di vendita c’erano solo 18 mila ordini di acquisto che si sono poi concretizzati in 21 contratti di vendita a 5,74 euro per azione. Restano quindi scoperti 613 mila ordini di vendita di cui una buona parte presentati senza limite di ribasso.

Forse è troppo presto per pensare che il recente cambio di governance, comunicato solo ieri, influenzi l’andamento del titolo; più probabile, vista la riduzione dei quantitativi in vendita, che molti azionisti siano in attesa di capire quali sviluppi riserverà il futuro. L’unica certezza è che con questi ordini di vendita, in assenza di nuovi ordini di acquisto, il prezzo nella prossima seduta di scambi non potrà che abbassarsi di un altro 10%.

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