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Montichiari, arriva Turismo Natura 2018: la fiera dei camperisti

in Bassa/Economia/Fiere/Turismo/Zone by
Camper

Una fiera dedicata al camper, caravan e accessori, destinato a tutti gli appassionati di turismo ecosostenibile di un’area tra le più ricche di opportunità di tutto il Nord Italia. Nasce con queste premesse TurismoNatura, il salone proposto dal 9 al 11 novembre al Centro Fiera di Montichiari (Brescia) con ingresso a 7 euro.

IN FIERA PER VIAGGIARE E VIVERE PIÙ GREEN

Il turismo ecosostenibile costituisce una nicchia di mercato in forte espansione, con consumatori attenti e alla ricerca di prodotti di qualità grazie ai numerosi hotel, alberghi, agriturismi, villaggi turistici, campeggi, enti di promozione turistica ed operatori del settore che hanno fatto proprio il concetto di ecosostenibilità. Si tratta di una scelta che coinvolge un numero crescente di persone, sempre più orientate a modelli di consumo più sostenibili, rispettosi dell’ambiente e degli equilibri del territorio. Viaggiare in camper e caravan, insieme alle nuove frontiere del cicloturismo, è uno dei modi principali per scoprire il paesaggio, godendone appieno ogni aspetto in maniera autentica e rispettando l’ambiente.

TurismoNatura è un salone che intercetta queste esigenze specifiche, dando voce ad un mondo alla ricerca di visibilità. Grazie alla partecipazione dei più importanti marchi rappresentati dai concessionari del territorio, la fiera offrirà la possibilità di valutare da vicino un’ampia offerta di camper e caravan ma anche di accessori e attrezzature.

Molti i marchi che hanno confermato la loro presenza: Pilote, Hymer, Hymer Car, Eriba, SunLihgt, Burnster, Mobilvetta, FontVendome, Adria, SunLiving, Chausson, Karmann, Roller Team, Euramobil.

ATTREZZATURE E SOLUZIONI PER LA PICCOLA NAUTICA

Nell’ambito di TurismoNatura, inoltre, verrà proposta la prima edizione della Nautica Dei Laghi, un’area che si rivolge ai cultori della piccola nautica che hanno proprio con il lago un legame speciale. Montichiari, infatti, sorge al crocevia di un territorio unico, fatto di eccellenze produttive ma anche di una vocazione turistica che ha nel Lago di Garda e nel Lago d’Iseo due poli di attrazione unici in Europa.

Con la Nautica dei Laghi, TurismoNatura si arricchisce di un nuovo spazio riservato alle attrezzature e soluzioni per la piccola nautica che completa l’offerta espositiva in fiera.

IN FIERA NUMEROSE INIZIATIVE COLLATERALI

TurismoNatura può contare su numerose iniziative collaterali proposte in fiera dal mondo delle associazioni e dai cultori del turismo all’aria aperta.

Durante le giornate di fiera, Montichiari sarà la prima tappa del Camper Partner Road Show, promosso da Pilote, un’iniziativa che attraversa l’Italia organizzata dalla casa costruttrice che farà tappa anche a TurismoNatura.

Nella giornata di sabato 10, alle ore 11.00 in Sala Scalvini è atteso un talk show sul tema @Camperite: quella sindrome positiva che assale chi ha esaurito il logorio della vita ordinaria, moderato da Tommaso Impenna di CamperZone e Luca Stella, direttore di Newscamp.eu. Tra gli ospiti: Cristiano Gianmaria Fabris.

La Federazione A.C.T. Italia (Associazione Campeggiatori Turistici d’Italia) sarà presente, come da tradizione, con uno stand istituzionale e i numerosi Club affiliati della Lombardia svolgono la loro attività, tra cui Amici Campeggiatori Bresciani, ARcamperClub, Camper Solidale Mantova, Tanta strada in camper e Camper Club Bussero.

L’obiettivo è creare momenti d’incontro che coinvolgano gli appassionati di camper storici e le nuove leve. Un vero e proprio “raduno” in fiera che ha l’obiettivo di trasmettere lo spirito di chi ama viaggiare in camper. Non potranno mancare momenti culinari e culturali alla scoperta delle bellezze artistiche e paesaggistiche di Montichiari e dei comuni limitrofi.

Una delle novità del 2018 è uno spazio appositamente dedicato all’usato di qualità, con una particolare attenzione al vintage, sempre più apprezzato e ricercato dagli appassionati.

Anche quest’anno la Federazione nazionale Unione Club Amici sarà presente a TurismoNatura con il proprio patrocinio e uno stand a disposizione dei suoi 130 club aderenti, sparsi su tutto il territorio Italiano.

La Federazione UCA promuove da sempre il turismo itinerante. Anche per l’edizione 2018 arriveranno in fiera equipaggi dei club aderenti dell’Area nord Italia e un gruppo di camper provenienti dal Triveneto, organizzato dall’Holiday Camper Club di Trento, che in occasione di TurismoNatura visiteranno con guide turistiche specializzate anche le cittadine di Lonato, Castiglione delle Stiviere e naturalmente Montichiari.

A TurismoNatura, inoltre, è confermata la presenza di Federcampeggio Lombardia che fa parte della Confederazione Nazionale Campeggiatori. In fiera saranno presenti l’Unione Campeggiatori Bresciani e Camper Club Clarense con un programma di iniziative appositamente studiate per i camperisti.

Per gli appassionati di camper e caravan, per chi ama la vita all’aria aperta e cerca idee stimolanti per le proprie vacanze, l’appuntamento con TurismoNatura è dal 9 all’11 novembre al Centro Fiera di Montichiari.

EVENTI SPECIALI

Talk show sul tema @Camperite:

quella sindrome positiva che assale chi ha esaurito

il logorio della vita ordinaria

Sabato 10 Novembre – ore 11:00

Sala Scalvini (primo piano – ingresso centrale)

Tra gli ospiti: Cristiano Gianmaria Fabris

Tommaso Impenna – Camperzone

Luca Stella – direttore di Newscamp.eu

Ecco i temi e gli spunti che verranno sviluppati nell’incontro:

ü  Camperismo e Camperite: due modi di intendere il camper (vacanza, necessità, lavoro, ecc.) ovvero si inizia a far vacanza su ruote e poi si scopre…

ü  Esiste un vademecum del camperista?

ü  Quali sono i limiti (e quali i pregi) nel vivere full time su ruote?

ü  Anche il full timer ha bisogno di protezione e tutela. Cosa prevede la normativa?

ü  Che messaggio civile o educativo può trasmettere un full timer?

ü  Fulltimer e mercato: clienti difficili di officine e dealer o virtuosi bricoleurs?

ü  Il veicolo: cosa non può mancare e cosa c’è ma non serve a nessuno mai!

ü  Cosa si scopre della società attuale osservata da un oblò di un monolocale in perenne movimento?

TURISMO NATURA – LA SCHEDA

Fiera del Camper, Caravan, Accessori

Nautica e Turismo Ecosostenibile

9 / 10 / 11 NOVEMBRE 2018

CENTRO FIERA DI MONTICHIARI (BS)

ORARI:

10.00 – 19.00

BIGLIETTO:

€ 7

€ 5 ridotto ultrasessantacinquenni

Ingresso gratuito fino a 12 anni

Cotonella, Maurizio Zannier passa il timone al figlio Marco

in Abbigliamento/Economia/Nomine/Valcamonica/Zone by
I vertici di Cotonella

Cambio ai vertici per la società Cotonella, storica azienda dell’underwear con sede a Sonico in provincia di Brescia. Il Presidente e fondatore dell’azienda Maurizio Zannier ha ceduto la Presidenza del Consiglio di Amministrazione della Società al figlio Marco Zannier, 37 anni.

Marco, sposato e padre di due figli, lavora nell’azienda di famiglia da più di 15 anni, dove ha ricoperto diversi ruoli chiave nei settori acquisti, commerciale e sviluppo retail, oggi eredita il timone dell’azienda fondata dal padre in Valle Camonica nel 1972.

La nomina della nuova governance mira a favorire il passaggio generazionale e a rafforzare la strategia di sviluppo dell’azienda nel pieno rispetto della tradizione familiare.

Cotonella S.p.A. è un’azienda con più di 45 anni di storia tutt’oggi controllata interamente dalla famiglia Zannier: nel CDA sono presenti oltre a Marco e a Maurizio Zannier anche Donatella Colombi e Silvia Zannier rispettivamente moglie e figlia del fondatore.

Negoziazione e aziende, appuntamento il 14 giugno nella sede di Isfor

in Città e Hinterland/Economia/Formazione/Isfor/Zone by
La sede di Isfor

La negoziazione è comportamento organizzativo complesso che richiede un ricco bagaglio di abilità e competenze. Nessuno si può improvvisare negoziatore e nessuno può diventarlo solo con l’esperienza.

La negoziazione è una visione prospettica: raggiungere i propri obiettivi non è la misura del successo negoziale. Decisivo è il modo con il quale lo si raggiunge, a quale prezzo in termini di valore e di relazioni. Una negoziazione che si chiude con un buon risultato per entrambe le parti è destinata a produrre i propri effetti positivi per lungo tempo molto di più di quanto non possa fare una trattativa che si conclude con vincitori e vinti.

Per portare il linguaggio della negoziazione nelle aziende bresciane, ISFOR organizza il 14 giugno alle ore 16.00 presso la sede ISFOR in via Pietro Nenni 30 a Brescia, una tavola rotonda dal titolo:

“NEGOZIARE PER LA GOVERNANCE, LO SVILUPPO E IL CAMBIAMENTO AZIENDALE”.

Nella la tavola rotonda, i diversi punti di vista portati dai relatori offriranno una ampia panoramica sul linguaggio universale della negoziazione, strumento d’elezione per lo sviluppo del business, l’acquisizione di nuova clientela, la definizione di accordi economici duraturi e la risoluzione pacifica delle controversie.

Aprirà i lavori Giuseppe Pasini, Presidente A.I.B. e interverranno, in un dibattito coordinato da Vittoria Poli, CEO ISN e Cinzia Pollio, Direttore ISFOR – Fondazione A.I.B.:

Piero De Lorenzi, Partner PWC – “Il valore della negoziazione nella gestione della governance”

Stefano Sablone, Consulente ISN – “Influenza dei rapporti proprietari sulla gestione: dinamiche all’interno del CdA”

Sergio Capelli, Senior HR Business Partner Manufacturing Vodafone – “Come negoziare nelle relazioni industriali e nei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”

Simona Gandini, Direttore Empowerment ISN – “Comunicare attraverso l’Intelligenza Emotiva nella complessità delle relazioni aziendali”

Relazione finale e conclusioni di Arik Strulovitz, Negoziatore, Direttore Scientifico ISN

“La sfida di negoziare in una realtà caotica nel mondo del business”

 

Gli scambi Brescia – Ghana valgono cinque milioni all’anno

in Economia/Export/Zone by
Ghana

Scambi nell’anno 2017 tra Lombardia e Ghana da 85 milioni, 56 di export e 29 di import. Cresce l’import, +4%, in calo l’export, -12%. Prima Milano con circa 50 milioni di scambi, circa metà tra import e export. Per Milano crescita maggiore per l’import, + 7% e calo più contenuto per l’export, -3%. La Lombardia pesa il 24% dell’export nazionale e il 18% dell’import. Emerge da una elaborazione di Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos, la sua azienda speciale per le attività internazionali.

Oggi in Camera di commercio a Palazzo Giureconsulti il Ghana business forum, con la partecipazione dell’Ambasciatore in Italia Paulina Patience Abayage  e di Hajia Samira Bawumia, Second Lady della Repubblica del Ghana.

Firmato un accordo. Al termine dell’incontro, la firma di un Memorandum of Understanding tra la Camera di commercio del Ghana e la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, per migliorare i rapporti economici.

Per provincia. Dopo Milano con circa 50 milioni di scambi, circa metà tra import e export, al secondo posto Bergamo con circa 12 milioni, di cui 9 di export (export +61% in un anno), Varese e Brescia con circa 5 milioni, quasi tutto export, Monza con circa 4 milioni di export.

Principali prodotti esportati dalla regione nel manifatturiero: macchinari (38% di tutto l’export lombardo per il Ghana). Importati soprattutto alimentari (51% di tutto l’import dal Ghana) e metalli (42%).

Lombardia regina dell’export: volano macchinari, metalli, moda e chimica

in Economia/Export/Lombardia/Tendenze/Zone by

Macchinari, metalli, moda, chimica: sono i prodotti che trainano il manifatturiero lombardo nel mondo. Un business che nel 2017 ha raggiunto i 117,9 miliardi di euro (8 miliardi di prodotti manifatturieri in più del 2016), +7,4%. Germania (+5,5%), Francia (+4,3%) e Stati Uniti (+13%) sono le maggiori destinazioni delle esportazioni. Primi paesi per crescita percentuale in un anno: Russia (+27,9%), Polonia (+16,3%), Giappone (+15%). Tra questi principali 20 partner, superiori al +10% di crescita anche Ungheria, Romania, Stati Uniti. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e della sua azienda speciale Promos per le attività internazionali, sugli ultimi dati Istat.

L’export manifatturiero lombardo è trainato da macchinari, metalli, moda e chimica. I macchinari superano i 24 miliardi e riprendono a crescere (+6,4%). Seguono i prodotti in metallo (18,5 miliardi, +9%), la moda (13 miliardi, +3,6%), i prodotti chimici (12,7 miliardi, +5,4%), gli articoli in gomma e gli alimentari (quasi 7 miliardi). Crescita a due cifre per alimentari (+17%) e farmaceutici (+25%). Sempre più alimentari lombardi arrivano in Giappone (seconda destinazione, +126%) e Corea (+116,5%), tessili in Cina (+19%), legno in Austria (+31,4%), prodotti chimici in Brasile (+23%), farmaceutici in Irlanda (+226%), petroliferi raffinati nei Paesi Bassi (+374%) e metalli in Ungheria (+30,4%), macchinari in Egitto (+106%) e Russia (+47,4%), computer nelle Filippine (+56,5%), apparecchi elettrici in Messico (+65,7%), mezzi di trasporto in Pakistan (+243%).

L’export manifatturiero italiano raggiunge i 430 miliardi, +7,4%. Milano è prima con 40 miliardi circa (9,3%, +8%), seguita da Torino (22 miliardi, +3,6%), Vicenza (17,5 miliardi, +5,6%), Brescia e Bergamo con 15 miliardi (rispettivamente +8,4% e +6,7%).

Busi Group si espande: nuova sede per Omb a Rezzato e ampliamento BTE a Paitone

in Aziende/Busi Group/Città e Hinterland/Economia/Eventi/Manifatturiero/Valsabbia/Zone by
Pama Prefabbricati spa Rezzato_nuova area OMB

Prosegue il trend d’innovazione e investimenti di Busi Group, realtà tra i leader in Italia specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti e sistemi innovativi per la raccolta, compattazione e trasporto del rifiuto. Mentre l’azienda si prepara a partire per Monaco di Baviera, dove dal 14 al 18 maggio parteciperà ad IFAT, la  fiera internazionale che presenta le migliori soluzioni ambientali, Busi Group investe nel territorio bresciano con due importanti acquisti orientati alla crescita del gruppo.

Il primo a Rezzato, nella zona industriale, in via Giovanni XXIII, 80mila metri quadrati di cui 30mila coperti che entro la fine del 2019 ospiteranno la nuova sede di OMB Technology. “Sarà il futuro di OMB – commenta Mirko Busi – un sito innovativo che ospiterà la produzione e la ricerca. L’area verrà inoltre utilizzata come supporto logistico di tutto il gruppo poiché è direttamente collegata alla ferrovia con uno scalo merci che potenzierà gli scambi in un’ottica anche di risparmio economico e di sostenibilità”. Con questa nuova area OMB Technology avrà uno spazio tre volte più grande di quello attuale, con l’obiettivo di migliorare gli spazi di lavoro, lo sviluppo e la ricerca, la produzione.

Il secondo investimento di Busi Group riguarda BTE, la sede del gruppo, un ampliamento di 5mila metri quadrati a Paitone, vicino all’azienda madre.

“Con questo ampliamento – commenta Mirko Busi – che porterà BTE a una dimensione di 60mila metri quadrati, intendiamo aumentare lo spazio di produzione”.  L’investimento totale dell’acquisto degli immobili è stato di circa 10 milioni di euro, numeri importanti che confermano la solidità della realtà bresciana e la sua dinamica di espansione nel territorio ma anche come vetrina importante per l’estero. “Nei prossimi giorni saremo a IFAT – commentano i fratelli Busi – una fiera molto rilevante per il nostro comparto”. A Monaco di Baviera Busi Group si presenterà con novità OMB e MEC. In particolare la nuova attrezzatura scarrabile serie SL e SLK di MEC con nuove soluzioni geometriche e un telaio più leggero, una rivisitazione del compattatore a carico laterale CMPL7 ETSA, la nuova linea di cassonetti stazionari +B LID ed EcoSolar-K12 il compattatore scarrabile informatizzato con impianto fotovoltaico realizzato in collaborazione con ID&A Srl, partner bresciano di Busi Group, che progetta e costruisce sistemi integrati per raccolta e gestione rifiuti, e che esporrà in fiera isole ecologiche informatizzate.

La politica dica cosa vuole fare del nostro voto | di Marco Bonometti

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Zone by

di Marco Bonometti (discorso all’assise di Confindustria a Verona) – Cari colleghi ed amici, le Assise generali di Confindustria, si collocano strategicamente alla vigilia delle elezioni politiche, ed anche delle elezioni ragionali in Lombardia, la regione più industrializzata d’Italia ed una delle più industrializzate d’Europa.

Nel calendario dei lavori mi è stato assegnato il compito di parlarvi della semplificazione. Argomento di importanza primaria in un paese come l’Italia, che non vive di materie prime e che avrebbe estrema necessità di flessibilità e di snellezza.

È un tema a noi caro, per averne parlato in tutte le lingue ed in tutte le salse, per anni, raccogliendo sempre grandi consensi, ma con risultati lontani dai nostri desiderati, che sono poi quello che si aspetterebbe ogni cittadino italiano. La lodevole eccezione della legge Bassanini risale ormai a più di 20 anni fa – e della neo approvata ‘legge Madia’ dobbiamo ancora capirne la effettiva ricaduta.

Ciascuno di voi fa i conti tutti i giorni con le farraginosità del nostro paese, e tutti i presidenti delle territoriali e delle categorie di Confindustria hanno già detto, in tutte le sedi e meglio di me, quello che c’era da dire sul tema della semplificazione, diventato ormai la stanca litania di un discorso tra sordi.

Vincenzo Boccia e Voi tutti mi perdonerete se colgo l’occasione per parlarvi 5 minuti di noi, di come vorremmo fare gli imprenditori in Italia. Lo farò con la mia consueta franchezza, senza giri di parole,

come convinto sostenitore della democrazia, quella vera,

come convinto sostenitore del primato della politica,

e anche sostenitore del dialogo tra imprese e lavoratori.

  • Sfido chiunque, però, a dimostrare che questa che stiamo vivendo sia la democrazia che noi vorremmo realizzata ed adulta nel nostro Paese.
  • così come sfido chiunque a dimostrarmi che la gazzarra in scena nella campagna elettorale abbia la dignità della politica, al punto da rendere complicata l’individuazione dei partiti, la loro origine, la loro storia, il loro credo, il loro punto di arrivo, al punto che, nella coscienza più diffusa, non esiste più tra loro alcuna differenza, non ci sono obiettivi caratterizzanti, non ci sono più ideologie.
  • Sfido chiunque, infine, che quello che è accaduto in Acea sia manifestazione di corretta volontà di dialogo tra impresa e lavoratori, o meglio la loro rappresentanza.

Democrazia significa che il popolo governa attraverso i rappresentanti eletti, sulla base di programmi nei quali gli elettori si riconoscono e per la cui realizzazione i politici assumono impegni.

Ma non è così.

Ma quello che come imprenditori ci lascia veramente perplessi, e uso un eufemismo, è la rincorsa all’assurdo: c’è chi promette esenzioni fiscali, chi promette esenzioni contributive, chi promette pensioni a tutti, chi promette redditi a tutti, di cittadinanza, di inclusione, di povertà, e perfino più alti degli stipendi di chi lavora. C’è anche chi vuole cancellare la legge Fornero, chi vuole cancellare il Job’s act, chi si “limita”, tra virgolette alla reintroduzione dell’articolo 18.

NESSUNO SPIEGA DOVE TROVERÀ LE CENTINAIA DI MILIARDI CHE SERVONO.

Nessuno spiega come faranno poi le imprese a mantenersi competitive, in mercati globali sempre più liberi, più concorrenziali, in cui la semplificazione è normale, è ampiamente acquisita, mercati in cui si fa in giorni ciò che da noi si fa in mesi, ed in settimane ciò che da noi si fa in anni, se lo si fa.

Questo sistema non dura per caso. Dura perché va bene a chi vuole che nulla cambi, perché in questo ginepraio in cui ci vogliono mesi per un passaporto, ed anni per un esame specialistico complesso, il che fa la differenza tra il vivere e morire, prosperano l’affarismo, il sottobosco, la clientela, la corruzione.

NOI VOGLIAMO ESSERE IMPRENDITORI SERI ED UOMINI ONESTI.

E vogliamo un paese in cui gli imprenditori seri e gli uomini onesti possano lavorare e prosperare secondo le loro capacità ed il loro amore per il rischio, senza dover lottare contro i tentacoli della legislazione arcaica, confusa, contraddittoria, soffocante e della burocrazia insormontabile.

Se è vero, cari colleghi, che il primato della politica non è in discussione, allo stesso modo, io ritengo, non deve essere in discussione il ruolo dell’impresa, che in larga misura produce la ricchezza sulla quale tutto si costruisce.

Senza impresa, senza lavoro, senza ricchezza, tutto il resto crolla, travolgendo con sé le fragilità degli anziani, i sogni dei ragazzi, le speranze dei giovani, il futuro di tutti.

Un futuro incerto se in Acea, importante azienda romana a capitale pubblico, è stato firmato un accodo aziendale che reintroduce l’articolo 18. Di nascosto, nottetempo, senza coinvolgere le rappresentanze industriali.

Con i soldi dei cittadini, che pagano tasse e servizi, Acea e Sindacati hanno cancellato una legge dello Stato. Una legge che, tra l’altro, sta dando buoni frutti, contribuendo al recupero di produttività.

E tutto questo alla vigilia della firma, tra Confindustria e Sindacati, del patto per il lavoro.

Ma tu, caro Vincenzo, con chi dovresti firmare? Con gente che non ha rispetto della legge? Con gente che non ha rispetto degli interlocutori? Con gente che non rispetta neanche la propria dignità al tavolo negoziale?

COSA PUÒ FARE CONFINDUSTRIA?

Io credo che a queste domande debbano venire risposte chiare da queste Assise, che sono un momento di alta democrazia imprenditoriale.

La politica ci deve dire cosa vuole fare del nostro voto, del voto degli italiani.

Ci deve dire come, quando, dove intende operare.

Per fare che cosa, e con quali soldi.

Con progetti chiari e con tempistiche definite e verificabili.

Confindustria, dal canto suo, proponga, esiga, vigili, con programmi chiari e con scale di priorità.

E dica chiaramente ai partiti, al governo che verrà, che ad ogni azione corrisponderà inevitabilmente una reazione uguale e contraria.

Dica, ad esempio, che una consistente riduzione – organica e strutturaledei contributi previdenziali non è più rinviabile, che questa riduzione non è compatibile con la cancellazione della Fornero, perché l’Inps rischierebbe il fallimento, perché mancherebbero i soldi per pagare le pensioni.

Confindustria dica a chiare lettere che alla perdita di competitività seguiranno crisi aziendali sempre più marcate, disinvestimenti, riallocazioni delle risorse in paesi più accoglienti. Non per capriccio, non per reazione, ma perché saranno conseguenze inevitabili, secondo regole di mercato che prescindono dal nostro volere.

Dica ad alta voce Confindustria che chiede ai partiti un preciso impegno a introdurre per legge l’inderogabilità delle leggi sul lavoro, salvo che sia la legge stessa a prevederla. Questo anche per introdurre regole di civiltà nella contrattazione, per introdurre principi di correttezza inderogabile nell’azione sindacale, che prende ai tavoli quello che può, e poi estorce quello che non può.

Tutto questo Confindustria deve dirlo a voce alta, affinché ci sia un recupero di responsabilità ed una chiara assunzione di impegni, che consenta ai cittadini scelte altrettanto responsabili.

CONFINDUSTRIA, TUTTI NOI, DOBBIAMO AVER CHIARO CHE CON I COLLATERALISMI NON SI VA DA NESSUNA PARTE.

Certo, Confindustria è stata storicamente filogovernativa. E sarebbe bene che lo restasse, a mio giudizio, a condizione che politica e partiti esprimano un progetto che mette al centro l’Italia, i suoi cittadini, i suoi anziani, con le loro debolezze, i suoi giovani, con il loro futuro, i loro sogni, e le vie per tramutarli in realtà.

Senza di questo, l’Italia finirà inevitabilmente e progressivamente ai margini dei paesi sviluppati, pur avendo assets invidiabili, a cominciare dall’intelligenza degli italiani, dalla loro inventiva, dal loro attaccamento al lavoro, dalla loro genialità.

Doti preziose, che tutti noi sperimentiamo tutti i giorni, nelle nostre aziende, nei nostri operai, tra i nostri collaboratori, i nostri progettisti, i nostri manager.

Perfino la Ferrari, che il mondo ci invidia, serve a poco se non c’è chi la sappia condurre.

Qualcuno dirà che ho parlato poco di semplificazione.

E’ vero, lo riconosco.

Ma – permettetemi l’estrema semplificazione – se vogliamo cucinare qualcosa, servono prima di tutto le pentole. Altrimenti facciamo discorsi a vuoto, finiamo per prenderci tutti clamorosamente in giro.

Case: a Brescia vendite ancora ferme, ma affitti in crescita

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Il settore degli affitti in Lombardia ha ripreso vigore in modo molto più rapido rispetto a quello delle compravendite e lo dimostra l’andamento dei due settori del mattone. Secondo l’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale in regione, nel corso del 2017 i canoni di locazione richiesti sono aumentati del 2,5% rispetto al 2016, mentre i prezzi degli immobili in vendita hanno mantenuto un trend al ribasso perdendo l’1,5%.

Se per i canoni di locazione Milano, da diverso tempo, ha sempre offerto prezzi maggiori rispetto a quelli della Capitale, nell’ultimo anno il capoluogo meneghino ha sorpassato Roma anche per i valori degli immobili in vendita. Milano, durante tutto il 2017, ha visto crescere dello 0,6% i prezzi richiesti per gli acquisti immobiliari, pari in media a 3.236 euro al metro quadro; Roma, di contro, è ancora in sofferenza e qui i valori hanno perso il 2,9% su base annua, fermandosi a una media di 3.231 euro/mq.

Analizzando l’andamento dei prezzi richiesti per gli acquisti di immobili residenziali nelle città capoluogo di provincia, le uniche che, con Milano, hanno registrato valori stabili o leggermente in ripresa sono Como e Lodi. In tutte le altre si registrano ancora prezzi in calo.

Le oscillazioni dei canoni nel corso del 2017 sono state positive in quasi tutte le città della regione, a eccezion fatta di Como, Cremona e Mantova, dove comunque non hanno neppure raggiunto l’1% in negativo. Brescia, invece, nelle vendite ha registrato un meno 1,6 per cento negli ultimi 12 mesi, con una media di 1669 euro al metro quadrato. Mentre per gli immobili in affitto si viaggia sui 7.65 euro al metro con una variazione dell’1,5 per cento.

Aeroporti lombardi: vola Orio, Montichiari resta a terra

in Bassa/Economia/Tendenze/Trasporti/Zone by
Aeroporto di Montichiari

Turismo, affari, ma anche importazioni ed esportazioni: nel 2017 gli aeroporti lombardi hanno accentrato il 66,7 per cento delle merci trasportate in tutta Italia e il 25 per cento dei passeggeri registrati negli scali nazionali. Dati importanti, quelli diffusi dall’Assaeroporti per il 2017, che hanno confermato il ruolo di primo piano degli scali lombardi nel panorama nazionale.

In Italia, nel 2017, sono stati trasportati 175,4 milioni di passeggeri, con un incremento del 6,4 per cento rispetto al 2016, di cui un quarto, circa 44 milioni, è stato registrato negli aeroporti lombardi. Negli scali italiani sono state anche movimentate 1,14 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 9,2 per cento, di cui due terzi in Lombardia, pari a 764mila tonnellate.

CARGO: MALPENSA PRIMO AEROPORTO D’ITALIA

Malpensa è il primo aeroporto d’Italia per il trasporto di merci con 589.719 tonnellate e un incremento del 7,5 per cento rispetto al 2016. Lo scalo di Varese registra anche 178.953 movimenti con un aumento del 7,3 per cento in un anno. Al secondo posto si posiziona lo scalo di Roma Fiumicino con 185.899 tonnellate (+15.53%), seguito da Bergamo Orio al Serio con 125.948 (+6.95%). In forte crescita anche lo scalo di Brescia Montichiari, con 34.781 tonnellate di merci e un incremento del 42,45 per cento, che guadagna il sesto posto in Italia. Registra, invece, un calo del 10 per cento Milano Linate, che ha trasportato 13.815 tonnellate di merci.

PASSEGGERI: FIUMICINO, MALPENSA E BERGAMO SUL PODIO

L’aeroporto di Malpensa si posiziona al secondo posto in Italia con 22.169.167 passeggeri trasportati e un incremento del 14,2 per cento rispetto all’anno 2016.  In valori assoluti Malpensa registra, da gennaio a dicembre, 2.748.477 passeggeri in più, con un aumento medio di quasi 230mila passeggeri al mese rispetto all’anno precedente.

Al primo posto c’è Roma Fiumicino, che raggiunge quasi 41 milioni di passeggeri, mentre al terzo posto c’è Bergamo Orio al Serio con 12,3 milioni di passeggeri e un incremento del 10,5 per cento rispetto al 2016.

A Linate e Brescia si registra, invece, un calo dei passeggeri. Lo scalo milanese chiude il 2017 con 9,5 milioni di passeggeri (-1,4%), mentre quello di Montichiari con 13.821 (- 28%).

PIU’ PASSEGGERI STRANIERI

La fetta maggiore di passeggeri trasportati in Italia nel 2017 ha viaggiato su voli internazionali, circa il 65 per cento del totale. In linea con il dato nazionale anche Malpensa, che ha registrato oltre 18,5 milioni di persone che hanno viaggiato su voli da e per Paesi stranieri, e Bergamo con 9 milioni di passeggeri su un totale di 12,3 milioni. Milano Linate è, invece, in controtendenza con un incremento, seppur lieve, dei passeggeri nazionali (+0,6%) e un calo dei viaggiatori su voli internazionali (-3,4%) e con una sostanziale parità tra i viaggiatori dei voli domestici e quelli internazionali.

Acciaio, ad Aso un prestito da 16 milioni per esportare di più

in Acciaio/Aziende/Economia/Evidenza/Export/Franciacorta/Zone by
L'acciaieria Aso

UniCredit, BNL Gruppo BNP Paribas e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 16 milioni di euro per sostenere l’export di ASO Group.

La linea di credito, erogata dalle due banche e garantita da SACE, è finalizzata all’acquisto di un’innovativa linea di forgiatura per la produzione di barre in acciaio tonde che saranno destinate a diversi mercati internazionali come USA, Messico, Cina, India, Sud Africa e Unione Europea.

“Questa operazione, quale investimento strategico – ha dichiarato Paola Artioli, Amministratore Delegato di ASO Holding – rafforzerà la presenza delle nostre aziende sui mercati internazionali. Concepito in ottica 4.0 a completamento della gamma di offerta del nostro prodotto di più elevata qualità, consentirà di ottimizzare la performance complessiva e di aumentare il turnover degli esercizi futuri”.

“Supportando un’azienda come ASO confermiamo il nostro impegno nei confronti di un territorio che da sempre esprime un tessuto industriale dinamico e votato ai mercati internazionali. Questa operazione conferma che innovazione tecnologica e internazionalizzazione sono in binomio imprescindibile per competere e vincere le sfide dei mercati esteri – ha dichiarato Simonetta Acri, Chief Sales Officer di SACE (Gruppo CDP) -. Solo in Lombardia, con i nostri uffici di Brescia e Milano, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione serve più di 5 mila aziende e, solo nel primo semestre del 2017, ha mobilitato risorse a sostegno dello sviluppo internazionale delle imprese lombarde per oltre 6 miliardi di euro”.

ASO, fondata a Ospitaletto (BS) nel 1971, è una multinazionale “tascabile” che produce acciai speciali e innovativi, con proprietà fisiche e chimiche specifiche, per il mercato della forgiatura.

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