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La politica dica cosa vuole fare del nostro voto | di Marco Bonometti

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di Marco Bonometti (discorso all’assise di Confindustria a Verona) – Cari colleghi ed amici, le Assise generali di Confindustria, si collocano strategicamente alla vigilia delle elezioni politiche, ed anche delle elezioni ragionali in Lombardia, la regione più industrializzata d’Italia ed una delle più industrializzate d’Europa.

Nel calendario dei lavori mi è stato assegnato il compito di parlarvi della semplificazione. Argomento di importanza primaria in un paese come l’Italia, che non vive di materie prime e che avrebbe estrema necessità di flessibilità e di snellezza.

È un tema a noi caro, per averne parlato in tutte le lingue ed in tutte le salse, per anni, raccogliendo sempre grandi consensi, ma con risultati lontani dai nostri desiderati, che sono poi quello che si aspetterebbe ogni cittadino italiano. La lodevole eccezione della legge Bassanini risale ormai a più di 20 anni fa – e della neo approvata ‘legge Madia’ dobbiamo ancora capirne la effettiva ricaduta.

Ciascuno di voi fa i conti tutti i giorni con le farraginosità del nostro paese, e tutti i presidenti delle territoriali e delle categorie di Confindustria hanno già detto, in tutte le sedi e meglio di me, quello che c’era da dire sul tema della semplificazione, diventato ormai la stanca litania di un discorso tra sordi.

Vincenzo Boccia e Voi tutti mi perdonerete se colgo l’occasione per parlarvi 5 minuti di noi, di come vorremmo fare gli imprenditori in Italia. Lo farò con la mia consueta franchezza, senza giri di parole,

come convinto sostenitore della democrazia, quella vera,

come convinto sostenitore del primato della politica,

e anche sostenitore del dialogo tra imprese e lavoratori.

  • Sfido chiunque, però, a dimostrare che questa che stiamo vivendo sia la democrazia che noi vorremmo realizzata ed adulta nel nostro Paese.
  • così come sfido chiunque a dimostrarmi che la gazzarra in scena nella campagna elettorale abbia la dignità della politica, al punto da rendere complicata l’individuazione dei partiti, la loro origine, la loro storia, il loro credo, il loro punto di arrivo, al punto che, nella coscienza più diffusa, non esiste più tra loro alcuna differenza, non ci sono obiettivi caratterizzanti, non ci sono più ideologie.
  • Sfido chiunque, infine, che quello che è accaduto in Acea sia manifestazione di corretta volontà di dialogo tra impresa e lavoratori, o meglio la loro rappresentanza.

Democrazia significa che il popolo governa attraverso i rappresentanti eletti, sulla base di programmi nei quali gli elettori si riconoscono e per la cui realizzazione i politici assumono impegni.

Ma non è così.

Ma quello che come imprenditori ci lascia veramente perplessi, e uso un eufemismo, è la rincorsa all’assurdo: c’è chi promette esenzioni fiscali, chi promette esenzioni contributive, chi promette pensioni a tutti, chi promette redditi a tutti, di cittadinanza, di inclusione, di povertà, e perfino più alti degli stipendi di chi lavora. C’è anche chi vuole cancellare la legge Fornero, chi vuole cancellare il Job’s act, chi si “limita”, tra virgolette alla reintroduzione dell’articolo 18.

NESSUNO SPIEGA DOVE TROVERÀ LE CENTINAIA DI MILIARDI CHE SERVONO.

Nessuno spiega come faranno poi le imprese a mantenersi competitive, in mercati globali sempre più liberi, più concorrenziali, in cui la semplificazione è normale, è ampiamente acquisita, mercati in cui si fa in giorni ciò che da noi si fa in mesi, ed in settimane ciò che da noi si fa in anni, se lo si fa.

Questo sistema non dura per caso. Dura perché va bene a chi vuole che nulla cambi, perché in questo ginepraio in cui ci vogliono mesi per un passaporto, ed anni per un esame specialistico complesso, il che fa la differenza tra il vivere e morire, prosperano l’affarismo, il sottobosco, la clientela, la corruzione.

NOI VOGLIAMO ESSERE IMPRENDITORI SERI ED UOMINI ONESTI.

E vogliamo un paese in cui gli imprenditori seri e gli uomini onesti possano lavorare e prosperare secondo le loro capacità ed il loro amore per il rischio, senza dover lottare contro i tentacoli della legislazione arcaica, confusa, contraddittoria, soffocante e della burocrazia insormontabile.

Se è vero, cari colleghi, che il primato della politica non è in discussione, allo stesso modo, io ritengo, non deve essere in discussione il ruolo dell’impresa, che in larga misura produce la ricchezza sulla quale tutto si costruisce.

Senza impresa, senza lavoro, senza ricchezza, tutto il resto crolla, travolgendo con sé le fragilità degli anziani, i sogni dei ragazzi, le speranze dei giovani, il futuro di tutti.

Un futuro incerto se in Acea, importante azienda romana a capitale pubblico, è stato firmato un accodo aziendale che reintroduce l’articolo 18. Di nascosto, nottetempo, senza coinvolgere le rappresentanze industriali.

Con i soldi dei cittadini, che pagano tasse e servizi, Acea e Sindacati hanno cancellato una legge dello Stato. Una legge che, tra l’altro, sta dando buoni frutti, contribuendo al recupero di produttività.

E tutto questo alla vigilia della firma, tra Confindustria e Sindacati, del patto per il lavoro.

Ma tu, caro Vincenzo, con chi dovresti firmare? Con gente che non ha rispetto della legge? Con gente che non ha rispetto degli interlocutori? Con gente che non rispetta neanche la propria dignità al tavolo negoziale?

COSA PUÒ FARE CONFINDUSTRIA?

Io credo che a queste domande debbano venire risposte chiare da queste Assise, che sono un momento di alta democrazia imprenditoriale.

La politica ci deve dire cosa vuole fare del nostro voto, del voto degli italiani.

Ci deve dire come, quando, dove intende operare.

Per fare che cosa, e con quali soldi.

Con progetti chiari e con tempistiche definite e verificabili.

Confindustria, dal canto suo, proponga, esiga, vigili, con programmi chiari e con scale di priorità.

E dica chiaramente ai partiti, al governo che verrà, che ad ogni azione corrisponderà inevitabilmente una reazione uguale e contraria.

Dica, ad esempio, che una consistente riduzione – organica e strutturaledei contributi previdenziali non è più rinviabile, che questa riduzione non è compatibile con la cancellazione della Fornero, perché l’Inps rischierebbe il fallimento, perché mancherebbero i soldi per pagare le pensioni.

Confindustria dica a chiare lettere che alla perdita di competitività seguiranno crisi aziendali sempre più marcate, disinvestimenti, riallocazioni delle risorse in paesi più accoglienti. Non per capriccio, non per reazione, ma perché saranno conseguenze inevitabili, secondo regole di mercato che prescindono dal nostro volere.

Dica ad alta voce Confindustria che chiede ai partiti un preciso impegno a introdurre per legge l’inderogabilità delle leggi sul lavoro, salvo che sia la legge stessa a prevederla. Questo anche per introdurre regole di civiltà nella contrattazione, per introdurre principi di correttezza inderogabile nell’azione sindacale, che prende ai tavoli quello che può, e poi estorce quello che non può.

Tutto questo Confindustria deve dirlo a voce alta, affinché ci sia un recupero di responsabilità ed una chiara assunzione di impegni, che consenta ai cittadini scelte altrettanto responsabili.

CONFINDUSTRIA, TUTTI NOI, DOBBIAMO AVER CHIARO CHE CON I COLLATERALISMI NON SI VA DA NESSUNA PARTE.

Certo, Confindustria è stata storicamente filogovernativa. E sarebbe bene che lo restasse, a mio giudizio, a condizione che politica e partiti esprimano un progetto che mette al centro l’Italia, i suoi cittadini, i suoi anziani, con le loro debolezze, i suoi giovani, con il loro futuro, i loro sogni, e le vie per tramutarli in realtà.

Senza di questo, l’Italia finirà inevitabilmente e progressivamente ai margini dei paesi sviluppati, pur avendo assets invidiabili, a cominciare dall’intelligenza degli italiani, dalla loro inventiva, dal loro attaccamento al lavoro, dalla loro genialità.

Doti preziose, che tutti noi sperimentiamo tutti i giorni, nelle nostre aziende, nei nostri operai, tra i nostri collaboratori, i nostri progettisti, i nostri manager.

Perfino la Ferrari, che il mondo ci invidia, serve a poco se non c’è chi la sappia condurre.

Qualcuno dirà che ho parlato poco di semplificazione.

E’ vero, lo riconosco.

Ma – permettetemi l’estrema semplificazione – se vogliamo cucinare qualcosa, servono prima di tutto le pentole. Altrimenti facciamo discorsi a vuoto, finiamo per prenderci tutti clamorosamente in giro.

Case: a Brescia vendite ancora ferme, ma affitti in crescita

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Il settore degli affitti in Lombardia ha ripreso vigore in modo molto più rapido rispetto a quello delle compravendite e lo dimostra l’andamento dei due settori del mattone. Secondo l’ultimo Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale in regione, nel corso del 2017 i canoni di locazione richiesti sono aumentati del 2,5% rispetto al 2016, mentre i prezzi degli immobili in vendita hanno mantenuto un trend al ribasso perdendo l’1,5%.

Se per i canoni di locazione Milano, da diverso tempo, ha sempre offerto prezzi maggiori rispetto a quelli della Capitale, nell’ultimo anno il capoluogo meneghino ha sorpassato Roma anche per i valori degli immobili in vendita. Milano, durante tutto il 2017, ha visto crescere dello 0,6% i prezzi richiesti per gli acquisti immobiliari, pari in media a 3.236 euro al metro quadro; Roma, di contro, è ancora in sofferenza e qui i valori hanno perso il 2,9% su base annua, fermandosi a una media di 3.231 euro/mq.

Analizzando l’andamento dei prezzi richiesti per gli acquisti di immobili residenziali nelle città capoluogo di provincia, le uniche che, con Milano, hanno registrato valori stabili o leggermente in ripresa sono Como e Lodi. In tutte le altre si registrano ancora prezzi in calo.

Le oscillazioni dei canoni nel corso del 2017 sono state positive in quasi tutte le città della regione, a eccezion fatta di Como, Cremona e Mantova, dove comunque non hanno neppure raggiunto l’1% in negativo. Brescia, invece, nelle vendite ha registrato un meno 1,6 per cento negli ultimi 12 mesi, con una media di 1669 euro al metro quadrato. Mentre per gli immobili in affitto si viaggia sui 7.65 euro al metro con una variazione dell’1,5 per cento.

Aeroporti lombardi: vola Orio, Montichiari resta a terra

in Bassa/Economia/Tendenze/Trasporti/Zone by
Aeroporto di Montichiari

Turismo, affari, ma anche importazioni ed esportazioni: nel 2017 gli aeroporti lombardi hanno accentrato il 66,7 per cento delle merci trasportate in tutta Italia e il 25 per cento dei passeggeri registrati negli scali nazionali. Dati importanti, quelli diffusi dall’Assaeroporti per il 2017, che hanno confermato il ruolo di primo piano degli scali lombardi nel panorama nazionale.

In Italia, nel 2017, sono stati trasportati 175,4 milioni di passeggeri, con un incremento del 6,4 per cento rispetto al 2016, di cui un quarto, circa 44 milioni, è stato registrato negli aeroporti lombardi. Negli scali italiani sono state anche movimentate 1,14 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del 9,2 per cento, di cui due terzi in Lombardia, pari a 764mila tonnellate.

CARGO: MALPENSA PRIMO AEROPORTO D’ITALIA

Malpensa è il primo aeroporto d’Italia per il trasporto di merci con 589.719 tonnellate e un incremento del 7,5 per cento rispetto al 2016. Lo scalo di Varese registra anche 178.953 movimenti con un aumento del 7,3 per cento in un anno. Al secondo posto si posiziona lo scalo di Roma Fiumicino con 185.899 tonnellate (+15.53%), seguito da Bergamo Orio al Serio con 125.948 (+6.95%). In forte crescita anche lo scalo di Brescia Montichiari, con 34.781 tonnellate di merci e un incremento del 42,45 per cento, che guadagna il sesto posto in Italia. Registra, invece, un calo del 10 per cento Milano Linate, che ha trasportato 13.815 tonnellate di merci.

PASSEGGERI: FIUMICINO, MALPENSA E BERGAMO SUL PODIO

L’aeroporto di Malpensa si posiziona al secondo posto in Italia con 22.169.167 passeggeri trasportati e un incremento del 14,2 per cento rispetto all’anno 2016.  In valori assoluti Malpensa registra, da gennaio a dicembre, 2.748.477 passeggeri in più, con un aumento medio di quasi 230mila passeggeri al mese rispetto all’anno precedente.

Al primo posto c’è Roma Fiumicino, che raggiunge quasi 41 milioni di passeggeri, mentre al terzo posto c’è Bergamo Orio al Serio con 12,3 milioni di passeggeri e un incremento del 10,5 per cento rispetto al 2016.

A Linate e Brescia si registra, invece, un calo dei passeggeri. Lo scalo milanese chiude il 2017 con 9,5 milioni di passeggeri (-1,4%), mentre quello di Montichiari con 13.821 (- 28%).

PIU’ PASSEGGERI STRANIERI

La fetta maggiore di passeggeri trasportati in Italia nel 2017 ha viaggiato su voli internazionali, circa il 65 per cento del totale. In linea con il dato nazionale anche Malpensa, che ha registrato oltre 18,5 milioni di persone che hanno viaggiato su voli da e per Paesi stranieri, e Bergamo con 9 milioni di passeggeri su un totale di 12,3 milioni. Milano Linate è, invece, in controtendenza con un incremento, seppur lieve, dei passeggeri nazionali (+0,6%) e un calo dei viaggiatori su voli internazionali (-3,4%) e con una sostanziale parità tra i viaggiatori dei voli domestici e quelli internazionali.

Acciaio, ad Aso un prestito da 16 milioni per esportare di più

in Acciaio/Aziende/Economia/Evidenza/Export/Franciacorta/Zone by
L'acciaieria Aso

UniCredit, BNL Gruppo BNP Paribas e SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento da 16 milioni di euro per sostenere l’export di ASO Group.

La linea di credito, erogata dalle due banche e garantita da SACE, è finalizzata all’acquisto di un’innovativa linea di forgiatura per la produzione di barre in acciaio tonde che saranno destinate a diversi mercati internazionali come USA, Messico, Cina, India, Sud Africa e Unione Europea.

“Questa operazione, quale investimento strategico – ha dichiarato Paola Artioli, Amministratore Delegato di ASO Holding – rafforzerà la presenza delle nostre aziende sui mercati internazionali. Concepito in ottica 4.0 a completamento della gamma di offerta del nostro prodotto di più elevata qualità, consentirà di ottimizzare la performance complessiva e di aumentare il turnover degli esercizi futuri”.

“Supportando un’azienda come ASO confermiamo il nostro impegno nei confronti di un territorio che da sempre esprime un tessuto industriale dinamico e votato ai mercati internazionali. Questa operazione conferma che innovazione tecnologica e internazionalizzazione sono in binomio imprescindibile per competere e vincere le sfide dei mercati esteri – ha dichiarato Simonetta Acri, Chief Sales Officer di SACE (Gruppo CDP) -. Solo in Lombardia, con i nostri uffici di Brescia e Milano, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione serve più di 5 mila aziende e, solo nel primo semestre del 2017, ha mobilitato risorse a sostegno dello sviluppo internazionale delle imprese lombarde per oltre 6 miliardi di euro”.

ASO, fondata a Ospitaletto (BS) nel 1971, è una multinazionale “tascabile” che produce acciai speciali e innovativi, con proprietà fisiche e chimiche specifiche, per il mercato della forgiatura.

Italcementi presenta la nuova sala centralizzata

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L'Italcementi

Una sala centralizzata, tra le più moderne d’Europa, con un sistema di controllo, il primo al mondo in una cementeria, che utilizza la tecnologia di comunicazione Profinet (Process Field Net),  un protocollo industriale che mette in collegamento tutti gli strumenti di rilevazione e i reparti (sensori, sistemi, unità di produzione) attraverso una rete di comunicazione di alto livello ideale per lo sviluppo futuro in termini di Big Data e Industry 4.0.

L’intervento, presentato ieri da Italcementi durante un incontro con i media, va a completare il totale rinnovamento dell’impianto, che ha fatto di Rezzato – Mazzano una delle cementeria più avanzate al mondo.

I numeri della sala centralizzata: §  10.000 segnali digitali §   1.000 misure di processo (i sensori che misurano i dati di processo quali pressione, temperatura, portate, livelli, etc.) §  100 armadi di controllo §  250 km di cavi §  15 km di fibre ottiche §  40 monitor

Il revamping: eccellenti performance ambientali

La “nuova” cementeria di Rezzato-Mazzano ha compiuto tre anni lo scorso novembre, con un intervento di oltre 150 milioni di euro, che ha reso l’impianto sempre più efficiente e sostenibile. Grazie al revamping, su entrambe le linee produttive (cemento tradizionale e cemento bianco), le prestazioni ambientali dell’impianto sono migliorate di oltre il 79% e l’emissione complessiva delle polveri si è ridotta del 95%. A verificare e confermare i dati delle prestazioni ambientali della cementeria è la Commissione Tecnico Scientifica istituita in occasione del revamping e incaricata di monitorare il raggiungimento degli obiettivi in termini di riduzione delle emissioni.  I dati sono forniti da analizzatori certificati e le misure sono condotte da laboratori accreditati.

La cementeria di Rezzato- Mazzano

La cementeria di Rezzato-Mazzano, realizzata nel 1964, ha sempre rappresenta  un sito strategico del dispositivo industriale di Italcementi. Nel 1998 l’impianto ottiene la certificazione di qualità ISO 9001, nel 2001 viene installato il monitoraggio in continuo dei forni e nel 2004 la cementeria ottiene anche la certificazione ambientale ISO 14001. Nel 2012 sono iniziati i lavori di ammodernamento e nell’ottobre 2014 viene avviato il nuovo forno.  Il sito produttivo di Rezzato-Mazzano oggi dà lavoro complessivamente a circa 130 persone, alle quali si aggiungono altre 250 persone impegnate nelle attività dell’indotto. La cementeria produce 9 tipi di cementi e ha una capacità produttiva annuale di 1 milione e duecento tonnellate di cemento.

Grande distribuzione, Lidl apre un nuovo supermercato a Desenzano

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Lidl apre un nuovo supermercato a Desenzano

Lidl, catena della grande distribuzione leader in Italia, aprirà il primo punto vendita a Desenzano all’interno del centro commerciale Le Vele, in Via Guglielmo Marconi. La cerimonia di inaugurazione, alla presenza del Sindaco Guido Malinverno si terrà giovedì 7 dicembre alle ore 09:00.

Con questo nuovo supermercato di circa 1.200 mq di superficie, Lidl va ad arricchire l’offerta della galleria di negozi. Gli orari di apertura al pubblico, dal lunedì alla domenica dalle 08:00 alle 21:00, garantiscono la massima flessibilità ai clienti, i quali possono usufruire del comodo parcheggio del centro commerciale con 400 posti auto.

Sugli scaffali è presente un ampio assortimento di 2.000 prodotti, di cui l’80% degli è Made in Italy. La linea Italiamo, in particolare, rappresenta il meglio del patrimonio gastronomico del nostro Paese e coniuga ottima qualità ad un prezzo conveniente. Per essere sempre più vicina ai gusti e alle abitudini dei propri clienti, Lidl ha instaurato, infatti, una proficua collaborazione con selezionati fornitori locali.

Per rendere l’esperienza d’acquisto ancora più completa, un ricco reparto panetteria accoglierà i clienti all’entrata e sfornerà tutto il giorno pane, croissant e altre prelibatezze dolci e salate. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione, Lidl offrirà molte referenze in promozione, come frutta e verdura con sconti fino al 50%.

Questa apertura ha portato alla creazione di 8 posti di lavoro, che si vanno a sommare agli oltre 300 collaboratori presenti nella provincia di Brescia. Il costante investimento sulle risorse umane, sia in termini di assunzioni che di costante formazione e sviluppo, è valso a Lidl per il terzo anno consecutivo il riconoscimento di “Best Workplace” conferito dal Great Place to Work Institute.

Lidl è presente in Italia dal 1992 e ad oggi conta una rete di quasi 600 punti vendita su tutto il territorio nazionale. Con questa apertura, sono ben 109 gli store in Lombardia, 21 a Brescia e provincia, di cui 2 inaugurati ad ottobre (Castel Mella e Castegnato).

Flero, via ufficiale alla digital factory di Sfida 4.0

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Il team di Sfida 4.0

Inaugurazione in pompa magna – questa mattina, a Flero – per il nuovo Sfida 4.0, la Digital Factory promossa da Sei Consulting e dedicata ai programmi di innovazione e di sviluppo delle piccole e medie imprese del territorio Lombardo.

Il complesso tecnologico di Flero (via Quinzano 23/a) sorge su una superficie di circa 1000 mq ricavata in un ex opificio alle porte di Brescia che ospita 3 mini fabbriche con percorso esperienziale, laboratori e aule dove conoscere, capire e sperimentare l’applicazione e le logiche del 4.0.

Sono 24 i partner coinvolti nell’iniziativa che hanno fornito macchinari o tecnologie e 7 gli sponsor (cfr allegato). Unica in Italia nel suo genere, l’iniziativa è stata realizzata in piena sintonia e sinergia, in logica di rete, con le altre iniziative messe a punto dalle istituzioni locali: Università di Brescia e Innexhub, quindi con Aib, Csmt, Camera di Commercio, ecc.

Un progetto ambizioso, di cui Ivan Losio – patron di Sei Consulting e di Sfida 4.0 – ha parlato anche in un intervento pubblicato pochi giorni fa su BsNews sul tema del rapporto tra innovazione e imprese.

Il programma indicativo della giornata prevede:
– 9.30-10, accrediti e welcome coffee;
– 10-11, presentazione del progetto;
– 11- 12, interventi delle istituzioni (Baronchelli di AIB, Sivieri di Api, Ziletti della Camera di Commercio e Faglia dell’Unibs);
– 12-12.20, evoluzione del progetto Sfida;
A seguire lunch e tour della fabbrica.

Torna il bando regionale Impresa Sicura

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Nella foto: Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia​​, Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano - www.bsnews.it

“Riaprirà il 14 novembre prossimo le terza edizione di ‘Impresa Sicura’, il bando regionale rivolto a commercianti e artigiani che permette di ricevere fino a 5000 euro di contributo a fondo perduto per sostenere l’acquisto e l’istallazione di sistemi innovativi di sicurezza nelle loro attività”. È quanto ha annunciato stamane in una nota l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini.

“Grazie all’impegno di Regione Lombardia e a quello del Sistema Camerale – ha dichiarato Parolini – le risorse disponibili superano gli 1,5 milioni di euro e vanno a finanziare un’iniziativa molto importante ed attesa, che nelle due precedenti edizioni ha permesso di sostenere quasi 1300 imprese attraverso l’erogazione di contributi che hanno generato quasi 9 milioni di euro di investimenti in sicurezza su tutto il territorio lombardo”. “Il pensiero va in particolare ai negozi di vicinato, che – ha sottolineato l’assessore – sono spesso esposti ad odiosi episodi di microcriminalità. Abbiamo deciso di rilanciare il nostro sostegno al comparto e rimarcare con forza la vicinanza ai titolari di esercizi commerciali e agli artigiani, soprattutto in un momento in cui si intravedono i primi timidi segnali di uscita dalla crisi dei consumi”.

“Questo importate impegno economico per Impresa Sicura – ha concluso Parolini – è inserito in un ampio contesto di iniziative e di incentivi economici che l’assessorato allo Sviluppo economico ha messo in campo per il settore del commercio. E che si uniscono a quelle contro la desertificazione commerciale, il sostegno degli interventi di riqualificazione e sicurezza degli esercizi commerciali e la valorizzazione di quei negozi e reti commerciali che si sono distinti per la capacità di generare attrattività con iniziative di marketing e strategie di vendita innovative”.

50 anni di Fonderia di Torbole: una domenica per dipendenti e famiglie

in Acciaio/Bassa/Economia/Zone by

Una domenica dedicata a dipendenti e famiglie. Nell’ambito dei festeggiamenti per i primi 50 anni dello stabilimento, che hanno visto la sua apertura ieri, sabato 23 settembre, a studenti e cittadini torbolesi, Fonderia di Torbole ha riservato una giornata di condivisione e convivialità ai propri collaboratori.

I cancelli si sono aperti a mezzogiorno. Ai dipendenti (sono 400 gli addetti totali dell’impianto di Torbole Casaglia, tra Fonderia di Torbole e EF Automotive), è stato presentato e messo a disposizione il libro dedicato al mezzo secolo di attività di Fonderia, dal titolo “Un’impresa, la sua storia, i suoi protagonisti”. In seguito sono stati premiati 25 ex dipendenti, in segno di riconoscenza per gli anni trascorsi in azienda. Si sono quindi tenuti il pranzo aziendale e le visite guidate nello stabilimento.

50 ANNI PER IL TERRITORIO – I festeggiamenti erano cominciati ieri, con l’apertura dell’azienda a scuole e cittadini prima, e con la cena di gala poi. Anche durante la serata di festa era stato presentato il libro dedicato al 50esimo della Fonderia. Con testi di Massimo Tedeschi e progetto grafico a cura di Francesco Guerrini, il libro racconta di una «crescita dimensionale e logistica progressiva» e della «forte identificazione della famiglia di imprenditori con l’azienda».

Tra gli ospiti della serata anche Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo. «Oggi – ha dichiarato – circa i due terzi dell’export di acciaio cinese verso l’Ue sono sottoposti a procedure antidumping. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

In una sua risoluzione nel 2016, il Parlamento europeo – ha continuato – ha chiaramente indicato che la Cina non è un’economia di mercato. Mi auguro che dai negoziati in corso tra Parlamento e Consiglio sulla nuova metodologia antidumping esca una soluzione che non indebolisca i nostri strumenti di difesa commerciale».

FIORIERE ANTITERRORISMO – La serata di festa è stata, poi, l’occasione per la consegna simbolica di fioriere antiterrorismo ai sindaci di Brescia e di Torbole Casaglia, Emilio Del Bono e Roberta Sisti.

I primi cittadini le riceveranno nelle prossime settimane. Un regalo siglato EF Group, che così intende rimarcare la propria attenzione alla sicurezza e al mantenimento di un forte legame con il territorio in cui è attiva.

Le fioriere saranno fuse da Fond-Stamp spa, azienda parte di EF Group che ha sede a Rocca de’ Baldi, in provincia di Cuneo. Hanno un peso di circa 3500 chilogrammi e misurano 3,5 metri di lunghezza, uno di larghezza e uno di altezza. Tre saranno consegnate al comune di Brescia; due al comune di Torbole Casaglia.

Da sinistra, Enrico Frigerio, consigliere delegato EF Group, e Antonio Tajani, presidente Parlamento europeo.

FONDERIA DI TORBOLE

Fonderia di Torbole, fondata nel 1924, è una società per azioni situata a Torbole Casaglia (BS), tra le prime realtà europee per la produzione di dischi freno e tamburi freno destinati al settore automotive. Dallo sviluppo alla commercializzazione, si occupa di tutte le fasi della creazione di getti grezzi e finiti di lavorazione di alta qualità, di media e grande serie, in ghisa grigia legata e non legata.

Nel 2002 l’azienda ha completato un importante piano d’investimenti, rinnovando tutti gli impianti produttivi, integrando verticalmente la produzione per fornire prodotti finiti di lavorazione meccanica e potenziando gli strumenti di ricerca e sviluppo.

Fonderia di Torbole è da sempre impegnata nella tutela e nel rispetto dell’ambiente, nella profonda convinzione che la stessa crescita industriale non possa prescindere da tale responsabilità. La società è certificata ISO 14001 dal 2008. Le politiche aziendali sono tese a conseguire risultati d’eccellenza in campo ambientale, in ambito sicurezza, relativamente alla salute dei lavoratori (Environmental, Health and Safety EHS – Ambiente, Salute e Sicurezza) e nella tutela dell’ecosistema nel quale opera.

Superficie: 100.000 mq di cui 50.000 coperti

Personale: 400 addetti tra Fonderia di Torbole e E.F. Automotive

Capacità installata: 140.000 t/anno (fuso), 100.000 t/anno (spedito mix attuale)

Fatturato: 95 milioni di euro

Fonderia di Torbole è parte di EF Group. Guidato dalla terza generazione della famiglia Frigerio, comprende anche E.F. Automotive, Fond-Stamp e Pilenga Baldassarre Foundry. Ha chiuso il 2016 con un fatturato di 139 milioni di euro. Con quattro società e 150mila tonnellate annue consegnate, è il primo gruppo italiano del settore. Con oltre il 65% di export, ricopre un importante ruolo nello scenario europeo.

L’Alco avvia la procedura di mobilità, a rischio in 112

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Alco grande distribuzione - foto dal web

In questi giorni L’Alco grandi magazzini S.p.A. ha inviato alle organizzazioni sindacali la procedura di mobilità, che preavvisa la chiusura del canale logistico e quindi il licenziamento di 112 dipendenti.

“Non ci è ancora dato sapere come verranno sostituite le piattaforme distributive di Prevalle e Rovato, che fino ad oggi hanno provveduto al rifornimento della merce per i C&C in Lombardia – fa sapere in un commento la Cisl -. Non ci stupisce la scelta fatta dalla famiglia Conter, che non condividiamo in un momento in cui la ripresa si fa sempre più insistente, una decisione che purtroppo si uniforma alle scelte fatte da buona parte della Grande Distribuzione Organizzata”.

Ma i sindacati, Csil in testa, sarebbero pronti a dare battaglia: “Proprio nei giorni scorsi si leggevano sulla stampa locale dichiarazioni dell’azienda in cui la stessa affermava che il proprio bilancio è tutt’altro che sofferente: l’azienda è cresciuta e questa circostanza sarà determinante per la linea della Fisascat CISL di Brescia nel corso della trattativa. Questi licenziamenti arrivano a tre anni di distanza dall’ultima procedura di mobilità, dove volontariamente ma in modo incentivato uscirono dall’azienda circa ottanta dipendenti dei punti vendita”.

Durante la trattativa l’obiettivo sarà quello di evitare i licenziamenti, cercando soluzioni alternative in ammortizzatori sociali o nel riassorbimento dei dipendenti in altri punti vendita o con il gestore delle nuove piattaforme, senza escludere altre ipotesi finalizzate alla salvaguardia dell’occupazione e delle 112 famiglie coinvolte.

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