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Regione, mercoledì al via le domande di Al via (in ballo 300 milioni)

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“Oggi condividiamo con i protagonisti del tessuto economico ed istituzionale bresciano le nuove iniziative che abbiamo messo in campo, tra cui ‘Al Via’, il bando piu’ importate della legislatura per la crescita delle imprese, una misura straordinaria dal valore di quasi 300 milioni di euro per sostenere investimenti strategici come l’acquisto di macchinari e per la digitalizzazione e lo sviluppo della manifattura 4.0, per interventi su immobili o per finanziare interventi strutturali e di riconversione e rilancio delle aree produttive”. Cosi’ Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo economico, nel pomeriggio a Cremona per illustrate agli amministratori locali, alle associazioni e agli operatori del territorio le piu’ recenti opportunita’ di Regione Lombardia a favore del sistema produttivo, a sostegno della ripresa e dell’occupazione.

IMPEGNO REGIONE – “Il nostro obiettivo – ha dichiarato Parolini – e’ rilanciare in modo sussidiario il sistema produttivo ed accrescere fiducia e competitivita’ in un momento in cui si intravedono segnali di crescita, che vogliamo consolidare dentro un piano complessivo di sostegno all’impresa. A questa misura si aggiungono infatti quelle che abbiamo messo in campo per le startup a vocazione sociale e le imprese cooperative, per il sostegno della filiera dell’edilizia, della moda e del design o, ad esempio, quelle dedicate al sostegno al credito, all’export e alla promozione del sistema fieristico”.

MISURA UNICA IN ITALIA – “AL VIA, in particolare, ha caratteristiche uniche, perche’ – ha spiegato l’assessore – non esiste in Italia un intervento simile cosi’ significativo in grado di offrire un mix di finanziamenti agevolati, garanzia gratuita a carico di Regione Lombardia e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti. Inoltre i contributi derivanti da questa misura possono essere cumulati anche con il superammortamento e l’iperammortamento previsti a livello nazionale per chi investe nell’industria 4.0”.

2017, ANNO FAVOREVOLE PER RILANCIO IMPRESE – “Stiamo infatti seguendo da vicino – ha sottolineato l’assessore -, anche in collaborazione con le associazioni di categoria, lo sviluppo del sistema lombardo su Manifattura 4.0, con l’obiettivo di integrare in modo virtuoso i nostri incentivi con gli aspetti di natura fiscale, che sono leva propria dello Stato. Un impegno a tutto campo che fa del 2017 un anno particolarmente favorevole per il rilancio delle nostre imprese, puntando sull’innovazione con una grande attenzione a creare nuovo posto di lavoro”.

 

Astana, anche Confartigianato tra i protagonisti di Expo 2017

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Export/Personaggi by

Astana – Kazakistan – «Un importante confronto con realtà internazionali sull’Energia del Futuro vista dalle MPI» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti in occasione della missione internazionale conclusa ieri ad Astana, in Kazakistan all’Expo 2017 dedicato proprio al tema dell’energia. La delegazione – guidata dal presidente Massetti con i due vice presidenti di Confartigianato Lombardia Giovanni Barzaghi e Marco Galimberti, insieme al segretario generale Vincenzo Mamoli e alla responsabile delle relazioni Istituzionali Roberta Gagliardi – ha preso parte a una serie di incontri legati alla settimana di protagonismo di Regione Lombardia ed improntati al tema “Future Energy”, filo conduttore dell’esposizione internazionale che chiuderà il 10 settembre.

Dando continuità alla partecipazione attiva a Expo Milano 2015, Confartigianato ha portato nel confronto ad Astana la visione delle MPI in tema di risparmio energetico, energie rinnovabili e green economy, presentando le proprie iniziative e i propri strumenti a supporto delle imprese.

CEnPi – Consorzio energia per le imprese, Settimana per l’Energia e azioni di promozione di network di imprese a sostegno delle opportunità di business, sono stati gli argomenti al centro dell’intervento del presidente Massetti, anche in qualità di delegato nazionale di Confartigianato Energia e Multi Utilities, al seminario internazionale “Lombardy way to Green Future”. Ad arricchire la missione ad Expo Astana 2017 gli incontri con rappresentanze istituzionali ed imprenditoriali del Kazakistan, Cina e Russia. «Essere chiamati a dare una testimonianza del lavoro di

Confartigianato sul tema dell’energia del futuro è stato per noi un privilegio – conclude il presidente Massetti – e da questa missione torniamo con ulteriori stimoli e idee nate dal confronto con altre realtà internazionali. Auspico che la nostra proposta di creare sinergie progettuali per le MPI con Expo Astana 2017, già a partire dalla prossima edizione della Settimana per l’Energia, possa trovare l’interesse delle Istituzioni e delle organizzazioni imprenditoriali».

Giancarlo Turati (Aib) nominato al Tavolo della Protezione Civile

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Giancarlo Turati, vice presidente della Piccola Industria di Confindustria, già presidente della Piccola di Aib, è stato designato componente del Tavolo di Coordinamento della Protezione Civile in rappresentanza di Confindustria.

La nomina, decisa nei giorni scorsi dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, arriva dopo la sigla nel dicembre scorso del Protocollo d’Intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile e Viale dell’Astronomia, che nel 2016 ha varato il Programma di Gestione Emergenze (PGE) in aiuto delle popolazioni e delle imprese colpite dai terremoti in Centro Italia. Insieme a Turati, farà parte del Tavolo di Coordinamento anche Roberto Cardinali, pure lui componente della task force nazionale del PGE.

“Essere coinvolti nel Tavolo di Coordinamento della Protezione Civile testimonia una volta di più la validità di un progetto come il PGE voluto da Confindustria, al quale hanno dato il loro sostegno oltre 250 aziende, offrendo beni e servizi per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Un risultato concreto ottenuto da un programma che punta anzitutto sulla prevenzione, sensibilizzando le aziende ad attrezzarsi in caso di calamità naturali con piani di disaster recovery e azioni in grado di portare aiuto alle popolazioni e favorire la ripresa dell’attività produttiva. Per questo sempre più imprese scelgono di sostenere il PGE, che recentemente ha riscosso interesse e apprezzamento anche da parte delle Nazioni Unite”, dichiara il vice presidente Giancarlo Turati.

Ambrosi, il fatturato vola a quota 335 milioni di euro

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Cresce ancora il fatturato della Ambrosi di Castenedolo, che festeggia il 75esimo anniversario di vita con un incremento del 2,6 per cento nei fatturati, saliti a quota 335 milioni di euro. A trainare i conti è stato in particolare l’export (soprattutto quello negli States), cresciuto di ben il 14 per cento, che oggi vale ben il 44 per cento del fatturato. L’utile netto è salito a 2 milioni di euro, per un per un cash-flow che raggiunge quota 6,6 milioni.Tra le società controllate spicca in particolare la Ambrosi Spa Industria Casearia, con ricavi per 247,5 milioni di euro (valore della produzione 258,1) e costi a 250 milioni, con profitti che sono più che raddoppiati passando dal 940mila euro a 2,56 milioni.

 

Centropadane, il nuovo presidente è Scuri: pronto a incontrare tutti i soci

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In seguito all’indicazione alla guida della società Centropadane Spa, avvenuta ieri, il neopresidente Fabrizio Scuri ha tenuto a ringraziare tutti gli azionisti, annunciando l’avvio di un’azione di ascolto delle istanze dei territori e delle realtà coinvolte.

Ringrazio per la mia nomina”, ha detto, “sono consapevole di avere una responsabilità importante, e cercherò di onorarla nel migliore dei modi. Convocherò al più presto il Consiglio di amministrazione per iniziare ad inquadrare la situazione, quindi fisserò incontri con tutti i soci – a partire da Cremona – per conoscerli e ascoltare, con la massima apertura, le loro aspettative. Il mio impegno”, ha concluso Scuri, “sarà quello di condividere le scelte future di Centropadane, nell’interesse della società, dei soci azionisti e dell’intera collettività”.

Camere di commercio, Parolini: Regione ha sostenuto la riforma

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Nella foto: Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia​​, Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano - www.bsnews.it

“Regione Lombardia ha sostenuto e accompagnato in tutte le sedi il percorso di autoriforma e razionalizzazione intrapreso dal sistema camerale lombardo, che prevede importanti accorpamenti”. Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico sulla Legge Madia di riforma degli Enti camerali.

“Gran parte delle Camere lombarde – ha sottolineato l’assessore – ha già avviato la riorganizzazione, mentre altre, come Bergamo, Brescia e Varese, hanno confermato le strutture esistenti. In questo modo la Lombardia passa da dodici realtà a otto (Milano-Lodi-Monza e Brianza; Como-Lecco; Varese; Brescia; Bergamo; Mantova-Cremona; Sondrio; Pavia), mantenendo l’organizzazione locale dei servizi e delle sedi”.

CAMERE DI SONDRIO E PAVIA – “Rispetto ai criteri stabiliti dalla legge di riforma c’è la deroga prevista per la Camera di Sondrio, un area montana per cui abbiamo sostenuto fin dall’inizio l’autonomia. La stessa proposta è stata avanzata da Regione Lombardia anche per la Camera di Pavia, che ha quasi 60mila imprese e una collocazione geografica ed economica particolare. Ho proposto l’autonomia di Pavia – ha aggiunto l’assessore – anche se non è presente una specifica deroga per legge e pur consapevole delle difficoltà che il relativo percorso approvativo comporta, proprio perché credo nella necessità di tutelare le autonomie e le specificità locali, oltre al diritto di autodeterminarsi dei sistemi economici locali”.

RISPETTO AUTONOMIA E SUSSIDIARIETÀ – “Il percorso finora è stato conseguito nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà e dell’autonomia di questi enti, che rappresentano una forma efficiente di democrazia economica, perché sono l’unica istituzione gestita direttamente dai soggetti economici. L’assetto – ha concluso Parolini – costituisce la migliore sintesi e il contributo che la Lombardia sta dando al cammino nazionale di autoriforma del sistema camerale”.

 

Regione Lombardia lancia il concorso Imprese di Valore

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“Troppo spesso le storie di successo non fanno rumore e la retorica della crisi economica nasconde casi di eccellenza che il sistema produttivo lombardo continua ad affermare. Per questo abbiamo sostenuto e finanziato questo concorso, perché vogliamo raccontare e premiare il valore che le imprese creano in Lombardia ogni giorno, esempi di buone pratiche che sono simbolo di speranza”. È quanto ha dichiarato stamane l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini annunciando la pubblicazione del concorso Imprese di Valore, l’iniziativa di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia per premiare le migliori realtà del territorio.

“Imprese di Valore – ha spiegato Parolini – nasce con l’obiettivo di valorizzare le idee vincenti che hanno permesso alle imprese di compiere un significativo progresso, di meglio posizionarsi sul mercato di riferimento rispetto ai concorrenti e di promuovere quelle buone prassi aziendali in grado di stimolare innovazione, competitività e nuove progetti sul territorio”.

“Il saper fare lombardo e la laboriosità sono elementi unici della nostra identità e dell’attrattività della nostra regione nel mondo, che – ha sottolineato infine l’assessore – meritano di essere portati alla luce, soprattutto in questo momento in cui si intravedono segnali di crescita e si sente il bisogno, anche nell’impresa, di rimettere al centro il merito con l’uomo e la sua capacità di evolvere”.

“Con oltre 800 mila imprese attive in Lombardia c’è il rischio che alcune delle più esaltanti esperienze imprenditoriali non siano sufficientemente valorizzate e conosciute – ha commentato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia – anche se la loro divulgazione è estremamente importante per dare fiducia a tutte le imprese che giornalmente si confrontano con la necessità di evolvere in un contesto di mercato ed economico non facile. A questo serve il premio: ridare orgoglio a tutte le categorie produttive e gli imprenditori capaci di innovare e reinventarsi con successo”.

I PREMI – In palio 210 mila euro di montepremi complessivo suddiviso in 23 premi: dai 15 mila euro per i primi 3 tre classificati ai 5 mila euro per le aziende che si aggiudicheranno gli ultimi 9 premi. La valutazione delle candidature e l’assegnazione dei premi spetterà a una Giuria composta da rappresentanti di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia a cui potranno aggiungersi anche esperti del mondo accademico e imprenditoriale.

DESTINATARI – Imprese di Valore è rivolto alle aziende che operano in diversi settori del mondo imprenditoriale: commercio, industria, artigianato, servizi e turismo. Ogni impresa, nel completare la propria domanda di ammissione al concorso, dovrà descrivere la propria buona prassi: quell’idea vincente che le ha permesso di distinguersi nel proprio mercato, gli obiettivi raggiunti e l’originalità di un modus operandi che si traduce in vantaggio competitivo.

CANDIDATURE – Le candidature dovranno essere presentate allo Sportello Virtuale servizionline di Unioncamere Lombardia: http://servizionline.lom.camcom.it/front-rol/ . Per ulteriori informazioni il Regolamento del concorso è disponibile sui siti di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia.

Split payment, Confartigianato protesta. Massetti: si aggravano i problemi delle imprese

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Un favore, l’ennesimo, allo Stato e sempre meno liquidità per le imprese. L’estensione del meccanismo dello split payment alle società pubbliche fa arrabbiare Confartigianato Brescia. Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Lo split payment continuerà a complicare la vita di piccoli e medi imprenditori». Nella manovra economica, il Governo ne ha infatti esteso l’applicazione alle società pubbliche. Il meccanismo, introdotto nel 2015 per combattere l’evasione dell’Iva, obbliga la pubblica amministrazione a trattenere e versare direttamente all’erario l’IVA sulle fatture emesse dai propri fornitori. Risultato: le imprese rimangono in credito d’imposta e devono aspettare molti mesi prima di vedersi rimborsata l’Iva. Già, perché lo Stato è un esattore velocissimo quando si tratta di incassare, ma se deve saldare i suoi debiti, è un pagatore lentissimo. A denunciarlo Confartigianato: «Con l’estensione dello split payment – prosegue il presidente Massetti – si aggravano i problemi di liquidità delle imprese che forniscono beni e servizi agli enti pubblici. Oltre ad attendere mesi per vedersi saldate le fatture, devono aspettare altro tempo per ottenere il rimborso dell’Iva. Come se non bastasse, devono sborsare altri soldi per i costi amministrativi legati agli adempimenti per presentare istanza di rimborso. Una situazione insostenibile denunciata già due anni fa da. Contestiamo un meccanismo con il quale lo Stato finisce per fare cassa sulle spalle delle imprese oneste. Per combattere l’evasione dell’Iva c’è un modo molto semplice e a costo zero per gli imprenditori. Si chiama fatturazione elettronica ed è obbligatoria dal 2015 per le imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica Amministrazione» conclude Massetti. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, in Italia la quota di aziende che emette fatture elettroniche è pari al 30,3%, vale a dire il 12,5% in più rispetto alla media europea. Inoltre, tra il 2014 e il 2016 le imprese che inviano fatture elettroniche sono aumentate del 25%, a fronte di un ridotto incremento del 6,5% nell’Unione europea. Quindi, secondo Confartigianato, invece di caricare le aziende in regola di inutili costi e burocrazia, basterebbe far funzionare e monitorare gli strumenti che permettono di colpire i ‘furbi’. Ma proprio qui sta il problema: lo Stato, non soltanto non riesce a pagare i suoi creditori, ma non riesce nemmeno a controllare a quanto ammontano i suoi debiti verso le imprese. A dirlo, ancora una volta, è Confartigianato sulla base del Documento di economia e finanza presentato dal Governo. Si scopre così che a fronte di oltre 27 milioni di fatture ricevute da 22mila pubbliche amministrazioni, mancano i dati sui pagamenti per circa 12 milioni di fatture, vale a dire il 44% del totale.

Apindustria Brescia, a fine maggio il rinnovo delle cariche

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Bilancio di fine mandato per Douglas Sivieri, 49 anni, titolare dell’azienda IT Core alla guida di Apindustria da tre anni. In un’intervista video realizzata nell’ambito della newsletter istituzionale associativa «Diamo voce all’imprenditoria bresciana», Sivieri non rivela se si ricandiderà per un altro triennio alla presidenza di Apindustria – a fine maggio ci sarà il rinnovo delle cariche – ma ne approfitta per tracciare un bilancio di quanto fatto finora.

«Apindustria è cresciuta e si è ben equilibrata rispetto alle esigenze degli associati – afferma -. Per me è stata un’esperienza straordinaria: l’associazione è un ecosistema complesso che si può conoscere bene solo dall’interno». Corpi intermedi in crisi? «Solo quando sono scollegati dalla realtà e dalla struttura produttiva: se raccolgono e fanno proprie le esigenze degli associati sono ancora fondamentali. Apindustria – spiega Sivieri – questo ha cercato di fare, strutturandosi al proprio interno, dando vita a nuovi servizi, cercando di essere più presente nel dibattito cittadino e nazionale per sostenere e dare voce alle istanze degli associati». Il prossimo futuro di Apindustria Brescia? «Forse un po’ più semplice, soprattutto per quanto riguarda la parte infrastrutturale, ma molto abbiamo ancora da fare». I rapporti con Aib? «Domanda invasiva, non rispondo», glissa il presidente. E quelli con i sindacati? «Buoni, a dispetto delle differenze, anche culturali. Sono state relazioni leali, di confronto vero, senza preconcetti, a volte anche antipatiche ma sempre oneste. Di sicuro non siamo più nell’Ottocento».

Infine un voto all’economia bresciana: «Direi almeno sette e mezzo. L’economia bresciana ha dimostrato di saper volare molto in alto ed è fatta di imprenditori capaci e affezionati all’idea di successo». Si poteva fare di più? «Forse, ma siamo una piccola provincia in mezzo alla globalizzazione». Neanche una nota dolente? «Forse è mancata la velocità di adattamento al mondo digitale, ma questo non è un problema solo bresciano». E comunque, volenti o nolenti, «tutti quanti dovremo affrontare questo nodo insieme nei prossimi anni». A fine maggio il rinnovo delle cariche di Apindustria, associazione che quest’anno compie i 55 anni di attività e fa parte di un sistema nazionale che ha al proprio vertice Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media impresa.

Addio studi di settore, Massetti: vittoria di Confartigianato

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Non più spauracchio per imprese e professionisti ma sistema che premia i contribuenti per i comportamenti fiscali corretti. Da quest’anno infatti è iniziato il progressivo pensionamento degli attuali studi di settore e il loro superamento con un indice sintetico di affidabilità fiscale del contribuente. Una sorta di pagella per professionisti e piccole e medie imprese. È quanto si promette l’Agenzia delle Entrate con l’arrivo degli Isa, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale che dal prossimo anno prenderanno il posto degli studi di settore, fino ad oggi, assillo per le imprese. Un incentivo ad essere in linea non per evitare le sanzioni, ma per ottenere dei vantaggi, a partire dall’esclusione o dalla riduzione dei termini per gli accertamenti. Il nuovo indice di affidabilità, che assumerà valore da 1 a 10 sarà costruito partendo da una serie di indicatori elementari che dovrebbero permettere al singolo contribuente di conoscere il suo posizionamento nei rapporti con il Fisco e, conseguentemente, potrebbe far indurre l’assunzione di comportamenti maggiormente virtuosi.

Tutto chiaro allora? Non ancora. Di certo, un passaggio importante, che Confartigianato guarda con positività, ma anche con molta attenzione. Perché lo strumento che per molti è stato utilizzato per verificare l’attendibilità dei ricavi/compensi dichiarati da imprese e professionisti è destinato a lasciare spazio ad un nuovo prodotto finalizzato, esclusivamente, ad incrementare il livello dell’adempimento spontaneo.

«Per rendere operativa la riforma degli studi di settore che sta muovendo i primi passi è necessario procedere per fasi successive ma accelerando i tempi. E senza ulteriori complicazioni. Si conosce ancora abbastanza poco e ci auguriamo che si vada incontro ad una autentica riduzione dei dati richiesti alle imprese» ha commentato il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti.

Intanto l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il software Gerico 2017 per la compilazione degli studi di settore; contestualmente a Gerico, è disponibile anche Parametri 2017. Gerico 2017 tiene conto dei correttivi “crisi”, approvati dalla Commissione degli esperti e interessa i 193 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2016.

«Di certo questo cambio di rotta è frutto dell’intensa azione di lobby portata avanti da Confartigianato. Tra queste la cancellazione degli studi di settore e una maggiore compliance con la pubblica amministrazione, per premiare la fedeltà fiscale, ridurre la pressione sugli imprenditori e migliorare la loro capacità produttiva» conclude Massetti.

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