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Solidarietà

A2A fa i conti: sono 266 i milioni distribuiti sul territorio

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E’ stato presentato ieri, dal Presidente del Gruppo A2A Giovanni Valotti e dall’Amministratore Delegato Valerio Camerano, alla presenza del Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono e dell’Assessore all’Ambiente, Miriam Cominelli, il quarto Bilancio di Sostenibilità Brescia di A2A, il documento che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo in questo territorio nel 2017. Per la prima volta il report è incentrato sul contributo che le attività di A2A hanno avuto sulla attuazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. L’Agenda 2030 ha infatti rappresentato per il Gruppo il riferimento per definire la propria Politica di Sostenibilità al 2030 e il Piano di Sostenibilità 2018-2022, articolato in una serie di azioni e obiettivi concreti e misurabili.

L’attività di A2A si concretizza in una molteplicità di servizi, dalla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas al teleriscaldamento, dall’illuminazione pubblica al ciclo idrico integrato e l’igiene urbana. Inoltre vanno assumendo un’importanza crescente i servizi per la smart city, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica.

La ricchezza distribuita dal Gruppo sul territorio bresciano ha raggiunto, nel 2017, 266 milioni di euro, di cui 42 milioni di euro per dividendi ad azionisti bresciani, 108 milioni di euro per il costo del lavoro e 109 milioni di euro per ordini a fornitori locali, per oltre l’80% piccole e micro imprese. Nelle sedi locali di A2A lavorano 1840 persone, 120 assunte nel corso dell’anno, di cui oltre la metà giovani sotto i 30 anni. In media sono state erogate 22 ore di formazione pro capite, buona parte dedicate al tema della sicurezza.  Sono migliorati, infatti, gli indici infortunistici: l’indice ponderato che misura la frequenza e la gravità degli infortuni è diminuito del 6% rispetto al 2016.

Nel 2017, A2A ha investito 77 milioni di euro nello sviluppo degli impianti e dei servizi a Brescia, in particolare per la Business Unit Ambiente (18 milioni di euro) e per la Business Unit Reti e Calore (56 milioni di euro). Tra i progetti più significativi, il completamento della nuova caldaia a gas della Centrale Lamarmora e il rinnovo della sala controllo e telegestione, e gli interventi di manutenzione ed efficientamento del Termoutilizzatore.

Focus anche sul ciclo idrico: sono stati investiti 29 milioni di euro e pianificati investimenti per ulteriori 236 milioni nel quinquennio 2018-2022. Tra questi la realizzazione, già avviata, del depuratore della Valtrompia a Concesio. Nel 2017 sono stati sostituiti 29 chilometri di rete acquedottistica con l’obiettivo di ridurre del 17% le perdite idriche lineari entro il 2022, ed è stato avviato il programma per installare 46mila contatori smart.

Raddoppiati gli investimenti in ottica smart city (1,5 milioni di euro). Nel 2017 sono state installate 8 paline smart alle fermate degli autobus ed è stato avviato il progetto per connettere con la fibra ottica 106 scuole della città.

Il 2017 ha visto anche il completamento degli interventi per realizzare nuovi impianti di illuminazione artistica a led in 37 siti architettonici, tra cui il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.

Nel 2017 A2A ha promosso l’uso più consapevole dell’energia presso i clienti finali attraverso promozioni e nuovi servizi. In crescita (+32% rispetto 2016) la vendita di energia green che ha toccato i 267 gigawattora. Altrettanto successo hanno avuto presso i clienti di A2A Energia i pacchetti per l’efficienza energetica (Kit LED, Caldaia2a, Clima2a), e grazie ai kit led installati si eviterà l’emissione di 802 tonnellate di CO2 l’anno. In crescita anche la vendita del servizio di teleraffrescamento e l’uso delle infrastrutture di ricarica elettrica: la rete di e-moving ha erogato infatti complessivamente 7 mila ricariche di auto, corrispondenti a 440 mila km percorsi a zero emissioni.

In termini di contributo alla lotta al cambiamento climatico e al miglioramento della qualità dell’aria, rimane fondamentale il contributo del teleriscaldamento che, anche grazie al recupero di calore dalla acciaieria Ori Martin, ha evitato l’emissione di 52mila tonnellate di CO2 e di 35 tonnellate di NOx.

La sinergia con le istituzioni e le comunità locali ha contribuito alla crescita costante della raccolta differenziata, che ha raggiunto a fine anno il 67,7%, in città, e il 71,9% nei comuni serviti della provincia. Il 100% dei rifiuti urbani raccolti dalle società ambientali del Gruppo è stato recuperato come materia o energia. Dai rifiuti non riciclabili A2A ha prodotto energia pari al fabbisogno di elettricità di 200mila famiglie e calore per il riscaldamento di 60mila appartamenti. Il sistema energia-ambiente, nel suo complesso, ha evitato l’emissione di 488.000 tonnellate di CO2 grazie al minor utilizzo di combustibili fossili e al recupero dell’energia contenuta nei rifiuti non riciclabili.

Sempre più stretta è la collaborazione di del Gruppo con il mondo della scuola, con oltre 20mila studenti coinvolti in progetti di educazione ambientale (laboratori, prove educative, interventi in aula, alternanza scuola-lavoro). Grazie alla partnership di A2A con AmbienteParco, ottomila studenti hanno potuto fruire gratuitamente del percorso didattico sull’acqua e del nuovo laboratorio sul ciclo dei rifiuti allestito presso il Parco dell’Acqua.

Sul piano delle partnership territoriali, A2A ha erogato 2,9 milioni di euro restituiti al territorio   sponsorizzando eventi e contribuendo ad iniziative locali. Tra le iniziative sostenute da Fondazione ASM vi sono la riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo, la valorizzazione del Castello di Brescia, al fianco di Brescia Musei, e del Mo.CA.

Il Banco dell’Energia, sviluppato da una proposta emersa dal Forum Ascolto di Brescia del 2015, è diventato ormai una concreta realtà nella lotta contro le nuove povertà. I primi due milioni di euro raccolti, grazie anche al sostegno di Fondazione AEM e Fondazione ASM e al meccanismo di raddoppio delle donazioni da parte di Fondazione Cariplo, hanno consentito di supportare 15 progetti per 6000 persone. Tra questi, selezionati attraverso il bando “Doniamo Energia”, due progetti proposti da associazioni operanti sul territorio bresciano: l’Associazione Casa Betel 2000 Onlus e la Cooperativa Sociale Palazzolese.

Sul piano della responsabilità sociale, A2A Ciclo Idrico è stata la prima in Italia ad introdurre il bonus idrico, uno sconto in bolletta alle famiglie economicamente svantaggiate, anticipando di un anno l’obbligo fissato dall’ARERA. Nel 2017 sono state 3.603 le domande di adesione.

Sociale, settore senza crisi: nel Bresciano le imprese sono 1.381

in Economia/Solidarietà by
Imprese sociali

Continuano a crescere le imprese sociali a Milano, + 4% in un anno e + 18% in 5 anni, e in Lombardia, +3,1% tra 2017 e 2018 e +16,3% in cinque anni secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati registro delle imprese al primo trimestre 2018, 2017 e 2013. Sono quasi 12 mila quelle attive in Lombardia nel 2018 su 68 mila in Italia, il  17,5% del totale,  e danno lavoro a 184 mila addetti su 800 mila a livello nazionale, il 23%. E’ il settore dell’istruzione il più numeroso, 4.701 sedi di impresa in Lombardia quasi 28 mila in Italia, seguito dall’assistenza sanitaria con rispettivamente 3.536 e 19.639 imprese. Un settore da 32 miliardi in Italia, di cui 8 miliardi concentrati in Lombardia. Sono 4,5 miliardi a Milano e 3,6 miliardi a Roma.

Per imprese sociali in Lombardia prime Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Monza. Milano è prima con 4.774 imprese (+3,6% in un anno, +17,7% in cinque) e 71 mila addetti, seguita da Brescia con 1.381 imprese (+4,1% in un anno e +17,8% in cinque) e 23 mila addetti, Bergamo con 1.049 imprese (+3,3% e +15,1%) e 24 mila addetti, Varese con 1.029 imprese e 14 mila addetti  e Monza Brianza con 948 imprese e oltre 11 mila addetti. Se in un anno cresce soprattutto Mantova (+7,3%), sono Lodi (+20,6%), Sondrio (+19,9%) e Pavia (+18,3%) a registrare l’incremento maggiore in cinque anni.

In Italia prime Roma, Milano e Napoli. Sono circa 68 mila le imprese attive in Italia nei settori sociali, crescono del 4% in un anno e del 19% in cinque. Prima è Roma con 5.993 imprese sociali e 83 mila addetti, seguita da Milano (4.774 imprese e 71 mila addetti), e Napoli (3.845 imprese e 30 mila addetti). Poi ci sono Torino (2.731 imprese), Palermo (1.972), Bari (1.773) e Catania (1.616). Boom tra 2013 e 2018 a Rieti, Massa Carrara e Fermo dove le imprese crescono di circa il 50%.

Un settore con forte presenza femminile ma pochi giovani. Circa un’impresa su tre tra quelle che operano in Lombardia (3.571, 30% del totale) e Italia (23 mila, 34%) è femminile mentre i giovani pesano per il 4,9% in regione e il 6,6% nel Paese. Tra i territori lombardi dove è più forte la presenza delle imprenditrici e di titolari giovani si distingue Pavia (40,7% delle imprese è femminile mentre l’8,6% è di imprenditori under 35). Le imprese di titolari nati all’estero pesano in media il 4% a livello lombardo e italiano.

Da Ubi Banca un social bond per sostenere la ricerca contro il cancro

in Banche/Economia/Evidenza/Partner/Solidarietà/UBi by

UBI Banca annuncia l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario solidale (Social Bond) “UBI Comunità per AIRC”, per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, i cui proventi saranno in parte devoluti a titolo di liberalità all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Il contributo verrà utilizzato da AIRC all’interno del programma riservato ai ricercatori con meno di 40 anni, denominato My First AIRC Grant (MFAG).

I My First AIRC Grant sono finanziamenti triennali dedicati a ricercatori con meno di 40 anni che hanno già maturato un’esperienza in un laboratorio di ricerca oncologica in Italia e all’estero. Il finanziamento, assegnato ai progetti più meritevoli, offre ai giovani ricercatori la possibilità di avviare la propria attività di ricerca in autonomia, in una struttura italiana di eccellenza. Al termine del progetto il ricercatore predispone un Final Report Scientifico in cui descrive i risultati ottenuti, le pubblicazioni prodotte e gli eventuali brevetti depositati.
AIRC misura l’impatto di questi progetti attraverso indici bibliometrici (numero delle pubblicazioni, Impact Factor Totale del Ricercatore e l’Impact Factor Attivo) che permettono di valutare la produzione scientifica di un ricercatore e quanto l’assegnazione di tali grant influisca sulla sua carriera.

Fino a 100.000 € di contributo mediante erogazione liberale

Il contributo complessivamente devoluto da UBI Banca ad AIRC, a titolo di liberalità, per sostenere questi progetti di ricerca, può arrivare fino a 100.000 euro in caso di sottoscrizione dell’intero ammontare nominale delle obbligazioni oggetto dell’offerta.
Le obbligazioni, emesse da UBI Banca, hanno un taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro, durata 3 anni, cedola semestrale, tasso annuo lordo pari al 0,50%  (0,37%  netto annuo). Possono essere sottoscritte dal 20 novembre 2017 al 22 dicembre 2017, salvo chiusura anticipata.

Le iniziative a favore di AIRC

Il sostegno a “My First AIRC Grant” tramite  il Social Bond si affianca alle altre attività della partnership fra UBI Banca e AIRC, iniziata nel 2013 e di recente rinnovata fino al 2019, finalizzate alla formazione e specializzazione di giovani talenti della ricerca italiana.

È inoltre in corso dal 6 novembre, in tutte le filiali del Gruppo UBI Banca, la raccolta fondi attraverso la distribuzione dei “Cioccolatini della Ricerca”. Con una donazione di 10 euro a favore di AIRC si potrà ricevere una confezione di cioccolatini. L’iniziativa si colloca nell’ambito de “I Giorni della Ricerca”, durante i quali ogni anno l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro comunica i risultati e le sfide della ricerca in campo oncologico e raccoglie nuove risorse.

A supporto dell’attività di ricerca scientifica di AIRC anche la carta prepagata Enjoy Social Edition: per ogni carta attiva e per ogni transazione il Gruppo UBI Banca rinuncia a parte dei propri ricavi devolvendoli a favore di AIRC. Particolarmente significativa è la possibilità per i clienti del Gruppo UBI Banca di utilizzare una funzionalità innovativa  dell’app UBI Pay, grazie alla quale effettuare una donazione sarà semplice come mandare un messaggio via smartphone, rendendo il proprio cellulare anche uno strumento per sostenere l’Associazione e i suoi ricercatori tramite la funzione di Invio Denaro Jiffy (tutti i dettagli sono disponibili sul sito http://www.ubibanca.com).

I Social Bond UBI Comunità

L’introduzione dei Social Bond in Italia rientra nella rinnovata strategia commerciale del Gruppo UBI Banca di accompagnamento del Terzo Settore lungo un percorso di crescita, di innovazione sociale e di sostegno a progetti ad alto impatto sociale promossi da soggetti pubblici e privati nei territori di riferimento, avviata nell’ultimo trimestre del 2011 attraverso il lancio di UBI Comunità, piattaforma di servizi e di strumenti dedicati, ad organizzazioni non profit e istituzioni religiose. UBI Comunità è la divisione di UBI Banca dedicata al Terzo Settore e all’Economia Civile che si propone di offrire risposte tempestive ed efficaci alle eterogenee necessità del non profit attraverso prodotti e soluzioni appositamente pensate per dare sostegno bancario e creditizio per la  gestione quotidiana dell’attività, la progettualità e gli investimenti.

Da aprile 2012 a ottobre 2017 il Gruppo UBI Banca ha emesso 87 Social Bond UBI Comunità, per un controvalore  complessivo di oltre 953 milioni di euro, che hanno reso possibile la devoluzione di contributi a titolo di  liberalità per oltre 4,5  milioni di euro volti a sostenere iniziative di interesse sociale e sono stati sottoscritti da oltre 34.000  clienti del Gruppo UBI.  Inoltre sono stati attivati plafond per finanziamenti per oltre  20 milioni di euro destinati a consorzi, imprese e cooperative sociali.

AIRC: Dal 1965 con coraggio, contro il cancro

Da oltre cinquant’anni l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sostiene progetti scientifici innovativi grazie a una raccolta fondi trasparente e costante, diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole. Oggi conta su 4 milioni e mezzo di sostenitori, 20mila volontari e 17 comitati regionali che garantiscono a circa 5.000 ricercatori – 63% donne e 52% ‘under 40’ – le risorse necessarie per portare nel più breve tempo possibile i risultati dal laboratorio al paziente. Dalla fondazione a oggi AIRC ha distribuito oltre 1 miliardo e duecento milioni di euro per il finanziamento della ricerca oncologica (dati attualizzati e aggiornati al 1 gennaio 2017). Informazioni e approfondimenti su airc.it

UBI Banca

UBI Banca è in Italia il terzo Gruppo bancario commerciale per capitalizzazione di Borsa, con una quota di mercato superiore al 6%, 1.948 sportelli in Italia ed oltre 22.000 dipendenti.
L’Istituto dal 2011 dispone di una struttura organizzativa dedicata alla gestione dei rapporti con la clientela appartenente al settore non profit laico e religioso. Nel 2016, con il Piano Industriale 2019/2020, è stato definito un nuovo assetto e collocamento organizzativo riferito al mondo Enti, istituendo una nuova Area strategica denominata UBI Comunità con lo scopo di presidiare e sviluppare le relazioni commerciali legate sia al Terzo Settore ed Economia Civile che agli Enti Pubblici e ai Sistemi Associativi. UBI Banca con tale struttura  promuove iniziative in partnership tra il pubblico, il privato ed il privato sociale, coinvolgendo le comunità locali, e valorizzando in modo innovativo le abilità e le competenze del Gruppo. Con UBI Comunità infatti UBI Banca affianca ad un’offerta per la gestione dell’operatività bancaria semplificata, sicura ed economica, soluzioni creditizie diversificate per l’anticipazione dei contributi e delle entrate, nonché una gamma di soluzioni finanziarie innovative, flessibili e personalizzabili, per sostenere il perseguimento delle finalità istituzionali e l’avvio o l’accelerazione di percorsi di crescita economicamente sostenibile e di innovazione sociale.  UBI Banca ha ricevuto nel 2013 il premio ABI “La banca solidale” e il Premio Nazionale per l’Innovazione conferito dal Presidente della Repubblica.

Farmaceutico, nel Bresciano oltre 500 le imprese del settore

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Imprese del settore farmaci e biotch a Brescia

Sono 25 mila le imprese dei settori coinvolti in Italia tra farmaceutico, biomedicale e biotech, con 165 mila addetti e 33 miliardi di fatturato, secondo i dati della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. A settembre 2017 continuano a crescere le imprese, per il terzo anno consecutivo. In Lombardia sono 5 mila le imprese con 53 mila addetti e affari da 16 miliardi. Milano pesa con 2 mila imprese oltre un terzo del fatturato dei settori, con 12 miliardi e il 20% degli addetti, 33 mila. Circa la metà del business farmaceutico nazionale si concentra nel capoluogo lombardo (circa dieci miliardi). Si tratta per la maggior parte di imprese impegnate nel biomedicale, con 18 mila nazionali nella fabbricazione di strumenti medicali, di cui oltre 3 mila in Lombardia e oltre mille a Milano. Ci sono poi 4 mila imprese di ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie e scienze naturali, di cui 849 in Lombardia e 482 a Milano. Infine la fabbricazione farmaceutica con 755 imprese nazionali, di cui 319 in Lombardia e 247 a Milano.

In Lombardia. Prima Milano con 2064 imprese, seguita da Brescia (502), Bergamo (451), Monza e Varese (oltre 400). Per addetti prima Milano con 33 mila, poi Monza con quasi 5 mila e Varese, quasi 4 mila. A Bergamo quasi 3 mila addetti, a Como circa 2 mila e 500, a Brescia circa 2 mila e 200.

In Italia. Prima per imprese Roma (2099), poi Milano (2.064), Torino (1.189), Napoli (821), Bari (662), Firenze (603). Per addetti prima Milano con 33 mila, poi Roma con 15 mila, Belluno con 11 mila, Firenze con oltre 7 mila, Latina con 6 mila, Torino con 5 mila.

Volontariato, a Brescia crescono le imprese: sono 1.326

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volontariato

Il volontariato dei lombardi supera il resto d’Italia. Il 14% nel 2016 contro l’11% nazionale è impegnato in attività gratuite di volontariato e il 20,1% contro il 14,8% nazionale versa ad un’associazione impegnata nel sociale. E crescono le imprese sociali in Lombardia, +3,2% in un anno. Sono 11.519 le imprese del settore nel 2017, (il 17,6% delle 65 mila attive in Italia, una su sei) e danno lavoro a 181 mila addetti (il 23,4% del totale nazionale di 772 mila, quasi uno su quattro). E’ il settore dell’istruzione, con 4.532 imprese, il più ampio seguito dall’assistenza sanitaria (3.415) e sociale (2.193). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat 2016 e 2015 e dati registro delle imprese al primo trimestre 2017 e 2016.

Per imprese sociali in Lombardia prime Milano, Brescia, Varese, Bergamo e Monza. Milano è prima con 4.608 imprese (+3,4% in un anno) e 67 mila addetti, seguita da Brescia (1.326 imprese e 22 mila addetti), Varese (1.029 imprese e 13 mila addetti), Bergamo (1.015 imprese e 23 mila addetti) e Monza (924 imprese e 11 mila addetti). In un anno crescono soprattutto Sondrio (+6%), Como (+5%), Varese (+4,3%), Pavia (+4,1%).

In Italia prime Roma, Milano e Napoli. Prima Roma con 5.698 imprese sociali e 80 mila addetti, seguita da Milano (4.608 imprese e 67 mila addetti), e Napoli (3.722 imprese e 29 mila addetti). Poi ci sono Torino (2.579 imprese), Palermo (1.925), Bari (1.687) e Catania (1.540).

La presenza femminile nel settore in Lombardia e in Italia. Forte la presenza delle donne, con 3.462 imprese in regione e 22.370 nel Paese pesano rispettivamente il 30,1% e il 34,2% del totale. Tra i territori lombardi è Pavia la più “femminile” con il 40,5% mentre in Italia è Oristano a raggiungere la parità (le donne pesano il 50,8%), seguita da Nuoro, Terni e Massa Carrara.

Ubi emette social bond in favore della Lega del Filo d’Oro

in Banche/Economia/Solidarietà/UBi by

UBI Banca annuncia l’emissione del prestito obbligazionario solidale per contribuire alla realizzazione di un progetto della Lega del Filo d’Oro, supportando così  l’attività dell’Associazione che da più di 50 anni persegue i fini di assistere, educare, riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Il contributo verrà destinato per la realizzazione del progetto “Vicini a chi non vede e non sente: i Servizi socio educativi della Lega del Filo d’Oro”. Tali servizi sono oggi gestiti attraverso i Centri Residenziali di Osimo (AN), Lesmo (MB), Modena, Molfetta (BA), Termini Imerese (PA) e le Sedi Territoriali di Padova, Roma e Napoli.

Obiettivi e ampiezza del progetto
In Italia le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all’udito sono 189 mila, pari allo 0,3% della popolazione italiana. In tale contesto, l’obiettivo del progetto è garantire ai destinatari, nel proprio ambito famigliare e sociale d’origine, la realizzazione dei Progetti di Vita Individuali definiti con le équipe interdisciplinari. L’azione dei Servizi Territoriali della Lega del Filo d’Oro, operando in tal senso, concorre al miglioramento della qualità della vita dell’utente e della sua famiglia, promuove un ruolo attivo della persona con disabilità negli interventi che la riguardano e nella soluzione dei suoi problemi e potenzia la “rete di supporto” più prossima a ciascun beneficiario. I beneficiari diretti del progetto sono 1.000 persone: 204 persone con disabilità uditive e visive, 306 con disabilità psicosensoriali plurime e 490 famigliari. Il progetto coinvolge inoltre 600 volontari della Lega del Filo d’Oro, 30 educatori e altre 400 persone dei servizi pubblici e privati.

Il Social Bond e lo SROI come strumento di misurazione del valore sociale

Per il progetto “Vicini a chi non vede e non sente” verrà calcolato il valore del beneficio sociale per i destinatari e la collettività collegato al Social Bond, come già avvenuto in occasione di contributi legati a precedenti collocamenti. Il metodo scelto per tale quantificazione è il social return on investment – SROI, il più diffuso e apprezzato dalla comunità internazionale. Lo SROI è il mezzo per quantificare, in termini economici, il valore sociale o ambientale generato da un progetto, un’iniziativa, un’organizzazione sociale.

La Lega del Filo d’Oro, al termine delle attività e a seguito di un’indagine effettuata sui territori di riferimento, comunicherà i risultati di impatto sociale ottenuti dalle famiglie – in termini di minore spesa sostenuta in relazione alla condizione di disagio psico-fisico delle persone interessate – e dagli Enti Locali, per i servizi socio educativi erogati dall’Associazione. Per la misurazione dell’impatto sociale la Lega del Filo d’Oro beneficerà di alcune attività formative e di consulenza prestate gratuitamente da un ente terzo, specializzato e indipendente, per conto di UBI Banca.

Le obbligazioni, emesse da UBI Banca hanno un taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro, durata 3 anni, cedola semestrale, tasso annuo lordo pari al 0,45% il primo anno (0,333% netto annuo), 0,55% il secondo anno (0,407% netto annuo) e 0,70% il terzo anno (0,518% netto annuo). Possono essere sottoscritte dal 10/08/17 al 29/09/17 salvo chiusura anticipata o estensione del periodo d’offerta.

 

UBI Banca devolverà all’Associazione un contributo pari allo 0,50% del valore nominale delle obbligazioni sottoscritte. Il contributo complessivamente devoluto da UBI Banca alla Lega del Filo d’Oro Onlus a titolo di liberalità può arrivare fino a 100.000 euro in caso di sottoscrizione dell’intero ammontare nominale delle obbligazioni oggetto dell’offerta.

“I Social Bond sono stati presi a riferimento per la formulazione dei Titoli di Solidarietà nell’ambito della Riforma del Terzo Settore: una conferma dell’importanza dello strumento” afferma Frederik Geertman, Chief Commercial Officer di UBI Banca. “La loro caratteristica di soddisfare le  esigenze di allocazione del risparmio dei nostri clienti offrendo al contempo l’opportunità di contribuire alla realizzazione di importanti progetti sociali ne spiega il costante successo. UBI Banca realizza così delle partnership di valore, come quella costruita con la Lega del Filo d’Oro, i cui effetti sono puntualmente misurabili in termini di impatto sociale”.  

“Desidero ringraziare UBI BANCA per aver deciso di sostenere l’Associazione – dichiara Rossano Bartoli, Segretario Generale della Lega del Filo d’Oroe mi auguro che tanti aderiscano a questa iniziativa. In oltre 50 anni di attività la Lega del Filo d’Oro è cresciuta e si impegna a farlo per il futuro; partnership importanti come questa ci aiutano a perseguire i nostri obiettivi in favore delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie.”

Da aprile 2012 a giugno 2017 il Gruppo UBI Banca ha emesso 85 Social Bond UBI Comunità, per un controvalore  complessivo di  913,2  milioni di euro, che hanno reso possibile la devoluzione di contributi a titolo di  liberalità per  4,2 milioni di euro volti a sostenere iniziative di interesse sociale e sono stati sottoscritti da oltre  32.000 clienti del Gruppo UBI.  Inoltre sono stati attivati plafond per finanziamenti per oltre 20,5 milioni di euro destinati a consorzi, imprese e cooperative sociali.

Le obbligazioni non sono destinate alla quotazione in nessun mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione: saranno negoziate dal soggetto incaricato del collocamento, in contropartita diretta nell’ambito del servizio di negoziazione per conto proprio ai sensi dell’art.1, comma 5, lettera a) del D.Lgs. 58/1998 (TUF). Il Soggetto incaricato del collocamento non si impegna al riacquisto delle obbligazioni. Pertanto, in tali casi sussiste il rischio che l’investitore possa trovarsi nell’impossibilità di rivendere le obbligazioni prima della scadenza naturale. Per una più dettagliata informativa circa le condizioni, i costi e rischi che comporta l’investimento si rinvia alle Condizioni Definitive e alla Nota di Sintesi, ed in particolare alla sezione “Fattori di Rischio”, relative all’emissione.

In particolare, si segnala che le obbligazioni in oggetto potrebbero subire una riduzione (fino al 100% del loro valore) o una conversione in uno strumento di capitale dell’emittente (esempio in azioni) o una riduzione degli interessi o una sospensione per un periodo transitorio del pagamento degli interessi, anche per effetto dell’applicazione del bail-in e, più in generale, di una procedura di risoluzione delle crisi bancarie ai sensi della vigente normativa in materia di risoluzione delle crisi bancarie.

Fondazione Poliambulanza, nuovo Cda e Taccolini presidente

in Economia/Evidenza/Nomine/Solidarietà by
La Poliambulanza

Lunedì 17 luglio si è riunito il consiglio di amministrazione della Fondazione Poliambulanza, rinnovato nella sua composizione, dopo la scadenza del mandato triennale stabilito dalle norme statutarie.

Gli “Enti Fondatori” (Suore Ancelle della Carità, Diocesi di Brescia, Congregazione “Don Calabria” di Verona e Università Cattolica del Sacro Cuore) hanno indicato 8 amministratori che hanno provveduto a designare il presidente ed il vice del consiglio di amministrazione.

La scelta della presidenza è ricaduta su Mario Taccolini, già vice presidente nel corso dei precedenti mandati, mentre è stato chiamato alla vice presidenza l’ingegner Enrico Zampedri.

Si tratta di due personalità molto note nel mondo bresciano e nella sanità nazionale: Mario Taccolini, professore ordinario di storia economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, prorettore dell’Ateneo, è titolare di numerosi incarichi scientifici ed accademici ed è figura molto nota nella comunità bresciana per le numerose iniziative svolte e per le responsabilità assunte in prestigiose istituzioni cittadine.

Enrico Zampedri è attualmente il direttore generale del Policlinico Gemelli di Roma, uno dei più importanti istituti ospedalieri italiani, sede di una scuola di medicina di fama internazionale, ritorna in Poliambulanza di cui è stato Direttore Generale dal 2004 al 2014.

La composizione del consiglio di amministrazione è completata dalla presenza di  Maria Caspani, economa generale della congregazione delle Suore Ancelle della Carità,  di Gennaro Nuzzo, clinico chirurgo emerito della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, del dott. Giancarlo Dallera, già presidente AIB, daAlessandro Masetti Zanini e daClaudio Cracco e Fabrizio Nicolis, rispettivamente direttore amministrativo e direttore sanitario dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar  (VR).

Termina dunque la presidenza di Enrico Broli dopo 12 anni, durante i quali Poliambulanza ha subito una trasformazione epocale.

Cooperative in calo, ma in quattro anni i conti crescono del 38 per cento

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L’Osservatorio sull’Economia Sociale, sorto presso la Camera di Commercio di Brescia, in collaborazione con il centro studi Socialis e Confcooperative Brescia, ha organizzato il convegno per presentare il “Quinto Rapporto sulla Cooperazione Bresciana”. Il rapporto, redatto al fine di analizzare e sostenere lo sviluppo dell’economia sociale della provincia di Brescia, di cui le cooperative sono parte, esamina la rilevanza economica delle cooperative bresciane negli ultimi anni. Proseguendo il lavoro promosso nell’ultimo quadriennio, il Rapporto propone inoltre un’analisi della dinamica della patrimonializzazione, della gestione economica e dell’occupazione delle cooperative bresciane nel corso del 2012-1015, anni in cui l’economia provinciale ha visto un aumento del tasso di disoccupazione e il perdurare di una fase di stagnazione. Il rapporto considera i bilanci delle cooperative attive (non in liquidazione) negli anni dal 2012 al 2015, conl’esclusionedi consorzi, banche di credito cooperativo, cooperative edilizie e di abitazione e cooperative che hanno assunto dimensione nazionale.

L’analisi ha evidenziato i risultati di seguito riportati.

  •   Dinamica: le cooperative sono diminuiteDal 2012 al 2015 il numero di cooperative si è ridotto del 10%, passando da 671 a 603; la riduzione ha interessato in particolare i settori delle costruzioni e dei trasporti, le cooperative di produzione e lavoro.
  •  Conto economico: le cooperative hanno aumentato la produttivitàDal 2012 al 2015 il valore della produzione medio è aumentato del 38% (da 3,26 a 4,50 milioni di euro), mentre il valore aggiunto medio è aumentato del 15% (da 630 a 730 mila euro); a tale aumento hanno contribuito le cooperative dei settori dei servizi (Fonte: Elaborazioni su dati Aida- Bureau Van Dijk e Confcooperative Brescia).

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Welfare, cresce il privato. A Brescia le imprese sono 1.300

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Cresce il welfare privato in Lombardia: sono 11 mila le imprese del settore e crescono del + 4% in un anno e di +14,4% in cinque, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese 2016, 2015 e 2011. Ancora più forte la crescita degli addetti: +8% dal 2015 e + 28% dal 2011. Oggi sono 180 mila impegnati nel settore, 13 mila in più in un anno e 40 mila in più nel quinquennio. Più ampio il settore dell’istruzione con quasi 5 mila imprese, poi l’assistenza sanitaria e quella sociale con 3 mila ciascuno, le organizzazioni associative, circa 600. La Lombardia concentra una impresa italiana su cinque del settore e un addetto su quattro.

A Milano il settore cresce in un anno del + 4% per imprese e del + 6% per addetti. Sono quasi 5 mila le imprese e 67 mila gli addetti. Lo sprint milanese supera la crescita nazionale in cinque anni per addetti (+43% rispetto a + 25%) ed è alla pari per la crescita di imprese (+ 16%). Milano in un anno ha 4 mila addetti in più e 20 mila in più in cinque anni.

In Lombardia prime Milano, Brescia, Varese, Bergamo e Monza. A Milano ci sono quasi 5 mila imprese e 67 mila addetti, a Brescia, Varese, Bergamo e Monza circa mille imprese, a Como quasi settecento. Oltre 20 mila gli addetti a Bergamo e Brescia, oltre 10 mila a Varese e Monza.

In Italia prime Roma, Milano e Napoli. Il settore concentra 65 mila imprese (+4% in un  anno e + 16% in cinque) e quasi 800 mila addetti (+9% e + 25%).Sono 60 mila gli addetti in più in un anno e oltre 150 mila nel quinquennio. Prima Roma con quasi 6 mila imprese sociali e 79 mila addetti. A Milano quasi 5 mila le imprese e 67 mila gli addetti. A Napoli 4 mila imprese e 29 mila addetti. Poi ci sono per imprese Torino, Palermo, Bari, Catania e per addetti Torino, Bergamo e Brescia.

 

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Sabato torna anche nel Bresciano la giornata del farmaco

in Economia/Evidenza/Solidarietà by

Sabato 11 febbraio 2017 si svolgerà in tutta la provincia di Brescia la XVII edizione della GRF – Giornata di Raccolta del Farmaco. Nelle 70 farmacie che aderiscono all’iniziativa e ne espongono la locandina, sarà possibile acquistare, assistiti dai volontari di Banco Farmaceutico, uno o più medicinali da banco da donare a chi ne ha bisogno. I farmaci acquistati saranno consegnati direttamente agli oltre 40 enti convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Ieri pomeriggio, presso la sede della Compagnia delle Opere Lombardia Sud Ovest in via Cassala 66/A, si è svolto l’incontro preparatorio della  XVII edizione della GRF – Giornata di Raccolta del Farmaco in presenza degli enti Onlus bresciani che beneficeranno della raccolta dei farmaci, che si terrà  Sabato 11 febbraio 2017.

Il bisogno di farmaci non riguarda più solo immigrati e profughi, ma sempre più persone e famiglie italiane. La povertà sanitaria è un’emergenza con la quale siamo costretti a fare in conti quotidianamente.

Gli enti saranno quelli che interverranno, con i farmaci raccolti, in quelle esigenze sanitarie che si presenteranno nell’aiutare gli oltre 3.400 assistiti sul territorio bresciano, persone che non potrebbero altrimenti acquistarsi i farmaci di primo intervento come antinfluenzali e antipiretici.

Dopo un momento di riesame dei motivi che spingono tutti noi a questa iniziativa, si è passati all’organizzazione logistica della giornata, con farmacie ed enti, per gestire gli oltre 300 volontari che saranno presenti nelle farmacie aderenti l’11 febbraio 2017.

 

Hanno partecipato all’incontro i seguenti enti:

Progetto Strada

Casa Gabriella

Bessimo

Auxillium

Shalom

Comunità mago di Oz

Istituto San Vincenzo

Associazione Bambino Emopatico

Associazione Nazionale Tumori

Comunità Fraternità

Comunità Raggio di Sole

Istituto Bronzetti

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