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A2A, utile a 335 milioni di euro, più 48% rispetto al 2017

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Si è riunito ieri il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. che,  sotto la Presidenza del Prof. Giovanni Valotti, ha esaminato e approvato l’Informativa trimestrale al 30 settembre 2018. Lo scenario dei primi nove mesi del 2018 è stato caratterizzato, in particolare nell’ultimo trimestre del periodo, da elevate quotazioni del gas e dell’energia elettrica: il prezzo medio del gas al PSV è stato pari a 23,6 €/MWh, in aumento del 25,6% rispetto al medesimo periodo del 2017 e il PUN Base Load è salito del 14,7% attestandosi a 58,9 €/MWh. Le quotazioni della CO2 sono quasi triplicate rispetto al 2017 passando da 5,3€/Tonn a 14,4€/Tonn. A partire dal primo luglio 2018 A2A consolida integralmente il gruppo ACSM-AGAM, frutto dell’aggregazione delle utilities di Como, Monza, Lecco, Sondrio e Varese (Multiutility del Nord), proseguendo in tal modo il percorso di partnership industriale e societaria delle public utilities della Lombardia.

RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2018

Nel periodo in esame, i Ricavi del Gruppo A2A, sono risultati pari a 4.518 milioni di euro, in aumento  di 371 milioni di euro rispetto all’anno precedente (+9%). L’aumento dei ricavi è prevalentemente riconducibile ai ricavi di vendita di energia elettrica a seguito dei maggiori volumi venduti sui mercati all’ingrosso e all’incremento dei prezzi di energia elettrica, alle maggiori vendite su mercato libero elettricità, in particolare grandi clienti, nonché ai maggiori ricavi relativi ai certificati verdi. Il consolidamento del nuovo gruppo ACSM-AGAM ha contribuito per 67 milioni di euro sui ricavi del Gruppo del terzo trimestre dell’anno.

Il Margine operativo lordo si è attestato a 875 milioni di euro, in linea con il 30 settembre dell’anno precedente (876 milioni di euro). Il contributo derivante dal consolidamento del gruppo ACSM-AGAM a partire dal primo luglio 2018 è stato pari a 18 milioni di euro. Al netto delle partite non ricorrenti (33 milioni di euro nei primi nove mesi del 2018; 54 milioni di euro nello stesso periodo del 2017) e del contributo fornito dall’ampliamento del perimetro, il Margine operativo lordo è cresciuto di 6 milioni di euro (+1%).

Il Risultato Operativo Netto, pari a 544 milioni di euro, risulta essere in flessione di 15 milioni di euro rispetto al valore del 2017 (559 milioni di euro), corrispondente – in presenza di un margine operativo lordo sostanzialmente allineato al 2017 – all’incremento degli ammortamenti derivanti dalle variazioni di perimetro intervenute nei due periodi di confronto e dalla realizzazione di nuovi investimenti. Tale andamento è stato in parte compensato dai minori accantonamenti netti del periodo derivanti dal rilascio di fondi rischi e crediti eccedenti.

L’Utile Netto di pertinenza del Gruppo nei primi nove mesi del 2018 ha raggiunto 335 milioni di euro (226 milioni di euro al 30 settembre 2017) in significativo incremento di 109 milioni di euro (+48%). Nel 2017 l’Utile Netto di pertinenza del Gruppo è stato influenzato dagli effetti conseguenti l’esercizio, in data primo luglio 2017, della PUT Option sull’intera quota del capitale sociale detenuta da A2A S.p.A. nella società montenegrina EPCG: l’esercizio di tale PUT Option ha comportato l’iscrizione di 93 milioni di euro di componenti negative di reddito sull’utile netto dei primi nove mesi del 2017.

Nel corso del 2018, invece:
– l’accordo per l’esercizio della PUT è stato rinegoziato determinando, a conto economico, un impatto positivo pari a circa 20 milioni di euro (4 milioni di euro di effetto attuariale relativo all’esercizio della sopramenzionata PUT e 16 milioni di euro relativi all’incasso di dividendi dalla società partecipata EPCG);
– è stata ceduta la partecipazione nella miniera di carbone Rudnik Uglija ad Pljevjia, generando una plusvalenza pari a 6 milioni di euro.
Escludendo i sopramenzionati effetti, l’Utile Netto “Ordinario” di pertinenza del Gruppo nel periodo risulta pari a 309 milioni di euro (318 milioni di euro al 30 settembre 2017) di cui +2 milioni di euro derivanti da ACSM – AGAM.

La Posizione Finanziaria Netta al 30 Settembre 2018 è pari a 2.877 milioni di euro (3.226 milioni di euro al 31 Dicembre 2017). Nel corso del periodo la generazione di cassa netta è stata pari a 304 milioni di euro a cui si aggiungono +75 milioni di euro per variazioni di perimetro e 30 milioni di euro di Posizione Finanziaria Netta negativa derivante dal primo consolidamento di ACSM – AGAM.

A2A fa i conti: sono 266 i milioni distribuiti sul territorio

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E’ stato presentato ieri, dal Presidente del Gruppo A2A Giovanni Valotti e dall’Amministratore Delegato Valerio Camerano, alla presenza del Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono e dell’Assessore all’Ambiente, Miriam Cominelli, il quarto Bilancio di Sostenibilità Brescia di A2A, il documento che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo in questo territorio nel 2017. Per la prima volta il report è incentrato sul contributo che le attività di A2A hanno avuto sulla attuazione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. L’Agenda 2030 ha infatti rappresentato per il Gruppo il riferimento per definire la propria Politica di Sostenibilità al 2030 e il Piano di Sostenibilità 2018-2022, articolato in una serie di azioni e obiettivi concreti e misurabili.

L’attività di A2A si concretizza in una molteplicità di servizi, dalla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas al teleriscaldamento, dall’illuminazione pubblica al ciclo idrico integrato e l’igiene urbana. Inoltre vanno assumendo un’importanza crescente i servizi per la smart city, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica.

La ricchezza distribuita dal Gruppo sul territorio bresciano ha raggiunto, nel 2017, 266 milioni di euro, di cui 42 milioni di euro per dividendi ad azionisti bresciani, 108 milioni di euro per il costo del lavoro e 109 milioni di euro per ordini a fornitori locali, per oltre l’80% piccole e micro imprese. Nelle sedi locali di A2A lavorano 1840 persone, 120 assunte nel corso dell’anno, di cui oltre la metà giovani sotto i 30 anni. In media sono state erogate 22 ore di formazione pro capite, buona parte dedicate al tema della sicurezza.  Sono migliorati, infatti, gli indici infortunistici: l’indice ponderato che misura la frequenza e la gravità degli infortuni è diminuito del 6% rispetto al 2016.

Nel 2017, A2A ha investito 77 milioni di euro nello sviluppo degli impianti e dei servizi a Brescia, in particolare per la Business Unit Ambiente (18 milioni di euro) e per la Business Unit Reti e Calore (56 milioni di euro). Tra i progetti più significativi, il completamento della nuova caldaia a gas della Centrale Lamarmora e il rinnovo della sala controllo e telegestione, e gli interventi di manutenzione ed efficientamento del Termoutilizzatore.

Focus anche sul ciclo idrico: sono stati investiti 29 milioni di euro e pianificati investimenti per ulteriori 236 milioni nel quinquennio 2018-2022. Tra questi la realizzazione, già avviata, del depuratore della Valtrompia a Concesio. Nel 2017 sono stati sostituiti 29 chilometri di rete acquedottistica con l’obiettivo di ridurre del 17% le perdite idriche lineari entro il 2022, ed è stato avviato il programma per installare 46mila contatori smart.

Raddoppiati gli investimenti in ottica smart city (1,5 milioni di euro). Nel 2017 sono state installate 8 paline smart alle fermate degli autobus ed è stato avviato il progetto per connettere con la fibra ottica 106 scuole della città.

Il 2017 ha visto anche il completamento degli interventi per realizzare nuovi impianti di illuminazione artistica a led in 37 siti architettonici, tra cui il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.

Nel 2017 A2A ha promosso l’uso più consapevole dell’energia presso i clienti finali attraverso promozioni e nuovi servizi. In crescita (+32% rispetto 2016) la vendita di energia green che ha toccato i 267 gigawattora. Altrettanto successo hanno avuto presso i clienti di A2A Energia i pacchetti per l’efficienza energetica (Kit LED, Caldaia2a, Clima2a), e grazie ai kit led installati si eviterà l’emissione di 802 tonnellate di CO2 l’anno. In crescita anche la vendita del servizio di teleraffrescamento e l’uso delle infrastrutture di ricarica elettrica: la rete di e-moving ha erogato infatti complessivamente 7 mila ricariche di auto, corrispondenti a 440 mila km percorsi a zero emissioni.

In termini di contributo alla lotta al cambiamento climatico e al miglioramento della qualità dell’aria, rimane fondamentale il contributo del teleriscaldamento che, anche grazie al recupero di calore dalla acciaieria Ori Martin, ha evitato l’emissione di 52mila tonnellate di CO2 e di 35 tonnellate di NOx.

La sinergia con le istituzioni e le comunità locali ha contribuito alla crescita costante della raccolta differenziata, che ha raggiunto a fine anno il 67,7%, in città, e il 71,9% nei comuni serviti della provincia. Il 100% dei rifiuti urbani raccolti dalle società ambientali del Gruppo è stato recuperato come materia o energia. Dai rifiuti non riciclabili A2A ha prodotto energia pari al fabbisogno di elettricità di 200mila famiglie e calore per il riscaldamento di 60mila appartamenti. Il sistema energia-ambiente, nel suo complesso, ha evitato l’emissione di 488.000 tonnellate di CO2 grazie al minor utilizzo di combustibili fossili e al recupero dell’energia contenuta nei rifiuti non riciclabili.

Sempre più stretta è la collaborazione di del Gruppo con il mondo della scuola, con oltre 20mila studenti coinvolti in progetti di educazione ambientale (laboratori, prove educative, interventi in aula, alternanza scuola-lavoro). Grazie alla partnership di A2A con AmbienteParco, ottomila studenti hanno potuto fruire gratuitamente del percorso didattico sull’acqua e del nuovo laboratorio sul ciclo dei rifiuti allestito presso il Parco dell’Acqua.

Sul piano delle partnership territoriali, A2A ha erogato 2,9 milioni di euro restituiti al territorio   sponsorizzando eventi e contribuendo ad iniziative locali. Tra le iniziative sostenute da Fondazione ASM vi sono la riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo, la valorizzazione del Castello di Brescia, al fianco di Brescia Musei, e del Mo.CA.

Il Banco dell’Energia, sviluppato da una proposta emersa dal Forum Ascolto di Brescia del 2015, è diventato ormai una concreta realtà nella lotta contro le nuove povertà. I primi due milioni di euro raccolti, grazie anche al sostegno di Fondazione AEM e Fondazione ASM e al meccanismo di raddoppio delle donazioni da parte di Fondazione Cariplo, hanno consentito di supportare 15 progetti per 6000 persone. Tra questi, selezionati attraverso il bando “Doniamo Energia”, due progetti proposti da associazioni operanti sul territorio bresciano: l’Associazione Casa Betel 2000 Onlus e la Cooperativa Sociale Palazzolese.

Sul piano della responsabilità sociale, A2A Ciclo Idrico è stata la prima in Italia ad introdurre il bonus idrico, uno sconto in bolletta alle famiglie economicamente svantaggiate, anticipando di un anno l’obbligo fissato dall’ARERA. Nel 2017 sono state 3.603 le domande di adesione.

A2A ancora più green: terza acquisizione in sei mesi nel fotovoltaico

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Un ulteriore passo avanti per A2A e la sua svolta green: il Gruppo potenzia ancora la propria capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili con l’acquisizione di 5 impianti fotovoltaici in Italia con una potenza installata complessiva di 15,7 MW. E’ stato perfezionato oggi il closing fra un fondo gestito da Impax (AIFM) Limited – parte di Impax Asset Management Group plc, società di gestione di investimenti con base a Londra e oltre £11,2 miliardi di asset in gestione1- e A2A Rinnovabili, la società del Gruppo che presidia il mercato energetico green. L’operazione di acquisto accresce la capacità solare installata di A2A portandola a 54,1 MW.

“Questa ulteriore acquisizione, che segue le due precedenti portate a termine nell’autunno dello scorso anno, porta il parco fotovoltaico di A2A a 39 impianti e ribadisce la nostra volontà di crescita nel settore delle rinnovabili – ha commentato Valerio Camerano, Amministratore delegato del Gruppo – Nell’arco di pochi mesi abbiamo costruito da zero una presenza nel fotovoltaico, a conferma del ruolo incisivo che A2A vuole continuare ad avere nella transizione energetica del Paese.

Dei cinque impianti fotovoltaici acquisiti da A2A tre sono situati in Puglia, uno nel Lazio e uno in Emilia-Romagna. A questi, si aggiungono quelli presenti in Toscana, Marche, Piemonte e Trentino Alto Adige frutto delle precedenti operazioni del Gruppo. L’intesa con il fondo Impax rappresenta dunque un nuovo capitolo della strategia green di A2A e della progressiva diversificazione del mix di generazione. L’accresciuta capacità solare di A2A si aggiunge ai circa 2000 MW da fonte idroelettrica già posseduti: un ulteriore contributo al raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione delle emissioni di gas effetto serra.

Public utilities, a Brescia danno lavoro a 15mila persone

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Trasporti di merci e persone, produzione di energia elettrica, costruzioni di strade e autostrade, telecomunicazioni, smaltimento rifiuti, gas, acqua: sono oltre 9 mila le imprese lombarde attive nei settori delle public utilities, +4% in cinque anni, con 186 mila addetti. Pesa la Lombardia sulle 60 mila imprese in Italia (+9%) con 864 mila addetti. In particolare, più di 4 mila sono specializzate nei servizi di supporto ai trasporti e circa 2 mila quelle attive nella produzione di energia.

Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati registro imprese 2017, 2016 e 2012.

Oggi alla Camera di commercio di Milano la sesta edizione di TOP UTILITY, rapporto focalizzato sul tema: “Ambiente, business, community e innovazione nei servizi pubblici locali”. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati dell’ indagine sulle prime 100 italiane.

Lombardia.5 mila imprese si concentrano a Milano, tra le lombarde Bergamo e Brescia con quasi mille imprese e rispettivamente 13 mila e 15 mila addetti, Varese e Monza con oltre 500 (9 mila e 7 mila addetti), Como con circa 400 (4 mila addetti circa come Mantova). Crescono di più in cinque anni Mantova (+14%), Lecco (+11%) e Milano (+8%).

Italia.5 mila imprese si concentrano a Milano, prima in Italia insieme a Roma. Seguono Napoli con circa 3 mila imprese e con circa 2 mila ciascuna Venezia, Torino e Bolzano. Tra le prime venti provincie italiane anche Bari con1.518, Salernoe Genova con oltre 1.200. Per addetti prima Roma con 194 mila, poi Milano con 124 mila, Torino con 30 mila e Napoli con 26 mila. Tra queste prime aree, crescono di più nell’ultimo anno: Milano (+3%), Bolzano e Napoli (+2%).

QUALCHE DATO

· Le utility italiane si consolidano, registrando ricavi complessivamente in crescita (115 miliardi nel 2016, +1,2% rispetto all’anno precedente) e dati in miglioramento anche sulla qualità del servizio offerto (ad esempio perdite di rete, depurazione e raccolta differenziata);

· crescono gli investimenti delle multiutility (+18,1% sul 2015) per 1,65 miliardi di euro, ma anche il valore della produzione (+7,5%);

· migliorano le performance economico-finanziarie, crescono i ricavi delle monoutility dei rifiuti (+3,5%) e idriche (+1,6%). Queste ultime, negli ultimi tre anni, hanno visto crescere fortemente i margini;

· le imprese stanno investendo in R&S (quasi il 90% ha in corso programmi di ricerca), per accompagnare i territori ai cambiamenti e alle opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale e affrontare la transizione energetica verso le rinnovabili;

· le utility sono fornitrici di nuovi servizi alle città: dai sistemi di monitoraggio ambientale, alla mobilità sostenibile, dalla mappatura energetica all’implementazione di sistemi di ottimizzazione e monitoraggio dei cantieri e dei lavori in corso.

La carta d’identità del settore

Le 100 maggiori utility attive in Italia nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico integrato e della raccolta dei rifiuti urbani hanno prodotto nel 2016 ricavi per 115 miliardi di euro, pari al 6,9% del PIL italiano, con una forza lavoro di quasi 142.000 unità. Sono in maggioranza imprese di medie e piccole dimensioni, oltre la metà ha ricavi inferiori a 100 milioni di euro e solo il 14% supera il miliardo. Il 66% delle aziende è a capitale interamente pubblico. Prosegue il processo di consolidamento: nel settore idrico sono state numerose le aggregazioni, soprattutto nel Nord Est. Nei rifiuti, invece, l’area più dinamica è il Centro Italia.

Chi sale e chi scende

Sono in crescita i ricavi delle Top 100 nel 2016 (+1,2% rispetto all’anno precedente), con risultati fortemente differenziati tra le varie tipologie di azienda. Quelle con la crescita maggiore sono le multiutility, che nel 2016 hanno incrementato il valore della produzione del 7,5%, seguite dalle monoutility dei rifiuti (+3,5%) e da quelle idriche (+1,6%). Nel comparto energetico, invece, i ricavi delle aziende elettriche sono stati sostanzialmente stabili (-0,4%), mentre le monoutility del gas sono calate dell’11,1%, principalmente a causa della riduzione del prezzo del gas. Ciononostante, queste aziende sono comunque quelle più solide, con indici di redditività più elevati e una situazione debitoria più sostenibile.

Investimenti, crescono quelli delle multiutility

Gli investimenti in impianti, infrastrutture, reti ed attrezzature sono stati poco più di 4,6 miliardi di euro, pari allo 0,3% del PIL e all’1,6% degli investimenti fissi lordi italiani. Il valore è leggermente inferiore a quello del 2015 (-1,5%). La categoria che ha registrato la maggiore crescita degli investimenti è quella delle multiutility, con 1,65 miliardi di euro nel 2016 (+18,1% sul 2015), pari al 35,8% del totale (contro il 29,9%). Considerando gli investimenti sul valore della produzione, sono le monoutility idriche a mostrare il dato più elevato (20,1%), con un investimento medio per abitante di 26,2 euro.

Buone performance, ma i clienti diventano più esigenti

Il quadro d’insieme mostra un progressivo miglioramento delle prestazioni dei settori ambientali – acqua e rifiuti – e una sostanziale stabilità di quelli energetici. Sul fronte idrico le Top 100 presentano dati migliori della media nazionale (32% contro il 38,3% nelle perdite di rete, fonte Istat), in miglioramento rispetto al 2015 di due punti percentuali. Nella depurazione aumenta il rendimento degli impianti, misurato dal grado di abbattimento del COD, che guadagna 13 punti percentuali sul 2015, raggiungendo il 91%. Non migliora, però, la quota di utenti collegati ai depuratori, che addirittura cala di un punto rispetto al 2015. Nel ciclo rifiuti la raccolta differenziata cresce in media di cinque punti percentuali sul 2015, attestandosi al 58%, rispetto alla media nazionale del 52,5%. A questo risultato concorre anche l’adozione di sistemi porta a porta come modalità prevalente di raccolta (68% delle aziende del Top 100). Il settore della distribuzione del gas mostra una sostanziale stabilità. Si riducono i tempi medi di esecuzione di lavori semplici e di attivazione della fornitura: rispettivamente da 5,3 a 4,8 giorni e da 3,3 a 3,2 giorni.
Nonostante tutti questi dati incoraggianti, l’indice di soddisfazione dei clienti è tuttavia più basso, per la prima volta in quattro anni, passando da 85,07 nel 2015 a 82,05 nel 2016. In flessione anche le performance del servizio clienti, con un lieve aumento dei tempi di attesa e un calo del livello di servizio dei call center. Crescono anche i reclami dei clienti.

La digitalizzazione e i nuovi servizi per le città

L’innovazione tecnologica è un fattore strategico per lo sviluppo del settore utility, che impatta in modo significativo sullo sviluppo del territorio e sulla qualità della vita dei cittadini.  Quasi 9 imprese su 10 (l’89,7%) effettua attività di ricerca, in particolare legata al tema della digitalizzazione. Nel 2016 il 53,8% delle aziende aveva sistemi integrati per la raccolta e la gestione dei dati di impianti e infrastrutture mediante strumenti di ICT, come IoT o big data analytics. L’obiettivo per le utility è di poter offrire nuovi servizi alle città: dai sistemi di monitoraggio ambientale (qualità dell’aria e dell’acqua, sicurezza idrogeologica), alla mobilità sostenibile (colonnine di ricarica per l’auto elettrica, car sharing o servizi di smart parking), dalla mappatura energetica delle città all’implementazione di sistemi di ottimizzazione e monitoraggio dei cantieri e dei lavori in corso.

Sostenibilità & Comunicazione

Il 2016 ha evidenziato un’accelerazione nei livelli di attenzione delle utility per i temi della sostenibilità. L’obbligo di pubblicazione del rapporto di sostenibilità per le grandi aziende di interesse pubblico riguarderà 42 delle Top 100. Nel 2016 sono state 38 le aziende che hanno pubblicato il bilancio di sostenibilità, due in più rispetto al 2015 e cinque rispetto al 2014. Quasi tutte le Top Utility, invece, hanno un codice etico, che arriva al 96% dei casi nel 2016 contro l’89% di due anni prima. Quanto poi alla formazione del personale, aumentano le ore di formazione per dipendente, che sono passate da 15,6 nel 2015 a ben 21,3 nel 2016 e hanno riguardato l’86% dei dipendenti.

A2A, ecco i nomi del Comune di Brescia

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Giovanni Valotti, Giovanni Comboni, Maria Chiara Franceschetti, Norberto Rosini, Elisabetta Ceretti e Antonio Bonomo. Sono i nomi individuati dal Comune di Brescia per il Consiglio d’Amministrazione di A2A, a seguito del bando aperto lo scorso febbraio. I nomi entrano a far parte di una lista, congiunta con l’altro azionista il Comune di Milano, da cui saranno individuati, in ordine di presentazione, i quattro componenti del Cda per il Comune di Brescia. Per il collegio sindacale è stata indicata la dottoressa Chiara Segala.

 

FONTE BSNEWS.IT

A2A, Del Bono conferma i suoi. Ma Forza Italia si spacca

in A2A/Economia/Nomine/Partecipate e controllate by

Per le nomine in A2A è tutto fatto, o quasi. Secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse ore, infatti, il sindaco Del Bono sarebbe pronto a confermare gli uscenti Giovanni Comboni (che dovrà cedere la vicepresidenza a un milanese) ed Elisabetta Ceretti, destinando invece Antonio Bonomo verso Lgh. Una scelta obbligata dal fatto che in questa tornata la Loggia può esprimere solo tre nomi, compreso quello da riservare alla minoranza. Su quest’ultimo fronte, un po’ a sorpresa, è da segnalare la spaccatura Forza Italia: il partito, infatti, non ha confermato la fiducia all’uscente Fausto Di Mezza (sostenuto dai consiglieri comunali), preferendogli l’ad di Gefran Maria Chiara Franceschetti. Una vittoria per il fronte guidato da Mariastella Gelmini.

A2A prima in Italia per soddisfazione dei clienti

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Brescia continua la tradizione di buona amministrazione, anche sul fronte delle utility. Per il quinto anno di fila, infatti, A2A si è confermata il primo operatore del mercato italiano per la qualità del servizio offerto ai clienti.

A certificarlo è il «Monitor energia e gas» di Cerved, società di rating indipendente che tra l’ottobre e il dicembre scorso ha campionato settemila clienti dei principali operatori.

Con un indice di 92.4 su cento l’ex municipalizzata ha sbaragliato la concorrenza di altri 11 competitor: Acea Energia, E.On, Edison, Enel Energia, Enel Servizio elettrico, Eni, Engie, Hera Comm, Iren Mercato, Repower e Sorgenia.

I clienti (800 quelli intervistati da Cerved), in particolare, hanno apprezzato la varietà di canali di comunicazione, la tipologia delle tariffe, la chiarezza nelle bollette nei contratti. Ad essere premiati in patticolare i settori dell’energia elettrica e del gas.

A2A: sottoscritto l’Aumento di Capitale di ASVT

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In seguito alla rinuncia all’esercizio del diritto di opzione da parte di tutti gli atri soci, A2A S.p.A. ha oggi sottoscritto integralmente l’aumento di capitale a pagamento di 5,8 milioni di euro deliberato il 28 febbraio 2017 dall’assemblea straordinaria di ASVT S.p.A (Azienda Servizi Val Trompia), finalizzato alla realizzazione del piano industriale della Società.

A2A S.p.A. ha versato tutte le quote rimaste inoptate in linea con l’attenzione e la vicinanza del Gruppo ai territori ed in continuità con l’impegno in Val Trompia, che prosegue ininterrottamente dal 1998, anno di costituzione di ASVT.

La quota del Gruppo A2A nel capitale sociale di ASVT, è quindi passata dal 49% a circa il 65%.

I fondi saranno destinati prioritariamente ad interventi sul Ciclo Idrico integrato per il potenziamento dei sistemi di depurazione, in un’ottica di sempre crescente salvaguardia del benessere dei cittadini e della qualità ambientale del territorio.

ASVT ha prodotto nel 2015 un Margine Operativo Lordo di oltre 4 milioni di Euro ed un Risultato Netto di circa 2,2 milioni di Euro. Il Capitale Investito netto al 31 dicembre 2015 è di circa 19,4 milioni di Euro ed è composto da un Patrimonio Netto di circa 11,9 milioni di Euro e da una Posizione Finanziaria Netta di circa 7,5 milioni di Euro.

 

 

 

A2A, 2016 ok: Mol a 1,22 miliardi, utile in crescita di 274 milioni

in A2A/Bilanci/Economia/Energia/Partecipate e controllate by

Si è riunito oggi il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. che, sotto la Presidenza del Prof. Giovanni Valotti, ha approvato i risultati del processo di impairment redatto ai sensi dello IAS 36 e svolto, come di consueto, avvalendosi del supporto di un riconosciuto professionista terzo indipendente. Il processo ha comportato svalutazioni (al lordo degli effetti fiscali) di asset, avviamenti e partecipazioni per 110 milioni di euro, nonché la ripresa a valore (al lordo degli effetti fiscali) di asset per 51 milioni di euro.

Il Consiglio ha inoltre preso visione dei risultati consolidati preliminari dell’esercizio 2016, che includono gli effetti del consolidamento per cinque mesi del nuovo gruppo acquisito LGH. I principali risultati sono di seguito riportati:

Margine Operativo Lordo (Ebitda) superiore ad 1,22 miliardi di euro, in crescita di oltre il 16% rispetto all’esercizio precedente (1,05 miliardi di euro nel 2015). Al netto di proventi non ricorrenti superiori a 100 milioni di euro e degli effetti derivanti dal primo consolidamento, per cinque mesi, di LGH (circa 32 milioni di euro) la crescita ordinaria è stata superiore al 4,5%. Tutte le Business Unit (di seguito “BU”), con l’unica eccezione della BU Reti penalizzata dalla revisione tariffaria del nuovo periodo regolatorio, hanno riportato risultati in crescita rispetto all’esercizio precedente e superiori alle aspettative di Piano 2016-2019.

Utile ante imposte, pari a circa 350 milioni di euro (76 milioni di euro nell’esercizio 2015) al netto di svalutazioni nette di asset, avviamenti, partecipazioni e ripristini di valore per 261 milioni di euro. Le svalutazioni, complessivamente pari a 312 milioni di euro, si riferiscono alla centrale di Monfalcone (202 milioni di euro a seguito di conferimento, al fair value, del ramo di azienda in A2A Energiefuture SpA, già comunicato il 29 Dicembre 2016) e del risultato dell’impairment test quale approvato dal CdA odierno. L’impairment test ha determinato la svalutazione, per 68 milioni di euro, di alcuni impianti “CCGT”, per 37 milioni di euro di alcuni avviamenti e per 5 milioni di euro di partecipazioni. Il ripristino di valore, pari a 51 milioni di euro, si riferisce esclusivamente all’ impianto di San Filippo del Mela ( 220kv) a seguito della recente ammissione al regime asimmetrico di reintegrazione dei costi per il quinquennio 2017-2021.

Investimenti, in crescita del 22% per un totale di circa 420 milioni di euro, escluso l’importo corrisposto per l’acquisto del 51% della partecipazione in LGH SpA. I maggiori incrementi si sono realizzati nella BU Ambiente (+70%) e nella BU Reti e Calore (+25%).

Posizione Finanziaria Netta a circa 3,14 miliardi di euro, in crescita di circa 240 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 quale risultante degli effetti dell’acquisizione e primo consolidamento di LGH (per complessivi 469 milioni di euro) e della generazione di cassa risultata positiva per circa 230 milioni di euro. Il rapporto PFN/Ebitda migliora da 2,8x a 2,6x.

“Abbiamo ottenuto un risultato molto importante che conferma il continuo miglioramento dei business aziendali, dell’efficienza operativa, della capacità di investimento e generazione di cassa – commenta l’Amministratore delegato Valerio Camerano – Un efficace mix di focalizzazione sul business, innovazione ed evoluzione della cultura manageriale aziendale sostiene la crescita dei risultati e il rafforzamento strategico”

“A fronte di scenari di mercato sfavorevoli e all’interno di un contesto sempre più competitivo, i risultati del 2016 testimoniano la capacità di A2A di innovare nella continuità – ha dichiarato Giovanni Valotti, Presidente del Gruppo – Questo conferma la validità di un cambio strategico significativo impresso all’azienda, così come rende conto dell’apporto di grande qualità assicurato dal management e da tutti i dipendenti di A2A nella gestione dell’operatività”.

A2A, Del Bono: soddisfatto di quanto stanno facendo Valotti e Camerano

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“Sono soddisfatto delle scelte che ho fatto per A2A”, ha sottolineato il sindaco di Brescia Emilio Del Bono a margine della conferenza stampa per il bilancio di fine anno, “il presidente Valotti e l’ad Camerano hanno lavorato bene. Il valore del titolo è raddoppiato, i dividendi sono triplicati e il piano industriale va nella direzione che auspichiamo: quella del green. Le politiche aziendali sono tornate sulle rinnovabili, sul trattamento dei rifiuti. Su questo bisogna accelerare e noi la sfideremo a farlo, perché la città non ha certo un atteggiamento di sudditanza verso A2A. Comunque dell’oggi siamo contenti: il piano industriale presentato corrisponde alle nostre attese, anche in termini di filosofia industriale che punta al superamento delle cave attraverso il riciclo. Anche quella del tele-raffreddamento mi pare una grande intuizione. Con queste premesse puntiamo alla conferma dei vertici uscenti”.

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