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Economia - page 106

Notizie economico-finanziarie di Brescia e Provincia

Chiara Pastore eletta Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Apindustria Brescia

in Api/Associazioni di categoria/Economia by

È Chiara Pastore la nuova presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Apindustria Brescia per il biennio 2016/2018, nominata in occasione dell’assemblea ordinaria elettiva che si è tenuta venerdì 8 luglio. Classe 1984, Chiara Pastore è attiva all’interno dell’azienda di famiglia Vetrodomus Spa di Brescia, che opera da oltre 50 anni in Italia e all’estero nel settore della lavorazione del vetro piano per l’edilizia.

“Sono felice e onorata di ricoprire questo incarico – afferma Chiara Pastore -. Il mio proposito è ora di impegnarmi per la crescita del Gruppo Giovani e per lo sviluppo della realtà associativa nel suo complesso. Il Gruppo ha dimostrato negli anni di porsi come realtà dinamica e propositiva all’interno di Apindustria, da un lato offrendo ai propri membri l’opportunità di creare relazioni e interazioni che sarebbe difficile far nascere in altri contesti, di crescere e maturare a livello personale e professionale; dall’altro è stato capace di trasmettere stimoli importanti anche all’associazione stessa. Ora si tratta di procedere in questa direzione, nell’ottica di un miglioramento costante. In questo lavoro – aggiunge – sarò supportata da un gruppo di persone scelte come membri del Consiglio Direttivo con le quali sussiste un rapporto di stima e fiducia reciproca e che sono certa lavoreranno con passione al mio fianco. Il nostro obiettivo sarà proporre progetti innovativi e stimolanti per le aziende, proseguendo in particolare in tema di internazionalizzazione quanto fatto negli ultimi anni”.

L’assemblea ha inoltre eletto Michela Marchesi (Reselco Srl) vice presidente vicario e Vera Volpini (Panatex Srl) vice presidente. Nel biennio saranno inoltre membri del Consiglio Direttivo in qualità di consiglieri Lara Volpini (Panatex Srl), Daniele Vertua (Facchini Spa), Paolo Vismara (VPM Group Srl), Cristina Gnutti (Delta Group Design Spa), Roberto Scotti (O.P.S. Srl), Marco Gamba (Profiler Srl), Massimo Berardi (Costruzioni Generali Italiane Srl), William Salvini (Salvini Marmi Srl), Giorgio Gaffurini (Nuova Beton Spa), Monica Ferraboli (Meccanica Pontechiese Snc).

Regione, Parolini: sale a 2milioni il bando per la sicurezza nei negozi

in Commercio/Economia/Istituzioni by

“Abbiamo deciso insieme al Sistema Camerale di aumentare i fondi e di dare la possibilità di accedere anche agli artigiani al bando che permette di ricevere fino a 5000 euro di contributo a fondo perduto per sostenere l’acquisto e l’istallazione di sistemi innovativi di sicurezza nelle loro attività”. È quanto ha annunciato stamane Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, presentando il provvedimento approvato dalla Giunta che va ad incrementare la dotazione del bando per finanziare investimenti “finalizzati all’incremento della sicurezza a favore delle micro e piccole imprese commerciali ed alle micro e piccole imprese artigiane con sede legale od operativa e almeno un punto vendita in Lombardia”.

CONTRIBUTO CAMERE DI COMMERCIO – “Passano così da 1 milione di euro ad oltre 2 le risorse complessive destinate a questo bando. Regione Lombardia ha aggiunto 515mila al milione di euro già stanziato – ha spiegato l’assessore – raddoppiando l’identica cifra messa a disposizione dalle Camere di Commercio, che partecipano così attivamente cofinanziando un’iniziativa molto importante le cui procedure saranno gestite insieme a Unioncamere Lombardia”.

QUADRO PREOCCUPANTE – “I negozi di vicinato sono spesso esposti ad odiosi episodi di microcriminalità; gli ultimi dati disponibili – ha sottolineato l’assessore – descrivono infatti un quadro preoccupante nella nostra regione con più di 24mila denunce raccolte dalle forze dell’ordine. Di fronte a questa situazione abbiamo quindi deciso di rilanciare il nostro sostegno al comparto e rimarcare con forza la vicinanza ai titolari di esercizi commerciali e agli artigiani, soprattutto in un momento in cui perdura la crisi dei consumi”.

IMPEGNO REGIONE PER COMMERCIO E ARTIGIANATO – “Con questo importate impegno economico, quella presentata stamane – ha concluso Parolini – diventa solo l’ultima misura inserita in un ampio contesto di iniziative e di incentivi economici che l’assessorato allo Sviluppo economico ha messo in campo per il settore del commercio sul fronte della lotta alla desertificazione commerciale, alla contraffazione e all’abusivismo, per il sostegno di interventi specifici di riqualificazione degli esercizi commerciali, oltre che per la valorizzazione delle attività storiche e di quei negozi e reti di attività commerciali che si sono distinti per la capacità di generare attrattività”.

STANZIAMENTO – Euro 2.030.000

SOGGETTO GESTORE – Unioncamere Lombardia.

INTERVENTI AMMISSIBILI – Sono ammesse a contributo le spese per l’acquisto e relativa installazione, al netto dell’IVA, di sistemi innovativi di sicurezza e dispositivi per la riduzione dei flussi di denaro contante (sistemi di videoallarme antirapina; sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso e sistemi antintrusione con allarme acustico; casseforti, sistemi antitaccheggio, serrande e saracinesche, vetrine antisfondamento; sistemi di pagamento elettronici; sistemi di rilevazione delle banconote false; dispositivi aggiuntivi di illuminazione notturna esterna).

IL CONTRIBUTO – L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 5.000 euro, pari al 50% dell’investimento.

Edilizia: meglio i capannoni a Leno, gli uffici a Rezzato e i negozi a Montirone

in Economia/Edilizia/Partner by

I capannoni? La crisi si sente (meno 40 per cento), ma se si vuole investire conviene comprarlo a Leno, dove si può arrivare a 360 euro al metro quadro, piuttosto che a Roncadelle, dove si parte dal doppio. Mentre Botticino è un ottimo posto per comprare un negozio a poco prezzo (800 euro al metro quadro) perché si spende molto meno che a Montirone, dove per un’attività sulle arterie più trafficate si può arrivare a sborsare 1.650 euro al metro quadro: quasi come in città. Mentre per gli uffici Rezzato è uno dei posti migliori, con 900 euro al metro quadro. A dirlo sono le rilevazioni relative al secondo semestre 2015 sul mercato immobiliare non residenziale bresciano messe a punto dalla rete di agenzie Tecnocasa,

Tasse sproporzionate agli stranieri, ricorsi anche a Brescia: il tribunale di Milano condanna i ministeri

in Economia/Evidenza/Tasse by

Il Tribunale di Milano, con ordinanza dell’8 luglio 2016, ha dichiarato discriminatoria la richiesta agli stranieri della tassa sproporzionata per la domanda di rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno – anche non di lungo periodo – già annullato dal Tar del Lazio nel maggio scorso, e ha condannato il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla restituzione parziale di quanto versato.

DI SEGUITO LA NOTA DELLA CGIL DI BRESCIA

Giunge così a conclusione una questione annosa, che nel settembre dello scorso anno aveva portato a una pronuncia della Corte di Giustizia e a un successivo intervento del Tar del Lazio che, accogliendo un ricorso presentato dalla Cgil e dall’Inca, aveva cancellato la norma che prevedeva il pagamento di un contributo per il rilascio e per il rinnovo del permesso di soggiorno. Senza peraltro che questo inducesse le amministrazioni resistenti ad adottare nessun provvedimento: tuttora viene infatti richiesto del tutto illegittimamente il pagamento della tassa nella misura prevista dal decreto annullato. ‎

Ora, il Tribunale di Milano statuisce che aver richiesto un pagamento in misura non consentita dall’ordinamento europeo costituisce anche discriminazione e viola il principio di parità di trattamento previsto dalla Direttiva 109/2003, proprio in quanto pretende degli stranieri una tassa sproporzionata rispetto a quanto previsto per analoghi documenti per i cittadini italiani.

L’importanza della pronuncia milanese deriva soprattutto dal fatto che, per la prima volta, viene affermato il diritto al rimborso di quanto pagato dagli stranieri dall’entrata in vigore del decreto.

Le conseguenze pratiche saranno parecchie e, forti di questa sentenza, siamo fiduciosi che analoghi ricorsi presentati a Brescia dalla Cgil insieme all’avvocato Alberto Guariso dell’Asgi avranno esito positivo. Positive anche le conseguenze pratiche per migliaia di persone residenti in provincia, non più costrette a pagare tasse sproporzionate per documenti di soggiorno.

Addizionale Irpef, a Brescia si pagano 123 euro a testa

in Economia/Tasse by

La media è di 123,47 euro, che colloca la città all’86esimo posto in Italia e al 43esimo in Lombardia. E’ questa secondo l’indagine di Onpepolis sui dati 2014, la situazione dell’addizionale comunale Irpef per i residenti della città di Brescia che hanno superato i 13mila euro di reddito annuo. Il capoluogo – stando ai dati – è quello che ha chiesto di più ai propri cittadini, seguito da Losine con 122,63 euro e da Gardone con 114,09. Per quanto riguarda invece il confronto con gli altri capoluoghi lombardi, i più tartassati sono i residenti di Lodi con 376,51 euro. Seguono, davanti alla Leonessa, i milanesi con 154,86 euro i varesini (132,43), i cremonesi (131,47), i pavesi (137,33) e gli abitanti di Sondrio (126,11). Bergamo, Lecco, Mantova e Como sono invece sotto Brescia. Positivo anche il confronto con l’altro comune della ex Serenissima: i veronesi pagano mediamente 127 euro. In Italia il Comune più economico è Firenze, che fa pagare ai propri concittadini solo 31,36 euro.

La fonderia dell’omicidio di Marcheno va verso la liquidazione e la chiusura

in Acciaio/Economia by

La Fonderia Bozzoli di Marcheno va verso la liquidazione. E la chiusura. Ad avanzare la richiesta formale, sono stati venerdì al tribunale i sindaci dell’azienda in cui è scomparso l’8 ottobre 2015 – con grande clamore mediatico – l’imprenditore Mario Bozzoli. Per gli investigatori l’uomo è stato ucciso e buttato in un forno per cancellare ogni traccia, ipotesi per cui sono indagati con l’accusa di omicidio due operai e i nipoti Alessandro e Giacomo, figli del fratello Adelio (socio al 50 per cento di Mario). Proprio i dissapori fra le due famiglie (quando l’azienda è stata dissequestrata, la moglie Irene era stata nominata curatrice della quota del marito), inevitabili, sono alla causa della richiesta di messa in liquidazione nonostante le commesse e il lavoro non mancassero. Ora tocca al tribunale decidere, ma le ipotesi in campo non sono molte.

Cogeme, ribaltone ai vertici: il nuovo presidente è Lazzaroni

in Cogeme/Economia/Istituzioni by

Dario Lazzaroni, figlio dell’ex sindaco di Rovato Angelo, è il nuovo presidente di Cogeme, l’utility franciacortina che detiene la maggioranza relativa di Lgh ed è stata recentemente oggetto di acquisizione da parte di A2A. Ad eleggerlo – come indicato dal sito di Rovato  – è stata ieri sera l’assemblea dei sindaci ddi Cogeme che gli ha consegnato una maggioranza (risicatissima) del 51 per cento dei consensi.

Con questa operazione, dunque, Rovato (primo azionista con il 22 per cento) torna a far parte della maggioranza che guida Cogeme e si consuma così la “vendetta” annunciata dal primo cittadino di Rovato Tiziano Belotti, che aveva promesso un ribaltone dopo la sfiducia promossa e mancata al presidente uscente Giuseppe Mondini.

Mondini – inizialmente dicato da Belotti – era stato confermato da una maggioranza del 50,4 per cento del capitale, ma le ultime elezioni comunali con il cambio alla guida di Torbole Casaglia hanno ribaltato le proporzioni. Anche se la nuova maggioranza resta esposta al rischio di nuovi cambi, visto che basterà il cambio di colore politico di qualcuno degli azionisti storici – anche dei più piccoli – per far pendere nuovamente l’ago della bilancia contro Belotti.

Streparava, ricavi in crescita a 153 milioni e investimenti per 24 milioni entro il 2018

in Economia/Manifatturiero by

Bilancio 2015 col segno “più” per la Streparava, con nuovi ordini che nei prossimi anni garantiranno ulteriore crescita al Gruppo specializzato nella produzione di componenti per l’automotive (sistemi sospensione e powertrain).
Questa mattina, nel quartier generale di Adro, il presidente, Pier Luigi Streparava, e l’amministratore delegato e direttore generale, Paolo Streparava hanno presentato i conti del Gruppo, cui fanno capo anche i siti produttivi in Spagna, India, Brasile e la Borroni Powertrain di Saronno, acquisita di recente.
Il fatturato consolidato è cresciuto nel 2015 superando i 153 milioni di euro dai 145,6 dell’esercizio precedente. Positiva pure la dinamica dell’Ebitda (margine operativo lordo) passata dal 7,76% del 2014 all’8,52%. Lieve flessione invece per l’utile di Gruppo che si attesta a 3,74 milioni (nel 2014 superava di poco i 4 mln), restando comunque a ottimi livelli e confermando la reddittività dell’azienda, che lo scorso anno ha prodotto 3 milioni di componenti powertrain e altrettanti sistemi di sospensione.
“Archiviamo il 2015 con volumi positivi e la soddisfazione per aver acquisito due nuovi importanti ordini, che comporteranno per noi ingenti investimenti. Una delle commesse arriva dalla Germania, segno ancora una volta che in Italia con la meccanica ci sappiamo fare, visto che siamo in grado di superare i nostri competitor tedeschi, malgrado gli extracosti sostenuti nel nostro paese a cominciare dal prezzo dell’energia”, ha sottolineato il presidente Pier Luigi Streparava.
“Con questo ordine proveniente dalla Germania per fornire componenti per sospensioni indipendenti destinate a un Suv, Streparava fa il suo ingresso in un segmento centrale dell’automotive, quello delle passenger car, che va ad aggiungersi a quelli da noi tradizionalmente serviti, ovvero veicoli commerciali e mezzi pesanti”, ha spiegato l’ad Paolo Streparava.
Il contratto quinquennale di fornitura prenderà avvio nel 2017 e a regime arriverà a valere 18 milioni. Il secondo nuovo ordine, del valore a regime di 9,5 milioni, riguarda invece la fornitura per 5 anni di componenti motore a Magneti Marelli. Anche grazie a queste commesse, Streparava investirà nel triennio 2016-2018 oltre 24 milioni, soprattutto in macchinari.
Si allarga quindi il perimetro delle forniture e i vertici della holding non escludono nuove acquisizioni per crescere, integrare meglio i processi e ampliare il portfolio clienti.
Il Gruppo prevede quindi di aumentare ancora i ricavi sia quest’anno, superando i 159 milioni, sia nel 2017, toccando i 166 milioni. In crescita anche i dipendenti: il prossimo anno saranno 766 contro i 607 del 2015.
Prosegue con soddisfazione anche l’attività di ricerca e sviluppo, specie nel campo dell’alleggerimento delle componenti automotive. Un paio di settimane fa, infatti, Streparava ha ricevuto dall’Associazione Italiana di Metallurgia un premio per lo sviluppo di un innovativo componente per sospensioni in alluminio pressofuso.
A fine settembre l’azienda festeggerà nello stabilimento di Adro il 65esimo compleanno insieme a tutti i collaboratori e i loro familiari. Un’occasione per parlare di quanto è stato fatto negli ultimi anni e di ciò che si farà nel prossimo futuro sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale.


Aree vaste, Massetti: servono efficienza, efficacia e identità

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Istituzioni/Partner by

“Come associazione di rappresentanza imprenditoriale, ci sentiamo coinvolti in prima linea e con responsabilità nel dibattito sulla riforma delle autonomie locali. L’efficienza e l’efficacia di un assetto istituzionale sono un elemento di competitività fondamentale per l’intero sistema socio-economico-territoriale, oltre che una delle principali espressioni dell’identità di un territorio. Proprio intorno a questi tre concetti, efficienza, efficacia e identità, crediamo dovranno essere costruite le nuove Aree vaste in Lombardia, con l’obiettivo di creare un sistema che funzioni, al servizio di imprese e cittadini”. Lo ha affermato Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia, intervenuto al convegno “Aree vaste in Lombardia. Una riforma per la competitività delle imprese e dei territori”, che si tenuto a Como, presso Villa Olmo.

“Con questo incontro abbiamo voluto portare anche il punto di vista delle imprese nel dibattito sulle autonomie locali, mettendolo a confronto con quello degli esperti e dei rappresentanti istituzionali intervenuti, con il comune obiettivo di individuare la struttura organizzativa più efficiente e funzionale per mantenere e supportare la competitività della nostra Regione”.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente di Confartigianato Imprese Como, Marco Galimberti, e il contributo del presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti, sono intervenuti il Prof. Roberto Zucchetti del Gruppo Clas, che ha descritto alcuni criteri guida proposti per la riforma delle autonomie locali, e il Prof. Giovanni Valotti, Ordinario di Economia delle aziende e delle P.A. all’Università Bocconi, che ha approfondito i cambiamenti organizzativi delle amministrazioni locali nel nuovo assetto istituzionale.

Ferruccio de Bortoli ha introdotto il confronto tra alcuni rappresentanti istituzionali: il presidente della Provincia di Como Rita Livio, il presidente di ANCI Lombardia Roberto Scanagatti e il Sottosegretario alle riforme istituzionali, enti locali Lombardia Daniele Nava.

“La Lombardia ha lavorato concretamente sulla proposta di una nuova configurazione dell’assetto delle Autonomie locali e a breve saremo in grado di proporre al Governo un Testo di riforma che nasce proprio dal confronto e dal dibattito sul e con il territorio, per gestire e non subire il processo di “cancellazione” delle Province cominciato con la Legge Delrio. Abbiamo voluto anticipare i tempi perché crediamo che il nostro Sistema Lombardia possa essere un vero modello. – ha sottolineato Daniele Nava – Mi preme congratularvi con Confartigianato Lombardia per lo sforzo fatto e per l’impegno che la categoria che rappresenta ha riversato nel contributo presentato oggi, ricco di spunti di riflessione, di valutazione e di elementi comuni”, ha concluso.

Da Beretta un vino per i cento anni dell’isola di San Paolo

in Alimentare/Armi/Economia by

In occasione dei primi cento anni dal giorno in cui la famiglia Beretta è diventata proprietaria dell’isola di San Paolo sul Lago d’Iseo, perno attorno a cui ha ruotato “The floating piers” di Christo, l’artista bulgaro naturalizzato statunitense, le Agricole Gussalli Beretta hanno creato per l’anniversario una bottiglia speciale a produzione limitata.

È un Franciacorta Satèn, prodotto dalle cantine dello Sparviere con sole uve Chardonnay provenienti dai vigneti di Monticelli Brusati i cui terreni marnosi e calcarei della zona Nord Est della Franciacorta conferiscono al vino freschezza e mineralità.

Accompagnata da una copia anastatica dell’atto firmato il 10 luglio 1916, presso il notato Basilio Antonioli, tra Bruno Cittadini e Pietro Beretta, la famiglia Beretta ha contestualmente realizzato un’agile monografia, con un inedito corredo iconografico, sulla storia dell’Isola di San Paolo che inizia a comparire nei manoscritti dell’anno Mille quando due famiglie, una longobarda ed una franca, la donarono ai monaci cluniacensi.

Si ipotizza che nel 1091 il lago fosse più basso di circa tre metri rispetto ad oggi e che quindi l’isola presentasse una superficie più grande di quella attuale e fosse talvolta raggiungibile a piedi da Montisola, ipotesi confortata dal fatto che verso levante il fondale corre per un lungo tratto profondo non più di due metri.

Sull’isola venne realizzato dai monaci di Cluny un monastero, ma le ristrettezze economiche di quegli anni costrinsero i religiosi ad affittare l’isola ai pescatori locali, che la utilizzarono fino al 1400 quando la famiglia Fenaroli, sostituitasi agli Oldofredi nel controllo del lago, ne fece base delle truppe lacuali, essendo sull’asse Lovere – Iseo ed a metà tra Pilzone e Tavernola.

Con la presenza della repubblica di Venezia nel Bresciano, l’isola venne ceduta dai Fenaroli ai Francescani che ne stimolarono la ripresa, trasformarono il monastero in un convento ed eressero il muro di cinta, facendola così diventare approdo sicuro.

Il periodo Napoleonico ha fatto vivere all’Isola stagioni alterne e difficili fino al 1900 quando ritornò in mani private: nel 1900 i fratelli Galbiati smantellarono il convento, a beni presto dovettero anch’essi vendere area e immobile per ragioni economiche; la nuova proprietà passò così a Bruno Cittadini che nel 1916 la vendette alla famiglia Beretta. Il resto è storia d’oggi.

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