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Voucher, Parolini: strumento essenziale, il parlamento ci ripensi

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“Il Parlamento deve necessariamente modificare il decreto di abolizione dei voucher: è irresponsabile togliere il sistema dei voucher, senza trovare alternative, per questioni di partito innescate dalla Cgil, assestando così un duro colpo al tessuto produttivo lombardo in settori chiave che richiedono maggiore flessibilità come, ad esempio, quello turistico, agricolo, del no profit o dell’assistenza familiare”. È quanto ha dichiarato stamane Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, a margine della conferenza stampa “Europa che unisce, Europa che divide. Popolari, cioè alternativi a burocrati e populisti”, organizzata, a Milano, da Lombardia Popolare.

“È una decisione che ricade sulla testa delle piccole imprese, delle famiglie e dei lavoratori, soprattutto – ha sottolineato Parolini – quelli più giovani, deboli e precari, ai quali è garantito attraverso i voucher un contesto di legalità, assistenza ed emersione dal nero”.

“In assenza della revisione generale della materia, – ha concluso Parolini – è impensabile che la permanenza di questo strumento possa essere in balia di un esito referendario pretestuoso, ma è piuttosto necessario rimodularlo affinché sia ancora più semplice e controllabile”.

Commercio, dalla Regione 7,5 milioni per sostenere 19 progetti

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“Una risposta coraggiosa, corale e senza precedenti da parte di 19 Comuni lombardi, che insieme alle associazioni delle imprese, alle Camere di Commercio e agli altri partner locali hanno colto nel nostro bando un’opportunità per rilanciare i propri centri urbani e combattere la desertificazione commerciale”. Così Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, presentando oggi insieme ai Comuni lombardi (Bergamo, Romano di Lombardia, Treviglio, Seriate, Brescia, Chiari, Crema, Cremona, Lecco, Lissone, Monza, Cinisello Balsamo, Pioltello, Mantova, Vigevano, Busto Arsizio, Saronno, Tradate, Varese) beneficiari del bando STO@ 2020 – “Successful Shops in Towncenters Through Traders, Owners & Arts Alliance, iniziative di innovazione a sostegno e rilancio delle attività del commercio e dell’artigianato di servizi in aree urbane attraverso il recupero di spazi sfitti”.

INVESTIMENTI PER 7,5 MILIONI – “Attraverso questa iniziativa – ha spiegato Parolini – sono nati 19 progetti di rilancio innovativi e molto strutturati, per un investimento complessivo di 7,5 milioni di euro. Tutti puntano sull’aggregazione e la corresponsabilità e hanno l’obiettivo ben chiaro di rendere più vive le vie commerciali di queste città con eventi ed iniziative speciali, più belle e attrattive per gli interventi sull’arredo urbano e, soprattutto, più interessanti dal punto di vista imprenditoriale grazie alle attività sui negozi sfitti, gli incentivi per riaprire le saracinesche chiuse e i servizi vantaggiosi che i Comuni mettono a disposizione”.

CENTRI COMMERCIALI NATURALI – “Abbiamo voluto chiamare questa misura ‘Stoà’ – ha spiegato Parolini – proprio per evocare quello che nel mondo greco e romano era il portico colonnato che contornava la piazza, l’Agorà dove si concentravano tutte le attività sociali ed economiche. Quei portici rappresentano ancora oggi, nei centri delle nostre paesi e nelle città, un centro commerciale naturale all’aria aperta, una unicità tradizionale che merita di essere ripensata, rilanciata e valorizzata attraverso azioni moderne ed innovative, che tengano conto dei profondi cambiamenti economici che negli ultimi anni hanno portato alla chiusura di molti negozi”.

IMPEGNO REGIONE PER COMMERCIO – “Quella presentata stamane – ha concluso Parolini – è solo l’ultima misura inserita in un ampio contesto di iniziative e di incentivi economici che l’assessorato allo Sviluppo economico ha messo in campo per il settore del commercio sul fronte della lotta alla contraffazione, all’abusivismo e alla desertificazione commerciale, per il sostegno di interventi specifici di riqualificazione degli esercizi commerciali e per la sicurezza dei negozi, oltre che per la valorizzazione delle attività storiche e di quei negozi e reti di attività commerciali che si sono distinti per la capacità di generare attrattività con iniziative di marketing e strategie di vendita innovative”.

I PROGETTI DI BRESCIA E CHIARI

SCHEDA BANDO

OBIETTIVI – Contrasto indebolimento e desertificazione attività commerciali e di servizi nelle aree urbane.

RISORSE DESTINATE AI COMUNI – Euro 2.098.000 per finanziare progetti per un importo complessivo di 7.489.855 euro.

DESTINATARI – Il contributo regionale è destinato a sostenere, tramite il Comune Capofila,

Micro e PMI del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi e loro aggregazioni che si collochino in spazi sfitti, anche per attività temporanee, o che svolgano servizi di riqualificazione, promozione e incoming per mantenere e portare nuovi operatori ed attività. Il progetto in via sperimentale si è sviluppato nell’area dei Distretti Urbani del Commercio (DUC) riconosciuti dalla Regione Lombardia sul territorio regionale.

COMUNI AMMESSI SUDDIVISI PER PROVINCIA – BERGAMO: Bergamo, Romano di Lombardia, Treviglio, Seriate; BRESCIA: Brescia, Chiari; CREMONA: Cremona, Crema; LECCO: Lecco; MONZA E BRIANZA: Monza, Lissone; MILANO: Cinisello Balsamo, Pioltello; MANTOVA: Mantova; Pavia: Vigevano; VARESE: Varese Busto Arsizio, Saronno, Tradate.

 

Edilizia, Parolini: le imprese facciano squadra per fronteggiare il mercato

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“Nel settore edilizio la situazione e’ ancora difficile, ma vedo imprese ancora capaci e
attrezzate per mettersi insieme ad affrontare il mercato”. Lo ha rilevato l’assessore regionale al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini, visitando alcune aziende e imprese del settore
oggi a Made Expo, la fiera biennale delle costruzioni, architettura e design organizzata da FederlegnoArredo al polo fieristico di Rho Pero. Parolini e’ intervenuto anche alla premiazione di ‘Archmarathon Selections’, l’evento premio (nato nel 2014 e con cadenza biennale) a cui hanno partecipato 28 studi internazionali di architettura, suddivisi in 14 categorie; tra questi sono stati scelti i vincitori che accederanno agli ‘Archmarathon Awards 2018′.

FIERA VIVACE RESTA SEMPRE UN BUON SEGNO – “Si tratta di piccole medie imprese – ha precisato Parolini -, che proprio per questa caratteristica stanno imparando a relazionarsi con gli altri. Ho notato una certa vivacita’ dentro la fiera, e’ un buon segno, i numeri mi sembrano positivi: un incremento delle presenze con un modello che punta anche alla creazione di occasioni di incontro ‘b2b’ organizzate da Made Expo e Federlegno, molto utili pe finalizzare la fiera e renderla sempre piu’ interessante per i contatti che ne possono nascere”.

ARCHMARATHON, QUALITA’ OLTRE LE ARCHISTAR – “Archmarathon – ha spiegato l’assessore, chiamato a premiare in due occasioni altrettanti vincitori – e’ una bella iniziativa internazionale,
che seleziona la qualita’ e si qualifica per le modalita’ snelle di raccogliere progetti: non andando a premiare solo le archistar, ma cercando con una giuria molto qualificata la qualita’ ovunque si annidi in giro per il mondo”.

PROGETTO DI SVILUPPO – “Stiamo lavorando ad un progetto di Regione Lombardia con FederlegnoArredo e Ance per lo sviluppo della filiera del sistema casa – ha spiegato Parolini -. Il
progetto ha lo scopo di consolidare e valorizzare tale filiera, supportando il partenariato tra aziende del settore dell’edilizia e del legno-arredamento. Si vuole integrare un
vero piano d’azione volto a supportare le manifestazioni di settore, azioni di promozione dell’export per il presidio dei mercati ad alto potenziale, la realizzazione di una politica industriale regionale di settore e lo sviluppo di centri di formazione all’avanguardia per i giovani”.

SMART LIVING, SIAMO NELLA DIREZIONE GIUSTA – “La misura che abbiamo messo a punto sulle smart living, con 15 milioni a fondo perduto per favorire aggregazioni e innovazioni di prodotto – ha ricordato Parolini -, con una integrazione forte anche con il mondo universitario, credo vada nella direzione giusta, a giudicare dalla grande partecipazione che c’e’ stata. Ci aspettiamo ne escano progetti che possono dare uno slancio al settore in termini di innovazione, necessaria: o cambia radicalmente il modo di produrre nel mondo dell’edilizia o il rischio e’ di perdere ulteriormente competitivita’. Ma credo siamo orientati bene nella direzione indicata”.  Regione Lombardia, per la prima volta in Italia, ha messo sul piatto risorse per promuovere e supportare aggregazioni tra imprese del settore costruzioni, legno-arredo, impianti e domotica. A disposizione delle reti, che le aziende costituiranno, contributi a fondo perduto per finanziare i migliori progetti di investimento che sapranno coniugare il tradizionale know-how produttivo con le piu’ avanzate tecnologie abitative.

EDILIZIA PROTAGONISTA DELLA RIPRESA – “Smart Living e’ un intervento senza precedenti, che – spiega Parolini – nasce dalla convinzione che il settore dell’edilizia, tra i piu’ colpiti dalla crisi, puo’ tornare ad essere uno dei protagonisti della ripresa, ma a condizione che le imprese si mettano assieme, ampliando i confini della filiera”.

INSIEME SI FA MASSA – Dobbiamo superare una cultura molto centrata sulla singola azienda, e in alcuni casi sulla singola famiglia. Che noi comunque difendiamo. Ma per difendere questa autonomia occorre puntare sempre di piu’ su questa forte integrazione di finalita’, scopi, ricerca e innovazione. E’ un problema culturale, non si tratta di stravolgere il nostro sistema economico ma di farlo evolvere in una direzione che permette di dare forza a un sistema di imprese piccole, perche’ insieme si fa massa. Con un punto di forza, rispetto alla grande realta’: una rete di piccole imprese ha tanti imprenditori, tanta gente che ci mette del proprio, ha capacita’ di iniziativa e puo’ dare un contributo creativo maggiore rispetto a una grande singola realta’”.

Europa, Cattaneo: In Italia a rischio 42 miliardi di finanziamenti post 2020

in Bandi/Economia/Istituzioni/Regione by
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Una lettera al Presidente del Comitato europeo delle Regioni per esprimere una posizione forte e condivisa sul Libro Bianco e sul futuro delle politiche di coesione che verrà formalizzata nella plenaria del 22 e 23 marzo. È questo quanto deciso oggi da tutti i coordinatori politici della Commissione Coter, Commissione europea per la Coesione territoriale e il Bilancio del CdR, a margine del Convegno sul futuro delle politiche di coesione post 2020 in corso di svolgimento a VarsaviaLa proposta è stata avanzata dal Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo che, in qualità di Presidente della Commissione Coter, ha riunito i rappresentanti di tutti i gruppi politici.

La dimensione del problema è rilevante in quanto si parla di risorse a rischio per i nostri territori dopo il 2020: parliamo di 42 miliardi di finanziamento di cui 3 miliardi solo in Lombardia” ha detto Cattaneo illustrando i finanziamenti dall’Europa al nostro Paese per il periodo 2014-2020. “E’ necessaria quindi – ha aggiunto – una posizione condivisa per far sentire la voce dei territori in Europa“.

Il confronto sulle politiche di coesione si sta svolgendo al Cezamat di Varsavia, centro specializzato nella ricerca e sviluppo nel settore della bioelettronica realizzato attraverso i fondi europei pari a 100 milioni di investimenti: “La Polonia è un esempio positivo nell’utilizzo di questi strumenti. Il centro che ci ospita dimostra come le politiche di coesione possano essere utili per lo sviluppo di un territorio e per la realizzazione concreta di progetti innovativi” ha aggiunto Cattaneo.
All’evento ha partecipato anche la Commissaria alle politiche europee Corina Cretu.

Moda, in Lombardia un terzo del fatturato nazionale

in Commercio/Economia/Evidenza/Istituzioni/Regione/Tendenze by
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“La moda lombarda vale 35 miliardi di euro, un terzo del fatturato nazionale è prodotto nella nostra regione: non solo a Milano, che alla chiusura di questa fashion week si conferma una capitale dinamica e attraente, ma in tutto il territorio, con le province di Brescia, Bergamo, Mantova, Varese, Como, Monza e Lecco, che segnano crescite nell’export vicine anche alla doppia cifra”. È quanto ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, commentando l’ultimo studio di Lombardia Speciale (lombardiaspeciale.regione.lombardia.it) condotto su un’elaborazione dalla Camera di Commercio di Milano sui dati del Registro delle imprese e Istat (terzo trimestre 2016 e 2015).

ECCELLENZA INTERNAZIONALE – “Con 35mila imprese di moda in Lombardia – ha sottolineato Parolini – questo settore è uno dei più rilevanti per numero di occupati, per valore aggiunto prodotto e per gli ingenti indotti che genera nel turismo e nello shopping. E, insieme al design, rappresenta un pilastro importante dell’economia e dell’identità regionale, oltre ad essere sinonimo di eccellenza riconosciuta in tutto il mondo per innovazione e qualità”.

CONTRIBUTI PER 37 MILIONI – “Durante questa legislatura, per valorizzare ulteriormente questa eccellenza – ha spiegato l’assessore – abbiamo destinato circa 37 milioni di euro per sostenere questo settore: un impegno che ha permesso di generare investimenti per più di 50 milioni di euro ed accrescere la competitività e l’innovazione delle nostre imprese”.

IMPEGNO 2017-2018 – “Per i prossimi due anni – ha annunciato infine Parolini – investiremo altri 10 milioni di euro e continueremo a sviluppare, in collaborazione con il sistema formativo, associativo e istituzionale, interventi integrati e sussidiari con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione, la formazione e la creatività dei giovani, la contaminazione tra settori, lo realizzazione di network di impresa e di progetti pubblico-privati “.

Parolini: Lombardia si conferma locomotiva d’Italia

in Bilanci/Economia/Export/Istituzioni/Regione by
Parolini

“Con quasi un terzo del export nazionale made in Lombardia la nostra regione si conferma locomotiva del Paese anche in questo settore. Una dimostrazione di grande capacità di reazione e di dinamismo delle nostre imprese, che di fronte alla crisi della domanda interna hanno saputo penetrare con successo i mercati stranieri”. Commenta così Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, l’ultimo studio di Lombardia Speciale (lombardiaspeciale.regione.lombardia.it) elaborato su dati del Rapporto Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

ECCELLENZA DA SOSTENERE – “Questa caratteristica propria del tessuto produttivo lombardo è per noi un’eccellenza da valorizzare e sostenere in modo sussidiario. Per questo – ha dichiarato Parolini – abbiamo introdotto durante la legislatura una serie misure per accompagnare in maniera innovativa ed efficace le imprese nell’intero percorso di avvio o di consolidamento dell’export, che prevedono interventi come il supporto economico per finanziare l’acquisto di servizi e la partecipazione a fiere fisiche o virtuali”.

EXPORT BUSINESS MANAGER – “Abbiamo poi introdotto una grande novità nei nostri interventi, che – ha spiegato Parolini – è l’opportunità supplementare di ricevere un contributo da impiegare per acquistare da ‘Export Business Manager’ selezionati e accreditati un serie di servizi mirati, in modo da qualificare maggiormente l’accompagnamento alle aziende”.

NUOVO BANDO IN PRIMAVERA – “Infine entro la prossima primavera – ha annunciato l’assessore – aprirà un altro nuovo bando da 5 milioni di euro per favorire in particolare l’accesso delle imprese ai canali e-commerce come ulteriore opportunità di vendita verso mercati esteri e facilitando la ricerca degli strumenti finanziari e assicurativi più efficaci per sostenere il proprio export”.

 

 

 

 

 

Formazione professionale, la Regione investe 300 milioni all’anno

in Economia/Formazione/Istituzioni/Regione by
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Un miliardo e trecento milioni di euro. Sono questi i fondi investiti per la formazione professionale nel quadriennio 2013/2017 dalla Regione Lombardia. Con una media di oltre 300 milioni all’anno.

I giovani apprendisti assunti sono passati dai 110 nel 2013 ai 2.600 nel 2016. I qualificati e diplomati negli istituti di formazione sono passati da 13.724 per il biennio 2012/2013 a 21.892 nel biennio 2015/2016.

Piu’ che soddisfacenti – secondo una nota diffusa dal Pirellone – gli esiti occupazionali, certificati da
un’indagine di Eduscopio, secondo cui a 12 mesi dal conseguimento della qualifica di operatore hanno trovato un impiego quasi 14.800 ragazzi. Di questi, particolarmente lusinghieri i risultati dei giovani specializzati nel settore meccanico, occupati nel 58% dei casi; di quelli che hanno scelto il settore edile, occupati nel 53% dei casi, e degli operatori elettrici, occupati nel 41%.

Dalla Regione 1,7 milioni per le aziende vitivinicole

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Bandi/Economia/Evidenza/Istituzioni/Regione by
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Con un provvedimento approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura Gianni Fava, sono stati stanziati 1,7 milioni di euro per il settore vitivinicolo.
Destinatari del provvedimento micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione, grandi imprese con meno di 750 occupati e un fatturato inferiore a 200 milioni di euro.

“In tempi record abbiamo aperto la misura investimenti sull’ocm del settore vitivinicolo – ha commentato l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava – che da tempo i nostri viticultori aspettavano. La conferenza Stato – Regioni si e’ pronunciata il 2 febbraio e noi, la settimana dopo, abbiamo scelto di aprire il bando che andra’ incontro alle sempre forti esigenze di ammodernamento degli impianti e di commercializzazione del vino, in una logica che tenda a privilegiare l’aumento della competitivita’ di una regione come la Lombardia sempre piu’ leader sui mercati nazionali e internazionali per produzione qualitativa e non per quantita’”.

SOSTEGNO A COMMERCIALIZZAZIONE – I contributi previsti sono finalizzati a investimenti, materiali e immateriali, in impianti di trattamento, infrastrutture vinicole e per interventi finalizzati alla commercializzazione del prodotto. Il contributo e’ destinato a coprire spese per investimenti tra i 5.000 e i 200.000 euro, con un sostegno massimo del 40 per cento per le piccole e medie imprese, e un 20 per cento massimo per le imprese piu’ grandi.

“Ancora un volta – ha detto il presidente della Giunta regionale Roberto Maroni, presentando il provvedimento nella conferenza stampa dopo giunta – dimostriamo attenzione alle piccole aziende, che fanno piu’ fatica e hanno bisogno di maggiore aiuto”.

Open Innovation, in Lombardia attivati investimenti per 280 milioni

in Economia/Istituzioni/Regione/Startup by
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Ammontano già a 280 milioni di euro gli investimenti generati dalla legge regionale “Lombardia è Ricerca e Innovazione”, approvata lo scorso novembre. E’ uno dei dati significativi emersi in occasione del convegno “Open Innovation in Lombardia: la sfida del partnenariato pubblico-privato”.  L’evento, ospitato questa mattina nella cornice del Belvedere Jannacci  a Palazzo Pirelli, è stato l’occasione per promuovere la legge e confrontarsi con la realtà di importanti imprese, mondo universitario e start up. Come hanno ricordato il Presidente della Commissione Attività Produttive, Pietro Foroni, il relatore della legge, il Consigliere Mauro Piazza, e l’assessore alla Open Innovation, Luca Del Gobbo, la legge finanzia l’acquisto di soluzioni innovative, accordi per la ricerca, l’accesso a open e big data (1 miliardo i dati in possesso di Regione Lombardia), lavori di ricerca, infrastrutture digitali, no tax area.

Coordinati dal giornalista del Sole 24 Ore, Andrea Biondi, si sono confrontati portando esperienze, numeri e aspettative, Alessandro Magnino (Vodafone), Giuseppe Gammariello (Altran Italia), Alessandro Capuzzello (RTI – Mediaset), Flavio Manenti (Politecnico Milano e Technical University di Berlino), Ottavio Crivaro (Moxoff spa e Mathesia rsl).

La Lombardia raccoglie la sfida dell’innovazione e lo fa in modo originale attraverso la sfida del partenariato – ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo –  Il sostegno all’innovazione non può arrivare solo dai contributi dello Stato: dobbiamo mettere in moto una rete che sappia dal basso mioltiplicare l’investimento. In Lombardia spendiamo nella ricerca 450 euro all’anno per cittadino, registrando in alcuni casi un gap anche di 14 miliardi rispetto ad altre regioni europee: per colmare questo divario serve un approccio sussidiario che consenta dal basso, a partire dalla rete promossa dalla Regione, di animare tutte le iniziative messe in campo. La legge va in questa direzione e ha già consentito di attivare investimenti per 280 milioni di euro”.

“Siamo l’unica regione italiana ad avere una legge che supporta l’innovazione e la ricerca, e questo è un segnale di attenzione che diamo alle imprese e al territorio – ha detto Pietro Foroni, Presidente della IV Commissione Attività Produttive e Occupazione del Consiglio regionale della Lombardia – Conosciamo le nostro eccellenze e non vogliamo che progetti ambiziosi e concreti, a partire dalla ricerca in campo sanitario, rimangano nel cassetto. Questa legge serve a fare in modo che il supporto della Regione, sia alle realtà avviate che alle tante start up, sia immediato ed efficiente. E questo convegno è la prova tangibile della volontà di creare una rete con imprese e università per fare ricerca finalizzata al benessere dei cittadini”.

In Lombardia esiste un vero e proprio ecosistema della ricerca e innovazione, composto da eccellenti università e centri di ricerca, aziende di assoluta qualità che rappresentano il valore aggiunto per il sistema Paese – spiega il Consigliere regionale Mauro Piazza, relatore della legge – Con questa legge andiamo a potenziare l’investimento regionale in questo settore così da favorire la competitività del sistema economico-produttivo, la crescita del capitale umano e il benessere sociale e la qualità dei servizi erogati ai cittadini  e alle imprese. Tra gli elementi qualificanti spiccano una dotazione finanziaria di poco meno di 350 milioni di euro in sette anni tra fondi europei e risorse di Regione Lombardia”.

L’assessore Luca Del Gobbo ha ricordato un aspetto della legge: l’introduzione di una “No tax area” per chi investe in ricerca e innovazione per favorire l’insediamento di imprese innovative nell’area Expo attraverso la defiscalizzazione delle imposte regionali, comunali e statali. “Questo – ha spiegato Del Gobbo – è uno degli altri tasselli che stiamo mettendo a punto per far crescere ancora di piu’ le nostre imprese aumentando, allo stesso tempo, il benessere dei nostri cittadini“.

Prima delle conclusioni del Presidente Foroni, Marcel Patrignani, Chairman e Ceo di Altran Italia (società che ha collaborato con la IV Commissione nell’organizzazione dell’evento) ha ricordato la volontà di investire in Lombardia con l’assunzione di 220 nuovi ingegneri in un anno e l’orgoglio del progetto made in Italy che ha portato alla realizzazione di una stampante 3D utilizzabile nello spazio.

Stampare in 3D nello spazio. Il sala era esposta anche “Portable on Board Printer 3D”, la stampante 3D che lo scorso 2 febbraio 2016 è entrata in funzione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il progetto è stato realizzato da Altran Italia in collaborazione con Thales Alenia Space e Istituto Italiano di tecnologia (IIT) e sotto il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Portable on Board Printer 3D è  il primo esperimento europeo di additive manufacturing nello spazio.

Lombardia, in 5 anni 100 nuove multinazionali con 800 addetti: una ogni due settimane

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Nella foto: Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia​​, Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano - www.bsnews.it

Presentata oggi la Milano la quinta edizione degli AttrAct Invest in Lombardy Days. Alla conferenza stampa di lancio dell’iniziativa sono intervenuti Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia e Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano.

La manifestazione è promossa da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e dal Sistema Camerale lombardo, con il supporto di Promos – l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano e realizzata da Invest in Lombardy, servizio responsabile per l’attrazione di investimenti esteri in Lombardia. Si tratta del più importante momento di confronto sugli investimenti esteri a livello locale e nazionale, oltre che di un’occasione di networking tra imprese multinazionali, istituzioni locali e nazionali, economisti, professionisti, banche e imprese. Previsti 2 giorni di eventi, con l’intervento di oltre 100 relatori e 300 partecipanti attesi fra aziende, policy maker, investitori e young leaders.

Tra gli eventi in programma il seminario dal titolo “AttrACT: l’attrazione degli investimenti per la crescita dell’economia lombarda”, che si terrà domani, 7 febbraio, dalle 14,00 alle 16.00, presso la Sala Biagi di Palazzo Lombardia, con la partecipazione, tra gli altri, del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto.

Per offrire nuove opportunità agli investitori interessati ad insediarsi sul territorio lombardo, Regione Lombardia ha definito un nuovo progetto denominato AttrACT.

Il progetto, presentato quest’oggi in conferenza dall’Assessore Parolini, ha l’obiettivo di coinvolgere 70 comuni lombardi nell’identificazione e valorizzazione delle opportunità di investimento ed insediamento sul territorio regionale, tramite degli Accordi per l’Attrattività stipulati proprio tra Regione Lombardia e i singoli Comuni. Attraverso il progetto AttrAct vengono messi a disposizione 10 milioni di euro per servizi, incentivi e azioni di sistema.

In particolare, saranno oggetto dell’Accordo:

–          gli interventi che il Comune si impegna ad adottare per la definizione di un contesto chiaro

per l’investitore in termini di tempi, spazi e costi;

–          le opportunità di insediamento produttivo o turistico, idonee ad alimentare una base di dati regionale da presentare a potenziali investitori.

Il progetto AttrACT si sviluppa attraverso le seguenti 3 linee di indirizzo:

  1. Accordi per l’Attrattività e valorizzazione dell’offerta territoriale: ha l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese un contesto chiaro (tempi, incentivi, eccellenze, spazi, opportunità,…) per chi vuole investire in Lombardia, grazie anche all’aggregazione di stakeholder territoriali (tra i quali Camere di Commercio, Vigili del Fuoco, Soprintendenze, Enti SIREG, le associazioni e le aggregazioni imprenditoriali e della cooperazione, gli ordini professionali, le istituzioni del credito e della finanza, gli Enti di formazione e della ricerca) che si impegnino a facilitare la finalizzazione degli investimenti;
  1. Reshoring: mira a sostenere il rientro sul territorio lombardo di attività e fasi della produzione precedentemente delocalizzate;
  1. Attrazione di investimenti a seguito di Brexit: si propone di cogliere le opportunità per la Lombardia nell’attrazione di nuovi capitali dal Regno Unito dopo la “Brexit”, attraverso la definizione e l’implementazione di una strategia di comunicazione efficace verso operatori del Regno Unito e la realizzazione di azioni promozionali, ad hoc, con l’obiettivo di presentare la Lombardia quale sede ideale per un investimento.

“L’assessorato allo Sviluppo economico sta lavorando alla creazione di un nuovo ecosistema amico dell’impresa, una rete di accoglienza dove la Pubblica Amministrazione non è vista come un ostacolo all’iniziativa imprenditoriale, ma come un fattore di efficienza in grado di facilitarla – spiega Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia – Lo abbiamo fatto attraverso questa misura che abbiamo chiamato AttrACT e che sarà la protagonista di questa edizione. Un impegno sostenuto con 10 milioni di euro, che prevede una sorta di contratto con i Comuni per attrarre investimenti produttivi, contare su tempi certi, accompagnare gli investitori, offrire oneri calmierati e, soprattutto, generare nuove opportunità occupazionali.

“Il Sistema camerale lombardo, insieme a Regione Lombardia, già da alcuni anni opera attivamente per favorire gli investimenti esteri sul territorio con risultati importanti e significativi –  dichiara Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia – La Lombardia presenta caratteristiche e peculiarità che la rendono apprezzabile per gli investitori: disponibilità di risorse umane altamente qualificate, un sistema formativo efficiente con la presenza di 13 Università diffuse sull’intero territorio regionale; concentrazione di un numero rilevante di imprese nei più diversi settori, che costituiscono una formidabile rete di subfornitura e di servizi e un sistema istituzionale particolarmente attento alle esigenze delle imprese. Con il progetto AttrAct, fortemente voluto da Regione e che prevede l’importante coinvolgimento dei Comuni – conclude Auricchio – vogliamo ulteriormente potenziare l’offerta di spazi e di nuove opportunità per chi vuole investire in Lombardia”.

“Migliorare l’attrattività significa generare sviluppo economico per le imprese del territorio e favorire l’occupazione – spiega Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano – e la Regione Lombardia, insieme alle Camere di commercio, hanno investito molto nel corso degli ultimi anni per favorire i flussi sul territorio di capitale umano e capitale finanziario. In questo senso, l’attività di Invest in Lombardy è risultata determinante, con oltre 737 aziende estere supportate nel loro investimento negli ultimi 4 anni. Oggi cogliamo con grande entusiasmo la nuova sfida lanciata da Regione Lombardia col progetto AttrAct, al quale collaboreremo con la consapevolezza che si tratta di un ulteriore volano per rendere il territorio più attrattivo e per far crescere il brand Lombardia nel mondo”.

L’eccellenza lombarda attrazione per gli investimenti esteri in Italia

La Lombardia produce quasi il 22% del PIL nazionale. Il prodotto interno lordo pro-capite lombardo supera del 27% il PIL pro-capite medio dell’UE a 28 Paesi. In Lombardia c’è un alto tasso di imprenditorialità: nelle Regione sono infatti attive oltre il 15,8% delle imprese attive nell’intero Paese e danno lavoro a 3.769.029 addetti. Le esportazioni lombarde sono il 26,9% delle esportazioni totali nazionali. Il tessuto imprenditoriale lombardo è formato per il 99% da piccole medie imprese e occupano il 71,1% degli addetti totali. La Regione può garantire capitale umano qualificato grazie a 13 università, 500 Centri di R&D (pubblici e privati) e 6 Parchi scientifici e tecnologici.

Invest in Lombardy

Invest in Lombardy è il servizio responsabile per l’attrazione di investimenti esteri in Lombardia. Il progetto è promosso da Unioncamere Lombardia, dal Sistema Camerale lombardo e da Promos – l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano insieme a Regione Lombardia.

Un network regionale che supporta il mondo imprenditoriale, fornendo l’assistenza necessaria alla finalizzazione dell’investimento estero sul territorio. Land in Lombardy è il programma dedicato a tutti gli investitori stranieri interessati a scoprire e a sondare le numerose opportunità di investimento della Lombardia.

 

Dal 2012 ad oggi Invest in Lombardy ha supportato 737 aziende estere che hanno investito in Lombardia con progetti in 57 settori diversi, contribuendo alla finalizzazione di 96 investimenti finalizzati sul territorio lombardo.

Invest in Lombardy è anche un esempio virtuoso di partnership pubblico – privata: nel 2016 sono state 22 le società private (società di consulenza, studi legali, banche, società di Real estate, società di ricerca personale, commercialisti) che hanno aderito al network Partner Program di Invest in Lombardy e che sono al fianco di Promos nel lavoro quotidiano di supporto agli investitori esteri.

Dati 2012 -2016

  • 1 roadshow all’estero al mese organizzato, con oltre 2.000 investitori incontrati;
  • Ogni 17 minuti un’azienda nel mondo entra in contatto con Invest in Lombardy tramite i diversi canali (scouting, desk esteri, road show, attività web);
  • 24 nuove imprese contattate ogni giorno con le attività di scouting;
  • 2 imprese estere assistite ogni giorno;
  • Una media di 18 ore di assistenza gratuita per ogni impresa;
  • 2 investimenti finalizzati ogni mese;
  • 112 euro di investimenti generati per ogni euro investito nel progetto Invest in Lombardy.

 

Dati luglio 2012 – dicembre 2016

  • 737 aziende estere che hanno investito in Lombardia con progetti in 57 settori diversi;
  • Principali settori: Automotive, Farmaceutico, Biotecnologie, Ict, Medicale, Energia;
  • Tra i progetti a maggior contenuto tecnologico, oltre il 40% sono nel campo della salute (farmaceutici, biotecnologie, medicale), il 15% progetti ICT, il 17% nel settore energetico, il 15% automotive;
  • Sono stati finalizzati 96 investimenti;
  • Le aziende supportate hanno investito oltre 120 milioni per lo start up e hanno creato 800 nuovi posti di lavoro;
  • Il 37% degli investitori che hanno finalizzato il proprio investimento è europeo, il 28% viene dai Bric, il 20% da USA, Giappone e Corea;
  • Per ogni euro di soldi pubblici investiti nel progetto siamo stati in grado di portare 112 euro di investimenti esteri sul territorio.
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