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Economia, ecco cosa chiedono alla politica le imprese bresciane

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Imprese in rete, i dati della provincia di Brescia

Dodici fra le più importanti Organizzazioni di rappresentanza del territorio unite per rappresentare le proprie istanze ai candidati alle elezioni regionali con un documento congiunto.

Un documento strategico per sostenere con un’azione di sistema le istanze delle imprese bresciane in un momento cruciale per la competitività del nostro territorio, basato su dieci punti strutturati per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, basata su progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in particolare alle PMI) nel mondo 4.0., favorire la crescita e l’occupazione, in particolare quella giovanile.

Obiettivi imprescindibili, senza i quali non sarà possibile contrastare disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare, ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.

Questi i temi analizzati dalle Organizzazioni di rappresentanza d’impresa, calati in un’ottica legata esclusivamente al nostro territorio:

·      Valorizzazione del rapporto associativo e trasparenza;

·      Formazione;

·      Lavoro, Welfare e responsabilità sociale;

·      Infrastrutture;

·      Ambiente ed energia;

·      Competitività e ricerca e innovazione;

·      Accesso al credito;

·      Internazionalizzazione;

·      Semplificazione amministrativa e contenimento del costo della PA;

·      Autonomia lombarda anche per i Comuni e i corpi intermedi.

Brescia non può più aspettare: come sintetizzato da Giuseppe Pasini, Presidente di AIB “Sono lieto che così tante importanti Organizzazioni di rappresentanza del territorio abbiano aderito a questa iniziativa: presentare un documento unico ai candidati alle prossime elezioni regionali che rappresenti le istanze socio-economiche più stringenti per il nostro territorio.  Gli imprenditori bresciani sono stanchi di vane promesse che durano lo spazio di un’elezione. Siamo un territorio ricco di potenzialità, proiettato verso una crescita solida e sostenibile e in grado di tener testa ai competitor internazionali, come dimostrano i dati sull’export che vedono Brescia al quarto posto fra le province esportatrici italiane con 14,5 miliardi di euro nel 2016 (fonte ISTAT). Per proseguire in questo cammino virtuoso, abbiamo bisogno che la Regione e le Istituzioni ci sostengano, siano al nostro fianco e non siano viceversa la spina nel nostro fianco. Un esempio su tutti, la questione infrastrutture: se penso al raccordo autostradale della Val Trompia e all’assurdo paradosso burocratico contro il quale il territorio e le imprese si trovano a lottare da anni, mi chiedo semplicemente: perché? Il nostro territorio è uno dei motori dell’economia del nostro Paese e la politica deve prodigarsi per sostenere le imprese e i lavoratori con programmi e progetti di ampio respiro e strutturati sul lungo termine, che consentano alle imprese di lavorare, assumere e investire in un clima stabile. Sui programmi, e solo su quelli, valuteremo i candidati.”.

Incalza Douglas Sivieri, Presidente di Apindustria: “Affinché la crescita che stiamo riscontrando possa diventare più solida, necessitiamo di una politica industriale che guardi al lungo periodo con interventi ed impegno corposi, a livello nazionale ma anche regionale. In primo luogo per quanto riguarda la formazione: le misure a sostegno di ITS e IFTS vanno intensificate e ci auguriamo che la Regione contribuisca all’adeguamento delle tecnologie e degli strumenti in uso negli istituti tecnici così che gli studenti formati siano allineati alle esigenze del mercato. Ma interventi sono indispensabili anche per quanto riguarda le infrastrutture (non solo in termini di viabilità ma anche tecnologici) e nelle politiche a supporto delle PMI, per le quali qualcosa è stato fatto, ma chiediamo alla Regione di proseguire intensificando misure dedicate per esempio all’accesso al credito e all’internazionalizzazione.  Solo in questo modo, operando in un clima favorevole di sviluppo, le imprese potranno raggiungere una stabilità maggiore.”

Per Bortolo Agliardi, Presidente dell’Associazione Artigiani, “il sistema impresa nel suo complesso ha fatto rete, al di la dei personalismi e degli interessi di parte. Non ci si deve vergognare di fare lobby perché pensiamo di rappresentare quella parte sana del Paese che produce e genera ricchezza. Per questo immaginiamo che la politica debba scendere dallo scranno del “non luogo” del parlamento e si riappropri del “luogo” Paese fatto di tanti imprenditori e i tanti lavoratori che esprimono vitalità e prosperità. Le sintesi dei problemi che abbiamo rappresentato hanno però una matrice unica che deve essere assolutamente sconfitta “quella burocrazia che sta falcidiando le attività e che frenano gli investitori stranieri. Per questo desideriamo un impegno preciso che vogliamo misurare nei fatti concreti e non nelle parole/promesse di una campagna elettorale spesso svuotata dei contenuti veri che vorremmo veder affrontati”.

Per il Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: “Sottolineare sinteticamente e congiuntamente alcune priorità per il contesto Provinciale Bresciano è fondamentale per chiedere che i punti qui raccolti siano oggetto per tutti i candidati, di un preciso impegno da promuovere e attuare se eletti. Dal canto nostro il valore artigiano rappresenta e deve rappresentare quell’insieme di valori storici tutt’oggi attuali, ai quali ci ispiriamo e che ci consentono di rappresentare gli interessi generali del ceto medio produttivo vera spina dorsale del sistema produttivo bresciano e che si confronta con due grandi sfide di cambiamento: globalizzazione dei mercati e tecnologie digitali. Riteniamo che lo sviluppo della regione Lombardia, quale locomotiva del Paese, passi dalla crescita competitiva delle PMI. Chiediamo un impegno per sostenere la transizione delle micro e piccole imprese nel nuovo contesto competitivo, rendendo maggiormente attrattiva la Lombardia per chi vuole investire e fare impresa, liberando le imprese dalle “zavorre” che le affliggono. Crediamo infine che le parti sociali debbano essere considerate una risorsa strategica: non si può prescindere da chi sul territorio ha una presenza capillare, un radicamento storico, la conoscenza delle imprese e dei loro bisogni. L’economia si è messa finalmente a crescere, con l’occupazione e gli investimenti in crescita, con l’export che aumenta e con la fiducia per il futuro che sta tornando ad avere cittadinanza nelle MPI e nell’artigianato. Siamo però consapevoli che il contesto di mercato si è fatto più difficile, ad esempio, proprio per le imprese più piccole, per quanto riguarda l’accesso al credito”.

Evidenzia Eleonora Rigotti Presidente CNA “sottolineiamo l’importanza di essere riusciti a fare sistema tra diverse sigle imprenditoriali bresciane, orientando il documento agli interessi ed allo sviluppo delle imprese che rappresentiamo. Ci presentiamo coesi, per tutelare il territorio tra i più manifatturieri e produttivi in Italia ed Europa.

Abbiamo bisogno di più attenzione da parte del mondo politico e di vedere realizzate le nostre proposte per far crescere la nostra economia e consolidare lo sviluppo, per non fermarsi davanti a una timida ripresa. La forza di essere uniti, proseguirà anche dopo le elezioni, per verificare che quanto richiesto abbia un seguito concreto e fruibile dalle imprese.”

Sul tema delle infrastrutture, sottolinea Sergio Piardi, Presidente della F.A.I. di Brescia come “Una viabilità valida al servizio del trasporto merci e passeggeri rappresenta una immensa potenzialità per l’economia regionale. Senza l’autotrasporto le merci non si muovono: ecco perché migliorare le infrastrutture è uno degli obiettivi primari per favorire lo sviluppo della circolazione delle merci e delle persone. È impossibile pensare di posticipare ancora il totale ripristino, delle infrastrutture attualmente in grande sofferenza sul territorio, quali ponti e viadotti interdetti al traffico o limitati nella portata perché non reggono neppure il traffico quotidiano, nonché la realizzazione delle opere ancora in sospeso (es: raccordo autostradale della Val Trompia)”.

Entra ancora di più nel merito Ettore Prandini Presidente della Federazione Provinciale Coltivatori Diretti, sottolineando gli interventi che servirebbero al nostro sistema agroalimentare: “Dobbiamo lavorare per rafforzare la sovranità alimentare del nostro Paese; tutelare il vero made in Italy; accelerare l’insieme dei processi di educazione all’imprenditorialità.

Tutto ciò ha come ovvia premessa il mantenimento di una linea ferma in Europa contro chi ipotizza tagli dei fondi destinati all’agricoltura (Pac), rafforzando nel contempo tutte le misure che escludono la “rendita” e puntano ad un’assegnazione degli aiuti alla luce del contributo alla sostenibilità sociale e quindi all’occupazione da parte delle imprese agricole.

Si tratta di misure strutturali che – al pari dell’esenzione dell’Irpef, dell’Irap, dell’Imu, del Bonus verde e delle misure di decontribuzione per i giovani imprenditori – hanno consentito al settore agricolo, di rilanciare l’occupazione, anche in questi anni di crisi. Misure “strutturali” certo, ma che per la pluralità delle funzioni espresse dal mondo agricolo – in termini diretti e indiretti – trovano giustificazione e riconoscimento sociale.”

Tante le istanze aperte: Pier Giorgio Piccioli Presidente della Confesercenti della Lombardia Orientale dichiara: “Confesercenti auspica una particolare attenzione ai temi del turismo quale volano di sviluppo dell’economia locale , valorizzando il ruolo delle imprese ricettive e della ristorazione, anche in chiave di valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche del nostro territorio. La salvaguardia della rete distributiva rappresenta un importante presidio per i centri storici e il tessuto connettivo della socialità. Infine il credito, attraverso il sostegno ai Confidi, diviene uno dei supporti fondamentali per rilanciare le PMI garantendo adeguati investimenti”.

Così il Presidente Mariano Mussio di Assopadana “In dieci anni il mondo è cambiato completamente e per salvarsi le imprese hanno dovuto camminare su binari diversi rispetto a quello dei governanti. Per salvarci e progredire è necessario trovare una giusta direzione che accomuni tutti gli intenti se non gli interessi, altrimenti qualsiasi sforzo fatto da una parte o dall’altra risulta vano”.

Conclude Tiziano Pavoni, Presidente di Ance Brescia: “Il manifesto per i candidati regionali è frutto di un intenso e proficuo lavoro di confronto e sintesi di tutto il mondo produttivo bresciano. Il punto centrale, al di là dei singoli aspetti pur rilevanti, è che burocrazia asfissiante, norme troppo stringenti, poco chiare se non contraddittorie insieme ad iter amministrativi opachi sono i maggiori ostacoli per le imprese bresciane, che invocano una semplificazione amministrativa per competere meglio. L’intreccio e la sovrapposizione di distorte prassi amministrative, ad esempio, in tema ambientale e urbanistico è una zavorra non più sostenibile. Questo è il principale intervento che si chiede a chi governerà la Lombardia: semplificare. All’Amministrazione regionale le imprese non chiedono favori o di allentare i controlli ma regole chiare, semplici, attuabili.”

LE ASSOCIAZIONI CHE HANNO FIRMATO

Associazione Industriale Bresciana,

ANCE – Collegio Costruttori Edili,

Apindustria,

Associazione Artigiani di Brescia e Provincia,

Assopadana,

CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa,

Confagricoltura Brescia,

Confartigianato Imprese – Brescia e Lombardia Orientale,

Confcooperative Brescia,

Confesercenti,

FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani,

Federazione Provinciale Coltivatori Diretti

La Lombardia è la Regione con meno dipendenti pubblici d’Italia

in Economia/Evidenza/Istituzioni/Regione/Tendenze by
Dati dipendenti pubblici

In Lombardia ci sono 40,18 dipendenti dell’intero comparto pubblico nazionale ogni mille abitanti. È il dato nettamente migliore a livello nazionale. Al secondo posto si piazza la Campania con 48,13e poi il Piemonte con 48,37. Il risultato peggiore è quello della Val d’Aosta con 89,78: più del doppio rispetto alla Lombardia. A seguire il Trentino-Alto Adige con 74,19 e il Friuli-Venezia Giulia con 67,13. I dati, che fanno riferimento all’anno 2015, provengono dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e sono stati elaborati da PoliS-Lombardia.

SU 1000 CITTADINI SOLO LO 0,32% È DIPENDENTE REGIONALE

Se si considerano invece soltanto i dipendenti delle singole Regioni a statuto ordinario, i risultati per la nostra regione sono ancora più significativi. Ogni mille abitanti soltanto lo 0,32% dei cittadini è un dipendente regionale.
Le altre regioni virtuose da questo punto di vista sono Veneto, Piemonte e Puglia, ma con valori comunque doppi rispetto alla Lombardia (rispettivamente 0,52%, 0,59% e 0,62%). Da notare inoltre che il dato lombardo è in miglioramento: nel 2014 il valore di riferimento era lo 0,32% e si contavano oltre sessanta dipendenti in più (3.284contro 3.222). Le regioni peggiori su questo fronte sono la Basilicata (2,27%), il Molise (1,91%) e l’Umbria (1,57%). Le prime due con valori di sei volte superiori rispetto alla Lombardia.

AD OGNI LOMBARDO LA FORZA LAVORO REGIONALE COSTA 18,42 EURO

Un terzo dato che dimostra la capacità lombarda di far funzionare al meglio la macchina amministrativa utilizzando il minor numero di risorse possibile, è quello relativo al costo del lavoro dei dipendenti pubblici. A ogni lombardo costano 18,42 euro, il dato di gran lunga più basso delle regioni a statuto ordinario. Al secondo posto c’è il Veneto con 28,5 euro e poi l’Emilia Romagna con 34,21.

Edilizia, siglato protocollo tra Provincia e operatori del settore

in Economia/Edilizia/Istituzioni/Partner 2/Provincia di Brescia by

La Provincia di Brescia è dotata di un proprio Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, oltre che di un Protocollo di Legalità da utilizzare nelle procedure di affidamento dei Contratti Pubblici, essendo Stazione Unica Appaltante e Centrale Unica di Committenza di Area Vasta.

Tra le verifiche previste in attuazione al Codice dei contratti pubblici ci sono la regolarità contributiva degli Operatori Economici, oltre che la congruità delle offerte in riferimento al costo della manodopera.

La Provincia, ACB, che supporta, assiste e coordina l’attività degli Enti Locali del territorio, il Collegio dei Costruttori Edili, che ha per scopo la tutela degli interessi professionali dei costruttori e degli imprenditori edili e le parti sociali dell’Edilizia, FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, che promuovono e sollecitano a tutti i livelli riforme che possano migliorare le condizioni dei lavoratori, hanno condiviso la comune volontà di contribuire, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, al rafforzamento della legalità in questo settore, a partire dalla regolarità contributiva e assicurativa all’interno dei luoghi di lavoro e nei cantieri edili, al fine di favorire una corretta dinamica concorrenziale tra i soggetti economici.

“Attraverso questo Protocollo d’Intesa – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – avremo la possibilità di confrontarci nell’ambito dei Contratti Pubblici per quanto concerne regolarità contributiva e congruità del costo del lavoro, daremo vita a iniziative di formazione e di aggiornamento che coinvolgeranno anche i Comuni del territorio”.

A tale scopo, al fine di attivare e programmare queste iniziative e di monitorare gli interventi, è stato istituito un Gruppo tecnico di lavoro, formato da rappresentanti delle parti coinvolte, che si riunirà in Provincia.

I risultati dell’attività svolta in attuazione al Protocollo d’Intesa faranno parte dell’aggiornamento del Piano provinciale Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.

Camera di commercio, due nuovi bandi per le imprese bresciane

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Istituzioni by
Nuove imprese in provincia di Brescia

La Camera di Commercio comunica che sono stati  approvati, per l’anno 2017, due nuovi bandi di concorso a favore delle PMI bresciane per incentivare e promuovere l’innovazione nell’ambito del progetto PID – Punto Impresa Digitale e l’alternanza scuola lavoro.

I regolamenti sono disponibili sul sito camerale: www.bs.camcom.it, alla pagina Contributi alle imprese/Bandi di contributo camerali, dove è possibile visionare tutti i bandi per l’anno 2017 relativi a contributi per:

– partecipazione a fiere in Italia;
– formazione professionale;
– diffusione di tecnologie digitali , temi ambientali e sicurezza per imprese agricole;
– assunzione disoccupati prossimi alla pensione.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Promozione Imprese e Territorio della Camera di Commercio di Brescia – II piano – Via Einaudi, n. 23 – tel. 030.3725357/236/218/271 nei giorni:

lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 14,30 alle ore 15,30, venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,00. E’ possibile chiedere chiarimenti anche via mail all’indirizzo promozione@bs.camcom.it.

Confagricoltura Brescia contro l’obbligo del certificato antimafia

in Agricoltura e allevamento/Associazioni di categoria/Confagricoltura/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Partner by
Agricoltura a Brescia

Confagricoltura Brescia – con una nota inviata ai giornali – si schiera contro il nuovo obbligo della certificazione antimafia, introdotto dal Governo, parlando di “rischio di un nuovo adempimento burocratico a carico delle imprese agricole”. Il direttore Gabriele Trebeschi attacca: “Si tratta dell’ennesima procedura amministrativa, mentre tutti i politici continuano a ripetere che l’obiettivo primario è snellire la burocrazia”.

 ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Nonostante le proteste di molti imprenditori e operatori del settore, resta molto alto il rischio che venga esteso alla quasi totalità delle aziende agricole italiane che percepiscono aiuti Pac e Psr (Piano di sviluppo rurale) l’obbligo della certificazione antimafia.

Il 19 novembre scorso, infatti, è entrata in vigore la legge n. 161 che impone a tutte le imprese agricole che ricadono nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Pac e che usufruiscono di fondi europei, a prescindere dal loro valore complessivo, di presentare l’informativa antimafia. Successivamente è stata posta una soglia di € 5.000 grazie all’emendamento inserito dal relatore Silvio Lai, in commissione bilancio al Senato. Tale legge, sarà completamente operativa trascorsi 90 giorni dall’entrata in vigore della stessa.

La notizia ha generato grande preoccupazione tra gli addetti dei Centri di assistenza agricoli (Caa) e degli enti pagatori. Finora, infatti, la certificazione antimafia era richiesta solo per importi superiori a € 150.000 ed erano circa 2.000 le aziende interessate sul territorio italiano.

“Le nuove regole – spiega Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia – rischiano di paralizzare l’apparato burocratico e rallentare i pagamenti dei contributi, danneggiando in primo luogo le aziende, ma mettendo anche in seria difficoltà gli enti pagatori poiché l’attuazione della direttiva rischia di non far rispettare i termini di pagamento stabiliti dalle norme Ue per le erogazioni”.

Un primo rinvio alla partenza di questa nuova disposizione potrebbe arrivare con l’approvazione della nuova legge di Bilancio, ora alla Camera in attesa di approvazione. “Allo stato attuale – continua Trebeschi -, fermo restando che la legge non è ancora operativa e che potrebbe essere ulteriormente modificata da auspicabili interventi della politica e del Governo, sono obbligate alla presentazione della documentazione antimafia tutte le aziende che percepiscono aiuti Pac e Psr per un importo superiore a € 25.000, mentre per le aziende con contribuzioni comprese tra i 25.000 e i 5.000 € l’obbligo scatterà dal 31 dicembre 2018; nessun adempimento verrà invece richiesto per i soggetti al di sotto dei € 5.000”.

Le prossime settimane saranno comunque decisive per l’evolversi di una questione che rischia seriamente di immobilizzare gli uffici delle Prefetture, che si potrebbero vedere sommersi da un’immensa mole di richieste. Basti pensare che le aziende italiane che percepiscono fino a € 5.000 sono oltre 720.000, mentre quelle che si posizionano al di sopra superano le 170.000 unità.

“Si tratterebbe dell’ennesima procedura a carico delle aziende – conclude il direttore di Confagricoltura Brescia – mentre tutti i politici continuano a ripetere che l’obiettivo primario è snellire la burocrazia: auspichiamo un intervento per risolvere la questione e un impegno vero per ridurre e non aumentare gli adempimenti burocratici per gli imprenditori”.

Regione, via libera al bilancio: pareggio a 23 miliardi di euro

in Economia/Istituzioni/Regione by

Via libera a maggioranza oggi in Commissione Bilancio (con i voti a favore di Forza Italia, Lega Nord, Lista Maroni, Lombardia Popolare, Fratelli d’Italia e Pensionati; contrari PD, Patto Civico e Movimento 5 Stelle) alla manovra di bilancio regionale (Collegato, Legge di Stabilità e Bilancio di Previsione 2018-2020), ultimo provvedimento finanziario della X legislatura. La Commissione, presieduta da Alessandro Colucci (Lombardia Popolare), ha analizzato e votato una cinquantina di emendamenti: 40 quelli approvati, gli altri emendamenti invece sono stati ritirati e rinviati alla discussione in Aula, prevista per i prossimi 19 e 20 dicembre. Per il 2018 il bilancio regionale è fissato in 23 miliardi e 781 milioni: 18 miliardi e 594 milioni vanno al servizio sanitario e 1 miliardo e 712 milioni alla spesa socio sanitaria. Tra le voci anche un fondo pluriennale destinato al cofinanziamento di progetti infrastrutturali e di investimento per gli enti locali (circa 270 milioni fino al 2032) e investimenti in ambito sanitario per 209 milioni.

Impresa sicura, il 14 novembre via al nuovo bando regionale

in Commercio/Economia/Istituzioni/Regione by

Riparte il 14 Novembre “IMPRESA SICURA”, il Bando Sicurezza a favore delle imprese commerciali della Regione Lombardia, che allo scopo ha stanziato la cifra di 1milione e 520mila euro. Destinatarie sono le micro e piccole imprese commerciali e artigianali aventi sede legale e/o operativa nel territorio della Lombardia. La Regione eroga un contributo a fondo perduto, con valore fino ad un massimo di 5.000 euro, pari al 50% dell’investimento effettuato dall’azienda in sicurezza e pagamenti elettronici, considerando che l’investimento minimo deve ammontare ad almeno 1.000 euro.

Tra le spese ammissibili rientrano: i sistemi di video allarme, videosorveglianza a circuito chiuso ed antintrusione con allarme acustico e blindature; casseforti, metal detector, serrande, inferriate, saracinesche, vetrine e porte antisfondamento e antiproiettile, porte blindate, automazione nella gestione delle chiavi; i sistemi di pagamento elettronici; il sistema di rilevazione delle banconote false e i dispositivi aggiuntivi di illuminazione notturna esterna.

CONFESERCENTI – si legge in una nota – è naturalmente in prima fila per l’importante iniziativa e mette a disposizione, nelle sue sedi territoriali (Brescia-Cremona-Mantova), i propri sportelli e il proprio personale per supportare le imprese nelle pratiche di accesso e per fornire tutte le informazioni necessarie. Le domande si devono presentare con modalità on line, a partire dal 14 Novembre e fino al 21 Dicembre 2017. Ricordiamo che, nelle due precedenti edizioni, “IMPRESA SICURA” ha permesso di sostenere quasi 1300 imprese attraverso l’erogazione di contributi che hanno generato quasi 9 milioni di euro di investimenti in sicurezza su tutto il territorio lombardo.

Carnevali, 100 famiglie a rischio. La Loggia: serve una soluzione

in Abbigliamento/Comune di Brescia/Crisi/Economia/Evidenza/Fallimenti/Istituzioni by
La sede di Carnevali Abbigliamento a Brescia

Dopo quasi 80 anni di storia volge al termine la storia del Gruppo Carnevali abbigliamento. Le società che fanno riferimento ai fratelli Federico e Francesco Bani, infatti – come anticipato nelle scorse settimane – sono state sciolte con la loro conseguente messa in liquidazione lo scorso 25 settembre.

I lavoratori coinvolti dal crac sono circa un centinaio. L’Amministrazione comunale, con una nota, “esprime vicinanza ai lavoratori e alla proprietà del gruppo Bani Carnevali e della sua controllata Carnevali Spa, messe in liquidazione dopo il rigetto del concordato preventivo”.

“L’azienda, nata a Brescia nel 1940, ha contribuito allo sviluppo commerciale della città vestendo generazioni di bresciani. – si legge ancora – La scomparsa di questo storico brand, messo in difficoltà dalla pesante crisi del comparto abbigliamento, rappresenterebbe una perdita grave per l’intero tessuto economico cittadino. L’Amministrazione comunale – conclude il testo – si augura quindi che, in questa fase critica, possa essere trovata presto una soluzione affinché non scompaia un pezzo importante della storia imprenditoriale bresciana”.

Startup, la Regione mette sul piatto altri 7 milioni di euro

in Bandi/Economia/Istituzioni/Regione/Startup by

“Sarà possibile partecipare ancora dal prossimo 4 ottobre a questo importante iniziativa dedicata al sostegno delle start up, che mettiamo in campo con una dotazione di oltre 7 milioni di euro e un’attenzione particolare, ma non esclusiva, a quelle iniziative imprenditoriali intraprese da giovani e da over 50”. Lo ha detto oggi l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini annunciando la riapertura del bando ‘Intraprendo’, misura per sostenere l’avvio d’impresa, che nella sua prima pubblicazione ha finanziato quasi 170 idee imprenditoriali attraverso contributi regionali per più di 8,7 milioni di euro che hanno generato investimenti per oltre 16,2 milioni.

SOSTEGNO ANCHE AD AZIENDE GIÀ ESISTENTI – “Intraprendo è un bando che non solo ha l’obiettivo di valorizzare le migliori idee frutto della creatività degli under 35 e dei soggetti più maturi ed esperti, ma – ha spiegato l’assessore – è aperto anche ad imprese lombarde esistenti da non più di due anni per sostenere la realizzazione di progetti caratterizzati da elevata qualità, innovatività e sostenibilità sulla base del business plan presentato”.

RIDURRE MORTALITÀ START UP – “Negli ultimi anni abbiamo assistito al proliferare di iniziative a sostegno delle start up e alla nascita di molte attività. Una buona parte di esse si è tuttavia spenta nel giro di poco per svariati motivi, dalla mancanza di fiducia, formazione e competenze, all’assenza di capitali di rischio esterni. Il nostro obiettivo – ha rimarcato infine Parolini – è quello di accrescere l’efficacia delle misure in favore di questo tipo di business e introdurre interventi sussidiari di accompagnamento, di servizio, formazione e accesso al credito che riducano il tasso di mortalità e contribuiscano ad accrescere in modo significativo le opportunità di affermazione sul mercato”.

SCHEDA

TIPOLOGIA DI AGEVOLAZIONE – L’agevolazione consiste in una combinazione tra finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto. Sono ammissibili all’intervento finanziario progetti che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori a 41.700 euro. Il contributo per il soggetto beneficiario sarà dal 60% al 65% del costo totale del progetto ammissibile, da un minimo di euro 25.000 fino ad un massimo di euro 65.000.

DOTAZIONE BANDO – Euro 7.027.353,22.

APERTURA – Il bando aprirà alle ore12 del 4 ottobre 2017.

SOGGETTI BENEFICIARI – Possono presentare domanda MPMI e aspiranti imprenditori, liberi professionisti lombardi e aspiranti liberi professionisti.

SOGGETTO GESTORE – La gestione della Linea è affidata a Finlombarda S.p.A., Società finanziaria di Regione Lombardia, per la quota di finanziamento e a Regione Lombardia per la quota di fondo perduto.

DURATA DEI PROGETTI – Fino a 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione dell’agevolazione.

SPESE AMMISSIBILI – Sono considerate ammissibili le spese sostenute dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda, per investimenti funzionali all’avvio delle attività imprenditoriali (imprese e liberi professionisti) quali personale, beni strumentali, beni immateriali, licenze software, affitto locali, servizi di consulenza, scorte, spese generali.

INFORMAZIONI – Per richiedere informazioni relative al bando è disponibile il seguente indirizzo di posta elettronica: infobando.intraprendo@finlombarda.it

Camera di commercio, il 20 un seminario gratuito sull’e-commerce

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Istituzioni/Partner 2/Web e digitale by
E-commerce

Mercoledì 20 settembre 2017 dalle ore 10.00 si terrà presso la Camera di Commercio di Brescia il quarto incontro della rassegna formativa gratuita Eccellenze in digitale 2017 dal titolo ”E-commerce: la tua vetrina sempre aperta, ovunque”. Nel pomeriggio si terranno laboratori a numero chiuso di approfondimento del tema trattato, su prenotazione. Per informazioni: Ufficio Competitività Imprese, tel.030.3725298/264/346 pni@bs.camcom.it. Iscrizioni on line dal sito www.bs.camcom.it.

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