Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

Category archive

Export - page 5

Moda, export lombardo da 6 miliardi. Brescia su del 6,9 per cento

in Economia/Export/Manifatturiero/Tendenze by
Moda a Brescia

L’export lombardo nel settore moda vale 6 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2016, con un +4% rispetto all’anno precedente, un quarto del totale italiano. Capitale della moda è Milano con un export di abbigliamento e accessori di 2,9 miliardi (+6,6%), seguita da Como con 773 milioni (+1,4%). Raggiungono quasi il mezzo miliardo di euro Bergamo e Varese. Le crescite più consistenti le registrano Cremona (+15,3%), Sondrio (+8,1%) e Brescia (+6,9%). Ma dove va la moda lombarda nel mondo? Raggiunge soprattutto la Francia (10,8% del totale) e gli Stati Uniti (8,6%). In forte crescita Hong Kong, prima destinazione in particolare per la moda milanese (pesa per l’11,4% sul totale, +9,3%). Tra i primi 10 partner anche Cina, Giappone e Corea del Sud. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi sei mesi del 2016 e 2015.

schermata-2016-11-21-alle-13-16-38 schermata-2016-11-21-alle-13-16-47

Trump, le imprese che lavorano con gli Usa non hanno paura

in Automotive/Economia/Export by

Trump presidente, per le imprese milanesi e lombarde non ci saranno conseguenze per il business. C’è ottimismo, per il 21% delle imprese gli affari miglioreranno, contro il 13% che si aspetta conseguenze negative e il 27% stabilità rispetto ad ora. La crescita, per uno su cinque che mostra ottimismo, sarà del 5-10%. Avrebbero preferito una vittoria della Clinton (36%) rispetto a Trump (27%), ma il 25% avrebbe voluto qualcun altro al loro posto. Per la maggior parte la presidenza di Obama non ha aiutato gli scambi con l’Italia come era previsto (per il 28% non ha aiutato, per il 13% meno del previsto, rispetto al 27% per cui è stata una presidenza favorevole). Emerge da un’indagine di Camera di commercio di Milano insieme all’azienda speciale Promos su circa 200 imprese lombarde attive sui mercati esteri, la maggior parte verso gli USA, al 9 e 10 novembre 2016.
Un mercato in crescita quello degli Stati Uniti, per il 33% più attrattivo di otto anni fa contro il 15% che lo ritiene meno attrattivo. Il 65% vorrebbe incrementare i rapporti con gli USA. Per il 75% circa sono un mercato interessante per i loro prodotti.
Sono 1193 le multinazionali americane in Lombardia e danno 135 mila posti di lavoro, con 49 miliardi di fatturato all’anno. Prime Milano (916 con 100 mila addetti e 39 miliardi), Monza (108 con 10 mila addetti e 3,4 miliardi), Brescia (34 con 3 mila addetti e 1 miliardo), Bergamo (27 con 4 mila addetti e 1,4 miliardi). Emerge da una elaborazione Camera di commercio di Milano su dati Invest in Lombardy.
Gli USA pesano una vendita all’estero su sei per la Lombardia (16,2%). Sono circa 8 mila le imprese lombarde che esportano verso gli USA,  di cui 3 mila  a Milano, quasi mille a Brescia, Bergamo, Monza e Varese. Quasi 200 mila le operazioni di export realizzate in un anno con gli Stati Uniti, di cui 126 mila a  Milano, circa 10 mila a Bergamo, Brescia, Monza, Varese e Como.
Una vendita export verso gli USA ogni quattro imprese lombarde (23%) ogni anno. Da Milano una ogni due imprese. Sono circa 200 mila operazioni effettuate dalle circa 800 mila imprese lombarde. A Milano la quota sale a  una impresa su due circa (43%), con 126 mila operazioni su circa 290 mila imprese.
La Lombardia negli scambi con gli Stati Uniti: 5,5 miliardi di euro di import-export nei primi sei mesi del 2016. Con 1,6 miliardi di import e 3,8 miliardi di export la Lombardia pesa il 23% dell’import nazionale verso l’America e il 21,2% dell’export. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat. Milano è prima per interscambio (53,6% dell’import-export regionale nel 2016), seguita da Bergamo (10%), Brescia (9,2%), Monza e Brianza (8,1%) e Varese (6%).
Le iniziative della Camera di commercio di Milano negli Stati Uniti. Dal prossimo mese di febbraio Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di commercio di Milano, propone un progetto negli Stati Uniti dedicato alle aziende del settore moda, nello specifico i segmenti coinvolti sono abbigliamento, accessori e calzature. Dopo un’analisi di mercato del prodotto, Promos si occuperà di favorire la promozione online dei prodotti attraverso campagne social e la pubblicazione di articoli su Fashion Magazine Online, oltre ad organizzare, a New York, incontri b2b con operatori statunitensi selezionati.
Missione negli Stati Uniti dal 25 al 27 giugno 2017. Promos organizza la partecipazione alla manifestazione Summer Fancy Food, fiera di riferimento per l’agroalimentare negli Stati Uniti, che nell’edizione 2016 ha visto la partecipazione di 2670 espositori da oltre 55 paesi di tutto il mondo. L’iniziativa è rivolta alle aziende del settore food: alimenti freschi, secchi, surgelati, caffè, condimenti e baby food.

schermata-2016-11-11-alle-12-31-14 schermata-2016-11-11-alle-12-31-25 schermata-2016-11-11-alle-12-31-32

 

Convegno Sace, Brescia quarta provincia italiana per valore dell’export

in Economia/Export by

In un mondo che viaggia a ritmi più lenti, in cui i rischi crescono e diventano più diffusi e la competizione globale si fa più agguerrita, quali le prospettive per l’export lombardo e per le imprese di Brescia? Quali i mercati su cui puntare? Quali gli strumenti per affrontarli? È da queste domande che ha preso le mosse ieri a Villa Fenaroli a Rezzato (Brescia), il Convegno “RE-action. Export Calling” organizzato da SACE e SIMEST, le società del Gruppo Cassa depositi e prestiti specializzate nel sostegno all’internazionalizzazione, per presentare alle imprese bresciane i principali risultati dell’ultimo Rapporto sull’export di SACE. Al centro dell’evento, in cui è intervenuto anche Marco Bonometti, Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana (AIB), una tavola rotonda con i protagonisti del panorama imprenditoriale locale: Paolo Bertuzzi per Turboden, Antonio Biondo per Beretta, Cristian Locatelli per Marzoli Gruppo Camozzi e Giuseppe Mercurelli per ASO Group.

Quest’anno diverse difficoltà stanno segnando la performance estera di tutto il Paese, con conseguenze che si sono fatte sentire anche in Lombardia e in particolare nel bresciano. Tuttavia, secondo le stime presentate da SACE, l’export italiano ha in sé la capacità di reagire e mettere a segno una crescita del 3,9% nel 2017-2019, a patto di concentrare gli sforzi sulle geografie a maggior potenziale e rafforzare le proprie strategie d’internazionalizzazione.
“Brescia, con 15 miliardi di euro, è la quarta provincia italiana per valore dell’export. Nel 2015, la bilancia commerciale della provincia di Brescia è positiva per 6,6 miliardi; quella manifatturiera per 7,5 – ha dichiarato Marco Bonometti, Presidente di AIB –. Inoltre, tra le principali province esportatrici italiane, Brescia, è quella che dall’introduzione dell’euro ha sperimentato il maggior incremento dell’export, che oggi è oltre due volte superiore rispetto ai valori del 1999. Un risultato che è stato possibile conseguire anche grazie al supporto del comparto assicurativo-finanziario per le aziende che guardano oltre i confini”.
“Crescere attraverso l’internazionalizzazione è oggi una sfida complessa che le imprese bresciane stanno affrontando con successo – ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE –. Conosciamo bene le realtà presenti in questo territorio che, grazie alla preziosa collaborazione con AIB, seguiamo attraverso il nostro ufficio di Brescia. E ora siamo pronti, insieme a SIMEST, a rafforzare il nostro supporto assicurativo-finanziario affinché queste imprese possano cogliere il grande potenziale di crescita internazionale che hanno ancora davanti”.
Solo nell’ultimo anno, SACE ha servito circa 6 mila aziende della Lombardia di cui circa un terzo sono bresciane, in prevalenza Pmi, e ha mobilitando oltre 6 miliardi di euro di risorse a sostegno di export e investimenti. Mentre SIMEST ha già investito all’estero con 209 imprese lombarde, 21 delle quali operative nella provincia di Brescia, ed erogato finanziamenti a tasso agevolato per 709,3 milioni di euro, 129,2 dei quali destinati ad imprese della provincia di Brescia.

Dopo il risultato positivo messo a segno nel 2015, con oltre 111 miliardi di euro (il 27% dell’export nazionale), nei primi sei mesi dell’anno l’export lombardo è rimasto sostanzialmente stabile, orientandosi prevalentemente verso i mercati europei. Passando in disamina i settori, la performance delle vendite estere della Lombardia, nonostante i tassi di crescita molto positivi di comparti come la farmaceutica (+7%), gioielli e altra manifattura (+6%), gomma & plastica (+4,5%) e alimentari e bevande (+3,3%), poggia soprattutto sul contributo di 5 settori chiave dell’economia regionale che, pur crescendo a ritmi più contenuti, da soli valgono il 66% dell’export: meccanica strumentale (il primo comparto per valori con un peso sul totale del 21%), chimica (11%), mezzi di trasporto (8%), ma anche tessile e abbigliamento (che pesa per l’11% sul totale export e cresce ad un tasso del 4% nei primi 6 mesi del 2016) e prodotti in metallo (settore che risente della congiuntura sfavorevole ma che da solo vale per il 16% dell’export lombardo).
Questi dati si riflettono, in parte, anche sull’andamento dell’export bresciano che nei primi sei mesi del 2016, pur registrando un calo, ha messo a segno dei buoni tassi di crescita in alcuni dei settori core della regione come la chimica (+11%), la gomma e plastica (+10%), il tessile e abbigliamento (+7%) e i mezzi di trasporto (+3%).
Sotto il profilo dei mercati di destinazione, le previsioni di SACE offrono importanti direttrici di crescita verso un paniere diversificato di mercati sia emergenti sia avanzati, con profili di rischio diversi e in alcuni casi non trascurabili, che possono tuttavia essere affrontati con successo e profitto, puntando su coperture specifiche e un approccio strategico: Emirati Arabi in Medio Oriente, Cina e India in Asia, Stati Uniti nel continente americano, Spagna, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria in Europa. Tra le geografie più rischiose per l’export della regione nel 2016, le previsioni segnalano invece Grecia e Russia.

Per valutare rischi e opportunità connessi all’internazionalizzazione, SACE offre alle imprese la Risk&Export Map, un tool integrato per aiutare le imprese italiane a individuare i Paesi a maggior potenziale non solo per l’export ma anche – novità di quest’anno – per gli investimenti, grazie alle rilevazioni di due indici: l’Export Opportunity Index (EOI) e l’Investment Opportunity Index (IOI).

Lombardia, Parolini: 5 milioni di euro per sostenere le imprese

in Economia/Evidenza/Export by

“Con l’approvazione di questa nuova misura, destiniamo 5 milioni di euro per sostenere l’export delle imprese lombarde, favorendo anche il loro accesso ai canali e-commerce come ulteriore opportunità di vendita verso mercati esteri e facilitando la ricerca degli strumenti finanziari e assicurativi più efficaci per sostenere il proprio export”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini commentando l’approvazione odierna, da parte della Giunta, su sua proposta, dei criteri attuativi della misura dedicata al sostegno delle medie, piccole, e micro imprese lombarde per lo sviluppo dell’export denominata ‘Finanza e e-commerce: nuove azioni per sviluppare l’orientamento delle MPMI lombarde verso i mercati esteri’.

EXPORT IMPORTANZA STRATEGICA – “Abbiamo voluto mettere in campo questa iniziativa perché le esportazioni rivestono una importanza strategica per il consolidamento e lo sviluppo dell’economia e del lavoro lombardi. Come emerge anche da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Unioncamere – Ministero del Lavoro relativi al 2015, – ha sottolineato l’assessore- l’export delle imprese in Lombardia ha creato 30 mila nuovi posti di lavoro e, in particolare, le imprese esportatrici assumono il doppio delle non esportatrici (il 26% cerca collaboratori contro il 13,7% delle altre). L’indagine dice anche che la Lombardia pesa per il 27% sull’export italiano (111 miliardi su 414 complessivi) e che quasi il 40% delle imprese esportatrici lombarde esporta oltre il 50% della produzione”.

EXPORT BUSINESS MANAGER – “L’utilizzo dei contributi che deriveranno da questa misura in particolare e da tutte quelle dedicate all’export – ha sottolineato Parolini – è qualificato da una grande novità: l’opportunità di beneficiare dello strumento ‘Export Business Manager’, una rete di servizi offerti da figure con comprovata esperienza professionale, accreditati tramite una specifica selezione tra società, consorzi, studi e professionisti associati e Aziende Speciali delle Camere di Commercio, istituendone un apposito elenco. In questo modo la nostra azione di sostegno sarà ancora più mirata ed efficace”.

OBIETTIVI – La misura prevede il sostegno e l’accompagnamento delle imprese che intendono sviluppare e consolidare la propria posizione sui mercati esteri attraverso la consulenza alla definizione, ed attuazione, di un piano finanziario a sostegno e consolidamento dell’attività di export nonché il supporto nell’individuare ed attuare una strategia di posizionamento sulle piattaforme digitali per lo sviluppo dell’export.

SOGGETTI DESTINATARI – I soggetti destinatari dell’intervento sono MPMI, Consorzi, e aggregazioni di imprese, dei settori manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi alle imprese.

DETERMINAZIONE DEI CONTRIBUTI – L’ammontare dei contributi a fondo perduto concedibili a ciascun soggetto beneficiario è pari all’importo massimo di 6.000 euro ed è determinato nella misura massima del 50% delle spese effettivamente sostenute.

TEMPI – Il periodo di realizzazione per la realizzazione dei progetti ammessi al contributo non potrà superare i 12 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Scambi con gli Stati Uniti, Bergamo è davanti a Brescia

in Economia/Export/Tendenze by

2.200 cittadini americani residenti e 5,5 miliardi di euro di import-export nei primi sei mesi del 2016, sono alcuni dei numeri dei rapporti tra Lombardia e Stati Uniti all’alba dell’elezione presidenziale. Milano è al centro di questi rapporti con oltre 1.200 residenti (57% del totale) e circa 3 miliardi di euro di scambi (53,6% del totale), unico territorio lombardo, insieme a Lecco, il cui l’export verso gli Stati Uniti cresce nel 2016 (+1,2% in un anno, da 1,78 miliardi a 1,8 miliardi, contro -6,1% regionale e -0,4% italiano). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat.

*La Lombardia negli scambi con gli Stati Uniti*. Con 1,6 miliardi di import e 3,8 miliardi di export la Lombardia pesa il 23% dell’import nazionale verso l’America e il 21,2% dell’export. Esporta soprattutto macchinari (941 milioni di euro), moda (517 milioni di euro) e metalli e prodotti in metallo (503 milioni) mentre importa articoli farmaceutici (434 milioni), sostanze e prodotti chimici (237 milioni), computer ed apparecchi elettronici (182 milioni). Importante anche la presenza di cittadini americani, la Lombardia da sola ospita il 15,1% degli statunitensi residenti in Italia.

*Le province lombarde*: Milano è prima per interscambio (53,6% dell’import-export regionale nel 2016), seguita da Bergamo (10%), Brescia (9,2%), Monza e Brianza (8,1%) e Varese (6%). A fronte di un rallentamento degli scambi nel 2016, registra un boom Mantova, che triplica l’import (+300%), seguita da Sondrio (+36,4%) e Pavia (+16,8%). Export in crescita a Lecco (+6,7%) e Milano (+1,2%). Milano è anche prima per numero di residenti (57% regionale) seguita da Varese (8,5%), Monza e Brianza (7,3%), Como (6,2%) e Brescia (5,8%).

schermata-2016-11-08-alle-11-02-41 schermata-2016-11-08-alle-11-02-49

schermata-2016-11-08-alle-11-06-08 schermata-2016-11-08-alle-11-06-15

Rapporto Sace sull’export, appuntamento martedì a Villa Fenaroli

in Città e Hinterland/Eventi/Evidenza/Export by

In un mondo che viaggia a ritmi più lenti, in cui i rischi crescono e diventano più diffusi, non c’è più spazio per previsioni a doppia cifra. L’internazionalizzazione resta una strategia necessaria per le imprese italiane, ma la competizione globale si fa più agguerrita. Occorre affrontarla con un approccio strutturato, identificando i mercati a maggiore opportunità, diversificando le geografie in portafoglio e presentandosi con un pacchetto commerciale e finanziario competitivo.

È in questo quadro che prende le mosse “RE-action. Export calling” il nuovo Rapporto di SACE (Gruppo Cdp) con le previsioni sull’export italiano per il quadriennio 2016-2019.

Lo studio sarà presentato domani a Brescia (ore 16:30), presso Villa Fenaroli – alla presenza del Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, Marco Bonometti e del Presidente di SACE Beniamino Quintieri – in una giornata di confronto con le eccellenze imprenditoriali del territorio (Beretta, Turboden, Marzoli Gruppo Camozzi, ASO Group) e gli esperti di SACE e SIMEST (Gruppo Cdp)

 

PROGRAMMA

– Sede legale Piazza Poli 37/42 – 00187 Roma

16:00     Registrazione

16:30     Saluto di benvenuto

Marco Bonometti, Presidente, Associazione Industriale Bresciana

16:45     RE-Action. Export Calling. Rapporto Export 2016-2019

Alessandro Terzulli, Chief Economist, SACE

17:10     i-Tale: l’altro Made in Italy

Paolo Bertuzzi, Chief Executive Officer, Turboden

Antonio Biondo, Law Enforcement & Defence Sales Director, Beretta

Cristian Locatelli, Direttore Generale, Marzoli Gruppo Camozzi

Giuseppe Mercurelli, Chief Executive Officer, ASO Group

Simonetta Acri, Direttore Rete Domestica, SACE

18:00     Conclusioni

Beniamino Quintieri, Presidente, SACE

Segue light cocktail

 

Il Lugana ha trovato l’America: Usa nuovo mercato di punta per il bianco gardesano

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Export/Turismo by

Sarà un autunno caldo per il Consorzio di Tutela Lugana DOC, impegnato dal 17 ottobre al 10 novembre in un intenso tour promozionale che lo porterà in ben 5 città statunitensi, con 10 diversi appuntamenti: Boston, New York, Philadelphia, Los Angeles e Chicago. Gli eventi, rivolti in particolare ai media, saranno l’occasione per presentare all’enorme mercato oltreoceano anche piccole aziende, non ancora importate. “Il nostro obiettivo principale – spiega il Presidente Luca Formentini, presente personalmente a tutte le tappe così come il Direttore Carlo Veronese – è promuovere la denominazione, consolidando i mercati tradizionali e contemporaneamente aprendone di nuovi. La mia presidenza coincide con una precisa e condivisa strategia che ha selezionato gli USA come principale mercato su cui investire per le attività promozionali del Consorzio. Dal 2014 stiamo dedicando risorse importanti a questo Paese (sono il singolo mercato su cui si sta investendo maggiormente) e manteniamo una presenza costante, con il record dei 10 eventi nel 2016. Abbiamo infatti trovato una crescente presenza del profilo del nostro “consumatore tipo”, che deve possedere una discreta conoscenza vinicola base così da avere la curiosità per andare alla ricerca di un prodotto dalla spiccata identità, che va capito e scelto con atteggiamento attivo. Questo ci permette anche di affinare il messaggio di piccola denominazione di altissima qualità e dalla forte personalità”. I numeri stanno dando ragione al Consorzio: la Germania resta il primo mercato, ma gli USA stanno guadagnando progressivamente quota.

Il tour, prenderà il via da Boston il 17 ottobre, con altre 3 tappe nella East Coast, il 18 a New York, il 20 a Philadelphia, il 24 di nuovo a New York, per finire il 26 a Los Angeles. Un breve rientro in patria, il tempo di riprendersi dal jet lag e via in volo per Chicago. Qui, l’8 novembre (l’election day), si terrà un evento rivolto agli addetti ai lavori per poi concludere ufficialmente la stagione promozionale il 10 novembre con il prestigioso evento “Chill” promosso da Wine Spectator, una delle più autorevoli riviste di settore. In questa occasione il Consorzio potrà proporre il suo Lugana in abbinamento ai piatti di 50 top chef in una serata di charity a favore di 3 associazioni. In ogni tappa il Consorzio sarà accompagnato da wine educator di primo piano nelle città di riferimento, riuscendo complessivamente ad intercettare oltre 250 interlocutori chiave, capaci di influenzare i trend di consumo.

Gli ingenti sforzi del Consorzio sono giustificati dalla considerazione di come l’export, che supera il 70%, abbia trainato in questi anni la crescita del bianco gardesano da uva Turbiana, tanto che dal 2008 al 2015 le superfici vitate sono aumentate del 62%, passando da 831 ettari agli attuali 1.431. Le bottiglie prodotte si sono invece addirittura quasi duplicate: dai 7,3 milioni del 2008 ai 13,9 milioni della scorsa vendemmia.

Non voleva dire alla madre di aver speso trenta euro e ha finto di essere stato rapinato. È accaduto a Manerbio dove un 19enne del paese si era presentato al pronto soccorso denunciando di essere stato
rapinato mentre stava acquistando le sigarette al distributore automatico.

Guardando le immagini delle telecamere di sicurezza i carabinieri hanno però ricostruito che non c’era stata alcuna rapina. Il 19enne ha confessato di essersi inventato tutto, per non dover giustificare alla madre la spesa di 30 euro; il giovane ha riferito infatti che, seppur lavorando, doveva consegnare lo stipendio ai genitori, che poi gli passavano del denaro per le piccole spese extra. Il ragazzo è stato denunciato e dovrà rispondere di simulazione di reato.

Export verso la Germania, Brescia regina nel settore delle auto

in Automotive/Economia/Evidenza/Export by

Lombardia e Germania, import – export da 38 miliardi in un anno, di cui quasi 5 negli autoveicoli. Un settore che cresce: +17% l’import e +15,4% l’export. Tra le province Mantova eccelle nell’export di autoveicoli (oltre 200 milioni di euro nel 2015), Brescia nelle carrozzerie per auto, rimorchi e semirimorchi (26 milioni di euro) e Bergamo nelle parti e accessori per veicoli e loro motori (280 milioni di euro). Nell’import prime Milano per autoveicoli (1,8 miliardi di euro) e parti, accessori e motori (251 milioni di euro) e Mantova per carrozzerie e rimorchi (37 milioni di euro). Emerge da un’elaborazione del servizio Studi e Statistica della Camera di commercio di Milano su dati Istat, anni 2015 e 2014.

Per quanto riguarda il dettaglio della Leonessa emerge in particolare il dato dell’export di parti e accessori per auto: ben 228 milioni contro i 52,5 di import. Ma anche il dato delle auto (136 milioni di export e 36,6 di import) e quello delle carrozzerie per auto e tir (26 milioni contro 3).

schermata-2016-10-10-alle-09-50-23

Sono 230mila i lombardi all’estero per lavoro

in Economia/Export by

All’estero per cambiare vita? Alla ricerca di realizzazione professionale o di stabilità economica, l’estero rappresenta ancora un’occasione per circa 230mila lombardi: il 5% delle famiglie lombarde e bresciane dichiara, infatti, di avere un proprio componente impegnato all’estero in esperienze di studio o lavoro. Nello specifico, per il 46% la scelta è dettata da esigenze professionali, per svolgere un’attività lavorativa specifica che in Italia non si riusciva a trovare, il 28% ha lasciato l’Italia per svolgere un corso universitario o un master di specializzazione, il 18% per migliorare la conoscenza delle lingue straniere, anche attraverso programmi di vacanza studio, e il 13% per lavoro, tra chi è in cerca di occupazione e chi svolge un’attività che non avrebbe scelto di fare in Italia.

A Milano città nel 2015 sono stati 4.128 a richiedere il trasferimento di residenza fuori dai confini nazionali: si tratta principalmente di giovani e laureati, infatti, il 39,3% ha un diploma di laurea e il 40,4% ha tra i 18 e i 35 anni. A fronte dell’esodo dei milanesi, sono quasi 13mila i trasferimenti di residenza in città da parte di stranieri, per lo più giovani under 35 (oltre il 70%). È quanto emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Comune di Milano e da una stima su dati Istat e indagine “Famiglie e consumi. Monza e Brianza e Lombardia” realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con DigiCamere.

Export dei distretti industriali lombardi, luci e ombre per Brescia

in Acciaio/Economia/Export/Manifatturiero/Meccanica by

Il secondo trimestre 2016 si è chiuso con una situazione di stabilità anche per le esportazioni dei poli tecnologi lombardi, che registrano un -0,1%, a valori correnti, sul corrispondente periodo 2015 (-2,6% nel complesso dei primi sei mesi). Soltanto il polo farmaceutico lombardo si distingue per esportazioni in crescita tra aprile e giugno 2016 (+4,8%, oltre che per una crescita cumulata pari al 7,7%). Si ricorda, ad ogni modo, come i dati di export dei poli tecnologici siano soggetti a maggiore volatilità rispetto a quelli dei distretti tradizionali, per via della elevata stagionalità delle commesse, soprattutto nel settore aeronautico.

I dati di Cassa Integrazione Guadagni relativi ai primi otto mesi del 2016 mettono in luce una nuova contrazione delle ore autorizzate nei distretti tradizionali e nei poli tecnologici della Lombardia (nell’ordine, rispettivamente, del 23,8% e del 25,9%). La tendenza accomuna tutte e tre le tipologie di Cassa (Ordinaria, Straordinaria e in Deroga) ma va letta, in realtà, con cautela. La lettura dei dati CIG in dinamica è infatti divenuta più complicata con l’entrata in vigore del decreto attuativo del Jobs Act avente ad oggetto la nuova disciplina degli strumenti di Cassa (24 settembre 2015). In particolare, si sottolinea l’introduzione di un limite massimo per lo sfruttamento complessivo delle ore di Cassa Ordinaria e Straordinaria considerate in forma congiunta, fissato in 24 mesi in un quinquennio mobile. Si segnalano, ad ogni modo, degli incrementi anomali di ore autorizzate CIGS in corrispondenza dei distretti Abbigliamento-tessile gallaratese, Lavorazione dei metalli Valle dell’Arno, Macchine per la concia della pelle di Vigevano e Calzature di Vigevano, che sottintendono processi di ristrutturazione in atto. Inoltre, i criteri di assegnazione della CIGD sono oggetto di variazioni continue, in vista della totale archiviazione dello strumento a partire dalla fase finale del 2016.

Uno sguardo ai dati bresciani. In accelerazione l’export di calzature e abbigliamento della Bassa Bresciana (+8,2% nel trimestre aprile-giugno), grazie alla spinta dei mercati maturi e non. In calo le vendite di meccanica strumentale del Bresciano (-7,2% nel trimestre aprile-giugno 2016 e -7,4% nel complesso dei primi sei mesi): l’accelerazione delle esportazioni in Turchia non è riuscita a compensare il calo delle esportazioni in altri primari mercati come Usa, Cina, Germania e Francia. Contrazione lieve, nel secondo trimestre, per l’export di metalli di Brescia. Il risultato (-0,9%) sintetizza tuttavia dinamiche contrastanti. Se infatti sono calate le vendite di carpenteria metallica e di lavorazioni di metalli non ferrosi, sono al contempo cresciute quelle di getti di fonderia, lavorazioni di acciaio a freddo, prodotti in metallo, siderurgia.

Go to Top
Vai alla barra degli strumenti