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Bilanci

Castenedolo, Dgs Srl contina a crescere e va verso i 3 milioni di fatturato

in Bilanci/Economia by

Ha iniziato a produrre nel 2015 e da allora – grazie alla qualità e alla voglia di ragionare come le grandi – i fatturati sono sempre cresciuti in doppia cifra percentuale. Con il risultato che già nel 2019 il bilancio potrebbe sfondare il muro dei tre milioni di euro.

E’ questa la parabola – tutta bresciana – di Dgs Srl, azienda di lavorazioni meccaniche con sede a Castenedolo nata quattro anni fa dall’incontro della famiglia Moreschi (Stefano e Giuseppe, insieme al padre Fabio) con Daniela Grandi, presidente del gruppo Marcello Gabana Holding e numero uno dei cavatori di Aib: i primi nei panni di portatori di know-how, la seconda nella veste di business angel, una figura piuttosto rara nella leonessa.

Un patto vincente, come dimostrano i numeri. Il primo anno di lavoro si è chiuso a quota 0,8 milioni di euro, poi passati nel 2016 a 1,2 e nel 2017 a 2, con i primi 16mila euro di utile. Nel 2018, quindi, il fatturato è stato di 2,57 milioni di euro (+28,5%), con 32mila euro di utile e un Ebitda del 14,7 per cento. Mentre nei primi sei mesi del 2019 le entrate sono già arrivate a 1,5 milioni, con la ragionevole prospettiva di raddoppiare a fine dicembre.

L’export vale circa il 10 per cento (i primi tre Paesi sono Austria, Germania  e Grecia). I dipendenti sono 20, con la prospettiva – mercato del lavoro permettendo – è quella di assumerne altri 3 entro fine anno. E gli investimenti (quasi 4 milioni dalla nascita) sono costanti: solo nei primi sei mesi del 2019, infatti, sono arrivati l’innovativo verticale Modula, il raddoppio del reparto saldatura con la nuova macchina Open Arc e il nuovo impianto di aspirazione.

A determinare questo successo, sul mercato, sono stati ovviamente prezzo, puntualità e precisione delle lavorazioni. L’azienda – specializzata in componenti per colata e laminazione, ma anche in meccaniche di precisione – è certificata per sicurezza, ambiente e qualità. E’ quest’ultimo, secondo l’ad Giuseppe Moreschi (fresco di master in Management e innovazione d’impresa a Isfor) uno dei segreti dell’espansione di Dgs. “Gli uffici acquisti – spiega – non considerano più solo il prezzo come discriminante per l’assegnazione della fornitura: determinante è il continuo dialogo, anche dal punto di vista tecnico, perché l’azienda possa ottenere componenti con il miglior rapporto qualità prezzo. E in questo ci aiuta anche il laboratorio di rilievi e controlli dimensionali, con sistemi Dea, che pochi concorrenti hanno”.

Ma a fare la differenza è soprattutto l’organizzazione interna, degna di una grande azienda. Oltre al capitale, infatti, Daniela Grandi ha portato in Dgs un modello di business avanzato, fondato su un progetto industriale a lungo termine, sul costante controllo di gestione, sulla pianificazione finanziaria e sulla continua formazione del personale (gli operai lavorano con il tablet in mano e per loro sono in arrivo corsi di inglese). Tutti elementi che nei giorni scorsi hanno portato Aib ad assegnare a Dgs il premio Eccellenza per le Pmi (nella categoria Crescita Dimensionale).

“Fare impresa oggi”, spiega Daniela Grandi, “è un’attività che continua a richiedere elevate competenze specifiche, di cui la famiglia Moreschi è portatrice. Ma per il resto la meccanica non presenta dinamiche diverse dagli altri settori. L’organizzazione e la pianificazione sono elementi decisivi per il successo, perché consentono di fronteggiare gli sviluppi del mercato e confrontarsi costantemente con i numeri. Ora”, conclude, “l’obiettivo è continuare a crescere diventando sempre di più un punto di riferimento nella nicchia in cui operiamo”. Ovviamente, aggiunge Moreschi, “procedendo un passo per volta, e commisurato alla gamba…”.

Alcass di Bedizzole chiude il bilancio con un più 34 per cento

in Alimentare/Aziende/Bilanci/Economia by

Alcass SpA di Bedizzole, azienda tra i maggiori player nel settore dei prodotti surgelati e senza conservanti, continua il percorso di crescita che l’ha contraddistinta negli ultimi anni.

Alcass produce da oltre trent’anni una varietà di prodotti a brand Amica Natura, dalla linea classica a base di carne, al Biologico distribuito presso i negozi specializzati, al Vegano e Vegetariano, fino alle ultime novità sviluppate con l’utilizzo di alimenti “Superfood”, su tutti il cavolfiore. In crescita anche il segmento delle “private labels” grazie alla fiducia di prestigiosi partner commerciali.

Venendo ai dati economici principali, l’esercizio 2018 ha visto una importante crescita del Valore della Produzione che passa da 9,8 milioni di euro del 2017, a 13,1 milioni di euro nel 2018, registrando un aumento del 33,6%. Anche l’EBITDA cresce a 1,47 milioni rispetto ai 1,26 milioni dell’anno precedente. L’utile netto dopo le imposte (di € 226.135) si attesta a 728.801 € contro i 584.204 € del 2017. In miglioramento rispetto al 2017 anche la posizione finanziaria netta.

L’incidenza della quota export sul fatturato aziendale è cresciuta e si attesta attorno al 10%, in ulteriore crescita anche nei primi mesi del 2019.

Nella relazione sulla gestione si evidenzia come negli ultimi anni l’Azienda stia concentrando le forze per ampliare l’export, dirigendo lo sguardo verso mercati esteri sempre più attenti al Made in Italy, ad un’alimentazione genuina e di qualità. Prosegue Bonaglia:<<I mercati esteri, soprattutto Stati Uniti ed Asia, sono molto complessi da affrontare sia per gli aspetti legislativi che per i gusti e le abitudini di consumo. Il nostro modo di lavorare, tuttavia, ci dà grandi chanche poiché da sempre siamo abituati a sfide impossibili e ad adattarci alle richieste del cliente sviluppando prodotti su misura. E’ il caso della certificazione Kosher ottenuta la scorsa estate dal prestigioso ente americano “OK Kosher” che ci ha aperto un importante canale in nord America, oppure dello sviluppo del nuovo prodotto a base di ceci partendo proprio dal seme e non dalla farina, ottenendo così una qualità molto più elevata. E’ stata comunque un’ottima annata per tutto, anche per le linee VEG e BIO che hanno aiutato il business oltre confine, dove i valori di genuinità e innovazione sono molto richiesti>>.

Lucchini Rs Spa: ricavi a 444 milioni, utile netto a quota 29,3

in Acciaio/Bilanci/Economia by
Laminatoio Lucchini Rs, foto da sito ufficiale
  • Ricavi consolidati pari a 444,4 milioni di Euro in aumento del 8,0% sul 2017.
  • Ebitda pari a 57,6 milioni di Euro.
  • Investimenti tecnici netti per circa 33 milioni di Euro.
  • Nel mese di settembre è stato conferito il comparto produttivo/industriale dello Stabilimento di Lovere a “Lucchini lndustries S.r.l.“, newco interamente controllata da Lucchini RS per garantire, in continuità con la precedente gestione, maggiore agilità commerciale e un più forte orientamento al cliente rafforzandone le funzioni di coordinamento del Gruppo.
  • È stata costituita Mercitalia Maintenance S.r.l., una joint venture tra Lucchini RS (50%) e Mercitalia Rail (50%); quest’ultima società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che ha il ruolo di principale impresa di manutenzione ferroviaria in Italia e all’estero nel settore cargo.

I ricavi netti consolidati della Lucchini RS spa,  presieduta da Giuseppe Lucchini,  si attestano a 444,4 milioni di Euro in crescita dell’8,0% rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato estero è pari al 79% del totale.

Nel corso dell’esercizio la ripresa dei prezzi d’acquisto dei principali fattori della produzione (come il rottame, le ferroleghe, gli elettrodi ed il metano) ha influenzato negativamente la marginalità.

Il risultato netto di periodo evidenzia un utile pari a 29,3 milioni di Euro che ha permesso al Gruppo di finanziare gli investimenti fatti in impianti e partecipazioni realizzati nell’esercizio, mantenendo un livello di indebitamento estremamente basso pari a circa un quinto del Patrimonio Netto contabile.

L’organico del gruppo al 31/12/2018 si attesta a 2.098 dipendenti di cui 659 nelle proprie controllate estere, oltre a 496 dipendenti presso la collegata cinese Zhibo Lucchini Railway Equipment.

Lucchini Unipart Rail, la JV inglese con Unipart Rail controllata al 60% da Lucchini RS, mostra un fatturato in crescita del 5,2% rispetto all’esercizio precedente ed un utile di 1,6 milioni di Euro.

Lucchini Sweden, con volumi di vendita in crescita del 42,3% sull’esercizio precedente, consegue un risultato netto di 2,8 milioni di Euro in incremento rispetto all’esercizio precedente.

Lucchini Poland registra un trend positivo di fatturato del 41,8% rispetto all’esercizio precedente e chiude l’esercizio 2018 in sostanziale break-even grazie ai maggiori volumi di vendita con mix prodotti a maggiore marginalità.

La JV austriaca Lucchini Central Europe registra un fatturato in recupero rispetto all’esercizio precedente (+26,3%) con un risultato lievemente in utile.

LBX, la controllata belga, registra un fatturato pari a 9,3 milioni di Euro in crescita del 45,7% rispetto all’anno precedente e una perdita di 0,6 milioni di Euro.

Lucchini South Africa, di cui la nostra società detiene a dicembre il controllo al 70%, ha completato la fase di localizzazione della produzione di prodotti finiti destinati al mercato locale. La società ha chiuso l’esercizio con un fatturato di 10,7 milioni di Euro ed un risultato in perdita legato ai costi di avviamento, ora completato.

Lucchini Tool Steel, società commerciale di acciai per utensili ed operante dal primo marzo 2017, registra un fatturato pari a 16,3 milioni di Euro e un risultato in utile di 0,1 milioni di Euro.

Lucchini Mamé Forge, controllata al 100% da Lucchini RS dopo l’acquisizione della quota di minoranza del 10% nel corso del 2018, alla fine dell’esercizio chiude in perdita. Il settore dei prodotti in acciaio forgiato, così come tutto il settore siderurgico nel suo complesso, è caratterizzato da una sovraccapacità a livello nazionale e mondiale. La competizione sui prezzi e di conseguenza i margini del settore in cui opera la filiale si sono perciò molto contratti.

Lucchini North America, controllata al 100% da Lucchini RS ed operante dal mese di aprile 2017 come società commerciale con l’obiettivo di sviluppare il business rotabile nel mercato statunitense, a fine esercizio 2018 la società chiude con un risultato in sostanziale break-even.

La collegata cinese Zhibo Lucchini Railway Equipment (partecipata  da Lucchini RS al 30%) ha conseguito anche nel 2018 ottimi risultati con un fatturato di 250 milioni di Euro ed un utile netto pari a circa 50 milioni di Euro.

 

Feralpi, il 2018 si chiude con 1,32 miliardi di fatturato e 53 milioni di utile

in Bilanci/Economia/Feralpi by

Il Gruppo Feralpi si rafforza ed evolve. A dirlo sono anche i “numeri” che il gruppo siderurgico, tra i leader in Europa nella produzione di acciai per edilizia ed acciai speciali, ha realizzato nel corso del 2018. Alla crescita dei volumi produttivi si accompagna l’incremento di fatturato, utile e margine. Sono risultati che derivano da un processo di internazionalizzazione, diversificazione e verticalizzazione del business unito ad una accelerazione degli investimenti sui versanti della trasformazione digitale, della definizione di nuovi modelli di economia circolare e dell’incremento delle conoscenze interne con una intensa attività di formazione.

Il bilancio (Consolidato Feralpi Holding SpA)

Il consolidato 2018* di Feralpi Holding vede iscritto in bilancio un fatturato di 1.320 milioni di euro contro i 1.199 milioni del 2017. Il consolidato 2018 evidenzia dunque un forte incremento del fatturato (+10,1%). Si conferma la forte propensione internazionale con una quota di fatturato generato all’estero del 62%.

Bene anche l’EBITDA che passa dai 99,6 milioni di euro del 2017 ai 126,2 milioni di euro del 2018. Il risultato netto si attesta a 53,7 milioni di euro (erano 30,6 milioni nell’esercizio precedente). Il patrimonio netto consolidato è stato di 475 milioni di euro (erano 424 mln nel 2017).

Gli investimenti (Consolidato Feralpi Holding SpA) a 60,6 mln €, di cui 12 mln per la trasformazione digitale
Nel 2018 il Gruppo Feralpi ha investito 60,6 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 36,8 milioni dell’anno precedente, per sostenere un cammino di sviluppo anche grazie a percorsi di ricerca e sviluppo che, aumentano la competitività sul mercato.
Spiccano gli investimenti rivolti a supportare la trasformazione digitale che, nel 2018, hanno raggiunto i 12 milioni di euro.

Inoltre, la strategia che orienta gli investimenti è guidata dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) previsti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare seguendo quattro obiettivi, attinenti all’attività del Gruppo Feralpi (Industria, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabile, contrasto al cambiamento climatico).

Il forte incremento degli investimenti deriva dalla scelta di supportare lo sviluppo di tutte le società del Gruppo per incrementare la spinta competitiva che nasce dagli impianti produttivi in Italia (compresa Acciaierie di Calvisano) e Germania, ma che si riversa sulle società integrate a valle (tra cui Feralpi Profilati Nave, Presider e Presider Armatures) per per intercettare al meglio i mercati, da quelli tradizionali legati all’edilizia fino a quelli che richiedono acciai ad alto valore aggiunto.

Le produzioni

In salita i volumi produttivi. Il 2018 fa segnare un +2,3% di acciaio in billette con 2,5 milioni di tonnellate. I salita anche la produzione di prodotti laminati a caldo con 2,1 milioni di tonnellate (+0,6%), mentre resta sostanzialmente stabile la produzione di prodotti derivati a freddo con 987mila tonnellate (-0,1%).

Il personale

Nel 2018 il totale dei dipendenti del Gruppo Feralpi è stato di oltre 1500, di cui circa 800 in Italia e 700 all’estero.

Il commento

«I risultati raggiunti nel 2018 – commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – ci raccontano una storia fatta di innovazione, di investimento sul futuro attraverso l’adozione delle nuove tecnologie e l’attività di ricerca non solo sotto il profilo impiantistico, ma anche organizzativo e gestionale». «Il Gruppo Feralpi – continua – oggi rappresenta una realtà internazionale che ha nell’Italia e nella Germania i propri punti focali e che identifica nell’acciaio una leva di sviluppo economico e sociale fondato sull’unione virtuosa di tecnica, competenze e volontà di crescere in modo sostenibile».
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* i numeri del 2018 consolidato sono in corso di approvazione

Il Gruppo Feralpi

Il Gruppo Feralpi è tra i principali produttori siderurgici in Europa (1,32 mld € di fatturato, oltre 1500 dipendenti diretti) ed è specializzato nella produzione di acciai destinati sia all’edilizia sia ad applicazioni speciali. Dalla capogruppo Feralpi Siderurgica, fondata nel 1968 a Lonato del Garda (Brescia), un percorso di crescita ha dato vita ad un Gruppo internazionale, diversificato e verticalizzato a monte e a valle della filiera produttiva e di commercializzazione. Il Gruppo Feralpi è tra i leader sul mercato nazionale ed europeo nella produzione di tondo per cemento armato in barre, vergella liscia e nervata, tondo ribobinato, trafilato e rete elettrosaldata. La missione che si propone Feralpi non è soltanto quella di produrre i migliori acciai per l’edilizia, ma di farlo nel modo più sostenibile possibile, ovvero abbattendo i consumi e le emissioni utilizzando le migliori tecnologie disponibili grazie ad un’intensa attività interna di innovazione e ricerca.

Lgh, approvato il bilancio: nel 2018 utile per 6,1 milioni di euro

in Bilanci/Economia/Tendenze by
GERARDO PALOSCHI (Direttore sviluppo territoriale) - ANTONIO VIVENZI (Presidente LGH)

L’Assemblea dei Soci di Linea Group Holding (LGH) ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2018. In evidenza risultati economici e finanziari in decisa crescita e il ritorno del gruppo all’utile per 6,1 milioni di euro.

Il secondo esercizio interamente concluso sotto il segno della partnership A2A/LGH conferma le tendenze già emerse nell’anno precedente, con risultati industriali, economici e finanziari fortemente positivi.

Il Gruppo LGH ha chiuso il 2018 con un fatturato consolidato di 556,5 milioni di euro, in aumento del 10,7% rispetto al 2017, mentre il margine operativo lordo si presenta in crescita del 8,8%. Il bilancio d’esercizio della capogruppo LGH S.p.A. al 31 dicembre 2018 presenta poi un utile pari a 13,119 milioni euro: distribuiti agli Azionisti 12 milioni.

Bilancio consolidato di Gruppo LGH 2018

Gruppo LGH
€ milioni
2018 2017 D vs 2017
Ricavi 556,5 502,9 + 10,7%
Ebitda 92,2 84,8 + 8,8%
Ebit 28,4 23,9 +18,6%
Risultato consolidato 6,1 -1,3 +562,3%
Utile capogruppo (LGH Spa) 13,1 10,5 + 24,8%

 

L’Assemblea dei Soci che ha approvato il bilancio ha visto la prima partecipazione del nuovo Amministratore Delegato di LGH, Claudio Sanna, in carica dal 1 aprile. Laureato in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Milano e specializzatosi in Economia e Finanza presso la Scuola di Direzione Aziendale Bocconi a Milano, Sanna ha ricoperto in precedenza la carica di Direttore Supply Chain Gruppo A2A.

“È una grande sfida – commenta Sanna – quella di essere alla guida di un Gruppo che contribuisce ad aumentare la qualità della vita, l’attrattività del territorio e il suo sviluppo sostenibile. Oggi LGH è impegnata a promuovere iniziative e progetti finalizzati a produrre energia pulita, migliorare la qualità dell’ambiente, creando reti e servizi all’avanguardia. Il servizio del territorio è la prima priorità ed oggi la gestione delle attività del Gruppo è solida, sana anche grazie alla partnership industriale, sempre più efficace, con A2A”.

Investimenti

Nel 2018 sono proseguiti gli investimenti sui territori, complessivamente per 45 milioni di euro con particolare riferimento all’ambiente (circa 17 milioni) e alle reti (circa 24 milioni). Nell’ambito delle reti sono incluse operazioni green di potenziamento del Teleriscaldamento di Cremona, Crema e Lodi e dei Sistemi Efficienti di Utenza (SEU), oltre che la sostituzione nei territori serviti dei contatori gas con i nuovi dispositivi smart metering. Significativo inoltre l’acquisto di spazi all’interno del futuro secondo lotto del Polo Tecnologico di Cremona.

ALCUNI INDICATORI DI PRODUZIONE

Il Gruppo LGH nel corso del 2018, ha:

  • Gestito 972 mila tonnellate di rifiuti (+3,6% Vs 2017), principalmente urbani e speciali non pericolosi, collocandosi tra i principali operatori del settore a livello nazionale, ed operando in oltre 100 Comuni nel servizio di igiene urbana
  • Prodotto elettricità per circa 447 Gigawattora (+21,1% Vs 2017), esclusivamente da fonti rinnovabili ed assimilate quali l’idroelettrico, la termovalorizzazione dei rifiuti, la cogenerazione ed alcuni impianti a biogas e biomasse
  • Distribuito 599 milioni di metri cubi di gas e 431 Gigawattora di Energia
  • Venduto 358 milioni di metri cubi di gas e 752 Gigawattora di Energia
  • Prodotto e distribuito calore per 258 Gigawattora

Linea Group Holding (Gruppo A2A) è la multiutility del Sud Lombardia. Sorta nel 2006 è oggi operativa nei settori ambiente, energia e distribuzione; da agosto 2016 è protagonista con A2A –che ne detiene il 51% del capitale sociale – di una partnership industriale ricca di sinergie. www.lgh.it

Neosperience, ricavi a 8,5 milioni: sono cresciuti del 63,7 per cento

in Bilanci/Economia by
Neosperience in Borsa

Il Consiglio di Amministrazione di Neosperience S.p.A. (“NEOSPERIENCE” o la “Società”), uno dei principali player italiani nel settore della Digital Customer Experience, quotata su AIM Italia dal 20 febbraio 2019, ha approvato, tra l’altro, il progetto di bilancio d’esercizio e i risultati consolidati annuali al 31 dicembre 2018.

  • Valore della produzione consolidato pari a Euro 11,5 milioni (+46,7% rispetto all’esercizio 2017)
  • Ricavi consolidati pari a Euro 8,5 milioni (+63,7% rispetto all’esercizio 2017)
  • EBITDA consolidato pari a Euro 3,4 milioni (+118,3% rispetto all’esercizio 2017)
  • EBITDA margin del 39,3% (29,5% al 31 dicembre 2017)
  • Indebitamento finanziario netto pari ad Euro 3,3 milioni (rispetto a Euro 2,3 milioni a fine 2017)
  • In corso la valutazione di acquisizioni mirate; deciso l’avvio della filiale US entro luglio 2019

Dario Melpignano, Presidente di Neosperience, ha commentato: “Il 2018 è stato un anno impegnativo, anche per l’iter della quotazione in Borsa. Per questa ragione siamo ancora più soddisfatti dei risultati ottenuti. Siamo molto positivi su quanto saremo in grado di fare nei prossimi mesi, anche grazie alle partnership molto promettenti già definite (in primis, Vetrya) e ad altre che sono in fase di definizione. Confermiamo inoltre la decisione di aprire una prima filiale all’estero negli USA (West Coast) entro luglio 2019.”

Luigi Linotto, Consigliere Delegato e cofondatore di Neosperience, ringrazia tutti i clienti, i dipendenti e i collaboratori che si sono fortemente impegnati per raggiungere questi obiettivi. Ribadisce inoltre la fiducia da parte di tutto il CdA di raggiungere risultati ancora migliori nell’anno in corso, come previsto dai piani di sviluppo della società, a conferma del percorso di crescita e della determinazione nel garantire agli azionisti ritorni sempre crescenti. Sono in fase di valutazione anche alcune possibili acquisizioni mirate, per accelerare la crescita nei segmenti di mercato più promettenti.

Commento ai principali risultati consolidati al 31 dicembre 2018

Al 31 dicembre 2018 NEOSPERIENCE ha registrato ricavi consolidati pari a Euro 8,5 milioni (+63% rispetto ai 5,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2017), grazie a un forte incremento dei ricavi scalabili (licenze della piattaforma Neosperience Cloud e Solutions).

L’EBITDA si è attestato a Euro 3,4 milioni, con una crescita più che raddoppiata (+118%) rispetto agli 1,5 milioni di Euro al 31 dicembre 2017, e un’incidenza del 39% sui ricavi, in decisa crescita rispetto al 29% registrato nell’esercizio 2017; la ragione di questo forte incremento è dovuta al miglioramento dei margini di vendita per il maggior peso nel mix di fatturato dei prodotti ricorrenti a più alto margine e ad un’attenta gestione dei costi di produzione, essenzialmente personale interno e collaborazioni esterne.

L’EBIT si è attestato a Euro 529 migliaia (+13% rispetto al 31 dicembre 2017) con un’incidenza del 6,2% sui ricavi. L’EBIT sconta l’effetto dei maggiori ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni relative agli investimenti sostenuti per la realizzazione della piattaforma Neosperience Cloud per complessivi Euro 2.762.609 (+267% rispetto ai valori di ammortamento delle immobilizzazioni che nel 2017 erano state di Euro 1.035.9739).  Per effetto di questi ammortamenti, il valore complessivo attuale delle immobilizzazioni immateriali diminuisce complessivamente di Euro 1.124.463, passando da Euro 6.075.491 (valore 2017) a Euro 4.951.028 (valore 2018.)

Di conseguenza anche l’utile netto di gruppo, pari a Euro 421 migliaia, ha risentito dell’impatto dei maggiori ammortamenti e ha quindi registrato un decremento del 35% (Euro 652 migliaia al 31 dicembre 2017).

Il patrimonio netto di gruppo al 31 dicembre 2018 ammonta a Euro 4,4 milioni, rispetto ai 4,0 milioni del 31 dicembre 2017.

L’indebitamento finanziario netto passa da Euro 2.3 milioni al 31 dicembre 2017 a Euro 3.3 milioni al 31 dicembre 2018, principalmente per effetto del forte aumento del fatturato nel corso degli ultimi mesi del 2018 che si è riflesso in un aumento dei crediti commerciali e quindi del capitale circolante a fine esercizio.

Eventi successivi alla fine dell’esercizio

Il 20 febbraio 2019 è avvenuto il collocamento delle azioni Neosperience SpA sull’AIM Italia. Sono state collocate complessivamente 1.206.500 azioni, pari al 18,67% del capitale post IPO, con una raccolta lorda pari a 4.126.230 Euro.

Convocazione dell’Assemblea ordinaria e degli Azionisti

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare l’Assemblea ordinaria degli Azionisti NEOSPERIENCE presso la sede legale della Società in Via Orzinuovi 20 a Brescia il giorno 29 aprile 2019, alle ore 17.00, in unica convocazione, per discutere e deliberare sui seguenti punti all’ordine del giorno:

  1. Approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018 e presentazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2018.
  2. Allargamento del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione fino a un massimo di 9 membri.
  3. Delibera in merito al compenso del Consiglio di Amministrazione.
  4. Varie ed Eventuali.

Eredi Metalli Gnutti: crescono fatturato ed Ebitda, utili a 5 milioni

in Bilanci/Economia/Partner by
Eredi Metalli Gnutti

Il Gruppo EGM (S.A. Eredi Gnutti Metalli S.p.A.) chiude l’esercizio 2017-2018 in positivo, allungando il passo grazie ad una marginalità in salita e rafforzando il patrimonio per intercettare al meglio le opportunità nei suoi business: quello delle barre in ottone e quello dei laminati in rame e sue leghe.  Per farlo, la Società ha dato continuità al piano riorganizzativo avviato già durante l’esercizio precedente che vede l’impresa, forte di oltre un secolo e mezzo di storia, proiettata verso mercati in crescita e con maggior valore aggiunto, in un percorso nel quale qualità, innovazione e sostenibilità sono le leve della competitività.

Il contesto generale in cui l’impresa ha operato, in Italia e sulle più importanti piazze internazionali, è stato contraddistinto da mercati che, pur con dinamiche differenti, hanno influito positivamente grazie a una leggera, ma costante, crescita.

I numeri

Con l’esercizio 2017-2018 (chiuso il 31/7/2018) si completa il progetto organizzativo e di stabilizzazione economico-finanziaria che porta EGM ad avere un assetto più adatto ad affrontare le sfide e le opportunità dei mercati di riferimento.
Conto Economico (Eur/m)

La marginalità operativa cresce con un EBITDA pari a 13,5 milioni di euro contro un EBITDA di 11,6 registrato nell’anno precedente (a sua volta superiore a quello dell’esercizio 2015-2016). I ricavi segnano un aumento del 5%, passando da 200,8 a 213,4 milioni di euro. Si raggiunge un sensibile calo dei costi operativi che passano da 43,7 a 38,3 milioni di euro proprio grazie al nuovo assetto organizzativo. La posizione finanziaria netta, nonostante la crescita di fatturato, si riduce ulteriormente a 69,8 milioni di euro a fronte dei 75 dell’anno precedente. Il patrimonio netto cresce e si attesta a 51 milioni di euro (erano 46 milioni di euro nell’esercizio precedente) portandosi a 1,3 volte rispetto all’indebitamento. L’esercizio 2017-2018 si chiude con un utile netto di 5 milioni di euro.

Ambiente

Nell’ambito degli investimenti rivolti alla costante riduzione dell’impatto ambientale dell’attività produttiva, durante l’esercizio 2017-2018 sono state installate sui camini sonde triboelettriche per monitorare le emissioni. Al tempo stesso, è stato installato nel reparto della fonderia un nuovo impianto di aspirazione dei fumi per garantire migliori performance.
Poiché agire in modo responsabile significa anche efficientare il consumo di acqua, l’azienda – che da sempre dispone di un sistema chiuso per il recupero integrale dell’acqua di processo – ha attuato una completa revisione del sistema idrico ed ha realizzato tre nuovi pozzi (uno a monte e due a valle dello stabilimento) per compiere ciclicamente delle ispezioni sulla qualità dell’acqua in entrata e in uscita dallo stabilimento.
L’impegno e gli investimenti di carattere ambientale (EGM è parte del consorzio RAMET) sono stati determinanti per l’ottenimento della certificazione ISO 14001, una norma internazionale ad adesione volontaria che specifica i requisiti del sistema di gestione ambientale. Ciò al fine di istituire o di integrare nel proprio sistema organizzativo interno regole per una gestione efficace con riferimento agli aspetti ambientali ritenuti significativi.

Territorio

Nel corso dell’esercizio, EGM ha rafforzato il rapporto col territorio sostenendo iniziative in ambito culturale, storico ed artistico.
Ne è un esempio la collaborazione con la Fondazione Brescia Musei che, nel corso dell’esercizio, si è concretizzata con il supporto alla mostra dell’artista Mimmo Paladino, donando le lastre in ottone per la realizzazione dei noti specchi ustori, tra i simboli delle opere dell’artista, e con il sostegno offerto alla Fondazione e al Comune Brescia per il convegno “Il Museo Marzoli e le armi lombarde” che si è tenuto a Brescia dal 15 al 17 novembre 2018.

Giovani e formazione

Il processo di sviluppo che porta verso un’impresa più moderna passa anche attraverso l’integrazione di nuove competenze e, quindi, anche attraverso le potenzialità dei più giovani. Per questo, EGM ha voluto avviare una forte collaborazione con la Fondazione Castelli di Brescia per avvicinare il mondo dell’impresa al mondo della scuola.
Sulla stessa lunghezza d’onda, EGM ha partecipato alla seconda edizione dello Smart Future Academy (che si è tenuto lo scorso aprile a Brescia nel padiglione di Brixia Forum) per condividere con gli studenti degli istituti superiori il proprio percorso di evoluzione in un mondo come quello del rame e delle sue leghe che è in profonda trasformazione, con forti spinte all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione dei processi e alla sostenibilità.

Mercati di riferimento: barre in ottone e laminati in rame e sue leghe

La business unit delle barre in ottone, pur in un contesto di domanda ancora inferiore alle capacità produttive installate, ha operato in equilibrio rispetto alle esigenze commerciali. La produttività è risultata stabile rispetto agli ultimi esercizi, ma generando un fatturato totale superiore a quello realizzato nell’esercizio precedente grazie ad un maggior numero di nuovi ordini.
Nell’ambito dei laminati industriali, dove la società ha progressivamente aumentato la propria presenza, si è riscontrata una maggiore continuità della domanda, che proviene da settori in forte evoluzione come quelli dell’automotive, dell’elettrico, dell’elettronico e dei trasformatori, mercati a maggior valore aggiunto che risentono positivamente dell’avvento delle nuove tecnologie e della migrazione del mondo dell’auto verso modelli sempre più elettrificati.

I commenti

«Quello che leggiamo nel nostro bilancio d’esercizio – commenta il prof. Franco Amigoni, Presidente di EGM – ci dice molto del percorso che stiamo portando avanti, ma non tutto. Infatti, aver raggiunto una maggiore solidità patrimoniale non solo ha rafforzato l’azienda, ma ci consente di continuare a investire. L’attuale bilancio, quindi, non esprime integralmente tutte le potenzialità di cui EGM oggi è capace. Siamo immersi in un mercato globale in rapida evoluzione dove chi sviluppa tecnologie o produce beni ad alta intensità tecnologica ha bisogno non solo di più rame od ottone. Richiede, prima di tutto, qualità e capacità di sviluppare leghe e processi produttivi in linea con requisiti sempre più alti».

«La scelta di impegnarci su due tipologie di prodotti e mercati differenti per continuare la tradizione di diversificazione – spiega il Direttore Generale di EGM, dott. Nicola Cantele – ci ha portato a creare due business unit dedicate, scelta che si sta rivelando vincente. Inoltre, ci ha fatto evolvere sotto l’aspetto gestionale, sempre più strategico per chi, come noi, opera con delle commodity quotate che riflettono dinamiche internazionali. Anche per questo ci siamo rafforzati con una struttura manageriale giovane e preparata. Abbiamo inoltre deciso di alzare ulteriormente le competenze interne intraprendendo il percorso Élite di Borsa Italiana per un approccio moderno al mercato dei capitali. Capirlo meglio significa renderci più consapevoli delle opportunità da cogliere».

IL GRUPPO EGM

Il Gruppo EGM (Eredi Gnutti Metalli) è tra i leader in Europa nella produzione di barre in ottone e nastri in rame e sue leghe, dall’ottone al bronzo e leghe speciali. Il Gruppo, che ha sede a Brescia con la società Eredi Gnutti Metalli SpA (fondata nel 1860), si qualifica per un’ampia offerta e un servizio unico capace di rispondere in tempi rapidi alle necessità della grande industria europea così come del piccolo utilizzatore locale. L’attenzione alle necessità del singolo cliente, unite ad una visione responsabile della propria attività, fanno del Gruppo EGM un interlocutore affidabile testimoniato da un’esperienza in metallurgia di oltre 150 anni che oggi si declina nella capacità di servire con puntualità i mercati di riferimento proponendosi come global partner di alto livello, garantendo affidabilità e soluzioni condivise.

 

La Sabaf di Brescia vince l’Oscar di Bilancio 2018

in Bilanci/Economia/Sabaf by
Stabilimento Sabaf

Sabaf, società bresciana produttrice di componenti per apparecchi elettrodomestici per la cottura a gas, quotata al segmento STAR di Borsa Italiana, ha vinto l’Oscar di Bilancio 2018 nella categoria Piccole Imprese Quotate. L’Oscar di Bilancio, promosso da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) in collaborazione con Borsa Italiana, Università Bocconi e le principali associazioni di settore, è il concorso che premia ogni anno le imprese italiane che più si distinguono nell’attività di reporting e nella cura dei rapporti con gli stakeholder. La premiazione è avvenuta nel corso di un evento che si è tenuto oggi a Milano presso l’Università Bocconi.

Sabaf, che si è aggiudicata l’Oscar di Bilancio per la quarta volta (in precedenza nel 2004, nel 2013 e nel 2017), è stata premiata con la seguente motivazione: “ll bilancio SABAF è integrato e si distingue per la capacità di rappresentare in modo efficace e completo i dati economici dell’andamento aziendale unitamente alla descrizione del programma e della filosofia dell’azienda. Il dashboard iniziale risulta estremamente efficace e ben indirizza la lettura del documento consentendo di apprezzare le informazioni in modo sintetico e chiaro, anche grazie all’ausilio di grafici e tabelle per l’aggregazione di dati non solo di natura economica. Rilevante anche la presenza di tabelle di raffronto dati su un arco temporale triennale, che rafforza la comprensione dei dati aziendali ed il relativo trend. Innovativa ed originale la scelta di orientare la grafica del documento al concetto di “crescita” che accompagna la lettura del concetto rappresentato nei dati aziendali”.

“La buona comunicazione finanziaria è nella nostra cultura d’impresa: sappiamo che un’informativa integrata, completa e trasparente favorisce non solo la comunità degli investitori – che può comprendere il collegamento tra strategia, governance e risultati aziendali – ma anche l’impresa stessa, perchè contribuisce a creare coesione interna”, ha dichiarato Gianluca Beschi, Direttore Amministrativo e Finanziario di Sabaf, che ha ritirato il premio.

“Anche in questo ambito operiamo nella prospettiva del miglioramento continuo: si tratta di una materia in continua evoluzione e non è facile confermarsi come “best practice” a livello nazionale.” ha commentato Pietro Iotti, Amministratore Delegato di Sabaf “Essere nuovamente premiati, dopo il successo dell’anno scorso, rappresenta motivo di grande orgoglio e un forte stimolo per fare ancora meglio in futuro. Mi congratulo vivamente con tutti i collaboratori che con passione ed impegno hanno contribuito a predisporre il nostro Rapporto Annuale”.

Manovra: Caparini, bene investimenti, ora misure su sanità e trasporti

in Bilanci/Economia by
L'assessore regionale Davide Caparini

“La legge di bilancio 2019 presenta aspetti positivi per le Regioni, soprattutto per le politiche di rilancio degli investimenti, da cui partire per definire nuovi interventi in sanità e nel trasporto pubblico locale da parte del Governo e del Parlamento”, lo ha dichiarato Davide Caparini (Assessore al bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome), dopo l’audizione (a cui ha partecipato anche l’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Alessandra Sartore) di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

“Tra gli elementi della manovra che vanno apprezzati rientrano naturalmente le norme già definite nell’intesa Stato-Regioni del 15 ottobre 2018. In particolare, meritano di essere ricordati – ha spiegato Caparini – l’azzeramento strutturale dei tagli per gli anni 2019-2020, la salvaguardia dei trasferimenti per 1,4 miliardi destinati alle politiche sociali; la possibilità di qualificare gli avanzi di amministrazione per liberare 4,2 miliardi a favore degli investimenti – ha aggiunto Caparini – fondamentali per lo sviluppo del Paese. A questi vanno ad aggiungersi 2 miliardi per l’edilizia sanitaria e 250 milioni di euro all’ anno a favore delle province per strade e scuole. Va poi sottolineato – ha proseguito Caparini – il rifinanziamento per il pluriennale 2019-2021 di: 100 milioni di euro annui sul Fondo non autosufficienze e di 120 milioni di euro annui sul Fondo Politiche sociali.
Per quel che riguarda la sanità per il 2019 al momento è previsto un incremento di 1 miliardo, base su cui costruire una proficua trattativa con il Governo. Destinazione delle risorse per ridurre le liste d’attesa, maggiori risorse per il rinnovo dei contratti del comparto, la soluzione dell’annosa questione del pay-back farmaceutico, il finanziamento del fondo per il risarcimento degli emotrasfusi sono alcuni dei nodi da sciogliere. C’è comunque una cornice finanziaria per definire il Patto della Salute con la definizione del fondo sanitario nazionale sul triennio 2019/2021 che prevede una crescita di 4,5 miliardi. Ma non ci sembra opportuno – ha sostenuto Caparini – vincolare l’erogazione delle “isorisorse” 2019 alla stipula del nuovo Patto per la salute, auspichiamo che il Parlamento sposti il temine al 30 giugno per il solo biennio 2020-21.

Inoltre – ha proseguito l’assessore della Lombardia – occorrono un impegno maggiore sul fonte dei contratti di formazione specialistica in sanità con l’aumento delle borse di studio e il superamento dell’attale parametro di spesa per il personale in sanità affinché si posa procedere a nuove assunzioni.Infine Caparini ha ricordato “la necessità di un rifinanziamento del Fondo nazionale Trasporti sia per i maggiori oneri a carico delle Regioni dovuti alle agevolazioni fiscali sia per i tagli fatti in passato”.

Cembre, numeri in crescita: nel 2018 ricavi a quota 107 milioni, utile netto a 16

in Aziende/Bilanci/Cembre/Economia by
Cembre

Il Consiglio di Amministrazione di Cembre S.p.A., società quotata al segmento Star della Borsa di Milano, tra i principali produttori europei di connettori elettrici e utensili per la loro installazione, riunitosi oggi a Brescia sotto la guida del Presidente e Amministratore Delegato Ing.Giovanni Rosani, ha approvato il resoconto intermedio di gestione relativo al 30 settembre 2018.

I ricavi delle vendite consolidati dei primi nove mesi sono passati da 97,6 milioni di euro del 2017 a 107,3 milioni di euro del 2018, con un incremento del 10,0 per cento. Anche a livello trimestrale i ricavi consolidati sono aumentati rispetto al terzo trimestre 2017, passando da 31,0 milioni di euro a 34,0 milioni di euro, con una variazione percentuale positiva del 9,7 per cento.

In dettaglio, nei primi nove mesi del 2018, il fatturato consolidato è stato realizzato per il 41,4 per cento in Italia (41,8 per cento nei primi nove mesi del 2017), per il 43,1 per cento nella restante parte d’Europa (42,0 per cento nei primi nove mesi del 2017) e per il 15,5 per cento fuori dal continente europeo (16,2 per cento nei primi nove mesi del 2017).

Il Gruppo Cembre ha quindi fatto registrare sul mercato italiano una crescita del fatturato progressivo pari all’8,9 per cento, mentre il fatturato sugli altri mercati è salito del 10,7 per cento.

Il fatturato della neo-acquisita IKUMA KG nel periodo di competenza (ovvero dal 01.05.2018 al 30.09.2018) è stato pari a 3,5 milioni di euro; senza tale apporto l’incremento delle vendite consolidate sarebbe stato pari al 6,4 per cento. Si ricorda infatti che, in data 3 maggio 2018 Cembre GmbH ha acquisito, con effetto dall’1 maggio 2018, una partecipazione rappresentativa del 100% del capitale sociale di IKUMA KG, società operante in Germania nell’ambito della commercializzazione di materiale elettrico.

Si segnala che i risultati reddituali conseguiti nel terzo trimestre 2017 avevano beneficiato della plusvalenza di 502 migliaia di euro, realizzata nel settembre 2017, sulla vendita dell’immobile di Coslada (Madrid), precedente sede della controllata spagnola Cembre España SLU; tale plusvalenza è indicata nello schema di conto economico alla voce “altri ricavi non ricorrenti”.

Il risultato operativo lordo consolidato (Ebitda) dei primi nove mesi del 2018, pari a 26,7 milioni di euro, corrispondenti al 24,9 per cento dei ricavi delle vendite, è aumentato del 5,5 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2017, pari a 25,3 milioni di euro, equivalenti al 25,9 per cento dei ricavi delle vendite. In lieve diminuzione, nel periodo, l’incidenza del costo del venduto mentre è stabile l’incidenza del costo del personale, nonostante il numero medio dei dipendenti del Gruppo sia passato da 684 a 747 (di cui 18 persone dipendenti di IKUMA KG).

Il risultato operativo lordo del terzo trimestre è diminuito leggermente rispetto al terzo trimestre del 2017, segnando una contrazione dell’1,5 per cento.

Il risultato operativo consolidato (Ebit) pari a 21,5 milioni di euro, corrispondente ad un margine del 20,0 per cento sui ricavi delle vendite, è cresciuto del 4,6 per cento, rispetto ai 20,6 milioni di euro dei primi nove mesi dello scorso esercizio, corrispondenti al 21,1 per cento dei ricavi delle vendite.

Il risultato operativo del terzo trimestre 2018 pari a 6,0 milioni di euro, corrispondenti al 17,7 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali, è diminuito del 5,1 per cento rispetto ai 6,3 milioni di euro del terzo trimestre 2017, corrispondenti al 20,5 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali.

L’utile ante imposte consolidato dei primi nove mesi ammonta a 21,5 milioni di euro, che corrispondono al 20,1 per cento delle vendite, in crescita del 6,7 per cento rispetto a quello dei primi nove mesi del 2017, pari a 20,2 milioni di euro, corrispondenti al 20,7 per cento delle vendite.

L’utile ante imposte nel terzo trimestre 2018, pari a 6,1 milioni di euro, corrispondenti al 18,0 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali, è in crescita del 2,6 per cento rispetto ai 6,0 milioni di euro del terzo trimestre 2017, corrispondenti al 19,3 per cento dei ricavi delle vendite trimestrali.

L’utile netto consolidato dei primi nove mesi è pari a 16,6 milioni di euro, corrispondenti al 15,5 per cento delle vendite; tale risultato è in aumento del 15,2 per cento rispetto al 2017, quando nello stesso periodo il risultato fu di 14,4 milioni di euro, pari al 14,8 per cento delle vendite. A livello trimestrale il risultato netto è aumentato del 15,0 per cento, passando da 4,3 milioni di euro, corrispondenti ad un margine sulle vendite del 13,8 per cento, a 4,9 milioni di euro, corrispondenti al 14,4 per cento del fatturato consolidato trimestrale. La riduzione dell’incidenza delle imposte sul reddito è dovuta all’applicazione del “Regime Patent Box” che, nei primi nove mesi del 2018, ha comportato un beneficio di 0,9 milioni di euro. Nei primi nove mesi 2017 non erano stati contabilizzati benefici a tale riguardo, in quanto l’accordo con l’Agenzia delle Entrate, per l’applicazione del suddetto regime fiscale, è stato sottoscritto il 22 dicembre 2017.

Nei primi nove mesi del 2018 i costi non ricorrenti legati all’acquisizione sono stati pari a 383 migliaia di euro, mentre, nei primi nove mesi del 2017, i risultati reddituali avevano beneficiato della plusvalenza di 502 migliaia di euro derivante dalla vendita dell’immobile di Coslada (Madrid), precedente sede della controllata spagnola Cembre España SLU ed erano stati sostenuti costi per l’acquisizione pari a 52 migliaia di euro.

La posizione finanziaria netta consolidata, passata da un saldo positivo di 20,3 milioni di euro al 31 dicembre 2017 ad uno di 4,1 milioni di euro al 30 settembre 2018, sconta il pagamento di dividendi per 13,3 milioni da parte della Capogruppo, investimenti in immobilizzazioni materiali per 12,3 milioni di euro ed esborsi finanziari per l’operazione di acquisizione pari a 8,3 milioni di euro. La posizione finanziaria netta al 30 settembre 2017 era positiva per 20,4 milioni di euro.

Gli investimenti effettuati nel periodo ammontano a 12,3 milioni di euro in immobilizzazioni materiali ed a 3,0 milioni di euro in immobilizzazioni immateriali, a fronte di investimenti nello stesso periodo del 2017 pari a 9,3 milioni di euro. Gli incrementi di immobilizzazioni immateriali includono, 2,0 milioni di euro relativi al valore della lista clienti di IKUMA KG e 0,5 milioni di euro relativi al valore del marchio di IKUMA KG, derivanti dall’allocazione del valore di acquisto di tale società. In aggiunta a quanto descritto sopra, riguardo agli investimenti, si segnala che a fronte dell’acquisizione di IKUMA KG è stato iscritto nell’attivo un Goodwill pari a 4,6 milioni di euro.

“L’andamento crescente del volume d’affari si é rafforzato nel mese di ottobre, con ricavi progressivi dei primi dieci mesi in crescita dell’11,5%. Si sottolinea che la crescita senza considerare il contributo positivo, relativo all’acquisizione della società tedesca IKUMA KG, è stata pari al 7,5%. Prevediamo, quindi, per il Gruppo una chiusura d’anno con un sensibile incremento dei ricavi delle vendite e margini in crescita rispetto allo scorso esercizio” – ha commentato il Presidente ed AD, Giovanni Rosani.

LA SCHEDA DI CEMBRE

Cembre progetta, produce e distribuisce connettori elettrici ed accessori per cavo, settore nel quale ha raggiunto una posizione di leadership in Italia e ha conquistato importanti quote di mercato a livello europeo. Cembre è tra i principali produttori mondiali di utensili (meccanici, pneumatici e oleodinamici) per l’installazione di connettori e per la tranciatura di cavi. I prodotti sviluppati per la connessione alla rotaia e per altre applicazioni ferroviarie sono stati adottati dalle principali società del settore in tutto il mondo. Cembre ha saputo conquistare questi primati grazie alla ricerca continua di prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo, alla vasta gamma di prodotti, ad una rete distributiva capillare ed estesa sia in Italia sia all’estero.

Fondato a Brescia nel 1969, il Gruppo Cembre è oggi una realtà internazionale. Alla capogruppo con sede a Brescia si affiancano infatti sei società controllate: cinque commerciali (2 in Germania, 1 in Francia, Spagna e Stati Uniti) e una produttiva e commerciale (Cembre Ltd, con sede a Birmingham), per un totale di 747 dipendenti (dato aggiornato al 30 settembre 2018). Il Sistema di Gestione per la Qualità Cembre è certificato dal 1990 dal Lloyd’s Register Quality Assurance per la progettazione, produzione e commercializzazione di accessori per cavi, connettori elettrici e relativi utensili.

Cembre è quotata alla Borsa Italiana dal 15 dicembre 1997 e dal 24 settembre 2001 al segmento Star.

 

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