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Bilanci

Feralpi torna all’utile ed è sempre più vicina al miliardo di euro di fatturato

in Acciaio/Aziende/Bilanci/Economia/Evidenza/Feralpi/Giuseppe Pasini/Personaggi by

Si dimostra premiante la strategia del Gruppo Feralpi che, tra diversificazione, verticalizzazione e internazionalizzazione – dopo un bilancio 2015 in leggera perdita – archivia un 2016 positivo. Gli investimenti e le sinergie intragruppo continuano a sostenere la crescita anche sul fronte produttivo.

In salita i volumi (+7,5% di acciaio in billette con 2,4 milioni di tonnellate) per un fatturato che, nel 2016, ha raggiunto i 932 milioni di euro (consolidato Feralpi Holding SpA), in leggero aumento rispetto ai 922,9 milioni del 2015.

Si conferma la forte propensione internazionale con una quota di fatturato generato all’estero del 68%, in linea con l’esercizio precedente. In Italia, il settore dell’edilizia ha mostrato leggeri segnali di ripresa, innescati tuttavia più dalla crescita di compravendite, spinte dal deprezzamento degli immobili e un maggior credito alle famiglie, che da un incremento reale di nuovi edifici. Situazione ben diversa in Germania dove nel 2016 la crescita del prodotto interno lordo ha segnato un +1,9% rispetto al 2015 anche grazie all’impulso del settore delle costruzioni che è cresciuto del 3,1% (fonte Istituto Federale di Statistica). Se in Italia la produzione del settore edile è scesa del 32,2% in sei anni, dal 2010 al 2016, in Germania è cresciuta del +7,6% (fonte Centro studi ImpresaLavoro).
La crescita del mercato tedesco, ed europeo in generale, è stata intercettata da Feralpi Stahl che si è confermata una colonna portante a sostegno dell’internazionalizzazione commerciale e produttiva del Gruppo.

Il primo semestre 2017: produzioni in salita

Per il Gruppo Feralpi i primi sei mesi del 2017 sono stati caratterizzati da un’accelerazione della produzione sostenuta da un deciso incremento dei prodotti a freddo e derivati. Più nello specifico, la produzione di acciaio è stata di 1,24 milioni di tonnellate con una crescita del 4,25% rispetto al primo semestre 2016. I prodotti derivati hanno confermato l’ascesa con 488mila tonnellate ovvero il 13,56% in più del corrispondente periodo dello scorso anno. In leggero calo la produzione di laminati a caldo con 1,01 milioni di tonnellate (-2,4%).
«Il 2016 – ha commentato Giuseppe Pasini, Presidente del Gruppo Feralpi – è stato un anno che non ha visto, in Italia, sostanziali miglioramenti sul versante della domanda. Tuttavia, siamo entrati in nuovi mercati, come quelli ad alto valore aggiunto con acciai di alta qualità (grazie a Caleotto), e abbiamo rafforzato la presenza in business differenti, come quello dei profilati mercantili con Feralpi Profilati Nave (che nei primi sei mesi del 2017 ha prodotto oltre 26 mila tonnellate di acciaio), quello dei presagomati con Presider e quello della lavorazione delle travi con Metallurgica Piemontese Lavorazioni. Con Alpifer, la holding che incorpora le partecipazioni in Steelfer e Unifer, ci siamo verticalizzati nella logica di filiera integrata. Abbiamo inoltre preservato la nostra matrice internazionale con Feralpi Stahl, il punto di riferimento per il Gruppo, che ci ha permesso di cogliere le opportunità offerte nei mercati europei. Questa strategia ci ha portato verso risultati positivi non solo in termini produttivi, ma soprattutto sotto il profilo della marginalità».
«Abbiamo investito costantemente – continua Pasini – per avere una struttura impiantistica ed organizzativa efficiente con le tecnologie ed i sistemi gestionali proprie di un’industria 4.0. Al tempo stesso, ci siamo impegnati perché i nostri lavoratori siano sempre formati e aggiornati. L’unione tra queste due componenti ci sta dando la forza per continuare ad essere competitivi».

Il bilancio (fonte: Feralpi Holding)

Il consolidato 2016 di Feralpi Holding vede iscritto in bilancio un fatturato di 932 mln euro contro i 922,9 mln del 2015. La componente estera ha comunque rappresentato il 68% del totale, come l’anno precedente.
Il Consolidato 2016 evidenzia un incremento del fatturato (+1,0%) e del valore della produzione (+1,2%) rispetto all’anno precedente. L’EBIT passa da +12,8 a +59,8 mln euro. A questo si accompagna una riduzione, in valore assoluto, degli oneri finanziari netti che passano da -4,7 a -4,4 mln euro, ovvero lo 0,5% sul valore della produzione. Il risultato prima delle imposte, positivo per 6,9 mln euro nel 2015, evidenzia nel 2016 un saldo attivo, pari a 53,2 mln euro. Al netto dell’effetto imposte, il risultato si presenta positivo (+37,5 mln euro) dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni per 40 mln euro. L’EBITDA è passato dai 53,8 mln del 2015 ai 99,9 mln del 2016 (alcune poste del bilancio 2015 sono stati riclassificati secondo i nuovi principi contabili).
Il bilancio (fonte: Feralpi Siderurgica)
Il consolidato 2016 di Feralpi Siderurgica vede iscritto in bilancio un fatturato di 925 mln euro, circa l’1% rispetto dell’esercizio precedente, mentre il valore della produzione pari 937,8 mln euro vede un incremento rispetto all’esercizio precedente dell’1,9%. Il risultato d’esercizio è positivo per 38,6 mln euro dopo aver accantonato ammortamenti e svalutazioni per 38 mln euro, generando un cash flow pari a 76,5 mln euro, contro i 33,2 dello scorso esercizio.
Nel complesso, la differenza tra valore e costi della produzione, positiva nel 2015 per 6,5 mln euro, incrementa nel 2016 con un +60,3 mln euro. Gli oneri finanziari registrano una contrazione in valore assoluto: da 4,7 a 4,4 mln euro, ovvero lo 0,5% sul valore della produzione. L’EBITDA passa da 46 mln
euro del 2015 a 98 mln del 2016, mentre l’EBIT si conferma positivo con 60,3 mln euro contro i 6,5 mln dell’esercizio precedente.

Le diversificazioni

Nel nuovo assetto del Gruppo, Acciaierie di Calvisano ha rafforzato la propria funzione di hub produttivo di acciai di qualità, supportando la diversificazione del Gruppo Feralpi nei mercati a più alto valore, alimentando ad esempio l’attività di Caleotto a Lecco (al 50%), specializzata nelle vergelle in acciaio di qualità per i settori meccanico e automobilistico, e di Feralpi Profilati Nave che, rilevata nel giugno 2016 dall’acquisizione dell’ex stabilimento Stefana di via Brescia, ha diversificato il business nel mercato dei laminati mercantili in Italia e all’estero.

Gli investimenti

Il 2016 è stato un anno in cui il Gruppo è stato impegnato a profondere nuovi investimenti, tanto sul fronte tecnico quanto gestionale, per mantenere un alto livello competitivo. Nel complesso, lo scorso anno il Gruppo Feralpi ha investito complessivamente 40,4 milioni di euro (erano 42,7 milioni nei dodici mesi del 2015) per un totale di 180 milioni negli ultimi quattro anni.
Il personale
A fianco degli investimenti tecnici, la valorizzazione della professionalità e la crescita delle capacità dei collaboratori si è confermata un altro fattore centrale delle strategie di sviluppo. Si è infatti data continuità ad iniziative dedicate ai dipendenti del Gruppo sia sotto il profilo della formazione sia sotto la realizzazione di progetti e attività finalizzate alla creazione di benessere.
Sotto questa doppia direttrice, durante il 2016 Feralpi ha erogato 15,8 ore di formazione pro-capite di Gruppo. Hanno trovato continuità anche diverse attività rivolte alle nuove generazioni che sono idealmente raccolte nel Progetto denominato Feralpi Bootcamp. L’adesione alla rete WHP (Workplace Health Promotion, promozione della salute nei luoghi di lavoro), ha rafforzando l’attenzione e l’impegno verso la tutela della salute dei propri collaboratori.

Eredi Gnutti Metalli, aumento di capitale da 8,6 milioni di euro

in Acciaio/Aziende/Bilanci/Economia/Eredi Gnutti by
Eredi Gnutti Metalli

Aumento di capitale da 8,69 milioni di euro per la Eredi Gnutti Metalli. Un’operazione che – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – “contribuisce all’attuazione del piano industriale orientato verso un modello più efficiente, di rilancio commerciale e performante”.

L’azienda che produce barre in ottone e laminati in rame conta 230 dipendenti nella sede di via della Volta, a Brescia. Dopo il sostegno delle banche, tutti i soci hanno deciso di aderire sottoscrivendo l’aumento proposto dalla società guidata da Franco Amigoni, compresa la Fgh Holding (che pure non aveva risparmiato critiche alla gestone dell’azienda): l’azionariato rimane dunque invariato, con la Holind Srl nella posizione di socio di maggioranza.

 

Farmacie comunali di Brescia, bilancio 2016 a 15 milioni di euro

in Bilanci/Comune di Brescia/Economia/Evidenza/Farcom/Istituzioni/Partecipate e controllate by

Un anno positivo per Farcom Brescia Spa, società presieduta da Rocco Vergani, che gestisce le dodici farmacie Comunali di Brescia dall’anno 2001, la cui maggioranza, per una quota del 79,9% appartiene alla Cooperativa esercenti Farmacia scrl, mentre il 20,01% è del Comune di Brescia.

Con un patrimonio netto di 13.4 milioni di euro, la Farcom Brescia Spa ha chiuso l’esercizio 2016 con un fatturato di 15 milioni 179mila euro e costi di produzione 15 milioni 96mila euro.

Gli acquisti di farmaci hanno richiesto 10 milioni 70mila euro, il costo per servizi 761mila euro, il costo per godimento di terzi 614 milioni in cui confluisce il canone di concessione a favore del Comune di Brescia per 462mila euro, il costo per il personale 2 milioni 842mila euro, gli ammortamenti per 554mila euro di cui 391mila euro per il diritto di gestione delle farmacie, 80mila euro per le rimanenze di magazzino ed infine oneri diversi di gestione per 175mila euro.

Nel corso dell’anno 2016 sono stati realizzati importanti investimenti, al fine di migliorare il servizio della farmacia. In particolare sono stati acquistati dal Comune di Brescia gli immobili delle farmacie di Pendolina e del Villaggio Violino, per un importo complessivo di 308mila euro.

L’utile netto è stato di 111.648 euro a fronte di imposte correnti di 60.053 euro.

“Il settore è caratterizzato da una stagionalità che incide significativamente sui dati economici, spesso in maniera imprevedibile. Guardando con attenzione i dati del 2016” continua Vergani, “la performance di Farcom Brescia Srl, la migliore degli ultimi 10 anni, si inserisce e va letta come un risultato determinato dalla gestione attenta ed oculata del management e dal lavoro quotidiano delle maestranze cui si è aggiunto un percorso di investimenti mirati e strategici”.

L’Assemblea dei Soci del 24 maggio 2017 ha deliberato di corrispondere ai soci di Farcom Brescia Spa un dividendo per un importo complessivo di 194.445 euro comprensivo sia dell’utile d’esercizio 2016 al netto della riserva legale, che della riserva straordinaria, formata da accantonamenti di utili di esercizi precedenti.

Al Comune di Brescia sono stati distribuiti dividendi per 40mila euro che aggiunti al canone di concessione annuale per la gestione delle farmacie e all’importo incassato dalla vendita degli immobili ha introitato complessivamente un importo di 810mila euro.

“Il settore è sempre più difficile, ogni anno fa a sé e bisogna sempre essere straordinari nel gestire l’ordinario. Da parte dei soci CEF e Comune di Brescia emerge la volontà di migliorare sempre di più il servizio ai cittadini in relazione alle diverse specificità dei territori serviti, quasi tutti in periferia. Qui le farmacie comunali sono agenzia sociale e centro di servizi sanitari per la popolazione: la nostra vera sfida è garantire un livello di qualità pari a quello dei privati e partecipare al sistema delle farmacie condividendone la comune missione nei confronti dei cittadini”.

Ambrosi, il fatturato vola a quota 335 milioni di euro

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Ambrosi/Aziende/Bilanci/Diego Ambrosi/Economia/Personaggi by

Cresce ancora il fatturato della Ambrosi di Castenedolo, che festeggia il 75esimo anniversario di vita con un incremento del 2,6 per cento nei fatturati, saliti a quota 335 milioni di euro. A trainare i conti è stato in particolare l’export (soprattutto quello negli States), cresciuto di ben il 14 per cento, che oggi vale ben il 44 per cento del fatturato. L’utile netto è salito a 2 milioni di euro, per un per un cash-flow che raggiunge quota 6,6 milioni.Tra le società controllate spicca in particolare la Ambrosi Spa Industria Casearia, con ricavi per 247,5 milioni di euro (valore della produzione 258,1) e costi a 250 milioni, con profitti che sono più che raddoppiati passando dal 940mila euro a 2,56 milioni.

 

Holding Umberto Gnutti, l’utile verso i 20 milioni di euro

in Aziende/Bilanci/Economia/Holding Umberto Gnutti by
Holding Umberto Gnutti

Vola a quasi 20 milioni di euro l’utile netto 2016 della Hug, la Holding Umberto Gnutti di Roncadelle. Il fatturato consolidato è passato da 362,698 milioni di euro a 343,939 mln di euro, con uun utile netto in crescita di quasi il 15% da 17,221 milioni di euro a 19,743 mln di euro.  I prncipali indicatori economici del gruppo – guidato da Giorgio e Gabriele Gnutti affiancati da Umberta Gnutti Beretta – sono comunque notevolmente influenzati dall’andamento dei prezzi delle materie prime.

In aumento l’organico, da 772 a 795 addetti.

Per il prossimo biennio, secondo quanto riportato da Brescia oggi, Hug ha annunciato investimenti per altri 70 milioni di euro, che saranno destinati in particolare alla realizzazione di un nuovo magazzino totalmente automatico per lo stoccaggio delle barre.Hug spa, con società in Italia, Stati Uniti e Canada, controlla la Almag spa di Roncadelle (che produce barre d’ottone per stampaggio e lavorazioni meccaniche) e Brawo spa di Pian Camuno; inoltre, ha partecipazioni nella Berna Ernesto spa di Lumezzane e nella venezuelana Vetramet.

BusiGroup, il fatturato arriva a quota 70 milioni di euro

in Ambiente/Aziende/Bilanci/Busi Group/Economia by

Settanta milioni di euro di fatturato consolidato. Questo è il risultato di BusiGroup, gruppo guidato da Giuseppe, Mirko e Diva Busi con sede a Paitone che riunisce tre realtà B.T.E. S.p.a., MEC S.p.a. e OMB Technology S.r.l.

Un 2016 positivo sia per i numeri, sia per la capacità evolutiva del gruppo frutto di un virtuoso sistema dinamico di integrazione delle tre aziende, specializzate nella produzione di prodotti per la raccolta, compattazione e trasporto dei rifiuti, sia per il valore simbolico e storico. Il 2016 è stato, infatti, un anno speciale per BusiGroup con l’acquisizione, a inizio anno, della quota di maggioranza (95%) di OMB Technology S.r.l. e la celebrazione degli anniversari delle tre aziende che lo compongono.

“Il volume di fatturato – commenta Mirko Busi – è aumentato rispetto all’anno precedente del 50%. Gli investimenti nel corso del 2016 sono stati di 7.650.000 di euro”. Il trend positivo riguarda anche OMB, che segna un +40% di fatturato con importanti forniture in Italia e all’estero.

Tra le commesse più significative, in Italia, circa duemila cassonetti stazionari per il servizio nella città di Brescia e la fornitura di una cinquantina di veicoli satellite per la raccolta porta a porta. A questi si aggiunge una commessa significativa per il servizio di igiene urbana destinata a Sesto San Giovanni, dieci compattatori monoperatore laterale per Napoli e più di cinquecento cassonetti stazionari a Torino.

La forza del gruppo dà risultati, non solo in Italia. Numeri importanti anche per l’estero: oltre tremilacinquecento cassonetti e venti compattatori laterali OMB per la raccolta rifiuti sono stati inviati negli Emirati Arabi. Quindici compattatori monoperatore laterali hanno raggiunto l’Uruguay e trenta la Spagna.

L’estero come punto di forza anche per MEC S.p.a., altra realtà del Gruppo Busi con sede operativa a Mondovì, in provincia di Cuneo, che segna un +17% di fatturato rispetto al 2015 grazie a forniture importanti in America Latina ed Est Europa.

L’azienda fondatrice, BTE S.p.a., è in linea con il trend complessivo e chiude il 2016 con +22% di fatturato. Alcuni numeri: trecento allestimenti scarrabili, mille compattatori scarrabili e cinquemila container scarrabili.

Internazionalizzazione, industria 4.0, ricerca, tecnologia ed integrazione di altissime competenze tra le aziende sono elementi cardine dell’evoluzione di Busi Group. Obiettivi 2017: perseguire l’espansione all’estero, consolidare la presenza in Italia, investire nella produzione di prodotti sempre più innovativi e in progetti di educazione ecologica.


Busi Group è una realtà leader in Italia specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di prodotti e sistemi innovativi per la raccolta, compattazione e trasporto del rifiuto. Il gruppo è formato da tre realtà B.T.E. S.p.A., MEC S.p.A. e OMB Technology S.r.l., impiega circa 350 dipendenti operanti nelle varie sedi, con una capacità produttiva di 20mila pezzi all’anno. Un network virtuoso capace di fornire una consulenza professionale completa per aziende private e pubbliche che si occupano della raccolta e gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di contribuire a migliorare il modo di vivere l’ambiente che ci circonda.

 

Franco Gnutti Holding, il fatturato vola a 200 milioni

in Aziende/Bilanci/Economia/Franco Gnutti Holding Fgh by
Il Cda di Franco Gnutti Holding

Fatturato da record per la Franco Gnutti Holding di Mazzano, che nel 2016 ha chiuso i conti con ricavi per 198,685 milioni di euro (+4,1%) e utili pari a 4,615 milioni di euro (2,592 milioni dodici mesi prima). Gli investimenti, invece, sfiorano i 14 milioni di euro, di cui quasi 3 per l’aumento di capitale dell’allora Banco Popolare, ora Banco BPM (di cui FGH è tra i principali azionisti privati)  .
La Fgh controlla diveerse società. La principale è la Fidelitas, controllata all’85 per cento, che ha chiuso il fatturato dello scorso anno con 101,156 mln di euro (+8,2%) e utile netto più che raddoppiato a 2,838 mln di euro. Nel metallurgico, invece, la holding controlla il 100 per cento dellaService Metal Company srl, che registra vendite superiori ai 57 mln di euro (in calo del 4,3%), ma un risultato finale in rosso per 690.871 euro. Menter nel turismo la Franco Gnutti detiene il 50,19 per cento di Terme di Sirmione spa (38,466 mln, più 14 per cento) e Bogliaco Golf Resort srl che gestisce lo storico golf creato nel 1912. La Franco Gnutti, infine, detiene il 24,99% della Eredi Gnutti Metalli spa di Brescia, con cui però è aperto un contenzioso molto duro.

I dipendenti complessivi del gruppo sono 2.282. Il Cda è presieduto da Giacomo Gnutti (è anche amministratore delegato come Marina Gnutti Premoli) e completato da Marco Bonometti (leader Aib), Giuseppe Ciocca, Magda Gnutti Ciocca, Alessandra Gnutti Gamba, Francesco Premoli e Franco Marelli (consigliere delegato).

Metalleghe, fatturato in crescita del 42 per cento

in Acciaio/Aziende/Bilanci/Commercio/Economia/Metalleghe by
Metalleghe di Flero

Altra annata buona per la Metalleghe di Flero. L’azienda presieduta da Guido Dusi, infatti, ha chiuso i conti del 2017 con un fatturato passato da 158 a 224 milioni di euro: una crescita di ben il 42 per cento, dovuta soprattutto al consolidamento della partecipazione detenuta nella Forsteel srl di Offlaga. Il margine operativo lordo – secondo quanto scritto da Bresciaoggi e riferito da BsNews.it – si attesta su 10,456 milioni di euro (era di 14,203 mln), mentre il reddito operativo a 7,703 mln (10,262 mln in precedenza), i profitti passano da 7,348 mln (6,991 mln di pertinenza) a 1,378 mln, di cui 0,518 mln di competenza. In crescita i dipendenti, passati da 396 a 422.

L’azienda che si occupa di commercializzazione e lavorazione di additivi per acciaieria e fonderia (oltre che nella produzione e vendita di leghe a base silicea e di fusioni di rame per i circuiti di raffreddamento per forni industriali) nel 2016 ha avviato un nuovo impianto per la produzione di silicio metallico in Bosnia e acquisito il 40% del capitale della Az Tech srl di Racconigi (Cuneo).

Streparava, nel bilancio il miglior risultato netto di sempre

in Aziende/Bilanci/Economia/Meccanica/Streparava by

Utile in forte crescita oltre i 9 milioni di euro per il Gruppo Streparava di Adro, specializzato nella produzione di componenti per l’automotive (sistemi sospensione e powertrain).

Questa mattina il presidente, Pier Luigi Streparava, e l’amministratore delegato e direttore generale, Paolo Streparava hanno presentato i conti del Gruppo, cui fanno capo anche i siti produttivi in Spagna, India, Brasile (Streparava Componentes automotivos fuori dal perimetro del bilancio consolidato: 16 milioni di euro di fatturato nel 2016 e 45 dipendenti), e la Borroni Powertrain di Saronno.

Il fatturato consolidato è cresciuto nel 2016 superando i 159 milioni di euro dai 153 dell’esercizio precedente. Cresce pure la dinamica dell’Ebitda (margine operativo lordo) a quota 9,96% (8,64% nel 2015). Ottime la performance dell’utile di Gruppo, che si attesta 9,176 milioni a fronte dei 3,7 milioni del 2015.

“Chiudiamo il 2016 con il miglior risultato netto di sempre in 65 anni di attività e con una redditività che ormai è tornata ai livelli pre-crisi del 2007 – sottolineano Pier Luigi e Paolo Streparava – Nel triennio 2017-2019 prevediamo investimenti per circa 25 milioni destinati all’acquisto di impianti e macchinari. Inoltre abbiamo già importanti commesse da AMG, produttore di sospensioni, e Magneti Marelli, per la realizzazione di corpi pompa per motori benzina”.

Il Gruppo prevede quindi ricavi stabili per il 2017, intorno ai 160 milioni, e un’ulteriore crescita del numero di dipendenti, passati dai 607 del 2015 ai 700 del 2016 per superare quota 760 nell’anno in corso. Dipendenti a beneficio dei quali sono stati attivati numerosi strumenti di welfare aziendale, raccolti nel primo Report di Sostenibilità 2016.

Da tempo poi il Gruppo Streparava punta sull’organizzazione lean, per la quale è stato attivato un importante progetto di formazione rivolto sia al livello produttivo sia a quello manageriale con l’obiettivo di ottimizzare i flussi e ridurre gli sprechi, con il risultato per esempio di diminuire il valore del magazzino di 4 milioni (da 20mln nel 2015 a 16mln nel 2016) grazie a processi più efficienti.

Puntare sull’organizzazione lean, infine, ha avuto ricadute molto positive anche sulla sicurezza, con un’ulteriore riduzione degli infortuni.

Pro Brixia, crescono i ricavi e cala il contributo camerale

in Associazioni di categoria/Bilanci/Camera di commercio/Economia by
In attuazione delle linee programmatiche adottate dalla Camera di Commercio di Brescia, si chiude con un riscontro positivo l’attività dell’Azienda Speciale Pro Brixia per l’anno 2016, come risulta dal suo bilancio d’esercizio, approvato dal Consiglio camerale. Il consuntivo 2016 di Pro Brixia evidenzia un incremento dei ricavi da 1.939.829 a €2.160.582, spese per il personale (11 unità) per €578.666,00 (-5,23% rispetto al 2015), spese di funzionamento €89.298,00 (-30,32% rispetto al 2015).

“Pro Brixia nel 2016 – commenta la Presidente, Giovanna Prandini – ha dato pieno seguito alle disposizioni normative che prevedono che le Aziende Speciali assicurino, mediante acquisizione di risorse proprie (fatturato), almeno la copertura dei costi strutturali. Il Delta di 1.465.565 euro colloca Pro Brixia al primo posto fra le Aziende Speciali lombarde. E’ il risultato di un lavoro di squadra che non ha avuto timori a cambiare le strategie del passato e a innovare con grande senso di responsabilità: sono state attuate, sia dal CDA uscente sia dal nuovo Consiglio di Amministrazione nominato nel corso dell’estate 2016, azioni puntuali di contenimento dei costi generali e di funzionamento, valorizzando le risorse umane – stante il divieto di nuove assunzioni – , la formazione e la qualità dei servizi , sia alle imprese , sia agli Enti Locali per iniziativa della Borsa Immobiliare”.

Il 2016, in particolare, ha visto Pro Brixia fortemente impegnata sul fronte del rilancio del padiglione fieristico di proprietà di Immobiliare Fiera di Brescia Spa, “Brixia Forum”, avendone assunto la diretta gestione mediante un contratto di locazione commerciale (per un canone annuo asseverato di € 670.000).

“Senza la fiera – prosegue Giovanna Prandini – Pro Brixia avrebbe conseguito nel 2016 il miglior risultato di sempre, con la fiera siamo riusciti a far risparmiare alla CCIAA oltre 500.000,00 euro rispetto alle stime del bilancio preventivo. Finalmente è iniziato un percorso di medio lungo periodo che metterà a sistema non solo l’attività di internazionalizzazione da sempre “core business” dell’Azienda Speciale, ma anche tutti i portatori di buone prassi protagonisti delle filiere produttive bresciane”.

Con riferimento all’organizzazione di eventi fieristici di livello internazionale a favore delle imprese bresciane (229 le partecipanti), si registra un incremento del numero di eventi promossi nel 2016 (19 fiere rispetto alle 16 calendarizzate nel 2015), con l’inserimento di 7 nuovi eventi, a seguito delle nuove istanze e dei suggerimenti provenienti dalle Associazioni di Categoria.

Tra le attività istituzionali, totalmente gratuite per le Imprese, vanno evidenziate quelle di “Incoming Buyers Esteri”: si segnala che Pro Brixia è stata la realtà territoriale lombarda che ha realizzato il maggior numero di incontri B2B e di presenze nell’ambito dell’intero progetto regionale per il secondo anno consecutivo (5 giornate con la partecipazione di 134 imprese, per un totale di 579 incontri B2B).

Per quanto riguarda l’attività di formazione per l’estero, nel 2016 sono stati programmati 12 seminari all’export, (4 in più rispetto al 2015), con 273 imprese e 331 partecipanti.

Di rilievo anche l’attività svolta dalla Borsa Immobiliare, che ha registrato l’istituzione del tavolo di lavoro “Sviluppo del territorio e mercato immobiliare” allo scopo di proporre soluzioni di livello locale per aiutare il mercato a superare l’attuale fase recessiva, in collaborazione con tutti gli Ordini professionali, le Banche, gli agenti immobiliari, gli Enti Locali e le Imprese di Costruzione.

“Senza il censimento dell’invenduto non è possibile operare un’analisi del mercato che dia agli operatori e agli Enti Locali consapevolezza dello stato dell’arte e prospettive per una efficace strategia di programmazione” – commenta la Presidente, Giovanna Prandini.

L’attività del servizio Centro Congressi, infine, nel 2016 non si è limitata ad ottimizzare la gestione delle sale situate nell’immobile camerale di via Einaudi, interessate nell’esercizio da importanti lavori di ristrutturazione, ma ha garantito all’Azienda Speciale di affrontare con esperienza e oculatezza la sfida del Brixia Forum che nell’ anno ha ospitato 15 eventi con oltre 45.000 presenze.

Il Bilancio di Esercizio 2016 si chiude con la riduzione del Contributo Camerale da 1.047.000 (Bilancio Preventivo 2016) a 537.254 (Bilancio Consuntivo 2016), con risparmio sul preventivo di 509.746,00 per la CCIAA . Fonte: BsNews.it

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