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Banca Valsabbina apre un nuovo sportello a Treviso

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Banca Valsabbina continua il proprio percorso di crescita ed evoluzione annunciando l’apertura di una nuova filiale, la prima nella città di Treviso, già operativa in viale Monte Grappa.

La nuova apertura – così afferma una nota –  si inserisce in un quadro strategico di espansione ed accreditamento a livello nazionale che ha l’obiettivo di consolidare e rafforzare il posizionamento dell’istituto bancario all’interno della comunità economico-finanziaria. Grazie ad una capillare rete territoriale, imprenditoriale e retail, la banca conta oggi oltre 70 filiali: 50 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 12 tra quelle di Treviso, Milano, Bergamo, Trento, Vicenza, Mantova, Modena, Monza Brianza, e Padova. L’istituto si avvale della collaborazione di oltre 560 dipendenti, conta oltre 8 miliardi di euro di masse gestite ed un solido patrimonio che supera 380 milioni di euro, con un CET 1 superiore al 15%.

“La provincia di Treviso, grazie alla presenza di notevoli poli industriali e ad una clientela da sempre sensibile ai servizi finanziari più evoluti, rappresenta un’area strategica ed una grande opportunità per lo sviluppo del nostro business. – ha dichiarato il DG Tonino Fornari- “L’apertura trevigiana rappresenta un valore aggiunto per la comunità in cui andremo ad operare, che potrà beneficiare della nostra consulenza e dell’affidabilità dei nostri servizi. Infine con la nuova filiale abbiamo potuto compiere un ulteriore passo avanti verso il consolidamento della nostra presenza sul territorio”.

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. E’ la principale banca popolare di Brescia e da oltre cento anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta oltre 70 filiali (50 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 12 tra quelle di Treviso, Trento, Vicenza, Mantova, Modena, Monza Brianza, Bergamo, Milano e Padova), con circa oltre 560 dipendenti, più di 8 miliardi di euro di masse gestite e un solido patrimonio di oltre 380 milioni di euro (con un CET1 superiore al 15%).

Unicredit, Alberta Marniga nominata nel board lombardo

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Alberta Marniga

Si è insediato il nuovo Advisory Board Lombardia di UniCredit, l’organismo consultivo della Banca nato con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza dei singoli territori, dei settori rilevanti e delle tematiche sociali locali fornendo un contributo positivo allo sviluppo del business nelle aree del Centro Italia.

Gli Advisory Board Territoriali sono in totale 7 in Italia corrispondenti alle 7 macroaree di riferimento della Banca.

Il nuovo Advisory Board Lombardia sarà presieduto da Costantino Vaia, Direttore Generale Consorzio Casalasco del Pomodoro e rappresenterà uno strumento di confronto sulle dinamiche della Lombardia, un laboratorio nel quale sperimentare progettualità condivise tra la Banca e i rappresentanti del Territorio, contribuirà inoltre allo sviluppo sostenibile del business e del Territorio stesso offrendo infine supporto alla definizione dei piani di sviluppo territoriale della Banca.

Sarà composto in totale da 15 membri scelti fra imprenditori di riferimento del mercato locale ed esponenti di realtà socioeconomiche di rilevante interesse, soggetti che coniugano radicamento territoriale e propensione internazionale; rappresentanti qualificati delle associazioni imprenditoriali e di categoria; rappresentanti delle Autonomie Funzionali, esponenti dell’associazionismo e del volontariato nonché opinion leader ed esponenti del mondo della cultura.

Ecco i membri dell’Advisory Board Lombardia di UniCredit:

Marco Taisch, Professore Ordinario Politecnico Milano Ingegneria Gestionale che avrà il ruolo di Vice Presidente; Stefano Allegri, Panificio Cremona; Giandomenico Auricchio, Presidente UnionCamere Lombardia di Cremona; Antonio Calabrò, Fondazione Pirelli Triennale Milano; Andrea Camesasca, Vice Presidente Ass. Albergatori provincia di Como; Pier Luigi Ceccardi, Presidente Raccorderie Metalliche di Mantova; Riccardo Comerio, Managing Director Comerio Ercole SpA di Verona; Luciano Gualzetti, Presidente Fondazione San Bernardino Onlus di Milano; Alberta Marniga, Presidente del CDA Euracciai SpA di Brescia; Giulia Molteni, Responsabile Marketing and Communication Molteni&C Dada di Monza e Brianza; Marco Fabio Nannini, Amministratore Delegato Impact Hub di Milano; Silvia Pagan, Segretario Generale Confindustria Lombardia di Milano; Cecilia Perego, CFO Peg Perego SpA di Monza e Brianza; Agostino Piccinali, CFO e Consigliere Scame Parre SpA di Bergamo.

Alle riunioni dell’Advisory Board Territoriale partecipa anche il Regional Manager Lombardia di UniCredit, Giovanni Solaroli.

La bresciana Guber, con altre banche, porta a casa 1,3 miliardi di crediti in sofferenza

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Guarneri di Guber

Barclays Bank Plc tramite la sua divisione di investment banking, Värde Partners e Guber Banca si sono aggiudicate un portafoglio di crediti in sofferenza originati da 53 banche distribuite sull’intero territorio nazionale. Il valore lordo di libro (GBV) è pari a €1,397 miliardi.

Centrale Credit & Real Estate Solutions (CCRES), società del Gruppo Cassa Centrale Banca spa, e Banca IMI (Gruppo Intesa San Paolo), hanno operato come advisors e arrangers, coordinando le banche coinvolte sia nel processo di individuazione dei portafogli da cedere che nell’iter di vendita.  Si tratta dell’ottava operazione multioriginator strutturata e stipulata negli ultimi quattro anni attraverso la piattaforma, costituita da CCRES e Banca IMI, che ha portato in cessione più di 200 istituti di credito di piccole e medio-piccole dimensioni, con un volume che supera i 3,5 mld di crediti deteriorati ceduti.

Il portafoglio comprende oltre 9.000 posizioni, di cui il 39% secured e il 61% unsecured. Il portafoglio è localizzato in Italia prevalentemente nel Nord-Est e nel Nord-Ovest.

L’acquisto del portafoglio è stato effettuato da FUTURA SPV, un veicolo per la cartolarizzazione ai sensi della Legge 130/1999, detenuto da Guber Banca e che ha emesso single-tranche notes sottoscritte in maggioranza da una società finanziata da Barclays Bank Plc, Värde Partners e per una quota di minoranza da Guber Banca.

Guber Banca svolgerà, inoltre, il ruolo di servicer e sub-servicer del portafoglio.

L’operazione di cessione, che coinvolge in via prevalente Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali che si riferiscono al costituendo Gruppo del Credito Cooperativo nazionale di Cassa Centrale Banca, è parte del piano di riduzione dei crediti deteriorati che è stato presentato alla convention tenutasi a Bari lo scorso mese di marzo. Tale piano porterà,  entro la fine del 2020,  l’ NPL ratio del Gruppo ad un valore inferiore all’ 8,5%.

I tempi di realizzazione della cessione,  considerando il coinvolgimento di 53 diversi istituti di credito,  sono stati estremamente rapidi (5 mesi) grazie anche a Guber Banca che ha proceduto alla valutazione dei portafogli, con l’utilizzo di una metodologia innovativa, applicata per la prima volta e basata essenzialmente su tecnologie digitali.

Brescia, le imprese del credito sono 427 e non conoscono crisi

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Imprese del settore credito

Sono 5.419 le imprese specializzate in servizi finanziari in Lombardia su oltre 15 mila attive in Italia, il 36% del totale nazionale e crescono dell’8% in un anno e del 45% in cinque (+7,5% e 38,8% in Italia) secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte registro imprese al primo trimestre 2018, 2017 e 2013. Danno lavoro a 129 mila addetti su 332 mila a livello nazionale.

Milano è prima con 3.844 imprese seguita da Roma con 1.412 e Torino con 896. In Lombardia, dopo Milano, vengono Brescia (427 imprese, +7,8% in un anno e +52% in cinque), Bergamo (339 imprese, +6,9% e +53,4%) e Monza Brianza (220 imprese, +13,4% e +36,6%).

Bper Banca, il nuovo presidente è Pietro Ferrari

in Banche/Economia/Nomine by
Il presidente di BPer Banca Ferrari

A seguito dell’avvenuta nomina degli Amministratori ad opera dell’Assemblea dei Soci del 14 aprile scorso, il Consiglio di amministrazione  di BPER, riunitosi in data odierna, ha deliberato, ai sensi dell’art. 22 dello Statuto sociale, le nomine dell’ing. Pietro Ferrari alla carica di Presidente e dell’ing. Giuseppe Capponcelli alla carica di Vice Presidente, nonché, ai sensi dell’art. 30 dello Statuto sociale, la nomina del dott. Alessandro Vandelli alla carica di Amministratore delegato.

Ai sensi dell’art. 29 comma 1 dello Statuto sociale, nella medesima seduta, è stato nominato:

  • il Comitato esecutivo, composto dai seguenti Consiglieri: dott.ssa Rossella Schiavini (Presidente), dott. Alessandro Vandelli, dott. Riccardo Barbieri, dott. Luciano Filippo Camagni e dott. Mario Noera.

Ai sensi dell’art. 27 comma 3 dello Statuto sociale, sono stati, altresì, nominati i seguenti Comitati:

  • il Comitato Controllo e Rischi, composto dai seguenti Consiglieri: prof.ssa Elisabetta Gualandri (Presidente), dott. Alessandro Robin Foti, prof.ssa Ornella Rita Lucia Moro e prof.ssa Valeria Venturelli;
  • il Comitato per le Nomine, composto dai seguenti Consiglieri: prof. Massimo Belcredi (Presidente), dott.ssa Mara Bernardini e dott.ssa Roberta Marracino;
  • il Comitato per le Remunerazioni, composto dai seguenti Consiglieri: dott.ssa Mara Bernardini (Presidente), prof.ssa Elisabetta Gualandri e dott.ssa Roberta Marracino;
  • il Comitato degli Amministratori Indipendenti, composto dai seguenti Consiglieri: prof.ssa Valeria Venturelli (Presidente), prof.ssa Elisabetta Gualandri e avv. Marisa Pappalardo.

La verifica dei requisiti di indipendenza degli esponenti neoletti, ai sensi del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 e del Codice di Autodisciplina delle società quotate promosso da Borsa Italiana, sarà condotta in prossima seduta del Consiglio di amministrazione, nel rispetto della normativa vigente.

Al termine della seduta il Presidente Pietro Ferrari ha dichiarato: “E’ per me un grande onore, oltre che un motivo di profonda soddisfazione, essere chiamato a presiedere un Consiglio di amministrazione che esprime al suo interno professionalità diversificate e competenze di così alto profilo. Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata e assicuro fin d’ora il massimo impegno per portare avanti con determinazione un programma di ulteriore consolidamento e sviluppo della Banca, in coerenza e continuità con il proficuo lavoro svolto in questi anni da chi mi ha preceduto, che ha consentito di proiettare stabilmente il nostro Istituto ai vertici del sistema bancario italiano”.

Si ricorda che l’informativa sulle caratteristiche personali e professionali degli eletti è reperibile sul sito Internet della Banca www.bper.it – Area Istituzionale > Sezione Governance > Organi sociali > Consiglio di Amministrazione. Si rinvia, altresì, al comunicato stampa pubblicato il 14 aprile scorso in esito all’elezione del Consiglio di amministrazione.

Ubi smentisce: nessuna trattativa per l’aggregazione con Mps

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“Con riferimento a rumors di mercato e a lanci di agenzia comparsi in data odierna, UBI Banca smentisce categoricamente l’esistenza di dossier e di qualsiasi tipo di negoziazione con MPS”. Con questa lapidaria nota, inviata nel pomeriggio di ieri, l’istituto di credito guidato da Victor Massiah – quotato in Borsa – nega ogni ipotesi di trattativa con Montepaschi.

Secondo le indiscrezioni, che avevano mandato il titolo in rosso, l’a.d. di Banca Mps Marco Morelli aveva avviato contatti con Ubi per valutare la possibilità di un’aggregazione. Ma da Brescia (e Bergamo) dicono che non c’è nulla.

Valsabbina, assemblea degli azionisti delusi a Gavardo

in Aziende/Banche/Economia/Valsabbina by
Appuntamento domani, giovedì 1 febbraio, a Gavardo per i soci delusi di Banca Valsabbina. Il comitato guidato da Aurelio Bizioli e Giorgio Paris, infatti, ha deciso di chiamare a raccolta tutti i piccoli azionisti dell’istituto di credito per decidere le future azioni in vista della prossima assemblea dell’istituto (fissata per la primavera) in cui si dovranno eleggere alcuni membri del cda e del collegio revisori.
 
L’incontro – secondo quanto riporta il quotidiano on line di Brescia BsNews.it – è fissato per le 20.30 nell’auditorium comunale di via Quarena: tra i temi caldi quello della democrazia interna, del valore delle azioni e dei conti della banca.

Valsabbina, doppie dimissioni in Cda e soci ribelli sul piede di guerra

in Banche/Valsabbina by

Acque sempre più agitate in Banca Valsabbina. Domani, infatti – secondo quanto informa BsNews.it – si terrà una conferenza stampa del Comitato dei cosiddetti soci ribelli, che  annuncia un’assemblea a Gavardo e sottolinea di aver preso contatti con Consob e Banca d’Italia.

E’ di oggi, invece, la notizia di doppie dimissioni nel consiglio di amministrazione di Banca Valsabbina. Una nota dell’istituto di credito, infatti, informa che hanno lasciato l’organismo Giuseppe Cassetti e Mario Rubelli. Una decisione “a titolo personale” (così si legge nella comunicazione), che presa a pochi mesi da un’assemblea dei soci che si annuncia più calda dell’ultima dal punto di vista del dibattito e delle contestazioni.

Prestiti alle Pmi, Massetti (Confartigianato): Brescia tra le peggiori in Regione

in Associazioni di categoria/Banche/Confartigianato/Economia/Finanza/Partner by

Per le piccole e medie imprese bresciane resta difficile accedere al credito. La recente eleborazione flash dell’Ufficio Studi di Confartigianato (su base dati Banca d’Italia), secondo quanto riferito dal quotidiano on line BsNews.it, registra a livello nazionale un calo dei prestiti a giugno per l’artigianato del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2016 e a Brescia il dato è ancora più negativo: -6,9% per un valore dello stock complessivo erogato alle aziende pari a 1.760 milioni. Con il dato a livello regionale che si attesta a -5,8%, peggio di Brescia fanno solo Lodi (-8,8%) e Mantova (-7,2%), confermando una tendenza negativa in ogni analisi trimestrale ormai dal 2014 e con il picco negativo proprio del giugno di quest’anno.

«Il denaro per i piccoli imprenditori continua ad essere scarso e costoso. Si bloccano così sviluppo e investimenti, rallentando ulteriormente un sistema produttivo che fatica a recuperare il terreno perduto» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue «la maggiore difficoltà di accedere a strumenti di finanziamento bancario non è da considerarsi certo conseguenza della minore qualità del credito delle piccole imprese che presentano una quota di crediti deteriorati del 25,5%, inferiore rispetto al 28,2% di una impresa medio-grande. Inoltre, una piccola impresa, paga un tasso di interesse effettivo superiore a quanto pagato da una impresa medio-grande e nonostante questo l’erogazione è ancora in calo».

Una flessione tuttavia generalizzata, quella che riguarda i prestiti alle imprese artigiane: a livello nazionale, l’analisi dei prestiti all’artigianato evidenzia a giugno 2017 uno stock, comprensivo delle sofferenze, di 41 miliardi di euro, in calo in un anno di 2,5 miliardi: in percentuale il 5,8 in meno e in flessione rispetto al 4,5% rispetto a marzo 2017. In cinque anni, ossia tra il giugno 2012 e il giugno 2017) i prestiti all’artigianato si sono ridotti complessivamente di circa un quarto (-23,1%), pari a 12,3 miliardi di euro in meno, calo oltre una volta e mezzo quello registrato dal totale imprese (-13,5%).

Lo studio di Confartigianato conferma proprio come il costo del credito, in tutte le regioni, sia pagato dalle piccole imprese con un tasso di interesse superiore a quello delle imprese medio-grandi: una piccola impresa, in media nazionale, paga un tasso di interesse effettivo pari al 7,07% superiore di 301 punti base rispetto al 4,06% pagato da una impresa medio-grande.

«Bisogna invertire la rotta e farlo con i fatti perché le imprese artigiane bresciane sono circa 35mila e costituiscono il vero tessuto produttivo del nostro territorio, le loro sofferenze sono calate e nel lungo periodo danno un ritorno superiore. Sappiamo che il credito è il carburante indispensabile per un’impresa e per questo motivo, anche grazie alla nostra Cooperativa Artigiana di Garanzia di Confartigianato Brescia ci poniamo come autorevoli mediatori fra gli imprenditori e le banche facilitando l’accesso al credito e ottenendo tassi e condizioni vantaggiose per i nostri associati. In particolare supportiamo le aziende in tutti i passaggi, a partire dalla messa a punto della ducumentazione, dei business plan, fino al controllo dei costi bancari. Abbiamo chiuso il 2017 con la consapevolezza che siano incrementate le richieste di finanziamento per l’acquisto di beni produttivi come i macchinari e per l’implemento dei capannoni e non più solo per ragioni di liquidità di cassa e questo è già un buon segnale» conclude il presidente Massetti.

Bcc Agro Bresciano, il credito anomalo scende al 13 per cento

in Aziende/Banche/Bcc/Economia/Evidenza by
Bcc Agro Bresciano

Il 2017 di Bcc Agro Bresciano si chiude “positivamente” grazie al perfezionamento di “due operazioni straordinarie che hanno alleggerito la Banca di gran parte delle sofferenze accumulate in questi anni di crisi economica”. A dirlo è una nota dell’istituto di credito.

“In rapida successione – si legge nel comunicato – abbiamo proceduto con una cartolarizzazione pari a 34 mln di euro e ad una cessione di sofferenze per 96 mln di euro. Questo ci ha permesso di abbassare drasticamente la soglia del credito anomalo, che oggi si attesta tra il 13% ed il 14%, e soprattutto di riportare i nostri principali indicatori patrimoniali in una fascia di stabilità e sicurezza, al pari dei migliori istituti di credito”.

“Come siamo arrivati a tutto questo? – si domanda nello stesso comunicato il Presidente Osvaldo Scalvenzi – Abbiamo accolto con determinazione le indicazioni provenienti da Banca d’Italia e dal sistema del Credito Cooperativo per dare un futuro positivo alla nostra Banca. Le nostre radici nel territorio restano ben salde: ne risulterà infatti una Banca più forte, alleggerita dalla massa di credito anomalo e pronta ad affrontare da protagonista il percorso all’interno del nascente Gruppo bancario. Ci attende un percorso articolato, con la celebrazione dell’assemblea straordinaria, l’introduzione delle necessarie modifiche statutarie e l’adesione definitiva al Gruppo Iccrea. L’originario spirito cooperativo non verrà dunque sminuito e le nostre comunità locali continueranno a poter contare su una Banca che le sosterrà lungo la via della ripresa e dello sviluppo”.

Secondo il Direttore Generale Giuliano Pellegrini “tutto ciò comporterà una serie di significativi vantaggi: un consistente alleggerimento dei costi di gestione, un’adeguata patrimonialità in rapporto ai rischi e una rinnovata capacità di produrre reddito per continuare a sostenere l’economia locale”.

Il percorso intrapreso – che negli anni ha portato il credito anomalo a scendere dal 36 per cento al 13 per cento – comporterà una perdita nel bilancio dell’anno in corso, con la previsione del ritorno all’utile già dal 2018.

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