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Automotive

Rovato, accordo fra il Comune e A2A per 3 aree di ricarica per veicoli elettrici

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La firma del protocollo tra Fornaro (A2A) e Belotti (Comune di Rovato)

A2A, attraverso la società controllata A2A Energy Solutions, e il Comune di Rovato hanno siglato ufficialmente venerdì scorso nel Palazzo Municipale un protocollo d’intesa per la realizzazione e la gestione nella capitale della Franciacorta di una rete di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Rovato diventa così una delle prima città non capoluogo di provincia ad entrare nel circuito e-moving sviluppato da A2A e già attivo nelle città di Brescia, Milano, Bergamo, Cremona e in Valtellina. Rilevante il ruolo di LGH nel portare sui territori serviti la leadership di A2A, contribuendo anche con iniziative concrete per la mobilità green.

L’accordo avrà durata 8 anni, e prevede l’installazione e la gestione di 3 colonnine di ricarica in tre punti del territorio: le infrastrutture permetteranno la ricarica in contemporanea di 2 veicoli elettrici e saranno collocate in postazioni strategiche per la mobilità cittadina decise di comune accordo tra le parti, coniugando così la conoscenza del tessuto urbano del Comune e la consolidata esperienza di A2A Energy Solutions in temi di mobilità. Per tutte è assicurato un sistema improntato alla semplicità di utilizzo che possa garantire un facile accesso al servizio e un supporto continuo agli utilizzatori, con gestione da remoto di ogni stazione di ricarica. Le prime colonnine saranno installate nei mesi iniziali del 2019.

Ad ulteriore conferma dell’importanza del progetto, Linea Più – società di vendita energia di LGH – ha previsto un vero e proprio “pacchetto” dedicato all’iniziativa, col fine di incentivare la mobilità elettrica sul territorio. L’offerta consente di accedere ad una ampia rete di servizi gestiti e sviluppati da A2A e dai suoi partner: dal noleggio a lungo termine dell’auto a condizioni privilegiate, al wallbox per la ricarica a casa, passando per la tessera gratuita per ricaricare l’auto gratuitamente in tutte le colonnine del circuito e-moving, garantendo così una piena copertura del servizio non solo a casa, ma anche in città. E non solo dentro Rovato, ma anche a Brescia, Milano, Bergamo e Cremona (i dettagli su emoving.linea-piu.it). Per il Gruppo A2A è un ulteriore passo in avanti per il raggiungimento degli obiettivi del proprio Piano di Sostenibilità, con il fine di aiutare le comunità in cui opera ad essere protagoniste di una nuova economia circolare, low carbon, basata su reti e servizi smart.

“La mobilità green è uno dei tasselli fondamentali per consolidare Rovato come capitale e porta di accesso smart e sostenibile di una Franciacorta sempre più verde e digitale”, commenta il Sindaco di Rovato Tiziano Belotti, “consentendo inoltre alla nostra comunità di proseguire nel convinto percorso di adesione ai principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale delle nostre attività.”

Massimiliano Masi, Amministratore Delegato di LGH ha commentato: “Non solo capoluoghi, ma anche città dinamiche e con una grande storia come Rovato, possono essere al centro del cambio di paradigma della mobilità urbana. A Rovato aggiungiamo così un positivo tassello di una collaborazione concreta tra Comune, LGH e A2A, con la volontà condivisa di arricchire i servizi per la comunità locale. Allo stesso modo Linea Più propone – in un’ottica di facilità d’uso – soluzioni rapide per incentivare la mobilità green in città”.

Alla firma hanno partecipato il Sindaco di Rovato Tiziano Belotti e l’Assessore all’Ambiente Daniela Dotti, il responsabile Soluzioni Energia Sostenibile di A2A Energy Solutions Riccardo Fornaro, il dirigente dell’Area Tecnica del Comune di Rovato Giovanni De Simone e il responsabile Business Development di LGH Giovanni Perrone.

 

Dal 2010, con il progetto E-moving, A2A ha sviluppato una rete di oltre 100 colonnine di ricarica elettrica per veicoli a 2, 3 e 4 ruote, tutte alimentate con energia 100% green. Grazie alla recente sottoscrizione di un protocollo di intesa, anche le città di Bergamo e Cremona sono entrate a far parte del circuito di ricarica pubblica che comprende infrastrutture localizzate a Milano, Brescia e in Valtellina. Lo sviluppo della rete, attraverso l’implementazione di infrastrutture di ricarica che adottano tecnologie innovative, è reso possibile anche grazie all’esperienza e alle sperimentazioni in corso a Milano in via Ponte Nuovo, dove A2A ha realizzato il più grande E-Hub in Italia per la ricarica dei veicoli elettrici della propria flotta: un’area green per contribuire, da protagonista, alla crescita di una mobilità più smart, più innovativa e più sostenibile. Il know-how ha permesso, inoltre, l’implementazione di modelli di business e offerte al servizio delle Pubbliche Amministrazioni, dei cittadini, delle flotte aziendali e dei car-sharing.

Riparazione auto, un business per 3434 imprese bresciane

in Associazioni di categoria/Automotive/Confartigianato/Economia/Partner/Tendenze by
Riparazione auto

Al II trimestre dell’anno in corso a Brescia sono 3.434 le imprese totali appartenenti alla filiera auto composta da produzione e servizi, fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie, produzione parti e accessori, fabbricazione di motociclette e dei servizi di vendita autovetture, manutenzione e riparazione di autoveicoli. Di queste 135 sono attive nella produzione (in calo del -2,2% dallo stesso periodo dello scorso anno) e 3.299 sono imprese dei servizi e del commercio con una variazione positiva del 1,8%. Una filiera che dà lavoro a 16.835 addetti, 9.741 dei quali (il 57,9%) in imprese con meno di 50 addetti. È quanto emerge dall’analisi del comparto “Alcuni numeri chiave sulla filiera auto in Lombardia” pubblicato dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia in occasione della consegna del 36esimo premio Confartigianato Motori all’Autodromo di Monza nello scorso weekend, in concomitanza con il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Entrando nel dettaglio, sul totale delle imprese sono 1.695 le imprese artigiane attive nella manutenzione e riparazione di autoveicoli, in lieve calo rispetto alle 1.704 del II trim 2017 (-0,5%). Sempre artigiane, questa volta in aumento del 1,2%, sono le 414 imprese (erano 409 nel II trim 2017) attive nelle riparazioni di carrozzerie.
«Tradizione e innovazione, tecniche artigiane e tecnologia sono tutte caratteristiche che appartengono al mondo dell’autoriparazione» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «I nostri artigiani, le nostre carrozzerie, meccanici, autoriparatori hanno il dovere di crescere per la sicurezza stradale e il rispetto dell’ambiente. Inoltre abbiamo incrementato l’attenzione alla formazione, potenziato le attrezzature di officine e imprese per restare al passo con l’innovazione delle nuove tecnologie. La tecnologia è cambiata completamente in questi anni, l’elettronica è il motore dei veicoli moderni e un’alleata importante delle automobili di oggi e di domani. Proprio sulla formazione professionale si sta giocando la partita del rilancio dell’occupazione giovanile italiana, da sempre una delle curve più pericolose della nostra economia. Il nostro Ufficio Studi ha da poco diffuso i dati sull’apprendistato, dimostrando come sia questa la porta d’accesso privilegiata al mondo del lavoro per i nostri giovani. Nonostante questo, l’Italia non si rende conto che apprendere un mestiere è fondamentale, per i giovani e per tanti territori come quello bresciano così ricco di piccole imprese e il settore dell’automotive racchiude un’ampia gamma di mestieri, di comparti e di figure professionali che richiedono una formazione completa e qualificata. In questo senso, l’apprendistato è l’unica via intelligente e sostenibile in chiave futura per i giovani».
Ma dal recente studio nazionale sul settore emerge anche la preoccupazione per il rischio dazi Usa sulle auto di produzione Ue che colpirebbe in modo diretto e indiretto anche i piccoli produttori della componentistica Made in Italy. L’Italia è infatti il primo paese Ue per addetti nelle piccole imprese della componentistica e le imprese italiane che esportano parti e accessori per autoveicoli sono ancor più esposte al problema in quanto il primo mercato estero di riferimento (21 per cento delle esportazioni) è la Germania, primo esportatore europeo di auto e parti accessorie negli Stati Uniti.
Inoltre, un sondaggio proposto in occasione dell’evento e che ha coinvolto un migliaio di imprese della filiera dell’autoriparazione, sempre realizzato da Confartigianato a livello regionale, annovera come prima problematica legata alla propria attività, quella legata al rischio della diffusione di prodotti acquistati on line, che entrano così nella circuito dell’automobile, con danno per le imprese e rischio per gli utenti. Una problematica, quella della concorrenza sleale, sentita da oltre la metà degli interessati (50,8%).
«Operatori abusivi che popolano il sommerso, in un mondo parallelo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle casse dello Stato, alle imprese regolari, ai consumatori. Un fenomeno che ha ripercussioni negative non solo sui fatturati delle imprese che producono gli originali, ma anche per la concorrenza sleale subita dai distributori ufficiali e per i rischi che corrono gli acquirenti, spesso inconsapevoli» commenta il presidente di Confartigianato Massetti. Un sondaggio che ha purtroppo riscontri numerici accertati dalla stessa Confartigianato nell’ultima assemblea: l’economia sommersa nella filiera auto è un fenomeno in crescita: in quattro anni il valore aggiunto creato dal lavoro irregolare è aumentato di quasi il 9% e il numero degli operatori abusivi è lievitato del 2,5%.

Riparazione auto, nel Bresciano il mercato vale 724 milioni di euro

in Automotive/Economia/Tendenze by
Riparazioni automobili

6,3 miliardi di euro. È questa la spesa che gli automobilisti lombardi hanno sostenuto nel 2017 per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture, pari al 20,5% dei 30,9 miliardi spesi a livello nazionale. La provincia lombarda che registra la spesa più alta per la manutenzione e le riparazioni di auto eseguite nel 2017 è Milano, con 2,7 miliardi di euro. Molto più distanziate seguono le province di Brescia con 724 milioni, Bergamo con 604 milioni, Varese con 495 milioni, Monza Brianza con 459 milioni, Como con 320 milioni, Pavia con 241 milioni, Mantova con 232 milioni, Cremona e Lecco entrambe con una spesa di 185 milioni, Lodi con 105 milioni e Sondrio con 97 milioni. Queste stime emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec.

A livello nazionale nel 2017 gli italiani hanno speso 30,9 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. Rispetto al 2016, quando la spesa ammontava a 29,5 miliardi, vi è stata una crescita del 4,8%. Queste stime sono state elaborate tenendo conto di un modesto incremento del ricorso da parte degli italiani alle officine di autoriparazione (+2%), dell’aumento del parco circolante (+1,7%) e del fatto che i prezzi per la manutenzione e riparazione nel 2017 sono aumentati mediamente dell’1% (stima effettuata sulla base di una media ponderata degli indici Istat dei prezzi per la manutenzione e riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, per l’acquisto di pneumatici auto e per l’acquisto di lubrificanti).
Con il dato del 2017 la spesa per la manutenzione e le riparazioni di autovetture in Italia prosegue per il quarto anno consecutivo sulla strada della crescita dopo la contrazione avvenuta nel biennio 2012/2013. In particolare, nella prima fase della crisi iniziata nel 2008 la spesa per l’assistenza automobilistica aveva continuato ad aumentare in quanto la contrazione delle immatricolazioni aveva causato un invecchiamento del parco circolante e, di conseguenza, un aumento della domanda di autoriparazione. Il quadro è però mutato quando a partire dalla seconda metà del 2011 si è interrotta la ripresa dell’economia e si è avviata la seconda fase della crisi che ha indotto gli italiani in maniera pesante a tagliare non solo gli acquisti di auto, ma anche il ricorso alle officine. Ciò ha causato la caduta per il settore dell’autoriparazione nel 2012 (-10,5%), caduta che ha avuto poi un piccolo seguito anche nel 2013 (-1,1%). Già nel 2014, tuttavia, la spesa è tornata a crescere (+1,9%) con un fatturato stimato in 27,1 miliardi, progressivamente salito poi fino ai 28,4 miliardi del 2015, ai 29,5 del 2016 e ai 30,9 del 2017.

Al di là di questi aspetti, è da sottolineare che l’attività di manutenzione e riparazione delle autovetture è diventata sempre più importante. In un mercato sempre più strutturato e tecnologico, l’attività e gli interventi di riparazione che si svolgono quotidianamente in officina sono ormai in costante trasformazione. Questa situazione comporta il costante aggiornamento degli autoriparatori che devono impegnarsi per poter continuare a garantire il miglior servizio possibile.

Auto, vendite in crescita: ai bresciani piacciono Panda, Clio e Ypsilon

in Automotive/Economia/Tendenze by
La Panda è l'auto più venduta a Brescia nel 2017

A Brescia e provincia sono 39.522 le immatricolazioni di vetture nel 2017, con un incremento del 7,14% sul 2016, quando erano state 36.886 (+16,56% guardando alle 31.641 del 2015). E’ quanto emerge, secondo quanto riportato in un articolo da Jacopo Manessi di Bresciaoggi, dalle elaborazioni Anfia su dati del ministero dei Trasporti,

Ma quali sono le marche preferite dai bresciani? Al primo posto si conferma  Fiat, anche se la casa scende da 5.653 immatricolazioni a 5.277. A seguire Wolkswagen (3.553), Renault (3.042) e Ford (2.593). Ma la sorpresa è che le giapponesi Nissan e Toyota salgono al nono e decimo posto scalzando  Audi e Bmw.

Per quanto riguarda le auto la Fiat Panda mantiene la leadership della più venduta, ma arretra nel numero delle vendite (da 1.955 a 1.766). A seguire la Renault Clio, la Nuova Ypsilon, la Polo e la Golf, tutte sopra quota mille. Ma a crescere in maniera significativa è soltanto il modello francese. La classifica, comunque, non presenta variazioni significative sull’anno precedente, se non per l’ingresso nella top ten della Nissan Qashqai.

Tesla apre a Brescia la 26° Supercharger

in Automotive/Economia by
Tesla supercharger - immagine da ufficio stampa www.bsnews.it

Dopo le aperture di Palmi e Trento, la rete Tesla continua ad espandere, Tesla continua ad espandere la sua rete di ricarica veloce con l’apertura del 26° Supercharger in Italia a Brescia.

I Supercharger Tesla sono stazioni di ricarica che permettono di ricaricare Model S e Model X in pochi minuti. Sono progettati per la ricarica durante il viaggio, mentre la presa di casa rappresenta la modalità più comoda per la ricarica quotidiana. Con 12 colonnine disponibili, questo nuovo sito diventa la seconda stazione più grande d’Italia insieme al Supercharger di Dorno, dopo Aosta con le sue 14 colonnine. Situato all’uscita dell’autostrada Brescia Ovest della A4, è strategicamente posizionato per viaggiare dal Nord Ovest al Nord Est Italia, per esempio rendendo ancora più comodi i viaggi tra Milano e il Lago di Garda.

In Italia, le stazioni Supercharger si estondono da Aosta fino a Palmi (RC). In Europa, ci sono più di 300 stazioni Supercharger con più di 2000 coloninne, che si espandono dalla Norvegia settentrionale alla Spagna e nel Regno Unito.

Manutenzione auto, nel 2016 ai bresciani è costata 693 milioni

in Automotive/Economia/Tendenze by
Manutenzione auto

Nel 2016 gli automobilisti della Lombardia hanno speso per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture 6,1 miliardi di euro. La provincia lombarda che registra la spesa più alta per la manutenzione e le riparazioni di auto eseguite nel 2016 è Milano, con 2,6 miliardi di euro. Molto più distanziate seguono le province di Brescia con 693 milioni, Bergamo con 579 milioni, Varese con 477 milioni, Monza Brianza con 441 milioni, Como con 308 milioni, Pavia con 232 milioni, Mantova con 222 milioni, Cremona e Lecco con 178 milioni, Lodi con 101 milioni e infine Sondrio che, con 93 milioni, chiude la graduatoria delle province lombarde. Questi dati emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione è in programma dal 24 al 28 maggio presso il quartiere fieristico di Bologna.

A livello nazionale nel 2016 gli italiani hanno speso 29,5 miliardi di euro per le attività di manutenzione e riparazione delle loro autovetture. Rispetto al 2015, quando la spesa per la manutenzione e le riparazioni ammontava a 28,4 miliardi di euro, vi è stata una crescita del 3,9%. Sono molti i fattori che incidono sulla crescita della spesa per la manutenzione e le riparazioni di auto. Innanzitutto vi è da considerare l’aumento dei prezzi per la manutenzione e le riparazioni che nel 2016, secondo l’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,1%. Tale aumento è stato calcolato sulla base di una media ponderata dell’indice Istat del prezzo per la riparazione, di quello per la manutenzione e di quello per i pezzi di ricambio e accessori. Un altro elemento, poi, che ha spinto verso l’alto la spesa è stato l’aumento del parco circolante. Nonostante l’Italia abbia già un tasso di motorizzazione molto elevato, il parco circolante è cresciuto anche nel 2016, registrando un +1,4% rispetto al 2015. A questi fattori si aggiunge anche un aumento della quantità di interventi di manutenzione e riparazione nelle officine che, in base alle stime dell’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,3%. Tale crescita è dovuta ad un aumento della domanda dei servizi di officina generato dall’invecchiamento di una parte consistente del parco circolante. L’effetto congiunto di questi fattori ha determinato per gli italiani un esborso che, come si è detto, è stato stimato in 29,5 miliardi di euro. Si tratta di un dato indubbiamente positivo per il settore dell’autoriparazione, i cui bilanci negli anni della crisi economica hanno registrato un andamento negativo, come dimostra la pesante contrazione della spesa nel 2012 (-10,5%) e l’ulteriore lieve contrazione del 2013 (-1,1%). Da questo minimo il mercato è ripartito già nel 2014 con una crescita dell’1,4% ed un fatturato stimato a 27,1 miliardi, salito poi a 28,4 miliardi nel 2015 (+4,8%) e a 29,5 miliardi del 2016 (+3,9%). L’andamento del settore dell’autoriparazione, tra l’altro, è stato certamente influenzato anche da altri due importanti fattori. Il primo è la favorevole evoluzione della situazione congiunturale. Il secondo è l’adozione di tecnologie più avanzate e l’introduzione sempre più frequente di nuovi dispositivi che hanno determinato, da un lato, un incremento del costo degli interventi di manutenzione e riparazione e, dall’altro, un costante rinnovo delle attrezzature.

Sono questi i temi ed i motivi di principale interesse per cui il settore dell’autoriparazione attende con particolare attenzione Autopromotec 2017 che sarà un’occasione, oltre che per confrontarsi, anche per una diretta presa di contatto degli operatori con quanto di più avanzato sta maturando nel mondo dell’autoriparazione.

INNOVATION CLUB/7. Br Car Service, un nuovo modello di gestione dei veicoli aziendali

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Paolo Ciotti

Inauguriamo l’iniziativa di Innovation Club dedicata alle più promettenti Startup Italiane con un’intervista a Paolo Ciotti, CEO di BR Car Service.

Br Car Service
Br Car Service

Innovare il mondo della gestione dei veicoli aziendali non è compito facile, è questo però l’obiettivo che si pone BR CAR SERVICE, start up innovativa fondata nel 2015, partendo da un’idea del suo creatore e grazie al coinvolgimento di diversi operatori del settore automotive sia in ambito locale lombardo che nazionale. Il servizio offerto da questa società, unico nel suo genere, consente alle aziende un notevole risparmio sulla gestione e manutenzione delle flotte aziendali, permettendo alle piccole e medie imprese di accedere alle condizioni normalmente riservate agli operatori del settore e garantendo un controllo sullo stato di gestione dei propri veicoli. Ne abbiamo parlato con l’ideatore e fondatore Paolo Ciotti.

Come è nata l’idea ?
L’idea è nata all’inizio del 2014, dall’esperienza accumulata in 15 anni di lavoro nel settore automotive, proprio grazie alla conoscenza
della filiera distributiva del ricambio e all’attuale modello di gestione delle flotte aziendali. Fin da subito è stata riconosciuta per il suo
aspetto innovativo, guadagnando l’opportunità di un esclusivo percorso formativo all’interno del progetto ISUP – Italian Start Up (un anno di Master in sviluppo dell’idea di business) promosso da Confindustria Brescia e diventando in seguito servizio in convenzione per le
aziende associate alla stessa.
Nel 2015 si è quindi deciso di costituire la BR CAR SERVICE SRL, start up innovativa regolarmente iscritta allo speciale Registro della Camera di Commercio e si è iniziata la graduale diffusione del servizio.
Cosa vi distingue dall’attuale offerta del mercato ?
Oggi, in Italia, la normale offerta del mercato per la riparazione dei veicoli, rivolta alle imprese, non è in alcun modo differente da quella destinata al cliente privato. Pur avendo il veicolo aziendale consumi più elevati, sono molto rare e, nei pochi casi documentati, irrisorie le condizioni riservate a questo tipologia di utenza.
BR CAR SERVICE tramite una bassa quota di adesione permette a tutte le aziende, anche con un solo veicolo in proprietà, di avere a disposizione una rete di officine, tutte operanti alle stesse condizioni, con un costante controllo sulla qualità del servizio e con l’applicazione di tariffe regolamentate. Grazie inoltre alla fornitura diretta all’ingrosso del materiale necessario alle manutenzioni e riparazioni dei veicoli, riusciamo a garantire un notevole risparmio sulle stesse, con una riduzione dei costi spesso superiore al 30%.
 
Non risulta complicato per il cliente ?
Assolutamente no, in senso pratico tutto resta normale, il cliente continua a portare il proprio veicolo in officina come ha sempre fatto, ma con la possibilità di avere a disposizione più punti dislocati sul territorio e la sicurezza di un trattamento certificato in ognuno di questi. Naturalmente, i vantaggi riservati vengono applicati senza che il cliente debba far nulla.
Il cliente ha la possibilità di sapere anticipatamente quale sarà la spesa da sostenere ?
Si, è facoltà del cliente chiedere preventivo di spesa prima di procedere all’intervento. Attualmente, stiamo implementando un sistema informatico che garantirà al cliente di ricevere il preventivo della stessa in anticipo per ogni riparazione, con la possibilità di personalizzare il proprio livello di informazione e controllo sulla gestione dei veicoli, ovvero di scegliere cosa rendere automatizzato dalla procedura BR CAR SERVICE e cosa controllare personalmente. Le condizioni riservate e gli standard di lavoro saranno chiaramente sempre garantiti ed il cliente avrà in più la possibilità di tenere sotto controllo ogni stato di avanzamento del lavoro.
Alcune aziende hanno adottato soluzioni di noleggio lungo termine dei veicoli, il vostro servizio in questo caso non serve ?
Anche nelle soluzioni di noleggio lungo termine BR CAR SERVICE è utile ai propri clienti. Il software che stiamo implementando non solo gestirà i veicoli in proprietà, sia a livello di riparazioni che di scadenza normative (bollo, assicurazione, ecc..), ma terrà, inoltre,
monitorato l’avanzamento chilometrico dei veicoli, automatizzando l’aggiornamento dello stesso con comunicazione agli utilizzatori e quindi, permettendone la verifica costante. Ciò è importante per il veicolo in proprietà, ma ancora di più per quello a noleggio,che
prevede chilometraggi precisi a livello contrattuale.
Inoltre, BR CAR SERVICE avendo stipulato un accordo con quasi tutte le principali compagnie di noleggio lungo termine nazionali, da la possibilità di poter accede a più quotazioni, formulate da diversi operatori e di poter personalizzare l’offerta destinata al cliente.
State già operando da un anno sul mercato, chi sono i vostri clienti ?
BR CAR SERVICE si rivolge a tutte le aziende, ma in particolare il nostro obiettivo è quello di diventare il primo servizio specifico per le piccole e medie imprese. Non serve avere grandi flotte per risparmiare e trovare vantaggi con le nostre soluzioni; già con pochi veicoli la
convenienza è evidente, chiaramente più è grande la flotta più si moltiplica il risparmio.
Tra i nostri clienti ci sono aziende con diversi veicoli commerciali e auto, abbiamo inoltre recentemente esteso il servizio anche ai veicoli superiori ai 35 quintali, ancora in modo limitato, ma è nostro obiettivo per il futuro servire anche questo specifico mercato.
 
Quali sono gli obiettivi raggiunti fino ad oggi e quali gli obiettivi dei prossimi anni ?
Il nostro obiettivo primario, fino ad oggi, è stato quello di creare internamente l’adeguata struttura aziendale per poter gestire tutti gli aspetti del servizio offerto ed esternamente abbiamo cercato di diffondere il più possibile il servizio per testarne tutti gli elementi, confrontandoci inoltre con le esigenze emerse dai nostri clienti e aumentando il numero degli stessi.
Tutto questo ci ha portato ad avere un notevole bagaglio di informazioni, nonché la sostenibilità dell’iniziativa, ma ancor di più ci ha permesso di individuare il giusto percorso e i necessari contatti per la diffusione su ampia scala del servizio.
Nel medio periodo prevediamo quindi di raggiungere il completamento degli strumenti informatici necessari ad automatizzare i processi e di diffondere ulteriormente l’iniziativa potenziando la struttura commerciale, stiamo valutando infatti la possibilità di cedere una quota minoritaria di azioni a potenziali investitori proprio per accelerare tale percorso.
Secondo lei qual è il segreto di una start­up di successo ? Cosa fa la differenza ?
Penso siano diversi i fattori necessari al successo di una start­up, in primis sicuramente la dedizione alla propria idea ed alla volontà di svilupparla. Creare una start­up non può essere un lavoro part­time, è necessario dedicarci tutto il proprio tempo, senza arrendersi davanti alle difficoltà. Inoltre un altro fattore importante riguarda la scelta dei propri collaboratori, perché la condivisione dello stesso spirito è fondamentale per il buon successo dell’iniziativa. Chiaramente alla base di tutto questo, ci deve essere un reale principio di innovazione nell’idea, con la capacità di vedere sempre anche oltre.

Il Gruppo Omr per la prima volta al Motorshow di Bologna

in Automotive/Città e Hinterland/Economia/Evidenza/Zone by

Il gruppo Omr (Officine Meccaniche Rezzatesi) partecipa, per la prima volta, al Motor Show, l’importante Salone Internazionale dell’Automobile, giunto alla sua 40^ edizione e in calendario a Bologna da oggi 3 dicembre fino all’11. L’azienda, capitanata da Marco Bonometti presidente di Aib, entra di diritto nel vasto mondo dei motori e proprio il Motor Show ne rappresenta la vetrina piu prestigiosa. Una scelta mirata del gruppo dato che il Motor Show 2016 è sempre più concentrato sui giovani, sulle università, sulle start up, sulle sfide digitali e virtuali e soprattutto sulla capacità di coniugare i valori tradizionali della rassegna con i nuovi trend legati alle moderne tecnologie.

“Abbiamo deciso di essere presenti al Motor Show – spiega Michele Pirlo, commerciale Omr – per essere partecipi del rilancio della fiera bolognese, vetrina dell’automotive italiana”. Tanti gli incontri in calendario durante questa intensa settimana dedicata all’auto. Marco Bonometti è stato ospite della round table d’apertura della manifestazione dal tema “Il mercato che verrà e i suoi protagonisti”.

“Il 2016 sta confermando il momento positivo del settore automotive -afferma Bonometti- il settore che ha contribuito a risollevare il paese. Lo sforzo che hanno fatto le imprese, la fatica di uomini e donne nelle aziende ci hanno permesso di rimanere a galla .Il vantaggio dell’Italia è questa grande filiera che ci contraddistingue rispetto agli altri paesi… Noi dobbiamo creare le condizioni per diventare sempre più competitivi”.

Trump, le imprese che lavorano con gli Usa non hanno paura

in Automotive/Economia/Export by

Trump presidente, per le imprese milanesi e lombarde non ci saranno conseguenze per il business. C’è ottimismo, per il 21% delle imprese gli affari miglioreranno, contro il 13% che si aspetta conseguenze negative e il 27% stabilità rispetto ad ora. La crescita, per uno su cinque che mostra ottimismo, sarà del 5-10%. Avrebbero preferito una vittoria della Clinton (36%) rispetto a Trump (27%), ma il 25% avrebbe voluto qualcun altro al loro posto. Per la maggior parte la presidenza di Obama non ha aiutato gli scambi con l’Italia come era previsto (per il 28% non ha aiutato, per il 13% meno del previsto, rispetto al 27% per cui è stata una presidenza favorevole). Emerge da un’indagine di Camera di commercio di Milano insieme all’azienda speciale Promos su circa 200 imprese lombarde attive sui mercati esteri, la maggior parte verso gli USA, al 9 e 10 novembre 2016.
Un mercato in crescita quello degli Stati Uniti, per il 33% più attrattivo di otto anni fa contro il 15% che lo ritiene meno attrattivo. Il 65% vorrebbe incrementare i rapporti con gli USA. Per il 75% circa sono un mercato interessante per i loro prodotti.
Sono 1193 le multinazionali americane in Lombardia e danno 135 mila posti di lavoro, con 49 miliardi di fatturato all’anno. Prime Milano (916 con 100 mila addetti e 39 miliardi), Monza (108 con 10 mila addetti e 3,4 miliardi), Brescia (34 con 3 mila addetti e 1 miliardo), Bergamo (27 con 4 mila addetti e 1,4 miliardi). Emerge da una elaborazione Camera di commercio di Milano su dati Invest in Lombardy.
Gli USA pesano una vendita all’estero su sei per la Lombardia (16,2%). Sono circa 8 mila le imprese lombarde che esportano verso gli USA,  di cui 3 mila  a Milano, quasi mille a Brescia, Bergamo, Monza e Varese. Quasi 200 mila le operazioni di export realizzate in un anno con gli Stati Uniti, di cui 126 mila a  Milano, circa 10 mila a Bergamo, Brescia, Monza, Varese e Como.
Una vendita export verso gli USA ogni quattro imprese lombarde (23%) ogni anno. Da Milano una ogni due imprese. Sono circa 200 mila operazioni effettuate dalle circa 800 mila imprese lombarde. A Milano la quota sale a  una impresa su due circa (43%), con 126 mila operazioni su circa 290 mila imprese.
La Lombardia negli scambi con gli Stati Uniti: 5,5 miliardi di euro di import-export nei primi sei mesi del 2016. Con 1,6 miliardi di import e 3,8 miliardi di export la Lombardia pesa il 23% dell’import nazionale verso l’America e il 21,2% dell’export. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat. Milano è prima per interscambio (53,6% dell’import-export regionale nel 2016), seguita da Bergamo (10%), Brescia (9,2%), Monza e Brianza (8,1%) e Varese (6%).
Le iniziative della Camera di commercio di Milano negli Stati Uniti. Dal prossimo mese di febbraio Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di commercio di Milano, propone un progetto negli Stati Uniti dedicato alle aziende del settore moda, nello specifico i segmenti coinvolti sono abbigliamento, accessori e calzature. Dopo un’analisi di mercato del prodotto, Promos si occuperà di favorire la promozione online dei prodotti attraverso campagne social e la pubblicazione di articoli su Fashion Magazine Online, oltre ad organizzare, a New York, incontri b2b con operatori statunitensi selezionati.
Missione negli Stati Uniti dal 25 al 27 giugno 2017. Promos organizza la partecipazione alla manifestazione Summer Fancy Food, fiera di riferimento per l’agroalimentare negli Stati Uniti, che nell’edizione 2016 ha visto la partecipazione di 2670 espositori da oltre 55 paesi di tutto il mondo. L’iniziativa è rivolta alle aziende del settore food: alimenti freschi, secchi, surgelati, caffè, condimenti e baby food.

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Export verso la Germania, Brescia regina nel settore delle auto

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Lombardia e Germania, import – export da 38 miliardi in un anno, di cui quasi 5 negli autoveicoli. Un settore che cresce: +17% l’import e +15,4% l’export. Tra le province Mantova eccelle nell’export di autoveicoli (oltre 200 milioni di euro nel 2015), Brescia nelle carrozzerie per auto, rimorchi e semirimorchi (26 milioni di euro) e Bergamo nelle parti e accessori per veicoli e loro motori (280 milioni di euro). Nell’import prime Milano per autoveicoli (1,8 miliardi di euro) e parti, accessori e motori (251 milioni di euro) e Mantova per carrozzerie e rimorchi (37 milioni di euro). Emerge da un’elaborazione del servizio Studi e Statistica della Camera di commercio di Milano su dati Istat, anni 2015 e 2014.

Per quanto riguarda il dettaglio della Leonessa emerge in particolare il dato dell’export di parti e accessori per auto: ben 228 milioni contro i 52,5 di import. Ma anche il dato delle auto (136 milioni di export e 36,6 di import) e quello delle carrozzerie per auto e tir (26 milioni contro 3).

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