Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Associazioni di categoria - page 3

Diritto Camera di commercio, attenti ai bollettini ingannevoli

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La Camera di Commercio informa con una nota che si stanno verificando casi di invii alle imprese di bollettini di pagamento ingannevoli, con diciture tali da indurre a credere che siano stati inviati dalla Camera di Commercio.

Il diritto annuale è un tributo che le imprese iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Brescia pagano annualmente, versandolo esclusivamente tramite modello F24 per il pagamento delle imposte, e in nessun caso con bonifico bancario o bollettino postale.

Per maggiori informazioni sulla corretta modalità di versamento del diritto annuo è possibile consultare il sito internet www.bs.camcom.it alla pagina Registro Imprese/Diritto annuale.

Associazione Artigiani: consultazione online per gli Intermediari

in Associazione Artigiani/Associazioni di categoria/Economia by

Indici sintetici di affidabilità fiscale: l’Associazione Artigiani di Brescia gioca di anticipo e spinge per la consultazione online da parte degli Intermediari. Proposta anche per l’allungamento della delega sul Cassetto Fiscale. Con la “manovra correttiva” convertita con la Legge 96/2017 si dirà addio agli studi di settore, sostituiti dagli Indici sintetici di affidabilità (Isa). Grazie ad essi il rapporto tra fisco e contribuente dovrebbe modificarsi, anche attraverso significativi benefici premiali, quale l’esclusione da accertamenti fiscali per quei contribuenti che attraverso i nuovi indicatori risulteranno affidabili. “A seguito dell’analisi approfondita del nostro “Centro Studi di Documentazione e Ricerca Lino Angelo Poisa” sugli Isa, abbiamo voluto rivolgerci a tutti i parlamentari bresciani – spiega il Presidente dell’Associazione Artigiani Bortolo Agliardi -, presentando loro una proposta sul tema con l’auspicio di un confronto”.

La questione si inserisce nel più ampio panorama della fiscalità online: attualmente le Organizzazioni di Categoria, in qualità di Intermediari, effettuano la spedizione telematica delle dichiarazioni dei redditi per conto dei loro associati tramite il Servizio Entratel. Con il medesimo servizio, l’Intermediario ha accesso alle comunicazioni relative agli avvisi di regolarità/irregolarità delle dichiarazioni spedite. Abbiamo chiesto che sia possibile anche per gli Isa, altrimenti consultabili dal contribuente con accesso al proprio Cassetto Fiscale. Attualmente però solo il 2-3% dei contribuenti che si rivolgono alle Organizzazioni di Categoria hanno attivato il Cassetto Fiscale, delegando quindi lo stesso Intermediario a provvedere all’accesso.

Lo scopo della proposta avanzata dall’Associazione Artigiani è quello di consentire all’Intermediario la possibilità di verifica diretta sulla pagina Entratel dell’Indice di affidabilità dell’assistito, prevedendo un’apposita opzione all’interno della Dichiarazione dei Redditi. Ciò eviterebbe il farraginoso meccanismo che prevede la richiesta di delega del contribuente all’Agenzia delle Entrate, la quale rilascerà allo stesso Intermediario solo parte del codice di accesso mentre il resto del codice verrà spedito al contribuente a mezzo posta. Quanto all’accesso al Cassetto Fiscale invece, la proposta è di eliminare il limite temporale di 4 anni della delega all’Intermediario rendendo la stessa valida sino a revoca da parte del concedente.

Imprese storiche, 70mila in Italia: prime Milano, Napoli, Roma e Torino

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Tendenze by
Un'impresa storica

Milano e la Lombardia hanno un ruolo di guida nel Paese per la storicità delle imprese, con rispettivamente 11 mila e 20 mila ultracinquantenni su circa 70 mila, secondo i dati della Camera di commercio di Milano. Prime in Italia per imprese storiche: Milano (11 mila ultracinquantenni), Napoli, Roma e Torino (circa 3 mila), Varese, Genova, Bologna, Caserta, Firenze (circa 2 mila). Prime per densità di imprese storiche rispetto al dato nazionale di 1,3 storiche ogni 100 imprese del territorio: Caltanissetta (5,4%), Milano (3,8%), Varese (3,5%), Lecco, Biella e Genova (circa 3%), Como (2,4%).

Proprio oggi, presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale, i rappresentanti del Comune di Milano, della Camera di commercio, delle Associazioni di categoria hanno consegnato a 31 attività commerciali milanesi il prestigioso riconoscimento di “Bottega Storica”. La premiazione è stata anche l’occasione per presentare a stampa e operatori il volume “Le Botteghe Storiche, 100 indirizzi della tradizione a Milano”, a firma del giornalista Alberto Oliva.

Alla consegna del premio hanno partecipato: Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Cristina Tajani, Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane,  Alfredo Zini, consigliere della Camera di commercio di Milano e coordinatore del Club Imprese Storiche di Confcommercio Milano, Marco Accornero, consigliere della Camera di commercio di Milano e segretario generale di Unione Artigiani, Sandro Neri, direttore del quotidiano “Il Giorno”.

Le ultra cinquantenni in Lombardia.

Quasi 2 mila imprese nate tra il 1940 e il 1949, oggi settantenni. Cinquemila nate tra il 1950 e il 1959, oggi sessantenni. Circa 11mila le imprese lombarde con circa cinquant’anni. Le nate prima del 1940, che compiono almeno 77 anni, sono 1500 circa, di cui 797 a Milano. In Lombardia c’è una impresa tra le più antiche su tre in Italia, 1.500 su 4.400. A Milano le imprese più longeve della Lombardia: sono 797 le attive iscritte fino al 1940 su un totale regionale di 1.497, quasi una su due. Seguono Varese con 254, Como con 125 e Bergamo con 86.

I settori prevalenti delle imprese più antiche sono: industria, immobiliare e commercio.

Confartigianato, assemblea il 3 luglio con Massetti, Bonino e Fumagalli

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eventi by

Appuntamento il 3 luglio con la 69esima Assemblea Generale di Confartigianato di Brescia (e Lombardia Orientale). L’evento si terrà all’Auditorium di Confartigianato (via Orzinuovi 28, a Brescia), dalle 18, e avrà per titolo: “Sessant’anni di Unione europea. Una scommessa per il futuro”.

Dopo la relazione di Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Brescia e Lombardia, porterà i suoi saluti il prefetto Annunziato Vardè, seguito dal sindaco di Brescia Emilio Del Bono e da Emma Bonino (ministro degli Esteri, già Componente Commissione Europea), che verrà intervistata da Nunzia Vallini (direttore del Giornale di Brescia). Le conclusioni saranno invece affidate a Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato.

San.Arti: riaperti i termini per iscriversi

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Evidenza/Servizi by

Brescia – Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale informa che sono riaperti i termini per l’iscrizione all’unico fondo italiano di assistenza integrativa che si rivolge ai dipendenti e ai titolari delle aziende artigiane San.Arti. Un fondo di assistenza sanitaria integrativa ideato per tutto il settore dell’artigianato e costituito dai principali sindacati dei lavoratori e dalle associazioni dell’artigianato e attivo dal 2013 per garantire a tutti gli iscritti i servizi sanitari integrativi attraverso il rimborso totale dei ticket ed in percentuale per le visite specialistiche, l’alta diagnostica, gli interventi chirurgici, la prevenzione cardiologica ed oncologica, le prestazioni odontoiatriche e quanto previsto dal nomenclatore sanitario del fondo. L’iscrizione per i dipendenti è gratuita e avviene automaticamente con i versamenti dei contributi a carico delle aziende artigiane come contrattualmente previsto. Titolari, soci e collaboratori delle aziende artigiane, nonché i familiari dei dipendenti e dei titolari, soci e collaboratori, possono invece sottoscrivere l’adesione volontaria a San.Arti. versando una quota annuale. Per poter contare sulle prestazioni del Fondo per l’anno 2018, la sottoscrizione volontaria andrà fatta entro il prossimo 15 dicembre. Informazioni ed approfondimenti sulle opportunità offerte da Sanarti e sui costi per la sottoscrizione, possono essere richieste rivolgendosi ai principali uffici di Confartigianato Brescia. «Il fondo fornisce prestazioni sanitarie “su misura” per la domanda di salute dei titolari e dei dipendenti, con le loro famiglie, delle imprese artigiane – precisa il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – e rappresenta un welfare integrativo con prestazioni innovative e di alta qualità rispetto ad un’offerta di servizi pubblici generica e spesso carente. Attraverso San.Arti., si conferma il valore della cultura partecipativa e dei principi di sussidiarietà e di mutualismo espressi nelle relazioni sindacali dell’artigianato. Un modello che responsabilizza le parti sociali e che assume straordinaria importanza».

Calano le imprese under 35 a Brescia, in crescita solo tatuatori e broker

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Crisi/Economia/Lavoro/Tendenze by
Un tatuatore all'opera

Dai dati del Registro Imprese elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Brescia sono 11.349 le imprese bresciane guidate da giovani con meno di 35 anni, ovvero il 9,5% delle imprese registrate. Valore questo che colloca Brescia in quarta posizione nella graduatoria regionale, ex equo con Bergamo, per presenza dei giovani nel tessuto imprenditoriale.  Donne e stranieri sono i protagonisti delle giovani imprese bresciane: quasi un’impresa giovanile su tre è guidata da donne, mentre il 24% delle imprese under 35 è condotta da stranieri. Le attività produttive gestite dai giovani bresciani si concentrano prevalentemente nei settori tradizionali quali: il commercio (che assorbe il 21,7% delle imprese giovanili), le costruzioni (il 16,4% con 1.866 imprese), turismo con alloggio e ristorazione (12,2%), servizi alla persona (8,1%) e industria manifatturiera (7,9%).

Esercitano per la maggior parte l’attività di impresa da titolare, infatti oltre sette imprese giovanili su dieci sono gestite da imprenditori individuali. Più nel dettaglio i giovani titolari gestiscono bar e ristoranti; fanno i barbieri, i parrucchieri e i tatuatori; i muratori ed i tinteggiatori; gli agenti e broker delle assicurazioni; gestiscono imprese di pulizie e manutenzione del paesaggio; conducono aziende agricole associate all’allevamento di animali; vendono autoveicoli ed eseguono riparazioni; svolgono il commercio ambulante.

Nell’ultimo anno la base imprenditoriale giovanile si è ridotta del 4,3% corrispondenti a 505 imprese in meno. Intensa la diminuzione negli ultimi cinque anni: -21%, ovvero 3.006 imprese in meno. Gli effetti della crisi economica sono evidenti, tra il 2011 e il 2016 si è assistito ad un processo di invecchiamento della componente direttiva delle imprese bresciane. Nel 2011 circa 11,7% dei titolari o soci delle imprese era costituito da under 35, nel corso degli anni la componente si è progressivamente ridotta fino ad arrivare al 9,5% del 2016.

L’andamento negativo è determinato dal crollo delle imprese di costruzioni, diminuite in un anno dell’11,5% e del 46,1% in cinque, settore che continua a scontare gravi difficoltà, a cui si aggiunge la flessione dell’industria manifatturiera (-6,6% sul 2015; -32,4% sul 2011); dell’agricoltura (-1,6% sul 2015; -20,2% sul 2011); del commercio (-2,2% sul 2015; -13,7% sul 2011). Più contenuto il calo nel settore della ristorazione (-2,6% sul 2015; -4,3% sul 2011) e nell’aggregato degli altri servizi (-2,8% sul 2011; -15,4% sul 2011). Nonostante la diminuzione generalizzata degli imprenditori under 35, i giovani bresciani creano nuove opportunità imprenditoriali nelle attività finanziarie e assicurative come agenti e broker delle assicurazioni (cresciuti rispetto al 2011 del 19%); sono attivi anche nei servizi di supporto alle imprese, con attività di pulizia di edifici, di cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole), di servizi di fotocopiatura e disbrigo pratiche.

Anche nei servizi alla persona si rileva una certo dinamismo, in particolare nell’ambito delle attività di cura del benessere fisico con l’apertura di centri di yoga e shiatsu, nonché nelle attività di tatuaggi e piercing.

Astana, anche Confartigianato tra i protagonisti di Expo 2017

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Export/Personaggi by

Astana – Kazakistan – «Un importante confronto con realtà internazionali sull’Energia del Futuro vista dalle MPI» così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti in occasione della missione internazionale conclusa ieri ad Astana, in Kazakistan all’Expo 2017 dedicato proprio al tema dell’energia. La delegazione – guidata dal presidente Massetti con i due vice presidenti di Confartigianato Lombardia Giovanni Barzaghi e Marco Galimberti, insieme al segretario generale Vincenzo Mamoli e alla responsabile delle relazioni Istituzionali Roberta Gagliardi – ha preso parte a una serie di incontri legati alla settimana di protagonismo di Regione Lombardia ed improntati al tema “Future Energy”, filo conduttore dell’esposizione internazionale che chiuderà il 10 settembre.

Dando continuità alla partecipazione attiva a Expo Milano 2015, Confartigianato ha portato nel confronto ad Astana la visione delle MPI in tema di risparmio energetico, energie rinnovabili e green economy, presentando le proprie iniziative e i propri strumenti a supporto delle imprese.

CEnPi – Consorzio energia per le imprese, Settimana per l’Energia e azioni di promozione di network di imprese a sostegno delle opportunità di business, sono stati gli argomenti al centro dell’intervento del presidente Massetti, anche in qualità di delegato nazionale di Confartigianato Energia e Multi Utilities, al seminario internazionale “Lombardy way to Green Future”. Ad arricchire la missione ad Expo Astana 2017 gli incontri con rappresentanze istituzionali ed imprenditoriali del Kazakistan, Cina e Russia. «Essere chiamati a dare una testimonianza del lavoro di

Confartigianato sul tema dell’energia del futuro è stato per noi un privilegio – conclude il presidente Massetti – e da questa missione torniamo con ulteriori stimoli e idee nate dal confronto con altre realtà internazionali. Auspico che la nostra proposta di creare sinergie progettuali per le MPI con Expo Astana 2017, già a partire dalla prossima edizione della Settimana per l’Energia, possa trovare l’interesse delle Istituzioni e delle organizzazioni imprenditoriali».

Export lombardo verso l’Ue vale 61,9 miliardi

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Export by

L’Unione Europea, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat per l’anno 2016, vale per la Lombardia 138 miliardi di scambi nel 2016 (61,9 miliardi l’export e 76,3 miliardi l’import), in crescita (+1,5%) rispetto all’anno precedente. In dieci anni restano abbastanza stabili i rapporti economici con i paesi dell’Europa, circa 140 miliardi (da 136 a 138 miliardi, + 1,3%), ma accelera il business extra europeo (da 76 miliardi a 89 miliardi, +16,8%).

La dipendenza dai Paesi dell’Unione cala così nel decennio di tre punti percentuali, dal 64% degli scambi al 61%. Di opportunità economiche nei Paesi dell’Unione Europea, in particolare nel settore degli appalti pubblici, si è parlato oggi in un convegno in Camera di commercio di Milano. Unione Europea, per scambi la Lombardia pesa il 30,4% sul totale italiano, che ammonta a 454 miliardi (+2,5%). Milano prima tra le province lombarde con uno scambio di 57 miliardi (+1,8%): 41 miliardi (+0,4%) l’import e 15 miliardi (+5,7%) l’export, rispettivamente il 54% e il 25% del totale lombardo. Seguono Bergamo (+2,8%) e Brescia (-0,2%) con quasi 15 miliardi, Varese con 9 miliardi (-2,9%), Pavia con 7 miliardi (+1,2%) e Mantova con 6 miliardi (+2,1%).

Importa soprattutto prodotti manifatturieri per un valore di 73 miliardi, in crescita del 1,3% rispetto al 2015. Bene anche l’import di prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e della pesca con 1,6 miliardi, +5,7%. In calo, invece, l’import di prodotti dell’attività di trattamento dei rifiuti: passa da 1,4 miliardi nel 2015 a 1,1 miliardi nel 2016 (-15,3%). Anche nell’export lombardo prevalgono i prodotti manifatturieri per un valore di 61 miliardi (+2,2%): Milano resiste al primo posto tra le province con 15 miliardi (+6,5%), seguita da Brescia con 9,2 miliardi (+0,5%) e Bergamo con 8,8 miliardi (+1,7%). Nello specifico tra i prodotti manifatturieri, la Lombardia importa sostanze e prodotti chimici (12 miliardi, -3,4%), computer e apparecchi elettronici (9,6 miliardi, -2,8%) e macchinari (7,9 miliardi, +9,3%). Mentre esporta soprattutto prodotti in metallo per un valore di 11 miliardi (+3,5%), macchinari per 10 miliardi (+1,6%), sostanze e prodotti chimici per 7 miliardi (+4,4%) e abbigliamento (+1,8%) e mezzi di trasporto (-2,1%) per oltre 5 miliardi.

Milano esporta in Unione Europea soprattutto macchinari e sostanze e prodotti chimici per oltre 2 miliardi. Bene anche l’export di abbigliamento e prodotti in metallo, rispettivamente 1,6 miliardi e 1,9 miliardi. Tra le altre province Brescia esporta prodotti in metallo per un valore di 3 miliardi e macchinari per 2 miliardi; Bergamo esporta macchinari e sostanze chimiche per quasi 2 miliardi; Lecco e Monza e Brianza esportano soprattutto prodotti in metallo per oltre un miliardo; Lodi, infine, esporta un miliardo di apparecchi elettronici.

Antiriciclaggio, sportello di Confesercenti per aiutare le imprese

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ANAMA (Associazione Nazionale Agenti Mediatori d’Affari) Confesercenti della Lombardia Orientale ha attivato presso la sede di Via Salgari 2/6 a Brescia un nuovo sportello di consulenza, finalizzato a fornire alle imprese le necessarie informazioni e chiarimenti sugli adempimenti dettati dalla normativa antiriciclaggio. L’attivazione del servizio cade in un momento di particolare attenzione per la materia: è del 24/05/2017, infatti, la notizia che il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato un decreto legislativo che detta disposizioni più severe in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento delle attività terroristiche. In questo contesto la normativa, (che risale alla fine 2007 con il recepimento della III direttiva europea nel DLgs 231/2007) vede un’ampia platea di soggetti obbligati ai relativi adempimenti ma, in considerazione dell’importanza e delicatezza attribuita dal legislatore all’ambito delle transazioni nel settore immobiliare, investe in modo particolarmente gravoso le Agenzie Immobiliari come soggetti obbligati all’identificazione e adeguata verifica della clientela e approccio basato sul profilo di rischio.

Presso l’Associazione via Salgari, ogni primo mercoledì del mese, a partire dal prossimo 14 giugno, previo appuntamento, le imprese avranno a disposizione un consulente che farà loro un “checkup” per mostrare rispetto ai singoli casi concreti i passi che l’imprenditore deve muovere per restare in regola con la normativa e i suoi prossimi aggiornamenti.

Per maggiori informazioni e per appuntamenti sono disponibili gli uffici   Confesercenti Lombardia Orientale tel. 030-2421697;   e-mail: info@comservizi.it

Allevatori, Pé: tutti in campo per salvare i servizi alle aziende

in Agricoltura e allevamento/Associazioni di categoria/Economia by

Un piano di intervento regionale per salvare le Associazioni degli allevatori che garantiscono servizi alle aziende e sicurezza ai consumatori. E’ questa la proposta lanciata da Germano Pé, presidente dell’Associazione Interprovinciale Allevatori di Brescia e Bergamo e presidente dell’Aral (l’associazione regionale degli allevatori lombardi) dopo gli ultimi tagli dei fondi nazionali per i servizi agli allevamenti. “La situazione poco rosea è sotto gli occhi di tutti e dalla Conferenza fra Stato e Regioni non sono emerse soluzioni rispetto alla diminuzione delle risorse – spiega Pé –. Penso che remando tutti nella stessa direzione, svolgendo ognuno il proprio compito, senza divisioni o polemiche inutili, possiamo trovare una strada da percorrere che porti a una riorganizzazione condivisa ed equilibrata delle Apa. Certo non possiamo aspettarci miracoli, soprattutto quando i tagli sono a livello nazionale, ma conosciamo tutti l’impegno dell’assessore Fava per gli allevatori e le nostre produzioni”.

Nel frattempo, a livello lombardo, le Apa hanno già avviato ognuna per la parte di propria competenza, una riorganizzazione che coinvolge servizi e personale, snellendo procedure e burocrazia e stringendo ancora di più i controlli sui costi. La situazione è comunque complicata. Ad esempio l’ultimo bilancio dell’Aipa di Brescia e Bergamo ha chiuso in rosso di due milioni a causa della riduzione delle risorse pubbliche. “Ma la nostra è una realtà economicamente solida – conclude il presidente Germano Pè – Abbiamo riserve superiori a 6,2 milioni di euro, stanziate nel corso degli anni per far fronte a rischi ed iniziative varie: tuttavia la riduzione dei finanziamenti pubblici ci deve portare a ragionare sempre più con una visione regionale. Dobbiamo rendere sempre più efficiente il nostro sistema in modo da gestire al meglio le risorse disponibili”.

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