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Editoria, nel Bresciano sono 227 le aziende attive

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Libri, foto da Piaxabay

Artigianato e piccole imprese attive nell’editoria e nella stampa a Brescia. Numeri chiave che forniscono un’immagine di provincia vivace, legata a un mondo fatto di piccole imprese di qualità, dove il 98.3% dei 791 addetti sono occupati in PMI sotto i 50 addetti e dove marcato è il peso rappresentato proprio dalle imprese artigiane: se nella media lombarda rappresentano il 26,2% del totale delle imprese del comparto, a Brescia questa percentuale sale sino al 51,7%. A livello lombardo sono 1.974 le imprese artigiane legate alle attività editoriali e di stampa e riproduzione di supporti registrati (il 17,3% del totale Italia) e di queste, dopo Milano con 697 imprese artigiane, c’è Brescia, con 227 e al terzo posto Bergamo con 190. Brescia che segnala in questa particolare classifica, una dinamica positiva di due imprese secondo gli ultimi dati disponibili all’anno 2017. Dati che emergono dal recente studio realizzato dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, in occasione dell’edizione 2018 di Librixia – la fiera del libro di Brescia, al via da sabato in piazza Vittoria e che sino al 7 ottobre animerà le giornate con incontri e presentazioni con al centro il libro. Uno studio che analizzando i più recenti dati disponibili, si addentra nel mondo delle attività editoriali e di stampa, dei piccoli editori, del processo di digitalizzazione del settore, canali di vendita e tempo dedicato ai libri.

«Un mestiere di qualità, che regge la concorrenza della stampa on line, sia per la tempestività, ma soprattutto per la versatilità e la qualità del servizio e del prodotto offerto. Grazie a qualità e artigianalità la carta stampata non morirà mai» commenta il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti:

Un mestiere vario, rappresentato da molteplici attività quelle delle 227 imprese artigiane attive (a tutto il 2017) nel mondo editoriale e della stampa a Brescia (9 sono piccoli editori, il 37,5% dei 24 editori totali) somma delle imprese che sottendono la stampa e le attività editoriali e che si occupano principalmente di: stampa di riviste ed altri periodici, pubblicati meno di quattro volte alla settimana, stampa di libri e opuscoli, spartiti e manoscritti di musica, mapp, album, agende, calendari ed altri stampati commerciali; materiale stampato tramite stampa tipografica, offset, rotocalcografia, flessografia, serigrafia ed altre macchine da stampa; stampa diretta su tessuti, plastica, vetro, metallo, legno e ceramica; stampa su etichette e cartellini; stampa su articoli pubblicitari e stampa di pubblicità su automezzi.

Processo di digitalizzazione che ha spinto negli ultimi anni la diffusione di supporti elettronici, ma che non sfonda sul mercato degli e-book e che ha favorito invece l’acquisto on line dei libri con il 24,6% di persone dai 14 anni in su hanno acquistato e ordinato libri on line. Sempre da ultimi dati nazionali disponibili: gli editori che oltre ai libri a stampa hanno pubblicato anche opere esclusivamente in formato e-book sono il 6,4%, mentre la quota di opere in formato e-book sul totale delle opere pubblicate a stampa è del 35,8%. in crescita di 20,6 punti tra il 2011 e il 2016.

Un mestiere specifico dunque, come quello dell’editore e di produzione libraria, che si occupa di tutti i processi ideativi, grafici e offset, sino alle strategie editoriali, oltre alla confezione fisica del libro e alla sua distribuzione. «Essere un libraio oggi significa essere artigiani del libro e della cultura. Se da una parte l’editoria elettronica e il diffondersi dei devices favoriranno una crescita degli e-book, dall’altro aumenterà la domanda di una editoria di qualità, selezionata, alta, confezionata a regola d’arte, che dovrà offrire quello che un libro elettronico non ha, carta e rilegatura di qualità, ottima stampa, grafica accurata e tattile, un crescente ritorno all’artigianalità delle origini» conclude il presidente Eugenio Massetti.

Lo studio si dedica inoltre al tempo dedicato dai lombardi ai libri: il 48,9% delle persone hanno letto libri negli ultimi dodici mesi (anno ultimo di rif. dati Istat 2016) superiore alla media italiana del 40,5%. Lombardia al 4° posto nel rank nazionale dopo Friuli V.G., Trentino A.A. e Valle d’Aosta. Ultimo dato interessante: la quantità dei libri presenti nelle librerie degli italiani e dei lombardi: se il 63,2% delle famiglie italiane ha una libreria con al massimo 100 titoli, tra i lombardi quasi il 10% (9,9%) ne possiede più di 400.

Artigianato e piccole imprese attive nell’editoria e nella stampa a Brescia. Numeri chiave che forniscono un’immagine di provincia vivace, legata a un mondo fatto di piccole imprese di qualità, dove il 98.3% dei 791 addetti sono occupati in PMI sotto i 50 addetti e dove marcato è il peso rappresentato proprio dalle imprese artigiane: se nella media lombarda rappresentano il 26,2% del totale delle imprese del comparto, a Brescia questa percentuale sale sino al 51,7%. A livello lombardo sono 1.974 le imprese artigiane legate alle attività editoriali e di stampa e riproduzione di supporti registrati (il 17,3% del totale Italia) e di queste, dopo Milano con 697 imprese artigiane, c’è Brescia, con 227 e al terzo posto Bergamo con 190. Brescia che segnala in questa particolare classifica, una dinamica positiva di due imprese secondo gli ultimi dati disponibili all’anno 2017. Dati che emergono dal recente studio realizzato dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, in occasione dell’edizione 2018 di Librixia – la fiera del libro di Brescia, al via da sabato in piazza Vittoria e che sino al 7 ottobre animerà le giornate con incontri e presentazioni con al centro il libro. Uno studio che analizzando i più recenti dati disponibili, si addentra nel mondo delle attività editoriali e di stampa, dei piccoli editori, del processo di digitalizzazione del settore, canali di vendita e tempo dedicato ai libri.

«Un mestiere di qualità, che regge la concorrenza della stampa on line, sia per la tempestività, ma soprattutto per la versatilità e la qualità del servizio e del prodotto offerto. Grazie a qualità e artigianalità la carta stampata non morirà mai» commenta il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti:

Un mestiere vario, rappresentato da molteplici attività quelle delle 227 imprese artigiane attive (a tutto il 2017) nel mondo editoriale e della stampa a Brescia (9 sono piccoli editori, il 37,5% dei 24 editori totali) somma delle imprese che sottendono la stampa e le attività editoriali e che si occupano principalmente di: stampa di riviste ed altri periodici, pubblicati meno di quattro volte alla settimana, stampa di libri e opuscoli, spartiti e manoscritti di musica, mapp, album, agende, calendari ed altri stampati commerciali; materiale stampato tramite stampa tipografica, offset, rotocalcografia, flessografia, serigrafia ed altre macchine da stampa; stampa diretta su tessuti, plastica, vetro, metallo, legno e ceramica; stampa su etichette e cartellini; stampa su articoli pubblicitari e stampa di pubblicità su automezzi.

Processo di digitalizzazione che ha spinto negli ultimi anni la diffusione di supporti elettronici, ma che non sfonda sul mercato degli e-book e che ha favorito invece l’acquisto on line dei libri con il 24,6% di persone dai 14 anni in su hanno acquistato e ordinato libri on line. Sempre da ultimi dati nazionali disponibili: gli editori che oltre ai libri a stampa hanno pubblicato anche opere esclusivamente in formato e-book sono il 6,4%, mentre la quota di opere in formato e-book sul totale delle opere pubblicate a stampa è del 35,8%. in crescita di 20,6 punti tra il 2011 e il 2016.

Un mestiere specifico dunque, come quello dell’editore e di produzione libraria, che si occupa di tutti i processi ideativi, grafici e offset, sino alle strategie editoriali, oltre alla confezione fisica del libro e alla sua distribuzione. «Essere un libraio oggi significa essere artigiani del libro e della cultura. Se da una parte l’editoria elettronica e il diffondersi dei devices favoriranno una crescita degli e-book, dall’altro aumenterà la domanda di una editoria di qualità, selezionata, alta, confezionata a regola d’arte, che dovrà offrire quello che un libro elettronico non ha, carta e rilegatura di qualità, ottima stampa, grafica accurata e tattile, un crescente ritorno all’artigianalità delle origini» conclude il presidente Eugenio Massetti.

Lo studio si dedica inoltre al tempo dedicato dai lombardi ai libri: il 48,9% delle persone hanno letto libri negli ultimi dodici mesi (anno ultimo di rif. dati Istat 2016) superiore alla media italiana del 40,5%. Lombardia al 4° posto nel rank nazionale dopo Friuli V.G., Trentino A.A. e Valle d’Aosta. Ultimo dato interessante: la quantità dei libri presenti nelle librerie degli italiani e dei lombardi: se il 63,2% delle famiglie italiane ha una libreria con al massimo 100 titoli, tra i lombardi quasi il 10% (9,9%) ne possiede più di 400.

Riparazione auto, un business per 3434 imprese bresciane

in Associazioni di categoria/Automotive/Confartigianato/Economia/Partner/Tendenze by
Riparazione auto

Al II trimestre dell’anno in corso a Brescia sono 3.434 le imprese totali appartenenti alla filiera auto composta da produzione e servizi, fabbricazione di autoveicoli, fabbricazione di carrozzerie, produzione parti e accessori, fabbricazione di motociclette e dei servizi di vendita autovetture, manutenzione e riparazione di autoveicoli. Di queste 135 sono attive nella produzione (in calo del -2,2% dallo stesso periodo dello scorso anno) e 3.299 sono imprese dei servizi e del commercio con una variazione positiva del 1,8%. Una filiera che dà lavoro a 16.835 addetti, 9.741 dei quali (il 57,9%) in imprese con meno di 50 addetti. È quanto emerge dall’analisi del comparto “Alcuni numeri chiave sulla filiera auto in Lombardia” pubblicato dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia in occasione della consegna del 36esimo premio Confartigianato Motori all’Autodromo di Monza nello scorso weekend, in concomitanza con il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Entrando nel dettaglio, sul totale delle imprese sono 1.695 le imprese artigiane attive nella manutenzione e riparazione di autoveicoli, in lieve calo rispetto alle 1.704 del II trim 2017 (-0,5%). Sempre artigiane, questa volta in aumento del 1,2%, sono le 414 imprese (erano 409 nel II trim 2017) attive nelle riparazioni di carrozzerie.
«Tradizione e innovazione, tecniche artigiane e tecnologia sono tutte caratteristiche che appartengono al mondo dell’autoriparazione» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «I nostri artigiani, le nostre carrozzerie, meccanici, autoriparatori hanno il dovere di crescere per la sicurezza stradale e il rispetto dell’ambiente. Inoltre abbiamo incrementato l’attenzione alla formazione, potenziato le attrezzature di officine e imprese per restare al passo con l’innovazione delle nuove tecnologie. La tecnologia è cambiata completamente in questi anni, l’elettronica è il motore dei veicoli moderni e un’alleata importante delle automobili di oggi e di domani. Proprio sulla formazione professionale si sta giocando la partita del rilancio dell’occupazione giovanile italiana, da sempre una delle curve più pericolose della nostra economia. Il nostro Ufficio Studi ha da poco diffuso i dati sull’apprendistato, dimostrando come sia questa la porta d’accesso privilegiata al mondo del lavoro per i nostri giovani. Nonostante questo, l’Italia non si rende conto che apprendere un mestiere è fondamentale, per i giovani e per tanti territori come quello bresciano così ricco di piccole imprese e il settore dell’automotive racchiude un’ampia gamma di mestieri, di comparti e di figure professionali che richiedono una formazione completa e qualificata. In questo senso, l’apprendistato è l’unica via intelligente e sostenibile in chiave futura per i giovani».
Ma dal recente studio nazionale sul settore emerge anche la preoccupazione per il rischio dazi Usa sulle auto di produzione Ue che colpirebbe in modo diretto e indiretto anche i piccoli produttori della componentistica Made in Italy. L’Italia è infatti il primo paese Ue per addetti nelle piccole imprese della componentistica e le imprese italiane che esportano parti e accessori per autoveicoli sono ancor più esposte al problema in quanto il primo mercato estero di riferimento (21 per cento delle esportazioni) è la Germania, primo esportatore europeo di auto e parti accessorie negli Stati Uniti.
Inoltre, un sondaggio proposto in occasione dell’evento e che ha coinvolto un migliaio di imprese della filiera dell’autoriparazione, sempre realizzato da Confartigianato a livello regionale, annovera come prima problematica legata alla propria attività, quella legata al rischio della diffusione di prodotti acquistati on line, che entrano così nella circuito dell’automobile, con danno per le imprese e rischio per gli utenti. Una problematica, quella della concorrenza sleale, sentita da oltre la metà degli interessati (50,8%).
«Operatori abusivi che popolano il sommerso, in un mondo parallelo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle casse dello Stato, alle imprese regolari, ai consumatori. Un fenomeno che ha ripercussioni negative non solo sui fatturati delle imprese che producono gli originali, ma anche per la concorrenza sleale subita dai distributori ufficiali e per i rischi che corrono gli acquirenti, spesso inconsapevoli» commenta il presidente di Confartigianato Massetti. Un sondaggio che ha purtroppo riscontri numerici accertati dalla stessa Confartigianato nell’ultima assemblea: l’economia sommersa nella filiera auto è un fenomeno in crescita: in quattro anni il valore aggiunto creato dal lavoro irregolare è aumentato di quasi il 9% e il numero degli operatori abusivi è lievitato del 2,5%.

Massetti (Confartigianato) al governo: siamo preoccupati, ascoltateci

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia by

«Condividiamo in pieno le preoccupazioni del presidente di Confindustria Boccia e di gran parte del mondo economico, ma noi non intendiamo scendere in piazza: piuttosto continueremo a bussare alle porte dei ministri offrendo le nostre idee e i nostri progetti per rilanciare le imprese, vero motore dell’economia e base per poter realizzare molte delle misure annunciate dal governo in campagna elettorale». Così – secondo quanto riportato da Brescia News – si è espressso Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia Lombardia che prosegue: «Poche volte siamo scesi in piazza ma, forse sarà un caso, dopo l’ultima è caduto un Governo. Per questo ritengo importante, per noi ma anche per i nostri interlocutori, cercare il dialogo. Un confronto dove scambiarsi idee e pareri e dal quale possono nascere quelle soluzioni necessarie perché le cose ricomincino a girare per il verso giusto. Del resto, dopo mesi di proclami, bisognerà arrivare alle scelte vere e alcune di queste ci preoccupano molto. Soprattutto visto il clima di incertezza e di continua battaglia che sembra essere calato sul Paese, che frena la fiducia degli imprenditori e rende la ripartenza sempre più difficoltosa».

Per Massetti ciò che serve, prima di tutto, è una seria riflessione da parte del Governo. Un esempio? «Si dà tanto addosso alla Germania, senza pensare che dobbiamo ringraziare le grandi case automobilistiche tedesche se le fabbriche italiane e gli artigiani italiani vengono scelti come loro fornitori. Perché se è vero che noi siamo i migliori, è altrettanto verto che questa cosa va riconosciuta. Non possiamo dare continuamente addosso a chi ci dà il lavoro. Certamente alcuni atteggiamenti vanno chiariti; si può ridiscutere di tutto, ma c’è modo e modo. Non possiamo continuare ad assistere a chi fa campagna elettorale per le prossime elezioni demolendo anche quel che di buono è stato fatto in passato. Gli imprenditori non ci stanno. Vogliono un cambiamento, ma che sia un cambiamento vero nei confronti delle imprese. È per questo che come Confartigianato stiamo mettendo in atto azioni di persuasione e di collaborazione nei confronti di vari ministeri, con delle controproposte sulla tassazione, sull’Iva, sulla riduzione della percentuale del cuneo fiscale. Sulle cose che chiediamo da sempre, cioè, ma che di fatto sono ancora ferme al palo. Anche perché i problemi sono gli stessi di sempre, ma c’è un atteggiamento di paura che si sta innescando e non fa bene. Per questo continueremo a proporre soluzioni: il tema vero è se ci ascoltano. In Italia, solo per citare il comparto artigiano, ci sono 500mila imprese, 96mila delle quali in Lombardia, che decidono spontaneamente di pagare una tessera annuale per associarsi: vuol dire che ripongono la loro fiducia in noi. E noi non vogliamo tradire quella fiducia. Mi auguro che i ministri di questo governo lo capiscano» conclude Massetti.

Sabato 14 aprile a Confartigianato arriva l’open day per gli imprenditori

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Dedicare e condividere il tempo di una colazione insieme per dare una svolta alla propria impresa. Questo il senso dell’open day di Confartigianato Brescia, chiamato “Conf@day”, in calendario sabato 14 aprile, a partire dalle ore 9,30 e aperto a tutti, che si terrà presso la sede centrale di via Orzinuovi 28 a Brescia. Confartigianato apre le porte a tutti gli imprenditori per un’occasione informale dove poter conoscere la realtà da sempre vicina al mondo dell’impresa e dell’artigianato bresciano.

Dopo una  colazione offerta – secondo quanto riportato da Brescia news – seguiranno i saluti del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti e la visita alla sede dove saranno presentati i servizi e i vantaggi che Confartigianato offre all’imprenditoria in un confronto aperto con i vari funzionari responsabili dei diversi settori. Tutto questo in un’ottica di condivisione e confronto per  trasmettere alle imprese il valore e l’importanza di partecipare alla vita associativa. Ambiente, formazione, credito, sicurezza, contabilità, consulenze. E poi energia, bandi, welfare aziendale, assistenza legale: i funzionari di Confartigianato saranno disponibili ad affrontare problematiche specifiche che le singole imprese vorranno affrontare.

La partecipazione è gratuita, ma è comunque preferibile dare conferma della propria presenza entro mercoledì 11 aprile inviando la scheda di iscrizione presente sul sito www.confartigianato.bs.it oppure scrivendo a area.categorie@confartigianato.bs.it o, ancora, chiamando i numeri 030/3745.283-284.

Bollette energia, Massetti: no a Pmi come strumenti per far cassa

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Energia/Eugenio Massetti/Partner/Personaggi by
Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Se all’inizio era confusione (QE 20/2) ora si può parlare di vero e proprio caos. La vicenda della socializzazione in bolletta degli oneri non pagati dai clienti morosi ha scatenato una reazione collettiva, in parte alimentata da notizie imprecise o false. È il caso della campagna partita l’altro ieri sui social network e su whatsapp, che annuncia un addebito di 35 euro sulla bolletta elettrica di aprile legato proprio al nodo morosità. Cifra campata in aria, ma non priva di fondamento. Visto che proprio l’altro ieri l’Autorità per l’Energia ha stimato un impatto sui clienti domestici di circa 2 € annui (seppure in relazione al solo debito accumulato dai distributori nei confronti dei venditori, QE 22/2). Peraltro con tempistiche più a lungo termine e sulla base di un meccanismo “graduale”.

La stessa Codacons è intervenuta ieri per precisare che “si tratta di una bufala a tutti gli effetti”. Ma non per questo l’associazione dei consumatori attenua la propria contestazione contro i provvedimenti dell’Autorità annunciando anzi di avere in preparazione un ricorso al Tar Lombardia contro la delibera 50/2018, quella che appunto tende a spalmare in bolletta il debito dei distributori. E si è mossa anche Confartigianato, che però si concentra più sul dco 52/2018 relativo ai rimborsi ai venditori. «L’Autorità per l’Energia ci ripensi. È inaccettabile la decisione di far pagare ai consumatori in regola gli oneri di sistema non riscossi dai clienti morosi. Si tratta di una scelta iniqua, che deresponsabilizza l’intera filiera energetica e danneggia le dinamiche concorrenziali del mercato» precisa Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia e delegato di Confartigianato nazionale all’Energia che prosegue: «I clienti che rispettano i propri obblighi contrattuali dovrebbero accollarsi gli oneri di sistema di chi non paga? Se le società di vendita di energia falliscono non vi è forse anche una responsabilità di chi doveva vigilare? E se le imprese non sono in grado di valutare efficacemente la serietà dei propri clienti perché i costi di queste manchevolezze devono essere pagati da chi non ne è responsabile?».

Massetti giudica «incomprensibili le ragioni dell’Autorità, alla quale chiediamo di ritirare la consultazione sul meccanismo di riconoscimento degli oneri non riscossi ai venditori e di convocare al più presto tutti gli operatori del mercato dell’energia. Dopo le agevolazioni agli energivori, non sono accettabili ulteriori balzelli che trasformano le bollette delle piccole imprese in strumenti per “fare cassa” e compensare inefficienze in attività di legislazione, regolazione e controllo».

Economia, ecco cosa chiedono alla politica le imprese bresciane

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Imprese in rete, i dati della provincia di Brescia

Dodici fra le più importanti Organizzazioni di rappresentanza del territorio unite per rappresentare le proprie istanze ai candidati alle elezioni regionali con un documento congiunto.

Un documento strategico per sostenere con un’azione di sistema le istanze delle imprese bresciane in un momento cruciale per la competitività del nostro territorio, basato su dieci punti strutturati per offrire alla politica una prospettiva strategica territoriale, basata su progetti tesi a favorire lo sviluppo, il sostegno alle imprese (in particolare alle PMI) nel mondo 4.0., favorire la crescita e l’occupazione, in particolare quella giovanile.

Obiettivi imprescindibili, senza i quali non sarà possibile contrastare disuguaglianza e povertà, favorire lo sviluppo di un’economia circolare, ridurre i divari e garantire una crescita inclusiva e dinamica.

Questi i temi analizzati dalle Organizzazioni di rappresentanza d’impresa, calati in un’ottica legata esclusivamente al nostro territorio:

·      Valorizzazione del rapporto associativo e trasparenza;

·      Formazione;

·      Lavoro, Welfare e responsabilità sociale;

·      Infrastrutture;

·      Ambiente ed energia;

·      Competitività e ricerca e innovazione;

·      Accesso al credito;

·      Internazionalizzazione;

·      Semplificazione amministrativa e contenimento del costo della PA;

·      Autonomia lombarda anche per i Comuni e i corpi intermedi.

Brescia non può più aspettare: come sintetizzato da Giuseppe Pasini, Presidente di AIB “Sono lieto che così tante importanti Organizzazioni di rappresentanza del territorio abbiano aderito a questa iniziativa: presentare un documento unico ai candidati alle prossime elezioni regionali che rappresenti le istanze socio-economiche più stringenti per il nostro territorio.  Gli imprenditori bresciani sono stanchi di vane promesse che durano lo spazio di un’elezione. Siamo un territorio ricco di potenzialità, proiettato verso una crescita solida e sostenibile e in grado di tener testa ai competitor internazionali, come dimostrano i dati sull’export che vedono Brescia al quarto posto fra le province esportatrici italiane con 14,5 miliardi di euro nel 2016 (fonte ISTAT). Per proseguire in questo cammino virtuoso, abbiamo bisogno che la Regione e le Istituzioni ci sostengano, siano al nostro fianco e non siano viceversa la spina nel nostro fianco. Un esempio su tutti, la questione infrastrutture: se penso al raccordo autostradale della Val Trompia e all’assurdo paradosso burocratico contro il quale il territorio e le imprese si trovano a lottare da anni, mi chiedo semplicemente: perché? Il nostro territorio è uno dei motori dell’economia del nostro Paese e la politica deve prodigarsi per sostenere le imprese e i lavoratori con programmi e progetti di ampio respiro e strutturati sul lungo termine, che consentano alle imprese di lavorare, assumere e investire in un clima stabile. Sui programmi, e solo su quelli, valuteremo i candidati.”.

Incalza Douglas Sivieri, Presidente di Apindustria: “Affinché la crescita che stiamo riscontrando possa diventare più solida, necessitiamo di una politica industriale che guardi al lungo periodo con interventi ed impegno corposi, a livello nazionale ma anche regionale. In primo luogo per quanto riguarda la formazione: le misure a sostegno di ITS e IFTS vanno intensificate e ci auguriamo che la Regione contribuisca all’adeguamento delle tecnologie e degli strumenti in uso negli istituti tecnici così che gli studenti formati siano allineati alle esigenze del mercato. Ma interventi sono indispensabili anche per quanto riguarda le infrastrutture (non solo in termini di viabilità ma anche tecnologici) e nelle politiche a supporto delle PMI, per le quali qualcosa è stato fatto, ma chiediamo alla Regione di proseguire intensificando misure dedicate per esempio all’accesso al credito e all’internazionalizzazione.  Solo in questo modo, operando in un clima favorevole di sviluppo, le imprese potranno raggiungere una stabilità maggiore.”

Per Bortolo Agliardi, Presidente dell’Associazione Artigiani, “il sistema impresa nel suo complesso ha fatto rete, al di la dei personalismi e degli interessi di parte. Non ci si deve vergognare di fare lobby perché pensiamo di rappresentare quella parte sana del Paese che produce e genera ricchezza. Per questo immaginiamo che la politica debba scendere dallo scranno del “non luogo” del parlamento e si riappropri del “luogo” Paese fatto di tanti imprenditori e i tanti lavoratori che esprimono vitalità e prosperità. Le sintesi dei problemi che abbiamo rappresentato hanno però una matrice unica che deve essere assolutamente sconfitta “quella burocrazia che sta falcidiando le attività e che frenano gli investitori stranieri. Per questo desideriamo un impegno preciso che vogliamo misurare nei fatti concreti e non nelle parole/promesse di una campagna elettorale spesso svuotata dei contenuti veri che vorremmo veder affrontati”.

Per il Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: “Sottolineare sinteticamente e congiuntamente alcune priorità per il contesto Provinciale Bresciano è fondamentale per chiedere che i punti qui raccolti siano oggetto per tutti i candidati, di un preciso impegno da promuovere e attuare se eletti. Dal canto nostro il valore artigiano rappresenta e deve rappresentare quell’insieme di valori storici tutt’oggi attuali, ai quali ci ispiriamo e che ci consentono di rappresentare gli interessi generali del ceto medio produttivo vera spina dorsale del sistema produttivo bresciano e che si confronta con due grandi sfide di cambiamento: globalizzazione dei mercati e tecnologie digitali. Riteniamo che lo sviluppo della regione Lombardia, quale locomotiva del Paese, passi dalla crescita competitiva delle PMI. Chiediamo un impegno per sostenere la transizione delle micro e piccole imprese nel nuovo contesto competitivo, rendendo maggiormente attrattiva la Lombardia per chi vuole investire e fare impresa, liberando le imprese dalle “zavorre” che le affliggono. Crediamo infine che le parti sociali debbano essere considerate una risorsa strategica: non si può prescindere da chi sul territorio ha una presenza capillare, un radicamento storico, la conoscenza delle imprese e dei loro bisogni. L’economia si è messa finalmente a crescere, con l’occupazione e gli investimenti in crescita, con l’export che aumenta e con la fiducia per il futuro che sta tornando ad avere cittadinanza nelle MPI e nell’artigianato. Siamo però consapevoli che il contesto di mercato si è fatto più difficile, ad esempio, proprio per le imprese più piccole, per quanto riguarda l’accesso al credito”.

Evidenzia Eleonora Rigotti Presidente CNA “sottolineiamo l’importanza di essere riusciti a fare sistema tra diverse sigle imprenditoriali bresciane, orientando il documento agli interessi ed allo sviluppo delle imprese che rappresentiamo. Ci presentiamo coesi, per tutelare il territorio tra i più manifatturieri e produttivi in Italia ed Europa.

Abbiamo bisogno di più attenzione da parte del mondo politico e di vedere realizzate le nostre proposte per far crescere la nostra economia e consolidare lo sviluppo, per non fermarsi davanti a una timida ripresa. La forza di essere uniti, proseguirà anche dopo le elezioni, per verificare che quanto richiesto abbia un seguito concreto e fruibile dalle imprese.”

Sul tema delle infrastrutture, sottolinea Sergio Piardi, Presidente della F.A.I. di Brescia come “Una viabilità valida al servizio del trasporto merci e passeggeri rappresenta una immensa potenzialità per l’economia regionale. Senza l’autotrasporto le merci non si muovono: ecco perché migliorare le infrastrutture è uno degli obiettivi primari per favorire lo sviluppo della circolazione delle merci e delle persone. È impossibile pensare di posticipare ancora il totale ripristino, delle infrastrutture attualmente in grande sofferenza sul territorio, quali ponti e viadotti interdetti al traffico o limitati nella portata perché non reggono neppure il traffico quotidiano, nonché la realizzazione delle opere ancora in sospeso (es: raccordo autostradale della Val Trompia)”.

Entra ancora di più nel merito Ettore Prandini Presidente della Federazione Provinciale Coltivatori Diretti, sottolineando gli interventi che servirebbero al nostro sistema agroalimentare: “Dobbiamo lavorare per rafforzare la sovranità alimentare del nostro Paese; tutelare il vero made in Italy; accelerare l’insieme dei processi di educazione all’imprenditorialità.

Tutto ciò ha come ovvia premessa il mantenimento di una linea ferma in Europa contro chi ipotizza tagli dei fondi destinati all’agricoltura (Pac), rafforzando nel contempo tutte le misure che escludono la “rendita” e puntano ad un’assegnazione degli aiuti alla luce del contributo alla sostenibilità sociale e quindi all’occupazione da parte delle imprese agricole.

Si tratta di misure strutturali che – al pari dell’esenzione dell’Irpef, dell’Irap, dell’Imu, del Bonus verde e delle misure di decontribuzione per i giovani imprenditori – hanno consentito al settore agricolo, di rilanciare l’occupazione, anche in questi anni di crisi. Misure “strutturali” certo, ma che per la pluralità delle funzioni espresse dal mondo agricolo – in termini diretti e indiretti – trovano giustificazione e riconoscimento sociale.”

Tante le istanze aperte: Pier Giorgio Piccioli Presidente della Confesercenti della Lombardia Orientale dichiara: “Confesercenti auspica una particolare attenzione ai temi del turismo quale volano di sviluppo dell’economia locale , valorizzando il ruolo delle imprese ricettive e della ristorazione, anche in chiave di valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche del nostro territorio. La salvaguardia della rete distributiva rappresenta un importante presidio per i centri storici e il tessuto connettivo della socialità. Infine il credito, attraverso il sostegno ai Confidi, diviene uno dei supporti fondamentali per rilanciare le PMI garantendo adeguati investimenti”.

Così il Presidente Mariano Mussio di Assopadana “In dieci anni il mondo è cambiato completamente e per salvarsi le imprese hanno dovuto camminare su binari diversi rispetto a quello dei governanti. Per salvarci e progredire è necessario trovare una giusta direzione che accomuni tutti gli intenti se non gli interessi, altrimenti qualsiasi sforzo fatto da una parte o dall’altra risulta vano”.

Conclude Tiziano Pavoni, Presidente di Ance Brescia: “Il manifesto per i candidati regionali è frutto di un intenso e proficuo lavoro di confronto e sintesi di tutto il mondo produttivo bresciano. Il punto centrale, al di là dei singoli aspetti pur rilevanti, è che burocrazia asfissiante, norme troppo stringenti, poco chiare se non contraddittorie insieme ad iter amministrativi opachi sono i maggiori ostacoli per le imprese bresciane, che invocano una semplificazione amministrativa per competere meglio. L’intreccio e la sovrapposizione di distorte prassi amministrative, ad esempio, in tema ambientale e urbanistico è una zavorra non più sostenibile. Questo è il principale intervento che si chiede a chi governerà la Lombardia: semplificare. All’Amministrazione regionale le imprese non chiedono favori o di allentare i controlli ma regole chiare, semplici, attuabili.”

LE ASSOCIAZIONI CHE HANNO FIRMATO

Associazione Industriale Bresciana,

ANCE – Collegio Costruttori Edili,

Apindustria,

Associazione Artigiani di Brescia e Provincia,

Assopadana,

CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa,

Confagricoltura Brescia,

Confartigianato Imprese – Brescia e Lombardia Orientale,

Confcooperative Brescia,

Confesercenti,

FAI – Federazione Autotrasportatori Italiani,

Federazione Provinciale Coltivatori Diretti

Massetti (Confartigianato): voucher digitalizzazione, opportunità per le Pmi

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Gli investimenti digitali sono una tendenza ormai consolidata nelle scelte degli imprenditori. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia tra il 2014 e il 2016, il 45% delle imprese con almeno 10 addetti ha investito in tecnologie per la sicurezza informatica, il 28% ha puntato su beni e servizi legati a applicazioni web e app. Il 18,4% hanno riguardato investimenti in social media, il 16,1% per il cloud computing, l’11,4% per le vendite online e il 10% nell’area internet delle cose. Più selettivi gli investimenti in tecnologie relative ai big data (4,9%), robotica (3,5%), stampa 3D (2,7%) e realtà aumentata e realtà virtuale (1,3%). Ma, soprattutto, dallo studio condotto da Confartigianato emerge in maniera netta che per il 46% dei piccoli imprenditori la molla per investire nella digitalizzazione è rappresentata dagli incentivi e dalle agevolazioni fiscali. «Il Governo ha recepito le sollecitazioni di Confartigianato su questo fronte, confermando misure particolarmente gradite ai piccoli imprenditori. Iper ammortamento, super ammortamento, “Nuova Sabatini” sono strumenti utili per rilanciare gli investimenti e innovare la produzione delle piccole imprese. In particolare, proprio la “Nuova Sabatini”, che finanzia a tassi agevolati gli acquisti delle piccole imprese in macchinari, impianti e attrezzature, dedica un particolare capitolo per le spese in tecnologie digitali» spiega il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti.

Un invito, quello di Confartigianato alle imprese bresciane, ad utilizzare proprio l’opportunità dei voucher digitalizzazione delle Pmi: contributi a fondo perduto, erogati sotto forma di voucher alle imprese messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico. Una misura di sostegno e incentivo che prevede una dotazione di 100 milioni di euro per coprire fino al 50% degli inveestimenti fatti in azienda. Il termine della presentazione delle domande, che devono essere presentate direttamente sul sito del MiSe è il 9 febbraio prossimo. Ogni imprese potrà presentare una sola domanda e dovrà indicare il luogo dove verrà implementato il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico dell’azienda che comprende l’acquisto di software, hardware e servizi per lo sviluppo tecnologico e la trasformazione digitale dei processi produttivi e degli strumenti dell’azienda. «L’invito è di sfruttare l’opportunità offerta dai voucher digitalizzazione per investire nello sviluppo digitale dell’imprese, nella dotazione tecnologica, efficienza e organizzazione del lavoro, oltre che per lo sviluppo delle attività web, compreso l’e-commerce. Possiamo facilmente riconoscere in questi tutti gli elementi chiave su cui si discute in questi tempi. Il valore artigiano è una combinazione tra saper fare, funzionalità, personalizzazione e bellezza che distingue e premia la nostra produzione nel mondo. Grazie alle tecnologie digitali, le straordinarie competenze, la flessibilità e la creatività degli imprenditori si possono creare nuovi prodotti, conquistare nuovi mercati prima preclusi se accompagnati proprio dagli investimenti tecnologici» conclude il presidente Massetti.

Prestiti alle Pmi, Massetti (Confartigianato): Brescia tra le peggiori in Regione

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Per le piccole e medie imprese bresciane resta difficile accedere al credito. La recente eleborazione flash dell’Ufficio Studi di Confartigianato (su base dati Banca d’Italia), secondo quanto riferito dal quotidiano on line BsNews.it, registra a livello nazionale un calo dei prestiti a giugno per l’artigianato del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2016 e a Brescia il dato è ancora più negativo: -6,9% per un valore dello stock complessivo erogato alle aziende pari a 1.760 milioni. Con il dato a livello regionale che si attesta a -5,8%, peggio di Brescia fanno solo Lodi (-8,8%) e Mantova (-7,2%), confermando una tendenza negativa in ogni analisi trimestrale ormai dal 2014 e con il picco negativo proprio del giugno di quest’anno.

«Il denaro per i piccoli imprenditori continua ad essere scarso e costoso. Si bloccano così sviluppo e investimenti, rallentando ulteriormente un sistema produttivo che fatica a recuperare il terreno perduto» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue «la maggiore difficoltà di accedere a strumenti di finanziamento bancario non è da considerarsi certo conseguenza della minore qualità del credito delle piccole imprese che presentano una quota di crediti deteriorati del 25,5%, inferiore rispetto al 28,2% di una impresa medio-grande. Inoltre, una piccola impresa, paga un tasso di interesse effettivo superiore a quanto pagato da una impresa medio-grande e nonostante questo l’erogazione è ancora in calo».

Una flessione tuttavia generalizzata, quella che riguarda i prestiti alle imprese artigiane: a livello nazionale, l’analisi dei prestiti all’artigianato evidenzia a giugno 2017 uno stock, comprensivo delle sofferenze, di 41 miliardi di euro, in calo in un anno di 2,5 miliardi: in percentuale il 5,8 in meno e in flessione rispetto al 4,5% rispetto a marzo 2017. In cinque anni, ossia tra il giugno 2012 e il giugno 2017) i prestiti all’artigianato si sono ridotti complessivamente di circa un quarto (-23,1%), pari a 12,3 miliardi di euro in meno, calo oltre una volta e mezzo quello registrato dal totale imprese (-13,5%).

Lo studio di Confartigianato conferma proprio come il costo del credito, in tutte le regioni, sia pagato dalle piccole imprese con un tasso di interesse superiore a quello delle imprese medio-grandi: una piccola impresa, in media nazionale, paga un tasso di interesse effettivo pari al 7,07% superiore di 301 punti base rispetto al 4,06% pagato da una impresa medio-grande.

«Bisogna invertire la rotta e farlo con i fatti perché le imprese artigiane bresciane sono circa 35mila e costituiscono il vero tessuto produttivo del nostro territorio, le loro sofferenze sono calate e nel lungo periodo danno un ritorno superiore. Sappiamo che il credito è il carburante indispensabile per un’impresa e per questo motivo, anche grazie alla nostra Cooperativa Artigiana di Garanzia di Confartigianato Brescia ci poniamo come autorevoli mediatori fra gli imprenditori e le banche facilitando l’accesso al credito e ottenendo tassi e condizioni vantaggiose per i nostri associati. In particolare supportiamo le aziende in tutti i passaggi, a partire dalla messa a punto della ducumentazione, dei business plan, fino al controllo dei costi bancari. Abbiamo chiuso il 2017 con la consapevolezza che siano incrementate le richieste di finanziamento per l’acquisto di beni produttivi come i macchinari e per l’implemento dei capannoni e non più solo per ragioni di liquidità di cassa e questo è già un buon segnale» conclude il presidente Massetti.

Energia, Massetti (Confartigianato): rischio stangata da un miliardo per Pmi

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Eugenio Massetti, Confartigianato Brescia

Nel 2018 la bolletta elettrica delle piccole imprese potrebbe aumentare fino a 1,2 miliardi di euro per effetto degli sgravi sugli oneri generali di sistema alle grandi industrie energivore previsti dalla Legge Europea varata a metà novembre dal Parlamento. È l’allarme lanciato dal presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, delegato proprio per l’energia, il quale segnala che il costo delle agevolazioni agli energivori sarà finanziato con aumenti a carico dei piccoli imprenditori. «Si rischia una vera e propria stangata – sottolinea Massetti – che si aggiungerebbe ai maggiori costi che le piccole imprese già pagano oggi a causa dell’assurda disparità di trattamento nella distribuzione degli oneri generali di sistema: consumano il 25% di energia e pagano il 35% degli oneri, per una cifra complessiva che nel 2016 è arrivata a 5,6 miliardi di euro».

Confartigianato esprime forte preoccupazione per gli effetti di questi rincari sulle piccole imprese in una fase in cui sono fortemente impegnate a cogliere i segnali della ripresa. «Non dimentichiamo che proprio i settori manifatturieri a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese stanno trainando il nostro export con una crescita del 5,6% negli ultimi 12 mesi – prosegue il presidente Massetti. Energia elettrica e gas sono fattori di produzione essenziali per le nostre imprese e il loro prezzo e le condizioni di approvvigionamento incidono sulla competitività dell’azienda. Anche per questo Confartigianato dedica quindi un’attenzione particolare al mercato dell’energia e grazie ai consigli di Confartigianato, è possibile decidere il fornitore di energia più conveniente e adatto alle proprie esigenze produttive. Confartigianato che ha costituito consorzi come il CEnPI a Brescia, per l’acquisto di energia, che permette alle imprese di abbattere i costi nell’acquisto di energia sul mercato libero dell’elettricità, ma anche del gas. L’imprenditore che si rivolge a Confartigianato può negoziare i prezzi di fornitura direttamente con l’operatore prescelto e ottenere sconti significativi sul prezzo dell’energia grazie al CEnPI. Invitiamo perciò le aziende a fare squadra intorno al CEnPI e di avvalersi di questa struttura. Basta rivolgersi ad uno dei nostri uffici territoriali per aderire al consorzio e delegare lo stesso per l’avvio delle forniture a condizioni assolutamente vantaggiose» conclude il presidente Massetti.

La scossa delle energie rinnovabili, se ne parla martedì a Confartigianato

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Pannelli solari, energie rinnovabili a Brescia

Tutto è pronto per l’avvio della Settimana per l’Energia, manifestazione ideata da Confartigianato Imprese Bergamo e giunta alla sua nona edizione, in programma dal 23 al 28 ottobre, quest’anno con rilevanza regionale, grazie al coinvolgimento dell’intero sistema lombardo di Confartigianato. Sei giornate di appuntamenti, convegni e iniziative culturali, destinati a imprenditori, professionisti, studenti e famiglie per approfondire i temi della sharing economy e dell’economia circolare, due sistemi economici innovativi che propongono cambiamenti e opportunità in ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Saranno 16 gli eventi che per sei giorni seguiranno il fil rouge definito dal titolo della manifestazione: “Economia circolare e sharing economy: il Presente per un Futuro sostenibile”. Tematiche di estrema attualità, la sharing economy e l’economia circolare, rappresentano due sistemi economici innovativi che propongono alle imprese, ai professionisti, ma anche ai cittadini e alle istituzioni, dei profondi cambiamenti del proprio modo di essere e di operare e sono portatori di interessanti opportunità di business in un’ottica di sostenibilità ecologica, economica e sociale.

Appuntamento bresciano martedì 24 ottobre alle ore 19.00 con la presentazione del libro “Civiltà solare: l’estinzione fossile e la scossa delle energie rinnovabili” organizzato da Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale alla presenza del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, dell’autore Gianluca Ruggieri, coordinati da Carlo Piccinato, segretario generale Confartigianato Brescia.
Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: “La nostra società, anche a seguito della crisi che ci ha investito per lunghi anni, si è trovata a dover affrontare un importante cambio di paradigma che sta interessando tutti: il passaggio dall’attuale modello di “economia lineare”, caratterizzata dalla produzione di “scarti” e rifiuti, ad un nuovo modello di “economia circolare”, che prevede il riuso e il riciclo di beni, risorse e avanzi di lavorazione. Un sistema che, oltre ad essere “amico dell’ambiente”, può apportare importanti benefici economici grazie ad un uso più efficiente delle risorse disponibili. Questo nuovo modello ben si coniuga con la sharing economy, la nuova forma di economia collaborativa che sta venendo avanti anche nel nostro Paese e che propone forme di consumo basate sulla condivisione e sull’utilizzo in comune di beni e risorse anziché sulla proprietà. Ne sono un esempio le piattaforme per l’uso temporaneo di beni o servizi. L’obiettivo è come sempre approfondire i temi per promuovere la diffusione della cultura e delle buone prassi e individuare opportunità di incontro e qualificazione professionale per le imprese e per i giovani”.
Una manifestazione che vede il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo, Confartigianato Imprese Bergamo, ANCE Bergamo, Confcooperative, l’Ordine degli Architetti, l’Ordine degli Ingegneri, Imprese & Territorio, la Camera di Commercio con l’Azienda Speciale Bergamo Sviluppo, l’Ufficio Scolastico Territoriale, l’Università, l’Associazione Cetri Tires ed UBI Banca. La novità di quest’anno è l’allargamento dei confini della Settimana per l’Energia che fa acquisire alla manifestazione una portata regionale: è stata infatti coinvolta anche Confartigianato Lombardia, la federazione regionale di Confartigianato, con sede a Milano, in collaborazione con la quale verrà organizzato l’evento di apertura che si terrà proprio nel capoluogo lombardo. Inoltre l’intero Sistema regionale delle Associazioni aderenti a Confartigianato Lombardia collabora con la Settimana per l’Energia: saranno infatti 7 gli eventi organizzati in altre province grazie all’impegno delle Confartigianato di Milano-Monza, Brescia, Varese, Lodi, Lecco e Como, compreso un evento fuori regione organizzato a Novara da Confartigianato Imprese Piemonte Orientale.
Tutti gli incontri della Settimana per l’Energia sono a ingresso libero e gratuito; sul sito www.settimanaenergia.it, è possibile consultare il programma dettagliato, in continua evoluzione, e la rassegna stampa della Settimana e registrarsi agli eventi d’interesse. È possibile seguire la Settimana per l’Energia anche su Facebook: https://www.facebook.com/ Settimanaenergia/

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