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Confartigianato

San Giuseppe, il 22 marzo a Ome la messa degli artigiani bresciani

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Verrà celebrata presso la Chiesa San Filippo a Ome mercoledì 22 marzo alle ore 10.30 l’annuale festa in occasione di San Giuseppe, il santo protettore degli artigiani, organizzata dal Gruppo Anap, l’associazione nazionale artigiani e pensionati di Confartigianato Brescia. Quest’anno, oltre alla presenza del presidente Anap Brescia Luigi Venturini e del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, l’invito è stato esteso anche al presidente nazionale Anap Giampaolo Palazzi, al segretario nazionale Anpa Fabio Menicacci e al Vicepresidente del gruppo ANAP Nazionale Giovanni Mazzoleni. Al termine della funzione religiosa l’incontro proseguirà presso il Ristorante “I Due Angeli” via Pianello, 19 sempre a Ome. Per informazioni contattare la responsabile dell’ufficio Anap di Confartigianato Brescia Tiziana Pesci 030/3745289 oppure il presidente Anap Brescia Luigi Venturini 335/6371230. Durante il momento conviviale si farà il punto anche sulle tante attività che saranno portate avanti anche quest’anno dall’Anap di Brescia fondata nel 1990: oltre al patrono degli artigiani S. Giuseppe, alla “Festa del Socio” a settembre, alle visite guidate, passando per gli incontri contro le truffe e sulla prevenzione all’Alzheimer, ma l’occasione più importante sarà la festa regionale dell’Anap che per la prima volta, nel prossimo maggio, si terrà proprio a Brescia. Anziani e pensionati artigiani di Confartigianato, dunque, sempre più attivi e presenti anche sul territorio, perché se “l’artigiano non chiude mai bottega”, di certo, non lo è neppure il pensionato.

Confartigianato, sempre più donne alla guida delle imprese bresciane

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Sempre più donne alla guida delle imprese bresciane. In grado di affrontare meglio il cambiamento dei tempi. Persino la dinamica in Lombardia dell’occupazione femminile (+1,7%) – secondo lo studio recente di Confartigianato Lombardia divulgato oggi – cresce nell’ultimo anno di più di quella maschile (+1,5%). Con una dinamica occupazionale in Lombardia sul ungo periodo (2009-2016) ancora più marcata se considerato il terzo settore, quello dei servizi: +8,8% per le donne, +5,6% per i maschi.

A Brescia si contano 5.257 imprese artigiane guidate da donne, il 13,9% delle 37.907 presenti in Lombardia. Brescia è al secondo posto, dietro solo a Milano con le sue 10.794 imprese gestite da donne. E a Brescia, di queste 5.257, 794 sono gestite da donne under 35 e 583 da donne straniere. Un’incidenza sul totale delle imprese artigiane bresciane del 15,1%, esattamente in linea con il dato lombardo dove Brescia fa meglio persino nella percentuale di imprese artigiane gestite da donne under 35 sul totale delle imprese gestite da donna: sono oggi il 17,8%.
Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «I nuovi dati confermano l’intraprendenza delle donne nell’impresa, sempre più votate alla guida di imprese artigiane e a fronte di una persistente difficoltà che riguarda a quasi totalità delle imprese, le imprese artigiane guidate da donne sembrano reggere meglio. Nel 2016 è aumentato il tasso di incidenza sul totale delle imprese e cosa ancora più positiva la loro occupazione. Spesso non trovando lavoro ci si crea un’attività. Uomo o donna non fa certo differenza, l’importante è la professionalità e le donne possono fare di tutto e fare la differenza».

Maggiore incidenza per le imprese guidate da donne è nei servizi alla persona: è il 40,2% delle imprese totale lombarde rosa, identico dato di Brescia, con la confezione di articoli di abbigliamento e servizi d’informazione e informatici a cui segue il manifatturiero (14,7%) e i servizi alle imprese (13,9%) con attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi. Chiude la percentuale di imprese rosa a Brescia dedite alle costruzioni: l’1,9% del settore.
Per la presidente del Gruppo Donne Impresa Confartigianato Brescia Cristina Erbifogli: «Le imprenditrici rappresentano un patrimonio fondamentale per il nostro tessuto produttivo e devono essere incoraggiate e sostenute. Perché quella al femminile è una vitalità imprenditoriale che porta ricchezza, posti di lavoro e stabilità sociale. Per tutte loro Confartigianato Donne Impresa si è impegnata a tutti i livelli per far sì che anche le lavoratrici autonome potessero accedere ai benefici dello Stato previsti nell’ultima finanziaria: bonus baby sitter, contributo asili nido, bonus bebè e Confartigianato è in grado di aiutare le donne imprenditrici ad accedere a queste agevolazioni».

Tutte le novità della finanziaria spiegate a Lumezzane da Confartigianato

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EUGENIO MASSETTI

Le legge finanziaria e il collegato fiscale spiegati agli artigiani sul territorio. La nuova contabilità “per cassa”, l’Iri – l’imposta sul reddito d’impresa. E poi l’addio agli studi di settore e i nuovi indici di affidabilità, la conferma del super ammortamento per l’acquisto di beni strumentali e l’introduzione dell’iper ammortamento, lo spesometro e tutta una serie di altri adempimenti. «La Legge di stabilità 2017 rappresenta una vera e propria rivoluzione fiscale per le aziende artigiane – come l’ha definita Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale.

Proprio per questo – continua Massetti – abbiamo organizzato questo tour sul territorio per fare il punto sulle principali novità della normativa e le opportunità e i rischi delle varie misure previste». In calendario l’ultimo incontro giovedì 9 marzo, ore 20:00 a Lumezzane, nella sede operativa della Croce Bianca di Via Madre Lucia Seneci. Ad illustrare le misure, oltre al presidente di Confartigianato Eugenio Massetti sarà presente il direttore e responsabile dell’Area Fiscale di Confartigianato Brescia Fulvio Tedoldi. L’incontro è a ingresso libero e gratuito. Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Assistenza fiscale di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale al numero 030/3745265.

Confartigianato, Sarnico è presidente nazionale del settore legno

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GIOVANNI BATTISTA SARNICO

Giovanni Battista Sarnico è il nuovo presidente della Federazione “Legno Arredo” di Confartigianato Imprese. Sarnico, 46 anni, bresciano, sindaco di Ospitaletto, imprenditore nel settore dei serramenti in legno, è stato eletto dai presidenti dei Gruppi di Mestiere facenti parte della Federazione di Confartigianato. Sarnico, che succede al biellese Samuele Broglio, avrà l’importante compito di rappresentare le imprese della filiera del legno di Confartigianato, con l’obiettivo di valorizzare i diversi settori, di rafforzare il collegamento con i territori e di presidiare tutti gli ambiti in cui è coinvolta la Federazione. Il nuovo Consiglio direttivo è composto da Andrea Fantini (Friuli-Venezia Giulia), Tullio Polo (Trento), Bruno Mazzariol (Veneto), Leonardo Fabbroni (Toscana).

Per il neo presidente Sarnico: «Un ringraziamento particolare al predecessore Samuele Broglio per il grande lavoro svolto nei suoi mandati come consigliere prima e come presidente poi e a tutta la Confartigianato per il sostegno. Il nuovo Direttivo ha voluto esprimere la sua stima a Broglio conferendogli i mandati per rappresentare Confartigianato Legno presso i tavoli di normazione internazionali in virtù della sua riconosciuta rara competenza e conoscenza della materia.

Soddisfazione espressa dal presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Un ottimo risultato, che conferma la grande considerazione che gode Confartigianato Brescia a livello nazionale nel campo del lavoro e dell’operato di Confartigianato in rappresentanza dell’impresa.  Mobili e complementi d’arredo made in Italy entrano nelle case di tutti noi, sono protagonisti della storia del design, impreziosiscono le abitazioni, gli edifici pubblici e privati e sono il segno apprezzati per stile in tutto il mondo. Insieme al cibo e alla moda, sono i prodotti che tengono alta la bandiera della nostra manifattura sui mercati internazionali. Merito della cura meticolosa, del gusto, della creatività che gli artigiani incorporano nei capolavori dell’arredamento italiano».

«La federazione di categoria alla quale appartengo – aggiunge Sarnico – è stata costituita allo scopo di tutelare e promuovere gli interessi specifici dell’intero comparto artigiano del legno e dell’arredo. Per rappresentare al meglio gli associati curerò ancor più i rapporti con gli enti pubblici e privati, parteciperò ai tavoli di consultazione, alle commissioni ed alle riunioni tecniche sia nazionali che regionali. Ma seguirò soprattutto le attività finalizzate allo sviluppo del settore e alla crescita delle imprese che rappresento in particolare nel nostro territorio. Tra gli indirizzi di mandato c’è la volontà di mettere in evidenza il valore formativo ampliando il più possibile la collaborazione fra la scuola e il mondo imprenditoriale nella consapevolezza che solo preparando e formando le giovani generazioni alla cultura dei mestieri potrà esserci un futuro sostenibile per le lavorazioni artigiane di qualità» ha concluso il neo presidente nazionale della categoria Giovanni Battista Sarnico.

Credito alle aziende bresciane in calo del 5,9%. Massetti: invertire la rotta

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Erogazione di credito bancario ancora in calo nel 2016 per le piccole imprese della provincia di Brescia, come per quelle del resto della Lombardia. E a risentirne di più sono soprattutto i “piccoli” dell’artigianato. Più facile ottenerlo per le grandi imprese, sempre meno per le piccole. Così nel 2016 i soldi prestati alle imprese artigiane della provincia di Brescia sono diminuiti ulteriormente del 5,9% rispetto all’anno precedente. A livello regionale il dato si attesta a -4,9% e va peggio di Brescia solo a Como (-6,4%) e a Pavia (-6%). Lo rileva uno studio realizzato dall’Osservatorio di Confartigianato nel quale si evidenzia come a Brescia, ma non solo, il credito sia in continua diminuzione ormai dal 2014 con la punta negativa proprio nel settembre 2016.

«In provincia di Brescia le imprese artigiane sono oltre 35mila e costituiscono il vero tessuto produttivo del nostro territorio, eppure il denaro per i piccoli imprenditori continua ad essere scarso e costoso. Si bloccano così sviluppo e investimenti, rallentando ulteriormente un sistema produttivo già segnato dalla crisi e che fatica a recuperare il terreno perduto» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti. E non solo alle piccole imprese arrivano meno prestiti, ma anche a costi superiori: in Lombardia il tasso medio per le grandi aziende è del 4,11%, mentre per le attività artigiane è del 7,4%. in ogni caso a fine settembre lo stock di credito dedicato agli artigiani di Brescia ammontava a 1.851 milioni di euro (ovvero il 5,8% del totale del credito erogato sul totale delle imprese), in calo di 116 milioni di euro (-5,9% in un anno) e assorbendo a livello territoriale, questo sì dato d’orgoglio, ben il 19,6% dei prestiti totali dell’artigianato lombardo. A livello nazionale, a novembre 2016, i prestiti alle imprese medio-grandi risultavano in aumento del 0,4% mentre i prestiti alle imprese con meno di 20 dipendenti in flessione del 2% e per quelle fino a 5 addetti in calo dell’1%. In Italia, negli ultimi 5 anni (settembre 2011-settembre 2016) i prestiti all’artigianato si sono ridotti complessivamente di un quarto (-24,8%), pari a 14,1 miliardi di euro in meno, calo quasi doppio rispetto a quello del totale delle imprese (-13,9%).

«Bisogna credere di più nell’artigianato e nel valore che genera. Invertire la rotta e farlo con i fatti. Sappiamo che il credito è il carburante indispensabile per un’impresa e per questo motivo, grazie alla nostra cooperativa artigiana di Garanzia e al consorzio regionale Confidi Systema ci poniamo come autorevoli mediatori fra gli imprenditori e le banche facilitando l’accesso al credito e ottenendo tassi e condizioni vantaggiose per i nostri associati. Anche le banche diano più attenzione alle piccole imprese artigiane, per le quali le sofferenze sono calate e che nel lungo periodo danno un ritorno superiore» conclude il presidente Massetti.

Massetti: «Anche per questa volta abbiamo messo una pezza»

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«Anche per questa volta abbiamo messo una pezza». Così Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, dopo l’incontro che ha stemperato, almeno momentaneamente, la protesta dei tassisti contro l’emendamento contenuto nel Milleproroghe che rimanda al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale il ministero dei Trasporti deve emanare i decreti legislativi previsti da una norma dello scorso anno contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e Ncc.

Ora c’è un mese di tempo. Sarà avviato un tavolo di lavoro per la stesura di uno schema di decreto per misure tese a impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente e di riordino della legge quadro 21/92 al fine di migliorare il sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolare e salvaguardare il servizio pubblico, lotta all’abusivismo, migliorando l’incontro tra domanda e offerta.

«Il governo era presente in toto vista la gravità della situazione con il Ministro Sottosegretario e Viceministro. Rispetto alle richieste della totalità dei presenti e del mandato ricevuto dal direttivo di Confartigianato Taxi abbiamo ottenuto le due cose più importanti ovvero l’impegno di fare a breve i decreti attuativi dell’art. 29 1-quater e l’impegno a riscrivere la parte che ci riguarda nel DDL concorrenza. Ricordo che in questo ultimo provvedimento, se non si interviene è prevista la norma pro multinazionali e la prevedibile nascita del terzo settore non professionale visto che si parla, nell’esercizio della intermediazione tecnologica, di conducenti e non di vettori» prosegue Massetti.

Quindi già la prossima settimana, visto che al senato la votazione si chiude il 2 marzo, si potrà valutare la tenuta dell’accordo con la concreta possibilità che ricomincino le proteste.

Dopo tale data non vi sarà il tempo e la possibilità di modifiche al testo oggi in trattazione, ma da riscrivere grazie all’accordo, visto che il governo porrà la fiducia alla camera sul testo, frutto dell’accordo, che uscirà dal Senato il 2 marzo.

Già provati dalla crisi che ha ridotto il lavoro anche a Brescia, i tassisti rivendicando il rispetto della legge 21 del 1992 che stabilisce la cosiddetta “territorialità”, il principio secondo il quale la partenza di ogni corsa deve avvenire nel comune di appartenenza e che le multinazionali in gara per risucchiare il mercato italiano vorrebbero eludere.

Conclude il presidente Massetti dopo l’incontro in Confartigianato con il presidente della categoria Antonio Amodio per fare il punto della situazione: «Auspico che ci sia unità tra le sigle sindacali che rappresentano gli interessi dei tassisti convocate per la prossima settimana e che si arrivi con una proposta condivisa altrimenti avremo perso e qualcun altro farà la legge al posto nostro con tutti i rischi di un altro possibile sciopero a quel punto difficilmente giustificabile».

A Brescia il numero dei taxi operativi è di 103, comprendendo la provincia si arriva a 146. Oltre la metà di questi sono iscritti a Confartigianato, la maggiore associazione di riferimento per la categoria guidata da Antonio Amodio.

Massetti (Confartigianato): «Giù le mani dai tassisti»

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«Giù le mani dai tassisti. Terremo alta la guardia». Così Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, dopo l’incontro stamane con Antonio Amodio presidente Confartigianato Taxi Brescia. La categoria esprime grande preoccupazione anche a Brescia dove sale la protesta contro un emendamento al Milleproroghe che rimanda al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale il ministero dei Trasporti deve emanare i decreti legislativi previsti da una norma dello scorso anno contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e Ncc.

Per Antonio Amodio, presidente tassisti Confartigianato Brescia che conta la maggioranza dei taxi circolanti a Brescia e provincia: «Chiediamo che l’emendamento venga assolutamente ritirato. A preoccuparci sono misure che spianerebbero la strada alle multinazionali come Uber. In attesa dell’incontro con il Governo domani a Brescia i servizi sono stati garantiti, non si sono verificati blocchi né ripercussioni per l’utenza, ma siamo pronti a fermarci se dall’incontro non arriveranno notizie positive». Già provati dalla crisi che ha ridotto il lavoro, i tassisti scendono sul piede di guerra, rivendicando il rispetto della legge 21 del 1992 che stabilisce la cosiddetta “territorialità”, il principio secondo il quale la partenza di ogni corsa deve avvenire nel comune di appartenenza e che le multinazionali in gara per risucchiare il mercato italiano, vorrebbero eludere. Amodio sottolinea inoltre: «I tassisti hanno acquistato e investito fino a ieri in licenze e con questo emendamento, anche gli NCC diventerebbero tassiti a tutti gli effetti con conseguenze gravi per la nostra attività. Invitiamo tutti gli operatori taxi a partecipare alle opportune iniziative di lotta al fine di indurre il Governo ed in particolare il Ministro Graziano Delrio a ritirare l’emendamento. Invitiamo altresì le rappresentanze delle altre associazioni a serrare il confronto per giungere ad un’intesa la più larga possibile».

Conclude il presidente Massetti dopo l’incontro in Confartigianato con il presidente della categoria: «I tassisti di Confartigianato Brescia se da un lato comprendono le necessità relative alle molteplici mutazioni del mercato, dall’altro manifestano grandi preoccupazioni di una liberalizzazione selvaggia. Vanno garantite professionalità e sicurezza per l’utente. Sicurezza garantita solo da chi è in regola, come lo sono i nostri iscritti, che pagano tasse, già alte, seguono corsi di aggiornamento e offrono un servizio essenziale».

Pos, a Brescia sono 38mila. Massetti: costi d’esercizio troppo alti

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Moneta elettronica ai massimi e contanti in estinzione. L’era dei Pos ha preso piede anche a Brescia dove bancomat e carte di credito hanno sostituiscono sempre più banconote e monete. Nella sola provincia di Brescia, tra le attività e le imprese si è diffuso sempre di più passando dai 32.248 apparecchi del 2013, ai 33.846 del 2014, fino al boom dei 38.137 del 2015 con una variazione percentuale nel periodo tra il 2013 e il 2015 del 18,3%.

Molti, moltissimi, una rivoluzione digitale ufficializzata da un recente report della Banca d’Italia alla quale hanno partecipato le piccole e medie aziende, oggi sempre più propense ad accettare, senza eccezioni, pagamenti Pos. «Alle novità ci si abitua quando offrono comodità e sicurezza per i cittadini e la crescita delle operazioni è stata possibile grazie alla maggiore adozione da parte delle imprese di Pos. L’unico neo rimane quello delle commissioni, ancora troppo pesanti. Occorre un intervento per far sì che scendano a livelli più più adeguati e si allineino agli standard internazionali» così commenta Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia. In Italia lo scorso anno quasi 111 sono stati i miliardi di euro trasferiti senza l’uso di contanti. Picco storico per il nostro Paese che ha registrato un aumento record del 13,6% nelle transazioni Pos. Nell’ultimo triennio le transazioni elettroniche via Pos sono salite ad un ritmo otto volte più veloce di quello dei consumi.

L’analisi dei dati dell’Istat sull’ICT nelle famiglie evidenzia inoltre che sono 13.204.000 gli italiani che utilizzano servizi bancari via internet, pari al 41,3% degli utenti internet. Nel dettaglio, la quota è più elevata nei comuni dell’area metropolitana (48,0%) e negli adulti relativamente più giovani (48,7% tra 35 e 44 anni). Si osserva un gap di genere di quasi dieci punti, con il 46,0% degli uomini che utilizzano i servizi di home banking a fronte del 36,3% delle donne; nella classi di età più giovani il divario scende in modo vistoso e tra per giovani tra 25 e 34 anni si riduce a 3,3 punti.

In chiave territoriale la quota più elevata nel Nord (49,1%) seguita dal Centro (41,1%) e dal Mezzogiorno (28,8%). La regione con la maggiore quota di navigatori che effettuano operazioni di home banking è la Valle d’Aosta con il 54,5%, seguita dal Veneto con il 50,1%, dal Friuli-Venezia Giulia con il 50,0%, Piemonte e Lombardia con il 49,2%. Le quote più contenute in Puglia (27,7%), Calabria (24,8%) e Campania (23,2%).

Nel 2015 sono 3.063.141 le imprese – pari al 69,7% delle imprese non agricole – in possesso di servizi informativi e dispositivi di home banking, con cui ricevere informazioni e attivare per via telematica operazioni di pagamento. La quota è salita di 6,4 punti nell’ultimo anno. Inoltre vi sono 2.001.346 imprese (il 45,5% delle imprese) utenti dei servizi di corporate banking, servizi che permettono sia di inviare disposizioni di pagamento o di incasso sia di ricevere informazioni relative allo stato dei conti con riferimento a una pluralità di banche; la quota di utenti di corporate banking è salita di 4,8 punti nell’ultimo anno.

Anche a Brescia «la percentuale di imprese, in possesso di servizi di home banking con cui ricevere informazioni e attivare per via telematica operazioni di pagamento – spiega ancora Massetti – è salita di quasi 10 punti percentuali solo nell’ultimo anno, ed ora sette imprese su dieci ne sono provviste».

La Finanziaria spiegata alle imprese. Quattro incontri per Confartigianato

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Le legge finanziaria e il collegato fiscale spiegati agli artigiani sul territorio. La nuova contabilità “per cassa”, l’Iri – l’imposta sul reddito d’impresa. E poi l’addio agli studi di settore e i nuovi indici di affidabilità, la conferma del super ammortamento per l’acquisto di beni strumentali e l’introduzione dell’iper ammortamento, lo spesometro e tutta una serie di altri adempimenti. «La Legge di stabilità 2017 rappresenta una vera e propria rivoluzione fiscale per le aziende artigiane – come l’ha definita Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale. Proprio per questo – continua Massetti – abbiamo organizzato questo tour sul territorio per fare il punto sulle principali novità della normativa e le opportunità e i rischi delle varie misure previste».

In calendario i primi quattro incontri: si comincia giovedì 16 a Palazzolo sull’Oglio, presso la nuova sede di Confartigianato Brescia di via Brescia 4 a partire dalle ore 20. Secondo incontro il giorno seguente a Gavardo, nella sede di via Stazione 61, alle 19:30; terzo incontro martedì 21 alle ore 20:00 a Palazzo Todeschini a Desenzano di via Porto Vecchio. Ultimo appuntamento giovedì 9 marzo, ore 20:00 a Lumezzane, nella sede operativa della Croce Bianca di Via Madre Lucia Seneci. Ad illustrare le misure, oltre al presidente di Confartigianato Eugenio Massetti sarà presente il direttore e responsabile dell’Area Fiscale di Confartigianato Brescia Fulvio Tedoldi. Tutti gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito.

Massetti: segnali positivi sui mercati esteri, ma tira vento di chiusura

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Sempre più a fare la differenza non sono le virgole nella crescita o nella decrescita delle nostre imprese, ma un orizzonte più ampio, che consideri il fatto che stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti. E il nostro compito, quali associazioni di rappresentanza, è quello di operare a fianco delle Istituzioni per dare alle nostre imprese gli strumenti giusti per affrontarli. Serve essere strutturati per affrontare le nuove sfide del mercato, ma serve anche che siano create le condizioni perché nel 2017 possano ripartire gli investimenti, dal sostegno al credito al supporto allo sviluppo tecnologico e digitale delle MPI. Per questo la collaborazione con Regione Lombardia è un tema sempre più centrale perché strumenti come Manifattura Diffusa 4.0 o opportunità come il futuro dell’Area Expo si possano trasformare in occasioni concrete di crescita per le imprese artigiane lombarde. Come resta un elemento chiave trovare una sinergia, tutta a favore delle imprese, tra gli strumenti dei Confidi, Finlombarda e il Fondo Centrale di Garanzia”.

Così Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, commenta i risultati della congiuntura lombarda relativa al quarto trimestre 2016.

Il quarto trimestre 2016 segna per le aziende artigiane manifatturiere lombarde un incremento congiunturale (+0,5%) e un’accelerazione tendenziale (+1,4%), che portano a una crescita media annua dell’1,2%, molto vicina al +1,3% del 2015. L’indice della produzione resta però a quota 71,4 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100) rimanendo ancora ben lontano da 100 e 5 punti sotto il massimo post-crisi registrato nel 2011.

Da un punto di vista settoriale, chiudono il 2016 con un risultato sensibilmente positivo i settori delle manifatturiere varie (+2,3%), degli alimentari (+2,2%) e della meccanica (+2,1%) seguiti da gomma-plastica (+1,4%) e legno-mobilio (+0,8%) con incrementi più contenuti. Ancora numerosi i settori che classificano il 2016 come anno negativo: le pelli-calzature (-2,2%), i minerali non metalliferi (-2,2%), il tessile (-2,1%) e la siderurgia (-1,5%) presentano i risultati più negativi ai quali si associano con riduzioni dei livelli produttivi più contenute l’abbigliamento (-0,9%) e la carta-stampa (-0,6%).

Lo spaccato dimensionale vede le micro imprese ancora sofferenti (-0,5% le imprese con meno di 6 addetti) e le imprese di maggiori dimensioni che sostengono la crescita del settore (+2,1% le imprese da 6 a 9 addetti e +2,7% le imprese con più di 10 addetti).

Rimane prevalente la quota di aziende in crescita (43%) rispetto a quelle in contrazione (32%). Rimane stabile la quota di imprese artigiane che non registrano variazioni (25%).

Le imprese artigiane avvertono la svolta congiunturale della domanda interna registrando un +0,1% rispetto al trimestre precedente, ma questo risultato di fine anno è troppo debole per determinare una svolta tendenziale e il 2016 si chiude con una variazione media annua ancora negativa (-0,1%). Sul versante estero, dal quale il comparto artigiano ricava una quota del fatturato del 7% sul totale, i risultati confermano il rallentamento della domanda con una contrazione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e una variazione tendenziale che retrocede ai tassi di inizio anno (+3,4%) dopo aver raggiunto il 9% nei mesi estivi.

Sul fronte dell’occupazione, il tasso d’ingresso supera il livello di inizio anno (1,9%), mentre le uscite crescono maggiormente (2,2%) portando a un saldo negativo (-0,3%). Si riduce inoltre il ricorso alla CIG.

Le aspettative degli imprenditori artigiani riguardo a produzione e occupazione rimangono in area negativa, ma si avvicinano sempre più al punto di svolta. Sul versante della domanda le aspettative sono in assestamento con un saldo tra ottimisti e pessimisti praticamente nullo per la domanda estera e un lieve incremento del saldo negativo per la domanda interna

Stiamo vivendo un momento particolare – conclude il presidente Massetti – in cui sono in molti a chiedersi se stia iniziando una nuova fase storica, in cui la globalizzazione lascia il posto a un nuovo paradigma basato sulla chiusura dei confini e sul rilancio della sovranità nazionale. Non è dato sapere quali possano esserne le conseguenze sul piano più strettamente economico: il nostro tessuto imprenditoriale ha saputo affrontare la crisi, certo con una selezione nelle imprese non trascurabile, ma riuscendo comunque ad ottenere risultati positivi. Sapremo resistere anche ai venti di chiusura che stanno iniziando a soffiare a livello internazionale?”

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