Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Alimentare - page 5

Arriva un nuovo McDonald’s a Rezzato, aperte le selezioni per 20 posti di lavoro

in Alimentare/Economia/Lavoro by

McDonald’s apre un nuovo ristorante a Roncadelle e cerca 20 persone. Da oggi sono aperte le selezioni online per individuare i candidati che parteciperanno al McItalia Job Tour, l’evento itinerante di selezione del personale impiegato per le nuove aperture McDonald’s lungo la penisola.

Il McItalia Job Tour fa tappa nelle città sede dei nuovi McDonald’s e dà la possibilità di partecipare alle selezioni per diventare parte integrante del team di lavoro e gestione del nuovo ristorante, e di avere l’opportunità di lavorare in un contesto dinamico, giovane, informale e dalla forte identità di gruppo.

Entro il 26 agosto, i candidati interessati a lavorare nel nuovo McDonald’s potranno partecipare alla prima fase di selezione sul sito mcdonalds.it rispondendo ad alcune domande (disponibilità oraria, tipo di mansioni a cui si è interessati, area geografica di interesse etc) e inserendo il proprio cv. Ai candidati idonei verrà richiesta la compilazione di un test volto a individuare le aree comportamentali di forza dei candidati.

I candidati che supereranno il test verranno contattati da McDonald’s, riceveranno una convocazione con data e orario e avranno accesso ai colloqui individuali. Il McItalia Job Tour che avrà luogo a fine agosto sarà l’occasione per i candidati di ottenere tutte le informazioni sull’azienda e sul lavoro in McDonald’s, grazie alla presenza di crew, hostess e manager che già lavorano nei ristoranti della zona.

McDonald’s ha già creato, nel triennio 2013-2015, 3.000 posti di lavoro grazie all’apertura di 100 nuovi ristoranti. Per il 2016, McDonald’s Italia ha confermato l’impegno ad aprire circa 30 nuovi ristoranti, per un totale di quasi 1.000 posti di lavoro. Per cercare queste persone, per raccontare loro cos’è McDonald’s, per dare concretezza alla promessa, l’azienda ha deciso di organizzare il McItalia Job Tour.

Per la nuova apertura di Roncadelle, McDonald’s è alla ricerca di 20 persone dinamiche, predisposte al lavoro in team e al contatto con il cliente per le posizioni di Crew, Hostess e Steward.

Per maggiori informazioni e per inviare il proprio cv: www.mcdonalds.it/lavorare

Guido Berlucchi e Antica Fratta: conti spumeggianti

in Alimentare/Economia by

I conti in Franciacorta tornano. Eccome. A dirlo è il bilancio presentato nei giorni scorsi da Frazil, società – l’acronimo unisce le iniziali di nome e cognome di Franco Ziliani – che racchiude due delle più prestigiose cantine bresciane: Guido Berlucchi (detenuta al 57 per cento) e Antica Fratta (55 per cento), oltre al 100 per cento della toscana Caccia al piano 1868 di Castagneto Carducci. Frazil ha chiuso i conti del 2015 con ricavi per 43,6 milioni di euro, 3,7 in più dell’anno precedente, con 2,3 milioni di profitti. In questo quadro la parte del leone la fa ovviamente la Guido Berlucchi, passata da 37,6 a 40,7 milioni (4 milioni di utile),mentre Antica Fratta è passata da 2,5 milioni a 3,3.

Da Beretta un vino per i cento anni dell’isola di San Paolo

in Alimentare/Armi/Economia by

In occasione dei primi cento anni dal giorno in cui la famiglia Beretta è diventata proprietaria dell’isola di San Paolo sul Lago d’Iseo, perno attorno a cui ha ruotato “The floating piers” di Christo, l’artista bulgaro naturalizzato statunitense, le Agricole Gussalli Beretta hanno creato per l’anniversario una bottiglia speciale a produzione limitata.

È un Franciacorta Satèn, prodotto dalle cantine dello Sparviere con sole uve Chardonnay provenienti dai vigneti di Monticelli Brusati i cui terreni marnosi e calcarei della zona Nord Est della Franciacorta conferiscono al vino freschezza e mineralità.

Accompagnata da una copia anastatica dell’atto firmato il 10 luglio 1916, presso il notato Basilio Antonioli, tra Bruno Cittadini e Pietro Beretta, la famiglia Beretta ha contestualmente realizzato un’agile monografia, con un inedito corredo iconografico, sulla storia dell’Isola di San Paolo che inizia a comparire nei manoscritti dell’anno Mille quando due famiglie, una longobarda ed una franca, la donarono ai monaci cluniacensi.

Si ipotizza che nel 1091 il lago fosse più basso di circa tre metri rispetto ad oggi e che quindi l’isola presentasse una superficie più grande di quella attuale e fosse talvolta raggiungibile a piedi da Montisola, ipotesi confortata dal fatto che verso levante il fondale corre per un lungo tratto profondo non più di due metri.

Sull’isola venne realizzato dai monaci di Cluny un monastero, ma le ristrettezze economiche di quegli anni costrinsero i religiosi ad affittare l’isola ai pescatori locali, che la utilizzarono fino al 1400 quando la famiglia Fenaroli, sostituitasi agli Oldofredi nel controllo del lago, ne fece base delle truppe lacuali, essendo sull’asse Lovere – Iseo ed a metà tra Pilzone e Tavernola.

Con la presenza della repubblica di Venezia nel Bresciano, l’isola venne ceduta dai Fenaroli ai Francescani che ne stimolarono la ripresa, trasformarono il monastero in un convento ed eressero il muro di cinta, facendola così diventare approdo sicuro.

Il periodo Napoleonico ha fatto vivere all’Isola stagioni alterne e difficili fino al 1900 quando ritornò in mani private: nel 1900 i fratelli Galbiati smantellarono il convento, a beni presto dovettero anch’essi vendere area e immobile per ragioni economiche; la nuova proprietà passò così a Bruno Cittadini che nel 1916 la vendette alla famiglia Beretta. Il resto è storia d’oggi.

Agroalimentare, sono più di 10mila le imprese attive a Brescia

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Tendenze by

Sono 52 mila le imprese nel settore agroalimentare in Lombardia con 120 mila addetti su 1 milione in Italia. In Lombardia, di queste, 46 mila sono nell’agricoltura e 6 mila nell’industria alimentare e delle bevande. Tiene il settore per numero di imprese tra il 2015 e il 2016, -0,6%, ma l’agricoltura cala del -0,7% mentre l’industria alimentare cresce del +0,5% e quella delle bevande del +3,5%. Tra i settori agricoli in crescita il riso (+12%), mele e frutta a nocciolo (+12%), gli alberi da frutto (+18%), le spezie (+49%), i bufalini (+17%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al 2015 e 2016, primo trimestre. Va il commercio elettronico nell’alimentare: una impresa su sette tra quelle che fanno affari online a Milano è nel settore alimentare.

Per provincia: Agricoltura: sono 10 mila imprese a Brescia, 8 mila a Mantova, 7 mila a Pavia, 5 mila a Bergamo, 4 mila a Cremona e Milano. Industria alimentare: sono quasi 2 mila a Milano e quasi mille a Brescia e Bergamo.

Agricoltura per settore, a fine 2015 ci sono in Lombardia 15 mila imprese nei cereali (-1% in un anno), 9 mila nell’attività mista agricoltura – allevamento (-1,5%), 4 mila allevamenti da bovini da latte (-2,3%), 3 mila nell’uva (stabili), 2 mila nella floricoltura (-2%), 2 mila negli ortaggi (stabili), 870 negli ovini (stabili), 700 imprese nei cavalli (-2,4%), 600 nei suini (stabili), 600 nel pollame (-0,7%), 600 nella silvicoltura (+1,4%), oltre 150 tra acquacultura e pesca.

Pasta Zara, i conti tornano e l’occupazione cresce

in Alimentare/Bilanci/Economia by

I conti tornano, l’occupazione e la produzione crescono. E’ questo il bilancio 2015 di Pasta Zara, secondo produttore di pasta in Italia e primo per esportazioni, che nel 2015 ha registrato ricavi per 285 milioni di euro contro i 261 milioni del 2014 (più 8,4 per cento). Bene anche l’avvio del 2016, con una produzione del primo quadrimestre pari a 94.023 tonnellate contro le 86.864 2015. e vendite in crescita del 7 per cento. Quanto ai dipendenti il gruppo, che oggi dà lavoro a 447 persone, ha assunto 56 persone a tempo indeterminato e 39 a tempo determinato nel 2015 e 18 (tra Rovato e Muggia) nel primo quadrimestre 2016.

 

Alimentare, Rolfi: un marchio ‘Lombardia’ a tutela dei nostri prodotti

in Alimentare/Economia/Istituzioni by

Approvata dal Consiglio regionale mozione della Lega Nord inerente l’etichettatura e la tracciabilità dei prodotti Made in Italy e l’istituzione di un marchio di riconoscimento regionale. Nel merito è intervenuto il primo firmatario e Presidente della Commissione Sanità del Pirellone, Fabio Rolfi.

“La Lombardia – argomenta Rolfi – vanta produzioni di tipo tradizionale con una qualità che non ha nulla da invidiare rispetto a quelle di nessun altro. Data questa premessa, per contrastare più efficacemente la piaga della contraffazione dei nostri prodotti in campo enogastronomico, abbiamo chiesto alla Giunta regionale di istituire un marchio di riconoscimento e riguarderà i prodotti tipicamente appartenenti alla nostra Regione, recante la scritta ‘Lombardia’, sulla scorta di quanto avvenuto già in altre realtà territoriali, come la Toscana.”

“Le nostre eccellenze – prosegue l’esponente del Carroccio – meritano più tracciabilità e maggiori tutele rispetto a quelle poste in essere attualmente, che si sono rivelate pressoché inefficaci a combattere determinate pratiche legate alla concorrenza sleale. Il fenomeno dell’italian sounding ad esempio, brucia miliardi di euro che potrebbero giovare enormemente alla nostra economia.”

“Con questa mozione abbiamo chiesto inoltre di sollecitare il Governo nazionale ad individuare strumenti legislativi idonei e maggiormente incisivi rispetto a quelli attuali, al fine di salvaguardare in modo più marcato – conclude Fabio Rolfi – i prodotti non soltanto lombardi ma di tutto il Paese.”

Desenzano, Cameo continua a crescere e investire

in Alimentare/Bilanci/Economia/Evidenza by

Bilancio ok per la Cameo di Desenzano, che ha chiuso il 2015 con un incremento del valore della produzione (+1,3%) e dei ricavi (+1,1%), oltre 258 milioni di euro contro i 256 del 2014, nonostante le difficoltà del mercato.

Sui conti di Cameo – che oggi dà lavoro a 425 persone – “pesa” però ancora il grande investimento effettuato a fine 2014 con l’acquisto della Rebecchi Fratelli Valtrebbia Spa (proprietaria del marchio Paneangeli), che nel primo anno ha chiuso in perdita. Ma l’azienda desenzanese ha accantonato una cifra importante anche per la realizzazione del nuovo Campus direzionale (1800 metri coperti) che costerà 10 milioni di euro. Il gruppo ha chiuso comunque l’anno con un utile netto vicino ai 17 milioni (era stato di 23 milioni nel 2014).

Mozambico, un’azienda di succhi di frutta realizzata dalle Ong bresciane

in Alimentare/Solidarietà by

Sabato 21 maggio 2016 si è svolta a Morrumbene, nella Provincia di Inhambane (Mozambico), l’inaugurazione ufficiale di “JOGÓ – Fruta desidratada de Moçambique”, prima fabbrica di trasformazione della frutta del Paese africano. L’unità produttiva di trasformazione della frutta, che sta funzionando da alcuni mesi, è nata nell’ambito del progetto “Transformações para alimentar o planeta”, co-finanziato da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Comune di Milano, per un valore totale di 584.527 euro.

Il progetto è promosso dalla tenacia e dal lavoro congiunto di tre Ong italiane, MMI, SCAIP e SVI, che operano nel Distretto di Morrumbene dal 2008, ognuna in settori specifici ma con un’ottica progettuale integrata.

L’evento è stato presieduto dal Governatore della Provincia di Inhambane, Daniel Francisco Chapo e dai rappresentanti delle Direzioni Provinciali e dei Servizi Distrettuali locali.

Nell’occasione è stata presentata ufficialmente anche la neonata cooperativa “KUVANGA”, che raccoglie i piccoli produttori ortofrutticoli locali e che prenderà in carico la gestione dell’unità di trasformazione in stretto contatto con le Ong, che continueranno a fornire il loro supporto tecnico e finanziario.

L’intervento si è reso necessario per le condizioni economiche-sociali del distretto di Morrumbene, che vede il 97% della popolazione dipendere da un’agricoltura di sussistenza; la scarsità di risorse economiche e la mancanza di conoscenze sulla corretta alimentazione mantengono l’area a un livello di malnutrizione che si attesta al 44% nei bambini sotto i 5 anni. La produzione locale è spinta da dinamiche casuali che rendono il sistema del trasporto, della conservazione e della trasformazione fragile e farraginoso: sono elementi di una catena debole le cui “perdite alimentari”, secondo la definizione e le statistiche della FAO, si verificano quasi per il 70% durante il raccolto, nel dopo-raccolto e nella fase della lavorazione.

L’area di Morrumbene, pur essendo ricca di alberi da frutto (tra cui spiccano per abbondanza l’anacardio, i manghi, i limoni e le arance), ha una produttività estremamente limitata. Dalle malattie che inibiscono irreversibilmente le piante ai metodi di conservazione inefficaci (la frutta matura tutta nello stesso periodo e la maggior parte marcisce irrimediabilmente), fino ai sistemi di irrigazione antiquati: questi sono gli ambiti di intervento di un progetto internazionale che prevede la formazione dei contadini e lo sviluppo di filiere alimentari.

In questo contesto è stata costruita dalle Ong la fabbrica Jogò con un impianto di essicazione della frutta e un’attività di produzione di succhi. Le ricadute si riassumono in un obiettivo generale di lotta alla malnutrizione e di miglioramento della situazione socio-economica delle famiglie, attraverso l’incremento del livello di sicurezza alimentare. Inoltre ogni famiglia che ha della frutta, anche poca, può portarla in fabbrica e venderla a prezzi equi.

Ora, conclusa la fase di sperimentazione in cui sono stati essiccati vari tipi di manghi, banane e ananas, si stanno esplorando canali commerciali sia nazionali che internazionali: per questo, una volta ottenute le Certificazioni di Qualità e il marchio “Made in Mozambique”, saranno quindi avviate le pratiche per l’esportazione DOVE?

Con l’inaugurazione formale dell’Unità Produttiva da parte delle autorità locali si stringe ancora di più la partnership già solida ed esistente da tempo tra le tre Ong bresciane e il Distretto di Morrumbene in un progetto che esprime e concretizza appieno i valori cardine di EXPO 2015: non solo parole, dunque, ma fatti.

A questo link il video trasmesso al telegiornale nazionale mozambicano dello scorso sabato.

Per informazioni generali sul progetto di MMI, SCAIP e SVI: f.nassini@svibrescia.it

Nei centri commerciali IperSimply di Brescia arriva il Coca Cola Sport Village

in Alimentare/Commercio by

Il Coca-Cola Sport Village, un allegro villaggio dedicato allo sport e al divertimento, riapre le porte al pubblico, dopo il successo del 2015, da venerdì 3 a domenica 5 giugno all¹interno dei Centri Commerciali Ipersimply di Brescia (via Valcamonica 15 e viale Europa 6). Numerose le attività gratuite che possono essere praticate e, in occasione degli Europei di calcio, saranno tutte dedicate esclusivamente alla disciplina calcistica.

³Da sempre investiamo risorse nella promozione di uno stile di vita attivo² commenta Giangiacomo Pierini, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione Coca-Cola HBC Italia. ³Il Coca-Cola Sport Village, che negli ultimi 4 anni ha accolto oltre 2.000.000 persone, è l¹occasione ideale per fare movimento divertendosi in famiglia e con gli amici².

L¹iniziativa, promossa da Coca-Cola HBC Italia, ha come obiettivo quello di portare lo sport in luoghi insoliti affiancando allo shopping le diverse attività che si susseguiranno nel villaggio nel corso dell¹intera giornata: dai calci di rigore, al dribbling, alla possibilità di battere calci di punizione fino al calcio balilla. Non mancheranno poi appuntamenti dedicati al pubblico femminile come lezioni di pilates, aerobica e divertenti prove di equilibrio.

Per maggiori informazioni sulle iniziative di Coca-Cola HBC Italia è disponibile la sezione Eventi sul sito www-coca-colahellenic.it

 

 

Brescia e area nord: 8,6 milioni di pasti prodotti da Cir Food

in Alimentare by

In un anno caratterizzato dalla partecipazione a Expo 2015 con 20 locali e 4 milioni di visitatori, il Gruppo CIR food archivia un fatturato in crescita a quota 563 milioni di euro (+8%), compresi i ricavi legati all’esposizione milanese, pari a 24,5 milioni di euro. Da rilevare l’aumento dell’utile netto del Gruppo, pari a 18,8 milioni di euro (+41%). Cresce il ristorno riconosciuto ai 6.751 soci cooperatori dai ricavi 2015, pari a 3 milioni di euro (+36%).

Nell’area Nord CIR food ha preparato 8,6 milioni di pasti in 162 fra centri pasti, cucine scolastiche e ospedaliere, mense aziendali, grazie all’impegno di 1.108 dipendenti, raggiungendo un fatturato d’area pari a 43,6 milioni di euro. Oltre ai progetti di lotta allo spreco in mensa, fra cui la collaborazione con Banco Alimentare per il recupero delle eccedenze e dei prodotti non consumati nelle mense delle forze dell’ordine, CIR food ha partecipato al progetto didattico “Alimentarsi – Impariamo mangiando” promosso dal Comune di Brescia, organizzando un laboratorio su latte e derivati con incontri e visite guidate ad aziende agricole locali.Un’iniziativa che ha visto pubblico e privato insieme nel far conoscere ai bambini le tradizioni del proprio territorio.

Nel panorama nazionale, a fronte di un totale di 82 milioni di pasti prodotti da CIR food nel 2015 (+2,5% sul 2014), il 77% è stato destinato alla ristorazione collettiva, un mercato in cui il Gruppo detiene l’8% di quota. Fanno parte di questo settore, da cui proviene il 69,8% dei ricavi, le mense scolastiche, dove CIR food serve 300mila pasti al giorno in oltre 400 Comuni, le aziende, le strutture militari e gli ospedali. Segue la ristorazione commerciale (17,6% del fatturato), fra cui i locali inaugurati a Expo, una rete di oltre 100 locali dove CIR food sta sperimentando nuove proposte gastronomiche, puntando a raddoppiare i ricavi nel 2020. Infine, nel 2015 CIR food ha emesso 12,3 milioni di buoni pasto (12,6% dei ricavi). Lo scorso anno sono aumentati non solo i pasti, ma anche i dipendenti di CIR food, che ha effettuato 256 nuove assunzioni, per un organico complessivo di 11.485 persone, di cui il 90% donne.

Questi i dati dell’esercizio 2015 del Gruppo CIR food presentati a Ferrara all’assemblea dei soci, che come sempre hanno dato un contributo importante alla solidità dell’impresa, forte di un capitale sociale di 23 milioni di euro e di un patrimonio netto che supera i 121 milioni di euro.

“Nel 2015 CIR food ha lanciato un segnale importante al mercato della ristorazione – ha dichiarato la Presidente di CIR food, Chiara Nasi – Non solo a Expo, ma anche nelle scuole, nelle imprese e negli ospedali italiani abbiamo tutelato la qualità dei servizi ristorativi, tenendo ferma l’idea di un cibo buono e accessibile a tutti. Nei prossimi 5 anni puntiamo ad incrementare del 40% il nostro fatturato raggiungendo la soglia di 800 milioni di euro, con un piano di investimenti di 75 milioni di euro per crescere non solo in Italia, ma anche all’estero con l’obiettivo di portare la ristorazione italiana in Europa”.

Oltre ai dati economici, CIR food ha realizzato per il 2015, prima impresa italiana di ristorazione, il bilancio di sostenibilità, che testimonia l’impegno del Gruppo a creare sviluppo nei territori in cui opera. Ad esempio, il Gruppo ha investito nell’ultimo triennio 2 milioni di euro in iniziative di valore sociale e culturale.

Sul fronte ambientale ha stanziato 1,5 milioni di euro per l’efficienza energetica, installando ad esempio impianti solari termici in alcune cucine scolastiche. Da segnalare inoltre le iniziative di contrasto allo spreco alimentare, in particolare il recupero delle eccedenze alimentari.

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