Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Alimentare - page 3

Brescia, l’agricoltura è un mestiere da giovani

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Il contadino è un mestiere da giovani, almeno a Brescia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia basata sui dati della Camera di Commercio di Milano. Secondo la rilevazione, infatti, alla Leonessa spetta il primato assoluto di aziende under 40 nel settore: ben 640. A livello regionale le aziende agricole guidate da un giovane sono circa il 3 per cento del totale. Valori incoraggianti in una regione che vanta la maggiore produzione agricola (e industriale) d’Italia.

 

 

 

Dalla Regione 1,7 milioni per le aziende vitivinicole

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Con un provvedimento approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura Gianni Fava, sono stati stanziati 1,7 milioni di euro per il settore vitivinicolo.
Destinatari del provvedimento micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione, grandi imprese con meno di 750 occupati e un fatturato inferiore a 200 milioni di euro.

“In tempi record abbiamo aperto la misura investimenti sull’ocm del settore vitivinicolo – ha commentato l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava – che da tempo i nostri viticultori aspettavano. La conferenza Stato – Regioni si e’ pronunciata il 2 febbraio e noi, la settimana dopo, abbiamo scelto di aprire il bando che andra’ incontro alle sempre forti esigenze di ammodernamento degli impianti e di commercializzazione del vino, in una logica che tenda a privilegiare l’aumento della competitivita’ di una regione come la Lombardia sempre piu’ leader sui mercati nazionali e internazionali per produzione qualitativa e non per quantita’”.

SOSTEGNO A COMMERCIALIZZAZIONE – I contributi previsti sono finalizzati a investimenti, materiali e immateriali, in impianti di trattamento, infrastrutture vinicole e per interventi finalizzati alla commercializzazione del prodotto. Il contributo e’ destinato a coprire spese per investimenti tra i 5.000 e i 200.000 euro, con un sostegno massimo del 40 per cento per le piccole e medie imprese, e un 20 per cento massimo per le imprese piu’ grandi.

“Ancora un volta – ha detto il presidente della Giunta regionale Roberto Maroni, presentando il provvedimento nella conferenza stampa dopo giunta – dimostriamo attenzione alle piccole aziende, che fanno piu’ fatica e hanno bisogno di maggiore aiuto”.

Rigotti (Cna): non è obbligatorio il pagamento dei bollettini Haccp

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La presidente di Confederazione nazionale artigianato Eleonora Rigotti

Nelle scorse settimane numerose aziende alimentari in tutta Italia hanno ricevuto bollettini di conto corrente postale intestati al “Registro italiano operatori Haccp”. Cna sottolinea che si tratta di un registro che non è gestito dalla pubblica amministrazione e che l’iscrizione non è soggetta ad alcun obbligo di legge. Le aziende del settore, insomma, non sono tenute al pagamento del bollettino. Se intendessero versare la somma richiesta, chiarisce Cna, si tratterebbe di una loro libera ed autonoma decisione di aderire alla proposta commerciale di una società privata che ha sede a Sirmione.

Cna Alimentare a livello nazionale ha annunciato che segnalerà l’accaduto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per un eventuale intervento sanzionatorio, perché alla richiesta di pagamento non corrisponde nessun obbligo di legge e la proposta commerciale appare poco chiara e trasparente. Cna Brescia è disponibile a raccogliere eventuali segnalazioni via telefono allo 030/3519511, oppure via mail a info@cnabrescia.it.

«Quello alimentare è un settore sottoposto a rigidi controlli e ad un incessante aggiornamento delle normative. Nonostante eventuali difficoltà, si conferma sempre molto alta e contribuisce alla creazione dell’alto valore aggiunto del made in Italy l’attenzione delle nostre imprese al rispetto delle regole. Proprio per questo – dichiara la presidente di Cna Brescia, Eleonora Rigotti – è comprensibile che la ricezione di una comunicazione così poco chiara possa portare a credere di dover pagare per non incorrere in sanzioni».

«Nulla vieta alle aziende di aderire a iniziative private. Il compito di Cna – continua la presidente Rigotti – è però quello di fornire alle imprese tutte le informazioni perché possano cogliere occasioni o evitare sprechi. In questo caso, questo vuol dire ribadire che non si tratta di un pagamento obbligatorio, ma di un’operazione a soli fini commerciali».

Lugana Doc, il 2016 chiude con 150 milioni di euro di fatturato

in Alimentare/Economia/Garda/Zone by
150 milioni di euro di fatturato, 14 milioni di bottiglie nella vendemmia 2015, 1675 ettari coltivati, un lungo tour promozionale negli USA con 10 tappe e tanti progetti in cantiere, in Italia e all’estero, per festeggiare nel 2017 i 50 anni della DOC, la prima della Lombardia. Questi i numeri più che positivi del Consorzio Tutela Lugana DOC, che chiude il 2016 in forte crescita, confermando così il trend di crescita che dura dal 2006, con una produzione raddoppiata in dieci anni.
“Per noi è stato il miglior anno in assoluto – afferma il presidente Luca Formentini, riconfermato lo scorso febbraio alla guida del Consorzio per un altro triennio –. Mai avevamo raggiunto questi traguardi e mai prima d’ora il nostro vino aveva ottenuto riconoscimenti così unanimi e significativi, con un export al 70% in crescita sia in mercati consolidati, come la Germania, che in paesi fino a pochi anni fa preclusi, come gli USA o il sud est asiatico. Siamo soddisfatti non solo dei risultati commerciali del nostro vino ma anche di alcuni progetti da tempo coltivati che nel 2016 hanno finalmente visto la luce. Fra tutti l’istituzione ufficiale della Commissione tecnica, una sorta di laboratorio in cui i nostri associati potranno sperimentare un nuovo modo di lavorare insieme, e il protocollo siglato con i florovivaisti per il mantenimento del patrimonio arboreo della nostra area. Fra gli impegni che ci stanno più a cuore vi è infatti contribuire alla crescita della cultura della sostenibilità ambientale nel nostro territorio”.
Da anni il Consorzio è una delle voci più decise contro il passaggio della linea dell’alta velocità nel basso lago, linea che proprio pochi giorni fa è stata inaugurata nella tratta Milano-Brescia. “Non si tratta solo del danno economico diretto, che pure è ingente dato che la Turbiana oggi vale 200 euro al quintale e i terreni coltivati 300 mila euro l’ettaro – spiega Formentini -. Il rischio maggiore è la compromissione dell’intero distretto turistico del Garda, il terzo in assoluto in Italia. Un intervento così aggressivo in un’area dell’equilibrio fragile ci pare un vero suicidio, a maggior ragione in questo momento storico in cui, anche grazie al successo di filiere come la nostra, si è riusciti con fatica a porre un freno alla cementificazione ed al consumo di territorio. Non abbiamo ancora perso la speranza che si possa intervenire sul progetto e modificare il tracciato – conclude Formentini – e indirizzeremo una lettera aperta al confermato Ministro Delrio perché ascolti le nostre ragioni”.

Natale, a Brescia l’indotto delle imprese vale un miliardo di euro

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Dalla pasticceria fresca, allo spumante, dai gioielli ai giocattoli, dai cosmetici alle piante, dal catering ai tour operator, sono 66 mila le imprese dei settori legati al Natale in Lombardia, il 14% nazionale (464 mila). Sale al 20% il peso degli addetti, 303 mila su 1,6 milioni e al 30% il fatturato, oltre 16 miliardi sui 56 nazionali. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2016. Cresce il settore in un anno: +1% in Lombardi e +1,4% in Italia, rispettivamente con 700 imprese in più e 6 mila.

Shopping prenatalizio last minute per le famiglie lombarde: circa 60 milioni di euro (di cui 10 a Milano) per regali, addobbi e preparativi. Un lombardo su cento comprerà i regali alla vigilia di Natale e uno su venti sfrutterà gli ultimi giorni utili. Complessivamente la spesa per questo Natale è da un miliardo e mezzo di euro per la Lombardia (di cui 250 milioni a Milano), stabile rispetto allo scorso anno. Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su circa 800 lombardi a dicembre 2016.

Lombardia per provincia. Prima Milano con 23 mila imprese (+2,1%), poi Brescia stabile con oltre 9 mila, Bergamo con 7 mila (+1%), Varese con 5 mila (+0,7%), Monza e Como con 4 mila (+2% per entrambe). Per addetti prima Milano con 154 mila, poi Brescia con 34 mila, Bergamo con 27 mila, Varese con 18 mila, Monza e Como con 14 mila. Oltre 16 miliardi il fatturato, concentrato a Milano (12), Bergamo e Brescia (circa un miliardo).

A dicembre, tra panettoni e cenoni i bresciani spendono 304 milioni

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Le specialità artigiane in primo piano nei consumi alimentari di dicembre: secondo l’Osservatorio di Confartigianato Lombardia i lombardi consumeranno cibi e bevande di produzione artigiana per 960 milioni di euro, pari al 38,2% della spesa alimentare di dicembre e di questi 116 milioni nella sola provincia di Brescia. Dicembre, grazie alle festività natalizie, è un mese particolarmente favorevole per i consumi interni: l’Osservatorio ha calcolato che negli ultimi cinque anni le vendite al dettaglio di prodotti alimentari hanno superato mediamente del 24,8% le vendite degli altri 11 mesi dell’anno: la spesa alimentare di dicembre attesa in Lombardia è di 2.511 milioni di euro, 498 milioni in più del consumo medio mensile. Nella provincia di Brescia la spesa alimentare di dicembre attesa è di 304 milioni, 60 in più rispetto agli altri mesi.

La Lombardia guida anche la classifica delle regioni con i maggiori consumi interni di prodotti alimentari artigiani, seguita dal Lazio con 572 milioni e dalla Campania con 470, su un totale di 5,6 miliardi spesi dagli italiani. Milano, con 332 milioni spesi in specialità alimentari artigiani, è invece la seconda città italiana, dopo Roma (430 milioni) e prima di Napoli (241 milioni). Il cibo Made in Lombardia continua a conquistare anche i mercati esteri, con una crescita delle esportazioni di alimentari e bevande del 3,5% nell’ultimo anno e un valore complessivo di 3.999 milioni di Euro. Il cibo Made in Brescia conquista i mercati esteri anch’esso con una crescita delle esportazioni di alimentari e bevande del 3,2% nell’ultimo anno e un valore complessivo di 376 milioni di Euro.

La classifica dei dieci principali mercati di destinazione dell’alimentare lombardo vede in testa Francia (14,3%), Germania (11,4%), Regno Unito (8,8%) e Stati Uniti (8,7%), seguiti da Svizzera (5,8%), Paesi Bassi (5,4%), Spagna (5,0%), Belgio (4,5%), Giappone (2,6%) e Polonia (2,5%). A far registrare la crescita di export maggiore sono invece Polonia (+25,5%), Spagna (+20,7%) e Giappone (+19,3%).

«Tra i cibi più apprezzati in Italia e all’estero sono sicuramente protagoniste le numerose specialità alimentari riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con i marchi Dop, Igp e Stg. In Italia sono ben 288, e di queste 34 sono lombarde e di questi 18 prodotti provengono da Brescia – sottolinea Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia – a testimonianza di come l’orientamento alla qualità e allo sviluppo delle tradizioni del territorio sia particolarmente elevato nel nostro Paese e nella nostra regione. Il settore alimentare rappresenta un asset fondamentale non solo per la nostra economia ma anche per valorizzare tradizioni e culture regionali. Perché il cibo del futuro ha sapori antichi».

Brescia, l’export dei dolci vale 44 milioni di euro all’anno

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5.100 le imprese attive nel settore dolciario in Lombardia, danno lavoro a oltre 23mila addetti su 159 mila in Italia. Il dato bresciano è iinvece di 695 imprese per un totale di 2938 persone impiegate e interscambi con l’estero per circa 50,1 milioni, di cui 44 di export. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo trimestre 2016.

Settore dolciario: le imprese coinvolte. Pasticcerie e panetterie: sono oltre 41 mila le imprese in Italia coinvolte nella produzione e nel commercio di prodotti di pasticceria e panetteria, di cui 5.100 in Lombardia. Milano, terzo posto in Italia con 1.806 imprese, dopo Napoli (2.396) e Roma (1.863), seguita nella classifica regionale da Brescia (695) e Bergamo (573).

Gli addetti. In Lombardia sono oltre 23.000 gli addetti coinvolti nel settore e 159 mila in Italia. Milano è prima in Italia con 8.571 addetti, seguita da Roma (6.860) e Napoli (5.925). In Lombardia è seguita da Brescia (2.938), Bergamo (2.446) e Varese (2.102).

I dolci lombardi all’estero valgono 600 milioni all’anno, primi Europa e USA. L’import-export lombardo di prodotti da forno e dolci è di 458 milioni di euro nei primi sei mesi del 2016 su 2,1 miliardi di interscambio nazionale, il 21,5%, +1,9% in un anno. Solo l’export vale 600 milioni all’anno. Supera i 200 milioni di euro l’import-export milanese nel semestre, di cui 137 milioni solo di export che si dirige soprattutto verso l’Unione Europea (108 milioni), America del Nord e Estremo Oriente. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat al primo semestre 2016 e 2015.

Panettone a Milano da 60 milioni. Cresce il business: 2,5 milioni in più. Il 15/12 la “Giornata del panettone”: assaggi gratis in 80 pasticcerie milanesi. Cresce il business del panettone, 2,5 milioni in più rispetto allo scorso anno, +5%. Affari per 60 milioni legati al dolce tipico milanese, che vale circa un quarto delle vendite in pasticceria di questo periodo. Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su oltre trenta pasticcerie milanesi contattate in questi giorni. Il cliente torna e ne acquista uno ogni dieci giorni. Per 9 su 10 va il liscio con uvetta e canditi. Per i pasticceri è il simbolo principale e naturale di Milano (55% moltissimo, 42% molto). Per il 61% supera la dieta mediterranea (32%) come simbolo del nostro territorio per gli stranieri.  Stranieri che crescono tra la clientela, un cliente su venti, il 5%. Il 32% è favorevole a un panettone in versione estiva per avere un dolce tipico tutto l’anno.

15 dicembre, “Giornata del Panettone: assaggi gratis in 80 pasticcerie”. I pasticceri aderenti esporranno in vetrina la vetrofania per invitare i clienti alla prova del panettone artigianale. La possibilità di assaggio si vede dalla vetrina.

 

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Contraffazione alimentare, giovedì un seminario alla Camera di commercio

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Giovedì 17 novembre 2016 dalle 9,30 alle 12.30 alla Camera di Commercio di Brescia, via Einaudi n. 23 – Brescia, si terrà il seminario dal titolo: “Contraffazione alimentare: l’etichettatura come strumento di tutela”. Le iscrizioni possono essere effettuate inviando la scheda compilata, disponibile sul sito internet www.bs.camcom.it, all’indirizzo di posta pni@bs.camcom.it entro il 15 novembre; si accettano adesioni sino a esaurimento posti in sala. Le Imprese interessate possono inoltre porre quesiti utilizzando il form disponibile on line e inviandolo unitamente alla richiesta di iscrizione al seminario: le tematiche di interesse generale potranno essere approfondite dagli esperti in sede di seminario, mentre quesiti specifici saranno trattati riservatamente via mail o via skype, come previsto dal servizio. Per informazioni è a disposizione l’Ufficio competitività delle Imprese, tel. 030.3725298 / 030.3725264 /030.3725346, e-mail pni@bs.camcom.it .

Nuova sfida per la Centrale del latte: arriva la confezione da 33 centilitri

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Nuova sfida per la Centrale del latte di Brescia, che ha deciso di entrare sul mercato con un prodotto senza confronti sugli scaffali italiani. Si tratta della nuova bottiglia di latte da 33 centilitri, che da circa un mese è disponibile in supermercati e negozi nelle versioni “Parzialmente scremato” e “Alta digeribilità” (meno dello 0,1 per cento di lattosio).

“Questo formato”, ha spiegato il direttore Andrea Bartolozzi, “è stato pensato per per coloro che apprezzano il latte pur non essendone grandi consumatori: ad esempio per chi lo usa soltanto per macchiare il caffè. Per noi si tratta di una novità importante, frutto di ricerca interna e del superamento di alcune difficoltà tecniche, che ci permetterà di allargare ulteriormente i confini del nostro mercato. Abbiamo un formato diverso dai nostri concorrenti (20 cl)”, ha aggiunto, “ma anche un prezzo inferiore. Inoltre solo noi siamo italiani al 100 per cento”.

A spiegare la complessità tecnica dell’operazione ci ha quindi pensato il responsabile della produzione Paolo Bonometti, che ha sottolineato come il nuovo formato sia stato concepito per non ridurre al minimo l’impatto sulle procedure di produzione e sulla logistica. E ha evidenziato come “il contenitore sia tutto in Pet, con barriera antiluce, doppio sigillo di garanzia che – in assenza del classico foglio di alluminio – permette di richiudere la bottiglia con il semplice avvitamento del tappo ripristinando le condizioni originali di conservazione”.

Infine è intervenuto il presidente Franco Dusina, che ha spiegato come il nuovo prodotto sia la rappresentazione della “quarta colonna” dell’attività della centrale: l’innovazione di prodotto e di processo (le altre sono la qualità, il servizio e la sicurezza). “Il nostro è latte 100 per cento bresciano”, ha quindi aggiunto il presidente della Centrale, “il fatto di essere piccoli, che può essere visto come un limite, è la nostra forza. Siamo bravi e dinamici e la gente ce lo riconosce”. A testimoniarlo sono anche i conti: settembre e ottobre, infatti, sono andati oltre ogni attese, un trend che potrebbe portare a un aumento dell’utile (la Centrale è in attivo da anni) nel caso le dinamiche legate al prezzo del latte non influiscano troppo sulla remuneratività. Un quadro che porta Dusina a dire che “la legge va nella direzione di imporre ai Comuni di cedere ai privati le società ritenute non strategiche, ma non tutte le aziende pubbliche possono essere trattate alla stessa maniera”.

Camera di commercio, apre lo Sportello etichettatura prodotti agroalimentari

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Un nuovo servizio per supportare le imprese della filiera del settore agroalimentare è da oggi disponibile presso la Camera di Commercio di Brescia.

In dettaglio, tramite lo “Sportello etichettatura prodotti agroalimentari”, le imprese bresciane che operano nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari possono ora ottenere pareri specialistici in tema di sicurezza alimentare, etichettatura, etichettatura ambientale, vendita in UE ed esportazione extra UE dei loro prodotti .

Dal prossimo 13 dicembre scatta, peraltro, l’obbligo per tutte le imprese del settore agroalimentare di inserire nell’etichetta dei prodotti immessi in commercio le informazioni nutrizionali, in seguito all’applicazione delle disposizioni del regolamento UE n. 1169/2011, contenente norme sull’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari, sull’indicazione degli allergeni e sull’etichettatura nutrizionale.

“L’etichettatura sui prodotti alimentari – commenta Massimo Ziletti, Segretario Generale della Camera di Commercio – oltre che costituire un obbligo, può essere visto dalle imprese anche come un elemento di tutela e di competitività, specialmente con riguardo al fenomeno della contraffazione alimentare, che così pesantemente incide sul settore eno-agroalimentare, sia nel mercato italiano che in quello internazionale”.

Il servizio, completamente gratuito, si avvale della consolidata esperienza tecnica del Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino ed è gestito digitalmente. Le imprese interessate potranno pertanto scegliere di ottenere un parere via e-mail o di concordare un appuntamento via skype direttamente dalla propria sede, senza necessità di recarsi fisicamente presso la sede camerale. A questa attività si affiancherà inoltre , nei prossimi mesi, un’attività di formazione per le imprese su tematiche specifiche.

In occasione dell’avvio del servizio, il prossimo giovedì 17 Novembre 2016 dalle 9,30 alle 12.30 presso la Camera di Commercio di Brescia, in via Einaudi n. 23, si terrà il seminario “Contraffazione alimentare: l’etichettatura come strumento di tutela”.

Le iscrizioni possono essere effettuate inviando la scheda compilata, disponibile sul sito internet della Camera di Commercio di Brescia, all’indirizzo di posta pni@bs.camcom.it entro il 15 novembre prossimo; si accettano adesioni sino a esaurimento posti in sala.

Le Imprese interessate possono inoltre porre quesiti utilizzando il form disponibile on line e inviandolo unitamente alla richiesta di iscrizione al seminario: le tematiche di interesse generale potranno essere approfondite dagli esperti in sede di seminario, mentre quesiti specifici saranno trattati riservatamente via mail o via skype, come previsto dal servizio.

Per informazioni è a disposizione l’Ufficio competitività delle Imprese, tel. 030.3725298 / 030.3725264 /030.3725346, e-mail pni@bs.camcom.it .

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