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Alimentare

L’Alco avvia la procedura di mobilità, a rischio in 112

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Alco grande distribuzione - foto dal web

In questi giorni L’Alco grandi magazzini S.p.A. ha inviato alle organizzazioni sindacali la procedura di mobilità, che preavvisa la chiusura del canale logistico e quindi il licenziamento di 112 dipendenti.

“Non ci è ancora dato sapere come verranno sostituite le piattaforme distributive di Prevalle e Rovato, che fino ad oggi hanno provveduto al rifornimento della merce per i C&C in Lombardia – fa sapere in un commento la Cisl -. Non ci stupisce la scelta fatta dalla famiglia Conter, che non condividiamo in un momento in cui la ripresa si fa sempre più insistente, una decisione che purtroppo si uniforma alle scelte fatte da buona parte della Grande Distribuzione Organizzata”.

Ma i sindacati, Csil in testa, sarebbero pronti a dare battaglia: “Proprio nei giorni scorsi si leggevano sulla stampa locale dichiarazioni dell’azienda in cui la stessa affermava che il proprio bilancio è tutt’altro che sofferente: l’azienda è cresciuta e questa circostanza sarà determinante per la linea della Fisascat CISL di Brescia nel corso della trattativa. Questi licenziamenti arrivano a tre anni di distanza dall’ultima procedura di mobilità, dove volontariamente ma in modo incentivato uscirono dall’azienda circa ottanta dipendenti dei punti vendita”.

Durante la trattativa l’obiettivo sarà quello di evitare i licenziamenti, cercando soluzioni alternative in ammortizzatori sociali o nel riassorbimento dei dipendenti in altri punti vendita o con il gestore delle nuove piattaforme, senza escludere altre ipotesi finalizzate alla salvaguardia dell’occupazione e delle 112 famiglie coinvolte.

Cibo pronto e take away: a Brescia 1.674 aziende

in Alimentare/Economia/Partner/Tendenze by
Cibo pronto

Italiani sempre più pigri in cucina: aumentano del 2,2% le imprese che producono piatti pronti, precotti e take away, portando a 37.040 le attività nel 2017, contro le 36.253 del 2016, con un peso del 38,1% sul totale delle imprese italiane del settore alimentare.

Una crescita confermata in Lombardia, che concentra il 15,4% del settore nazionale e cresce del 2,2% in un anno raggiungendo nel 2017 le 5.702 imprese attive. Roma è prima con 2.949 attività (+3,7%), seguita da Milano con 1.807 (+3%) e Torino con 1.515 (+1,7%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al primo trimestre 2017 e 2016.

Ma in generale è tutto il sistema alimentare italiano e lombardo a crescere, +1% in un anno, superando le 97 mila imprese in Italia e sfiorando le 12 mila in regione. Napoli e Roma guidano la classifica italiana con quasi 5.100 imprese ciascuna (5,2% del totale italiano), seguite da Milano (3.493, 3,6%) e Torino (3.167, 3,3%). In Lombardia, dopo Milano, vengono Brescia (1.674 imprese) e Bergamo (1.369). Tra i settori più ampi, considerando i valori assoluti, spiccano i dati relativi alle imprese che producono pasti da asporto con 35.477 attività in Italia e 5.494 in Lombardia, i produttori di pane e prodotti di pasticceria (29.417 italiani e 3.325 lombardi) e i produttori di paste alimentari e cous cous (4.898 e 366).

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Distributori automatici, a Brescia le aziende sono 81

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Distributori automatici: pratici, veloci e sempre aperti. Dalle bevande ai gelati, dai prodotti parafarmaceutici ai dvd e gadget, sono quasi 6 mila le imprese, tra sedi di impresa e unità locali, attive nel settore in Italia, in leggera crescita in un anno (+0,6%). Roma con 422 attività, 7,2% italiano, Milano con 370 e il 6,3% e Torino con 309 e il 5,3% sono i primi tre territori per concentrazione di attività. Tra le aree principali, crescono soprattutto Taranto (+44,8%), Bari (+13,6%) e Treviso (+10,2%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al primo trimestre 2017 e 2016 su sedi e unità locali.

Lombardo il 15,1% dei “distributori” italiani, oltre uno su sette. La Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività nel settore, 880 tra sedi di impresa e unità locali, seguita da Lazio (578, 9,9%), Puglia (572, 9,8%) e Piemonte (527, 9%). Milano (370 attività), Monza e Brianza (84), Brescia (81) e Bergamo (73) sono le aree che più apprezzano una modalità di acquisto in velocità. Como (+14,6%) e Monza e Brianza (+13,5%) i territori che crescono di più tra 2016 e 2017.

I DATI COMPLETI

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INNOVATION CLUB: Vino 4.0, nuovi contenuti grazie al digitale

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Wine app

Negli ultimi anni il cliente dei prodotti vitivinicoli utilizza con grande frequenza il canale digitale per tracciare le conversazioni sui prodotti in ogni settore. Numerosi portali di comunicazione raccolgono recensioni degli utenti  facendo esplodere anche nel settore vino una modello molto simile a quanto fatto accadere al turismo ristorazione con Tripadvisor. 

Il sistema più importante è sicuramente Vivino che permette di scattare una foto all’etichetta del prodotto e di recuperare le recensioni alla cantina ed al prodotto specifico. Questa applicazione mobile è già stata scaricata da 23 milioni di utenti in tutto il mondo (2 Milioni in Italia) ed è in crescita esponenziale. Esistono altri 20 portali/applicazioni in tutto il mondo meno diffusi e anche in Italia sono nate piazze digitali per lo scambio di informazioni tra consumatori sul vino. Spesso queste informazioni percepite come “super partes” sono ritenute importanti tanto quanto i dati delle più prestigiose guide sul vino.Il cliente deve essere quindi coinvolto con esperienze emozionali più profonde ed memorabili perchè abbia più chiaro le peculiarità di un brand ed il consumatore deve essere ingaggiato con una conversazione non convenzionale e se possibile continuativa.

Abbiamo riassunto alcune practice digitali fondamentali utili per innovare i processi di vendita delle cantine vitivinicole:

Realizzare la propria cantina in 3D navigabile e accessibile

Utilizzando l’ambiente 3D è possibile effettuare delle visite evolute e permettere agli utenti di “incontrarsi” gestendo una presenza evoluta su Mobile App Web Social Smart TV, Oculus Rift . L’idea di permettere una visita alla cantina partendo da “un’informazione” sul packaging di una bottiglia può essere una prospettiva curiosa. Prendo in mano una bottiglia di vino e  posso in questo modo entrare nel mondo del produttore. La cantina digitale identifica e rappresenta la storie e le peculiarità della tecnica di produzione di ogni vino.

“Slow Digital Experience” per arricchire la visita in cantina 

L’esperienza diventa il vero elemento di differenziazione, anche quando si racconta una storia. All’interno della visita in cantina questo significa trasformare il problema in opportunità per diilatare gli istanti di attenzione e aumentare l’esperienza della visita in cantina. Ecco perché parliamo di “slow” digital experience: raggiungere e coinvolgere gli interlocutori quando e dove importa davvero. Prima, durante e dopo la visita.

Applicare il modello B2B2C per l’ingaggio del cliente nel canale HO.RE.CA

Per i produttori di vino è molto interessante dare valore al Canale HO.RE.CA  sempre più importante. Molto interessante può esssere portare avanti un modello B2B2C sul customer engagement cercando di veicolare iniziative per portare clienti ai propri partner HO.RE.CA. E’ possibile creare un’iniziativa digitale per realizzare una dinamica legata all’appuntamento (troviamoci insieme) o per promuovere eventi ed iniziative attraverso “digital coupon”.

Extended Packaging per informare il cliente in GDO

Un’applicazione che può rappresentare un punto di svolta nella relazione digitale tra consumatori e produttori è quella dall’extended packaging. La considerazione di partenza è che sull’etichetta sono riportate solo le informazioni obbligatorie per la normativa vigente più altre che costituiscono la comunicazione che il produttore tenta di veicolare al consumatore. Ma quest’ultimo è oggi molto esigente, informato e capace di costruire un proprio ventaglio di scelte non solo considerando il fattore prezzo, ma anche altri elementi di tipo nutrizionale, di stile di vita, culturale, abbinamenti ecc. A tale scopo possono essere utili le informazioni disponibili tramite un’applicazione mobile che mostra l’informazione corretta a partire da una foto dell’etichetta oppure veicolata in modalità automatica attraverso la comunicazione in prossimità.

Trasformare l’e-commerce in un abbonamento fidelizzando i migliori clienti

Una strategia vincente è quella di trasformare il proprio canale e-commerce in un sistema che può fornire per determinati clienti una selezione dei propri prodotti tramite abbonamento riuscendo così a costruire un rapporto continuativo e aumentare il livello di servizio e la qualità percepita del brand.

Iniziative di comunicazione diretta attraverso i Social Network 

Creare iniziative “instant win” chiedendo ad esempio una fotografia dell’utente con il prodotto vinicolo consumato in un’occasione conviviale (Compleanno, laurea, festività) permette da un lato di far crescere e convertire la propria fanbase Facebook sui Social Network e dall’altro i contenuti prodotti diventano elementi fondamentali per arricchirei propri canali social con informazioni qualificate e “calde” proprio perchè create dagli utenti.

Utilizzare l’Inbound Marketing per attrarre i clienti con lo Storytelling 

Il termine Inbound indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. La tecnologia digitale oggi permette di realizzare a costi contenuti dinamiche di comunicazione profilata. Quando si vuole creare una conversazione nel mondo digitale è necessario trasformare prodotti in servizi in storie da raccontare per aumentare la memorabilità dei propri contenuti. Il pensiero narrativo possiede una molteplicità di significati, ma questi necessitano di essere tradotti, affinché si possano costruire una o più forma di comunicazione che siano rielaborate dai soggetti secondo i termini della narrazione. Il discorso narrativo permette di rendere comprensibile, comunicabile e ricordabile il vissuto.

a cura di INNOVATION CLUB

Fratelli Berlucchi, fatturato in crescita a 2,5 milioni di euro

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Pia Donata Berlucchi, presidente dell'azienda Fratelli Berlucchi

Fratelli Berlucchi compie 40 anni. E lo fa con un bilancio ancora in crescita, con un fatturato che sale a 2,5 milioni di euro (più 12 per cento rispetto all’anno precedente). L’azienda di Corte Franca – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – è cresciuta soprattutto grazie agli ordini dall’estero: oggi l’export rappresenta circa il 10 per cento del fatturato. In testa, come mercato partner, gli Stati Uniti, seguiti da Inghilterra, Norvegia, Giappone, Svizzera, Cina e Messico.

La produzione della tenuta composta da una settantina di ettari (compresi quattro boschi) è di circa 400mila bottiglie all’anno: 60mila sono i fermi (Curtefranca Bianco e Rosso), in calo rispetto a una decina di anni fa a vantaggio – ovviamente – dei Franciacorta. Qui l’azienda ha deciso di puntare tutto su vini millesimati – Brut, Satèn, Rosè e Pas Dosè – raggruppati sotto il brand Freccianera cui si aggiungono le due riserve Casa delle Colonne.

L’azienda è controllata dalla famiglia Berlucchi, in particolare – come dice il nome – dai fratelli dello scomparso Francesco (Gabriella, Marcello, Roberto e Pia Donata) e dai tre figli (Antonio, Ignazio e Alessandro).

I migliori posti in cui lavorare? C’è anche la desenzanese Cameo

in Alimentare/Aziende/Cameo/Economia/Garda/Zone by
Le fonti Awards, Cameo premiata

Cameo ha ottenuto il riconoscimento come Eccellenza dell’Anno – Top Place to Work – Alimentare «per la forte valorizzazione delle risorse umane che porta ad un alto tasso di fidelizzazione di dipendenti e dirigenti», grazie anche al nuovo Campus cameo «i cui spazi agevolano tutte le necessità lavorative in maniera sostenibile e interattiva, ponendo la persona al centro».

cameo, azienda alimentare specializzata nella produzione e commercializzazione di torte, pizze e dessert, è stata premiata in occasione dell’Ottava Edizione de Le Fonti Awards® (Premio Le Fonti), la manifestazione che ogni anno riconosce l’eccellenza italiana in campo imprenditoriale, finanziario, assicurativo e legale, svoltasi a Milano, il 29 giugno 2017 a Palazzo Mezzanotte.

“Questo importante riconoscimento conferma il valore del nostro impegno nella creazione di un ambiente di lavoro basato sulla centralità delle persone che sono il nostro capitale più importante” hanno dichiarato Alberto de Stasio e Peter Irle, Direttori Generali di cameo, dopo aver ricevuto il premio.

cameo è stata identificata come Eccellenza dell’Anno Top Place to Work nel settore Alimentare, dopo l’attenta valutazione di diversi criteri: risultati di business, leadership all’interno del proprio comparto di riferimento, sviluppo strategico, qualità del servizio, sostenibilità, innovazione di settore e formazione.

Per l’assegnazione del Premio Le Fonti è stato coinvolto un panel di oltre 10.000 manager del mondo delle imprese e delle professioni che, attraverso un questionario, si sono espressi con una survey online su ogni categoria di riferimento. A seguito delle loro segnalazioni, il Centro studi e l’Istituto di scienze e cultura del gruppo editoriale Le Fonti hanno individuato i finalisti e selezionato i vincitori delle diverse categorie in cui si articola il premio.

Industria 4.0, Valtidone (Lonati) si affida alla Tecnosystem di Bandera

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Alessandro Bandera, Tecnosystem
Nuovo processo gestionale, in pieno stile Industria 4.0, per i tre salumifici della Valtidone. L’azienda del gruppo Lonati, infatti, si è affidata alla società Tecnosystem – guidata da Alessandro Bandera e Marco Favalli – per definire un nuovo sistema di processo e di etichettatura avanzata che si integra con quello del gruppo per migliorare la gestione delle diverse fasi del processo produttivo: ingresso delle materie, stoccaggio e lavorazione delle carni, salatura, asciugatura, stagionatura e spedizione ai clienti.
Tecnosystem è specializzata in sistemi di pesatura e si sta spostando gradualmente su sistemi più avanzati legati all’Industria 4.0. Il gruppo Valtidone comprende tre salumifici (Valtidone Salumi, Salumificio Il Colle, Pontenure Salumi) con un centinaio di lavoratori e 33 milioni di ricavi: fa parte del Gruppo Lonati, leader mondiale delle macchine per calze con importanti interessi anche nell’immobiliare, nel sociosanitario e nell’agroalimentare.

Ramadan, a Brescia oltre mille imprese al lavoro per la festa islamica

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Ramadan: sono circa 9.200 le ditte con titolare proveniente da un Paese a maggioranza musulmana attive in Lombardia e direttamente impegnate in questi giorni, fino alla festa principale di Eid El Fitr, che inizierà la sera del 24 giugno. Crescono del 2,1% in un anno. Quasi 2.500 si trovano a Milano città e registrano una crescita del 3% tra 2016 e 2017. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al primo trimestre 2017 e 2016 relativi alle imprese individuali con titolare straniero e ai titolari di cariche.

I settori più coinvolti dalla festa in Lombardia, 9.151 imprese tra cibo, vestiti e regali. Queste imprese vendono soprattutto abbigliamento e calzature (4.864 ambulanti specializzati e 152 negozi al dettaglio in Lombardia) ma ci sono anche attività di ristorazione (2.258 ristoranti e 250 bar), macellerie o ortofrutta (rispettivamente 241 e 113 attività), panifici e pasticcerie (151 attività tra produzione e commercio) e alimentari (660ambulanti e 389 mercatini).

Milano prima con 3.971 attività nei settori della festa, poi Bergamo e Brescia con oltre mille imprese. Le crescite maggiori in un anno si registrano a Lodi (+8,2%) e Sondrio (+7,3%).

Quasi 50 mila gli stranieri dai Paesi coinvolti con cariche nelle imprese in Lombardia. Se si considerano tutti i settori, in totale sono 49.974 quanti provengono dai Paesi coinvolti nella festa e hanno una carica nelle imprese lombarde. Crescono del 3,4% rispetto al 2016 e pesano circa il 22% del totale italiano. I più presenti gli egiziani con 15.841 cariche, il 31,7%  del totale e +3,7% in un anno, seguiti da marocchini con 11.499 presenze (23%, +2,2%), bengalesi (4.773, +6,4%) e pakistani (4.308 cariche, +5,5%).

A Milano città: sui circa 18 mila imprenditori (tra le varie cariche) spiccano soprattutto quelli provenienti dall’Egitto (8.043, 45% del totale, +5,7%), dal Bangladesh (3.507, 19,6% e +7,2%) e dal Marocco (2.088, 11,7% e +5%). In totale crescono del 5,8%.

Se si guardano in particolare i titolari alla guida di un’impresa, sono 36 mila in regione, 1.336 in più in un anno, +3,8%. Sono 11.743 a Milano città rispetto agli 11.045 del 2016 (+6,3% rispetto al 2016).

Pierluigi Tosato nominato Presidente ed Ad di Deoleo

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Madrid, 5 giugno 2017- Nel consiglio di amministrazione tenutosi oggi presso la sede della Multinazionale leader al mondo nella produzione e commercializzazione di olii alimentari, la presidente uscente Rosalia Portela ha rassegnato le sue dimissioni essendo stato nominato Nuovo Presidente ed Amministratore Delegato l’ing. Pierluigi Tosato già alla guida del gruppo come C.e.o. da settembre 2016.Questo importante riconoscimento al Manager Italiano apre una nuova pagina al futuro del gruppo. Pierluigi Tosato dopo gli importanti risultati conseguiti in questi mesi concentrerà tutti gli sforzi e le risorse necessarie per lo sviluppo del business di tutti i marchi a livello mondiale.

Deoleo in Italia commercializza i marchi di Olio più storici, conosciuti ed apprezzati dalle famiglie Italiane, come Carapelli, Bertolli, Sasso, Maja, Friol, San Giorgio oltre alle linee di aceti Sasso.

Pierluigi Tosato, Manager di massima esperienza, già a capo di multinazionali come San Benedetto e Bolton, con il suo team rafforzerà la presenza del gruppo nei mercati consolidati e svolgerà una forte azione di sviluppo verso i mercati emergenti con alti tassi di crescita, grazie anche alla forza ed alla qualità dei marchi Italiani sempre più apprezzati dai consumatori di tutto il mondo.

Produzione del miele, è Brescia la capitale della Lombardia

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Sono 748 le imprese lombarde attive nella produzione di miele (+8% in un anno, + 25% in cinque anni), il 14% su un totale italiano di 5.389. In testa tra le province lombarde Brescia con 113 imprese, + 6% in un anno, Bergamo (105, +13%), Varese (95 imprese, +3%). Tra le province lombarde che sono cresciute maggiormente rispetto allo scorso anno, Cremona registra un aumento del 27%, seguita da Mantova (+15%), Bergamo (+13%), Sondrio (+12%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati registro imprese al 2016, 2015, 2011.

“In Italia – spiega Ettore Prandini, Presidente di  Coldiretti Lombardia e vice Presidente nazionale di Coldiretti – abbiamo più di un milione e 300mila alveari per un giro d’affari stimato di 70 milioni di euro. La produzione media per alveare, nelle aziende apistiche professionali è di circa 33,5 chili per alveare mentre la media nazionale generale si aggira intorno ai 17,5 chili per alveare. Quest’anno però la primavera fredda ha dimezzato la produzione di miele di acacia, con cali anche dell’80% in Oltrepò Pavese. La Lombardia – continua Prandini – conta oltre tremila appassionati, fra professionisti e hobbisti e circa 155.000 alveari per una produzione di 1.700 tonnellate di miele, propoli, cera e tutti i derivati del miele e dell’alveare. Il 23,6% dei piccoli apicoltori conferisce in cooperativa, il 22% vende direttamente ai consumatori al dettaglio e il 20,8% ai grossisti, mentre il resto finisce nella rete dei piccoli negozi specializzati. Quella del miele è un’attività storica in Lombardia, considerato che proprio a Milano nel 1871 si tenne il primo congresso degli apicoltori italiani”.

Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria: la parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della UE”, se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della UE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della UE”.

Le imprese in Italia. Sono 5.389 le imprese italiane attive nella produzione di miele, in crescita del +8% in un anno e del 27% in cinque. La provincia italiana con più imprese è Torino (243, +12% in un anno), seguono Cuneo con 225, +8%, Catania con 199, + 5%, Trento con 149, + 10%.

Gli addetti. Nel 2016 in Lombardia gli addetti totali hanno registrato un aumento del 7%, passando da 338 nel 2015 a 361. Sono cresciuti maggiormente a Sondrio (+32%), Milano (+39%). In Italia gli addetti sono passati da 2.952 a 3.129 (+6%). Le province con più addetti sono Cuneo con 159, Catania con 139, Torino con 135.

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