Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Alimentare

Fratelli Berlucchi, fatturato in crescita a 2,5 milioni di euro

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Franciacorta/Fratelli Berlucchi/Zone by
Pia Donata Berlucchi, presidente dell'azienda Fratelli Berlucchi

Fratelli Berlucchi compie 40 anni. E lo fa con un bilancio ancora in crescita, con un fatturato che sale a 2,5 milioni di euro (più 12 per cento rispetto all’anno precedente). L’azienda di Corte Franca – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – è cresciuta soprattutto grazie agli ordini dall’estero: oggi l’export rappresenta circa il 10 per cento del fatturato. In testa, come mercato partner, gli Stati Uniti, seguiti da Inghilterra, Norvegia, Giappone, Svizzera, Cina e Messico.

La produzione della tenuta composta da una settantina di ettari (compresi quattro boschi) è di circa 400mila bottiglie all’anno: 60mila sono i fermi (Curtefranca Bianco e Rosso), in calo rispetto a una decina di anni fa a vantaggio – ovviamente – dei Franciacorta. Qui l’azienda ha deciso di puntare tutto su vini millesimati – Brut, Satèn, Rosè e Pas Dosè – raggruppati sotto il brand Freccianera cui si aggiungono le due riserve Casa delle Colonne.

L’azienda è controllata dalla famiglia Berlucchi, in particolare – come dice il nome – dai fratelli dello scomparso Francesco (Gabriella, Marcello, Roberto e Pia Donata) e dai tre figli (Antonio, Ignazio e Alessandro).

I migliori posti in cui lavorare? C’è anche la desenzanese Cameo

in Alimentare/Aziende/Cameo/Economia/Garda/Zone by
Le fonti Awards, Cameo premiata

Cameo ha ottenuto il riconoscimento come Eccellenza dell’Anno – Top Place to Work – Alimentare «per la forte valorizzazione delle risorse umane che porta ad un alto tasso di fidelizzazione di dipendenti e dirigenti», grazie anche al nuovo Campus cameo «i cui spazi agevolano tutte le necessità lavorative in maniera sostenibile e interattiva, ponendo la persona al centro».

cameo, azienda alimentare specializzata nella produzione e commercializzazione di torte, pizze e dessert, è stata premiata in occasione dell’Ottava Edizione de Le Fonti Awards® (Premio Le Fonti), la manifestazione che ogni anno riconosce l’eccellenza italiana in campo imprenditoriale, finanziario, assicurativo e legale, svoltasi a Milano, il 29 giugno 2017 a Palazzo Mezzanotte.

“Questo importante riconoscimento conferma il valore del nostro impegno nella creazione di un ambiente di lavoro basato sulla centralità delle persone che sono il nostro capitale più importante” hanno dichiarato Alberto de Stasio e Peter Irle, Direttori Generali di cameo, dopo aver ricevuto il premio.

cameo è stata identificata come Eccellenza dell’Anno Top Place to Work nel settore Alimentare, dopo l’attenta valutazione di diversi criteri: risultati di business, leadership all’interno del proprio comparto di riferimento, sviluppo strategico, qualità del servizio, sostenibilità, innovazione di settore e formazione.

Per l’assegnazione del Premio Le Fonti è stato coinvolto un panel di oltre 10.000 manager del mondo delle imprese e delle professioni che, attraverso un questionario, si sono espressi con una survey online su ogni categoria di riferimento. A seguito delle loro segnalazioni, il Centro studi e l’Istituto di scienze e cultura del gruppo editoriale Le Fonti hanno individuato i finalisti e selezionato i vincitori delle diverse categorie in cui si articola il premio.

Industria 4.0, Valtidone (Lonati) si affida alla Tecnosystem di Bandera

in Alimentare/Aziende/Economia/Servizi by
Alessandro Bandera, Tecnosystem
Nuovo processo gestionale, in pieno stile Industria 4.0, per i tre salumifici della Valtidone. L’azienda del gruppo Lonati, infatti, si è affidata alla società Tecnosystem – guidata da Alessandro Bandera e Marco Favalli – per definire un nuovo sistema di processo e di etichettatura avanzata che si integra con quello del gruppo per migliorare la gestione delle diverse fasi del processo produttivo: ingresso delle materie, stoccaggio e lavorazione delle carni, salatura, asciugatura, stagionatura e spedizione ai clienti.
Tecnosystem è specializzata in sistemi di pesatura e si sta spostando gradualmente su sistemi più avanzati legati all’Industria 4.0. Il gruppo Valtidone comprende tre salumifici (Valtidone Salumi, Salumificio Il Colle, Pontenure Salumi) con un centinaio di lavoratori e 33 milioni di ricavi: fa parte del Gruppo Lonati, leader mondiale delle macchine per calze con importanti interessi anche nell’immobiliare, nel sociosanitario e nell’agroalimentare.

Ramadan, a Brescia oltre mille imprese al lavoro per la festa islamica

in Alimentare/Economia/Tendenze by

Ramadan: sono circa 9.200 le ditte con titolare proveniente da un Paese a maggioranza musulmana attive in Lombardia e direttamente impegnate in questi giorni, fino alla festa principale di Eid El Fitr, che inizierà la sera del 24 giugno. Crescono del 2,1% in un anno. Quasi 2.500 si trovano a Milano città e registrano una crescita del 3% tra 2016 e 2017. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al primo trimestre 2017 e 2016 relativi alle imprese individuali con titolare straniero e ai titolari di cariche.

I settori più coinvolti dalla festa in Lombardia, 9.151 imprese tra cibo, vestiti e regali. Queste imprese vendono soprattutto abbigliamento e calzature (4.864 ambulanti specializzati e 152 negozi al dettaglio in Lombardia) ma ci sono anche attività di ristorazione (2.258 ristoranti e 250 bar), macellerie o ortofrutta (rispettivamente 241 e 113 attività), panifici e pasticcerie (151 attività tra produzione e commercio) e alimentari (660ambulanti e 389 mercatini).

Milano prima con 3.971 attività nei settori della festa, poi Bergamo e Brescia con oltre mille imprese. Le crescite maggiori in un anno si registrano a Lodi (+8,2%) e Sondrio (+7,3%).

Quasi 50 mila gli stranieri dai Paesi coinvolti con cariche nelle imprese in Lombardia. Se si considerano tutti i settori, in totale sono 49.974 quanti provengono dai Paesi coinvolti nella festa e hanno una carica nelle imprese lombarde. Crescono del 3,4% rispetto al 2016 e pesano circa il 22% del totale italiano. I più presenti gli egiziani con 15.841 cariche, il 31,7%  del totale e +3,7% in un anno, seguiti da marocchini con 11.499 presenze (23%, +2,2%), bengalesi (4.773, +6,4%) e pakistani (4.308 cariche, +5,5%).

A Milano città: sui circa 18 mila imprenditori (tra le varie cariche) spiccano soprattutto quelli provenienti dall’Egitto (8.043, 45% del totale, +5,7%), dal Bangladesh (3.507, 19,6% e +7,2%) e dal Marocco (2.088, 11,7% e +5%). In totale crescono del 5,8%.

Se si guardano in particolare i titolari alla guida di un’impresa, sono 36 mila in regione, 1.336 in più in un anno, +3,8%. Sono 11.743 a Milano città rispetto agli 11.045 del 2016 (+6,3% rispetto al 2016).

Pierluigi Tosato nominato Presidente ed Ad di Deoleo

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Evidenza/Nomine by

Madrid, 5 giugno 2017- Nel consiglio di amministrazione tenutosi oggi presso la sede della Multinazionale leader al mondo nella produzione e commercializzazione di olii alimentari, la presidente uscente Rosalia Portela ha rassegnato le sue dimissioni essendo stato nominato Nuovo Presidente ed Amministratore Delegato l’ing. Pierluigi Tosato già alla guida del gruppo come C.e.o. da settembre 2016.Questo importante riconoscimento al Manager Italiano apre una nuova pagina al futuro del gruppo. Pierluigi Tosato dopo gli importanti risultati conseguiti in questi mesi concentrerà tutti gli sforzi e le risorse necessarie per lo sviluppo del business di tutti i marchi a livello mondiale.

Deoleo in Italia commercializza i marchi di Olio più storici, conosciuti ed apprezzati dalle famiglie Italiane, come Carapelli, Bertolli, Sasso, Maja, Friol, San Giorgio oltre alle linee di aceti Sasso.

Pierluigi Tosato, Manager di massima esperienza, già a capo di multinazionali come San Benedetto e Bolton, con il suo team rafforzerà la presenza del gruppo nei mercati consolidati e svolgerà una forte azione di sviluppo verso i mercati emergenti con alti tassi di crescita, grazie anche alla forza ed alla qualità dei marchi Italiani sempre più apprezzati dai consumatori di tutto il mondo.

Produzione del miele, è Brescia la capitale della Lombardia

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Tendenze by

Sono 748 le imprese lombarde attive nella produzione di miele (+8% in un anno, + 25% in cinque anni), il 14% su un totale italiano di 5.389. In testa tra le province lombarde Brescia con 113 imprese, + 6% in un anno, Bergamo (105, +13%), Varese (95 imprese, +3%). Tra le province lombarde che sono cresciute maggiormente rispetto allo scorso anno, Cremona registra un aumento del 27%, seguita da Mantova (+15%), Bergamo (+13%), Sondrio (+12%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati registro imprese al 2016, 2015, 2011.

“In Italia – spiega Ettore Prandini, Presidente di  Coldiretti Lombardia e vice Presidente nazionale di Coldiretti – abbiamo più di un milione e 300mila alveari per un giro d’affari stimato di 70 milioni di euro. La produzione media per alveare, nelle aziende apistiche professionali è di circa 33,5 chili per alveare mentre la media nazionale generale si aggira intorno ai 17,5 chili per alveare. Quest’anno però la primavera fredda ha dimezzato la produzione di miele di acacia, con cali anche dell’80% in Oltrepò Pavese. La Lombardia – continua Prandini – conta oltre tremila appassionati, fra professionisti e hobbisti e circa 155.000 alveari per una produzione di 1.700 tonnellate di miele, propoli, cera e tutti i derivati del miele e dell’alveare. Il 23,6% dei piccoli apicoltori conferisce in cooperativa, il 22% vende direttamente ai consumatori al dettaglio e il 20,8% ai grossisti, mentre il resto finisce nella rete dei piccoli negozi specializzati. Quella del miele è un’attività storica in Lombardia, considerato che proprio a Milano nel 1871 si tenne il primo congresso degli apicoltori italiani”.

Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria: la parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della UE”, se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della UE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della UE”.

Le imprese in Italia. Sono 5.389 le imprese italiane attive nella produzione di miele, in crescita del +8% in un anno e del 27% in cinque. La provincia italiana con più imprese è Torino (243, +12% in un anno), seguono Cuneo con 225, +8%, Catania con 199, + 5%, Trento con 149, + 10%.

Gli addetti. Nel 2016 in Lombardia gli addetti totali hanno registrato un aumento del 7%, passando da 338 nel 2015 a 361. Sono cresciuti maggiormente a Sondrio (+32%), Milano (+39%). In Italia gli addetti sono passati da 2.952 a 3.129 (+6%). Le province con più addetti sono Cuneo con 159, Catania con 139, Torino con 135.

Ambrosi, il fatturato vola a quota 335 milioni di euro

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Cresce ancora il fatturato della Ambrosi di Castenedolo, che festeggia il 75esimo anniversario di vita con un incremento del 2,6 per cento nei fatturati, saliti a quota 335 milioni di euro. A trainare i conti è stato in particolare l’export (soprattutto quello negli States), cresciuto di ben il 14 per cento, che oggi vale ben il 44 per cento del fatturato. L’utile netto è salito a 2 milioni di euro, per un per un cash-flow che raggiunge quota 6,6 milioni.Tra le società controllate spicca in particolare la Ambrosi Spa Industria Casearia, con ricavi per 247,5 milioni di euro (valore della produzione 258,1) e costi a 250 milioni, con profitti che sono più che raddoppiati passando dal 940mila euro a 2,56 milioni.

 

Turismo enogastronomico, bando da 1,2 milioni di euro della Regione

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Istituzioni/Regione/Turismo by

Si chiama ‘Wonderfood & Wine’ – secondo quanto riportato dal quotidiano on line BsNews.it – il nuovo bando da oltre 1,2 milioni di euro di Regione Lombardia, che concede contributi a fondo perduto fino a 75.000 euro per finanziare progetti di promozione turistica legati all’enogastronomia lombarda. Ad annunciarne la pubblicazione e’ l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, il quale ha sottolineato che “si tratta di una delle opportunita’ piu’ importanti del progetto ‘Sapore in Lombardia’, per cui abbiamo stanziato complessivamente 5 milioni di euro con l’obiettivo di raccontare, consolidare, mettere a sistema la ricchezza della nostra offerta turistica in chiave enogastronomica e sostenere gli operatori del settore”.

“La nostra regione – ha dichiarato Parolini – non e’ ancora una destinazione turistica affermata in questo ambito, ma lo sara’ presto. In Lombardia infatti la ristorazione e la cucina, le produzioni agricole, alimentari e vitivinicole continuano a creare eccellenza tra
tradizione e modernita’, e questo patrimonio costituisce un formidabile elemento di attrattivita’ su cui stiamo puntando, sia per il mercato interno che, soprattutto, per quello internazionale”.

ANNO DEL TURISMO

“Durante quest’anno interamente dedicato al turismo – ha spiegato l’assessore – ci siamo impegnati a sostenere la promozione di tutti gli ambiti meno maturi e piu’ promettenti. Accanto agli interventi sul turismo enogastronomico, abbiamo messo in campo iniziative senza precedenti in Lombardia per il cicloturismo, il turismo religioso e quello legato alle citta’ d’arte”.

AUMENTARE LA VISIBILITA’

“Con questo bando, in particolare, – ha aggiunto Parolini – vogliamo sostenere in modo sussidiario interventi concreti e sinergici che aumentino la visibilita’ della nostra offerta in un mercato sempre piu’ vasto, ma anche valorizzare il legame tra turismo ed enogastronomia, che rappresenta probabilmente la chiave d’accesso piu’ autentica e diretta all’essenza e alla storia di un territorio”.

I PROGETTI FINANZIABILI

“Aggregazione, collaborazione e integrazione tra diversi soggetti, pubblici e privati, saranno elementi decisivi dei progetti finanziati da questa iniziativa, proprio per superare la frammentazione che talvolta ha rallentato l’efficacia del nostro sistema turistico. Le ingenti risorse stanziate – ha concluso Parolini – andranno a sostenere infatti interventi condivisi, su scala regionale, nazionale ed internazionale, di definizione e promozione dell’offerta enogastronomica lombarda su precisi mercati target, attraverso testimonial, eventi, partecipazione a fiere, blog tour, progetti di comunicazione e tanto altro ancora”. (Lnews – segue scheda)

CHI HA ACCESSO

Beneficiari del contributo regionale sono consorzi, imprese consortili e fondazioni. In forma aggregata possono presentare domanda anche associazioni di categoria, tra imprese e di professionisti; quartieri fieristici e organizzatori fieristici; soggetti pubblici e privati che si occupano di comunicazione e promozione turistica e del territorio.

ENTITA’ CONTRIBUTO

Le risorse, pari a 1.258.000,00 euro, sono trasferite a Unioncamere Lombardia in qualita’ di soggetto gestore. Il contributo regionale, pari al 70 per cento delle spese complessive ammissibili, sara’ a fondo perduto e non potra’ essere superiore a 5.000 per i soggetti in forma singola e 75.000 euro per le aggregazioni.

I PROGETTI

Sono finanziabili interventi di rilievo regionale, nazionale e internazionale di promozione turistica legata all’offerta enogastronomica lombarda coerenti con il progetto regionale unitario Sapore in Lombardia.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese devono essere riconducibili esclusivamente alle seguenti tipologie: spese di comunicazione direttamente funzionali al progetto; spese per consulenze; noleggio di hardware e software; noleggio di materiali, attrezzatture e servizi; affitto spazi.

FASI E TEMPI

Il procedimento di selezione dei progetti si articola nelle seguenti fasi: acquisizione delle proposte progettuali preliminari; convocazione; acquisizione delle proposte progettuali definitive. Le proposte devono essere inviate dal 5 giugno al 30 giugno 2017.

INFORMAZIONI

Approfondimenti e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia e di Regione Lombardia.

Crac Medeghini, il pm chiede 34 anni di carcere

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E’ di 34 anni di carcere complessivi la richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Brescia per gli imputati del processo per il fallimento del gruppo caseario bresciano Medeghini, avvenuto nel 2009. Un buco che – secondo la pubblica accusa – non sarebbe stato compiuto nel corretto esercizio delle funzioni amministrative dell’azienda. Da qui la richiesta di 10 anni di carcere per  Arturo e Giovanni Medeghini, di otto per Severino Medeghini e di tre anni per il braccio destro Mauro Mor. Sul banco degli imputati anche alcini sindaci e revisori che hanno collaborato con l’azienda (la richiesta è di otto mesi). Il processo è stato aggiornato al 2 maggio: salvo intoppi la sentenza sarà il 12 maggio.

La Medeghni dava lavoro a circa 500 dipendenti e fatturava 450 milioni di euro. Le società del gruppo sono state dichiarate fallite dal tribunale di Brescia tra il 2010 e il 2013, dopo un bilancio in rosso del 2009 da 106 milioni di euro. L’accusa è bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale.

Bialetti chiude i conti del 2016 con 2,7 milioni di utile

in Alimentare/Aziende/Bialetti/Bilanci/Economia by

Chiude un altro anno positivo la Bialetti di Coccaglio, società quotata in Borsa che dà lavoro a circa 1.300 persone e che lo scorso anno ha prodotto un utile da 2,7 milioni. Il 28 aprile l’assemblea dei soci sarà chiamata ad approvare il consuntivo e a nominare il nuovo vertice, oggi guidato dall’ad Francesco Ranzoni.

Secondo quanto riportato da Bresciaoggi, il Bilancio 2016 di Bialetti si è chiuso con un fatturato consolidato in aumento del 4,3% a quota 179,8 milioni di euro (l’incremento è dell’8,5% a parità di marchi in portafoglio). L’aumento ha riguardato soprattutto le divisioni “moka e coffeemakers” (+11,5%) ed “Espresso” (+14%), mentre tiene (+0,6%) quello “cookware” e rallenta il business dei piccoli elemettrodomestici dopo la cessione di Girmi.

“Il risultato operativo lordo – si legge – si attesta a 23,8 milioni (+19,1%), l’ebit a 17,2 milioni (+24,8%), l’utile ante imposte a 8,9 milioni (era di 6,8 mln; +32%), mentre l’utile netto è pari a 2,7 milioni, in calo rispetto ai 3,5 milioni di euro del 2015. L’indebitamento finanziario netto di gruppo, a 77,3 milioni, si riduce di 4,2 milioni su base annua”.

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