Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Agricoltura e allevamento

Vino, a Londra il Lugana Doc fa il tutto esaurito

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Lugana Doc

C’è grande attesa a Londra fra gli addetti ai lavori per la Masterclass dedicata al Lugana DOC nell’ambito della London Wine Fair, l’importante manifestazione in programma dal 21 al 23 maggio. 80 posti, esauriti da giorni, con una lista d’attesa per poter partecipare ed assaggiare in anteprima UK il prodotto della vendemmia 2017, già promosso a pieni voti sia dal Vinitaly che dagli intenditori danesi, tedeschi e olandesi incontrati dal Consorzio di tutela nel suo tour primaverile dedicato alle capitali del Nord Europa. L’attenzione ai nuovi grandi mercati di USA e Giappone, che ospiteranno importanti eventi del Consorzio in autunno, non significa infatti che il Vecchio Continente non continui a rappresentare lo zoccolo duro dell’export del Lugana DOC. Il Regno Unito, anzi, è sempre più importante, con il vantaggio che, a sole due ore d’areo, le principali piazze europee sono sbocchi più accessibili anche per i piccoli produttori, un motore fondamentale del Consorzio, che conta ad oggi 180 associati.
L’attività promozionale in programma alla London Wine Fair, la manifestazione più importante del Regno Unito, vedrà come di consueto il Consorzio impegnato a proporre una selezione dei Lugana DOC importati e non, poiché la sua mission è incuriosire e far innamorare il consumatore, mostrando la straordinaria versatilità di questo vino secondo l’interpretazione dei vari vignaioli, con un costante altissimo livello qualitativo. Lo stand del Consorzio è il J20/3, mentre la Masterclass, che sarà curata dal Presidente Luca Formentini e dal Direttore Carlo Veronese, si terrà il 22 maggio alle ore 17.00.

I #luganalovers italiani dovranno invece attendere ancora qualche settimana, precisamente l’8 giugno 2018, per poter degustare l’annata 2017. L’appuntamento è per “Lugana Armonie Senza Tempo”, il consueto appuntamento annuale dedicato al pubblico che in questa edizione si terrà a Milano nella suggestiva cornice del Museo Diocesano, Chiostri di Sant’Eustorgio – Piazza Sant’Eustorgio, 3. Due i momenti della manifestazione: dalle 15.30 un evento riservato agli esperti assaggiatori e agli operatori del settore, su iscrizione. A partire dalle 18.00 invece l’apertura al grande pubblico, con coupon di degustazione. Attraverso banchi di assaggio e grazie al contatto diretto con produttori ed esperti, la conoscenza di oltre 50 cantine esperti e appassionati potranno scoprire le eccellenze vinicole proposte dal Consorzio Tutela Lugana DOC. Un appuntamento imperdibile, un percorso di degustazione per immergersi in tutte le sfumature dei vini Lugana che saranno accompagnati da un’attenta selezione di prodotti tipici del bresciano.

Rimborsi aviaria, Regione pronta anche a mettere sul piatto anche risorse proprie

in Agricoltura e allevamento/Economia by

“Abbiamo promosso un tavolo regionale con i rappresentanti del mondo avicolo per elaborare iniziative in favore delle aziende colpite dal problema dell’aviaria”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina ha presieduto il tavolo. Il settore avicolo in Lombardia comprende 2.139 allevamenti con circa 31 milioni di capi (il dato bresciano è di 573 allevamenti per 13.514.427 capi).

“Abbiamo avviato il monitoraggio della fauna selvatica per verificare la dislocazione degli esemplari vettori della malattia, come gli uccelli acquatici, e avere una mappatura delle zone a rischio. Questo permetterà di evitare gli errori del passato e di programmare bene gli interventi. Abbiamo riscontrato la necessità di una campagna informativa in sostegno alla bontà di un settore che in Lombardia produce il 106% del fabbisogno ed è dunque votato all’export e che ha un utilizzo di antibiotici inferiore dell’80% rispetto alla media europea. Intendiamo tranquillizzare il consumatore e fornire giuste notizie sull’alta qualità carne avicola lombarda. Promuoveremo come Lombardia una rete tra le Regioni per intraprendere azioni comuni e fare massa critica sul ministero per interventi in caso di necessità. Siamo pronti anche a garantire risorse e a promuovere una modifica al PSR per incentivare interventi strutturali in aree a rischio e garantire la biosicurezza” ha aggiunto l’assessore.

 “Siamo in attesa del decreto ministeriale in attuazione del dl 102/04 che potrebbe rappresentare una iniezione di risorse in sostegno alle aziende colpite in maniera indiretta. In quel caso la Regione è pronta a mettere risorse proprie per aiutare un settore che è il fiore all’occhiello della produzione zootecnica lombarda e in cui la nostra regione è leader nazionale. Intendo sollecitare il futuro ministro affinché sia parte attiva in Europa ed accelerare le procedure di riconoscimento dei danni indiretti e garantire risorse alle aziende danneggiate. Siamo in attesa di risposte europee che devono essere più celeri. Su questo il governo deve darsi una mossa” conclude Rolfi.

 

Vinitaly, Confagricoltura Brescia c’è. Martinoni: occasione importante

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Confagricoltura Brescia, Francesco Martinoni

Anche quest’anno Confagricoltura Brescia sarà presente alla rassegna fieristica di Vinitaly all’interno dello stand confederale dell’organizzazione nazionale (Padiglione 9 area D). Tema di quest’anno “la Grande Italia dei vini e degli oli” grazie ad incontri di approfondimento e la possibilità per tutte le province a vocazione vitivinicola di esporre le proprie eccellenze. Brescia sarà protagonista nella giornata di lunedì 16 aprile grazie all’esposizione di ben undici cantine e la visita del presidente di Confagricoltura Brescia, Francesco Martinoni che si è dimostrato molto fiducioso sulle potenzialità di questa quattro giorni: “Occasioni per farsi conoscere ai buyer internazionali arrivano una volta all’anno e perciò non si possono perdere. Essere qui significa per noi affermare ancora una volta le potenzialità delle nostre produzioni e delle tradizioni che i Consorzi di tutela stanno rafforzando con il passare degli anni. Il vino made in Brescia è oggi un prodotto affermato sul mercato ed ogni anno continua a registrare numeri in crescita”.

Il sipario si alza domenica 15 aprile con la visita del presidente di Confagricoltura Giansanti che inaugurerà lo spazio, suddiviso in più aree: la Galleria delle regioni, con tutti i territori racchiusi in alcune etichette simbolo delle Doc e Docg più rappresentative; l’area di accoglienza, con un bancone bar e i vini in mescita per gli ospiti; la sala attrezzata per gli incontri e le degustazioni guidate. L’obiettivo della partecipazione di Confagricoltura alla più importante fiera vinicola organizzata in Italia è molteplice: da un lato dare la possibilità alle aziende associate di avere un riferimento costante e puntuale, utile per gli incontri professionali con importatori e buyer, giornalisti e operatori del settore; dall’altro lo spazio è anche una vetrina per gli stessi produttori che possono usufruire delle sale per raccontare al pubblico i territori di origine dei vini e delle altre eccellenze agroalimentari. Lunedì sarà presente anche il nostro Ufficio vitivinicolo per accogliere tutti i soci e fare chiarezza su eventuali domande tecniche o curiosità. Confidi Systema inoltre, insieme a Confagricoltura Lombardia, incontrerà sempre nella giornata di lunedì (alle ore 16.30) le aziende vitivinicole per presentare i servizi su misura per le realtà del settore.

 

Di seguito le cantine presenti nello stand di Confagricoltura nella giornata bresciana:

Tommasi Family Estates (Lugana)
Elisabetta Abrami (Franciacorta Pas Dosé Millesimato)
San Michele (Capriano del Colle DOC Marzemino)
Rocche dei Vignali (Valcamonica IGT Rosso)
Istituto Agrario G. Pastori (metodo classico)
Ambrosini Battista (Franciacorta Brut)
Peri Bigogno (Montenetto di Brescia Rosso)
Il Mosnel (Franciacorta Satèn)
Al Rocol (Franciacorta Brut)
Azienda vinicola Emilio Franzoni (Botticino Riserva)
Castelveder (Franciacorta Brut)

Confagricoltura, aperti due nuovi bandi per investire sull’ambiente

in Agricoltura e allevamento/Ambiente/Associazioni di categoria/Bandi/Economia by
Ambiente

La Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia ha approvato le disposizioni attuative per la presentazione delle domande relative alla Sottomisura 4.4., Operazione 4.4.01 “Investimenti non produttivi finalizzati alla conservazione della biodiversità” e Operazione 4.4.02 “Investimenti non produttivi finalizzati alla miglior gestione delle risorse idriche” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

“Si tratta di due misure molto importanti – commenta Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia -: con la prima vengono finanziati interventi per la costituzione di strutture vegetali lineari, come siepi e filari, composti da specie autoctone che aumentano la complessità dell’ecosistema, arricchiscono e diversificano il paesaggio rurale, potenziano le reti ecologiche e creano luoghi di rifugio e riproduzione della fauna selvatica. Con la seconda, invece, si sostiene la realizzazione di fasce tampone boscate, il ripristino della funzionalità dei fontanili, la realizzazione di zone umide e di pozze e altre strutture di abbeverata. In particolare – continua il direttore – la realizzazione di fasce tampone boscate contribuisce alla riduzione dell’inquinamento da nitrati nelle acque superficiali”.

La dotazione finanziaria dell’Operazione 4.4.01 è pari a 1,5 milioni mentre per la 4.4.02 la dotazione è di 4,5 milioni. Viene concesso un aiuto sotto forma di contributo in conto capitale pari al 100% della spesa ammessa (fissata in un importo massimo di 100.000 euro per tutti gli interventi e di 200.000 per l’intervento “Fontanile”).

“La domanda – conclude Trebeschi – deve essere presentata in via telematica entro il 16 aprile: gli uffici di Confagricoltura Brescia sono a disposizione per aiutare gli associati nello svolgimento della procedura burocratica necessaria”.

Agricoltura, chiuso un anno nero su tutti i fronti: si spera nel 2018

in Agricoltura e allevamento/Economia/Evidenza/Tendenze by
Agricoltura a Brescia

Anche se l’ottimismo resta la parola d’ordine all’interno del mondo agricolo, gli imprenditori hanno chiuso da pochi giorni un 2017 molto complesso. L’agricoltura, secondo le prime stime del Centro Studi di Confagricoltura, sta vivendo una fase congiunturale difficile, in controtendenza rispetto all’andamento dell’economia generale del Paese.

Infatti, mentre il Prodotto interno lordo nazionale è cresciuto dell’1,5%, il valore aggiunto agricolo, su scala nazionale, è calato del 3,4%. Nel 2017 il valore del settore primario italiano è stato pari a 28,14 miliardi, in calo rispetto ai 29,12 dell’anno precedente. Negli ultimi dodici mesi, invece, l’industria è passata da 331,93 a 337,78 miliardi.

Anche il boom delle esportazioni di prodotti agricoli e alimentari, che nel 2017 dovrebbero superare i 40 miliardi di euro, in realtà evidenzia la conferma della dinamica positiva per i prodotti dell’industria alimentare (per lo scorso anno viene stimato un saldo positivo di 2,8 miliardi), ma anche il persistere del saldo negativo tra esportazioni e importazioni per quanto riguarda gli scambi di prodotti agricoli (-7,3 miliardi la stima per gli ultimi dodici mesi).

Notizie negative arrivano anche dal versante dell’occupazione: diminuiscono soprattutto gli indipendenti (-3,2%) e in particolare le donne (-7%). Segno negativo, sia pure più contenuto, per i dipendenti (-2,2%).

“Questi dati – commenta Francesco Martinoni, presidente di Confagricoltura Brescia – sono lo specchio di un settore agricolo che, al di là dell’entusiasmo enfatico di certi commentatori, ha archiviato un anno negativo: Brescia si è in parte salvata grazie alla tenuta dei prezzi di latte e suini, ma i livelli delle produzioni insoddisfacenti per vari motivi, tra cui l’andamento climatico, l’instabilità dei prezzi di vendita e gli alti costi di produzione hanno compromesso la redditività di coltivazioni e allevamenti e la fiducia delle imprese. Auspichiamo – conclude Martinoni – un’inversione di tendenza nel 2018 appena iniziato ed un sostegno concreto, non solo per finalità elettorali, da parte delle istituzioni e del mondo politico”.

Confagricoltura Brescia contro l’obbligo del certificato antimafia

in Agricoltura e allevamento/Associazioni di categoria/Confagricoltura/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Partner by
Agricoltura a Brescia

Confagricoltura Brescia – con una nota inviata ai giornali – si schiera contro il nuovo obbligo della certificazione antimafia, introdotto dal Governo, parlando di “rischio di un nuovo adempimento burocratico a carico delle imprese agricole”. Il direttore Gabriele Trebeschi attacca: “Si tratta dell’ennesima procedura amministrativa, mentre tutti i politici continuano a ripetere che l’obiettivo primario è snellire la burocrazia”.

 ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Nonostante le proteste di molti imprenditori e operatori del settore, resta molto alto il rischio che venga esteso alla quasi totalità delle aziende agricole italiane che percepiscono aiuti Pac e Psr (Piano di sviluppo rurale) l’obbligo della certificazione antimafia.

Il 19 novembre scorso, infatti, è entrata in vigore la legge n. 161 che impone a tutte le imprese agricole che ricadono nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Pac e che usufruiscono di fondi europei, a prescindere dal loro valore complessivo, di presentare l’informativa antimafia. Successivamente è stata posta una soglia di € 5.000 grazie all’emendamento inserito dal relatore Silvio Lai, in commissione bilancio al Senato. Tale legge, sarà completamente operativa trascorsi 90 giorni dall’entrata in vigore della stessa.

La notizia ha generato grande preoccupazione tra gli addetti dei Centri di assistenza agricoli (Caa) e degli enti pagatori. Finora, infatti, la certificazione antimafia era richiesta solo per importi superiori a € 150.000 ed erano circa 2.000 le aziende interessate sul territorio italiano.

“Le nuove regole – spiega Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia – rischiano di paralizzare l’apparato burocratico e rallentare i pagamenti dei contributi, danneggiando in primo luogo le aziende, ma mettendo anche in seria difficoltà gli enti pagatori poiché l’attuazione della direttiva rischia di non far rispettare i termini di pagamento stabiliti dalle norme Ue per le erogazioni”.

Un primo rinvio alla partenza di questa nuova disposizione potrebbe arrivare con l’approvazione della nuova legge di Bilancio, ora alla Camera in attesa di approvazione. “Allo stato attuale – continua Trebeschi -, fermo restando che la legge non è ancora operativa e che potrebbe essere ulteriormente modificata da auspicabili interventi della politica e del Governo, sono obbligate alla presentazione della documentazione antimafia tutte le aziende che percepiscono aiuti Pac e Psr per un importo superiore a € 25.000, mentre per le aziende con contribuzioni comprese tra i 25.000 e i 5.000 € l’obbligo scatterà dal 31 dicembre 2018; nessun adempimento verrà invece richiesto per i soggetti al di sotto dei € 5.000”.

Le prossime settimane saranno comunque decisive per l’evolversi di una questione che rischia seriamente di immobilizzare gli uffici delle Prefetture, che si potrebbero vedere sommersi da un’immensa mole di richieste. Basti pensare che le aziende italiane che percepiscono fino a € 5.000 sono oltre 720.000, mentre quelle che si posizionano al di sopra superano le 170.000 unità.

“Si tratterebbe dell’ennesima procedura a carico delle aziende – conclude il direttore di Confagricoltura Brescia – mentre tutti i politici continuano a ripetere che l’obiettivo primario è snellire la burocrazia: auspichiamo un intervento per risolvere la questione e un impegno vero per ridurre e non aumentare gli adempimenti burocratici per gli imprenditori”.

Fico, nei primi cinque giorni 100mila visitatori e un pezzo di Brescia

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia by
Fabrizio Scuri e Daniela Grandi

FICO (Fabbrica Italiana COntadina) rappresenta l’ultima scommessa dell’imprenditore Oscar Farinetti (Eataly): costruire un enorme parco agroalimentare che si ponga come simbolo dell’eccellenza enogastronomica made in Italy. E, nonostante le polemiche, la scommessa per ora appare vinta: nei primi cinque giorni, infatti, la fiera del food di Bologna ha raccolto ben 100mila visitatori.

Le parole d’ordine: biodiversità, vista l’incredibile varietà del suolo Italiano; buona cucina, quella cultura tipicamente nostrana da esportare in tutto il mondo; genuinità, prodotti il cui percorso è trasparente dalla “genesi” alla vendita.

Tra le 40 realtà presenti alcune delle principali eccellenze agroalimentari italiane e una sola impresa che ha a che fare con Brescia: Grandi Riso produce infatti a Codigoro (in provincia di Ferrara), ma fa parte del gruppo Marcello Gabana (ex Gabeca) di Calcinato, quarto produttore italiano di riso e unica riseria presente all’evento.

 

Clima, nel Bresciano sono 81mila le imprese interessate

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Clima, le aziende coinvolte a Brescia sono numerose

Sono circa 2 milioni in Italia, 240 mila in Lombardia e 81mila a Brescia le imprese attive nei settori interessati direttamente dall’azione climatica, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2017 e 2016 relativi ai settori individuati dalla Commissione Europea (agricoltura, silvicoltura, acquacoltura, infrastrutture ed edifici, energia, assicurazioni e turismo). Imprese con un forte impatto occupazionale, 3,6 milioni gli addetti nel Paese e 618 mila in Lombardia, e di fatturato, con rispettivamente circa 500 miliardi e 114 miliardi di euro all’anno. I dati sono stati diffusi in occasione di Climathon, l’hackathon di 24 ore sui cambiamenti climatici organizzato insieme all’innovation hub di Lomazzo, ComoNExT, al Politecnico di Milano fino a domani e in contemporanea con altre 111 città di 44 paesi in tutto il mondo.

I settori interessati dall’azione climatica in Lombardia. Sono 240 mila imprese e 618 mila addetti nei settori connessi o vulnerabili a fronte di episodi e cambiamenti climatici, tra edilizia, agricoltura, energia, turismo e settore assicurativo. Pesano il 13% delle imprese nazionali e il 17% degli addetti e producono un fatturato di 114 miliardi all’anno. I lavori di costruzione specializzati sono i più rilevanti con oltre 90 mila imprese attive e 180 mila addetti, seguiti dal turismo con complessivamente circa 60 mila imprese e dall’agricoltura con 45 mila. Circa 2 mila le imprese del settore energetico. Tra i territori Milano è prima con 66 mila imprese e 256 mila addetti, seguita da Brescia (36 mila imprese e 81 mila addetti), Bergamo (29 mila imprese e 71 mila addetti), Varese (18 mila imprese e 36 mila addetti ) e Pavia (17 mila imprese e 26 mila addetti).

I settori interessati dall’azione climatica in Italia. Sono quasi 2 milioni le imprese e 3,6 milioni gli occupati per un fatturato che è di circa 500 miliardi di euro. Prevale il settore agricolo con 723 mila imprese attive, poi i lavori di costruzioni specializzati con circa mezzo milione di attività e il turismo con quasi 400 mila. Tra le regioni dopo la Lombardia, che è prima, vengono il Veneto (164 mila imprese, 330 mila addetti e 30 miliardi di fatturato), il Lazio (160 mila imprese, 363 mila addetti e 170 miliardi di fatturato), la Campania (158 mila imprese, 226 mila addetti e 11 miliardi) e l’Emilia Romagna (156 mila imprese, 354 mila addetti e 43 miliardi). Tra le province prime Roma (100 mila imprese, 277 mila addetti e 167 miliardi di fatturato), Milano (66 mila imprese, 256 mila addetti, 90 miliardi), Torino (58 mila, 114 mila e 26,4 miliardi) e Napoli (57 mila, 104 mila e 6,3 miliardi).

SCARICA I DATI DELLE AZIENDE INTERESSATE DALLE VICENDE CLIMATICHE

Animali da compagnia, a Brescia le aziende sono 134

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Animali da compagnia a Brescia

Cresce il business degli animali da compagnia in Lombardia, +19,3% negli ultimi 5 anni e +4,3% in un anno. La regione rappresenta il 13,2% sul totale nazionale, contando nel 2016 1.183 imprese attive su 8.933 dedicate agli animali domestici. Sono 535 le attività che si occupano del commercio al dettaglio di piccoli animali domestici, 557 prestano servizi di cura – non veterinari – degli animali da compagnia, 76 le imprese che effettuano servizi veterinari e 15 le imprese che producono prodotti per l’alimentazione. E il settore della cura degli animali genera lavoro: in Lombardia sono  2.264 gli addetti al settore su 14 mila in Italia, oltre mille a Milano e circa 200 a Bergamo, Monza e Brianza e Brescia.

Milano, con 368 imprese, è la prima provincia pet friendly, la seguono Brescia, Bergamo e Varese con, rispettivamente 134 (+ 3,9 per cento nel quinquennio), 122 e 113 imprese del settore. Cresce il business in un anno a Lecco (+11%) e Mantova (+10%). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese relativi alle sedi di impresa attive negli anni 2016, 2015 e 2011.

I DATI COMPLETI DELLE IMPRESE DEL SETTORE ANIMALI DOMESTICI LI TROVI SU BSNEWS.IT

Fratelli Berlucchi, fatturato in crescita a 2,5 milioni di euro

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Pia Donata Berlucchi, presidente dell'azienda Fratelli Berlucchi

Fratelli Berlucchi compie 40 anni. E lo fa con un bilancio ancora in crescita, con un fatturato che sale a 2,5 milioni di euro (più 12 per cento rispetto all’anno precedente). L’azienda di Corte Franca – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – è cresciuta soprattutto grazie agli ordini dall’estero: oggi l’export rappresenta circa il 10 per cento del fatturato. In testa, come mercato partner, gli Stati Uniti, seguiti da Inghilterra, Norvegia, Giappone, Svizzera, Cina e Messico.

La produzione della tenuta composta da una settantina di ettari (compresi quattro boschi) è di circa 400mila bottiglie all’anno: 60mila sono i fermi (Curtefranca Bianco e Rosso), in calo rispetto a una decina di anni fa a vantaggio – ovviamente – dei Franciacorta. Qui l’azienda ha deciso di puntare tutto su vini millesimati – Brut, Satèn, Rosè e Pas Dosè – raggruppati sotto il brand Freccianera cui si aggiungono le due riserve Casa delle Colonne.

L’azienda è controllata dalla famiglia Berlucchi, in particolare – come dice il nome – dai fratelli dello scomparso Francesco (Gabriella, Marcello, Roberto e Pia Donata) e dai tre figli (Antonio, Ignazio e Alessandro).

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