Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Agricoltura e allevamento

Animali da compagnia, a Brescia le aziende sono 134

in Agricoltura e allevamento/Economia/Tendenze by
Animali da compagnia a Brescia

Cresce il business degli animali da compagnia in Lombardia, +19,3% negli ultimi 5 anni e +4,3% in un anno. La regione rappresenta il 13,2% sul totale nazionale, contando nel 2016 1.183 imprese attive su 8.933 dedicate agli animali domestici. Sono 535 le attività che si occupano del commercio al dettaglio di piccoli animali domestici, 557 prestano servizi di cura – non veterinari – degli animali da compagnia, 76 le imprese che effettuano servizi veterinari e 15 le imprese che producono prodotti per l’alimentazione. E il settore della cura degli animali genera lavoro: in Lombardia sono  2.264 gli addetti al settore su 14 mila in Italia, oltre mille a Milano e circa 200 a Bergamo, Monza e Brianza e Brescia.

Milano, con 368 imprese, è la prima provincia pet friendly, la seguono Brescia, Bergamo e Varese con, rispettivamente 134 (+ 3,9 per cento nel quinquennio), 122 e 113 imprese del settore. Cresce il business in un anno a Lecco (+11%) e Mantova (+10%). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese relativi alle sedi di impresa attive negli anni 2016, 2015 e 2011.

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Fratelli Berlucchi, fatturato in crescita a 2,5 milioni di euro

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Pia Donata Berlucchi, presidente dell'azienda Fratelli Berlucchi

Fratelli Berlucchi compie 40 anni. E lo fa con un bilancio ancora in crescita, con un fatturato che sale a 2,5 milioni di euro (più 12 per cento rispetto all’anno precedente). L’azienda di Corte Franca – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – è cresciuta soprattutto grazie agli ordini dall’estero: oggi l’export rappresenta circa il 10 per cento del fatturato. In testa, come mercato partner, gli Stati Uniti, seguiti da Inghilterra, Norvegia, Giappone, Svizzera, Cina e Messico.

La produzione della tenuta composta da una settantina di ettari (compresi quattro boschi) è di circa 400mila bottiglie all’anno: 60mila sono i fermi (Curtefranca Bianco e Rosso), in calo rispetto a una decina di anni fa a vantaggio – ovviamente – dei Franciacorta. Qui l’azienda ha deciso di puntare tutto su vini millesimati – Brut, Satèn, Rosè e Pas Dosè – raggruppati sotto il brand Freccianera cui si aggiungono le due riserve Casa delle Colonne.

L’azienda è controllata dalla famiglia Berlucchi, in particolare – come dice il nome – dai fratelli dello scomparso Francesco (Gabriella, Marcello, Roberto e Pia Donata) e dai tre figli (Antonio, Ignazio e Alessandro).

Agriturismi, dalla Regione un bando da 6,5 milioni e mezzo di euro

in Agricoltura e allevamento/Economia/Turismo by

“Regione Lombardia mette a disposizione 6,5 milioni di euro per sostenere la multifunzionalita’ e la diversificazione dell’attivita’ agricola, quali elementi per migliorare la redditivita’ delle imprese, anche grazie l’ospitalita’ rurale”. Ad annunciare il bando dell’operazione 6.4.01 del Programma di sviluppo rurale, dedicata al “Sostegno alla realizzazione e allo sviluppo di attivita’ agrituristica”, e’ l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava.

LA MULTIFUNZIONE – “La multifunzione in Lombardia costituisce uno strumento di miglioramento del reddito aziendale e l’agriturismo, la formula forse piu’ datata di multifunzionalita’, e’ uno straordinario veicolo per la promozione dei prodotti locali, della cultura, della storia e dell’agroalimentare del territorio”, afferma Fava.

DOMANDA PER VIA TELEMATICA  – La domanda puo’ gia’ essere presentata, esclusivamente per via telematica tramite la compilazione della domanda informatizzata presente nel Sistema Informatico delle Conoscenze della Regione Lombardia (Sisco) entro le ore 12 del prossimo 11 settembre.

IL CONTRIBUTO – Il contributo massimo e’ di 200.000 euro. Il contributo e’ destinato a fondo perduto in conto capitale per ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo di fabbricati aziendali esistenti, da destinare ad uso agrituristico, nella misura del 35% per impresa in zona non svantaggiata; del 45% per impresa condotta da giovane agricoltore; del 45% per impresa in zona svantaggiata; del 55% per impresa condotta da giovane agricoltore in zona svantaggiata.

ACCESSO AL FINANZIAMENTO – Per l’accesso al finanziamento le domande sono ordinate in due graduatorie decrescenti, redatte sulla base del punteggio attribuito. L’attribuzione del punteggio avviene valutando i requisiti qualitativi degli interventi richiesti e illustrati nella relazione tecnica; la localizzazione dell’intervento; le caratteristiche del richiedente e dell’azienda.

INFORMAZIONI – Per informazioni e segnalazioni relative alla procedura informatica per la presentazione della domanda e’ possibile contattare il numero verde 800.131.151 oppure inviare una mail a sisco.supporto@regione.lombardia.it.

Allevatori, Pé: tutti in campo per salvare i servizi alle aziende

in Agricoltura e allevamento/Associazioni di categoria/Economia by

Un piano di intervento regionale per salvare le Associazioni degli allevatori che garantiscono servizi alle aziende e sicurezza ai consumatori. E’ questa la proposta lanciata da Germano Pé, presidente dell’Associazione Interprovinciale Allevatori di Brescia e Bergamo e presidente dell’Aral (l’associazione regionale degli allevatori lombardi) dopo gli ultimi tagli dei fondi nazionali per i servizi agli allevamenti. “La situazione poco rosea è sotto gli occhi di tutti e dalla Conferenza fra Stato e Regioni non sono emerse soluzioni rispetto alla diminuzione delle risorse – spiega Pé –. Penso che remando tutti nella stessa direzione, svolgendo ognuno il proprio compito, senza divisioni o polemiche inutili, possiamo trovare una strada da percorrere che porti a una riorganizzazione condivisa ed equilibrata delle Apa. Certo non possiamo aspettarci miracoli, soprattutto quando i tagli sono a livello nazionale, ma conosciamo tutti l’impegno dell’assessore Fava per gli allevatori e le nostre produzioni”.

Nel frattempo, a livello lombardo, le Apa hanno già avviato ognuna per la parte di propria competenza, una riorganizzazione che coinvolge servizi e personale, snellendo procedure e burocrazia e stringendo ancora di più i controlli sui costi. La situazione è comunque complicata. Ad esempio l’ultimo bilancio dell’Aipa di Brescia e Bergamo ha chiuso in rosso di due milioni a causa della riduzione delle risorse pubbliche. “Ma la nostra è una realtà economicamente solida – conclude il presidente Germano Pè – Abbiamo riserve superiori a 6,2 milioni di euro, stanziate nel corso degli anni per far fronte a rischi ed iniziative varie: tuttavia la riduzione dei finanziamenti pubblici ci deve portare a ragionare sempre più con una visione regionale. Dobbiamo rendere sempre più efficiente il nostro sistema in modo da gestire al meglio le risorse disponibili”.

Pierluigi Tosato nominato Presidente ed Ad di Deoleo

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Madrid, 5 giugno 2017- Nel consiglio di amministrazione tenutosi oggi presso la sede della Multinazionale leader al mondo nella produzione e commercializzazione di olii alimentari, la presidente uscente Rosalia Portela ha rassegnato le sue dimissioni essendo stato nominato Nuovo Presidente ed Amministratore Delegato l’ing. Pierluigi Tosato già alla guida del gruppo come C.e.o. da settembre 2016.Questo importante riconoscimento al Manager Italiano apre una nuova pagina al futuro del gruppo. Pierluigi Tosato dopo gli importanti risultati conseguiti in questi mesi concentrerà tutti gli sforzi e le risorse necessarie per lo sviluppo del business di tutti i marchi a livello mondiale.

Deoleo in Italia commercializza i marchi di Olio più storici, conosciuti ed apprezzati dalle famiglie Italiane, come Carapelli, Bertolli, Sasso, Maja, Friol, San Giorgio oltre alle linee di aceti Sasso.

Pierluigi Tosato, Manager di massima esperienza, già a capo di multinazionali come San Benedetto e Bolton, con il suo team rafforzerà la presenza del gruppo nei mercati consolidati e svolgerà una forte azione di sviluppo verso i mercati emergenti con alti tassi di crescita, grazie anche alla forza ed alla qualità dei marchi Italiani sempre più apprezzati dai consumatori di tutto il mondo.

Produzione del miele, è Brescia la capitale della Lombardia

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Tendenze by

Sono 748 le imprese lombarde attive nella produzione di miele (+8% in un anno, + 25% in cinque anni), il 14% su un totale italiano di 5.389. In testa tra le province lombarde Brescia con 113 imprese, + 6% in un anno, Bergamo (105, +13%), Varese (95 imprese, +3%). Tra le province lombarde che sono cresciute maggiormente rispetto allo scorso anno, Cremona registra un aumento del 27%, seguita da Mantova (+15%), Bergamo (+13%), Sondrio (+12%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati registro imprese al 2016, 2015, 2011.

“In Italia – spiega Ettore Prandini, Presidente di  Coldiretti Lombardia e vice Presidente nazionale di Coldiretti – abbiamo più di un milione e 300mila alveari per un giro d’affari stimato di 70 milioni di euro. La produzione media per alveare, nelle aziende apistiche professionali è di circa 33,5 chili per alveare mentre la media nazionale generale si aggira intorno ai 17,5 chili per alveare. Quest’anno però la primavera fredda ha dimezzato la produzione di miele di acacia, con cali anche dell’80% in Oltrepò Pavese. La Lombardia – continua Prandini – conta oltre tremila appassionati, fra professionisti e hobbisti e circa 155.000 alveari per una produzione di 1.700 tonnellate di miele, propoli, cera e tutti i derivati del miele e dell’alveare. Il 23,6% dei piccoli apicoltori conferisce in cooperativa, il 22% vende direttamente ai consumatori al dettaglio e il 20,8% ai grossisti, mentre il resto finisce nella rete dei piccoli negozi specializzati. Quella del miele è un’attività storica in Lombardia, considerato che proprio a Milano nel 1871 si tenne il primo congresso degli apicoltori italiani”.

Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria: la parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della UE”, se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della UE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della UE”.

Le imprese in Italia. Sono 5.389 le imprese italiane attive nella produzione di miele, in crescita del +8% in un anno e del 27% in cinque. La provincia italiana con più imprese è Torino (243, +12% in un anno), seguono Cuneo con 225, +8%, Catania con 199, + 5%, Trento con 149, + 10%.

Gli addetti. Nel 2016 in Lombardia gli addetti totali hanno registrato un aumento del 7%, passando da 338 nel 2015 a 361. Sono cresciuti maggiormente a Sondrio (+32%), Milano (+39%). In Italia gli addetti sono passati da 2.952 a 3.129 (+6%). Le province con più addetti sono Cuneo con 159, Catania con 139, Torino con 135.

Ambrosi, il fatturato vola a quota 335 milioni di euro

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Cresce ancora il fatturato della Ambrosi di Castenedolo, che festeggia il 75esimo anniversario di vita con un incremento del 2,6 per cento nei fatturati, saliti a quota 335 milioni di euro. A trainare i conti è stato in particolare l’export (soprattutto quello negli States), cresciuto di ben il 14 per cento, che oggi vale ben il 44 per cento del fatturato. L’utile netto è salito a 2 milioni di euro, per un per un cash-flow che raggiunge quota 6,6 milioni.Tra le società controllate spicca in particolare la Ambrosi Spa Industria Casearia, con ricavi per 247,5 milioni di euro (valore della produzione 258,1) e costi a 250 milioni, con profitti che sono più che raddoppiati passando dal 940mila euro a 2,56 milioni.

 

Confagricoltura, il bresciano Garbelli è vicepresidente regionale

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L’Assemblea di Confagricoltura Lombardia ha eletto ieri il suo nuovo presidente, Antonio Boselli, Presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza. Nella stessa occasione, è stato eletto vice-presidente Giovanni Garbelli, già vice-presidente di Confagricoltura Brescia.

Le parole d’ordine di Boselli sono: efficienza, orgoglio, consapevolezza dei propri mezzi e aiuto alle imprese.  “Mi sento di assicurare che nei prossimi anni, al centro del lavoro di Confagricoltura Lombardia ci sarà l’azienda agricola che è nostra associata, con i suoi problemi, le sue esigenze, e le sue aspettative. Per questo è importante – ha sottolineato il neo-presidente – concentrarci su alcuni punti che rappresentano le fondamenta del rapporto tra Unioni provinciali e Federazione regionale”. Alla base, c’è infatti la ferma convinzione da parte di Boselli che la Federazione debba essere l’interlocutrice privilegiata sia per la Regione e quindi le istituzioni, sia per le Unioni, in modo tale da svolgere appieno il ruolo di cerniera tra questi soggetti. “Solo così è possibile portare all’attenzione della parte politica le reali esigenze delle imprese e trovare soluzioni efficaci, che è poi il nostro obiettivo primario”.

Infine, Antonio Boselli ha voluto ringraziare per il lavoro fatto il presidente uscente, Matteo Lasagna, appena eletto nella Giunta nazionale. FONTE BSNEWS.IT

Turismo enogastronomico, bando da 1,2 milioni di euro della Regione

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Si chiama ‘Wonderfood & Wine’ – secondo quanto riportato dal quotidiano on line BsNews.it – il nuovo bando da oltre 1,2 milioni di euro di Regione Lombardia, che concede contributi a fondo perduto fino a 75.000 euro per finanziare progetti di promozione turistica legati all’enogastronomia lombarda. Ad annunciarne la pubblicazione e’ l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, il quale ha sottolineato che “si tratta di una delle opportunita’ piu’ importanti del progetto ‘Sapore in Lombardia’, per cui abbiamo stanziato complessivamente 5 milioni di euro con l’obiettivo di raccontare, consolidare, mettere a sistema la ricchezza della nostra offerta turistica in chiave enogastronomica e sostenere gli operatori del settore”.

“La nostra regione – ha dichiarato Parolini – non e’ ancora una destinazione turistica affermata in questo ambito, ma lo sara’ presto. In Lombardia infatti la ristorazione e la cucina, le produzioni agricole, alimentari e vitivinicole continuano a creare eccellenza tra
tradizione e modernita’, e questo patrimonio costituisce un formidabile elemento di attrattivita’ su cui stiamo puntando, sia per il mercato interno che, soprattutto, per quello internazionale”.

ANNO DEL TURISMO

“Durante quest’anno interamente dedicato al turismo – ha spiegato l’assessore – ci siamo impegnati a sostenere la promozione di tutti gli ambiti meno maturi e piu’ promettenti. Accanto agli interventi sul turismo enogastronomico, abbiamo messo in campo iniziative senza precedenti in Lombardia per il cicloturismo, il turismo religioso e quello legato alle citta’ d’arte”.

AUMENTARE LA VISIBILITA’

“Con questo bando, in particolare, – ha aggiunto Parolini – vogliamo sostenere in modo sussidiario interventi concreti e sinergici che aumentino la visibilita’ della nostra offerta in un mercato sempre piu’ vasto, ma anche valorizzare il legame tra turismo ed enogastronomia, che rappresenta probabilmente la chiave d’accesso piu’ autentica e diretta all’essenza e alla storia di un territorio”.

I PROGETTI FINANZIABILI

“Aggregazione, collaborazione e integrazione tra diversi soggetti, pubblici e privati, saranno elementi decisivi dei progetti finanziati da questa iniziativa, proprio per superare la frammentazione che talvolta ha rallentato l’efficacia del nostro sistema turistico. Le ingenti risorse stanziate – ha concluso Parolini – andranno a sostenere infatti interventi condivisi, su scala regionale, nazionale ed internazionale, di definizione e promozione dell’offerta enogastronomica lombarda su precisi mercati target, attraverso testimonial, eventi, partecipazione a fiere, blog tour, progetti di comunicazione e tanto altro ancora”. (Lnews – segue scheda)

CHI HA ACCESSO

Beneficiari del contributo regionale sono consorzi, imprese consortili e fondazioni. In forma aggregata possono presentare domanda anche associazioni di categoria, tra imprese e di professionisti; quartieri fieristici e organizzatori fieristici; soggetti pubblici e privati che si occupano di comunicazione e promozione turistica e del territorio.

ENTITA’ CONTRIBUTO

Le risorse, pari a 1.258.000,00 euro, sono trasferite a Unioncamere Lombardia in qualita’ di soggetto gestore. Il contributo regionale, pari al 70 per cento delle spese complessive ammissibili, sara’ a fondo perduto e non potra’ essere superiore a 5.000 per i soggetti in forma singola e 75.000 euro per le aggregazioni.

I PROGETTI

Sono finanziabili interventi di rilievo regionale, nazionale e internazionale di promozione turistica legata all’offerta enogastronomica lombarda coerenti con il progetto regionale unitario Sapore in Lombardia.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese devono essere riconducibili esclusivamente alle seguenti tipologie: spese di comunicazione direttamente funzionali al progetto; spese per consulenze; noleggio di hardware e software; noleggio di materiali, attrezzatture e servizi; affitto spazi.

FASI E TEMPI

Il procedimento di selezione dei progetti si articola nelle seguenti fasi: acquisizione delle proposte progettuali preliminari; convocazione; acquisizione delle proposte progettuali definitive. Le proposte devono essere inviate dal 5 giugno al 30 giugno 2017.

INFORMAZIONI

Approfondimenti e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia e di Regione Lombardia.

Crac Medeghini, il pm chiede 34 anni di carcere

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E’ di 34 anni di carcere complessivi la richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Brescia per gli imputati del processo per il fallimento del gruppo caseario bresciano Medeghini, avvenuto nel 2009. Un buco che – secondo la pubblica accusa – non sarebbe stato compiuto nel corretto esercizio delle funzioni amministrative dell’azienda. Da qui la richiesta di 10 anni di carcere per  Arturo e Giovanni Medeghini, di otto per Severino Medeghini e di tre anni per il braccio destro Mauro Mor. Sul banco degli imputati anche alcini sindaci e revisori che hanno collaborato con l’azienda (la richiesta è di otto mesi). Il processo è stato aggiornato al 2 maggio: salvo intoppi la sentenza sarà il 12 maggio.

La Medeghni dava lavoro a circa 500 dipendenti e fatturava 450 milioni di euro. Le società del gruppo sono state dichiarate fallite dal tribunale di Brescia tra il 2010 e il 2013, dopo un bilancio in rosso del 2009 da 106 milioni di euro. L’accusa è bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale.

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