Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Agricoltura e allevamento

Agroalimentare, cresce l’impresa dell’autunno

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Produzione delle mele, foto d'archivio

Crescono i settori dell’agroalimentare legati all’autunno, sia in Lombardia che in Italia. In cinque anni si registra il +11% a Milano, dove si contano 290 imprese, +5% in Lombardia con 4.261 attività e +10% in Italia con 152 mila attività. In un anno, invece, la crescita è del +2% in regione e +3% a livello nazionale. Emerge dai dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Coldiretti Lombardia a giugno 2018. Sono legate all’autunno attività quali la coltivazione di uva (2.991 imprese in regione, di cui 148 a Milano su 80 mila in Italia), mele (243 imprese su 8 mila nazionali), castagne, bacche: mirtilli, ribes, kiwi, cachi, melograno, nocciole (443 su 11 mila), olive (464 di cui 86 a Milano su 49 mila), produzione di olio (28 di cui 6 nel capoluogo su 3 mila) e di vino (92 di cui 16 milanesi su 1.845). Settori che contano 150 mila addetti in Italia, di cui 6 mila in Lombardia e circa 600 a Milano. Un imprenditore su dieci è giovane, sia in regione che in Italia.

Business da 1,4 miliardi all’anno in regione su 17 miliardi in Italia, con 650 milioni a Milano, circa 300 a Brescia, circa 100 a Bergamo, Pavia, Lecco. Prime in Italia Verona con circa 2 miliardi, Treviso e Firenze con oltre 1 miliardo.

Maggiore concentrazione in Italia a Bari, Trapani, Treviso, Foggia, Trento, Verona e Cuneo. Prima Bari con circa 10 mila imprese, +28% in cinque anni, seguita da Trapani con oltre 8 mila, Treviso con quasi 7 mila, + 16%, Foggia con 6 mila, +7%, Trento, Verona e Cuneo con 5 mila, +13%, + 16% e +24%.

Maggiore concentrazione in Lombardia a Pavia, Brescia, Sondrio, Bergamo. Prima Pavia con 1532 imprese, seconda Brescia con circa mille imprese, +15% in cinque anni, seguita da Sondrio con 480, + 14%, Bergamo con 355, +22%, Milano con 290, +11%.

Crescono di più in Italia Rovigo, Belluno, Verbania. Rovigo con 54 imprese, +8,00%,in un anno, +116,00% in cinque anni, Belluno con 71 imprese, +10,90% in un anno, +115,20% in cinque anni, Verbania con 34 imprese, +13,30% in un anno, + 112,50% in cinque anni, Ferrara con 309 imprese, +10,00%,in un anno, +,100,60% in cinque anni, Isernia con 46 imprese, +21,10% in un anno, +91,70% in cinque anni.

Tra i territori con oltre mille imprese, crescono Bolzano, Avellino, Caserta: Bolzano con 2.784 imprese, +10,50% in un anno, +73,80% in cinque anni,  Avellino con 2.195 imprese, +16,10% in un anno, +59,40% in cinque anni, Caserta con 1.347 imprese, +12,50% in un anno, +53,80%in cinque anni, Napoli con 1.454 imprese, +13,30% in un anno, +47,20% in cinque anni, Matera con 959 imprese, +5,70% in un anno +45,10% in cinque anni, Ravenna con 1.307 imprese, +4,10% in un anno, +31,20% in cinque anni, Bari con 9.630 imprese, +5,40% in un anno, +28,10% in cinque anni, Viterbo con 2.840 imprese, + 3,80% in un anno, +27,40% in cinque anni, Nuoro con 1.077 imprese, +5,40% in un anno, +24,40% in cinque anni,

Crescono di più in Lombardia Cremona, Varese, Como, Lecco, Mantova, Bergamo, Monza. Cremona con 24 imprese, +4,30% in un anno, +84,60% in cinque anni, Varese con 93 imprese, +10,70% in un anno, +78,80% in cinque anni, Como con 87 imprese, +7,40% in un anno, + 67,30% in cinque anni, Lecco con 62,imprese, +12,70% in un anno, +59,00% in cinque anni, Mantova con 264 imprese +8,60% in un anno, +32,70% in cinque anni, Bergamo con 355 imprese, +5,30% in un anno, +21,60% in cinque anni, Monza e Brianza con 51 imprese, +2,00% in un anno, +21,40% in cinque anni.

Più peso dei giovani a Avellino, Napoli, Caserta ma anche Torino e Imperia. Giovani più presenti ad Avellino (500 imprese su 2.195, 22,8%), Napoli (330, 1.454, 22,7%), Caserta (282, 1.347, 20,9%). Tra le prime anche Salerno (582, 3.751, 15,5%),  Torino (87, 583, 14,9%), Crotone  (241, 1.659, 14,5%),  (145, 1.007, 14,4%).

Più peso dei giovani in Lombardia a Varese, Sondrio, Como. Più giovani a Varese (18 su 93,19,4%), Sondrio (77, 480, 16,0%), Como (12,  87, 13,8%).

Riso, il gruppo Marcello Gabana parte alla conquista della Germania

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Export/Gabeca by
Claudia Gabana, Fabrizio Scuri e Daniela Grandi

Grandi Riso – quarto produttore italiano di riso e azienda di punta del gruppo Marcello Gabana Holding di Calcinato (Bs) – parte alla conquista della Germania. Dai prossimi giorni, infatti, cinque prodotti dell’azienda di Codigoro (Fe) saranno ufficialmente in vendita sugli scaffali di Kaufland.

Kaufland è una delle principali catene di supermercati del Paese e rappresenta il marchio di qualità gruppo Swartz, che possiede anche i discount Lidl. Un colosso che conta quasi 10mila store distribuiti in 26 Stati.

I prodotti in vendita – che verranno consegnati a partire dal 19 settembre – saranno il riso Fellix integrale, l’Igp Carnaroli e l’Arborio Igp Delta del Po’, a cui una recente indagine di Altroconsumo ha riconosciuto l’“etichetta” di unico arborio in purezza italiano tra quelli analizzati. Ma anche cinque risotti pronti da 200 grammi (tartufo, carote e zucchine, porcini, asparagi, e pomodoro capperi e olive).

Ma non si tratta dell’unica novità. Sempre da questo mese, infatti, i prodotti Grandi Riso (gli Igp carnaroli, arborio e baldo e volano) entreranno ufficialmente nella sede Eataly di Monaco di Baviera, poche settimane dopo aver trovato spazio nelle filiali italiane dei negozi fondati da Oscar Farinetti (Milano Smeraldo, Roma e Torino Lingotto).  Il 5 e 6 ottobre (ultimo weekend dell’October fest), in particolare, ad Eataly Monaco si terranno due giornate di promozione con eventi e show-cooking all’interno del punto vendita.

Vino, esportazioni da record in Lombardia: valgono 270 milioni

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Tendenze by

Milano capitale del vino per una settimana: dal 7 al 14 ottobre 2018 si svolgera’ infatti la prima edizione ‘Milano Wine Week’ e il capoluogo lombardo ospitera’ appuntamenti dedicati agli appassionati di vino e non solo. Alla presentazione dell’iniziativa ha preso parte anche l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi, che ha subito messo in evidenza come “nel 2017 il vino lombardo ha battuto il record di esportazioni, con un valore di 270.360.000 euro e un incremento del 4,2 per cento sul 2016”.

TRASMETTERE NEL MONDO I VALORI DEL TERRITORIO – “Quest’anno – ha annunciato Rolfi – vogliamo fare ancora meglio e per raggiungere l’obiettivo dobbiamo proseguire in un’efficace e sinergica opera di marketing territoriale. Raccontare la qualita’ del vino lombardo e dei nostri prodotti agroalimentari significa trasmettere nel mondo i valori del nostro territorio. Per questo mi pongo l’obiettivo di rafforzare in modo significativo anche la sinergia tra il mondo della ristorazione e l’offerta vinicola lombarda”.

SETTIMANA FOCALE PER IL SETTORE – Il progetto e’ realizzato in collaborazione con Epam, l’Associazione Provinciale Milanese Pubblici Esercizi, Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e consiste nel concentrare in 7 giorni una serie di eventi dedicati al mondo del vino. Una sorta di punto focale intorno a cui gireranno ulteriori iniziative legate a questo tema.

IMPORTANZA DELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE – La Regione Lombardia e’ al fianco dei produttori vitivinicoli proprio per i processi di internazionalizzazione. Con la misura Ocm vino abbiamo messo a disposizione 3,8 milioni di euro di risorse statali per progetti, anche interregionali, di promozione dei vini lombardi, dando priorita’ per gli stanziamenti a consorzi e aggregazioni di piccole medie imprese”.

REALTA’ LOMBARDA ECCELLENTE – Sul territorio lombardo si producono per il 90 per cento vini a Denominazione di qualita’: grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT e nel 2017 la viticoltura biologica ha raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93 per cento rispetto al 2010.

Grandi riso (gruppo Marcello Gabana) entra nei negozi Eataly

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Gabeca by
Claudia Gabana, Fabrizio Scuri e Daniela Grandi

Nuovo, importante, successo per Grandi Riso, quarto produttore italiano del settore ed unica riseria scelta per essere presente a Fico Bologna, il più grande parco agroalimentare del mondo. Da venerdì 20 luglio, infatti, l’azienda del gruppo Marcello Gabana Holding (ex Gabeca) di Calcinato (guidato da Daniela Grandi e Fabrizio Scuri) entrerà ufficialmente nei  primi punti vendita di Eataly (Milano Smeraldo, Roma e Torino Lingotto).

Tre sono le referenze che, nella prima fase, compariranno sugli scaffali della celebre catena fondata da Oscar Farinetti: “I Grandi Puri IGP Arborio in purezza”, “I Grandi Puri Igp Carnaroli in purezza” e “L’integrale Felix”.

Diversi i fattori, anzi i “valori”, che hanno portato Eataly ad accogliere i prodotti Grandi Riso, preferendoli a quelli di concorrenti dai brand più noti. E non si tratta solo del rapporto qualità/prezzo.

Felix – come dimostrato anche da recenti studi universitari – presenta caratteristiche organolettiche uniche, che coniugano qualità e tradizione con le nuove richieste del mercato (non a caso è stato ribattezzato “riso benessere”). Inoltre, quello a marchio Igp Grandi Riso è stato riconosciuto da diverse fonti come uno dei pochissimi Arborio davvero puri venduti oggi in Italia e nel mondo.

Infine, l’ingresso nella rete distributiva Eataly premia il rapporto che da sempre l’azienda guidata da Alessandro Grandi (con sede a Codigoro, Ferrara) ha con il territorio del Delta del Po, area di cui rappresenta il principale marchio distributivo e di cui sostiene la crescita anche attraverso contratti di filiera che prevedono la compartecipazione alle perdite degli agricoltori nei periodi in cui i prezzi di mercato sono troppo bassi.

Vino, a Londra il Lugana Doc fa il tutto esaurito

in Agricoltura e allevamento/Economia/Eventi by
Lugana Doc

C’è grande attesa a Londra fra gli addetti ai lavori per la Masterclass dedicata al Lugana DOC nell’ambito della London Wine Fair, l’importante manifestazione in programma dal 21 al 23 maggio. 80 posti, esauriti da giorni, con una lista d’attesa per poter partecipare ed assaggiare in anteprima UK il prodotto della vendemmia 2017, già promosso a pieni voti sia dal Vinitaly che dagli intenditori danesi, tedeschi e olandesi incontrati dal Consorzio di tutela nel suo tour primaverile dedicato alle capitali del Nord Europa. L’attenzione ai nuovi grandi mercati di USA e Giappone, che ospiteranno importanti eventi del Consorzio in autunno, non significa infatti che il Vecchio Continente non continui a rappresentare lo zoccolo duro dell’export del Lugana DOC. Il Regno Unito, anzi, è sempre più importante, con il vantaggio che, a sole due ore d’areo, le principali piazze europee sono sbocchi più accessibili anche per i piccoli produttori, un motore fondamentale del Consorzio, che conta ad oggi 180 associati.
L’attività promozionale in programma alla London Wine Fair, la manifestazione più importante del Regno Unito, vedrà come di consueto il Consorzio impegnato a proporre una selezione dei Lugana DOC importati e non, poiché la sua mission è incuriosire e far innamorare il consumatore, mostrando la straordinaria versatilità di questo vino secondo l’interpretazione dei vari vignaioli, con un costante altissimo livello qualitativo. Lo stand del Consorzio è il J20/3, mentre la Masterclass, che sarà curata dal Presidente Luca Formentini e dal Direttore Carlo Veronese, si terrà il 22 maggio alle ore 17.00.

I #luganalovers italiani dovranno invece attendere ancora qualche settimana, precisamente l’8 giugno 2018, per poter degustare l’annata 2017. L’appuntamento è per “Lugana Armonie Senza Tempo”, il consueto appuntamento annuale dedicato al pubblico che in questa edizione si terrà a Milano nella suggestiva cornice del Museo Diocesano, Chiostri di Sant’Eustorgio – Piazza Sant’Eustorgio, 3. Due i momenti della manifestazione: dalle 15.30 un evento riservato agli esperti assaggiatori e agli operatori del settore, su iscrizione. A partire dalle 18.00 invece l’apertura al grande pubblico, con coupon di degustazione. Attraverso banchi di assaggio e grazie al contatto diretto con produttori ed esperti, la conoscenza di oltre 50 cantine esperti e appassionati potranno scoprire le eccellenze vinicole proposte dal Consorzio Tutela Lugana DOC. Un appuntamento imperdibile, un percorso di degustazione per immergersi in tutte le sfumature dei vini Lugana che saranno accompagnati da un’attenta selezione di prodotti tipici del bresciano.

Rimborsi aviaria, Regione pronta anche a mettere sul piatto anche risorse proprie

in Agricoltura e allevamento/Economia by

“Abbiamo promosso un tavolo regionale con i rappresentanti del mondo avicolo per elaborare iniziative in favore delle aziende colpite dal problema dell’aviaria”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi che stamattina ha presieduto il tavolo. Il settore avicolo in Lombardia comprende 2.139 allevamenti con circa 31 milioni di capi (il dato bresciano è di 573 allevamenti per 13.514.427 capi).

“Abbiamo avviato il monitoraggio della fauna selvatica per verificare la dislocazione degli esemplari vettori della malattia, come gli uccelli acquatici, e avere una mappatura delle zone a rischio. Questo permetterà di evitare gli errori del passato e di programmare bene gli interventi. Abbiamo riscontrato la necessità di una campagna informativa in sostegno alla bontà di un settore che in Lombardia produce il 106% del fabbisogno ed è dunque votato all’export e che ha un utilizzo di antibiotici inferiore dell’80% rispetto alla media europea. Intendiamo tranquillizzare il consumatore e fornire giuste notizie sull’alta qualità carne avicola lombarda. Promuoveremo come Lombardia una rete tra le Regioni per intraprendere azioni comuni e fare massa critica sul ministero per interventi in caso di necessità. Siamo pronti anche a garantire risorse e a promuovere una modifica al PSR per incentivare interventi strutturali in aree a rischio e garantire la biosicurezza” ha aggiunto l’assessore.

 “Siamo in attesa del decreto ministeriale in attuazione del dl 102/04 che potrebbe rappresentare una iniezione di risorse in sostegno alle aziende colpite in maniera indiretta. In quel caso la Regione è pronta a mettere risorse proprie per aiutare un settore che è il fiore all’occhiello della produzione zootecnica lombarda e in cui la nostra regione è leader nazionale. Intendo sollecitare il futuro ministro affinché sia parte attiva in Europa ed accelerare le procedure di riconoscimento dei danni indiretti e garantire risorse alle aziende danneggiate. Siamo in attesa di risposte europee che devono essere più celeri. Su questo il governo deve darsi una mossa” conclude Rolfi.

 

Vinitaly, Confagricoltura Brescia c’è. Martinoni: occasione importante

in Agricoltura e allevamento/Economia/Eventi/Fiere by
Confagricoltura Brescia, Francesco Martinoni

Anche quest’anno Confagricoltura Brescia sarà presente alla rassegna fieristica di Vinitaly all’interno dello stand confederale dell’organizzazione nazionale (Padiglione 9 area D). Tema di quest’anno “la Grande Italia dei vini e degli oli” grazie ad incontri di approfondimento e la possibilità per tutte le province a vocazione vitivinicola di esporre le proprie eccellenze. Brescia sarà protagonista nella giornata di lunedì 16 aprile grazie all’esposizione di ben undici cantine e la visita del presidente di Confagricoltura Brescia, Francesco Martinoni che si è dimostrato molto fiducioso sulle potenzialità di questa quattro giorni: “Occasioni per farsi conoscere ai buyer internazionali arrivano una volta all’anno e perciò non si possono perdere. Essere qui significa per noi affermare ancora una volta le potenzialità delle nostre produzioni e delle tradizioni che i Consorzi di tutela stanno rafforzando con il passare degli anni. Il vino made in Brescia è oggi un prodotto affermato sul mercato ed ogni anno continua a registrare numeri in crescita”.

Il sipario si alza domenica 15 aprile con la visita del presidente di Confagricoltura Giansanti che inaugurerà lo spazio, suddiviso in più aree: la Galleria delle regioni, con tutti i territori racchiusi in alcune etichette simbolo delle Doc e Docg più rappresentative; l’area di accoglienza, con un bancone bar e i vini in mescita per gli ospiti; la sala attrezzata per gli incontri e le degustazioni guidate. L’obiettivo della partecipazione di Confagricoltura alla più importante fiera vinicola organizzata in Italia è molteplice: da un lato dare la possibilità alle aziende associate di avere un riferimento costante e puntuale, utile per gli incontri professionali con importatori e buyer, giornalisti e operatori del settore; dall’altro lo spazio è anche una vetrina per gli stessi produttori che possono usufruire delle sale per raccontare al pubblico i territori di origine dei vini e delle altre eccellenze agroalimentari. Lunedì sarà presente anche il nostro Ufficio vitivinicolo per accogliere tutti i soci e fare chiarezza su eventuali domande tecniche o curiosità. Confidi Systema inoltre, insieme a Confagricoltura Lombardia, incontrerà sempre nella giornata di lunedì (alle ore 16.30) le aziende vitivinicole per presentare i servizi su misura per le realtà del settore.

 

Di seguito le cantine presenti nello stand di Confagricoltura nella giornata bresciana:

Tommasi Family Estates (Lugana)
Elisabetta Abrami (Franciacorta Pas Dosé Millesimato)
San Michele (Capriano del Colle DOC Marzemino)
Rocche dei Vignali (Valcamonica IGT Rosso)
Istituto Agrario G. Pastori (metodo classico)
Ambrosini Battista (Franciacorta Brut)
Peri Bigogno (Montenetto di Brescia Rosso)
Il Mosnel (Franciacorta Satèn)
Al Rocol (Franciacorta Brut)
Azienda vinicola Emilio Franzoni (Botticino Riserva)
Castelveder (Franciacorta Brut)

Confagricoltura, aperti due nuovi bandi per investire sull’ambiente

in Agricoltura e allevamento/Ambiente/Associazioni di categoria/Bandi/Economia by
Ambiente

La Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia ha approvato le disposizioni attuative per la presentazione delle domande relative alla Sottomisura 4.4., Operazione 4.4.01 “Investimenti non produttivi finalizzati alla conservazione della biodiversità” e Operazione 4.4.02 “Investimenti non produttivi finalizzati alla miglior gestione delle risorse idriche” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

“Si tratta di due misure molto importanti – commenta Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia -: con la prima vengono finanziati interventi per la costituzione di strutture vegetali lineari, come siepi e filari, composti da specie autoctone che aumentano la complessità dell’ecosistema, arricchiscono e diversificano il paesaggio rurale, potenziano le reti ecologiche e creano luoghi di rifugio e riproduzione della fauna selvatica. Con la seconda, invece, si sostiene la realizzazione di fasce tampone boscate, il ripristino della funzionalità dei fontanili, la realizzazione di zone umide e di pozze e altre strutture di abbeverata. In particolare – continua il direttore – la realizzazione di fasce tampone boscate contribuisce alla riduzione dell’inquinamento da nitrati nelle acque superficiali”.

La dotazione finanziaria dell’Operazione 4.4.01 è pari a 1,5 milioni mentre per la 4.4.02 la dotazione è di 4,5 milioni. Viene concesso un aiuto sotto forma di contributo in conto capitale pari al 100% della spesa ammessa (fissata in un importo massimo di 100.000 euro per tutti gli interventi e di 200.000 per l’intervento “Fontanile”).

“La domanda – conclude Trebeschi – deve essere presentata in via telematica entro il 16 aprile: gli uffici di Confagricoltura Brescia sono a disposizione per aiutare gli associati nello svolgimento della procedura burocratica necessaria”.

Agricoltura, chiuso un anno nero su tutti i fronti: si spera nel 2018

in Agricoltura e allevamento/Economia/Evidenza/Tendenze by
Agricoltura a Brescia

Anche se l’ottimismo resta la parola d’ordine all’interno del mondo agricolo, gli imprenditori hanno chiuso da pochi giorni un 2017 molto complesso. L’agricoltura, secondo le prime stime del Centro Studi di Confagricoltura, sta vivendo una fase congiunturale difficile, in controtendenza rispetto all’andamento dell’economia generale del Paese.

Infatti, mentre il Prodotto interno lordo nazionale è cresciuto dell’1,5%, il valore aggiunto agricolo, su scala nazionale, è calato del 3,4%. Nel 2017 il valore del settore primario italiano è stato pari a 28,14 miliardi, in calo rispetto ai 29,12 dell’anno precedente. Negli ultimi dodici mesi, invece, l’industria è passata da 331,93 a 337,78 miliardi.

Anche il boom delle esportazioni di prodotti agricoli e alimentari, che nel 2017 dovrebbero superare i 40 miliardi di euro, in realtà evidenzia la conferma della dinamica positiva per i prodotti dell’industria alimentare (per lo scorso anno viene stimato un saldo positivo di 2,8 miliardi), ma anche il persistere del saldo negativo tra esportazioni e importazioni per quanto riguarda gli scambi di prodotti agricoli (-7,3 miliardi la stima per gli ultimi dodici mesi).

Notizie negative arrivano anche dal versante dell’occupazione: diminuiscono soprattutto gli indipendenti (-3,2%) e in particolare le donne (-7%). Segno negativo, sia pure più contenuto, per i dipendenti (-2,2%).

“Questi dati – commenta Francesco Martinoni, presidente di Confagricoltura Brescia – sono lo specchio di un settore agricolo che, al di là dell’entusiasmo enfatico di certi commentatori, ha archiviato un anno negativo: Brescia si è in parte salvata grazie alla tenuta dei prezzi di latte e suini, ma i livelli delle produzioni insoddisfacenti per vari motivi, tra cui l’andamento climatico, l’instabilità dei prezzi di vendita e gli alti costi di produzione hanno compromesso la redditività di coltivazioni e allevamenti e la fiducia delle imprese. Auspichiamo – conclude Martinoni – un’inversione di tendenza nel 2018 appena iniziato ed un sostegno concreto, non solo per finalità elettorali, da parte delle istituzioni e del mondo politico”.

Confagricoltura Brescia contro l’obbligo del certificato antimafia

in Agricoltura e allevamento/Associazioni di categoria/Confagricoltura/Economia/Istituzioni/Parlamento e governo/Partner by
Agricoltura a Brescia

Confagricoltura Brescia – con una nota inviata ai giornali – si schiera contro il nuovo obbligo della certificazione antimafia, introdotto dal Governo, parlando di “rischio di un nuovo adempimento burocratico a carico delle imprese agricole”. Il direttore Gabriele Trebeschi attacca: “Si tratta dell’ennesima procedura amministrativa, mentre tutti i politici continuano a ripetere che l’obiettivo primario è snellire la burocrazia”.

 ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Nonostante le proteste di molti imprenditori e operatori del settore, resta molto alto il rischio che venga esteso alla quasi totalità delle aziende agricole italiane che percepiscono aiuti Pac e Psr (Piano di sviluppo rurale) l’obbligo della certificazione antimafia.

Il 19 novembre scorso, infatti, è entrata in vigore la legge n. 161 che impone a tutte le imprese agricole che ricadono nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Pac e che usufruiscono di fondi europei, a prescindere dal loro valore complessivo, di presentare l’informativa antimafia. Successivamente è stata posta una soglia di € 5.000 grazie all’emendamento inserito dal relatore Silvio Lai, in commissione bilancio al Senato. Tale legge, sarà completamente operativa trascorsi 90 giorni dall’entrata in vigore della stessa.

La notizia ha generato grande preoccupazione tra gli addetti dei Centri di assistenza agricoli (Caa) e degli enti pagatori. Finora, infatti, la certificazione antimafia era richiesta solo per importi superiori a € 150.000 ed erano circa 2.000 le aziende interessate sul territorio italiano.

“Le nuove regole – spiega Gabriele Trebeschi, direttore di Confagricoltura Brescia – rischiano di paralizzare l’apparato burocratico e rallentare i pagamenti dei contributi, danneggiando in primo luogo le aziende, ma mettendo anche in seria difficoltà gli enti pagatori poiché l’attuazione della direttiva rischia di non far rispettare i termini di pagamento stabiliti dalle norme Ue per le erogazioni”.

Un primo rinvio alla partenza di questa nuova disposizione potrebbe arrivare con l’approvazione della nuova legge di Bilancio, ora alla Camera in attesa di approvazione. “Allo stato attuale – continua Trebeschi -, fermo restando che la legge non è ancora operativa e che potrebbe essere ulteriormente modificata da auspicabili interventi della politica e del Governo, sono obbligate alla presentazione della documentazione antimafia tutte le aziende che percepiscono aiuti Pac e Psr per un importo superiore a € 25.000, mentre per le aziende con contribuzioni comprese tra i 25.000 e i 5.000 € l’obbligo scatterà dal 31 dicembre 2018; nessun adempimento verrà invece richiesto per i soggetti al di sotto dei € 5.000”.

Le prossime settimane saranno comunque decisive per l’evolversi di una questione che rischia seriamente di immobilizzare gli uffici delle Prefetture, che si potrebbero vedere sommersi da un’immensa mole di richieste. Basti pensare che le aziende italiane che percepiscono fino a € 5.000 sono oltre 720.000, mentre quelle che si posizionano al di sopra superano le 170.000 unità.

“Si tratterebbe dell’ennesima procedura a carico delle aziende – conclude il direttore di Confagricoltura Brescia – mentre tutti i politici continuano a ripetere che l’obiettivo primario è snellire la burocrazia: auspichiamo un intervento per risolvere la questione e un impegno vero per ridurre e non aumentare gli adempimenti burocratici per gli imprenditori”.

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