Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Agricoltura e allevamento

Confagricoltura, il bresciano Garbelli è vicepresidente regionale

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L’Assemblea di Confagricoltura Lombardia ha eletto ieri il suo nuovo presidente, Antonio Boselli, Presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza. Nella stessa occasione, è stato eletto vice-presidente Giovanni Garbelli, già vice-presidente di Confagricoltura Brescia.

Le parole d’ordine di Boselli sono: efficienza, orgoglio, consapevolezza dei propri mezzi e aiuto alle imprese.  “Mi sento di assicurare che nei prossimi anni, al centro del lavoro di Confagricoltura Lombardia ci sarà l’azienda agricola che è nostra associata, con i suoi problemi, le sue esigenze, e le sue aspettative. Per questo è importante – ha sottolineato il neo-presidente – concentrarci su alcuni punti che rappresentano le fondamenta del rapporto tra Unioni provinciali e Federazione regionale”. Alla base, c’è infatti la ferma convinzione da parte di Boselli che la Federazione debba essere l’interlocutrice privilegiata sia per la Regione e quindi le istituzioni, sia per le Unioni, in modo tale da svolgere appieno il ruolo di cerniera tra questi soggetti. “Solo così è possibile portare all’attenzione della parte politica le reali esigenze delle imprese e trovare soluzioni efficaci, che è poi il nostro obiettivo primario”.

Infine, Antonio Boselli ha voluto ringraziare per il lavoro fatto il presidente uscente, Matteo Lasagna, appena eletto nella Giunta nazionale. FONTE BSNEWS.IT

Turismo enogastronomico, bando da 1,2 milioni di euro della Regione

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Si chiama ‘Wonderfood & Wine’ – secondo quanto riportato dal quotidiano on line BsNews.it – il nuovo bando da oltre 1,2 milioni di euro di Regione Lombardia, che concede contributi a fondo perduto fino a 75.000 euro per finanziare progetti di promozione turistica legati all’enogastronomia lombarda. Ad annunciarne la pubblicazione e’ l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, il quale ha sottolineato che “si tratta di una delle opportunita’ piu’ importanti del progetto ‘Sapore in Lombardia’, per cui abbiamo stanziato complessivamente 5 milioni di euro con l’obiettivo di raccontare, consolidare, mettere a sistema la ricchezza della nostra offerta turistica in chiave enogastronomica e sostenere gli operatori del settore”.

“La nostra regione – ha dichiarato Parolini – non e’ ancora una destinazione turistica affermata in questo ambito, ma lo sara’ presto. In Lombardia infatti la ristorazione e la cucina, le produzioni agricole, alimentari e vitivinicole continuano a creare eccellenza tra
tradizione e modernita’, e questo patrimonio costituisce un formidabile elemento di attrattivita’ su cui stiamo puntando, sia per il mercato interno che, soprattutto, per quello internazionale”.

ANNO DEL TURISMO

“Durante quest’anno interamente dedicato al turismo – ha spiegato l’assessore – ci siamo impegnati a sostenere la promozione di tutti gli ambiti meno maturi e piu’ promettenti. Accanto agli interventi sul turismo enogastronomico, abbiamo messo in campo iniziative senza precedenti in Lombardia per il cicloturismo, il turismo religioso e quello legato alle citta’ d’arte”.

AUMENTARE LA VISIBILITA’

“Con questo bando, in particolare, – ha aggiunto Parolini – vogliamo sostenere in modo sussidiario interventi concreti e sinergici che aumentino la visibilita’ della nostra offerta in un mercato sempre piu’ vasto, ma anche valorizzare il legame tra turismo ed enogastronomia, che rappresenta probabilmente la chiave d’accesso piu’ autentica e diretta all’essenza e alla storia di un territorio”.

I PROGETTI FINANZIABILI

“Aggregazione, collaborazione e integrazione tra diversi soggetti, pubblici e privati, saranno elementi decisivi dei progetti finanziati da questa iniziativa, proprio per superare la frammentazione che talvolta ha rallentato l’efficacia del nostro sistema turistico. Le ingenti risorse stanziate – ha concluso Parolini – andranno a sostenere infatti interventi condivisi, su scala regionale, nazionale ed internazionale, di definizione e promozione dell’offerta enogastronomica lombarda su precisi mercati target, attraverso testimonial, eventi, partecipazione a fiere, blog tour, progetti di comunicazione e tanto altro ancora”. (Lnews – segue scheda)

CHI HA ACCESSO

Beneficiari del contributo regionale sono consorzi, imprese consortili e fondazioni. In forma aggregata possono presentare domanda anche associazioni di categoria, tra imprese e di professionisti; quartieri fieristici e organizzatori fieristici; soggetti pubblici e privati che si occupano di comunicazione e promozione turistica e del territorio.

ENTITA’ CONTRIBUTO

Le risorse, pari a 1.258.000,00 euro, sono trasferite a Unioncamere Lombardia in qualita’ di soggetto gestore. Il contributo regionale, pari al 70 per cento delle spese complessive ammissibili, sara’ a fondo perduto e non potra’ essere superiore a 5.000 per i soggetti in forma singola e 75.000 euro per le aggregazioni.

I PROGETTI

Sono finanziabili interventi di rilievo regionale, nazionale e internazionale di promozione turistica legata all’offerta enogastronomica lombarda coerenti con il progetto regionale unitario Sapore in Lombardia.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese devono essere riconducibili esclusivamente alle seguenti tipologie: spese di comunicazione direttamente funzionali al progetto; spese per consulenze; noleggio di hardware e software; noleggio di materiali, attrezzatture e servizi; affitto spazi.

FASI E TEMPI

Il procedimento di selezione dei progetti si articola nelle seguenti fasi: acquisizione delle proposte progettuali preliminari; convocazione; acquisizione delle proposte progettuali definitive. Le proposte devono essere inviate dal 5 giugno al 30 giugno 2017.

INFORMAZIONI

Approfondimenti e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia e di Regione Lombardia.

Crac Medeghini, il pm chiede 34 anni di carcere

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Medeghini

E’ di 34 anni di carcere complessivi la richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Brescia per gli imputati del processo per il fallimento del gruppo caseario bresciano Medeghini, avvenuto nel 2009. Un buco che – secondo la pubblica accusa – non sarebbe stato compiuto nel corretto esercizio delle funzioni amministrative dell’azienda. Da qui la richiesta di 10 anni di carcere per  Arturo e Giovanni Medeghini, di otto per Severino Medeghini e di tre anni per il braccio destro Mauro Mor. Sul banco degli imputati anche alcini sindaci e revisori che hanno collaborato con l’azienda (la richiesta è di otto mesi). Il processo è stato aggiornato al 2 maggio: salvo intoppi la sentenza sarà il 12 maggio.

La Medeghni dava lavoro a circa 500 dipendenti e fatturava 450 milioni di euro. Le società del gruppo sono state dichiarate fallite dal tribunale di Brescia tra il 2010 e il 2013, dopo un bilancio in rosso del 2009 da 106 milioni di euro. L’accusa è bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale.

Vino, cresce ancora l’export: vale 5,6 miliardi di euro all’anno

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L’Osservatorio del Vino rilascia i dati definitivi sull’export 2016 del vino italiano, confermando le proprie stime diffuse nei mesi scorsi. Anche questo è un anno da record: le esportazioni hanno raggiunto quota 5,6 miliardi di euro con un incremento del 4,3% sul 2015, che risulta inferiore, però, rispetto a quello del 2015 sul 2014 (+5,3%). I vini spumanti continuano ad essere i veri protagonisti di questo successo, con un valore di quasi 1,2 miliardi di euro (+21,4%) e un volume scambiato pari a circa 3,35 milioni di ettolitri (+19,9%). Il Prosecco guida questa domanda con un incremento del 23,9% a volume (quasi 2,3 milioni di ettolitri) e del 32,3% a valore (circa 885 milioni di euro).

Questi, i dati dell’Osservatorio del Vino relativi all’export 2016 del comparto, elaborati su base Istat da Ismea, partner dell’Osservatorio.

Continua il trend positivo già annunciato dall’Osservatorio del Vino nei mesi scorsi commenta Antonio Rallo, Presidente Osservatorio del Vino -. A parte i dati del Prosecco, non ci sentiamo di manifestare troppo entusiasmo perché cresciamo meno rispetto al 2015 e a ritmo più lento. Il fenomeno Prosecco va sostenuto con ogni mezzo affinché prosegua la brillante corsa iniziata da qualche anno sottolinea il presidente Rallo –, ma non possiamo affidarci solo a questo prodotto per migliorare le performance del vino italiano fuori dai confini nazionali. Preoccupa, infatti, il dato relativo ai vini fermi in bottiglia. Il -4,5% fatto registrare dalle consegne oltre frontiera in questo segmento, accompagnato da un lieve arretramento dei valori dello 0,7%, deve far riflettere l’intero mondo produttivo”.

Dobbiamo, quindi, definire nuove strategie per spingere altri vini italiani che stanno incontrando difficoltà nella crescita sui mercati internazionali – prosegue Antonio Rallo –. Si rivelano pertanto fondamentali progetti di promozione e comunicazione come quelli posti in essere da ICE per sviluppare attività mirate in Paesi chiave per le nostre imprese: in particolare negli Usa, primo mercato estero per i nostri vini, e in Cina. Tra i consumatori cinesi, registriamo una crescita a valore del 13,8% (101 milioni di euro) e a volume dell’11,4% (299mila ettolitri), ma siamo ancora molto lontani dalla Francia che ha migliorato le proprie performance ed esporta per un valore di 612 milioni di euro (+ 9,94%) e volumi di circa 1,79 milioni di ettolitri (+8,89%), come ci confermano i dati delle dogane francesi”.

In questo senso – conclude Rallo – stiamo intensificando l’attività di UIV al fianco di ICE, proprio con l’obiettivo di migliorare il nostro posizionamento su questi mercati in termini di volumi di vino venduti e di incremento del valore medio a bottiglia ”.

Il vino italiano a Denominazione vede incrementare complessivamente le esportazioni del 10,5% in valore (3,3 miliardi di euro) e del 7% in volume (8 milioni di ettolitri), confermando che la cultura del consumatore sta cambiando e la richiesta di vino è sempre più orientata verso prodotti di qualità. Vini e mosti nel complesso fanno registrare ottime performance nelle esportazioni 2016. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di sbocco, dove si registrasullo stesso periodo 2015, un incremento in valore del 5,5%, per un corrispettivo di 1,35 miliardi di euro, e in volume del 3,2% (3,3 milioni di ettolitri). La Germania, secondo Paese d’interesse per il nostro export, torna a crescere sensibilmente rispetto al 2015, con un +1,7 in valore (977 milioni di euro) e un +0,5 in volume (5,56 milioni di ettolitri). La Francia si rivela quest’anno un buon cliente, acquistando 1 milione di ettolitri (+15,2%) per un valore di 155 milioni di euro (+8,8%). Nel Regno Unito, una leggera crescita in valore (+2,3% per un corrispettivo di 764 milioni di euro) e un deciso arresto nei volumi (-7,4% con 3 milioni di ettolitri), evidenziano la propensione del consumatore a scegliere vini di maggiore qualità, pagando un prezzo/bottiglia mediamente maggiore rispetto al 2015. In Cina il vino italiano cresce in valore del 13,8% (101 milioni di euro) e in volume dell’11,4% (299mila ettolitri). La Russia evidenzia un trend positivo con un +10% in valore (78 milioni di euro) e un +15% in volume (335mila ettolitri).

Barone Pizzini cresce ancora: obiettivo 400mila bottiglie

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Cantina Barone Pizzini

Barone Pizzini si espande. L’azienda vitivinicola di Provaglio d’Iseo, infatti, ha annunciato un investimento da 1,8 milioni di euro per acquisire 8,5 ettari di vigneti già esistenti e altri 400mila euro per i reimpianti. Un’operazione in parte già completata, che si completerà ad aprile con un nuovo contratto.

L’obiettivo è quello di arriare a una produzione annua di 400mila bottiglie entro il 2027.  Ad oggi Barone Pizzini gestisce circa 55 ettari, 70 considerando i conferitori fidelizzati. La produzione attuale è di circa 300mila bottiglie, mentre il fatturato è raddoppiato rispetto a un decennio fa superando quota 5 milioni di euro. Raddoppiato anche l’export, passato dal 6 al 12 per cento.

A questa quota contribuiscono anche le tenute di Pievalta nelle Marche (Verdicchio) e Poderi di Ghiaccioforte in Toscana (Morellino di Scansano), ma il grosso del fattura to (3,3, milioni) arriva dal Franciacorta Docg.

Lugana Doc, un altro anno con il segno più

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Il territorio del Lugana

Una sala gremita all’Agriturismo Feliciana ha approvato il 22 febbraio all’unanimità il bilancio 2016 e il previsionale 2017 del Lugana DOC, segno di un Consorzio di tutela forte e coeso, che oggi rappresenta il 90% dei produttori. Dal riconoscimento dell’erga omnes nel 2012, le adesioni hanno continuato a crescere con un trend positivo, 12 nuovi soci nel 2015, 14 nel 2016 e già altri 3 nei primi mesi del 2017, per un totale di 155 aziende rappresentate. Un ulteriore primato per un Consorzio che rappresenta un case history sotto molti profili: è fra i pochi in Italia con volumi costantemente in aumento, ha un export pari all’80% e si distingue anche per le iniziative sulla sostenibilità ambientale.

Una delle cose che stupisce i consumatori è la qualità media del nostro vino così elevata e così uniforme: tutta la DOC ha oggi altissimi livelli qualitativi – afferma il presidente Luca Formentini; ne consegue una responsabilità molto forte da parte di tutti nel mantenere la credibilità e la qualità del nostro prodotto, della sua della materia prima e quindi anche del suo territorio. Partiamo avvantaggiati dal nostro essere collocati in una delle aree più pregiate e vocate dell’intero Paese, il nostro contesto ci aiuta a trasferire una certa percezione di valore del territorio ma non dobbiamo darlo per assodato e anzi, è più che mai necessario impegnarci per proteggerlo. Ci riconosciamo nelle visioni aziendali più evolute, in cui il bilancio si compone dell’ambito economico, ambientale e sociale, e questo si traduce anche in un vantaggio competitivo sui mercati ai quali oggi si rivolge il Consorzio.”. Il consumatore infatti, soprattutto in Germania, USA e UK, ricerca e chiede la sostenibilità ambientale del prodotto.

È un consumatore che sta diventando più consapevole, e che oggi è maturo per scoprire un vino che stupisce, anche per le sue non comuni capacità evolutive, in grado di apprezzare un prodotto più ricercato. “Siamo tra i pochi che crescono in valore in un mercato stagnante e quindi paradossalmente diventiamo sempre più fragili. La nostra strategia di promozione è negli ultimi anni orientata alla ricerca di nuovi mercati e nuovi interlocutori – aggiunge Formentini – indispensabili anche per mantenere marginalità più ampie”. Fra le innumerevoli attività promozionali, presentate dal Direttore Carlo Veronese, vengono riconfermate le tradizionali e immancabili fiere di settore (Prowein, Dusseldorf, marzo; Vinitaly, Verona, aprile; London Wine Fair, Londra, maggio), crescono le collaborazioni con altri Consorzi, come il Valpolicella (eventi in California a fine aprile, a Londra, Praga e Varsavia a maggio e giugno) e si inseriscono iniziative rivolte ai nuovi influencers come i wine bloggers e i wine lovers (Wine Bloggers Conference e American Wine Society a novembre). Ma il 2017 sarà caratterizzato soprattutto dalle celebrazioni dei 50 anni della DOC; che vedranno il clou nel periodo estivo sul territorio dei 5 comuni della DOC.

 

Brescia, l’agricoltura è un mestiere da giovani

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Il contadino è un mestiere da giovani, almeno a Brescia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia basata sui dati della Camera di Commercio di Milano. Secondo la rilevazione, infatti, alla Leonessa spetta il primato assoluto di aziende under 40 nel settore: ben 640. A livello regionale le aziende agricole guidate da un giovane sono circa il 3 per cento del totale. Valori incoraggianti in una regione che vanta la maggiore produzione agricola (e industriale) d’Italia.

 

 

 

Montichiari, a marzo attesi 50mila hobby farmer per la fiera Vita in campagna

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Non solo orto, giardino, piante da frutto, biodiversità, animali delle razze tipiche delle nostre fattorie, ecosostenibilità.  Alla Fiera di Vita in Campagna, la manifestazione leader dedicata agli hobby farmer (Montichiari, Brescia, 24-26 marzo), ampio spazio anche alla biodiversità agroalimentare rappresentata da centinaia di prodotti 100% made in Italy esposti al salone Origine. Oltre 100 tra agricoltori e piccoli artigiani provenienti da tutte le regioni italiane esporranno le loro eccellenze che i visitatori potranno conoscere, assaggiare ed acquistare. Tra un corso sull’utilizzo delle attrezzature di cucina, le degustazioni e i cooking show realizzati in collaborazione con la Federazione italiana cuochi, primo piano sulle piccole-grandi specialità introvabili nella tradizionale rete distributiva di prodotti agroalimentari: dalla liquirizia di Calabria, una dop dalle caratteristiche salutistiche uniche al mondo grazie al suo particolare contenuto di liquirizina, al pomodoro Siccagno siciliano, che non necessita di irrigazione; dai peperoni cruschi igp di Senise (Basilicata) ai salami lombardi, dalla lucanina di Picerno ai taralli, il pane, l’olio e le mozzarelle pugliesi, dalla norcineria umbra alla pasta proveniente dai grani antichi valli trapanesi. Al padiglione Origine anche i corsi gratuiti su come fare il pane, la pasta sfoglia all’uovo e su come cucinare i prodotti tipici presenti all’esposizione. Le specialità protagoniste di Origine saranno anche gli ingredienti base al Ristorante di Origine, curato dallo chef Carlo Bresciani del ristorante Antica Cascina San Zago di Salò (BS).

Fiera di Vita in Campagna è la principale mostra-mercato dedicata agli agricoltori per passione. Sei i padiglioni (3 dedicati alla piccola agricoltura e a quella hobbistica; uno alla multifunzione in agricoltura; uno a vivere la casa in campagna e l’ultimo intitolato a ‘Origine’); 300 gli espositori, più di 150 corsi gratuiti no stop con 40 esperti e 50mila visitatori attesi a Montichiari. Orto, giardinaggio, piante officinali, frutteto, vigneto, oliveto ma anche allevamenti di piccole dimensioni, biodiversità, fattorie didattiche per i bambini e le famiglie, fattorie sociali, agrobirrifici saranno protagonisti alla 3 giorni di Fiera di Vita in Campagna. L’evento è organizzato dal mensile “Vita in Campagna”, edizioni L’Informatore Agrario.

Info su orari corsi e degustazioni su www.lafiera.vitaincampagna.it

Fiera di Vita in Campagna: Centro Fiera del Garda di Montichiari (BS), 24-26 marzo 2017

Orario continuato dalle 9.00 alle 18.30. Ingresso 14,00 euro (gratuito fino ai 12 anni). Biglietto scontato scaricando il coupon di ingresso ridotto su www.vitaincampagna.it/couponridotto

 

 

 

Dalla Regione 1,7 milioni per le aziende vitivinicole

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Con un provvedimento approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Agricoltura Gianni Fava, sono stati stanziati 1,7 milioni di euro per il settore vitivinicolo.
Destinatari del provvedimento micro, piccole e medie imprese agricole e di trasformazione, grandi imprese con meno di 750 occupati e un fatturato inferiore a 200 milioni di euro.

“In tempi record abbiamo aperto la misura investimenti sull’ocm del settore vitivinicolo – ha commentato l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava – che da tempo i nostri viticultori aspettavano. La conferenza Stato – Regioni si e’ pronunciata il 2 febbraio e noi, la settimana dopo, abbiamo scelto di aprire il bando che andra’ incontro alle sempre forti esigenze di ammodernamento degli impianti e di commercializzazione del vino, in una logica che tenda a privilegiare l’aumento della competitivita’ di una regione come la Lombardia sempre piu’ leader sui mercati nazionali e internazionali per produzione qualitativa e non per quantita’”.

SOSTEGNO A COMMERCIALIZZAZIONE – I contributi previsti sono finalizzati a investimenti, materiali e immateriali, in impianti di trattamento, infrastrutture vinicole e per interventi finalizzati alla commercializzazione del prodotto. Il contributo e’ destinato a coprire spese per investimenti tra i 5.000 e i 200.000 euro, con un sostegno massimo del 40 per cento per le piccole e medie imprese, e un 20 per cento massimo per le imprese piu’ grandi.

“Ancora un volta – ha detto il presidente della Giunta regionale Roberto Maroni, presentando il provvedimento nella conferenza stampa dopo giunta – dimostriamo attenzione alle piccole aziende, che fanno piu’ fatica e hanno bisogno di maggiore aiuto”.

Agroalimentare, nel Bresciano dà lavoro a 29mila persone

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Agroalimentare, a Milano cresce il business, quasi mezzo miliardo in più in un anno. Secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, aumenta il fatturato che vale 44 miliardi su 68 in regione e 271 in Italia (rispettivamente in più in 12 mesi 400 milioni, mezzo miliardo e un miliardo). A Milano sono 12 mila le imprese con 134 mila addetti, in regione 71 mila con 270 mila addetti e in Italia un milione con 2 milioni di lavoratori. Nei primi nove mesi del 2016, Milano ha esportato nel settore food per un miliardo, su 4 miliardi in Lombardia e 28 in Italia.

Sono 71 mila le imprese nel settore agroalimentare in Lombardia su quasi un milione in Italia con 270 mila addetti su quasi 2 milioni in Italia. In Lombardia, di queste, 46 mila sono nell’agricoltura, 6 mila sono negozi alimentari come supermercati, 6 mila nell’industria alimentare e delle bevande. In Lombardia Brescia ha 14 mila imprese e 29 mila addetti, Milano 12 mila imprese con 134 mila addetti, Mantova 9 mila imprese e 17 mila addetti, Pavia 8 mila imprese e 12 mila addetti, Bergamo 8 mila imprese e 20 mila addetti, Cremona 5 mila imprese e 12 mila addetti. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese 2016.

Le imprese in Italia si concentrano a Bari (35.194), Napoli (29.995), Foggia (29.249), Roma (27.763), Salerno (24.633) e Cuneo (23.254). Ai primi posti per addetti: Milano (134 mila), Bari (66 mila), Roma (65 mila), Verona (60 mila), Cuneo e Napoli (quasi 55 mila).

Nei primi nove mesi del 2016 è di 4 miliardi l’export del settore agroalimentare lombardo, su un totale italiano di 28 miliardi, un dato in crescita rispetto all’anno precedente (+3%, 124 milioni in più). Nei primi nove mesi del 2016, Milano ha esportato per un miliardo. Per l’export, Bergamo ha avuto un business estero di 586 milioni, Mantova e Brescia di oltre 400. Prime aree nel mondo destinatarie dei cibi lombardi: Unione Europea (3 miliardi circa), il nord America, che vale quanto gli altri Paesi europei non comunitari, inclusa la Russia, con oltre 400 milioni, l’Asia orientale con 255 milioni. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat al 2016.

DATI SETTORE AGROALIMENTARE DELLE PROVINCE LOMBARDE

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