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Acciaio - page 3

L’Ori Martin fa shopping a Milano: acquisita la Novacciai Spa

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Con atto firmato questa mattina a Milano, Ori Martin Spa ha acquisito il 100% di Novacciai Spa. Situata a San Pietro Mosezzo (No), Novacciai è stata fondata nel 1984 da Ambrogio Brambilla e dal 2012 è di proprietà del Gruppo Roda.

L’azienda novarese è un’azienda specializzata nella lavorazione a freddo di acciaio in barre pelate, trafilate e rettificate, sia in acciai legati che inox, prevalentemente per il mercato dell’automotive e della meccanica.

Il nuovo consiglio di amministrazione nominato dall’assemblea è composto da: Roberto de Miranda Presidente, Giovanni Marinoni Vice Presidente, Piero Bettinzoli Amministratore delegato, Andrea Agnelli e Stefano Crivelli Consiglieri.

Ori Martin ha così commentato l’operazione: “Il deal si colloca nella strategia del gruppo Ori in un’ottica di integrazione verticale. Ci auguriamo che non si tratti di un passaggio isolato, ma sia l’inizio di un percorso che possa continuare nell’ottica di sviluppo e consolidamento.

Novacciai è un’ottima azienda che vogliamo contribuire a sviluppare. Questo avverrà nella continuità, senza stravolgimenti né tecnici né organizzativi.

Questa operazione conferma la stima, sia personale che professionale, nei confronti delle persone e della qualità del lavoro del gruppo Roda con il quale continuerà la solida collaborazione commerciale in atto da tempo”.

Per gli aspetti legali Ori Martin è stata assistita dall’avv. Enrico Valerio, partner dello studio Biscozzi Nobili, mentre il venditore è stato assistito dagli avvocati Raynaud e Degli Esposti dello Studio Legale Raynaud.

Marcheno, la fonderia Bozzoli cerca un acquirente per evitare il fallimento

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I debiti sono scesi da 26 a 15 milioni (di cui 11 verso le banche). Ma non sarà facile trovare un acquirente per la fonderia di Marcheno teatro del presunto omicidio di Mario Bozzoli. L’azienda – che nel 2014 aveva fatturato 43 milioni di euro – non è operativa da mesi e, se non arriverà un cavaliere bianco, la strada già definita è quella del fallimento.

In attesa delle risposte il curatore Rizzardi ha dovuto provvedere al licenziamento dei 14 dipendenti e ora si appresta a vendere i pochi beni rimasti. Uno dei nipoti di Mario, Alex (accusato dell’omicidio), ha dovuto lasciare la casa in cui viveva perché di proprietà dell’azienda e all’asta sono finite 15 auto.

Entro le 12.30 del 25 ottobre si possono presentare al notaio Mario Mistretta di via Malta, Brescia, offerte per le seguenti auto: Audi Q5 del 2011 a 16500 euro, Bmw X6 a 16500, Mercedes Ml320 a 8500, Porsche Cayenne a 37mila euro, X1 a 14500 euro, Mercedes G320 a 26000 euro, Fiat Panda 4×4 del 2007 a 3000 euro, Mini One del 2015 a 18000 euro, una Wolkswagen Golf del 2014 a 13500 euro, Renault Kangoo del 2002 a 500 euro e Bmw 730 a 8500 euro.

Convegno Api: nel 2017 in crescita le materie prime e l’euro forse più forte

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Materie prime in rialzo, euro in apprezzamento (ma non nel breve periodo) sul dollaro, economia mondiale ancora debole. Sono le previsioni per il 2017 illustrate oggi agli imprenditori bresciani da Gianclaudio Torlizzi, direttore di T-Commodity – prima società italiana specializzata nella consulenza indipendente sulle materie prime per utilizzo industriale – in occasione del convegno che si è tenuto nella sede di Apindustria sul tema: «Steel & Metal outlook 2017. Acciai e metalli non ferrosi, quali prezzi mettere a budget per il 2017?».

«In una fase da tempo oramai turbolenta per le piccole e medie imprese è sempre più necessario ridurre il più possibile i fattori di incertezza – spiega il presidente vicario di Apindustria, Marco Mariotti, introducendo l’incontro -. Di qui l’incontro di oggi, finalizzato a trovare la bussola per orientarci sulle tendenze dei prezzi per il prossimo anno e capire quindi come muoverci».

«Dopo cinque anni di costante calo, nel 2017 il prezzo delle materie dovrebbe avere una tendenza rialzista – afferma Torlizzi -, effetto della stabilizzazione dell’economia cinese da un lato e delle razionalizzazioni in atto da tempo sul fronte dell’offerta dall’altro». La crescita dei prezzi sarà comunque timida, sicuramente non paragonabile a quella dei primi anni Duemila. «A livello macroeconomico – sottolinea Torlizzi – il rischio di breve periodo rimane l’apprezzamento del dollaro, per effetto del possibile rialzo dei tassi da parte della Fed. Dal prossimo anno la valuta Usa dovrebbe però iniziare a scendere e questo dovrebbe dare un minimo di sollievo al prezzo delle materie prime».

Le previsioni per il 2017 dicono che l’economia Usa subirà un rallentamento complessivo, che l’Asia continuerà ad andare bene ma resterà mercato vulnerabile dal momento che la Cina non potrà comunque spingere troppo con gli strumenti fiscali o monetari per evitare bolle come quella già in atto nel mercato immobiliare, che l’Europa continuerà a rimanere vittima delle politiche di austerity. «L’Europa non ha i presupposti per fare da traino – ha osservato Torlizzi – e continuerà ad essere la grande assente dell’economia mondiale. Il rialzo del prezzo in dollari delle materie prime sarà compensato dal probabile apprezzamento dell’euro. Questo danneggerà l’export da un lato, ma a trarne vantaggio sarà chi acquisterà materie prime».

Acciai e metalli non ferrosi, quali prezzi mettere a budget per il 2017? Se ne parla in Apindustria.

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Delineare lo scenario macroeconomico di fronte al quale si trovano oggi le imprese, analizzare i prezzi delle materie prime – in particolare acciai e metalli non ferrosi – e tratteggiare un panorama previsionale per il 2017. Questi gli obiettivi del seminario “Steel & metals outlook 2017. Acciai e metalli non ferrosi, quali prezzi mettere a budget per il 2017?” che si terrà venerdì 14 ottobre p.v. alle ore 16.00 presso la sede di Apindustria in via Filippo Lippi 30 a Brescia.
Ad approfondire le tematiche in oggetto sarà Gianclaudio Torlizzi, tra i maggiori esperti italiani di commodities, managing director di T-Commodity, prima società italiana specializzata nella consulenza indipendente sulle materie prime per utilizzo industriale. In scaletta, in particolare, un’analisi dello scenario macroeconomico, analisi e previsioni prezzi metalli LME (rame, alluminio primario e secondario, nichel, zinco, piombo, stagno), prezzi metalli preziosi (oro, argento, platino, palladio), mercato siderurgico (piani & lunghi, rottame, minerale di ferro), per concludere con analisi e previsioni EUR nei confronti delle principali valute internazionali.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Per informazioni e adesioni: tel. 030.23076, segreteria.associati@apindustria.bs.it.

Export dei distretti industriali lombardi, luci e ombre per Brescia

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Il secondo trimestre 2016 si è chiuso con una situazione di stabilità anche per le esportazioni dei poli tecnologi lombardi, che registrano un -0,1%, a valori correnti, sul corrispondente periodo 2015 (-2,6% nel complesso dei primi sei mesi). Soltanto il polo farmaceutico lombardo si distingue per esportazioni in crescita tra aprile e giugno 2016 (+4,8%, oltre che per una crescita cumulata pari al 7,7%). Si ricorda, ad ogni modo, come i dati di export dei poli tecnologici siano soggetti a maggiore volatilità rispetto a quelli dei distretti tradizionali, per via della elevata stagionalità delle commesse, soprattutto nel settore aeronautico.

I dati di Cassa Integrazione Guadagni relativi ai primi otto mesi del 2016 mettono in luce una nuova contrazione delle ore autorizzate nei distretti tradizionali e nei poli tecnologici della Lombardia (nell’ordine, rispettivamente, del 23,8% e del 25,9%). La tendenza accomuna tutte e tre le tipologie di Cassa (Ordinaria, Straordinaria e in Deroga) ma va letta, in realtà, con cautela. La lettura dei dati CIG in dinamica è infatti divenuta più complicata con l’entrata in vigore del decreto attuativo del Jobs Act avente ad oggetto la nuova disciplina degli strumenti di Cassa (24 settembre 2015). In particolare, si sottolinea l’introduzione di un limite massimo per lo sfruttamento complessivo delle ore di Cassa Ordinaria e Straordinaria considerate in forma congiunta, fissato in 24 mesi in un quinquennio mobile. Si segnalano, ad ogni modo, degli incrementi anomali di ore autorizzate CIGS in corrispondenza dei distretti Abbigliamento-tessile gallaratese, Lavorazione dei metalli Valle dell’Arno, Macchine per la concia della pelle di Vigevano e Calzature di Vigevano, che sottintendono processi di ristrutturazione in atto. Inoltre, i criteri di assegnazione della CIGD sono oggetto di variazioni continue, in vista della totale archiviazione dello strumento a partire dalla fase finale del 2016.

Uno sguardo ai dati bresciani. In accelerazione l’export di calzature e abbigliamento della Bassa Bresciana (+8,2% nel trimestre aprile-giugno), grazie alla spinta dei mercati maturi e non. In calo le vendite di meccanica strumentale del Bresciano (-7,2% nel trimestre aprile-giugno 2016 e -7,4% nel complesso dei primi sei mesi): l’accelerazione delle esportazioni in Turchia non è riuscita a compensare il calo delle esportazioni in altri primari mercati come Usa, Cina, Germania e Francia. Contrazione lieve, nel secondo trimestre, per l’export di metalli di Brescia. Il risultato (-0,9%) sintetizza tuttavia dinamiche contrastanti. Se infatti sono calate le vendite di carpenteria metallica e di lavorazioni di metalli non ferrosi, sono al contempo cresciute quelle di getti di fonderia, lavorazioni di acciaio a freddo, prodotti in metallo, siderurgia.

Da Feralpi Siderurgica e Groupfer nasce Alpifer, una holding per l’edilizia

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Una doppia integrazione, a valle per un partner e a monte per l’altro, ha dato vita ad Alpifer. La nuova holding, che avrà sede a Piacenza, è stata fondata oggi ed è partecipata in misura paritetica dalla bresciana Feralpi Siderurgica SpA e dalla piacentina Groupfer che conferisce alla holding il 100% di Unifer SpA con stabilimento a Piacenza e a Ceprano (Frosinone) e di Steelfer Srl (Collecchio, Parma).

Alpifer, racchiuderà la forza produttiva e la qualità della vergella di Feralpi, tra i leader in Europa nella produzione di acciai destinati all’edilizia, e la capacità di trasformazione della stessa da parte di Unifer, oltre alla organizzazione commerciale di Steelfer.

Un binomio perfetto per offrire al mercato italiano e internazionale reti elettrosaldate e tralicci di alta qualità grazie alla filiera controllata fin dalla materia prima. Nel 2015 Unifer ha raggiunto un fatturato di circa 50 milioni di euro con un’ottantina di dipendenti per una capacità produttiva compresa tra le 10.000 e le 12.000 tonnellate di acciaio al mese. “Per Feralpi Siderurgica – commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi e nominato oggi presidente di Alpifer – questa operazione è parte integrante della strategia che ci porta a verticalizzare il business tradizionale. Lo abbiamo fatto con l’acquisizione della partecipazione nelle torinesi Presider e Metallurgica Piemontese Lavorazioni, e oggi con Alpifer possiamo verticalizzare le produzioni e ampliare la nostra offerta commerciale per soddisfare le esigenze dei clienti”. “Grazie ad Alpifer – spiega Sauro Accorsi, presidente di Groupfer e amministratore delegato della nuova holding – il nostro Gruppo è più forte perché può contare sull’affidabilità e sulla qualità dell’acciaio e della materia prima di Feralpi. Per le nostre 1

reti elettrosaldate a misura fissa e per i tralicci elettrosaldati destinati alle grandi opere questa operazione rappresenta un importante passo avanti. Inoltre, avere al proprio fianco un partner internazionale come Feralpi è un valido supporto per essere competitivi sul mercato europeo”.

Nella foto, da sinistra: Giuliano Carloni (Consigliere Alpifer e Amministratore Delegato Steelfer), Giuseppe Pasini (Presidente Alpifer), Sauro Accorsi (Presidente Groupfer e Amministratore Delegato Alpifer) e Mario Ferrari (Consigliere Delegato Alpifer e Amministratore Delegato Unifer).

La Elg Steel della famiglia Pirlo chiede il concordato al tribunale

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La Elg Steel – azienda di famiglia del campione di calcio Andrea Pirlo – ha chiesto al Tribunale di Brescia l’ammissione alla procedura di concordato. A riferirlo è il Corsera. La società di Castel Mella produce e distribuisce tubi di acciaio e ha toccato quota 75 milioni di fatturato nel 2011, ma nel 2015 i ricavi delle vendite sono scesi a 35,8 milioni di euro e l’esercizio si è chiuso con un rosso da 54mila euro (l’anno precedente era stato meno 22mila), con un indice di indebitamento pari a 3,77 e debiti che hanno “assunto dimensioni decisamente significative in funzione dei mezzi propri esistenti”. L’azienda della famiglia di Andrea Pirlo controlla altre quattro società (E.B.T. srl al 94,15%, E.C.P srl all’89.64%. The Foemwork srl al 51.70% e Galtec Steel al 98%).

Ori Martin, calano i ricavi del gruppo, ma gli utili tornano a crescere

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Il Gruppo ORI Martin è specializzato nella produzione di acciai di qualità per la meccanica e le costruzioni.

Il bilancio consolidato del Gruppo comprende il bilancio della O.R.I. Martin SpA, società capogruppo, e quelli delle società di cui detiene la maggioranza adottando il criterio del consolidamento integrale.

  • I ricavi delle vendite sono stati di € 403,4 milioni con un decremento del -4,2% rispetto ai ricavi (421,0) realizzati nel 2014.

  • L’utile netto è risultato pari a € 8,9 milioni dopo aver effettuato ammortamenti e accantonamenti per € 36,3 milioni, di cui € 13,2 milioni da rivalutazione ex Lege 147/2013;

  • I risultati reddituali si presentano positivi: l’EBITDA si attesta a € 53,0 milioni pari al 13,1% del fatturato, ed il cash flow a € 51,2 milioni pari al 12,7% del fatturato.

Il gruppo detiene una quota di mercato significativa sui mercati europei per gli acciai destinati al settore automotive e mantiene una presenza stabile nel mercato delle costruzioni.

A Brescia sono situate l’acciaieria e il laminatoio per la produzione a caldo di acciai di qualità per la meccanica; a Cologne (BS) si trovano gli impianti per la finitura a freddo del laminato, mentre nel Lazio, a Ceprano (FR), sono presenti uno stabilimento per la laminazione di billette per cemento armato e uno per la trafilatura e cordatura di trefolo c.a.p, e a Corbetta (MI) si trova uno stabilimento dedicato alla realizzazione di tiranti per applicazioni geotecniche.

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La capogruppo O.R.I. Martin SpA

La società principale, O.R.I. Martin SpA, azienda siderurgica attiva principalmente nella produzione di acciai speciali, è costituita da due stabilimenti. Nel sito produttivo di Brescia sono presenti un’acciaieria, un laminatoio e i reparti accessori di trattamento termico dei prodotti; nel sito di Ceprano è presente un impianto di laminazione dedicato alla fabbricazione di tondo per cemento armato.

L’azienda detiene una quota di mercato significativa nei mercati europei per gli acciai per bulloneria, automotive e stampaggio a freddo e costituisce una presenza stabile nel mercato del tondo per cemento armato del centro-sud Italia.

Le quantità prodotte dalla società sono state pari a 644.000 ton di acciaio e 579.000 di laminato (di cui 115.000 nello Stabilimento di Ceprano) con un decremento annuo del -4,3% per l’acciaieria un incremento del +1,0% per il laminatoio.

Il fatturato del settore acciai speciali ha registrato un decremento del -8,5% causato principalmente dalla flessione del prezzo medio di vendita (-7,1% rispetto all’esercizio 2014) dovuto alle tendenze ribassiste generate dal protrarsi di una situazione di debolezza a livello macroeconomico.

Il fatturato del tondo per cemento armato ha mantenuto una sostanziale stabilità (-0,2%) grazie alla forte crescita dei volumi commercializzati in termini reali (+11,0%), fenomeno che ha compensato il decremento dei prezzi di vendita (-10,1%).

Le esportazioni dirette ed indirette superano il 60% del fatturato ed il mercato di riferimento rimane soprattutto quello europeo.

I dati principali della società sono i seguenti:

  • I ricavi delle vendite sono stati di € 357,3 milioni con un decremento del -7,8% rispetto ai ricavi (387,4) realizzati nel 2014.

  • L’utile netto è risultato pari a € 9,5 milioni dopo aver effettuato ammortamenti e accantonamenti per € 26,0 milioni, di cui € 9,4 milioni da rivalutazione ex Lege 147/2013;

  • I risultati reddituali si presentano positivi: l’EBITDA si attesta a € 44,9 milioni pari al 12,6% del fatturato, ed il cash flow a € 41,5 milioni pari all’11,6% del fatturato.

Nella tabella vengono indicati i quantitativi di acciaio prodotti negli esercizi 2014 e 2015:

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Di seguito viene presentato il bilancio di O.R.I. Martin SpA, approvato dagli azionisti; si fa notare che l’impresa ha usufruito della facoltà di effettuare la rivalutazione delle immobilizzazioni materiali secondo i criteri previsti dalla Legge 147/2013 iscrivendo maggiori valori all’attivo per € 50,5 milioni e costituendo una riserva di rivalutazione di pari importo nel patrimonio netto.

A fronte della rivalutazione indicata l’azienda ha sostenuto maggiori ammortamenti nell’esercizio per un importo pari a € 9,5 milioni.

I dati di sintesi, espressi in migliaia di euro sono i seguenti:

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Le società controllate

Le società industriali consolidate e controllate al 100% direttamente da O.R.I. Martin SpA sono le seguenti:

  • Trafilati Martin SpA ha sede in Cologne (BS) ed opera nel mercato delle lavorazioni a freddo dell’acciaio con destinazione prevalente il settore automotive. I ricavi hanno raggiunto il valore di € 51,1 milioni con un incremento del +5,0% rispetto all’esercizio precedente; il cash flow lordo è pari a € 5,3 milioni (10,4% del fatturato) ed il risultato netto si attesta a € 1,1 milioni, dopo aver effettuato ammortamenti e accantonamenti per € 3,5 milioni, di cui € 1,7 milioni da rivalutazione ex Lege 147/2013.

  • Siderurgica Latina Martin SpA ha sede in Ceprano, produce trefolo per il settore del cemento armato precompresso, ha realizzato un fatturato di € 26,8 milioni registrando rispetto all’esercizio 2014 una crescita del +9,2%, e ha generato un cash flow lordo di € 1,0 milioni (3,9% del fatturato) ed una perdita netta di € -2,0 milioni dopo aver effettuato ammortamenti e accantonamenti per € 3,8 milioni, di cui € 2,0 milioni da rivalutazione ex Lege 147/2013.

Gli investimenti

Gli investimenti complessivamente effettuati dalla Capogruppo nel corso dell’esercizio 2015 sono stati di circa € 18,4 milioni.

Per quanto riguarda i reparti produttivi, gli investimenti hanno riguardato principalmente:

  • nel reparto acciaieria il sistema di caricamento continuo del rottame;

  • nel reparto di laminazione il forno di riscaldo per le billette;

– nel reparto dei trattamenti termici i forni di ricottura dei prodotti finiti.

Per lo Stabilimento di Ceprano sono stati completati alcuni interventi programmati di automazione e revamping degli impianti.

Gli investimenti nel settore ambientale

Gli investimenti ambientali nell’esercizio 2015, sul totale investimenti di €18,4, sono stati pari a € 5,8 milioni e hanno riguardato principalmente l’impianto finalizzato al recupero dell’energia termica contenuta nei fumi provenienti dal forno elettrico, con contestuale produzione di energia elettrica per l’autoconsumo interno e di energia termica che verrà ceduta alla rete A2A di teleriscaldamento cittadino nel periodo invernale.

L’azienda, utilizzando le più recenti tecnologie disponibili, ha continuato a realizzare investimenti per l’impianto di aspirazione dei fumi, l’ottimizzazione energetica del forno e il completamento dei tamponamenti per limitare ulteriormente l’impatto acustico.

La società svolge la propria attività nel totale rispetto delle disposizioni in materia di tutela dell’ambiente e sicurezza dei lavoratori, ed è dotata di un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001 dall’ente IGQ successivamente integrato con un Sistema di Gestione della Sicurezza secondo la norma BSOHSAS 18001 certificato dall’ente IGQ.

Fatti di rilievo del primo semestre 2016

La produzione di acciaio mondiale anche nei primi mesi dell’anno 2016 conferma il trend discendente della produzione siderurgica globale, fenomeno cui la contrazione della Cina contribuisce sensibilmente; le prospettive per l’esercizio in corso sono pertanto improntate alla cautela.

L’azienda ha approvato investimenti, nel 2016, per € 19,1 milioni, di cui una quota significativa e superiore al 25% è destinata ad Ambiente e Sicurezza.

Il Consiglio di Amministrazione di O.R.I. Martin S.p.A. per il triennio 2016-2019 è composto da:

Uggero De Miranda (Presidente); Annamaria Magri (Vicepresidente); Giovanni Marinoni (Vicepresidente); Andrea Agnelli (Consigliere Delegato); Giovanni Comboni (Consigliere); Roberto De Miranda (Consigliere); Carlo Garavaglia (Consigliere).

 

 

Scenario di mercato e posizionamento

World Steel Association rileva che il mercato dell’acciaio mondiale nel 2015 ha prodotto complessivamente 1.621 milioni di tonnellate, con un decremento pari al -2,9% dall’anno precedente; i produttori dell’area orientale – nonostante una flessione del -2,2% – hanno prodotto quasi 1.096,3 milioni di tonnellate e l’apporto più significativo è stato della Cina, che con 803,8 milioni di tonnellate detiene il 49,6% della produzione complessiva mondiale, quota che tuttavia rispetto all’anno precedente scende del -2,3%.

L’Unione Europea registra una flessione del -1,8% dal 2014 con un totale di 166,2 milioni di tonnellate di acciaio; il calo rispetto ai 210 milioni di tonnellate prodotte nel 2007 è pari al -20,9%.

L’Italia, la cui produzione si attesta a 22,0 milioni di tonnellate, pur mantenendo ancora l’11° posto nella graduatoria mondiale dei produttori, ha registrato un’ulteriore flessione pari al -7,2% rispetto al 2014. Gli altri Paesi europei hanno proposto performance abbastanza discordanti: la Germania (42,7 M.t, -0,5%) ha sostanzialmente mantenuto i livelli produttivi dell’anno precedente, la Francia (15,0 M.t, -6,8%) e il Regno Unito (10,9 M.t, -9,9%) hanno registrato una flessione decisa, mentre la Spagna (14,9 M.t, +4,9%) ha quasi superato l’output produttivo francese.

Alfa Acciai, cala il fatturato, ma il gruppo torna all’utile e investe

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Il fatturato cala, ma torna l’utile. E’ questa la sintesi del bilancio 2015 del gruppo Alfa Acciai, comunicata ieri con una nota. Un rendiconto in chiaroscuro, in cui è pesato il crollo del prezzo dell’acciaio che ha determinato un calo del fatturato del 12 per cento. A determinare il calo sono stati soprattutto i paesi Ue (meno 4 per cento) e extraUe (meno 4), perché i ricavi nel mercato italiano sono cresciuti del 6 per cento rispetto al 2014. In compenso la riorganizzazione interna del gruppo che conta ben 3.454 dipendenti ha permesso di aumentare i margini e tornare all’utile, che ha superato i 10 milioni di euro (l’Ebitda è cresciuto del 35 per cnto passando da 24,6 a 33,2 milioni). Mentre gli investimenti sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente, arrivando a quota 27,6 milioni.

“Raccogliamo i frutti del gran lavoro effettuato in questi anni, avviato alla vigilia della crisi che ha colpito in particolare il comparto delle opere pubbliche e dell’edilizia in Italia e in Europa, impattando pesantemente sul nostro business principale”, si legge in una nota di Siderurgica Investimenti, la holding presieduta da Amato Stabiumi ed Ettore Lonati.

Ora restano da vedere i conti del nuovo anno, e come influirà sul prossimo bilancio la recente acquisizione per 2.805.000 euro dell’acciaieria di Montirone dall’ex gruppo siderurgico Stefana

attraverso la controllata al 100% Alfa Montirone.

Per il Gruppo Feralpi un bilancio 2015 in leggera perdita

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Lonato del Garda (Brescia), 12 luglio 2016 Il Gruppo Feralpi accelera sul fronte degli investimenti per consolidare la strategia di diversificazione e l’efficientamento dei processi produttivi. Crescono i volumi (+6,2% di acciaio in billette con 2,223 milioni di tonnellate), ma le risorse allocate premono sui numeri iscritti nel bilancio dell’esercizio 2015 che chiude con un fatturato di 922,9 milioni di euro, in calo del 5% rispetto ai 971,2 milioni del 2014.

Per quanto riguarda il settore dell’edilizia, lo scorso anno l’Italia ha mostrato ancora difficoltà nel lasciarsi alle spalle le criticità, mentre in Germania il settore delle costruzioni si è dimostrato più reattivo non solo perché il fatturato delle costruzioni è cresciuto del 1,6% (fonte ICE) ma piuttosto perché il numero complessivo dei lavori commissionati è incrementato del 5% grazie alla ripresa sia del settore dell’edilizia abitativa sia dei lavori pubblici. Questo trend positivo continua anche nel 2016.

Il primo semestre 2016

Per il Gruppo Feralpi la prima parte dell’anno ha evidenziato una ripresa del mercato che si è concretizzata in un aumento della produzione di acciaio del 2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Ancora buone le performance registrate dai prodotti derivati (ribobinato, rete elettrosaldata e trafilato) con una produzione in salita del +8,2%, mentre è rimasta sostanzialmente stabile la produzione dei laminati con un +0,6%.

«Il 2015 – ha commentato Giuseppe Pasini, Presidente del Gruppo Feralpi – è stato un anno caratterizzato ancora da forti incertezze, soprattutto in Italia. Tuttavia, Feralpi ne esce rafforzata perché ha saputo avviare una strategia di sviluppo del business secondo tre direzioni. L’internazionalizzazione si è estesa fuori e dentro l’Ue. Se i mercati nord africani restano un asset importante, nonostante le difficoltà endogene ad alcuni Paesi come l’Algeria, sono i mercati comunitari a contribuire in misura sostanziale alla ripresa dei volumi. Tutto questo a partire, ancora una volta, proprio dalla Germania, mercato in cui ci siamo consolidati ormai da tempo con Feralpi Stahl». 1

«Per quanto riguarda l’integrazione – continua Pasini – ci siamo mossi a monte e a valle. A monte con MediaSteel, società specializzata nel commercio del rottame ferroso, che ha contribuito in misura decisiva all’ottimizzazione del rapporto costo/qualità nell’acquisto di rottame. A valle, invece, il nostro Gruppo è entrato in Presider e Metallurgica Piemontese Lavorazioni ed ha fatto leva sulle potenzialità dell’acciaio prodotto da Acciaierie di Calvisano, seguendo la direttrice della diversificazione con Caleotto, Co.Ge.Me. Steel e, operazione recente, con l’acquisizione di Feralpi Profilati Nave».

Il bilancio (fonte: Feralpi Holding)

Il consolidato 2015 di Feralpi Holding vede iscritto in bilancio un fatturato di 922,9 milioni di euro contro 971,2 milioni del 2014. La componente estera ha comunque rappresentato la parte preponderante, con il 68% del totale, contro il 72% dell’anno precedente.

Il Consolidato 2015 evidenzia una riduzione del fatturato (-5,0%) e del valore della produzione (-4,8%) rispetto all’anno precedente. La percentuale di marginalità passa da +9,4 a +6,0 milioni di euro. A questo si accompagna una riduzione, in valore assoluto, degli oneri finanziari netti che passano da -6,2 a -4,7 mln euro, ovvero lo 0,50% sul valore della produzione.

Il risultato prima delle imposte, positivo per 2,6 mln euro nel 2014, evidenzia nel 2015 un saldo attivo, pari a 5,6 mln euro. Al netto dell’effetto imposte, il risultato si presenta negativo (-1,54 mln euro) dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni per 41 mln di euro. L’EBITDA è passato dai 49,4 milioni del 2014 ai 47,0 milioni del 2015 mentre l’EBIT è positivo con 6,0 milioni di euro contro i 9,4 milioni dell’esercizio precedente.

Il bilancio (fonte: Feralpi Siderurgica)

Il consolidato 2015 di Feralpi Siderurgica diminuisce di circa il 5,2%, mentre il valore della produzione del 5%. Il risultato d’esercizio è negativo per 6,57 mln di euro dopo aver accantonato ammortamenti e svalutazioni per 39,8 mln euro, generando un cash flow pari a 33,2 mln di euro, contro i 40,5 dello scorso esercizio.

Nel complesso, la differenza tra valore e costi della produzione, positiva nel 2014 per 10,7 mln di euro, rimane positiva nel 2015 con un +6,3 mln euro. Gli oneri finanziari registrano una contrazione in valore assoluto: da 6,4 a 4,7 mln euro, ovvero lo 0,5% sul valore della produzione. L’EBITDA passa da 49,8 mln di euro del 2014 a 46,1 mln del 2015, mentre l’EBIT si conferma positivo con 6,3 mln di euro contro i 10,7 mln dell’esercizio precedente.

Le diversificazioni

Il nuovo assetto del Gruppo Feralpi concretizza di fatto tutte le potenzialità tecnico-produttive di Acciaierie di Calvisano la cui produzione viene verticalizzata a valle anche attraverso le nuove società acquisite nel 2015. Infatti, mentre la produzione di Feralpi Siderurgica viene dedicata all’acciaio per costruzioni, Acciaierie di Calvisano diventa il polo per la produzione di acciaio a più alto valore aggiunto. A seguito di importanti investimenti sia tecnici che professionali, l’azienda ha innalzato ulteriormente il proprio livello qualitativo che contribuirà in misura sostanziale alla crescita del Gruppo.

Il Gruppo Feralpi ha acquisito, insieme a Duferco Italia Holding SpA, Caleotto. La nuova realtà di cui Feralpi controlla il 50% ha proiettato il Gruppo nel mercato italiano della vergella in acciaio di qualità. Il laminatoio produce vergelle speciali per i settori meccanico e automobilistico.

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Co.Ge.Me Steel (Casalmaggiore, CR), acquisita in partecipazione paritetica con Ind.I.A Spa, rappresenta un importante passo che porta Feralpi nel settore dei laminati mercantili destinati ad applicazioni meccaniche e automobilistiche, rafforzando quindi la diversificazione del Gruppo. Nel giugno 2016 è stata finalizzata l’acquisizione dell’ex stabilimento Stefana di via Brescia a Nave – oggi Feralpi Profilati Nave – che estenderà la rete della diversificazione nel mercato dei laminati mercantili in Italia e all’estero ampliando la presenza del Gruppo in questo settore e garantendo una più ampia gamma produttiva.

Gli investimenti

Significativa l’incidenza degli investimenti allocati che allungano il passo rispetto all’anno precedente. Nel 2015, il Gruppo Feralpi ha investito complessivamente 42,7 milioni di euro, in crescita del 56% rispetto ai dodici mesi del 2014.

Tra gli investimenti particolarmente rilevanti si annovera un nuovo progetto di efficientamento energetico che recupera dai fumi del forno elettrico dell’acciaieria di Lonato del Garda circa 4 MWt ad una temperatura di esercizio di circa 90 °C compatibile quindi con la temperatura di esercizio di una rete di teleriscaldamento interna che collega le principali utenze.

A beneficiare di questo sistema virtuoso di recupero è anche una nuova palazzina, realizzata sempre nel sito lonatese con un investimento di circa 3 milioni di euro, che accoglie su 1.800 metri quadrati i nuovi spogliatoi dei dipendenti e delle imprese esterne, la nuova infermeria e la sala assemblee. Questi due progetti rientrano nella più ampia politica di gestione responsabile e sostenibile del Gruppo Feralpi che identifica tra i principali stakeholder proprio i dipendenti.

Il personale

Poiché la valorizzazione della professionalità e la crescita delle capacità dei collaboratori costituisce un fattore centrale e strategico anche ai fini del mantenimento della competitività del Gruppo, Feralpi ha consolidato negli anni diverse attività rivolte alle nuove generazioni che sono idealmente raccolte nel Progetto denominato Feralpi Bootcamp. Esso racchiude diverse iniziative tra loro complementari (Orientamento Giovani, Alternanza Scuola-lavoro qualificata, Alta formazione) che portano al centro del Gruppo ciascuno dei 1304 dipendenti.

Sempre sotto l’egida della Responsabilità Sociale d’Impresa declinata a favore dei lavoratori, Il Gruppo Feralpi è stato uno dei primi ad aderire alla rete WHP (Workplace Health Promotion, promozione della salute nei luoghi di lavoro), un’iniziativa nata da ATS Regione Lombardia per supportare le imprese che investono sulla salute e sul benessere dei dipendenti, rafforzando l’attenzione e l’impegno verso la tutela della salute dei propri collaboratori.

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