Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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Aziende

Ambiente, nel Bresciano le startup innovative sono 40

in Ambiente/Aziende/Economia/Startup by
Ecologia e ambiente, foto generica da Pixabay

Ambiente, i settori green puntano su tecnologia e innovazione. Sono quasi 2 mila in Italia e 333 in Lombardia le startup innovative nei settori green, una startup innovativa su sei è dedicata a temi ambientali. Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle startup innovative, l’elenco nazionale a questo link http://startup.registroimprese.it/isin/search?2. Su un totale di 10 mila startup innovative in tutti i settori in Italia, +11% in un anno, di cui quasi 3 mila concentrate in Lombardia, +17%. Milano prima con 172 startup innovative nell’ambiente, seguita da Roma con 132, Napoli con 75, Torino, Bologna, Trento, Bergamo tutte con circa 50. Tra le lombarde circa 40 a  Brescia.

Startup. Innovatori nell’ambiente, uno su dieci è giovane sia in Italia che in Lombardia, il 35% in Italia  sono laureati (a Milano il 35%, a Bergamo quasi il 40%), le donne pesano l’11% e il 7,5% in Lombardia per il dato di Milano che si ferma al 6%, la metà ha una forte propensione alla ricerca e il 55% a Milano, il 6% ha un maggiore numero di addetti, diventa il 7% in Lombardia e l’11% a Milano.

Primo settore la ricerca nei settori del green e del risparmio energetico, con 1060 imprese in Italia, di cui 120 sa Milano, 90 a Roma, 56 a Napoli, 32 a Torino, 28 a Brescia. Tra i principali settori le certificazioni, i collaudi e controlli, con 162  startup innovative in Italia di cui 18 a Milano, la consulenza agraria con 145, la fabbricazione di pile e elettrodomestici con 104 di cui 11 a Milano, la fornitura di energia, gas e acqua con 93.

 

 

Alcass di Bedizzole chiude il bilancio con un più 34 per cento

in Alimentare/Aziende/Bilanci/Economia by

Alcass SpA di Bedizzole, azienda tra i maggiori player nel settore dei prodotti surgelati e senza conservanti, continua il percorso di crescita che l’ha contraddistinta negli ultimi anni.

Alcass produce da oltre trent’anni una varietà di prodotti a brand Amica Natura, dalla linea classica a base di carne, al Biologico distribuito presso i negozi specializzati, al Vegano e Vegetariano, fino alle ultime novità sviluppate con l’utilizzo di alimenti “Superfood”, su tutti il cavolfiore. In crescita anche il segmento delle “private labels” grazie alla fiducia di prestigiosi partner commerciali.

Venendo ai dati economici principali, l’esercizio 2018 ha visto una importante crescita del Valore della Produzione che passa da 9,8 milioni di euro del 2017, a 13,1 milioni di euro nel 2018, registrando un aumento del 33,6%. Anche l’EBITDA cresce a 1,47 milioni rispetto ai 1,26 milioni dell’anno precedente. L’utile netto dopo le imposte (di € 226.135) si attesta a 728.801 € contro i 584.204 € del 2017. In miglioramento rispetto al 2017 anche la posizione finanziaria netta.

L’incidenza della quota export sul fatturato aziendale è cresciuta e si attesta attorno al 10%, in ulteriore crescita anche nei primi mesi del 2019.

Nella relazione sulla gestione si evidenzia come negli ultimi anni l’Azienda stia concentrando le forze per ampliare l’export, dirigendo lo sguardo verso mercati esteri sempre più attenti al Made in Italy, ad un’alimentazione genuina e di qualità. Prosegue Bonaglia:<<I mercati esteri, soprattutto Stati Uniti ed Asia, sono molto complessi da affrontare sia per gli aspetti legislativi che per i gusti e le abitudini di consumo. Il nostro modo di lavorare, tuttavia, ci dà grandi chanche poiché da sempre siamo abituati a sfide impossibili e ad adattarci alle richieste del cliente sviluppando prodotti su misura. E’ il caso della certificazione Kosher ottenuta la scorsa estate dal prestigioso ente americano “OK Kosher” che ci ha aperto un importante canale in nord America, oppure dello sviluppo del nuovo prodotto a base di ceci partendo proprio dal seme e non dalla farina, ottenendo così una qualità molto più elevata. E’ stata comunque un’ottima annata per tutto, anche per le linee VEG e BIO che hanno aiutato il business oltre confine, dove i valori di genuinità e innovazione sono molto richiesti>>.

La rivoluzione 4.0 nell’Industria dei trasporti | INNOVATION CLUB

in Aziende/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche/Trasporti by
Smart transit

SMART TRANSIT è la soluzione per il controllo e la gestione delle flotte di trasporto pubblico. Grazie alla sua estrema versatilità, è in grado di gestire l’azienda in tutte le sue componenti e fornire agli utenti del sistema molteplici servizi e funzionalità.

Fleet Control

Consente un controllo in tempo reale dello stato di esercizio della flotta, fornendo informazioni relative al posizionamento e allo stato dei mezzi, in modo da controllare l’aderenza del programma di esercizio reale rispetto a quello schedulato. Inoltre, grazie ad una sensoristica avanzata a bordo mezzo, è in grado di rilevare dinamicamente il carico di passeggeri a bordo (domanda passeggeri in tempo reale), la qualità del servizio e l’eventuale presenza di passeggeri sprovvisti di titolo di viaggio.

Geo-Analyst

Grazie ad un’analisi spaziale avanzata dei dati, è in grado supportare l’azienda nella pianificazione di nuovi servizi e/o modifica di quelli esistenti. Rilevando gli spostamenti degli utenti nelle zone limitrofe alla linea di bus, è possibile istituire nuovi servizi in aree geografiche non attualmente servite da alcuna linea, rimodulare le fermate e i percorsi delle linee esistenti ed eventualmente localizzare nuovi punti vendita per i titoli di viaggio.

Ticketing

Offre agli utenti il servizio di ticketing on-line fruibile mediante App  dedicata da apparati mobili (tablet, smartphone etc.) e fissi, garantendo informazioni aggiornate su corse, iniziative ed eventuali variazioni del servizio.

Comfort

Permette ai passeggeri di avere informazioni in tempo reale sulla loro tratta e le condizioni della vettura accedendo all’App mobile dedicata. I sensori a bordo del veicolo mostreranno la sua posizione lungo il percorso stimando i tempi di arrivo, insieme ad altre informazioni come la temperatura e la qualità dell’aria nel mezzo e la presenza in stiva del bagaglio imbarcato. Gli utenti potranno segnalare in tempo reale eventuali problemi a bordo e infine valutare la qualità generale del servizio.

Maintenance

Consente di gestire le attività di manutenzione effettuate sui mezzi. Con un check in tempo reale di tutte gli impianti e mediante specifici algoritmi avanzati e sensori di bordo è in grado di segnalare anomalie sul funzionamento dei mezzi durante l’esercizio ordinario, consentendo una gestione della manutenzione di tipo “predittivo”, senza aspettare che si verifichi il guasto.

Voice of Customer

Il modulo crea un dialogo continuo tra l’azienda di trasporti ed il cliente basato su tre principali modelli innovativi: il primo riguarda il canale, con il superamento di quelli che erano i metodi e le tecniche tradizionali di rilevazione del dato. Basti pensare alla possibilità delle interfaccia di conversazione come Messenger, per esempio. La soluzione integra i percorsi di “voice of customer” all’interno delle stesse proprietà digitali dei brand come i loro siti internet o le app, offrendo un valore aggiunto agli stessi strumenti delle aziende. Oltre a ciò, la piattaforma mette a disposizione l’utilizzo di dispositivi di geolocalizzazione che attivano la possibilità di percorsi di voice of customer nello stesso momento in cui avviene l’esperienza con il brand, riducendo così il problema del falso ricordo.

Entertaiment

Consente di ingaggiare gli utenti in meccaniche di “Gamification” grazie a giochi e attività dedicati accessibili tramite smartphone e l’apposita App . Accumulando punti ed obiettivi ad ogni accesso, gli utenti potranno divertirsi, condividere i loro traguardi sui social e acquisire bonus (coupon, titoli di viaggio, oggetti virtuali), migliorando la loro esperienza generale e avviando un processo di fidelizzazione e customer generation a beneficio dell’azienda.

SMART TRANSIT presuppone l’implementazione di hardware che includa per ogni mezzo di trasporto pubblico un’unità di bordo (single board cpu, GNSS receiver, sim card), videocamere alle porte di ingresso/uscita passeggeri, sensoristica per l’acquisizione dei parametri ambientali/cinematici e opportuni cablaggi.

SMART TRANSIT è stato presentato all’evento del 6 Giugno presso UNICAL: www.innovationclub.it/innovazionetrasportopubblico

Per maggiori approfondimenti: www.somos.srl/transit/

Feralpi, il 2018 si chiude con 1,32 miliardi di fatturato e 53 milioni di utile

in Bilanci/Economia/Feralpi by

Il Gruppo Feralpi si rafforza ed evolve. A dirlo sono anche i “numeri” che il gruppo siderurgico, tra i leader in Europa nella produzione di acciai per edilizia ed acciai speciali, ha realizzato nel corso del 2018. Alla crescita dei volumi produttivi si accompagna l’incremento di fatturato, utile e margine. Sono risultati che derivano da un processo di internazionalizzazione, diversificazione e verticalizzazione del business unito ad una accelerazione degli investimenti sui versanti della trasformazione digitale, della definizione di nuovi modelli di economia circolare e dell’incremento delle conoscenze interne con una intensa attività di formazione.

Il bilancio (Consolidato Feralpi Holding SpA)

Il consolidato 2018* di Feralpi Holding vede iscritto in bilancio un fatturato di 1.320 milioni di euro contro i 1.199 milioni del 2017. Il consolidato 2018 evidenzia dunque un forte incremento del fatturato (+10,1%). Si conferma la forte propensione internazionale con una quota di fatturato generato all’estero del 62%.

Bene anche l’EBITDA che passa dai 99,6 milioni di euro del 2017 ai 126,2 milioni di euro del 2018. Il risultato netto si attesta a 53,7 milioni di euro (erano 30,6 milioni nell’esercizio precedente). Il patrimonio netto consolidato è stato di 475 milioni di euro (erano 424 mln nel 2017).

Gli investimenti (Consolidato Feralpi Holding SpA) a 60,6 mln €, di cui 12 mln per la trasformazione digitale
Nel 2018 il Gruppo Feralpi ha investito 60,6 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 36,8 milioni dell’anno precedente, per sostenere un cammino di sviluppo anche grazie a percorsi di ricerca e sviluppo che, aumentano la competitività sul mercato.
Spiccano gli investimenti rivolti a supportare la trasformazione digitale che, nel 2018, hanno raggiunto i 12 milioni di euro.

Inoltre, la strategia che orienta gli investimenti è guidata dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) previsti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare seguendo quattro obiettivi, attinenti all’attività del Gruppo Feralpi (Industria, innovazione e infrastrutture; città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabile, contrasto al cambiamento climatico).

Il forte incremento degli investimenti deriva dalla scelta di supportare lo sviluppo di tutte le società del Gruppo per incrementare la spinta competitiva che nasce dagli impianti produttivi in Italia (compresa Acciaierie di Calvisano) e Germania, ma che si riversa sulle società integrate a valle (tra cui Feralpi Profilati Nave, Presider e Presider Armatures) per per intercettare al meglio i mercati, da quelli tradizionali legati all’edilizia fino a quelli che richiedono acciai ad alto valore aggiunto.

Le produzioni

In salita i volumi produttivi. Il 2018 fa segnare un +2,3% di acciaio in billette con 2,5 milioni di tonnellate. I salita anche la produzione di prodotti laminati a caldo con 2,1 milioni di tonnellate (+0,6%), mentre resta sostanzialmente stabile la produzione di prodotti derivati a freddo con 987mila tonnellate (-0,1%).

Il personale

Nel 2018 il totale dei dipendenti del Gruppo Feralpi è stato di oltre 1500, di cui circa 800 in Italia e 700 all’estero.

Il commento

«I risultati raggiunti nel 2018 – commenta Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi – ci raccontano una storia fatta di innovazione, di investimento sul futuro attraverso l’adozione delle nuove tecnologie e l’attività di ricerca non solo sotto il profilo impiantistico, ma anche organizzativo e gestionale». «Il Gruppo Feralpi – continua – oggi rappresenta una realtà internazionale che ha nell’Italia e nella Germania i propri punti focali e che identifica nell’acciaio una leva di sviluppo economico e sociale fondato sull’unione virtuosa di tecnica, competenze e volontà di crescere in modo sostenibile».
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* i numeri del 2018 consolidato sono in corso di approvazione

Il Gruppo Feralpi

Il Gruppo Feralpi è tra i principali produttori siderurgici in Europa (1,32 mld € di fatturato, oltre 1500 dipendenti diretti) ed è specializzato nella produzione di acciai destinati sia all’edilizia sia ad applicazioni speciali. Dalla capogruppo Feralpi Siderurgica, fondata nel 1968 a Lonato del Garda (Brescia), un percorso di crescita ha dato vita ad un Gruppo internazionale, diversificato e verticalizzato a monte e a valle della filiera produttiva e di commercializzazione. Il Gruppo Feralpi è tra i leader sul mercato nazionale ed europeo nella produzione di tondo per cemento armato in barre, vergella liscia e nervata, tondo ribobinato, trafilato e rete elettrosaldata. La missione che si propone Feralpi non è soltanto quella di produrre i migliori acciai per l’edilizia, ma di farlo nel modo più sostenibile possibile, ovvero abbattendo i consumi e le emissioni utilizzando le migliori tecnologie disponibili grazie ad un’intensa attività interna di innovazione e ricerca.

Ubi Banca, ecco la lista dei candidati per Cda e Comitato di gestione

in Aziende/Banche/Economia/Nomine/UBi by

Facendo seguito alla pubblicazione avvenuta in data 1° marzo 2019 dell’avviso di convocazione per il 12 aprile 2019 (unica convocazione) dell’Assemblea dei Soci di UBI Banca S.p.A. ed al comunicato stampa diffuso in data 19 marzo 2019 ai sensi dell’art. 22 comma 6 dello statuto sociale che ha previsto la riapertura dei termini per il deposito delle liste consentendo di presentare liste sino al termine del 21 marzo con dimezzamento della partecipazione necessaria per il deposito (0,5% del capitale sociale), si comunica che è stata depositata una lista di candidati per la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione di UBI Banca S.p.A. per gli esercizi 2019/2020/2021.

In particolare in data 16 marzo 2019 è stata depositata una lista di n. 15 candidati, ordinati con numerazione progressiva, presentata da:

    • Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
    • Fondazione Banca del Monte di Lombardia
    • Mar.Bea s.r.l.
    • Zanetti Matteo

in esecuzione dell’Accordo stipulato in data 18 dicembre 2018 fra il Sindacato Azionisti UBI Banca S.p.A., il Patto dei Mille e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, titolari complessivamente di n. 118.153.595 azioni, pari al 10,33% del capitale sociale di UBI Banca.
La lista è divisa in due distinte sezioni, la Sezione 1 con i candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione e la Sezione 2 con i candidati alla carica di Consigliere di Amministrazione e componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione, composte rispettivamente da 10 e 5 candidati, ordinati con numerazione progressiva in ciascuna sezione:

Sezione 1 – Componenti Consiglio di Amministrazione

    1. Letizia Maria Brichetto Arnaboldi Moratti
    2. Roberto Nicastro
    3. Victor Massiah
    4. Ferruccio Dardanello
    5. Pietro Gussalli Beretta
    6. Silvia Fidanza
    7. Paolo Bordogna
    8. Osvaldo Ranica
    9. Letizia Bellini Cavalletti
    10. Paolo Boccardelli

Sezione 2 – Componenti Consiglio di Amministrazione e Comitato per il Controllo sulla Gestione:

  1. Alessandro Masetti Zannini
  2. Alberto Carrara
  3. Monica Regazzi
  4. Francesca Culasso
  5. Simona Pezzolo De Rossi

Si informa che la suddetta lista, corredata della documentazione prevista dalla normativa anche regolamentare vigente, è disponibile presso la sede sociale e pubblicata ai sensi di legge e di regolamento sul sito internet della Banca (www.ubibanca.it, Sezione Soci), e sul meccanismo di stoccaggio denominato “1info” (www.1info.it) con le modalità previste dalla Consob con regolamento.

 

La bresciana Neosperience pronta per entrare in Borsa (Aim)

in Aziende/Economia/Finanza/Innovazione by
Il logo di Aim

Neosperience, PMI innovativa italiana attiva come software vendor nel settore della Digital Customer Experience, annuncia di aver presentato oggi la domanda di ammissione funzionale alle negoziazioni delle azioni ordinarie della Società sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana.  L’ammissione è prevista per lunedì 18 febbraio, con primo giorno di quotazione atteso per mercoledì 20 febbraio.

L’offerta è stata realizzata attraverso un collocamento di azioni interamente in aumento di capitale. La società, guidata dai fondatori Dario Melpignano (AD) e Luigi Linotto (CFO), intende destinare la raccolta al supporto dei piani di sviluppo che prevedono anche una crescita per linee esterne e l’ingresso in nuovi mercati strategici.

Neosperience è assistita da Advance SIM in qualità di Nomad e Global Coordinator, da Ambromobiliare come financial advisor e da BDO come società di revisione e consulente fiscale. Dentons agisce come legal advisor e Banca Finnat come specialist e research provider. Close to Media è consulente della società per la comunicazione.

NEOSPERIENCE

Neosperience è una PMI innovativa italiana che opera come software vendor, fondata a Brescia nel 2006 con sede a Milano da Dario Melpignano e Luigi Linotto, rispettivamente Amministratore Delegato e CFO. La società è attiva nel settore della Digital Customer Experience, grazie a Neosperience Cloud: piattaforma integrata che attraverso l’Intelligenza Artificiale permette alle aziende di offrire ai clienti un’esperienza digitale personalizzata ed empatica, per conoscerli, coinvolgerli e fidelizzarli. Tra le aziende clienti di Neosperience figurano società leader nel settore del lusso, della GDO e dei servizi finanziari.

L’automotive bresciano: cambiamenti in atto, ma manca personale qualificato

in Automotive/Aziende/Economia/facoltà Economia/Formazione/Sei consulting/Tendenze by
La sala Faissola di Ubi Banca

L’Osservatorio per lo Sviluppo e la Gestione delle Imprese, istituito nell’ambito del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, ha promosso uno specifico filone di analisi relativo al comparto automotive, uno dei punti di forza dell’economia italiana e nella cui filiera sono coinvolte numerose imprese del territorio lombardo e bresciano.

Le risultanze di tale indagine sono state condivise e discusse durante un convegno promosso dall’Università in collaborazione con EY SEI Consulting Sfida 4.0, UBI Banca, CCIAA di Brescia e SQS Associazione Svizzera per Sistemi di Qualità e di Management, il 29 gennaio dalle 14.30 presso la Sala Conferenze Corrado Faissola in Piazza Monsignor Almici 11 a Brescia.

L’evento si è dimostrato un’importante occasione per riflettere insieme al mondo degli imprenditori, delle istituzioni e dei principali player del settore sulle prospettive di una filiera che genera una grossa fetta del PIL della provincia bresciana e, in generale, del nostro Paese e che, ad oggi, si trova investita da forti cambiamenti tecnologici e culturali.

“Insieme all’Osservatorio siamo partiti da una semplice domanda: il sistema produttivo italiano ed in particolare quello bresciano ha le competenze per competere sul nuovo mercato, considerato che si stima che il 50% delle immatricolazioni nel 2030 sarà di auto elettriche, con progressivo abbandono del diesel?” ha spiegato Ivan Losio, partner EY Sei Consulting e parte attiva dell’indagine condotta “Secondo i dati dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, confermati dai risultati dell’indagine oggi presentata, purtroppo solo il 15% delle aziende che producono componentistica in Italia ha collaborato sullo sviluppo del motore elettrico e il 70% non ha mai sviluppato alcun progetto in prospettiva automobile elettrica. Il rischio per le aziende, è evidente, è di perdere il treno e per il sistema industriale italiano di vedere un settore di eccellenza del nostro Paese scomparire”.

Per approfondire il tema, dopo l’apertura da parte degli sponsor, il convegno è entrato nel merito con l’analisi della ricerca presentata dai professori Claudio Teodori e Alberto Mazzoleni, rispettivamente coordinatore e referente dell’Osservatorio dell’Università, insieme a Giovanni Barone, responsabile servizio studi UBI Banca. E’ stata poi la volta dell’intervento delle istituzioni, rappresentate da due esponenti bresciani, Giorgio Girgis Sorial, vice capo di Gabinetto pentastellato del MISE, e dell’on. Maurizio Zipponi, consulente di politiche industriali. A seguire un focus sugli sviluppi “green” del settore basati su modelli di economia circolare e sull’uso delle rinnovabili guidato dall’Avvocato Andrea Gemma che ha condotto alla tavola rotonda, moderata da Ivan Losio, Partner di EY Sei Consulting Sfida 4.0, che ha visto le testimonianze di alcuni dei principali player ed esperti del settore, che hanno fornito la visione strategica del futuro della filiera: Benito De Filippis, Amministratore Delegato Mercedes-Benz Roma, Alessio Torelli, Responsabile Country Italy Enel X, Paolo Groff, CEO Gnutti Carlo Group, Roberto Olivi, Direttore Relazioni Istituzionali Comunicazione di BMW Italia S.p.A., Corrado La Forgia, Direttore Industriale Bosch VHIT, Mario Rocco – Partner Ey SpA, Transaction Advisory Services.

La ricerca svolta in collaborazione tra Osservatorio ed EY SEI Consulting Sfida 4.0, si è concentrata su un’analisi di tipo sia quantitativo sia qualitativo, affiancando ad un monitoraggio delle performance economico-finanziarie delle principali aziende del comparto, un’intervista diretta su un campione di 47 imprese “eccellenti”, per lo più bresciane, appartenenti a vari stadi della filiera, al fine di mappare aspetti rilevanti della gestione aziendale, evidenziare il grado di competitività e managerialità delle aziende e “captare” le prospettive di medio termine del mercato, viste con gli occhi di importanti player di settore che vivono questa realtà ogni giorno.

Il campione di aziende su cui si è focalizzato lo studio rispecchia la specializzazione delle imprese italiane nelle lavorazioni intermedie (cosiddette Tier 2) – progettazione e produzione di componentistica di alta precisione – oltre che nelle lavorazioni meccaniche, specializzazioni che rendono le aziende locali conosciute ed apprezzate sulla scena europea ed internazionale.

In generale dall’indagine è emerso un sentiment positivo, oltre l’80% vede grossi cambiamenti all’orizzonte ma non tutte hanno la completa percezione dello scenario che si sta delineando (ad esempio abbandono progressivo del diesel e integrazione dell’elettrico).

In generale si è osservata una diffusa vivacità, una rilevante propensione (o necessità) all’internazionalizzazione, una discreta diffusione dei sistemi di controllo di gestione, anche se non sempre adeguati ai cambiamenti attesi, la presenza di sistemi di gestione aziendale innovativi, il forte intervento sui processi di efficientamento, spesso dettato dai clienti finali (case madri). Sicuramente importante ma non di impatto rivoluzionario è considerata l’Industria 4.0; ridotta, invece, la valorizzazione della dimensione organizzativa, del capitale umano, dei processi formativi: positivo è il fatto che molte imprese ne sono consapevoli e che hanno dichiarato (in oltre il 35%) di voler investire in formazione, a fronte di una carenza di personale qualificato riscontrata da oltre il 45% delle aziende intervistate come ostacolo all’innovazione.

L’analisi quantitativa ha permesso di approfondire le performance economico-finanziarie delle aziende attive nelle lavorazioni intermedie, ponendo a confronto le tre principali Regioni dell’automotive italiano: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna. Dal confronto è emerso come tali aziende mantengano una redditività buona e in crescita nell’ultimo quinquennio (2013-2017), nonostante in alcuni casi si registrino indebitamenti elevati (situazione comunque in linea con la tipica condotta italiana).

La Lombardia è risultata più redditizia ma progredisce più lentamente, con indebitamento mediamente più alto ma ben sostenibile in termini strutturali e di costo.

Brescia, rispetto alla Lombardia, è risultata caratterizzata da una maggiore focalizzazione sul business tipico, da una buona marginalità, da indebitamento maggiore e da sostenibilità del debito analoga.

In chiusura la premiazione del Next Car Challenge, il contest promosso negli scorsi mesi da EY Sei Sfida 4.0, insieme all’Osservatorio, al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e con lo sponsorizzazione delle imprese Sei Consulting Srl, Galba Srl, OMB Saleri S.p.A., O.M.F.B. S.p.A., concorso finalizzato alla valorizzazione e diffusione delle idee di giovani tra i 18 ed i 35 anni relativo allo sviluppo dell’automobile nei prossimi 10 anni.

Formazione e consulenza aziendale, i percorsi inFinance arrivano a Brescia

in Economia/Formazione/Sei consulting by
Ivan Losio

Dal 2019, in aggiunta alle consolidate sedi di Milano, Padova e Bologna, i percorsi di inFinance saranno erogati anche a Brescia. La nuova sede era nell’aria, vista la provenienza dei suoi due direttori scientifici: Ivan Losio, partner EY, per l’area del controllo di gestione, e Ivan Fogliata, CEO di FSA, per l’area del corporate finance.

inFinance, attiva nella formazione e nella consulenza nella finanza aziendale, nel controllo di gestione e nell’analisi creditizia, si caratterizza per un approccio didattico estremamente diretto e pragmatico. Tutti i docenti sono analisti, consulenti e manager operativi in azienda: ciò consente di portare in aula l’esperienza concreta e quotidiana vissuta in ambito lavorativo.

inFinance, inoltre, si caratterizza per l’impegno nella diffusione della cultura finanziaria attraverso la produzione di working paper, approfondimenti e video liberamente disponibili sul proprio sito, la proposizione continua di Workshop di aggiornamento e approfondimento ad accesso libero e, soprattutto, la pubblicazione di una collana editoriale dal titolo “Keep it Simple!” giunta al momento al terzo libro.

A marzo inizieranno a Brescia i primi Master e Corsi, i quali saranno preceduti da due Workshop a partecipazione gratuita, che si svolgeranno il 2 febbraio presso Sfida 4.0, in loc. Flero, e che consentiranno di “toccare con mano” l’approccio di inFinance su due temi di particolare interesse per le aziende:

  • Le scelte di finanziamento, con un workshop guidato da Ivan Fogliata dal titolo “Quanto e quale debito?”
  • Il passaggio dalla definizione degli obiettivi alle misure di performance per valutare i risultati, con un workshop guidato da Ivan Losio dal titolo “La Balanced Scorecard, passare dalla strategia all’azione”

Il primo Master inizierà il 22 marzo ed è dedicato al Controlling, con l’obiettivo di inquadrare e delineare tale importante funzione nei suoi risvolti strategici e operativi. Il percorso è proposto in formula week end, con frequenza al sabato, e prevede 12 incontri d’aula e una giornata esperienziale nella digital factory EY Sfida 4.0, nell’ambito della quale i partecipanti avranno l’opportunità di vivere direttamente e concretamente le dinamiche di due imprese 4.0 (di produzione e di servizi).

Il primo Corso, invece, è dedicato all’analisi di bilancio ed inizierà il 15 marzo. Il percorso trasferisce logiche di analisi e coinvolge direttamente i partecipanti nella costruzione di modelli e strumenti immediatamente utilizzabili. Prevede, inoltre, un particolare focus sul rendiconto finanziario e sui temi speciali di analisi di bilancio.

Maggiori informazioni su Master, Corsi e Workshop disponibili sul sito di inFinance: www.infinance.it

Gestire l’impresa mantenendo l’armonia: lo studio fa luce sulle aziende-famiglia

in Aziende/Economia/Partner 2/Sei consulting/Tendenze by
La tavola rotonda, da sinistra Losio, Pasini, Sella, Pellenghi e Dell’Acqua

Riuscire a governare l’impresa conservando l’armonia familiare: questo il desiderio e questa la sfida per le imprese industriali bresciane che emerge dal libro Convivenze tra generazioni e passaggi di responsabilità nelle imprese industriali, edito da Franco Angeli e scritto da Achille Fornasini e Alberto Mazzoleni (rispettivamente docente di Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari e ricercatore di Economia Aziendale), con introduzione di Claudio Teodori (professore ordinario di Economia Aziendale). Il libro è stato presentato nel pomeriggio di martedì 4 dicembre 2018 in una gremita Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, in via San Faustino 74/b.

Il volume è il frutto di un lungo lavoro svolto dall’Osservatorio per lo sviluppo e la gestione delle imprese del DEM, coordinato dal prof. Claudio Teodori, che ha condotto negli ultimi anni una ricerca sul campo sulla continuità delle imprese familiari. Tale ricerca si è basata su un campione di 100 imprese della provincia di Brescia intervistate direttamente, e su di un campione di imprese lombarde raggiunte in parte con intervista diretta e in parte con un questionario online.

La pubblicazione del volume è stata preceduta da un convegno svoltosi nel febbraio 2017 sempre al Dipartimento di Economia e Management, e dalla costituzione, presso l’Osservatorio, di un Laboratorio permanente sul tema del passaggio generazionale, diretto dal prof. Alberto Mazzoleni. Inoltre, l’ambito territoriale della ricerca si è gradualmente esteso al di fuori del territorio bresciano.

Tra gli aspetti della ricerca, Fornasini si è concentrato sulle sfide per il futuro attese dagli imprenditori. Le principali sfide: per il 73% sviluppare nuovi prodotti e servizi, per il 58% entrare in nuovi mercati, per il 40% ricercare sinergie industriali/aprire il capitale. Ma anche attrarre risorse umane qualificate, gestire le nuove tecnologie e, in generale, recuperare competitività.

Dall’analisi del prof. Mazzoleni è emerso con chiarezza che le aziende familiari «evolute» (con presenza di manager esterni nei Consigli, utilizzo di strumenti manageriali tra cui il controllo di gestione, apertura al capitale per lo sviluppo) hanno performances economico-finanziarie migliori rispetto al campione.

Ha ribadito il concetto anche Roberto Del Giudice, Partner del Fondo Italiano D’investimento Sgr Spa, la società   partecipata per il 43% da Cassa Depositi e Prestiti che ha come obiettivo il supporto allo sviluppo e ai percorsi di crescita alle PMI italiane.

Oltre alla presentazione del libro, punto di forza del convegno del 4 dicembre una tavola tra imprenditori bresciani e non coordinata da Ivan Losio (partner di EY Sei Consulting, sponsor tecnico della ricerca, che ha condotto un rilevante numero di interviste), con punti di vista differenti sul tema in funzione della specifica esperienza aziendale: “Con questa tavola rotonda volevamo capire se la continuità si può programmare per tempo e come aiutare le imprese in questo difficile passo” ha spiegato Losio.

La tavola rotonda è dunque stimolata dalla esperienza di Metal Work, eccellenza bresciana nella produzione di valvole raccontata dal consigliere delegato Valentino Pellenghi: “Erminio Bonatti, il fondatore e titolare, era convinto, profondamente, che si può ereditare la proprietà di un’impresa ma non si può ereditare la capacità di gestirla. Per questo motivo, ha definito il suo passaggio generazionale il progetto più difficile della sua vita: dopo essere partito nel 1967 con un solo operaio e aver lasciato la guida del Gruppo a 180 M€ di ricavi e quasi 50 società, delle quali 25 presenti nel mondo, con oltre 1.100 collaboratori. Bonatti muore il 10 novembre 2017 e il 26 ottobre dello stesso sanno si spossessa di tutto quello che gli appartiene: case, attività finanziarie e la sua amata e adorata società. Lascia il mondo senza possedere più nulla affidando la gestione del suo patrimonio ad un insieme di persone e regole, ricorrendo allo strumento del Trust, nella consapevolezza e nella speranza che questo schema duri nel tempo, mantenga viva e competitiva l’azienda e dia ai suoi eredi gli stessi privilegi che Lui ha saputo garantire nel tempo”.

A seguire gli interventi di Giuseppe Pasini, Presidente AIB e Presidente Feralpi Holding, nonché prefatore del volume, che ha sottolineato la necessità di gestire in modo anticipatorio i passaggi, anche avvalendosi delle competenze trasversali dei giovani di oggi, e ha aggiunto: “l’associazione può e deve aiutare gli imprenditori stimolando il dibattito e lo scambio di esperienze, organizzando momenti di confronto come quello di oggi” .

Poi Federico Sella a.d. di Banca Patrimoni Sella (famiglia di imprenditori e banchieri dal 1700, già sponsor della ricerca) che ha raccontato come nella esperienza di famiglia sia fondamentale il coraggio di innovare da una generazione all’altra per garantire cambiamento e crescita.

Infine l’intervento di Matteo Dell’Acqua, neo presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia che ha evidenziato il ruolo dei giovani e dell’Associazione nel supportare le nuove generazioni di imprenditori ad inserirsi in azienda in maniera proficua.

La Gefran di Brescia riceve il premio Best Job 2019 in Italia

in Economia/Gefran/Tendenze by
Patrizia Belotti di Gefran

Gefran, multinazionale italiana specializzata nella progettazione e produzione di componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali, ha conseguito il premio Best Job Italia per la categoria elettronica ed elettrotecnica. Il premio viene assegnato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ITQF, in partnership con La Repubblica Affari & Finanza, a seguito di uno studio sulle eccellenze in ambito di cultura aziendale, welfare e opportunità di carriera.

L’ITQF, che fa capo al gruppo Hubert Burda Media, leader di employer branding nei Paesi di lingua tedesca, lo ha realizzato considerando 2.500 tra le aziende italiane con il maggior numero di dipendenti. La classifica è il risultato dell’integrazione ed elaborazione dei dati raccolti attraverso social media listening, ovvero l’individuazione e la valutazione di ciò che viene detto nelle diverse fonti web (social media, blog, forum, portali news, ecc.), e questionari compilati dalle aziende.

Il social media listening ha rilevato commenti su cultura aziendale e carriera per un totale di oltre 360.000 citazioni in un arco temporale di sei mesi.

“Questo riconoscimento è la conseguenza delle azioni che Gefran intraprende con costanza per rendere significativa l’esperienza di lavoro delle proprie persone”, ha dichiarato Patrizia Belotti, Chief People & Organization Officer di Gefran. “Siamo particolarmente orgogliosi che questo risultato sia l’esito di una ricerca oggettiva, svolta da un istituto autorevole, sulla nostra reputation anche nel mondo digitale”.

Gefran (www.gefran.com) è una multinazionale italiana, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi e componenti per l’automazione ed il controllo dei processi industriali. Opera direttamente sui principali mercati internazionali attraverso filiali commerciali in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Spagna, Turchia, Stati Uniti, Brasile, Cina, Singapore e India, e tramite filiali produttive in Germania, Svizzera, Brasile, Stati Uniti e Cina. Il Gruppo Gefran conta oltre 800 dipendenti.
Know-how specialistico, flessibilità progettuale e produttiva, capacità d’innovazione e qualità dei processi e dei prodotti sono i fattori chiave del successo di Gefran. L’assoluto controllo della tecnologia di processo e il know-how applicativo consentono, inoltre, a Gefran di realizzare strumenti e sistemi integrati per specifiche applicazioni in diversi settori industriali: dalla lavorazione delle materie plastiche, all’industria alimentare e farmaceutica, alle macchine per imballaggio o per pressofusione.
Gefran è quotata al segmento FTSE Italia STAR.

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