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Torna il bando regionale Impresa Sicura

in Bandi/Economia/Mauro Parolini/Personaggi/Zone by
Nella foto: Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia​​, Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di commercio di Milano - www.bsnews.it

“Riaprirà il 14 novembre prossimo le terza edizione di ‘Impresa Sicura’, il bando regionale rivolto a commercianti e artigiani che permette di ricevere fino a 5000 euro di contributo a fondo perduto per sostenere l’acquisto e l’istallazione di sistemi innovativi di sicurezza nelle loro attività”. È quanto ha annunciato stamane in una nota l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini.

“Grazie all’impegno di Regione Lombardia e a quello del Sistema Camerale – ha dichiarato Parolini – le risorse disponibili superano gli 1,5 milioni di euro e vanno a finanziare un’iniziativa molto importante ed attesa, che nelle due precedenti edizioni ha permesso di sostenere quasi 1300 imprese attraverso l’erogazione di contributi che hanno generato quasi 9 milioni di euro di investimenti in sicurezza su tutto il territorio lombardo”. “Il pensiero va in particolare ai negozi di vicinato, che – ha sottolineato l’assessore – sono spesso esposti ad odiosi episodi di microcriminalità. Abbiamo deciso di rilanciare il nostro sostegno al comparto e rimarcare con forza la vicinanza ai titolari di esercizi commerciali e agli artigiani, soprattutto in un momento in cui si intravedono i primi timidi segnali di uscita dalla crisi dei consumi”.

“Questo importate impegno economico per Impresa Sicura – ha concluso Parolini – è inserito in un ampio contesto di iniziative e di incentivi economici che l’assessorato allo Sviluppo economico ha messo in campo per il settore del commercio. E che si uniscono a quelle contro la desertificazione commerciale, il sostegno degli interventi di riqualificazione e sicurezza degli esercizi commerciali e la valorizzazione di quei negozi e reti commerciali che si sono distinti per la capacità di generare attrattività con iniziative di marketing e strategie di vendita innovative”.

Il ministro Poletti lunedì a Pontevico per festeggiare la Scalvenzi

in Cooperative/Economia by
Ministro Poletti - foto dal Web

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti lunedì 30 Ottobre 2017 sarà tra gli ospiti del pomeriggio di celebrazioni per il 35° anno dalla nascita della Cooperativa Scalvenzi. L’appuntamento è alle ore 14.30 nella sede a Pontevico in via Strada Francesca II Tronco, 95, a fianco dell’uscita dal casello A21 di Pontevico.

Il pomeriggio si apre con un breve saluto del Presidente di Scalvenzi, del Sindaco di Pontevico e dei
rappresentanti di Lega Coop e Confcooperative. A seguire due tavole rotonde moderate dal Direttore del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini, alle quali parteciperanno il Ministro, alcuni dei principali esponenti del mondo della cooperazione e le più grandi realtà del settore della raccolta differenziata dei rifiuti. Successivamente il Ministro Poletti incontrerà alcuni imprenditori e rappresenti delle Associazioni di categoria.

La Cooperativa Scalvenzi nasce nel 1982 a seguito della crisi della Fratelli Scalvenzi Snc, storica azienda
della Famiglia Scalvenzi operante a Pontevico da decenni e marchio noto e consolidato nel mondo per la
produzione di macchine agricole. Negli anni successivi la Cooperativa inizia a guardare al settore dell’ecologia e della raccolta dei rifiuti. Nel 1988-1989 la Cooperativa Scalvenzi acquista la Tecneco, piccola realtà che produce compattatori per rifiuti, e nel giro di qualche anno cesserà la produzione di macchine agricole, specializzandosi appunto nel settore dei rifiuti. In tempi più recenti è da segnalare, fra il 2012 e il 2013, la partecipazione della Cooperativa alla costituzione di una start up innovativa per la produzione dello scooter elettrico ME. La cooperativa nel 2017 ottiene significativi risultati commerciali: amplia e consolida il proprio mercato al Nord e raggiunge il fatturato di quasi 9 milioni di euro.

Edilizia, stabile il mercato della casa a Brescia nel 2017

in Economia/Edilizia by
Tecnocasa - immagini da ufficio stampa www.bsnews.it

Nella prima parte dell’anno i valori immobiliari di Brescia sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,3%). A Crocifissa di Rose si registra una diminuzione dei prezzi delle tipologie medio – usato nella prima parte del 2017. Infatti la maggioranza delle compravendite si è concentrata sulle tipologie più signorili con un budget più elevato (200-300 mila €) oppure su piccoli tagli da mettere a reddito grazie al ritorno degli investitori. Questi ultimi infatti si sono orientati su bilocali intorno a 100 mila €: in zona infatti esiste una buona domanda di immobili in affitto alimentata da studenti e da coloro che lavorano presso gli Spedali Civili di Brescia e presso l’istituto clinico città di Brescia. Piace anche il fatto che ci siano vicine due fermate della metropolitana (San Faustino e Mompiano). Si ricercano tipologie già arredate, un bilocale costa 450-500 € al mese, un trilocale 500-600 € e un quadrilocale 600-650 €. Il contratto più utilizzato è quello a canone concordato con cedolare secca.

Crocifissa di Rose offre condomini degli anni ’50 che, in buono stato, costano 1700-2000 € al mq. Si tratta di immobili costruiti con criteri architettonici di medio alto livello e quasi sempre dotati di portineria.  Non lontano dagli Spedali Civili sorge Costalunga, zona prestigiosa che offre ville degli anni ’80-’90: i valori partono da 500 mila € per le bifamiliari e arrivano a 1,5 milioni di euro per quelle singole. Sono stabili i prezzi immobiliari della zona di Mompiano e di Colle San Giuseppe mentre sono in diminuzione quelli del Villaggio Prealpino. Mompiano è un quartiere servito, centrale e con un’offerta abitativa che spazia dalle soluzioni indipendenti di prestigio agli appartamenti in palazzine. Le prime si concentrano prevalentemente nella zona periferica di Colle San Giuseppe. La maggiore distanza dal centro città e la bassa presenza di servizi hanno determinato un calo delle richieste. Le quotazioni sono di 2000 € al mq. Mompiano, dove acquistano anche coloro che vivono in altri quartieri, è apprezzata perché offre aree verdi ed appartamenti più recenti. I prezzi si aggirano intorno a 1400 € al mq.

In calo i valori immobiliari nel Villaggio Prealpino dove si segnala un mercato prevalentemente interno. Si trovano soprattutto soluzioni “Padre Marcolini” costruite alla fine degli anni ‘50 e che incontrano meno il favore degli acquirenti considerando anche il fatto che il quartiere è anche più periferico, nonostante sia ben collegato con la metropolitana. Al contrario hanno tenuto il valore le soluzioni simili che si trovano invece a Villaggio Montini proprio perché più centrale. Qui si trovano soluzioni indipendenti di 70-80 mq che ristrutturate sono acquistabili a 180-190 mila € mentre da ristrutturare si valutano 140mila €. In questa prima parte dell’anno si segnala anche una buona parte di acquisti ad uso investimento oltre che di prima casa. La zona infatti vanta la presenza di Ospedale ed Università e di conseguenza si registra una buona domanda di locazioni da parte di studenti provenienti da altre città e dalle valli bresciane e da parte di lavoratori fuori sede. Gli investitori impiegano cifre medie di 60-90 mila €. Per un bilocale si spendono intorno a 400-450 € al mese, per una stanza singola 100-150 € al mese. Si stipulano contratti transitori e a canone libero.

Prezzi in lieve aumento nelle zone di S. Anna e Villaggio Badia e Violino sulle tipologie usate ed in buono stato dal momento che, in zona, non è presente molto nuovo e spesso ha quotazioni non sempre alla portata dei potenziali acquirenti. Il mercato in entrambi i quartieri è costituito da acquirenti alla ricerca di prima casa, possibilmente soluzioni indipendenti e con basse spese condominiali. S. Anna è il quartiere più vetusto dove prevalgono i condomini senza ascensore e, per questo, si apprezzano soprattutto i primi piani. Il prezzo di una soluzione in buono stato si aggira intorno a 1100 € al mq, da ristrutturare siamo intorno a 600-800 € al mq. In quest’area prevalgono le tipologie Ina Casa e in edilizia cooperativa.

A Villaggio Badia e Villaggio Violino prevalgono le villette bifamiliari: il trilocale disposto su un piano unico da 70-80 mq e completamente da ristrutturare costa tra 90 e 110 mila €, se ristrutturato l’esborso sale a 125-140 mila €. Esistono poi tipologie più ampie disposte su due livelli per un totale di 110 mq e con giardino su 3 lati che, da ristrutturare, costano 160-175 mila € e ristrutturate valgono 170-185 mila €. L’area di Sant’Anna è caratterizzata da palazzine ed appartamenti dal valore di 600 € al mq (da ristrutturare), ma offre anche soluzioni Ina Casa da 80 mq il cui prezzo, se ben tenute, si attesta su 115 mila €. La domanda di soluzioni in affitto è buona, alimentata soprattutto da coppie giovani. Si stipulano soprattutto contratti a canone libero con cedolare secca. Il canone di un bilocale si attesta su 400 € al mese, quello di un trilocale su 500 € al mese, mentre per una villetta si spendono circa 650 € al mese.

Sono stabili le quotazioni immobiliari a Chiesanuova, La Noce e Folzano, in lieve ribasso nella zona di Villaggio Sereno nella prima parte dell’anno. La motivazione della contrazione dei valori va ricercata nel fatto che quasi sempre le abitazioni devono essere ristrutturate e nella maggiore offerta presente in zona causa un ricambio generazionale in atto. Si registra comunque un mercato attivo, è in crescita infatti il numero di richieste e di compravendite in questa zona della città. A comprare sono quasi esclusivamente persone in cerca della prima casa, si tratta sia di coppie e famiglie al primo acquisto e sia di persone che necessitano di una soluzione migliorativa. In zona Chiesanuova l’offerta immobiliare è di qualità bassa, con immobili popolari ex Ina Casa ed Ex Ferrovie le cui quotazioni si aggirano intorno a 800-1000 € al mq. Acquistano prevalentemente persone con bassa disponibilità di spesa. Piace sempre Villaggio Sereno quartiere più ambito dove la quasi totalità dell’edilizia riguarda villette di tipo “Padre Marcolini” realizzate tra gli anni ’60 e ’70, accanto a cui ci sono sporadiche palazzine di piccole dimensioni. Le quotazioni della zona per un usato in buone condizioni oscillano intorno a 1000-1300 € al mq.
Il quartiere La Noce è prettamente residenziale e vede la presenza di casali di fine ‘800 ed inizi ‘900, quasi sempre ristrutturati e valutati in buono stato 280 -300 mila €. Folzano è una zona leggermente distaccata e più decentrata, dove prevale un’edilizia di tipo economico-popolare e villette realizzate a partire dalla metà degli anni ’80. Sono presenti inoltre degli immobili di nuova costruzione.

Vietnam, Brescia esporta per 17 milioni di euro

in Associazioni di categoria/Camera di commercio/Economia/Export by

“Percorso Vietnam”: opportunità di business per le aziende lombarde nel Paese asiatico. Promos, azienda speciale per le attività internazionali della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sta seguendo un percorso di internazionalizzazione per 17 imprese lombarde che operano nei seguenti settori: infrastrutture e costruzioni, design, arredo, agroalimentare e agroindustria, meccanica, farmaceutico, chimico e cosmesi, ambiente, energia e sviluppo sostenibile, moda e tessile. Le imprese sono di Bergamo, Brescia, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese. Si tratta di un percorso in varie tappe sull’internazionalizzazione finalizzato ad approfondire la conoscenza e la penetrazione su un mercato considerato strategico per le aziende lombarde (per altre iniziative: http://www.promos-milano.it/).

“La Lombardia – commenta il Vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala – conta 830 mila imprese su 10 milioni di abitanti e la gran parte delle aziende che hanno superato la crisi economica sono quelle che in passato hanno operato anche con l’estero. Per questo l’internazionalizzazione non è solo un’opportunità, ma una vera necessità per la valorizzazione delle imprese sul nostro territorio. La scelta del Vietnam ci è stata segnalata dal nostro tessuto imprenditoriale e per questo abbiamo voluto cogliere questa opportunità, che ha poi avuto maggiore impulso in seguito alla visita dello scorso anno del Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, Trần Đại Quang, il quale ci ha fatto capire di considerare la nostra regione un partner non secondario”.

L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito del progetto “Percorsi di accompagnamento in mercati strategici per il sistema economico lombardo”, voluto da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia e realizzato da Promos – azienda speciale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi per le attività internazionali, ha dato la possibilità a 180 imprese di tutte le province lombarde di incontrare 1200 operatori in Sud Africa, Marocco, Iran (2 tappe), Kenya, Stati Uniti, Canada, Cina, Argentina e Vietnam per un totale di 1350 incontri b2b.

“La nostra profonda conoscenza dei mercati esteri e dei giusti interlocutori con cui far entrare in contatto gli imprenditori ci ha permesso di realizzare questo progetto che ha aiutato 180 imprese lombarde a fare business internazionale – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente di Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionali della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi – Attraverso 1062 incontri b2b, che hanno coinvolto circa 1200 operatori di 9 diversi paesi, abbiamo creato i presupposti per sostenere nel modo più efficace i processi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese lombarde”.

Lombardia, con il Vietnam business da 1,2 miliardi nei primi sei mesi del 2017, secondo una elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati Istat. Cresce l’export (+13%) e l’import (+14%). Si esporta per 154 milioni e si importa per un miliardo. Prima Milano con 880 milioni di import e 67 milioni di export. Seguono per import Bergamo e Mantova con 19 milioni ognuna. Per export Brescia con 17 milioni e Varese con 16. Principali settori: il manifatturiero (978 milioni di import e 152 di export). In particolare, si importano computer e apparecchi elettronici con 790 milioni e moda per 78. Si esportano macchinari (68 milioni), moda (18 milioni) e apparecchi elettrici (14 milioni).
Italia, con il Vietnam business da 2,3 miliardi nei primi sei mesi del 2017, secondo una elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati Istat. Cresce l’export (+18%) e l’import (+13%). Si esporta per 596 milioni e si importa per 1,7 miliardi. Prima la Lombardia con un miliardo di import e 154 milioni di export. Seguono per import Veneto (180 milioni), Emilia Romagna (115), Piemonte (104). Per export Veneto (139 milioni), Emilia Romagna con 91 milioni, Toscana (74 milioni). Principali settori: il manifatturiero (1,5 miliardi di import e 581 di export). In particolare, si importano computer e apparecchi elettronici con 794 milioni e moda per 322 milioni. Si esportano macchinari (188 milioni), moda (159 milioni), alimentari (43 milioni), apparecchi elettrici (40 milioni).

Cna, detrazioni fiscali edili in credito d’imposta cedibile per tutti

in Associazioni di categoria/Cna/Economia/Edilizia/Eleonora Rigotti/Partner 2/Personaggi by

Cna, detrazioni fiscali edili in credito d’imposta cedibile per tutti. Va estesa a tutti i soggetti la possibilità di trasformare le detrazioni fiscali per i lavori edili in credito d’imposta cedibile alle banche da parte di famiglie e imprese in cambio di liquidità. Già lo scorso anno CNA aveva lavorato perché tale possibilità venisse applicata; la Legge di Bilancio 2017 l’aveva, tuttavia, riservata solamente agli “incapienti”, cioè a coloro che dichiarano redditi entro le soglie della “no tax area”, e solo per i lavori di efficientamento energetico nell’ambito dei condomini. Ora, con l’avvio dell’iter di approvazione della Legge di Bilancio 2018, «a livello nazionale, e locale per quanto nelle nostre forze, CNA sta spingendo per l’ampliamento della platea di soggetti che possono beneficiare della cessione del credito d’imposta per lavori edili – dichiara Eleonora Rigotti, presidente di CNA Brescia -. È la strada maestra per consentire alle famiglie e alle imprese di ottenere liquidità per poter realizzare l’investimento sulla propria abitazione, o sull’immobile aziendale, per il quale si ha diritto all’agevolazione fiscale».

Trasformare le detrazioni in credito d’imposta cedibile avrebbe come risultato, secondo le stime di CNA, la copertura del 42,5% dell’investimento che si intende realizzare per le ristrutturazioni (invece di una detrazione del 50% spalmata su 10 anni) e del 55,2% dell’investimento per le riqualificazioni energetiche (invece di una detrazione del 65% in 10 anni). Un calcolo effettuato considerando un tasso del 3,6% per i mutui offerti dalle banche per questo tipo di spese.

Il settore edile è stato, come è noto, tra quelli che più duramente nel Bresciano è stato colpito dalla crisi. Nel 2009 erano attive nelle costruzioni 15.521 imprese artigiane; nel 2016 lo erano 13.393, un crollo del 13,7% (elaborazione Centro Studi CNA su dati Movimprese).
«Quella che stiamo chiedendo è una misura che potrebbe far ripartire gli investimenti sul patrimonio edilizio bresciano da parte di famiglie e imprese, generando opportunità di lavoro per la filiera edile, migliorando la qualità della vita delle persone e la sostenibilità ambientale del nostro patrimonio edilizio – conclude la presidente Rigotti -. È una leva potente per rimettere in moto il mercato, aprendo le porte a lavori che calzano perfettamente alla taglia delle micro e delle piccole imprese».

Ubi Banca lancia un bond senior benchmark a 5 anni

in Banche/Economia/UBi by

Ubi Banca ha lanciato con successo un’emissione obbligazionaria senior unsecured benchmark a 5 anni a tasso fisso per un ammontare di € 750 milioni, a valere sul Programma EMTN del Gruppo. Nel corso della mattinata di ieri  sono stati ricevuti ordini da circa 100 investitori, per un totale di oltre € 1,2 miliardi.

L’allocazione finale ha visto la sottoscrizione per il 27% da parte di investitori italiani e il restante 73% da investitori esteri, con forte presenza di investitori francesi pari al 51%. E’ stata prevalente la sottoscrizione da parte dei Fondi d’investimento (83%), seguita da quella delle Banche & Private Banking (12%) e di altri investitori (5%). L’affluenza degli ordini ha permesso di ridurre gradualmente, durante il processo di collocamento, lo spread inizialmente annunciato a MS + low 70s bps, consentendo di prezzare l’operazione a 62 punti base sopra il tasso mid-swap a 5 anni, con una cedola di 0,75% pagabile in via posticipata il 17 ottobre di ogni anno. Il prezzo di riofferta è stato fissato in 99,474% e il relativo rendimento a scadenza pari a 0,858%.

La data di regolamento sarà il 17 ottobre 2017. La data di scadenza è fissata al 17 ottobre 2022. I Joint Bookrunners incaricati della distribuzione del titolo sono: Commerzbank, Deutsche Bank, JP Morgan, Nomura, Société Générale e Unicredit.

Tesla apre a Brescia la 26° Supercharger

in Automotive/Economia by
Tesla supercharger - immagine da ufficio stampa www.bsnews.it

Dopo le aperture di Palmi e Trento, la rete Tesla continua ad espandere, Tesla continua ad espandere la sua rete di ricarica veloce con l’apertura del 26° Supercharger in Italia a Brescia.

I Supercharger Tesla sono stazioni di ricarica che permettono di ricaricare Model S e Model X in pochi minuti. Sono progettati per la ricarica durante il viaggio, mentre la presa di casa rappresenta la modalità più comoda per la ricarica quotidiana. Con 12 colonnine disponibili, questo nuovo sito diventa la seconda stazione più grande d’Italia insieme al Supercharger di Dorno, dopo Aosta con le sue 14 colonnine. Situato all’uscita dell’autostrada Brescia Ovest della A4, è strategicamente posizionato per viaggiare dal Nord Ovest al Nord Est Italia, per esempio rendendo ancora più comodi i viaggi tra Milano e il Lago di Garda.

In Italia, le stazioni Supercharger si estondono da Aosta fino a Palmi (RC). In Europa, ci sono più di 300 stazioni Supercharger con più di 2000 coloninne, che si espandono dalla Norvegia settentrionale alla Spagna e nel Regno Unito.

La Boglioli ammessa al concordato preventivo

in Aziende/Crisi/Economia/Fallimenti by
Boglioli ammessa al concordato preventivo - immagine dal Web

Boglioli comunica che il Tribunale di Brescia, con provvedimento depositato lunedì 25 settembre 2017, ha ammesso la società alla procedura di concordato preventivo convocando inoltre l’adunanza dei creditori per il 18 gennaio 2018. L’ammissione da parte del tribunale è un passo fondamentale nell’ambito del rilancio dell’azienda – si legge nella nota ufficiale -, attraverso il quale gli organi della procedura hanno ritenuto il piano presentato, supportato dal nuovo azionista PHI Industrial Acquisitions, meritevole di essere sottoposto al voto dei creditori, che avranno l’ultima parola al riguardo.

I nuovi fondi per il rilancio dell’azienda, già impegnati da parte del nuovo socio, saranno sbloccati e messi a disposizione dell’azienda non appena intervenuta l’omologa del concordato. Inoltre, la società rende noto che tutte le deleghe operative sono state conferite al nuovo Presidente, Francesco Russo, come naturale avvicendamento con Andrea Perrone (chiamato dal precedente azionista WISE Sgr a gestire l’azienda nel difficile momento), in seguito al cambio di azionariato (100%) avvenuto lo scorso mese di luglio, quando PHI Industrial Acquisitions è subentrato nella veste di nuovo azionista di controllo della società.

“In questi primi mesi di lavoro abbiamo già potuto toccare con mano l’enorme potenziale che Boglioli ha nei principali mercati mondiali, grazie alla forza del suo brand e all’eccellenza del suo prodotto, e siamo entusiasti di lavorare con tutte le nostre forze ed energie per riportare l’azienda tra i leader nel mondo nel capospalla e nell’eleganza maschile”. Francesco Russo dal 2014 fa parte del team del fondo PHI Industrial Acquisitions in Italia, ed ha una forte esperienza manageriale nel campo della moda e del tessile, avendo recentemente ricoperto, tra l’altro, i ruoli di direttore generale di La Perla, e di Presidente e Amministratore Delegato di Mascioni. Andrea Perrone, in accordo con i nuovi azionisti che lo ringraziano per il suo operato, continuerà a sedere nel Consiglio di Amministrazione di Boglioli, proseguendo così il suo contributo per la società.

A Brescia gli anziani guidano un’impresa su 20

in Economia by
Anziani

Sono quasi 24 mila gli over 70 titolari di impresa individuale in Lombardia, pesano l’8,1% sul totale nazionale e sono il 5,8% delle piccole imprese attive in regione, oltre una su venti. Oltre 6 mila sono attivi a Milano, che è prima in regione seguita da Brescia (3.451 ditte con titolare over 70, 6% del totale imprese individuali), Mantova (2.604 e il territorio dove gli over 70 pesano di più, l’11,5%) e Pavia (2.306 e un peso dell’8,3%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro imprese al primo trimestre 2017 e 2012.

Gli over 70 in Italia: sono 293.715 le imprese individuali con titolare over 70 e pesano il 9,5% del totale delle imprese individuali attive nel Paese. E se il numero di imprese con titolare con più di 70 anni complessivamente diminuisce in cinque anni (da 297 a 294 mila), a favore di altre forme di impresa, cresce il peso degli over 70 che passano dal 9,1% al 9,5% mentre i titolari con meno di 30 anni passano da un peso del 5,8% al 5,2%. I nonni imprenditori si concentrano a Roma (13.567, 4,6% nazionale), Napoli (9.400), Bari (8.901) e Foggia (7.559) ma pesano di più a Caltanissetta e Viterbo (16%). Le donne sono il 28,1% dei titolari, superando il 39% ad Avellino, Udine e Pordenone, anche se sono più numerose a Roma (3.763), Napoli (2.579) e Foggia (2.482). Nati all’estero quasi un titolare su 60, con punte del 10,9% a Prato e 6,3% a Genova.

I settori di attività degli over 70. Sono l’agricoltura e il commercio i settori in cui opera il maggior numero di nonni imprenditori: rispettivamente 172 mila e 53 mila in Italia e 8 mila e 6 mila in Lombardia. A Milano è il commercio l’attività più scelta, 2.319 titolari su 6.279, oltre un terzo.

Ubi Banca torna (con successo) sul mercato dei covered bonds

in Banche/Economia/UBi by

UBI Banca ha fatto sapere in una nota ufficiale che ieri è stata effettuata “con successo un’emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite a 10 anni a tasso fisso per € 1,25 miliardi a valere sul Programma Covered Bond (OBG) da 15 miliardi di euro del Gruppo, garantito da UBI Finance S.r.l.”.

La data di regolamento – fa sempre sapere Ubi Banca – sarà il 4 ottobre 2017. La data di scadenza è fissata al 4 ottobre 2027. La cedola è pari allo 1,125%, equivalente a uno spread di 35 punti base sopra al tasso mid-swap a 10
anni ed è pagabile in via posticipata il 4 ottobre di ogni anno. Il prezzo finale (reoffer) è stato fissato a
99,167%. L’emissione ha visto la partecipazione di circa 80 investitori istituzionali con richieste per un totale di
oltre 1,9 miliardi di euro, con la seguente distribuzione geografica: Italia (46%), Germania e Austria
(30%), Francia (8%), Svizzera (5%), Paesi Nordici (4%), Benelux (3%), Regno Unito e Irlanda (2%) ed
altro (2%). L’allocazione per tipologia d’investitore è la seguente: fondi d’investimento (35%), banche
centrali (34%), banche (19%) ed assicurazioni (12%).

Il rating atteso dell’Obbligazione Bancaria Garantita (che ha come sottostanti 100% mutui residenziali
italiani di elevata qualità) è Aa2 (stabile) da parte di Moody’s e AA low da DBRS. I Joint Bookrunners incaricati della distribuzione del titolo sono: Banca IMI, Barclays, Credit Suisse, LBBW, Natixis, Santander.

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