Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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agosto 2019

Movida e shopping, nel Bresciano le imprese sono 17mila

in Cultura/Economia/Servizi by
Movida, foto generica da Pixabay

Sono 120 mila le imprese che nel 2019 in Lombardia sono legate al settore della movida, tra shopping, ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, musica ed eventi su 933 mila attive in Italia, stabili in un anno secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese 2018 e 2019. Danno lavoro a 559 mila addetti (+4% in un anno e +16% in cinque) su circa 3 milioni occupati nel settore in Italia (+3% e +11%) e generano un business da 42 miliardi su 150 a livello nazionale. Oltre 42 mila imprese hanno sede a Milano, quasi 17 mila a Brescia, circa 13 mila a Bergamo e 9 mila a Varese, 8.400 a Monza e Brianza, circa 6.500 a Pavia e Como. Crescono a Milano (+0,4% in un anno e +5,6% in cinque). Un settore femminile in cui le donne pesano oltre un terzo delle imprese, giovane e etnico con imprese giovani e straniere a quota circa 10%.

Milano prima in Italia per giro di affari e addetti del settore. Con business da 31 miliardi di euro su circa 150 miliardi nazionali, Milano è prima in Italia per ricavi, seguita da Roma (27 miliardi), Napoli (oltre 6 miliardi), Padova e Torino (circa 4 miliardi l’uno). Il primato di Milano si estende anche agli addetti, con 288 mila (+5% in un anno e +23% in cinque anni) su circa 3 milioni nel settore nel Paese, davanti a Roma (253 mila) e Napoli (133 mila). È terza invece per numero di imprese, 42 mila su 933 mila in Italia, dietro Roma, con 81 mila, e Napoli, con 61 mila.

Milano città. Sono 26 mila le imprese nei settori della movida, +1,2% in un anno, +13% in dieci anni, dalle 23 mila imprese del 2009. La maggior crescita dopo Expo, con +2,6% nel 2016 rispetto al 2015. Traina il settore di intrattenimento, divertimento e sport, con 1211 imprese, +38% in dieci anni, la ristorazione con 11 mila imprese +35%, cinema e musica con 1206 imprese +16%, viaggi con 820 imprese +12%, stabile il commercio costante a 12 mila imprese in dieci anni.

In Italia ci sono 933 mila imprese legate alla movida. Ai primi posti Roma con 81 mila (erano 80 mila un anno fa, +1% in un anno e + 7% in cinque), Napoli con quasi 61 mila, Milano con oltre 42 mila, Torino (31 mila), Bari (24 mila), Salerno (23 mila).

Tra i settori più numerosi: commercio (a Milano 18 mila imprese, 53 mila in Lombardia e 472 mila in Italia), bar e ristoranti (18 mila a Milano, 51 mila in Lombardia e 336 mila in Italia), attività di intrattenimento specializzate (2 mila a Milano, 6 mila in Lombardia, 44 mila in Italia). Poi ci sono le imprese legate a cinema e musica, 1429 a Milano, 2093 in Lombardia e 11 mila in Italia.

Buone vacanze, con le news di economia bresciana ci rivediamo il 26

in Economia/Tendenze by
Vacanze, foto generica da Pixabay

Brescia2.it è l’unico sito che si occupa interamente di economia bresciana in tutte le sue forme. Ci siamo da poco, ma siamo una realtà in continua crescita, con un numero sempre crescente di lettori interessati ad approfondire le tematiche dell’economia e della finanza, rigorosamente in chiave local.

Per consentire a chi lavora con noi di godere del meritato riposo, con agosto, ci prendiamo qualche giorno di pausa. Gli aggiornamenti torneranno regolari il 26 agosto.

Buone vacanze!

Zoomafia, la criminologia al servizio degli amici a 4 zampe

in Cultura/Economia/Formazione by

La zoomafia, termine coniato per indicare tutte quelle azioni economico-criminali che coinvolgono gli animali, è una piaga crescente nella nostra società, come dimostra il rapporto 2019 realizzato da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio LAV.

Nel 2018 i reati contro gli animali sono stati 8300 con 4.977 indagati. L’aumento è del 2,69%, sebbene ci sia stata una diminuzione del 2,80% dei denunciati. La crescita dei crimini contro gli animali è un dato importante al fine di sensibilizzare le procure ad aumentare il controllo su questo tipo di reati, per i quali è necessario laurearsi in criminologia e poi specializzarsi negli ambiti che riguardano proprio i diritti degli animali.

Il master in criminologia frequentabile online grazie a Unicusano offre ad esempio la possibilità di conoscere nel dettaglio le procedure per la prevenzione ed il controllo di crimini relativi alla sicurezza urbana, nella quale rientra sicuramente un’educazione alla tutela degli animali. La formula di studio e preparazione a distanza consente a chiunque di intraprendere il percorso accademico senza doversi spostare nei grandi centri universitari per completare il proprio percorso di studio.

I Dati

A causa del fenomeno della zoomafia in Italia ogni 55 minuti si apre un fascicolo giudiziario per reati che coinvolgono animali, raggiungendo così il numero considerevole di 26 reati al giorno.
I dati raccolti nel rapporto annuale riguardano 113 procure ordinarie e 25 procure dei tribunali dei minori. I minorenni sono in crescita tra gli indagati facendo registrare un picco d’aumento del 121% dei procedimenti e un + 54% degli indagati.
Da sottolineare anche che ben 4.600 provvedimenti rimangono verso ignoti e solo il 30% dei processi che vanno avanti arrivano a sentenza. Tra gli indagati, solo il 15% conclude la condanna e gli autori di questi gesti criminali vengono puniti solo in minima parte. La città più aggressiva d’Italia è Brescia, che si colloca al al primo posto con 486 reati denunciati. Seguono a distanza Udine con 209 procedimenti, Napoli con 197 denunce e Milano con 173 casi. Bisognerebbe intervenire sul territorio per sensibilizzare le persone e per fornire una maggiore assistenza al fine di scongiurare episodi evitabili grazie alla presenza di ufficiali preposti.

I reati più diffusi

Il maltrattamento degli animali è il reato più diffuso, con il 32.85% degli indagati. Segue l’uccisione senza necessità con il 31% ed infine l’abbandono o la custodia in luoghi non idonei con il 15,51%. Solo il 23% dei reati denunciati riguarda la pratica venatoria e seguono poi con percentuali minori, dovute anche ad una minore denuncia, l’organizzazione di corse di cavalli clandestine, i combattimenti tra animali e l’uccisione di animali altrui.

L’obiettivo del report annuale sulla Zoomafia è quella di diffondere tra i cittadini e gli organi di stato una maggiore consapevolezza su questi fenomeni illegali al fine di favorire la progettazione di interventi sempre più mirati a contrasto di questi reati. Non bisogna dimenticare infatti che dietro queste pratiche ci sono molto spesso organizzazioni criminali che potrebbero fomentare un radicamento di questi fenomeni contro gli animali.

 

Turismo e imprese, studio Confartigianato: il Garda è primo

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Tendenze/Turismo by

Nei giorni delle grandi partenze per le vacanze estive, l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia fa il punto sul turismo nella nostra Regione: «La Lombardia è una delle principali mete turistiche in Italia e il turismo rappresenta un’importante opportunità per oltre 32mila imprese artigiane lombarde a vocazione turistica – commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – si tratta di un mercato in continua crescita, a cui le imprese guardano con interesse e a cui possono offrire prodotti e servizi di qualità, ad alto grado di personalizzazione e spesso caratteristici di quel Made in Italy particolarmente apprezzato dai turisti: prodotti e servizi a valore artigiano, in grado di contribuire a rendere pienamente soddisfacente e memorabile una visita nella nostra Regione».

Le imprese artigiane che operano in attività economiche a vocazione turistica alla fine del I trimestre 2019 sono in Lombardia 32.388, pari al 13,3% dell’artigianato lombardo. Imprese che includono oltre ad attività specificamente turistiche quali alberghi e ristoranti, imprese operanti nei trasporti con 7.887 imprese (24,4% del totale), nell’Abbigliamento e calzature con 7.149 imprese (22,1% del totale), nelle Altre attività manifatturiere e dei servizi con 6.237 imprese (19,3% del totale). A Brescia sono 3.966 le imprese potenzialmente interessate da attività turistiche, l’11,7% sul totale dell’artigianato. Di queste, 908 di attività manifatturiere e dei servizi (il 22,9%) comparto prezioso che comprende attività dell’artigianato nella fotografia, cornici, gioielleria e bigiotteria, ceramica e vetro, lavorazioni artistiche del marmo, del ferro, del rame e dei metalli, cure per animali domestici, centri benesse e palestre. Sono invece 1.018 quelle si occupano di abbigliamento e calzature, 630 di agroalimentare, 320 di bar, caffè, pasticcerie, 690 ristoranti e pizzerie, 394 di trasporti. «I turisti in Lombardia hanno a disposizione laghi, montagne, città storiche, buon cibo e buon vino, prodotti locali dell’artigianato artistico, musei, monumenti e parchi – continua il presidente Massetti – un mix attraente che include anche l’alta moda e il design per cui la Lombardia è famosa nel mondo».
Dallo studio emergono le presenze turistiche: se Milano risulta la città più visitata della Lombardia, con 12 milioni e 059 mila presenze turistiche, a seguirla sul podio sono due mete bresciane, sul Lago di Garda: Limone sul Garda, con 1 milione 293 mila presenze turistiche e Sirmione, con 1 milione 237 mila presenze turistiche. Al quarto posto Livigno (SO), con 1 milione 183 mila presenze turistiche, tra i futuri protagonisti delle Olimpiadi Invernali 2026. La classifica prosegue poi ancora con la provincia di Brescia e Desenzano del Garda, con 890 mila presenze turistiche, Como (CO) con 709 mila presenze turistiche, Bergamo (BG) con 637 mila presenze turistiche, Manerba del Garda (BS) con 630 mila presenze turistiche, San Felice del Benaco (BS) con 597 mila presenze turistiche e Brescia (BS) con 591 mila presenze turistiche. Un’iniezione di ottimismo, dopo l’inizio di stagione tra alti e bassi, contando soprattutto che proprio l’area del Garda presa in considerazione conta 720 imprese potenzialmente interessate da attività turistiche.

Tra i 30 comuni di maggior richiamo dei turisti si osserva una crescita delle presenze rispetto a quelle rilevate l’anno precedente a Bormio (SO) (+28,3%), Como (CO) (+11,7%), Limone sul Garda (BS) (+9,6%), Porlezza (CO) (+8,0%), Toscolano-Maderno (BS) (+7,3%), Tignale (BS) (+5,8%), Griante (CO) (+3,8%), Segrate (MI) (+3,5%), Milano (MI) (+1,7%), Saronno (VA) (+1,2%) e Pieve Emanuele (MI) (+0,6%).
Infine, un focus ancora su Brescia evidenzia come nella nostra la quota di presenza di stranieri sia superiore ai due terzi e come il numero medio di notti trascorse sul territorio bresciano dai turisti si attesta a 4, sale a 5 per gli stranieri e scende a 2 per gli italiani. Una dinamica crescente e confortante quella del turismo nel corso degli ultimi 9 anni (2008-2017), fortemente determinata dall’aumento sia degli arrivi (+74,5%) che delle presenze (+52,0%) di turisti stranieri. I primi 10 Paesi esteri di provenienza dei turisti stranieri sono: Germania (42,9% dei turisti stranieri che visitano il territorio), Paesi Bassi (6,7%), Regno Unito (6,3%), Svizzera (4,8%), Austria (4,7%), Francia (4,6%), Belgio (2,7%), Danimarca (2,3%), Polonia (2,1%) e Russia (2,0%).

Prodotti per l’estate, l’export italiano vale 5 miliardi all’anno

in Tendenze by
Spiaggia, foto generica da Pixabay

Prodotti italiani per l’estate nel mondo: dalle attrezzature per fare sport all’aperto alle creme solari, dai gelati agli insetticidi, un business che supera i 5 miliardi in un anno e che cresce del 3,8% nel 2018. E nei primi tre mesi del 2019 l’export raggiunge già il valore di 1,3 miliardi circa, +3,8%.

I prodotti estivi più esportati in un anno. Il 38% dell’export va in prodotti di bellezza e creme solari per un valore di quasi 2 miliardi di euro, +5,2%. Seguono le attrezzature sportive con 903 milioni (17,6% del totale, +7%), le tute sportive e costumi da bagno con 805 milioni (15,7%, +5,8%) e gli insetticidi e disinfettanti per piante con 670 milioni (13,1%). In crescita l’export di gelati, +7,4%, che passa da 230 a 247 milioni.

Le maggiori destinazioni dell’export per prodotto. La Francia è la principale meta dell’export per molti prodotti: articoli per le feste (16,5% del totale), attrezzature per lo sport e il gioco all’aria aperta e per la pesca (14%), cartoline postali stampate o illustrate (21,9%), insetticidi e disinfettanti per piante (22,5%), tende, vele e articoli da campeggio (18%), biciclette (42,1%), prodotti di bellezza e creme solari (18,7%). Mentre la Cina è prima per attrazioni per fiere e giostre (15,5%), Hong Kong per tute sportive e costumi da bagno (18,5%), la Germania per gelati (19,8%), gli Stati Uniti per veicoli aerei non a motore (36%). Tra le destinazioni che crescono di più ci sono invece: Spagna per gli articoli per le feste (+58,1%), Regno Unito per le attrezzature sportive (+26,2%), Ungheria per quelle della pesca (+22,4%), Giappone per giostre e attrazioni da fiera (+316%), Canada per tute sportive e costumi da bagno (+17%), Repubblica Ceca per cartoline (da 4 mila a 269 mila euro) e tende, vele e articoli da campeggio (+56,7%), Grecia per insetticidi e disinfettanti per piante (+20%), Svezia per biciclette (+51,6%), Danimarca per gelati (+35,2%) e Hong Kong per prodotti di bellezza e creme solari (+36,6%).

Imprese balneari, sui laghi bresciani sono 47 (più 12%)

in Economia/Turismo by
Hotel con spiaggia privata a Limone del Garda

Estate e turismo, in Italia si contano 8.002 attività che gestiscono stabilimenti sulle spiagge dei nostri mari, sulle rive dei laghi e sulle sponde dei fiumi o noleggiano pedalò e canoe, un settore in crescita del +2,4% in un anno. Tra le province più attrezzate, Napoli batte Savona e si colloca al primo posto con 449 imprese, 5,6% italiano e +3% in un anno, seguita da Savona con 428 attività (5,3% del totale) e da Rimini con 423 (5,3%). Tra le prime dieci aree per numero di imprese, crescono soprattutto Cosenza (+7,6%), Salerno (+6,1%) e Latina (+6%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese al I trimestre 2018 e 2019.

Il settore in Italia per regione. Emilia Romagna (12,5% nazionale), Toscana (12,1%) e Campania (11,3%) le regioni che trainano il settore con rispettivamente 1.000, 966 e 903 imprese. Tra le regioni che crescono di più in un anno Umbria (+22,2%), Trentino (+15,4%) e Sardegna (+6,9%).

La Lombardia con 172 imprese cresce del 1,2% con Milano (60 sedi d’impresa che sono attive nel noleggio di barche) e i laghi che bagnano i territori di Brescia (47, +12%) e Como (18).

Barche made in Italy: l’export del settore nel 2018 supera 1,8 miliardi. Unione Europea (circa 603 milioni di euro e 32,8% del totale) e America centro-meridionale (435 milioni, 23,6% del totale e +16% tra 2017 e 2018) i principali clienti. Si è diretto verso gli Stati Uniti il 22,3% dell’export italiano per 410 milioni di euro (+37,5% in 1 anno). Tra i primi Paesi acquirenti anche Isole Cayman (210 milioni, 11,4%, +19,4% in un anno) e Malta (204 milioni, 11% del totale). In crescita anche Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Spagna. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat anni 2017-2018.

Terziario, secondo Aib la fiducia delle imprese rimane bassa

in Economia/Tendenze/Terziario by

Nel secondo trimestre del 2019 l’indice di fiducia delle imprese bresciane attive nel settore Terziario si è mantenuto sostanzialmente invariato rispetto ai minimi raggiunti nei primi tre mesi dell’anno. Nel dettaglio, l’indice si è attestato a 103,7, contro il 102,3 registrato fra gennaio e marzo e il 137,0 evidenziato nello stesso trimestre del 2018, in un contesto in cui la fiducia delle aziende bresciane operanti nei servizi appare penalizzata dalle persistenti preoccupazioni in merito alla possibile evoluzione a breve dell’economia italiana. A evidenziarlo sono i risultati della tradizionale Indagine congiunturale condotta dall’Ufficio Studi e Ricerche al secondo trimestre 2019.

La dinamica del comparto dei servizi riscontrata in ambito provinciale appare complessivamente coerente con il quadro nazionale, dove l’Indice PMI riferito al settore si è mantenuto, nel periodo tra aprile e giugno, di poco al di sopra della soglia che delimita l’espansione dalla contrazione, su livelli marginalmente inferiori rispetto a quelli sperimentati nei primi tre mesi del 2019 e significativamente più bassi di quanto evidenziato tra la fine del 2017 e la prima metà del 2018.
“I dati emersi nel secondo trimestre 2019 esprimono una sostanziale incertezza – commenta Paolo Chiari, Presidente del settore Terziario di AIB –: è chiaro che in un tale contesto le imprese hanno un approccio attendista, rimandando gli investimenti in attesa di un quadro maggiormente definito”.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i giudizi espressi dalle imprese sui tre mesi precedenti:
• il fatturato è cresciuto per il 37% delle imprese, con un saldo positivo del 21% tra coloro che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione;
• gli ordini e l’occupazione evidenziano anch’essi incrementi (saldi netti pari rispettivamente a +18% e a +13%);
• i prezzi dei servizi offerti continuano a caratterizzarsi per un’evoluzione tutto sommato piatta (saldo netto nullo), a conferma dell’assenza di rilevanti pressioni inflattive.
Per quanto riguarda le prospettive per i mesi a venire:
• il fatturato è atteso in crescita dal 37% degli intervistati, con un saldo positivo del 16% a favore degli ottimisti rispetto ai pessimisti;
• i saldi riferiti al portafoglio ordini (+11%) e all’occupazione (+18%) evidenziano risultati positivi;
• i prezzi dei servizi offerti si caratterizzano invece per un saldo negativo (-5%), a certificazione della limitata possibilità da parte degli operatori contattati di incrementare le tariffe proposte alla clientela.

Le opinioni delle imprese intervistate in merito alle prospettive sulla tendenza generale dell’economia italiana rimangono negative e contribuiscono quindi a deprimere l’indice di fiducia complessivo: il 3% si è espresso infatti in modo favorevole, il 21% ha una visione pessimistica, mentre il rimanente 76% ha indicato stazionarietà.

Turismo, un’azienda che per la Lombardia vale 49 miliardi di euro

in Economia/Turismo by
Turismo, foto generica da Pixabay

Ammonta a circa 49 miliardi in Lombardia il giro d’affari dei comuni turistici su 132 miliardi in Italia e sono 53 mila su 540 mila le imprese nei settori legati al turismo, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Principali comparti: commercio al dettaglio (24 mila in Lombardia su circa 274 mila in Italia), ristoranti (21 mila e 184 mila), ricettività (3 mila e 40 mila), attività sportive (quasi 3 mila e 26 mila), attività creative artistiche e di intrattenimento (1.500 e 9 mila),noleggio di auto biciclette e altri mezzi di trasporto (436 e 5 mila), servizi di biglietterie, di prenotazione e guide turistiche (260 e 2 mila), stabilimenti termali (12 e 131). Imprese che crescono in cinque anni in regione del 3% rispetto a  +1% in Italia.

Lombardia, crescono le imprese del turismo nelle città d’arte e nelle località montane, stabili i laghi. Le città d’arte prevalgono con 41 mila imprese, + 4,6% in cinque anni, seguite da località lacuali (6 mila imprese, stabili), località montane (3 mila imprese, +2%), località collinari (2 mila imprese), località termali con quasi mille imprese.

Località turistiche e business in Lombardia. Ammonta a circa 49 miliardi di euro in un anno, il giro d’affari dei comuni turistici in Lombardia, di cui 43 solo a Milano. Secondo i dati Istat, sono 15 le città d’arte lombarde, 12 le località collinari, 53 quelle lacuali, 38 montane e 9 termali, per un totale di 127 comuni turistici, che grazie ai flussi di visitatori mettono in moto oltre quasi 53 mila imprese del turismo. Sono 24 mila attività di commercio al dettaglio, 3 mila imprese della ricettività, 21 mila ristoranti, oltre 400 imprese di noleggio di auto biciclette e altri mezzi di trasporto, quasi 300 servizi di biglietterie, di prenotazione e guide turistiche, 4 mila attività di intrattenimento tra arte e sport e 12 stabilimenti termali. Brescia è la provincia con più località turistiche della regione (35), seguita da Bergamo (19) e Varese (17). Per business legato al turismo, dopo il capoluogo seguono comuni di  Bergamo con 1,9 miliardi di euro e di Brescia con 1,8 miliardi.

Prime regioni per business dell’accoglienza: Lazio con 74 mila imprese e Toscana con 61 mila. Dal punto di vita delle attività economiche che gravitano attorno ai comuni italiani meta di visitatori, il Lazio è la prima regione, dove si contano in tutto oltre 74 mila attività turistiche, in crescita del 7% tra 2014 e 2019. Seconda la Toscana con 61 mila imprese, seguita da Lombardia, che cresce del 3% in cinque anni e Emilia Romagna, entrambe con oltre 50 mila imprese.

I primati per settore. Per accoglienza negli alberghi e alloggi, ai primi posti Toscana, Trentino e Lazio con 5 mila imprese insieme a Emilia Romagna e Veneto con 4 mila, Lombardia con 3 mila. Si distinguono per la presenza di imprese attive nella ristorazione, oltre al Lazio con 24 mila, le località lombarde (21 mila), toscane (21 mila) e dell’Emilia Romagna (18 mila). Prime Lazio e Lombardia per il numero di attività legate all’intrattenimento, 1500 circa, con la Toscana che supera le mille attività. Per lo sport prime Lazio e Toscana con oltre 3 mila imprese, poi Lombardia e Veneto con circa 2 mila. Stabilimenti termali in Veneto e Campania (23 e 21). È nei comuni del Lazio e della Toscana, il più alto numero di imprese di noleggio di auto e biciclette, oltre 500 imprese.

Più località turistiche in Piemonte, Trentino, Veneto. È il Piemonte, la regione con il più alto numero di località turistiche, tra montagne laghi e turismo enogastronomico, i comuni tappa dei viaggiatori sono complessivamente 763 e in tutto 35.309 le imprese attive nei settori più legati al turismo, per un fatturato annuo complessivo di circa 4 miliardi di euro. Seguono in valori assoluti il Trentino Alto Adige (287 comuni e oltre 13 mila attività) e il Veneto (265 comuni, quasi 45 mila imprese).

Il giro d’affari per tipologia di comuni turistici  in Italia. Per le città d’arte il giro d’affari tra acquisti, cene fuori, alloggi  e intrattenimento supera complessivamente 101 miliardi di euro, per le località marine il business è di circa 15 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 3,3 miliardi delle località lacuali,  9 miliardi di euro alle località collinari e montane, quasi 3 alle località termali e 155 milioni di euro circa alle località religiose. Oltre il 70 % del business dei comuni turistici del Belpaese è assorbito da Lombardia (49 miliardi di euro), Lazio (circa 20 miliardi), Veneto (circa 14 miliardi), Toscana (9 miliardi) ed Emilia Romagna (7 miliardi). È quanto emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese, Aida – Bureau Van Dijk e su Istat.

Località turistiche in Italia. Dal mare alla montagna, collina, laghi e terme, passando per le città d’arte fino alle località religiose, le mete prese di mira dai turisti italiani e stranieri, che punteggiano la penisola italiana, sono in tutto 2.821, vale a dire un comune su tre in Italia. Secondo la classificazione Istat delle località turistiche  per l’elaborazione dei flussi di visitatori, si contano 350 città d’arte, 705 località collinari e 1.216 montane, 326 comuni marittimi e 130 lacuali, 90 località termali a cui si aggiungono 4 località religiose, che mettono in moto 540 mila imprese del turismo.

Semafori che si autoregolano attraverso veicoli connessi: l’Italia fa da pilota | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Innovazione/Rubriche by
Semaforo, foto generica

Uno dei più grossi inconvenienti della vita moderna delle città è il traffico, in particolare le interminabili file di macchine che si formano ai semafori lungo le strade cittadine e di scorrimento. Tutto questo oltre a non ottimizzare la preziosa risorsa del tempo costringe i cittadini a vivere una situazione di costante stress. Purtroppo con il crescere della popolazione urbana questo fenomeno non accenna a diminuire ma l’intelligenza portata dalla tecnologia permetterà nel futuro di migliorare se non risolvere del tutto questo “incubo metropolitano”.

Il primo esperimento al mondo di un semaforo stradale che si autoregola attraverso veicoli “connessi” è stato realizzato dall’Università della Calabria (UNICAL) con l’aiuto di smartphone commerciali comuni da parte di un team di ricercatori che lavorano per Unical e per Somos S.r.l., Start Up innovativa che opera anche nella città di Brescia. Il sistema che è stato sviluppato e sperimentato, parte dall’utilizzo di una semplice applicazione mobile per trasmettere la posizione e la velocità del veicolo al sistema che gestisce l’infrastruttura. Questa innovazione consente di reperire tutti i dati necessari in tempo reale.

I semafori potranno finalmente essere controllati senza costose infrastrutture in un modo più economico e diverso rispetto alla maggior parte di sistemi attuali, che rilevano i volumi di traffico solo in punti fissi. Le amministrazioni cittadine più innovative in tutto il mondo implementano una tecnologia di controllo dinamico basata sui dati provenienti dai sensori inseriti nella pavimentazione stradale. Sfortunatamente queste strutture si realizzano con un costo di intervento molto elevato.

L’esperimento, condotto, ha dimostrato come il controllo del segnale stradale in tempo reale possa essere eseguito attraverso smartphone comuni e reti cellulari standard esistenti. Il team di ricerca presso UNICAL e SOMOS ha studiato per molto tempo lo sviluppo di questo sistema utilizzando un laboratorio di simulazione dedicato. Le simulazioni hanno evidenziato la realizzazione di una logica cooperativa: anche se solo una minima parte dei guidatori vengono tracciati dalla piattaforma il beneficio di armonizzazione del traffico attraverso i semafori diventa un vantaggio per tutti.

Il sito sperimentale dedicato è stato allestito all’interno del Polo di Arcavacata che è il campus universitario più grande d’Italia. Durante l’esperimento tutti i conducenti sono stati sorpresi di “ricevere sempre la luce verde”: erano stupiti di poter guidare praticamente senza fermarsi agli incroci. Una post-analisi delle traiettorie ha dimostrato che in media ogni pilota è stato in grado di raddoppiare lo spazio viaggiato nello stesso tempo. I flussi di traffico all’incrocio erano aumentati di oltre il 100%, i tempi di viaggio ridotti di oltre il 70% e le velocità medie sono aumentate di oltre il 200% per ogni guidatore.

Questo sistema potrà diventare rapidamente una soluzione gestionale messa a disposizione sia delle grandi città che dei piccoli centri in una logica di servizio cloud proposta con un investimento contenuto e con rapidi tempi di implementazione.

Per maggiori informazioni: https://www.somos.srl

 

Street food, boom di imprese del settore in Lombardia

in Economia/Tendenze by
Street food, foto da Pixabay

Street food, tra sedi di impresa e localizzazioni sono quasi tre mila le attività specializzate in Italia di cui oltre 400 in Lombardia, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte registro imprese e crescono tra 2014 e 2019 del 48.8% a livello nazionale e del 96.3% in regione. Un settore in evoluzione dove rimane forte la presenza delle tradizionali rosticcerie e friggitorie ambulanti fino all’aperitivo. Si tratta soprattutto di piccole imprese in cui però lavorano quasi 4.500 addetti in Italia, il 12.5% dei quali (circa 500) in imprese lombarde.

Roma e Milano sono prime per attività, con circa 200 ciascuna, seguite da Lecce (133), Torino (131) e Napoli (98). Per crescita percentuale in cinque anni si distinguono Sondrio (da 1 a 8 imprese +700%), Reggio Calabria (da 5 a 17 imprese +240%), Lodi (da 4 a 12 imprese +200) e Varese (da 11 a 30 imprese +172,7%) anche se è Milano il territorio dove in numero assoluto le imprese crescono di più, circa 100 attività in più dal 2014, +109%. Un settore che vale 19 milioni in Italia, di cui oltre 3 milioni in Campania e Emilia Romagna, oltre 2 milioni in Lazio, in Sicilia e in Lombardia.

Lo street food in Lombardia. Sono 426 le attività, in crescita del 9% in un anno e del 96,3% in cinque e occupano circa 550 addetti. Milano è prima per sedi di impresa e unità locali specializzate, seguita da Monza Brianza (41), Brescia (31) e Varese (30) mentre i territori dove il settore cresce di più sono Sondrio (+14,3% in un anno e +700% in cinque), Lodi (+33,3%, +200% in cinque), e Varese (+11%, +173%) . Le imprese femminili pesano il 25% del settore e crescono del 94% in cinque anni mentre è uguale il peso di imprenditori giovani o nati all’estero, 19% ciascuno, con una crescita rispettivamente del +114% e +108%.

Lo street food in Italia. Sono 2.915 tra sedi di impresa, sedi secondarie e unità locali attive, crescono del 3,6% in un anno e del 49% in cinque. Roma è prima con 199 attività, Milano ne ha 194 ma è prima per attività aumentate tra 2014 e 2019, +101, segue Lecce con 133 imprese. Vengono poi Torino, Napoli, Catania e Bari. In cinque anni sono, invece, Sondrio, Savona, Trento, Reggio Calabria e Macerata a crescere di più, tutte sopra il +150%. Circa un’attività su quattro è un’impresa femminile (28%) e di giovani (21%) mentre gli imprenditori nati all’estero pesano il 12%. Le imprese femminili pesano di più a Crotone (75%), Ravenna (57%) e Benevento (56%), quelle giovanili a Terni (50%) e Bari (47%) mentre sono Prato (57%) e Massa Carrara (50%) i territori dove gli imprenditori “stranieri” sono più attivi nel settore.

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