Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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luglio 2019

Castenedolo, Dgs Srl contina a crescere e va verso i 3 milioni di fatturato

in Bilanci/Economia by

Ha iniziato a produrre nel 2015 e da allora – grazie alla qualità e alla voglia di ragionare come le grandi – i fatturati sono sempre cresciuti in doppia cifra percentuale. Con il risultato che già nel 2019 il bilancio potrebbe sfondare il muro dei tre milioni di euro.

E’ questa la parabola – tutta bresciana – di Dgs Srl, azienda di lavorazioni meccaniche con sede a Castenedolo nata quattro anni fa dall’incontro della famiglia Moreschi (Stefano e Giuseppe, insieme al padre Fabio) con Daniela Grandi, presidente del gruppo Marcello Gabana Holding e numero uno dei cavatori di Aib: i primi nei panni di portatori di know-how, la seconda nella veste di business angel, una figura piuttosto rara nella leonessa.

Un patto vincente, come dimostrano i numeri. Il primo anno di lavoro si è chiuso a quota 0,8 milioni di euro, poi passati nel 2016 a 1,2 e nel 2017 a 2, con i primi 16mila euro di utile. Nel 2018, quindi, il fatturato è stato di 2,57 milioni di euro (+28,5%), con 32mila euro di utile e un Ebitda del 14,7 per cento. Mentre nei primi sei mesi del 2019 le entrate sono già arrivate a 1,5 milioni, con la ragionevole prospettiva di raddoppiare a fine dicembre.

L’export vale circa il 10 per cento (i primi tre Paesi sono Austria, Germania  e Grecia). I dipendenti sono 20, con la prospettiva – mercato del lavoro permettendo – è quella di assumerne altri 3 entro fine anno. E gli investimenti (quasi 4 milioni dalla nascita) sono costanti: solo nei primi sei mesi del 2019, infatti, sono arrivati l’innovativo verticale Modula, il raddoppio del reparto saldatura con la nuova macchina Open Arc e il nuovo impianto di aspirazione.

A determinare questo successo, sul mercato, sono stati ovviamente prezzo, puntualità e precisione delle lavorazioni. L’azienda – specializzata in componenti per colata e laminazione, ma anche in meccaniche di precisione – è certificata per sicurezza, ambiente e qualità. E’ quest’ultimo, secondo l’ad Giuseppe Moreschi (fresco di master in Management e innovazione d’impresa a Isfor) uno dei segreti dell’espansione di Dgs. “Gli uffici acquisti – spiega – non considerano più solo il prezzo come discriminante per l’assegnazione della fornitura: determinante è il continuo dialogo, anche dal punto di vista tecnico, perché l’azienda possa ottenere componenti con il miglior rapporto qualità prezzo. E in questo ci aiuta anche il laboratorio di rilievi e controlli dimensionali, con sistemi Dea, che pochi concorrenti hanno”.

Ma a fare la differenza è soprattutto l’organizzazione interna, degna di una grande azienda. Oltre al capitale, infatti, Daniela Grandi ha portato in Dgs un modello di business avanzato, fondato su un progetto industriale a lungo termine, sul costante controllo di gestione, sulla pianificazione finanziaria e sulla continua formazione del personale (gli operai lavorano con il tablet in mano e per loro sono in arrivo corsi di inglese). Tutti elementi che nei giorni scorsi hanno portato Aib ad assegnare a Dgs il premio Eccellenza per le Pmi (nella categoria Crescita Dimensionale).

“Fare impresa oggi”, spiega Daniela Grandi, “è un’attività che continua a richiedere elevate competenze specifiche, di cui la famiglia Moreschi è portatrice. Ma per il resto la meccanica non presenta dinamiche diverse dagli altri settori. L’organizzazione e la pianificazione sono elementi decisivi per il successo, perché consentono di fronteggiare gli sviluppi del mercato e confrontarsi costantemente con i numeri. Ora”, conclude, “l’obiettivo è continuare a crescere diventando sempre di più un punto di riferimento nella nicchia in cui operiamo”. Ovviamente, aggiunge Moreschi, “procedendo un passo per volta, e commisurato alla gamba…”.

Economia, nel Bresciano 587 imprese in più tra aprile e giugno

in Economia/Tendenze by
Imprese in crescita

Tra aprile e giugno sono nate 1.727 imprese a fronte di 1.140 chiusure che hanno determinato un bilancio in attivo pari a 587 nuove realtà imprenditoriali.

Determinante, in questo trimestre, è stato l’andamento delle iscrizioni – in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno- mentre le cessazioni si sono mantenute in linea con quanto registrato lo scorso anno.

Bilancio positivo anche per il comparto artigiano che chiude il trimestre con 174 imprese in più quale risultato della leggera ripresa iscrizioni, rispetto allo periodo dello scorso anno, e del contestuale calo delle cessazioni.

I risultati positivi del periodo primaverile non sono stati, tuttavia sufficienti a recuperare parte della base imprenditoriale. Lo stock delle imprese registrate al 30 giungo si colloca, infatti, a 117.687 unità, in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

E’ questa la dinamica che emerge dall’analisi sulla natalità e mortalità delle imprese bresciane realizzata dal Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia e dell’Ufficio Studi e ricerche di AIB su dati Movimprese.

IL BILANCIO DEI SETTORI

Tra settori che vedono aumentare la propria base imprenditoriale si confermano le attività professionali e scientifiche (+ 174 imprese), tra le quali emergono le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale e le altre attività di servizi. Positivo anche il bilancio delle altre attività di servizi (+79 imprese).

Sul fronte artigiano le imprese che chiudono il trimestre con saldi sono positivi le altre attività di servizi (+50 imprese) e le attività di servizi di supporto alle imprese (+25 imprese).

All’opposto, il settore che arretra maggiormente si conferma il commercio (-509 imprese), seguito dalle attività manifatturiere (-200 unità), dalle costruzioni (-151 imprese) e dall’agricoltura (-102 imprese). Sul fronte artigiano i saldi sono negativi soprattutto per costruzioni ed attività manifatturiere.LE FORME GIURIDICHE

Sono state principalmente le società di capitali e le imprese individuali a contribuire al saldo positivo del trimestre. Più dinamiche si confermano le società di capitali che hanno chiuso con un bilancio positivo di 300 unità.

Le imprese individuali hanno segnato un saldo positivo per 290 unità, tuttavia rispetto allo scorso anno sono diminuite del 2,1%. Persiste anche la diminuzione delle società di persone con una flessione annua del 2,9%.

Dinamiche speculari si confermano nel comparto artigiano con un aumento delle società di capitali (+8,3% annuo) ed un continuo arretramento delle società di persone (-4,7% annuo).

 

Moda, Lombardia leader in Italia: nel Bresciano dominano i filati

in Cultura/Economia/Tendenze by

La Lombardia e’ protagonista della moda italiana trainata da Milano che continua a macinare numeri record. Milano esporta infatti 7,2 miliardi di euro, un settimo circa del totale nazionale. Seguono Firenze (11,1% del totale) e Vicenza (8,4%). Vengono poi Treviso, Prato, Reggio Emilia, Bologna, Verona, Biella, Como, Piacenza e Bergamo. Le crescite maggiori in un anno a Piacenza (+33,4%), Milano (+9,8%) e Venezia (+8,4%).

A questo tema e’ dedicato l’approfondimento settimanale di #LombardiaSpeciale. I dati, emersi dalla rilevazione ‘La moda italiana nel mondo – Italian fashion in the world’, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia, l’agenzia per l’internazionalizzazione del sistema camerale italiano su dati Istat evidenziano anche una Lombardia altamente performante in questo settore con 13,7 miliardi di export,+5,5%, piu’ di un quarto del totale italiano.

“Questi numeri e dati – ha commentato l’assessore regionale alla Moda, Turismo e Marketing territoriale, Lara Magoni – confermano quanto sia importante per la Lombardia la moda e quanto possa essere volano strategico non solo per l’economia locale ma anche come traino a livello nazionale.” “Regione Lombardia – ha aggiunto – crede fermamente in un settore nevralgico del Made in Italy e proprio in questi termini si configura la nostra mission: l’obiettivo e’ fondere sapientemente la genialita’ del nostro ‘saper fare’, la cura della tradizione e delle eccellenze locali, con la costante ricerca per proporre sul mercato prodotti competitivi e tecnologicamente innovativi”.

Oltre a Milano, leader in Italia, tra i primi 20 posti ci sono anche Como 10?, Bergamo 12?, Varese 14? e Mantova 18?. In forte crescita Pavia (+48,1%) e Lodi (+41,5%). La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento per 4,8 miliardi (+4,7%), borse e pelletteria per 2,3 miliardi (+14,9%). Tra le province, oltre a Milano, medaglia d’oro per articoli di abbigliamento, per biancheria per la casa, tappeti, passamanerie e pellicce, si distinguono Mantova prima per maglieria, Como seconda per tessuti, Bergamo e Brescia quarta e quinta per filati, Bergamo seconda per biancheria per la casa, tappeti e passamanerie.

Le tre maggiori destinazioni estere per la moda italiana sono: Francia (10,4% del totale), Svizzera (9,9%, +18,7%) che supera la Germania (8,9%, stabile). E se la Francia e’ il principale partner per articoli di abbigliamento, maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania e’ prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni, lo Sri Lanka per pizzi e merletti. Le crescite maggiori in Cina e Corea del Sud, rispettivamente +17,8% e +13,3%. (LNews)

Pace fiscale, ultimi giorni per pagare: ecco tutte le istruzioni

in Economia/Tasse by
Agenzia delle entrate

Ultimi giorni per pagare la prima rata della “rottamazione-ter” delle cartelle. La scadenza, fissata dalla legge al prossimo 31 luglio, riguarda circa 1,2 milioni di contribuenti che entro lo scorso 30 aprile hanno aderito alla definizione agevolata prevista dal Decreto Legge n. 119/2018 e a cui Agenzia delle entrate-Riscossione ha inviato la “Comunicazione delle somme dovute”, cioè la lettera di risposta con il dettaglio degli importi da pagare e i bollettini delle rate secondo il piano di pagamenti scelto in fase di adesione. I contribuenti ammessi alla “rottamazione-ter” pagheranno il debito residuo, senza sanzioni e interessi di mora.

Si ricorda che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la tolleranza di cinque giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agente della riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni di recupero. Inoltre, secondo quanto stabilito dal Decreto Crescita (DL n. 34/2019) che ha riaperto i termini per aderire agli istituti agevolativi della pace fiscale (“rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”), le cartelle o avvisi già ammessi al pagamento agevolato, con prima o unica rata da pagare entro il 31 luglio 2019, non possono essere nuovamente inseriti in una dichiarazione di adesione perché l’istanza non sarà accolta. Pertanto, con riferimento ai debiti oggetto di una richiesta di “rottamazione-ter” presentata entro il 30 aprile, per non perdere i benefici della pace fiscale, è necessario ottemperare al pagamento delle rate del piano, tra cui ovviamente la prima in scadenza il 31 luglio 2019.

PAGAMENTI VIA WEB, IN BANCA, ALLE POSTE E DAL TABACCAIO. È possibile pagare presso la propria banca, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa. Si può pagare anche agli sportelli dell’Agente della riscossione dove, però, il prossimo 31 luglio potrebbe registrarsi un consistente afflusso di contribuenti a causa della coincidenza con l’altra scadenza prevista dalla legge (Decreto Crescita), relativa all’ultimo giorno utile per presentare le domande di adesione alla pace fiscale, riaperta a inizio mese. Infine, è possibile pagare mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Chi ha scelto di versare le somme dovute in un’unica soluzione, chiuderà la definizione agevolata il 31 luglio 2019. Per gli altri, invece, la legge ha concesso la possibilità di ripartire quanto dovuto in un massimo di 18 rate che, dopo quella di luglio, sono fissate a novembre 2019 e poi febbraio, maggio, luglio e novembre di ogni anno a partire dal 2020.

BOLLETTINI ONLINE E “CONTI TU”. Sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it sono disponibili alcuni servizi web a supporto dei contribuenti che si apprestano a pagare la rata della “rottamazione-ter”. Nelle pagine dedicata alla Definizione agevolata, è possibile chiedere una copia della Comunicazione delle somme dovute, la lettera di risposta inviata dall’agente della riscossione con l’esito della richiesta, gli importi da pagare e i bollettini Rav da utilizzare al momento del versamento della rata. Il servizio è disponibile in area pubblica, senza necessità di pin e password, compilando la scheda “Richiesta comunicazione” e allegando un documento di riconoscimento. Nell’area riservata del sito, accedendo con le credenziali personali, è possibile scaricarla direttamente.

Il servizio “ContiTu”, invece, consente di scegliere online di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute”. Per effettuare la scelta dei debiti che si vogliono pagare e rifare il calcolo, bisogna accedere al portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it, nelle pagine dedicate alla “rottamazione-ter”, alla voce “Conti tu”, compilare la scheda online sullo schermo e specificare le cartelle/avvisi che si intendono “rottamare”. Il servizio calcolerà il nuovo totale e l’importo di ciascuna rata. Dopo aver confermato la scelta, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà all’indirizzo email indicato dal contribuente i nuovi bollettini RAV con cui sarà possibile effettuare il pagamento entro le scadenze previste. Le cartelle e gli avvisi contenuti nella domanda presentata e per i quali il contribuente sceglie di non aderire alla definizione agevolata, non potranno essere rateizzati e Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà riprendere, come previsto dalla legge, le azioni di recupero.

Export di prodotti lombardi legati al turismo, è boom nel 2019

in Cultura/Economia/Tendenze/Turismo by

Cresce l’export di prodotti legati al turismo dalla Lombardia nel mondo, 1,8 miliardi nei primi tre mesi del 2019, + 5,8% su 10 miliardi in Italia, +5,5%, secondo una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Lodi e Promos Italia, la struttura per l’internazionalizzazione delle Camere di commercio su dati Istat.    Dal food al vino, dalle biciclette alle barche, dagli articoli sportivi ai prodotti fotografici fino ai prodotti delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento. Prima Milano con 481 milioni, +7% in un anno, con  Bergamo (269 milioni, +13%),  Brescia e Mantova con 159 milioni, rispettivamente +8% e +3%, Cremona con 155 milioni, +13%. Vanno in Europa (1,3 miliardi), America (202 milioni), Asia (145 milioni).

I settori. Si tratta di 344 milioni di altri prodotti alimentari, latte e formaggi con 309 milioni, vini con 280 milioni, biciclette e moto con 194 milioni, carni e prodotti da forno, ognuno con oltre 150 milioni, frutta e pesce con circa 50 milioni, barche per 40 milioni, articoli sportivi per 27 milioni, prodotti per attività artistiche e l’intrattenimento per 21 milioni.

Vivibilità, un business in crescita per le imprese: +12% in Lombardia

in Economia/Tendenze by
Discoteca, foto Pixabay

Crescono i settori legati alla vivibilità, tra vita all’aria aperto, attività sportive, artistiche, creative e di intrattenimento in Italia e Lombardia, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese 2019, 2018 e 2014, per un business che in regione supera i 2,3 miliardi di euro su oltre 9 miliardi a livello nazionale. Tra il 2014 e il 2019 le imprese attive passano da 74 mila a 83 mila  a livello nazionale e da 12 mila a 14 mila in regione, +12% e + 17%. La crescita nell’ultimo anno è del 3% in entrambi i casi. Le imprese lombarde del settore sono circa una su sei del totale italiano e hanno circa 43 mila addetti, +19% in cinque anni su 258 mila in Italia, +15%.

Ha dichiarato Marco Accornero, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Crescono i settori legati alla qualità della vita trainati da una maggiore attenzione a spazi verdi, ambiente e vita sportiva e all’aria  aperta. Nei nostri territori c’è una ricerca di una  maggiore vivibilità alla base di una vita sana. Le imprese di questi comparti collegati mostrano infatti una crescita costante in questi ultimi anni e un rafforzamento del business. La Camera di commercio è attiva per promuovere le buone pratiche a favore dell’ambiente e per le imprese lombarde è aperto un bando per incentivare l’economia circolare”.

Bando ambiente entro il 2 agosto, i progetti della Camera di commercio per le imprese, in Lombardia, incentivi per l’economia circolare. Avvicinare le Pmi a nuovi modelli di economia circolare è l’obiettivo dell’ultima iniziativa promossa dalle Camere di commercio lombarde e Regione Lombardia, con il supporto di Unioncamere Lombardia. Il bando, strutturato in tre fasi, mette a disposizione contributi a fondo perduto per finanziare i progetti: che promuovano il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui derivanti dai cicli produttivi in alternativa alle materie prime vergini e la riduzione della produzione dei rifiuti; di eco-design, ovvero che tengano conto dell’intero ciclo di vita del prodotto secondo la metodologia LCA (Life Cycle Assessment). I soggetti richiedenti – le micro, piccole e medie imprese lombarde che presentino progetti in forma singola o in aggregazione formate da almeno 3 imprese rappresentanti la/le filiera/e – potranno presentare le loro “idee progettuali” in forma scritta indicando anche il valore del contributo richiesto (€ 10.000 o € 20.000). Le Fasi 1 e 2 consistono in una call per i migliori progetti in tema di economia circolare e possono parteciparvi le MPMI del territorio lombardo, in forma singola o in forma di aggregazione composta da almeno 3 imprese rappresentanti la filiera/filiere diverse; all’aggregazione può prendere parte anche una grande impresa che non potrà essere però beneficiaria di contributi. La scadenza per la prima e seconda fase è fissata dal 2 agosto 2019. La Fase 3 sarà oggetto di un apposito bando che sarà pubblicato entro la fine 2019. Per maggiori informazioni https://www.milomb.camcom.it/bando-innovazione-delle-filiere-di-economia-circolare-in-lombardia.

I settori. Al primo posto le attività sportive, di intrattenimento e divertimento con 6 mila imprese in Lombardia (+15,7% in cinque anni) su 44 mila in Italia (+8,9%), le attività per la cura dei giardini e il  paesaggio con 4.623 imprese lombarde (+28,5% in cinque anni) su 23 mila nazionali (+24,4%), le attività creative e artistiche con quasi 3 mila imprese su 15 mila (+5% in entrambi i casi). Ci sono anche 201 musei – impresa in Lombardia (+6%) su circa 1.300 in Italia (+16%). Piace la vita all’aria aperta, tra servizi per il verde e i parchi e le attività sportive sono circa 10 mila imprese in Lombardia su 60 mila in Italia.

Forte presenza di donne e giovani. Un settore femminile, in cui le donne pesano il 16% in Lombardia e il 20% in Italia e crescono del 14% in regione in cinque anni e del 7% nel Paese. Forte la presenza giovanile soprattutto in regione col 14% di tutte le imprese e col 12% in Italia.

Milano città ha 2.553 mila imprese, in crescita del 2% in un anno e del 26% in dieci  anni con un picco di crescita tra il 2010 e il 2011, +7%, trainato dalle attività sportive e tra il 2015 e il 2017 con +4% all’anno, trainato dalla cura del verde e del paesaggio (+12% tra il 2015 e il 2016 e +8% tra il 2016 e il 2017).

Il settore dei servizi alla persona in Lombardia. Milano è prima con oltre 4 mila imprese, 19 mila addetti (+5% in un anno e +29,6% in cinque anni) e un giro d’affari annuo da 1,5 miliardi. Crescono del 17% le imprese in cinque anni e del 30% gli addetti. Vengono poi Brescia con quasi 2 mila imprese (+15% in cinque anni) e 5 mila addetti, Bergamo (+21% nel quinquennio) e Varese (+13%) con oltre mille imprese e rispettivamente 4 mila e 3 mila addetti,  Monza e Brianza con Como con quasi mille imprese, entrambe + 22% dal 2014 al 2019, con circa duemila addetti. Quasi duemila gli addetti anche a Pavia e Mantova,  con 735 e 524 imprese, + 3% in cinque anni. A Lodi ci sono 251 imprese, +12% dal 2014 ad oggi e + 6% nell’ultimo anno, con 427 addetti.

In Italia per provincia. Prima Roma con oltre 7 mila imprese (+12% in cinque anni), poi Milano con 4 mila (+17% in cinque anni), Napoli con oltre 3 mila (+12% in cinque anni), Torino con quasi 3 mila (+10% in cinque anni), Brescia con quasi 2 mila (+15% in cinque anni), Firenze con 1.711 (+15% in cinque anni). Per addetti, prime Roma e Milano, con circa 20 mila, Napoli e Torino con 8 mila, Firenze con 6 mila (+19% in cinque anni), Torino con 5 mila.

I settori

81.3 Cura e manutenzione del paesaggio
90.0 Attività creative, artistiche e di intrattenimento
90.01 Rappresentazioni artistiche
90.02 Attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
90.03 Creazioni artistiche e letterarie
90.04 Gestione di strutture artistiche
91.0 Attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali
91.01 Attività di biblioteche ed archivi
91.02 Attività di musei
91.03 Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
91.04 Attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali
93.1 Attività sportive
93.2 Attività ricreative e di divertimento
TOTALE Imprese per il tempo libero/vivibilità

Musica, nel Bresciano 166 imprese per 566 addetti

in Economia/Tendenze by
Musicista, foto generica da Pixabay

È la Lombardia la Regione regina della musica italiana con il 20,3% delle imprese attive (oltre 2 mila su circa 10 mila in Italia), e il 19 % degli addetti del settore musicale (oltre 10 mila su circa 54 mila) secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del Registro Imprese al primo trimestre 2019. Milano, seconda in Italia dopo Roma, ne è il cuore nevralgico, con le sue 950 imprese (il 10% nazionale) e 7 mila addetti (il 13% italiano).

Il settore musicale in Lombardia. Un comparto composto da 442 imprese del settore manifatturiero (fabbricazione di strumenti e supporti musicali ecc.), 394 imprese del commercio e 759 imprese dei servizi. Un settore che in Lombardia vale quasi 4 miliardi all’anno sui quasi 8 italiani, quasi interamente concentrati a Milano (3,6 miliardi).

Spiccano in particolare le attività di registrazione (504 imprese su 1.896 in Italia, 26,6%), le discoteche e sale da ballo (408 su 2.748, 15%), la fabbricazione di strumenti musicali, e i corsi di danza specializzati (155 su 695, il 28%).

Milano è prima in regione con 950 imprese specializzate in musica (9,6% nazionale), in crescita del 4,3% in 5 anni e quasi 7 mila addetti (13% italiano). La seguono Cremona con 222 imprese e circa 541 addetti, Brescia con 166 imprese e 566 addetti, Bergamo con 142 imprese e 451 addetti, Monza Brianza 101 imprese e 251 addetti. Lodi ha il più alto tasso di crescita: +9,1% rispetto al 2018 e + 14,3% in 5 anni.

Il settore musicale in Italia. Sono quasi 10 mila le imprese attive nel settore e oltre 53 mila gli addetti. Roma e Milano sono prime con quasi mille imprese ciascuna, vengono poi Napoli con circa 500, Torino con quasi 400, Bologna e Cremona con oltre 200. Per numero di addetti prima è Roma (16 mila) seguita da Milano (7 mila).

Superano i mille addetti anche Firenze, Bari, Bologna, Ascoli Piceno.

Banche, Ubi cede 900 milioni di euro di posizioni in sofferenza

in Banche/Economia/UBi by

UBI Banca informa con una nota di aver ceduto 900 milioni di euro di posizioni in sofferenza. In particolare l’istituto di credito comunica che:

1)  è stata perfezionata la vendita di crediti factoring in contenzioso per circa € 157 milioni lordi, oggetto di deconsolidamento già nel secondo trimestre dell’anno;

2) è stata accettata l’offerta vincolante di Credito Fondiario per la cessione di un portafoglio leasing classificato a sofferenza, per un ammontare pari a circa € 740 milioni lordi nominali alla data di cut-off del 31 ottobre 2018 (63% del totale sofferenze di UBI Leasing). Il closing dell’operazione è soggetto alle condizioni sospensive generalmente previste per questo genere di transazioni, tra cui la certificazione notarile per la trasferibilità dei beni; la cessione si articolerà in due fasi, attese concludersi rispettivamente entro settembre 2019 ed entro dicembre 2019, consentendo il pieno deconsolidamento del portafoglio venduto entro fine anno.   Le operazioni citate ricadono nella categoria delle cessioni opportunistiche, consentendo la dismissione economica di portafogli particolarmente complessi e agevolando la gestione interna del recupero crediti, fulcro della NPL Strategy del Gruppo.

3)   l’impatto complessivo delle due operazioni sul conto economico del secondo trimestre dell’anno sarà pari a circa €104 milioni lordi (circa €70 milioni netti) da contabilizzarsi alla voce “rettifiche su crediti”. A livello di CET1 ratio, tale impatto verrà sostanzialmente compensato, quando tutte le vendite saranno perfezionate, dalla riduzione dei Risk Weighted Assets (-€450 milioni);

4)  tenuto conto delle cessioni sopra riportate, il ratio complessivo dei crediti deteriorati lordi sui crediti totali lordi, calcolato sui dati al 31 marzo 2019, si attesta pro-forma al 9,4% circa (rispetto al 10,4% rilevato a fine marzo 2019);

5)  proseguono inoltre a ritmo sostenuto i recuperi tramite gestione interna, attesi contribuire significativamente nell’anno all’ulteriore riduzione dello stock di crediti deteriorati.

La bresciana Neosperience allarga il Cda: dentro Camisa e Patrini

in Economia/Innovazione/Nomine by
Neosperience in Borsa

Neosperience, società attiva come software vendor nel settore della Digital Customer Experience quotata sul mercato AIM Italia, comunica che in data odierna si è regolarmente svolta, presso la sede legale della Società, l’Assemblea ordinaria di Neosperience S.p.A..

L’Assemblea ha deliberato in favore dell’aumento del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione da 7 a 9 e ha nominato, sino alla approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020, due nuovi amministratori, in persona dei signori Dott.ssa Laura Patrini, Customer Success Director della Società, e il Dott. Gianni Camisa, che assumerà l’incarico di Chief Operating Officer di Neosperience.

Gianni Camisa ha maturato una profonda esperienza nell’Information Technology, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità in realtà come IBM, per cui ha guidato la Divisione Servizi per il Sud Europa, Almaviva e Dedagroup, dove negli ultimi anni è stato Group CEO e ha condotto la società nel suo sviluppo internazionale, c on una crescita del fatturato da 85 a oltre 25 0 milioni di Euro.

Sono felice di questa scelta di Gianni Camisa, che sono certo contribuirà a realizzare ancor meglio gli obiettivi ambiziosi che ci siamo prefissi grazie alla sua vasta esperienza internazionale e alla sua storia professionale di assoluta eccellenza” ha dichiarato Dario Melpignano, Presidente della Società.

Nessuno dei nuovi amministratori detiene strumenti finanziari della Società. E’ stata quindi approvata la proposta in merito alla modifica dei compensi pre visti per il Consiglio di Amministrazione per un importo complessivo massimo pari a Euro 400.000.

Il verbale dell’Assemblea sarà m esso a disposizione del pubblico nei termini di legge e sarà reso disponibile sul sito internet della Società sul sito www.neosperience.com nella sezione Documenti societari, area Assemblee.

 

Attività professionali, nel Bresciano sono oltre 5mila

in Economia/Tendenze by
Professionista al lavoro, foto generica da Pixabay

Un’ attività professionale su sette in Italia è a  Milano e una su quattro del Paese ha sede in Lombardia. Il capoluogo lombardo si conferma cuore nevralgico delle professioni che si fanno attività di impresa, spesso al servizio delle stesse imprese. Emerge dai dati del servizio studi della Camera di commercio di Milano al 2019 sulle imprese attive nel Registro delle Imprese. Un dato significativo al quale va aggiunto l’intero universo dei liberi professionisti legati agli ordini o alle professioni non regolamentate.

Il settore in Italia. Sono 46.143 le attività professionali in Lombardia al 2019, di cui oltre 30mila nell’area di Milano Monza Brianza e Lodi, su un totale nazionale di  189.954. Danno lavoro a 537mila addetti, oltre 192mila in Lombardia che occupa il 36% del totale degli addetti delle attività professionali di tutta Italia. Di questi 149mila sono nella sola Milano.

Tra le altre province Roma, Torino, Napoli e Brescia con rispettivamente 17.413, 9.831, 6.910 e 5.202 attività professionali. Il podio per numero di addetti dopo la Lombardia vede al secondo posto il Lazio con quasi 64.500 addetti, terzo il Piemonte a quota 52mila.

Prevalgono attività di direzione aziendale e di consulenza, circa 58.500 in Italia, 12mila nella sola area di Milano Monza Brianza Lodi. Ottime performance anche per le attività professionali legate alla pubblicità e ricerche di mercato e ad attività professionali scientifiche e tecniche.

Il settore a Milano Monza Brianza Lodi. Sono 26.463 le attività professionali a Milano, in crescita dell’11,4% in cinque anni, dell’3,3% in un anno. Si tratta di attività di direzione aziendale e di consulenza, circa 10.634 attività, oltre 5mila attività nella pubblicità e ricerca di mercato, oltre 2mila studi di architetti e ingegneri, 1.400 attività di servizi legali e contabili, oltre 650 di ricercatori. Numeri in crescita anche per le province di Monza Brianza e Lodi che rispetto al 2018 segnano rispettivamente + 2,7% (3243  imprese) e +1,4% (quasi 500 attività).

 

 

 

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