Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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gennaio 2019

Boom di enoteche in Lombardia, ma Brescia è ferma…

in Alimentare/Economia/Tendenze by
Enoteca, foto da Pixabay

Sono 988 le enoteche in Lombardia nel 2018, rispetto alle 851 di cinque anni fa e alle 786 del 2010 secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sulle localizzazioni. In otto anni la crescita del settore è stata del 25,7%, in cinque anni del 16,1%, stabile il settore nell’ultimo anno (+0,2%). Milano è prima in Lombardia con 256 imprese (+43% in otto anni, +23,7% in cinque). Le imprese a Brescia sono 165 (stabili rispetto a otto anni fa), a Bergamo 106 (+53,6% in 8 anni e 39,5% in 5 anni), a Varese 103 (+12% in 5 anni) e a Monza 82 (+30,2% in 8 anni, 15,5% in 5 anni). Un comparto che in Lombardia impiega circa 1200 addetti e genera in un anno un giro d’affari da 67 milioni di euro, circa un quinto del totale italiano. È quanto emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Coldiretti Lombardia su dati Registro Imprese e AIDA – Bureau van Dijk.

Le enoteche in Italia sono 7.278, +14% in otto anni, +8,7% in 5 anni, stabili nell’ultimo anno, un comparto che impiega oltre 7.800 addetti, per un giro d’affari che supera i 280 milioni di euro in un anno. Prime per imprese Napoli (547 +10,1% in 5 anni), Roma (486, +24% in 8 anni, +11,2 in 5 anni) e Milano (256, +43% in otto anni, +23,7% in cinque). Dopo Milano c’è Torino (229, +27,9% in 8 anni), Bari (196, +12% in 8 anni), Brescia (165, stabile rispetto a 8 anni fa), Firenze (164, -3,5% in 8 anni), Venezia (160, +14,3% in 8 anni), Padova (144, +29,7% in 8 anni). Crescono di più in Italia Bologna (+147,9% in otto anni, da 48 a 119), Matera (da 11 a 23, +109,1%), Mantova (+78,6% da 28 a 50), Prato (+76,5% da 17 a 30) e Trieste (+70,6%). Guardando la concentrazione di enoteche nelle singole città, i primi 10 comuni in Italia, per numero di localizzazioni attive, sono Roma, al primo posto con 340 enoteche, Napoli (231), Milano (134), Torino (115), Firenze (89), Genova (85), Venezia (68), Palermo (60), Bologna (59), Bari (55).

L’identikit del settore in Lombardia, donne al 20,7%, giovani all’8,3%. Considerando le sedi di impresa attive in Lombardia (che possono avere più localizzazioni), ci sono più donne a Mantova (32,1% 9 delle 28 sedi di impresa) e Como (35,3% 18 delle 51 totali). Più giovani a Como (13,7%) e Pavia (12,1%). 22 in tutto le imprese straniere attive in Lombardia (3,3% del totale) di cui 11 attive a Milano.

L’identikit del settore in Italia, donne al 26,7% e giovani al 11,8%. Considerando le sedi di impresa (che possono avere più localizzazioni) e i territori con più di 50 attività nel settore, ci sono più giovani a Taranto (25,4% delle 59 sedi di impresa), a Catania (22,1% su 68 imprese), Caserta (17% su 106 imprese), Lecce e Bari (16% delle 73 e 141 imprese). Più donne a Taranto (47,5% delle 59 imprese), Caserta (40,6% su 106 imprese), Pisa (37% delle 54 imprese), Como (35,3% delle 51), Catania (33,8% delle 68 imprese) e Cagliari (32,6% di 58). Più stranieri a Firenze (10,4%) e Roma (9,1%).

L’automotive bresciano: cambiamenti in atto, ma manca personale qualificato

in Automotive/Aziende/Economia/facoltà Economia/Formazione/Sei consulting/Tendenze by
La sala Faissola di Ubi Banca

L’Osservatorio per lo Sviluppo e la Gestione delle Imprese, istituito nell’ambito del Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, ha promosso uno specifico filone di analisi relativo al comparto automotive, uno dei punti di forza dell’economia italiana e nella cui filiera sono coinvolte numerose imprese del territorio lombardo e bresciano.

Le risultanze di tale indagine sono state condivise e discusse durante un convegno promosso dall’Università in collaborazione con EY SEI Consulting Sfida 4.0, UBI Banca, CCIAA di Brescia e SQS Associazione Svizzera per Sistemi di Qualità e di Management, il 29 gennaio dalle 14.30 presso la Sala Conferenze Corrado Faissola in Piazza Monsignor Almici 11 a Brescia.

L’evento si è dimostrato un’importante occasione per riflettere insieme al mondo degli imprenditori, delle istituzioni e dei principali player del settore sulle prospettive di una filiera che genera una grossa fetta del PIL della provincia bresciana e, in generale, del nostro Paese e che, ad oggi, si trova investita da forti cambiamenti tecnologici e culturali.

“Insieme all’Osservatorio siamo partiti da una semplice domanda: il sistema produttivo italiano ed in particolare quello bresciano ha le competenze per competere sul nuovo mercato, considerato che si stima che il 50% delle immatricolazioni nel 2030 sarà di auto elettriche, con progressivo abbandono del diesel?” ha spiegato Ivan Losio, partner EY Sei Consulting e parte attiva dell’indagine condotta “Secondo i dati dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, confermati dai risultati dell’indagine oggi presentata, purtroppo solo il 15% delle aziende che producono componentistica in Italia ha collaborato sullo sviluppo del motore elettrico e il 70% non ha mai sviluppato alcun progetto in prospettiva automobile elettrica. Il rischio per le aziende, è evidente, è di perdere il treno e per il sistema industriale italiano di vedere un settore di eccellenza del nostro Paese scomparire”.

Per approfondire il tema, dopo l’apertura da parte degli sponsor, il convegno è entrato nel merito con l’analisi della ricerca presentata dai professori Claudio Teodori e Alberto Mazzoleni, rispettivamente coordinatore e referente dell’Osservatorio dell’Università, insieme a Giovanni Barone, responsabile servizio studi UBI Banca. E’ stata poi la volta dell’intervento delle istituzioni, rappresentate da due esponenti bresciani, Giorgio Girgis Sorial, vice capo di Gabinetto pentastellato del MISE, e dell’on. Maurizio Zipponi, consulente di politiche industriali. A seguire un focus sugli sviluppi “green” del settore basati su modelli di economia circolare e sull’uso delle rinnovabili guidato dall’Avvocato Andrea Gemma che ha condotto alla tavola rotonda, moderata da Ivan Losio, Partner di EY Sei Consulting Sfida 4.0, che ha visto le testimonianze di alcuni dei principali player ed esperti del settore, che hanno fornito la visione strategica del futuro della filiera: Benito De Filippis, Amministratore Delegato Mercedes-Benz Roma, Alessio Torelli, Responsabile Country Italy Enel X, Paolo Groff, CEO Gnutti Carlo Group, Roberto Olivi, Direttore Relazioni Istituzionali Comunicazione di BMW Italia S.p.A., Corrado La Forgia, Direttore Industriale Bosch VHIT, Mario Rocco – Partner Ey SpA, Transaction Advisory Services.

La ricerca svolta in collaborazione tra Osservatorio ed EY SEI Consulting Sfida 4.0, si è concentrata su un’analisi di tipo sia quantitativo sia qualitativo, affiancando ad un monitoraggio delle performance economico-finanziarie delle principali aziende del comparto, un’intervista diretta su un campione di 47 imprese “eccellenti”, per lo più bresciane, appartenenti a vari stadi della filiera, al fine di mappare aspetti rilevanti della gestione aziendale, evidenziare il grado di competitività e managerialità delle aziende e “captare” le prospettive di medio termine del mercato, viste con gli occhi di importanti player di settore che vivono questa realtà ogni giorno.

Il campione di aziende su cui si è focalizzato lo studio rispecchia la specializzazione delle imprese italiane nelle lavorazioni intermedie (cosiddette Tier 2) – progettazione e produzione di componentistica di alta precisione – oltre che nelle lavorazioni meccaniche, specializzazioni che rendono le aziende locali conosciute ed apprezzate sulla scena europea ed internazionale.

In generale dall’indagine è emerso un sentiment positivo, oltre l’80% vede grossi cambiamenti all’orizzonte ma non tutte hanno la completa percezione dello scenario che si sta delineando (ad esempio abbandono progressivo del diesel e integrazione dell’elettrico).

In generale si è osservata una diffusa vivacità, una rilevante propensione (o necessità) all’internazionalizzazione, una discreta diffusione dei sistemi di controllo di gestione, anche se non sempre adeguati ai cambiamenti attesi, la presenza di sistemi di gestione aziendale innovativi, il forte intervento sui processi di efficientamento, spesso dettato dai clienti finali (case madri). Sicuramente importante ma non di impatto rivoluzionario è considerata l’Industria 4.0; ridotta, invece, la valorizzazione della dimensione organizzativa, del capitale umano, dei processi formativi: positivo è il fatto che molte imprese ne sono consapevoli e che hanno dichiarato (in oltre il 35%) di voler investire in formazione, a fronte di una carenza di personale qualificato riscontrata da oltre il 45% delle aziende intervistate come ostacolo all’innovazione.

L’analisi quantitativa ha permesso di approfondire le performance economico-finanziarie delle aziende attive nelle lavorazioni intermedie, ponendo a confronto le tre principali Regioni dell’automotive italiano: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna. Dal confronto è emerso come tali aziende mantengano una redditività buona e in crescita nell’ultimo quinquennio (2013-2017), nonostante in alcuni casi si registrino indebitamenti elevati (situazione comunque in linea con la tipica condotta italiana).

La Lombardia è risultata più redditizia ma progredisce più lentamente, con indebitamento mediamente più alto ma ben sostenibile in termini strutturali e di costo.

Brescia, rispetto alla Lombardia, è risultata caratterizzata da una maggiore focalizzazione sul business tipico, da una buona marginalità, da indebitamento maggiore e da sostenibilità del debito analoga.

In chiusura la premiazione del Next Car Challenge, il contest promosso negli scorsi mesi da EY Sei Sfida 4.0, insieme all’Osservatorio, al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e con lo sponsorizzazione delle imprese Sei Consulting Srl, Galba Srl, OMB Saleri S.p.A., O.M.F.B. S.p.A., concorso finalizzato alla valorizzazione e diffusione delle idee di giovani tra i 18 ed i 35 anni relativo allo sviluppo dell’automobile nei prossimi 10 anni.

Olio industriale, nel 2018 a Brescia recuperate 5mila tonnellate

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Tendenze by
Olii industriali

L’economia del riciclo non si alimenta solo di buone intenzioni o dichiarazioni, ma si costruisce su esperienze concrete, efficienti e altamente profittevoli per la salvaguardia dell’ambiente. Un esempio su tutti è quello rappresentato dall’ olio lubrificante usato; catalogato come rifiuto speciale pericoloso sia per l’ecosistema che per la salute dei cittadini, può diventare una preziosa materia di riciclo se raccolto, conferito e rigenerato in maniera corretta.

Nel distretto di Brescia la produzione di olio usato delle industrie è concentrata per l’82% in 49 aziende; nel 2018 sono state raccolte oltre 5.000 tonnellate di olio usato industriale tutte avviate al riciclo tramite rigenerazione. Ciò ha comportato un significativo risparmio sulle importazioni di petrolio del Paese e sulle emissioni di CO2.

L’area industriale Bresciana si colloca, peraltro, all’avanguardia, producendo un quantitativo di olio lubrificante usato pari all’8% dell’equivalente nazionale.

Sono questi i dati diffusi oggi durante la tappa bresciana di CircOILeconomy, il roadshow sulla corretta gestione dell’olio lubrificante usato nelle imprese, realizzato dal Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CONOU) in collaborazione con Confindustria. CircOILeconomy mira a fornire agli imprenditori il maggior numero di indicazioni e supporti utili per un corretto stoccaggio del rifiuto olio, così aiutando i produttori da un lato, e rendendo più performante il processo di rigenerazione, dall’altro, incrementando anche la resa di produzione di olio base rigenerato.

Negli ultimi anni, rispetto ai quantitativi di olio lubrificante usato immessi al consumo in Italia, il peso del settore industriale ha assunto un’importanza crescente. Per questo motivo il CONOU ha dato vita a una campagna itinerante che sta attraversando l’Italia per incontrare le imprese proponendosi come loro interlocutore privilegiato per il migliore adempimento degli obblighi di legge relativi alla gestione di questo rifiuto pericoloso.

Dopo Brescia il viaggio proseguirà per tutto il 2019 secondo un programma di incontri che sarà presto disponibile on line nella sezione dedicata consultabile tramite il sito del Consorzio www.conou.it che raccoglierà anche tutti i materiali delle giornate di lavoro.

ENRICO FRIGERIO, VICE PRESIDENTE AIB CON DELEGA ALL’ENERGIA, ALL’AMBIENTE E ALLA SICUREZZA

“Per le aziende del territorio Bresciano, sempre più attente alle tematiche ambientali, parlare di Economia Circolare equivale a parlare un linguaggio comune, legato all’economia del riuso e alla sostenibilità. L’iniziativa CircOILeconomy non poteva quindi non toccare Brescia, terra ricca di imprese del settore meccanico in cui l’utilizzo degli oli rappresenta un elemento costante dell’attività quotidiana, e la cui corretta attività di raccolta e recupero deve avvenire nel pieno rispetto dell’ambiente che ci circonda. Ritengo perciò che questa interessante campagna di sensibilizzazione in materia di corretta gestione degli oli esausti rappresenti un esempio di incontro tra le esigenze economiche – e di sviluppo industriale – delle imprese, e quelle della tutela dell’ambiente, in quanto, oltre a generare un beneficio per l’intera collettività, favorisce l’ulteriore sviluppo dell’economia circolare”.

RICCARDO PIUNTI, VICE PRESIDENTE CONOU

“Attraverso questa iniziativa abbiamo inteso aprire un canale di confronto e supporto diretto con gli imprenditori, quotidianamente alle prese con la gestione di un rifiuto complesso come l’olio industriale e con un altrettanto complesso sistema di norme, leggi e sanzioni. Ogni incontro farà il punto sugli adempimenti di legge, sulle norme di sicurezza e sulle procedure da seguire per il corretto stoccaggio. Peraltro crediamo così anche di riuscire a migliorare la qualità degli oli raccolti, favorendo il processo di rigenerazione in un sistema virtuoso di economia circolare”.

Il CONOU

Il CONOU, che raggruppa 72 imprese di raccolta e 3 impianti di rigenerazione, dal 1984 a oggi ha raccolto 5,7 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato, ne ha avviato a rigenerazione 5,1 milioni consentendo un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro.

Sotto la guida del Presidente Tomasi dal 2003, ha continuato la sua progressione d’eccellenza diventando un esempio virtuoso di economia circolare non solo a livello nazionale. Solo nel 2018 sono state raccolte oltre 189mila tonnellate di lubrificante usato, ancora una volta in crescita   rispetto all’anno precedente. Numeri che, in questo ambito, collocano l’Italia ai massimi livelli europei e internazionali.

In particolare, i risultati ottenuti nel campo della rigenerazione assegnano al nostro Paese la leadership del processo di ri-raffinazione di oli usati anche in virtù della presenza di alcune importanti realtà industriali tecnologicamente all’avanguardia nel settore.

Tutti questi traguardi, sono stati raggiunti anche grazie a una continua e capillare attività di formazione e informazione svolta sul territorio. In 35 anni di attività, infatti, il Consorzio ha sempre investito energie e risorse nella formazione di tutti gli attori coinvolti con lo scopo di sensibilizzare e sostenere ogni anello della catena in grado di contribuire al successo della filiera.

L’export vola: la mappa di dove vanno le merci lombade nel mondo

in Economia/Export/Tendenze by

Macchinari, metalli, chimica e moda: sono i prodotti che trainano il manifatturiero lombardo nel mondo. Un business che nei primi nove mesi del 2018 ha raggiunto i 91 miliardi di euro (4 miliardi di prodotti manifatturieri in più rispetto allo stesso periodo del 2017), +4,5%, rappresenta il 28% del totale italiano. Germania (+6,3%), Francia (+4,8%) e Stati Uniti (+2%) sono le maggiori destinazioni delle esportazioni. Primi paesi per crescita percentuale in un anno: Cina e India (+21%), Polonia (+18,6%) e Svizzera (+14,6%). Tra questi principali 20 partner, superiori al +10% di crescita anche Corea del Sud e Austria. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e della sua azienda speciale Promos per le attività internazionali, sugli ultimi dati Istat a settembre 2018. Ma per sapere dove va l’export lombardo per settore, quali sono i maggiori mercati, quali gli emergenti ecco la mappa: “L’export manifatturiero lombardo nel mondo – Manufacturing, from Lombardy to the world”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Promos, la sua azienda speciale per le attività internazionali. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile al link https://www.promos-milano.it/informazione/note-settoriali/il-settore-manifatturiero-lombardo-nel-mondo.kl

 

La mappa dell'export lombardo
La mappa dell’export lombardo

 

L’export manifatturiero lombardo è trainato da macchinari, metalli, chimica e moda. I macchinari superano i 18 miliardi e riprendono a crescere (+2,5%). Seguono i prodotti in metallo (quasi 15 miliardi, +7,5%), i prodotti chimici (10 miliardi, +5,1%), la moda (quasi 10 miliardi, +3,6%), gli articoli in gomma (5,5 miliardi, +5,5%) e gli alimentari (quasi 5 miliardi, +1,9%). Sempre più alimentari lombardi arrivano in Corea del Sud (+153,2%), tessili in Austria (+21,9%) ma anche negli Emirati Arabi Uniti (+16,7%) e Giappone (+14,1%), legno in Australia (+26,4%), prodotti chimici in Cina (+30,4%) e Indi (+29,8%), farmaceutici in Cina (+161,5%) e Canada (+51,2%), petroliferi raffinati in India e Israele, gomma nel Regno Unito (+21,1%), metalli in Austria (+21,6%), computer nelle Filippine (+34,7%), apparecchi elettrici in Portogallo (+55,1%), macchinari in Polonia (+28,4%) e India (+23,9%), mezzi di trasporto in Polonia (+122,7%), prodotti delle altre attività manifatturiere a Hong Kong (+17,3%) e, in particolare, i mobili raggiungono sempre di più Qatar (+37,2%) e Australia (+25,1%), i gioielli la Cina (+62,9%) e il Qatar (+56,4%).

L’export manifatturiero italiano raggiunge i 328 miliardi, +3%. Milano è prima con 30,8 miliardi circa (9,4%, +4,8%), seguita da Torino (14 miliardi), Vicenza (13 miliardi, +1,4%), Brescia e Bergamo con 12 miliardi circa (rispettivamente +7,8% e +4,2%). Tra le altre lombarde Varese si piazza al 12° posto con quasi 8 miliardi (+9,1%) Monza Brianza al 13° posto con oltre 7 miliardi, Mantova al 18° con 5 miliardi (+1,1%).

Rifiuti elettrici ed elettronici riciclati, Brescia è terza in Lombardia

in Ambiente/Economia/Tendenze by
Rifiuti elettrici ed elettronici

Brescia  al terzo posto dopo Milano e Como per quantità di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, trattate da Ecodom, il principale Consorzio italiano per la gestione dei RAEE  con 2.850 tonnellate che hanno evitato l’emissione in atmosfera di circa 23,3 mila tonnellate di CO2. In dettaglio, dai RAEE gestiti da Ecodom nella provincia di Brescia: sono state ricavate 1.716 tonnellate di ferro, pari a 3 Frecciarossa 1000; 296 tonnellate di plastica, pari a circa 118 mila sedie da giardino; 57 tonnellate di rame pari a 63 km di cavi e 55 tonnellate di alluminio, pari a 3,4 milioni di lattine.

Per il secondo anno di seguito la Lombardia è al primo posto con 20.346 tonnellate raccolte nel 2018, pari al peso di 56 airbus A380, tra i più grandi aerei di linea al mondo.

Tra i RAEE domestici gestiti da Ecodom in Lombardia prevalgono lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni e cappe, stufe elettriche, boiler e microonde (Raggruppamento R2) che rappresentano il 69% del totale. Il 28% è rappresentato invece da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1), mentre il restante 3% comprende monitor, tv e apparecchiature illuminanti. Il trattamento di questi rifiuti ha permesso di risparmiare in Lombardia 20.036.438 kWh di energia elettrica e di evitare l’immissione in atmosfera di 122.013 tonnellate di anidride carbonica.

I risultati 2018 di Ecodom confermano che la Lombardia è ancora una volta al primo posto in Italia, con il 20% del totale dei RAEE gestiti da Ecodom; ma più che dei risultati quantitativi, siamo particolarmente orgogliosi delle performances qualitative della nostra attività, sia perché il corretto trattamento dei RAEE attuato dal Consorzio ha consentito di recuperare quasi il 90 % di materie prime seconde, sia perché su un totale di circa 45.000 ritiri dai Centri di Raccolta effettuati nel 2018 nel 99,8% dei casi abbiamo rispettato i tempi concordati tra il Centro di Coordinamento RAEE e ANCI” – afferma Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – “ L’Europa però impone al nostro Paese traguardi sempre più sfidanti: nel 2019 il target di raccolta sarà pari al 65% dell’immesso sul mercato. È quindi indispensabile che lo Stato italiano intervenga per intercettare i flussi di RAEE gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi e che introduca sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati.”

Tra le province virtuose, Milano è al primo posto, con 7.883 tonnellate trattate, che hanno evitato l’emissione in atmosfera di quasi 35 mila tonnellate di CO2. In dettaglio, dai RAEE gestiti da Ecodom nella provincia del capoluogo lombardo sono state ricavate: 4.799 tonnellate di ferro, pari a 10 Frecciarossa 1000; 698 tonnellate di plastica, pari a quasi 2 milioni di cestini da ufficio; 141 tonnellate di rame pari a 158 km di cavi e 121 tonnellate di alluminio, pari a 7 milioni e mezzo di lattine. Nella graduatoria lombarda Milano è seguita da Como (3.191 t) e Brescia (2.850 t) mentre Sondrio (171 t) si posiziona in fondo alla classifica, preceduta da Lodi (412 t).

 

A livello nazionale, anche quest’anno Ecodom ha superato le 100 mila tonnellate trattate, (105.516 t) con un beneficio complessivo di circa 785mila tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera e più di 111 milioni di kWh di energia elettrica risparmiati, pari ai consumi elettrici domestici annui di una città di oltre 100.000 abitanti.

Riuscirà il Brescia ad ottenere la promozione in serie A?

in Economia/Sport by
Calcio

Anche quest’anno la serie B si sta confermando uno dei campionati più equilibrati ed avvincenti in assoluto. Le squadre che ad oggi sono in lotta per la promozione in massima serie sono diverse ma quelle che stanno dimostrando di poter avere una marcia in più sono sicuramente Palermo, Pescara, Lecce e Brescia. Mentre le più accreditate della vigilia Benevento e Verona continuano a viaggiare a corrente alternata, il Crotone, data per favorita alla promozione diretta, si trova addirittura all’ultimo posto e, nonostante gli avvicendamenti in panchina di Stroppa ed Oddo, non è ancora riuscito a risollevarsi ed ad allontanarsi dalla zona retrocessione.

La stagione della Leonessa

Con l’arrivo in presidenza di Cellino si era capito sin da subito che l’obiettivo stagionale del Brescia sarebbe stato il ritorno in massima serie. Grazie all’acquisto del bomber Donnarumma, le conferme di Tonali e di Sabelli ed il ritorno di Morosini, la squadra allenata da mister Corini, nonostante un avvio di stagione non proprio esaltante, è riuscita ad ingranare la marcia giusta e ad imporre il proprio gioco su qualsiasi campo. Ad oggi, dando un’occhiata alle quote Betfair, grazie al secondo posto in classifica a soli due punti di distacco dalla capolista Palermo, la Leonessa è una delle favorite assolute per la promozione diretta. La squadra bresciana, infatti, continua a vincere e convincere e, grazie alla recente vittoria esterna per due a zero sul campo del Perugia, è riuscita a conquistare il quinto successo consecutivo e pare lanciatissima per il ritorno in massima serie. I calciatori che in questo inizio di stagione stanno impressionando maggiormente sono sicuramente il bomber Donnarumma, capocannoniere del campionato con 15 reti, ed il centrocampista Tonali che, nonostante la sua giovane età, sta dimostrando di essere già pronto per palcoscenici importanti.

Le favorite per la promozione in serie A

In questo inizio di campionato non sono mancate le sorprese: ci sono diverse squadre che ad oggi stanno rendendo al di sopra delle aspettative di inizio stagione e si trovano a pieno titolo nella lotta per la promozione in serie A. Lecce, Pescara e Salernitana sono probabilmente le squadre che, per la continuità che stanno trovando e per il gioco espresso, si candidano con prepotenza a recitare il ruolo di outsider. Verona e Benevento, nonostante siano in possesso delle rose più forti di tutta la cadetteria, hanno incontrato numerose difficoltà e non sono riuscite a trovare la continuità necessaria per imporsi ai vertici della classifica. Per comprendere la difficoltà di questo campionato e di quanto le motivazioni possano fare la differenza, basti pensare come il Crotone, pur avendo in organico calciatori di primo livello, si trovi all’ultimo posto in classifica e, nonostante l’iniziale esonero di Stroppa, l’arrivo di Oddo ed il ritorno di Stroppa, non è riuscita ancora ad invertire la rotta.

Il campionato di serie B, come spesso accade negli ultimi anni, si sta dimostrando uno dei più equilibrati ed imprevedibili di tutto il calcio italiano. La speranza dei tifosi dei Brescia è che la squadra di mister Corini possa continuare la propria cavalcata trionfale e tornare in massima serie dopo molti anni di assenza.

Auto usate, mercato on line in crescita: a Brescia nel 2018 quasi 70mila passaggi

in Automotive/Economia/Tendenze by
Auto usate a Brescia, foto generica

Milano e Brescia prime province per passaggi di proprietà, ma rispetto alla popolazione residente maggiorenne Brescia la più dinamica. Brescia e Cremona le “più care”, Pavia e Lodi le “più economiche”

Cresce l’interesse dei lombardi per il mercato delle auto usate: dopo aver archiviato il 2017 con un incremento del +4,6%, nel 2018 le vendite di auto di “seconda mano” nella regione sono aumentate di un ulteriore +5,4% rispetto allo scorso anno.

Cosa cercano gli acquirenti? Nell’usato al primo posto in assoluto c’è sempre il diesel (61% delle richieste totali), mentre le auto “green”, nonostante stiano registrando un interesse crescente, al momento rappresentano ancora una quota limitata.

Il prezzo medio delle vetture offerte sul mercato nella regione è pari a € 13.880 – un dato superiore alla media nazionale – mentre l’età media delle auto in vendita è di 7,2 anni.

Tra le auto più richieste vince su tutte la Volkswagen Golf, mentre tra le green ibride ed elettriche spicca la Toyota Auris.

Questo il quadro che emerge dall’Osservatorio di AutoScout24 (www.autoscout24.it), il portale di annunci auto e moto, leader in Europa, sul mercato delle auto usate in Lombardia nel 2018.

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI, nel 2018, rispetto al 2017, i passaggi di proprietà sono infatti aumentati del +5,4%, raggiungendo 489.787 atti. Un dato che posiziona la regione al 1° posto in Italia, ma se si confrontano i dati con la popolazione residente maggiorenne, con 585,2 passaggi netti ogni 10mila abitanti passa al 16° posto.

I passaggi di proprietà aumentano in tutte le province e ai primi posti per numerosità troviamo Milano con 138.909 (+3,8%), Brescia con 69.438 (+8%) e Bergamo con 55.110 (+5,6%), seguite da Varese con 46.228 (+2,6%), Monza e Brianza con 41.779 (+5,9%), Pavia con 30.346 (+6,7%), Como con 29.331 (+5,4%), Mantova con 22.023 (+7,7%), Cremona con 18.251 (+7,2%), Lecco con 16.870 (+8,1%), Lodi con 11.681 (+5,4%) e Sondrio con 9.821 (+4,1%).

Ma rispetto alla popolazione residente maggiorenne la situazione è ben diversa: sul podio troviamo Brescia con 666,0 passaggi ogni 10mila abitanti, Pavia (653,5) e Sondrio (644,4). Seguono nell’ordine Mantova (636,9), Varese (620,9), Lodi (611), Bergamo (603,4), Cremona (603,1), Lecco (595,9), Como (585,8), Monza e Brianza (577,2). Milano è ultima con 513,6.

Cosa cercano gli acquirenti in Lombardia?

Il diesel resta sempre la prima scelta: secondo i dati interni di AutoScout24, ben il 61% delle richieste totali riguardano vetture diesel, a conferma di come le “limitazioni” alla circolazione per il momento non stiano condizionando gli utenti nella scelta di un’auto usata.

Per quanto riguarda le auto “green”, se da un lato si registra una più alta sensibilità verso i modelli ibridi ed elettrici, dall’altro le richieste rappresentano ancora una quota marginale.

Sul fronte dei modelli più richiesti vince in assoluto la Volkswagen Golf, ma se si prendono in considerazione solo le vetture più ecologiche ibride ed elettriche al primo posto troviamo la Toyota Auris.

Cosa accade sul fronte dei prezzi delle auto in offerta sul mercato in Lombardia? Nel 2018 il prezzo medio di vendita si attesta a circa 13.880, un dato superiore alla media nazionale ( 12.280).

Per acquistare una vettura, tra le province “più care” troviamo ai primi posti Brescia, con un prezzo medio di 17.340, e Cremona con 16.780. Seguono Monza e Brianza con 15.410, Bergamo con 15.180, Mantova con 15.080, Lecco con 14.900, Varese e Milano entrambe con 13.130 e Como con 12.750. Più “economiche” Pavia (€ 10.840), Lodi (€ 12.140) e Sondrio (€ 12.710).

Qual è l’età media delle vetture proposte nella regione nel 2018?

E’ di 7,2 anni, un dato inferiore rispetto alla media nazionale (8,3 anni) ma che resta comunque un segno evidente che sono tanti i consumatori che pianificano la sostituzione della propria vettura per necessità più che per “sfizio” e voglia di cambiare.

 

Provincia Passaggi netti 2018 Var. % Passaggi netti 2017 /  2018 Passaggi proprietà 2018  ogni 10mila residenti (oltre i 18 anni) Prezzo medio medio auto in vendita 2018 Età media auto in vendita  2018
MILANO 138.909 3,8% 513,6 13.130 €  
BRESCIA 69.438 8,0% 666,0 17.340 €  
BERGAMO 55.110 5,6% 603,4 15.180 €  
VARESE 46.228 2,6% 620,9 13.130 €  
MONZA – BRIANZA 41.779 5,9% 577,2 15.410 €  
PAVIA 30.346 6,7% 653,5 10.840 €  
COMO 29.331 5,4% 585,8 12.750 €  
MANTOVA 22.023 7,7% 636,9 15.080 €  
CREMONA 18.251 7,2% 603,1 16.780 €  
LECCO 16.870 8,1% 595,9 14.900 €  
LODI 11.681 5,4% 611,0 12.140 €  
SONDRIO 9.821 4,1% 644,4 12.710 €  
LOMBARDIA 489.787 5,4% 585,2 13.880 € 7,2

Fonte: elaborazione Centro Studi di AutoScout24 sia sui passaggi di proprietà forniti dall’ACI, sia su dati interni dell’azienda.

 

Regione Passaggi netti 2018 Var. % Passaggi netti 2017 /  2018 Passaggi proprietà 2018  ogni 10mila residenti (oltre i 18 anni) Prezzo  medio auto in vendita 2018 (€) Età media auto in vendita  2018 Alimentazione più richiesta sul totale (%)  2018
LOMBARDIA 489.787 5,4% 585,2 13.880 € 7,2 Diesel (61%)
LAZIO 318.924 2,7% 645,5 12.350 € 7,1 Diesel (62%)
CAMPANIA 283.373 4,5% 594,1 10.660 € 7,2 Diesel (68%)
VENETO 251.598 7,6% 612,9 14.590 € 6,4 Diesel (68%)
SICILIA 249.096 4,2% 597,7 10.950 € 8,6 Diesel (69%)
PIEMONTE 239.589 3,2% 645,5 11.530 € 7.4 Diesel (65%)
EMILIA ROMAGNA 232.024 6,7% 619,5 12.750 € 8,7 Diesel (63%)
PUGLIA 218.096 5,1% 645,1 10.690 € 7,7 Diesel (74%)
TOSCANA 180.600 3,8% 569,5 11.350 € 8 Diesel (62%)
CALABRIA 92.773 3,9% 566,9 10.380 € 9 Diesel (69%)
SARDEGNA 85.641 4,0% 604,1 10.890 € 7,7 Diesel (63%)
MARCHE 73.026 4,2% 564,3 11.380 € 8,7 Diesel (62%)
LIGURIA 70.989 3,5% 528,5 10.610 € 8,8 Diesel (56%)
ABRUZZO 66.625 3,4% 597,6 10.810 € 8,7 Diesel (66%)
TRENTINO – ALTO ADIGE 66.150 10,1% 758,7 13.460 € 7.2 Diesel (68%)
FRIULI – VENEZIA GIULIA 65.023 6,5% 627,7 12.740 € 6,8 Diesel (67%)
UMBRIA 49.775 2,0% 664,0 11.970 € 7,7 Diesel (67%)
BASILICATA 29.294 2,8% 608,1 10.540 € 8,5 Diesel (76%)
MOLISE 17.169 3,4% 648,2 10.980 € 8 Diesel (75%)
VALLE D’AOSTA 7.615 5,4% 719,6 10.880 € 7.6 Diesel (61%)
TOTALE ITALIA 3.090.049 4,7% 609,7 12.280 € 8,3 Diesel (65%)
             

Fonte: elaborazione Centro Studi di AutoScout24 sia sui passaggi di proprietà forniti dall’ACI, sia su dati interni dell’azienda.

Confindustria: va ad Aib il premio Orientagiovani 2018/2019

in Aib/Associazioni di categoria/Economia by

AIB si è aggiudicata il Premio Orientagiovani 2018/19 di Confindustria nella sezione BAQ (“Bollino per l’Alternanza di Qualità”), prima tra tutte le territoriali italiane.

Il riconoscimento è giunto grazie alla certificazione complessiva di 43 aziende, capaci di distinguersi nella realizzazione di percorsi di alternanza scuola/lavoro di alta qualità e appartenenti a diversi settori merceologici: dalla Metallurgia/Siderurgia al Terziario, passando per l’Agroalimentare e la Meccanica.

Il premio è stato consegnato oggi nell’Auditorium della Tecnica di Roma a Paola Artioli, Vice Presidente di AIB con delega all’Education e al Capitale Umano, per mano di Giovanni Brugnoli, Vice presidente di Confindustria delegato al Capitale Umano, al termine della Giornata Nazionale Orientagiovani.

Il BAQ – Bollino per l’Alternanza di Qualità – si basa sull’attivazione di collaborazioni virtuose tra imprese e scuole secondarie di secondo grado o centri di formazione professionale, con l’obbiettivo di facilitare l’orientamento professionale dei giovani e il loro inserimento in azienda, favorendo l’incontro tra domanda e offerta attraverso percorsi di studio in linea con le esigenze delle imprese, grazie a strumenti quali l’alternanza e l’apprendistato, e puntando su elementi come la formazione continua e la valorizzazione delle filiere educative.

Tra le associate di AIB, quattro realtà hanno inoltre ricevuto il BITS, il Bollino Impresa in ITS, per la promozione degli Istituti Tecnici Superiori.

 

Paola Artioli, Vice Presidente di Aib con delega all’Education e al Capitale Umano

“Sin dal primo momento in cui l’alternanza scuola/lavoro è diventata obbligatoria, AIB ha promosso sul territorio validi percorsi sul tema, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo e l’impegno delle imprese in favore dell’orientamento professionale e del futuro inserimento in azienda. Essere riconosciuti come la prima territoriale in Italia conferma come la direzione presa dalla nostra provincia sia quella giusta. Su questa strada continueremo a lavorare nel prossimo periodo, nonostante le previsioni di riduzione oraria a cui l’alternanza sarà soggetta.”

 

Economia anti-smog, a Brescia 2mila imprese e 12mila lavoratori

in Ambiente/Economia/Tendenze by
Smog, foto generica

Tra biciclette, pulizia degli edifici e cura del paesaggio ci sono 7 mila imprese a Milano, 17 mila in Lombardia su 79 mila in Italia. Cresce il settore a Milano, +3,2% in un anno e + 23% in cinque, in Lombardia +2,9% e + 20,4% e in Italia con +1,9% e +13,3%. Il 22%, circa una impresa su cinque del settore nel Paese si trova in regione. Sono 74 mila gli addetti milanesi, 129 mila lombardi su un totale nazionale di 517 mila, circa uno su tre si concentra nella regione. Anche il fatturato di 2 miliardi rispetto ai 5 lombardi e i 17 nazionali, è quasi un terzo in regione. Ci sono inoltre quasi 8 mila imprese a Milano legate alla mobilità con auto e al car sharing, tra vendita di veicoli meno inquinanti e noleggio di vetture, un settore che cresce del 4,5% in un anno e del 18,9% in cinque anni. Positivo il dato anche in Lombardia con 15 mila imprese nella nuova mobilità, + 5,5% e + 25%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese al 2018, 2017 e 2013.

Ha dichiarato Massimo Dal Checco, consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e amministratore unico di Innovhub Stazioni Sperimentali per l’Industria: “C’è un boom nei settori che favoriscono una mobilità alternativa, in particolare quella elettrica, con effetti positivi per la riduzione dello smog. Milano traina a livello nazionale per le 7 mila imprese coinvolte in questi settori e vede una forte crescita con +22% in cinque anni. La Camera di commercio è impegnata direttamente in questo mercato crescente, con la rilevazione dei prezzi delle colonnine di ricarica elettriche iniziata lo scorso anno”.

Per provincia in Lombardia. A Milano ci sono oltre 7 mila imprese (+23% in cinque anni), a Varese, Monza e Brescia quasi duemila (+13%, +23%, +19%), oltre mille a Bergamo e Como (+24% e +26%). A Milano sono circa 74 mila gli addetti, a Monza 15 mila, a Brescia 12 mila, a Bergamo 9 mila, a Varese 6 mila.

Per provincia in Italia. Prima Milano con 7 mila imprese (+23% in cinque anni), seguita da Roma con 6 mila (+17%), Torino con 4 mila (+9%), Napoli con 3 mila (+25%). Con circa 2 mila sono: Bologna (+10%), Firenze (+15%), Monza (+23%), Genova (+8%), Varese (+13%), Brescia (+19%).

Il governo aumenta le tasse sulle slot machine, i baristi protestano

in Cultura/Economia by
Slot machine

Nelle redazioni dei giornali stanno arrivando decine di mail di protesta con lo stesso messaggio.  Una campagna, evidentemente organizzata e diretta ai parlamentari, in cui i gestori di pubblici esercizi lamentano l’aumento della tassazione sulle slot machine. L’incremento è in apparenza lieve (1,35 per cento), ma – secondo i baristi che aderiscono alla protesta – si aggiunge a contributi già altissimi, che valgono il 75 per cento del residuo incamerato dallo Stato e abbassano i payout per i giocatori.

IL TESTO DELLA PROTESTA

Le vorrei ricordare che dai gestori non arriverà il 20% del PREU sulle slot, infatti ora paghiamo già il PREU ELEVATISSIMO al 21,60% + ADM e rete , con ultimo aumento del 1,35% (legge Stabilità 2019) e al 1° maggio aumenterà di un altro 0,35% (Decreto Dignità), lo sa questo??

Cosa volete aumentarlo ulteriormente, ma quale piccola TASSA ?? Sapete far di conto??

Il comparto del gioco lecito settore AWP/slot è pronto a scendere in piazza contro l’ennesima batosta in finanziaria: tassazione PREU al 20,6% + 0,8% ADM e +1% rete è pari al 75% del residuo che lo Stato incamera e con un ulteriore abbassamento del pay out a sfavore del giocatore.

Con l’aumento previsto, più quello di di maggio, si arriverà al 22,5%+ 1% rete = 23,5% (arriviamo a una tassazione del 79%) e gli apparecchi AWP con percentuale di vincita al 68% non sono in commercio e quando lo saranno la filiera non avrà marginalità per sostituirli (ricordiamoci che nel 2020 vanno ricambiati per l’introduzione della tessera sanitaria e poi ancora per l’introduzione delle AWP da remoto).

Perchè non li cercate altrove i fondi necessari per coprire le promesse elettorali?”

 

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