Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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agosto 2018

Cresce il settore dell’usato: nel Bresciano oltre 100 imprese

in Economia/Tendenze by
Vestiti usati

Cresce il settore dell’usato in Lombardia ed in Italia: +8,7% in regione e +7,7% a livello nazionale in cinque anni e, rispettivamente, +2,1% e +0,4% nell’ultimo anno secondo  un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro delle imprese al primo trimestre 2018, 2017 e 2013 relativi a tutte le localizzazioni (sedi di impresa, sedi secondarie e unità locali) specializzate nel commercio al dettaglio di articoli di seconda mano in negozi.

Nel 2018 si contano oltre ottocento attività lombarde su quasi 5 mila in Italia, il 16,7% del totale, tra chi è specializzato in libri di seconda mano (50 in Lombardia e 382 in Italia), da quelli scolastici a quelli rari, e chi vende mobili e oggetti di antiquariato (370 in Lombardia su 2.440 in Italia) o indumenti e oggetti vintage (329 lombardi su 1.764).

Prime in Italia per numero totale di attività sono Roma (con 450, +3,7% in cinque anni), Milano (con circa 400, +16%) e Torino (circa 300, +6,8%). Sopra le 200 attività anche Napoli e Firenze. Tra chi cresce di più in un anno Ravenna, Imperia e Isernia, in cinque anni Benevento, Gorizia e Oristano.

I principali centri dell’usato in Lombardia: Milano è prima con quasi 400 attività specializzate seguita da Brescia (105), Bergamo (67), Varese (63), Pavia (45) e Monza Brianza e Mantova con 36 ciascuna. In cinque anni crescono, in percentuale, soprattutto Lecco (da 9 a 13 attività, +44,4%) e Pavia (da 34 a 45, +32,4%).

Neosperience si presenta a innovA 2018 | INNOVATION CLUB

in Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche/Tendenze/Web e digitale by
Innova2018

Il futuro dell’acciaio non è più quello di una volta: l’industria 4.0 ha cambiato il modello di business, in tutti gli anelli della filiera siderurgica, e ancora lo sta cambiando, a una velocità inedita. Per non perdere competitività, è necessario essere preparati al cambiamento e riconoscere e governare le trasformazioni già in atto.

Made in Steel, da oltre 10 anni evento di riferimento della filiera siderurgica nel sud Europa, intende mostrare con continuità a operatori e portatori di interesse quale sarà il futuro dell’acciaio. Lo farà con innovA, l’evento nel quale la filiera siderurgica si presenterà in veste di visitatore per vedere e toccare con mano l’innovazione, che sarà il cuore tematico dell’ottava edizione di Made in Steel (14, 15, 16 maggio 2019, fieramilano Rho).

innovA debutterà a Brixia Forum (Brescia) il 20, 21 e 22 settembre 2018. È la convention dell’innovazione per il comparto siderurgico che offre alla filiera dell’acciaio nazionale un’occasione di scoperta, confronto e approfondimento dei grandi temi chiave del futuro. Digitalizzazione, industria 4.0, stampa 3D a metallo, additive manufacturing, piattaforme online per la vendita e la distribuzione: sono alcune delle questioni sfiorate a Made in Steel 2017 e che verranno portate a Made in Steel 2019, di cui innovA è evento propedeutico, anticipatore e “suggeritore” di elementi innovativi.

Il Gruppo Neosperience è posizionato sui più moderni trend di mercato e in grado di sviluppare progetti innovativi ad ampio spettro attraverso un portfolio di offerta, oggi ampliato verso nuove aree tecnologiche, al fine di aumentare la competitività dell’aziende:
> Artificial Intelligence;
> Blockchain;
> Internet of Things & RFID;
> Web & Mobile Applications;
> Realtà Aumentata;
> Software di produzione per i processi di fabbrica.

La capogruppo ha sviluppato la prima Digital Customer Experience Cloud al servizio delle aziende che vogliono coinvolgere e conoscere i propri clienti digitali. Il Gruppo Neosperience ha vinto il premio Red Herring Top 100 Global come una delle prime aziende tecnologiche al mondo, diventando anche Gartner Cool Vendorship che è il maggior riconoscimento dell’industria informatica.

Le aziende del settore Metal devono monitorare costantemente i processi attraverso l’utilizzo di strumenti di controllo adatti sia alla gestione di una produzione su ordine cliente sia alla pianificazione e produzione su previsione. Hanno la necessità di integrare i processi logistici primari con le funzioni di supporto quali il controllo qualità del prodotto, la manutenzione e gestione delle attrezzature e degli impianti.
Neosperience è un partner che realizza progetti completi di cambiamento anche di tipo organizzativo capitalizzando una notevole esperienza nella gestione dei sistemi gestionali d’impresa grazie a un’efficace modalità di utilizzo delle piattaforme SAP e di tutte le nuove tecnologie applicabili ai processi di questo settore.

I servizi alla persona danno lavoro a 76mila bresciani

in Economia/Partner/Salute/Tendenze by
Assistenza anziani

Cresce il settore dei servizi alla persona in Italia e Lombardia, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati del registro imprese 2018 e 2017, per un business che in regione supera i 27 miliardi di euro su oltre 100 a livello nazionale. Tra 2017 e 2018 le imprese attive passano da 781 mila a 794 mila a livello nazionale e da quasi 124 mila a oltre 125 mila in regione. Le imprese lombarde del settore pesano il 16% del totale italiano, quasi una su sei, e hanno circa 626 mila addetti su 3,3 milioni in Italia, il 19%.

I settori. Al primo posto in Lombardia la ristorazione, con 51 mila imprese su 334 mila in Italia, poi parrucchieri ed estetisti con oltre 23 mila attività su 141 mila in Italia, trasporto passeggeri su strada con 8 mila imprese su circa 34 mila in Italia. Ci sono anche oltre 5 mila attività che si occupano di riparazione su 29 mila in Italia e 4.700 di istruzione su 28 mila in Italia.

Il settore dei servizi alla persona in Lombardia. Milano è prima con oltre 46 mila imprese, 276 mila addetti e un giro d’affari annuo da 17 miliardi. Vengono poi Brescia con circa 17 mila imprese e 76 mila addetti, Bergamo con quasi 13 mila imprese e 63 mila addetti. Varese è quarta con 10 mila imprese circa e 43 mila addetti. Monza e Brianza ha quasi 9 mila imprese che danno lavoro a 34 mila addetti per un business di oltre 1 miliardo di euro mentre sono 2.300 le imprese del settore a Lodi con oltre 9 mila addetti e ricavi da circa 300 milioni.

In Italia per provincia. Prima Roma con oltre 71 mila imprese (circa 2 mila imprese in più in un anno), poi Milano con 46 mila (quasi mille imprese in più), Napoli con 36 mila (mille imprese in più), Torino con 30 mila e Bari con 18 mila. Per addetti, prima Roma con 280 mila, poi Milano con 276 mila (4 mila in più), Napoli con 124 mila, Torino con 114 mila e Brescia con 76 mila.

 

Brescia, cresce l’interesse delle imprese verso Asia, Africa e Medio Oriente

in Api/Associazioni di categoria/Economia/Export/Tendenze by

I mercati esteri sono sempre più importanti per le PMI bresciane e consentono margini spesso significativi: così è stato nel primo semestre 2018 e così sarà, almeno nell’Unione Europea, nei prossimi mesi. A rilevarlo è l’analisi semestrale dei dati sullo sviluppo internazionale delle imprese associate realizzata dal centro studi di Apindustria attraverso un’indagine che ha coinvolto un campione di 100 imprese associate, prevalentemente metalmeccaniche. Nel primo semestre 2018 il fatturato nella comunità europea è cresciuto per il 46% delle imprese, nel 15% dei casi in misura superiore al 10%. Segno positivo anche per chi ha esportato negli altri Paesi europei non Ue e, in modo marcato, in Africa e Medio Oriente. Se questa è la fotografia del passato recente, le aspettative sul commercio internazionale per i prossimi mesi sono per lo più stabili. Le note più ottimistiche riguardano il mercato comunitario: la metà del campione ritiene infatti che i commerci intra Ue possano crescere ulteriormente. Col segno positivo anche le previsioni per i mercati europei non Ue, ad eccezione di quello russo, dove quasi un quinto dei rispondenti prevede una sensibile riduzione nel prossimo futuro. Stabile il mercato nordamericano, le prospettive maggiori di crescita vengono individuate nel Nord Africa (67% dei rispondenti) e nel Medio Oriente (50%), aree queste dove negli anni passati (a causa delle tensioni geopolitiche) si erano registrate significative battute d’arresto.

Per quanto concerne le modalità di approccio ai mercati esteri, in linea con i dati rilevati nei semestri precedenti la formula prevalente è l’esportazione diretta, utilizzata dal 64% degli interpellati. Le piattaforme digitali B2B – sviluppatesi negli ultimi anni con l’intento di facilitare l’incontro tra domanda e offerta – sono al momento utilizzate da circa una impresa su dieci. Sei imprese su dieci non mostrano al momento interesse allo sviluppo di questo canale, anche perché impegnate a consolidare i legami diretti già esistenti o da ricostruire dopo gli anni di crisi. Tre imprese su dieci, pur non utilizzando tali piattaforme, dichiarano invece l’intenzione di approfondire la conoscenza di tale strumento. Facile immaginare quindi che, nel prossimo futuro, ci sarà un incremento nell’uso delle piattaforme B2B. Per quanto riguarda l’impegno ad aumentare quote di mercato nel prossimo futuro, l’Unione Europea appare come area di sviluppo naturale di una presenza già consolidata. I maggiori sforzi si rivolgeranno verso l’Asia: «L’80% di coloro che intendono rivolgersi a questo mercato – si legge nel focus estero dell’ufficio studi di Apindustria – investiranno per implementare o sviluppare nuove relazioni commerciali. Interessante notare come l’Asia a cui puntano i rispondenti non sia strettamente la Cina, rispetto alla quale prestano apparentemente poca attenzione». Più che nel Paese del Dragone, le imprese sembrano quindi guardare ad altri Paesi dell’area del Sud-Est asiatico, attraversati da solidi processi di crescita e con la possibilità di costruire relazioni commerciali positive.

Rispetto alle difficoltà, la dimensione aziendale limitata (con annessi problemi di carenza di personale dedicato, costi e talvolta barriere linguistiche) rappresenta per le aziende associate l’ostacolo principale allo sviluppo di ulteriori rapporti commerciali con l’estero. In tal senso va anche letto l’ufficio estero attivato oramai da tre anni da Apindustria, finalizzato proprio a sostenere le imprese nel necessario processo di internazionalizzazione. Oltre che i fattori endogeni, pesano però anche aspetti esogeni, il primo dei quali è rappresentato dalle barriere protezionistiche. «L’analisi del nostro centro studi conferma l’importanza crescente dei mercati esteri per le imprese bresciane – sottolinea il vice presidente di Apindustria Brescia con delega all’internazionalizzazione Alessandro Orizio -, interessate non solo a consolidare la loro presenza in Europa ma desiderose di approfondire le opportunità significative che ci sono in Asia. Emerge però anche una preoccupazione per i venti protezionistici, che certo non aiutano un tessuto produttivo aperto e vocato all’export come il nostro. Il nostro augurio è che si possano trovare soluzioni positive ai dissidi attuali, a tutto vantaggio delle imprese e dei consumatori».

Autobus low cost, boom di passeggeri a Brescia per FlixBus

in Economia/Partner 2/Trasporti by
Flixbus, foto d'archivio

FlixBus festeggia tre anni di presenza a Brescia con un bilancio positivo: le prenotazioni per la città sono infatti raddoppiate solo nell’ultimo anno, grazie alla progressiva istituzione di collegamenti verso un numero crescente di destinazioni in Italia e all’estero, che ha contribuito a rendere l’autobus una forma di trasporto sempre più radicata tra i viaggiatori bresciani.

Sono oltre 90 le destinazioni attualmente raggiungibili da Brescia con FlixBus: in particolare, l’operatore degli autobus verdi ha incrementato nel tempo le connessioni internazionali con la città integrandola sempre più nella propria rete internazionale di autobus intercity, che con le sue circa 2.000 città in 27 Paesi dal Portogallo all’Ucraina rappresenta, ad oggi, la più estesa del continente.

Italia: Torino rimane la meta preferita dei Bresciani. E dal 4 settembre si arriverà in Calabria

Sale, innanzitutto, il numero delle città italiane collegate con Brescia: ai grandi centri come Torino, che si mantiene prima in classifica fra le mete più gettonate dai Bresciani, Roma (al 2° posto), Napoli, Genova e Bologna, e alle città d’arte come Venezia, Verona, Padova, Firenze e Caserta, si aggiungeranno a partire da martedì 4 settembre anche le prime destinazioni in Calabria. Senza cambi, si potranno infatti raggiungere in notturna diverse località della costa ionica, quali Corigliano, Rossano, Sibari e Cariati. E per chi vuole godersi gli ultimi barlumi di estate con una breve vacanza, restano attive le cose verso la Riviera Romagnola, dirette a Rimini e Riccione, o verso le montagne del Trentino-Alto Adige, con arrivo a Trento, Bolzano e Bressanone.

Europa: più collegamenti in Francia e Catalogna

Si ampliano allo stesso tempo anche i collegamenti internazionali con Brescia, da cui è ora possibile raggiungere con un solo biglietto nuove località in Francia e Catalogna: in Francia sono nove le località a portata di autobus dalla città lombarda, tra cui Marsiglia, Montpellier e Tolone, mentre Girona si è recentemente affiancata a Barcellona tra le destinazioni raggiungibili in Catalogna. Restano attivi i collegamenti internazionali preesistenti, tra cui quelli con Lubiana, Zagabria, Innsbruck e Budapest.

Tutti i collegamenti sono prenotabili online, via app e in agenzia, e sono operati in collaborazione con una rete di aziende partner dall’esperienza pluriennale che mettono a disposizione mezzi e autisti, mentre FlixBus si occupa della pianificazione di rete e cura il marketing, la comunicazione e il pricing. A bordo, Wi-Fi, prese elettriche, sedili reclinabili e toilette.

Animali domestici, business senza crisi: a Brescia le attività sono 190

in Economia/Tendenze by
Animali da compagnia a Brescia

Cresce il business degli animali da compagnia in Lombardia, +4,7% in un anno e + 27,2% in cinque secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese 2018, 2017 e 2013. La Lombardia con 1.680 tra sedi e unità locali su quasi 12 mila in Italia rappresenta il 14,3% delle attività che a livello nazionale sono dedicate agli animali domestici. Si tratta di oltre 800 attività di commercio specializzato, 715 servizi di cura degli animali, dalla pensione alla tolettatura, dall’addestramento ai dogsitter. Ci sono poi 116 attività di servizi veterinari e 25 che producono alimentazione per animali da compagnia. Un settore che genera lavoro, sono oltre 2.500 gli addetti in Lombardia (su 14.500 in Italia) di cui 1.200 a Milano e circa 200 a Bergamo, Brescia e Monza Brianza.

Milano è prima per numero di attività (531), seguita da Brescia (190), Bergamo (177) e Varese (171) ma la provincia che cresce di più in 5 anni è Mantova (+54,5%) seguita da Lecco e Lodi (+36% ciascuna).

Un’attività in cui è forte la presenza delle imprenditrici, il 53% delle imprese sono femminili in Lombardia, il 48% in Italia, e in cui i giovani pesano circa il 20%. È di imprenditori nati all’estero circa un’impresa su cinque.

12 mila le attività in Italia dedicate agli animali da compagnia con 14.500 addetti. Un settore che cresce del 3,5% in un anno e del 22,1% in cinque anni. Roma è prima con 1.082 tra sedi di impresa e unità locali, seguita da Napoli con 623 attività e Milano con 531. Torino si posiziona al quarto posto con 499 localizzazioni seguita da Bari e Palermo.  Prime per numero di addetti sono Roma, Milano e Padova, con circa mille l’una.

Business da un miliardo all’anno di cui un quarto in Lombardia.

Innovare il settore turistico attraverso la tecnologia digitale

in Economia/Evidenza/Innovation club/Rubriche/Tech/Tendenze/Web e digitale by
Turismo Mobile

I settori in ripresa sono guidata principalmente dalla ripartenza della spesa delle famiglie residenti, voce che include anche i consumi turistici, che quest’anno hanno subito un’accelerazione grazie al buon andamento della stagione turistica. Inoltre secondo le stime di Confesercenti, quest’anno gli arrivi internazionali in Italia dovrebbe crescere del 4%, superando quota 50 milioni.
L’OPPORTUNITA’

Ma l’Italia può incrementare ancora molto tutti i propri servizi turistici fornendo servizi distintivi: basti considerare che Berlino adottando una strategia turistica più aggressiva ha 3 volte i visitatori di Roma. Si rende necessario creare un’esperienza emozionale e unica e la tecnologia digitale può aiutare a realizzare tutto questo.
Ecco 8 spunti innovativi per realizzare un’esperienza turistica vincente durante le 4 fasi di coinvolgimento del turista:

PRIMA DEL VIAGGIO

Valorizzare lo storytelling con l’Inbound marketing

Le persone non vogliono acquistare solamente un viaggio ma un’esperienza memorabile. La distribuzione delle informazioni sottoforma di Storytelling risulta essenziale ed oggi tecnologie e metodi quali l’inbound marketing possono accedere facilmente alla conscenza. Il termine Inbound marketing indica una modalità di marketing centrata sull’essere trovati da potenziali clienti (outside-in) in contrasto alla modalità tradizionale, detta anche outbound marketing (inside-out) che è imperniata su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. I vantaggi dell’inbound marketing possono essere estesi a qualsiasi organizzazione o tipo di azienda, che sia a scopo di lucro o meno, che utilizzi il “canale” (sito web in primis) come mezzo di comunicazione con clienti esistenti e potenziali.

Creazione di esperienze emozionali ed immersive con il 3D

Realizzare un’esperienza 3D è il miglior modo per accedere ad una “preview” al contenuto culturale. Una simulazione navigabile può essere esposta sul web, sui social nei mobile app store, nelle Smart TV compatibili con le più diffuse console (Playstation e Xbox) e utilizzando dispositivi immersivi come gli Oculus Rift

VIAGGIANDO VERSO LA DESTINAZIONE

Fornire tutte le informazioni per preparare al meglio il viaggio

L’utente ha bisogno di tutte le informazioni territoriali legate all’utilità ed ai servizi. Una guida turistica deve mettere nella miglior luce per i diversi target di utenza tutti gli aspetti culturali e l’offerta culturale presente su un territorio, in base alla quale ha realizzato a titolo sperimentale alcune applicazioni per smartphone.

Realizzare una strategia di profilazione basandosi sui dati dei Social Network

Per profilazione dell’utente si intende correntemente l’insieme di attività di raccolta ed elaborazione dei dati inerenti agli utenti di servizi per suddividere l’utenza in gruppi di comportamento. Considerando che il 30% dei dati presenti sui social network sono riconducibili ad un’esperienza turistica o di viaggio la profilazione basata sui dati Social risulta essere l’arma vincente. In ambito commerciale, la profilazione dell’utente è uno strumento del cosiddetto marketing mirato, che fa ampio uso di questa e altre tecniche per ottenere accurate analisi dei potenziali clienti, operando spesso al limite del legalmente consentito, quando non oltre. I motori di profilazione sono la tecnologia che permette di coinvolgere l’utente con esperienze personali.

DURANTE IL VIAGGIO

Emozionare utilizzando la prossimità e la realtà aumentata: la Slow Digital Experience

Lo schermo dello smartphone non solo è diventato il nostro riferimento principale quando abbiamo bisogno di trovare informazioni, è anche diventato il fattore che scandisce il flusso dell’esperienza. Per dirla con Google, l’avvento del mobile ha frammentato la quotidianità in una sequenza non lineare di Micro Momenti, ovvero interazioni frammentarie caratterizzate da motivazioni e scopi specifici. Per i musei diventa quindi essenziale riuscire a raggiungere gli utenti nei micro momenti più significativi, sfidando i limiti temporali e di attenzione. L’unico modo per riuscirci è offrire valore aggiunto nell’ambito di una esperienza complessiva appagante e coinvolgente  L’esperienza diventa il vero elemento di differenziazione, anche quando si racconta una storia. Per i musei questo significa trasformare il problema in opportunità: utilizzare la tecnologia per cercare di dilatare gli istanti di attenzione e aumentare l’esistenza dell’opera e l’esperienza della visita.

Utilizzare al Gamification durante l’esperienza turistica

La gamification trae vantaggio dall’interattività e ovviamente dal divertimento. La gamification è un mezzo molto potente ed efficace che permette di veicolare messaggi di vario tipo e indurre a comportamenti attivi permettendo di raggiungere anche obiettivi di impresa: al centro c’è sempre l’utente e il suo engagement. Nel campo turistico permette di creare un’interazione più ricca per giovani (generazione X e Y) e per le famiglie con bambini.

DOPO IL VIAGGIO

L’ipercartolina: una condivisione intelligente dell’esperienze turistiche per singoli e per gruppi

Il contenuto più importante che riguarda un prodotto o un servizio non solo le informazioni che crea chi produce o fornisce quel bene ma le conversazioni ad esso attribuite perchè “super partes”. Per questa ragione in un’evoluta esperienza turistica l’utente deve poter raccogliere facilmente tutti i dati e le informazioni un report di viaggio per condividerLa. Il modello dell’ipercartolina prevede che l’utente partendo dalle proprie fotografice (il 90% delle informazioni turistiche prodotte sono immagini) e dai propri commenti possa costruire il diario di viaggio organizzato con una logica temporale, arricchito da mappa e da link ad informazioni ufficiali e schede che possano. Particolarmente utile è utilizzare la logica dei gruppi chiusi similmente alla logica di Whatsapp dove un’ipercartolina viene arricchita da un gruppo di utenti e non un singolo.

Realizzare un modello per la fidelizzazione del turista

Trovare un “cliente turista” è  complesso e costoso e spesso le organizzazioni dopo averlo ingaggiato se ne dimenticano e non creano le premesse per un suo ritorno. Molto spesso i servizi turistici possono trasformare la propria offerta anche in una forma di abbonamento in modo da coinvolgere con nuovi argomenti lo stesso cliente o i suoi amici o ancora la sua famiglia. Oggi ci sono numerosi CRM in grado di gestire i contatti utenti a cui va aggiunto un sistema web di gestione del dialogo tra i principali “stakeholder” coinvolti dall’ecosistema turistico: l’ente di promozione turistica, i partner commerciali turistici, le realtà del territorio. Il sistema di fidelizzazione dialoga con l’utente attraverso vari strumenti  dalla semplice newsletter fino a fornire attraverso il digitale opportunità e pacchetti di offerta.

Per maggiori informazioni: info@innovationclub.it

La Retail Apocalypse: e-commerce in crescita e negozi chiusi anche in Italia?

in Commercio/Economia/Evidenza by
Negozio chiuso

Il termine Retail Apocalypse descrive il fenomeno che riguarda la chiusura dei negozi fisici a causa del cambiamento comportamentale della popolazione. 

Questo avvenimento iniziato negli Stati Uniti sta prendendo piede anche in Italia, perché le nuove generazioni, rispetto a quelle prima dei millennials hanno cambiato stile di vita e logiche di spesa.

In Italia non troviamo ancora nessuna grande apocalisse: nel 2017 esistevano ben 943 centri commerciali e nel 2018 se ne sono aperti di nuovi.

A subire maggiormente gli effetti della crisi, invece, sono i piccoli negozi che chiudono al ritmo di uno su dieci, per un totale di oltre 90 mila esercizi commerciali in meno negli ultimi 12 mesi secondo il report Confesercenti.

Tra le categorie più colpite ci sono i negozi del tessile-abbigliamento, il cui numero si è ridotto di un quinto in un anno. Altri settori molto colpiti sono ferramenta e costruzioni (-19,9%), oreficerie, profumerie (-17,5%) e librerie (-17%).

Le nuove tecnologie stanno creando una nuova logica di accesso ai prodotti e servizi e appaiono molto evidenti i punti critici della distribuzione tradizionale. Vediamo i principali 10 motivi che hanno determinato questo fenomeno:

  1. Il prezzo è certamente più competitivo in un acquisto online perché ovviamente i portali internazionali ed italiani possono lavorare su un fattore di scala maggiore anche rispetto alla GDO;
  2. Il consumatore oggi vuole un ampio catalogo e non essere vincolato dal limite fisico del magazzino di un esercente. Per questa ragione un’acquisto online è certamente più soddisfacente;
  3. Attraverso il digitale si ha un contatto diretto con il prodotto e quindi è maggiormente stimolato il senso di possesso del cliente potenziale. Se ci si reca in un negozio di abbigliamento ci si trova di fronte a una commessa o spesso al proprietario del negozio che magari animato dalle migliore intenzioni cerca di dare i suoi consigli. In questo modo però diventa un intermediario che “allontana” il cliente dal prodotto. Invece spedendo a casa un numero anche elevato di vestiti tramite un servizio di e-commerce questi diventano automaticamente “i vestiti del cliente” che tenderà ad appropriarsene rendendo indietro solo nel caso in cui il capo non “vesta bene”;
  4. Sul canale digitale è possibile ottenere recensioni e pareri disinteressati di altri clienti dello stesso prodotto. Oggi un’analisi di opinioni online vale molto di più del buon consiglio del “esercente del paese” su cui può esistere anche solo il sospetto di un tentativo promozionale. Sempre più inoltre esistono servizi automatici di advisor online che utilizzano il chatbot o fanno parlare con un’esperto gratuitamente in modo da indirizzare il cliente alla giusta scelta;
  5. I consumatori percepiscono con meno importanza l’elemento della posizione di un punto vendita e sono disposti a muoversi o aspettare per trovare l’occasione giusta. Già oggi in Italia il concetto di “andare a vedere le vetrine” nel centro storico di una città o di un paese si sta perdendo e anche per ragioni di aggregazione sociale ci si sposta nei grandi centri commerciali seguendo un lifestyle occidentale-nordamericano. Ma nel prossimo futuro come sta accadendo li la gente vorrà fare acquisti da casa;
  6. I brand e i produttori di prodotti di lusso comprendono che la gestione della loro “awareness” deve passare sul canale digitale. Un’azienda viene oggi valutata per il database clienti fidelizzati non per il numero di punti vendita. In molti casi anche quando la rete retail è proprietaria costituisce un vincolo. Recentemente il brand americano Bebe, specializzato in abbigliamento femminile rinuncerà ai suoi 170 punti vendita per passare direttamente all’online;
  7. Si stanno diffondendo anche in Italia molti servizi di Dropshipping a prezzo competitivo che si occupino loro dello stoccaggio e della spedizione della merce direttamente al consumatore. Questo consente alle aziende produttrici di ridurre addirittura i costi logistici;
  8. La percezione della sicurezza online è alta anche grazie alle recenti normative e all’introduzione di nuove tecnologie è in costante crescita. L’esperienza di gestione di un diritto di recesso è aumentata del 3500% negli ultimi 3 anni;
  9. Il digitale consente una maggiore flessibilità perchè un sistema e-commerce è un negozio sempre aperto, 24 ore su 24, al contrario della maggior parte delle attività commerciali tradizionali. Non richiede ovviamente una presenza fisica e le sue luci sono accese a chiunque voglia entrare, in qualsiasi momento desideri farlo;
  10. Oggi molte realtà vogliono internazionalizzare le proprie competenze concentrandosi su una nicchia verticale per farlo i costi di sviluppo di una rete commerciale di punti fisici sono troppo alti mentre lavorare attraverso meccanismi virali digitali appare sempre più come la scelta migliore.

Ma la questione che oggi si pone anche in considerazione delle importanti conseguenze sociali è se la metà dei punti vendita italiani faranno nei prossimi anni la fine delle cabine telefoniche e dei video noleggi ?

Non manifestandosi una vera e propria apocalisse il primo istinto è quello di sottovalutare il problema perché ancora non diffuso in modo evidente. 

Tuttavia bisogna riflettere sul fatto che spesso questi cambiamenti negli stili di acquisto si diffondo in modo esponenziale e in pochissimo tempo quel che sembrava la norma viene completamente stravolta.

Come quindi un esercente che non ha una produzione di prodotti propri può preparasi ?

Va anzitutto premesso che non è semplice cambiare rotta dopo magari 30-40 anni di lavoro dove si sono accumulate tante esperienze positive ed un modus operandi che si è per tante ragioni radicato. Quindi non va assolutamente banalizzata la difficoltà di tale processo.

Alcune indicazioni:

  • Prima di tutto bisogna riflettere sul catalogo che non può essere limitato ad un’offerta che si può trovare facilmente online magari dello stesso prodotto o di uno equivalente. A volte in questo caso una scelta vincente è dare spazio a piccole produzioni locali che vengono spesso valorizzate sul target turistico;
  • Le persone verranno in un punto di vendita fisico se troveranno un’esperienza in questo luogo. Un buon esempio può essere la libreria che si converte in “locale per aperitivi cultural”i dove vengono presentate le nuove uscite editoriali;
  • Il digitale deve essere accuratamente presidiato perché la propria community di follower sarà più importante della propria vetrina;
  • Infine se le prospettive non sono rosee può essere da valutare una conversione del punto vendita. Questo accade ad esempio al negozio di abbigliamento che si converte in centro estetico che per la natura dei suoi servizi è più protetto

Banca Valsabbina apre un nuovo sportello a Treviso

in Banche/Economia/Valsabbina by

Banca Valsabbina continua il proprio percorso di crescita ed evoluzione annunciando l’apertura di una nuova filiale, la prima nella città di Treviso, già operativa in viale Monte Grappa.

La nuova apertura – così afferma una nota –  si inserisce in un quadro strategico di espansione ed accreditamento a livello nazionale che ha l’obiettivo di consolidare e rafforzare il posizionamento dell’istituto bancario all’interno della comunità economico-finanziaria. Grazie ad una capillare rete territoriale, imprenditoriale e retail, la banca conta oggi oltre 70 filiali: 50 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 12 tra quelle di Treviso, Milano, Bergamo, Trento, Vicenza, Mantova, Modena, Monza Brianza, e Padova. L’istituto si avvale della collaborazione di oltre 560 dipendenti, conta oltre 8 miliardi di euro di masse gestite ed un solido patrimonio che supera 380 milioni di euro, con un CET 1 superiore al 15%.

“La provincia di Treviso, grazie alla presenza di notevoli poli industriali e ad una clientela da sempre sensibile ai servizi finanziari più evoluti, rappresenta un’area strategica ed una grande opportunità per lo sviluppo del nostro business. – ha dichiarato il DG Tonino Fornari- “L’apertura trevigiana rappresenta un valore aggiunto per la comunità in cui andremo ad operare, che potrà beneficiare della nostra consulenza e dell’affidabilità dei nostri servizi. Infine con la nuova filiale abbiamo potuto compiere un ulteriore passo avanti verso il consolidamento della nostra presenza sul territorio”.

Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni, fondata nel 1898. E’ la principale banca popolare di Brescia e da oltre cento anni sostiene la crescita e lo sviluppo economico del territorio bresciano, ponendosi come interlocutore sia per le famiglie che per gli artigiani, le piccole attività economiche e le PMI. Opera attraverso una rete territoriale che conta oltre 70 filiali (50 in provincia di Brescia, 8 in provincia di Verona e 12 tra quelle di Treviso, Trento, Vicenza, Mantova, Modena, Monza Brianza, Bergamo, Milano e Padova), con circa oltre 560 dipendenti, più di 8 miliardi di euro di masse gestite e un solido patrimonio di oltre 380 milioni di euro (con un CET1 superiore al 15%).

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