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Lombardia Informatica: cresce la richiesta di professionisti ICT

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Cresce la domanda di nuove figure professionali legate al mondo della tecnologia, ma le aziende faticano a trovare personale specializzato.

Questo è quanto è emerso nella seconda tappa del “Roadshow competenze digitali” tenutosi a Milano lo scorso 28 Febbraio presso la sede di Lombardia Informatica. L’evento è stata un’occasione importante per comprendere l’impatto che le nuove tecnologie hanno nel mercato del lavoro e in quello della formazione.

«La rapida domanda di competenze» come ha precisato il professor Giancarlo Capitani del Politecnico di Milano «non riesce a essere soddisfatta dal numero di laureati o diplomati». Si tratta di un gap significativo dove da un lato abbiamo il comparto formativo che mette in campo circa 8mila laureati ogni anno a fronte di una domanda di 85mila nuovi professionisti richiesti nel settore dell’ICT nel triennio 2016-2018.

Non si tratta solo di una mancanza di certe professionalità, ma anche della capacità di università e scuole di adeguare i propri programmi di formazione ad un mercato del lavoro in continuo aggiornamento. La richiesta riguarda sia le competenze forti (hard skills), vale a dire le conoscenze tecniche e informatiche per poter accedere al mercato del lavoro, sia le soft skills, competenze gestionali, organizzative e relazionali.

La rapida digitalizzazione delle imprese rende queste figure professionali fondamentali anche in quei settori non propriamente legati al mondo dell’ICT come quello legale, amministrativo, culturale dove si registra, come ha spiegato il professor Capitani, «una rapida obsolescenza» che si traduce non da ultimo in una minore efficienza sia in termini economici che gestionali. Il presidente di Lombardia Informatica, Giorgio Caielli, ha inoltre sottolineato l’urgenza di adeguare l’offerta formativa alla domanda di professionalità digitali competenti e aggiornate per poter riempire questo gap.

Nel report presentato durante l’evento dall’Osservatorio competenze digitali  vengono prese in esame le professionalità più richieste nel mercato del lavoro con figure legate al mondo del mobile che in questi ultimi anni sta conoscendo una rapida crescita superando gli accessi dal tradizionale desktop. In questo ambito già da anni soprattutto nel settore del gaming online piattaforme leader del settore come PokerStars Casino hanno affiancato ai tradizionali giochi da desktop anche versioni mobile disponibili per iOS o Android con l’obiettivo di intercettare utenti sempre più mobili.

Ma se guardiamo ad altri settori vediamo come la richiesta di mobile application developer sia trasversale per trovare impiego anche in ambito sanitario con lo sviluppo di applicazioni per la verifica dello stato di affollamento degli ospedali o la consultazione dei referti. È il caso ad esempio dell’app gratuita Salutile ideata da Lombardia informatica oppure in ambito museale dell’applicazione di realtà virtuale messa a disposizione degli utenti che accedono al sito del Museo Nazionale della Scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

Ma il processo di digitalizzazione e la richiesta di nuove competenze o l’aggiornamento delle figure professionali già presenti sul mercato del lavoro riguarda anche quei settori che appaiono tradizionalmente più lontani dal processo di innovazione, ma che invece trovano in esso un nuovo modo per migliorare l’efficienza dei processi produttivi. Nel comparto caseario ad esempio le tecnologie dell’industria 4.0 garantiscono un risparmio significativo dei costi di gestione come sottolineato dall’Osservatorio smartAgrifood del Politecnico di Milano. Questo avviene grazie al monitoraggio del bestiame con i dati raccolti con pedometro oppure all’impiego di robot per la mungitura. In ambito più strettamente legato al settore dell’ICT si registra una crescente richiesta di professionalità con competenze nella gestione dei Big Data e della cyber security. Si tratta di figure emergenti che si affiancano ad altre più tradizionali come il test specialist e il system architect che troviamo ai primi posti del report dell’Osservatorio per numero di annunci rivolti a questo tipo di profilo professionale.

Ciò di cui si sente l’urgenza è dunque la volontà di allineare la formazione al mercato del lavoro visto che nell’industria dell’ICT i posti ci sono.

 

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