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aprile 2017

Turismo enogastronomico, bando da 1,2 milioni di euro della Regione

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Istituzioni/Regione/Turismo by

Si chiama ‘Wonderfood & Wine’ – secondo quanto riportato dal quotidiano on line BsNews.it – il nuovo bando da oltre 1,2 milioni di euro di Regione Lombardia, che concede contributi a fondo perduto fino a 75.000 euro per finanziare progetti di promozione turistica legati all’enogastronomia lombarda. Ad annunciarne la pubblicazione e’ l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini, il quale ha sottolineato che “si tratta di una delle opportunita’ piu’ importanti del progetto ‘Sapore in Lombardia’, per cui abbiamo stanziato complessivamente 5 milioni di euro con l’obiettivo di raccontare, consolidare, mettere a sistema la ricchezza della nostra offerta turistica in chiave enogastronomica e sostenere gli operatori del settore”.

“La nostra regione – ha dichiarato Parolini – non e’ ancora una destinazione turistica affermata in questo ambito, ma lo sara’ presto. In Lombardia infatti la ristorazione e la cucina, le produzioni agricole, alimentari e vitivinicole continuano a creare eccellenza tra
tradizione e modernita’, e questo patrimonio costituisce un formidabile elemento di attrattivita’ su cui stiamo puntando, sia per il mercato interno che, soprattutto, per quello internazionale”.

ANNO DEL TURISMO

“Durante quest’anno interamente dedicato al turismo – ha spiegato l’assessore – ci siamo impegnati a sostenere la promozione di tutti gli ambiti meno maturi e piu’ promettenti. Accanto agli interventi sul turismo enogastronomico, abbiamo messo in campo iniziative senza precedenti in Lombardia per il cicloturismo, il turismo religioso e quello legato alle citta’ d’arte”.

AUMENTARE LA VISIBILITA’

“Con questo bando, in particolare, – ha aggiunto Parolini – vogliamo sostenere in modo sussidiario interventi concreti e sinergici che aumentino la visibilita’ della nostra offerta in un mercato sempre piu’ vasto, ma anche valorizzare il legame tra turismo ed enogastronomia, che rappresenta probabilmente la chiave d’accesso piu’ autentica e diretta all’essenza e alla storia di un territorio”.

I PROGETTI FINANZIABILI

“Aggregazione, collaborazione e integrazione tra diversi soggetti, pubblici e privati, saranno elementi decisivi dei progetti finanziati da questa iniziativa, proprio per superare la frammentazione che talvolta ha rallentato l’efficacia del nostro sistema turistico. Le ingenti risorse stanziate – ha concluso Parolini – andranno a sostenere infatti interventi condivisi, su scala regionale, nazionale ed internazionale, di definizione e promozione dell’offerta enogastronomica lombarda su precisi mercati target, attraverso testimonial, eventi, partecipazione a fiere, blog tour, progetti di comunicazione e tanto altro ancora”. (Lnews – segue scheda)

CHI HA ACCESSO

Beneficiari del contributo regionale sono consorzi, imprese consortili e fondazioni. In forma aggregata possono presentare domanda anche associazioni di categoria, tra imprese e di professionisti; quartieri fieristici e organizzatori fieristici; soggetti pubblici e privati che si occupano di comunicazione e promozione turistica e del territorio.

ENTITA’ CONTRIBUTO

Le risorse, pari a 1.258.000,00 euro, sono trasferite a Unioncamere Lombardia in qualita’ di soggetto gestore. Il contributo regionale, pari al 70 per cento delle spese complessive ammissibili, sara’ a fondo perduto e non potra’ essere superiore a 5.000 per i soggetti in forma singola e 75.000 euro per le aggregazioni.

I PROGETTI

Sono finanziabili interventi di rilievo regionale, nazionale e internazionale di promozione turistica legata all’offerta enogastronomica lombarda coerenti con il progetto regionale unitario Sapore in Lombardia.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese devono essere riconducibili esclusivamente alle seguenti tipologie: spese di comunicazione direttamente funzionali al progetto; spese per consulenze; noleggio di hardware e software; noleggio di materiali, attrezzatture e servizi; affitto spazi.

FASI E TEMPI

Il procedimento di selezione dei progetti si articola nelle seguenti fasi: acquisizione delle proposte progettuali preliminari; convocazione; acquisizione delle proposte progettuali definitive. Le proposte devono essere inviate dal 5 giugno al 30 giugno 2017.

INFORMAZIONI

Approfondimenti e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia e di Regione Lombardia.

Kloudymail vola a Singapore a rappresentare Brescia e l’Italia

in Economia/Export/Partner/Tech by

La bresciana Kloudymail – secondo quanto riportato da BsNews.it – rappresenterà Brescia e l’Italia alla prossima Innovfest Unbound di Singapore. L’appuntamento, che si terrà dal 2 al 4 maggio, è il più grande festival dedicato all’innovazione del Sud Est Asiatico e conferma l’attenzione internazionale per la startup con sede a Brescia2 (in un piano di Palazzo Mercurio), che si occupa di sistemi di e-mail marketing per le aziende.

A Singapore la società guidata da Enrico Del Sordo sarà alla testa della delegazione italiana (una quindicina di aziende per tutta Italia) selezionata dall’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che fa capo al Ministero dello sviluppo economico.

Una scelta non casuale. Kloudymail presenta infatti una crescita dei fatturati che si attesta su una media del 25 per cento a trimestre e conta oltre 4mila aziende clienti nel mondo (dalla Svizzera al Regno Unito, dagli Emirati Arabi agli Usa), ponendosi in diretta concorrenza con i colossi mondiali come Mailchimp in un mercato che vale circa 2 miliardi di euro all’anno.

“Siamo orgogliosi di rappresentare Brescia in un contesto prestigioso come quello dell’Innovfest di Singapore”, spiega Del Sordo, “cercheremo di onorare questa responsabilità facendo il massimo, consapevoli che il nostro compito è quello di creare ricchezza, prestigio e lavoro nella Leonessa, il territorio in cui siamo nati e operiamo quotidianamente. Anche per questo”, continua Del Sordo, “mi fa piacere annunciare che presto procederemo all’assunzione di sette nuove persone nella nostra sede di Brescia2”.

Finlombarda, ecco il nuovo consiglio di amministrazione

in Banche/Economia/Finanza/Istituzioni/Regione by

La Giunta regionale della Lombardia, nelle scorse ore, ha provveduto a designare il presidente e
i componenti del consiglio di amministrazione di Finlombarda spa, societa’ finanziaria regionale per lo sviluppo della Lombardia, nelle persone dell’avvocato Michele Giuseppe Vietti (presidente), dell’avvocato Elisabetta Assi e dell’avvocato Maria Carla Giorgetti (componenti).

Michele Giuseppe Vietti, avvocato civilista, esperto i diritto commerciale, industriale e fallimentare, ex vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura (Csm), ex sottosegretario di stato ai ministeri dell’Economia, delle Finanze e della Giustizia, piu’ volte parlamentare, gia’ presidente della Commissione ministeriale di riforma dell’ordinamento giudiziario nonche’ professore straordinario di diritto delle societa’ presso l’universita’ Unint di Roma.

Elisabetta Assi, avvocato, responsabile delle transazioni obbligazionarie di un istituto finanziario di rilievo
internazionale. Precedentemente, collaboratrice senior di un primario studio legale di New York.

Maria Carla Giorgetti, avvocato, esperto in diritto societario commerciale, arbitrale e fallimentare, ex componente del cda della Fondazione Stelline di Milano, professore ordinario di Diritto processuale civile, fallimentare e dell’arbitrato, presidente del corso di studi di laurea in operatore giuridico di impresa presso l’Universita’ di Bergamo.

L’assemblea di Finlombarda in programma nel mese di maggio procedera’ alla nomina del Cda secondo le designazioni della Giunta.

Confindustria, patto tra Brescia, Cremona e Mantova: nasce la rete servizi innovativi

in Aib/Associazioni di categoria/Economia/Evidenza by

Il cambiamento dello scenario mondiale in cui le aziende si trovano ad operare tocca ogni ambito dell’operatività delle imprese italiane, rimodellandone il “fare impresa” finora conosciuto. Dalla comprensione del reale impatto delle tecnologie correlate all’Industria 4.0, al welfare aziendale, dall’improrogabile spinta verso l’internazionalizzazione, fino ad arrivare ai nuovi trend nell’ambito del Credito e della Finanza, dell’Ambiente e dell’Energia.

Le Associazioni territoriali e l’intero Sistema Confindustriale possono fare la differenza, attuando tutte quelle azioni necessarie ad aumentare la competitività delle nostre imprese, valorizzarle come “bene sociale” e difenderne i diritti, oltre che attraverso la rimodulazione o la creazione di nuovi servizi adeguati e rispondenti ai reali fabbisogni.

Le tre Associazioni territoriali di Brescia, Cremona e Mantova si sono incontrate oggi presso la sede di Associazione Industriale Bresciana per firmare il nuovo protocollo di intesa, di cui sono state poste le basi durante l’incontro operativo che ha sancito a febbraio 2017 il momento della nascita del Digital Innovation Hub della Lombardia Orientale.

Il protocollo d’intesa oggi sottoscritto dai tre Presidenti di Associazione Industriale Bresciana, Associazione Industriali Cremona e Confindustria Mantova, si concretizza nella nuova “Rete Servizi Innovativi per le Aziende” che si pone come obiettivo l’erogazione di servizi alle aziende associate, la realizzazione di progetti comuni di collaborazione e la creazione di iniziative orientate allo sviluppo delle imprese che sappiano valorizzare allo stesso tempo le esperienze e le specificità territoriali.

Dichiara Marco Bonometti, Presidente di Associazione Industriale Bresciana: ”Questo progetto nasce per realizzare iniziative concrete che mettano sinergicamente a sistema la molteplicità delle filiere dei nostri territori. Un’operazione importante che saprà dare sostegno ai nostri imprenditori. Ringrazio i miei colleghi di Cremona e Mantova e i rappresentanti delle nostre tre Camere di Commercio per aver creduto con noi in questo progetto, mettendosi con serietà al servizio delle imprese, cosa mai scontata”.

Aggiunge Umberto Cabini, Presidente di Associazione Industriali Cremona “Ringrazio Marco Bonometti per questa opportunità. Finalmente si apre un nuovo dialogo: una sfida per fare sistema con la finalità di erogare nuovi servizi alle territoriali, facendo economie di scala”.

Conclude Alberto Marenghi, Presidente di Confindustria Mantova “Oggi è un giorno importante. Credo molto in questo progetto e sono sicuro che continueremo a fornire servizi di eccellenza ai nostri Associati”.

A seguito della firma del protocollo, i Presidenti delle tre Associazioni territoriali si sono riuniti con i rappresentanti delle tre Camere di Commercio, Giuseppe Ambrosi – Presidente della Camera di Commercio di Brescia, Maria Grazia Capelli – Segretario generale della Camera di Commercio di Cremona e Carlo Zanetti – Presidente della Camera di Commercio di Mantova per confrontarsi sulle prossime iniziative a sostegno del sistema impresa.

Dichiara Giuseppe Ambrosi, Presidente della Camera di Commercio di Brescia “Dobbiamo evitare dispersione di risorse e restituire al territorio quanto da loro investito in termini di servizi e di sostegno. La Camera di Commercio di Brescia aderisce con grande entusiasmo a questa iniziativa di mutua collaborazione tra territori vicini per storia e cultura imprenditoriale”.

Ribadisce Maria Grazia Capelli Segretario generale della Camera di Commercio di Cremona “La situazione attuale ci spinge ad operare in un’ottica di sussidiarietà destinando le risorse a creare servizi per le imprese, in modo sinergico evitando inutili duplicazioni, come più volte indicato dal Presidente Auricchio e dalla giunta e dal consiglio camerale”.

Sottolinea infine Carlo Zanetti, Presidente della Camera di Commercio di Mantova “Un’ottima iniziativa e credo che noi tre camere di commercio dobbiamo diventarne il braccio operativo per finalizzare i nostri migliori servizi a supporto delle aziende”.

Split payment, Confartigianato protesta. Massetti: si aggravano i problemi delle imprese

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Personaggi by

Un favore, l’ennesimo, allo Stato e sempre meno liquidità per le imprese. L’estensione del meccanismo dello split payment alle società pubbliche fa arrabbiare Confartigianato Brescia. Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Lo split payment continuerà a complicare la vita di piccoli e medi imprenditori». Nella manovra economica, il Governo ne ha infatti esteso l’applicazione alle società pubbliche. Il meccanismo, introdotto nel 2015 per combattere l’evasione dell’Iva, obbliga la pubblica amministrazione a trattenere e versare direttamente all’erario l’IVA sulle fatture emesse dai propri fornitori. Risultato: le imprese rimangono in credito d’imposta e devono aspettare molti mesi prima di vedersi rimborsata l’Iva. Già, perché lo Stato è un esattore velocissimo quando si tratta di incassare, ma se deve saldare i suoi debiti, è un pagatore lentissimo. A denunciarlo Confartigianato: «Con l’estensione dello split payment – prosegue il presidente Massetti – si aggravano i problemi di liquidità delle imprese che forniscono beni e servizi agli enti pubblici. Oltre ad attendere mesi per vedersi saldate le fatture, devono aspettare altro tempo per ottenere il rimborso dell’Iva. Come se non bastasse, devono sborsare altri soldi per i costi amministrativi legati agli adempimenti per presentare istanza di rimborso. Una situazione insostenibile denunciata già due anni fa da. Contestiamo un meccanismo con il quale lo Stato finisce per fare cassa sulle spalle delle imprese oneste. Per combattere l’evasione dell’Iva c’è un modo molto semplice e a costo zero per gli imprenditori. Si chiama fatturazione elettronica ed è obbligatoria dal 2015 per le imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica Amministrazione» conclude Massetti. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, in Italia la quota di aziende che emette fatture elettroniche è pari al 30,3%, vale a dire il 12,5% in più rispetto alla media europea. Inoltre, tra il 2014 e il 2016 le imprese che inviano fatture elettroniche sono aumentate del 25%, a fronte di un ridotto incremento del 6,5% nell’Unione europea. Quindi, secondo Confartigianato, invece di caricare le aziende in regola di inutili costi e burocrazia, basterebbe far funzionare e monitorare gli strumenti che permettono di colpire i ‘furbi’. Ma proprio qui sta il problema: lo Stato, non soltanto non riesce a pagare i suoi creditori, ma non riesce nemmeno a controllare a quanto ammontano i suoi debiti verso le imprese. A dirlo, ancora una volta, è Confartigianato sulla base del Documento di economia e finanza presentato dal Governo. Si scopre così che a fronte di oltre 27 milioni di fatture ricevute da 22mila pubbliche amministrazioni, mancano i dati sui pagamenti per circa 12 milioni di fatture, vale a dire il 44% del totale.

Nomine, ecco chi ha scelto il sindaco per Brescia Mobilità, Centro Padane e Centrale

in Comune di Brescia/Economia/Istituzioni by

Il Sindaco di Brescia Emilio Del Bono nei giorni scorsi ha nominato cinque persone nel Collegio Sindacale di Brescia Mobilità, una persona nel Consiglio di Amministrazione di Autostrade Centro Padane e tre persone nel Collegio Sindacale di Centrale del Latte di Brescia Spa.

Sono tutti professionisti che potranno dare un valido contributo alla realtà nella quale andranno a operare.

Antonio Passantino, nominato Presidente del Collegio Sindacale di Brescia Mobilità, è laureato in economia ed è Presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Brescia. Ha ricoperto incarichi di consigliere, sindaco e revisore in banche, società finanziarie e immobiliari e all’interno di enti a carattere pubblico. Attualmente ricopre la carica di curatore fallimentare del gruppo Finmatica Spa e quella di sindaco effettivo nella Società Esercizi Aeroportuali Spa che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa.

Luisa Anselmi, nominata membro effettivo del Collegio Sindacale di Brescia Mobilità, si è laureata in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Verona. Ha lavorato come consulente fiscale e come docente universitaria collaborando con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 1994 è Dottore Commercialista e Revisore Legale, con proprio studio a Brescia. È inoltre Ispettore Confederale iscritto nell’Elenco Nazionale dei Revisori di Società Cooperative dal 1995. Esperta in materie contabili e fiscali per il Tribunale di Brescia, è iscritta alla Camera Arbitrale di Brescia.

Alberto Papa, nominato in qualità di membro effettivo del Collegio Sindacale di Brescia Mobilità, è Dottore Commercialista e revisore unico. Da settembre 2013 è Presidente del collegio sindacale della Bcc Agrobresciano di Ghedi, dal 28 febbraio è revisore unico del Comune di Moscazzano (Cr). Vanta numerose esperienze in operazioni aventi come oggetto fusioni, scissioni, conferimenti di società/rami d’azienda operanti nei servizi pubblici locali.

Carlo Valetti, nominato membro supplente del Collegio Sindacale di Brescia Mobilità, è Commercialista e revisore contabile. Ha ricoperto numerosi incarichi come sindaco e presidente in diversi Cda di aziende comunali costituite per  la gestione di farmacie. Da gennaio 2014 al 2016 è stato revisore contabile unico per il comune di Robecco D’Oglio e, dal 2015 ad oggi, revisore dei Conti del Comune di Torre d’Isola.

Mariacristina Zola, nominata membro supplente del Collegio Sindacale di Brescia Mobilità, è iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti, al Registro dei Revisori Contabili e al Registro dei Revisori degli Enti Locali. Ha svolto il ruolo di Presidente del Collegio Sindacale di Valbona srl. ed è sindaco supplente per diverse aziende tra cui Bonera spa e Franzil & C. srl.

Gianpaolo Magnini, nominato membro effettivo e presidente del Collegio Sindacale di Centrale del Latte Spa, è iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brescia dal 1995. È Revisore Contabile dal 1999 ed è iscritto nel Registro dei Revisori di Cooperative presso il Ministero del Lavoro dal 1993. Ha ricoperto incarichi in numerose società tra i quali quello di presidente del collegio sindacale di Lazzarini Srl, Cooprolama Sca, Agrilatte Sca, Co-Pre Sc e Centrale del latte di Brescia Spa. È stato inoltre revisore contabile di Co. Pag. Sca e della Fondazione Teatro Grande di Brescia.

Marco Orazi, nominato membro effettivo del Collegio Sindacale di Centrale del Latte Spa, si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Brescia nel 1991. È iscritto al Registro dei Revisori legali dei conti, all’elenco dei Revisori dei Conti degli Enti Locali tenuto dal Ministero dell’Interno, all’Albo degli Amministratori Giudiziari tenuto dal Ministero di Grazia e Giustizia e all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale di Brescia. Ha maturato specifiche esperienze nell’ambito di ristrutturazioni- riorganizzazioni di aziende colpite dalla crisi economica.

Marco Gerolimich, nominato membro supplente del Collegio Sindacale di Centrale del Latte Spa, si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Brescia nel 1985. Svolge l’attività professionale di Dottore Commercialista dal 1988. È iscritto al Registro dei Revisori Contabili, all’Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale di Brescia, nell’elenco Arbitri della Camera Arbitrale di Brescia e all’Albo delle Esecuzioni Immobiliari presso il Tribunale di Brescia. In qualità di Revisore Contabile svolge l’attività di controllo legale dei conti quale Membro di Collegi Sindacali di società per azioni e a responsabilità limitata nonché Revisore dei Conti di Fondazioni, Associazioni e Cooperative.

Eugenio Massetti, nominato membro del Consiglio d’Amministrazione della società Autostrade Centro Padane Spa, è specializzato in contabilità e gestione d’azienda, lingue e utilizzo di programmi di grafica.

Ha ricoperto il ruolo di componente in diversi Cda e quello di Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, Upa Servizi, ANCOS Circolo culturale Brescia e Fondazione Museo Diocesano di Brescia. Attualmente svolge l’incarico di componente della Giunta nazionale di Confartigianato con delega Energia Multiutility.

INNOVATION CLUB/12. La realtà virtuale trasformerà il Web in un’esperienza immersiva

in Economia/Innovation club/Partner/Rubriche/Web e digitale by

Volendo approfondire un discorso sui media digitali del futuro, non si può non introdurre le teorie di Marshall McLuhan. Secondo il grande sociologo canadese ogni medium è un’estensione dell’uomo.  Nell’era della meccanica l’uomo aveva operato un’estensione del proprio corpo in senso spaziale; nell’era dell’elettricità e della trasmissione elettromagnetica l’uomo ha esteso il proprio sistema nervoso centrale sino ad incorporare tutta l’umanità, abolendo i precedenti concetti deterministici di spazio e di tempo. 

L’evoluzione del mondo Web negli ultimi decenni non ha fatto altro che mettere in connessione l’intera conoscenza ed esperienza umana in una rete unica. Nei prossimi anni non basterà più condividere sui social una foto o un video. Sentiremo il bisogno di mettere online le nostre esperienze e frammenti della nostra vita reale, in modo tale che altri possano viverle esattamente come le abbiamo vissute noi. Sarà possibile sentirci ancora più vicini ai vip “rivivendo” le loro esperienze condivise sui social. Proprio a questo ha sicuramente pensato Mark Zuckerberg quando lo scorso anno pagò 2 miliardi di dollari per comprare Oculus VR. Adesso quest’investimento sta per dare i primi frutti: al recente Facebook F8 Conference sono state annunciate le prime versione virtuali delle proprie applicazioni. Quanto presentato da Facebook può offrici una previsione del web del futuro.

Spesso possiamo trovare tracce del nostro futuro non nei saggi, nei numeri e nelle ricerche di mercato, bensì nei romanzi e nella fiction. Neal Stephenson, scrittore-guru della fantascienza, crea il suo capolavoro Snow Crash e, con esso, il Metaverso, vero e proprio successore di Internet come lo conosciamo noi ora. Il Mataverso viene descritto come un “mondo virtuale collettivo e condiviso in 3D’, in cui possano convergere lo spazio fisico e quello virtuale.  In Snow Crash, Hiro Protagonist – il cui nome ci ricorda l’importanza degli archetipi nella narrazione – è un hacker freelance che a all’America al collasso preferisce il ‘meta universo’, una somma di realtà virtuale, tecnologia 3D e realtà aumentata, il tutto alimentato da un Internet super-veloce. Come fanno Parzival e Hiro ad entrare nei loro nuovi mondi virtuali? Indossando e utilizzando periferiche e strumenti di realtà virtuale.

Tutto questo è solo fantascienza? Oppure potrebbe essere una descrizione del futuro del business ? Per una prima risposta, chiedete pure della Realtà Virtuale.

La tecnologia del virtuale svolge un ruolo fondamentale nell’influenzare le aziende che devono riprogettare le loro strategie. La realtà virtuale potrebbe diventare il prossimo passo in un percorso pieno di opportunità già dominato dalla cosiddetta ‘wearable technology’, che sta cambiando il modo in cui i clienti vivono i prodotti. Gli sviluppatori di videogiochi e software fin da subito hanno mostrato grande interesse per questa nuova tecnologia, ma non sono certo gli unici. In Norvegia, ad esempio, l’esercito ha iniziato a utilizzare la Realtà Virtuale per insegnare la guida dei carri armati e simulare una vera e propria campagna militare. Una inversione interessante dai giochi progettati per simulare la guerra alla guerra simulata con appendici videoludiche. Tutto si riduce solo a gioco e guerra, come al solito? Non proprio, perché ci sono ancora molte altre opportunità da esplorare.

Il mondo aperto dalla realtà virtuale è ancora ricco di percorsi inesplorati, che investono anche il rapporto tra aziende e clienti. Perché non creare un’app customer-facing per passare da un sito di e-commerce statico tradizionale a un vero e proprio concept store virtuale, in grado di offrire una straordinaria customer experience nel momento in cui il cliente sta osservando il tuo prodotto o servizio? Sei un marchio del retail, dell’automotive o della moda e lusso? Perché non offrire uno ambiente digitale che i tuoi clienti possano visitare, dove possano esplorare, ricercare e addirittura toccare i tuoi prodotti? L’unico limite sarà dato da immaginazione e creatività.

Sempre nella recente conferenza “Facebook F8” Zuckerberg ha toccato il tema della R&D con Building 8, il suo centro ricerca che sta sviluppando alcuni progetti fantascientifici: 

1. Il primo consente alle persone di scrivere attraverso gli impulsi del proprio cervello. Le persone non dovranno più digitare ma potranno solo pensare e il loro pensiero sarà tracciato con sensori esterni e che possano essere prodotti in grandi numeri.

2. Il secondo progetto permetterà alle persone di provare emozioni attraverso la pelle.

Queste due tecnologie potrebbero essere delle naturali estensioni sensoriali delle Realtà Virtuale. Il futuro ci riserverà molte sorprese.

Apindustria Brescia, a fine maggio il rinnovo delle cariche

in Api/Associazioni di categoria/Douglas Sivieri/Economia/Personaggi by

Bilancio di fine mandato per Douglas Sivieri, 49 anni, titolare dell’azienda IT Core alla guida di Apindustria da tre anni. In un’intervista video realizzata nell’ambito della newsletter istituzionale associativa «Diamo voce all’imprenditoria bresciana», Sivieri non rivela se si ricandiderà per un altro triennio alla presidenza di Apindustria – a fine maggio ci sarà il rinnovo delle cariche – ma ne approfitta per tracciare un bilancio di quanto fatto finora.

«Apindustria è cresciuta e si è ben equilibrata rispetto alle esigenze degli associati – afferma -. Per me è stata un’esperienza straordinaria: l’associazione è un ecosistema complesso che si può conoscere bene solo dall’interno». Corpi intermedi in crisi? «Solo quando sono scollegati dalla realtà e dalla struttura produttiva: se raccolgono e fanno proprie le esigenze degli associati sono ancora fondamentali. Apindustria – spiega Sivieri – questo ha cercato di fare, strutturandosi al proprio interno, dando vita a nuovi servizi, cercando di essere più presente nel dibattito cittadino e nazionale per sostenere e dare voce alle istanze degli associati». Il prossimo futuro di Apindustria Brescia? «Forse un po’ più semplice, soprattutto per quanto riguarda la parte infrastrutturale, ma molto abbiamo ancora da fare». I rapporti con Aib? «Domanda invasiva, non rispondo», glissa il presidente. E quelli con i sindacati? «Buoni, a dispetto delle differenze, anche culturali. Sono state relazioni leali, di confronto vero, senza preconcetti, a volte anche antipatiche ma sempre oneste. Di sicuro non siamo più nell’Ottocento».

Infine un voto all’economia bresciana: «Direi almeno sette e mezzo. L’economia bresciana ha dimostrato di saper volare molto in alto ed è fatta di imprenditori capaci e affezionati all’idea di successo». Si poteva fare di più? «Forse, ma siamo una piccola provincia in mezzo alla globalizzazione». Neanche una nota dolente? «Forse è mancata la velocità di adattamento al mondo digitale, ma questo non è un problema solo bresciano». E comunque, volenti o nolenti, «tutti quanti dovremo affrontare questo nodo insieme nei prossimi anni». A fine maggio il rinnovo delle cariche di Apindustria, associazione che quest’anno compie i 55 anni di attività e fa parte di un sistema nazionale che ha al proprio vertice Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media impresa.

INNOVATION CLUB/11. Welfare 4.0, Sicurezza sul lavoro, benessere e innovazioni. Intervista a Massimiliano Pasini

in Economia/Innovation club/Lavoro/Partner/Rubriche by
Intervista a Massimiliano Pasini, giovane imprenditore alla direzione di un’azienda dalla tradizione decennale, fra le prime in Italia nel settore della sicurezza sul lavoro, ambiente e medicina del lavoro.

Buongiorno Massimiliano, Lei è un giovane imprenditore alla direzione di un’azienda dalla tradizione decennale, fra le prime in Italia nel settore della sicurezza sul lavoro, ambiente e medicina del lavoro.

Quali relazioni fra Industria 4.0 ed una realtà come la vostra?
A dire il vero sono AD di Fleming Tecna Srl, il Gruppo Fleming Tecna è composto anche da Poliambulatori Fleming Tecna s.r.l., per la quale l’A.D. è mia sorella Simona. Il gruppo oggi si occupa di tutto quanto attiene la prevenzione. Di fatto abbiamo sviluppato tre grandi filoni che guardano aspetti diversi, ma fra loro coordinati e dipendenti, ovvero: la medicina del lavoro, la sicurezza sul lavoro e la medicina privata in regime poliambulatoriale. Ognuno dei tre settori è caratterizzato da una forte propensione al rinnovamento, allo sviluppo e all’innovazione.

Si può fare innovazione anche in un settore normato legislativamente?
Certamente. Anzi, si deve fare innovazione. È un obbligo, sancito normativamente. Il datore di lavoro deve adottare tutto ciò che il mercato mette a disposizione per prevenire gli infortuni e le malattie professionali.
Noi iniziamo ad occuparci di medicina e sicurezza sul lavoro molti anni prima che il Dlgs 626/94 fosse pubblicato. Anticipando una sensibilità che andava diffondendosi, dice qualcuno, guardando al futuro e anticipando i tempi dico io.
Nel nostro campo la ricerca di soluzioni nuove a problemi vecchi è la chiave di volta. È un obbligo, oltre che un dovere ed è una traccia costante nel nostro lavoro…
Eraclito sostiene che “non c’è nulla di immutabile tranne l’esigenza di cambiare” di questa massima abbiamo fatto, da sempre, il nostro leitmotiv stringendo collaborazioni e partnership, mettendo in relazione aziende diverse alla ricerca di soluzioni condivise. Alle volte per imposizione legislativa…altre anticipando i tempi dell’obbligo. Il cambiamento come anima del miglioramento, continuo e costante. Come tensione a migliorare le condizioni di lavoro, la salute il benessere dei lavoratori e conseguentemente il benessere dell’azienda, la produttività, la qualità.
Essere innovativi non significa solo ed esclusivamente digitalizzare i contenuti, cosa che abbiamo fatto. L’informatica, la ricerca, la tecnologia sono solo strumenti.
Essere un’impresa innovativa è, in primis, uno stato mentale dell’imprenditore… significa stare attenti ai nuovi strumenti disponibili per utilizzarli al meglio, significa mettersi a disposizione con tempo e risorse per implementare le nuove tecnologie al fine di migliorare continuamente.

Ha parlato di tre settore paralleli, sviluppati all’interno del gruppo, all’insegna dell’innovazione. Quali sono gli altri?
Uno, strettamente correlato alla realtà di cui abbiamo parlato è la Formazione. Un settore su cui abbiamo investito molte energie negli ultimi anni con l’obiettivo…o meglio l’ambizione di innescare, anche in qualcun altro la voglia di cambiare, di intraprendere nuove strade, provare nuove esperienze, fare innovazione a loro volta. Credo che il miglioramento continuo sia endemico, se stai con persone stimolate e stimolanti, se ti confronti con qualcuno capace di accendere l’interesse e la fiamma della curiosità, la voglia di percorrere nuove strade, allora stai facendo, a tuo modo, innovazione.
Anche se abbiamo scelto, da tempo, di utilizzare tutte le tecniche formative possibili: formazione d’aula, a distanza, in differita, in diretta streaming …abbiamo voluto approcciare la formazione in maniera innovativa coinvolgendo docenti innovatori, esperti innovatori, imprenditori innovatori che sono testimoni di nuovi strumenti o nuovi processi e che vogliano mettere a fattor comune le proprie soluzioni o idee al fine di rendere il corso un’esperienza stimolante per i partecipanti … Ecco in questo senso facciamo innovazione…trasformandoci in un ponte, se serve!

Fin qui tutto chiaro, ma è sempre possibile innovare?
Come dicevo prima si, è sempre possibile innovare, ma dobbiamo metterci d’accordo sul fatto che innovare non significa rincorrere le mode del momento…ad esempio per quanto riguarda la medicina del lavoro: da anni cerchiamo un modo valido per digitalizzare il libretto sanitario dei lavoratori, ma purtroppo ad oggi la normativa non ce lo permette appieno.
Il nostro dovere nell’assistere i clienti, è garantire che i documenti che archiviamo siano gestiti in maniera puntuale e rigorosa, se un domani tali documenti dovranno essere presentati a un giudice penalista gli stessi dovranno avere piena validità legale; ad oggi, i documenti digitali ammessi per moltissime pratiche non lo sono per la nostra, o meglio non lo sono per come noi intendiamo il nostro lavoro. Siamo da 36 anni nel campo ne abbiamo viste di tutti i colori e per esperienza sappiamo che la prevenzione non è mai troppa nemmeno nel conservare documenti manoscritti e firmati in maniera autografa anche se meno “IoT” e un po’ retrò.
Detto ciò anche in materia si innova non sulle tecniche di archiviazione digitale ma sulle strumentazioni diagnostiche. Essendo stati nel 1981 i pionieri del mercato (non esistevano all’epoca aziende private di medicina del lavoro) siamo stati anche i primi a implementare tra le nostre dotazioni quello che oggi chiamiamo “mezzo mobile” che non è altro che un “furgone” allestito ad ambulatorio, dotato di cabina silente per le audiometrie, cabina per l’effettuazione delle lastre RX e tutto ciò che occorre per andare nelle aziende nostre clienti ed effettuare la sorveglianza sanitaria in loco.
Molto stiamo facendo negli ultimi anni per integrare le strumentazioni diagnostiche con i sistemi digitali, al fine di permettere ai nostri collaboratori medici specialisti di refertare gli esami a distanza e ottimizzare così i costi.

E della salute delle persone, cosa può dire?
Questo, insieme alla medicina del lavoro è un settore che segue mia sorella, ma lo spirto non cambia così ci ha insegnato nostro padre Pasini Ultimo fondatore e coideatore delle società.
Ad esempio, proprio nel mese di Febbraio, abbiamo inaugurato un ambulatorio vulnologico innovativo, per la cura della ulcere cutanee che sfrutta la tele-diagnostica per contenere i costi.
Dopo una prima visita con il Chirurgo responsabile, le medicazioni potranno essere effettuate a domicilio del paziente da personale infermieristico (e quindi senza coinvolgere fisicamente il medico) a un costo maggiormente contenuto pur mantenendo gli stessi standard di controllo e sicurezza per il paziente stesso.

Tra le vostre attività fate anche tanto altro. Cosa crede che cambierà nel prossimo futuro?
Nel breve termine prevedo una modifica sostanziale nell’ implementazione dei sistemi di gestione qualità, sicurezza, ambiente ecc.. Nella sezione che si occupa di sistemi di gestione in Fleming tecna con l’innovazione digitale e le nuove tecnologie già oggi stiamo rimodulando i documenti, le procedure, i manuali. ne è conseguenza che a breve il lavoro del “responsabile della qualità e/o dei sistemi di gestione interno all’azienda” inevitabilmente cambierà e non dovrà più stare in ufficio a controllare le “carte di sistema” ma sarà più efficacemente impegnato nel sistema stesso. Oppure si dovrà reinventare come privacy officer per occuparsi della gestione dei dati aziendali nel rispetto della normativa e delle nuove norme tra cui Lo standard Iso/Iec 27001 (Sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni ) che dovrà essere implementato in tutte quelle aziende che trattano dati conto terzi.
In senso più generale per quanto riguarda le imprese e nello specifico le imprese manifatturiere lombarde, credo che siano parte attiva di un cambiamento già in essere e che a breve le vedrà passare dalla lavorazione conto terzi alla customizzazione per il cliente finale.

INNOVATION CLUB/10. L’Innovazione sotto la lente dell’HR: intervista a Laura Iacci di Skill Risorse Umane

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Quante volte uno specialista HR incontra sul suo percorso le tematiche di innovazione, creatività, ricerca & sviluppo? Ne parliamo con Laura Iacci, amministratore di Skill Risorse Umane, società di selezione del personale, consulenza e formazione. Nata nel 1999, Skill ha da sempre una mission ben precisa: mettere la persona al centro, mirando al benessere dell’organizzazione e alla sua crescita, sia in termini di business sia di efficienza organizzativa.

“Nel 2017, con l’avvento della rivoluzione 4.0, il processo di selezione in primis non può prescindere dal sondare le capacità innovative del candidato: è ormai da qualche anno che stiamo registrando, da parte di aziende più o meno strutturate, la necessità di implementare, accanto ai canonici uffici tecnici, le divisioni R&D, votate all’innovazione di processo e di prodotto. “Pensiero divergente, sviluppo ideativo e creativo: sono le caratteristiche cognitive che siamo chiamati a rilevare nei candidati ideali per la funzione R&D” spiega Laura Iacci.

Una persona dotata di attitudine innovativa può essere ricercata all’esterno dell’organizzazione ma, in molti casi, può già “nascondersi” tra le fila dei dipendenti dell’azienda: anche in questo caso Skill interviene a fianco dell’impresa, andando a scovare i talenti creativi già impiegati nelle varie divisioni: entra qui in gioco il servizio di consulenza e, nello specifico, quello di Assessment: una serie di colloqui strutturati, test e interviste “con la finalità di fornire all’impresa informazioni sul potenziale creativo/innovativo dei propri collaboratori, per far emergere i talenti e facilitarne l’espressione”.

A tal proposito Skill ha ideato un prodotto dedicato, l’Isa – Innovation Skill Assessment: “Mediante la nostra metodologia ISA abbiamo messo a punto un processo valutativo che consente di rilevare tutte quelle componenti dell’individuo (capacità e tratti) che sottostanno alla capacità creativa. Attraverso specifici strumenti è possibile effettuare un bilancio delle capacità/potenzialità creative delle persone” spiega, entrando nel dettaglio, Iacci.

Analizzando il quadro degli strumenti messi in campo per sviluppare tali capacità non si può dimenticare ciò che rappresenta il fulcro di ogni processo di crescita: la formazione.

L’amministratore di Skill Risorse Umane evidenzia: “Abbiamo sviluppato una serie di percorsi formativi ad hoc, gli esempi più recenti all’Ordine degli Ingegneri e per una grossa realtà aziendale appartenente al comparto Automotive, in questo caso rivolto ai progettisti. I corsi miravano a fornire metodologie e strumenti di facilitazione della creatività, o meglio, della “cre-attività”.

Skill sta inoltre attualmente collaborando all’interno di un esempio virtuoso di alternanza-scuola lavoro: i ragazzi delle classi quinte dell’Itis Beretta di Gardone Val Trompia sono coinvolti, con la supervisione degli specialisti delle Industrie Saleri Italo e di un formatore Skill, nel progetto “Mobilità Futura”, chiamati a realizzare un esempio pratico di mobilità sostenibile, sempre mettendo al centro le proprie doti creative: “anche in questo caso parliamo di innovazione allo stato puro, indagata e facilitata non più in dipendenti ma in studenti delle scuole superiori, a dimostrazione di come tale capacità sia la leva sulla quale costruire le competenze del futuro” conclude Laura Iacci.

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